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Messaggioda Monique » 04/03/2014, 14:05

Un altro anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, un altro anno come Vice Preside e Coordinatrice del Coro: onestamente mi sembrava che fosse passato un solo giorno da quando avevo messo per la prima volta piede al Castello, e invece…
Tante cose erano cambiate nel corso del tempo, e le novità più importanti riguardavano la sfera emotiva e musicale: avevo trovato l’amore con un uomo stupendo, per quanto inizialmente l’avessi considerato come la persona meno probabile con la quale stare, che finalmente aveva recuperato il sorriso, ed ero riuscita a recuperare il rapporto con mia sorella minore dopo averle mostrato la verità; in più avevo intrapreso un percorso per apprendere la tecnica quasi leggendaria dello “Squarcio del Velo”, e per quanto le cose andassero a rilento, non potevo lamentarmi della strada compiuta fino a quel momento.
Un bilancio che bene o male potevo considerare positivo, dopotutto; altre cose, comunque, non cambiavano mai, come l’antipatia tra mia sorella e la mia migliore amica, i pranzi e le cene improvvisate a Villa Vireau che assomigliava sempre di più ad una sorta di hotel babbano dove la gente entrava ed usciva, se non proprio a piacimento, almeno con una frequenza quasi allarmante, e la felicità sul volto di mia cugina - particolare del quale era davvero soddisfatta, anche se non dipendeva assolutamente da me, quanto più dal suo inqualificabile compagno.
Un’altra cosa che non era cambiata, non lo era fin dal mio primo giorno come docente d’Incantesimi, era il mio modus operandi quando si parlava delle lezioni: gli studenti ormai sapevano bene di dovermi aspettare fuori dall’aula, e così successe anche quella mattina, quando svoltai l’angolo e li trovai tutti lì, ad aspettarmi; dovevo ammettere che non vedere più facce come quelle della Jiménez, di Kenway o della Herbert mi dispiacesse un po’, ma per (s)fortuna altri studenti resistevano imperterriti nelle fila dei miei studenti, dovendo studiare ad Hogwarts ancora per un paio di anni… la O’Neill ed Alvares, tanto per citarne un paio, il duo quasi inscindibile che, per fortuna, col tempo aveva imparato a darsi una regolata. E poi la Stevens e Fox, sempre insieme da quando la Giapponese era tornata a scuola col sorriso di nuovo sulle labbra, Wollis e Walker, Ward e Cerestian, Drake e Udinov… tanti studenti che stavano lentamente crescendo, ed ero davvero felice - anche se non l’avrei mai detto apertamente - di poter assistere al loro percorso di crescita.
Li salutai tutti con un cenno del capo ed un sorriso lieve, accompagnata dal mio inseparabile Fire che, seppur mi servisse per tenere a bada gli studenti, ormai non faceva più paura a nessuno - e lui non si sforzava nemmeno nel risultare minaccioso, a voler essere sinceri.
Arrivai di fronte alla porta dell’aula d’Incantesimi, posai la mano sulla maniglia sbloccando il meccanismo magico che la rendeva inagibile a chiunque altro non fosse la sottoscritta, e la spinsi in avanti per entrare, lasciando poi passare tutta la classe: l’ambiente all’interno era sempre lo stesso, ma ugualmente affascinante.
Una foresta verde, lussureggiante, che nulla aveva a che fare con ciò che chiunque si sarebbe aspettato di vedere oltre una porta, all’interno di una struttura chiusa come un Castello.
Era il mio piccolo mondo, quello, e poi avevo riscontrato che ai ragazzi piacesse molto di più fare lezione così, in mezzo alla natura, piuttosto che seduti ai soliti banchi di legno, perciò era un po’ come accontentare tutti.
Io presi il mio solito posto al centro della foresta, di fronte a tutti i miei studenti, seduta su una poltrona fatta di foglie e fiori - in realtà era la sedia dietro alla cattedra - con Fire che dopo aver fatto il suo solito giro di perlustrazione, ed essersi dunque assicurato che tutti avessero libro di testo, piume, pergamene e calamai pieni, venne a sdraiarsi accanto ai miei piedi, socchiudendo gli occhi con fare piuttosto beato.

Buongiorno a tutti, e buon anno!

Esclamai con un sorriso più ampio sulle labbra: non c’era bisogno di essere sempre severa e truce nello sguardo, bastava Sandyon - per entrambi - a comportarsi così con gli studenti, anche se forse ora che aveva recuperato una parte di sé sarebbe stato più tollerante verso i ragazzi.

Spero che siate pronti ad impegnarvi nello studio come l’anno scorso se non anche di più!
Come potrete aver notato, molti dei vostri compagni si sono diplomati e non possono più essere qui con noi a seguire le lezioni, ma mi aspetto da voi lo stesso impegno e la stessa serietà nello studio, mh?


Aggiunsi, continuando però a sorridere per stemperare un po’ l’atmosfera: non volevo certo che i miei studenti si deprimessero dopo appena due minuti di lezione, ma solo ricordare loro che pretendevo serietà ed un comportamento adeguato da tutti gli allievi di Hogwarts, e non solo da quelli che, di anno in anno, si dovevano diplomare.

Bene, cominciamo pure la lezione di oggi: aprite il vostro libro di testo a pagina 234.
Signorina O’Neill, può cortesemente leggere alla classe il titolo del nuovo capitolo?


Sì professoressa!
… “Gli Incantesimi di Supporto Strategico: un genere da non sottovalutare”.


Grazie, signorina O’Neill.
Come sapete, nel mondo magico, si usa suddividere gli Incantesimi a seconda del loro genere, per una questione prettamente pratica.
Signorino Alvares, può elencare i generi più comuni che conosciamo?


Offensivo, Difensivo, di Supporto e Nullo, professoressa Vireau…

Esattamente.
Nella classificazione ufficiale degli Incantesimi, quelli che servono per attaccare un nemico, per recargli danno, o che più in generale spingono l’incantatore che li esegue a creare una reazione nella vittima, sono definiti “Incantesimi Offensivi”: alcuni esempi sono “Expulso”, “Incendio” e “Bombarda Maxima”.
Quelli che servono per difendersi da un attacco, per creare una protezione contro fattori esterni, per guarire o diminuire la portata di un pericolo, sono definiti “Incantesimi Difensivi”: alcuni esempi sono “Liberacorpus”, “Rimedius” e “Protego”.
Quelli che non rientrano in un genere specifico, perché non seguono le linee generali indicate poc’anzi, sono detti “Incantesimi di Genere Nullo”: alcuni esempi sono “Demurmuris”, “Fragilis Materia” e “Vestis”.
Infine, abbiamo gli “Incantesimi di Supporto”: sono molto simili a quelli difensivi in effetti, ma si concentrano di più sulla possibilità di guarire o far sentire meglio qualcuno, come un “Brachium Emendo”, un “Innerva” o un “Epismendo”.


Mi fermai un secondo, per riprendere fiato e per essere sicura che tutti mi stessero seguendo, poi continuai con la spiegazione.

Esistono poi Incantesimi che si possono definire “biclassati”, che appartengono cioè a due generi contemporaneamente.
Abbiamo, ad esempio, gli “Incantesimi Offensivi/Difensivi” come un “Impedimenta” o un “Conjunctivitus”; gli “Incantesimi Difensivi/di Supporto”, come un “Expecto Patronum” o un “Crisalidem”; infine, ci sono gli “Incantesimi di Supporto/Offensivo”, i più rari, come un “Raganellam Letalis”.


Scusi, professoressa…

Sì, signorina Cerestian?

Ma gli Incantesimi di Supporto Strategico… a quale categoria appartengono?

Lieta che lei lo abbia chiesto.
Dovete sapere che gli Incantesimi non si limitano ad essere classificati una volta sola, bensì si prestano a più sotto-classificazioni per ciascuna categoria: quella che voglio analizzare oggi con voi è una sotto-categoria degli Incantesimi di Supporto… ovvero quelli di Supporto Strategico.
Giusto per tediarvi almeno un po’ con alcune informazioni prettamente teoriche e di stampo storico
- e sorrisi a quelle parole, notando gli sguardi divertiti di molti studenti - gli Incantesimi di Supporto Strategico sono nati nel 1923, quindi piuttosto tardi nella storia del mondo magico, quando un mago di origine polacca di nome Seamush Osage rifletté per la prima volta sulla mancanza di Incantesimi che, in combattimento o in casi di pericolo, potenziassero i propri alleati: fino a quel momento, il Genere di Supporto era visto come un mezzo per, appunto, supportare un amico, guarendolo dalle ferite, proteggendolo o fornendogli strumenti, come il Patronus, che gli permettessero di preservare la propria vita il più a lungo possibile.
Nel 1923, Osage inizia dunque a riflettere sulla possibilità di creare degli Incantesimi di Supporto che invece di limitarsi a proteggere un alleato, lo potenziassero per rendergli più facile vincere uno scontro o cavarsela in una situazione di pericolo: è da qui che nascono gli Incantesimi di Supporto Strategico.


Una mano si alzò in aria, e fui ben felice di dare la parola alla Grifondoro che stava chiedendo la possibilità d’intervenire - fattore più unico che raro, e non solo nella mia classe.

Dica pure, signorina Stevens.

Professoressa, questo significa che Osage ha creato degli Incantesimi che invece di aumentare le difese di qualcuno… lo rendessero più forte in attacco?

Il concetto è esattamente quello.
Semplicemente, mentre fino a quel momento si era sempre pensato a proteggere un alleato aumentandone le difese, da quella data in poi s’iniziò a pensare che un altro modo per aiutarlo fosse renderlo più aggressivo, più temibile, che si trattasse di aumentare la sua potenza magica o di renderlo più veloce.
Una svolta nel mondo magico, perché era chiaro che si fosse appena creato un nuovo modo di concepire un genere come quello.


Perché era così… strano come pensiero, professoressa Vireau?
Si trattava sempre di un tipo d’Incantesimo volto ad aiutare il prossimo, o sbaglio?


La sua considerazione è esatta, signorino Fox, ma deve cercare di vedere la situazione nel suo complesso: prima del 1923, il ruolo del Supporter, in un duello o comunque in uno scontro magico, era quello di proteggere i compagni in tutti i modi possibili.
Questi maghi creavano barriere protettive, rimettevano in sesto i compagni, aggiustavano ossa rotte… cercavano dunque non tanto di fomentare il proseguo dello scontro, ma di limitarne i danni.
Mi seguite fin qui?
- attesi un cenno di assenso, poi ripresi il discorso - Osage fu il primo a pensare in maniera diversa, quasi rivoluzionaria per il tempo: perché limitarsi a proteggere i propri alleati, quando si poteva supportarli aumentando la loro capacità offensiva?
Strategicamente parlando, nessuno aveva mai pensato ad un’eventualità del genere, pensando che fosse più semplice, nel caso di uno scontro difficile o in una situazione di vantaggio, curare gli alleati così da, magari, permetterne la fuga.
Il nostro amico polacco, invece, si fermò e disse: “Sapete che c’è? Io non voglio far scappare i miei alleati, pur in condizioni di salute perfette, io voglio renderli talmente forti da permettere loro di vincere uno scontro, seppur magari con una gamba rotta”.


Non pretendevo che capissero appieno l’importanza di quel cambiamento, ma esso aveva segnato una vera e propria rivoluzione nel modo d’intendere un genere che, fino a quel momento, era stato quasi relegato ad una presenza “bonus”, come a dire che se ci fossero stati incantesimi di quel tipo bene, altrimenti pazienza, in fondo in ospedale ci potevano andare tutti e non c’era bisogno di curare prima una frattura - stupido pensarla così, naturalmente, ma per molti era davvero quello il senso.
Osage aveva pensato fuori dagli schemi, ed era quella la cosa più pazzesca, quella più importante: aveva affrontato una società magica che vedeva il genere di Supporto solo in un determinato modo, e l’aveva stravolto, dimostrando quanto potesse essere utili a livello offensivo se usato strategicamente.

Inizialmente le sue idee non vennero ben viste dalla comunità magica: si riteneva che fossero un implicito incitamento agli scontri e alle lotte magiche, e che non fosse quindi il caso di appoggiarle.
Il Ministero della Magia aveva al tempo a che fare con le lotte tra i Purosangue e i Mezzosangue/Nati Babbani, per gli episodi di razzismo che, inutile dirvelo, erano all’ordine del giorno: la politica dell’Organo Magico di allora era di cercare una minima mediazione tra le parti, contrastando in ogni modo i possibili scontri che nascevano spesso per i motivi più futili, ma alimentati costantemente dai pregiudizi di fondo dei Puristi contro i “Sangue Sporco”; in un contesto sociale nel quale, dunque, si cercava di negare e ridurre al minimo qualsiasi confronto fisico e magico tra le parti, non era esattamente il massimo sentire uno come Osage uscirsene con Incantesimi che aumentavano la potenza magica del mago che li utilizzava, era un po’ come - dal loro punto di vista - incitare a scontrarsi in modo tale da poterli provare.


Ma… come potevano pensare una cosa simile?
Insomma, Osage voleva solo… dare un’ulteriore valenza ad un tipo di Incantesimi solitamente sottovalutato, no?


È esatto, signorina Ward, ma deve capire che in quel periodo il mondo magico viveva nella paranoia e nella tensione perenne, perciò ogni gesto, anche il più piccolo, veniva letto ed interpretato quasi sempre nel modo sbagliato.

Non ero d’accordo, ovviamente, e si traspariva dal mio tono di voce quanto poco appoggiassi quel tipo di politica: d’altronde il periodo era quello, ed immaginavo che non si potesse pretendere molto di più.

I primi incantesimi ideati da Osage vennero presi in considerazione ed integrati ufficialmente nella lista di quelli ammessi dal Ministero della Magia solo nel 1972, a seguito di una riunione del Wizengamot della durata di, udite udite, ben 8 ore: oggi voglio presentarvene alcuni, ma vi avviso fin da ora… non sono Incantesimi che si possono effettuare o provare così, senza alcuna preparazione. Al contrario, la maggior parte viene insegnata nella pratica solo in Master specifici approvati dal Ministero, perciò oggi ci limiteremo ad analizzarli in chiave teorica, mh?

Mi assicurai che tutti avessero recepito il concetto - e cioè che non avrei tollerato sentire che qualcuno di loro si era dilettato in certi esercizi nonostante il mio avvertimento - dopodiché usai la mia bacchetta, il mio specialissimo catalizzatore, per far apparire sull’erba la scritta di una formula, la prima che avrei presentato loro quel giorno.

Il primo Incantesimo di oggi si chiama “Eldar Mentis”: è un Incanto di potenziamento, che punta a rafforzare il mago che ne fa uso da un punto di vista intellettivo e mentale; acuisce i suoi sensi, aumentando il suo intuito, ed è molto comodo nelle situazioni più pericolose dove, prima ancora che attaccare o difendersi, è necessario mettere a punto una strategia vincente - iniziai dunque a spiegare - La formula è, appunto, “Eldar Mentis”, e l’Incantesimo si casta agitando la bacchetta nell’aria come a voler disegnare una “M”, seguita da un quarto di giro in senso anti-orario: in questo caso, e così per tutti gli Incanti simili a questo, non dovremo visualizzare tanto ciò che vogliamo che accada, quanto la persona su cui vogliamo che esso agisca.

Mossi lentamente la bacchetta per mostrare alla classe quale fosse il movimento corretto, poi incitai i miei studenti a provare lo stesso, cosicché capissero perlomeno il movimento esatto da compiere.

Bene, andiamo avanti: il secondo incantesimo - e mossi nuovamente il mio catalizzatore affinché la formula corrispondente si palesasse nel terreno - e la sua corrispettiva formula, si chiama “Vigor Mentis”. Come il suo predecessore, serve a potenziare la mente di un soggetto, ma solo per ciò che riguarda il suo intuito, i suoi sensi: acuisce la capacità della persona di percepire ciò che ha intorno a sé, e di cogliere dettagli di un contesto che altrimenti gli rimarrebbero oscuri.

Scusi professoressa… ma questi Incantesimi durano per sempre?

Eccellente domanda, signorina Wollis, e no, non durano per sempre: il tempo nel quale Incanti come questo hanno effetto dipende, come forse potrete immaginare, dalla bravura del mago che effettua l’Incantesimo, dalla sua capacità di concentrarsi per convogliare la sua energia magica in qualcun altro.
Per effettuare questo Incantesimo, molto simile la precedente come avrete inteso, bisogna muovere la bacchetta in questo modo
- e lo mostrai - disegnando una “M” immaginaria dopo aver puntato il catalizzatore verso il soggetto scelto, e facendo questa volta un giro in senso anti-orario e un quarto in senso orario; come vi ho già detto, non dovete immaginare nella vostra mente ciò che volete ottenere, ma la persona che volete potenziare.

Un’altra breve pausa, mentre osservavo i miei studenti scrivere forsennatamente per stare al passo con le mie parole.
Attesi qualche altro istante, il tempo di vederli alzare la testa in attesa del resto della spiegazione, dopodiché ripresi.

Ora prenderemo in considerazione quelli che, in un certo senso, non sono altro che due versioni dello stesso Incantesimo: si differenziano nella formula, e sostanzialmente nelle persone che ne fanno uso.

In che senso, professoressa?

Glielo spiego subito, signorina Udinov: questo Incantesimo, o meglio, le due versioni di esso, sono tali proprio perché sono due le tipologie di persone che possono farne uso.
E per quanto vi possa sembrare assurdo o semplicistico quello che sto per dire, queste due tipologie… sono persone “buone”, e persone “cattive”: per le prime, la formula corretta è “Radiantis Aurea”, mentre per le seconde è “Fuscus Aurea”; l’obiettivo è comune ad entrambe, ovvero potenziare una qualsiasi azione di un soggetto, ma solo per pochi minuti, indipendentemente dalla bravura e dall’esperienza del mago che effettua questi Incantesimi.


Professoressa, vuol dire che un Incanto del genere si può usare anche per fare uno scatto di corsa con le gambe, ad esempio?

È esattamente quello che intendo dire, signorina Walker: se c’è necessità di castare un Incantesimo, di resistere ad un colpo, di fare una prova sui riflessi, di elaborare una strategia, o qualsiasi altra cosa… questo è l’incantesimo che fa per voi; in entrambi i casi il movimento del polso - e lo andai a mostrare alla classe - sarà un giro e mezzo in senso orario, seguito dal disegno di una spirale immaginaria per un totale di quattro giri in senso anti-orario, partendo dal centro per andare verso l’esterno, ed infine un ultimo quarto di giro in senso orario.
Ciò che dovete immaginare, rispetto ai casi precedenti, è ciò che volete che accada: se ad esempio volete che il vostro alleato eviti un incantesimo, dovrete immaginarlo mentre effettivamente riesce a non essere colpito… e così per tutti gli altri casi nei quali potreste ritrovarvi a voler usare questo incantesimo.
Ma ricordate, per far sì che funzioni dovete scegliere a quale delle due categorie appartenete, ed usare la formula corrispondente… altrimenti non otterrete alcun effetto.


Sapevo che il tempo a mia disposizione era quasi finito, e che se volevo portare a termine la lezione nel modo in cui mi ero prefissata, avrei dovuto accelerare leggermente la mia spiegazione per riuscire a dire tutto.

L’ultimo Incantesimo di questa lezione è un altro appartenente alla categoria degli Incanti di Potenziamento: il suo effetto è quello d’incrementare sensibilmente una caratteristica presente in un soggetto a scelta dell’incantatore, che può essere la sua potenza magica, la sua concentrazione, i suoi riflessi, eccetera.
Anche in questo caso, la durata del potenziamento è di pochi minuti, e non dipende quindi dalla bravura del soggetto che casta l’Incantesimo: a tal proposito, sarà necessario, per eseguirlo correttamente, disegnare nell’aria, puntando il catalizzatore verso la persona scelta, una “S” partendo dal basso e salendo verso l’alto, terminando con un quarto di giro in senso anti-orario
- mostrai alla classe come fare, poi ripresi - Dovrete immaginare nella vostra mente, come per l’Incanto precedente, quello che volete sia il risultato finale del soggetto, quello per cui, insomma, lo state potenziando.
La formula, infine, è composta da due parole: il primo termine è “Suprema”, mentre il secondo varia in base alla caratteristica della persona che volete potenziare; nello specifico, abbiamo “Magicum” per la capacità magica, “Defensis” per la resistenza magica, “Abilitis” per l’abilità magica, “Reflex” per i riflessi, “Mens” per la velocità elaborativa e “Concenctram” per la concentrazione.
Quando invece vogliamo parlare di questo Incanto in termini generali, possiamo dargli il nome di “Suprema Potens”.


Avevo davvero finito, questa volta.
Ero felice di aver portato a termine la lezione fino alla fine, e onestamente speravo che i miei studenti non si fossero annoiati troppo.
Agitai un’ultima volta la bacchetta e feci comparire di fronte a loro dei fogli di pergamena che galleggiavano nell’aria, con sopra le domande da svolgere per la lezione successiva (4 Aprile ore 12.00).

Bene ragazzi, le regole ormai le conoscete e sono sempre le stesse: niente copia-incolla delle mie parole, rielaborazione e un po’ di personalità nelle risposte, mh?
Non vorrei dover dare una “T” a qualcuno, e scommetto che nemmeno voi avete tanta voglia di riceverla!
- sorrisi loro, alzandomi in piedi, e nella foresta si creò un arco (la porta dell’aula) da cui gli studenti sarebbero potuti uscire - Ci vediamo dopo in Sala Grande per il pranzo… buona giornata!

Li salutai, uscendo per ultima con Fire per dirigermi nel mio alloggio nella Torre Sud: chissà, magari Mog aveva voglia di farsi fare due coccole.





Risposta corretta e approfondita, rielaborata molto bene.
Bravo!
10

Anche in questo caso una risposta corretta e ben argomentata.
L'ultima parte, in particolare, mostra una crescita mentale di Jorge, e di questo sono stata piacevolmente sorpresa.
Molto bene!
10

Ammetto che è stato molto interessante leggere la tua versione di Osage, ed il suo modo di rapportarsi al Wizengamot secondo una tua visione: ha cercato di essere convincente, ma al tempo stesso ha avuto il coraggio e l'onestà di dire le cose per come sono, che a quelle persone piacesse o meno.
Il momento migliore? "No che non posso, brutta strega paranoica e ottusa" ... è stato meraviglioso!
Per questo ti meriti il punteggio pieno, e... sì, un +1 a Carisma (Fascino) e Carisma (Arte), i miei complimenti Alvares!
20

punti 40 per Jorge




Risposta corretta e ben argomentata.
Brava!
10

Anche in questo caso hai svolto un'ottimo lavoro, una risposta corretta e approfondita.
Interessante la scelta di un incanto che può avvantaggiare entrambi gli schieramenti sul campo di battaglia, una scelta molto razionale e democratica.
Benissimo!
10

Corbezzoli, che bella risposta!
Scherzi a parte, come per il tuo "fratellino" ho davvero apprezzato la tua versione di Osage, forse meno cauto e più diretto rispetto a quello del tuo collega Alvares, ma credibile in ogni caso.
Sono molto soddisfatta del compito in generale, e per l'ultima domanda ho deciso di premiare anche te con un +1 a Carisma (Fascino) e a Carisma (Arte) ... congratulazioni signorina O'Neill, e continui così!
20

punti 40 per Caroline Priscilla
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Monique
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Data Utente Tipo Dado Risultato  
In quanti generi vengono classificati gli Incantesimi, e quali sono?
Dopo aver risposto, scegli un Incantesimo per ogni genere e presentalo in modo approfondito - 10 punti.
Come nascono gli Incantesimi di "Supporto Strategico", a cosa servono e quali abbiamo presentato in classe?
Citali cercando di descriverli in modo approfondito, poi indica quale sia il tuo preferito e spiega la motivazione di questa tua scelta - 10 punti.
Immagina di essere Seamush Osage, e di trovarti di fronte al Wizengamot nel 1972, nel corso di una riunione speciale nella quale ti viene chiesto di "difendere" le tue idee sui benefici che potrebbe portare l'uso degli Incantesimi di Supporto Strategico da te inventati: tieni conto del contesto politico e sociale nel quale ti trovi - e spiegato a lezione - e cerca di essere abbastanza convincente con il Wizengamot senza però specificare se, alla fine, riesci a portare dalla tua parte i membri del Consiglio o meno.
Le risposte più convincenti potranno essere premiate con dei Punti Predisposizione bonus.
La risposta dev'essere data in formato GdR, al passato, in prima o terza persona a discrezione dello studente - 20 punti.

 
 

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