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Ingresso Foresta

Messaggioda Tisifone » 26/05/2013, 18:04

Non per essere maleducata, professoressa Samyliak, ma questi sono dettagli personali riguardanti la mia vita che, se non le dispiace, preferirei tenere per me.

Non aveva bisogno di guardarla negli occhi, cosa che in ogni caso il sole le impediva di fare, per sapere che Indigo si stava prendendo gioco di lei e della sua ignoranza. Le bastava affidarsi al suo intuito [Intuito (S)=36] per rendersene conto e leggere nel suo tono di voce, oltre che nelle parole, una ilarità strafottente e questo la irritò non poco, molto più che il non aver ricevuto una risposta, acuendo la sensazione che tutti quei sorrisi e quella gentilezza non fossero nient’altro che una maschera costruita ad arte, un po’ come la sua. Ma mentre Tisifone tendeva a tenere alla larga le persone, Indigo con quel suo modo di fare da santarellina di sicuro otteneva l’effetto opposto, spingendo gli altri a fidarsi di lei e darle così la possibilità di pugnalarli alle spalle con tutto comodo.

Forse dovrei cambiare anch’io strategia…

Si disse Tisifone, scrollando le spalle con aria di noncuranza che sarebbe potuta essere scambiata per superiorità come risposta a quelle parole di scherno. Non le interessava approfondire l'argomento perché aveva, o forse solo credeva di avere, altri modi per scoprire chi fosse realmente Indigo, visto che ormai il dubbio che non fosse una strega normale si era insinuato in lei. Sapeva che maghi e streghe non erano gli unici detentori della magia, anche se la donna seduta davanti a lei non aveva l'aria né di un Elfo né tantomeno di un Centauro, ma nulla le impediva di fare qualche ricerca presso la Biblioteca di Hogwarts, caso mai supportata dalla cugina, né di rispolverare la sua vecchia sfera. In ogni caso quello di certo non era il momento più adatto per soffermarsi su certi dettagli visto che, maga, babbana o Elfa, quello che interessava a Tisifone era il rapporto che la legava a Lucas. E fu proprio di lui che le due donne iniziarono a parlare, di come si sentiva e di cosa fosse meglio fare. E per quanto il discorso sembrasse essere generale, la Divinante iniziava ad avere la sensazione che entrambe parlassero di qualcosa di concreto. Per la prima volta da quando aveva incontrato Indigo, Tisifone si chiese fino a che punto Turner si fosse confidato con quella donna.

Sono d'accordo… anche se a volte non è la verità che ci rifiutiamo di sentire, quanto la voce che la esprime, non crede?

Aveva colpito nel segno, la Druida, e questo non fece che alimentare il dubbio di Tisifone che sapesse molto più di quello che dava a intendere, incrementando di pari passo la sua rabbia e il suo odio che però, adesso, sembravano avere un obiettivo ben preciso su cui scaricarsi. Ma non poteva fare o dire nulla di avventato, non con la probabilità che Lucas giungesse lì da un momento all’altro e travisasse il suo comportamento, perdendo così l’occasione di poter parlare con lui, forse, civilmente. Quel pensiero ne portò un altro, di pari importanza, e cioè se avesse senso o meno continuare quella pantomima quando non appena Indigo avesse notato il modo con cui il docente di Trasfigurazione la guardava – sempre ammesso che nel suo sguardo ci fosse stato ancora solo rabbia e delusione e non anche qualcosa di peggio, come distacco o rassegnazione – si sarebbe resa immediatamente conto che era lei la causa del dolore che tanto affliggeva l’uomo.

La voce è solo un tramite, un mezzo che la verità ha per palesarsi a noi. – si risolse a dire alla fine, spostando lo sguardo da Indigo a un punto al di sopra della sua spalla, un po’ per via del Sole che la costringeva a sbattere le ciglia e le rendeva difficoltoso mantenere fissi gli occhi davanti a sé, un po’ perché si stava perdendo di nuovo nella sua mente – Ma mentre la verità è unica e assoluta, i mezzi invece posso essere tanti. Se tutti ci sono invisi allora forse è la verità quella che temiamo e non vogliamo conoscere.

E di persone che potevano spiegare a Lucas che il suo non era stato un tradimento reale, pianificato e voluto con il cuore, erano tante, se solo lui avesse voluto ascoltarle.

Se parla di Fato, immagino sarà d'accordo con me che esista un Destino per ciascuno di noi, un Destino che sicuramente abbiamo la possibilità di cambiare con le nostre scelte, nel corso della vita, ma che fa accadere determinate cose per un motivo. Stando così le cose, viene da chiedersi se ciò che il Fato ha lasciato accadere sia davvero un voltarci le spalle, o piuttosto un modo per farci imboccare una via migliore della precedente.

Fato. Destino. Tutti concetti con cui Tisifone aveva a che fare fin da piccola e che conosceva molto approfonditamente, più delle persone normali a causa del suo dono. Sapeva quanto potesse essere infingardo il Fato e volubile, capace di ingarbugliare i fili del Destino delle persone per un proprio capriccio e stare poi a guardare come essi vengono dipanati. Ma sapeva anche che non era intoccabile, che poteva essere a sua volta manipolato e raggirato, e in tal caso non c’era più alcun segno premonitore in quello che accadeva, ma solo l’espressione del volere umano.

Viviamo in un Mondo in cui le persone possono spostarsi da un luogo a un altro semplicemente focalizzando la propria attenzione su un punto, popolato da Creature che per le credenze comuni non dovrebbero esistere... - e pensando a Mezzo Draghi e Draghi enormi senza ali, non parlava solo di credenze babbane- Crede davvero che il Fato non possa essere manipolato affinchè faccia accadere ciò che è più comodo accada? E quando non si è più padroni del proprio Destino, quando la strada che si percorre non è più quella che il Fato ha scelto per lei ma è stata disegnata dai desideri di qualcun altro, crede davvero che la via che le si vuol far imboccare sia migliore della precedente? O forse non è solo un modo per indurla alla perdizione?

Aveva parlato in maniera pacata, anche se nel silenzio che circondava sempre la Foresta Proibita le loro voci riecheggiavano cristalline, come se l’argomento non la toccasse intimamente, perdendo però forse quell’aurea di distacco e di generalità che la conversazione aveva tenuto fino a quel momento. Che l’altra pensasse pure quello che voleva, che fosse un’amica intima di Lucas che si preoccupava per lui, o la donna che lo aveva ferito, poco le importava, considerato che da lì a poco in ogni caso avrebbe scoperto la verità. Quello che aveva necessità di fare, in quel momento, era poter esprimere il proprio punto di vista sull’argomento liberamente, senza alcuna costrizione, e se una piccola parte di sé sperava di essere compresa, per il resto Tisifone sapeva che le sue sarebbero state solo parole gettate al vento. Da quel poco che si erano dette, aveva intuito [Intuto (P)=26] che Indigo provava un interesse nei confronti di Lucas e quindi a lei poteva solo fare comodo che il ragazzo non l’ascoltasse e credesse davvero che il tradimento, per quanto non voluto, fosse un segno del Destino per spingerlo a prendere una strada migliore. Sospirò, stanca, come se invece che chiacchierare stesse duellando e in parte era così, perché stava combattendo per il suo amore, sperava solo di non essere l’unica a combattere per quel motivo.

Ho una percezione del tempo tutta mia, indi per cui non credo di poter essere d'accordo con lei, o almeno non del tutto. Per quanto mi riguarda, sono piuttosto convinta che chi si ferma a pensare sia perduto. Un momento, che duri un istante o una vita intera, è sempre e comunque unico nel suo genere, ed è prezioso proprio per questo, perciò fermarsi ad analizzarlo, a stilare la lista del perché sarebbe meglio lasciarsi andare ad esso, è una semplice perdita di tempo: cogliere l'attimo, viverlo come se fosse l'ultimo, togliersi ogni sfizio, ogni capriccio per non avere rimpianti ma al massimo rimorsi, così dovrebbe essere vissuta la vita secondo una mia personale visione, perché ce n'è una ed una sola. Ma non pretendo certo di avere ragione, forse il mio pensiero è semplicemente dettato dall'inesperienza.

Ascoltò attentamente le parole dell’altra, chiedendosi distrattamente se l’avere una percezione del tempo sui generis potesse essere o meno un altro indizio sul suo non essere una maga normale, e un sorriso lieve comparve sul viso di Tisifone, ammorbidendone i tratti ma senza scoprirne i denti, perché secondo una vecchia tradizione russa quello era un gesto di minaccia inequivocabile. Attese che i rintocchi della Torre dell’Orologio terminassero di risuonare per tutta la vallata, mentre i pensieri vorticavano confusi nella sua mente, per poi umettarsi le labbra e sciogliere l’abbraccio in cui aveva costretto Idra, lasciandola libera di muoversi lungo il suo corpo e il divano su cui era seduta come meglio credeva.

Forse l’esperienza può portare a mutare leggermente il proprio modo di fare, ma difficilmente agisce in maniera talmente radicata da ribaltare quella che mi sembra essere una filosofia di vita – esordì quindi, facendo scivolare le gambe a terra e sollevandole leggermente, agitando i piedi in avanti e indietro come spesso aveva visto fare ai suoi studenti quando li accoglieva nei suoi alloggi su alla Torre, per poi sollevarle nuovamente e assumere quella che per lei era una posizione molto comoda. Un modo per sgranchire i muscoli e anche per prendere tempo, per permettere alla propria mente di continuare a vagare dove meglio credeva – Sa, credo che quello che abbia appena posto è uno dei dilemmi esistenziali che affligge l'uomo in quanto tale da secoli. Meglio vivere con il rimpianto di non aver colto l'attimo o con il rimorso di averlo fatto? Lei sembra guardare all'attimo, io do più importanza al tutto. Certo la vita é costituita da attimi, ma non tutti ci pongono di fronte a una scelta, anzi molti di essi finiamo per subirli perché conseguenze di decisioni prese precedentemente. e spesso quelle decisioni erano state prese da altri, aggiunse tra sé con una punta di rabbia, pur continuando a parlare con la pacatezza che l’aveva contraddistinta fino a quel momento .- E rapportati a una vita intera entrambi i casi si traducano in una infelicità di fondo con cui convivere in eterno perché indietro non é dato tornare. E allora le chiedo cosa preferisce, una vita serena offuscata da un attimo di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto fare o una vita spesa a rincorrere attimi che sembrano preziosi ma che non le lasciano nulla, con il rimorso di aver perso qualcosa d'importante lungo la strada? Personalmente preferiscono tendere a vivere una vita serena quindi a effettuare le mie scelte su basi sicure, nel tentativo di evitare gli uni e gli altri, e fino a quando ho potuto disporre della mia vita in libertà non me ne sono mai dovuta pentire.

E lo sguardo si perse lontano, oltre Hogwarts, oltre la Scozia, per focalizzarsi a Londra, nel Ministero della Magia e poi oltre, verso una palazzina all’apparenza anonima in cui aveva vissuto reclusa per anni, e dove probabilmente Arthur Kittys conduceva ancora la sua inutile vita disponendo liberamente di quella degli altri.
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Messaggioda Lucas » 26/05/2013, 21:15

[Giovedì - ore 17.12]


Non riusciva ancora a credere di aver chiesto ad Indigo di venire ad Hogwarts con lui: ma che gli era preso?
Non conosceva così bene la ragazza da considerarla un'amica, allora perché si era comportato in quel modo? La verità era che l'altra l'aveva spiazzato col suo modo di fare, aveva stuzzicato la sua curiosità, aveva risvegliato il suo animo da quel torpore nel quale si stava lasciando andare, era riuscita a farlo sorridere; e quand'era stato il momento di salutarla, Turner aveva mostrato di essere debole, chiedendole di seguirlo nel timore di perdere nuovamente quella scintilla vitale che lei gli aveva fatto riaccendere in corpo.
Non sperava in un suo assenso, credeva gliel'avesse detto la prima volta più che altro per pena, ma l'altra gli aveva promesso che, finite le lezioni, si sarebbero ritrovati all'entrata della Foresta Proibita, e lui voleva credere che fosse così, che almeno di qualcuno si potesse fidare, e che se gli aveva dato la sua parola, allora l'avrebbe mantenuta.
Il programma era quanto di più semplice ci fosse al mondo, in realtà: Indigo gli aveva confessato di non aver mai girato per Londra di sera, e poiché Lucas sapeva bene quanto potesse essere bella da vedere nei suoi colori notturni, le aveva proposto di mangiare insieme da qualche parte per cena e fare poi una passeggiata in centro, chiacchierando ancora, come avevano fatto sulla spiaggia appena qualche ora prima.

E' una donna così carica di mistero che non riesco a non sentirmi affascinato da lei, dal suo modo di fare... sarà un bene o un male? - si chiese Lucas mentre camminava verso la Foresta appena dopo essere uscito dal portone principale del Castello - Una cosa è sicura... per quanto sia bella, intelligente e spiritosa... non è come lei.

E quella "lei", ovviamente, era Tisifone.
No, non sarebbe bastato un incontro con una ragazza affascinante a fargli dimenticare l'amore che provava ancora per la collega Divinante, per la sua dolce e bellissima Tissi; i due sentimenti per lei, l'amore e la delusione, l'affetto e la rabbia, erano strettamente collegati, al punto che spesso Lucas faceva fatica a distaccare l'uno dall'altro, a delineare il confine tra essi.
Al momento non voleva stare a contatto con la donna perché temeva di non riuscire ad essere controllato, con lei: aveva paura che tutte le sensazioni negative prendessero il sopravvento su di lui, portandolo a far uscire fuori quel lato oscuro della sua persona tanto decantato da Julie che, solitamente, riusciva a tenere a bada senza troppi sforzi; una parte di sé di cui Turner non conosceva l'effettiva profondità, e che forse per questo un po' lo spaventata.
Sentiva che qualcosa dentro di lui era cambiato, e che quella bontà che l'aveva sempre caratterizzato, al punto da farlo essere un perfetto "buon Tassorosso", ora non c'era più; no, non si era trasformata in malvagità, sarebbe stato un salto troppo grande, semplicemente si era convertita in qualcosa di più simile al neutro, e non sapeva ancora come considerare questo cambiamento.
Sospirò, passandosi una mano sul viso mentre continuava a camminare, lasciandosi alle spalle il giardino della scuola per avvicinarsi all'entrata della Foresta e superarla, avvicinandosi così a quello che doveva essere il punto dove avrebbe incontrato Indigo: ed in effetti sentiva la sua voce, nemmeno troppo distante da dove si trovava lui... solo che non era l'unica; un'altra voce, femminile e da Lucas ben conosciuta, raggiunse le sue orecchie, facendolo visibilmente accigliare.


Immagine


Un secondo sospiro, più pesante del primo, sfuggì dalle sue labbra, e per un secondo solo fu tentato di dare le spalle ad entrambe e tornarsene al Castello; subito dopo, l'uomo si diede dello stupido e del codardo per aver anche solo pensato una cosa del genere, intimandosi con fermezza di fare l'uomo e l'adulto, non di scappare come un coniglio spaventato dal confronto.
Aumentò l'andatura, fino a fermarsi a pochi passi dalle due donne, con Tisifone che gli dava le spalle ed Indigo, invece, di fronte a lui, ma più in avanti rispetto all'altra.

Buon pomeriggio.

Pronunciò ad alta voce, salutandole così entrambe, avvicinandosi ancora di qualche passo per finire più o meno in mezzo a loro: un pantalone nero elegante, scarpe da passeggio scure e camicia nera, un total black per Lucas Turner che gli donava non poco, anche se forse in quel momento era la cosa meno importante; lo sguardo si posò prima su Indigo, ammirandola in tutto il suo splendore.
Era...

... bellissima.
Sei davvero splendida, Indigo.


Ammise il giovane uomo, e non aveva senso mentire né evitare di fare commenti di fronte a Tisifone: per quale motivo, per farglieli poi alle spalle non appena si fossero allontanati? Che bisogno c'era di tanta inutile ipocrisia? Conosceva la donna - credeva di conoscerla, visti gli ultimi fatti recenti - e sapeva che era per natura piuttosto oggettiva quando si trattava di riconoscere la bellezza altrui, maschile o femminile che fosse.
Riuscì ad inarcare le labbra in un sorriso gentile verso la ragazza, tendendole la mano per alzarsi in piedi: non voleva rimanere lì troppo a lungo con Tisifone, non si sentiva abbastanza forte - un piccolo e debole uomo, ecco come si sentiva - da affrontare la situazione, la sua ex e l'altra insieme, il suo spirito non era abbastanza temprato per tutto questo.

Tisifone...

Finalmente si volse verso di lei, deglutendo silenziosamente, percorrendo con lo sguardo tutto il suo corpo: anche lei era bellissima, una bellezza più matura, più adulta, ma non era sicuro che fosse anche più consapevole, e in fondo non aveva importanza.

E' successo qualcosa? Un altro avvistamento indesiderato, per caso?

Le chiese subito, mentre sul suo volto si disegnava un'espressione preoccupata: aveva ipotizzato, a torto forse, che il motivo per cui la donna si trovasse lì era che fosse stata mandata, magari da Monique, a sorvegliare l'area, ed ovviamente il suo lavoro come professore veniva prima di qualsiasi serata piacevole in compagnia.
Sarebbe stato pronto a rimanere ad Hogwarts, dunque, se ce ne fosse stato bisogno, mentre in caso contrario avrebbe finito andarsene quanto prima possibile visto che la situazione, oltre ad essere piuttosto sgradevole, era anche alquanto imbarazzante, almeno per lui.
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Messaggioda Indigo » 27/05/2013, 0:05

Si era rifiutata di parlare di sé di fronte a Tisifone, o meglio, di specificare da dove provenisse: ipotizzava - I/P 38 - che la cosa potesse far irritare la donna, ma non le importava, anzi, era quasi divertente farlo; forse perché aveva capito che la sua figura c'entrasse qualcosa col motivo per cui Lucas, quando l'aveva incontrato, era così abbattuto, triste e cupo, fatto stava che voleva punzecchiarla per capire fino a che punto l'altra fosse coinvolta nella storia, e per testare anche quanto fosse in grado di mantenere una conversazione civile con lei.

La voce è solo un tramite, un mezzo che la verità ha per palesarsi a noi.
Ma mentre la verità è unica e assoluta, i mezzi invece posso essere tanti. Se tutti ci sono invisi allora forse è la verità quella che temiamo e non vogliamo conoscere.


O forse, semplicemente, la verità ci è sgradita - no, lei usava termini meno ricercati dell'altra - perché ci riporterebbe di fronte a qualcosa o qualcuno che ci ha fatto del male, e il nostro cuore non ha voglia di ripetere l'esperienza. Quando qualcuno t'infligge una ferita, volontaria o meno, ti fa comunque del male, e non è facile dimenticare... soprattutto se si hanno alternative molto meno dolorose e molto più piacevoli.

Parlava in tono volutamente generale, la Druida, ma sapeva bene che in realtà i riferimenti erano ben precisi, e reputava la sua interlocutrice abbastanza intelligente e perspicace da comprenderlo a sua volta: le stava facendo capire che sapeva qualcosa, sicuramente non tutto, ma qualcosa sì, e tanto le bastava.

Viviamo in un Mondo in cui le persone possono spostarsi da un luogo a un altro semplicemente focalizzando la propria attenzione su un punto, popolato da Creature che per le credenze comuni non dovrebbero esistere... - e la ragazza ne era un esempio perfetto anche se la Divinante non poteva saperlo - Crede davvero che il Fato non possa essere manipolato affinchè faccia accadere ciò che è più comodo accada? E quando non si è più padroni del proprio Destino, quando la strada che si percorre non è più quella che il Fato ha scelto per lei ma è stata disegnata dai desideri di qualcun altro, crede davvero che la via che le si vuol far imboccare sia migliore della precedente? O forse non è solo un modo per indurla alla perdizione?

Partendo dal presupposto che la via della perdizione possa essere sorprendentemente piacevole... - replicò Indigo, il tono di voce appena velato di divertita malizia - Se il Fato davvero esiste, suppongo sia ben più potente come forza mistica di un misero uomo, lei non pensa? O devo davvero pensare che il potente Destino possa farsi raggirare da un qualunque essere umano, solo perché dotato di un po' di magia? - domandò la Druida, non mutando il timbro gentile che aveva donato alla propria voce dall'inizio di quella conversazione - In quel caso, dovrebbe trovare comunque un modo per riportare la vittima di turno sulla strada da lui designata... altrimenti, e con tutto il rispetto dovuto, questo signor Fato è alquanto inutile e superato.

Due fronti opposti, forse, ma il ragionamento di Indigo seguiva una logica tutta sua, non per forza condivisibile ma coerente, almeno per lei, che comunque non andò oltre, senza tentare di convincere l'altra a pensarla allo stesso modo; alla base di un dialogo costruttivo doveva esserci la capacità di ascoltare ed accettare i punti di vista altrui, ed era quel tipo di dialogo che, nonostante tutto, la Druida stava cercando di avere con la docente di Hogwarts.

Forse l’esperienza può portare a mutare leggermente il proprio modo di fare, ma difficilmente agisce in maniera talmente radicata da ribaltare quella che mi sembra essere una filosofia di vita.

Io non ne sarei così sicura... certe esperienze ti cambiano nel profondo, professoressa, sradicando tutte le tue certezze e non c'è niente che si possa fare per far tornare tutto come prima, per impedire al proprio modo di vedere la vita di cambiare radicalmente, e per sempre.

Ribatté Indigo, volutamente leggera nel tono, ma attingendo alla sua esperienza personale per porre quell'affermazione: lei per prima aveva delle certezze che le erano state strappate dal petto, e a soli 15 anni, quindi sapeva di cosa stesse parlando; seguì i movimenti dell'altra con le iridi color cioccolato, osservandola sgranchirsi un poco le gambe. Lei, dal canto suo, si spostò semplicemente i capelli dalla spalla, portandoli con la mano destra dietro l'orecchio corrispondente in un movimento delicato, leggero.

Sa, credo che quello che abbia appena posto è uno dei dilemmi esistenziali che affligge l'uomo in quanto tale da secoli. Meglio vivere con il rimpianto di non aver colto l'attimo o con il rimorso di averlo fatto? Lei sembra guardare all'attimo, io do più importanza al tutto. Certo la vita é costituita da attimi, ma non tutti ci pongono di fronte a una scelta, anzi molti di essi finiamo per subirli perché conseguenze di decisioni prese precedentemente. E rapportati a una vita intera entrambi i casi si traducano in una infelicità di fondo con cui convivere in eterno perché indietro non é dato tornare. E allora le chiedo cosa preferisce, una vita serena offuscata da un attimo di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto fare o una vita spesa a rincorrere attimi che sembrano preziosi ma che non le lasciano nulla, con il rimorso di aver perso qualcosa d'importante lungo la strada? Personalmente preferiscono tendere a vivere una vita serena quindi a effettuare le mie scelte su basi sicure, nel tentativo di evitare gli uni e gli altri, e fino a quando ho potuto disporre della mia vita in libertà non me ne sono mai dovuta pentire.

Per me la vita è una sola, professoressa, e sono sicura di una cosa: se provo il rimorso per aver perso qualcosa, ho la facoltà di provare a lottare per riaverlo; ma se rimango col rimpianto per non aver provato qualcosa, tutto ciò che proverò in seguito avrà sempre un sapore amaro, e finirà per non essere più di alcuna attrattiva; ogni lasciata è persa, e nella mia visione la vita è fatta di questo, attimi da cogliere. Se non lo si fa, tutto diventa noioso... e, per me, la noia è l'asma dell'anima.

Alzò le spalle, come a dire che era così che la vedeva e c'era poco da fare: non stava disdegnando il modo di vedere dell'altra né lo stava criticando, semplicemente era diverso dal proprio; in effetti andavano in due direzioni completamente opposte, ma nessuna delle due ebbe modo di aggiungere altro perché, finalmente, dalle spalle di Tisifone fece capolino la figura di Lucas.
Lo sguardo di Indigo si focalizzò su di lui, percorrendone tutta la figura con le iridi più brillanti che mai, ora, mentre le labbra si aprivano in un sorriso radioso, mettendo in mostra i denti bianchi e regolari.

Buon pomeriggio.

Eccoti finalmente.
Non che stessi male in mezzo alla Foresta, ma temevo non arrivassi più!


Esclamò la Druida con aria goiosa, godendosi lo sguardo del giovane uomo su di sé, sulla propria figura, sulle forme messe in risalto da quel vestito candido e sul vestito stesso, etereo quanto l'immagine che dava di sé.

... bellissima.
Sei davvero splendida, Indigo.


Ho cercato di essere alla tua altezza, felice di esserci riuscita.

Replicò la ragazza, suadente nel tono ma in modo leggero, così come delicato fu il complimento che fece a lui, non invasivo per non infastidirlo: sorrise più ampiamente a quella mano tesa verso di sé e la prese elegantemente mentre con la coda dell'occhio lanciava una breve e discreta occhiata all'altra donna presente, giusto per saggiarne la reazione, poggiando i piedi scalzi a terra ed ergendosi così in posizione eretta accanto a lui, lisciandosi poi con la mano libera alcune pieghe immaginarie del vestito.

Tisifone...
E' successo qualcosa? Un altro avvistamento indesiderato, per caso?


Ed ovviamente, anche volendo, la collega di Turner non avrebbe mai potuto dire di sì, visto che ad Indigo aveva confessato di aver solo bisogno di un po' di aria fresca e riposo.
Mentre Lucas attendeva la risposta di Tisifone, Indigo non lasciò la sua mano, anzi, intrecciò delicatamente ed in modo voluto le sue dita con quelle di lui, senza smettere però di sorridere con gentilezza, imprimendo a quel gesto una tale leggiadria che forse Lucas nemmeno se ne sarebbe accorto.
Solo quando avessero finito di parlare, la Druida si sarebbe permessa di attirare dolcemente l'attenzione dell'altro.

Andiamo?
Sto morendo di fame, e credo che la serata sia perfetta per un bel pic-nic all'aperto, che dici? Sono sicura che troveremo un bar così generoso da sfamarci con qualche panino stra-farcito, tu che ne pensi?
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Indigo
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Messaggioda Tisifone » 27/05/2013, 17:09

Due persone all’apparenza così diverse, Indigo e Tisifone, come faceva trasparire la conversazione che stavano avendo. Non erano riuscite a trovarsi d’accordo, se non di sfuggita, su nessun argomento, accogliendo in maniera educata il pensiero dell’altra e opponendovi il proprio, di pensiero, sempre in maniera pacata e civile, perché, a quanto sembrava, la prevaricazione verbale non apparteneva a nessuna delle due. E il tono della conversazione non mutò neanche quando da discorsi generici sul Destino e su come si potessero interpretare i segni che esso da agli uomini, a qualcosa di più personale che andava in qualche modo a interessare il rapporto tra Lucas e Tisifone, dimostrando alla Divinante come l’altra non fosse totalmente all’oscuro di quello che era accaduto tra i due docenti di Hogwarts. Ascoltò attentamente ogni singola parola pronunciata dalla Druida, un po’ perché non si considerava così stolta o cieca da non poter cambiare opinione nel momento in cui le si poneva davanti un ragionamento logico e inconfutabile, un po’ perché credeva, a torto o a ragione, che da quei discorsi avrebbe potuto estrarre degli indizi che le avrebbero rivelato chi fosse in realtà quella donna. E ovviamente alcune rimasero più impresse delle altre nella sua memoria, parole che la ferivano, anche se non lo diede a vedere, ma a cui non poteva controbattere nulla, non solo perché la conversazione sarebbe diventata sterile, una sorta di girare sempre e comunque intorno allo stesso punto senza mai venire a capo di nulla, ma soprattutto perché ormai non erano più sole. E se non fosse bastato il modo in cui Idra si era agitata nel suo grembo, strisciando fino allo schienale in modo da fissare il nuovo arrivato in silenzio, il sorriso radioso che comparve sul viso di Indigo fu un indizio abbastanza esplicito di quello che stava accadendo alle sue spalle. Lucasera finalmente arrivato.

Buon pomeriggio.

Eccoti finalmente.
Non che stessi male in mezzo alla Foresta, ma temevo non arrivassi più!


La voce di Lucas scivolò sull'anima di Tisifone come un balsamo velenoso, lenendo la solitudine che aveva provato in quelle ore e infettando le ferite che lui stesso le aveva inflitto rivolgendole parole crudeli. Non volse la testa nella sua direzione, preferendo attendere che si facesse avanti e studiare la reazione di Indigo al suo arrivo che, inutile dire, le fece venire voglia di strappare quell’espressine sorridente e compiaciuta per i complimenti ricevuti alla maniera babbana, con le unghie. Ma non fece né disse nulla, limitandosi a restare seduta, con le gambe piegate sotto il sedere, nella stessa posizione comoda e rilassata che aveva tenuto fino a quel momento, la stessa espressione indecifrabile in volto.

... bellissima.
Sei davvero splendida, Indigo.


Non batté ciglio esteriormente mentre Lucas la faceva sentire invisibile, concentrando tutta la sua attenzione e la sua gelateria sull'altra donna, sollevando la treccia per permettere a Idra di assumere la sua posizione preferita intorno alle sue spalle. Era abituata a quel modo di fare del ragazzo, gentile ed educato con tutti, ma il non poter vantare la sicurezza che quei complimenti fossero solo una mera constatazione dell'ovvio le faceva male. Non era gelosa dell'attenzione che stava dedicando a Indigo ma del fatto che lei non ne avrebbe ricevuto, come se gli fosse diventata del tutto indifferente. Voltò lentamente la testa nella direzione di Idra, con un gesto naturale come se la lingua del suo serpente le avesse fatto il solletico guizzando così vicino al suo orecchio, non appena intuì [Intuito (P)= 26] quello che stava per accadere, poco prima quindi che il ragazzo porgesse la mano alla Druida per aiutarla ad alzarsi. E nonostante non stesse assistendo alla scena in diretta, avvertì lo stesso una scarica di dolore all'altezza del cuore che non cercò minimamente di scacciare, anzi la coccolò, metaforicamente parlando, metabolizzandola e traendone forza, mentre domande insidiose si facevano strada in lei. Che si fosse sbagliata? Che avesse ingaggiato una sorta di battaglia contro i mulini a vento, per dirla con una terminologia babbana, perché ormai nulla, nel cuore di Lucas, le apparteneva più?

Ho cercato di essere alla tua altezza, felice di esserci riuscita.

Trattenne un virtuale conato di vomito di fronte al modo di fare civettuolo e, dal suo punto di vista, affettato e quindi non sincero di Indigo, riportando alfine lo sguardo sui due giovani – no, non riusciva a usare il termine coppia neanche in senso lato – ancora inespressivo, mentre andava ripetendosi che Indigo non aveva fatto altro che constatare l'ovvio. Il docente di Trasfigurazione erano davvero un bellissimo uomo e quindi a che pro perdere tempo a farsi rodere da un qualche sentimento di astio? Soprattutto non avrebbe ricavato nulla facendo una scenata di gelosia se non indispettire Lucas ancora di più e quella era l'ultima cosa che voleva.

Tisifone.

Il suo cuore perse un battito nel sentire il modo privo di calore con cui pronunciò il suo nome completo, rimpiangendo il suono dolce che il suo nomignolo assumeva sulle sue labbra e l'occhiata che gli lanciò lasciava trasparire questa sensazione di perdita che probabilmente l'uomo avrebbe colto.

Lucas.

Rispose quindi a sua volta, con un lieve cenno della testa, strascicando leggermente le parole, come se il pronunciarle in quel modo asettico le fosse particolarmente doloroso. Si lasciò osservare dall'alto verso il basso, illudendosi forse che si sarebbe soffermato sul generoso decolté evidenziato dallo scollo a barca dell'abito e abilmente disegnato dal corpo di Idra, e che poi avrebbe seguito i movimenti lenti con cui fece scivolare le gambe a terra in un gesto spontaneo che fece arricciare l'orlo della veste, scoprendole la linea perfetta dei polpacci che lui sapeva non essere protetta da altri indumenti. Per quanto la mancata conferma da parte del ragazzo non lasciò indenne il suo cuore già ferito, non se ne curò più di tanto, dimostrandosi così sicura e consapevole di sé.

E' successo qualcosa? Un altro avvistamento indesiderato, per caso?

A quella domanda la punta lucida e rosea della sua lingua saettò tra le labbra dischiuse un paio di volte a umettarle, come se stesse pregustando un ottimo boccone. Non avrebbe avuto alcuna difficoltà a mentire, con un sorriso finto di scuse a mascherare la soddisfazione di aver rovinato i loro piani, anzi sottolineando come aveva preferito tacere con Indigo per non metterla in allarme e deciso di rimanere con lei per proteggerla. Di certo nessuno, per quel che ne sapeva Tisifone, avrebbe potuto smentirla e Monique le avrebbe sicuramente retto il gioco e perdonato quella piccola bugia. I piani della Druida le risuonavano nella mente, spingendola a mentire per impedire in qualche modo che si potessero realizzare, ma quel gesto non l'avrebbe resa migliore delle persone che li avevano manipolati. E soprattutto, a torto o a ragione, non si sentiva ancora così disperata da dover un abusare del senso del dovere dell'altro per costringerlo a restare da solo con lei e ascoltarla. Un ragionamento complesso quello ma che nella realtà non prese più di una manciata di secondi, durante i quali Tisifone non distolse lo sguardo dal viso dell'uomo.

A quanto sembra nessuna creatura bizzarra ti impedirà di dar seguito al tuo appuntamento - rispose quindi ironica, constatando anche lei l'ovvio, il tono amaro che lasciava trasparire un po’ della sofferenza che stava provando - Volevo solo concedermi una passeggiata rilassante ma un malore improvviso me lo ha impedito.

Aggiunse con aria stanca, posando entrambe le mani sulla poltrona per poi darsi una piccola spinta e mettersi in piedi con un movimento elegante ma un po’ impacciato come se le forze non le fossero tornate del tutto. E dopotutto visto il pallore innaturale del suo viso e i cerchi intorno agli occhi che non era riuscita a mascherare del tutto, visto che non si era truccata come al solito, era impossibile dubitare della veridicità delle sue parole., che, tra l'altro, Indigo avrebbe potuto confermare.

Probabilmente ho preteso troppo dal mio corpo ma le mie ricerche non potevano attendere - continuò una volta in piedi, con determinazione, fregandosene di quello che poteva pensare Indigo considerato che probabilmente Lucas le aveva o le avrebbe a breve raccontato tutto - Ma almeno ne è valsa la pena, considerato che ho trovato le risposte che cercavo e anche le prove.

L'ultima affermazione poteva anche essere un azzardo, visto che non aveva ancora verificato la teoria di Demetri, ma si fidava ciecamente del suo padrino, quindi la sua voce risuonò sinceramente sicura, vibrante di rabbia repressa per quello che aveva scoperto. Ma perché il suo dannarsi acquisisse un senso doveva condividere le sue scoperte con il ragazzo di fronte a lei.

Ho urgentemente bisogno di parlare con te Lucas – continuò quindi con voce colma di urgenza facendo un passo in avanti verso di lui fino a sfiorare le sue gambe con l'orlo del vestito. Lo avrebbe pregato di starla ad ascoltare se fossero stati soli, ma la presenza di Indigo rafforzava il suo orgoglio, così si limitò a tentare di guardarlo negli occhi, e solo se lui avesse ricambiato il suo sguardo, avrebbe fatto affiorare il dolore che stava provando. - prima che qualcuno possa dire o fare qualcosa di cui potrebbe pentirsi in futuro.

E nel ripetergli le stesse parole che lui aveva usato con lei la sera prima, spostò lentamente lo sguardo dal viso del collega alla sua mano intrecciata con quella di Indigo, particolare quello che non le era sfuggito, lasciando vedere, probabilmente a entrambi, quanto quel gesto la disorientasse e la facesse soffrire allo stesso tempo.

Posso aspettarmi, se non stasera, almeno domani mattina di ricevere una tua visita nel mio ufficio?

Chiese poco dopo, con un tono di voce remissivo e gli occhi colmi di amore e speranza di potergli strappare quella promessa, sapendo che poi l'avrebbe mantenuta di certo. Non voleva imporgli la sua presenza, non ancora, proponendogli che fosse lei a fargli visita, perchè in quel modo avrebbe avuto un ampio margine di manovra e avrebbe potuto scegliere liberamente quando andare a trovarla.

Andiamo?
Sto morendo di fame, e credo che la serata sia perfetta per un bel pic-nic all'aperto, che dici? Sono sicura che troveremo un bar così generoso da sfamarci con qualche panino stra-farcito, tu che ne pensi?


Gli aveva parlato come se fossero stati da soli, e la voce di Indigo le sarebbe risuonato odioso come un gesso che strideva su una lavagna. E per quanto ogni fibra del suo essere le urlava di trasfigurare quella donna in qualcosa di piccolo, fragile e soprattutto silenzioso, avrebbe fatto un passo indietro in attesa che Lucas prendesse la sua decisione, continuando a guardalo con intensità come se potesse fargli cambiare idea con la sola forza del pensiero.
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Messaggioda Lucas » 27/05/2013, 22:01

Non avrebbe mai pensato di trovarsi di fronte la donna che aveva preso il suo cuore, l'aveva calpestato e poi l'aveva nuovamente riposto al centro del suo petto, come se nulla fosse: si era quasi illuso di poter scappare da tutta quella situazione, ma non aveva fatto i conti con quello stesso cuore che, pur soffrendo e sanguinando, stava continuando ad amarla, nonostante tutto.
Perciò non era scappato quando si era reso conto che Indigo e Tisifone si trovavano insieme, nello stesso luogo, anche se il pensiero di farlo gli era balenato nella mente, facendo uscire fuori la parte meno sicura di sé, quella non certa di saper gestire una situazione del genere, o meglio, non certa di sapersi trattenere di fronte alla sua ex compagna.
In realtà, la prima cosa che era venuta in mente al giovane uomo era una possibile emergenza che l'avrebbe costretto a rimanere al Castello, ipotizzando fosse quello il motivo per cui la collega di Divinazione si era ritrovata all'ingresso della Foresta Proibita.

A quanto sembra nessuna creatura bizzarra ti impedirà di dar seguito al tuo appuntamento. Volevo solo concedermi una passeggiata rilassante ma un malore improvviso me lo ha impedito.

Non batté ciglio alla parola "appuntamento", perché in effetti si trattava proprio di una cosa del genere, anche se non era un incontro galante, non stava facendo la corte ad Indigo e non aveva intenzioni romantiche con lei, solo passare del tempo con qualcuno che lo faceva stare bene.
Socchiuse appena gli occhi quando sentì la parola "malore", ed una parte di lui si preoccupò per la donna senza poterselo impedire, provando il desiderio di stringerla tra le braccia e cullarla per poi obbligarla a mangiare e riposare fino a che non fosse stata nuovamente in forze.

Probabilmente ho preteso troppo dal mio corpo ma le mie ricerche non potevano attendere.
Ma almeno ne è valsa la pena, considerato che ho trovato le risposte che cercavo e anche le prove.


Lo sguardo si spalancò nuovamente, chiedendosi cosa volesse dire con quelle parole: se diceva il vero, se era vero che qualcuno l'aveva costretta a fare ciò che aveva fatto e lei poteva provarlo, allora perché non parlargliene subito a costo di fare irruzione nel suo ufficio, quel pomeriggio? Perché dirlo solamente ora?
E se fosse stato solo un pretesto per rimanere da sola con lui, per convincerlo del suo essere sincera? Il tarlo del tradimento si era insinuato in Turner, ed ora non riusciva più ad essere obiettivo, non riusciva più a credere a nulla di ciò che usciva dalle labbra di Tisifone, per quanto ci si sforzasse; ogni volta che lei parlava rivedeva nella mente le immagini di lei che si dava da fare con un altro uomo, e questo gli faceva montare in corpo una rabbia tale da spingerlo a stringere i denti fino a farsi male, prima di spaccare qualcosa.

Ho urgentemente bisogno di parlare con te Lucas prima che qualcuno possa dire o fare qualcosa di cui potrebbe pentirsi in futuro.

Puoi stare tranquilla, Tisifone, non sono solito dire o fare qualcosa di cui potrei pentirmi... non io, perlomeno.

Replicò d'istinto Lucas, la voce più tagliente di quanto avrebbe voluto: forse più tardi si sarebbe odiato per quelle parole, più che altro per il loro tono, ma al momento provava semplicemente fastidio per il modo in cui lei le aveva usate; credeva davvero che sarebbe andato a letto con Indigo così per sport, o magari per ripicca? Che avrebbe usato la ragazza come palliativo per il suo dolore, gettandola poi via? Che l'amore, confermatole per altro la sera prima, fosse già sparito e l'avesse lasciato libero di comportarsi come un single con chiunque?
No, era ben diverso, migliore di così, ed il solo pensiero - magari distorto dalla rabbia e dal dolore - che lei potesse ritenerlo capace di un comportamento del genere non fece che aumentare la scintilla d'irritazione che aveva in corpo.

Posso aspettarmi, se non stasera, almeno domani mattina di ricevere una tua visita nel mio ufficio?

Spostò lo sguardo, per qualche istante, sulla sua mano intrecciata con quella di Indigo: nemmeno si era accorto della cosa, e non era sicuro che quella posizione gli spiacesse; sentiva un calore avvolgente provenire dall'altra, come se in qualche modo stesse cercando di dargli le forze di resistere dal non scoppiare, di mantenere la calma.

Passerò domani pomeriggio dopo pranzo, se per te è lo stesso.

Si risolse a dire alla fine, accompagnando quelle parole con un breve cenno di assenso del capo, come se gli costasse fatica promettere una cosa del genere ma si sentisse in dovere di farlo, dovere verso quell'amore che, nonostante i colpi subiti, continuava a provare per lei.

Andiamo?
Sto morendo di fame, e credo che la serata sia perfetta per un bel pic-nic all'aperto, che dici? Sono sicura che troveremo un bar così generoso da sfamarci con qualche panino stra-farcito, tu che ne pensi?


La voce di Indigo fu come un balsamo per la rabbia che sentiva nello spirito: era solare, allegra, serena, lo faceva quasi illudere di potersi sentire allo stesso modo solo standole accanto; nuovamente spostò lo sguardo sul suo viso, su quegli occhi luminosi che emanavano calore, freschezza, ed un'incredibile voglia di essere felice... ciò che avrebbe voluto essere anche lui.

Credo che il picnic sia un'ottima idea - confermò, ben ricordando che il primo picnic ad Hogwarts l'aveva fatto proprio con Tisifone - Possiamo prendere panini, dolci e bibite in un qualsiasi bar, comprare una coperta ed andarci a sedere sotto la ruota panoramica, ti piace come programma?

Domandò, e forse per screzio, forse perché in quel momento sentiva bisogno immediato di trovare una valvola di sfogo che placasse almeno un poco l'oscurità che stava avvolgendo il suo cuore, le labbra del giovane uomo s'incurvarono in un sorriso: non un sorriso qualunque, però... quello sghembo, speciale, che per mesi e mesi aveva rivolto soltanto alla donna che ora si trovava dalla parte opposta del suo corpo rispetto ad Indigo.

E dopo il picnic, una bella passeggiata in centro, ti piace l'idea? Sono sicuro che farai girare la testa a tutti i maschi che incontrerai, è impossibile non ammirarti... e se faremo tardi, ti scorterò personalmente a casa, promesso.

Aggiunse, alzando una mano, quella libera, per portarle una ciocca di capelli dietro l'orecchio e così accarezzarle la guancia con le dita: Julie sarebbe stata fiera di lui, altroché.
Si stava comportando esattamente come lei gli aveva suggerito un paio di giorni prima: bastardamente galante e dolce con le altre, come fosse senza cuore; in realtà il cuore ce l'aveva eccome, ma era un po' come se l'oscurità che l'aveva avvolto lo spingesse a comportarsi così, nutrendosi poi di quella cattiveria che rilasciava all'esterno, in questo caso contro Tisifone.

A domani... professoressa Samyliak.

Si congedò così da lei, dandole il colpo di grazia e dandolo di riflesso a quella parte di sé ancora pulita e sofferente per il distacco tra loro, per una relazione che, al momento, non esisteva più; le fece un ultimo cenno col capo, lasciando che anche Indigo la salutasse, dopodiché senza lasciare la sua mano fece qualche passo verso l'interno della Foresta e attirò improvvisamente a sé la ragazza per stringerla proprio nel momento in cui usò la smaterializzazione per lasciare Hogwarts a favore di Londra.
Almeno per quella sera, il suo cuore ferito avrebbe dovuto lasciare in pace il suo spirito semi-oscuro in cerca d'oblìo.
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Messaggioda Indigo » 27/05/2013, 22:46

Appuntamento.
Così l'aveva definito Tisifone, eppure Lucas non si era disturbato a correggerla... ed ovviamente non l'avrebbe fatto nemmeno la Druida; se la donna pensava ad un appuntamento tra loro, magari immaginandoseli mentre flirtavano e si sorridevano complici, e se Turner non si prendeva la briga di sottolineare la natura di quella uscita, puramente amichevole, almeno per il momento, che l'altra continuasse pure a vederla in quel modo, a lei in tutta sincerità cambiava molto poco.

Puoi stare tranquilla, Tisifone, non sono solito dire o fare qualcosa di cui potrei pentirmi... non io, perlomeno.

Sorrise tra sé a quelle parole, abbassando volutamente il viso per non mostrare il suo compiacimento di fronte a quella scena, ed anche perché, in un certo senso molto contorto, distogliendo lo sguardo dal viso della Divinante l'avrebbe, a suo giudizio, fatta sentire meno osservata in un momento piuttosto difficile per lei, perché magari si sbagliava, ma ad Indigo Lucas non era sembrato troppo ben disposto al dialogo.
Lasciò che si mettessero d'accordo per incontrarsi il giorno successivo, subito dopo pranzo, nell'ufficio della donna per parlare, dopodiché la Druida si prese la libertà di richiamare l'attenzione di Turner con un sorriso radioso ed occhi luminosi, l'esatto contrario dell'atteggiamento dell'altra, insomma: le iridi color cioccolato si posarono in quelle più chiare dell'altro e cercarono di trasmettergli calore, sicurezza, mentre le dita intrecciate con quelle di lui non si scostavano di un millimetro, e d'altronde nemmeno Lucas diede segno di volerle smuovere da quella posizione.

Credo che il picnic sia un'ottima idea. Possiamo prendere panini, dolci e bibite in un qualsiasi bar, comprare una coperta ed andarci a sedere sotto la ruota panoramica, ti piace come programma?

Delizioso.
Così Indigo classificò il sorriso che Lucas le rivolse, ben diverso da quei, pochi, che gli aveva visto sulle labbra diverse ore prima: non sapeva se fosse solo un modo per vendicarsi di Tisifone, se si fosse sentito di farlo e basta, o magari un mix di entrambe le cose, ma le importava poco; qualunque fosse il motivo, quel sorriso meraviglioso e complice lo stava rivolgendo a lei per ora, e tanto le bastava.

Non ho mai passato del tempo a Londra, di notte, quindi sono sicura che mi piacerebbe qualsiasi cosa tu scegliessi di fare, ma il programma mi sembra alquanto allettante, perciò... che stiamo aspettando?

Rispose la Druida, la voce più bassa di prima e suadente ora, appena velata di malizia che però, come poco prima, fu dosata perfettamente per essere leggera, delicata e non fastidiosa né invasiva; gli occhi di Indigo brillavano di piacere ed aspettativa, ma sembrava che Lucas non avesse ancora finito, tirando fuori un lato di sé che avrebbe sicuramente fatto del male a Tisifone... e la cosa, nemmeno a dirlo, la intrigava parecchio.

E dopo il picnic, una bella passeggiata in centro, ti piace l'idea? Sono sicuro che farai girare la testa a tutti i maschi che incontrerai, è impossibile non ammirarti... e se faremo tardi, ti scorterò personalmente a casa, promesso.

Il sorriso le si ampliò sulle labbra non solo per le parole da lui pronunciate, ma anche per la carezza appena accennata che le accompagnò: che fosse per ripicca o altro, in ogni caso in quel momento Lucas Turner stava flirtando con lei di fronte alla sua ex, ed Indigo sembrava crologiarsi meravigliosamente bene nella parte della ragazza a cui venivano rivolte tutte le attenzioni di lui.

Pensa a quanto ti odieranno allora, visto che starò passeggiando con te... - mormorò la Druida in risposta alle sue parole, voltando il capo per appena un secondo così da sfiorare con le labbra la pelle del palmo di lui - E se dovessimo fare troppo tardi e tu non volessi rientrare... ho una stanza per gli ospiti che non ho ancora inaugurato.

Aggiunse con voce calda e timbro basso, quasi sottovoce ma non abbastanza piano da impedire a Tisifone di sentirla: voleva che lei la sentisse, così come voleva che non si perdesse nemmeno un secondo di quella scena tra loro; avrebbe avuto incubi per un bel po', probabilmente, ma alla Druida importava davvero poco, era più divertente così.
Finalmente potevano andare, ed il primo a congedarsi fu Turner, salutando la collega in modo freddo e distaccato, un modo che non fece altro che compiacere la ragazza accanto a lui.

A domani... professoressa Samyliak.

E' stato un piacere conoscerla... Tisifone.

Al contrario di Lucas, lei usò apposta il nome proprio della donna, quasi come un affronto e chissà, magari era quello l'obiettivo; si volse verso di lei ovviamente nel salutarla, accompagnando il congedo con un sorriso sereno e gradevole come tutti i precedenti, e per un secondo Tisifone avrebbe forse visto i due come ben più che semplici conoscenti...


Immagine


Un ultimo cenno del capo in direzione della donna, e finalmente poterono andarsene da Hogwarts, vi erano rimasti anche troppo, in fondo: mentre la poltrona d'erba e radici si ritirava nel terreno, scomparendo così com'era venuta, Lucas ed Indigo fecero qualche passo per distanziarsi dalla professoressa di Divinazione e dal Castello, e poco prima di smaterializzarsi con lui, la Druida venne attirata dall'altro a sé, un gesto che la portò ad appoggiare una mano sul suo petto, l'altra ancora intrecciata alla sua.
L'ultima cosa che avrebbe visto Tisifone, di quella scena, sarebbe stato il sorriso che Indigo stava rivolgendo al docente di Trasfigurazione, un'espressione complice e suadente che sembrava quasi promettere una serata bellissima ed una notte... indimenticabile.
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Messaggioda Tisifone » 28/05/2013, 12:16

Idiota. Si era comportata come una stupida leale onesta Grifondoro e a giudicare dall’espressione che si era appena dipinta sul viso di Lucasne avrebbe pagato le conseguenze che certamente sarebbero state amare se non addirittura fatali per il suo già troppo provato cuore malandato. La sera prima lui le aveva chiesto del tempo per riprendersi dalla rabbia, dalla delusione, e lei come una sciocca glielo aveva concesso, trattenendosi per tutta la giornata di fare irruzione nel suo ufficio per metterlo al corrente delle novità che aveva scoperto grazie ai suoi padrini. E anche pochi istanti prima, sempre per una sorta di onestà intellettuale – idiozia targata rosso oro avrebbe detto Demetri con disprezzo – aveva preferito dire la verità invece che mentirgli per costringerlo a ritardare anche se di qualche ora il suo appuntamento. Mentre scrutava quelle iridi che tanto amava aveva la sensazione [Intuito(S)=36] che lui non le credesse, che pensasse che fosse solo una bugia per poter passare del tempo con lui, per ingannarlo di nuovo. Strinse con forza le mani, incrociate in grembo, stropicciando con la sinistra, quella nascosta, un lembo del vestito, con rabbia. Se era quello che si otteneva comportandosi in maniera onesta e cristallina allora si, non ne valeva la pena, e da quel momento in poi Tisifone si sarebbe comportata di conseguenza. Forse ormai era troppo tardi, forse il Destino non le avrebbe offerto nuovamente delle altre occasioni da cogliere, ma questo non le importava, qualcosa in lei si era incrinato e adesso era disposta anche a crearle le situazioni pur di ottenere quello che voleva. Un sorriso amaro le comparve sul volto al pensiero che alla fine si stava trovando, suo malgrado, d’accordo con Indigoe cioè che gli attimi, quando ti vengono offerti, vanno colti al volo.

Puoi stare tranquilla, Tisifone, non sono solito dire o fare qualcosa di cui potrei pentirmi... non io, perlomeno.

Lo so!

Era questo che avrebbe voluto dirgli, caso mai allungando una mano per posarla sul suo braccio così vicino fisicamente ma anche così lontano, eppure non si mosse, non poteva farlo, perché se lui si fosse sottratto al suo tocco, se l’avesse scansata mentre stava ancora stringendo la mano della Druida allora tutte le sue speranze si sarebbero frantumate ai suo piedi, ed erano solo quelle che ancora le permettevano di andare avanti. Sapeva – o almeno sperava di sapere ancora – che Lucas era una persona corretta e se il giorno prima le aveva detto di amarla non poteva aver cambiato idea nel corso di una notte. Ma il modo in cui si comportava, o meglio si comportavano entrambi, era qualcosa di destabilizzante per una persona seria e tutto d’un pezzo quale ancora di reputava essere Tisifone, instillandole dubbi e impedendole di comprendere esattamente come stessero le cose. Ed era quella confusione che la spingeva a esporre concetti o forse accuse, che in realtà non sentiva. Quanti rimpianti, o forse rimorsi, stava accumulando in un’unica sera? Tanti, tutti quelli che aveva evitato per una vita intera, si sperava solo che non fossero troppi da impedirle di tornare a sorridere e riavere fiducia nel prossimo.

Quando dispongo della mia volontà, neanche io.

Ribatté a quella frecciatina caustica in maniera sicura e anche stanca, evitandosi il disturbo di dissimulare la smorfia di dolore che le parole taglienti del ragazzo le avevano procurato. Quante altre migliaia di volte avrebbe dovuto professare la sua innocenza intellettuale e soprattutto sentimentale prima che lui si decidesse ad ascoltarla davvero e ad aprire gli occhi per rendersi conto che aveva ragione? Probabilmente infinite e per quanto la situazione fosse logorante, avrebbe continuato a ripeterlo all’infinito se quello voleva dire darle la possibilità di riavere Lucas accanto a sé. E forse, quella possibilità, si sarebbe presentata prima di quanto avrebbe immaginato anche se non quando avrebbe voluto.

Passerò domani pomeriggio dopo pranzo, se per te è lo stesso.

Va bene, ti aspetterò.

Quelle furono le ultime parole che Tisifone pronunciò prima di diventare spettatrice invisibile – nel senso di ignorata – dello scambio di battute amichevoli e confidenziali tanto da sfiorare l’intimità tra il docente di Trasfigurazione e la Druida. Ogni singola parola, ogni singolo gesto compiuto dai due si trasfigurarono in coltelli, lame affilate che lacerarono la sua debole carne per penetrare a fondo, fino a raggiungere il suo cuore già dolorante e dilaniarlo, staccandone un pezzo e facendolo finire in un buco nero da cui difficilmente sarebbe riemerso qualcosa di ancora vivo, riducendo in macerie tutti i suoi ricordi felici.

Zac! Pic – nic… come quello che avevano fatto loro e che a tutti gli effetti poteva essere considerato il loro primo appuntamento.
Zac! Il sorriso sghembo che l’aveva fatta innamorare di lui e che fino a quel momento era appartenuto a lei sola
Zac! Complimenti e carezze che l’avevano fatta sentire l’Unica e che ora venivano rivolti a un’altra
Zac! Il calore e la morbidezza della sua pelle che venivano saggiate da labbra che non erano le proprie.
Zac! Sorrisi radiosi, ammiccanti e maliziosi che sembravano, di riflesso, illuminare il viso di Lucas ma che non le appartenevano e forse non le sarebbero appartenute mai più.
Zac! La promessa velata di una notte indimenticabile tra quattro mura sconosciute tra cui lasciarsi andare liberamente e che lei non avrebbe mai saputo se sarebbe stata mantenuta o meno.

A domani... professoressa Samyliak.

E' stato un piacere conoscerla... Tisifone.

Gli ultimi due affondi andarono a vuoto perché ormai non vi era più nulla da colpire: il corpo di Tisifone era un guscio vuoto, privato di qualsiasi forza emotiva, senza anima che restava in piedi solo in virtù di una forza di volontà inutile che venne meno nel momento in cui Lucas strinse a sé il corpo di Indigo prima di smaterializzare entrambi chissà dove. E se l’ultima cosa che lei vide fu lo sguardo di odio, di lui, e di superiorità e divertita malizia di lei, l’ultima cosa che entrambi poterono vedere fu il corpo di Tisifone traballare e crollare senza forza all’indietro, sulla poltrona che lei stessa aveva evocato e che era ovviamente ancora lì. Aveva lo sguardo vitreo, il viso pallido e alcune goccioline di sudore freddo le imperlavano la fronte e forse avrebbe rabbrividito dal freddo per il Vento che adesso che stava calando la sera non era più mitigato dal calore del Sole, ma non si accorse di nulla perché lei non era lì. La sua mente si era rifugiata altrove per cercare di salvare almeno un brandello di sanità mentale e non impazzire del tutto dal dolore.
Fu Romualdo, il GuardiaCaccia a trovarla un’ora dopo, probabilmente attirato lì da Idra che, preoccupata dal fatto che la sua padrona non rispondeva ai suoi richiami, era andata a cercare aiuto. Essendo un Centauro e quindi avvezzo alle “stranezze” divinatorie, non impiegò molto tempo grazie alla sua magia per riportare Tisifone al tempo presente.

Avrei preferito restare lì.

Furono queste le prime parole che la Divinante pronunciò, sbattendo le palpebre per riabituare gli occhi a vedere e riconoscere i contorni normali degli oggetti.

Quello è un luogo immutato e immutabile dove la Conoscenza è protetta dall’Oblio – le aveva risposto il Centauro – Questo è un giardino di bonzai dove ogni germoglio assurge a tutto e a nulla ed è il Sapere che li rende rigogliosi.

Assorbendo le parole, criptiche ma non troppo, del Centauro, Tisifone si era alzata in piedi e, sfilata la bacchetta dalla manica, aveva fatto evanescere la propria poltrona ricordando, solo in quel momento, come quella di Indigo non si fosse limitata a sparire, come facevano tutti gli oggetti evocati con la bacchetta, ma si era ritirata nel terreno, come se le radici che la componevano fossero stati davvero vivi e si fossero limitati a tornare nella loro dimora abituale.

Grazie Romualdo. Se non le spiace in una notte tersa sorbiremo il succo della terra e lasceremo che le nostre coscienze si perdano nell’infinità delle stelle.

Gli disse, sentendo dentro di sé l’urgenza di prendere quella sorta di appuntamento con il Centauro, prima di fare ritorno al Castello, con Idra che le strisciava accanto e l’animo in tumulto per i dubbi e la nuova consapevolezza che aveva acquisito. Di amore, dolore e sentimenti ancora non vi era traccia in lei.

[FINE]
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Messaggioda Sandyon » 28/05/2013, 17:05

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Messaggioda Rebecca » 25/10/2015, 22:16

{Giovedì 28 Febbraio 2111 - Ingresso Foresta - Ore 10:30}


Credi di essere l'unica ad aver rinunciato a qualcosa? Non fare la stronza egoista come tuo solito Phoebs, IO ho rinunciato a tutto in tutti questi anni solo per stare insieme a te!


Come si poteva essere tanto crudeli?
Rebecca si era posta quella domanda più e più volte, rievocando stralci del brutto litigio che aveva provocato la rottura insanabile fra lei e Phoebe. Non era ancora riuscita a darsi una risposta soddisfacente, però, se non ammettendo la verità ovvero che dentro di lei si celava una Rebecca che non conosceva, capace di distruggere tutto ciò che amava.

Sì, stare con te mi fa stare male, è esattamente questo quello che voglio dirti.
Ormai questa storia è diventata una barzelletta, mi chiedo ancora perché sto con te...


Stare male con lei? Come era possibile?
Phoebe era meravigliosa, divertente, forte, allegra, sensuale: nonostante tutte le loro piccole difficoltà quotidiane, lei non aveva mai smesso di essere amabile per l'Auditore, nemmeno quando si dimenticava di chiudere il barattolo della marmellata o quando fuggiva via, come il Vento, lasciando il letto sfatto.
Come aveva potuto dirle cose così orribili, sapendo di amarla con tutta sè stessa?
Ancora una volta, la sensazione di non conoscersi tanto bene quanto aveva sempre creduto si affacciò sulla sua coscienza, interrompendo per un attimo il suo cammino. Non aveva abbandonato Hogwarts solo perchè sapeva che quel gesto avrebbe avuto il sapore della debolezza, una debolezza che l'Auditore non voleva avallare.
Aveva pianto, urlato, maledetto il giorno in cui non era riuscita a controllarsi, a cedere alla tentazione di andare con un uomo.
Eppure non era stato il tradimento fisico -per lei- la cosa peggiore che avesse fatto.
L'italo-svedese sapeva di aver fatto qualcosa di molto peggio, alla Ciclonis, qualcosa che le avrebbe precluso per sempre il suo perdono: aveva calpestato il suo cuore senza badare ai suoi sentimenti.

Bene!
Se è così che la pensi, allora tanti cari saluti.
Tanto non sei più abbastanza per me.


Erano state le ultime parole che le aveva rivolto, prima di uscire di casa sbattendo la porta e girare per i pub nelle vicinanze. In uno di questi aveva incontrato un uomo che la attraeva sessualemente e senza pensarci due volte ci era andata a letto, senza pensare alle conseguenze.
Riflettendoci bene, Rebecca sapeva che quella sera non gliene importava niente delle conseguenze: voleva andare a letto con quello sconosciuto e basta, senza porsi il problema di quanto stesse male Phoebe, di quanto la stesse ferendo col suo comportamento. Aveva fatto una scelta triste e infelice, priva di rimorso.
Ma il rimorso non era rimasto nascosto per sempre. Dopo qualche mese esso si era presentato con tutta la sua forza e prepotenza, mandando in pezzi il suo cuore e la sua vita, una vita che -con l'addio di Phoebe- sembrava non avere più senso.

Questo tradimento è servito a capire che fra noi non può più esserci nulla.
E' finita Phoebs.
Credo sia meglio dirci addio.


Logan, Noah, Tisifone, Amy: tutti la trattavano come sempre, tutti le volevano bene, che fossero a conoscenza o meno di quello che aveva fatto l'Auditore.
E più loro erano gli stessi di sempre, più lei sentiva di non esserlo affatto, di non meritare la loro amicizia, il loro supporto, la loro comprensione.
Logan fra tutti era quello che le era stato più vicino: come faceva a non schifarsi di lei? Come faceva ad esserle amico, pur sapendo tutta la verità?
Gli altri potevano ignorare molti particolari, ma non lui. Lui, con il quale l'Auditore aveva anche provato ad andarci a letto insieme ed era stata -per sua fortuna- rifiutata.
Lui, che l'aveva ospitata in casa sua quando Rebecca non aveva più un posto dove andare.
Non era un essere umano normale. Doveva essere un angelo, per forza. Nessun essere umano sano di mente avrebbe voluto restare vicino ad una persona come lei.
Erano pensieri cupi quelli della giovane donna, che aveva ripreso il proprio incedere fino al confine dei giardini con la Foresta Proibita. Erano pensieri che nascondeva dentro di lei, covandoli gelosamente ed evitando di farli venire fuori. Aveva paura che se qualcuno avesse scoperto la verità su di lei, sarebbe stata lasciata completamente da sola.
E lei aveva paura di rimanere da sola.
Camminava senza fermarsi e i suoi piedi la portavano verso luoghi che erano frequentati, abitualmente, da Phoebe. Non c'era una sola lacrima sul suo viso, ma la sofferenza continuava a crescere giorno per giorno, invece che placarsi come avrebbe dovuto fare.
Semplicemente Rebecca ci stava facendo l'abitudine. Stava imparando ad elaborare e razionalizzare ogni cosa, per impedirsi di impazzire e ad attendere: era sempre stata brava ad attendere. Doveva solo avere pazienza e un giorno, il tempo, l'avrebbe guarita, ricucendo tutte le ferite.
Fino a quel giorno, la bella italiana taceva. E nel silenzio, si voltava a guardare gli alberi, l'erba, le creature nascoste nel folto della foresta e in lontananza la capanna del Guardiacaccia, dove camminava Yrjö, il nuovo insegnante di Cura.
Si volse a fissarlo e qualcosa di strano accadde. Al suo posto si sovrapposse un'altra immagine.
Una persona a lei cara. Una persona che aveva ferito. Una persona per cui, il suo cuore, riprese lentamente a sanguinare.

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Phoebe...

Sussurrò quel nome nel Vento e chissà, forse esso lo avrebbe portato alla Ciclonis. Rebecca sperava di no, sperava che l'elemento non fungesse più da tramite fra loro due. L'aveva ferita, l'aveva tradita e abbandonata e non meritava, non lei, di essere ancora tormentata dal ricordo dell'italo-svedese. Phoebe doveva andare avanti, doveva trovare una persona migliore di lei ed essere felice e odiarla e disprezzarla per sempre e starle perennemente lontano...
Volse le spalle al nuovo docente e fissò ancora una volta l'ingresso della Foresta Proibita, resistendo all'impulso di trasformarsi in lupo e di sparire al suo interno. Doveva tenere duro, stringere i denti e andare avanti.
Prima o poi avrebbe smesso di stare male.
Prima o poi avrebbe smesso di sognarla.
Prima o poi avrebbe smesso di amarla.

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Rebecca
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