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Denver

Messaggioda Bruce » 08/08/2019, 19:32

Tieni, buon appetito compagno di avventure... O compagna?!

In effetti non si era mai chiesto se Ermes fosse maschio o femmina.
Il nome suggeriva il genere maschile ma il colore tutt'altro.
Purtroppo la Creature Magica elettrica non era abbastanza intelligente da capire e rispondere quindi al massimo lo avrebbe poi chiesto direttamente a Cappie.
La simil pecora prese il grosso paio di pile da torcia e se lo portò via per poterlo gustare in tranquillità.
Dopo di che, Bruce e Tiger si spostarono al piano di sotto, nella sala da biliardo.
Al Black non è che facesse particolarmente impazzire come gioco, ma difatti se ne stavano lì giusto per lasciare l'adeguata privacy a Jorge e la O'Neill.

Era preoccupata per me?

Certo, perché dovresti pensare il contrario?

No, così, chiedevo...

L'ho tranquillizzata, non ti conosce abbastanza, non è al corrente delle tue risorse.

Meno male che non lo era nemmeno quel pazzoide!

Deve ringraziare di aver incontrato me e non la Tigre Bianca.

Yvonne probabilmente avrebbe fatto anche peggio, lasciandosi pervadere un po' meno dallo Spirito Ghiacciato e un po' più da quello selvaggio.
Tiger una volta aveva assunto ad una serie di punizioni verso dei disertori e traditori della tribù e non era stato affatto un bello spettacolo.
Eppure, quel tipo di regole facevano sì che ben pochi si permettessero certe uscite di ingegno, standosene buoni e al loro posto.
Ora l'Enigmista, privo delle mani, era fondamentalmente innocuo e reciso anche nella sua voglia di combinare guai.
Avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni in qualche cella di massima sicurezza ma con nessun desiderio di evadere ancora.
Il ricordo di quelle mani tagliate sarebbe rimasto indelebile nella sua memoria.

Ma che tu abbia notato c'è del tenero tra il biondino e la nostra MagiInvestigatrice preferita?

Non ho mai detto che fosse la mia preferita, anzi, credo sia la prima che incontro.

Andiamo, è un modo di dire!

Comunque no, sono legati da un profondo legame di amicizia fraterna, l'ho sentito nel loro Spirito.

A-a-a-spetta... Tu puoi sondare lo Spirito e capire quali sentimenti prova una persona verso qualcun altro?!

Se mi concentro adeguatamente, sì.

E... Lo... Hai fatto... Anche... Con qualcun altro... Questo tentativo... Per lei?

No, non sono affari miei. Con lui sono stato costretto dalla situazione, sembrava una persona sospetta.

... Già... Ok... Va bene...

Ho fame.

Tiger non approfondiva. Tiger non interrogava. Tiger si faceva sostanzialmente gli affari suoi.
Era un lato di lui comodo per tanti versi e allo stesso tempo fastidioso per altri.
Bruce non ebbe il coraggio di chiedergli una "verifica" simile su Cappie riferita a se stesso, ma fu davvero tanto, parecchio tentato.
Tuttavia, questo non significava che il Black non fosse dotato di un buon istinto e sesto senso.
Leggeva i segnali del corpo, cercava di interpretarli al meglio e traeva delle conclusioni.
Di contro però se si fidava di una persona credeva ciecamente alle sue parole, cancellando ogni proprio sospetto.

Hai un interesse per lei?

Eh? Io? No, che dici?

Va bene.

Peccato non fosse stata lì presente Amaranta per farsi una grassa risata, dare dell'ingenuo al Black e praticare il terzo grado sul MacGyver.
Bruce non se la sentiva di rivelare quei sentimenti, ritenuti molto acerbi e allo stesso tempo una vera e propria idiozia.
Era come se sentisse già di non poter essere ricambiato, come se una voce dentro di sé lo mettesse in guardia sul fatto di non essere il tipo giusto per la O'Neill.
Dopo quella notte di spettacolare sesso, Caroline Priscilla non aveva voluto più replicare, segno per lui distintivo ed inequivocabile.
Chi non voleva tornare a provare il Black Angus dopo averlo assaggiato?!
Sicuramente una non interessata al contorno del Black Angus, ovvio...

Senti, voglio muovermi un po', ho bisogno di schiarirmi le idee, quasi quasi faccio un salto all'appartamento di Cappie e controllo se è tutto a posto.

Tutto a posto?

Il fanatico potrebbe aver lasciato qualche strana trappola o marchingegno magico ad innesco e ci manca solo che l'abbia vinta anche sotto arresto.

Vengo anche io.

No, ricordi? Deve passare Ingwar a momenti e preferisco tu sia qui per fare gli onori di casa, tanto sai dove mi trovo, se entro mezz'ora non sono qui, preoccupati!

Perfetto, fai attenzione.

Non mancherò...

Afferrò la giacca a vento e si mise il cappellino in testa con il simbolo di una nota squadra di Quidditch, evidentemente la sua preferita.
Uscì di casa abbastanza in fretta con l'intento di stare un po' per conto proprio, metabolizzare l'adrenalina e tenersi impegnato.
Tanto era assai probabile che la conversazione tra la ex Tassorosso e l'ex Delfinazzurro andasse un bel po' per le lunghe.

... Schiarirsi le idee?

Al piano di sopra, intanto, le parole della O'Neill uscivano come un fiume in piena, ascoltato da un Alvares sempre più incredulo e silenzioso.
Aveva deciso di esporre la completa verità, temendo anche di risultare una povera pazza ma sapeva di poter contare sulla fiducia del ragazzo davanti a lei.
Proprio perché ne avevano viste tante lei e Jorge, era più semplice sperare che non la prendesse per una bugiarda di prima categoria.
Questo non significava però assorbire quel racconto con leggerezza, anzi, in alcuni momenti dovette anche fermarla per qualche secondo per poi permetterle di riprendere.
La ragazza parlò ininterrottamente per la bellezza di sedici minuti, li aveva contati tutti il portoghese fissando con aria vuota la sveglia posata sul comodino.
Immagini e flash degli eventi passati scorrevano nella sua mente come mai prima di allora, ricollegandoli a quella narrazione folle ma incredibilmente dettagliata.

So che è molto difficile da credere, ma ti posso giurare sulla tomba di mio padre che tutto ciò che ho detto... È vero.

... Ok.

Questo è stato uno dei tanti motivi per cui io ed Axell ci siamo lasciati, in seguito.
Lui non poteva più stare dietro alla mia vita, ai miei segreti, alle mie bugie e io ora... Ora lo comprendo perfettamente.
Non ho mai raccontato la verità a Vergil per timore di ferirlo... E adesso sarebbe del tutto inutile, anche perché si è felicemente sposato... Con la professoressa Bennet fra l'altro!


Pf, non so se essere più sconcertato dal tuo racconto o da questa notizia!

La buttò un po' sul sarcasmo e sull'ironia, ma il suo tono non poteva alterare in alcun modo lo sguardo vacuo e pensieroso, palesemente sconvolto.
Deglutì, sentendo il bisogno di acqua ma non ce n'era, quindi non fece nulla, si tenne quel bisogno e semplicemente respirò con regolarità, incanalando molta aria.
Trovava ancora troppo complesso replicare, dire qualcosa, essere capace di reagire, avere un comportamento qualsiasi che aiutasse la ragazza a capire costa stesse provando.

Mi sono sempre sentita in colpa per quello che ti è successo, sempre.
Non riuscivo a non pensare che in parte fosse dovuto ai cambi fatti durante la nostra fuga e adesso so che avrei dovuto fidarmi del mio istinto.
Mi dispiace Jorge, mi dispiace che tu abbia passato l'inferno a causa mia e di Vicky...


...

... Non posso restituirti il tempo che hai perso, ma permettimi almeno di aiutarti a non sprecare il prossimo che verrà.
Deve esserci una soluzione per non farti finire di nuovo in prigione...


...

N-non rimanere in silenzio, ti prego...
Dimmi qualcosa... Qualunque cosa...
Insultami se vuoi, perché... Me lo merito...


Anche insultarla avrebbe significato possedere un quadro analitico e obiettivo sia della situazione che dei propri sentimenti.
Sarebbe stato estremamente facile, assolutamente perfetto, qualche urlo, magari pure uno schiaffo o un insulto, ma no, non ce la fece.
Jorge cercava di mettere sul piatto della bilancia quanto fatto da sé e quanto fatto da Cappie, come anche da Victoria stessa.
Gli errori, le cretinate, le idiozie, le bambinate dettate da un carattere ancora troppo immaturo per essere in grado di prendere decisioni sagge.
Ognuno ci aveva messo del suo e dopo quel breve periodo in prigione si era reso conto che alle volte l'animo umano celava lati talmente tanto bui da non vedere mai realmente la luce.
In un certo senso, c'era qualcosa nella verità espressa da Cappie che lo aveva catturato, che lo aveva influenzato e che forse lo aveva spinto a credere più in se stesso.

... Hai detto che in quel futuro visto da voi due, io ero una persona stabile, buona.

Che teneva a bada perfettamente quel demone interiore che sembrava ogni tanto spingerlo verso la tentazione al peccato.

Ma è anche vero che io ho scoperto di avere un problema diverso, che non si limita al semplice tenere a bada un impulso negativo, bensì un vero e proprio corpo estraneo.

Quindi il Jorge incontrato da Cappie e Vicky nel futuro alternativo non aveva mai saputo del batterio, credendo fermamente in un proprio problema.
Aveva lottato sostanzialmente contro una creatura magica dentro la sua mente cercando di alimentarla quanto meno possibile usando la propria forza di volontà a non combinare guai.
Si era praticamente castrato la vita in più di una occasione vedendo se stesso come il problema e non un fattore capace di essere messo a tacere in un modo molto più costante.

... In altre parole, toccare il fondo, combinare quel disastro, finire in prigione, mi hanno portato verso una comprensione che il me stesso del tuo futuro non aveva.

Non stava vedendo la cosa come una notizia eccezionale o almeno non pareva essere chissà quanto felice.
Forse da un lato stava cercando sia di dare una valida motivazione a se stesso per non crollare, sia una altrettanto valida alla O'Neill per non crocifiggersi come al suo solito.
Gli vennero istintivamente gli occhi lucidi, si alzò in piedi di scatto, poi, colpito da una specie di raptus folle, diede una spinta alla sedia, gettandola a terra.

PERCHÉ C***O ME LO HAI TENUTO NASCOSTO?!
PERCHÉ C***O HAI DOVUTO TENERE PIÙ FEDE AD UNA PROMESSA CON VICTORIA CHE ALLA AMICIZIA CON IL TUO MIGLIORE AMICO? TUO FRATELLO?!
LEI MI HA SEMPRE VISTO COME UNA SPECIE DI RIFIUTO MALIGNO E TU LE HAI PERMESSO DI FARTI CREDERE LA STESSA COSA!
... ANZI SAI CHE TI DICO, SONO ANCHE IO UNA M***A PERCHÉ TE L'HO PERMESSO COME LEI, FACENDO UNA CAZ***A DIETRO L'ALTRA PER COLPA DI QUESTO MALEDETTO COSO CHE HO IN TESTA!
O FORSE STO SOLO FACENDO LO SCARICA BARILE, PERCHÉ SE IL ME DI QUEL FUTURO CI É RIUSCITO EVIDENTEMENTE PUÒ ANCHE ESSERE UN FATTORE DI VOLONTÀ, VOLONTÀ CHE IO NON HO AVUTO...
MA SE TU ME LO AVESSI DETTO... SE TU TI FOSSI FIDATA DI ME, SE TU AVESSI APERTO QUELLA BOCCACCIA E RACCONTATO OGNI COSA IO... IO... IO...


Già, lui cosa? Avrebbe immediatamente cambiato atteggiamento? Avrebbe captato subito la presenza del batterio nella sua testa?
Oppure avrebbe continuato dandole della scema, allontanandosi ancora più da lei e facendola allontanare a sua volta?
In nessuno scenario per il portoghese le cose andavano meglio ma in ogni caso avrebbe voluto che, come Vicky aveva fatto con il fidanzato fregandosene dell'accordo, Cappie lo avesse fatto con lui.
In quel momento si sentì perfino più importante di Axell, da mettere al primo posto in una situazione simile, pur non avendone chissà quanto il diritto.
Svuotato da quella scenata e quelle urla, ciondolò lento fino al letto dov'era seduta la sorellina, cadendo quasi a peso morto seduto.
Sentiva le lacrime rigargli le guance e probabilmente era la prima volta che accadeva come una fonte di antistress piuttosto che un sentimento di dolore o risentimento reale.

... Era l'unica cosa che la faceva sentire vicina a sua madre.
L'unico dettaglio importante che le permettesse di non soffrire così tanto della sua morte.
Ha voluto mantenere le proprie sembianze, chi altri avrebbe fatto l'opposto?


Era più una domanda retorica che rivolta effettivamente alla propria interlocutrice.
Adesso la sua voce era spenta e rotta da una serie di gracchi amareggiati e sofferenti.
Il cuore gli batteva nelle tempie, il petto faceva male, forse aveva una esagerata acidità di stomaco data da tutta quell'ansia e quel trauma.

Una parte di me però dice ugualmente di non perdonarla.
Come la stessa parte mi sta dicendo di non perdonare te.
I diretti interessati della faccenda sarebbero dovuti essere interpellati, forse anche Brianna, addirittura.
Ma come hai detto tu, ormai sarebbe inutile, è trascorso troppo tempo, a che pro rendere nota una verità così pericolosa e fragile?
... No, non servirebbe più a nulla.
Dov'è ora Victoria?


Non che fosse interessato a raggiungerla per dirgliene quattro, fu forse solo una domanda di circostanza, un quesito per deviare momentaneamente la strada della conversazione.
Purtroppo della Randall non si avevano notizie da un bel po' e Cappie in primis poteva giurare di non averla più sentita da settimane, addirittura dal matrimonio di Vergil e Martha.
Jorge annuì, restando fisso in quella posizione, incurvato con la schiena, le mani giunte, gli occhi gonfi.

... Ho bisogno di riposare, credo che chiuderò gli occhi per un po'.
Vado nella stanza che mi ha messo a disposizione Bruce.
Il sonno mi aiuterà a ragionare meglio su tutto, scusami...


Si alzò in piedi un po' a fatica, con l'evidente stanchezza data non solo dagli eventi trascorsi, ma anche dalla storia appena sentita.
Qualora Cappie lo avesse esortato a voltarsi, ascoltare anche solo un'altra parola, il portoghese le avrebbe chiesto il favore solenne di lasciarlo andare.
Uscì da quella camera, rivolgendosi verso la fine del corridoio, lì dove la stanza con un letto comodo e due cuscini lo aspettavano.
Praticamente, non appena messo il corpo sul materasso, la sua mente crollò inesorabile e Jorge iniziò da subito a dormire profondamente.
Esausto, in parte distrutto, necessitava di quelle ore capaci di ripristinare sia le energie fisiche che mentali.
Probabilmente al termine di quei sogni od incubi, sarebbe stato realmente in grado di fornire una sentenza univoca nei confronti di tutto e tutti.

Zzzzzz...

La flebo di anti tossina era da poco terminata ed oltre alle energie, inevitabilmente Cappie avrebbe sentito tornare anche appetito, sete e desiderio, suo malgrado.
Purtroppo quel gas, pur non dovendo più durare in eterno, avrebbe proseguito ancora per parecchio ad infestare i suoi sensi e i suoi ormoni.
Fortunatamente, la condizione attuale psicologica l'avrebbe aiutata a tenere i piedi per terra e a reprimere eventuali bisogni esageratamente sfrenati.
Alla ragazza non restava che scendere dal letto e andare al piano di sotto per recuperare qualcosa di sostanzioso da mangiare e tanta acqua da bere.
La bocca infatti era impastata e lo stomaco brontolava chiedendo sostanze molto più solide di quel liquido ricevuto per sei ore in vena.
Arrivata alla zona salotto, comunque, ella non avrebbe trovato praticamente nessuno, sentendo per altro anche un preoccupante silenzio.
Le voci di Bruce e Tiger erano assenti, Ermes dormiva beatamente sopra una poltrona e l'unico accesso esterno aperto di casa era la porta finestra.
Lì fuori, fortunatamente, si trovava l'unica traccia di vita oltre a lei, la Creatura Magica e Jorge dentro quella casa.
Ingwar guardava l'orizzonte, appoggiato alla ringhiera.
Quando girò il capo ed intercettò la figura della O'Neill, le riservò quello che poteva somigliare ad un mezzo sorriso rassicurante.

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Ella avrebbe potuto prendere dal MagiFrigo del migliore amico qualsiasi cosa per tapparsi lo stomaco, tanto era sicura che non si sarebbe offeso.
Certo, di lì a poco avrebbero ordinato il famoso pranzo a domicilio, ma perché non mettere un freno a quel tremendo brontolio continuo e irritante?
Una bottiglia da un gallone di acqua fresca e leggermente frizzante faceva capolino sul lato destro, poco sotto il ripiano con il burro e le uova.
Da buon elettrodomestico magico americano, era di dimensioni belle enormi, contenente davvero di tutto ed in larghe quantità.
Se il Duellante Magico si trovava lì e non era corso ad avvertirla di chissà quali disastri, evidentemente non c'era troppo da preoccuparsi.
Magari Angus e Tiger si erano recati direttamente da soli da un ristorante per comprare qualcosa.

... Tiger ha raggiunto Bruce a casa tua.
Mi ha detto che stanno controllando che non ci siano sorprese lasciate dal tipo che avete fatto arrestare.
Saranno di ritorno a breve...


Questa sarebbe stata la spiegazione, nel caso in cui la O'Neill avesse raggiunto la montagna affacciata al balcone.

Tiger mi ha raccontato per sommi capi cosa ti è successo.
Ve la siete vista proprio brutta.
Immagino ti ci vorrà un bel po' prima di riprenderti del tutto...


Non la conosceva, non sapeva quanto fosse parzialmente abituata a determinate pressioni psicologiche e a determinati risvolti catastrofici nella vita.
Ingwar era un perfetto sconosciuto ma Tiger gli dava fiducia e rispetto, motivo per cui forse la ex Tassorosso poteva ritenersi tranquilla nel comunicare con lui.
Senza considerare che fortunatamente le era concesso pure parlare di Elemento, Gilde e compagnia bella, senza doversi mordere la lingua.

Quel coso laggiù che dorme è tuo?
Mai visto niente di simile...
... Non che andassi una spada in CDCM, lo ammetto.


L'aria non era particolarmente gelida, si stava relativamente bene e i raggi del Sole scaldavano il giusto, pur non essendo ancora bella stagione.
C'era una strana pace nell'aria, strana più che altro dopo l'intero casino vissuto nelle ultime ore dalla biondina.
Quell'inaspettato attimo di pace apparente che quasi entrava in contrasto con le sue normali abitudini caotiche.
Sì, certo, l'inquietudine, la paura per il responso finale del portoghese era naturale ed ovvio.
Jorge avrebbe fatto nuovi conti e considerazioni solo una volta sveglio, ma nel frattempo Cappie non poteva permettersi di restare chiusa in se stessa.
Intanto dal naso di Ermes sbucavano delle bolle che salivano in alto e scoppiavano in piccoli lampi elettrostatici bluastri.

... Dai, spartisci il bottino va', qui mi sa che vedremo il pranzo per le quattro del pomeriggio!
E se nel frattempo ti va di parlare fai pure.
Hai freddo? Possiamo rientrare, non è un problema...
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Bruce
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Messaggioda Caroline Priscilla » 10/08/2019, 19:51

Mentre Tiger e Bruce parlottavano fra di loro, decidendo che cosa mangiare, Cappie si ritrovava ad affrontare una delle conversazioni più difficili di tutta la sua vita. Decidere di dire la verità a Jorge riguardo il viaggio nel tempo era uno degli atti più coraggiosi e ribelli che potesse compiere. Coraggioso perché non poteva sapere dopo quella conversazione che reazione avrebbe avuto l'amico e ribelle perché stava infrangendo una promessa fatta a Victoria e non con uno qualunque, bensì proprio con il ragazzo più odiato dalla Randall stessa. Era stanca però la O'Neill di lasciarsi influenzare da ciò che diceva Vicky. Lei era stata la prima a non tener fede a quel patto, raccontando ogni cosa al Wheeler e senza nemmeno consultarsi prima con la migliore amica. A differenza della Fulmen, la Terran non si era fatta problemi di alcun tipo, lasciando l'irlandese nell'ignoranza fino a quando anche ella non esplose, raccontando tutto al proprio fidanzato, un fidanzato che purtroppo non era riuscito a gestire la verità. Aveva detto tutto nel momento sbagliato Cappie e ne aveva pagato le conseguenze perdendo per sempre Axell. Un dolore che aveva superato a fatica e solo dopo del sesso taumaturgico, che l'aveva in parte liberata da quel sentimento ancora per troppo tempo rimasto sepolto e legato al Cartwright. Adesso però le si stava presentando l'occasione di fare la cosa giusta, di raccontare ogni cosa all'unica vittima di quella vicenda. Che almeno all'inizio parve prendere bene la notizia, riuscendo a reagire in maniera piuttosto calma e pacata.

... Hai detto che in quel futuro visto da voi due, io ero una persona stabile, buona.

Eri riuscito a trovare un modo per mantenere sotto controllo il tuo... Be', diciamo il tuo lato oscuro.

Ma è anche vero che io ho scoperto di avere un problema diverso, che non si limita al semplice tenere a bada un impulso negativo, bensì un vero e proprio corpo estraneo.

Ma avevi anche subito una botta maggiore, io non ti rivolgevo la parola, Vicky non ti rivolgeva la parola e questo deve averti spinto a cercare una soluzione al tuo problema credendo che fosse... Solo tuo...

... In altre parole, toccare il fondo, combinare quel disastro, finire in prigione, mi hanno portato verso una comprensione che il me stesso del tuo futuro non aveva.

A questo punto... Sì, direi proprio di sì...

Sapeva che quella fosse la calma prima della tempesta. Aveva affinato abbastanza le sue doti investigative da comprendere quando una persona era arrivata al limite e fosse pronta ad esplodere. Gli occhi lucidi furono il primo segno che la crepa ormai si era spaccata del tutto; l'alzarsi in piedi, provando a contenere l'emozione dilagante, un altro segno che a breve l'ex-Delfino sarebbe scoppiato. Si diceva Cappie di tenersi pronta a tutto, anche a ricevere degli insulti pesanti da parte del portoghese, ma la verità era che non lo aveva mai visto così tanto arrabbiato, frustrato e deluso come in quel momento, quando la sfuriata arrivò di colpa facendola sentire piccola piccola come un vermicolo.

PERCHÉ C***O ME LO HAI TENUTO NASCOSTO?!
PERCHÉ C***O HAI DOVUTO TENERE PIÙ FEDE AD UNA PROMESSA CON VICTORIA CHE ALLA AMICIZIA CON IL TUO MIGLIORE AMICO? TUO FRATELLO?!
LEI MI HA SEMPRE VISTO COME UNA SPECIE DI RIFIUTO MALIGNO E TU LE HAI PERMESSO DI FARTI CREDERE LA STESSA COSA!


NON POTEVO DIRTELO!
DOVEVA ESSERE UN SEGRETO DA MANTENERE FRA ME E LEI, NON POTEVO PREVEDERE CHE COSA... CHE COSA SAREBBE SUCCESSO!


... ANZI SAI CHE TI DICO, SONO ANCHE IO UNA M***A PERCHÉ TE L'HO PERMESSO COME LEI, FACENDO UNA CAZ***A DIETRO L'ALTRA PER COLPA DI QUESTO MALEDETTO COSO CHE HO IN TESTA!
O FORSE STO SOLO FACENDO LO SCARICA BARILE, PERCHÉ SE IL ME DI QUEL FUTURO CI É RIUSCITO EVIDENTEMENTE PUÒ ANCHE ESSERE UN FATTORE DI VOLONTÀ, VOLONTÀ CHE IO NON HO AVUTO...
MA SE TU ME LO AVESSI DETTO... SE TU TI FOSSI FIDATA DI ME, SE TU AVESSI APERTO QUELLA BOCCACCIA E RACCONTATO OGNI COSA IO... IO... IO...


JORGE!
Io... Io non avevo la minima idea che le cose sarebbero andate in questo modo...


Anche a lei vennero gli occhi lucidi. Non era arrabbiata con il portoghese, ma solo con sé stessa, per essere stata così sciocca da non voler seguire il proprio istinto, da decidere che il suo migliore amico fosse sempre stato una m***a, senza dargli mai il beneficio del dubbio. Aveva permesso davvero a Victoria di circuirle il cervello e dove l'aveva portata tutto questo? A mantenere i rapporti con un'amica che alla fine se n'era fregata di lei, del suo rapporto instabile con il proprio fidanzato, impedendole di parlare, per timore forse che tutti la giudicassero colpevole.

... Era l'unica cosa che la faceva sentire vicina a sua madre.
L'unico dettaglio importante che le permettesse di non soffrire così tanto della sua morte.
Ha voluto mantenere le proprie sembianze, chi altri avrebbe fatto l'opposto?


IO avrei fatto l'opposto, IO, IO, C***O IO!
Esistono forze superiori a noi, forze che non conosciamo e che... che regolano il mondo in un eterno Equilibrio.
Non si trattava di un ricordo futile che avrebbe avuto conseguenze minori, quasi trascurabili, no!
Si t-trattava di un evento importantissimo, cruciale, che avrebbe sconvolto e scombussolato tutti noi!
Non era solo per te... Ma anche per Vergil, per Axell, per Brianna, per s-suo padre...
Victoria si è comportata da egoista e sconsiderata... Ha pensato solo al proprio tornaconto personale, e anche dopo non ha provato il minimo... senso... di colpa...
... Non voglio scaricare tutta la colpa su di lei, non voglio passare per quella innocente ma... Trama, ha cambiato le sorti del tempo a venire, ha sconvolto ogni cosa e l'ha passata liscia...
Mentre io mi dannavo per tutti coloro che erano stati colpiti dal suo egoismo, mi dannavo per te...


Non era l'unico Alvares ad aver bisogno di uno sfogo. Anche a costo di passare per quella che si vittimizzava, Cappie aveva bisogno di buttare fuori quelle parole che aveva sempre tenuto dentro di sé, mantenuto nascoste, per non rovinare quello che di bello c'era fra lei e la Randall. Aveva cercato di mantenere un'amicizia che però presentava troppe falle. Victoria non pensava agli altri; Victoria pensava solo a sé stessa e Cappie era stanca di giustificarne il comportamento, per quanto umano potesse essere. Se solo si fosse mostrata un po' più contrita, la O'Neill avrebbe continuato a stare dalla sua parte. Ma la mancanza di empatia della ex-Dragargenteo l'aveva completamente distaccata dalla sua più fedele alleata.

Una parte di me però dice ugualmente di non perdonarla.
Come la stessa parte mi sta dicendo di non perdonare te.


Jorge...

I diretti interessati della faccenda sarebbero dovuti essere interpellati, forse anche Brianna, addirittura.
Ma come hai detto tu, ormai sarebbe inutile, è trascorso troppo tempo, a che pro rendere nota una verità così pericolosa e fragile?
... No, non servirebbe più a nulla.


Era troppo rischioso anche all'epoca...
L'unica cosa che non dovevamo fare era cambiare quell'unico, stupido momento...


Dov'è ora Victoria?

Non lo so...

Sparita dalla circolazione. Partita, fatto le valigie e se ne era andata, alla ricerca delle proprie avventure, dei propri reperti, dei propri tesori. Non era nemmeno riuscita a confessargli di aver bisogno del suo aiuto, Cappie, dopo quello che era accaduto. Era a conoscenza che una delle ricerche a cui stava lavorando sua madre riguardava un oggetto prezioso che serviva alla O'Neill, ma in che modo dirglielo quando la fiducia ormai era venuta a mancare? Non conosceva dove si fosse diretta la Randall, sapeva solo che se ne fosse andata, senza nemmeno salutarla a dovere.

So solo che dopo il diploma all'Accademia a Cipro è partita per... Boh, non lo so nemmeno io...

... Ho bisogno di riposare, credo che chiuderò gli occhi per un po'.
Vado nella stanza che mi ha messo a disposizione Bruce.
Il sonno mi aiuterà a ragionare meglio su tutto, scusami...


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Non rispose nulla, lasciando Alvares libero di andare via mentre lei rimaneva lì, da sola, con ancora la flebo attaccata al suo braccio. Non scoppiò in un pianto dirotto perché sapeva che quello sarebbe stato comportarsi da stupida. Aveva combinato un danno e la sua sofferenza non era niente paragonabile a ciò che aveva passato il portoghese. Ma le lacrime scorrevano ugualmente sul suo viso, in un pianto mesto e silenzioso, mentre ferma nel suo letto, Cappie rimaneva con lo sguardo fisso nel vuoto, attendendo solo che la soluzione attaccata al suo braccio si esaurisse. Sospirava piano e lentamente, sperando che in quel momento né Bruce né Tiger entrassero all'interno della stanza. Sarebbe stato difficile, se non impossibile spiegare perché stesse piangendo e non aveva voglia di sprecare altro fiato su quella questione.
Per fortuna nessuno dei due si fece vedere, anzi da un lato era davvero strano, perché la O'Neill non riusciva nemmeno a sentire le loro voci. Non appena la flebo terminò tutto il liquido al suo interno, l'irlandese decise di alzarsi e di raggiungere per prima cosa il bagno. Di soppiatto, per non farsi vedere, espletò le funzioni corporee primarie, si sciacquò per bene la faccia, bevve anche qualche sorso d'acqua dal rubinetto per togliersi il sapore allappato che aveva in bocca. Tuttavia il suo stomaco necessitava di qualcosa di molto più sostanzioso, anche perché tutte quelle emozioni non solo avevano messo un grande appetito addosso a Cappie, ma l'avevano anche parzialmente indebolita. Un lieve bruciore nella zona inguine le ricordava che gli effetti di quel maledetto gas erano ancora in circolo, ma la condizione psicologica dell'irlandese la manteneva con i piedi ben piantati a terra. Non aveva avuto voglia di indossare le scarpe, per questo motivo scese scalza, con solo i calzini a proteggerle i piedi. Indossava ancora i vestiti dell'altro giorno, un paio di jeans ed una maglietta ormai stropicciata dopo aver passato tutte quelle ore a dormire.
Quando arrivò nella zona salotto, al piano inferiore, una calma ed un silenzio indescrivibili l'accolsero, rendendola in un primo momento piuttosto rilassata. Poi però il silenzio divenne... Troppo silenzio. Ma dove erano finiti Bruce e Tiger? Ermes dormiva beatamente sul divano e Cappie gli si avvicinò, per dargli un'altra carezza ed una musata affettuosa. L'unica porta aperta in tutta la casa era quella che si affacciava su una balaustra, dove Cappie intravide una presenza in un primo momento sconosciuta. Si avvicinò quatta, di qualche passo, maledicendosi per non aver preso la bacchetta dal comodino e rimangiandosi poi le maledizioni quando Ingwar si voltò versò di lei, sorridendole in un modo stranamente... rassicurante.

... Tu?

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... Tiger ha raggiunto Bruce a casa tua.
Mi ha detto che stanno controllando che non ci siano sorprese lasciate dal tipo che avete fatto arrestare.
Saranno di ritorno a breve...


Ho capito... Grazie per... L'informazione.

Cercò di allontanarsi subito, arrivando in zona cucina. Non solo perché stava morendo di fame e aveva bisogno di tappare lo stomaco con qualcosa di sostanzioso, ma anche perché temeva che per effetto del gas Cappie provasse nei confronti del ragazzo un'attrazione fisica piuttosto deleteria. Sapeva che Bruce non si sarebbe risentito se avesse toccato qualcosa dal suo frigo, anche perché era disposta a ricomprargli tutto. Per prima cosa però, la ragazza prese un gallone di acqua frizzante fresca, versandosela in un bicchiere e riempiendola fino all'orlo, prima di mandarla giù. Quella sete sembrava non volersi appagare mai, ma anche la fame non era da poco. Sapeva dove il MacGyver tenesse le fette di pane e la Nutella, e fu lesta a prepararsi due sandwich con dentro tanta, tanta crema di nocciole. Il suo bisogno di zuccheri era sempre molto alto e dopo il primo morso al panino si sentì subito meglio. Questo la rese più coraggiosa e la spinse ad affacciarsi anche lei sul balcone, offrendo al grosso ragazzone un morso del suo spuntino.

Tiger mi ha raccontato per sommi capi cosa ti è successo.
Ve la siete vista proprio brutta.
Immagino ti ci vorrà un bel po' prima di riprenderti del tutto...


Non è la prima cosa folle che mi succede, ormai ci sono abituata...

Rispose, cercando di non soffermarsi sulla figura imponente e prestante di lui, che poteva solo aggiungere altra carne sul fuoco. Per fortuna si sentiva ancora destabilizzata dalla conversazione con Jorge, altrimenti sarebbero fioccati i pensieri pornografici sul proprietario del Masters of Magic. Davvero niente male come nome, piuttosto promettente. L'idea di rinforzarsi anche nei duelli magici le faceva gola, ma in quel momento preferì non concentrarsi su nulla, se non sulla pace che regnava lì, una pace che Cappie cercava disperatamente di ritrovare anche dentro di sé.

Quel coso laggiù che dorme è tuo?

Si chiama Ermes e... Sì, è mio.

Mai visto niente di simile...
... Non che andassi una spada in CDCM, lo ammetto.


Ermes è unico nel suo genere...

Disse con affetto e una nota più dolce la O'Neill, rivolgendo alla sua strana pecorella elettrica uno sguardo molto affettuoso. Per fortuna che il suo piccolino stava bene, ne passavano sempre tante ma mai le era capitato di mettere così tanto in pericolo la sua vita. Se fosse successo qualcosa a lui, se fosse successo qualcosa a chiunque di loro Cappie non se lo sarebbe mai perdonato e per un istante la ragazza strinse il pugno, cercando di bloccare la rabbia che cresceva in lei. Adesso ciò che il Black aveva fatto ad Oldrich non le pareva poi così sbagliato, anzi per qualche istante fantasticò sull'idea di poter combinargli di peggio per aver osato sfidarla così tanto.

... Dai, spartisci il bottino va', qui mi sa che vedremo il pranzo per le quattro del pomeriggio!
E se nel frattempo ti va di parlare fai pure.
Hai freddo? Possiamo rientrare, non è un problema...


Sei stranamente gentile, lo sai?
Stranamente perché quando ti ho visto la prima volta be'... Davi un'impressione... Diversa, ecco!
Non negativa, solo più dura.
... È un contrasto piacevole.


Condivise volentieri metà del proprio panino con il Vogt, rimanendo ancora un po' appoggiata con i gomiti sulla balaustra. Tracce di Nutella le sporcavano gli angoli delle labbra, che ella sapientemente leccava via, mentre fissava persa l'orizzonte di fronte a sé.

Non ho freddo, anzi, sento proprio il bisogno di sentire un po' di vento sulla pelle.

Dava sollievo agli occhi arrossati di pianto, non la faceva pensare troppo a Jorge e al suo responso, ma al tempo stesso la faceva riflettere su come aiutare il suo migliore amico. Dopo il guaio che gli aveva combinato era la soluzione migliore potergli concedere una seconda opportunità e forse sapeva a chi poteva chiedere. Il portoghese necessitava di un cambio totale di identità e di viso. Una Polisucco, possibilmente potenziata, se non addirittura permanente. Il traffico di identità che aveva sventato insieme a Ethan ed Hank le stava dando l'idea su quello che avrebbe potuto fare per il ragazzo... Senza ovviamente rapire e poi abbandonare coloro che avrebbero fornito una nuova identità ad Alvares. Sapeva a chi avrebbe potuto chiedere per certe questioni, ma doveva raggiungerlo a casa quanto prima possibile. Nel frattempo avrebbe chiesto a Bruce di ospitare per qualche giorno Jorge, in maniera che fosse al sicuro mentre lei definiva tutti i dettagli.

Devi essere una persona degna di fiducia per Bruce e Tiger, se ti hanno raccontato ogni cosa senza problemi.
Li conosci da molto?
Siete amici?


Lei stessa nutriva molta fiducia in entrambi, per questo motivo non aveva temuto che Ingwar potesse rappresentare un pericolo nel sapere la verità. Ascoltò l'eventuale risposta del ragazzone, finendo a piccoli morsi il suo panino. Aveva portato con sé il bicchiere pieno d'acqua, mandandolo giù e sentendo il sapore dolciastro della crema di nocciole in bocca. Quanta voglia aveva di fuggire lontano, via da lì. E quanta voglia aveva di rimanere, invece, di proseguire il proprio rapporto con Jorge.
E poi c'era quella voglia che infiammava le sue zone intime, quelle che Cappie stava cercando di ignorare, concentrandosi solo su cose del tutto normali. Ermes dormiva alla grande, facendo delle simpatiche bolle elettrostatiche col naso che fecero sorridere la O'Neill quando si voltò a fissarlo. Mentre qualche lacrima di commozione puntava a voler uscire fuori, prontamente scacciata dalla stessa irlandese.

Posso chiederti come mai sei qui?
Ti hanno chiamato loro oppure dovevi venire di tua spontanea volontà?


Purtroppo per quanto si sforzasse, ogni tanto qualcosa sfuggiva al suo controllo, e quelle due parole particolari fecero ben sorgere nella mente della Ignis scene non troppo caste e pure. Le guance le si arrossarono di colpo e la ex-Tassorosso distolse lo sguardo, come se ella avesse detto qualcosa in un evidente doppio senso.

Sì, insomma, forse avevi qualcosa da fare...
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Messaggioda Tiger » 10/08/2019, 23:43

... Tiger ha raggiunto Bruce a casa tua.
Mi ha detto che stanno controllando che non ci siano sorprese lasciate dal tipo che avete fatto arrestare.
Saranno di ritorno a breve...


Ho capito... Grazie per... L'informazione.

Mi trovi qui.
Teoricamente non mordo...


La fece rientrare con quella frase abbastanza ironica, tornando a fissare il paesaggio di fronte a sé.
Ingwar era ancora una figura piuttosto sconosciuta e misteriosa per la O'Neill, avendolo visto appena di sfuggita nella giornata precedente.
Era possente, massiccio, praticamente al pari di Tiger con ben pochi millimetri di altezza in meno che ne decretavano una stazza pressoché simile.
La sua voce era profonda ed usciva fuori ad un volume piuttosto alto, o forse sarebbe stato meglio dire altisonante.
Sembrava quasi che non fosse capace di un sussurro, al contrario del Black che spesso e volentieri parlava usando una tonalità più bassa e graffiante.
Sì, indubbiamente quel tipo di parlato del Vogt era facilmente riconducibile ad un altro biondo, occhi chiari, tutto muscoli e sportivo di conoscenza della ex Tassorosso.

Tiger mi ha raccontato per sommi capi cosa ti è successo.
Ve la siete vista proprio brutta.
Immagino ti ci vorrà un bel po' prima di riprenderti del tutto...


Non è la prima cosa folle che mi succede, ormai ci sono abituata...

Ci sei abituata?
Dì un po', quanti anni hai?


Si soffermò a fissarla con attenzione, assottigliando lo sguardo un po' a presa in giro, ma bonaria, non certo maligna.
Caroline Priscilla aveva appena 23 anni e parlava come se ne avesse dieci in più, per la miseria.
Però a dire il vero era facile accorgersi della particolarità di quella ragazza, a cominciare dalle Creature Magiche che si portava appresso.
Ermes era infatti più unico che raro e pur apparendo come innocuo o semplicemente carino, celava in sé un gigantesco potere.
Bruce si era salvato anche grazie a lui, non c'era da dimenticarlo, i due avevano formato proprio una bella squadra di evasione.
Cappie poteva star sicura che in futuro il suo animaletto elettrico da compagnia avrebbe ormai visto il MacGyver come una figura positiva verso la quale essere affezionati.

... Dai, spartisci il bottino va', qui mi sa che vedremo il pranzo per le quattro del pomeriggio!
E se nel frattempo ti va di parlare fai pure.


Sei stranamente gentile, lo sai?

Stranamente?

Stranamente perché quando ti ho visto la prima volta be'... Davi un'impressione... Diversa, ecco!
Non negativa, solo più dura.


Aaahhh...

... È un contrasto piacevole.

Dentro la palestra sono sia proprietario che insegnante, il mio deve essere un atteggiamento per forza diverso...
... E poi capita spesso che qualche allievo mi faccia venire i cinque minuti!


La Nutella non rientrava esattamente nel suo massimale metodo di dieta ma volle ugualmente fare quello strappo.
Bruciava parecchio durante la giornata ed il suo metabolismo in fondo era piuttosto svelto, doveva ammetterlo.
Avvicinò la destra per farsi porgere una parte dello spuntino e la biondina poté accorgersi di quanto fosse grossa quella mano.
Le dita erano veramente grandi, ma non tozze, in quanto anche la lunghezza era considerevole.
La superficie in generale dell'arto era un po' ruvida, con qualche callo qua e là dato dall'uso intensivo di macchinari ginnici.
Praticamente una bacchetta di dimensioni standard sarebbe apparsa quasi uno stuzzicadenti tenuta da una mano simile.

Insomma, per farla breve, tendo ad essere duro e ad incutere timore solo in momenti specifici.

Nella mente della MagiInvestigatrice potevano formarsi immagini che tutto prendevano in esame meno che i momenti di allenamento o di lavoro.
Purtroppo era il gas ancora in corpo a farle un pessimo effetto e per un bel po' doveva farsene una ragione: sarebbe stata più suscettibile e influenzabile intimamente.
Infatti, un ipotetico brivido che le scorse lungo la schiena venne scambiato dal ragazzone per un sintomo di fastidio per la temperatura.

Hai freddo?
Possiamo rientrare, non è un problema...


Non ho freddo, anzi, sento proprio il bisogno di sentire un po' di vento sulla pelle.

Aveva gli occhi rossicci, evidentemente quindi doveva aver pianto un bel po'.
A dire il vero Ingwar aveva sentito delle urla provenienti dal piano di sopra ma si era ben guardato dal farsi gli affari altrui.
Non era né particolarmente curioso, né particolarmente pettegolo, proprio come Tiger ed in completo contrasto con Bruce.
Per questo non fece alcuna domanda, non ritenendosi per altro nella posizione di confidenza per pretendere qualsivoglia risposta.
Piuttosto si limitò a finire la propria parte di snack succhiandosi anche pollice ed indice che rimasero un po' sporchi.
Oramai gli altri due dovevano essere in dirittura di arrivo e a proposito di quei due...

Devi essere una persona degna di fiducia per Bruce e Tiger, se ti hanno raccontato ogni cosa senza problemi.

Mi piace pensare che sia così, sì...

Li conosci da molto?
Siete amici?


Tiger da più tempo, circa sei mesi.
Bruce mi venne presentato da lui, Tiger lo convinse ad iscriversi da me per affinare le arti di Duello.


Non così tante parole, ma non pensava nemmeno che ne servissero in abbondanza.
Alla fine quella era una conversazione tranquilla e non esageratamente precisa o approfondita.
Tanto, nel caso in cui la ragazza avesse voluto maggiori info, non le restava che provare ad esporsi.

Posso chiederti come mai sei qui?
Ti hanno chiamato loro oppure dovevi venire di tua spontanea volontà?
Sì, insomma, forse avevi qualcosa da fare...


Inizialmente Ingwar rimase zitto, spostando completamente l'attenzione su una Cappie apparentemente intimidita e imbarazzata, dopo di che involontariamente ci mise il carico.

No, a dire il vero mi andava di venire e sono venuto, punto.

Quella prima risposta fu in qualche modo esposta in maniera imperativa e di nuovo con quella apparente durezza decantata poc'anzi dalla O'Neill.

Avevo intuito già da ieri mattina che doveva essere successo qualcosa di allarmante.
Tiger difficilmente si mostra così teso, quindi ho aspettato un numero di ore sufficienti e poi ho preso l'iniziativa.
Mi ha fatto piacere sentire la voce di Bruce dall'altra parte del ricevitore, significava che alla fine fosse stato ritrovato.
A quel punto ho chiesto anche tue notizie, non dimentico ragazze come te tanto facilmente.
Così, Tiger mi ha semplicemente proposto di fare un salto al volo così da potermi dare spiegazioni a voce sulla faccenda.
Stamane non avevo lezioni in palestra e così sono passato.


Frase strana quella utilizzata dal Vogt riferita a lei, che poteva significare tutto oppure nulla.
Era verissimo che la ex allieva di Marshall e Ryan fosse una di quelle capaci di rimanere bene in testa ma in che modo era rimasta dentro quella del bestione maledetto dalla Luna?
Purtroppo, anche avesse voluto cercare di tornare sul discorso, sarebbe stata interrotta dall'aprirsi della porta e dal ritorno di Tiger e Bruce.

Ce l'avete fatta alla fine!

Tu non hai idea di quello che abbiamo trovato lì dentro... Oh, sei in piedi, come va?!

In realtà ha trovato tutto lui.

Non è vero, mi sei stato di grande aiuto, te lo assicuro.

Dalle la brutta notizia.

Che dite, ci sediamo?

Forse sarebbe stato decisamente meglio.
Per quanto il cibo le donasse le giuste forze, indubbiamente la debolezza di Cappie era ancora un dato di fatto non trascurabile.
Mettersi comoda sul divano l'avrebbe aiutata a non percepire più la testa ballare, inoltre doveva bere ancora moltissima acqua.
Le tossine del gas infatti venivano espulse in minima quantità anche grazie alle urine.
Così, mentre Bruce si allontanava un momento per prenderle ancora da bere, la biondina venne sistemata proprio in mezzo a Tiger ed Ingwar.
Un gigante a destra e l'altro a sinistra, per la tortura delle sue povere parti basse.

Cosa sta facendo il tuo amico?

Dormiva profondamente, dopo una esplosione potente sia vocale che emotiva.
Jorge stava riposando la testa esausta che male aveva elaborato tutte quelle verità a dir poco incredibili.
Il Black percepì subito il disagio nello Spirito della O'Neill e dopo quella domanda non aggiunse altre parole indelicate.
Bruce giunse poco dopo posandole davanti, sul tavolino, lo stesso grosso bicchiere pieno di acqua e bollicine.
Ci aveva aggiunto anche del ghiaccio, tanto alla fine sempre acqua era e le avrebbe fatto bene.
Ciò che invece non le faceva per nulla bene era il rincaro involontario eseguito dal Vogt.

Brava, bevi, manda giù.

Una volta che anche quel bicchiere fu completamente svuotato, venne il momento per le chiacchiere serie.
Angus prese posto alla poltrona di fronte a lei, con sempre gli altri due ai suoi lati.
Non aveva uno sguardo particolarmente rassicurante e per non averlo lui, significavano guai seri.

Non voglio indorare la pillola, purtroppo casa tua è in una situazione tremenda.
Ho disinnescato una cosa come sedici e dico sedici possibili ordigni trappola disseminati praticamente in ogni stanza.
Questa potrebbe apparire come una cosa buona ma la verità è che per installarli, quel maledetto ha sabotato quasi tutto l'impianto interno dell'abitazione.
Idraulica, elettrica, ha sballato i collegamenti e praticamente adesso non c'è quasi niente che funzioni correttamente.
Per risistemare tutto non basterò io ma ti servirà una persona del mestiere che se intenda e fidati, dovrà anche essere amica e di buoni rapporti, perché prevedo una spesa salata.
Se non conosci nessuno del mestiere posso provare a rintracciare io qualcuno ma non ti assicuro chissà quali enormi sconti.


In altre parole Cappie doveva rimediare un TuttoFare abbastanza esperto e pronto a sacrificare diverse ore in casa sua per ripristinare l'intera rete comunicativa magica.
Già da quello si poteva intuire la grossa spesa di cui parlava Bruce, perché un simile dispendio di risorse e tempo valeva a dire Galeoni su Galeoni.
L'Enigmista le aveva lasciato una pesante gatta da pelare e per di più nemmeno le conveniva dire niente al padrone dell'appartamento, onde evitare domande scomode.
Questo significava di riflesso non potersela prendere esattamente comoda ma bensì riuscire a risolvere il problema in poche settimane.
Forse qualcuno c'era che rispondeva alle sue esigenze ma si trovava dall'altra parte del Mondo Magico e per di più...
... Era strettamente collegato forse all'ultima persona che avrebbe voluto incontrare in quelle circostanze.

Chiaro che qui i posti letto non manchino, se lo desideri posso ospitarti per tutto il periodo necessario.

Altrimenti posso usare uno dei magazzini vuoti della palestra e crearti un monolocale di fortuna.

Se non ti viene in mente nessuno, posso provare a chiedere anche io in palestra se qualcuno conosce un valido ed economico TuttoFare.

Poi, nel caso ti servisse un prestito non ti trattenere e dimmi pure quanto ti serve, capito?

Io ho un fondo che tengo per l'acquisto di materiale in più, ma posso togliere qualcosa se ne hai bisogno.

Ragazzi, con tutto il dovuto rispetto, qui dentro il ricco ereditario sono io, posso fare qualche buco al portafogli senza troppi pensieri!

Aveva tre persone che si stavano prodigando per lei e cercavano di aiutarla e supportarla in ogni modo possibile e immaginabile.
Forse la vita stava iniziando a restituirle un po' di positività dopo tutte le vicende assurde e tremende trascorse fino ad allora.
Doveva solo sperare che anche Jorge, una volta sveglio, riuscisse a vedere con più obiettività la questione e scegliesse di darle una seconda chance.
Ma nel mentre, poteva anche permettersi un sorriso interiore in più nel sapere di poter contare su figure buone e senza alcuna maschera indosso.
In che modo avrebbe potuto mai ringraziare tutti e tre di quel prezioso appoggio, sostegno e contributo donati di propria volontà e con tanto slancio?
... Anche in quel caso, sarebbe stato meglio cercare di far vincere il raziocinio sul desiderio carnale.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 12/08/2019, 16:29

Ho capito... Grazie per... L'informazione.

Mi trovi qui.
Teoricamente non mordo...


Quella battuta riuscì a strappare un sorriso alla giovane MagiInvestigatrice. La discussione con Jorge era stata piuttosto pesante, anche se non si poteva proprio definire una discussione vera e propria. Cappie aveva solo raccontato la verità al portoghese, una verità che giustamente aveva destabilizzato il ragazzo, spingendolo a ricercare la solitudine nella propria camera da letto. Bruce era stato davvero gentile ad offrirgli un posto dove restare e la O'Neill già sapeva che avrebbe dovuto chiedergli di prolungare quel soggiorno fino a quando non fosse riuscita ad ottenere un lasciapassare sicuro per Alvares. Dre poteva aiutarla nel ricercare i giusti contatti, doveva solo avere il culo la ragazza che egli fosse di nuovo in America. Nel frattempo, mentre tutti quei pensieri si arrovellarono nella sua mente, la O'Neill si preparò due sandwich con Nutella, finendo per ricercare la compagnia del Vogt pur di svagarsi il cervello.

Sei stranamente gentile, lo sai?

Stranamente?

Stranamente perché quando ti ho visto la prima volta be'... Davi un'impressione... Diversa, ecco!
Non negativa, solo più dura.


Aaahhh...

... È un contrasto piacevole.

Dentro la palestra sono sia proprietario che insegnante, il mio deve essere un atteggiamento per forza diverso...
... E poi capita spesso che qualche allievo mi faccia venire i cinque minuti!


Capisco... Cioè, posso comprendere che il tuo lavoro richieda una certa fermezza...

Non riusciva a staccare gli occhi dall'orizzonte, ripensando a tutto quanto quello che era successo. Si sentiva in pace, ma anche elettrizzata, perché sapeva di non potersi ancora sentire tranquilla. In qualche modo, Cappie finiva sempre in mezzo ad una tempesta di Fulmini, dove schivarli era un gioco impossibile da superare. Avrebbe voluto staccare la spina al cervello e rilassarsi completamente, ma non ci riusciva. Lo svantaggio di avere il Fulmine dentro di lei, è che i pensieri continuavano ad essere ridondanti della sua mente, qualunque cosa ella facesse. Tranne se stava facendo sesso. Era per questo che durante il sesso l'irlandese si lasciava andare in assoluta e completa libertà, forse questo spiegava anche perché le piacesse tanto essere trattata come una schiava. Una schiava non doveva pensare, doveva eseguire gli ordini e basta, una condizione che ella non riusciva a viversi nella vita di tutti i giorni, tranne quando lasciava che qualcuno prendesse il pieno controllo della sua mente, del suo corpo ed anche del suo cuore.

Insomma, per farla breve, tendo ad essere duro e ad incutere timore solo in momenti specifici.

Immagine


Porca vacca!

Era un bene che Ingwar fosse solo un Benedetto del Mana. Un bene perché in quel momento il Fulmine in Cappie saettò con una tale potenza, da lasciare strabiliata la O'Neill mentre cercava di ricollegare ciò che il Vogt aveva appena detto a quello che si stavano dicendo poco prima che ella si perdesse nei propri pensieri. Aveva forse saltato un passaggio? Magari erano passati a parlare d'altro. Insomma si era un attimo persa ed ecco che cosa succedeva: che la sua mente le giocava dei pessimi scherzi, per colpa del gas ancora in circolo dentro di lei.

Hai d-detto duro?
Duro... Con i tuoi allievi, sì certo, insomma se loro sono dei mollaccioni se la meritano un po' di durezza...


Addentò il panino con una forza a dir poco sovrumana, voltandosi per non guardare in volto il ragazzone tutto muscoli. Accidenti a lei ed alla sua psiche maledetta, che le impediva di sostenere una conversazione spontanea e normale senza l'accumularsi di fantasie sconce. Era colpa del gas, ne era consapevole, ma questo non la aiutava certo a stare meglio. Si sentiva in balia di una voglia che non scemava mai, per questo poi era così frustrata da combinare casini e danni. Come ad esempio il sesso con Bruce. A posteriori era stato un grosso errore lasciarsi coinvolgere così tanto, soprattutto per l'amico, anche se ancora non sapeva quanto fosse forte l'entità del danno. Ma in ogni caso, se avesse saputo mantenersela stretta in quell'occasione, forse a quell'ora il MacGyver non avrebbe avuto una cotta per lei e avrebbe fatto più fatica a legarsi. Detta in questo modo, pareva quasi che per l'irlandese Angus si fosse infatuato di lei solo per il sesso, ma non era affatto così. Poteva immaginare però che il sesso lo avesse messo sopra un treno ad alta velocità verso l'isola dell'innamoramento e la colpa di tutto questo era stata sua.

Devi essere una persona degna di fiducia per Bruce e Tiger, se ti hanno raccontato ogni cosa senza problemi.

Mi piace pensare che sia così, sì...

Li conosci da molto?
Siete amici?


Tiger da più tempo, circa sei mesi.
Bruce mi venne presentato da lui, Tiger lo convinse ad iscriversi da me per affinare le arti di Duello.


Cercò di concentrare i propri sforzi nel portare avanti una conversazione normale, ascoltando ciò che il Vogt aveva da dire. Per quanto si fidasse del giudizio dei due amici, la O'Neill si sentiva comunque tranquilla nel sapere che Ingwar non avesse visto Jorge né sapesse nulla del suo nome. Se aveva capito qualcosa di Tiger, era che il Black fosse un tipo di pochissime parole. Non si perdeva nei dettagli, era piuttosto sbrigativo, come se gli mancassero in realtà tante parole del parlato quotidiano. Una caratteristica di lui che lo rendeva selvaggio e misterioso al tempo stesso, tanto da risultare affascinante per la Fulmen.

Immagine


E baaaaaaastaaaaa con questi pensieri!
Accidenti ma quando finirà questa tortura?!


Posso chiederti come mai sei qui?
Ti hanno chiamato loro oppure dovevi venire di tua spontanea volontà?
Sì, insomma, forse avevi qualcosa da fare...


No, a dire il vero mi andava di venire e sono venuto, punto.

Immagini piuttosto colorite si affacciarono alla mente della Ignis dopo quella frase che aggiunse altro carico alla sua psiche già instabile. Lei non aveva voluto fare il doppio senso, le era uscito spontaneo senza che se ne accorgesse. E lo stesso, purtroppo, aveva fatto il duellante magico, innescando una serie di pensieri pornografici nella O'Neill, che dall'esterno parve quasi essersi imbambolata a guardare il paesaggio. In verità l'unico paesaggio che stava vedendo Cappie in quel momento era una distesa di latte bianco tutto speciale, piuttosto denso e cremoso.

Mi sembra... Logico...

Avevo intuito già da ieri mattina che doveva essere successo qualcosa di allarmante.
Tiger difficilmente si mostra così teso, quindi ho aspettato un numero di ore sufficienti e poi ho preso l'iniziativa.
Mi ha fatto piacere sentire la voce di Bruce dall'altra parte del ricevitore, significava che alla fine fosse stato ritrovato.
A quel punto ho chiesto anche tue notizie, non dimentico ragazze come te tanto facilmente.
Così, Tiger mi ha semplicemente proposto di fare un salto al volo così da potermi dare spiegazioni a voce sulla faccenda.
Stamane non avevo lezioni in palestra e così sono passato.


A-aspetta un attimo.
Che cosa intendi con "ragazze come me"?


Tipico di una femmina vanitosa concentrarsi unicamente su ciò che catturava la propria attenzione, tralasciando poi tutto il resto. Cappie a dire il vero aveva ascoltato tutto, ma era rimasta abbastanza incuriosita dalla frase pronunciata dal Vogt. Si voltò a fissarlo, aspettando la sua risposta e per il momento tenendo a bada i pensieri porno. Anche se era davvero difficile visto che il Benedetto del Mana rientrava perfettamente nella categoria dei gusti preferiti dall'irlandese. Persino la voce non era affatto male, piuttosto dirompente, di quelle che se usate nel modo giusto facevano sciogliere completamente una schiavetta disubbidiente.

C-comunque sono molto contenta che tu sia passato...
Non per un motivo in particolare, solo perché mi fa piacere sapere che Bruce e Tiger possono contare su una persona leale e discreta come te.
Ti sei preoccupato per loro, è una bella cosa...


La conversazione venne interrotta dall'arrivo improvviso del Black e del MacGyver. In maniera piuttosto fugace, Cappie si chiese se Ingwar fosse a conoscenza del lignaggio di Tiger e se lo stesso valesse per Bruce. Non le era parso che la Tigre fosse il tipo di persona chiacchierona da quel punto di vista, ma poteva anche sbagliarsi e aver voluto confidare a loro due quella cosa particolare di sé.

Ce l'avete fatta alla fine!

Tu non hai idea di quello che abbiamo trovato lì dentro... Oh, sei in piedi, come va?!

Ciao ragazzi!
Meno male che siete qui.
Hai detto... trovato?


In realtà ha trovato tutto lui.

Non è vero, mi sei stato di grande aiuto, te lo assicuro.

Dalle la brutta notizia.

Che dite, ci sediamo?

Brutta notizia... E quando mai poteva essere diversamente!

Era troppo bello per essere vero. Fatto arrestare il criminale, non poteva filare tutto liscio come l'olio, no. Doveva esserci per forza qualcosa che rovinasse completamente la serenità dell'irlandese, come se dire tutta la verità al suo migliore amico sul fatto di avergli rovinato la vita non fosse già abbastanza! Forse Cappie partiva troppo prevenuta, ma realmente pareva che se le cose potevano andare storte, ci andavano sicuramente e se invece andavano bene, qualcosa di storto capitava sempre. Si andò a sedere sul divano, venendo ben presto raggiunta sia da Tiger che da Ingwar, che si sistemarono ai lati liberi della O'Neill. Facevano un po' ridere tutti e tre seduti in quel modo, con lei in mezzo che quasi scompariva se messa a paragone della loro stazza. Pareva quasi la scena di un film porno, dalla trama piuttosto prevedibile: due energumeni grosso e ben dotati -non poteva saperlo del Vogt, ma sul Black... porca vacca!- che seviziavano la piccola giovane biondina.

Sì, e bruce è il regista che dirige tutto quanto...
Ca**o Cappie, piantala!


Per fortuna che Tiger riusciva ancora a riportarla con i piedi per terra...

Cosa sta facendo il tuo amico?

Sta... Dormendo.
Se possibile, lasciatelo riposare.
Ha bisogno di stare un po' da solo, dopo la nostra conversazione...


... Mentre Ingwar aveva la stranissima capacità di esprimersi in modi dal senso piuttosto discutibile.

Brava, bevi, manda giù.

E se da un lato c'era la preoccupazione per Jorge, dall'altro il suo corpo chiedeva di essere appagato per potersene stare finalmente buono e tranquillo. Per fortuna che Bruce era la terza variabile che non aggiungeva altra carne sul fuoco, né versava sale sulle ferite. In compenso sapeva darle un motivo per arrabbiarsi ed incazzarsi, sempre meglio che starsene da sola in un angoletto a piangersi addosso o a sfrigolare per l'eccitazione che non poteva sfogare in alcun modo.

Non voglio indorare la pillola, purtroppo casa tua è in una situazione tremenda.

Cosa intendi con tremenda?
Spiegami tutto...


Ho disinnescato una cosa come sedici e dico sedici possibili ordigni trappola disseminati praticamente in ogni stanza.
Questa potrebbe apparire come una cosa buona ma la verità è che per installarli, quel maledetto ha sabotato quasi tutto l'impianto interno dell'abitazione.
Idraulica, elettrica, ha sballato i collegamenti e praticamente adesso non c'è quasi niente che funzioni correttamente.


Ca**o...

Per risistemare tutto non basterò io ma ti servirà una persona del mestiere che se intenda e fidati, dovrà anche essere amica e di buoni rapporti, perché prevedo una spesa salata.
Se non conosci nessuno del mestiere posso provare a rintracciare io qualcuno ma non ti assicuro chissà quali enormi sconti.


E ad occhio e croce tu non sapresti dirmi a quanto potrebbe ammontare il danno in galeoni, vero?

La risposta era ovviamente negativa. In realtà Cappie conosceva un Tuttofare che poteva fare al caso suo e che si era offerto in passato di lavorare a prezzi vantaggiosi, ma quel qualcuno era il fidanzato di Victoria e considerato quanto poco si sentisse incline ad avere a che fare con la Randall, non era sicura di voler chiamare il Wheeler per quel lavoro. Chiaro che, da come ne stava parlando Angus, i danni in casa erano tali che forse un prezzo di favore su dei lavori aveva la meglio sui propri, chiamiamoli, fastidi. Ma sul momento l'irlandese preferiva ragionarci ancora un po' su e nel frattempo poteva maledire in tutte le lingue che conosceva quel pazzo di Oldrich. Adesso si stava davvero pentendo di non avergli ficcato un pugno in gola, specie dopo le "belle" notizie che le aveva dato il MacGyver. Lo sconforto era tale che la Fulmen si mise le mani fra i capelli, non sapendo davvero dove sbattere la testa. Non conosceva la cifra, ma ipotizzava che fosse alta e non sarebbe stato un problema troppo gravoso se non avesse deciso di aiutare Jorge a qualunque costo. Procurargli un'identità falsa aveva sicuramente un costo non indifferente ed ella non poteva dilapidare così tutti i suoi risparmi. Fra dargli ciò di cui aveva bisogno, trovarsi una sistemazione di fortuna e avviare i lavori, in pratica non solo ciò che aveva da parte sarebbe stato completamente prosciugato, ma in più non sarebbe nemmeno bastato! Per fortuna che, in suo aiuto, accorsero tutti e tre i baldi giovani, pronti a rimediare alle difficoltà della pulzella in pericolo, senza nemmeno prendersi la briga di interpellarla.

Chiaro che qui i posti letto non manchino, se lo desideri posso ospitarti per tutto il periodo necessario.

Altrimenti posso usare uno dei magazzini vuoti della palestra e crearti un monolocale di fortuna.

Se non ti viene in mente nessuno, posso provare a chiedere anche io in palestra se qualcuno conosce un valido ed economico TuttoFare.

Poi, nel caso ti servisse un prestito non ti trattenere e dimmi pure quanto ti serve, capito?

Io ho un fondo che tengo per l'acquisto di materiale in più, ma posso togliere qualcosa se ne hai bisogno.

Ragazzi, con tutto il dovuto rispetto, qui dentro il ricco ereditario sono io, posso fare qualche buco al portafogli senza troppi pensieri!

Cappie li fissò tutti e tre a turno, un po' stranita, un po' divertita ed un po' anche contenta di essere circondata da persone di tanto buon cuore. Persino Ingwar, che praticamente conosceva a malapena, si era appena offerto di prestarla dei soldi, prestarli a lei, una perfetta estranea. Le faceva piacere il bel gesto, il pensiero, ma non poteva davvero accettare così a cuor leggero. Intanto, se avesse accettato già solo una sistemazione provvisoria da uno dei due, avrebbe potuto eliminare una spesa urgente e questo poteva agevolarla a tal punto da non aver bisogno, forse, di chiedere un prestito a nessuno.

Ragazzi, un attimo di silenzio, mi state... Confondendo le idee.
Allora, intanto ringrazio tutti e tre per l'aiuto che volete darmi, ma devo riflettere su cosa fare e come agire.
Ho già il nome di un Tuttofare che sarebbe disposto a farmi uno sconto, quindi devo solo sentirlo e sapere quanto vuole.
Per il prestito, non affrettiamo, vorrei evitare di dover pesare sulle tasche di ognuno di voi. Inoltre ho qualcosa da parte, devo sentire prima Zack per sapere quanto dovrò spendere, posso sperare di riuscire a cavarmela.
Per quanto riguarda la sistemazione...


Sapeva che Bruce aveva un interesse maggiore nel volerla lì con sé. E proprio per questo motivo, pur avendo con lui maggiore confidenza, Cappie proprio non se la sentiva di accettare. Era come se si stesse approfittando di lui, del suo debole nei propri confronti, non riuscendo a discernere quello che in fondo poteva essere solo un bellissimo gesto di amicizia.

... Tiger, credo che accetterò la tua offerta.
Anche perché Bruce a te devo chiedere un altro favore.


Avrebbe potuto mandare Jorge nel rifugio di fortuna e rimanere lei dal MacGyver. Ma Cappie aveva valutato che per il portoghese fosse più sicuro rimanere dentro quella casa, isolata un po' dal resto della città. In una palestra tanto frequentata come quella ci Tiger, era chiaro che il via vai di gente potesse mettere in pericolo il migliore amico se scoperto. Meno persone lo vedevano in giro, meglio è e questo poteva significare però che Angus se la sentisse di collaborare a quello che era a tutti gli effetti un reato.

Te lo spiegherò però in separata sede, se non ti dispiace...

Meglio non far sapere nulla di fronte al Vogt. Non si sentiva pronta a parlare in tutta tranquillità, sapendo che rischiava di mettere in pericolo la libertà di Jorge. Un concetto che una persona intelligente come il MacGyver avrebbe compreso subito, difficile dire lo stesso invee del Black. In ogni caso le chiacchiere ormai sembravano davvero finite, perché per il momento non c'era altro che la ragazza potesse dire o fare.

Senti Tiger, ti va se parliamo un attimo di come organizzare la sistemazione nella tua palestra?
Ve lo rubo il tempo di qualche minuto, poi vi diamo una mano per la cena, promesso!


Era il modo migliore per ottenere la giusta privacy con il Black, anche perché non sarebbe stata tranquilla fino a quando non avesse chiesto direttamente al ragazzone mulatto qualche delucidazione su Ingwar. Si mise quindi sul balcone, in attesa che la Tigre la raggiungesse e quando lo fece, accostò un po' la porta finestra con la scusa di non volere che il freddo entrasse dentro casa.

Mi assicuri che per te non sia un problema ospitarmi?
Non voglio darti alcun fastidio...


Esordì per prima cosa, facendosi rassicurare che non c'era davvero alcun problema affinché ella stesse da lui. Non appena ricevuta la risposta, dunque, la ex-Tassorosso passò all'argomento che le premeva di più, abbassando il tono di voce così che non fosse facilmente udibile dall'interno.

Devo chiederti una cosa importante riguardo il tuo amico, Ingwar.
Credi che lui sia una persona totalmente di fiducia e discreta?
Devo esserne certa al 101% Tiger, perché qui è in gioco la possibilità per il mio migliore amico di rifarsi una vita.
Al momento lui è un fuggitivo, ma forse posso aiutarlo a sfuggire alla vigilanza magica... Forse tu fra tutti sei quello che può capirmi di più, di Bruce mi fido, ma devo stare tranquilla che anche Ingwar non farà un fiato o perlomeno che non faccia domande.
Devo rimediare ad un torto che ho fatto e questa potrebbe essere forse la mia ultima occasione...
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Caroline Priscilla
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Messaggioda Tiger » 18/08/2019, 18:54

Insomma, per farla breve, tendo ad essere duro e ad incutere timore solo in momenti specifici.

Caroline Priscilla pensava che Ingwar fosse un semplice Benedetto del Mana, come indicatogli da Tiger.
Purtroppo la verità era leggermente diversa da quanto ella conoscesse, una verità scomoda, visto il Vogt riuscì facilmente a percepire lo Spirito della biondina in subbuglio.
Non disse niente però, limitandosi nel proprio silenzio, forse per evitarle imbarazzi o forse curioso di analizzare meglio ed in segreto le emozioni dell'interlocutrice.

Hai d-detto duro?
Duro... Con i tuoi allievi, sì certo, insomma se loro sono dei mollaccioni se la meritano un po' di durezza...


C'è chi se ne merita un po'... E chi invece se ne meriterebbe un bel po'... Non credi anche tu?

Il gas di per sé era un problema non indifferente, ma pure il carico gettatole addosso dal ragazzone faceva il suo sporchissimo lavoro.
Ingwar sorrise tra sé, vedendola mentre addentava il panino con energia evitando di incrociare lo sguardo con il suo.
Fu piuttosto semplice individuare in lei una caratteristica sottomessa verso l'altro sesso: ne sapeva qualcosa, poteva definirsi parzialmente esperto.

Posso chiederti come mai sei qui?
Ti hanno chiamato loro oppure dovevi venire di tua spontanea volontà?
Sì, insomma, forse avevi qualcosa da fare...


No, a dire il vero mi andava di venire e sono venuto, punto.

Mi sembra... Logico...

Che cosa? Che io venga quando mi pare?

Se soltanto il Duellante di Serie A avesse saputo in che razza di brutta situazione si stesse trovando Cappie, forse avrebbe corretto un minimo il tiro... Un minimo.
Tiger e Bruce non erano entrati nel dettaglio sugli effetti collaterali della trappola dell'Enigmista, ergo il Vogt proseguiva senza interruzioni, torturandola come una specie di preda.
Erano i tipi di ragazze che più preferiva, con quell'animo indomabile e forte ma allo stesso tempo una vena sottomessa, capaci di grandi e piccole sorprese.

A-aspetta un attimo.
Che cosa intendi con "ragazze come me"?


... Ragazze come te.

Si avvicinò maggiormente a lei, fissandola più a lungo negli occhi, abbassandosi anche un po' in avanti così che fossero più faccia a faccia.

Di quelle che ti fanno venir voglia di mangiarle boccone dopo boccone...

Forte della sua presenza e del proprio carisma, Ingwar rimase con lo sguardo incollato in quello della O'Neill, aspettandosi probabilmente un imbarazzante silenzio.

Se vuoi un aiuto, in questi casi si può anche solo ringraziare per il complimento, MagiInvestigatrice O'Queen.

Bene, la nozione fondamentale da captare in quella frase fu che a prescindere il Black e il MacGyver non avevano ancora rivelato la vera identità della ragazza.
Avevano probabilmente pensato che quello fosse un dettaglio troppo importante e che fosse necessaria la sua approvazione per fiatare.
Ingwar sorrise appena divertito, ma non quel sorriso atto a ridere di lei, soltanto divertimento, per la situazione, per la faccia della irlandese, chissà.

C-comunque sono molto contenta che tu sia passato...
Non per un motivo in particolare, solo perché mi fa piacere sapere che Bruce e Tiger possono contare su una persona leale e discreta come te.
Ti sei preoccupato per loro, è una bella cosa...


Trovo difficile starmene con le mani in mano quando qualcuno ha bisogno di aiuto.
Sono vissuto per così tanto tempo in un mondo fatto di egoismo e finto perbenismo che ora mi sento quasi in dovere di fare l'esatto opposto.
Voglio risultare quella persona che temi possa prenderti in giro da un momento all'altro perché ricca e facoltosa ma che poi si rivela essere una piacevole sorpresa.


Quelle furono proprio le ultime parole pronunciate prima che gli altri due amici di colore facessero il loro ingresso dentro casa.
Le notizie non erano per nulla positive e alla ragazza spettava trovare un valido TuttoFare che le facesse pure uno sconto non indifferente.
In tutto questo, Jorge Alvares ancora riposava pesantemente dopo il grosso sfogo precedente, recuperando sia forze fisiche che mentali.
Bruce non poteva farle alcun preventivo, non essendo del mestiere, ma il danno era abbastanza corposo da prendere in considerazione una cifra di base consistente.
Forse però il problema più grosso si presentava nel fatto che la bionda al momento non avesse un posto dove stare a vivere e dormire.
Sia Tiger che Bruce si offrirono senza alcun problema per risolvere almeno quel danno ma non si risparmiarono nemmeno nel proporle un prestito, cosa che fece anche il Vogt.

Ragazzi, un attimo di silenzio, mi state... Confondendo le idee.
Allora, intanto ringrazio tutti e tre per l'aiuto che volete darmi, ma devo riflettere su cosa fare e come agire.
Ho già il nome di un Tuttofare che sarebbe disposto a farmi uno sconto, quindi devo solo sentirlo e sapere quanto vuole.
Per il prestito, non affrettiamo, vorrei evitare di dover pesare sulle tasche di ognuno di voi.
Inoltre ho qualcosa da parte, devo sentire prima Zack per sapere quanto dovrò spendere, posso sperare di riuscire a cavarmela.


E adesso chi è questo Zack?! ... Ah già, giusto, è solo il TuttoFare Bruce, solo il TuttoFare!

Rasserenandosi quasi subito, Angus riuscì anche a non rimanerci troppo male che la ragazza non avesse accettato il suo invito.
Evidentemente voleva suddividere i favori da chiedere e le andava di non pesare troppo sull'uno o sull'altro.
Tanto poteva stare sicura che mai e poi mai il MacGyver si sarebbe rifiutato di continuare a dare rifugio al fuggitivo del piano di sopra.

Senti Tiger, ti va se parliamo un attimo di come organizzare la sistemazione nella tua palestra?
Ve lo rubo il tempo di qualche minuto, poi vi diamo una mano per la cena, promesso!


Mh.

Il bestione mulatto annuì semplice, alzandosi in piedi.
Ingwar intanto ne approfittò per isolarsi alcuni istanti e fare una telefonata alla sorella per sapere come stesse e come le andasse la vita.
Bruce, dal canto suo, andò a prendere i vari volantini per il cibo a domicilio, iniziando a sfogliare alla ricerca di qualcosa di utile e che facesse porzioni abbondanti.

Mi assicuri che per te non sia un problema ospitarmi?
Non voglio darti alcun fastidio...


Quale sarebbe il fastidio?

Le solite risposte alla Tiger, che un po' spiazzavano ed un po' facevano piacere per il modo assolutamente innocente e trasparente con cui le dava.

Devo chiederti una cosa importante riguardo il tuo amico, Ingwar.

Mi stai per chiedere se sia propenso o meno all'[b]accoppiamento?
Perché nel caso la risposta è "Sì", non credo abbia frequentazioni stabili.[/b]


E poi c'erano le altre risposte alla Tiger, altrettanto spontanee e naturali ma che in un contesto civile lasciavano facilmente interdetti e perplessi.

Scusami, percependo il tuo Elemento in fibrillazione, ho creduto sentissi il bisogno di un partner alla svelta senza troppe mezze misure.

Spiccio e pratico, il Black non si fece chissà quanti ostacoli nel palesarle quanto fosse al corrente dell'eccitazione neanche troppo latente in lei.
Se non altro, Cappie poteva iniziare a rendersi conto che parlare direttamente con il ragazzone scuro non era che la soluzione più adatta.
Tiger non giudicava, Tiger se aveva dubbi chiedeva direttamente senza tenere niente dentro, praticamente la figura ideale di cui fidarsi per un dialogo limpido.

Credi che lui sia una persona totalmente di fiducia e discreta?
Devo esserne certa al 101% Tiger, perché qui è in gioco la possibilità per il mio migliore amico di rifarsi una vita.


Cosa c'entrano la fiducia e la discrezione di Ingwar con il tuo amico?

Al momento lui è un fuggitivo, ma forse posso aiutarlo a sfuggire alla vigilanza magica...
Forse tu fra tutti sei quello che può capirmi di più, di Bruce mi fido, ma devo stare tranquilla che anche Ingwar non farà un fiato o perlomeno che non faccia domande.


Ora si spiega.

Devo rimediare ad un torto che ho fatto e questa potrebbe essere forse la mia ultima occasione...

Sii diretta e sincera con lui, non ti deluderà.
Bruce ci ha già parlato ed ha fatto un discorso analogo a quello che dovresti fargli tu.
Ma se ti fa sentire più tranquilla, nessuno ti vieta di ripetere qualche raccomandazione.


Il MacGyver era stato subito premuroso nei confronti della ragazza e della segretezza della faccenda.
Ingwar si era dimostrato apparentemente una figura positiva.
Tiger le sorrideva con una convinzione pura e l'intento di trasmetterle ottimismo e serenità interiore.
La O'Neill non poteva sperare in un trittico migliore nel bel mezzo di quella situazione assurda e carica di pathos.
Non le restava che dedicarsi a mangiare, recuperare ancora più energie e prepararsi al risveglio del portoghese.
D'altronde, non poteva mica sperare di riuscire a restare in piedi ancora per molto.

SEI ORE PIÙ TARDI

Per quanto la flebo ed il cibo avessero svolto egregiamente il loro dovere, terminato il pranzo la ragazza aveva dovuto fare ritorno nel letto per riposare.
Il gas ancora in circolo era deleterio e maledetto, aumentava la produzione ormonale e di conseguenza creava anche una pesante cappa di stanchezza e stress.
L'unico modo per sfogarla, oltre al dormire, era farsi dare una bella ripassata da qualcuno, ma non era decisamente il momento adatto per quella opzione.
Tiger e Ingwar se ne erano andati da più o meno una mezz'ora quando gli occhi della ragazza si riaprirono lentamente dentro la camera da letto apposta per lei.
Bruce era rimasto di sotto tenendo compagnia ad Ermes e Jorge, messosi in piedi, l'aveva raggiunta restando sullo stipite della porta.
Forse era finalmente giunto il vero attimo di verità.

... Sono circa le sette di sera.

Rispose, nel caso in cui la ragazza gli avesse chiesto che ore si fossero fatte.

Ti senti meglio?

Una domanda comune, per spezzare appena appena il ghiaccio in una situazione di evidente disagio.

Ce la fai a metterti su?

Spostandosi da quella posizione, il portoghese si avvicinò alla O'Neill, per poi sedersi sulla poltroncina davanti al letto.

Credo di aver fatto un bel po' di incubi, uno peggio dell'altro...
Quello che mi hai raccontato mi ha influenzato a tal punto che ad un tratto ho pensato di risvegliarmi nella mia cella...
È stata una confessione così assurda da pensare di aver immaginato ogni cosa, compreso rivederti ed aiutarti in questa folle avventura...


Il tono di voce era ancora molto amareggiato ed intristito.
Difficilmente incrociava gli occhi con la ex Tassorosso ma non era facile comprenderne il reale motivo.
Un lungo respiro, a dire il vero anche un po' pesante, che precedette lo sporgersi veloce in direzione della migliore amica e abbracciarla, stringendola forte.

Quando ho preso coscienza del fatto che fosse tutto vero e che non fossi ancora in quella prigione mi sono posto una domanda.
Mi sono chiesto: davvero vorresti che fosse tutto frutto della tua immaginazione?
Preferiresti che non ci fosse niente di reale barattando la verità con la possibilità di poterla rivedere di nuovo e assicurarti che stia bene?


Quando si staccò un momento da quell'abbraccio, Jorge aveva gli occhi zuppi, pieni di lacrime, mentre la guardava con tanto di quel bene da fargli scoppiare l'anima.

... Non ce la faccio a odiarti.
... Non riesco a pensare di vivere sapendo che tra noi non esiste più quel legame speciale e che sia stato proprio io a reciderlo per sempre.
... Ci siamo promessi, anzi, giurati di essere di supporto all'altro anche tra cento anni e non voglio dimenticare di nuovo quella parola data!


Avevano appena tredici anni ciascuno quando se l'erano detti, con lo spirito e l'ingenuità di due ragazzini neanche del tutto adolescenti, ma non era importante.
Per il portoghese quelle parole dette allora valevano tanto quanto un voto infrangibile ed era la riprova che la loro amicizia non poteva essere distrutta tanto facilmente.
Ognuno aveva combinato i propri guai, ognuno si era comportato come meglio credesse, nel bene e nel male, errori umani che solo il cuore poteva perdonare efficacemente.

Tu sei sempre stata la buona della coppia, sei sempre stata la migliore dei due, la parte più in luce...
Non avresti mai e poi mai fatto niente per recarmi male o sofferenza, non volontariamente almeno...
La promessa con Victoria è nata dalla necessità di tutelare gli eventi di questo tempo, di questa realtà...
Ti sei ritrovata custode di un segreto così pesante ed opprimente ed io ho saputo pensare solamente a me stesso...
Poi lei ha fatto di testa sua, mancando di rispetto al vostro accordo ed intanto il tuo silenzio aveva dato vita alla reazione a catena che conosciamo bene...
Forse posso pensare di non perdonare lei, ma anche sforzandomi non ce la farei mai e poi mai a non perdonare te...


A conti fatti, Cappie sapeva dare le valide colpe alla Randall per aver preferito salvaguardare il ricordo della madre a dispetto del destino di molte altre persone.
Al tempo, ancora imbevuta di troppa tolleranza e fresca della morte del padre che ne aveva influenzato i giudizi, l'aveva lasciata agire, commettendo un grosso sbaglio.
Si era poi aggiunta l'inesperienza e l'imprevedibilità del fato, maledetti complici delle vicende legate al portoghese e che di sicuro lei non avrebbe saputo prevedere.
Il ragazzo aveva improvvisamente raggiunto la consapevolezza su tutto ciò attraverso un semplice pensiero e ragionamento dato da pochi istanti di riflessione.
Non per chissà quale maturità, non per chissà quale saggia illuminazione, ma perché alcune associazioni derivavano istintivamente da sentimenti corposi e radicati nel tempo.
La volle stringere ancora, la volle sentire ancora a stretto contatto col suo corpo, ben sapendo che presto, fra quelle fredde mura, gli sarebbe mancato tutto tremendamente.

Questa volta non scapperò, non dovrai rincorrermi da nessuna parte, ma voglio assolutamente che dentro di noi resti il bel ricordo di un lieto fine.
Voglio che in futuro tu possa ripensare a quel cretino di Jorge Alvares e sorridere perché tra di voi tutto è sistemato, senza più faccende in sospeso.
Mi devi solo promettere che eviterai quanto più possibile i guai e cercherai di stare sempre bene, inseguendo i tuoi sogni senza farti spaventare dalle ombre.


Quelle che lo avevano attanagliato, quelle che alla fine da sempre avevano fatto parte di lui seppur in minima concentrazione.
Melia le aveva intraviste nell'animo un po' sporco di un ragazzino scapestrato e nella sua mente il batterio mangia coscienza aveva sguazzato fin troppo festoso.
Cappie però non era come lui e lo avrebbe dimostrato, Jorge ne era certo, anche se l'avrebbe rivista per sincerarsene solo dopo tantissimi mesi.

E c'è un'altra cosa che sento il bisogno di dirti assolutamente...

Spostò ancora una volta il proprio corpo, riprendendo a fissarla, appoggiando la propria fronte su quella della ragazza.

... Grazie di aver sempre creduto in me, sorellina.
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