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Auditorium - Sala Musica

Dirett.ce Artistica: Monique Vireau

Messaggioda Victoria » 10/06/2015, 14:46

[handwriting]Sono convinta che tuo padre non sarebbe stato tanto felice della cosa...

Scherzi?
Gli sarebbe venuto un infarto, come minimo! Un conto è accettare un ragazzo che ha l'età di tua figlia o poco più, tra l'altro ancora minorenne, ed un altro...
-un altro era accettare un maggiorenne, di diversi anni più grande della Randall, per di più ex professore di quest'ultima!

Probabilmente una volta che si fosse diplomata e fosse diventata maggiorenne a sua volta, tutto sarebbe cambiato, anche perché non avrebbe più potuto impedirle qualcosa o decidere come fosse giusto vivere.
Al momento, comunque, la sua frequentazione con Vergil aveva decisamente più probabilità di funzionare rimanendo segreta, conosciuta solo da persone di fiducia come Caroline Priscilla e Calvin che tifavano per loro, forse anche da diverso tempo.

Ma figurati, non è il tipo!
Però credo che si divertirebbe un mondo ad agitare in aria i pon pon!


Sì, e ad inventare qualche slogan in rima con cui accompagnare il movimento dei pon pon... -commentò Victoria, ridendo di gusto nell'immaginarsi quella scena.

Sapeva bene che la felicità dell'Owens non potesse essere raggiunta, in quantità, da quella della O'Neill, perché stare -o comunque frequentare- il Cartwright aveva significato la rottura della relazione tra la Randall e il Delfino Alvares, che per quanto se la fosse cercata era comunque amico dell'irlandese... o lo era stato, se non altro.
Per qualcosa che l'americana aveva perso, tuttavia, aveva acquistato anche qualcos'altro: l'amicizia con Cappie, nello specifico, un legame già forte prima che era diventato molto più profondo di quanto entrambe potessero immaginare; oltretutto le due condividevano molte cose, come la scomparsa di un genitore, motivo per cui, forse, l'irlandese aveva preso a cuore la perdita della somiglianza tra Victoria e la madre, a seguito della trasformazione della prima. E, forse, proprio quella sensibilità aveva spinto lei ed il fidanzato, Axell Cartwright, a regalarle un ponderatoio tutto suo dove poter rivivere i ricordi di Melanie ogni qualvolta l'avesse voluto.
Questo regalo aveva scatenato la commozione della Randall che, in lacrime, aveva abbracciato forte forte l'amica, ringraziandola per il pensiero e ripromettendosi di ringraziare a dovere anche Axell che, tra parentesi, stava scoprendo essere molto dolce e sensibile, ben diverso dall'immagine che i media davano di lui.

Lui non ha l'atteggiamento da spaccone, sono i giornalisti che lo fanno apparire così!
Invece è un ragazzo dolcissimo, che sa come divertirsi e sì, va bene, è un po' sfacciato, e le prime volte che ci vedevamo mi metteva sempre un po' in imbarazzo, perchè diciamo non è che si comporta proprio come un ragazzo per bene e tranquillo...


Prendi fiato... -le suggerì divertita la bionda.

... Però è un tenerone! Pensa che ha salvato un caimano nano da uno zoo e ha una stanza in casa sua dove ha ricreato il suo habitat naturale per farlo stare quanto più comodo e a suo agio!
Dovresti vederlo, è innamorato perso di quel rettile...


Un caimano... domestico? -spalancò appena gli occhi, incredula- Wow... insomma, indubbiamente ha un gran cuore, ma... non è un po' scomodo?
Come animale da compagnia, dico.


Per lei di solito si puntava a cani, gatti, canarini, conigli, topi, animali tascabili o comunque di piccola taglia! Lei, ad esempio, aveva Kirby, che era di piccola taglia, appunto!
... anche se, forse, la palletta rosa -come Ermes- non faceva troppo testo.
Parlando di cose più serie, intanto, le due condivisero i loro modi di approcciarsi -o sarebbe stato meglio dire "non approcciarsi"- ad Jorge, la persona che tanto le aveva deluse e ferite e e che ora entrambe stavano evitando come la peste.
Vergil aveva detto a Victoria di non abbandonarlo, Cappie sembrava un po' dello stesso avviso anche se, naturalmente, con più riserve, mentre lei la pensava decisamente più come Axell, mandarlo a quel paese e tanti saluti.

Sei semplicemente una persona più attenta nel donare fiducia al prossimo. Io e Vergil spesso ci facciamo abbindolare, cosa che a persone come te o ad Axell non accade...
E poi anche tu sei dolcissima o non ti saresti presa cura di Kirby o di quelle uova!
A proposito, dov'è Kirby? E le uova, si sono schiuse?


Macché, l'unica cosa che sono riuscita a capire di queste uova è che sono totalmente indistruttibili... figurati, mi son cadute per sbaglio dalle scale, qualche mese fa, e non si sono scalfite per nulla, nemmeno il più piccolo graffio! Credo che rimarranno così a vita... -commentò Victoria, arricciando il naso- Per quanto riguarda Kirby, eccola qui! -dalla tasca del pantalone tirò fuori una piccola biglia rosa, che mostrò all'amica- Non posso portarmela dietro nella sua forma originale, desterei troppe domande... così è decisamente più comodo! -un po' come faceva la O'Neill che si portava dietro Ermes in forma di peluche.

Ma tornando a parlare di Jorge...

Vicky... Ma hai presente quanto è grosso il mio fidanzato?
Aveva intenzione di ridurgli le ossa a pezzi e credimi che non gli serviva altro che usare i pugni...
E lui non è cambiato molto fisicamente, è rimasto praticamente lo stesso. Lo avrebbe ridotto ad una poltiglia sanguinolenta e sinceramente, per quanto possa essere arrabbiata con lui, non vorrei mai che si facesse male per causa mia...


Potevi dirgli di picchiarlo modulando la forza, no?
Cioè, anche che ad Jorge fossero saltati un paio di denti... si faceva in fretta a farli ricrescere.
-replicò la Draghessa con aria innocente ed una leggera alzata di spalle.

No, decisamente non era pronta a perdonarlo, non se considerava positivo farlo andare in Infermeria o al San Mungo con lividi un po' ovunque: ma la Tassetta? Lei lo aveva perdonato, o lo avrebbe fatto un giorno?

Io... Io sono convinta che lui dentro di sè sia rimasto lo stesso Jorge di sempre...
Ma ciò che non riesco a spiegarmi è come ha potuto il Jorge di sempre dimostrarsi tanto stupido ed egoista.
Non parlo solo per me Vicky, ma anche per i sentimenti che diceva di provare nei tuoi confronti: quale ragazzo veramente innamorato avrebbe fatto quello che ha fatto lui a te?


Quante volte si era fatta la stessa domanda, dopo quella notte?

Quando penso a tutto questo, allora mi sembra che il Jorge che conoscevo in realtà non ci sia più e al suo posto vedo qualcuno di diverso che del mio migliore amico ha solo la somiglianza fisica...
Sono prontissima a perdonare il vechio Jorge, ma non sono sicura di essere pronta ad accogliere nella mia vita quello nuovo.


O forse, in realtà, Jorge è sempre stato così, ma finché non si è trovato nella condizione di mostrare quel lato di sé, l'ha tenuta nascosta, magari non immaginando nemmeno di possedere quel suo "lato oscuro". -ragionò la Randall, forse meno accecata dal sentimento e quindi più obiettiva dell'amica- Forse Jorge non è cambiato, come dici tu, ha semplicemente messo a nudo una parte di sé orribile che però ha sempre fatto parte di lui.
Forse non devi chiederti se sei pronta ad accogliere nella tua vita il nuovo Jorge, ma se sei pronta ad accettare il vecchio nella sua interessa, nel bene... e nel male.


La sua visione del mondo era in una scala di grigio, non bianco e nero: per lei non si parlava di "vecchio Jorge=buono" e "nuovo Jorge=cattivo", ma della stessa persona che, semplicemente, aveva sempre celato -magari perché nemmeno si conosceva del tutto- quel lato nero di sé, mostrando soltanto quello bianco.

Senti, ti andrebbe di ascoltare un pezzo di mia invenzione?
Voglio però che tu sia completamente sincera nel tuo giudizio!


Mh? Certo che lo voglio ascoltare! -confermò Victoria con un gran sorriso- E prometto che sarò severa, anzi, severissima, la più severa che tu abbia mai conosciuto![/handwriting]
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Messaggioda Caroline Priscilla » 11/06/2015, 20:28

Un caimano... domestico? Wow... insomma, indubbiamente ha un gran cuore, ma... non è un po' scomodo?
Come animale da compagnia, dico.


E' più piccolo di un caimano normale e di sicuro lui non lo trova scomodo...

Visto che poteva permettersi una casa a più piani e con venti stanze, di cui una solo ed esclusivamente di Yangus. Avrebbe potuto passare le ore a parlare del proprio ragazzo a Victoria, ma Cappie temeva che così facendo sarebbe risultata troppo ripetitiva e noiosa agli occhi dell'amica. In più era da così tanto tempo che non si vedevano da doversi per forza di cose aggiornare su quanto accaduto negli ultimi mesi. A parte le belle notizie, i loro discorsi toccarono anche questioni più gravose (come Kirby e le due uova) e meno felici (Jorge) che risvegliavano l'interesse di entrambe.

A proposito, dov'è Kirby? E le uova, si sono schiuse?

Macché, l'unica cosa che sono riuscita a capire di queste uova è che sono totalmente indistruttibili... figurati, mi son cadute per sbaglio dalle scale, qualche mese fa, e non si sono scalfite per nulla, nemmeno il più piccolo graffio! Credo che rimarranno così a vita...

Perchè non hai provato a portarle in qualche centro di ricerca?
Non ne conosco nemmeno uno, ma forse lì possono darti una mano...


Più che altro il problema era capire che cosa avrebbe voluto farci la Randall con quelle due uova, se fosse riuscita a farle schiudere. Cappie non era sicura di potersi fidare al 100% di questi centri (temeva che se avesse portato loro Ermes glielo avrebbero tolto dalle mani), ma lei sapeva di doversi prendere cura di una creatura esattamente come se fosse un animale domestico, per questo aveva chiesto alla docente di Cura, la Chamberlain, di darle una mano a comprendere quali fossero le esigenze della sua pecorella e come educarla. Nel caso della Draghessa invece le cose erano diverse: a parte Kirby, che di sicuro possedeva un buon quantitativo di intelligenza da renderla più vicina ad un essere umano, le due uova in suo possesso dovevano ancora schiudersi e nè la O'Neill nè l'americana possedevano le conoscenze fondamentali per poter comprendere come fare.

Per quanto riguarda Kirby, eccola qui!

Ma ciao piccolina!

Non posso portarmela dietro nella sua forma originale, desterei troppe domande... così è decisamente più comodo!

Ti capisco. Almeno la tua è più facile da nascondere, Ermes invece...- guardò la borsa dove stava il piccolo animaletto di peluche -Già non sembro adulta di mio, figurati che impressione dò insieme ad un pupazzo di peluche...

Disse rassegnata, ma per nulla intristita da quella cosa perchè ad Ermes ormai ci si era affezionata e non le sarebbe importato affatto di apparire una bambina agli occhi di tutti, pur di averlo sempre con sè. Chiusa quella parentesi, continuarono il discorso su Jorge e precisamente sulla volontà di Axell (e anche di Vicky) di rompergli le ossa del collo prendendolo a pugni. Pericolo che l'irlandese aveva sventato prima che potesse accadere.

Potevi dirgli di picchiarlo modulando la forza, no?
Cioè, anche che ad Jorge fossero saltati un paio di denti... si faceva in fretta a farli ricrescere.


Fissò un po' male l'amica, ma non disse nulla al riguardo perchè sapeva che la tentazione l'aveva avuta persino lei. Solo l'affetto profondo che ancora la legava al portoghese l'aveva spinta infine a fermare il giocatore di Quidditch, facendogli promettere che non gli sarebbe stato torto nemmeno un capello. Ma quello stesso affetto non era stato abbastanza per fare in modo che la O'Neill si riavvicinasse al suo migliore amico. Spaventata da ciò che aveva visto in lui, la ex-Tassorosso non sapeva decidersi nell'accettare la nuova persona che Jorge le aveva dimostrato di essere, timori che confessò anche all'amica Dragargenteo.

O forse, in realtà, Jorge è sempre stato così, ma finché non si è trovato nella condizione di mostrare quel lato di sé, l'ha tenuta nascosta, magari non immaginando nemmeno di possedere quel suo "lato oscuro".

Tutti abbiamo un "lato oscuro" col quale dovremo fare i conti prima o poi...

Forse Jorge non è cambiato, come dici tu, ha semplicemente messo a nudo una parte di sé orribile che però ha sempre fatto parte di lui.
Forse non devi chiederti se sei pronta ad accogliere nella tua vita il nuovo Jorge, ma se sei pronta ad accettare il vecchio nella sua interezza, nel bene... e nel male.


Certo che sono pronto ad accettarlo. Quello che mi blocca però è sapere che l'amore per te e il legame con me non sono bastati a fermarlo dal compiere un gesto tanto egoista!
E il fatto che ce lo abbia tenuto nascosto... Mi fa rabbia pensare che se ce lo avesse detto in tempo, avremmo potuto evitare tutto questo. Poteva farlo e non l'ha fatto, perchè sapeva che si sarebbe messo nei guai con noi...
Oppure davvero la medusa gli ha fatto qualcosa di peggio di quel che crediamo. A volte penso di essere stata troppo dura nel giudicarlo...


Era lecito farsi venire dei dubbi, ma in fondo la O'Neill rimaneva nell'animo una Tassorosso convinta, pur non facendo più parte effettiva della sua Casata. Poco dopo fu il momento di chiedere alla Randall un giudizio su una canzone che Cappie aveva scritto e composto mesi e mesi prima, con la speranza un giorno di farla sentire proprio a lei. Non appena ebbe ricevuto l'ok da Vicky, la ragazzina si mise in piedi, salendo nuovamente sul palco e prendendo la propria chitarra acustica.

Questa l'ho scritta pensando a te.
Quindi vedi di fartela piacere, perchè è stato un lavoro lungo e faticoso trovare le parole giuste!


Disse buttandola molto sullo scherzo, sedendosi ai bordi del palcoscenico, per terra, per stare quanto più vicina possibile all'unico pubblico che aveva in quel momento: Victoria Randall.

Si intitola "Keep Holding On"...
Credo che sia piuttosto azzeccato!


Cercava di scherzare solo per contenere l'agitazione che la prendeva ogni qual volta doveva esbirsi di fronte a qualcuno. Non riusciva proprio a comprendere come facesse Ariel, che aveva scelto come carriera proprio quella di cantante! Forse però aveva capito quale era il suo trucco: la Jiménez, quando si esibiva, perdeva completamente la cognizione di dove si trovasse, lasciandosi andare alla musica e alle parole che uscivano melodiose dalla sua potente e bellissima voce. La O'Neill non aveva mai capito come fare, perchè solitamente lei cantava e suonava per sè stessa o al massimo per qualcuno. E in quel momento, mentre imbracciava la chitarra, la dedica di quella canzone andava alla sua nuova migliore amica del cuore.



Aveva scritto quella canzone fra Gennaio e Febbraio, pensando a tutto quello che avevano dovuto affrontare insieme lei e la Draghessa. Era ancora il periodo nel quale non sapeva quando lei sarebbe potuta tornare a scuola e la sua assenza si faceva sentire. I sensi di colpa per ciò che le era accaduto, la voglia di riaverla vicino quando camminava per i corridoi, la consapevolezza di ciò che la Randall stava affrontando da sola... Ma in realtà Cappie era lì, vicino a lei, a tenerle la mano e a farle comprendere che il dolore un giorno sarebbe passato e che doveva solo tenere duro. Insieme ce l'avrebbero fatta, lo sapeva, esattamente come era accaduto all'interno dell'Ottavo Piano quando avevano dimostrato l'una all'altra di avere molte più cose in comune di quanto credessero.

Keep holding on
‘Cause you know we’ll make it trough,
we’ll make it through
Just stay strong
‘Cause you know I’m here for you,
I’m here for you...


Lentamente, mentre le parole della canzone uscivano fuori dalle sue labbra, l'immagine di Jorge si sovrappose a quella di Victoria involontariamente, sorprendendo la O'Neill che tuttavia continuò a cantare e a suonare come se nulla fosse, mettendoci forse un po' più di sentimento nel brano. Non era forse vero che anche lui meritava di tenere duro e di averla vicino a sè? Di sapere che non c'era da preoccuparsi, che tutto sarebbe andato per il meglio perchè loro due, Cappie e Jorge, sarebbero stati insieme e insieme avrebbero affrontato qualsiasi difficoltà.
Quando la canzone terminò, l'irlandese rimase ferma al suo posto, cercando di mascherare [Talento(A):21] la sofferenza provata in quel momento. Voleva che quel brano fosse un'esclusiva della Dragargenteo ma, nell'esibirsi, aveva compreso che non poteva essere così, che una parte di lei avrebbe voluto condividerla anche con il suo migliore amico.

Allora... Come sono andata?

Parlò infine, schiarendosi la voce e cercando di concentrarsi solo su quel momento. Aveva ragione l'americana: probabilmente un giorno lo avrebbe perdonato, perchè lei (a differenza della Randall, a differenza del fidanzato) non riusciva a mettere da parte i propri sentimenti quando un amico, come lo era stato il delfino, aveva bisogno di lei.
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Messaggioda Victoria » 12/06/2015, 14:04

[handwriting]E' più piccolo di un caimano normale e di sicuro lui non lo trova scomodo...

Pensi che un giorno potrò vederlo?
A debita distanza, ovviamente...
-non era esattamente una fan dei caimani, o di animali del genere- però magari, chissà, potrei anche farmelo piacere... in qualche modo.

Vergil aveva gli stessi gusti del cugino?
Perché un po' sarebbe stato problematico farsi piacere determinati tipi di animali domestici... il che la riportava alla volontà di conoscere il caimano di Axell: e poi, se le cose tra lei e il docente di Volo fossero andate bene -ed auspicando che lo stesso fosse accaduto per Cappie e il fidanzato- i quattro avrebbero presto potuto passare molto tempo insieme, quindi cominciare a conoscere il vip per tempo non le avrebbe fatto male.

Perchè non hai provato a portarle in qualche centro di ricerca?
Non ne conosco nemmeno uno, ma forse lì possono darti una mano...


È venuto in mente anche a ,e... -ammise Victoria, quando l'argomento passò, in un certo senso, da un animale all'altro- Però non mi sentirei tranquilla? E se si tenessero le uova e non volessero più restituirmele, o peggio, cominciassero a trattarle come delle cavie? -scosse il capo, infastidita- Mordenkainen le ha affidate a me, il minimo che possa fare è assicurarmi che stiano bene.
Proverò a chiedere anche a Vergil, magari lui saprà darmi qualche indicazione utile...


O magari conosceva qualcuno di fiducia a cui affidarle.
Per fortuna, almeno per Kirby ed Ermes, la situazione era diversa, visto che la prima poteva diventare un qualsiasi oggetto di forma sferica -trasportabile ovunque- mentre il secondo si trasformava in un peluche, forse poco più ingombrante ma comunque non così tanto da doverlo lasciare in dormitorio per tutto il giorno.
Entrambe le ragazze, infatti, erano profondamente legate a quelle creature, volendo loro bene nello stesso modo... non erano della stessa idea, invece, per quanto riguardava Jorge: mentre la O'Neill aveva impedito ad Axell di non picchiare il Delfino, la Randall l'avrebbe lasciato fare, al massimo chiedendogli di metterci poca forza così da non fargli troppo male.
Un po' se lo sarebbe meritato, questo pensava l'americana, ma sapeva bene che la bontà dell'ex Tassetta non le avrebbe mai permesso di dare l'okay al fidanzato.

Certo che sono pronto ad accettarlo. Quello che mi blocca però è sapere che l'amore per te e il legame con me non sono bastati a fermarlo dal compiere un gesto tanto egoista!

Forse vuol dire che non mi amava davvero... -ma poteva non voler bene a Cappie? No, questo Victoria non lo credeva possibile- E che probabilmente la sete di conoscenza è più forte di tutto, anche del legame con le persone che più tengono a lui.

E il fatto che ce lo abbia tenuto nascosto... Mi fa rabbia pensare che se ce lo avesse detto in tempo, avremmo potuto evitare tutto questo. Poteva farlo e non l'ha fatto, perchè sapeva che si sarebbe messo nei guai con noi...
Oppure davvero la medusa gli ha fatto qualcosa di peggio di quel che crediamo. A volte penso di essere stata troppo dura nel giudicarlo...


Ci ho pensato anch'io, una volta... che forse eravamo state troppo severe, che forse non era colpa sua. -un attimo di pausa, poi scosse lentamente il capo- Ma poi mi sono rivissuta nella mente quella dannata notte, e ci sono stati troppi momenti nei quali si è dimostrato lucido e in grado di ragionare per portarmi a credere che il suo gesto fosse solo frutto dell'attacco della medusa.
Non ha detto nulla perché sapeva che ci saremmo arrabbiate, probabilmente pensava di poterlo far uscire dall'ottavo piano senza che nessuno lo sapesse... o meglio, Brianna lo sapeva, ma tanto se l'era scordato...


E la voce faceva ben intendere quanto ancora fosse incazzata anche con la Wollis.
Meglio cambiare argomento, meglio pensare ad altro, anzi, in quel caso ascoltare: Caroline Priscilla aveva scritto, infatti, una canzone per l'amica, e Victoria si sentiva oltre che curiosa e lusingata, assolutamente pronta per farle da giudice severo.

Si intitola "Keep Holding On"...
Credo che sia piuttosto azzeccato!


Cosa successe dopo?
Che fin dalle prime parole del testo, gli occhi della Randall si velarono di lacrime di commozione, una stretta calda al petto che le toglieva il fiato e portava quelle lacrime a rigarle le guance: le parole erano dolcissime, la melodia anche... era la canzone più bella che avesse mai sentito, e qualcosa le diceva -I/P 16- che mentre cantava l'irlandese non stesse propriamente pensando solo a lei.

Keep holding on
‘Cause you know we’ll make it trough,
we’ll make it through
Just stay strong
‘Cause you know I’m here for you,
I’m here for you...


Sì, Cappie per lui ci sarebbe stata, e forse un giorno anche Victoria... ma al momento al Delfino anche la sola presenza della O'Neill sarebbe bastata, ne era certa.

Allora... Come sono andata?

Non rispose, non c'erano parole adatte a commentare quello che l'americana sentiva in quel momento, il che spiegò perché la bionda decise di passare direttamente ai fatti, avvicinandosi all'amica... per poi abbracciarla forte e piangere mentre la stringeva, un pianto non di dolore, non di rabbia, ma di affetto, riconoscenza e commozione.
Era la sua migliore amica, e non sarebbe potuta essere più fortunata di così.[/handwriting]
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Messaggioda Caroline Priscilla » 13/06/2015, 21:29

Pensi che un giorno potrò vederlo?
A debita distanza, ovviamente... però magari, chissà, potrei anche farmelo piacere... in qualche modo.


Tranquilla, non morde ed è docilissimo. In fondo è nato in cattività ed è stato cresciuto praticamente da Axell...- rispose, cercando di tranquillizzare l'amica -E poi sicuro che lo vedrai un giorno!
Vuoi che durante le vacanze non staremo insieme io e te?
Sei matta se pensi che non sarà così!


La prese in giro facendole la linguaccia, perchè sapeva perfettamente che Axell ne avrebbe approfittato, durante le vacanze, per organizzare un'uscita a quattro con le due ragazze e il cugino, in modo da poterla conoscere e farsela andare subito simpatica. Forse quelle vacanze sarebbero state anche la scusa ideale per portare le uova che Victoria aveva con sè in qualche centro di ricerca, dove probabilmente (con le dovute analisi) avrebbero saputo come farle schiudere.
Tuttavia, proprio come la O'Neill nutriva seri dubbi sull'affidabilità di tali centri, stessa cosa pensava la Randall, condividendo con lei il timore che qualcuno, preso da avidità, potesse rubarle le uova e usarle per scopi troppo scientifici e poco umani.

Però non mi sentirei tranquilla! E se si tenessero le uova e non volessero più restituirmele, o peggio, cominciassero a trattarle come delle cavie? Mordenkainen le ha affidate a me, il minimo che possa fare è assicurarmi che stiano bene.
Proverò a chiedere anche a Vergil, magari lui saprà darmi qualche indicazione utile...


Già, Mordenkainen... Chissà come sta...

Disse pensierosa. In tutti quei mesi aveva accarezzato spesso l'idea di andarlo a trovare ovunque fosse stato ricoverato, per accertarsi che stesse bene e che fosse finalmente felice. La O'Neill non si illudeva che l'uomo lo sarebbe stato davvero, visto che ormai aveva perso tutto persino l'adorata figlia, ma almeno aveva riacquistato la sua libertà e con una buona dose di chirurgia plastica forse poteva ottenere anche un aspetto vagamente umano.
Tornarono sull'argomento Jorge Alvares più e più volte le due amiche, scambiandosi tutte quelle opinioni che, tramite gufo, non erano riuscite a fare. L'esperienza col delfino era stata una brutta batosta per entrambe, rimaste deluse dal suo comportamento scorretto e ai limiti della legalità, oltre che sconsiderato nei confronti del legame che lo univa alle due ragazze.

Ci ho pensato anch'io, una volta... che forse eravamo state troppo severe, che forse non era colpa sua.
Ma poi mi sono rivissuta nella mente quella dannata notte, e ci sono stati troppi momenti nei quali si è dimostrato lucido e in grado di ragionare per portarmi a credere che il suo gesto fosse solo frutto dell'attacco della medusa.
Non ha detto nulla perché sapeva che ci saremmo arrabbiate, probabilmente pensava di poterlo far uscire dall'ottavo piano senza che nessuno lo sapesse... o meglio, Brianna lo sapeva, ma tanto se l'era scordato...


Anche l'accanimento di Brianna nei confronti della Randall aveva lasciato un brutto ricordo all'irlandese. La Wollis, come il portoghese, non aveva giustificazioni in merito al suo comportamento: accettare tacitamente che il ragazzo prendesse il diario senza farne parola al resto del gruppo era stato sleale, disonesto e per nulla incline a quello che Cappie chiamava "amicizia". Erano finiti insieme in quel disastro e insieme dovevano prendere le decisioni. Tenerle all'oscuro era stata la mossa sbagliata e solo grazie all'intervento di Sandyon erano riusciti ad uscire da quell'incubo tutti più o meno illesi.

Cerchiamo di non pensarci più: ormai lui fa parte del passato.

Chi cercava di convincere, Victoria o se stessa? Lo sapevano perfettamente entrambe che per l'irlandese la questione con Jorge non era stata ancora chiusa, anzi proprio a causa del suo buon carattere probabilmente non lo sarebbe stato mai. Ci voleva ben altro per separare la futura Ignis da colui che per anni aveva rappresentato il suo fratello di sangue, compagno di avventure e sventure e amico prezioso durante i compiti in classe di Pozioni.
Meglio non pensarci e provare invece ad esibirsi di fronte alla migliore amica, facendole finalmente ascoltare il brano che aveva scritto appositamente pensando a lei, cantato e suonato solo con la chitarra acustica. Per quanto preferisse quella elettrica, trovava che la prima fosse molto più intima e che sapesse trasmettere emozioni più dolci rispetto alla gemella, tutta energia e rock'n roll. Voleva farle capire che ci sarebbe sempre stata per lei, durante i momenti di difficoltà, che non doveva mollare, nemmeno quando sentiva di aver perso tutto, come il bellissimo legame che aveva con la madre. Ciò che invece fece, incosciamente, fu cantare una canzone che la faceva pensare anche al delfino, portandola ad esprimere con maggior sentimento ed emozione ciò che sentiva nel più profondo del cuore.

Allora... Come sono andata?

Si tolse la chitarra e scese giù dal palco, facendosi raggiungere dalla Dragargenteo che, commossa, l'abbracciò con forza, piangendo a più non posso sulle spalle della ex-Tassorosso. Sorpresa da quella reazione, ma profondamente colpita a sua volta, la O'Neill ricambiò l'abbraccio con forza, accarezzandole i capelli con dolcezza proprio come quando si erano ritrovate, così vicine, alla fine della disavventura nell'Ottavo Piano.

Dai smettila di piangere, altrimenti mi metto a piangere pure io!

Cercò di calmarla con ironia, sentendo gli occhi farsi lucidi e volendo evitare di fare una fontanella in due dentro l'Auditorium. Anche perchè, i ragazzi del Coro erano appena tornati dalla pausa e le stavano fissando un po' sconcertate.

Che ne diresti di aspettarmi fuori mentre sistemo tutto qua dentro?
Potremmo andare da Calvin, rapirlo e andare a passeggiare fuori da scuola.
Ti piace come idea?


E se la Randall avesse acconsentito, allora l'irlandese le avrebbe dato un bacio sulla guancia, salutandola e rivolgendosi nuovamente ai ragazzi che la stavano fissando incuriositi. Era arrivato il momento di ringraziarli per il loro aiuto e di passare un po' più di tempo con la sua migliore amica.

[Fine per due]
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Messaggioda Kenneth » 09/10/2019, 20:15

29/03/2114
Ingresso Auditorium
Ore 14:15


L'ora di pranzo si era conclusa da qualche minuto e Kenneth si sentiva particolarmente sazio.
La mensa della Cyprus era organizzata in modo leggermente diverso, a cominciare dal fatto che somigliasse in tutto e per tutto ad una High School Babbana.
I ragazzi passavano con il vassoio, riempivano il piatto e poi si andavano a sedere, cosa che permetteva di contenersi nel mangiare.
I tavoli di Hogwarts invece, riempiendosi automaticamente di ogni ben della Trama, risultavano una maledizione per chiunque decidesse di stare leggero.
Praticamente invitavano a mettere mano su tutto, deglutendo a più non posso bocconi di svariati cibi diversi.

Avrò già preso almeno un chilo e mezzo da quando sono qui...

Kenneth non era uno attento alla linea, ma sapeva che mangiare troppo gli desse poi problemi di stomaco, problemi che avrebbero ostacolato lo studio.
La professoressa Cartwright non gli aveva ancora dato una risposta riguardo la propria proposta come Assistente e questo lo metteva molto in agitazione.
Sua madre aveva già iniziato a tartassarlo di domande, chiedendogli come mai non si fosse ancora decisa e se gli avesse detto qualcosa sul test di ingresso.
Quel test era andato una bomba ma per forza, ci aveva studiato svariati mesi con la testa china sui libri e nel laboratorio privato.
Anche lui stesso sapeva che quello non fosse un biglietto da visita autentico.

Probabilmente sarebbe meglio se le dicessi la verità, non è giusto fare una così bella figura quando il merito va esclusivamente al tempo...

Terminata l'ora di Pozioni pomeridiana, verso le 18:00, avrebbe fatto visita alla docente per parlarci apertamente, mettendo anche a rischio il posto come Assistente.
Purtroppo non se la sentiva affatto di avere quella carica in un modo così poco onesto. Quei risultati erano frutto di controlli fatti e rifatti in settimane e settimane.
Sua madre avrebbe mandato la solita strillettera innervosita dal suo eccessivo senso della giustizia e poi se ne sarebbe fatta una ragione.
Intanto, il Laars si era fatto accompagnare presso l'unico posto non ancora visitato, ovvero l'Auditorium.
La struttura era seriamente magnifica, ben curata, con un grande palco e diverse strumentazioni disposte su di esso.

Nessuno fa le prove oggi?

Nessuno fa le prove e basta... Il coro di Hogwarts è di nuovo vuoto!

Ma... Come mai? Insomma, lì nella teca ci sono dei premi, anche delle targhe...

Dopo che i precedenti partecipanti si sono Diplomati, il coro ha combinato qualcosa per un altro annetto, ma poi è finito tutto all'aria.

Un vero peccato, quindi perché ci sono tutti quegli strumenti se tanto non deve usarli anima viva?!

Stanno lì per bellezza, tanto gli Elfi ci applicano sopra una cera che neutralizza la polvere... La Vice Preside è fissata con l'estetica.

... Ho capito...

Senti io devo scappare che ho appuntamento con Bethany dei Tassorosso, ci si vede in Sala Comune, ok?

Kenneth ringraziò per il passaggio e fece andare via di corsa il compagno di banco, restando lì a guardarsi intorno.
Si sedette su una delle tante poltroncine, deciso a dare un'occhiata agli appunti lì dentro, tanto era certo che non sarebbe venuto nessuno.
Tutto quel lusso musicale completamente sprecato, che disgrazia.
I movimenti rimbombavano in ogni angolo dell'Auditorium, che per certi versi, se fosse stato al buio, avrebbe anche prodotto una buona dose di inquietudine.
Doveva assolutamente ripassare l'ultima lezione di Pozioni per non rischiare di combinare un disastro come il giorno prima.

Solo io potevo far esplodere una semplice Pozione Rigenerante...

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Un botto che avrebbero ricordato un po' tutti per almeno quattro o cinque mesi.
Meno male che la Professoressa Cartwright non ci aveva messo sopra il carico, a differenza di quanto avrebbe fatto invece il suo ex insegnante della Cyprus.
Lei sì che sapeva essere una persona calma e concentrata, unicamente instradata verso la trasmissione delle conoscenze ai ragazzi.
Al terzo tentativo Kenneth era riuscito nell'impresa, ma l'esplosione avvenuta nella sua autostima ci avrebbe messo molto più tempo a sistemarsi.
E con una performance del genere, addio alla possibilità di avere una propria "Bethany di Tassorosso".

Mi sembra di sentire mia madre... "Non si diventa Grandi Pozionisti stando con la testa fissa sulle ragazze, avrai tempo per quello dai trent'anni in poi!".

Per la donna, il figlio doveva proseguire a costruire il futuro fino alla trentina, dopo di che, grazie alla propria fama, le femmine sarebbero arrivate da sole senza sforzi.
Inutile dire che Kenneth non è che fosse così tanto d'accordo, ma provare a controbattere con la figura materna significava trasformarsi in Don Chisciotte contro i Mulini a Vento.
Il ragazzetto scusava spesso la madre, credendo fermamente che ella volesse solo il massimo ed il meglio per il suo unico figlio, ma certe volte era difficile stare ai suoi ritmi.
Per questo, se doveva coltivare un interesse diverso lo faceva in segreto, peccato che, avendo l'80% del tempo impegnato con lo studio, la sua unica coltivazione potevano essere i cactus.
Tra l'altro, adesso che ci pensava, il cactus dentro la Serra privata dell'Assistente di Erbologia Typhon Seal era davvero enorme, doveva esserselo curato proprio per bene.

Giusto, devo ricordarmi di andare a chiedere anche alla Professoressa Vilvarin com'è andato il compito...

Quella materia non era così difficoltosa, riusciva a farsela entrare in testa facilmente, forse perché su quell'argomento la madre era meno severa.
In realtà Kenneth sapeva che per essere un Pozionista affidabile, le nozioni di Alchimia ed Erbologia dovevano essere altrettanto formate e assimilate.
Spesso e volentieri il genitore si soffermava solo sulla materia in sé, dimenticando tutto il contorno altrettanto fondamentale.
Meno male che adesso poteva contare sulla Professoressa più brillante che gli potesse capitare.
Lei sì che sapeva il fatto suo e sapeva consigliare testi davvero illuminanti ed interessanti.

Almeno saprò come occupare il tempo durante l'Estate!

Una uscita davvero triste e pessima, considerando che l'Estate dovesse essere impiegata per tutt'altro, come ad esempio le vacanze e gli hobby,
Peccato che tanto, con estrema probabilità, salvo un miracolo, il periodo estivo Kenneth lo avrebbe trascorso di nuovo a casa propria.
Figurarsi se la madre avesse permesso di organizzare qualche settimana di divertimenti, forse al massimo qualche serata con amici di infanzia, ma niente di più.
La sua vera vacanza era in Europa e dentro Hogwarts, ecco la verità.
Ma cosa avrebbe dato per ritornare indietro nel tempo di qualche anno e rivivere quel lunghissimo mese di Luglio con suo cugino Robyn.

Adesso è troppo indaffarato...

Cinque anni prima, Robyn aveva figurato un falso meeting accademico estivo per riuscire a strappare Kenneth dalla prigione casalinga.
Ovviamente il meeting c'era stato davvero, ma il ragazzetto allora quindicenne non ci andò un singolo giorno.
Il cugino aveva pagato l'intero stage a vuoto, invitandolo poi dentro la propria villa per trascorrere trenta giorni di immortalità.
Ovviamente la famiglia aveva collaborato, rimanendo in silenzio, facendo così quel magnifico regalo al ragazzo più sfortunato di tutta la stirpe Laars.
E meno male che per lo meno la madre non fosse tipa da interrogare il figlio per vedere se fosse stato attento.

È stato proprio eccezionale imparare a suonare la tastiera!

Robyn si era messo di impegno perché il parente giovane gli aveva chiesto di utilizzare quel mese per imparare a suonare.
Era stato un periodo intensivo, praticamente tutti i pomeriggi venivano impiegati negli esercizi musicali, ma Kenneth era felice così.
Non si trattava di Pozioni, calcoli, formule e compagnia varia, ma di qualcosa di ugualmente affascinante però artistico, diverso, libero.
Tra l'altro, aveva anche avuto occasione di ascoltare dal vivo Robyn, restandone completamente sbalordito.
Ma com'era possibile che non avesse scelto la carriera di cantautore?!

... Cosa non darei per avere anche solo un briciolo del suo talento, anche in quel caso penso che potrei riuscire a fare colpo su qualcuna!

In verità, Robyn gli aveva fatto presente in più di una occasione che le doti artistiche fossero un po' di famiglia e che non era escluso che pure Ken ne possedesse in abbondanza.
Purtroppo quel concetto si ritrovò ad avere vita brevissima, perché circa qualche mese dopo, rientrando a casa con una tastiera, il Corvonero aveva scatenato l'ira della madre.
Aveva usato esclusivamente dei suoi risparmi, ma non era quello il punto e purtroppo lui lo sapeva alla perfezione.
La musica era una distrazione tanto quanto le ragazze e la sua testa doveva essere focalizzata solo sulla riuscita del proprio obiettivo.
Per tenere quell'oggetto in camera sua ed evitare che fosse gettato via, Kenneth aveva dovuto "minacciare" di smettere lo studio delle Pozioni.

Una delle mie pochissime vittorie, se di vittoria si può parlare...

Cosa se ne faceva di una tastiera dentro la stanza se tanto poi non la poteva utilizzare in alcun modo?
Ogni volta che la madre usciva per delle commissioni o si tratteneva fuori casa per più giorni, erano quelli gli unici momenti in cui Kenneth poteva permettersi di sfruttare l'acquisto.
Ma tanto ormai, lì a scuola non se la sarebbe mai potuta portare e con molta probabilità, rientrando a casa per così poco tempo se la sarebbe pure potuta scordare direttamente.
Forse l'avrebbe rivenduta o forse regalata in qualche centro sociale ricreativo, già, più probabile la seconda opzione.
Sbuffò, andando indietro con la testa a fissare il soffitto, rievocando stralci di quella brutta conversazione di ormai tre anni prima.

Ti rendi conto di avere un problema, Kenneth?!
Questo problema non lo aggirerai cantando e suonando, ma studiando e restando sempre vigile!
Cosa succederà quando ti daranno un incarico e tu gli rifilerai qualche Pozione sbagliata, eh?! Ti offrirai di risarcirli con una serenata?!
Non dimenticare che là dove tutti devono lavorare cinque, tu devi lavorare otto e dove gli altri devono lavorare otto, tu devi lavorare dieci!
Io credo in te, ci credo fermamente, non deludermi anche tu come hanno fatto tutti, ti prego figlio mio...


Tornò con il collo diritto, osservando un punto vuoto in lontananza, con gli occhi persi e la mente ancora focalizzata sulle parole della donna.
Ella faceva leva sul suo senso di colpa, il senso di colpa di un ragazzo non intenzionato a deludere la madre, ormai rimasta sola, abbandonata da chiunque, genitori compresi.
Sapeva che molte cose se le fosse meritata, ma gli aveva dato la vita e per questo non riusciva ad allontanarsi, non riusciva a fregarsene, temendo che commettesse qualche sciocchezza.
La sua era una sopportazione continua e imperterrita, ma per quanto sarebbe andata avanti?
Mentre si asciugava qualche lacrima uscita fuori spontaneamente, il rumore di uno spettro che aleggiava tra gli spalti alti gli fece spostare l'attenzione in quel punto.

Immagine

Il fantasma oltrepassò il muro e scomparve, lasciandolo di nuovo solo.
Un lungo, lunghissimo respiro, poi Ken lanciò sul sedile vicino il quadernone con gli appunti, alzandosi in piedi.
Camminò fino alla zona del palco e ci salì sopra, vagando tra gli strumenti, ce n'erano davvero di tutti i tipi.
Si soffiò il naso con un fazzoletto che teneva dentro la tasca dei pantaloni, poi prese un basso elettrico.
Non sapeva nemmeno da dove si iniziasse per suonarlo, ma gli mise curiosità un dettaglio.

C'è ancora l'etichetta col nome del corista che lo usava... "Cappie"... Che nome bizzarro!

Lo rimise a posto, passando poi su altri strumenti vari e a caso, fino a raggiungere proprio la tastiera.
Assottigliò lo sguardo, restando per alcuni attimi interdetto.
Possibile che quel nome... Fosse proprio di chi intendesse lui?
In effetti sapeva che il cugino avesse svolto qualche supplenza lì ad Hogwarts ma...
... Aveva collaborato pure con il coro?

"Vocal Coach Robyn"... Questa deve essere la tastiera che usava qui allora...

Era proprio un bel modello, probabilmente (anzi sicuramente) più costoso della propria, ma si vedeva che la scuola non avesse badato a spese.
Tolse piano la protezione in velluto dai tasti, carezzandoli poi e premendone qualcuno, non emettendo alcun suono.
Doveva prima collegarla alla presa di energia magica, ma a che pro?
Sopra lo strumento c'era ancora uno spartito musicale di una canzone tipicamente da allenamento, che catturò gli occhi del Laars.
Sorrise amaramente, scuotendo un po' la testa con ironia agrodolce.

... Tsk, proprio la canzone che fa per me...

Il cuore prese a battere più forte quando comprese di voler fare una vera e propria pazzia.
Ma alla fine, perché mai si sarebbe dovuto beccare una punizione per una cosa simile?
Guardò a destra, a sinistra, poi verso la porta di ingresso chiusa ed anche saldamente.
Non sarebbe passato nessuno e il luogo possibilmente doveva anche essere insonorizzato.
Neanche dieci secondi e il ragazzetto aveva attaccato la spina, acceso la tastiera e si era seduto.

Vediamo se mi ricordo ancora come si fa...

... Oh sì che se lo ricordava, ed anche se non sarebbe mai stato in grado di riconoscere la propria qualità, quel pomeriggio l'Auditorium ricevette un assaggio di vita tipico dei Laars.



AUTOCONCLUSIVA

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Talento Arte (18) + d20 (13) = 31
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