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Celle

Messaggioda Emmett » 09/08/2015, 21:57

12 Settembre 2110 | Prigione di Azkaban | 21:46


Chadwick!

Immagine


... Cosa vuoi?

Che c'è?
Hai voglia di prenderle, imbecille?


Fammi vedere che sai fare mezza sega.

La guardia stava per partire col manganello ma venne intercettata da un superiore che la fermò per il braccio armato.

Ricordi?
Ci hanno ordinato di non toccarlo!


Questo stronzo se le tira appresso le botte!

Ripeto: cosa volete?

Hai visite.

Io?
Visite?
Tsk...


Sly si mise in piedi, con i polsi incatenati e lo sguardo freddo e infastidito, anzi, forse sarebbe stato meglio definirlo incazzato.
Quella sera per poco non aveva ingoiato una lametta di metallo nascosta nel minestrone di pollo, probabilmente fatta arrivare lì dentro dall'idiota della cella 144 che il giorno prima aveva preso a calci durante l'ora d'aria con estrema facilità. Si era fatto parecchi nemici in pochissimo tempo. Stava da un mese lì dentro e nessuno si avvicinava alla sua prigione se non strettamente necessario, come in quel caso. Mentre camminava verso la sala delle visite, Emmett non faceva altro che guardarsi intorno per cercare di capire come fare ad uscire di lì. Era questione di ore e sarebbe morto ammazzato. La Setta, adesso che si era ribellato, non lo riteneva più importante, era divenuto sacrificabile, un monito nei confronti di chiunque avesse provato ad emularlo o addirittura seguirlo. Le porte blindate però apparivano inespugnabili e le finestre davano su strapiombi altissimi. Quella non era una semplice prigione per maghi, era Azkaban, il luogo di non ritorno, il buco nero dal quale nessuno usciva se non aiutato dall'interno, ma lui doveva dimostrare che erano solo dicerie, lui doveva riuscire ad evadere ed andare ad avvisare le persone giuste, costituire il suo gruppo di combattenti che avrebbe chiamato semplicemente "La Resistenza", persone volenterose di fermare l'avanzata della Setta dei 12, un esercito in grado di far capire a quel gruppo di pazzi fanatici quale fosse il loro posto, ovvero un fottuto manicomio. Aveva ancora nella memoria i ricordi riguardo le Aberrazioni e il loro scopo. Persone create artificialmente, modificando una base normale, una base che non era nient'altro se non un'anima meritevole di crescere e formarsi come tutte le altre, senza vincoli od obblighi.
Lui doveva fermare tutto ciò o per lo meno provare a salvare il salvabile. Perché? Bella domanda: se l'era posta moltissime volte durante le notti, in cella, trovando sempre la stessa risposta. Forse il motivo era il normale rispetto nei confronti della vita, un rispetto che agli scienziati della Setta mancava del tutto. Camminando lentamente raggiunse una grande stanza con al centro un tavolo rettangolare consumato e metallico. Lo fecero sedere, vincolandolo ad esso con delle catene, impedendogli di muoversi. Sbuffò spazientito, chiedendo per lo meno un bicchiere d'acqua, senza mai abbassare lo sguardo o mostrarsi spaventato, preoccupato. Ne aveva viste troppe in mezzo alla strada per sentirsi intimorito da quelle guardie da quattro soldi.
Non appena la porta si aprì di nuovo ed entrò il misterioso visitatore, Sly lo osservo inarcando un sopracciglio, per poi fare un piccolo sbuffo quasi ironico.
Doveva essere diventato proprio un tipo importante se avevano mandato addirittura il Tredicesimo per farlo fuori con delicatezza.

Perché mai il Supremo dovrebbe sprecarsi nel mandare te a fare due chiacchiere col sottoscritto?
D'accordo, ho il Black Star, ma ce ne sono di elementi migliori, potrei tranquillamente definirmi sacrificabile.
Intendi forse convincermi a far finta di essere cieco e sordo?


Spoiler:
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Messaggioda Marcus » 10/08/2015, 15:39

°Berlino - Germania - 12 Settembre 2110 - ore 21.16°

Immagine


Era piacevole confondersi tra i babbani, ogni tanto.
Marcus non l'avrebbe mai ammesso ad anima viva - nemmeno a Veronique - ma ogni tanto gli piaceva estraniarsi dal mondo magico, da quella realtà che gli aveva tolto tanto... ma gli aveva anche regalato tanto; in quell'ultimo periodo, in particolar modo, essere Marcus Azhad comportava non pochi vantaggi: il Supremo gli aveva proposto di diventare uno dei Dodici, con tutto ciò che da questo conseguiva, scatenando il panico in Tezzereth disposto a tutto - anche a concedergli lo scettro dell'Organizzazione dopo la morte della Bergman - pur di salvarsi. Il Tredicesimo era altresì convinto che anche alcuni dei Dodici, avendo accettato di schierarsi con Al Shamshir, si sentissero in qualche modo minacciati... ma non gli importava.
Marcus, questo forse l'aveva capito solo Veronique, agiva solo per il bene di Marcus, e per i propri interessi: la facciata, tuttavia, era e restava importante, il che spiegava perché non fosse a casa con la piccola Vireau quella sera di Settembre; il Supremo gli aveva ordinato di parlare con Emmett per convincerlo a ragionare, ma Azhad sapeva bene che, come dicevano i babbani, buon sangue non mente.
C'era piuttosto da chiedersi come rendere utile e proficua la sua esistenza, ed era esattamente su questo che l'uomo stava riflettendo nei minuti che precedevano l'incontro col Chadwick: aveva affittato un'automobile, per l'occasione, poiché guidare quelle assurde macchine babbane con cui i non-maghi si spostavano da un posto all'altro aveva l'inaspettato potere di renderlo più calmo, riflessivo e concentrato; aveva viaggiato per un paio d'ore a bordo di quel mezzo, ritornando infine dall'uomo che gliel'aveva messo a disposizione. Era lì, il tizio, a fissarlo da una breve distanza in attesa che Marcus scendesse dall'auto - e magari temendo che potesse rubarla da un momento all'altro.
Lui, invece, si trovava nel bel mezzo di una riflessione, e quasi gli veniva da ridere a pensare che sarebbe bastato un veloce quanto letale movimento di bacchetta per porre fine alla vita di colui che, ancora intento a studiare le mosse di Azhad, non immaginava minimamente chi avesse di fronte.
Scese dalla macchina, alla fine, facendo scrocchiare i muscoli del collo e riconsegnando la chiave al proprietario, oltre che ad un bel mazzetto di euro che fecero sorridere il tedesco - essendo ben più di quanto dovuto; lo salutò con un cenno del capo, si mise le mani in tasca e si allontanò a passo calmo, misurato, privo di fretta: il luogo a cui doveva arrivare, pur trovandosi sempre in Germania, non era raggiungibile a piedi, per questo si servì del primo vicolo buio per smaterializzarsi... e prepararsi ad incontrare il cuginetto.

°Prigione di Azkaban - Isola Heligoland - 12 Settembre 2110 - ore 21.46°


È già lì dentro?

Come da lei richiesto, signore.

Molto bene.

Altro dato interessante e capace di strappare ben più di un sorriso, era il controllo non ufficiale che la Setta aveva su Azkaban: per tutti era, naturalmente, la prigione in dotazione al Ministero della Magia... ma ufficiosamente, cosa che il Ministero stesso ignorava, era un luogo nel quale il Supremo decideva il bello ed il cattivo tempo, quali criminali lasciarvi marcire dentro e quali, invece, liberare - ovviamente facendoli credere morti, poiché nessuno poteva evadere dalla prigione e, se ciò fosse mai accaduto, i media non avrebbero perso tempo e si sarebbero gettati sulla notizia come tanti cani affamati con un solo osso a disposizione.
C'era poi qualcuno, qualche criminale, che effettivamente lasciava Azkaban come cadavere... e, nello specifico, Azhad era consapevole che Emmett sarebbe dovuto uscire da lì, nell'arco di pochi minuti, esattamente in quella forma.
... almeno in teoria.

Perché mai il Supremo dovrebbe sprecarsi nel mandare te a fare due chiacchiere col sottoscritto?
D'accordo, ho il Black Star, ma ce ne sono di elementi migliori, potrei tranquillamente definirmi sacrificabile.
Intendi forse convincermi a far finta di essere cieco e sordo?


Non gli rispose, in effetti sembrò quasi che nemmeno l'avesse sentito: fece cenno alla guardia di chiudere la porta della stanza, piuttosto, preoccupandosi di insonorizzarla e bloccarne la serratura - un altro dei vantaggi di essere lui, e non un visitatore qualsiasi; solo allora mise via la sua amata Samhain, che tante soddisfazioni gli aveva riservato nel corso degli anni.

... sei una gran delusione, Sly.

Gli occhi di Marcus si posarono pigramente su quelli di Emmett, vagando poi per la stanza che, a parte un tavolo, una sedia ed una minuscola finestrella, non presentava null'altro d'interessante; interlocutore escluso, ovviamente.
Mentre girava intorno al tavolo, il Tredicesimo si ritrovò a pensare quasi con ironia che le due persone a cui si era più legato all'interno della Setta - membri dei Dodici esclusi - erano anche le due che maggiormente volevano allontanarsi da essa: forse, dopotutto, non era poi tanto tagliato per fare il Mentore.

Quando ti ho incontrato, eri solo un ragazzino dei bassifondi: talentuoso, naturalmente, testardo e caparbio... ma sostanzialmente inutile.
Ti ho allenato, ti ho reso migliore, ti ho dato i mezzi per crescere... per reclamare il tuo posto nel mondo.
- si passò una mano sul mento, con fare pensieroso - Ricordi una delle prime lezioni che t'impartii, quando non eri altro che un ventenne bravo a rubare e a raccogliere informazioni?

Lui lo ricordava come fosse ieri, poiché era stato uno dei pochi insegnamenti impartitigli che non avevano riguardato il combattimento, la strategia, o la cultura del mondo dei maghi: al contrario, era stata una frase buttata lì quasi per caso... quasi, appunto.


Non dimenticarlo mai: il tempismo è tutto, Sly.
Usalo con saggezza, e diventerà la tua arma più potente.


Speravo prestassi maggiore attenzione alle mie parole... evidentemente ti ho sopravvalutato. - si umettò le labbra, freddo, calmo ed imperturbabile come sempre - Mi chiedi se sono qui per convincerti di qualcosa... mi pare ovvio che, se anche tentassi, tu non cambieresti idea, o non saresti finito qui dentro.
Hai scelto quale strada intraprendere, e ti ci sei buttato a capofitto, tenacemente... stupidamente.


Sguardo appena più duro, quasi di rimprovero, quello del Tredicesimo.

Ricordi?
Il tempismo è tutto, è la tua arma più potente: le scelte più azzardate, le decisioni più pericolose, se prese col giusto tempismo, possono infine rivelarsi vincenti.
Tu hai deciso di combattere contro la Setta, giusto o sbagliato che sia: e qual è stato il risultato? Finire in una cella ad Azkaban e morire per mano di chi ti ha fatto diventare degno del nome che porti.
Ora dimmi, Sly: una volta che ti avrò ucciso in questa stanza con un sol colpo di bacchetta, una volta cancellato il ricordo della tua esistenza sulla faccia di questa Terra, e credimi, non ci vorrà molto... quale sarà stato il tuo contributo alla causa per la quale sei stato evidentemente pronto a sacrificare te stesso, corpo ed anima?


Ma forse la vera domanda era: doveva voleva andare a parare Marcus Azhad?
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Messaggioda Emmett » 10/08/2015, 23:36

... sei una gran delusione, Sly.

Non rispose a quella provocazione, sapeva che non avrebbe condotto a nulla di buono e il litigio era l'ultimo tra i suoi ultimi desideri.
Attese che l'uomo si sedesse davanti a lui, osservandolo con aria seria e abbastanza distaccata, mentre Azhad era, come sempre, tranquillo e rilassato.
Fin da quando l'aveva conosciuto, Marcus aveva dimostrato di sapersi meritare il proprio posto di rilievo, eliminando avversari scomodi e trattenendo la propria posizione con una maestria davvero invidiabile. Sly era consapevole che nemmeno entro altri dieci anni avrebbe potuto raggiungere un tale livello di consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza. Nonostante questo, comunque, Emmett non si lasciava condizionare o scoraggiare: aveva optato per un percorso di formazione diverso, più rischioso, più tetro, un percorso che adesso lo condannava ad una fottuta cella dalla quale doveva assolutamente uscire.
Ora che il Tredicesimo non alzava ancora la bacchetta per metterlo fuori gioco, in un certo senso era come se avesse la consapevolezza di essere ancora in tempo per elaborare il giusto piano di fuga, già, ma quale?

Quando ti ho incontrato, eri solo un ragazzino dei bassifondi: talentuoso, naturalmente, testardo e caparbio... ma sostanzialmente inutile.
Ti ho allenato, ti ho reso migliore, ti ho dato i mezzi per crescere... per reclamare il tuo posto nel mondo.
Ricordi una delle prime lezioni che t'impartii, quando non eri altro che un ventenne bravo a rubare e a raccogliere informazioni?


Se c'era una cosa nella quale pochi battevano il giovane Chadwick era la resistenza nel silenzio. Emmett rispondeva solo se esageratamente provocato e la sua soglia era talmente alta da mettere in difficoltà anche i più fastidiosi tra i provocatori. In tal caso, Marcus non ci si stava nemmeno impegnando, per quello oltre al semplice silenzio, Sly annuì con la testa molto svogliatamente, sbuffando come se quella conversazione stesse diventando a tratti superflua.
Se non doveva farlo fuori allora perché cazzo continuava a chiacchierare? Come sempre Marcus in quegli occhi neri non conteneva altro se non enigmi.
Si mise più comodo, con la schiena appoggiata alla sedia ed anche le gambe sul tavolo, tanto la solfa si presentava ben più che lunga, ma in realtà stava ascoltando molto attentamente. Spavaldo sì, stupido un po' meno, per quanto il Tredicesimo la pensasse abbastanza diversamente.

Speravo prestassi maggiore attenzione alle mie parole... evidentemente ti ho sopravvalutato.
Mi chiedi se sono qui per convincerti di qualcosa... mi pare ovvio che, se anche tentassi, tu non cambieresti idea, o non saresti finito qui dentro.
Hai scelto quale strada intraprendere, e ti ci sei buttato a capofitto, tenacemente... stupidamente.


Evidentemente il Supremo ti ha ordinato di tentare ma già sapevi come sarebbe andata a finire...
... Tipico tuo prevedere le mosse altrui, mai pensato alla carriera di Divinante?


Ricordi?
Il tempismo è tutto, è la tua arma più potente: le scelte più azzardate, le decisioni più pericolose, se prese col giusto tempismo, possono infine rivelarsi vincenti.
Tu hai deciso di combattere contro la Setta, giusto o sbagliato che sia: e qual è stato il risultato?
Finire in una cella ad Azkaban e morire per mano di chi ti ha fatto diventare degno del nome che porti.
Ora dimmi, Sly: una volta che ti avrò ucciso in questa stanza con un sol colpo di bacchetta, una volta cancellato il ricordo della tua esistenza sulla faccia di questa Terra, e credimi, non ci vorrà molto... quale sarà stato il tuo contributo alla causa per la quale sei stato evidentemente pronto a sacrificare te stesso, corpo ed anima?


Hai così tanta voglia di fare una ramanzina a qualcuno che devi togliere di mezzo?
Non credo, sei il primo che parla di tempismo e lo manderesti a puttane sprecandolo con uno che secondo te è già morto.
Quindi fammi capire perché sei venuto qui.
Non sarò il maestro delle giuste scelte ponderate, ma non merito di rimanere nel bel mezzo delle tue frasi tanto sensate quanto criptiche!


In altre parole gli stava dando perfettamente ragione, pur spazientendosi.

E giusto per la cronaca, non sei stato tu a tirarmi su, a farmi diventare ciò che sono ecc. ecc.
Hai preso adeguatamente le distanze una volta allontanatomi dalla strada, affidandomi alla Luna Calante Julie, te lo sei dimenticato?
L'unico amico che avevo lì dentro era Lancelot e mi impedisti anche di frequentarlo eccessivamente...
... Vorrei proprio sapere in cosa mi hai reso migliore, ti prego illuminami!


Scosse il capo, gli occhi velati di un'amara tristezza, la tristezza di qualcuno che sapeva perfettamente a chi Marcus forniva tutto il suo appoggio e la sua attenzione costantemente e di certo non si trattava del Chadwick, bensì della francese Vireau, una con la quale nemmeno aveva un particolare legame sentimentale, bensì semplicemente affettivo. Aveva sempre considerato Veronique una specie di figura avversa, perché in Marcus avrebbe potuto trovare una sorta di fratello maggiore, mentre invece non era mai stato così. Sempre consigli dati qua e là, all'improvviso, spuntando dal nulla e poi tornando di nuovo lontano, come una meteora di passaggio nella volta celeste dell'esistenza di Emmett. Non pensava di meritarlo, ma in fondo non conosceva la verità.
Dannazione, nemmeno poteva incrociare le braccia al petto.

Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.
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Messaggioda Marcus » 11/08/2015, 0:48

Hai così tanta voglia di fare una ramanzina a qualcuno che devi togliere di mezzo?
Non credo, sei il primo che parla di tempismo e lo manderesti a puttane sprecandolo con uno che secondo te è già morto.


E questo non avrebbe forse dovuto farlo riflettere di conseguenza?

Quindi fammi capire perché sei venuto qui.
Non sarò il maestro delle giuste scelte ponderate, ma non merito di rimanere nel bel mezzo delle tue frasi tanto sensate quanto criptiche!


Sorrise, velatamente e in quel modo misterioso, criptico; sì, Emmett aveva detto bene: anni ed anni passati nella Setta avevano insegnato ad Azhad che la capacità di mantenere il mistero negli intenti - i propri, s'intendeva - era fondamentale quasi quanto il tempismo. Sarebbe mai arrivato ad un passo dal diventare uno dei Dodici, d'altronde, se si fosse mai azzardato a palesare le proprie azioni?

E giusto per la cronaca, non sei stato tu a tirarmi su, a farmi diventare ciò che sono ecc. ecc.
Hai preso adeguatamente le distanze una volta allontanatomi dalla strada, affidandomi alla Luna Calante Julie, te lo sei dimenticato?


Non dimentico mai le decisioni cruciali che ho dovuto prendere nel corso della mia vita.
Allontanarti è stata una di quelle.
- replicò il Tredicesimo, calmo e controllato come non mai.

L'unico amico che avevo lì dentro era Lancelot e mi impedisti anche di frequentarlo eccessivamente...
... Vorrei proprio sapere in cosa mi hai reso migliore, ti prego illuminami!


Ti ho dato qualcosa in cui credere, un motivo per andare avanti.
Ti ho insegnato a lottare per ottenere ciò che volevi con caparbietà e testardaggine maggiore, senza accontentarti del minimo indispensabile per sopravvivere.


Anche in quel caso, le similitudini tra il Chadwick ed il suo piccolo storno - sull'essersi limitati a sopravvivere per gran parte della loro vita - si sprecavano.

Ti sembra poco, Sly?

Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.


Come dicevo, ti ho sopravvalutato... non mi stavi ascoltando.

Si mosse, prendendo di nuovo a girargli intorno: appariva pensieroso, riflessivo, concentrato in chissà quali elucubrazioni mentali delle quali, in qualche modo, aveva deciso di rendere partecipe anche l'altro.

Fai un mucchio di domande... il problema è che non poni i quesiti giusti.
Ad esempio, ti sei mai chiesto a che pro allenarti personalmente per poi affidarti alla guida di qualcuno che nessuno ricondurrebbe facilmente a me?


Tutti, infatti, sapevano che tra Azhad e la Sanders non scorresse esattamente buon sangue.

... la Setta, lo sai bene, lavora per un obiettivo unico e globale, e si aspetta che tutti adempino ai loro compiti per raggiungere tale obiettivo: in tal senso, chiunque può avere il proprio modo di pensare, purché rispetti le volontà dell'Organizzazione, ne convieni?

Breve pausa, in attesa che lui parlasse/facesse un qualsiasi cenno d'assenso.

Nessuno avrebbe potuto impedirti di pensare che gli esperimenti sulle Aberrazioni siano una disgustosa follia, né che la Setta debba essere fermata: se avessi pensato prima di agire, come ho cercato di insegnarti per anni, ti saresti reso conto che, col giusto tempismo, avresti fatto del bene alla tua causa senza farti notare troppo.
Invece sei qui, in una cella di Azkaban, in prossimità della morte: e cosa ci hanno guadagnato i tuoi pensieri, i tuoi ideali, le tue convinzioni? Niente.


Si fermò di fronte ad Emmett, guardandolo intensamente negli occhi.

Quindi te lo chiedo di nuovo, Sly: quale sarà stato il tuo contributo nella lotta contro la Setta, una volta che sarai uscito di qui insieme a me come uno dei tanti cadaveri partoriti da questo buco dell'Inferno?

Nuovamente attese che l'altro parlasse, quasi sperando in una sua risposta - magari non avvelenata ed ottenebrata dalla rabbia, bensì umile e sincera - prima di sospirare e tornare a guardarsi intorno, con fare volutamente casuale.

Come dicevo... il tempismo è tutto, e saperlo usare è fondamentale.
L'unico modo per uscire di qui, e naturalmente intendo da vivo, sarebbe riuscire a calcolare quando e come metterlo a frutto, il tempismo...
- cominciò a dire, posando lentamente gli occhi su di lui - Ad esempio, tanto per azzardare una ipotesi, sfruttando la distrazione della guardia di fronte alla tua cella che, dopo la passeggiata serale, si dimentica di chiuderti dentro a chiave: a quel punto, sempre ipoteticamente, percorrere il corridoio e trovare libero il passaggio per lo sbocco esterno sarebbe altresì una bella fortuna, a patto di usare il giusto tempismo e non impiegare più di sette minuti per passare dalla tua cella alla porta di passaggio. Ancora, svoltare immediatamente a sinistra, percorrere le cucine della prigione in non più di quattro minuti, uscire dalla porta di servizio e trovare qualcuno lì, pronto ad aspettarti... beh, si potrebbe mai essere più in debito con la dea bendata?

Lo sguardo, a quelle ultime parole, si fece più intenso, quasi in grado di leggergli a fondo nell'anima.

Capisci ora la fondamentale importanza del tempismo... cugino?
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Messaggioda Emmett » 11/08/2015, 23:42

Ti ho dato qualcosa in cui credere, un motivo per andare avanti.
Ti ho insegnato a lottare per ottenere ciò che volevi con caparbietà e testardaggine maggiore, senza accontentarti del minimo indispensabile per sopravvivere.
Ti sembra poco, Sly?


Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.


Come dicevo, ti ho sopravvalutato... non mi stavi ascoltando.

Come dicevo, mi irrita quando non si arriva al punto della questione.

Sostenne lo sguardo di Marcus con estrema fierezza, sapendo bene la differenza tra loro in quanto a forza ma fregandosene dal momento stesso in cui tanto si sentiva già in buona parte un condannato a morte, quindi con nulla da perdere. Inoltre, di carattere non aveva mai abbassato la testa di fronte a nessuno.
Lo vide alzarsi in piedi, camminare e forse cercare le parole adatte, motivo in più per sospirare esasperato da quell'attesa più fastidiosa che mai.
Se c'era una cosa che odiava era aspettare i comodi altrui, specie quando l'altro faceva ben poco per evitare le attese inutili.

Fai un mucchio di domande... il problema è che non poni i quesiti giusti.
Ad esempio, ti sei mai chiesto a che pro allenarti personalmente per poi affidarti alla guida di qualcuno che nessuno ricondurrebbe facilmente a me?


Forse perché faceva parte di una divisione che riuniva tutti coloro con il "Black Star"?

Infatti lui si era avvicinato a Julie solo dopo l'applicazione del tatuaggio malefico, un tatuaggio per altro sconsigliato, al tempo, da Azhad, in quanto temeva che Emmett potesse perdere la vita nel tentativo di fortificarsi. A Sly non importava di usare trucchi per arrivare allo scopo, desiderava sentirsi il più possibile indipendente dal mondo che lo circondava, raggiungere un posto di rilievo così da non dover più temere nessun confronto magico. Era la sua parte di animo più oscura a parlare, ma d'altronde non era mai stato quello che si definiva "un bravo ragazzo", nel senso canonico del termine.

... la Setta, lo sai bene, lavora per un obiettivo unico e globale, e si aspetta che tutti adempiano ai loro compiti per raggiungere tale obiettivo: in tal senso, chiunque può avere il proprio modo di pensare, purché rispetti le volontà dell'Organizzazione, ne convieni?

... Ne convengo...

Lamentoso, quasi scocciato.

Nessuno avrebbe potuto impedirti di pensare che gli esperimenti sulle Aberrazioni siano una disgustosa follia, né che la Setta debba essere fermata: se avessi pensato prima di agire, come ho cercato di insegnarti per anni, ti saresti reso conto che, col giusto tempismo, avresti fatto del bene alla tua causa senza farti notare troppo.
Invece sei qui, in una cella di Azkaban, in prossimità della morte: e cosa ci hanno guadagnato i tuoi pensieri, i tuoi ideali, le tue convinzioni? Niente.


Sono maggiormente preda delle mie emozioni, a differenza tua, ok?
Non faccio fatica ad ammetterlo e per certi versi forse me ne vanto.
Ci sono pro e contro nell'essere come me. Stai dicendo che ho fatto una cretinata?
Me lo dico anche da solo, non temere.


Quindi te lo chiedo di nuovo, Sly: quale sarà stato il tuo contributo nella lotta contro la Setta, una volta che sarai uscito di qui insieme a me come uno dei tanti cadaveri partoriti da questo buco dell'Inferno?

... Tu intanto toglimi queste catene e dammi la bacchetta, poi vediamo chi è il futuro cadavere.
L'istinto di sopravvivenza può fare miracoli, inoltre non dimenticare che dei due, io posso anche fottere il destino almeno una volta...


Quando qualcuno lo minacciava velatamente facendogli intendere di essere superiore, era come se fosse un toro e gli avessero messo davanti un drappo rosso.
Il Black Star impediva la morte in una occasione, occasione utile per poter eventualmente reagire e colpire, questo Marcus lo sapeva benissimo, non serviva certo che Emmett lo ricordasse, difatti anche quella stessa provocazione non portava proprio a nulla, lo scopo era soltanto quello di stuzzicarsi a vicenda.
Probabilmente se davvero Azhad avesse messo in mano la bacchetta al ragazzo, quest'ultimo non l'avrebbe mossa di un millimetro.

Come dicevo... il tempismo è tutto, e saperlo usare è fondamentale.

Ti rendi conto di aver usato questa frase in salse diverse almeno tre volte in due minuti di conversazione?
La vecchiaia, brutta bestia...


L'unico modo per uscire di qui, e naturalmente intendo da vivo, sarebbe riuscire a calcolare quando e come metterlo a frutto, il tempismo...

... Ah sì?
Ad esempio?


Ad esempio, tanto per azzardare una ipotesi, sfruttando la distrazione della guardia di fronte alla tua cella che, dopo la passeggiata serale, si dimentica di chiuderti dentro a chiave: a quel punto, sempre ipoteticamente, percorrere il corridoio e trovare libero il passaggio per lo sbocco esterno sarebbe altresì una bella fortuna, a patto di usare il giusto tempismo e non impiegare più di sette minuti per passare dalla tua cella alla porta di passaggio. Ancora, svoltare immediatamente a sinistra, percorrere le cucine della prigione in non più di quattro minuti, uscire dalla porta di servizio e trovare qualcuno lì, pronto ad aspettarti... beh, si potrebbe mai essere più in debito con la dea bendata?

... O con un Semi-Dio negro...

Assottigliò lo sguardo, fissandolo attentamente e nel frattempo registrando a memoria quelle informazioni appena ricevuti.
Incredibile: Marcus lo voleva far evadere, lo voleva aiutare ad uscire di lì. Per quale cazzo di motivo?
Non se la sentiva di fare domande, aveva la vaga idea che tanto di risposte non ne avrebbe ricevute, ma sapeva anche che con molta probabilità avrebbe rivisto l'Azhad molto, molto più in là, quindi necessitava di sapere altro, quando però il Tredicesimo se ne uscì in un modo che già di per sé somigliava moltissimo alla motivazione effettiva per la quale l'uomo lo voleva vivo e fuori da Azkaban. Emmett spalancò le pupille, deglutendo senza fiato, muovendo subito i polsi come per alzarsi in piedi ma rimanendo bloccato e incatenato.

Capisci ora la fondamentale importanza del tempismo... cugino?

Tu... Tu vuoi dire che... Che... Figlio di puttana!
... Per tutto questo tempo, cazzo! Tutto questo tempo!
Dimmi che non è vero... Dimmi che... Che... Stai scherzando?
... Io e te...


Non riuscì nemmeno a terminare la frase, si leccò le labbra secche, poi tornò seduto, in silenzio, con il capo chino.

... Ecco perché mi suggeristi il mio nome con tanta sicurezza...
Perché questo è il mio vero nome... non è forse così?


Alzò la testa lentamente, guardandolo con odio e riconoscenza allo stesso tempo.
Ora stava iniziando a capire molte cose, ricollegando molti tasselli del puzzle.

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?
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Messaggioda Marcus » 21/08/2015, 10:58

Forse perché faceva parte di una divisione che riuniva tutti coloro con il "Black Star"?

Andiamo, usa un po' di fantasia.
Mi aspetterei una risposta del genere da molti... ma non da te.


Seppur Emmett non l'avesse mai compreso del tutto, su di lui Marcus aveva sempre puntato molto, pretendendo più che da tanti altri: una risposta così banale andava bene se pronunciata da un Mangiamorte qualsiasi, non dal Chadwick, che quindi avrebbe dovuto sforzarsi maggiormente.
In realtà, nell'ottica di Emmett, non c'era alcun motivo per sforzarsi, essendo destinato a morire... forse.
Il tempismo, Azhad non avrebbe mai smesso di ripeterlo, era fondamentale nella vita, specie nelle loro, di vite, dove un minuto poteva fare la differenza tra la vita e la morte: nel caso di Sly, ad esempio, la Setta sembrava averlo condannato a morte certa, ma con un piccolo intervento della Dea bendata ed una gran precisione nell'uso del tempismo, minuziosamente spiegata dall'Eletto, forse per il ragazzo continuare a vivere non sarebbe poi stato tanto complesso.
Perché lo stava aiutando? La risposta più ovvia, forse, gliela fornì proprio poco dopo, rivelando il loro grado di parentela... o perlomeno, quella era la risposta che Marcus voleva far conoscere ad Emmett.

Tu... Tu vuoi dire che... Che... Figlio di puttana!

Sei fortunato che non sia così legato al ricordo di mia madre...

... Per tutto questo tempo, cazzo! Tutto questo tempo!
Dimmi che non è vero... Dimmi che... Che... Stai scherzando?


Non sono solito perdere tempo con un'inutile uso dell'ironia, specie in momenti come questo.

... Io e te...

... sì.

... Ecco perché mi suggeristi il mio nome con tanta sicurezza...
Perché questo è il mio vero nome... non è forse così?


Vedi che sai essere perspicace, quando vuoi?

Sorrise velatamente, Azhad, umettandosi il labbro superiore: avevano pochissimo tempo ancora, poi egli sarebbe dovuto andarsene da lì, o avrebbe finito col destare fin troppi sospetti.

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?

Far perdere le tue tracce alla Setta, tanto per iniziare, così da convincerli che il cadavere che tirerò fuori da questa prigione sia effettivamente il tuo. - rispose Marcus senza il minimo tentennamento - Il resto lo vedremo in un secondo momento, lontano da qui.

Si stava congedando, non c'erano dubbi, e senza possibilità di farsi fare altre domande: tutto a tempo debito, e, come ormai anche Sly - si sperava - aveva capito, col giusto tempismo.

... non devi preoccuparti per l'Aberrazione che tanto ti sta a cuore.
Me ne occuperò io.


In altre parole, Emmett si era fatto sbattere ad Azkaban per niente: Marcus però non lo biasimava affatto; aveva lottato per ciò in cui credeva, forse stupidamente e senza riflettere, ma dimostrando una forza di volontà che apprezzava moltissimo.
Inoltre, e questo era un dato di fatto, solo una volta uscito da lì avrebbe potuto cominciare a conoscere Azhad... e comprendere almeno in parte quanto fosse fitta la tela del Ragno Tessitore.
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Messaggioda Emmett » 25/08/2015, 20:49

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?

Far perdere le tue tracce alla Setta, tanto per iniziare, così da convincerli che il cadavere che tirerò fuori da questa prigione sia effettivamente il tuo. Il resto lo vedremo in un secondo momento, lontano da qui.

Farsi credere morto. Non era un compito così difficile, non per lui almeno.
In passato, in mezzo ai bassifondi, per confondersi e sparire agli occhi di coloro che lo volevano davvero fuori gioco, Emmett aveva finto spesso la propria dipartita, spostandosi da un luogo all'altro degli Stati Uniti, dileguandosi e incontrando nuovi alleati, nuove amicizie, nuovi percorsi.
Ora però, coloro che non dovevano sapere nulla di lui erano un'Organizzazione molto ben attrezzata, con occhi e orecchie dappertutto.
Se davvero Sly voleva sparire, allora l'impegno doveva essere decuplicato.

Già, ok, questo va bene, ma per quanto riguarda la...

... non devi preoccuparti per l'Aberrazione che tanto ti sta a cuore.
Me ne occuperò io.


Non mi sta a cuore, manco la conosco!
Volevo semplicemente evitare che morisse.
Odio quando mi leggi nel pensiero, sei irritante...


Scosse il capo, infastidito leggermente da quella situazione che adesso gli si andava proponendo davanti.
Fuggire, evadere, andare chissà dove e manco poter seguire la linea di pensiero iniziale sul cosa fare una volta liberi.
Se quello era il preambolo del suo ritorno in mezzo al Mondo Magico, certo che c'era davvero da prendersi a colpi di mattarello sui testicoli.
Tuttavia non aggiunse altro, comprendendo che il tempo a disposizione di Marcus era ormai concluso e questi doveva andarsene.
Ben presto il Supremo avrebbe saputo della sua dipartita, ottimo, una morte davvero indolore, ben più di quanto potesse immaginare.

... Allora ci rivedremo.
Non so dove, non so quando, ma ci rivedremo.
Per quel che vale: fai attenzione.


Come se ci fosse stato bisogno metterlo in guardia, ma Emmett era ancora un individuo molto semplice e tranquillo, schietto, alla mano.
Era proprio con parole simili che esponeva il suo affetto e la sua stima verso gli altri, in quel caso nei confronti del cugino acquisito da poco.
Lo vide uscire e lasciare quella stanza, tornando nuovamente solo, poi, attese che tornassero i due scagnozzi con l'occupazione di riportarlo in cella.
Mentre avanzava per i corridoi, rifletteva febbrilmente su tutti i passaggi menzionati dal Tredicesimo. Non poteva permettersi di mancarne uno.
C'era solo da sperare che fosse abbastanza bravo ad essere furtivo ma... la furtività era il suo mestiere, d'altronde buon sangue non mente.

FINE
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