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Via Principale

Messaggioda Paige » 06/02/2017, 12:38

Allora te ne dovevi mangiare tre chili al giorno, di bacche, tanto quelle ricrescono, mica muoiono!

... a questo non avevo pensato...

Uff... Sei quasi scheletrica, non ti riesco a vedere così!
Stasera ti faccio mangiare abbondante, anzi no, mi sa di no... Abbiamo preso la roba per la grigliata ma tu sei vegetariana...


E che problema c'è?
Io sono vegetariana a convenienza!
-e di seguito ad una probabile occhiata stranita, aggiunse- Quando non ho soldi non mangio né carne né pesce per risparmiare, ma visto che stasera paghi tu che problema c'è?!
Carne a volontà, yuppie!!


Sì, era incommentabile.
Ed il peggio non era nemmeno arrivato...

Che fine hanno fatto i 375 Galeoni che ti ho inviato prima di Natale?
E fa' che la risposta non mi renda desideroso di esser nato figlio unico!


Ma scusa, li dovevo prendere dei souvenirs per te ed Eagle oppure no?

NO!

Beh, ed io ve li ho comprati lo stesso visto che in Malesia non ci siete mai stati!
E comunque avevo avvertito il tuo coinquilino che sarei passata, non te l'ha detto?


Tu non dovresti avvertire il mio coinquilino, Paige, bensì me, tuo fratello...

A voler essere precisi, veramente...

... Sì sì, fratellINO, ok, fratellINO!
Comunque dovresti avvertire me, non lui, o meglio, va bene anche lui, ma dopo di me, DOPO!


Aaaw, ma sei geloso!
Che c'è, ti risenti perché avverto prima Eagle di te? Quanto sei dolce fratellino!


Cercò di abbracciarlo, anche se probabilmente lui l'avrebbe scansata di nuovo causa cattivo odore, dopodiché attese semplicemente che la vasca fosse pronta -e piena di ogni qual genere di sapone- per potervisi immergere, spogliandosi di fronte a Benedykt come nulla fosse.

Andiamo, forza, entra entra su... Prima entri e prima potrò starti abbastanza vicino...

Agli ordini!

... Ma che cosa stai facendo?

Eh, mi tolgo i vestiti, che altro dovrei fare scusa?

Avvertimi quando stai per spogliarti per la Trama!
Uff...


Come sei pudico, mamma mia!
Io ormai non mi faccio più troppi problemi da quando sono stata in quella spiaggia per nudisti in California, eheheh!
In realtà non è che ci volessi propriamente andare, ma non mi facevano pagare l'ingresso... perciò ne ho approfittato, ed ho pure conosciuto un sacco di gente simpatica!


Un uragano, un tornado, uno tsunami, Paige Sullivan era tutto questo e molto di più, capace di lanciarsi in monologhi infiniti se non la si fermava... specie quando le servisse qualcosa; in quel momento, ad esempio, le serviva un posto dove stare, e quale luogo migliore della casa che Ben condivideva con Eagle? Ovviamente il fratello fu inizialmente molto scettico, ma l'altra sapeva come convincerlo... ovvero portandolo vicino all'esaurimento nervoso.

STOP!
Riprendi il respiro, per favore, così forse ho anche modo per replicare.


Va bene! -esclamò lei tutta sorridente, strofinandosi la pelle che tornava ad assumere un colorito roseo e pulito, ed un odore gradevole e profumato.

... Dunque, puoi restare, sulla zona dove dormire ci rifletterò con Eagle appena torna dagli allenamenti.
Però devi darmi una tempistica o per lo meno un lasso di tempo effettivo sul quale basarmi e sul quale può basarsi pure lui, visto che è anche casa sua.


Uhm, una tempistica quindi, mi sembra giusto: diciamo da una settimana a... un annetto? -e no, non stava affatto scherzando.

Riguardo al lavoro, non ci pensare proprio, non adesso almeno. Sto incasinato da morire con i conti e all'inizio io stesso avrò uno stipendio del tutto nella media.
Facciamo passare qualche settimana e poi vedremo, nel frattempo potresti attaccare i volantini per fare la baby sitter e dog sitter come l'ultima volta, no?


Diciamo che come baby-sitter non mi fosse andata troppo bene... -solo perché aveva portato i bambini al parco giochi e se li era scordati nel labirinto di siepi al centro di esso, trovava fosse stata una vera ingiustizia darle dell'incosciente!
Però l'idea della dog-sitter non mi dispiace affatto, mi piacciono tanto i cani!

Così era perfetto: avrebbe finto che il cane "adottato" quella stessa mattina fosse di una cliente, poi questa lo avrebbe abbandonato e se ne sarebbe presa cura Paige perché, nel frattempo, il cane le si era affezionato, un piano perfetto!

Ecco... Tieni... Lo shampoo...

Ah, grazie, i miei capelli ne avevano proprio bisogno!

Tanto che pure quelli, lunghissimi -ma quando aveva avuto tempo/soldi per tagliarseli?- cambiarono subito colore, tornando luminosi e puliti, profumati e lucidi: era ancora magra come un chiodo, certo, ma perlomeno ora profumava di pulito e non assomigliava più ad una barbona di strada.

Aaaaah, mooooolto meglio!
Mi passi il tuo accappatoio?
-ci nuotava dentro, ma almeno stava bella coperta- Grazie fratellino, sei il migliore!
Ah, mi allunghi il borsone? Così ti dò il tuo regalo malese, e magari metto a lavare i miei vestiti...


Ignorando del tutto che la metà di essi fosse talmente strappata, lurida e malconcia da meritare immediatamente la spazzatura.
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Messaggioda Benedykt » 06/02/2017, 22:26

Stasera ti faccio mangiare abbondante, anzi no, mi sa di no... Abbiamo preso la roba per la grigliata ma tu sei vegetariana...

E che problema c'è?
Io sono vegetariana a convenienza!


Benedykt inarcò il sopracciglio un po' stranito, fissando la sorella.

... Che cosa sei tu?!

Quando non ho soldi non mangio né carne né pesce per risparmiare, ma visto che stasera paghi tu che problema c'è?!
Carne a volontà, yuppie!


Evitò di replicare, limitandosi a socchiudere gli occhi e tirare un grande, gigantesco sospiro, ripetendosi che tanto non c'era alcuna speranza che ella mettesse su cervello.
Sua sorella era fatta così, all'occorrenza praticamente poteva essere tutto o nulla, bastava farle capire quali fossero le esigenze... E da un lato non era manco male come dote.
Anche al Milkovich sarebbe piaciuto avere la versatilità della parente, in verità, ma non glielo avrebbe mai e poi mai detto, naturalmente.

Tu non dovresti avvertire il mio coinquilino, Paige, bensì me, tuo fratello...

A voler essere precisi, veramente...

... Sì sì, fratellINO, ok, fratellINO!
Comunque dovresti avvertire me, non lui, o meglio, va bene anche lui, ma dopo di me, DOPO!


Aaaw, ma sei geloso!
Che c'è, ti risenti perché avverto prima Eagle di te?
Quanto sei dolce fratellino!


In quel preciso istante, nella sua mente si materializzò l'immagine di sua sorella intenta a pomiciare con il migliore amico, entrambi nudi ed accaldati.

GELOSO?!
Ma quando mai?!
Tsk... Dico vogliamo scherzare?!
E non ti azzardare a toccarmi!
Via via, sciò... Puzzola! Perché non sei un Animagus puzzola, me lo spieghi?!


Ed aveva una gran paura a chiederle quale fosse il Patronus, perché onestamente quasi credeva sul serio che potesse essere una puzzola, a ragion veduta.
Fece appena in tempo a voltarsi quando Paige si cominciò a svestire per entrare in vasca, ricordandole quanto fosse poco etico farsi vedere nuda dal proprio fratello.
Ma tanto, parlare di certe cose con la Sullivan era un po' come parlare di cucina salutare al direttore della catena McDonald.

Come sei pudico, mamma mia!
Io ormai non mi faccio più troppi problemi da quando sono stata in quella spiaggia per nudisti in California, eheheh!
In realtà non è che ci volessi propriamente andare, ma non mi facevano pagare l'ingresso... perciò ne ho approfittato, ed ho pure conosciuto un sacco di gente simpatica!


Aspetta... Vuoi dirmi che ti sei mostrata come mamma t'ha fatto a mezza costa della California?!
Ma... Ma... Che ti è saltato in testa?!
Avranno passato ore a fissarti impunemente la... la... la...


No, non avrebbe mai pronunciato quella parola apertamente, non con lei per la miseria!

Non era necessario che completassi la frase Paige!
Chissà quanti si saranno rinchiusi nelle loro cabine per farsi una... una... una...
... Ancora?! E basta! Ti ho già detto che non serve che specifichi, lo so da solo, visto che volevo dirlo!


Dov'era la medicina per il mal di testa? Ne aveva estremamente bisogno. Anzi no, prima sarebbe stato meglio farla chiacchierare e sciorinare tutte le motivazioni valide per il rimanere lì e poi l'avrebbe presa, evitandosi di prenderne un'altra a distanza di pochi minuti. Nuovamente si ritrovò quindi ad accettare di buon grado la presenza della sorella lì, certo, a patto che anche Eagle fosse d'accordo ma vista la loro immane e bellissima confidenza, c'erano pochi dubbi in merito.

... Dunque, puoi restare, sulla zona dove dormire ci rifletterò con Eagle appena torna dagli allenamenti.
Però devi darmi una tempistica o per lo meno un lasso di tempo effettivo sul quale basarmi e sul quale può basarsi pure lui, visto che è anche casa sua.


Uhm, una tempistica quindi, mi sembra giusto: diciamo da una settimana a... un annetto?

Sei seria?
... No no no, anzi, non rispondere proprio... So benissimo che sei seria... Purtroppo...
Facciamo da sette giorni a sette mesi, ok? Cerchiamo di ridimensionare.


Sinceramente poi, l'idea di farle fare lavori come la baby sitter e la dog sitter non è che lo convincessero molto, ma Paige non brillava in quanto a versatilità mista ad esperienza.
Avrebbe riflettuto attentamente su come e dove orientarla, ora voleva solamente tornare a poterle stare abbastanza vicino e per fortuna il sapone aiutò molto nell'impresa.
Finito il bagno, la ragazza si mise addosso l'accappatoio, navigandoci all'interno, mentre intanto Ben si preoccupava di togliere i vestiti dal borsone per... lavarli?!

Aaaaah, mooooolto meglio!
Mi passi il tuo accappatoio? Grazie fratellino, sei il migliore!
Ah, mi allunghi il borsone? Così ti dò il tuo regalo malese, e magari metto a lavare i miei vestiti...


... Ok per il regalo, ma i vestiti faremmo meglio a bruciarli, fidati.
Uff... Domani mattina usciamo ed andiamo al negozio di abbigliamento in fondo alla strada.
Per stanotte metterai un mio pigiama.


Si fece consegnare lo splendido (?) regalo malese pagato da se stesso, accompagnandola poi fino alla propria camera per consegnarle dei pantaloncini e una canottiera.
Tentò in ogni modo di convincerla a mettersi il reggiseno, ma in primis non ce n'era uno pulito (o sano) e in secondo luogo mai cercare di convincere Paige, si era destinati alla sconfitta.
Proprio poco prima che Ben le desse anche un paio di calzini, la porta di casa si sbloccò, segno distintivo che fosse arrivato l'altro inquilino.

'Fanculo, ancora non ho abbastanza fiato...
La fa facile Xena: "Come minimo tre o quattro chilometri di corsa"... Sì, come minimo morivo sul marciapiede!
Per adesso uno e mezzo... Poi il tempo si vedrà!


Parlava tra sé, Eagle Hawk, togliendosi intanto la canottiera fradicia di sudore assieme alla felpa pesante con cappuccio usata per correre.
Stava prendendo davvero sul serio le dritte di Aryanne ed Emmett, ma prima di potersi considerare capace di raggiungere gli standard imposti da loro, ne avrebbe dovuta fare di strada... in tutti i sensi!
Quando però le pupille nere si focalizzarono sulla figura della Sullivan, il ragazzo dimenticò tutto, sostituendo la preoccupazione e il fastidio con un sorriso carico di sorpresa e gioia.

Allora?!
Corriamo incontro al tuo feticista preferito o no?!
Sono io il numero uno tra i Paigefili, merito come minimo un abbraccio stritolante!


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Messaggioda Paige » 06/02/2017, 23:13

... Che cosa sei tu?!

Quando non ho soldi non mangio né carne né pesce per risparmiare, ma visto che stasera paghi tu che problema c'è?!
Carne a volontà, yuppie!


Onestamente la considerava una trovata geniale -come tutte quelle che la sua mente partoriva, comunque- ma chissà perché Benedykt non paresse troppo convinto: invece dal punto di vista di Paige era una comodità, soprattutto per tutti quegli animali risparmiati nei suoi periodi di scarse finanze!

Aaaw, ma sei geloso!
Che c'è, ti risenti perché avverto prima Eagle di te?
Quanto sei dolce fratellino!


GELOSO?!
Ma quando mai?!
Tsk... Dico vogliamo scherzare?!


Te la stai prendendo troppo...
Quindi sì, sei geloso geloso gelosissimo!!
-lo prese in giro Paige, ridacchiando e cercando di abbracciarlo senza però riuscirci.

E non ti azzardare a toccarmi!
Via via, sciò... Puzzola! Perché non sei un Animagus puzzola, me lo spieghi?!


Antipatico, prrrrr!!

Gli fece una bella linguaccia per poi spogliarglisi di fronte senza farsi alcun problema, a differenza del parente che si imbarazzava pure troppo: avrebbe dovuto passare del tempo nella spiaggia per nudisti come aveva fatto lei, si sarebbe fatto molti meno problemi a quel punto!

Aspetta... Vuoi dirmi che ti sei mostrata come mamma t'ha fatto a mezza costa della California?!

È quello che ho appena detto, sì!

Ma... Ma... Che ti è saltato in testa?!

Perché?

Avranno passato ore a fissarti impunemente la... la... la...

... la p*****a?

Non era necessario che completassi la frase Paige!
Chissà quanti si saranno rinchiusi nelle loro cabine per farsi una... una... una...


... una s**a?

... Ancora?! E basta! Ti ho già detto che non serve che specifichi, lo so da solo, visto che volevo dirlo!

Pffff, ti fai decisamente troppi problemi fratellino!
I nudisti sono molto meno guardoni e pervertiti di quanto tu possa immaginare, quindi rilassati! Mamma mia quanto sei teso, non ti ricordavo mica tanto bacchettone... scusa, non sei tu quello che si scopa una diversa ogni settimana?
E allora non sei proprio nella posizione di poter parlare, tiè!


Inutile che provasse a discuterci, non l'avrebbe mai avuta vinta: e poi davvero Paige non accettava giudizi da uno che cambiava femmina ogni sette giorni, e che quindi per ciò che concerneva se stesso tanto bigotto non lo era.
Cambiando argomento, comunque, Ben accettò di ospitarla per fortuna, anche se la tempistica data dalla sorella lo lasciò per l'ennesima volta piuttosto perplesso.

Sei seria?

B--

... No no no, anzi, non rispondere proprio... So benissimo che sei seria... Purtroppo...

Come purtroppo?
Aaaaaah, sempre più antipatico!


Facciamo da sette giorni a sette mesi, ok? Cerchiamo di ridimensionare.

D'accordo, tanto alla fine sarai tu a non mandarmi via perché ti piacerà troppo avermi in giro per casa!

Ne era assolutamente convinta, anche grazie al rapporto tra lei ed Eagle che la rendeva sicura di esser ben accetta in casa loro, ovunque l'avessero sistemata per dormire; anzi, probabilmente l'amico le avrebbe anche proposto di sistemarsi nel letto con lui, conoscendolo bene!

Ah, mi allunghi il borsone? Così ti dò il tuo regalo malese, e magari metto a lavare i miei vestiti...

... Ok per il regalo, ma i vestiti faremmo meglio a bruciarli, fidati.

Ma scusa... ed io con cosa mi vesto?

Uff... Domani mattina usciamo ed andiamo al negozio di abbigliamento in fondo alla strada.
Per stanotte metterai un mio pigiama.


Andiamo a fare shopping, sììììììì!!! -si mise a saltellare felice, battendo anche le mani prima di aprire il borsone e tirare fuori il regalo per il fratello- Ecco qui, un'anfora per contenere l'acqua tipica della Malesia, fatta a mano da un artigiano vecchissimo! Ti piace, eh? Eh? Eh??

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Attese che il parente le desse il suo giudizio -positivo, c'era anche bisogno di sottolinearlo?- sul regalo, dopodiché si rivestì indossando canottiera e pantaloncini proprio del Milkovich e rifiutando categoricamente qualsiasi cosa fosse anche solo simile ad un reggiseno; stava per infilarsi il primo calzino quando la voce di Eagle la raggiunse, facendole raggiungere il salotto a piedi scalzi con un enorme sorriso sulle labbra.

Allora?!
Corriamo incontro al tuo feticista preferito o no?!
Sono io il numero uno tra i Paigefili, merito come minimo un abbraccio stritolante!


Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeagleeeeeeeeee!!!

Urlò a pieni polmoni la Sullivan, prendendo la rincorsa e saltandogli in braccio, incrociando le gambe intorno al suo bacino e le braccia intorno al suo collo.

Quanto mi sei mancato!!
Come stai? Hai visto che sono arrivata alla fine?? Mi posso fermare qui da voi per un po', vero??
-meglio metterlo subito in chiaro, anche se pure in quel caso era certa della risposta positiva di lui.
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Messaggioda Eagle » 08/02/2017, 0:10

Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeagleeeeeeeeee!!!

Da cosa si poteva riconoscere l'arrivo di Paige Sullivan dentro casa loro? Dal casino continuo e dal chiasso gratuito, ovviamente.
La ragazza era una vera e propria furia, che pesasse 10 o 100 kg, ma considerando che in quel momento somigliava circa ad una piuma, per Eagle fu semplice prenderla al volo.
Merito probabilmente anche degli allenamenti nuovi di zecca consigliati da Xena e Sly, ma di base era proprio vero che Paige necessitasse di un po' di ciccia in più.

Ehi!
Giù le mani dal sedere di mia sorella!


Mica è colpa mia?!
Da dove potevo acchiapparla scusa?!


Il ragazzo di colore scosse la testa, sbuffando divertito mentre faceva tornare con i piedi (scalzi) per terra la carissima amica tutta pepe.

Quanto mi sei mancato!!

Lui eh... LUI...

Naaaaa, mi sei mancata più tu!

Come stai? Hai visto che sono arrivata alla fine?? Mi posso fermare qui da voi per un po', vero??

Ehm... Una domanda alla volta?!
Ahahahah!


Nei minuti successivi, Benedykt cominciò ad attrezzarsi per il pranzo, optando per qualcosa di molto sostanzioso così da rifocillare per bene la fid-sorella, sorella!
Il tempo trascorso all'Italian Ranch in Texas lo aveva trasformato in un cuoco provetto, capace di sfornare piatti di tradizione italo-americana con bravura eccezionale.
Ecco perché a tavola, fumante, quel piatto di spaghetti con polpette di carne e sugo aveva un aspetto a dir poco succulento.

Immagine

BUON APPETITO!

Ma dai, Ben, te lo ricordi o no che sto seguendo un'altra alimentazione?

E vorrà dire che per questa volta dell'alimentazione te ne fotti!
D'altronde se lei può essere vegetariana a convenienza, tu puoi essere salutista part time...


Ah ma allora l'aveva raccontato pure a te della vegetariana a convenienza?!
Ahahah... Sei sempre mitica!


Benedykt, quasi subito, volse la testa a fissare la parente con aria esasperata e truce.

No... Non lo aveva raccontato anche a me...

Eagle si incurvò un poco, digrignando i denti come a dire "Ahia", mettendosi a mangiare la pasta, dando immediatamente corda all'amica.

Mmmmmhhhh!
C***o quanto è buona! Non è vero Paige?!
Ti sei proprio superato Ben...


Il ragazzo scosse il capo, facendo finta di non voler uccidere né l'una, né l'altro, limitandosi a mettersi seduto e iniziare a mangiare pure lui.

Quindi... Tu vorresti rimanere qui per un lasso di tempo che va da una settimana a sette mesi?
Ma scusa, perché proprio sette mesi?
Facevamo prima dicendo tra una settimana e... Un anno!


...

Benedykt si mise una polpettona in bocca tutta intera dal nervosismo e per poco non si strozzò, bevendo subito una abbondante dose di acqua.
La sintonia e l'affinità della sorella con l'amico erano tali da farlo sentire seriamente un pesce fuor d'acqua in tutto e per tutto.
Doveva sperare che quel legame e quella sintonia perfetta fossero riconducibili ad una meravigliosa e sempiterna amicizia... nulla di più.
Molto probabilmente la Sullivan avrebbe finito il proprio piatto chiedendone un altro... E magari un altro ancora, ma per fortuna il Milkovich aveva preparato mezzo chilo di pasta.
Con quel ritmo in meno di un mese sarebbe tornata come prima.

Il problema sarebbe dove farla stare...

Può dormire in camera con me!

Non esiste proprio!

Ok, scusa... Allora in camera tua!
Tu dormi in soggiorno sul divano letto, hai sempre detto che è comodissimo!


Non l'avesse mai detto. Perché, perché Eagle non si stava zitto quando doveva e poteva?
Ben si mise una mano sul viso mentre il ragazzo di colore, realizzando cosa avesse appena fatto, alzò le spalle dispiaciuto.
Tanto ormai la frittata era fatta e nessuno, nessuno avrebbe mai più tolto di testa alla Sullivan l'idea di stare in camera del fratello per quel famoso lasso di tempo.
Fosse stato un ragazzo normale avrebbe pure accettato, ma c'era una condizione importante da rispettare.

OK OK OK!
Ma se ho ospiti notturne... Tu sloggi e fili in soggiorno!


... O in camera mia.

In soggiorno!

... In soggiorno...

Non transigo su questo.

Mentre aspettavano la risposta quasi sicuramente affermativa di Paige, Eagle si alzò per prendere la vaschetta di gelato in freezer con relativi cucchiaini.
Cedette la sua parte alla ragazza molto volentieri, ipotizzando che dopo tutto quel tempo a bacche, del gelato le mancasse da morire.
Geloso del gesto gentile e ammirevole dell'amico verso la sorella, Benedykt aggiunse che stesse per farlo anche lui, mollando alla Sullivan in pratica tutta la vaschetta.
Morale della favola? Quasi mezzo chilo di gelato in pasto a quella vegetariana per convenienza... E dire che loro quel quantitativo lo finivano in una settimana.
Se c'era una cosa sulla quale si potesse mettere la mano sul fuoco era che con Paige non si facevano sprechi o si buttava nulla... Una idrovora.

Porca p****na!
Mi sono dimenticato di passare allo Shamrock a controllare i lavori delle cucine!
Devo scappare, torno tra un'oretta.
Eagle puoi pensarci tu ai piatti?
... E vedi di fare il bravo con mia sorella!


Seh... Seh...

Sbuffò scuotendo la testa, l'ex Gregario di Buffy, mentre l'amico prendeva di corsa la giacca a vento e si fiondava fuori dalla porta osservando l'orologio da polso.

Che dici, ci mettiamo un po' in salotto?
Ne hai di aggiornamenti da farmi...


Tempo un minuto ed entrambi si trovarono sbracati sul lungo divano, rilassati e soprattutto sazi, soprattutto per lei.

Ma che c***o gli hai regalato a Ben questa volta?
Aveva una faccia quando me l'ha mostrato!


Il vero problema non era tanto cosa fosse, ma quanto le (gli) fosse costato.

In una vita così grigia ci voleva proprio una dose di colore firmato "Sullivan"...
Scherzi a parte, è bellissimi rivederti, Paige...
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Messaggioda Paige » 08/02/2017, 17:25

Ehi!
Giù le mani dal sedere di mia sorella!


Mica è colpa mia?!
Da dove potevo acchiapparla scusa?!


A Paige fregava poco da dove Eagle la sostenesse, l'importante era che l'abbracciasse forte perché le era mancato molto: inoltre, con lui, aveva una sintonia maggiore che col fratello... forse perché erano entrambi dei pazzi scriteriati, e tra folli ci si capiva fin troppo bene!

Quanto mi sei mancato!!

Naaaaa, mi sei mancata più tu!

Come stai? Hai visto che sono arrivata alla fine?? Mi posso fermare qui da voi per un po', vero??

Ehm... Una domanda alla volta?!
Ahahahah!


Rise insieme a lui, mettendosi seduta a tavola con l'amico mentre Ben, che era il più bravo in cucina, si prodigava per preparare il pranzo per tutti, un pranzo abbondante ovviamente visto che la sorella aveva un bel po' di chili da rimetter su, e la possibilità di sbizzarrirsi nel mangiare qualsiasi cosa le fosse a portata di tiro: inutile dire dunque che, quando il Milkovich mise sul tavolo quella ciotolona di spaghetti con polpette, gli occhi di Paige si misero a brillare per la gioia... e per la fame.

BUON APPETITO!

Woooooooaaaaah, ma che meraviglia!
Io io io io io io!! Metti nel piatto tanta tanta tanta pasta, e almeno due belle polpette!
-probabile che avrebbe fatto anche il tris, visto che furbescamente il fratello ne aveva cucinata in abbondanza.

Ma dai, Ben, te lo ricordi o no che sto seguendo un'altra alimentazione?

E vorrà dire che per questa volta dell'alimentazione te ne fotti!
D'altronde se lei può essere vegetariana a convenienza, tu puoi essere salutista part time...


Ah ma allora l'aveva raccontato pure a te della vegetariana a convenienza?!
Ahahah... Sei sempre mitica!


No... Non lo aveva raccontato anche a me...

Eeeeeeeeeeeehhhhhhmmmmmm...

Mmmmmhhhh!
C***o quanto è buona! Non è vero Paige?!


Ssssssssiiiiiiiiii!!!
È una vera bontà fratellino, una delizia, mai mangiato niente di più buono in vita mia!


Ti sei proprio superato Ben...

Okay, stava cercando di ingraziarsi il parente dopo la sua occhiata truce ed infastidita, ma non aveva mentito! Pensava davvero che quella pasta fosse ottima, tanto che la stava mangiando avidamente, masticando con le guance gonfie e spazzolando ciò che aveva nel piatto in pochi minuti, così da poterne subito chiedere il bis.

Quindi... Tu vorresti rimanere qui per un lasso di tempo che va da una settimana a sette mesi?

Mh mh, esattamente!

Ma scusa, perché proprio sette mesi?
Facevamo prima dicendo tra una settimana e... Un anno!


...

È quello che ho detto pure io!
Però a Ben piaceva più l'idea dei sette mesi perché siamo partiti da sette giorni!
Sai, sette giorni... sette mesi... chiaro, no?!


Inutile proseguire oltre nella spiegazione, tanto per Eagle un anno andava benissimo, e d'altronde era la tempistica iniziale proposta proprio da Paige, quindi perché non darle l'okay e tanti cari saluti?

Il problema sarebbe dove farla stare...

Può dormire in camera con me!

Non esiste proprio!

Ok, scusa... Allora in camera tua!
Tu dormi in soggiorno sul divano letto, hai sempre detto che è comodissimo!


Davvero?!
Davvero?!?!?!?!?!? Posso dormire in camera tua, fratellino??
Posso posso posso posso posso????


Avrebbe continuato all'infinito -e lui lo sapeva- se non avesse ricevuto una risposta affermativa.

OK OK OK!
Ma se ho ospiti notturne... Tu sloggi e fili in soggiorno!


... O in camera mia.

In soggiorno!

... In soggiorno...

Non transigo su questo.

Promesso, se ti porti a casa una io me ne vado sul divano, sarà come se non esistessi!

Difficile crederci, visto che la Sullivan faceva casino anche solo respirando, ma le migliori intenzioni c'erano tutte: e cosa c'era di meglio di una bella vaschetta di gelato dopo una porzione iper-abbondante di pasta al sugo con polpette? Una vaschetta che praticamente le venne lasciata per intero, prima da Eagle e poi -per gelosia, ma lui non l'avrebbe mai ammesso- da Ben, e che la ragazza aveva appena cominciato a godersi quando il fratello dovette scappare allo Shamrock.

Porca p****na!
Mi sono dimenticato di passare allo Shamrock a controllare i lavori delle cucine!
Devo scappare, torno tra un'oretta.


Ti aspettiamo...
Il gelato probabilmente no, però!


Eagle puoi pensarci tu ai piatti?
... E vedi di fare il bravo con mia sorella!


Seh... Seh...

A dopo Bennino mio!

Gli fece "ciao ciao" con la mano, accettando poi il suggerimento di Eagle di mettersi comodi sul divano, lei con la vaschetta di gelato in mano ed un sorriso entusiasta all'idea di poter passare del tempo con lui.

Ma che c***o gli hai regalato a Ben questa volta?
Aveva una faccia quando me l'ha mostrato!


Non ha un minimo di buon gusto, è un pezzo di artigianato malese unico nel suo genere!
Ah, a proposito!
-si alzò in piedi di scatto, posò la vaschetta sul tavolino e frugò nel borsone, dove trovò il regalo per l'amico così da consegnarglielo- Tadaaaaa!! Tipica maschera malese indossata durante le cerimonie magiche!
Una figata, vero??


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Sperava che almeno lui apprezzasse la sua creatività nella scelta dei regali -comprati coi soldi di Ben, ovviamente- ma a prescindere si rimise a sbafarsi il gelato tutto da sola, con quell'espressione furbetta sul volto che era un po' il suo tratto distintivo.

In una vita così grigia ci voleva proprio una dose di colore firmato "Sullivan"...
Scherzi a parte, è bellissimi rivederti, Paige...


Anche per me, sul serio!
Dai, raccontami come ti stanno andando gli allenamenti! Non l'hai più rivista la Mercenaria con la quale lavoravi? Sai, quella per cui ti sei preso una cotta stratosferica...
-come ci fosse pericolo che Eagle non se la ricordasse.
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Messaggioda Eagle » 08/02/2017, 19:51

Tadaaaaa!!
Tipica maschera malese indossata durante le cerimonie magiche!
Una figata, vero??


I regali di Paige andavano apprezzati e potevano farlo solo persone esperte Scienze Paigelogiche.
Eagle, modestamente, aveva preso ormai una laurea in quella materia, riuscendo sempre a trovare il bello in ciò che la Sullivan gli propinava con entusiasmo.
Bisognava prevalentemente focalizzarsi sul fatto che la ragazza ci mettesse tutto l'affetto possibile nel comprare un dono.
Oltre a questo, se il dono era bello per lei, allora significava che lo aveva scelto con cura ed attenzione, ergo il pensiero era un pensiero puro, positivo.
Ecco perché lo sguattero dell'Underground, non appena vide quella maschera e soprattutto con quali occhi la stesse fissando Paige, fu in grado da subito di accettare il regalo col sorriso.

Ehi ma... Incredibile!
Ispira un sacco di misticismo!
Grazie, starà da Trama in camera mia!


Magari su quello tantissimi arredatori di interni avrebbero avuto da ridire, ma quello era un dono da parte della sua Paige, della nota di colore nel grigiore della sua vita.
E di grigio ultimamente ne stava vedendo anche troppo e per tanti, differenti motivi: il lavoro primario, quello secondario, il cuore poi, meglio lasciarlo perdere proprio.
Se non altro aveva potuto acquisire una nuova consapevolezza riguardo gli sforzi da impegnare negli allenamenti, un raggio di Sole in mezzo ad una coltre di nuvole nere.
Mentre la ragazza proseguiva a mangiare la vaschetta di gelato, Eagle le prese i piedi e cominciò a massaggiarglieli.
Tanto la pratica piaceva a lei in quanto rilassante e a lui in quanto feticista.

Dai, raccontami come ti stanno andando gli allenamenti!
Non l'hai più rivista la Mercenaria con la quale lavoravi?
Sai, quella per cui ti sei preso una cotta stratosferica...


Come se servisse specificare, vero?
Gli allenamenti vanno sicuramente meglio, lo avrai notato dalla mia forma, anche se ho ancora tanta strada da fare.
Lei no, non l'ho più rivista e da un lato è meglio così...
Dovrò farmi presto passare la cotta ed andare avanti, non posso rimanere ancorato alle sensazioni che mi ha fatto provare lei.
Specie perché molte di queste sono state negative...


Per quanto alcune lo avessero assurdamente eccitato, ma non ne avrebbe parlato in quella sede con l'amica, non così presto.
Pur essendo Paige una ragazza meravigliosa e di larghissime vedute, su certi argomenti l'Hawk preferiva tacere proprio per un imbarazzo personale.
Magari un giorno gliene avrebbe parlato, forse con qualche piccola dose di alcool in corpo.

Voglio diventare più bravo e capace.
Migliorarmi e dimostrare a me stesso di valere molto più di così.
Non solo dovrà rendersi conto di aver mandato via una persona unica, ma dovrà anche provare l'irresistibile voglia di chiedermi scusa per tutte le cattiverie dette.
... Sì lo so, sono un sognatore, ma sperare non ha mai fatto male a nessuno!
Mentre tu invece?


Trascorsero diversi minuti a parlare e parlare veramente di tutto, soffermandosi su ogni variabile di quei mesi trascorsi lontani.
In verità passò ben più di un'ora, altro che minuti, motivo per il quale, terminato il gelato, Paige piano piano scivolò nel mondo dei sogni, completamente stravolta.
Dopo un pasto simile poi, la pennichella pomeridiana era quasi d'obbligo, ma non certo per Eagle che dovette mettersi a lavare i piatti prima e svolgere flessioni e addominali dopo.
Le mise addosso una coperta, lasciandola sonnecchiare sul divano, sistemandole anche un cuscino sotto la testa. Certo che quando dormiva era uno spettacolo per la vista.
Il ragazzo di colore non resistette alla tentazione e le rubò un bacio sulle labbra, dato che in veste di amico certi privilegi non poteva proprio permetterseli.
Tempo una mezz'ora abbondante e la porta di casa si aprì di nuovo, con Benedykt che rientrò dal giro al locale con relativa perlustrazione delle cucine in costruzione.
Non aveva un'aria troppo contenta, difatti non appena Eagle lo vide, gli si avvicinò subito, chiedendogli se volesse un caffè o un tè.

Magari... Grazie...

Immagine

... Ma pensi che ci vorrà ancora molto?

Credo all'incirca un mese e mezzo, forse poco di più.
A quel punto il forno sarà pronto e potremo partire, ma senza nessuno che se ne occupi.
Ho parlato con tutti quelli che sono passati a chiedere, interessati ugualmente anche se ho messo in chiaro il bassissimo stipendio.
Posso assicurarti che metterli a fare le pizze mi creerebbe solo costante terrore!
Uno lentissimo, un altro con sudorazione eccessiva, un altro ancora ha affermato che i guanti fossero inutili e scomodi...


Ben, mi spiace dirtelo, ma per 71 Galeoni cosa pretendi? Un pizzaiolo professionista veloce come il suono?
Con una cifra simile è ovvio che si presentino solamente incapaci o poco affidabili.
Più che altro perché richiedi una presenza costante con un solo giorno di riposo settimanale e nessuna tredicesima.


Eagle, quello posso permettermi!
Ho fatto quadrare i conti, che farò anche ricontrollare per sicurezza dalla Vice Manager di Nimue, ma le cifre non cambiano!
Qualora questa Kaylee riuscisse ad ottimizzare qualche costo laddove io non sono stato in grado, potremmo arrivare forse a 77 Galeoni, non uno di più.


Di certo 77 è meglio di 71, ma credo proprio che la qualità non andrebbe a variare di troppo!

Dalla tasca interna della giacca a vento, Benedykt estrasse un volantino pubblicitario che posò sul tavolo.

... Avevo pensato di iscrivermi...

Immagine

Beh... Ottima idea!
Ti risolvi il problema da solo!


Già, ma non avrei il tempo di amministrare il locale e fare le pizze.
Oltre al fatto che penso di stare comunque dietro al bancone a servire cocktail.
Si tratta della mia passione, non mi va di metterla da parte...


Costa molto come corso?
Dove lo fanno?


Il costo è contenuto, 100 Galeoni e 15 Falci, per quello che offrono si possono anche spendere.
Si svolge a Roma, quindi nessun cambio di fusi orari.
Il volantino me lo ha dato l'ex proprietario del locale: ci stava pensando anche lui prima di decidersi a vendere.


... E se lo facessi fare a Paige?

COSA?!

SSSSHHHH!
Sta dormendo, te lo ricordi o no?!


Dare a Paige, mia sorella... Una responsabilità?!
Eagle, te lo ricordi che lei è quella che scappa sempre?!
Appena si scoccia, si stufa, si snerva, prende e scompare da un giorno all'altro...
Questa è una storia seria, non posso permettermi di buttare 100 Galeoni dalla finestra, non con tutti i debiti che ho!


Sì sì, lo so benissimo com'è fatta, ma ha anche detto che ha deciso di fermarsi no? Di darsi un freno.
Ti ha chiesto di lavorare per te e tu dovevi riflettere su cosa farle fare in futuro, una volta che lo Shamrock si fosse avviato di nuovo.
Per lei 77 Galeoni sarebbero più di quanto non le abbiano mai offerto in passato per i vari lavoretti stupidi che ha fatto.
Inoltre l'alloggio ce l'ha e quando le cose andranno meglio, potrai aumentarle lo stipendio e permetterle di trovarsi un posto tutto suo dove vivere.
Lei ha bisogno di sapere che ti fidi di lei... Secondo me, dandole una responsabilità simile le dimostreresti di credere in lei.
Certo, a dire il vero, di base c'è da porti una domanda...
... Ma tu ti fidi di lei?


Benedykt rimase in silenzio, fissando l'amico e poi fissando di nuovo il volantino, sospirando e ripensando alle parole di Eagle.
Proprio mentre il ragazzo di colore si stava alzando per mettere a sciacquare le tazzine, Paige, risanata dalla dormita, li raggiunse in cucina sbadigliando.
Il Mercenario le chiese se volesse del caffè rimasto e in caso glielo servì in un'altra tazzina, proprio poco prima che il fratello della Sullivan la guardasse più intensamente.

... Paige... Senti...

Le passò il volantino con aria seria ma sicura, ammorbidendo l'espressione.

... Cosa ne diresti di studiare e metterti un po' sotto per diventare la futura pizzaiola dello Shamrock?
Paga il tuo fratellino, ovviamente...
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Messaggioda Paige » 08/02/2017, 22:39

Tadaaaaa!!
Tipica maschera malese indossata durante le cerimonie magiche!
Una figata, vero??


Ehi ma... Incredibile!
Ispira un sacco di misticismo!
Grazie, starà da Trama in camera mia!


Sapevo che ti sarebbe piaciuta, sono tanto contenta!
Se solo Ben avesse un pizzico della tua capacità di apprezzamento per i miei regali...


Per un secondo, il perenne sorriso di Paige si spense e venne sostituito da un'espressione un po' triste: faceva sempre la furbetta, rideva e prendeva tutto come uno scherzo, ma ci teneva davvero ad Eagle e a suo fratello, e quei regali -indipendentemente da chi appartenessero i soldi con cui li aveva comprati- li aveva presi col cuore, pensando a loro due, come faceva sempre; ed era triste, appunto, che al Milkovich non ne piacesse mai nemmeno uno.

Dai, raccontami come ti stanno andando gli allenamenti!
Non l'hai più rivista la Mercenaria con la quale lavoravi?
Sai, quella per cui ti sei preso una cotta stratosferica...


Come se servisse specificare, vero?

Metti caso che nel frattempo ti fossi preso di un'altra... -gli fece un occhiolino mentre mangiava il gelato e si faceva massaggiare i piedi.

Gli allenamenti vanno sicuramente meglio, lo avrai notato dalla mia forma, anche se ho ancora tanta strada da fare.

Infatti si vede che sei molto più forte di prima, più prestante!
Quei due ti hanno fatto proprio un bel favore con tutte quelle dritte, eh?
-ovvio che Paige sapesse di Aryanne ed Emmett, c'era pure da chiederlo?

Lei no, non l'ho più rivista e da un lato è meglio così...
Dovrò farmi presto passare la cotta ed andare avanti, non posso rimanere ancorato alle sensazioni che mi ha fatto provare lei.
Specie perché molte di queste sono state negative...


Certo, fartela passare è un'opzione...
Oppure potresti deciderti a conquistarla una volta per tutte, no?! Secondo me ce la puoi fare, ne sono certa!


Era tornata positiva, serena e sorridente: si sentiva ottimista nei confronti dell'Hawk perché lo considerava una persona fantastica, quel tipo di ragazzo che chiunque sarebbe stata fortunata di avere accanto, quindi perché non la tizia di nome Buffy?
A gelato finito, comunque, la Sullivan crollò dal sonno, sprofondando nel mondo dei sogni: ad un certo punto si sentì anche più comoda e calda rispetto a prima, grazie al cuscino e alla coperta che Eagle si era preoccupato di darle una volta addormentata; si girò anche sul fianco, accoccolandosi su se stessa perché la magrezza le provocava anche una maggiore sensazione di freddo -specie dopo aver mangiato, in piena digestione.
Si fece un sonno bello lungo, nel corso del quale ripercorse le tappe più belle dei suoi viaggi, i momenti più significativi ma anche quelli più difficili, nei quali si era sentita maggiormente sola e volubile; poi, piano piano, la percezione della realtà intorno a sé si risvegliò e così fece anche lei, sbattendo le palpebre più volte fino a che l'intero salotto non fu nuovamente messo a fuoco dal suo sguardo.

Yaaaawhhnn...

Sbadigliò sonoramente mentre si alzava dal divano, spostando la coperta, per raggiungere la cucina, dove accettò volentieri una tazzina di caffè così da riprendersi più in fretta.

... Paige... Senti...

Mh?

Alzò lo sguardo su di lui prima e lo abbassò sul volantino dopo, leggendo di cosa si trattasse: un corso per diventare pizzaioli professionisti, della durata di 300 ore... una cosa seria, insomma!

... Cosa ne diresti di studiare e metterti un po' sotto per diventare la futura pizzaiola dello Shamrock?
Paga il tuo fratellino, ovviamente...


... davvero?!
Vuoi che diventi la pizzaiola del tuo locale?? E riceverò uno stipendio tutto mio??
-che fosse misero non le importava nulla, le bastava sapere che lo avrebbe avuto- Accetto accetto accetto!!
Che bello Ben, che bello, che bello!!


Avrebbe continuato con quella solfa per altri 20 minuti prima che Ben ed Eagle riuscissero a calmarla... la prima cosa che fece dopo aver accettato? Chiedere una pizza per cena oltre alla grigliata per "iniziare a studiare la materia" e proporre loro di adottare il famoso cane randagio, perché non avrebbe avuto tempo per fare la dog-sitter dovendo studiare, martellandoli e costringendoli anche ad andare a vederlo coi loro occhi per dimostrare quanto fosse dolce e bisognoso di cure.
Ce l'avrebbe fatta a convincerli? Ma che domande... era Paige Sullivan!

Fine
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Paige
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Messaggioda PnG Staff » 07/01/2019, 1:25

01/03/2114
Vicolo sul retro dello Shamrock
Hogsmeade Centrale
Ore 01:47


Per Paige Sullivan quella doveva essere una nottata come tante altre, nel suo soddisfacente lavoro come pizzaiola provetta.
Aveva imparato bene il mestiere, dandosi da fare il giusto senza mai eccedere, essendo lato naturale del suo carattere.
Il fratello Benedykt le aveva fornito le chiavi del pub dandole il compito di chiudere, fidandosi ormai abbastanza di lei.
Un gran bel passo avanti, un passo avanti che Paige si era obiettivamente meritata, non comportandosi più come la "solita Paige".
Eppure, quello che all'apparenza poteva apparire come un sintomo di redenzione e mettere la testa a posto, aveva in realtà tutt'altra identità.
Aveva chiuso la porta principale dall'interno, la Sullivan, scegliendo come di consueto di uscire definitivamente dal retro, dopo aver gettato la spazzatura.
L'aria era piuttosto fredda, forse nei giorni a venire avrebbe nevicato.

Immagine

Sistemate le chiavi nella borsa, forse dopo essersi anche abbottonata per bene il cappotto, la ragazza si sarebbe dunque diretta verso casa.
Peccato che una voce improvvisa e proveniente dalle sue spalle l'avrebbe bloccata, facendola letteralmente sbiancare.
Una voce che Paige sperava di non dover mai più sentire per il resto dei suoi giorni.

Credevi sul serio di esserti volatilizzata abbastanza?

Girandosi, l'avrebbe visto, con quel volto soddisfatto e le braccia conserte.
Corporatura longilinea, altezza considerevole e una faccia da schiaffi accompagnata dalla sicurezza nella voce e nei modi.
Un giovane uomo che aveva da poco oltrepassato la trentina, un giovane uomo che Paige conosceva purtroppo molto ma molto bene.

Ti faccio però i miei complimenti: non è da tutti scomparire dal nostro mirino per così tanto tempo.

Immagine

Justin Vaans, tirapiedi di un ben più che noto boss della malavita organizzata internazionale magica.
Iniziato il suo percorso come normalissimo lacchè di basso rango, addetto al massimo a qualche recupero crediti, si era poi lentamente conquistato il suo posto di rilievo.
Ora era a capo di una sua piccola banda di persone poco raccomandabili, quella stessa banda che comparve attorno a Paige pochi secondi dopo la comparsa di Justin.
Era del tutto in trappola e semmai avesse provato a smaterializzarsi, chiaramente non ci sarebbe riuscita.
Avevano fatto molta strada per arrivare fin lì, ovvio che non se la sarebbero lasciata sfuggire così facilmente.

Il Capo ti sta aspettando.
È davvero molto ansioso di fare quattro chiacchiere con te.
Immagino non avrai nulla in contrario a seguirci, giusto?


Frase che probabilmente fece sbiancare ancora di più la cara Sullivan, ora completamente certa di non avere scampo.
Il Boss era il Boss e trovarsi di fronte a lui voleva dire possibilità di fare una brutta, bruttissima fine.
Tuttavia non avrebbe potuto lasciare messaggi o saluti di addio in quella sede, perché il Boss non aspettava, Justin non aspettava.

Ti faccio strada, tanto una volta arrivati lì, la strada la ricorderai alla perfezione...

Le tese la mano, facendo intendere che solo lui avesse il potere di smaterializzarsi in quella specifica zona.
A Paige non restava altra scelta se non assecondare e possibilmente anche con finto entusiasmo e faccia di bronzo.
Sapeva però che i guai erano lì alle porte e che niente e nessuno poteva salvarla da quella situazione del tutto sconveniente.

- Moldavia | Villa del Boss -

Era già stata lì, la cara e selvaggia Paige, esattamente tre anni prima.
In quella occasione, era stata attirata dalla possibilità di un guadagno facile, utile per finanziarsi qualche altro viaggio o spesa futile.
In quel periodo il fratello stava molto risicato col denaro e la famiglia la supportava ben poco sul piano finanziario.
Pur vantandosi di essere una in grado di vivere nei monasteri mangiando poco e niente per propria scelta di vita, la verità era leggermente differente.
Non mangiava perché non aveva da mangiare, non certo perché non le piacesse, pur volendo mantenere uno stile di vita alternativo.
Vegetariana quando le pareva, poi di nuovo onnivora, Paige Sullivan era una mina vagante, una mina che però si era permessa di esplodere in una zona troppo pericolosa.
Il lungo corridoio che portava alla camera salotto del Boss giunse alla fine e quando le porte si aprirono, c'era da farsi arrivare il cuore in gola.

Bene, bene, bene...
... Quale onore avere di nuovo qui davanti a me la cara piccola Paige.
Cara, piccola ed anche un po' sfuggente, a dire il vero.


Immagine

Nessuno lo chiamava per nome.
Paige stessa non aveva idea che nome avesse, perché lui era semplicemente "Il Boss".
Nella Mafia Magica aveva una reputazione enorme ed era nel mirino degli Auror e dei Vigilanti da ben dieci lunghissimi anni, dalla morte del padre, altro ex "Boss".
Specializzato nei meccanismi di raggiro, estorsione e minaccia, aveva una nomea come uno tra i maggiori influenti nel campo delle dinamiche malavitose del Mondo Magico.
Insomma, Paige si era andata ad impelagare proprio con un pezzo da novanta.
A sua discolpa però si poteva dire che al tempo non ne avesse la minima idea.
Ma era pur vero che all'epoca le fregava molto poco con chi avesse a che fare, purché potesse fornirle agevolazioni pecuniarie.

Come stai?
È trascorso proprio tanto tempo, ben tre anni.
Quasi pensavo che ti fossi dimenticata di noi.
Ma tu non ti sei dimenticata, vero?
Come ci si può dimenticare dei benefattori?
Saresti davvero ingiusta e crudele...
... Non è vero Justin?


Mi ha tolto le parole di bocca, Capo...

Il Vaans sorrise mellifluo, godendosi quella scena.
Il Boss sapeva come incutere timore con quelle espressioni calme, apparentemente quasi amichevoli, ma in realtà letali.
Venne portata una sedia molto comoda ed imbottita alla ragazza, così come le venne anche offerto da bere.

Sei stata un elemento davvero brillante.
Meritavi di fare strada, per quanto sappiamo bene entrambi che il tuo non fosse un impegno chissà quanto a lungo termine.
Tuttavia lo avevamo stabilito fin dall'inizio: qualche piccola collaborazione in cambio di un compenso tutto sommato niente male.
Tu non saresti morta di fame e qualche mia piccola cellula ancora in fase di evoluzione avrebbe ottenuto dei vantaggi.
Sei stata indottrinata in ogni campo: furto, recitazione, autodifesa.
Eri pronta a tutto pur di racimolare qualche gruzzolo.
... Ah, non dimentichiamo anche gli insegnamenti più privati, dove Justin e i suoi ragazzi hanno rappresentato dei maestri molto validi, non è così Paige?


Lo sguardo rimaneva fisso su di lei.
Ella sapeva che sarebbe stato meglio non contraddire ed esporsi ai limiti dell'indispensabile.
Allora la ragazza aveva ottenuto quella proposta solo ed esclusivamente perché aveva civettato piuttosto bene proprio con Justin, per caso, in un locale.
Il ragazzo si era accorto della natura materialista della ragazza ed aveva deciso di assecondarla, sapendo di andare abbastanza a colpo sicuro.
Si erano più o meno frequentati per qualche settimana ed era stato proprio lui a procurarle alcuni lavoretti qua e là, grazie alla propria influenza.
Infine, le aveva chiesto cosa fosse disposta a fare per avere somme considerevolmente più elevate...
... La risposta della Sullivan, al tempo, era stata piuttosto eloquente.

Dicesti a Justin che fossi pronta praticamente a "Tutto tranne fare del male fisico al prossimo" e noi lo abbiamo rispettato.
Feci un grosso favore al mio sottoposto preferito, non conoscendoti, ma dandoti ugualmente fiducia, affidandoti incarichi via via sempre più importanti.
Sei sempre stata naturalmente brava a circuire il prossimo per i tuoi fabbisogni e scopi, devo dire che ne ho conosciute davvero poche come te.
Poi però... Hai deciso di fare un passo molto più lungo della gamba, signorina.


Gli occhi chiari del Boss si fecero più scintillanti, di una luce inquietante e preoccupante.

... Te lo ricordi cosa hai fatto?

Il suo incarico era stato quello di entrare all'interno di una festicciola molto affollata ed incontrare un particolare ricettatore.
Avrebbe dovuto consegnargli uno specifico oggetto contenuto nel suo zainetto e ricevere un pagamento in contanti.
Peccato che quei contanti il Boss non li vide mai, così come nemmeno i sottoposti, perché con quella somma Paige se ne era fuggita di corsa.
Non un gesto dettato dalla semplice avidità, in realtà, ma un modo repentino per uscire da un giro che le era diventato stretto e asfissiante.
Come al solito, la Mafia garantiva di potersene andare in ogni momento, all'inizio, per attirare nella propria morsa, ma dopo le cose cambiavano.
Era come stare nelle sabbia mobili, pronte ad inghiottirti di attimo in attimo, movimento dopo movimento... E la Sullivan lo aveva capito stupidamente troppo tardi.
A quel punto una ragazza non troppo matura come lei avrebbe potuto fare due cose: rassegnarsi oppure scappare ed aveva scelto la seconda in un attimo di pura follia ed istinto.
Documenti falsi in ogni nuovo paese visitato, mai più di una permanenza di un mese, massimo un mese e mezzo, lettere quasi nulle verso chiunque.
Ecco spiegato perché ella si era tenuta tanto in contatto con Eagle e non con Ben: Eagle era uno sconosciuto, nessuno avrebbe intercettato quelle missive.
Il Milkovich invece sarebbe stato tenuto facilmente sott'occhio, specie la posta indirizzata a lui e proveniente dall'estero.
Poi, passati tre anni e probabilmente certa di non avere più problemi, Paige aveva scelto di ritornare e di stabilirsi del tutto ad Hogsmeade.
Era riuscita a sperperare praticamente tutto l'enorme gruzzolo sottratto alla mafia.
Sapendo di non poter contare più su nulla e non avere altra scelta, aveva accettato poi con entusiasmo la proposta del fratello nel divenire una pizzaiola.
Lavoro da basso profilo, paga tutto sommato accettabile e stabilimento in una cittadina talmente tanto anonima da risultare perfetta come nascondiglio.
Inoltre, chi mai avrebbe potuto pensare che si fosse avvicinata tanto ad un parente dopo essere stata via per il Mondo Magico per tutto quel tempo?
Nessuno, ecco perché ci avevano impiegato così tanto a scovarla: molto furba la giovane Paige, furba ma nonostante tutto non infallibile.

Veniamo al dunque.
Mi devi in tutto 3470 Galeoni.
... Oh sì, certo, lo so che ne prendesti 1745, ma devi considerare anche gli interessi.
Passerà Justin domani a ritirare la somma.


Ovvio che lei non disponesse affatto di una cifra tanto alta.
Attualmente sul suo conto aveva sì e no un migliaio di Galeoni e questo solo perché aveva potuto metterli da parte appoggiandosi quasi completamente su Ben.
Pur togliendo quelli le restavano ugualmente altrettanti soldi che di sicuro in un giorno non avrebbe mai e poi mai raggruppato.

... Stai dicendo sul serio che non ti sei tenuta nulla da parte?
Oh, benedetta ragazza, sei riuscita a spendere fino all'ultimo zellino pur facendo diversi lavori qua e là?
Incauta e sopratutto stupida, perché avresti dovuto immaginare che questo giorno potesse arrivare da un momento all'altro.
Non mi lasci altra scelta allora...


Ucciderla.
Pagare con la vita.
Un prezzo per la Sullivan decisamente troppo caro.
Lo avrebbe pregato di ripensarci?
Implorato di non saltare subito a conclusioni così affrettate?
Se fosse stata abbastanza capace di usare il proprio charme, avrebbe ottenuto qualcosa di meno drastico.
Anche se ugualmente per nulla positivo.

... Fidarmi ancora delle tue parole?
Non sono diventato quello che sono facendomi prendere in giro dalle ragazzine, questo lo sai, vero?
... Ad ogni modo, mi sei simpatica e sai perché?
Perché sei stata tra le poche ad essermi sfuggita per così tanto tempo e tra le prime ad avermi fregato sotto il naso con così tanto coraggio.
Ci vuole fegato per combinare simili follie e il fegato, che sia di amici o nemici, io lo premio.
... Hai tempo fino a Luglio per restituirmi l'intera somma, semplicemente per allora gli interessi saranno saliti a 3790.
Justin ti terrà ogni tanto d'occhio ed eviterà che tu possa scappare nuovamente.
Non mi interessa come li troverai, ma sappi che se per Luglio non avrà riavuto il mio denaro, non esisterà documento falso o landa sperduta in grado di nasconderti.
... Allora, sono o non sono l'uomo più magnanimo che tu abbia mai conosciuto?


Ci credeva fermamente e da un lato non era nemmeno una domanda troppo campata per aria.
Tanti altri mafiosi l'avrebbero fatta galleggiare senza vita in mezzo ad un fiume per una bravata simile, mentre il Boss... Beh il Boss era diverso.
Si era conquistato la stima e il rispetto anche grazie ad una tolleranza controllata ed oculata.
Paige non aveva preso chissà quanto rispetto alle somme che giravano nelle sue tasche, ecco spiegato il motivo.
Era come se fosse entrata in una banca babbana per rapinare 10.000 dollari, in pratica una miseria.

Ora puoi andare.
Mi raccomando, ogni tanto mandami una bella pizza di tua fattura tramite Justin.
Sono proprio curioso di assaggiare la tua bravura.
... Ah, Paige: penso sia scontato che tu debba mantenere il completo silenzio.
Una sola parola con qualche autorità e non la pagherai cara soltanto tu, ma anche chi ti sta attorno.


Un altro sorriso molto criptico, poi un cenno del capo, come ad invitarla ad andarsene.
Justin la aspettava direttamente all'uscita, dove sarebbe poi stata condotta verso uno dei tanti camini illegali della villa.
Una volta entrati nell'altra sala però, il giovane uomo fece chiudere a chiave in modo che potesse restare solo con la Sullivan.

Non ti sei comportata per niente bene nemmeno con me, Paige.
Eravamo una bella coppia e a quest'ora non ti avrei fatto mancare nulla, vista la mia posizione ormai ben più che privilegiata.
Ora invece sei solo in un pasticcio molto più grosso di te e credimi, non vorrei proprio trovarmi nei tuoi panni.
Se vuoi un consiglio, comincia ad usare le tue doti apprese come mano lesta per togliere qualcosa dalla cassa del tuo pub.
Per quanto, ti servirà molto più di questo per sperare di aver raggiunto la somma entro Luglio.


Si avvicinò di qualche passo, così da trovarsi a breve distanza da lei, osservandola con aria eccitata e malvagia.

... Il Boss mi ha concesso di fare un piccolo scambio.
Durante un mio ultimo incarico ho guadagnato all'incirca 730 Galeoni.
Posso scalare dal tuo conto quella cifra.
Inutile dire che per una simile somma, mi aspetto un risarcimento sostanzioso ogni volta che ci vedremo.


Era davvero tanto complesso capire a cosa si stesse riferendo.

E direi che possa essere compreso anche questo primo incontro.
In fondo, hai finito di lavorare, è tardi e nessuno ti aspetta sveglio a casa, senza considerare che quel divano laggiù sembra piuttosto comodo.
... Allora, accetti questo mio aiuto, Paige Sullivan?


All'incasinata sorella del Milkovich l'ultima scelta.
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Messaggioda Paige » 07/02/2019, 12:40

1 Marzo 2114 - Shamrock Pub, Hogsmeade - Ore 00:30


Pizze per il tavolo 15... Pronte!

Era davvero divertente lavorare come pizzaiola. Paige non era mai stata il tipo di persona schizzinoso riguardo la carriera, avendo lei praticamente più bisogno di soldi che di sogni. Di quelli ne aveva in abbondanza e tutti facilmente realizzabili grazie a qualche lavoretto saltuario qua e là, nonché alla generosità del suo fratellino. Con tutti i soldi che doveva a Ben, avrebbe dovuto come minimo vendere la propria anima, ma per fortuna il Milkovich non era tanto tirchio da chiedere che gli venisse restituita l'intera somma prestata alla sorella... Anche perché non l'avrebbe mai fatto.
Era un'arrivista approfittatrice e arraffona la Sullivan, ma non se ne dava pensiero. Quel suo modo di vivere le piaceva, anche perché cosa poteva esserci di bello nello sgobbare tutto il giorno come Benedykt se poi la vita non te la sapevi godere? Dopo circa qualche settimana in quel modo, sarebbe stato facile per lei gettare all'aria la sua veste da pizzaiola per fuggire via in qualche posto nuovo e sperduto, ma questa volta Paige si stava comportando bene, sebbene il motivo non c'entrasse minimamente con suo fratello.

Ehm... Buona... Buonasera a tutti!

La voce della seconda classificata al concorso indetto dal Milkovich raggiunse anche le orecchie -solitamente da mercante- della Sullivan, che si affacciò sull'uscio della cucina per poter vedere la biondina salire sul palco.

Io... Qualche giorno fa mi sono resa conto di quanto una persona a me molto cara stia passando un brutto periodo dopo una relazione andata a finire male.
Riflettendo su quello che ci siamo detti, ho pensato di buttare giù qualche parola, sperando... Insomma, sperando che potesse fargli piacere...
La canzone si chiama "Doctor" e vorrei dedicarla a mio cugino Tristan... Che è qui presente stasera... Ciao T.!
E... Ehm... Anche a tutti coloro che hanno il cuore spezzato...
Magari la mia canzone può... Farvi sentire un po' meglio...
Grazie...


Paige, curiosa, si affacciò per capire a chi fosse rivolta quella canzone, ma in mezzo alla folla era difficile distinguere il parente della Martel. La piccoletta imbracciò una chitarra acustica, sistemò per bene il microfono e dopo qualche secondo prese il coraggio per iniziare a cantare. Sembrava piuttosto agitata e imbarazzata nello stare al centro dell'attenzione, ma quando iniziò a cantare quell'imbarazzo e agitazione svanivano, sostituiti solo dalla sua melodica voce e da un sound decisamente orecchiabile.



Hey Paige!
Al tavolo 8 stanno aspettando due pizze margherite e una capricciosa!


Paige Sullivan all'opera!

Per quanto potesse farle piacere una pausa, la ragazza non poteva proprio fermarsi. Tornò di nuovo nel caldo della cucina, dove la voce e le note della canzone di Élise giungevano praticamente ovattate. Non era mai stata così tanto a lungo ferma in un posto e soprattutto a lavorare. Il fatto di passare la maggior parte del suo tempo vicino ad un forno magico l'aveva spinta alla decisione di tagliarsi i capelli cortissimi, così da non dover soffrire il caldo. Secondo Eagle le stava bene quel taglio di capelli e Paige lo aveva ringraziato al suo solito modo, con delle moine spensierate ed allegre, una vanità per nulla celata e poi un rimprovero verso il suo fratellino, che invece non si era degnato nemmeno di rivolgerle un commento più esaustivo. Era divertente farlo uscire fuori di testa e in fondo in fondo le piaceva un po' quella vita sedentaria, proprio perché a riempirle le giornate di allegria c'erano Eagle e Ben.
La serata proseguì senza alcun intoppo, finendo addirittura per chiudere prima del previsto. Di solito il Venerdì sera si faceva anche più tardi, ma quella volta il pub si svuotò con qualche minuto di anticipo, permettendo a tutti di sistemare per chiudere e tornare a casa. L'ultima ad andarsene sarebbe stata proprio lei, dato che il fratello era dovuto tornare a casa prima. Finito di pulire la cucina -quella forse era la scocciatura maggiore per lei- Paige si tolse la divisa da lavoro, si cambiò con i suo soliti abiti, indossò il proprio cappotto di -finta- pelle nera, con rivestimento in -finta- pelliccia e prese il sacco della spazzatura. Aveva già chiuso l'entrata principale, per cui avrebbe approfittato dell'uscita posteriore sia per gettare la spazzatura, sia per chiudere anche l'ultima porta e andarsene finalmente a casa. Sognava di buttarsi sul letto e dormire fino alle sei di sera del giorno dopo, ma sapeva già che quel brontolone di suo fratello poi si sarebbe lamentato per la sua pigrizia.

Magari se nei prossimi giorni nevica, posso convincerlo a fari rimanere a casa!
Non si può sprecare un'occasione come una bella nevicata, bisogna approfittarne finché c'è...


Questi i suoi pensieri mentre, richiuso il bidone, si voltò e iniziò a dirigersi verso casa. La bacchetta era al sicuro nella tasca interiore della giacca, una sciarpa al collo e dei guanti a mezze dita che proteggevano poco dal freddo. Ma non c'era bisogno delle temperature gelide per ghiacciare lo spirito ed il cuore della Sullivan, quando una voce alle sue spalle la raggiunse bloccando i suoi passi.

Credevi sul serio di esserti volatilizzata abbastanza?

Immagine


Non mosse un solo singolo muscolo. Rimase ferma lì dov'era, senza nemmeno voltarsi, bloccata dalla paura. Credeva di averla scampata di essere riuscita a far perdere le proprie tracce ed invece erano riusciti a trovarla. Ma come diavolo avevano fatto? Nel frattempo l'uomo alle sue spalle riprese a parlare, trasudando sicurezza e spavalderia, quella che in quel momento mancava a iosa alla provetta pizzaiola.

Ti faccio però i miei complimenti: non è da tutti scomparire dal nostro mirino per così tanto tempo.

Scappa! Scappa! Scappa! Scappa! Scappa!

Se la voce nella sua testa le intimava di fuggire, perché le gambe non si erano ancora mosse? La paura forse le stava salvando la vita, perché non era escluso che Justin Vaans avesse ricevuto l'ordine di farla fuori se avesse tentato la fuga. Non poteva continuare a dare le spalle all'uomo. Con lentezza si voltò verso di lui, assumendo però sul viso un'espressione raggiante, serena, che sembrava celare apertamente il nervosismo e la paura della ragazza.

Justin!
Che... Che bella sorpresa!
Da quanto tempo!
Woow... Ti sei fatto davvero più massiccio... Hai fatto palestra eh?
Ammettilo che ti sei tenuto in forma per tutto questo tem...


Il Capo ti sta aspettando.

Me, me, me?
Ne sei proprio sicuro?


È davvero molto ansioso di fare quattro chiacchiere con te.

Ah... Però sai, ho appena finito di lavorare e sarei molto stanca, quindi non si potrebbe magari, che ne so, rimanda...

Immagino non avrai nulla in contrario a seguirci, giusto?

Nulla in contrario?
Io?
Ma no, figurati, sono sempre a tua... Sua... Insomma a vostra disposizione!


A volte era svampita. A volte lo faceva e basta, perché lo trovava divertente, specie quando la vittima preferita era il fratellino troppo iper perfettino. Questa volta però era la paura che la spingeva ad agire così. Potevano davvero fare del male ad una persona innocente -o quasi- come lei? Dimostrarsi indifesa, innocua, una totale cretina avrebbe potuto salvarle la vita quella sera, specie se avesse dovuto utilizzare le proprie armi di raggiro di fronte al Boss in persona. Quello che, per la cronaca, aveva fregato soffiandogli da sotto il naso un bel bottino piuttosto cospicuo.
Il viaggio si svolse nel più totale silenzio. Paige provava a spingere Justin a parlare con lei, ma i suoi tentativi andavano sempre a fare un buco nell'acqua. Era nervosa, si guardava intorno, si chiedeva se suo fratello l'avrebbe cercata non vedendola tornare a casa. Forse si sarebbe preoccupato, ma conoscendo la sorella non avrebbe dato troppo peso alla cosa, fino al giorno dopo. A quel punto sarebbe stato troppo tardi preoccuparsi per lei, perché da morta non avrebbe più potuto salvarla. La Sullivan scosse il capo, cercando di scacciare quei pensieri. Persino quando la portarono di fronte al capo di quel gruppo mafioso si aggrappava alla speranza di riuscire a scamparla ancora una volta. Tutto stava nelle sue mani e nella sua abilità a raggirare il prossimo.

Bene, bene, bene...
... Quale onore avere di nuovo qui davanti a me la cara piccola Paige.
Cara, piccola ed anche un po' sfuggente, a dire il vero.


Erano arrivati fino in Moldavia, dove era situata una delle tante ville del Boss. Non aveva mai saputo il suo vero nome, ma non aveva bisogno di presentazioni l'uomo che adesso la guardava comodamente seduto in poltrona, con i suoi occhi di ghiaccio. Non aveva parlato per tutto il tempo la Sullivan, ma adesso era stata interpellata proprio da lui, l'uomo più pericoloso che avesse mai conosciuto. Era stata addestrata dagli scagnozzi del Boss a circuire il prossimo. Quegli stessi insegnamenti ora potevano salvarle la vita, se solo fosse riuscita a non perdere la calma ed il controllo di sé.

Boss!
Ma che piacere!
Quanto tempo!
Eh sì, negli ultimi tempi non mi si è vista troppo in giro, sa com'è, mi piace viaggiare!


Come stai?

Benissimo!
Alla grande Capo!


È trascorso proprio tanto tempo, ben tre anni.

Così tanti?
Accidenti come vola il tempo quando ci si diverte!


Quasi pensavo che ti fossi dimenticata di noi.
Ma tu non ti sei dimenticata, vero?


Io?
FIGURIAMOCI!


Come ci si può dimenticare dei benefattori?
Saresti davvero ingiusta e crudele...
... Non è vero Justin?


Mi ha tolto le parole di bocca, Capo...

Benefattori. Lo erano stati, in un certo senso. Presa da uno dei suoi tanti viaggi, Paige aveva terminato tutti i soldi e con solo l'elemosina non riusciva a guadagnare abbastanza da potersi rimettere in viaggio. Aveva così incontrato Justin e lui le aveva fatto una proposta molto allettante per la sete di soldi mai inesauribile della Sullivan. Poteva lavorare per la mafia, si era detta, se nessuno l'avesse costretta a fare del male agli altri. In fondo non erano poi così malaccio no? All'epoca Paige dimostrava ancora meno sale in zucca di quanto avesse nel presente ed ora che si ritrovava a pagare per la sua stupida fame di soldi facili, avrebbe tanto voluto prendersi a schiaffi da sola.

Sei stata un elemento davvero brillante.
Meritavi di fare strada, per quanto sappiamo bene entrambi che il tuo non fosse un impegno chissà quanto a lungo termine.
Tuttavia lo avevamo stabilito fin dall'inizio: qualche piccola collaborazione in cambio di un compenso tutto sommato niente male.
Tu non saresti morta di fame e qualche mia piccola cellula ancora in fase di evoluzione avrebbe ottenuto dei vantaggi.
Sei stata indottrinata in ogni campo: furto, recitazione, autodifesa.
Eri pronta a tutto pur di racimolare qualche gruzzolo.
... Ah, non dimentichiamo anche gli insegnamenti più privati, dove Justin e i suoi ragazzi hanno rappresentato dei maestri molto validi, non è così Paige?


Annuì convintissima, facendo anche cenno in su con il pollice verso il Vaans. Le avevano offerto una sedia per sedersi ed ella accettò, ma non da bere. Temeva che qualche bevanda potesse essere stata avvelenata, un timore che il Boss avrebbe anche potuto facilmente percepire dai suoi occhi.

Dicesti a Justin che fossi pronta praticamente a "Tutto tranne fare del male fisico al prossimo" e noi lo abbiamo rispettato.
Feci un grosso favore al mio sottoposto preferito, non conoscendoti, ma dandoti ugualmente fiducia, affidandoti incarichi via via sempre più importanti.
Sei sempre stata naturalmente brava a circuire il prossimo per i tuoi fabbisogni e scopi, devo dire che ne ho conosciute davvero poche come te.
Poi però... Hai deciso di fare un passo molto più lungo della gamba, signorina.
... Te lo ricordi cosa hai fatto?


Era stata una decisione presa d'impulso, come tante altre nella propria vita. Era stata incaricata di consegnare un marchingegno ad un tizio, il quale avrebbe dovuto pagarla in contanti. Quei soldi Paige avrebbe dovuti portarli al Boss ed invece, quando aveva aperto il borsone per controllare che ci fossero tutti, era stata tentata da tutta quella marea di soldi facili. Con quelli avrebbe potuto permettersi altri viaggi, avrebbe potuto mangiare le cose più buone, avrebbe potuto fare tanti regali... Insomma, era stata un'opportunità troppo ghiotta da lasciarsi scappare e convinta nella sua bravura a sapersi dileguare quando non voleva essere trovata, la Sullivan aveva preso una decisione pesantemente sbagliata.
Per tre anni era andata in giro ovunque, facendo perdere ogni volta le proprie tracce. Poi terminati i soldi -ed anche i prestiti di Ben- aveva deciso di tornare, convinta che sotto al loro naso sarebbe stato ancora più difficile scovarla.

Veniamo al dunque.
Mi devi in tutto 3470 Galeoni.


T-t-tremila?!
Ma... ma...


... Oh sì, certo, lo so che ne prendesti 1745, ma devi considerare anche gli interessi.
Passerà Justin domani a ritirare la somma.


Domani?
Per... Forza domani?
Boss, domani è impossibile...
Sa com'è, lavoro sì, ma non ho con me tutti quei soldi... E poi, ecco, è una cifra davvero esagerata, magari potrei pagare ma a rate, che ne so, è un'idea...


... Stai dicendo sul serio che non ti sei tenuta nulla da parte?

Ho... GLOM... Avuto parecchie spese...

Oh, benedetta ragazza, sei riuscita a spendere fino all'ultimo zellino pur facendo diversi lavori qua e là?
Incauta e sopratutto stupida, perché avresti dovuto immaginare che questo giorno potesse arrivare da un momento all'altro.
Non mi lasci altra scelta allora...


MI DIA UN PO' DI TEMPO!

Non poteva semplicemente morire così. Non poteva, non voleva, perché il suo era stato un errore, grosso, enorme, gigantesco, ma un errore che chiunque -scemotta come lei- avrebbe fatto. Si era goduta la vita in quei tre anni, ma pagando un prezzo salato ogni volta che si girava di scatto, sentendosi seguita, ogni volta che perdeva il sonno credendo fossero sulle sue tracce. Aveva addirittura scelto di stabilirsi da suo fratello credendo così di essere finalmente al sicuro. Tutto questo le aveva donato una scintilla di maturità che adesso la spinse a parlare a raffica, nel tentativo -forse inutile- di convincere il Boss a non ucciderla.

Mi dia un po' di tempo... Ho messo dei soldi da parte e posso... Posso procurarmene altri.
Le restituirò l'intera somma che le devo... Lo giuro, deve solo fidarsi di me, un'ultima volta!


Non si era nemmeno accorta di essersi alzata in piedi. Fissava il Boss dritto in faccia, un gesto di sfida per molti, una prova della sua sincerità per lei. In verità, sapeva di non avere altra scelta. Se solo ci fosse stata un'altra via di fuga, l'avrebbe presa immediatamente pur di uscire da quel giro infernale. Ma lei era lì e il Boss stava decidendo della sua vita. Doveva darle un'altra chance, glielo doveva, perché non era giusto che per uno stupido errore lei pagasse per sempre.

La prego, Boss...

... Fidarmi ancora delle tue parole?
Non sono diventato quello che sono facendomi prendere in giro dalle ragazzine, questo lo sai, vero?
... Ad ogni modo, mi sei simpatica e sai perché?
Perché sei stata tra le poche ad essermi sfuggita per così tanto tempo e tra le prime ad avermi fregato sotto il naso con così tanto coraggio.
Ci vuole fegato per combinare simili follie e il fegato, che sia di amici o nemici, io lo premio.
... Hai tempo fino a Luglio per restituirmi l'intera somma, semplicemente per allora gli interessi saranno saliti a 3790.
Justin ti terrà ogni tanto d'occhio ed eviterà che tu possa scappare nuovamente.
Non mi interessa come li troverai, ma sappi che se per Luglio non avrà riavuto il mio denaro, non esisterà documento falso o landa sperduta in grado di nasconderti.
... Allora, sono o non sono l'uomo più magnanimo che tu abbia mai conosciuto?


Oh grazie, grazie mille Boss, grazie!
Questa volta prometto che non la deluderò!


Era davvero felice la Sullivan? Felice di essere sotto ricatto, felice di aver rimandato la sua sentenza fino a Luglio? Sì, lo era veramente... Perché in questo modo avrebbe potuto trovare una soluzione per evitare di essere uccisa, che fosse stato facendo arrestare il Boss oppure restituendogli l'intera somma. Erano tanti 3790 galeoni e con il suo attuale stipendio non ci sarebbe mai arrivata. Ma non doveva per forza metterseli da parte, no? Poteva farsi prestare qualche soldo da suo fratello, poteva mettere su una geniale truffa per sottrarre i soldi che le servivano, poteva, all'occorrenza, prendere qualcosa dalla cassa del locale. Insomma, di metodi per racimolare quel gruzzolo cospicuo Paige ne aveva tanti, peccato che non andasse a considerare quanto fossero avvilenti e degradanti per la sua onestà.

Ora puoi andare.
Mi raccomando, ogni tanto mandami una bella pizza di tua fattura tramite Justin.
Sono proprio curioso di assaggiare la tua bravura.


Vedrà Boss, la mia pizza sarà eccezionalmente buona!

... Ah, Paige: penso sia scontato che tu debba mantenere il completo silenzio.
Una sola parola con qualche autorità e non la pagherai cara soltanto tu, ma anche chi ti sta attorno.


Afferrato il concetto!

Sembrava non darci troppo peso. Sembrava prendere tutto come un gioco, perché così ella voleva che fosse. Non voleva pensare all'eventualità che Ben o Eagle potessero andarci di mezzo per colpa sua, perché quella prospettiva le metteva ansia e l'ansia le impediva poi di essere una brava approfittatrice opportunista. Doveva mettersi in testa che da quel momento in poi nessuno doveva scoprire dei suoi piccoli furtarelli o sarebbero stati guai per tutti. La Sullivan voleva prendere ogni cosa alla leggera per non provare quel malessere dato dagli anni che passavano e che la portavano inevitabilmente a diventare più matura e responsabile.
Justin l'aspettava, la accompagnò nella stanza del camino dove sarebbe tornata poi ad Hogsmeade. Ma anche il Vaans aveva da dire qualcosa alla ragazza, un discorso molto serio che prendeva in esame anche il loro passato insieme.

Non ti sei comportata per niente bene nemmeno con me, Paige.
Eravamo una bella coppia e a quest'ora non ti avrei fatto mancare nulla, vista la mia posizione ormai ben più che privilegiata.
Ora invece sei solo in un pasticcio molto più grosso di te e credimi, non vorrei proprio trovarmi nei tuoi panni.


Ti ho ferito?
Mi dispiace tanto Justin, ma lo sai come sono fatta, mi piace la libertà!
Dove sarei finita se fossi rimasta con te? A fare la mogliettina perfetta, che deve accudire solo il marito?
Naaaaa, non fa per me! Piuttosto avresti potuto venire via con me, invece hai preferito rimanere qui, ancora al servizio del Boss...


Lui era rimasto scottato dalla vicenda, mentre lei... Be', lei si era consolata in fretta. Sì, qualche volta le era mancato, ma non abbastanza da decidersi a tornare strisciando, chiedendo la sua protezione contro l'ira del Boss. Era stato bello stare con lui, ma tutto aveva una fine e la fine di quella storia Paige l'aveva decretata nel momento stesso in cui aveva deciso di scappare via con i galeoni rubati.

Se vuoi un consiglio, comincia ad usare le tue doti apprese come mano lesta per togliere qualcosa dalla cassa del tuo pub.
Per quanto, ti servirà molto più di questo per sperare di aver raggiunto la somma entro Luglio.


Se hai qualche suggerimento, ti ascolto!

Magari Justin aveva qualcosa di specifico in mente. Qualcosa che la Sullivan avrebbe potuto fare, senza andare contro la propria etica. Il Vaans si avvicinò a lei, con sguardo eccitato, facendo sorgere nella mente della ragazza tanti dubbi e domande.

... Il Boss mi ha concesso di fare un piccolo scambio.
Durante un mio ultimo incarico ho guadagnato all'incirca 730 Galeoni.
Posso scalare dal tuo conto quella cifra.
Inutile dire che per una simile somma, mi aspetto un risarcimento sostanzioso ogni volta che ci vedremo.


E... Ti basta solo questo?

Sesso in cambio di denaro. Non aveva mai pensato alla prostituzione come possibile fonte di guadagno, ma in fondo, perché no? Non stava parlando di un uomo a caso -quello non lo avrebbe fatto mai- ma di Justin, una persona con cui era già stata e con cui aveva già combinato qualcosa. Non era troppo disastrosa come prospettiva, sempre meglio che dover rubare i galeoni direttamente dalle tasche di Benedykt.

E direi che possa essere compreso anche questo primo incontro.
In fondo, hai finito di lavorare, è tardi e nessuno ti aspetta sveglio a casa, senza considerare che quel divano laggiù sembra piuttosto comodo.
... Allora, accetti questo mio aiuto, Paige Sullivan?


Gli sorrise, con malizia. Si tolse il cappotto e lo lasciò cadere per terra, guardandolo fisso negli occhi.

Vediamo di ringraziarti a dovere per questo tuo aiuto...

Era un sì. Un sì detto senza troppi ragionamenti, un sì detto senza alcuno scrupolo, come se fosse la cosa più normale del mondo. Non lo era, ma c'era una posta in gioco molto alta per la Sullivan, che valeva in fondo qualche oretta passata a divertirsi. Si sarebbe fatta pure il Boss se fosse servito a farsi cancellare il debito, ma era sicura che l'uomo non avrebbe mai accettato una simile proposta da parte sua. Justin invece era perfetto... E perché no? Magari anche qualcun'altro all'interno della mafia avrebbe potuto accettare un simile scambio. Quell'idea balenò in un lampo nella mente di Paige, mentre la ragazza proseguiva lo spogliarello, completamente a proprio agio con la sua nudità.

Vai a metterti comodo su quel divano... Che adesso ci penso io a farmi perdonare per la mia fuga.

Meno 730.
Ne restavano ancora 3060.

Fine


Spoiler:
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Azione scritta in accordo con la player di Élise.
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Messaggioda Ruka » 05/05/2019, 14:32

2114年 03月 27日
Attico di Eagle Hawk e Benedykt Milkovich - Hogsmeade centrale
Ore 10 Minuti 01


Aveva dovuto lavorare un po', ma alla fine ce l'aveva fatta. Ruka Ito era riuscita ad ottenere un permesso per poter viaggiare in Europa e lì andare a trovare il suo carissimo Eagle-chan.
Sorrideva tutta gongolante di fronte alla porta dell'appartamento. Prima di andare via, l'Hawk le aveva lasciato il suo indirizzo, qualora si fosse trovata a fare un salto in Gran Bretagna e avesse avuto voglia di andarlo a trovare.
Lo aveva preso in parola la Ito, venendo però appositamente per lui direttamente dal Giappone. Non un biglietto, né un magifax e nemmeno una telefonata babbana per avvisarlo: voleva che fosse tutto quanto una sorpresa, così da lasciare il suo Eagle-chan a bocca aperta.

Kukukuku... Ci rimarrà di sasso!

E allora perché non si decideva a suonare alla porta? Perché d'improvviso un forte batticuore stava accelerando il sangue nelle sue vene al pensiero di rivedere l'Hawk dopo tutto quel tempo.
Quando se ne era andato via, la Ito aveva sofferto molto l'abbandono da parte sua: aveva creduto che, per un motivo o per un altro, Eagle sarebbe rimasto con lei, proseguendo ad approfondire il loro rapporto. Invece la missione che lo aveva portato ad Okinawa, una volta conclusa, lo aveva spinto poi a ripartire, lasciando completamente da sola la gravure idol, che aveva dovuto affrontare il lutto nella sua classica maniera: facendo i capricci e facendosi viziare da tutti coloro che la circondavano.
Era stato un periodo piuttosto faticoso per coloro che avevano a che fare con la Ito, ma a ben vedere era durato anche poco. Dopo aver compreso che con i capricci non avrebbe ottenuto nulla di ciò che voleva, Ruka aveva meditato ad un piano per ottenere veramente un incontro con il ragazzo di colore, portato avanti per settimane.
Solitamente, quando si trovava in pieno regime sotto lavoro, difficilmente le veniva concesso il permesso di prendersi una vacanza lunga. Ma, viste le sue conoscenze e le sue capacità - chiamiamole in questo modo- la giapponese era riuscita ad avere il suo beneamato permesso, prendendo al volo dei biglietti per raggiungere l'altra parte del mondo e lì andare incontro al suo Eagle-chan.
Aveva portato con sé persino un regalo per lui: un poster gigante della ragazza -di quelli magici, così non si sarebbe più potuto dimenticare di lei- in una delle sue pose più osé ed un piccolo peluche a forma di P-chan, che doveva -nella sua ottica distorta- ricordare l'aspetto del ragazzo di colore.
Una volta aver atteso che il batticuore si calmasse, la Ito suonò finalmente il campanello, leggendo vagamente di un altro nome sul citofono. Un certo Milkovich, da quello che lesse, che pareva abitare insieme a lui. Ma la sua fu un'occhiata solo di sfuggita, perché quando la porta si accennò ad aprire, prima ancora che ella vedesse chi fosse, Ruka si gettò a capofitto ad abbracciare la persona che le aveva aperto, urlando felicissima.

EEEEEEAGLEEEE-CHAAAAAAAAAN!

Chiaro che la persona che aveva aperto la porta, ritrovandosi un piccolo uragano giapponese che lo stava assalendo, non poteva che ritrovarsi spaesato di fronte a quella scena.
D'altronde la Ito dava molto poco spazio alle chiacchiere altrui, iniziando a parlare in giapponese stretto -tanto Eagle sapeva comprenderla- sciorinando quanto le fosse mancato il suo Eagle-chan.

Cattivo! Cattivo! Cattivo!
Hai lasciato sola Ruka-chan e Ruka-chan ha dovuto attraversare l'oceano brutto e cattivo per poterti vedere!
Ma adesso sono qui e Eagle-chan mi è mancato tantotantotantissimo!
Anche se Eagle-chan è un po' diverso da come se lo ricordava Ruka-chan, è più magro, meno muscolo, è più...


Bianco. Quando finalmente la Ito si decise ad aprire gli occhi, si ritrovò fra le braccia non l'Hawk, come aveva creduto, bensì quel famoso Milkovich di cui aveva letto il nome poco prima. Fissò Benedykt in volto, contrariata, imbronciata, allontanandosi di un passetto e mettendo le mani sui fianchi, proprio come una ragazzina.

E tu chi sei?!

Chiese, finalmente in inglese, perché l'altro pareva non aver capito un accidenti di quello che la idol aveva detto. Non appena quindi Ben si fosse presentato -forse anche sbraitando un po', vista l'improvvisata della ragazza- Ruka avrebbe disteso i lineamenti, scoppiando a ridere allegra nel rendersi conto di aver sbagliato persona a cui fare la sorpresa.

Io sono Ruka-chan!
Sono venuta a trovare Eagle-chan! Dov'è Eagle-chan?
Posso aspettarlo dentro?


Immagine


Così diversa dalla tipica educazione orientale e al tempo stesso così simile. La Ito pareva uscita da qualche anime giapponese, vestita con quel colore giallo sgargiante e con un abitino che lasciava intendere quanto abbondante potesse essere il suo seno, nonostante la bassa statura.
Ebbene sì, il caro Milkovich stava finalmente per fare la conoscenza con la famosa Muka. C'era solo da vedere adesso in che modo le avrebbe dato la brutta notizia.
Già, perché la Ito pareva talmente tanto una bambina che Ben avrebbe dovuto temere di vederla piangere se le avesse detto che la ragazza aveva fatto un viaggio a vuoto.
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