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Celle

Messaggioda Emmett » 09/08/2015, 21:57

12 Settembre 2110 | Prigione di Azkaban | 21:46


Chadwick!

Immagine


... Cosa vuoi?

Che c'è?
Hai voglia di prenderle, imbecille?


Fammi vedere che sai fare mezza sega.

La guardia stava per partire col manganello ma venne intercettata da un superiore che la fermò per il braccio armato.

Ricordi?
Ci hanno ordinato di non toccarlo!


Questo stronzo se le tira appresso le botte!

Ripeto: cosa volete?

Hai visite.

Io?
Visite?
Tsk...


Sly si mise in piedi, con i polsi incatenati e lo sguardo freddo e infastidito, anzi, forse sarebbe stato meglio definirlo incazzato.
Quella sera per poco non aveva ingoiato una lametta di metallo nascosta nel minestrone di pollo, probabilmente fatta arrivare lì dentro dall'idiota della cella 144 che il giorno prima aveva preso a calci durante l'ora d'aria con estrema facilità. Si era fatto parecchi nemici in pochissimo tempo. Stava da un mese lì dentro e nessuno si avvicinava alla sua prigione se non strettamente necessario, come in quel caso. Mentre camminava verso la sala delle visite, Emmett non faceva altro che guardarsi intorno per cercare di capire come fare ad uscire di lì. Era questione di ore e sarebbe morto ammazzato. La Setta, adesso che si era ribellato, non lo riteneva più importante, era divenuto sacrificabile, un monito nei confronti di chiunque avesse provato ad emularlo o addirittura seguirlo. Le porte blindate però apparivano inespugnabili e le finestre davano su strapiombi altissimi. Quella non era una semplice prigione per maghi, era Azkaban, il luogo di non ritorno, il buco nero dal quale nessuno usciva se non aiutato dall'interno, ma lui doveva dimostrare che erano solo dicerie, lui doveva riuscire ad evadere ed andare ad avvisare le persone giuste, costituire il suo gruppo di combattenti che avrebbe chiamato semplicemente "La Resistenza", persone volenterose di fermare l'avanzata della Setta dei 12, un esercito in grado di far capire a quel gruppo di pazzi fanatici quale fosse il loro posto, ovvero un fottuto manicomio. Aveva ancora nella memoria i ricordi riguardo le Aberrazioni e il loro scopo. Persone create artificialmente, modificando una base normale, una base che non era nient'altro se non un'anima meritevole di crescere e formarsi come tutte le altre, senza vincoli od obblighi.
Lui doveva fermare tutto ciò o per lo meno provare a salvare il salvabile. Perché? Bella domanda: se l'era posta moltissime volte durante le notti, in cella, trovando sempre la stessa risposta. Forse il motivo era il normale rispetto nei confronti della vita, un rispetto che agli scienziati della Setta mancava del tutto. Camminando lentamente raggiunse una grande stanza con al centro un tavolo rettangolare consumato e metallico. Lo fecero sedere, vincolandolo ad esso con delle catene, impedendogli di muoversi. Sbuffò spazientito, chiedendo per lo meno un bicchiere d'acqua, senza mai abbassare lo sguardo o mostrarsi spaventato, preoccupato. Ne aveva viste troppe in mezzo alla strada per sentirsi intimorito da quelle guardie da quattro soldi.
Non appena la porta si aprì di nuovo ed entrò il misterioso visitatore, Sly lo osservo inarcando un sopracciglio, per poi fare un piccolo sbuffo quasi ironico.
Doveva essere diventato proprio un tipo importante se avevano mandato addirittura il Tredicesimo per farlo fuori con delicatezza.

Perché mai il Supremo dovrebbe sprecarsi nel mandare te a fare due chiacchiere col sottoscritto?
D'accordo, ho il Black Star, ma ce ne sono di elementi migliori, potrei tranquillamente definirmi sacrificabile.
Intendi forse convincermi a far finta di essere cieco e sordo?


Spoiler:
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Messaggioda Marcus » 10/08/2015, 15:39

°Berlino - Germania - 12 Settembre 2110 - ore 21.16°

Immagine


Era piacevole confondersi tra i babbani, ogni tanto.
Marcus non l'avrebbe mai ammesso ad anima viva - nemmeno a Veronique - ma ogni tanto gli piaceva estraniarsi dal mondo magico, da quella realtà che gli aveva tolto tanto... ma gli aveva anche regalato tanto; in quell'ultimo periodo, in particolar modo, essere Marcus Azhad comportava non pochi vantaggi: il Supremo gli aveva proposto di diventare uno dei Dodici, con tutto ciò che da questo conseguiva, scatenando il panico in Tezzereth disposto a tutto - anche a concedergli lo scettro dell'Organizzazione dopo la morte della Bergman - pur di salvarsi. Il Tredicesimo era altresì convinto che anche alcuni dei Dodici, avendo accettato di schierarsi con Al Shamshir, si sentissero in qualche modo minacciati... ma non gli importava.
Marcus, questo forse l'aveva capito solo Veronique, agiva solo per il bene di Marcus, e per i propri interessi: la facciata, tuttavia, era e restava importante, il che spiegava perché non fosse a casa con la piccola Vireau quella sera di Settembre; il Supremo gli aveva ordinato di parlare con Emmett per convincerlo a ragionare, ma Azhad sapeva bene che, come dicevano i babbani, buon sangue non mente.
C'era piuttosto da chiedersi come rendere utile e proficua la sua esistenza, ed era esattamente su questo che l'uomo stava riflettendo nei minuti che precedevano l'incontro col Chadwick: aveva affittato un'automobile, per l'occasione, poiché guidare quelle assurde macchine babbane con cui i non-maghi si spostavano da un posto all'altro aveva l'inaspettato potere di renderlo più calmo, riflessivo e concentrato; aveva viaggiato per un paio d'ore a bordo di quel mezzo, ritornando infine dall'uomo che gliel'aveva messo a disposizione. Era lì, il tizio, a fissarlo da una breve distanza in attesa che Marcus scendesse dall'auto - e magari temendo che potesse rubarla da un momento all'altro.
Lui, invece, si trovava nel bel mezzo di una riflessione, e quasi gli veniva da ridere a pensare che sarebbe bastato un veloce quanto letale movimento di bacchetta per porre fine alla vita di colui che, ancora intento a studiare le mosse di Azhad, non immaginava minimamente chi avesse di fronte.
Scese dalla macchina, alla fine, facendo scrocchiare i muscoli del collo e riconsegnando la chiave al proprietario, oltre che ad un bel mazzetto di euro che fecero sorridere il tedesco - essendo ben più di quanto dovuto; lo salutò con un cenno del capo, si mise le mani in tasca e si allontanò a passo calmo, misurato, privo di fretta: il luogo a cui doveva arrivare, pur trovandosi sempre in Germania, non era raggiungibile a piedi, per questo si servì del primo vicolo buio per smaterializzarsi... e prepararsi ad incontrare il cuginetto.

°Prigione di Azkaban - Isola Heligoland - 12 Settembre 2110 - ore 21.46°


È già lì dentro?

Come da lei richiesto, signore.

Molto bene.

Altro dato interessante e capace di strappare ben più di un sorriso, era il controllo non ufficiale che la Setta aveva su Azkaban: per tutti era, naturalmente, la prigione in dotazione al Ministero della Magia... ma ufficiosamente, cosa che il Ministero stesso ignorava, era un luogo nel quale il Supremo decideva il bello ed il cattivo tempo, quali criminali lasciarvi marcire dentro e quali, invece, liberare - ovviamente facendoli credere morti, poiché nessuno poteva evadere dalla prigione e, se ciò fosse mai accaduto, i media non avrebbero perso tempo e si sarebbero gettati sulla notizia come tanti cani affamati con un solo osso a disposizione.
C'era poi qualcuno, qualche criminale, che effettivamente lasciava Azkaban come cadavere... e, nello specifico, Azhad era consapevole che Emmett sarebbe dovuto uscire da lì, nell'arco di pochi minuti, esattamente in quella forma.
... almeno in teoria.

Perché mai il Supremo dovrebbe sprecarsi nel mandare te a fare due chiacchiere col sottoscritto?
D'accordo, ho il Black Star, ma ce ne sono di elementi migliori, potrei tranquillamente definirmi sacrificabile.
Intendi forse convincermi a far finta di essere cieco e sordo?


Non gli rispose, in effetti sembrò quasi che nemmeno l'avesse sentito: fece cenno alla guardia di chiudere la porta della stanza, piuttosto, preoccupandosi di insonorizzarla e bloccarne la serratura - un altro dei vantaggi di essere lui, e non un visitatore qualsiasi; solo allora mise via la sua amata Samhain, che tante soddisfazioni gli aveva riservato nel corso degli anni.

... sei una gran delusione, Sly.

Gli occhi di Marcus si posarono pigramente su quelli di Emmett, vagando poi per la stanza che, a parte un tavolo, una sedia ed una minuscola finestrella, non presentava null'altro d'interessante; interlocutore escluso, ovviamente.
Mentre girava intorno al tavolo, il Tredicesimo si ritrovò a pensare quasi con ironia che le due persone a cui si era più legato all'interno della Setta - membri dei Dodici esclusi - erano anche le due che maggiormente volevano allontanarsi da essa: forse, dopotutto, non era poi tanto tagliato per fare il Mentore.

Quando ti ho incontrato, eri solo un ragazzino dei bassifondi: talentuoso, naturalmente, testardo e caparbio... ma sostanzialmente inutile.
Ti ho allenato, ti ho reso migliore, ti ho dato i mezzi per crescere... per reclamare il tuo posto nel mondo.
- si passò una mano sul mento, con fare pensieroso - Ricordi una delle prime lezioni che t'impartii, quando non eri altro che un ventenne bravo a rubare e a raccogliere informazioni?

Lui lo ricordava come fosse ieri, poiché era stato uno dei pochi insegnamenti impartitigli che non avevano riguardato il combattimento, la strategia, o la cultura del mondo dei maghi: al contrario, era stata una frase buttata lì quasi per caso... quasi, appunto.


Non dimenticarlo mai: il tempismo è tutto, Sly.
Usalo con saggezza, e diventerà la tua arma più potente.


Speravo prestassi maggiore attenzione alle mie parole... evidentemente ti ho sopravvalutato. - si umettò le labbra, freddo, calmo ed imperturbabile come sempre - Mi chiedi se sono qui per convincerti di qualcosa... mi pare ovvio che, se anche tentassi, tu non cambieresti idea, o non saresti finito qui dentro.
Hai scelto quale strada intraprendere, e ti ci sei buttato a capofitto, tenacemente... stupidamente.


Sguardo appena più duro, quasi di rimprovero, quello del Tredicesimo.

Ricordi?
Il tempismo è tutto, è la tua arma più potente: le scelte più azzardate, le decisioni più pericolose, se prese col giusto tempismo, possono infine rivelarsi vincenti.
Tu hai deciso di combattere contro la Setta, giusto o sbagliato che sia: e qual è stato il risultato? Finire in una cella ad Azkaban e morire per mano di chi ti ha fatto diventare degno del nome che porti.
Ora dimmi, Sly: una volta che ti avrò ucciso in questa stanza con un sol colpo di bacchetta, una volta cancellato il ricordo della tua esistenza sulla faccia di questa Terra, e credimi, non ci vorrà molto... quale sarà stato il tuo contributo alla causa per la quale sei stato evidentemente pronto a sacrificare te stesso, corpo ed anima?


Ma forse la vera domanda era: doveva voleva andare a parare Marcus Azhad?
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Messaggioda Emmett » 10/08/2015, 23:36

... sei una gran delusione, Sly.

Non rispose a quella provocazione, sapeva che non avrebbe condotto a nulla di buono e il litigio era l'ultimo tra i suoi ultimi desideri.
Attese che l'uomo si sedesse davanti a lui, osservandolo con aria seria e abbastanza distaccata, mentre Azhad era, come sempre, tranquillo e rilassato.
Fin da quando l'aveva conosciuto, Marcus aveva dimostrato di sapersi meritare il proprio posto di rilievo, eliminando avversari scomodi e trattenendo la propria posizione con una maestria davvero invidiabile. Sly era consapevole che nemmeno entro altri dieci anni avrebbe potuto raggiungere un tale livello di consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza. Nonostante questo, comunque, Emmett non si lasciava condizionare o scoraggiare: aveva optato per un percorso di formazione diverso, più rischioso, più tetro, un percorso che adesso lo condannava ad una fottuta cella dalla quale doveva assolutamente uscire.
Ora che il Tredicesimo non alzava ancora la bacchetta per metterlo fuori gioco, in un certo senso era come se avesse la consapevolezza di essere ancora in tempo per elaborare il giusto piano di fuga, già, ma quale?

Quando ti ho incontrato, eri solo un ragazzino dei bassifondi: talentuoso, naturalmente, testardo e caparbio... ma sostanzialmente inutile.
Ti ho allenato, ti ho reso migliore, ti ho dato i mezzi per crescere... per reclamare il tuo posto nel mondo.
Ricordi una delle prime lezioni che t'impartii, quando non eri altro che un ventenne bravo a rubare e a raccogliere informazioni?


Se c'era una cosa nella quale pochi battevano il giovane Chadwick era la resistenza nel silenzio. Emmett rispondeva solo se esageratamente provocato e la sua soglia era talmente alta da mettere in difficoltà anche i più fastidiosi tra i provocatori. In tal caso, Marcus non ci si stava nemmeno impegnando, per quello oltre al semplice silenzio, Sly annuì con la testa molto svogliatamente, sbuffando come se quella conversazione stesse diventando a tratti superflua.
Se non doveva farlo fuori allora perché cazzo continuava a chiacchierare? Come sempre Marcus in quegli occhi neri non conteneva altro se non enigmi.
Si mise più comodo, con la schiena appoggiata alla sedia ed anche le gambe sul tavolo, tanto la solfa si presentava ben più che lunga, ma in realtà stava ascoltando molto attentamente. Spavaldo sì, stupido un po' meno, per quanto il Tredicesimo la pensasse abbastanza diversamente.

Speravo prestassi maggiore attenzione alle mie parole... evidentemente ti ho sopravvalutato.
Mi chiedi se sono qui per convincerti di qualcosa... mi pare ovvio che, se anche tentassi, tu non cambieresti idea, o non saresti finito qui dentro.
Hai scelto quale strada intraprendere, e ti ci sei buttato a capofitto, tenacemente... stupidamente.


Evidentemente il Supremo ti ha ordinato di tentare ma già sapevi come sarebbe andata a finire...
... Tipico tuo prevedere le mosse altrui, mai pensato alla carriera di Divinante?


Ricordi?
Il tempismo è tutto, è la tua arma più potente: le scelte più azzardate, le decisioni più pericolose, se prese col giusto tempismo, possono infine rivelarsi vincenti.
Tu hai deciso di combattere contro la Setta, giusto o sbagliato che sia: e qual è stato il risultato?
Finire in una cella ad Azkaban e morire per mano di chi ti ha fatto diventare degno del nome che porti.
Ora dimmi, Sly: una volta che ti avrò ucciso in questa stanza con un sol colpo di bacchetta, una volta cancellato il ricordo della tua esistenza sulla faccia di questa Terra, e credimi, non ci vorrà molto... quale sarà stato il tuo contributo alla causa per la quale sei stato evidentemente pronto a sacrificare te stesso, corpo ed anima?


Hai così tanta voglia di fare una ramanzina a qualcuno che devi togliere di mezzo?
Non credo, sei il primo che parla di tempismo e lo manderesti a puttane sprecandolo con uno che secondo te è già morto.
Quindi fammi capire perché sei venuto qui.
Non sarò il maestro delle giuste scelte ponderate, ma non merito di rimanere nel bel mezzo delle tue frasi tanto sensate quanto criptiche!


In altre parole gli stava dando perfettamente ragione, pur spazientendosi.

E giusto per la cronaca, non sei stato tu a tirarmi su, a farmi diventare ciò che sono ecc. ecc.
Hai preso adeguatamente le distanze una volta allontanatomi dalla strada, affidandomi alla Luna Calante Julie, te lo sei dimenticato?
L'unico amico che avevo lì dentro era Lancelot e mi impedisti anche di frequentarlo eccessivamente...
... Vorrei proprio sapere in cosa mi hai reso migliore, ti prego illuminami!


Scosse il capo, gli occhi velati di un'amara tristezza, la tristezza di qualcuno che sapeva perfettamente a chi Marcus forniva tutto il suo appoggio e la sua attenzione costantemente e di certo non si trattava del Chadwick, bensì della francese Vireau, una con la quale nemmeno aveva un particolare legame sentimentale, bensì semplicemente affettivo. Aveva sempre considerato Veronique una specie di figura avversa, perché in Marcus avrebbe potuto trovare una sorta di fratello maggiore, mentre invece non era mai stato così. Sempre consigli dati qua e là, all'improvviso, spuntando dal nulla e poi tornando di nuovo lontano, come una meteora di passaggio nella volta celeste dell'esistenza di Emmett. Non pensava di meritarlo, ma in fondo non conosceva la verità.
Dannazione, nemmeno poteva incrociare le braccia al petto.

Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.
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Messaggioda Marcus » 11/08/2015, 0:48

Hai così tanta voglia di fare una ramanzina a qualcuno che devi togliere di mezzo?
Non credo, sei il primo che parla di tempismo e lo manderesti a puttane sprecandolo con uno che secondo te è già morto.


E questo non avrebbe forse dovuto farlo riflettere di conseguenza?

Quindi fammi capire perché sei venuto qui.
Non sarò il maestro delle giuste scelte ponderate, ma non merito di rimanere nel bel mezzo delle tue frasi tanto sensate quanto criptiche!


Sorrise, velatamente e in quel modo misterioso, criptico; sì, Emmett aveva detto bene: anni ed anni passati nella Setta avevano insegnato ad Azhad che la capacità di mantenere il mistero negli intenti - i propri, s'intendeva - era fondamentale quasi quanto il tempismo. Sarebbe mai arrivato ad un passo dal diventare uno dei Dodici, d'altronde, se si fosse mai azzardato a palesare le proprie azioni?

E giusto per la cronaca, non sei stato tu a tirarmi su, a farmi diventare ciò che sono ecc. ecc.
Hai preso adeguatamente le distanze una volta allontanatomi dalla strada, affidandomi alla Luna Calante Julie, te lo sei dimenticato?


Non dimentico mai le decisioni cruciali che ho dovuto prendere nel corso della mia vita.
Allontanarti è stata una di quelle.
- replicò il Tredicesimo, calmo e controllato come non mai.

L'unico amico che avevo lì dentro era Lancelot e mi impedisti anche di frequentarlo eccessivamente...
... Vorrei proprio sapere in cosa mi hai reso migliore, ti prego illuminami!


Ti ho dato qualcosa in cui credere, un motivo per andare avanti.
Ti ho insegnato a lottare per ottenere ciò che volevi con caparbietà e testardaggine maggiore, senza accontentarti del minimo indispensabile per sopravvivere.


Anche in quel caso, le similitudini tra il Chadwick ed il suo piccolo storno - sull'essersi limitati a sopravvivere per gran parte della loro vita - si sprecavano.

Ti sembra poco, Sly?

Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.


Come dicevo, ti ho sopravvalutato... non mi stavi ascoltando.

Si mosse, prendendo di nuovo a girargli intorno: appariva pensieroso, riflessivo, concentrato in chissà quali elucubrazioni mentali delle quali, in qualche modo, aveva deciso di rendere partecipe anche l'altro.

Fai un mucchio di domande... il problema è che non poni i quesiti giusti.
Ad esempio, ti sei mai chiesto a che pro allenarti personalmente per poi affidarti alla guida di qualcuno che nessuno ricondurrebbe facilmente a me?


Tutti, infatti, sapevano che tra Azhad e la Sanders non scorresse esattamente buon sangue.

... la Setta, lo sai bene, lavora per un obiettivo unico e globale, e si aspetta che tutti adempino ai loro compiti per raggiungere tale obiettivo: in tal senso, chiunque può avere il proprio modo di pensare, purché rispetti le volontà dell'Organizzazione, ne convieni?

Breve pausa, in attesa che lui parlasse/facesse un qualsiasi cenno d'assenso.

Nessuno avrebbe potuto impedirti di pensare che gli esperimenti sulle Aberrazioni siano una disgustosa follia, né che la Setta debba essere fermata: se avessi pensato prima di agire, come ho cercato di insegnarti per anni, ti saresti reso conto che, col giusto tempismo, avresti fatto del bene alla tua causa senza farti notare troppo.
Invece sei qui, in una cella di Azkaban, in prossimità della morte: e cosa ci hanno guadagnato i tuoi pensieri, i tuoi ideali, le tue convinzioni? Niente.


Si fermò di fronte ad Emmett, guardandolo intensamente negli occhi.

Quindi te lo chiedo di nuovo, Sly: quale sarà stato il tuo contributo nella lotta contro la Setta, una volta che sarai uscito di qui insieme a me come uno dei tanti cadaveri partoriti da questo buco dell'Inferno?

Nuovamente attese che l'altro parlasse, quasi sperando in una sua risposta - magari non avvelenata ed ottenebrata dalla rabbia, bensì umile e sincera - prima di sospirare e tornare a guardarsi intorno, con fare volutamente casuale.

Come dicevo... il tempismo è tutto, e saperlo usare è fondamentale.
L'unico modo per uscire di qui, e naturalmente intendo da vivo, sarebbe riuscire a calcolare quando e come metterlo a frutto, il tempismo...
- cominciò a dire, posando lentamente gli occhi su di lui - Ad esempio, tanto per azzardare una ipotesi, sfruttando la distrazione della guardia di fronte alla tua cella che, dopo la passeggiata serale, si dimentica di chiuderti dentro a chiave: a quel punto, sempre ipoteticamente, percorrere il corridoio e trovare libero il passaggio per lo sbocco esterno sarebbe altresì una bella fortuna, a patto di usare il giusto tempismo e non impiegare più di sette minuti per passare dalla tua cella alla porta di passaggio. Ancora, svoltare immediatamente a sinistra, percorrere le cucine della prigione in non più di quattro minuti, uscire dalla porta di servizio e trovare qualcuno lì, pronto ad aspettarti... beh, si potrebbe mai essere più in debito con la dea bendata?

Lo sguardo, a quelle ultime parole, si fece più intenso, quasi in grado di leggergli a fondo nell'anima.

Capisci ora la fondamentale importanza del tempismo... cugino?
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Messaggioda Emmett » 11/08/2015, 23:42

Ti ho dato qualcosa in cui credere, un motivo per andare avanti.
Ti ho insegnato a lottare per ottenere ciò che volevi con caparbietà e testardaggine maggiore, senza accontentarti del minimo indispensabile per sopravvivere.
Ti sembra poco, Sly?


Senti, scusami ok?
Lasciamo perdere... Devi obliviarmi?
Farmi dimenticare delle Aberrazioni? Me lo aspetterei.


Come dicevo, ti ho sopravvalutato... non mi stavi ascoltando.

Come dicevo, mi irrita quando non si arriva al punto della questione.

Sostenne lo sguardo di Marcus con estrema fierezza, sapendo bene la differenza tra loro in quanto a forza ma fregandosene dal momento stesso in cui tanto si sentiva già in buona parte un condannato a morte, quindi con nulla da perdere. Inoltre, di carattere non aveva mai abbassato la testa di fronte a nessuno.
Lo vide alzarsi in piedi, camminare e forse cercare le parole adatte, motivo in più per sospirare esasperato da quell'attesa più fastidiosa che mai.
Se c'era una cosa che odiava era aspettare i comodi altrui, specie quando l'altro faceva ben poco per evitare le attese inutili.

Fai un mucchio di domande... il problema è che non poni i quesiti giusti.
Ad esempio, ti sei mai chiesto a che pro allenarti personalmente per poi affidarti alla guida di qualcuno che nessuno ricondurrebbe facilmente a me?


Forse perché faceva parte di una divisione che riuniva tutti coloro con il "Black Star"?

Infatti lui si era avvicinato a Julie solo dopo l'applicazione del tatuaggio malefico, un tatuaggio per altro sconsigliato, al tempo, da Azhad, in quanto temeva che Emmett potesse perdere la vita nel tentativo di fortificarsi. A Sly non importava di usare trucchi per arrivare allo scopo, desiderava sentirsi il più possibile indipendente dal mondo che lo circondava, raggiungere un posto di rilievo così da non dover più temere nessun confronto magico. Era la sua parte di animo più oscura a parlare, ma d'altronde non era mai stato quello che si definiva "un bravo ragazzo", nel senso canonico del termine.

... la Setta, lo sai bene, lavora per un obiettivo unico e globale, e si aspetta che tutti adempiano ai loro compiti per raggiungere tale obiettivo: in tal senso, chiunque può avere il proprio modo di pensare, purché rispetti le volontà dell'Organizzazione, ne convieni?

... Ne convengo...

Lamentoso, quasi scocciato.

Nessuno avrebbe potuto impedirti di pensare che gli esperimenti sulle Aberrazioni siano una disgustosa follia, né che la Setta debba essere fermata: se avessi pensato prima di agire, come ho cercato di insegnarti per anni, ti saresti reso conto che, col giusto tempismo, avresti fatto del bene alla tua causa senza farti notare troppo.
Invece sei qui, in una cella di Azkaban, in prossimità della morte: e cosa ci hanno guadagnato i tuoi pensieri, i tuoi ideali, le tue convinzioni? Niente.


Sono maggiormente preda delle mie emozioni, a differenza tua, ok?
Non faccio fatica ad ammetterlo e per certi versi forse me ne vanto.
Ci sono pro e contro nell'essere come me. Stai dicendo che ho fatto una cretinata?
Me lo dico anche da solo, non temere.


Quindi te lo chiedo di nuovo, Sly: quale sarà stato il tuo contributo nella lotta contro la Setta, una volta che sarai uscito di qui insieme a me come uno dei tanti cadaveri partoriti da questo buco dell'Inferno?

... Tu intanto toglimi queste catene e dammi la bacchetta, poi vediamo chi è il futuro cadavere.
L'istinto di sopravvivenza può fare miracoli, inoltre non dimenticare che dei due, io posso anche fottere il destino almeno una volta...


Quando qualcuno lo minacciava velatamente facendogli intendere di essere superiore, era come se fosse un toro e gli avessero messo davanti un drappo rosso.
Il Black Star impediva la morte in una occasione, occasione utile per poter eventualmente reagire e colpire, questo Marcus lo sapeva benissimo, non serviva certo che Emmett lo ricordasse, difatti anche quella stessa provocazione non portava proprio a nulla, lo scopo era soltanto quello di stuzzicarsi a vicenda.
Probabilmente se davvero Azhad avesse messo in mano la bacchetta al ragazzo, quest'ultimo non l'avrebbe mossa di un millimetro.

Come dicevo... il tempismo è tutto, e saperlo usare è fondamentale.

Ti rendi conto di aver usato questa frase in salse diverse almeno tre volte in due minuti di conversazione?
La vecchiaia, brutta bestia...


L'unico modo per uscire di qui, e naturalmente intendo da vivo, sarebbe riuscire a calcolare quando e come metterlo a frutto, il tempismo...

... Ah sì?
Ad esempio?


Ad esempio, tanto per azzardare una ipotesi, sfruttando la distrazione della guardia di fronte alla tua cella che, dopo la passeggiata serale, si dimentica di chiuderti dentro a chiave: a quel punto, sempre ipoteticamente, percorrere il corridoio e trovare libero il passaggio per lo sbocco esterno sarebbe altresì una bella fortuna, a patto di usare il giusto tempismo e non impiegare più di sette minuti per passare dalla tua cella alla porta di passaggio. Ancora, svoltare immediatamente a sinistra, percorrere le cucine della prigione in non più di quattro minuti, uscire dalla porta di servizio e trovare qualcuno lì, pronto ad aspettarti... beh, si potrebbe mai essere più in debito con la dea bendata?

... O con un Semi-Dio negro...

Assottigliò lo sguardo, fissandolo attentamente e nel frattempo registrando a memoria quelle informazioni appena ricevuti.
Incredibile: Marcus lo voleva far evadere, lo voleva aiutare ad uscire di lì. Per quale cazzo di motivo?
Non se la sentiva di fare domande, aveva la vaga idea che tanto di risposte non ne avrebbe ricevute, ma sapeva anche che con molta probabilità avrebbe rivisto l'Azhad molto, molto più in là, quindi necessitava di sapere altro, quando però il Tredicesimo se ne uscì in un modo che già di per sé somigliava moltissimo alla motivazione effettiva per la quale l'uomo lo voleva vivo e fuori da Azkaban. Emmett spalancò le pupille, deglutendo senza fiato, muovendo subito i polsi come per alzarsi in piedi ma rimanendo bloccato e incatenato.

Capisci ora la fondamentale importanza del tempismo... cugino?

Tu... Tu vuoi dire che... Che... Figlio di puttana!
... Per tutto questo tempo, cazzo! Tutto questo tempo!
Dimmi che non è vero... Dimmi che... Che... Stai scherzando?
... Io e te...


Non riuscì nemmeno a terminare la frase, si leccò le labbra secche, poi tornò seduto, in silenzio, con il capo chino.

... Ecco perché mi suggeristi il mio nome con tanta sicurezza...
Perché questo è il mio vero nome... non è forse così?


Alzò la testa lentamente, guardandolo con odio e riconoscenza allo stesso tempo.
Ora stava iniziando a capire molte cose, ricollegando molti tasselli del puzzle.

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?
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Messaggioda Marcus » 21/08/2015, 10:58

Forse perché faceva parte di una divisione che riuniva tutti coloro con il "Black Star"?

Andiamo, usa un po' di fantasia.
Mi aspetterei una risposta del genere da molti... ma non da te.


Seppur Emmett non l'avesse mai compreso del tutto, su di lui Marcus aveva sempre puntato molto, pretendendo più che da tanti altri: una risposta così banale andava bene se pronunciata da un Mangiamorte qualsiasi, non dal Chadwick, che quindi avrebbe dovuto sforzarsi maggiormente.
In realtà, nell'ottica di Emmett, non c'era alcun motivo per sforzarsi, essendo destinato a morire... forse.
Il tempismo, Azhad non avrebbe mai smesso di ripeterlo, era fondamentale nella vita, specie nelle loro, di vite, dove un minuto poteva fare la differenza tra la vita e la morte: nel caso di Sly, ad esempio, la Setta sembrava averlo condannato a morte certa, ma con un piccolo intervento della Dea bendata ed una gran precisione nell'uso del tempismo, minuziosamente spiegata dall'Eletto, forse per il ragazzo continuare a vivere non sarebbe poi stato tanto complesso.
Perché lo stava aiutando? La risposta più ovvia, forse, gliela fornì proprio poco dopo, rivelando il loro grado di parentela... o perlomeno, quella era la risposta che Marcus voleva far conoscere ad Emmett.

Tu... Tu vuoi dire che... Che... Figlio di puttana!

Sei fortunato che non sia così legato al ricordo di mia madre...

... Per tutto questo tempo, cazzo! Tutto questo tempo!
Dimmi che non è vero... Dimmi che... Che... Stai scherzando?


Non sono solito perdere tempo con un'inutile uso dell'ironia, specie in momenti come questo.

... Io e te...

... sì.

... Ecco perché mi suggeristi il mio nome con tanta sicurezza...
Perché questo è il mio vero nome... non è forse così?


Vedi che sai essere perspicace, quando vuoi?

Sorrise velatamente, Azhad, umettandosi il labbro superiore: avevano pochissimo tempo ancora, poi egli sarebbe dovuto andarsene da lì, o avrebbe finito col destare fin troppi sospetti.

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?

Far perdere le tue tracce alla Setta, tanto per iniziare, così da convincerli che il cadavere che tirerò fuori da questa prigione sia effettivamente il tuo. - rispose Marcus senza il minimo tentennamento - Il resto lo vedremo in un secondo momento, lontano da qui.

Si stava congedando, non c'erano dubbi, e senza possibilità di farsi fare altre domande: tutto a tempo debito, e, come ormai anche Sly - si sperava - aveva capito, col giusto tempismo.

... non devi preoccuparti per l'Aberrazione che tanto ti sta a cuore.
Me ne occuperò io.


In altre parole, Emmett si era fatto sbattere ad Azkaban per niente: Marcus però non lo biasimava affatto; aveva lottato per ciò in cui credeva, forse stupidamente e senza riflettere, ma dimostrando una forza di volontà che apprezzava moltissimo.
Inoltre, e questo era un dato di fatto, solo una volta uscito da lì avrebbe potuto cominciare a conoscere Azhad... e comprendere almeno in parte quanto fosse fitta la tela del Ragno Tessitore.
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Messaggioda Emmett » 25/08/2015, 20:49

Una volta uscito di qui... Cosa dovrei fare, secondo te?

Far perdere le tue tracce alla Setta, tanto per iniziare, così da convincerli che il cadavere che tirerò fuori da questa prigione sia effettivamente il tuo. Il resto lo vedremo in un secondo momento, lontano da qui.

Farsi credere morto. Non era un compito così difficile, non per lui almeno.
In passato, in mezzo ai bassifondi, per confondersi e sparire agli occhi di coloro che lo volevano davvero fuori gioco, Emmett aveva finto spesso la propria dipartita, spostandosi da un luogo all'altro degli Stati Uniti, dileguandosi e incontrando nuovi alleati, nuove amicizie, nuovi percorsi.
Ora però, coloro che non dovevano sapere nulla di lui erano un'Organizzazione molto ben attrezzata, con occhi e orecchie dappertutto.
Se davvero Sly voleva sparire, allora l'impegno doveva essere decuplicato.

Già, ok, questo va bene, ma per quanto riguarda la...

... non devi preoccuparti per l'Aberrazione che tanto ti sta a cuore.
Me ne occuperò io.


Non mi sta a cuore, manco la conosco!
Volevo semplicemente evitare che morisse.
Odio quando mi leggi nel pensiero, sei irritante...


Scosse il capo, infastidito leggermente da quella situazione che adesso gli si andava proponendo davanti.
Fuggire, evadere, andare chissà dove e manco poter seguire la linea di pensiero iniziale sul cosa fare una volta liberi.
Se quello era il preambolo del suo ritorno in mezzo al Mondo Magico, certo che c'era davvero da prendersi a colpi di mattarello sui testicoli.
Tuttavia non aggiunse altro, comprendendo che il tempo a disposizione di Marcus era ormai concluso e questi doveva andarsene.
Ben presto il Supremo avrebbe saputo della sua dipartita, ottimo, una morte davvero indolore, ben più di quanto potesse immaginare.

... Allora ci rivedremo.
Non so dove, non so quando, ma ci rivedremo.
Per quel che vale: fai attenzione.


Come se ci fosse stato bisogno metterlo in guardia, ma Emmett era ancora un individuo molto semplice e tranquillo, schietto, alla mano.
Era proprio con parole simili che esponeva il suo affetto e la sua stima verso gli altri, in quel caso nei confronti del cugino acquisito da poco.
Lo vide uscire e lasciare quella stanza, tornando nuovamente solo, poi, attese che tornassero i due scagnozzi con l'occupazione di riportarlo in cella.
Mentre avanzava per i corridoi, rifletteva febbrilmente su tutti i passaggi menzionati dal Tredicesimo. Non poteva permettersi di mancarne uno.
C'era solo da sperare che fosse abbastanza bravo ad essere furtivo ma... la furtività era il suo mestiere, d'altronde buon sangue non mente.

FINE
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Messaggioda Emmett » 02/07/2019, 13:04

14/03/2114
Prigione di Azkaban
Distretto 49C
Cella di Accoglienza


Le chiediamo di avere solo un altro poco di pazienza...

Sono quaranta minuti che sto avendo un altro poco di pazienza.

Immagine

Purtroppo Mister Azhad è molto impegnato con un imprevisto.

"Imprevisto" e "Azhad" nella stessa frase? Allora devono essere proprio c***i amari...

Sbuffò con amara ironia, Emmett, lasciando che il lacchè di Marcus si allontanasse per la settima volta.
La scelta di incontrarsi lì e non in India aveva messo leggermente in guardia il Semi Gildato Acuan, ma si fidava della discrezione del parente.
Ad ogni modo, aveva preferito portare con sé Beatriz, in modo tale che in caso di emergenze avrebbe potuto contare sul suo supporto bellico.
Erano state ore piuttosto intense e piene di incastri tra impegni e bisogno di attimi di pace e riflessione.
Dopo aver conosciuto le possibili ubicazioni dell'obiettivo di Baek e di conseguenza della Setta, le ricerche erano già iniziate.
Sly sapeva di non avere moltissimo tempo, ma nel mentre, qualcos'altro aveva leggermente scombinato il suo già non troppo stabile equilibrio interiore emotivo.
Una conversazione avvenuta con l'amico Dre il giorno seguente alla serata di gala, durante la quale il Chadwick aveva salvato la vista a Céleste Vogt, "migliore" amica di Scarlet.

Non prendermi per pazzo, ma forse stavo pensando di tornare a far visita ad Aryanne nei prossimi giorni.

Che cosa? Ma ti ha dato di volta il cervello?

Ho avuto una conversazione molto illuminante con Céleste, ieri notte, dopo aver evitato che mi ripagasse del salvataggio con prestazioni sessuali...

A parte che dovrai spiegarmi perché l'hai sedata da simili pagamenti... Di che conversazione illuminante parli? Quella ragazza non mi pare molto sveglia.

Sì, forse non avrà mai il Nobel per la scienza, filosofia o psicologia, ma mi ha parlato seguendo i dettami del cuore e tanto mi è bastato.

Ti è bastato per cosa, Sly?!

Per rendermi conto di aver forse preteso troppo da Aryanne, di non aver considerato l'importanza del suo obiettivo, arrivato ben prima di me!

Cioè non è più così importante che lei non si sia più fatta viva o che abbia accettato di separarvi senza sforzarsi più di tanto?

Forse ho osservato la cosa da una angolazione troppo egoista e avrei dovuto considerare anche altri fattori, questo dico, ecco tutto!

Uff, no, Sly, no...

Ho deciso, voglio incontrarla e magari, parlando, ragionandoci insieme, potremmo riuscire a...

Alt, basta, non ce la faccio più, non ti voglio sentire!

Ma per quale motivo? Mi spieghi cosa te ne frega se io desidero incontrare la mia ex?

Me ne frega nel momento stesso in cui non conosci tutta la faccenda, tutto l'accaduto, tutte le sue parole e i trascorsi di quella notte... E della mattina seguente.

... Che intendi dire?

Ci sono stati dettagli che ho omesso quando ti raccontai la verità sul mio incontro segreto con Aryanne di quella mattina, ma non per vantaggio mio.

E allora per cosa?

... Per evitarti sofferenze inutili, visto che ormai la relazione si era conclusa e non avevi bisogno di soffrire più del dovuto.

Quindi mi stai dicendo che c'è qualche altro particolare accaduto che io ancora non so? Ti sei fatto perdonare solo a metà, insomma!

Te lo ripeto, non c'entro nulla io, o meglio, quello che sai sul mio comportamento resta tale, quello che sai meno è il comportamento avuto da lei.

Quella mattina?

No, non ti parlo solo della mattina, ma anche da prima che arrivassi tu la notte precedente...

Allora forse credo sia meglio vuotare il sacco Dre, non penso di poter sopportare altri misteri, sopratutto con il mio migliore amico.

... D'accordo, ti dirò ogni cosa, anche se mi costa caro, perché non ci rimarrai bene dopo le mie parole.


L'atteggiamento fin troppo volubile della ex nei confronti di Tybalt, unito anche alla proposta di rivedersi ancora dopo la mattina seguente al tradimento, furono un colpo pesante.
Dapprima risalito da un baratro molto oscuro, quasi pronto a rivedere la luce, Emmett era finito per sprofondare ancora peggio nel risentimento e nella sfiducia.
Cominciò a crearsi dei dubbi più pesanti, legati anche alla possibilità di non essere mai stato amato veramente o completamente.
Una presa in giro, accentuata da quelle scomode verità che infine il Kingston aveva dovuto esprimere a forza così da evitare catastrofi esagerate.
Ci mancava solo che magari l'amico tornasse assieme ad Aryanne scoprendo la verità molto più tardi, eventualmente pure con il cuore parzialmente restaurato.
No, decisamente meglio che al suo cuore ci pensasse qualcun'altra, in un futuro purtroppo per nulla definito.
Ma almeno fino ad allora avrebbe evitato di combinare cretinate pessime.

Resta fuori quando mi riceverà Marcus.

Non voleva escluderla dalla conversazione, ma non gli andava di metterla troppo in relazione con un uomo che le aveva recato tanta sofferenza.
Purtroppo, visto il suo stato d'animo, le parole che espresse verso di lei suonarono più come un ordine secco, piuttosto che un intento altruista.
Sly era fortemente scosso dalla conversazione avuta con Dre il giorno precedente e questo si traduceva in un modo di fare decisamente meno morbido.
Decise di mettersi in piedi, sbuffando dalle narici con evidente stato di fastidio e nervosismo.

Entro la fine della settimana devo avere conferma che Melbourne sia pulita.

Così facendo, avrebbe scongiurato la presenza dell'obiettivo di Baek anche da quella città, restringendo il campo.
Non poteva certo immaginare che il giorno seguente Tybalt gli avrebbe fornito una salvata incredibile, riconoscendo la persona da cercare e indicandogli esattamente dove rintracciarla.
In realtà Sly avrebbe dovuto mostrargli il giorno prima la foto di Kirie Kurosawa, ma la conversazione in merito ad Aryanne lo aveva sconvolto a tal punto da fargli perdere la concentrazione.
Trascorsi 54 minuti, il Mangiamorte corrotto tornò a farsi vivo, finalmente con buone notizie.

Era ora.

Emmett si mise a seguire l'individuo e probabilmente Beatriz sarebbe rimasta dietro di lui, in linea di fila indiana.
Arrivati nei pressi di una stanza analoga ad una sorta di ufficio, gli venne aperta la porta.
Sly lanciò un'altra occhiata verso la Schtauffen, molto seria, così da indicarle nuovamente di attendere fino al suo ritorno.
Magari restando in allerta nel caso in cui si fosse sentita nell'aria qualche atmosfera strana.

Ci vediamo dopo.
E tu lasciala in pace.
Non c'è bisogno che la sorvegli.
Altrimenti potrei darle il via libera per spezzarti qualche osso.


Restare fuori sì, ma anche con il cane da guardia proprio no.
Beatriz sarebbe rimasta quindi all'esterno, ma libera di starsene per conto proprio ed eventualmente anche origliare parzialmente la conversazione.
Nessuno glielo vietava, d'altronde Emmett non pensò minimamente di insonorizzare la camera.
Cosa che non fece nemmeno Marcus, fin troppo interessato a conversare subito con il cugino.

Eccoti qui.

Immagine

Veramente sono qui da quasi un'ora.
Qual era l'emergenza?


Abbiamo cercato di evitare una cattura.
La sorella minore di Xin Zhang l'ha intercettata tre giorni fa.
C'è stato un ennesimo scontro tra le due e la sorella sembrava anche sul punto di farcela.
Ma Xin Zhang ha giocato bene le proprie carte inscenando una finta redenzione e l'ha poi colpita di sorpresa.


Quindi la sorella è morta?

Non esattamente.
So che è stata fatta portare via.
Xin Zhang ha deciso di infliggerle una severa punizione, stanca di essere perennemente vista come l'amata sorella da salvare da se stessa.
Non oso immaginare quale tortura abbia in serbo per lei.


Hai bisogno di aiuto, forse?

No, per adesso ancora no, non ho abbastanza notizie o indicazioni al riguardo.
E poi tu devi concentrarti sul trovare prima di Baek la giovane Kurosawa.
... Ti faccio i miei complimenti, non pensavo saresti riuscito ad ottenere quelle informazioni senza correre alcun rischio.


Risparmia i complimenti per quando la missione sarà completamente compiuta.
Col fatto che mi sono dovuto occupare personalmente di fare la spia e origliare, ho perso moltissimo tempo prezioso.


Hai ancora pochi elementi validi nell'Avanguardia, non mi stupisco di tali rallentamenti.

I miei ranghi si infoltiscono di giorno in giorno, non temere.

Avere molti uomini è un conto, avere elementi fuori dal comune è tutt'altro paio di maniche.

Già, su questo non posso darti torto, purtroppo...

... Se solo avessimo potuto contare su "Tiny"...

Chi?

Therese Nicole O'Hara, nome in codice "Tiny", nella Setta dei 12, abbreviativo unito dei due nomi di battesimo.
Ragazza formidabile dalle doti ben più che promettenti.
Metamorph con un addestramento ottimo e costante, ritenuta da molti destinata a salire in fretta la vetta dell'Organizzazione.


Immagine

Troppo attaccata al Credo del Supremo, per questo ti spiace non poterla reclutare?

In realtà no, o meglio, non ne ho idea.
Conosco poco della sua vita, non mi interesso chissà quanto di pesci così piccoli fino a quando non diventano abbastanza interessanti.
Però ho la sicurezza che dopo lo scherzetto subito dall'Organizzazione, non si sarebbe fatta troppo problemi ad aderire ad una società segreta contro di essa.
Aveva da poco superato le selezioni per passare da Volontario Mangiamorte a Mangiamorte Effettivo.
Durante la sua terza missione come Luna Crescente però, un incidente provocato da un altro della spedizione diede luogo ad una violenta esplosione magica.
Lei venne investita senza conseguenze letali, ma di contro l'esplosione andò a toccare parti del cervello, lesionandole fortemente.
Al suo risveglio scoprì di avere un difetto di pronuncia della lettera "S".


Capirai, per una specializzata nello stealth praticamente è equivalente al pensionamento obbligatorio.

In verità, per qualche strano motivo, i MediMaghi scoprirono che durante il processo di metamorfosi, il difetto scompariva con l'assunzione di un altro aspetto.
La condizione era però che lei mutasse il suo corpo e le sembianze almeno del 70%/75%.
Praticamente un po' come accade ad alcune persone con difetti di pronuncia che quando cantano perdono momentaneamente il problema.
L'area del cervello che controlla gli stimoli alla produzione di energia magica per la metamorfosi evidentemente influisce sulla zona che regola invece la parola.


Ah ok, allora non le è andata poi così tanto male...

Non ho finito.
L'esplosione e il danneggiamento magico subito si scoprirono degenerativi, in altre parole le capacità come Metamorph di Tiny sarebbero andate perdute nel corso degli anni.
Insomma, a lungo andare sarebbe rimasta soltanto una ragazza molto dotata come infiltrata ed informatrice ma con un difetto perfettamente riconoscibile.
Va da sé che la Setta decise quasi all'istante il da farsi...


Procedura standard: cancellazione della memoria, riscrittura dei ricordi ed inserimento nella società con buona situazione lavorativa.

... Se non che venne fuori che un altro importante "difetto" del cervello era che le magie di alterazione della realtà su di lei non funzionavano.
Non potevano essere applicati "Oblivion" e di conseguenza, Therese non poteva dimenticare in alcun modo i suoi trascorsi nella Setta dei 12.
A quel punto, senza pensarci due volte, il Supremo diede l'ordine di esecuzione.


Per forza, elemento ormai inutile, ma senza possibilità di rimuovergli quanto sapeva di una Organizzazione segreta per l'intero Mondo Magico.

Ella però riuscì a comprendere le intenzioni ancora prima che le fossero comunicate tramite arresto.
Sfruttando le proprie abilità, poi, fece perdere le proprie tracce e scappò via da Ginevra, sparendo del tutto dalla circolazione.


Come come come?
Stai dicendo che una novellina è stata capace di eludere la sorveglianza del Quartier Generale?!


Capisci perché mi spiace non poter contare su una come lei?

Di sicuro la paura di morire fa miracoli, ma devi anche saperci fare...
... Beh, tanto, anche fossimo riusciti a rintracciarla, la malattia c'è ed anche lei stessa ha le ore contate.
Non appena perderà del tutto le facoltà come Metamorph, la Setta ci metterà poco a individuarla e ucciderla.


Ad onor del vero, se qualcuno riuscisse a intercettarla, forse avrei la soluzione per guarirla.

Eh?

Ryurik ha portato con sé una valigetta contenente diverse fiale mediche dal suo futuro.
Sono medicinali capaci, secondo quanto indicato dal me del suo tempo, di guarire moltissime patologie ad oggi incurabili.
Chissà, magari in cambio di un tentativo, potrebbe mettere le sue qualità al nostro servizio.


... E nel caso in cui la trovassi io, invece, tu saresti disposto a cedermi una di queste fiale affinché possa essere curata ed entrare poi nell'Avanguardia?

Alla fine perseguiamo uno scopo simile, non vedo perché no.
Ma comunque escludi la possibilità di trovarla in tempi tanto brevi.
Probabilmente muta aspetto dalla mattina alla sera finché ne è in grado e come hai capito, sa bene come risultare invisibile.
Tenta fra qualche anno, sperando che la Setta non le abbia già chiuso la bocca per sempre.


C'è da dire che non ci sono certezze sulla riuscita del medicinale.
Beh, pazienza, vorrà dire che al massimo sarà ugualmente un buon elemento di aggiunta.


... Pf.

Cos'è quella smorfia ironica?

Sei incorreggibile.
Te la terresti anche se fosse completamente inutile nella funzione per cui è destinata.
Ma d'altronde non sei nuovo a questi tipi di scelte...


... Cosa vorresti insinuare, mh?

Sai benissimo di cosa parlo, anzi, di chi.
Prima era una spietata assassina a sangue freddo, implacabile e senza attimi di esitazione.
Dopo di che si è rammollita ed ha perso completamente quelle caratteristiche che la rendevano unica nel suo genere, a dir poco perfetta come guerriera.
Un pezzo di ghiaccio con un cuore che batte è quanto di più non idoneo possa esistere.


Parlava di Beatriz, ovviamente, non c'erano molti dubbi al riguardo.
Il tono usato da Marcus fu quanto mai semplificativo ed elementare, come se stesse dicendo qualcosa di ovvio, senza ragioni di torto.
Sly rimase inizialmente silenzioso, sapendo bene che la Schtauffen poteva trovarsi a sentire quelle parole cattive dette dal suo ex Capo e Compagno.
Ma sapeva anche che mai si sarebbe azzardata ad entrare per replicare, perché lui stesso le aveva ordinato di non muoversi da lì.

Se possiede un cuore che batte, ormai, non può più essere considerato un pezzo di ghiaccio, non trovi sia un controsenso?

Continua ad essere un pezzo di ghiaccio perché all'esterno rimane ugualmente fredda e distaccata.
Alla lunga mi sono stancato di lei anche per questo e probabilmente avrà fatto lo stesso anche quell'uomo che frequentava qualche tempo fa.
Tariq Yusuf, dico bene?


Non sparare sentenze senza conoscere i retroscena.
Il Maggiore Yusuf le ha chiesto di aderire alla Task Force, ecco perché l'ha allontanata dai Sicari del Ministero.
Non si è affatto stancato di lei, semplicemente le ha dato del tempo per prepararsi.


Come se non lo fosse già abbastanza.
Temo sia stata una scusa come un'altra per separarsi e non appesantire la questione.


Beatriz Schtauffen è una donna solo che migliorata rispetto al passato, questa è la mia convinzione ed è l'unica conta, visto che ora è mia sottoposta, non tua.

Cosa te ne fai di una donna capace di restare apparentemente impassibile ma non più in grado di essere mortale senza rimorsi?

Quello che ci faccio sono affari miei, se permetti.

Ehi, non mi dire che te la scopi?!
E dire che da quel che ricordo...
... Non è una qualità così eccelsa di sesso da riuscire a mutare le percezioni di un maschio.
Ma forse tu sei fin troppo suscettibile al fascino delle femmine combattenti.


Sly, in un impeto di rabbia, afferrò Marcus per il bavero della maglietta, fissandolo negli occhi truce.
Sembrava proprio sul punto di pestarlo di botte, ma quella luce omicida durò pochi istanti, per poi affievolirsi a poco a poco.
La mano allentò la presa, il bicipite si sgonfiò, dopo di che il Chadwick tornò indietro di un passo.
Un respiro lento, poi si leccò le labbra.

Tempo e fatica sprecati, tu sei così, sei sempre stato così.
Cinico, disilluso e incapace di uscire dal tuo schema.


Forse, ma è così che sono arrivato ad essere ciò che vedi oggi di fronte a te.

... Uno st***zo?

Marcus sorrise leggermente.
Gli insulti non lo toccavano minimamente, era perfettamente a suo agio in ogni situazione, non perdendo mai la calma.
Era questo che faceva rabbia in Emmett, ma pensava anche che forse, un giorno, quel modo di fare del parente lo avrebbe condotto alla rovina.
Il Marcus conosciuto e apprezzato da Ryurik era molto diverso da quello del presente, che avessero avuto due impostazioni diverse, pur con la stessa bella testa?
O magari nel futuro era previsto un evento capace di mutare per sempre il carattere di Azhad ed in maniera drastica?
Sly non aveva la risposta, nessuno forse l'aveva, ma comunque, non era così importante in un momento come quello.
Anche perché aveva atteso 54 minuti dentro una fottuta cella e desiderava ardentemente saperne il motivo.

Ogni secondo in più che passo qui lo tolgo dalla ricerca della giapponese.
Quindi se abbiamo finito i battibecchi, le frecciate, i giudizi e le sentenze...
... Direi che forse tu possa espormi il motivo della convocazione qui, oggi.


Giusto, stammi bene a sentire, ho importanti indicazioni riguardo la famiglia della biondina che hai salvato l'altro ieri.

E tu come sai che... Ah, lasciamo perdere...

... Si tratta di suo fratello, anzi, fratellastro, tale Ingwar Vogt.

Ok, sentiamo...

AUTOCONCLUSIVA
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Messaggioda Beatriz » 03/07/2019, 19:52

14 Marzo 2114
Orario indefinito
Prigione di Azkaban, Distretto 49C - Cella di Accoglienza


Le chiediamo di avere solo un altro poco di pazienza...

Sono quaranta minuti che sto avendo un altro poco di pazienza.

Purtroppo Mister Azhad è molto impegnato con un imprevisto.

"Imprevisto" e "Azhad" nella stessa frase? Allora devono essere proprio c***i amari...

Immagine


Il tono di voce infastidito di Sly era una novità per lei.
Beatriz se ne stava poggiata con la spalla destra sul muro portante della cella, osservando il proprio capo perdere ogni secondo in più la propria naturale calma. Avvertiva -era incredibile che riuscisse a farlo- che c'era qualcosa di strano in lui, come se fosse preoccupato per qualcosa. Ma da buon soldato, non chiese nulla al proprio superiore, rimanendo ferma senza proferire parola, lasciando al Chadwick la libertà di comunicare con lei qualora avesse voluto.

Resta fuori quando mi riceverà Marcus.

Come desideri.

Un breve cenno del capo, poi proseguì a rimanere in silenzio, ferma con i propri pensieri. Non era mai stata quella che si poteva definire una piacevole compagnia la Schtauffen; ma d'altronde non era certo per le sue qualità sociali che ella era riconosciuta. Era stata addestrata a combattere ed eseguire gli ordini senza mai mettere in dubbio nulla e questo l'aveva portata in passato a compiere crimini orribili, di cui non andava fiera. La sua umanità, soffocata in favore della vita, aveva però infine preso il sopravvento, portando Beatriz a compiere una serie di scelte che infine l'avevano condotta in quella cella, al fianco di Sly.
Marcus, suo ex-Capo ed ex-Compagno, non amava vedere la donna mulatta dopo ciò che era accaduto. La loro storia aveva portato Beatriz a soffrire e la sofferenza l'aveva costretta a chiudersi in sé stessa. Non parlava, ma pensava molto, rifletteva, osservava i dintorni della cella, lo sguardo di Emmett, il tempo che scorreva, un particolare inusuale da parte di Azhad. Lui che calcolava sempre tutto stava commettendo ora un banale errore dato da qualcosa che era sfuggito al proprio controllo. Si chiedeva Bea -come il Chadwick del resto- chi o cosa fosse riuscito a sfuggire dal giogo di Marcus, ma le sue domande sarebbero rimaste sospese nel vuoto, senza ricevere alcuna risposta, almeno per il momento.

Entro la fine della settimana devo avere conferma che Melbourne sia pulita.

Sarà fatto.

Non era una chiacchierona, decisamente, ma riponeva la massima fiducia in Emmett ed in quello che faceva e provava dispiacere nel vederlo stare in quel modo. Non conosceva la sua vita privata, non sapeva che aveva il cuore spezzato, perché non era ben definito il suo rapporto con lui, se fossero semplicemente sottoposta e superiore oppure anche amici. Faceva fatica Bea con le etichette quando queste uscivano fuori dagli schemi; ma la confusione lentamente di diradava un po' grazie allo stesso Sly, un po' grazie al lavoro svolto da Tariq con lei in tutti quei mesi. Mancava poco ormai alla sua entrata ufficiale nella Task Force e da un lato la Schtauffen non vedeva l'ora di ritornare sul campo, di lavorare al fianco del Yusuf ma anche del Tenente Jung.
Emozioni tutte nuove per una come lei, che però era felice di riscoprire certe piccole gioie della vita, come il semplice provare mancanza e nostalgia per qualcuno.

Era ora.

Schioccò le ossa del collo quando finalmente qualcuno venne a tirarli fuori da quella cella, per portarli verso il luogo dove si trovava Marcus. Sempre in silenzio, Beatriz seguì la comitiva, camminando due passi esatti dietro a Sly. La bacchetta magica era sempre pronta nella sua fondina ascellare, pronta ad essere usata nel caso in cui ci fosse stato qualche imprevisto spiacevole da affrontare.

Ci vediamo dopo.
E tu lasciala in pace.
Non c'è bisogno che la sorvegli.
Altrimenti potrei darle il via libera per spezzarti qualche osso.


Mph!

Le sfuggì un sorriso che non riuscì proprio a trattenere, fissando l'uomo messo a guardia della porta dove si trovava Azhad. Forse temendo davvero rappresaglie dall'ex-Adepta di Chandra Ujeroi, il soldato preferì allontanarsi, lasciando completa libertà alla mezza tedesca di sistemarsi come meglio preferiva. Non andò a sedersi da nessuna parte, preferendo rimanere vigile ed in piedi. Con la schiena appoggiata al muro, le braccia conserte e gli occhi chiusi, Bea pareva persa dietro i suoi pensieri, mentre in realtà -attraverso l'udito- percepiva ogni singolo movimento che la circondava. Variazioni, suoni diversi, anche profumi grazie all'uso dell'olfatto sarebbero saltati fuori subito se avesse perso momentaneamente l'uso della vista. Ma di contro, oltre a sentire ogni cosa, questo le permise anche di ascoltare con abbastanza chiarezza la conversazione che si stava svolgendo fra Marcus e Sly all'interno della stanza.

Qual era l'emergenza?

Abbiamo cercato di evitare una cattura.
La sorella minore di Xin Zhang l'ha intercettata tre giorni fa.
C'è stato un ennesimo scontro tra le due e la sorella sembrava anche sul punto di farcela.
Ma Xin Zhang ha giocato bene le proprie carte inscenando una finta redenzione e l'ha poi colpita di sorpresa.


Quindi la sorella è morta?

Non esattamente.
So che è stata fatta portare via.
Xin Zhang ha deciso di infliggerle una severa punizione, stanca di essere perennemente vista come l'amata sorella da salvare da se stessa.
Non oso immaginare quale tortura abbia in serbo per lei.


Aveva avuto sempre poco a che fare con la Spia della Setta. Ma ascoltava, sapendo che ogni informazione poteva essere utile al fine di migliorare e far crescere il loro gruppo di resistenza. Se l'Avanguardia fosse riuscita a liberare tale sorella, avrebbero potuto contare sull'aiuto di qualcuno evidentemente molto forte per riuscire a fronteggiare Xin Zhang e forse abbastanza motivata da voler smantellare la Setta come loro.
Per quanto fosse sgradevole ritrovarsi vicino a Marcus, egli era sempre e comunque una fonte di informazioni piuttosto preziosa. Per sua fortuna, la Schtauffen non doveva più rendergli conto di nulla, avendo ormai accettato del tutto il Chadwick come Capo da seguire in quella lotta fra Bene e Male.

Hai ancora pochi elementi validi nell'Avanguardia, non mi stupisco di tali rallentamenti.

I miei ranghi si infoltiscono di giorno in giorno, non temere.

Avere molti uomini è un conto, avere elementi fuori dal comune è tutt'altro paio di maniche.

Già, su questo non posso darti torto, purtroppo...

... Se solo avessimo potuto contare su "Tiny"...

Chi?

Tiny. Aveva sentito parlare alla lontana di quella persona. Ricordava una conversazione avuta con Chandra, dove la sua Maestra elogiava le qualità di questa discepola appena arrivata alla Setta, ma con già delle caratteristiche piuttosto promettenti. Non sapeva altro Bea, ma le informazioni ci pensò Marcus stesso a darle. Nome vero: Therese Nicole O'Hara, Metamorphmagus specializzata nel campo stealth. Una vera promessa insomma, se non fosse stato per un incidente che ne aveva compromesso del tutto la scalata verso le vette più ambite. Si ritrovò, nell'ascoltare la sua storia, a provare pena per quella creatura la mezza tedesca.
Riconosceva nei suoi sforzi di scomparire la voglia spudorata di sopravvivere, la stessa che aveva trasformato infine Beatriz in una macchina assassina. Aveva sacrificato la propria umanità, senza rendersi conto per molto tempo che era proprio essa a rendere la vita veramente degna di essere vissuta. Forse la piccola Tiny aveva compreso lo stesso ed era scappata prima di perdere qualcosa di sé, prima che quelli della Setta la uccidessero. Supposizioni che si fece in testa la donna, rimanendo sempre in ascolto, con gli occhi eternamente chiusi.

Chissà, magari in cambio di un tentativo, potrebbe mettere le sue qualità al nostro servizio.

... E nel caso in cui la trovassi io, invece, tu saresti disposto a cedermi una di queste fiale affinché possa essere curata ed entrare poi nell'Avanguardia?

Alla fine perseguiamo uno scopo simile, non vedo perché no.
Ma comunque escludi la possibilità di trovarla in tempi tanto brevi.
Probabilmente muta aspetto dalla mattina alla sera finché ne è in grado e come hai capito, sa bene come risultare invisibile.
Tenta fra qualche anno, sperando che la Setta non le abbia già chiuso la bocca per sempre.


C'è da dire che non ci sono certezze sulla riuscita del medicinale.
Beh, pazienza, vorrà dire che al massimo sarà ugualmente un buon elemento di aggiunta.


... Pf.

Cos'è quella smorfia ironica?

Sei incorreggibile.
Te la terresti anche se fosse completamente inutile nella funzione per cui è destinata.
Ma d'altronde non sei nuovo a questi tipi di scelte...


Stava ascoltando solo a metà ciò che essi stavano dicendo. Lei tecnicamente doveva essere di guardia per accertarsi che non ci fossero brutte sorprese in giro. Ma pur trovandosi dall'altra parte della porta, persino Beatriz fu in grado di comprendere che il tono usato da Marcus non fosse lusinghiero. E le successive parole che egli pronunciò di fronte ad Emmett le diedero conferma di quello che aveva ipotizzato.

... Cosa vorresti insinuare, mh?

Sai benissimo di cosa parlo, anzi, di chi.
Prima era una spietata assassina a sangue freddo, implacabile e senza attimi di esitazione.
Dopo di che si è rammollita ed ha perso completamente quelle caratteristiche che la rendevano unica nel suo genere, a dir poco perfetta come guerriera.
Un pezzo di ghiaccio con un cuore che batte è quanto di più non idoneo possa esistere.


Aprì gli occhi di scatto la donna, infastidita dalle parole di Azhad. Comprese che stesse parlando proprio di lei, sebbene non capisse cosa lo spingesse ad avere un giudizio simile. Quel cambio che egli stava ora affossando gli aveva fatto comodo all'epoca in cui ella aveva provato dei sentimenti nei confronti dello stesso Marcus. Aveva sempre saputo di essere debole per questo, al punto tale da non voler più avvicinarsi a nessuno. Le cose per lei, successivamente, erano cambiate: ritrovarsi a lavorare in un gruppo come quello dei Sicari, stare a contatto con il Capitano Darksteel, il Maggiore Yusuf, lo stesso Tenente Jung le aveva fatto bene perché aveva risvegliato le emozioni sopite del suo cuore atrofizzato.
A volte si svegliava la notte, presa dall'ansia, terrorizzata di morire per quello che stava accadendo. Ma l'ansia non sconfiggeva la convinzione di aver intrapreso la strada giusta, una strada che la portava direttamente da Tariq. Non aveva mai provato tanta nostalgia di qualcuno, quanto dell'uomo che si era quasi fatto ammazzare per salvarle la vita. Nella sua ingenuità, credeva forse che quando si sarebbero rivisti tutto sarebbe andato bene, tutto avrebbe avuto un colore vivido e sgargiante. Ma secondo l'opinione di Marcus così non sarebbe stato.

Se possiede un cuore che batte, ormai, non può più essere considerato un pezzo di ghiaccio, non trovi sia un controsenso?

Continua ad essere un pezzo di ghiaccio perché all'esterno rimane ugualmente fredda e distaccata.
Alla lunga mi sono stancato di lei anche per questo e probabilmente avrà fatto lo stesso anche quell'uomo che frequentava qualche tempo fa.
Tariq Yusuf, dico bene?


Non sparare sentenze senza conoscere i retroscena.
Il Maggiore Yusuf le ha chiesto di aderire alla Task Force, ecco perché l'ha allontanata dai Sicari del Ministero.
Non si è affatto stancato di lei, semplicemente le ha dato del tempo per prepararsi.


Come se non lo fosse già abbastanza.
Temo sia stata una scusa come un'altra per separarsi e non appesantire la questione.


Non provò nulla sul momento. Non perché fosse incapace di provare qualcosa, ma perché ci voleva del tempo per elaborare cosa le provocasse sentire determinate parole nei suoi confronti. Lui si era stancato di lei, anche Tariq aveva fatto lo stesso, anche lui si era allontanato per lo stesso motivo. Per quanto in passato Marcus fosse stato una persona in grado di circuire la volontà di Bea, piegandola al proprio volere, la donna ormai non riusciva in nessun modo ad avere fede nel giudizio del Ragno Tessitore. Non avrebbe mai contestato le sue parole in passato, ma adesso le sue parole le suonavano così fuori da ogni logica perché la sua realtà -quella vista con i propri occhi- non coincideva affatto con l'opinione del Capo della Resistenza.
Il Maggiore Yusuf era un uomo d'onore, un uomo che, se avesse dovuto lasciarla, glielo avrebbe detto in faccia, senza lasciarla in sospeso di nulla. Ed era così convinta di questa cosa Beatriz che archiviò le parole di Marcus come stronzate, non ponendoci peso dal momento che le considerava prive di fondamento. Ma gli insulti nei suoi confronti non erano affatto finiti lì e dal definirla una combattente di qualità scadente si passò ad offendere, in seguito, le sue capacità nel sesso.

Cosa te ne fai di una donna capace di restare apparentemente impassibile ma non più in grado di essere mortale senza rimorsi?

Quello che ci faccio sono affari miei, se permetti.

Ehi, non mi dire che te la scopi?!
E dire che da quel che ricordo...
... Non è una qualità così eccelsa di sesso da riuscire a mutare le percezioni di un maschio.
Ma forse tu sei fin troppo suscettibile al fascino delle femmine combattenti.


Si mise sull'attenti quando sentì dei rumori di colluttazione all'interno della stanza. Non entrò all'interno, rimanendo ferma e ligia al proprio dovere, ma al tempo stesso cercò di comprendere cosa stesse accadendo, perché Sly aveva reagito in quel modo. Forse aveva ragione Marcus nel definirla un pezzo di ghiaccio: magari era solo per metà umana. Perché di fronte ad un insulto tanto palese nei suoi confronti, ella non riusciva a comprendere quale emozione si stesse scatenando dentro di lei. Doveva sentirsi arrabbiata? Ferita? Rimanere indifferente? O doveva esplodere, prendendo lei stessa a pugni in faccia l'ex compagno? Forse più tardi sarebbe stata in grado di capire. Forse ci avrebbe messo giorni, forse avrebbe avuto bisogno dell'aiuto di Sly per comprendere. In quel momento però c'era solo una paralisi emotiva dentro di lei, mentre aspettava non più con la schiena appoggiata al muro, ma di fronte alla porta. Si avvicinò di qualche passo, giusto per sentire meglio la conversazione. Pareva che i toni si fossero di nuovo calmati, si era arreso il Chadwick di fronte ad Azhad. Una resa dettata dalla consapevolezza che non si potesse vincere con un uomo simile, un uomo che -secondo il giudizio di Bea- sarebbe rimasto per sempre da solo.
Nonostante tutto però, quelle parole erano riuscite a fare una piccola breccia nell'armatura di Beatriz, che adesso se ne stava ferma ed in attesa, iniziando ad entrare in un loop di pensieri senza via d'uscita. In quanto ex-Mangiamorte spietata e a sangue freddo, aveva bisogno di tempo per avvertire sulla propria pelle le giuste emozioni. E queste stavano già iniziando a montare su, quando all'improvviso Beatriz provò un malessere tutto particolare, legato principalmente al fastidio. Sapeva che avrebbe potuto crescere. Sapeva che sarebbe potuto esplodere. Ma non sapeva ancora che cosa fosse. Priva di alcuna vanità, non riconosceva i sintomi di un orgoglio ferito quando ne provava uno. Ma forse il Chadwick sarebbe stato in grado di guidarla, se solo la mezza tedesca si fosse confidata con lui.
Una confidenza che, probabilmente, non avrebbe tardato a presentarsi.

Fine
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