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Mumbai

Messaggioda PnG Staff » 24/02/2019, 12:46

13 Marzo 2114
Quartiere Magico Centrale di Mumbai - India
Ore 21:15


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La città era così grande che perdercisi si rivelava praticamente scontato, non conoscendo bene l'ambiente.
Callisto girava per quell'immensità urbana già da diversi giorni, ma le risposte, così come gli indizi scarseggiavano più che mai.
Era il prezzo amaro del sapere pochissimo, avere solo qualche vaga idea e nessuno straccio di aiuto concreto.
Si era rivolta a molti Vati a pagamento, alla ricerca spasmodica di qualche indicazione che potesse essere anche solo vagamente giusta.
Nella maggior parte dei casi però, queste persone si erano approfittate della sua disperazione, arrivando soltanto a spillarle denaro facilmente.

Solo un attimo è la riceverà.

Quella era l'unica speranza rimasta alla Dyther: un Vate di quelli considerati non ladri e non approfittatori.
Si era fatto una reputazione abbastanza interessante nel paese indiano, arrivando persino ad avere una vera e propria fila davanti alla porta.
La sala di attesa era grande e zeppa di persone di ogni tipo, provenienti anche da diverse parti del Mondo Magico.
La sua era una parcella salata ma se fosse andato male anche quel tentativo, alla donna non sarebbe rimasto altro se non la resa.
Aveva aspettato seduta su quel divano scomodo per ben tre ore e mezza, quando finalmente la porta si aprì e lei era la prossima.

La somma verrà accreditata sul conto che mi ha stato segnalato.

Il Maestro si augura che il suo aiuto possa esserle prezioso.

Questo lo potrò sapere solo tra un po'.

Porti i nostri saluti più umili al suo nobile...

Non serve aggiungere altro, non qui, comunque riferirò.

L'uomo appena uscito zittì velocemente l'assistente del Vate, impedendogli di dire oltre.
L'assistente si scusò silenzioso, eseguendo un inchino di rispetto.
Era sempre così in quegli ambienti: segreti, segreti da custodire bene, se non benissimo.
Il cliente si volse, facendo per andarsene.
Aveva degli occhiali da sole a specchio che impedivano a chiunque di cogliere le sfumature del suo sguardo.

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Camminando proprio accanto a Callisto, l'individuo rallentò appena il suo incedere, fissandola con lieve e apparente interesse.
Ad ogni modo, la Dyther non avrebbe mai potuto scambiarlo con colui che ella stesse cercando, per diversi tratti differenti e marcati.
Tuttavia quel momento durò appena un secondo, dopo di che il misterioso maschio se ne andò del tutto.
Le sue erano vesti sicuramente costose anche se il portamento e l'incedere non facevano di certo pensare ad un nobile di chissà quale lignaggio.
Forse poteva trattarsi di un riccone qualunque, ma cosa importava quando l'assistente finalmente chiamava il nome della bionda, dopo tutto quel tempo seduta?

Prego, accomodatevi...

Si fece da parte e le permise di entrare in quella stanza.
Una stanza apparentemente anonima, senza particolari arredamenti sontuosi o strani.
Anzi, a dire il vero si presentava molto asettica e minimalista, con solamente l'essenziale.
Al centro di essa, un tavolo rotondo, unico elemento di pregiatissima fattura, con piano in cristallo spesso e zampe in marmo bianco.
L'uomo di mezza età, seduto comodo su una sedia di vimini, aveva un'aria molto calma e placida, che metteva a proprio agio.

Fatti pure avanti, bella signorina, e prendi posto.

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Il Vate non si presentava mai, era come se non avesse un nome, faceva parte degli accordi di chi decideva di avere a che fare con lui.
Non appena Callisto si sedette su una sedia analoga alla sua, l'assistente portò sul tavolo tutti i soliti strumenti di Divinazione classica.
Una sfera di cristallo, dei tarocchi, un tè per sé e per la nuova cliente e per concludere anche delle rune.
Sembrava essere ferrato in ognuna di quelle discipline profetiche, senza alcuna distinzione.
Si diceva in giro che possedesse la bellezza di cinquant'anni di esperienza con pochissimi errori o imprecisioni.

Ognuno di noi ha in sé un legame ad una forza primordiale che gli mostra la via.
Sono io il tramite tra te e la tua forza, ma non basta che lo strumento di profezia sia in accordo con me, deve esserlo anche con te.
Avvicina dunque la mano destra verso ognuno di questi oggetti, senza toccare nulla.
Chiudi gli occhi e non appena sentirai uno strano groppo al cuore, fermati.
Dopo di che, indicami l'oggetto ed io saprò come proseguire.


Già da quelle parole e da quelle indicazioni, la Dyther avrebbe capito che lui non fosse per niente un ciarlatano.
Trasudava padronanza dell'arte e conoscenza dei meandri divinatori da ogni poro e lo faceva con assoluta umiltà.
Non era importante quale di quegli oggetti fosse quello designato dall'interiorità della bionda, l'uomo non avrebbe trovato alcuna difficoltà.
Lo prese, facendo portare via gli altri, iniziando il rituale ad occhi socchiusi, inspirando ed espirando profondamente.
Non aveva fatto ancora nessuna domanda, quasi come a voler far capire che non fosse affatto un suo problema o un requisito fondamentale.

... Pura, Angoscia, Indecisione, Speranza, Coraggio...
... Questa è la lettura suggerita dallo strumento che mi ha indicato il tuo inconscio superiore.
Le emozioni che ho elencato permeano la tua ricerca, perché è di una ricerca che stiamo parlando, dico bene?
... La persona che vuoi incontrare dovrebbe essere già morta, ma la tua intenzione è vedere qualcuno di vivo.
Se sto leggendo adeguatamente, invitami pure a proseguire...


Fino ad allora ci aveva visto alla perfezione.
Leonidas in teoria doveva essere defunto da mille anni, secolo più, secolo meno, ma aveva trovato il modo di eludere l'ultimo fato, arrivando in quel presente.
Callisto non era di sicuro alla ricerca di una lapide, bensì di qualcuno in carne ed ossa.
Il Vate riprese a leggere, non lasciandosi minimamente incuriosire, perché non era affare suo, faceva parte della sua etica professionale.
Lui riferiva e basta, senza fare domande, proprio come non voleva che ne fossero fatte a lui in merito alla sua identità.

Il destino che attendi e che ti attende si trova in un luogo molto affollato...
... Privo di barriere, ma non libero da vincoli di proprietà.
È una occasione importante, una di quelle occasioni che accadono solo una volta ogni moto di rotazione solare.
Estremo Est è la direzione che devi seguire...
... Ma prima la Luna dovrà essere tramontata ancora due volte.


Quindi un evento di grossa rilevanza con sede ad est della città e che sarebbe avvenuto il giorno 15 Marzo.
Aveva altri due giorni per capire esattamente cosa fosse e dove fosse, non molti ma nemmeno pochissimi.
Il vate si interruppe, perché il suo compito era veramente finito.
La Divinazione non offriva mai risposte precise, stava poi alla persona ragionare e arrivare alla verità più limpida.
L'assistente, sapendo che Callisto avesse scelto di pagare in contanti, si avvicinò per riscuotere il denaro: 500 Galeoni.

Grazie.

Era arrivato il momento di alzarsi, liberare il posto per il prossimo.
Per la Dyther non rimaneva altro se non tornare nella propria camera di albergo e cominciare a riflettere.
Avrebbe dovuto fare un po' di domande in giro, già, ma dove? A chi? Discrezione oppure no?
mentre già probabilmente iniziava a rimuginare preoccupata, la voce del Vate la raggiunse di nuovo.
Una voce meno morbida e con un leggero filo di preoccupazione.

Ciò che cerchi è avvolto dallo spettro della sventura.

Fece una piccola pausa, affinché la donna si potesse voltare ancora a guardarlo.

Nel caso in cui lo spettro si faccia ancora più minaccioso potrai trovare momentaneo rifugio sul Monte del Drago.

E nel caso in cui ella avesse chiesto maggiori informazioni su quelle parole criptiche...

... Mi spiace, ma non ho idea di cosa possa significare, il tuo strumento mi ha fornito quest'ultima lettura ed ho trovato giusto condividerla con te.

Meraviglioso, un mistero dopo un altro mistero, non poteva andare meglio di così.
Se non altro, dopo decine di Galeoni buttati, sembrava che quella pista fosse reale e attendibile.
La donna doveva comunque affrettarsi, era già giunta la sera inoltrata.
La porta si chiuse alle sue spalle ed ella era anche consapevole di non potersi più rivolgere al Vate.
Difatti chi decideva di incontrarlo poteva avere una sola udienza ogni cinque anni.
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Messaggioda Callisto » 11/03/2019, 20:34

13 Marzo 2114
Quartiere Magico Centrale di Mumbai - India
Ore 21:15


Solo un attimo e la riceverà.

Avevano uno strano concetto di "attimo" in India. Farla aspettare per quasi un'ora all'interno di quella sala era da definirsi in modo diverso rispetto a quanto detto dall'uomo che serviva quel famoso Vate. Callisto fece un semplice cenno di assenso con la testa, sbuffando stanca dell'attesa, ma ancora lì, mezza sdraiata su quel divanetto. Non aveva altra scelta che restare, perché tutto ciò che aveva fatto prima da quando era arrivata a Mumbai non era servito assolutamente a nulla. Quell'uomo, quel Leonidas, era introvabile e per di più la gente del posto non aiutava affatto gli stranieri. La Dyther si era dovuta difendere costantemente da ladri e malfattori -per la maggior parte ragazzini e questo le aveva provocato più di una stretta al cuore- ma nulla l'aveva salvata dalla colossale truffa messa in piedi dagli indovini della città. Nessuno di quelli interpellati prima era riuscito a fare altro a parte spillare soldi alla donna e l'ultimo per cui ella stava perdendo tempo, si diceva, fosse l'unico in grado di poterla aiutare.
Sperava che non fosse un altro buco dell'acqua, perché Callisto era a tanto così dal decidere di lasciar perdere tutto.

Dovranno cercarsi qualcun'altra che faccia il lavoro sporco per loro...

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Dopo quaranta minuti che aspettava ferma in un luogo poteva anche gettar via etichetta ed educazione e mettersi quanto più comoda possibile. Se qualcuno avesse osato dirle qualcosa era pronta ad incenerirlo con lo sguardo, ma sembrava che i servitori -o seguaci- del Vate avessero tutta l'intenzione di lasciarla in pace. Meglio così, perché di certo la bionda non aveva nessuna intenzione di stare a subire prediche da chi, con molta scortesia, si faceva attendere per tanto tempo. Evidentemente il cliente che c'era prima di lei necessitava di una consulenza piuttosto approfondita, altrimenti non avrebbe avuto senso rimanere dentro quella stanza fino a quell'ora. Callisto voltò la testa verso una delle finestre, guardando fuori mentre si sistemava la giacchetta del semplice completo che aveva indosso. Un cardigan nero, una maglietta a maniche lunghe grigia sotto, pantaloni comodi e ballerine: aveva compreso fin da subito che avrebbe dovuto camminare ed anche tanto, per questo aveva messo da parte tacchi a spillo e bei vestiti, per non ritrovarsi con la frotta di persone pronte ad assalirla pur di strapparle un pezzo di stoffa. Non era insensibile di fronte alla povertà, ma non aveva nemmeno la condizione giusta per risultare più morbida e accondiscendente. Forse era colpa della Luna Piena, che ormai si stava avvicinando sempre più pericolosamente.

Sarei capace di sbranarmelo...

Anche se lei non era un Licantropo completo, il sangue del Mannaro scorreva in lei, influenzando gli stati d'animo della Dyther e aumentando quelle caratteristiche che erano tipiche di un animale selvatico: aggressività, ira e sessualità accentuata. Dopo la rottura con Shuyun, la sua voglia di fare sesso non era diminuita a ridosso della Luna Piena, ma non per questo ella si sentiva pronta ad intraprendere una nuova relazione. Aspettava quel qualcuno che doveva stregarle il cuore e nel frattempo avrebbe cercato di non farsi ammazzare dal primo omicida che incrociava sul proprio cammino. Ancora non lo sapeva, ma ben presto la sua vita sarebbe stata messa molto in pericolo.

La somma verrà accreditata sul conto che mi ha stato segnalato.

Il Maestro si augura che il suo aiuto possa esserle prezioso.

Questo lo potrò sapere solo tra un po'.

Porti i nostri saluti più umili al suo nobile...

Non serve aggiungere altro, non qui, comunque riferirò.

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Finalmente! Avrebbe potuto esclamarlo ad alta voce, ma si trattenne, osservando l'uomo che uscì dalla stanza dove presto -si sperava- avrebbero fatto accomodare lei. Gli occhi della persona erano celati da un paio di occhiali scuri con superficie riflettente, che impedivano a chiunque di osservarne lo sguardo. Nonostante questo, fu chiaro che l'uomo rallentò il proprio incedere per osservare meglio la Dyther, la quale ricambiò quei pochi secondi di assoluta attenzione con uno sguardo chiaro e luminoso, capace di sostenere determinati apprezzamenti. Non si andò oltre né Callisto volle approfondire ulteriormente quel contatto: si trovava lì per trovare Leonidas e sebbene l'avesse incuriosita la stessa curiosità dell'estraneo, non poté per esigenze personali soffermarcisi troppo a lungo, avendo lei degli affari più urgenti da sbrigare.

Prego, accomodatevi...

Raccolse le sue cose, si alzò in piedi ed entrò con passo svelto nella stanza dove avrebbe incontrato il Vate tanto rinomato. Era un uomo in là con gli anni, ma non troppo, dal sorriso benevolo, sereno e tranquillo. I vestiti mostravano un look piuttosto sgargiante, con il rosso e l'oro che predominavano sul resto dei colori. Era tesa come una corda di violino, ma si accomodò ugualmente nel luogo indicato dal Vate, avendo finalmente la sensazione di trovarsi nel posto giusto con la persona giusta.

Ognuno di noi ha in sé un legame ad una forza primordiale che gli mostra la via.
Sono io il tramite tra te e la tua forza, ma non basta che lo strumento di profezia sia in accordo con me, deve esserlo anche con te.
Avvicina dunque la mano destra verso ognuno di questi oggetti, senza toccare nulla.
Chiudi gli occhi e non appena sentirai uno strano groppo al cuore, fermati.
Dopo di che, indicami l'oggetto ed io saprò come proseguire.


L'assistente dell'uomo le aveva messo davanti agli occhi tutta una serie di strumenti usati nella Divinazione in generale. Callisto osservò con attenzione ogni singolo oggetto, rammentando quelli spiegati da suo "padre" quando era ancora una ragazzina. Tezzereth voleva che il suo esperimento avesse conoscenza di ogni materia magica, così da poter esprimere al meglio il proprio potenziale. La Divinazione, in ogni caso, non le era servita a molto, ma ricordava con un certo piacere i momenti passati ad apprendere come leggere i Tarocchi. Uno di quei momenti nei quali credeva che l'uomo le volesse davvero bene, perché quando Callisto imparava qualcosa di nuovo gli occhi del MagiScienziato si illuminavano di piacere, facendo sorridere anche l'innocente Callisto. Quel sorriso, ormai lo sapeva, non era altro che follia e autocompiacimento di aver prodotto un simile spettacolo della natura. L'egocentrismo di Tezzereth aveva infine disgustato la Dyther, allontanandola del tutto da lui. Nonostante questo, quel fremito al cuore venne sul serio quando la mano della donna passò sopra le carte dei Tarocchi, decretando senza alcun dubbio la sua scelta.
Tutto si svolse nel più totale silenzio: il Vate non le aveva nemmeno chiesto che cosa volesse sapere per esattezza, ma il fatto che stesse agendo senza porre domande faceva ben sperare la Dyther in una risposta concreta e che le fosse davvero d'aiuto.

... Paura, Angoscia, Indecisione, Speranza, Coraggio...
... Questa è la lettura suggerita dallo strumento che mi ha indicato il tuo inconscio superiore.
Le emozioni che ho elencato permeano la tua ricerca, perché è di una ricerca che stiamo parlando, dico bene?
... La persona che vuoi incontrare dovrebbe essere già morta, ma la tua intenzione è vedere qualcuno di vivo.
Se sto leggendo adeguatamente, invitami pure a proseguire...


Sì... Può andare avanti...

Aveva lo stomaco attorcigliato dalla tensione. Poteva sentire quei grovigli dolere mentre ascoltava le parole del Vate, si interessava a ciò che egli aveva da dire sulla figura di Leonidas. Aveva letto talmente tanto bene e a fondo i suoi stati d'animo da spazzare via ogni possibile dubbio sulle sue capacità divinatorie. Dopo poco infatti, finalmente Callisto ottenne un'informazione, preziosa come l'acqua in quel momento, che l'avrebbe portata dritta dritta nelle fauci del leone.

Il destino che attendi e che ti attende si trova in un luogo molto affollato...
... Privo di barriere, ma non libero da vincoli di proprietà.
È una occasione importante, una di quelle occasioni che accadono solo una volta ogni moto di rotazione solare.
Estremo Est è la direzione che devi seguire...
... Ma prima la Luna dovrà essere tramontata ancora due volte.


Dovette perdere qualche secondo per comprendere perfettamente le parole del Vate. Di sicuro, aveva compreso di doversi dirigere verso la zona più ad Est della città per incrociare l'uomo che stava cercando. Un avvenimento importante, aveva detto, che accadeva solo una volta l'anno... Una ricorrenza? Come un compleanno, ma forse si trattava più di una festa cittadina. Il tutto però sarebbe accaduto dopo due giorni, dunque, anzi dopo due tramonti lunari... Quindi il 15 di quello stesso mese. Aveva lasciato in albergo una mappa della città e chiedere informazioni su una sorta di festa nazionale non sarebbe stato difficile. Era una pista, almeno questo, una pista che il vate si fece pagare profumatamente. A causa di quel viaggio, Callisto stava spendendo tutti i suoi risparmi, sperava davvero di non essere costretta a tornarsene a casa senza aver concluso assolutamente nulla.
Aveva appena depositato nelle mani dell'assistente la cifra di 500 galeoni -non era avida, ma sentiva il peso di una spesa tanto grande- quando il Vate si rivolse nuovamente a lei, dandole nuove informazioni.

Ciò che cerchi è avvolto dallo spettro della sventura.

... Lo so.

Disse con uno sbuffo. Non voleva prendere le parole del vecchio come fastidiose, ma sapeva perfettamente che la sua non sarebbe stata una piacevole gita spensierata, per questo motivo non sentiva il bisogno di avere altre persone che aggiungessero carico alla sua già pesante situazione. Il tono di voce con cui il Vate si rivolse a lei, però, faceva notare preoccupazione, cosa che portò Callisto ad ammorbidirsi, al punto tale da rivolgere tutta la sua attenzione verso l'uomo.

Nel caso in cui lo spettro si faccia ancora più minaccioso potrai trovare momentaneo rifugio sul Monte del Drago.

Cos'è il Monte del Drago?

... Mi spiace, ma non ho idea di cosa possa significare, il tuo strumento mi ha fornito quest'ultima lettura ed ho trovato giusto condividerla con te.

Annuì, per quanto dentro di sé pensò sarcastica all'idea di dover trovare in fretta cosa fosse questo Monte, perché dubitava si trattasse di un luogo vero e proprio. In ogni caso la sera si stava ormai apprestando e lei non poteva rimanere ulteriormente lì. Uscì, consapevole che una volta chiesto l'aiuto di quell'uomo, non avrebbe potuto interpellarlo ancora per altri cinque anni. Non ne aveva bisogno, aveva ottenuto una pista piuttosto buona che, se si fosse rivelata vera e reale, l'avrebbe portata dritta dritta verso Leonidas.

Verso le braccia della morte...

Fu un pensiero fugace, che attraversò la sua mente, adombrando lo sguardo che si alzava sul cielo stellato. Aver lottato con tanta disperazione per poter vivere e poi ritrovarsi così, in quel modo, a chiedersi se mai sarebbe riuscita a sopravvivere. Non aveva senso rimuginare ora che si trovava sempre più vicina alla propria meta. Raccolte le sue cose, Callisto si diresse verso l'albergo dove alloggiava, pronta a togliersi ogni dubbio chiedendo informazioni su qualche evento particolare previsto per il 15 di Marzo.

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Messaggioda Leonidas » 14/03/2019, 15:14

15 Marzo 2114
Quartiere Magico Periferico di Mumbai - India
Festa Privata
Ore 15:15


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È un immenso onore per me essere oggi qui a festeggiare il compleanno non solo di un grande amico, ma di un grande alleato.
Ha fatto da Mentore a mio zio, Daemon Laars, condividendo con lui vittorie e sconfitte, sempre a testa alta, sempre con onore e gloria.
In più, ha sostenuto il sottoscritto, credendo fermamente nelle mie qualità e nel mio valore, anche nel mio momento di massimo smarrimento professionale.
Oggi sono quindi orgoglioso di essere uno dei suoi tanti invitati, intento ad augurargli non solo decine di altri giorni come questo, ma anche felicità, fortuna e amore.
Un applauso ad uno dei migliori Auror in assoluto.


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Una festa di compleanno privata.
Una marea di invitati, molte persone di altissimo lignaggio, ma anche individui comuni.
Il festeggiato non aveva badato a spese per i propri ospiti, disponendo tavoli imbanditi per tutta l'area del gigantesco giardino della villa.
D'altronde, erano i suoi 55 anni che coincidevano con i suoi 30 di servizio ministeriale militare come Auror.
Per accedere era necessario presentare un invito... O al limite, tramortire uno degli invitati il giorno prima rubandogliene uno.

Così, dovresti essere tu.

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... Non c'è alcun dubbio, il mio sangue lo percepisce.
Il cognome di tuo zio è Laars, bene, vorrà dire che dovrò effettuare qualche ricerca.
A prescindere, hai un potenziale seriamente straordinario...
... Credo proprio che potremo esserci molto di aiuto a vicenda, Robyn.


Leonidas osservava da lontano l'ipotetico parente, anche se a dire il vero in teoria la parentela non sarebbe dovuta esserci.
Robyn infatti era un Laars, non un Vastnor, ma per qualche strana ragione il sangue del Na'eh lo riconosceva come sua stirpe.
Che ci fosse qualche oscuro segreto nel passato e nell'albero genealogico dell'Aberrazione Satiro?
Restava comunque il fatto che riuscire ad avere un dialogo con lui non avrebbe fatto di certo male.
Sondare un poco il terreno e capire se potesse esserci spazio per una intesa di qualche sorta.

Sta andando in bagno.
Perfetto.
Il salone di ingresso della villa è vuoto.
Sono tutti quanti fuori per i festeggiamenti.
Mi basterà aspettarlo lì.


Afferrando un calice di champagne dal vassoio di uno dei camerieri, il Sommo Stregone si mise a camminare con incedere calmo e rilassato.
Nessuno sospettava la sua presenza come imbucato, forse anche a causa del suo comportamento aristocratico ed elegante.
Le donne spesso e volentieri lo fissavano con interesse e malizia, vittime di quel fascino massimizzato e oscuro.
Callisto era proprio fortunata: incontrarlo in un posto così aperto e pieno di persone.
Già, ma che fine aveva fatto la bionda figlia di Tezzeret?

NEL FRATTEMPO

Mi perdoni Signorina, ma senza l'invito non posso proprio farla entrare.

La Dyther sapeva bene della necessità di un lasciapassare ufficiale, ma non potendolo procurare, avrebbe dovuto tentare un po' di tutto.
Peccato che non avrebbe trovato nessun'altra via di ingresso nascosta, nessuna zona dove la smaterializzazione non fosse interdetta, insomma nulla di nulla.
Il problema fu che ad un certo punto, qualcuno della sicurezza esterna, insospettitosi, la fermò, chiedendole chi fosse e come mai si trovasse lì.
Pur adducendo nel caso una qualsiasi scusa sull'essere una persona conosciuta dal festeggiato e regolarmente considerata ospite per quel giorno, senza l'invito erano tutte parole al vento.
Evidentemente non le restava che arrendersi definitivamente e lasciar perdere tutto, pur consapevole di aver sprecato energie e sopratutto risorse in quella folle ricerca.

Potevi dirmelo che saresti arrivata qui per conto tuo, ti ho aspettata nella hall per mezz'ora inutilmente!

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Lo stesso individuo visto dal Vate due giorni prima.
Parlava come se la conoscesse, come se dovessero arrivare assieme.
Si avvicinò, lanciando un piccolo sorriso sicuro verso Callisto, cingendola a sorpresa per la vita per poi darle un piccolo bacio a stampo.
Subito dopo, consegnò l'invito che venne osservato attentamente.
Intanto, l'uomo con gli occhiali da sole restò ancorato alla Dyther con una perfetta posa da coppia affiatata, sperando che ella fosse abbastanza furba da recitare subito.

Dovete davvero perdonarmi, il capo mi aveva detto che sareste giunto da solo e non in compagnia.

Ma l'invito è valido anche per l'eventuale compagna, giusto?

Sì sì, naturalmente!

Ebbene, alla fine ho deciso di cambiare idea, spero non sia un problema.

La prego di scusarmi Signorina, se me lo avesse detto subito...

A quel punto stava a lei rispondere prontamente, così che il discorso si chiudesse e lei, come l'altro, potessero finalmente avere accesso alla festa.
Superato il portone e camminato lungo un corridoio fatto di aiuole molto alte e profumate di fiori, giunsero infine nel bel mezzo dei giardini.
C'erano così tante persone da non riuscire per niente ad individuare il festeggiato, nemmeno impegnandocisi.
Camerieri che trottavano da una parte all'altra, vociare disparato e musica dal vivo di sottofondo.
In ogni caso di Leonidas, per il momento, nessuna traccia.

Non mi interessano i dettagli.
Mi basta sapere che non sei qui per fare del male a qualcuno.
Garantiscimi che non hai intenti ostili ed ognuno andrà per la sua strada.


L'uomo le parlò sottovoce, con un tono piuttosto ferreo e preciso, aspettando che ella replicasse e lo tranquillizzasse.
In fondo, l'aveva fatta entrare lui a quella festa di straforo, ergo era anche un po' sua responsabilità.
I raggi solari battevano apertamente sul suo viso, motivo che lo fece desistere dal togliersi gli occhiali.
Non che fosse importante per lei sapere che volto avesse.
Bastava essere riuscita ad essere lì in mezzo, ora doveva solamente capire come agire.

Perché l'ho fatto?
Cosa vuoi che ti dica...
... Ho un debole per le donzelle in difficoltà.
Allora addio...
È stato un piacere assaggiare le tue labbra.


Con le mani nelle tasche della giacca a vento, il moro si volse allontanandosi, lasciando per conto proprio la bionda dalla pelle lattea.
Apparentemente quindi, sembrava che non si sarebbero rivisti mai più, ma Callisto poteva reputarsi tanto sicura?
Poco prima che la figura dell'uomo sparisse tra la folla abbondante, i suoi occhi avrebbero catturato un dettaglio fondamentale.
Sul retro della giacca di quel tipo c'era impressa una immagine e non una immagine qualsiasi.
Essendo stampata a colori e in rilievo, confonderla sarebbe stato impossibile.

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INTANTO - NEL SALONE

Ti rendi conto che quello che dici sa solamente di assurdo?

Ovviamente, ma mi rendo anche conto, a giudicare dal tuo tono, che sei abbastanza propenso a credermi.

Così sei stato tu a far arrestare mio zio.

Il mio DNA e il suo combaciano, per questo la prova per la Vigilanza è apparsa schiacciante.
Conosci le abilità di tuo zio e sai che stiamo parlando di un ex Mercenario famoso, letale e di sicuro non semplice da sorprendere.
Non mi sarei potuto appropriare neanche di un suo capello senza che se ne accorgesse all'attimo.
Quindi, va da sé che le mie parole celano un netto fondo veritiero.
Devi soltanto accettarle per quello che sono, nulla più.


Che cosa vorresti da me?

Un accordo.

Che tipo di accordo?

Oh, di sicuro non ne starò a parlare qui, con questo fastidioso ronzio di voci e musica.
Ti basti sapere che l'accordo sarebbe vantaggioso per entrambi e ti darebbe accesso a poteri inimmaginabili.
Al confronto, quelli che detieni ora sono sì e no abbastanza notevoli, ma nulla di davvero speciale.


... Dove desideri incontrarmi, dunque?

Mi incontrerai quando le deciderò io, per ora mi basta sapere che sei per lo meno vagamente interessato alla faccenda.

Almeno un lasso di tempo?

Non mi farò attendere troppo, se è questo che intendi, tranquillo.

Leonidas accennò un sorriso divertito e per nulla rassicurante.
Parlare in quel frangente a Robyn non era la soluzione migliore.
Voleva prima scoprire il loro reale legame di parentela così da stabilire quanto fosse possibile il suddetto accordo.
Il Laars, apparentemente impassibile, iniziò a rimuginare sulle parole del misterioso "parente".
Avrebbe indagato anche lui a sua volta, pur non coinvolgendo nessuno della famiglia.

Poteri inimmaginabili...

Sentirsi attratti da quella prospettiva era quasi d'obbligo, non essendo più completamente in luce come un tempo.
Ma questo non voleva dire in assoluto saper rinunciare senza problemi ad ogni briciolo di umanità.
Se quello che gli aveva detto Leonidas era vero, Robyn aveva appena incontrato una persona non solo pericolosa, ma anche incredibilmente superiore a chiunque.
Il Vastnor sapeva che il Laars non avrebbe aperto bocca, preferendo non rischiare la vita di nessuno.
Ben presto sarebbe tornato da lui per dimostrargli a cosa si potesse accedere grazie ad un semplice aiuto reciproco.

POCO DOPO

Pur girovagando lì attorno, rimbalzando da un angolo all'altro della festa, Callisto non riusciva a vedere il suo obiettivo.
Le era parso di intravederlo per alcuni secondi ogni tanto, ma subito dopo regolarmente spariva, lasciandole quella assoluta sensazione di panico e ansia.
Tra l'altro non aveva più nemmeno visto traccia dell'individuo che l'aveva aiutata ad entrare lì, ipotizzando forse che se ne fosse anche ormai andato via.
Girando l'ennesimo angolo della villa pensando di aver visto il Na'eh camminare in quella direzione, di nuovo non vide assolutamente niente di fronte a sé.
Non appena si girò, però, se lo ritrovò di fronte a meno di un metro da lei, imponente, che la fissava con occhi gelidi.

Visto che sta sprecando così tanti passi per rincorrermi, posso fare qualcosa per lei?

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Messaggioda Callisto » 17/03/2019, 2:18

15 Marzo 2114
Quartiere Magico Periferico di Mumbai - India
Festa Privata
Ore 15:15


Non era stato difficile scoprire quale famoso evento fosse in programma per il giorno 15 Marzo. La città si stava preparando ad una festa in grande stile, data l'importanza del veterano che quel giorno avrebbe compiuto gli anni. Informandosi un po' in giro, Callisto aveva scoperto dunque che la ricorrenza annuale altro non era che un compleanno, festeggiato in gran pompa magna, al punto da impedire l'accesso nella zona riservata ai festeggiamenti per chiunque non possedesse un invito. Aveva provato a sondare il terreno, chiedendo se fosse possibile riuscire ad ottenerlo. Purtroppo per lei, a meno che non avesse fatto amicizia con qualche pezzo grosso in grado di procurarle un invito, l'accesso alla zona era interdetto per la Dyther, che tuttavia aveva ugualmente deciso di non demordere affatto.
Non aveva fatto tutta quella strada, speso tempo, denaro e risorse unicamente per lasciarsi fermare da una lista dove il suo nome non compariva affatto. Fatto shopping in una boutique a buon mercato, Callisto aveva deciso ugualmente di tentare la fortuna, sperando di riuscire in qualche modo ad eludere i controlli. Possedeva capacità che i normali maghi e streghe potevano solo sognarsi e sebbene dopo la fuga da Tezzereth aveva deciso di non sfruttarli per i propri capricci, quel giorno la Dyther era consapevole che essi le sarebbero stati molto utili. Supponeva che ci fossero degli incantesimi in grado di rilevare la presenza di Animagus in giro, per cui aveva scartato l'idea di trasformarsi per intrufolarsi all'interno. Poteva però assumere l'aspetto di una persona, ma sarebbe stato difficile spiegare per quale motivo ella portasse dei vestiti diversi. Alla fine l'unica opzione disponibile le era sembrato cercare di affascinare i bodyguard grazie alla sua naturale attrattiva, sperando di risultare talmente tanto convincente da ottenere l'ingresso alla festa.
Peccato che i suoi numerosi tentativi non stessero portando al risultato sperato.

Mi perdoni Signorina, ma senza l'invito non posso proprio farla entrare.

Io sono davvero mortificata di questo disguido, ma le assicuro che sono venuta qui appositamente per incontrare una persona piuttosto importante.
La prego, chiuda un occhio e mi faccia entrare, ho davvero bisogno di raggiungerlo prima che sia troppo tardi...


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Ce la stava davvero mettendo tutta: sguardo intenso, tono di voce sensuale, appena un po' più basso per simulare un modo di fare civettuolo, ma l'uomo in divisa -nonostante fosse piuttosto attratto da lei- era maggiormente preoccupato della possibilità di perdere il posto di lavoro. Temeva la Dyther di dover arrivare a promettergli un appuntamento -o peggio- per riuscire ad entrare, quando dal nulla sbucò fuori l'uomo che aveva incrociato solamente qualche giorno prima nella sede dove abitava e lavorava il Vate che l'aveva aiutata.

Potevi dirmelo che saresti arrivata qui per conto tuo, ti ho aspettata nella hall per mezz'ora inutilmente!

Mh?

Si voltò, sorpresa di sentire qualcuno rivolgersi a lei, sgranando appena gli occhi quando vide chi fosse. Con completa e sicura nonchalance, l'uomo misterioso si affiancò alla bionda, cingendole la vita con un braccio e permettendosi persino l'ardire di rubarle un bacio a stampo sulle labbra. L'istinto primario era quello di mollargli un ceffone per la maleducazione, il secondario quello di assecondarlo per ottenere ciò che desiderava. Per fortuna il secondo prevalse sul primo, permettendo a Callisto di recitare in maniera abbastanza convincente da ingannare l'uomo che era stato messo di guardia all'ingresso della festa.

Dovete davvero perdonarmi, il capo mi aveva detto che sareste giunto da solo e non in compagnia.

Ma l'invito è valido anche per l'eventuale compagna, giusto?

Sì sì, naturalmente!

Ebbene, alla fine ho deciso di cambiare idea, spero non sia un problema.

La prego di scusarmi Signorina, se me lo avesse detto subito...

Non sapevo se mi avreste creduto.
E poi speravo di fargli una sorpresa...


Si voltò verso l'uomo misterioso, fissandolo sorridendo, un sorriso che donava al suo viso un'aria maliziosa, ma anche da gatta, con quegli occhi ipnotici e seducenti. Non riusciva a comprendere perché quell'uomo la stesse aiutando: poteva essere rimasto incantato da lei al punto da volerci provare? Era un'ipotesi plausibile, considerate le incredibili qualità della Dyther, ma la coincidenza del trovarselo lì ed il suo modo di fare la rendevano più sospettosa che mai, temendo una brutta e sgradita sorpresa. In ogni caso non poteva fare molto che assecondarlo ancora, fino a quando una volta allontanati egli prese per primo la parola, interrogando Callisto sulle sue motivazioni nel trovarsi lì.

Per...

Non mi interessano i dettagli.
Mi basta sapere che non sei qui per fare del male a qualcuno.
Garantiscimi che non hai intenti ostili ed ognuno andrà per la sua strada.


Non ne ho, te lo posso garantire.
Sto... Sto davvero cercando una persona...


Sostenne il suo sguardo, anche se le dava fastidio non poterlo vedere dritto in faccia. Gli occhiali da sole le impedivano di scorgere persino la forma dei suoi occhi, ma per il momento Callisto doveva accontentarsi e desistere dall'approfondire la conoscenza con l'affascinante sconosciuto. Perché passata la stizza iniziale per il suo gesto, in fondo quel suo modo cavalleresco di fare non le era affatto dispiaciuto.

Perché mi hai aiutata?

Cosa vuoi che ti dica...
... Ho un debole per le donzelle in difficoltà.
Allora addio...
È stato un piacere assaggiare le tue labbra.


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Rimase a fissarlo, sorpresa, colpita e interessata dalle sue parole, ma si riscosse come se avesse ricevuto una forte scossa quando, una volta di schiena, l'uomo misterioso presentò uno strano disegno sul giubbino di pelle nera. Il disegno di un drago appollaiato su di un monte, non lasciava molto spazio ai dubbi e alle interpretazioni fantasiose. Le parole del Vate qualche giorno prima adesso trovavano incredibilmente una loro logica, anche se ancora Callisto non poteva sapere in che modo quell'uomo potesse essere per lei un momentaneo rifugio.

Ehi!
Aspetta!
Dimmi almeno il tuo nome!


Quando lo richiamò, Kratos se ne stava già andando via, dunque poteva non sentire affatto la voce della Dyther oppure coglierla e girarsi in tempo per risponderle. In entrambi i casi, la giovane donna avrebbe messo da parte quello strano incontro voluto dal destino, per mettersi alla ricerca del suo vero obiettivo. Il posto era grande ed affollato, ma la fortuna volle correre incontro alla bionda, perché per un paio di volte ella riuscì a scorgere il volto dell'uomo che rappresentava una minaccia per il genere umano. La folla di gente, tuttavia, le impedì di raggiungerlo in tempo. Ogni volta che pensava di averlo ormai trovato, improvvisamente Callisto ne perdeva le tracce, ritrovandolo poi distante di qualche metro dal punto in cui si trovava. Nonostante l'eleganza prevista per partecipare alla festa, la giovane donna aveva scelto un paio di sandali da schiava con tacco basso per potersi facilitare i movimenti in caso avesse dovuto mettersi a correre. In quell'istante, dopo diversi giri fatti a vuoto, benedì la sua prontezza e arguzia nell'optare per quel tipo di calzatura, perché le permise di proseguire a cercare senza fermarsi nemmeno un istante. Aveva visto Leonidas svoltare un angolo molto vicino a dove si trovava lei. Si mise quasi a correre, sollevando la lunga veste così che non andasse ad inciampare nel suo stesso vestito. Raggiunto l'angolo, svoltò con il cuore che batteva all'impazzata, ritrovandosi però ad osservare... il niente.

Non posso crederci... Di nuovo!

Era davvero stanca di giocare a nascondino. Si voltò, arrabbiata e frustrata, e per poco il cuore non le salì in gola per la paura e la sorpresa. Il Nae'eh, quello che tanto era andata cercando, si trovava proprio di fronte a lei, con il suo sguardo magnetico, i suoi lineamenti duri e l'aria di essere per davvero una minaccia per chiunque.

Visto che sta sprecando così tanti passi per rincorrermi, posso fare qualcosa per lei?

Ah... ah... mh...

Era diventata muta all'improvviso? L'aveva sorpresa, tutto qui. Lo aveva cercato tanto, vero, ma che cosa sperava di fare? Una ramanzina? Dirgli "non fare il cattivo altrimenti ti metto in punizione" e finirla così? Già, che cosa diavolo aveva per la testa la Dyther? Callisto avrebbe voluto tanto darsi della stupida, specie perché in quel momento la bacchetta si trovava ben riposta nella propria borsa. E lì sarebbe rimasta, probabilmente, perché tentare di prenderla in quel momento l'avrebbe solo messa ancora di più in pericolo.

Io... Io non farò niente se tu non farai niente.
Se cercherai di torcermi un capello mi... Mi metterò a urlare e la tua copertura salterà all'istante.


Era diventata totalmente scema per parlare così ad un pazzo omicida? Non sapeva nemmeno quanto fosse pericoloso. Non vedeva nelle sue mani nessuna bacchetta, dunque era lecito pensare che potesse essere più veloce di lui ad estrarla. Fece un passo indietro, tremante, poi cercò di darsi una scossa. Lui era il motivo per cui aveva dovuto abbandonare lavoro ed amici e lui era sempre il motivo per cui era stata scelta. Prima di partire non aveva provato alcuna paura al pensiero della morte e adesso le ginocchia le tremavano come una bambina? La linea delle labbra si assottigliò di più, fissando l'uomo dritto negli occhi, affidandosi completamente a ciò che i portavoce del Mana le avevano detto: se lei era l'unica in grado di contrastare Leonidas era anche in grado di non soccombere dinnanzi ai suoi poteri.

So chi sei... Una minaccia per l'intera razza umana.
E io sono colei che ti fermerà se... Se tenterai di fare qualunque cosa.
Ti ho trovato una volta e posso farlo ancora... Dunque desisti dai tuoi propositi o sappi che te la vedrai con me.


Nessuno l'aveva istruita su cosa fare una volta trovato Leonidas. Nessuno le aveva detto quanto sarebbe stato pericoloso, se avesse dovuto affrontarlo in combattimento, se fosse bastato persuaderlo a non combinare nulla. Dubitava che egli si lasciasse convincere dalle sue parole, anche perché suonavano prive di una vera minaccia anche alla Dyther. Ma aveva con sé l'anello che le aveva regalato Shuyun e il ciondolo della MagiFortuna, regalo di Tezzereth per lei. Era ciò di cui aveva bisogno Callisto: di fortuna. Inoltre lì alla festa era presente il suo Monte del Drago: doveva solo sperare di essere abbastanza veloce da raggiungerlo qualora il Na'eh avesse tentato di farle del male.
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Messaggioda Leonidas » 18/03/2019, 21:18

Sarebbe tornato da Robyn dopo qualche tempo, pronto a dimostrargli cosa si potesse fare con i propri poteri.
Aveva sondato a lungo la sua Trama, quasi come una ricerca attenta ed oculata dell'indole e del carattere del ragazzo.
Era emerso un lato oscuro piuttosto interessante e sul quale poter fare molto affidamento.
Se avesse fatto leva su di esso, di certo avrebbe raggiunto il proprio scopo, ma doveva attuare una cosa alla volta.
Non c'era da dimenticarsi poi che doveva assolutamente fare qualche altra visitina alla Dea della Saggezza nelle notti successive.

Vittima della tua nuova umanità, presto soccomberai al peccato, è solamente questione di ore.

Sorrise tra sé, mentre usciva dal grande salone dell'immensa villa, aggirandosi qua e là alla ricerca di qualche dettaglio che lo potesse svagare.
Mangiare, bere, erano ormai piaceri terreni ed umani che non gli dispiacevano affatto, pur non entusiasmandolo mai troppo.
Il destino però quel giorno aveva deciso di fargli proprio un gradito dono, uno svago non tanto comune e insolito.
Pur sapendo di dover fare più attenzione a causa dei suoi poteri ridotti e limitati, era consapevole di risultare ancora piuttosto pericoloso.
Inoltre, una perla rara come Callisto e la sua Trama ibrida fungevano da interesse esageratamente intenso per essere messo da parte.

Visto che sta sprecando così tanti passi per rincorrermi, posso fare qualcosa per lei?

Ah... ah... mh...

Assottigliò lo sguardo, osservandola con maggiore attenzione.
Scrutando in lei percepì la potenza della sua Trama rigogliosa, mischiata ad un'altra energia altrettanto potente e dinamica, ma in subbuglio.
Nella Dyther, Trama e Mana si incontravano quasi alla perfezione, ma Leonidas non poteva percepire concretamente che quella fosse la magia di Gaia.
Poteva immaginarlo e di conseguenza mettersi in adeguato allarme, ma l'atteggiamento palesemente spaventato della bionda gli garantiva comunque un consistente vantaggio.
Fece un altro passo avanti, così che la donna indietreggiasse ed entrambi si trovassero abbastanza riparati da occhi ed orecchie indiscreti.

So chi sei...

Ah davvero?
E chi sarei, sentiamo.


Una minaccia per l'intera razza umana.

Le lusinghe sono sempre apprezzate.

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Quella conversazione si stava rivelando ancora più divertente.
Leonidas non si preoccupava affatto di Callisto e della sua consapevolezza della verità.
Non aveva mai pensato di dover per forza nascondere chi fosse e cosa volesse.
Ma era altrettanto consapevole che nel conoscere la sua esistenza, le Gilde e i Druidi si sarebbero mossi contro di lui.
Il suo piano era venire allo scoperto solo dopo aver messo al mondo diversi possibili eredi.
In tal senso la bionda rappresentava un ostacolo da superare ed in fretta.
Peccato che ci fosse qualcosa di nascosto e impercettibile che lo stesse trattenendo dal porre fine immediata alla sua vita.

... E tu invece, chi saresti?

... io sono colei che ti fermerà se... Se tenterai di fare qualunque cosa.

Uh...

Ti ho trovato una volta e posso farlo ancora... Dunque desisti dai tuoi propositi o sappi che te la vedrai con me.

Perché minacciarmi se nemmeno li conosce, questi miei propositi?
... Credo però sarebbe meglio parlare in un luogo più appartato.
È d'accordo con me?


Un altro passo avanti, con conseguente passo indietro della Dyther.
Costringendola alla parete della villa e ad una porta di servizio, che con un movimento veloce di un dito aprì di scatto.
La donna sarebbe quindi finita dentro con l'uomo che, una volta entrato a sua volta, usando lo stesso gesto la richiuse alle sue spalle.
Nella stessa stanza, una specie di magazzino di provviste di diverso genere, un inserviente che rimase interdetto dal loro ingresso.
Leonidas gli lanciò solo una rapida occhiata e poco prima che l'individuo riuscisse a fuggire si ritrovò con il collo spezzato.
Preso alla sprovvista e alle spalle, un onda di Mana di colore nero lo investì dietro la testa, facendo sentire un sonoro "crack".
Callisto poteva finalmente rendersi conto di quanti pochi scrupoli si facesse il Vastnor e quanta poca pietà avesse per chiunque costituisse un fastidio o un problema.

Dov'eravamo rimasti?
Ah, giusto...
... I miei propositi.
Quindi qualora io volessi portarli a termine...
... Dovrei vedermela con lei, ho capito bene?


L'altezza considerevole del Na'eh poteva tranquillamente mettere ancora più soggezione la Dyther, che neanche raggiungeva i 170 cm.
C'era un gran vociare fuori, così come il rumore della musica.
Nessuno l'avrebbe sentita né chiedere aiuto, né tanto meno urlare, sempre che ne avesse avuto il tempo.
Era stata una mossa stupida, una mossa che avrebbe pagato molto cara, la figlia di Tezzeret.
Leonidas abbassò per un attimo gli occhi sul ventre della donna, per poi tornare a fissarla in viso.

I miei intenti per il momento sono assai semplici, Signorina.
Trovare le femmine più meritevoli di dare luce alla mia stirpe e inseminarle.
Che siano illustri Pozioniste, Alchimiste, Incantatrici, Divinanti o dotate di qualità innate e speciali.
La mia prole sarà baciata dalla mia Trama Superiore e diverrà per questo una futura razza ultima e quasi perfetta.
... Se pensa di potermi fermare, vorrà dire che avrà caratteristiche interessanti, magari talmente tali da spingermi a valutarla come grembo.
Al massimo con lei dovrò essere più costrittivo e tenerla reclusa nella mia fortezza lungo i cinque o sei mesi di gestazione.
Visto? Non dovrà sopportare la gravidanza nemmeno il tempo classico umano, che cosa vuole di più?


Non solo aveva delle idee così folli, ma sarebbe riuscito a portarle a termine anche prima del previsto.
Evidentemente il suo DNA permetteva ad un figlio di nascere molto prima, dandogli così modo di dimezzare le attese per la stirpe.
La luce nel suo sguardo era a dir poco inquietante, ma nulla al confronto del gesto che iniziò ad eseguire con la mano.
Un movimento lento del polso ed una sfera, questa volta di colore rosso scuro, quasi sangue, si materializzò nel palmo.
Forse con essa intendeva tramortirla, ma non ci sarebbe comunque riuscito, perché quasi subito accadde qualcosa di molto strano.

E questa cosa sarebbe?!

Intorno al corpo della donna si palesarono tre scudi ovali fatti di pura magia del Mana.
Uno Rosso, uno Blu ed uno Verde.
Dapprima separati, immediatamente crearono un'unica barriera violacea avvolgendo Callisto.
Quella difesa fece dissolvere subito la sfera cremisi del Sommo Stregone.
Non solo, prima che potesse capire qualcosa, quella Barriera si espanse ulteriormente con una esplosione facendo volare l'uomo all'indietro.
Quella era indubbiamente l'occasione giusta per fuggire via, prima che Leonidas tornasse in piedi più agguerrito che mai.
Era stato preso alla sprovvista, ma non sarebbe accaduto un'altra volta.

Terra, Acqua e Fuoco.
Addirittura il Conflux ci si mette ad ostacolarmi.
Onorato di avere un tale avversario, ma l'esito della storia non muterà.


Il Na'eh tornò su, digrignando un poco i denti per il dolore subito.
Quell'energia sprigionata dal corpo della Dyther aveva avuto un grave effetto sul suo corpo e spirito.
Era ancora indebolito dopo il rituale fatto a Nayru ma questo non gli avrebbe impedito di ritrovare Callisto e ucciderla a mani nude.
Si mise ad inseguirla dapprima camminando, poi velocizzando il passo in una vera e propria corsa.
Nel frattempo, la bionda avrebbe trovato chiuso il portone principale con solo due opzioni a disposizione: le scale o i giardini interni.
Sfortunatamente per lei, la maggior parte delle stanze erano state chiuse magicamente per evitare ingressi indesiderati.
L'unica disponibile era una camera per gli ospiti non utilizzata con una balconata che si affacciava proprio sui giardini interni.

Temo sia giunta al capolinea, Gildata.

La minaccia ormai tornava ad incombere.
Ma il Vate aveva visto giusto e non aveva affatto sbagliato la sua previsione.
Che Callisto fosse arrivata direttamente ai giardini o li avesse visti dal balcone, sarebbe stata sollevata dalla presenza dentro ad essi.
L'uomo misterioso con il giubbotto del Drago sul Monte se ne stava sdraiato per conto proprio intento probabilmente a rilassarsi.
Purtroppo non ne conosceva ancora il nome, non essendo riuscito lui a sentirla poco prima di andarsene.
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Messaggioda Callisto » 25/03/2019, 18:31

Odiava trovarsi lì. Odiava doversi prendere una responsabilità che non aveva chiesto, ma che le era stata imposta, così come odiava la sua natura, una natura che le aveva portato via forse la cosa più importante della sua vita. I pensieri andavano sempre alla ricerca di Shuyun, anche nel momento in cui Callisto si ritrovò faccia a faccia con Leonidas: come avrebbe agito il Sagitta se fosse stata al suo posto? L'investigatore privato, sicuramente più esperto della bionda, non sarebbe andato incontro a quell'uomo senza avere prima studiato un piano. Ma la Dyther non aveva la minima idea delle proprie potenzialità: sapeva unicamente di dover affrontare il Na'eh originario perché così le era stato detto di fare.

Ti ho trovato una volta e posso farlo ancora... Dunque desisti dai tuoi propositi o sappi che te la vedrai con me.

Perché minacciarmi se nemmeno li conosce, questi miei propositi?
... Credo però sarebbe meglio parlare in un luogo più appartato.
È d'accordo con me?


Era con le spalle al muro, davvero una pessima scelta. Callisto fece un passo indietro mentre Leonidas si avvicinava a lei, aspettando il momento giusto in cui la donna impattò con una porta e aprendola di scatto. Ci finì dentro, senza nemmeno rendersene conto, continuando ad indietreggiare anche quando la porta si richiuse alle spalle del Na'eh. L'unica presenza all'interno della stanza, a parte loro, un uomo, un innocente che stava lavorando dentro quella stanza e che ignorava il grave pericolo in cui era incappato.

CRACK


Quel suono. Quel suono fu l'unico che risuonò per la stanza, quando Leonidas spezzò il collo al povero malcapitato, che si accasciò per terra privo di vita. In quel momento, la lucidità abbandonò completamente la Dyther, incapace di emettere un singolo fiato dalla bocca. Aveva visto un uomo morire sotto i propri occhi e l'istinto, la paura ferale e selvatica che risiedeva in lei la spinse a voler fuggire via da lì, all'istante. Le riusciva difficile persino pensare di smaterializzarsi mentre il cuore le batteva all'impazzata, il viso sbiancava e gli occhi seguivano la figura del Na'eh che si avvicinava sempre di più verso di lei.

Dov'eravamo rimasti?
Ah, giusto...
... I miei propositi.
Quindi qualora io volessi portarli a termine...
... Dovrei vedermela con lei, ho capito bene?


Era completamente impietrita. Lo sguardo si era focalizzato sull'uomo che giaceva a terra, con il collo spezzato, privo di vita. Sentiva il sangue inondarle le orecchie, ma in verità era bianca come un cadavere. Uno strano ronzio attutì in parte le parole di Leonidas e la vista le si annebbiò per qualche istante, facendo diventare tutto quanto nero. Stava per svenire, stava per perdere i sensi proprio in un momento nel quale avrebbe dovuto reagire con tutta sé stessa per non diventare la facile preda di un predatore esperto e privo di scrupoli.

I miei intenti per il momento sono assai semplici, Signorina.
Trovare le femmine più meritevoli di dare luce alla mia stirpe e inseminarle.


Non posso svenire... Non ora...

Che siano illustri Pozioniste, Alchimiste, Incantatrici, Divinanti o dotate di qualità innate e speciali.
La mia prole sarà baciata dalla mia Trama Superiore e diverrà per questo una futura razza ultima e quasi perfetta.


Chiudi gli occhi... Respira... Respira...

... Se pensa di potermi fermare, vorrà dire che avrà caratteristiche interessanti, magari talmente tali da spingermi a valutarla come grembo.
Al massimo con lei dovrò essere più costrittivo e tenerla reclusa nella mia fortezza lungo i cinque o sei mesi di gestazione.
Visto? Non dovrà sopportare la gravidanza nemmeno il tempo classico umano, che cosa vuole di più?


Riuscì a resistere alla voglia di svenire. Rimase in piedi, nonostante tutto, riuscendo a contrastare il ronzio e l'offuscamento iniziale. Abbastanza da distinguere perfettamente la sfera rosso sangue che si materializzò nella mano del Na'eh, pronto a prenderla e farla diventare una delle sue incubatrici viventi. Non era scappata da suo padre solo per andare incontro ad un altro tipo di prigione. Non aveva abbandonato un aguzzino per lanciarsi fra le braccia di un altro, persino peggiore del primo. Questo diede a Callisto la carica e la forza di contrastare ogni paura, appellandosi alla rabbia che tutta quella situazione -il modo in cui era nata, il modo in cui era cresciuta, la sua vita, la fuga, la perdita di Shuyun- le provocava. Quella rabbia funse forse da catalizzatore per qualcosa di straordinario di cui ella non sapeva minimamente esserne in grado.

Ne ho abbastanza di vivere in gabbia!

Tre scudi si formarono di fronte a lei, di tre colori diversi. La rabbia -o forse il suo inespresso potenziale magico- la stavano aiutando a salvarsi la vita, improvvisando una sorta di muro protettivo che fece dissolvere completamente la sfera rossa in mano a Leonidas. Si sentiva sempre più arrabbiata Callisto e la sua rabbia parve alimentare quella strana magia, che si ingrossò fino ad esplodere investendo il Na'eh originario, buttato a terra come se nulla fosse.
In un istante, la Dyther volse lo sguardo al di là del cadavere, osservando la porta socchiusa. Non pensando a nulla se non a fuggire, imboccò quella strada, scavalcando l'uomo morto, mentre nuove lacrime di terrore le riempivano gli occhi. Corse seguendo unicamente il proprio istinto, senza rendersi conto del percorso né realizzare dove stesse andando. Solamente quando si trovò di fronte ad un bivio rallentò i passi, fermandosi a riflettere dove fosse meglio dirigersi. Peccato che l'uomo non le avrebbe concesso altri secondi preziosi, pronto a raggiungerla e questa volta a farla fuori una volta per tutte.

Temo sia giunta al capolinea, Gildata.

Questo è tutto da vedere mostro.

Scelse la strada per i giardini, correndo a perdifiato, lasciandosi nuovamente guidare dal suo innato istinto animalesco. Avrebbe avuto tempo di disperarsi una volta che fosse sfuggita all'uomo, ma in quel momento doveva pensare unicamente a mettersi in salvo. E la sua salvezza apparve o almeno tale poteva essere, quando vide Kratos sdraiato in guardino, intento a rilassarsi ignaro di ciò che stava accadendo.

Nel caso in cui lo spettro si faccia ancora più minaccioso potrai trovare momentaneo rifugio sul Monte del Drago.


Era dunque lui la sua fonte di salvezza? Poteva davvero fidarsi della parole del Vate, sapendo ciò di cui Leonidas era in grado? Se Kratos fosse stato ucciso per causa sua, sapeva che non se lo sarebbe mai perdonato. Ma in quel momento la donna ricercava rifugio e protezione da qualcosa che la spaventava di più del senso di colpa. Forse stava per sacrificare un altro innocente, forse stava interpretando male il vaticinio, ma con i forse l'unica a morire sarebbe stata lei. E non voleva, non voleva con tutta sé stessa soccombere, non dopo aver lottato per ottenere la propria agognata libertà.
Quasi incespicò nel vestito lungo cercando di raggiungere l'uomo misterioso che l'aveva già aiutata quel giorno. Se il Vate le aveva detto che da lui sarebbe stata momentaneamente al sicuro, Callisto era decisa a seguire le sue parole, avvicinandosi con il fiato che ormai si faceva sempre più corto. Probabilmente l'uomo si sarebbe stranito nel vedere arrivare la bionda in quel modo, rossa in volto per lo sforzo, ma anche pallida, sguardo che trasudava paura e capelli che si attaccavano alla fronte per il sudore. Una volta giunta vicino a lui, la Dyther non perse altro tempo: lo strattonò per un braccio -se fosse stato sdraiato- imponendogli di alzarsi oppure si sarebbe gettata fra le sue braccia se fosse stato in piedi, parlando a raffica e cercando di fargli comprendere che erano in pericolo.

Portami via da qui ti prego!
Mi sta inseguendo e se non ce ne andremo saremo entrambi in pericolo!
Dobbiamo scappare, dobbiamo andare via!


La voce era isterica, il terrore vero, reale e tangibile. Il Bahamut non avrebbe mai potuto credere che quella fosse una messinscena, mai guardando Callisto negli occhi e vedendo in lei solamente la voglia di fuggire. Qualunque cosa avesse deciso di fare Kratos, la Dyther lo avrebbe seguito. Perché ormai aveva compreso che Leonidas era una minaccia realmente presente, che l'avrebbe uccisa se fosse riuscito a trovarla.
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Messaggioda Kratos » 27/03/2019, 22:38

Se codesta donna sia la persona giusta per voi o meno, non mi è concesso saperlo.
La lettura è incerta, in quanto anche la figura della quale mi state chiedendo lo è.
Lo strumento divinatorio mostra un animo volubile e altalenante, confuso, a tratti anche pericoloso.
Ma non è un sentore forzatamente di rischio.
Sono costernato che la vostra visita non sia stata del tutto propedeutica alla vostra decisione.
Ciò che però posso dirvi è che le Forze dell'Essere si fanno leggere esitanti solo nel caso in cui il destino è in mutazione.
In altre parole, ci sono altri eventi che dovranno accadere, eventi che potrebbero scombinare l'equilibrio del fato.
Se da un lato può apparire come un male, da un altro è da considerarsi un sommo bene.
La variabilità della vostra vita è la chiave per raggiungere una decisione ultima e una scelta definitiva.
Vi consiglio dunque di lasciar andare avanti il tempo senza esitazioni, rimettendovi al suo intento.


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Quelle parole continuavano a tormentarlo, mentre fissava il cielo limpido e soleggiato di quel tiepido pomeriggio.
Una volta rientrato, avrebbe fatto presente a Kalas che la sua idea alla fine si era rivelata tendenzialmente inutile.
Farah, ipotetica promessa sposa del Bahamut, aveva dato un'impressione neutra e guardinga sia all'uno che all'altro fratello.
Divenuta sicuramente un gran bel pezzo di femmina, pareva però non essere mai del tutto sincera o limpida.
Sorrideva, ma i suoi sorrisi apparivano poco reali, mentre le sue parole non sempre sembravano farina del suo sacco.

Per forza, è stata istruita bene nell'arte di accaparrarsi il miglior offerente...

Prima che Kratos si facesse rivedere vivo, la famiglia doveva averle inculcato per bene il concetto del "Fatti sposare da un Nobile".
Solo in quel modo il Sultanato dell'Oman ne avrebbe giovato, garantendosi una famiglia al comando degna del suo splendore.
In tal senso, lo stesso Bahamut non rappresentava di certo chissà quale fantastico pretendente, anzi.
Oramai il moro era in tutto e per tutto fuori dalla realtà nobiliare, con un sangue anche parzialmente "sporcato" da umili origini.
L'unica cosa che poteva interessare eventualmente alla Madani erano il suo titolo ed il fatto che garantisse il gemellaggio col Bahrein.

Quasi mi verrebbe da dire alla nostra Sultana di fare attenzione...

Farah aveva lanciato non poche occhiate strane verso Kalas, durante una delle ultime cene reali.
Veronique non se n'era accorta, per fortuna, evitando incidenti diplomatici di sicuro non leggeri.
Per quanto a Kratos non sarebbe dispiaciuto vederle tirarsi i capelli, magari lottando nel fango!
Ma poteva anche essersi trattato di un malinteso, nessuno riusciva a comprendere bene cosa passasse per la testa della Principessa dell'Oman.
Ad ogni modo, andare a chiedere al Vate un consiglio su quel possibile matrimonio si era rivelato un vero e proprio flop.

... Oppure no, dipende da cosa accadrà in futuro...

Il Saggio Divinante lo aveva invitato a fidarsi dello scorrere del tempo e del susseguirsi degli eventi.
Kratos era bene intenzionato a farlo, tanto anche la stessa Farah non sembrava così frettolosa di convolare a nozze con lui.
Meglio godersi quella festa di compleanno, facendo gli auguri ad un caro amico di vecchia data.
Per quanto, alla lunga quelle feste portavano l'ex Commando a ricercare un po' di isolamento in santa pace, lontano dalla massa.
Tanto per lui l'accesso ai giardini interni era garantita, visto il rapporto di stima reciproca con l'ex Auror ormai in pensione.

Chissà che fine avrà fatto quella bionda!?

Le aveva permesso di entrare al party rischiando abbastanza, ma lo sguardo della donna gli era parso sincero.
Inoltre, l'averla incontrata il giorno precedente, sempre dal Vate, lo aveva convinto che esistesse un motivo inconoscibile.
Quella coincidenza doveva pur significare qualche cosa, ecco perché alla fine aveva scelto di seguire l'istinto.
Sorrise tra sé, ripensando a quel bacio rubato, leccandosi piano le labbra, quasi a rievocarne il sapore.
Una cosa era sicura, vista la pelle così lattea, tutto poteva essere meno che indiana!

Una cosa è certa: era parecchio sexy...

L'attrattiva esercitata da Callisto verso i maschi aveva agito anche su di lui, senza considerare che di base fosse davvero molto bella, attraente e affascinante. Kratos non si era soffermato su di lei esclusivamente perché l'aveva vista molto interessata al proprio obiettivo, senza contare che nella sua "posizione" come fratello di un Sultano era complicato trattare gli intrallazzi personali. Ma il destino aveva deciso che a prescindere l'avrebbe dovuta rincontrare ed anche piuttosto in fretta, visto che ad un certo punto, l'uomo percepì dei passi dirigersi in fretta verso di sé e, alzandosi col busto, non poté che rimanere interdetto dall'arrivo proprio della misteriosa sexy bionda.

Oh, bentrovata!
... Ma cosa...
Che succede, si può sapere?


Portami via da qui ti prego!
Mi sta inseguendo e se non ce ne andremo saremo entrambi in pericolo!
Dobbiamo scappare, dobbiamo andare via!


Chi ti sta inseguendo?

Le rimase accanto, facendosi automaticamente più serio anche se ancora un po' spaesato.
Gli occhi della Dyther facevano intendere un terrore incredibile, una paura oltre ogni immaginazione.
Chi poteva mai incuterle così tanto timore da spingerla a ricercare aiuto da un perfetto sconosciuto?
La risposta arrivò quasi immediatamente, con Leonidas che, arrivato nei giardini, si fermò e sistemò meglio la giacca.
Kratos si volse meglio in sua direzione, mettendosi davanti a Callisto, formando una barriera col proprio corpo.

Se non ha nulla in contrario, io e la Signorina stavamo finendo una conversazione.

A me pare che la Signorina l'abbia finita, la fantomatica conversazione.

Posso assicurarle di no, è solo che si diverte a farmi perdere la pazienza, ecco tutto.

Assicurazioni o meno, credo che per il momento sia meglio che la lasci stare, Mister.

Ed io credo sia meglio che lei si tolga di mezzo, se non vuole fare una pessima fine.

Kratos velocemente estrasse la bacchetta magica, con una tecnica di duello invidiabile.
Lo stesso Leonidas si accorse di non essere riuscito ad anticiparlo ed attaccarlo prima, riconoscendone il valore.
Non era un duellante come tanti altri, su quello non c'erano dubbi, ma restava ugualmente un ostacolo ed andava oltrepassato.
Nella mano del Vastnor si materializzò un'altra sfera magica, ma di colore nero, dall'aria decisamente minacciosa.
Il Bahamut rimase interdetto da quel gesto, non aspettandosi qualcuno in grado di creare magia senza un catalizzatore.

Impossibile, come c***o ci è riuscito?!

Ancor prima che potesse chiedere spiegazioni alla bionda, Leonidas scagliò il proprio attacco verso l'Emiro, che però non si fece trovare comunque impreparato, alzando uno scudo difensivo con la bacchetta abbastanza efficace da contrastare ed annullare l'offensiva avversaria.
Leonidas non aveva ancora recuperato tutte le energie, quindi anche per quel motivo Kratos era riuscito a vanificarne i poteri.
Inoltre, l'ondata di energia del Mana scaturita dalla donna poco prima ne aveva aggravato ulteriormente la condizione della Trama.
Sostanzialmente, combattere in quel modo non sarebbe servito a niente.

Bene bene bene, vedo che ci siamo scelte una degna scorta.

Il Na'eh canzonò Callisto, privandosi nel contempo della giacca, poi della camicia, restando a petto nudo.

Metta via quella bacchetta e risolviamo questa cosa alla vecchia maniera, le va?

Immagine

Kratos lo osservò, momentaneamente in silenzio, tenendo ancora ben salda l'arma magica nella mano destra.

Teme forse che possa attaccarla a sorpresa, non avendo bisogno di una bacchetta?
... Non ne ho affatto bisogno.
Mi metta alla prova.


Assottigliò lo sguardo, il Bahamut, ammorbidendo la presa sull'oggetto di legno, per poi riporlo nella fondina ascellare.
Aveva capito che l'individuo avanti a sé non stesse affatto scherzando o bluffando, ben conscio delle proprie abilità combattive.
Evidentemente doveva avere una forza di molto superiore al normale o una tecnica marziale di alto livello.
Kratos quindi si tolse soltanto la giacca, lasciandosi con la maglia che tanto non gli impediva i movimenti.
Avanzò fino avanti a Leonidas e ne sostenne lo sguardo, pur essendo decisamente più basso.

Mi permetta di esprimerle la mia più sincera ammirazione.

Poche storie, facciamola fi-...

Addio.

Senza nemmeno dare il tempo di replica, Leonidas gli sferrò un colpo violentissimo all'addome.
Quel cazzotto, scatenandosi dalla potenza di un Na'eh, risultò quindi devastante, facendo piegare in avanti il Bahamut.
Per concludere, il Vastnor eseguì un montante dal basso verso l'alto che prese in pieno ilo bersaglio, facendolo volare all'indietro.
Kratos finì per terra, sul fianco, con gli occhiali che caddero al terreno.
Apparentemente, l'incontro pareva essere concluso lì.

Credo non sia ancora morto, ma lo risparmierò, in segno di apprezzamento verso il suo coraggio.

Suonava quasi più come una presa in giro, in realtà, ma non era il momento per analizzare il sarcasmo del Sommo Stregone.
Leonidas tornò a fissare la Dyther, forse rimasta impietrita dall'accaduto ed ora consapevole di non avere scampo.
L'uscita dei giardini corrispondeva all'entrata e davanti ad essa c'era il suo aguzzino.
Per concludere, le era interdetta la smaterializzazione, in parole povere era spacciata...
... O forse no?

Mh?

Kratos si mosse.
Dapprima lentamente, poi sempre più sciolto, tornando in piedi, scrollando le spalle ed il collo.
Leonidas sgranò appena gli occhi fissandolo con aria incuriosita e sconcertata.
Che anche la sua forza sovrumana fosse così tanto indebolita dopo il rituale sulla Dea della Saggezza?
Oppure anche l'uomo di fronte a lui possedeva delle caratteristiche fisiche oltre lo standard mortale?

D'accordo, vorrà dire che dovrò impegnarmi un po' più seriamente.

Kratos a quel punto si tolse anche la maglietta, restando a sua volta a petto nudo.
La particolarità di quel fisico era che la muscolatura non solo era gonfia, ma anche assurdamente definita.
Diverse vene in rilievo e ogni gruppo muscolare sembrava essere fatto di metallo corposo e massiccio.
Ecco come aveva fatto a sopportare l'attacco di Leonidas.
Certo, il Na'eh era meno forte rispetto al normale, ma era stato anche l'allenamento di Kratos a temprarlo e renderlo molto resistente.
La donna ancora non lo aveva visto in volto, il "Monte del Drago", fino a quel momento quando, restandole avanti, si volse appena un secondo guardandola dritto negli occhi, parlandole poco prima di passare al contrattacco.

... Non ti intromettere.

Immagine

Orgoglio e mascolinità all'ennesima potenza.
Era stato colpito alla sprovvista ed ora reclamava la propria vendetta da solo e senza aiuti di nessun tipo.
Kratos intimò alla bionda di non cercare di supportarlo con la bacchetta e lasciarlo fare per conto proprio.
Leonidas sorrise appena, considerando quell'uscita un bel passatempo.
Se lo rivide nuovamente davanti, pronto a prenderne ancora.

Se anche si intromettesse, non muterebbe affatto la tua sorte.

Il Na'eh avanzò un altro attacco analogo al precedente, ma sortì un effetto ben diverso.
Il Bahamut lo intercettò a mano aperta, bloccando il pugno ingrossando il bicipite che divenne enorme.
Successivamente, fece uno scatto in avanti e fu per lui la volta di assestare un sonoro pugno all'addome del Sommo Stregone.
Per la prima volta in assoluto, Leonidas percepì dolore, un dolore fisico, reale, netto.
Il rituale lo aveva stancato e reso decisamente più fragile, talmente tanto fragile da essere un bersaglio per nulla difficile.

Hai... Scelto... Di terminare... Oggi... La tua vita...

Nei minuti successivi, i due uomini presero a combattere seriamente e senza darsi un attimo di pace.
Callisto poteva essere certa di una cosa: il suo "protettore" poteva riuscire nell'impresa di vincere.
Kratos, difatti, colpiva duramente, resistendo bene agli attacchi, usando una tecnica di lotta eccezionale.
Leonidas aveva avuto la sfortuna di incontrare un combattente esperto ed allenato come lui proprio nel momento di maggiore debolezza.
Inoltre, l'abbigliamento del Bahamut lo favoriva molto nello scontro, non dandogli il jeans impedimenti come il pantalone da abito.
Trascorsi circa cinque minuti, Kratos terminò con una sequenza di gomito, pugno e calcio rovesciato.
Il Sommo Stregone, stremato, finì per doversi appoggiare ad una delle palme del giardino, respirando con affanno.

... Non è finita qui, puoi starne certa.

Quelle parole vennero rivolte unicamente a Callisto, trafiggendola con lo sguardo più glaciale e malvagio che esistesse.
L'uomo poi rivolse una veloce attenzione all'ex Commando, come a voler memorizzare le sue fattezze.
In futuro sarebbe tornato anche da lui al fine di finire nel modo adeguato quello scontro che in un'altra occasione sarebbe stato elementare.
Dopo di che, con le ultime risorse rimaste, aprì un varco inter dimensionale a poca distanza da sé, scomparendovi all'interno.
Da un secondo all'altro calò il silenzio nel grande giardino, facendo tornare udibili solo le voci felici della massa di gente alla festa.
La musica e le chiacchiere avevano fatto sì che nessuno potesse sentire lo scontro e di conseguenza, nessuno accorresse a controllare.
Kratos, compreso che il pericolo fosse momentaneamente scampato, si avvicinò alla Dyther.

Dove sei alloggiata?
Andiamo lì.
Credo tu mi debba qualche spiegazione...
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Messaggioda Callisto » 06/04/2019, 20:01

Era stato un grosso errore venire fino a lì. Era stato un grosso errore affrontare completamente da sola Leonidas, senza sapere quanto fosse forte il suo avversario, quanto potente, quanto pericoloso. Sì, sapeva che lo fosse, ma allora perché scegliere proprio lei per contrastarlo? Cosa aveva di speciale? La Dyther non aveva mai preso in mano una sola bacchetta per combattere. Aveva sempre cercato di mantenere un profilo basso, aveva persino imparato un lavoro che fosse utile al prossimo perché amava fare del bene agli altri e amava prendersi cura degli animali, gli esseri più innocenti sul pianeta. Voleva forse, con la sua vita, redimere i peccati del padre, che aveva creduto di poter eguagliare le forze dell'Equilibrio, ergendosi poi al di sopra di esse. L'aveva creata in quel modo, aveva fatto esperimenti su di lei e lei adesso sognava una vita normale, lontana dagli intrighi di Tezzereth e della Setta.
Ma anche l'Equilibrio doveva avercela con lei, altrimenti non l'avrebbe messa in una situazione del genere.
Corse fino a perdere completamente le forze nelle gambe, fino all'ultimo alito di ossigeno nei polmoni, cercando conforto fra le braccia dell'uomo che già in precedenza le aveva teso una mano per aiutarla. La ragione le diceva che era sbagliato, ma l'istinto ebbe la meglio perché non aveva altro luogo dove andare ed il Vate era stato chiaro: se si fosse trovata in pericolo, il Monte del Drago le avrebbe offerto rifugio.

Portami via da qui ti prego!
Mi sta inseguendo e se non ce ne andremo saremo entrambi in pericolo!
Dobbiamo scappare, dobbiamo andare via!


Chi ti sta inseguendo?

Non c'è tempo per le spiegazioni!
Sbrigati, andiamo!


Era lei però che cercava di trascinarlo via, lei che lo afferrò per mano tirando, temendo che Leonidas potesse ucciderlo come era accaduto a quell'uomo incontrato prima. I suoi timori erano più che fondati, perché il Na'eh originario non tardò molto a farsi di nuovo vedere, annullando in pochi istanti la distanza che c'era fra lui e loro.

Se non ha nulla in contrario, io e la Signorina stavamo finendo una conversazione.

A me pare che la Signorina l'abbia finita, la fantomatica conversazione.

Posso assicurarle di no, è solo che si diverte a farmi perdere la pazienza, ecco tutto.

Assicurazioni o meno, credo che per il momento sia meglio che la lasci stare, Mister.

Ed io credo sia meglio che lei si tolga di mezzo, se non vuole fare una pessima fine.

Lei a differenza di Kratos non fu in grado di reagire. La paura l'aveva di nuovo bloccata, mentre con lo sguardo fissava lo sconosciuto estrarre la bacchetta, come se egli potesse davvero battersi contro un mostro come Leonidas. La sua sfiducia sulle capacità di vittoria dell'emiro venne però ben presto meno, grazie alle incredibili capacità combattive dell'uomo, più che in grado di sostenere una lotta contro un Leonidas indebolito dall'eccessivo sforzo magico recente.

Metta via quella bacchetta e risolviamo questa cosa alla vecchia maniera, le va?

No!
Non fidarti... Ti prego!


Perché non stava scappando? Perché non fuggiva via, lontano, rimanendo esposta al pericolo più che mai? Per una volta avrebbe voluto essere abbastanza egoista da pensare prima di tutto a sé stessa e non le era stato difficile in passato farlo. Per sopravvivere a Tezzereth aveva dovuto rinunciare in parte alla propria bontà, perché se non avesse messo al centro la propria salvezza sapeva che sarebbe finita di nuovo sotto le mire della Setta e soprattutto del suo padre adottivo. Non era a conoscenza della sua morte. Non sapeva che egli ormai se ne fosse andato da tempo. Ma la sua ombra influenzava comunque la vita della Dyther, che rimase lì, schiacciata dai sensi di colpa al pensiero che un uomo fosse morto a causa sua e che un altro rischiava di fare la stessa fine.

Mi permetta di esprimerle la mia più sincera ammirazione.

Poche storie, facciamola fi-...

Addio.

Un grido strozzato uscì fuori dalla bocca della bionda, quando vide l'unico scudo fra lei ed il Na'eh cadere a terra, dopo un attacco subdolamente a sorpresa. Gli occhiali dell'uomo volarono via quando finì al tappetto, rivelandone finalmente il viso, un viso che però non era del tutto visibile. Callisto, con gli occhi sbarrati, fissava la scena, impietrita al suo posto. Sapeva ormai di non avere più speranze, la mente non ragionava su cosa dovesse fare e l'unica cosa che riusciva a capire era che a breve anche lei sarebbe morta... Sempre se il Na'eh non l'avesse ritenuta ugualmente troppo interessante. A quel punto sarebbe finita semplicemente a fare da madre dei suoi figli, un destino che le faceva preferire di gran lunga la morte.

Credo non sia ancora morto, ma lo risparmierò, in segno di apprezzamento verso il suo coraggio.

Sei... SEI UN BASTARDO!

Lacrime di paura uscirono fuori dai suoi occhi, ripensando al volto di quell'uomo, al suono del collo che si spezzava, alla vita che lo lasciava in un solo istante. Le braccia intorno al corpo, stava per crollare la Dyther, quando l'uomo a terra si mosse, come se non fosse ancora finita lì. Era vivo, lo aveva detto anche Leonidas, ma non doveva affrontarlo altrimenti sarebbe stato sicuramente ucciso.

D'accordo, vorrà dire che dovrò impegnarmi un po' più seriamente.

FERMATI TI PREGO!
Lascia perdere, vai via, ti risparmierà la vita se lo lascerai in pace, non fare nulla per me, non...


... Non ti intromettere.

Immagine


Fu impercettibile ciò che accadde in lei quando finalmente il suo sguardo incrociò quello di Kratos. Non se ne rese conto nessuno, nemmeno lei per prima, perché non aveva mai avuto l'imprinting né sapeva in che modo funzionasse. Quando incontrava la persona giusta, allora in quel momento si accendeva una scintilla. Piccola, flebile e debole, talmente tanto debole che poteva sembrare quasi dovesse morire all'istante. Un ciclo di vita troppo breve per trasformarsi in qualcosa di più caloroso e devastante, ma le apparenze non dovevano ingannare. Nel buio dell'inconsapevolezza, essa sarebbe cresciuta col tempo, lentamente, portando la sua detentrice a comprendere che qualcosa in lei era cambiato dal momento in cui aveva visto gli occhi del suo amato.
Fu per questo motivo che Callisto rimase colpita dalle sue parole, ma ignorava ancora cosa le fosse accaduto. Non voleva che l'uomo venisse ucciso per colpa sua, era un pensiero che diventava insopportabile, ma lo attribuiva unicamente al senso di colpa. Kratos era stato colpito nell'orgoglio e voleva sistemare quella faccenda a tutti i costi, senza l'intervento della Dyther. Ella comprese quel suo desiderio e pur non approvando, non poteva fare altro che osservarlo, pregando in cuor suo che egli avesse salva la vita. Lo scontro fra i due -l'umano ed il Na'eh- proseguì senza che ella dicesse più nulla, rimanendo in disparte, con il cuore in gola ma un po' più speranzosa di uscirne viva. Leonidas era un pericolo da non sottovalutare, ma il Bahamut gli teneva testa, grazie a quel corpo allenato e muscoloso che sembrava fatto di acciaio puro. Fu proprio grazie a questo che lo scontro terminò, con la vittoria dell'emiro. Il Na'eh scelse di ritirarsi, privo forse delle energie necessarie a rendersi imbattibile. Ma il suo ultimo intervento venne rivolto ugualmente verso Callisto, che si ritrovò quindi segnata nella lista nera del Vastnor.

... Non è finita qui, puoi starne certa.

No, non era finita e lei era viva per miracolo. L'incredulità la rendeva ferma come una statua, permettendole di non cadere a terra, ma quello stato non sarebbe durato a lungo. Kratos si era battuto per lei, per salvarle la vita mettendo a rischio la propria. Non poteva sapere quanto ella gli fosse grata e non poteva sapere quanto ella in quel momento fosse fragile.

Dove sei alloggiata?
Andiamo lì.
Credo tu mi debba qualche spiegazione...


Sniff... Sniff...

Fu costretta ad appoggiarsi all'uomo, perché se non l'avesse fatto, sarebbe crollata a terra. Era pallida, pallida come una morta, mentre le forze la abbandonavano ed ella doveva essere sorretta dal Bahamut, incapace di trovare le forze per reagire.

Mi dispiace tanto... Mi dispiace...

Le mani artigliavano quelle braccia muscolose ed il viso non osava guardare ancora l'uomo che l'aveva salvata, preferendo piuttosto nasconderlo sul suo petto, per non mostrare il senso di colpa per aver causato la morte di un innocente. Era stata sciocca, stupida ed avventata. Quando era partita non aveva pensato alle conseguenze del suo gesto, credendo che al massimo sarebbe stata lei l'unica a morire. Ma l'Equilibrio aveva in mente qualcosa per lei e dunque ad essere sacrificato era stato un altro, sacrificato per la stupidità di una donna che non aveva considerato tutti gli eventuali pericoli.

MI DISPIACE!
MI DISPIACE!


Soffocava il pianto contro il petto del Bahamut, singhiozzando, forse rischiando anche di attirare l'attenzione e l'interesse di qualcuno. Era fragilissima in quel momento e aveva bisogno di un sostegno, di qualcuno che si prendesse cura di lei. Se Kratos avesse insistito un poco a chiederle dove ella alloggiasse, alla fine la Dyther glielo avrebbe detto, portata lì probabilmente dallo stesso emiro. Era talmente sconvolta da non riuscire a confessare il proprio crimine, quell'uomo morto di cui non conosceva nemmeno il nome. E solamente quando arrivò nella sua stanza, con un bicchiere d'acqua fra le mani e gli occhi ancora rossi per il pianto, Callisto alzò la testa per guardare Kratos, inconsapevole che lui fosse appena diventato il suo faro in una notte oscura.

Ha ucciso un uomo per colpa mia...
Quel... mostro... lo ha ucciso sotto i miei occhi...
E avrebbe potuto uccidere anche te!
Cosa... Cosa posso fare? La sua famiglia... Magari avrà avuto dei figli...
Non sarei mai dovuta venire fin qui, ho portato unicamente... morte...


Era ancora piuttosto sconvolta, ma lentamente la calma tornò a far parte di lei, a differenza della serenità, andata perduta dopo aver visto gli occhi di Leonidas.

Anche tu, adesso devi starmi lontano.
Lo hai sentito, tornerà a cercarmi e forse si metterà a cercare anche te.
Grazie per l'aiuto che mi hai dato ma... Non puoi più rimanere qui, non puoi.
Devi scappare il più lontano possibile, devi metterti al sicuro...


Ne aveva presi di cazzotti eppure era rimasto lì, in piedi per lei. Callisto sentiva di potersi fidare di quella persona, ma non ne comprendeva il motivo. Era l'istinto che parlava per lei, oppure l'imprinting, chissà. A prescindere da questo, la Dyther si rese conto che il Bahamut non era certo uscito da quello scontro fresco come una rosa, per questo motivo decise di impegnare la mente nell'unico modo che conosceva: curando il prossimo.

Aspetta!
Mettiti seduto, ti prego.
Permettimi almeno di curarti un po' le ferite...
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Messaggioda Kratos » 10/04/2019, 0:01

Portami via da qui ti prego!
Mi sta inseguendo e se non ce ne andremo saremo entrambi in pericolo!
Dobbiamo scappare, dobbiamo andare via!


Non era mai stato nell'indole di Kratos fuggire, in nessuna situazione.
La sua era stata una vita molto difficile, non certo tra le più invidiabili.
Per diversi anni si era dovuto nascondere alla vista di tutto e tutti in modo tale da non essere trovato e di conseguenza ucciso.
Soltanto con il ritorno al trono del fratello Kalas aveva potuto rivelare la verità riguardo la sua finta morte, durata però circa un decennio.
Lungo quei dieci anni aveva imparato come difendersi, come andava il mondo ed anche cosa significasse rischiare la vita H24.

FERMATI TI PREGO!
Lascia perdere, vai via, ti risparmierà la vita se lo lascerai in pace, non fare nulla per me, non...


... Non ti intromettere.

Era ignaro di cosa fosse scattato nella bionda, era ignaro di chi fosse davvero il proprio avversario.
Ma era proporzionalmente certo che Leonidas non l'avrebbe passata liscia dopo averlo colpito in quella maniera.
L'avversario era dotato di una forza eccezionale, probabilmente sovrumana, ma non abbastanza da mandare K.O. l'Emiro.
Convinto che dietro ci fosse semplicemente qualche Pozione Magica Corroborante, Kratos si gettò ancora nella mischia con maggiore attenzione.
In tal caso, la sua tecnica appresa nel lungo decennio e la debolezza del Na'eh furono determinanti per la sua vittoria.

... Non è finita qui, puoi starne certa.

Il modo in cui egli scomparve da quel posto però lo lasciò parzialmente perplesso, non avendo mai visto in precedenza niente di simile.
Assottigliò lo sguardo, mentre si puliva il corpo possente dalle tracce di polvere e sabbia dei giardini della villa.
Non era comunque quello il momento per fare domande di approfondimento, o più che altro il luogo.
Dovevano allontanarsi e conversare con calma, lontani da occhi ed orecchie indiscreti.
Sembrava che il pericolo fosse passato, invece evidentemente per la Dyther il trauma dell'accaduto era stato troppo forte.

Sniff... Sniff...

Lei gli si appoggiò addosso e lui, come una vera e propria roccia, la accolse, sorreggendola anche cercando di darle un po' di forza.

Mi dispiace tanto... Mi dispiace...

Non rispose, non subito, perché pareva quasi che non stesse parlando direttamente con lui ma con se stessa.

MI DISPIACE!
MI DISPIACE!


Di cosa ti dispiace?
Non ho subito chissà quanti danni.
Un bagno e una dormita e sarò come nuovo...


Ma lei piangeva, singhiozzava, soffriva davvero troppo per potersi trattare del dispiacere nei suoi confronti.

... Oppure ti stai dispiacendo per qualcun altro?

Ha ucciso un uomo per colpa mia...
Quel... mostro... lo ha ucciso sotto i miei occhi...


Evidentemente quella donna non aveva mai visto morire nessuno prima di allora.
A Kratos era capitato durante il primo anno di lavoro sotto copertura come Commando, perché purtroppo anche loro potevano morire.
Non correvano gli stessi rischi come i Mercenari, ma poteva capitare che si scontrassero proprio con questi ultimi, dotati di minori scrupoli.
Un suo superiore si era intromesso evitando che lui venisse colpito, morendo sul colpo di fronte ai suoi occhi.
Una sensazione sgradevole e agghiacciante, sensazione che mai e poi mai avrebbe augurato ad altri.

E avrebbe potuto uccidere anche te!
Cosa... Cosa posso fare?
La sua famiglia... Magari avrà avuto dei figli...
Non sarei mai dovuta venire fin qui, ho portato unicamente... morte...


Non l'hai portata tu.

No, di certo non aveva assestato lei il colpo, non aveva scelto lei la sentenza di morte per quell'innocente.
Erano incidenti pericolosi, erano imprevisti e conseguenze tremendi ma sfortunatamente difficili da arginare in determinati casi.
Ella però aveva ragione: quell'uomo poteva aver avuto dei figli, una famiglia, anche soltanto un cagnolino intento ad aspettarlo a casa.

Anche tu, adesso devi starmi lontano.
Lo hai sentito, tornerà a cercarmi e forse si metterà a cercare anche te.
Grazie per l'aiuto che mi hai dato ma... Non puoi più rimanere qui, non puoi.
Devi scappare il più lontano possibile, devi metterti al sicuro...


Di certo non rimarrei qui, non essendo casa mia.
Sono invitato alla festa, ricordi?
... Inoltre, credo che ci rifletterà due volte prima di riproporsi come sfidante...


L'aveva riempito per bene di botte e nessuno dei due sapeva che la forza mostrata dal Vastnor fosse soltanto circa la metà del suo massimale.
Potevano dunque stare sereni almeno per diverso tempo prima che Leonidas cercasse di riprovare un approccio diretto e offensivo.
Nel frattempo, Kratos avrebbe parlato col fratello raccontandogli l'accaduto, così da sentire anche il suo parere.
Quei poteri particolari meritavano un consulto, senza ombra di dubbio.
Ma prima, chi meritava davvero un aiuto psicologico ed emotivo era proprio la Dyther.

Aspetta!
Mettiti seduto, ti prego.
Permettimi almeno di curarti un po' le ferite...


Credo sia meglio pensare prima a curare le tue...
... L'uomo che ha ucciso, spiegami le dinamiche.


Perché mai voler conoscere le dinamiche dell'omicidio?
Perché proprio in quell'istante preciso e non una volta raggiunto l'albergo?
Il motivo sarebbe stato rivelato alla bionda soltanto una volta raccontata l'intera faccenda.
L'inserviente si trovava già dentro la stanza ed era stato assassinato.
Forse quello era proprio ciò che Kratos volesse sentire per annuire convinto.

C'è tempo prima di andarcene, vieni con me, fidati...

Tornado vestito come in precedenza, Kratos prese la bionda per mano, uscendo dai giardini.
Le chiese di trovare un po' di forza e provare a non mostrare nessuna espressione triste o addolorata.
Questo perché la fece uscire allo scoperto, di nuovo in mezzo alla festa e agli invitati felici e gioiosi.
Salutò qualcuno lì in mezzo e nella confusione alla "Figlia" di Tezzeret sarebbe parso di osservare diversi cenni rispettosi verso di lui.
Arrivarono infine a poca distanza dal festeggiato e fu allora che il Bahamut chiese a Callisto di attenderlo per alcuni secondi.
Le lasciò la mano e prese l'ex Auror famoso in disparte, cominciando a parlargli con tono serio e una più che discreta confidenza.
Ella non poteva saperlo, ma in passato avevano anche combattuto insieme e l'Auror doveva la propria vita all'Emiro del Bahrein.

Grazie...

Guardando per bene la scena da lontano, la Dyther avrebbe visto l'uomo più maturo infilare la mano nella tasca ed estrarre qualcosa.
Era luccicante, piccolo e dorato quell'oggetto, con una clessidra al centro ed una catenina altrettanto dorata.
Esattamente, a Kratos era stata appena consegnata una GiraTempo, uno dei pochissimi esemplari rimasti ancora intatti.
Doveva essere un vero e proprio tesoro di famiglia, qualcosa di seriamente inestimabile, ma Kratos se ne era meritato il prestito.
Il moro tornò quasi subito dalla bionda, con quell'artefatto magico potentissimo nella mano destra, parlandole sottovoce.

Glielo devo riportare in fretta, ma tanto basterà appena un giro scarso.
Torniamo ai Giardini e da lì ci occuperemo di salvare la vita a quell'uomo.
La sua famiglia non piangerà nessuno, non oggi.


Nell'arco dei minuti seguenti, Kratos applicò quel famoso giro scarso con la GiraTempo, tornando indietro con Callisto di 35 minuti.
Dopo di che, la lasciò in un punto nascosto della villa, dentro una delle varie stanze al piano di sopra, chiedendole di attendere.
Scese le scale, evitando di incrociare se stesso, scattando fino al famoso magazzino periferico dove ella era finita con Leonidas.
Incontrato l'uomo, il Bahamut lo attirò via con una scusa qualunque, tramortendolo poi con un colpo leggero.
Sistemato dentro un bagno addormentato, attese di vedere Callisto correre via in fuga verso i giardino, dove si sarebbero poi incontrati.
A quel punto, tornò in fretta al piano di sopra, aspettando con lei l'attimo giusto per scendere ed andare loro ai giardini.
Così che, allo scattare della GiraTempo, si trovassero nello stesso identico punto di partenza, ma con gli eventi alterati.

... Fortunatamente, vittima o meno, saresti ugualmente fuggita verso di me.
Altrimenti ci saremmo ritrovati con un bel problema da risolvere...
Ora non dobbiamo fare altro se non riportare questa qui dal suo legittimo possessore.


Un legittimo possessore divenuto ovviamente inconsapevole di non avere più nel taschino la GiraTempo.
L'artefatto infatti, modificando e sovrascrivendo il continuum tempo spazio, aveva lasciato consapevoli della realtà solo Callisto e Kratos.
Le due entità dimensionali erano state ricollegate al momento dello scadere del timer, unificando le pareti del divenire cosmico.
Giocare con lo spazio ed il tempo non era affatto uno scherzo e Kratos aveva scelto di farlo solo perché si trattava di pochi minuti.
In ogni caso, tutto si era risolto per il meglio e la bionda poteva quindi percepire un grosso, grossissimo peso in meno sul cuore.

... Che ne dici, vogliamo andarcene in albergo adesso?
Non avrò grandi ferite da curare, ma un massaggio alle spalle non mi dispiacerebbe affatto!
E magari nel mentre potresti anche spiegarmi come mai quell'uomo intendesse mandarti all'altro mondo con così tanta convinzione.
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Messaggioda Callisto » 17/04/2019, 0:22

Il pianto non accennava a diminuire.
Callisto aveva appena visto la morte di un individuo, a causa della sua stupidità e della fretta di farla finita con quella storia. Aveva pensato che bastasse seguire il proprio destino, senza tener conto delle conseguenze o di un'adeguata preparazione. Ma era anche vero che nessuno le aveva detto niente, nessuno l'aveva aiutata, a parte quel misterioso individuo nel quale si era imbattuta almeno tre volte.
Kratos era giunto a lei come un eroe pronto a salvarla da morte certa. L'uomo non si era tirato indietro quando aveva visto la donna in pericolo, ma era andato incontro a colui che la inseguiva, facendole da scudo per proteggerla, pur non sapendo nulla di lei. Un atteggiamento tanto ammirevole quanto affascinante e che colpì nel cuore la Dyther sebbene ella ancora non se ne rendesse conto. In quel momento l'unica cosa che fece fu lasciarsi stringere dalle sue braccia, mentre i singhiozzi continuavano a spezzarle la voce, rendendo il suo parlare difficoltoso da comprendere.
Nonostante questo, il Bahamut la ascoltò e comprese cosa la stesse turbando. Non c'era rimedio alla morte, questo lo sapeva bene Callisto, ma non poteva proprio fermare la sofferenza nel suo cuore al pensiero di essere stata lei la causa della dipartita di un innocente. Era meglio quindi che anche l'Emiro del Bahrein le stesse lontano, ma non prima di avergli dimostrato la propria gratitudine, offrendosi di curargli le ferite che aveva riportato durante lo scontro. Dopo essersi fatto raccontare che cosa fosse accaduto di preciso, però, Kratos non parve accennare minimamente a volersene andare, avendo escogitato un piano che per il momento non disse alla Dyther.

C'è tempo prima di andarcene, vieni con me, fidati...

Si era fidata di molte poche persone in passato, per via di quello che aveva vissuto. In un modo o nell'altro aveva visto nel prossimo un potenziale pericolo per sé stessa, sempre, temendo quello che sarebbe accaduto se solo avesse abbassato troppo la guardia. Con Tezzeret e la Setta non si scherzava affatto, ma in quel caso fu molto più facile e semplice accettare quelle condizione. Non conosceva il Bahamut, non sapeva nemmeno come si chiamasse, ma per qualche strano motivo si sentiva portata a credergli, nonostante per lei fosse un perfetto sconosciuto. Forse era la stanchezza e la debolezza data da tutte quelle emozioni, fatto sta che Callisto annuì, lasciando che l'altro la guidasse nuovamente nel vivo della festa dove fu costretta a fingersi se non felice, almeno pacata e tranquilla. Nonostante gli occhi le bruciassero per il recente pianto, essi captarono ugualmente l'atteggiamento che gli invitati avevano di fronte all'uomo. Erano rispettosi, come se fosse una figura piuttosto importante e quella sensazione non la lasciò un attimo nemmeno quando Kratos le disse di aspettarlo, mentre lui parlava al festeggiato. Pochi secondi ed in mano l'uomo stava stringendo quella che doveva essere una Giratempo, un artefatto di cui la Dyther aveva sentito parlare ma che non aveva mai visto.

Ma... Quella...

Glielo devo riportare in fretta, ma tanto basterà appena un giro scarso.
Torniamo ai Giardini e da lì ci occuperemo di salvare la vita a quell'uomo.
La sua famiglia non piangerà nessuno, non oggi.


Non fu capace di dire nulla, perché egoisticamente voleva che il passato venisse cambiato, voleva che quell'uomo vivesse. Seguì il Bahamut nella stanza dove girarono la clessidra, ritornando indietro nel tempo di 35 minuti. Fatto questo, Kratos si allontanò dalla donna, promettendole che sarebbe tornato presto, tempo che ella poté sfruttare per calmare i nervi e sé stessa.
Era difficile in realtà stare calma, quando sapeva che là fuori ci fosse ancora Leonidas, più che intenzionato ad ucciderla. Tuttavia Callisto sapeva di non poter fare altro se non rimanere nascosta a pensare, pensare a cosa fare, cosa dire una volta che Kratos fosse tornato. Perché era sicura che l'uomo avrebbe preteso una spiegazione, una cosa scontata ed ovvia.
Le ginocchia strette al petto, cercò di calmare i battiti del proprio cuore, che però proprio non voleva decidersi a stare calmo e fermo. In parte la colpa era della paura, in parte dell'imprinting che stava agendo in lei a sua insaputa. La Dyther sentiva uno strano groppo alla gola al pensiero che il Bahamut potesse mettersi nuovamente in pericolo e quel groppo proseguì ad esistere fino a quando non lo vide ritornare, assicurandole che la sua missione fosse andata a buon fine.

... Fortunatamente, vittima o meno, saresti ugualmente fuggita verso di me.
Altrimenti ci saremmo ritrovati con un bel problema da risolvere...
Ora non dobbiamo fare altro se non riportare questa qui dal suo legittimo possessore.


Sei salvo... Che sollievo...

Respirò davvero sollevata, con gli occhi appena più lucidi. Tutto poteva essere riconducibile al non volere altri pesi sulla coscienza e per il momento sarebbe rimasta ogni cosa un mistero. Callisto si mise immediatamente affianco all'uomo, accompagnandolo a riportare il prezioso manufatto al suo caro amico, prima di focalizzare la propria attenzione su altro. Era arrivato il momento della verità o meglio, Kratos pretendeva che questa ci fosse. Ma la bionda come avrebbe potuto spiegargli tutto quanto senza rivelargli nulla delle Gilde e di cosa fosse lei? Se era rimasto tanto a lungo in quel breve passato, sicuramente avrebbe anche visto le strane capacità di cui era in grado la Dyther. Ma l'uomo non l'aveva fissata in nessun modo strano o particolare e questo faceva sperare che fosse rimasto all'oscuro degli strani poteri posseduti da Callisto.

... Che ne dici, vogliamo andarcene in albergo adesso?
Non avrò grandi ferite da curare, ma un massaggio alle spalle non mi dispiacerebbe affatto!
E magari nel mentre potresti anche spiegarmi come mai quell'uomo intendesse mandarti all'altro mondo con così tanta convinzione.


... Andiamo.

Sarebbe stato più giusto congedarlo, anche a costo di sembrare scortese. Ma la donna non ce la fece, fu più forte di lei e per quanto stranita da quel suo modo di fare, dovette adeguarsi ad esso, spiegando a Kratos dove si trovasse l'albergo nel quale alloggiava e portandolo lì con sé. Era un hotel babbano quello scelto dalla Dyther, sempre per mascherare i propri movimenti a qualunque sentinella della Setta. Nonostante il lavoro svolto da Shuyun, ella preferiva essere ancora più cauta, specialmente quando non si trovava nei luoghi da lei abitualmente frequentati. Nessuno fece domande nel vederla rientrare con un uomo e quando si chiusero la porta alle spalle la prima cosa che fece Callisto fu prendere una cassetta del pronto soccorso, presente nel bagno dell'albergo. Era una cassettina che conteneva tutto il materiale base per le medicazioni, sebbene lei in quanto strega non ne avesse bisogno. Controllò unicamente che vi fosse qualcosa in più di quanto era in grado di fare la medimagia, poi si occupò completamente di Kratos.

C'è qualche punto che ti fa male?
Devo capire se ci sono traumi... Posso?


Cercava di concentrarsi unicamente sulle cure da fornirgli per non dover parlare apertamente. Ma non poteva rimanere lì in silenzio per il resto del tempo, sarebbe sembrato strano e anche abbastanza palese che lo stesse facendo per evitarlo. Callisto non era mai stata una fifona, ma indifesa ci si era sentita spesso. In quel momento però sentiva di ritrovarsi davvero in un rifugio sicuro, merito forse delle parole del Vate che avevano condizionato la sua mente. Chiese implicitamente al Bahamut di spogliarsi della parte superiore, così rendersi veramente conto che non ci fossero problemi. Ma quando l'uomo lo fece, alla Dyther mancò quasi il respiro nel rendersi conto quanto fosse bello e scolpito il corpo di quello sconosciuto.

... Quell'uomo... mi vuole... morta... Perché crede io rappresenti una minaccia per lui...

Il corpo era concentrato, la mente osservava e cercava di capire dove fossero le ferite, ma la bocca parlava, cercava la libertà e si esprimeva nella maniera più sincera possibile, una sincerità scaturita dal punto di vista della Dyther. Dopo quanto successo, non era convinta di poter davvero fermare quel mostro. I suoi poteri erano corsi in suo aiuto quando ne aveva avuto bisogno, ma non li sapeva controllare ed in più sarebbe bastato per Leonidas usare la forza bruta per farla fuori nella massima semplicità. Quel pensiero provocò di nuovo un forte brivido, spingendola a desiderare di accoccolarsi fra le braccia di Kratos. Ma si trattenne, cercando conforto nella sua mente medica e nei due elementi che più erano statici e pacati, Terra ed Acqua. La loro presenza era un aiuto non indifferente, che permise alla donna di saper controllare quell'istinto nato dall'imprinting.

Ma è lui stesso ad essere una minaccia per tutti...
Ha ucciso a sangue freddo una persona e se dovesse servire ne ucciderà altre, senza mai fermarsi.
Volevo trovarlo per tentare di... Di bloccarlo ma... Questo non è un compito adatto a me.
Mi dispiace che tu sia rimasto coinvolto e spero capirai se preferisco non dire altro sulla faccenda.
Solo... promettimi che farai attenzione e che lui non potrà trovarti.
Hai combattuto come un leone per rimanere in vita, non voglio che ti accada nulla di male...


Una mano sotto il mento dell'uomo, spingendolo ad alzare il viso per incrociare il volto seducente di Callisto. La Dyther era seria nel suo discorso, ma nello sguardo provava un'emozione fortissima, che non sapeva ancora di possedere. Quel contatto non faceva altro che alimentare il fuoco dell'amore. Non lo sapeva ancora, ma i segnali già c'erano tutti. Come ad esempio il rimpianto per aver perso Shuyun, un rimpianto che lentamente stava andando ad affievolirsi sempre di più.

Comunque... Il mio nome è Callisto...

Non aveva avuto un attimo di esitazione nel dirlo. Come se da quegli occhi non avesse bisogno di nascondersi, neanche per un solo secondo. Non si chiese se avesse fatto bene o male, perché lo sguardo del Bahamut aveva catturato ancora il proprio, tenendolo imprigionato in una gabbia bellissima e dorata. Quando si rese conto di aver prolungato fin troppo quel contatto, la Dyther scosse la testa, ritornando nuovamente con la mente focalizzata sulla realtà.

Hai qualche contusione qua e là, ma niente fratture.
Basterà un bendaggio semplice per aiutarti a guarire del tutto...


Scusa, grazie e arrivederci.
Questo avrebbe dovuto dirgli, ma le sembrava brutto farlo ed in più sentiva di non volere affatto che le cose andassero così. Tuttavia non poteva trattenere un estraneo con lei, non ora che era diventata il bersaglio numero uno di Leonidas. Avrebbe dovuto incontrare i Capi Gilda, una volta rientrata a Londra, e chiedere loro in che modo agire. Perché ormai era chiaro come il sole che il Conflux avesse completamente sbagliato persona sulla quale fare affidamento per quella faccenda.
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2019-03-29 11:10:37 Callisto d100 27  
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