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Auditorium - Sala Musica

Dirett.ce Artistica: Monique Vireau

Messaggioda Victoria » 10/06/2015, 14:46

[handwriting]Sono convinta che tuo padre non sarebbe stato tanto felice della cosa...

Scherzi?
Gli sarebbe venuto un infarto, come minimo! Un conto è accettare un ragazzo che ha l'età di tua figlia o poco più, tra l'altro ancora minorenne, ed un altro...
-un altro era accettare un maggiorenne, di diversi anni più grande della Randall, per di più ex professore di quest'ultima!

Probabilmente una volta che si fosse diplomata e fosse diventata maggiorenne a sua volta, tutto sarebbe cambiato, anche perché non avrebbe più potuto impedirle qualcosa o decidere come fosse giusto vivere.
Al momento, comunque, la sua frequentazione con Vergil aveva decisamente più probabilità di funzionare rimanendo segreta, conosciuta solo da persone di fiducia come Caroline Priscilla e Calvin che tifavano per loro, forse anche da diverso tempo.

Ma figurati, non è il tipo!
Però credo che si divertirebbe un mondo ad agitare in aria i pon pon!


Sì, e ad inventare qualche slogan in rima con cui accompagnare il movimento dei pon pon... -commentò Victoria, ridendo di gusto nell'immaginarsi quella scena.

Sapeva bene che la felicità dell'Owens non potesse essere raggiunta, in quantità, da quella della O'Neill, perché stare -o comunque frequentare- il Cartwright aveva significato la rottura della relazione tra la Randall e il Delfino Alvares, che per quanto se la fosse cercata era comunque amico dell'irlandese... o lo era stato, se non altro.
Per qualcosa che l'americana aveva perso, tuttavia, aveva acquistato anche qualcos'altro: l'amicizia con Cappie, nello specifico, un legame già forte prima che era diventato molto più profondo di quanto entrambe potessero immaginare; oltretutto le due condividevano molte cose, come la scomparsa di un genitore, motivo per cui, forse, l'irlandese aveva preso a cuore la perdita della somiglianza tra Victoria e la madre, a seguito della trasformazione della prima. E, forse, proprio quella sensibilità aveva spinto lei ed il fidanzato, Axell Cartwright, a regalarle un ponderatoio tutto suo dove poter rivivere i ricordi di Melanie ogni qualvolta l'avesse voluto.
Questo regalo aveva scatenato la commozione della Randall che, in lacrime, aveva abbracciato forte forte l'amica, ringraziandola per il pensiero e ripromettendosi di ringraziare a dovere anche Axell che, tra parentesi, stava scoprendo essere molto dolce e sensibile, ben diverso dall'immagine che i media davano di lui.

Lui non ha l'atteggiamento da spaccone, sono i giornalisti che lo fanno apparire così!
Invece è un ragazzo dolcissimo, che sa come divertirsi e sì, va bene, è un po' sfacciato, e le prime volte che ci vedevamo mi metteva sempre un po' in imbarazzo, perchè diciamo non è che si comporta proprio come un ragazzo per bene e tranquillo...


Prendi fiato... -le suggerì divertita la bionda.

... Però è un tenerone! Pensa che ha salvato un caimano nano da uno zoo e ha una stanza in casa sua dove ha ricreato il suo habitat naturale per farlo stare quanto più comodo e a suo agio!
Dovresti vederlo, è innamorato perso di quel rettile...


Un caimano... domestico? -spalancò appena gli occhi, incredula- Wow... insomma, indubbiamente ha un gran cuore, ma... non è un po' scomodo?
Come animale da compagnia, dico.


Per lei di solito si puntava a cani, gatti, canarini, conigli, topi, animali tascabili o comunque di piccola taglia! Lei, ad esempio, aveva Kirby, che era di piccola taglia, appunto!
... anche se, forse, la palletta rosa -come Ermes- non faceva troppo testo.
Parlando di cose più serie, intanto, le due condivisero i loro modi di approcciarsi -o sarebbe stato meglio dire "non approcciarsi"- ad Jorge, la persona che tanto le aveva deluse e ferite e e che ora entrambe stavano evitando come la peste.
Vergil aveva detto a Victoria di non abbandonarlo, Cappie sembrava un po' dello stesso avviso anche se, naturalmente, con più riserve, mentre lei la pensava decisamente più come Axell, mandarlo a quel paese e tanti saluti.

Sei semplicemente una persona più attenta nel donare fiducia al prossimo. Io e Vergil spesso ci facciamo abbindolare, cosa che a persone come te o ad Axell non accade...
E poi anche tu sei dolcissima o non ti saresti presa cura di Kirby o di quelle uova!
A proposito, dov'è Kirby? E le uova, si sono schiuse?


Macché, l'unica cosa che sono riuscita a capire di queste uova è che sono totalmente indistruttibili... figurati, mi son cadute per sbaglio dalle scale, qualche mese fa, e non si sono scalfite per nulla, nemmeno il più piccolo graffio! Credo che rimarranno così a vita... -commentò Victoria, arricciando il naso- Per quanto riguarda Kirby, eccola qui! -dalla tasca del pantalone tirò fuori una piccola biglia rosa, che mostrò all'amica- Non posso portarmela dietro nella sua forma originale, desterei troppe domande... così è decisamente più comodo! -un po' come faceva la O'Neill che si portava dietro Ermes in forma di peluche.

Ma tornando a parlare di Jorge...

Vicky... Ma hai presente quanto è grosso il mio fidanzato?
Aveva intenzione di ridurgli le ossa a pezzi e credimi che non gli serviva altro che usare i pugni...
E lui non è cambiato molto fisicamente, è rimasto praticamente lo stesso. Lo avrebbe ridotto ad una poltiglia sanguinolenta e sinceramente, per quanto possa essere arrabbiata con lui, non vorrei mai che si facesse male per causa mia...


Potevi dirgli di picchiarlo modulando la forza, no?
Cioè, anche che ad Jorge fossero saltati un paio di denti... si faceva in fretta a farli ricrescere.
-replicò la Draghessa con aria innocente ed una leggera alzata di spalle.

No, decisamente non era pronta a perdonarlo, non se considerava positivo farlo andare in Infermeria o al San Mungo con lividi un po' ovunque: ma la Tassetta? Lei lo aveva perdonato, o lo avrebbe fatto un giorno?

Io... Io sono convinta che lui dentro di sè sia rimasto lo stesso Jorge di sempre...
Ma ciò che non riesco a spiegarmi è come ha potuto il Jorge di sempre dimostrarsi tanto stupido ed egoista.
Non parlo solo per me Vicky, ma anche per i sentimenti che diceva di provare nei tuoi confronti: quale ragazzo veramente innamorato avrebbe fatto quello che ha fatto lui a te?


Quante volte si era fatta la stessa domanda, dopo quella notte?

Quando penso a tutto questo, allora mi sembra che il Jorge che conoscevo in realtà non ci sia più e al suo posto vedo qualcuno di diverso che del mio migliore amico ha solo la somiglianza fisica...
Sono prontissima a perdonare il vechio Jorge, ma non sono sicura di essere pronta ad accogliere nella mia vita quello nuovo.


O forse, in realtà, Jorge è sempre stato così, ma finché non si è trovato nella condizione di mostrare quel lato di sé, l'ha tenuta nascosta, magari non immaginando nemmeno di possedere quel suo "lato oscuro". -ragionò la Randall, forse meno accecata dal sentimento e quindi più obiettiva dell'amica- Forse Jorge non è cambiato, come dici tu, ha semplicemente messo a nudo una parte di sé orribile che però ha sempre fatto parte di lui.
Forse non devi chiederti se sei pronta ad accogliere nella tua vita il nuovo Jorge, ma se sei pronta ad accettare il vecchio nella sua interessa, nel bene... e nel male.


La sua visione del mondo era in una scala di grigio, non bianco e nero: per lei non si parlava di "vecchio Jorge=buono" e "nuovo Jorge=cattivo", ma della stessa persona che, semplicemente, aveva sempre celato -magari perché nemmeno si conosceva del tutto- quel lato nero di sé, mostrando soltanto quello bianco.

Senti, ti andrebbe di ascoltare un pezzo di mia invenzione?
Voglio però che tu sia completamente sincera nel tuo giudizio!


Mh? Certo che lo voglio ascoltare! -confermò Victoria con un gran sorriso- E prometto che sarò severa, anzi, severissima, la più severa che tu abbia mai conosciuto![/handwriting]
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Messaggioda Caroline Priscilla » 11/06/2015, 20:28

Un caimano... domestico? Wow... insomma, indubbiamente ha un gran cuore, ma... non è un po' scomodo?
Come animale da compagnia, dico.


E' più piccolo di un caimano normale e di sicuro lui non lo trova scomodo...

Visto che poteva permettersi una casa a più piani e con venti stanze, di cui una solo ed esclusivamente di Yangus. Avrebbe potuto passare le ore a parlare del proprio ragazzo a Victoria, ma Cappie temeva che così facendo sarebbe risultata troppo ripetitiva e noiosa agli occhi dell'amica. In più era da così tanto tempo che non si vedevano da doversi per forza di cose aggiornare su quanto accaduto negli ultimi mesi. A parte le belle notizie, i loro discorsi toccarono anche questioni più gravose (come Kirby e le due uova) e meno felici (Jorge) che risvegliavano l'interesse di entrambe.

A proposito, dov'è Kirby? E le uova, si sono schiuse?

Macché, l'unica cosa che sono riuscita a capire di queste uova è che sono totalmente indistruttibili... figurati, mi son cadute per sbaglio dalle scale, qualche mese fa, e non si sono scalfite per nulla, nemmeno il più piccolo graffio! Credo che rimarranno così a vita...

Perchè non hai provato a portarle in qualche centro di ricerca?
Non ne conosco nemmeno uno, ma forse lì possono darti una mano...


Più che altro il problema era capire che cosa avrebbe voluto farci la Randall con quelle due uova, se fosse riuscita a farle schiudere. Cappie non era sicura di potersi fidare al 100% di questi centri (temeva che se avesse portato loro Ermes glielo avrebbero tolto dalle mani), ma lei sapeva di doversi prendere cura di una creatura esattamente come se fosse un animale domestico, per questo aveva chiesto alla docente di Cura, la Chamberlain, di darle una mano a comprendere quali fossero le esigenze della sua pecorella e come educarla. Nel caso della Draghessa invece le cose erano diverse: a parte Kirby, che di sicuro possedeva un buon quantitativo di intelligenza da renderla più vicina ad un essere umano, le due uova in suo possesso dovevano ancora schiudersi e nè la O'Neill nè l'americana possedevano le conoscenze fondamentali per poter comprendere come fare.

Per quanto riguarda Kirby, eccola qui!

Ma ciao piccolina!

Non posso portarmela dietro nella sua forma originale, desterei troppe domande... così è decisamente più comodo!

Ti capisco. Almeno la tua è più facile da nascondere, Ermes invece...- guardò la borsa dove stava il piccolo animaletto di peluche -Già non sembro adulta di mio, figurati che impressione dò insieme ad un pupazzo di peluche...

Disse rassegnata, ma per nulla intristita da quella cosa perchè ad Ermes ormai ci si era affezionata e non le sarebbe importato affatto di apparire una bambina agli occhi di tutti, pur di averlo sempre con sè. Chiusa quella parentesi, continuarono il discorso su Jorge e precisamente sulla volontà di Axell (e anche di Vicky) di rompergli le ossa del collo prendendolo a pugni. Pericolo che l'irlandese aveva sventato prima che potesse accadere.

Potevi dirgli di picchiarlo modulando la forza, no?
Cioè, anche che ad Jorge fossero saltati un paio di denti... si faceva in fretta a farli ricrescere.


Fissò un po' male l'amica, ma non disse nulla al riguardo perchè sapeva che la tentazione l'aveva avuta persino lei. Solo l'affetto profondo che ancora la legava al portoghese l'aveva spinta infine a fermare il giocatore di Quidditch, facendogli promettere che non gli sarebbe stato torto nemmeno un capello. Ma quello stesso affetto non era stato abbastanza per fare in modo che la O'Neill si riavvicinasse al suo migliore amico. Spaventata da ciò che aveva visto in lui, la ex-Tassorosso non sapeva decidersi nell'accettare la nuova persona che Jorge le aveva dimostrato di essere, timori che confessò anche all'amica Dragargenteo.

O forse, in realtà, Jorge è sempre stato così, ma finché non si è trovato nella condizione di mostrare quel lato di sé, l'ha tenuta nascosta, magari non immaginando nemmeno di possedere quel suo "lato oscuro".

Tutti abbiamo un "lato oscuro" col quale dovremo fare i conti prima o poi...

Forse Jorge non è cambiato, come dici tu, ha semplicemente messo a nudo una parte di sé orribile che però ha sempre fatto parte di lui.
Forse non devi chiederti se sei pronta ad accogliere nella tua vita il nuovo Jorge, ma se sei pronta ad accettare il vecchio nella sua interezza, nel bene... e nel male.


Certo che sono pronto ad accettarlo. Quello che mi blocca però è sapere che l'amore per te e il legame con me non sono bastati a fermarlo dal compiere un gesto tanto egoista!
E il fatto che ce lo abbia tenuto nascosto... Mi fa rabbia pensare che se ce lo avesse detto in tempo, avremmo potuto evitare tutto questo. Poteva farlo e non l'ha fatto, perchè sapeva che si sarebbe messo nei guai con noi...
Oppure davvero la medusa gli ha fatto qualcosa di peggio di quel che crediamo. A volte penso di essere stata troppo dura nel giudicarlo...


Era lecito farsi venire dei dubbi, ma in fondo la O'Neill rimaneva nell'animo una Tassorosso convinta, pur non facendo più parte effettiva della sua Casata. Poco dopo fu il momento di chiedere alla Randall un giudizio su una canzone che Cappie aveva scritto e composto mesi e mesi prima, con la speranza un giorno di farla sentire proprio a lei. Non appena ebbe ricevuto l'ok da Vicky, la ragazzina si mise in piedi, salendo nuovamente sul palco e prendendo la propria chitarra acustica.

Questa l'ho scritta pensando a te.
Quindi vedi di fartela piacere, perchè è stato un lavoro lungo e faticoso trovare le parole giuste!


Disse buttandola molto sullo scherzo, sedendosi ai bordi del palcoscenico, per terra, per stare quanto più vicina possibile all'unico pubblico che aveva in quel momento: Victoria Randall.

Si intitola "Keep Holding On"...
Credo che sia piuttosto azzeccato!


Cercava di scherzare solo per contenere l'agitazione che la prendeva ogni qual volta doveva esbirsi di fronte a qualcuno. Non riusciva proprio a comprendere come facesse Ariel, che aveva scelto come carriera proprio quella di cantante! Forse però aveva capito quale era il suo trucco: la Jiménez, quando si esibiva, perdeva completamente la cognizione di dove si trovasse, lasciandosi andare alla musica e alle parole che uscivano melodiose dalla sua potente e bellissima voce. La O'Neill non aveva mai capito come fare, perchè solitamente lei cantava e suonava per sè stessa o al massimo per qualcuno. E in quel momento, mentre imbracciava la chitarra, la dedica di quella canzone andava alla sua nuova migliore amica del cuore.



Aveva scritto quella canzone fra Gennaio e Febbraio, pensando a tutto quello che avevano dovuto affrontare insieme lei e la Draghessa. Era ancora il periodo nel quale non sapeva quando lei sarebbe potuta tornare a scuola e la sua assenza si faceva sentire. I sensi di colpa per ciò che le era accaduto, la voglia di riaverla vicino quando camminava per i corridoi, la consapevolezza di ciò che la Randall stava affrontando da sola... Ma in realtà Cappie era lì, vicino a lei, a tenerle la mano e a farle comprendere che il dolore un giorno sarebbe passato e che doveva solo tenere duro. Insieme ce l'avrebbero fatta, lo sapeva, esattamente come era accaduto all'interno dell'Ottavo Piano quando avevano dimostrato l'una all'altra di avere molte più cose in comune di quanto credessero.

Keep holding on
‘Cause you know we’ll make it trough,
we’ll make it through
Just stay strong
‘Cause you know I’m here for you,
I’m here for you...


Lentamente, mentre le parole della canzone uscivano fuori dalle sue labbra, l'immagine di Jorge si sovrappose a quella di Victoria involontariamente, sorprendendo la O'Neill che tuttavia continuò a cantare e a suonare come se nulla fosse, mettendoci forse un po' più di sentimento nel brano. Non era forse vero che anche lui meritava di tenere duro e di averla vicino a sè? Di sapere che non c'era da preoccuparsi, che tutto sarebbe andato per il meglio perchè loro due, Cappie e Jorge, sarebbero stati insieme e insieme avrebbero affrontato qualsiasi difficoltà.
Quando la canzone terminò, l'irlandese rimase ferma al suo posto, cercando di mascherare [Talento(A):21] la sofferenza provata in quel momento. Voleva che quel brano fosse un'esclusiva della Dragargenteo ma, nell'esibirsi, aveva compreso che non poteva essere così, che una parte di lei avrebbe voluto condividerla anche con il suo migliore amico.

Allora... Come sono andata?

Parlò infine, schiarendosi la voce e cercando di concentrarsi solo su quel momento. Aveva ragione l'americana: probabilmente un giorno lo avrebbe perdonato, perchè lei (a differenza della Randall, a differenza del fidanzato) non riusciva a mettere da parte i propri sentimenti quando un amico, come lo era stato il delfino, aveva bisogno di lei.
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Messaggioda Victoria » 12/06/2015, 14:04

[handwriting]E' più piccolo di un caimano normale e di sicuro lui non lo trova scomodo...

Pensi che un giorno potrò vederlo?
A debita distanza, ovviamente...
-non era esattamente una fan dei caimani, o di animali del genere- però magari, chissà, potrei anche farmelo piacere... in qualche modo.

Vergil aveva gli stessi gusti del cugino?
Perché un po' sarebbe stato problematico farsi piacere determinati tipi di animali domestici... il che la riportava alla volontà di conoscere il caimano di Axell: e poi, se le cose tra lei e il docente di Volo fossero andate bene -ed auspicando che lo stesso fosse accaduto per Cappie e il fidanzato- i quattro avrebbero presto potuto passare molto tempo insieme, quindi cominciare a conoscere il vip per tempo non le avrebbe fatto male.

Perchè non hai provato a portarle in qualche centro di ricerca?
Non ne conosco nemmeno uno, ma forse lì possono darti una mano...


È venuto in mente anche a ,e... -ammise Victoria, quando l'argomento passò, in un certo senso, da un animale all'altro- Però non mi sentirei tranquilla? E se si tenessero le uova e non volessero più restituirmele, o peggio, cominciassero a trattarle come delle cavie? -scosse il capo, infastidita- Mordenkainen le ha affidate a me, il minimo che possa fare è assicurarmi che stiano bene.
Proverò a chiedere anche a Vergil, magari lui saprà darmi qualche indicazione utile...


O magari conosceva qualcuno di fiducia a cui affidarle.
Per fortuna, almeno per Kirby ed Ermes, la situazione era diversa, visto che la prima poteva diventare un qualsiasi oggetto di forma sferica -trasportabile ovunque- mentre il secondo si trasformava in un peluche, forse poco più ingombrante ma comunque non così tanto da doverlo lasciare in dormitorio per tutto il giorno.
Entrambe le ragazze, infatti, erano profondamente legate a quelle creature, volendo loro bene nello stesso modo... non erano della stessa idea, invece, per quanto riguardava Jorge: mentre la O'Neill aveva impedito ad Axell di non picchiare il Delfino, la Randall l'avrebbe lasciato fare, al massimo chiedendogli di metterci poca forza così da non fargli troppo male.
Un po' se lo sarebbe meritato, questo pensava l'americana, ma sapeva bene che la bontà dell'ex Tassetta non le avrebbe mai permesso di dare l'okay al fidanzato.

Certo che sono pronto ad accettarlo. Quello che mi blocca però è sapere che l'amore per te e il legame con me non sono bastati a fermarlo dal compiere un gesto tanto egoista!

Forse vuol dire che non mi amava davvero... -ma poteva non voler bene a Cappie? No, questo Victoria non lo credeva possibile- E che probabilmente la sete di conoscenza è più forte di tutto, anche del legame con le persone che più tengono a lui.

E il fatto che ce lo abbia tenuto nascosto... Mi fa rabbia pensare che se ce lo avesse detto in tempo, avremmo potuto evitare tutto questo. Poteva farlo e non l'ha fatto, perchè sapeva che si sarebbe messo nei guai con noi...
Oppure davvero la medusa gli ha fatto qualcosa di peggio di quel che crediamo. A volte penso di essere stata troppo dura nel giudicarlo...


Ci ho pensato anch'io, una volta... che forse eravamo state troppo severe, che forse non era colpa sua. -un attimo di pausa, poi scosse lentamente il capo- Ma poi mi sono rivissuta nella mente quella dannata notte, e ci sono stati troppi momenti nei quali si è dimostrato lucido e in grado di ragionare per portarmi a credere che il suo gesto fosse solo frutto dell'attacco della medusa.
Non ha detto nulla perché sapeva che ci saremmo arrabbiate, probabilmente pensava di poterlo far uscire dall'ottavo piano senza che nessuno lo sapesse... o meglio, Brianna lo sapeva, ma tanto se l'era scordato...


E la voce faceva ben intendere quanto ancora fosse incazzata anche con la Wollis.
Meglio cambiare argomento, meglio pensare ad altro, anzi, in quel caso ascoltare: Caroline Priscilla aveva scritto, infatti, una canzone per l'amica, e Victoria si sentiva oltre che curiosa e lusingata, assolutamente pronta per farle da giudice severo.

Si intitola "Keep Holding On"...
Credo che sia piuttosto azzeccato!


Cosa successe dopo?
Che fin dalle prime parole del testo, gli occhi della Randall si velarono di lacrime di commozione, una stretta calda al petto che le toglieva il fiato e portava quelle lacrime a rigarle le guance: le parole erano dolcissime, la melodia anche... era la canzone più bella che avesse mai sentito, e qualcosa le diceva -I/P 16- che mentre cantava l'irlandese non stesse propriamente pensando solo a lei.

Keep holding on
‘Cause you know we’ll make it trough,
we’ll make it through
Just stay strong
‘Cause you know I’m here for you,
I’m here for you...


Sì, Cappie per lui ci sarebbe stata, e forse un giorno anche Victoria... ma al momento al Delfino anche la sola presenza della O'Neill sarebbe bastata, ne era certa.

Allora... Come sono andata?

Non rispose, non c'erano parole adatte a commentare quello che l'americana sentiva in quel momento, il che spiegò perché la bionda decise di passare direttamente ai fatti, avvicinandosi all'amica... per poi abbracciarla forte e piangere mentre la stringeva, un pianto non di dolore, non di rabbia, ma di affetto, riconoscenza e commozione.
Era la sua migliore amica, e non sarebbe potuta essere più fortunata di così.[/handwriting]
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Messaggioda Caroline Priscilla » 13/06/2015, 21:29

Pensi che un giorno potrò vederlo?
A debita distanza, ovviamente... però magari, chissà, potrei anche farmelo piacere... in qualche modo.


Tranquilla, non morde ed è docilissimo. In fondo è nato in cattività ed è stato cresciuto praticamente da Axell...- rispose, cercando di tranquillizzare l'amica -E poi sicuro che lo vedrai un giorno!
Vuoi che durante le vacanze non staremo insieme io e te?
Sei matta se pensi che non sarà così!


La prese in giro facendole la linguaccia, perchè sapeva perfettamente che Axell ne avrebbe approfittato, durante le vacanze, per organizzare un'uscita a quattro con le due ragazze e il cugino, in modo da poterla conoscere e farsela andare subito simpatica. Forse quelle vacanze sarebbero state anche la scusa ideale per portare le uova che Victoria aveva con sè in qualche centro di ricerca, dove probabilmente (con le dovute analisi) avrebbero saputo come farle schiudere.
Tuttavia, proprio come la O'Neill nutriva seri dubbi sull'affidabilità di tali centri, stessa cosa pensava la Randall, condividendo con lei il timore che qualcuno, preso da avidità, potesse rubarle le uova e usarle per scopi troppo scientifici e poco umani.

Però non mi sentirei tranquilla! E se si tenessero le uova e non volessero più restituirmele, o peggio, cominciassero a trattarle come delle cavie? Mordenkainen le ha affidate a me, il minimo che possa fare è assicurarmi che stiano bene.
Proverò a chiedere anche a Vergil, magari lui saprà darmi qualche indicazione utile...


Già, Mordenkainen... Chissà come sta...

Disse pensierosa. In tutti quei mesi aveva accarezzato spesso l'idea di andarlo a trovare ovunque fosse stato ricoverato, per accertarsi che stesse bene e che fosse finalmente felice. La O'Neill non si illudeva che l'uomo lo sarebbe stato davvero, visto che ormai aveva perso tutto persino l'adorata figlia, ma almeno aveva riacquistato la sua libertà e con una buona dose di chirurgia plastica forse poteva ottenere anche un aspetto vagamente umano.
Tornarono sull'argomento Jorge Alvares più e più volte le due amiche, scambiandosi tutte quelle opinioni che, tramite gufo, non erano riuscite a fare. L'esperienza col delfino era stata una brutta batosta per entrambe, rimaste deluse dal suo comportamento scorretto e ai limiti della legalità, oltre che sconsiderato nei confronti del legame che lo univa alle due ragazze.

Ci ho pensato anch'io, una volta... che forse eravamo state troppo severe, che forse non era colpa sua.
Ma poi mi sono rivissuta nella mente quella dannata notte, e ci sono stati troppi momenti nei quali si è dimostrato lucido e in grado di ragionare per portarmi a credere che il suo gesto fosse solo frutto dell'attacco della medusa.
Non ha detto nulla perché sapeva che ci saremmo arrabbiate, probabilmente pensava di poterlo far uscire dall'ottavo piano senza che nessuno lo sapesse... o meglio, Brianna lo sapeva, ma tanto se l'era scordato...


Anche l'accanimento di Brianna nei confronti della Randall aveva lasciato un brutto ricordo all'irlandese. La Wollis, come il portoghese, non aveva giustificazioni in merito al suo comportamento: accettare tacitamente che il ragazzo prendesse il diario senza farne parola al resto del gruppo era stato sleale, disonesto e per nulla incline a quello che Cappie chiamava "amicizia". Erano finiti insieme in quel disastro e insieme dovevano prendere le decisioni. Tenerle all'oscuro era stata la mossa sbagliata e solo grazie all'intervento di Sandyon erano riusciti ad uscire da quell'incubo tutti più o meno illesi.

Cerchiamo di non pensarci più: ormai lui fa parte del passato.

Chi cercava di convincere, Victoria o se stessa? Lo sapevano perfettamente entrambe che per l'irlandese la questione con Jorge non era stata ancora chiusa, anzi proprio a causa del suo buon carattere probabilmente non lo sarebbe stato mai. Ci voleva ben altro per separare la futura Ignis da colui che per anni aveva rappresentato il suo fratello di sangue, compagno di avventure e sventure e amico prezioso durante i compiti in classe di Pozioni.
Meglio non pensarci e provare invece ad esibirsi di fronte alla migliore amica, facendole finalmente ascoltare il brano che aveva scritto appositamente pensando a lei, cantato e suonato solo con la chitarra acustica. Per quanto preferisse quella elettrica, trovava che la prima fosse molto più intima e che sapesse trasmettere emozioni più dolci rispetto alla gemella, tutta energia e rock'n roll. Voleva farle capire che ci sarebbe sempre stata per lei, durante i momenti di difficoltà, che non doveva mollare, nemmeno quando sentiva di aver perso tutto, come il bellissimo legame che aveva con la madre. Ciò che invece fece, incosciamente, fu cantare una canzone che la faceva pensare anche al delfino, portandola ad esprimere con maggior sentimento ed emozione ciò che sentiva nel più profondo del cuore.

Allora... Come sono andata?

Si tolse la chitarra e scese giù dal palco, facendosi raggiungere dalla Dragargenteo che, commossa, l'abbracciò con forza, piangendo a più non posso sulle spalle della ex-Tassorosso. Sorpresa da quella reazione, ma profondamente colpita a sua volta, la O'Neill ricambiò l'abbraccio con forza, accarezzandole i capelli con dolcezza proprio come quando si erano ritrovate, così vicine, alla fine della disavventura nell'Ottavo Piano.

Dai smettila di piangere, altrimenti mi metto a piangere pure io!

Cercò di calmarla con ironia, sentendo gli occhi farsi lucidi e volendo evitare di fare una fontanella in due dentro l'Auditorium. Anche perchè, i ragazzi del Coro erano appena tornati dalla pausa e le stavano fissando un po' sconcertate.

Che ne diresti di aspettarmi fuori mentre sistemo tutto qua dentro?
Potremmo andare da Calvin, rapirlo e andare a passeggiare fuori da scuola.
Ti piace come idea?


E se la Randall avesse acconsentito, allora l'irlandese le avrebbe dato un bacio sulla guancia, salutandola e rivolgendosi nuovamente ai ragazzi che la stavano fissando incuriositi. Era arrivato il momento di ringraziarli per il loro aiuto e di passare un po' più di tempo con la sua migliore amica.

[Fine per due]
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Messaggioda Kenneth » 09/10/2019, 20:15

29/03/2114
Ingresso Auditorium
Ore 14:15


L'ora di pranzo si era conclusa da qualche minuto e Kenneth si sentiva particolarmente sazio.
La mensa della Cyprus era organizzata in modo leggermente diverso, a cominciare dal fatto che somigliasse in tutto e per tutto ad una High School Babbana.
I ragazzi passavano con il vassoio, riempivano il piatto e poi si andavano a sedere, cosa che permetteva di contenersi nel mangiare.
I tavoli di Hogwarts invece, riempiendosi automaticamente di ogni ben della Trama, risultavano una maledizione per chiunque decidesse di stare leggero.
Praticamente invitavano a mettere mano su tutto, deglutendo a più non posso bocconi di svariati cibi diversi.

Avrò già preso almeno un chilo e mezzo da quando sono qui...

Kenneth non era uno attento alla linea, ma sapeva che mangiare troppo gli desse poi problemi di stomaco, problemi che avrebbero ostacolato lo studio.
La professoressa Cartwright non gli aveva ancora dato una risposta riguardo la propria proposta come Assistente e questo lo metteva molto in agitazione.
Sua madre aveva già iniziato a tartassarlo di domande, chiedendogli come mai non si fosse ancora decisa e se gli avesse detto qualcosa sul test di ingresso.
Quel test era andato una bomba ma per forza, ci aveva studiato svariati mesi con la testa china sui libri e nel laboratorio privato.
Anche lui stesso sapeva che quello non fosse un biglietto da visita autentico.

Probabilmente sarebbe meglio se le dicessi la verità, non è giusto fare una così bella figura quando il merito va esclusivamente al tempo...

Terminata l'ora di Pozioni pomeridiana, verso le 18:00, avrebbe fatto visita alla docente per parlarci apertamente, mettendo anche a rischio il posto come Assistente.
Purtroppo non se la sentiva affatto di avere quella carica in un modo così poco onesto. Quei risultati erano frutto di controlli fatti e rifatti in settimane e settimane.
Sua madre avrebbe mandato la solita strillettera innervosita dal suo eccessivo senso della giustizia e poi se ne sarebbe fatta una ragione.
Intanto, il Laars si era fatto accompagnare presso l'unico posto non ancora visitato, ovvero l'Auditorium.
La struttura era seriamente magnifica, ben curata, con un grande palco e diverse strumentazioni disposte su di esso.

Nessuno fa le prove oggi?

Nessuno fa le prove e basta... Il coro di Hogwarts è di nuovo vuoto!

Ma... Come mai? Insomma, lì nella teca ci sono dei premi, anche delle targhe...

Dopo che i precedenti partecipanti si sono Diplomati, il coro ha combinato qualcosa per un altro annetto, ma poi è finito tutto all'aria.

Un vero peccato, quindi perché ci sono tutti quegli strumenti se tanto non deve usarli anima viva?!

Stanno lì per bellezza, tanto gli Elfi ci applicano sopra una cera che neutralizza la polvere... La Vice Preside è fissata con l'estetica.

... Ho capito...

Senti io devo scappare che ho appuntamento con Bethany dei Tassorosso, ci si vede in Sala Comune, ok?

Kenneth ringraziò per il passaggio e fece andare via di corsa il compagno di banco, restando lì a guardarsi intorno.
Si sedette su una delle tante poltroncine, deciso a dare un'occhiata agli appunti lì dentro, tanto era certo che non sarebbe venuto nessuno.
Tutto quel lusso musicale completamente sprecato, che disgrazia.
I movimenti rimbombavano in ogni angolo dell'Auditorium, che per certi versi, se fosse stato al buio, avrebbe anche prodotto una buona dose di inquietudine.
Doveva assolutamente ripassare l'ultima lezione di Pozioni per non rischiare di combinare un disastro come il giorno prima.

Solo io potevo far esplodere una semplice Pozione Rigenerante...

Immagine

Un botto che avrebbero ricordato un po' tutti per almeno quattro o cinque mesi.
Meno male che la Professoressa Cartwright non ci aveva messo sopra il carico, a differenza di quanto avrebbe fatto invece il suo ex insegnante della Cyprus.
Lei sì che sapeva essere una persona calma e concentrata, unicamente instradata verso la trasmissione delle conoscenze ai ragazzi.
Al terzo tentativo Kenneth era riuscito nell'impresa, ma l'esplosione avvenuta nella sua autostima ci avrebbe messo molto più tempo a sistemarsi.
E con una performance del genere, addio alla possibilità di avere una propria "Bethany di Tassorosso".

Mi sembra di sentire mia madre... "Non si diventa Grandi Pozionisti stando con la testa fissa sulle ragazze, avrai tempo per quello dai trent'anni in poi!".

Per la donna, il figlio doveva proseguire a costruire il futuro fino alla trentina, dopo di che, grazie alla propria fama, le femmine sarebbero arrivate da sole senza sforzi.
Inutile dire che Kenneth non è che fosse così tanto d'accordo, ma provare a controbattere con la figura materna significava trasformarsi in Don Chisciotte contro i Mulini a Vento.
Il ragazzetto scusava spesso la madre, credendo fermamente che ella volesse solo il massimo ed il meglio per il suo unico figlio, ma certe volte era difficile stare ai suoi ritmi.
Per questo, se doveva coltivare un interesse diverso lo faceva in segreto, peccato che, avendo l'80% del tempo impegnato con lo studio, la sua unica coltivazione potevano essere i cactus.
Tra l'altro, adesso che ci pensava, il cactus dentro la Serra privata dell'Assistente di Erbologia Typhon Seal era davvero enorme, doveva esserselo curato proprio per bene.

Giusto, devo ricordarmi di andare a chiedere anche alla Professoressa Vilvarin com'è andato il compito...

Quella materia non era così difficoltosa, riusciva a farsela entrare in testa facilmente, forse perché su quell'argomento la madre era meno severa.
In realtà Kenneth sapeva che per essere un Pozionista affidabile, le nozioni di Alchimia ed Erbologia dovevano essere altrettanto formate e assimilate.
Spesso e volentieri il genitore si soffermava solo sulla materia in sé, dimenticando tutto il contorno altrettanto fondamentale.
Meno male che adesso poteva contare sulla Professoressa più brillante che gli potesse capitare.
Lei sì che sapeva il fatto suo e sapeva consigliare testi davvero illuminanti ed interessanti.

Almeno saprò come occupare il tempo durante l'Estate!

Una uscita davvero triste e pessima, considerando che l'Estate dovesse essere impiegata per tutt'altro, come ad esempio le vacanze e gli hobby,
Peccato che tanto, con estrema probabilità, salvo un miracolo, il periodo estivo Kenneth lo avrebbe trascorso di nuovo a casa propria.
Figurarsi se la madre avesse permesso di organizzare qualche settimana di divertimenti, forse al massimo qualche serata con amici di infanzia, ma niente di più.
La sua vera vacanza era in Europa e dentro Hogwarts, ecco la verità.
Ma cosa avrebbe dato per ritornare indietro nel tempo di qualche anno e rivivere quel lunghissimo mese di Luglio con suo cugino Robyn.

Adesso è troppo indaffarato...

Cinque anni prima, Robyn aveva figurato un falso meeting accademico estivo per riuscire a strappare Kenneth dalla prigione casalinga.
Ovviamente il meeting c'era stato davvero, ma il ragazzetto allora quindicenne non ci andò un singolo giorno.
Il cugino aveva pagato l'intero stage a vuoto, invitandolo poi dentro la propria villa per trascorrere trenta giorni di immortalità.
Ovviamente la famiglia aveva collaborato, rimanendo in silenzio, facendo così quel magnifico regalo al ragazzo più sfortunato di tutta la stirpe Laars.
E meno male che per lo meno la madre non fosse tipa da interrogare il figlio per vedere se fosse stato attento.

È stato proprio eccezionale imparare a suonare la tastiera!

Robyn si era messo di impegno perché il parente giovane gli aveva chiesto di utilizzare quel mese per imparare a suonare.
Era stato un periodo intensivo, praticamente tutti i pomeriggi venivano impiegati negli esercizi musicali, ma Kenneth era felice così.
Non si trattava di Pozioni, calcoli, formule e compagnia varia, ma di qualcosa di ugualmente affascinante però artistico, diverso, libero.
Tra l'altro, aveva anche avuto occasione di ascoltare dal vivo Robyn, restandone completamente sbalordito.
Ma com'era possibile che non avesse scelto la carriera di cantautore?!

... Cosa non darei per avere anche solo un briciolo del suo talento, anche in quel caso penso che potrei riuscire a fare colpo su qualcuna!

In verità, Robyn gli aveva fatto presente in più di una occasione che le doti artistiche fossero un po' di famiglia e che non era escluso che pure Ken ne possedesse in abbondanza.
Purtroppo quel concetto si ritrovò ad avere vita brevissima, perché circa qualche mese dopo, rientrando a casa con una tastiera, il Corvonero aveva scatenato l'ira della madre.
Aveva usato esclusivamente dei suoi risparmi, ma non era quello il punto e purtroppo lui lo sapeva alla perfezione.
La musica era una distrazione tanto quanto le ragazze e la sua testa doveva essere focalizzata solo sulla riuscita del proprio obiettivo.
Per tenere quell'oggetto in camera sua ed evitare che fosse gettato via, Kenneth aveva dovuto "minacciare" di smettere lo studio delle Pozioni.

Una delle mie pochissime vittorie, se di vittoria si può parlare...

Cosa se ne faceva di una tastiera dentro la stanza se tanto poi non la poteva utilizzare in alcun modo?
Ogni volta che la madre usciva per delle commissioni o si tratteneva fuori casa per più giorni, erano quelli gli unici momenti in cui Kenneth poteva permettersi di sfruttare l'acquisto.
Ma tanto ormai, lì a scuola non se la sarebbe mai potuta portare e con molta probabilità, rientrando a casa per così poco tempo se la sarebbe pure potuta scordare direttamente.
Forse l'avrebbe rivenduta o forse regalata in qualche centro sociale ricreativo, già, più probabile la seconda opzione.
Sbuffò, andando indietro con la testa a fissare il soffitto, rievocando stralci di quella brutta conversazione di ormai tre anni prima.

Ti rendi conto di avere un problema, Kenneth?!
Questo problema non lo aggirerai cantando e suonando, ma studiando e restando sempre vigile!
Cosa succederà quando ti daranno un incarico e tu gli rifilerai qualche Pozione sbagliata, eh?! Ti offrirai di risarcirli con una serenata?!
Non dimenticare che là dove tutti devono lavorare cinque, tu devi lavorare otto e dove gli altri devono lavorare otto, tu devi lavorare dieci!
Io credo in te, ci credo fermamente, non deludermi anche tu come hanno fatto tutti, ti prego figlio mio...


Tornò con il collo diritto, osservando un punto vuoto in lontananza, con gli occhi persi e la mente ancora focalizzata sulle parole della donna.
Ella faceva leva sul suo senso di colpa, il senso di colpa di un ragazzo non intenzionato a deludere la madre, ormai rimasta sola, abbandonata da chiunque, genitori compresi.
Sapeva che molte cose se le fosse meritata, ma gli aveva dato la vita e per questo non riusciva ad allontanarsi, non riusciva a fregarsene, temendo che commettesse qualche sciocchezza.
La sua era una sopportazione continua e imperterrita, ma per quanto sarebbe andata avanti?
Mentre si asciugava qualche lacrima uscita fuori spontaneamente, il rumore di uno spettro che aleggiava tra gli spalti alti gli fece spostare l'attenzione in quel punto.

Immagine

Il fantasma oltrepassò il muro e scomparve, lasciandolo di nuovo solo.
Un lungo, lunghissimo respiro, poi Ken lanciò sul sedile vicino il quadernone con gli appunti, alzandosi in piedi.
Camminò fino alla zona del palco e ci salì sopra, vagando tra gli strumenti, ce n'erano davvero di tutti i tipi.
Si soffiò il naso con un fazzoletto che teneva dentro la tasca dei pantaloni, poi prese un basso elettrico.
Non sapeva nemmeno da dove si iniziasse per suonarlo, ma gli mise curiosità un dettaglio.

C'è ancora l'etichetta col nome del corista che lo usava... "Cappie"... Che nome bizzarro!

Lo rimise a posto, passando poi su altri strumenti vari e a caso, fino a raggiungere proprio la tastiera.
Assottigliò lo sguardo, restando per alcuni attimi interdetto.
Possibile che quel nome... Fosse proprio di chi intendesse lui?
In effetti sapeva che il cugino avesse svolto qualche supplenza lì ad Hogwarts ma...
... Aveva collaborato pure con il coro?

"Vocal Coach Robyn"... Questa deve essere la tastiera che usava qui allora...

Era proprio un bel modello, probabilmente (anzi sicuramente) più costoso della propria, ma si vedeva che la scuola non avesse badato a spese.
Tolse piano la protezione in velluto dai tasti, carezzandoli poi e premendone qualcuno, non emettendo alcun suono.
Doveva prima collegarla alla presa di energia magica, ma a che pro?
Sopra lo strumento c'era ancora uno spartito musicale di una canzone tipicamente da allenamento, che catturò gli occhi del Laars.
Sorrise amaramente, scuotendo un po' la testa con ironia agrodolce.

... Tsk, proprio la canzone che fa per me...

Il cuore prese a battere più forte quando comprese di voler fare una vera e propria pazzia.
Ma alla fine, perché mai si sarebbe dovuto beccare una punizione per una cosa simile?
Guardò a destra, a sinistra, poi verso la porta di ingresso chiusa ed anche saldamente.
Non sarebbe passato nessuno e il luogo possibilmente doveva anche essere insonorizzato.
Neanche dieci secondi e il ragazzetto aveva attaccato la spina, acceso la tastiera e si era seduto.

Vediamo se mi ricordo ancora come si fa...

... Oh sì che se lo ricordava, ed anche se non sarebbe mai stato in grado di riconoscere la propria qualità, quel pomeriggio l'Auditorium ricevette un assaggio di vita tipico dei Laars.



AUTOCONCLUSIVA

Spoiler:
Talento Arte (18) + d20 (13) = 31
Carisma Arte (18) + d20 (18) = 36
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Kenneth
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Messaggioda Kenneth » 03/05/2020, 22:27

27/04/2114
Biblioteca
Ore 17:15


Più è difficile il brano, più riuscirai a tirare fuori la grinta per esprimerlo.
Con le canzonette è più difficile esibirsi perché non ti mettono abbastanza adrenalina e paura di sbagliare addosso.
Se sei terrorizzato all'idea di steccare, non arrivare a una nota, dare una cattiva interpretazione, allora verrà fuori il vero talento, te lo assicuro.


Stai dicendo che se è un brano rilassato, allora...

... Allora ti sentirai più sicuro e quindi farai schifo.
Potrai permetterti di cantare ciò che vorrai solo quando avrai acquisito maggiore sicurezza, fino ad allora, devi spingerti oltre il limite.
Occhi chiusi o aperti non è fondamentale, ma non guardare nessuno, concentrati su un punto vuoto, migliorerà il focus.


G-grazie Robyn...


Quelle parole gli rimbombavano nella testa talmente tanto da fargliela dolere.
Parlava facile Robyn, lui che aveva addirittura vinto un super premio ad una super gara davanti ad una super giuria.
Ma c'era anche da dire che "Unchained Melody" come pezzo aveva spaccato proprio perché complesso, elaborato, importante.
Era dura da ammettere, però il parente aveva ragione, una ragione che comunque lo spaventava nella messa in pratica.
Aveva scelto il pezzo con cui esibirsi al provino del coro da circa quattro giorni ma si era dimenticato di considerare un fattore importante.
Ok tentare la via della difficoltà ma non poteva mettersi anche a suonare, sarebbe stato un autentico suicidio.
Peccato non poter usare le basi per tastiera babbane, visto che quella in dotazione alla Sala Musica funzionava solo con spartiti magici.

Ed ovviamente tra quelli a disposizione il brano che vorrei portare non c'è...

Sbuffando, riprese a scrivere sul pentagramma, mentre nel cestino si accumulava il numero dei fallimenti.
Disporre le note su uno spartito magico era arduo, perché bisognava essere precisi affinché l'oggetto incantato riconoscesse la melodia.
Lui doveva andare un po' a orecchio, non potendo utilizzare alcuno strumento tecnologico non magico all'interno del Castello.

In questo senso la Cyprus è sicuramente più avanti...

La verità era che Hogwarts cercava il più possibile di mantenere una filosofia di studio puro della materia magica.
Escludendo ogni collegamento con il mondo babbano era più semplice immergersi nei vari argomenti di apprendimento.
Soltanto durante l'ora di Babbanologia era permesso apprendere l'uso di certi aggeggi, con il chiaro divieto di portarli fuori dall'aula.
Considerando però che ormai il momento previsto per l'esibizione fosse sempre più vicino, quel limite iniziava a portare ansia e stress.

Adesso c'era un Fa... O era un Sol... No no, aspetta, Mi Diesis...

La concentrazione era poi messa a dura prova dal fatto che diverse ore le trascorresse nel Settore Proibito a sistemare l'Archivio Pozionistico Scolastico.
Aveva circa un mese abbondante prima che le lezioni si interrompessero e se l'era imposto come termine ultimo per mostrare alla docente il "miracolo".
Questo però comportava sbadigli, difficoltà di attenzione e una necessità spasmodica di riposare nelle ore pomeridiane.
Peccato che invece quel pomeriggio dovesse essere dedicato a ben altro, per quanto si stesse rivelando uno sforzo infruttuoso.

... Si può sapere che stai combinando Laars?

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Neil, l'unico pseudo amico incontrato tra le mura di Hogwarts, era ormai solito affiancarlo durante l'elaborazione dei compiti per i giorni successivi.
Dialogo ridotto al minimo, giusto la condivisione di qualche appunto o di uno snack per spezzare la monotonia dello studio, ma meglio della solitudine.
In verità Neil stesso non voleva ammetterlo ma un po' gli sta simpatico quello strambo ventenne così fuori dal contesto e perennemente bullizzato.
Non navigando manco lui nella popolarità, faceva un fronte comunque silenzioso, restando alle volte incuriosito dal modo di fare dell'americano.

Oh, niente, ricordi che devo fare l'audizione per il coro no?

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Beh?

So cosa cantare ma non me la sento di suonare, anche se un po' me la cavo...
... Quindi sto cercando di ricreare lo spartito con la base!


Fa' un po' vedere...

Neil gli strappò via dalle mani lo spartito, dandogli un'occhiata sommaria e, nel leggere il titolo, inarcò il sopracciglio con scetticismo.

Tu vuoi portare una roba simile?

Sì... P-perché?

... Mi chiedi pure perché?
È difficile un casino, fanno fatica i professionisti...


Mio cugino ha detto di preparare una canzone difficile e voglio fidarmi di lui.
Nella sua ottica si dà il meglio solo se sotto pressione e non mi va di fare una brutta figura!
... C-cioè, non che sia entusiasta del provino... M-ma non voglio farmi ridere dietro anche per questo...


Ci hai pensato che potrebbero riderti dietro perché con una canzone come questa rischi di fare schifo?

L'ho provata a cappella due tre volte... Non sono tanto male... Devo solo fare attenzione ad andare il falsetto sugli acuti...
... Un attimo... Tu sembri capirne abbastanza di musica o sbaglio?
Voglio dire... Questo è un pezzo classico classico, perché lo conosci?


Ho studiato pianoforte da piccolo, mia madre diceva sempre di sviluppare il mio lato artistico perché mi sarebbe potuto essere utile un giorno...
Brani come questi ne ho suonati di continuo, quasi a nausea...


Allora... Allora...

No no no no...

Sì sì sì sì!

No no no no...

Sì sì sì sì!

E basta, ho detto di no!

M-ma perché no?!
Su, andiamo, mi saresti di grande aiuto, potrei focalizzarmi sul migliorare l'esecuzione senza preoccuparmi della base...
Ho solo altri tre giorni, e dai...


All'apparenza, Neil poteva sembrare un ragazzetto menefreghista ed egoista, dedito a farsi gli affari suoi e non mostrare un briciolo di altruismo.
Ma evidentemente nessuno prima di allora si era avvicinato tanto a lui da farlo mettere in gioco e mettere in gioco la sua interiorità.
Era sicuramente schivo e burbero, ma non dal cuore di pietra, motivo per cui, dopo uno sbuffo, gli fece capire subito che avrebbe accettato.

... Senti, a un patto.

Vai, dimmi!

Tu ormai sei intimo con la Prefetta Brouwer, no?

... Intimo... IO?

Insomma, ci sei in buoni rapporti!
Se io ti do' una mano, allora tu potresti convincerla a combinare un incontro con la sua amica?


Credo che di amiche ne abbia un parecchie, dovresti specificare...

Sì ma solo due stanno sempre appiccicate a lei e fanno anche parte del coro, ed io mi sto riferendo proprio ad una di loro, Tomomi!

... Tu dici che io punto in alto con le canzoni, ma tu punti in alto con le ragazze...

Tomomi Yabushita si era trasferita quello stesso anno ad Hogwarts dalla Musashi, entrando in un attimo tra le fila dei Delfinazzurro.
Finita sotto l'ala protettrice della nota Idol Giapponese Ruka Ito, si era subito distinta per le proprie potenzialità, partecipando a pubblicità e festival canori.
Infine, la famiglia aveva deciso di farle concludere gli studi in Europa affinché la promettente figlia ottenesse dimestichezza con l'inglese in breve tempo.
Con un tale background, entrare subito nelle grazie amichevoli di Ingrid fu praticamente scontato, diventando a tutti gli effetti la sua terza spalla.

Immagine

Gli accordi sono accordi, o mi dici "Sì" o non se ne fa niente.

Guarda che io non ho mica t-tutto questo potere!?
D'accordo, posso ritenermi un suo buon amico, ma...


Allora?

... Uff, tenterò.

E andiamo, puoi considerarmi il tuo pianista per l'esibizione, vedrai che spaccheremo!

Ma un attimo non dicevi che...

Cosa stai aspettando?
Dai prendi le tue cose e filiamo in Auditorium, non c'è un minuto da perdere!


Eh? Che?

Secondo te se facessi anche io parte del coro, Tomomi mi guarderebbe di più?

... Non ne ho idea, boh, forse!

Vorrà dire che il tuo provino come cantante corrisponderà al mio provino come musicista!

Non stai viaggiando un po' troppo con la fantasia adesso?
... Ehi, Neil, aspettami, ho dimenticato la bottiglietta d'acqua, un attimo!


30/04/2114
Sala Grande
Ore 14:40


Ragazzi, avete sentito?
Quel co***one di Laars oggi fa il provino per il coro!


Ma che davvero?
AHAHAHAH, no cioè, non possiamo perdercelo!


Tanto i provini non sono a porte chiuse, possiamo sederci e goderci lo spettacolo!

Ehi Krum, ma ancora gira intorno alla tua ragazza?

Dopo l'ultima decina di cazzotti gira al largo la mer**na.
Continuasse a fissare il culone di Buffy, che non fa un soldo di danno...


Metto a posto la cartella e vi raggiungo lì, ci vediamo dopo, sarà uno spasso!

La voce si era sparsa piuttosto in fretta, perché il Coro di Hogwarts non svolgeva provini da mesi e mesi, ormai.
Addirittura, Ingrid Brouwer aveva mandato una lettera alla celeberrima cugina Lyra per invitarla ad assistere, qualora fosse stata libera ed avesse voluto.
Chiaro che certi inviti erano per lo più effettuati per spingere la Bennet a ricordarsi del Coro di Hogwarts e ad avere sempre un occhio di riguardo in termini di generosa offerte.
A parte questo, il brusio idiota di Elijah e la sua banda arrivò anche alle orecchie della stessa Halliwell, che però non fece in tempo a raggiungerli alterata.
Il gruppetto, infatti, sapendo che l'esibizione fosse prevista per le 15:00, si era diretta in fretta e furia verso l'Auditorium ancora sghignazzando.
Di totale e differente stato d'animo invece era proprio lui, il Corvonero, appoggiato ad una delle vetrate della struttura, baciato dal sole e vestito leggero.
Faceva troppo caldo, stranamente, per portare qualcosa di più pesante, o forse erano i bollori dell'ansia, anzi, molto più plausibile.

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Ohi, che è quella faccia?
È un provino, non un funerale!
Dai che mi fai sfigurare così!


... No, è che, sai...
Sono agitato, preoccupato...


Adesso non ricominciare!
È tutta la mattina che mi ammorbi.
Che ha detto tuo cugino della demo che gli hai inviato?


Si è scusato perché non potrà esserci, ma secondo lui non è niente male...

E allora?!
Lo vedi che hai il vento in poppa!
Alza gli occhi e dimmi invece io come ti sembro!


Mh?
... COSA?
Ma...


Immagine

Che hai fatto ai capelli?!
Stamattina li avevi ancora normali...
... Vero?


Relax, è solo un cambio look momentaneo, sai, prodotti magici che vanno via dopo qualche shampoo...
In giro ho saputo che Tomomi va matta per i biondi e così, insomma...


Stava ancora cercando di realizzare che l'amico avesse cambiato aspetto da una mezza giornata all'altra, quando venne chiamato da un avviso sonoro all'interno.
Fece un lungo, lunghissimo respiro pesante, poi sistemò meglio la camicia nei pantaloni e prese la cartella, entrando in Auditorium.
Lì, Ingrid, assieme alla tanto famosa Tomomi e all'altra ragazza di spalla, Shannen, lo accolsero con un sorriso, più la leader delle altre.

E-eccoci qui...

... Ehi, ciao Tomomi, ti ricordi di me?
No? Sono Neil, Corvonero, tre mesi fa ti è caduto il diario e te l'ho raccolto...
... Niente?
Ok...


Gli dispiaceva parecchio dell'indifferenza della giapponese nei confronti del pianista, ma adesso proprio non poteva pensarci.
Proseguiva a ripetersi quanto fosse stato stupido stabilire quell'accordo con la Prefetta, anche se a dirla tutta gli stava facendo parecchio comodo.
In un certo senso, doveva considerare quel provino come un passo fondamentale al fine di diventare Assistente di Martha Medea Cartwright.
Un passo un po' alternativo, ma pazienza.
Attese che le ragazze prendessero posto nella prima fila di poltroncine, mentre Krum assieme agli altri stavano più indietro, ridacchiando tra loro.
Fortunatamente non facevano casino perché Ingrid li aveva già ripresi poco prima, ma le facce divertite restavano lì stampate.
Come già detto, le varie porte che si affacciavano sul corridoio a mezzaluna erano spalancate, in modo tale che chiunque, volendo, potesse ascoltare.
Il posto d'onore per Lyra Bennet, invece, era stato sistemato sulla zona dell'arcata rialzata, in completa privacy ed impossibile da individuare.
D'accordo che l'esibizione fosse pubblica, ma mettere pressione addosso al piccolo Laars sull'eventuale presenza di una diva internazionale sarebbe stato troppo.

C-ci s-sei?

D-devi b-balbettare anche d-durante la canzone?

Guarda c-che stai b-balbettando anche t-tu!

Sembravano due ragazzetti impauriti.
Il primo preoccupato di fare l'ennesima figura da Laars indegno del suo cognome.
Il secondo schiantato di petto dall'indifferenza della giapponesina snob.

... No, scusa Ingrid ma... N-non ce la faccio!

AHAHAHAHAH!

Poverino non ce la fa, ahahahah!

E piantatela!

Ehi, fro**tto biondo, chiudi la bocca o te la chiudo io facendoti ingoiare i denti.

La infastidisce chi si fa biondo ossigenato per caso, Signor Krum?

... E-ecco, beh, no...

Io lo trovo un ottimo stile.

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Il Professor Seal si mise a sedere non troppo distante dalla banda di imbecilli, costringendoli di riflesso a moderare le prese in giro.
Neil, rinvigorito dalle parole di Typhon, sorrise un po' imbarazzato, annuendo verso l'Erbologo in segno di ringraziamento.
Intanto, Elijah lanciava un'occhiata e una smorfia verso il cantante improvvisato, che sapevano valere tanto quanto mille prese in giro.
Fu allora che il Corvonero ricordò un'altra parte della conversazione avuta con Robyn, forse la più importante in assoluto.

Qui sono anche tutte più giovani, dovresti cavartela molto bene, hai il fascino del maschio più grande.

Fascino... Io?!

Beh, lo avresti se riuscissi a mostrare le p***e, di tanto in tanto.

Diciamo che per adesso il mio obiettivo è trovare la giusta dimensione.
Metodo di studio, tranquillità interiore e così via...


E credi di trovarla continuando a fare da esca e passatempo dei balordi?

...

Su, non prendertela, non volevo offenderti.

T-tranquillo!


Chiuse gli occhi alcuni istanti, regolarizzò quel respiro troppo affannoso, quel battito troppo tambureggiante, poi li riaprì, guardando verso il basso.

... Neil...

Ehi...

... Dimmi quando sei pronto.

Non li guardava più, sembrava evitarli per timore mentre invece era solo il modo che aveva per sbatterli fuori metaforicamente da quell'Auditorium.
Si avvicino al MagiFono, ma non lo prese in mano, lo lasciò sull'asta perché preferiva restare in piedi fermo, senza muoversi.
In quel modo avrebbe saputo dosare meglio l'uscita della voce e la compressione del diaframma.
Neil, intanto, si mise seduto alla tastiera, senza bisogno dello spartito perché tanto conosceva a memoria la melodia.
Ingrid poté a quel punto dare il via libera affinché le tende fossero abbassate e calasse un poco di penombra nella grande Sala della Musica.
E non appena il ragazzetto iniziò ad esibirsi assieme alle note che echeggiavano bell'aria, nascosta in un angolo, Madeline Bergman sgranò un poco gli occhi.
Dopo di che, sulle labbra della Preside buontempona comparve un sorriso saputo e indescrivibilmente machiavellico.



Spoiler:
Talento Arte (18) + d20 (15) = 33
Carisma Arte (18) + d20 (14) = 32


Grazie infinite al Player di Typhon per la gentile concessione.
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Messaggioda Ingrid » 04/05/2020, 22:50

30/04/2114
Auditorium
14:30


Il giorno del fatidico provino era infine arrivato.
No, non quello di Ingrid, lei faceva parte del Coro di Hogwarts già da diversi anni. Il nuovo studente che si era da poco trasferito era il pretendente ad entrare all'interno del famoso club scolastico.
Certo, chiamarlo pretendente sarebbe stato un po' troppo, dal momento che, a dire il vero, Kenneth Laars non aveva avuto alcuna scelta.

Se vuoi che ti aiuti ad ottenere il permesso di accedere all'archivio di Pozioni, dovrai però in cambio farmi un piccolo favore...


A differenza di quello che chiunque avrebbe potuto pensare, la Brouwer non aveva spinto Kenny a partecipare per poterlo prendere in giro.
Il suo cognome, Laars, rimandava ad un altra persona che era stata per un certo periodo supplente nella loro scuola e grande Vocal Coach del Coro.
Semplicemente la biondina aveva creduto possibile che quel ragazzo imbranato ed anche un po' sfigato potesse in realtà nascondere le qualità musicali del cugino, molto più bello, più figo e più arrapante di lui.
In fondo quella doveva essere solo una prova, se poi fosse riuscito a passare le selezioni o meno, tutto dipendeva dal suo talento e dalla sua bravura.

Mmmmh... Chissà che cosa porterà, lo scemotto...

Immagine


Un tenero ed affettuosissimo nomignolo che Ingrid aveva dato al Laars, il quale già pareva essere rimasto incantato dalla bellezza e dal fascino della piccola cugina di Lyra Bennet.
Aveva scritto alla parente famosa, chiedendole di poter assistere a quell'esibizione in quanto il ragazzo era parente di un noto Laars, già da Lyra premiato durante un contest musicale.
Come sempre, la donna aveva risposto che avrebbe cercato di esserci, impegni permettendo, ma non diede nulla di certo.
Era fatta in quel modo la Bennet, non dava mai certezze ma sapeva anche sorprendere. Inoltre, Ingrid era più interessata a ricordarle del Coro, club che a suo giudizio stava andando molto allo sbaraglio, piuttosto che a far partecipare una star a quel provino.
Alzò lo sguardo in alto, dove avrebbe dovuto sedersi la cugina nel caso in cui fosse venuta, ma ovviamente dalla sua postazione non avrebbe mai visto nulla se ella fosse già arrivata oppure no.
Nel frattempo l'Auditorium si stava riempiendo, non di altri coristi interessati a veder cantare Kenneth -nessuno di loro credeva che potesse avere un briciolo di talento- bensì dal suo fidanzato e dalla sua banda di amici, tutti giocatori di Quidditch.
Era chiaro che il motivo di quella visita fosse prendere in giro il povero Kenny ed era altrettanto chiaro quanto ad Ingrid piacesse che Elijah si mostrasse così geloso di lei.
Il ruolo di Prefetta di Serpeverde le riusciva talmente tanto bene, d'altronde, che esercitarlo tutte le volte possibili era una vera soddisfazione per lei.

Ragazzi smettetela di fare baccano o sarò costretta a cacciarvi fuori.
Siamo qui per assistere ad un provino, non ai vostri continui schiamazzi...
... Capito, tesoro?


Era il tono usato dalla biondina a far comprendere al Krum di non esagerare, altrimenti si sarebbe ritrovato senza la cosa che gli piaceva più di tutte.
Ingrid sapeva come tenere buono al guinzaglio il suo cagnolino, ma doveva anche permettergli di sfogare la propria idiozia in qualche modo.
Certo lo preferiva quando se la prendeva principalmente con la Halliwell, ma per il suo fidanzato non c'era poi così tanto gusto come far prendere qualche colpo al povero Kenneth.
Il quale, dopo l'annuncio della ragazza in corridoio, arrivò insieme a Neil Bartowski, altro studente che aspirava ad entrare all'interno del Coro di Hogwarts.

E-eccoci qui...

Ciao Kenny!
Che bello vedere che finalmente ti sei deciso, non ci speravo più!


Quanto si divertiva a mettere ancora di più in pericolo il povero ragazzo, solo per vedere Krum cercare di difendere il proprio territorio?
Parecchio, davvero parecchio.

... Ehi, ciao Tomomi, ti ricordi di me?
No? Sono Neil, Corvonero, tre mesi fa ti è caduto il diario e te l'ho raccolto...


Immagine


È inutile che ci provi, Bartowski, Tomomi non capisce bene la nostra lingua.
E poi è passato così tanto tempo, come puoi davvero credere che lei si ricordi di te?


... Niente?
Ok...


La maniera in cui lo disse era molto dolce, ma nascondeva una sorta di ironia alla fine, che doveva far intendere a Neil un messaggio ben preciso: stai lontano da lei.
Ingrid aveva molto a cuore il benessere e la popolarità delle sue amiche ed era ovvio che una come Tomomi non avrebbe mai potuto stare con un Bartowski.
Era impopolare, anonimo anzi, quei capelli ossigenati su un maschio risultavano davvero orrendi.
Si sperava almeno che le sue doti come pianista fossero discrete, perché insomma, sfigurare in quel modo di fronte alla ragazza per cui avevi una cotta palese non sarebbe stato molto carino.

Quando volete, il palco è a vostra disposizione.
Dateci dentro!


Un incoraggiamento un po' più sincero nei confronti di Kenneth, un po' di meno in quello di Neil.
Al momento in Auditorium erano presenti solamente lei, Tomomi e Shannen come effettive coriste del gruppo.
Sedute di fronte al palco, osservavano i due sfigati cercare di calmarsi per cantare il pezzo di prova della selezione al Coro.
Nemmeno più la Vice Preside si faceva vedere e l'altro coordinatore del Coro, il professor Seal, stava facendo un ritardo davvero assurdo.

... No, scusa Ingrid ma... N-non ce la faccio!

AHAHAHAHAH!

Poverino non ce la fa, ahahahah!

E piantatela!

Ehi, fro**tto biondo, chiudi la bocca o te la chiudo io facendoti ingoiare i denti.

La infastidisce chi si fa biondo ossigenato per caso, Signor Krum?

... E-ecco, beh, no...

Io lo trovo un ottimo stile.

Professor Seal!
Meno male, è arrivato appena in tempo...


Povera Ingrid, che ignorava il passato da biondo ossigenato dell'assistente di Erbologia.
Nella sua ottica Typhon Seal era sempre stato un ragazzo serio e con la testa sulle spalle, dal momento che così si dimostrava ai suoi studenti.
Non poteva immaginare quanto fosse potente l'animo da Dragargenteo che bruciava ancora nel suo petto, né che quel look avesse fatto parte di lui per anni e anni quando andava ad Hogwarts.
Ad ogni modo, l'arrivo di un adulto permise finalmente ai due ragazzi di ottenere un po' di silenzio e mise a tacere gli sberleffi dei giocatori di Quidditch.
Ma non le smorfie, quelle erano ben visibili, persino dal palco, soprattutto da Kenneth.
Il quale pareva fosse pronto ad arrendersi, a mollare tutto, senza nemmeno provarci una sola volta.

Dai Kenny... Puoi farcela.

Non aveva idea se furono le sue parole a dargli la carica che gli serviva per cominciare.
Ma poco dopo aver pronunciato ad alta voce quell'incoraggiamento, Kenneth parve più rilassato e capace di esibirsi come avrebbe tanto voluto la Brouwer.
La quale, nell'ascoltare le note iniziali della canzone, rimase veramente sbalordita dall'ardire di uno come il Laars nel volersi cimentare in un'opera simile.

If I should stay, I would only be in your way
So I'll go, but I know
I'll think of you every step of the way


... Ci avrei scommesso...

C'era effettivamente qualcuno, in alto rispetto al resto del gruppo, che osservava e soprattutto ascoltava con interesse la voce fluida ed acuta del Laars uscire fuori con grazia dalla sua bocca.
Non si era ancora rivelata, preferendo rimanere nell'ombra per evitare che il ragazzo si sentisse troppo in ansia di fronte a lei.
Era già difficile cantare di fronte a qualcuno, figurarsi cantare di fronte ad una Diva e un pezzo del genere di fronte ad un pubblico e ad una Diva.
No, Lyra Bennet aveva scelto di non rivelarsi, ma questo non le impedì di osservare con ammirazione quell'esempio perfetto di sangue Laars.
Lei più di tutti avrebbe creduto nel fatto che in quella famiglia fossero tutti dei talenti e la prova stava nella scelta e nell'esecuzione del brano.
Anche il pianista, nel seguire le note, fu capace di creare un connubio ben equilibrato, elegante.
E il suo giudizio, del tutto positivo, venne condiviso da Ingrid stessa e dalle sue amiche, incredule di fronte ad una tale dimostrazione di bravura.

Cavolo ma... È bravissimo!

Soudaneeeee?
Anche Bartowski-san... Molto bravo...


Ve lo avevo detto di fidarvi...

A dire il vero, lei aveva detto di fidarsi del suo giudizio su Kenneth, non aveva mai parlato di Neil Bartwoski, ma tanto non era quella la cosa importante.
Il Laars stava dimostrando di tenere perfettamente l'esecuzione tecnica della canzone, ma doveva ancora arrivare il pezzo forte, il pezzo difficile, quello che avrebbe fatto tremare anche sua cugina stessa.
Chiaro che lo scemotto non avrebbe mai potuto raggiungere la stessa estensione vocale di una professionista, ma quella sua voce, così acuta, così incredibile, rimandava alle doti canore del cugino, bravissimo anche lui.
Attendeva quasi con ansia quel momento Ingrid, le mani incrociate sopra il tavolo, in una sorta di preghiera, come se volesse incoraggiarlo a proseguire, ad andare avanti, a fare tutto quanto bene.
E quando infine quel momento arrivò...

And I will always love you
I will always love you
I will always love you
I will always love you
I will always love you
I, I will always love you


... Per poco non dovette mettersi in autopunizione insieme alle proprie amiche, per via del tifo spontaneo che partì da tutte tre, colpite dalle capacità di Kenneth.
Dovettero contenere le grida e le urla entusiaste, aspettando la fine dell'esibizione che comunque arrivò molto presto, con lo sfumare della musica da piano in sottofondo.
E non appena tutto rimase in silenzio, Ingrid fu la prima ad alzarsi e a battere le mani, seguita poi dalle sue amiche.

Immagine


Siete stati fantastici!
Tu sei stato fantastico Kenny!
Ha sentito professor Seal?
Finalmente abbiamo una voce maschile principale nel nostro Coro!


Era ovvio che condividesse il proprio entusiasmo senza porsi alcun freno.
D'altronde il Coro di Hogwarts mancava di una voce maschile che potesse accompagnarsi in qualche duetto o che risaltasse rispetto alle anonime voci che si sentivano di solito.
Ingrid sperava che ci fosse qualcuno degno di un posto simile e quel qualcuno era finalmente arrivato.
Anche se poi Kenneth -a dirla tutta- non avrebbe mai voluto essere messo al centro dell'attenzione.

Sono perfettamente d'accordo con mia cugina.
Complimenti Mr Laars, ha dato prova di un grande talento su quel palco...


Immagine


Infine Lyra Bennet aveva deciso di rivelarsi, facendo prendere qualche colpo agli studenti lì presenti, specialmente ai due che si trovavano ancora fermi sul palco.

E anche il suo pianista non è stato da meno.
Giusto, Mr....?
Bartowski!
Faccio anche a lei i miei complimenti, da quanti anni studia pianoforte?
Lo immaginavo, ahahah!
Ha una buona scioltezza e pare che questo brano fosse molto semplice per lei, evidentemente si è allenato davvero molto.


Ingrid aveva finalmente la possibilità di pavoneggiarsi con tutte le sue amiche dell'incredibile parentela.
Gli occhi di Tomomi si illuminarono, vividi, mentre Shannen rimase a bocca aperta.
Chissà, forse anche i bulletti che si facevano grandi e grossi lì seduti nelle ultime file finalmente avrebbero chiuso un po' le loro bocche.
Di certo c'era un parere che Lyra era curiosa di ascoltare, dal momento che lui non si era ancora espresso.

Lei che cosa ne pensa, Mr Seal?
Come ha trovato questi due ragazzi?


Immagine


Forse non addirittura meritevoli di un suo giudizio, ma degni di nota.

Oh andiamo... I giovani di talento vanno sempre incoraggiati, non le pare?

Specie quando ormai questo coro ne conta così pochi...

Pochi ma buoni... E non dimentichiamoci che persone come lei hanno saputo tenere testa al Coro della Cyprus...
Questo significa che anche un solo elemento, se valido, può ottenere grandi risultati.


Diciamo che la qualità, per quel che mi riguarda, è di famiglia ...

Si concluse in quel modo il dialogo fra gli adulti, seguito con estrema attenzione da tutti i presenti.
Per il momento, la presenza della Preside Bergman non era stata ancora svelata, mentre Lyra salutava la cugina, ringraziandola di averle scritto per assistere a quel provino.
La presenza della Bennet non era più dovuta e poi, c'era necessità che ella raggiungesse l'ufficio della Preside, per ottenere un colloquio con lei.
Forse era mancata da troppo tempo e non aveva potuto vedere con i propri occhi lo stato in cui versava il Coro di Hogwarts.
Solamente tre elementi ad assistere al provino, significava dunque che gli altri coristi avessero perso la voglia di cantare?
Forse la Preside l'avrebbe intercettata prima, salutandola con il suo solito modo zuccheroso e dolcissimo.
Mentre l'ultima parola spettava ad Ingrid, sebbene la Brower avesse ormai deciso il verdetto.

Bene... Se nessuno di voi ha nulla da dire in contrario...

Disse, guardando prima Tomomi, poi Shannen.

... Direi che possiamo ammettere ufficialmente nel Coro di Hogwarts Kenneth Laars e Neil Bartowski!
Congratulazioni, ora siete membri effettivi del gruppo!


Era ciò che Kenneth voleva, no?
No, non proprio questo. Ma ormai era fatta, non avrebbe potuto tirarsi indietro, pena la revoca di quel diritto a gironzolare fra gli archivi pozionistici della Biblioteca.
Un permesso che Ingrid ci avrebbe messo davvero poco a togliergli, se solo fosse stata indispettita dal Laars.
Ma sicuramente quello scemotto si sarebbe fatto incantare di nuovo dalla dolce Prefetta di Serpeverde, non venendo mai meno alla promessa che si erano scambiati fra gli scaffali della Biblioteca.

Fine
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