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Messaggioda Kayleen » 06/06/2013, 18:00

Fu un lungo attimo. Era così, ogni volta che provava un incantesimo: c'erano quei pochi istanti, subito dopo averlo scagliato, in cui non sapeva se le era riuscito o meno, quindi se ne stava in attesa, con gli occhi puntati di fronte a lei, in preda alla curiosità. Per fortuna, in quell'occasione l'aspettativa fu soddisfatta.
Ce l'aveva fatta. Quell'incantesimo le era riuscito così, al primo colpo. Stentava davvero a crederci, quasi come se non credesse di essere in grado di lanciare incantesimi complessi. In effetti, a scuola andava piuttosto bene, ma nelle materie in cui si usava la bacchetta (trasfigurazione, incantesimi, difesa contro le arte oscure) non eccelleva. Per questo fu una sorpresa.

Si ho visto! Sei stata bravissima! Batti il cinque!

Si era rivolta a Peter, non appena aveva intravisto l'uccellino zampettare sul davanzale interno e lui pareva entusiasta esattamente quanto lei.
Aveva forse trovato un compare?

Grazie!
Rispose al complimento, prima di allungare la mano destra, ovvero quella senza bacchetta, in sua direzione e battere il cinque.
I palmi dei due ragazzini si unirono in un piccolo scroscio sonoro.
Non l'avevo mai provato, direi che il risultato è perfetto!
Aggiunse, guardando ora in direzione del pettirosso che, come lei, stava lentamente prendendo confidenza con l'accaduto. Se lei doveva ficcarsi in testa il fatto di aver fatto bene un incantesimo, la gomma doveva capire che ora non era più un oggetto, ma un animale.

Ehi, adesso cerca di tranquillizzare la tua testa...

Sentì le mani del Corvonero cercare di fermarla e lei docilmente si lasciò accasciare per terra. Forse il suo entusiasmo era stato davvero eccessivo.
Mi gira un po' la testa, ma sto bene.
Lo rassicurò, mentre lentamente si sedeva sul pavimento, con la schiena poggiata al muro di pietra della Torre Ovest. La mano di lui appoggiata alla sua spalla non la dava per nulla fastidio; in realtà in quel momento quasi non se ne accorse.
Inspirò profondamente, poi espirò; questo per circa cinque volte.

Che dici? Sarà pronto per volare?
Chiese infine, riferendosi al pettirosso, sempre più a suo agio nel suo nuovo corpo.
Non potevano fare altro per lui: la finestra alle sue spalle era aperta, ora doveva solo prender coraggio e spiccare il volo.
Lo fissò per qualche istante, quindi tornò a rivolgersi al compagno.
Aspettiamo un po' qui finchè non vola via, va bene?
Ora che aveva compiuto il "miracolo", non voleva assolutamente perdersi la scena finale.
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Messaggioda Peter » 11/07/2013, 22:33

Non l'avevo mai provato, direi che il risultato è perfetto!

"La prima volta che faceva questo incanto? Davvero promettente come Strega"

Pensò il giovane irlandese rimanendo fermo accanto a Kayleen. Si umettò le labbra rilassando i muscoli dopo l'entusiasmo dell'incantesimo riuscito. Stava fermo immobile osservando la Grifa riprendere fiato.

Sei stata un mito davvero! Io ho dovuto farlo tre volte per farlo funzionare a dovere!

Confessò Peter andando a sedersi vicino a lei. Osservava meravigliato quel piccolo volatile, caspita, lui trasfigurò un gessetto nero in un corvo. Come non potevano riconoscerlo come uno di quei Raven. Distese la gamba sinistra mentre la destre l'avvicinò al petto. Rimase silente per qualche secondo ascoltando le altre parole della ragazza.

Mi gira un po' la testa, ma sto bene.

Annuì invitandola a sedersi accanto a lui, sarebbe stata più stabile ovviamente. Si umettò le labbra tornando ad osservare l'uccellino. Sorrise meravigliato da quanto la magia poteva cambiare la realtà che si trovava intorno al Mago stesso. Sapeva benissimo del potere che stava apprendendo piano piano in quella Scuola, ed i modi in cui usarla. Sapeva anche che doveva fare attenzione a non abusarne o usarlo per scopi poco nobili. Anche se di poco nobile Peter non aveva conosciuto ancora niente. Si schiarì la gola girandosi verso la Gallese. Si trovava bene con lei, non si poteva certo dire il contrario.

Che dici? Sarà pronto per volare?

Osservava i grandi occhi della coetanea. Quella domanda lo colpì profondamente. Si sistemò un ciuffo di capelli ribelli prima di tornare ad osservare il piccolo volatile.

Tutti siamo pronti per volare appena veniamo al mondo. Bisogna solo ricordarselo. Almeno era quello che diceva sempre mia Madre! Io ci voglio credere!

Convinto ed entusiasta dell'idea fissava il Pettirosso come se volesse infondergli quella conoscenza. Era concentrato, quasi perso nel suo mondo di idee e follie. Di giochi ed esperimenti.

Aspettiamo un po' qui finchè non vola via, va bene?

Va bene! Speriamo che la professoressa Bennet non appaia ed inizi ad abbaiare come al suo solito!

Ridacchiò a quelle sue parole. Non la trovava antipatica, solamente troppo rigida. Un sorriso più, una modo gentile di porsi avrebbero fatto di lei, almeno secondo l'Irlandese, la migliore professoressa della scuola.
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Messaggioda Kayleen » 04/08/2013, 8:22

Sei stata un mito davvero! Io ho dovuto farlo tre volte per farlo funzionare a dovere!

Apprezzò quel complimento, dava una mano al suo ego. Tuttavia non poteva proprio "tirarsela" incondizionatamente, doveva essere onesta ed ammettere i suoi limiti.
Non sono sempre così brava sai? Anzi, spesso e volentieri con la bacchetta sono un vero e proprio disastro.
Solitamente, quando provo a scagliare un incantesimo, il risultato è sempre diverso da quello che dovrebbe essere.

Si interruppe appena per concedersi una breve risata. Lei e la bacchetta avevano sempre avuto un rapporto complicato, di amore ed odio. O le procurava grandi soddisfazioni, o pessime figuracce. Quel giorno invece le era andata decisamente bene.
Forse sei tu che mi porti fortuna. Alla prossima lezione di Incantesimi siediti accanto a me!
Volse appena il capo in sua direzione, ormai seduti uno accanto all'altra, nel porgli quell'invito assolutamente innocente ed assolutamente disinteressato. Lei in quelle piccole scaramanzie ci credeva: era una caratteristica che aveva ereditato direttamente dalla mamma ed anche dalla nonna, che a loro modo erano un po' streghe anche loro. E poi Hogwarts le aveva confermato che anche l'inspiegabile ogni tanto accadeva.

Poiché essendo ultimamente accadute tante cose straordinarie, Alice avea cominciato a persuadersi che poche fossero le cose veramente impossibili.


Con la schiena appoggiata al muro in pietra della torre, se ne stavano seduti vicini. Distolse lo sguardo da Peter e tornò a posarlo sull'uccellino ancora sul davanzale. Questo si trovava sul bordo, saltellante ed a tratti anche cinguettante. La sua voce fu per lei un'ulteriore conferma che l'incantesimo aveva funzionato alla perfezione e che la creatura aveva ormai acquisito tutte le caratteristiche tipiche della sua specie. Mancava solo di verificare la cosa più importante: sapeva volare?
Si sentiva un po' come una mamma apprensiva e quella sensazione, nei confronti degli animali, l'aveva avuta spesso. Come un istinto materno anticipato rivolto non a bambini ma a creature diverse: cani, gatti, uccelli, pesci, lucertole, rane e tutto quello che era riuscita a scovare in quel di Nevern e nei boschi vicini a casa sua.

Tutti siamo pronti per volare appena veniamo al mondo. Bisogna solo ricordarselo. Almeno era quello che diceva sempre mia Madre! Io ci voglio credere!

Abbassò gli occhi, si morsicò appena il labbro inferiore, concedendosi qualche ulteriore istante per riflettere su quello che il Corvonero le aveva appena detto.
Tu dici?
Quella era una metafora che perfettamente si addiceva a lei, ma anche al resto del genere umano.
Ricordarselo non è sempre facile. Però ci si prova.
Sì, lei ci provava a staccarsi dalla sua famiglia. Staccarsi mentalmente si intende, ma non era sempre possibile. Certe volte quell'attaccamento diventata morboso, altre il guinzaglio si allungava e lei poteva realmente sentirsi libera. Hogwarts, il castello e la magia le davano questa sensazione.
Per il pettirosso però era più facile, o quantomeno lo sperava.

Va bene! Speriamo che la professoressa Bennet non appaia ed inizi ad abbaiare come al suo solito!

Non trattenne una risata nel sentir usare il verbo "abbaiare" in quell'accezione.
Non ci scoprirà, vedrai. Manca poco. Guarda lì.
E con un cenno del capo indicò al suo compagno il pettirosso, che si era lentamente spostato verso l'apertura della finestra. Guardava in giù, forse anche lui spaventato dalla altezza considerevole.

Forza..
Pensò, cercando di incoraggiarlo con la sola forza della sua mente.
Ce la puoi fare.
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Messaggioda Peter » 15/08/2013, 23:04

Non sono sempre così brava sai? Anzi, spesso e volentieri con la bacchetta sono un vero e proprio disastro.
Solitamente, quando provo a scagliare un incantesimo, il risultato è sempre diverso da quello che dovrebbe essere.


Ah non dirlo a me, con l'incanto Wingardium ho fatto esplodere un libro!

Rise poi a quei ricordi. Migliaia di pagine libere dall'oppressione della costina. La professoressa Bennet apparve immediatamente come poteva fare solo un Gramo. Sgridò il ragazzo pesantemente. "Non si confà ai precetti della nostra casata", questo aveva detto la pozionista. All'inizio Peter era dispiaciuto per quell'avvenimento, ma quante risate poi all'interno dei dormitori! Peter e la sua Caposcuola non avevano proprio un gran rapporto, almeno, Peter la stimava come insegnante ma non poteva sapere quello che pensava anche la donna. Non era mai stato un portento nella sua materia e forse per questo non lo vedeva di buon occhio.

Forse sei tu che mi porti fortuna. Alla prossima lezione di Incantesimi siediti accanto a me!

Inarcò un sopracciglio a quelle parole. Peter era un portafortuna? Lui non era mai stato troppo superstizioso e per questo non aveva usato termini come fortuna e sfortuna per giustificare l'esito di qualcosa. Lui si basava sulle sue capacità, se fosse riuscito nell'impresa allora sarebbe stato grazie alle sue doti non certo per un Dea bendata e capricciosa. Sorrise comunque alla Grifa, le stava simpatica, questo era assodato, allora perchè non accettare il suo invito?

Va bene! Tienimi il posto!

Disse soltanto a Kayleen. Anche in incantesimi non era molto preparato, ma questo non era per una sua limitazione, no. Il ragazzo non riusciva mai a concentrarsi a dovere per lanciare un qualsiasi incanto, aveva troppe idee per la mente e non riusciva ad isolarsi da tutto quello che si trovava intorno a lui. C'erano occasioni però che riusciva perfettamente a padroneggiare un incanto, ma erano rari momenti in cui si trovava completamente da solo. A volte Peter pensava di non essere molto simpatico alla sua stessa bacchetta. Di tanto in tanto la toglieva dal sua scatola per parlarle, come si farebbe ad un'amica, sperando che un giorno lei possa accettarlo come suo mago.

Tu dici?
Ricordarselo non è sempre facile. Però ci si prova.


Ci devi provare e riuscire!

Peter era convinto di quell'affermazione. I suoi occhi si mossero verso il volatile. Si trovava vicino alla finestra aperta, osservava di fuori incuriosito. Presto avrebbe spiccato il volto verso nuovi orizzonti. Avrebbe volato in alto, osservando tutto da un'altro punto di vista. Avrebbe visto il Mondo sotto un altro aspetto, più azzurro, come il cielo.

Non ci scoprirà, vedrai. Manca poco. Guarda lì.

Annuì a quelle parole. Peter aveva lasciato la finestra aperta proprio per dare una via di fuga a quella nuova creatura. Si umettò le labbra attendendo la decisione del piccolo a proposito della sua libertà. Poteva capirlo, lui era come quell'uccello, si trovava sul varco verso un Mondo nuovo e pieno di meraviglie. Era titubante all'inizio ma, alla fine, decise di varcare quella soglia e di dirigersi verso quelle terre che lo chiamavano a gran voce. Così decise di fare l'ex gomma da cancellare blu e rossa. Quando spiccò il volo Peter corse verso la finestra per guardarlo allontanarsi, sempre se non si fosse schiacciato sul terreno per la sua impossibilità a volare. Peter era convinto però che ce l'avesse fatta e così si sporse da quella grande finestra per ritrovare con la vista il piccolo uccello.
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Messaggioda Kenneth » 06/01/2020, 20:15

08/04/2114
Aula di Pozioni - Sotterranei
Ore 10:55


Il suo elaborato, Signorino Laars.

Ah... G-grazie Professoressa...

Sono desolata di non averle potuto dare di più, purtroppo alcuni errori vengono considerati imperdonabili.

No... Certo... Sì... Io... Lo capisco...

Per qualsiasi chiarimento, non esiti a passare nel mio ufficio.


Immagine

Era rimasto dentro la classe per un altro quarto d'ora dopo che si era svuotata dei compagni e della docente.
Fissava quel compito nel quale aveva messo tutto se stesso al fine di spingere la Cartwright a valutarlo definitivamente come Assistente.
Peccato che il suo solito deficit si era messo di mezzo, facendogli dimenticare momentaneamente alcune nozioni fondamentali.
L'insegnante non intendeva di sicuro penalizzarlo troppo, anzi, era facile che sorvolasse su tanti incidenti, ma la bontà aveva un limite su tutto.
Non potendo essere certa di quali fossero gli errori di distrazione e quali di "malattia", la donna doveva fare dei compromessi e delle vie di mezzo.

... Ad un altro avrebbe messo appena la sufficienza.

Invece con lui si era tenuta poco più elevata, magra consolazione, perché con votazioni simili non ci poteva aspettare il posto tanto desiderato.
Martha Cartwright aveva le mani legate: se lo avesse nominato Assistente si sarebbe ritrovata un'orda di allievi ben più meritevoli di lui di ottenere quella carica.
Ergo, anche qualora avesse voluto accontentarlo per non si sa quale benedizione dall'alto, il Corvonero era fregato dalla coerenza e dalla lealtà della CapoScuola.
Rimase seduto per altri dieci minuti, poi si fece forza, mettendo la pergamena corretta dentro la cartella ed uscendo dall'aula con lo sconforto sulle spalle.
Purtroppo per lui le situazioni spiacevoli non erano ancora finite.

Ma guarda guarda, proprio te cercavo Laars!

Elijah Krum lo attaccò al muro, con due suoi amici di squadra che lo affiancavano a destra e sinistra.
Gli bastava un braccio per tirarlo su, il corridoio era vuoto e la nuova amica del poveretto, Ingrid Brouwer, non si trovava nei paraggi per aiutarlo.
In realtà era proprio quella nuova amicizia nata da nemmeno una settimana ad aver scatenato ulteriormente l'ira del Dragargenteo.
Non voleva vedere il discendente di Artemisia gironzolare attorno alla fidanzata neanche per sbaglio.
E quale modo migliore per farglielo capire se non minacciarlo pesantemente?

Ehi... Per favore... Oggi non è proprio giornata... Dico davvero... Non potreste pestarmi un'altra volta?

Ahahah, lo avete sentito ragazzi?
... Allora lo sai a quale fine va incontro!
Ti senti colpevole già di tuo a fare il filo alla mia ragazza eh?!


F-filo?! Aspetta m-ma di quale filo stai...

Non fece in tempo a terminare la frase che gli arrivò un violento cazzotto alla bocca dello stomaco, mozzandogli il fiato.
Nell'immensa fortuna di trovare un'amica aveva avuto l'altrettanta immensa sfortuna nell'identità della ragazza come fidanzata di un tipo simile.
Il bullo lasciò la presa e lui cadde in ginocchio tenendosi la pancia dolorante, tossendo e facendo ancora fatica a respirare.
Il compito andato male, un po' di botte da maschi ben più forti di lui...
... Sembrava quasi di essere tornato alla Cyprus!

Ti conviene starle lontano almeno cinque metri, sono stato chiaro?!

Coff... Coff... Ma... Come... Coff... Faccio... Se... Abbiamo... Lezione... Coff... Insieme?

Vai a sederti dalla parte opposta della classe, oppure è troppo difficile, co****ne!?

N-no... Non... Coff... Non... Credo...

E bada bene a fare come ti dico, perché di gente che ti può controllare e riferirmi tutto ne ho parecchia!

Non bastava che ci fosse lui a fissarlo truce in mezzo ad Hogwarts, ora doveva pure preoccuparsi dei suoi scagnozzi.
Elijah e i due compagni se ne andarono trionfanti, lasciandolo accucciato e appoggiato al muro a recuperare ossigeno.
Quel pugno era stato davvero violento, di certo i muscoli non gli mancavano.
Riuscì a tirarsi su solamente dopo altri cinque minuti, iniziando a barcollare verso la Torre.
Una volta raggiunta, poté finalmente sistemarsi su una delle poltrone, davanti al fuoco, in attesa dell'ora di pranzo.

Che hai combinato?

Niente, ho solo i crampi per la fame, ecco tutto...

Ma l'hai fatta colazione?

Sì ma forse era poco abbondante...

... Ok.

Neil era uno dei pochi a rivolgergli la parola senza prendersi gioco di lui o schernirlo.
Aveva sofferto di una lieve forma di ritardo mentale guarita grazie alla magia completamente da circa un anno e mezzo.
Era stato preso di mira anche lui dai deficienti e si era sentito parte di quella minoranza dove adesso ci stava dentro fino al collo il compagno ventenne.
Per questo quando poteva si comportava da buon conoscente, pur pensando sostanzialmente ai fatti propri.
Anche lui non aveva preso un gran voto per l'elaborato di Pozioni, ma se non altro non si sognava di voler conquistare il posto di Assistente.

Ormai sei fissato eh?

Tanto la fissazione non mi porterà a nulla con questi risultati...

Già... La prof ha mandato via ragazzi con voti continui ben più alti dei miei e tuoi messi insieme.
Fattene una ragione, prima lasci perdere e prima ti passerà.


Magari fossi l'unico a dovermene fare una ragione...

La madre proseguiva a tartassarlo, chiedendogli appena possibile se ci fossero novità.
Lo contattava tramite MagiFonino (unico motivo per cui lo aveva regalato al figlio) e il Signorino Laars non si sognava di non rispondere.
Ci teneva a farla contenta, ma le possibilità non erano scarse ma addirittura inesistenti.
Il test di presentazione didattica aveva fatto il suo dovere ma chi voleva prendere in giro?
Erano bravi tutti, dopo due anni di studio ininterrotto, a fare bella figura in un esame di ingresso.

Ho avuto una bella idea!
Perché non riordini l'archivio pozionistico scolastico?
In questo modo la prof non potrà mai dirti di no.
È stata lei la prima a rinunciarvi cinque anni fa!
Alla fine è una mansione da Assistente quella di ordinare i documenti no?


... Aspetta, dici sul serio?!
Martha Cartwright ha lasciato perdere quel lavoro e nessuno lo ha più svolto?!


Beh, sì, certo che dico davvero...

Quindi se lo riordinassi credi che mi spetterebbe il posto di Assistente di diritto?!

... Guarda che io stavo scherzando!

Era saltato su dalla poltrona con le pupille dilatate ed un sorriso smagliante, quasi un po' folle.
In un attimo aveva dimenticato il pessimo voto, il pestaggio, la distanza di sicurezza da Ingrid, TUTTO.
Quella notizia a bruciapelo era la chiave di volta per dimostrarsi degno di assistere la docente.
Gli era già capitato di eseguire un impegno simile alla Cyprus, sapeva di potercela fare, doveva solamente avere un po' di pazienza.
Era convinto che l'archivio non si potesse consultare per qualche motivo temporaneo, non perché mancasse di ordine.

In America il professore di Cura delle Creature Magiche mi chiese di riordinare il suo archivio di consultazione studentesca.
Non credo che sia una cosa tanto diversa, posso riuscirci, certo che posso!


Mh... Certo... Come no?
Per curiosità, quanti scaffali contava l'archivio che hai ordinato?


Beh... Ti dirò... Almeno cinque, no aspetta, mi sto sbagliando, credo addirittura... Dieci, sì Dieci!

A quel punto Neil scoppiò in una bella risata fragorosa che quasi infastidì altri compagni lì nelle vicinanze intenti a chiacchierare tra loro.
Kenneth invece rimase soltanto perplesso, tanto che la sua espressione trionfante ed entusiasta si spense piano piano.
Evidentemente c'era qualcosa che minacciava di rovinare i suoi nuovi intenti.
La soluzione stava tutta nella differenza abissale tra la Cyprus ed Hogwarts.
In fondo, la seconda non era considerata la più antica Scuola di Magia e Stregoneria in assoluto per niente.

... L'archivio pozionistico scolastico conta la bellezza di ottantacinque scaffali.
Ecco perché nessuno si è mai sognato di riordinarlo ed ecco perché anche la stessa Professoressa Cartwright ha lasciato perdere.
Venne completamente fatto saltare in aria durante la Seconda Guerra Magica, quando Voldemort e i Mangiamorte attaccarono il Castello.
La maggior parte delle pergamene furono recuperate, molte di queste anche integre, ma chiunque si rifiutò di catalogarle di nuovo dalla prima all'ultima.
Per questo ti ho detto che stavo scherzando...


Restò zitto, senza rispondere, senza aggiungere altro, tornando appoggiato allo schienale della poltrona sconfortato.
Capirai, si trattava di un lavoro mai più svolto da più di un secolo, ed ecco spiegato il motivo per cui la Professoressa aveva sempre messo a disposizioni i propri appunti.
Doveva in qualche modo sopperire alla mancanza di un archivio consultabile dagli studenti all'infuori delle lezioni, pur non potendone garantire eguale approfondimento.
Però, se qualcuno le avesse messo di fronte tutta la fila di scaffali perfettamente ordinati, precisi, cronologici... Come avrebbe reagito?!
A quel punto, chi avrebbe meritato più del lodevole archivista il posto come Assistente personale dell'Insegnante?

Poco Dopo
Sala Grande
Ore 13:15


Strabiliante.
Lei ha portato a termine un lavoro egregio e mastodontico.


Grazie Professoressa.
Ho faticato giorno e notte pur di farcela.


A questo punto credo proprio che la carica di Assistente le spetti di diritto.

Dice davvero?
Sono così onorato, Professoressa!


Ci vediamo domani pomeriggio nel mio ufficio, comunicherò subito la mia decisione alla Preside Bergman.


Kenneth...
Kenneth!
Ma dico sei scemo?!
... Kenneth!
KENNETH!


Immagine

Eh? Come? Cosa? Che c'è?

Da quando in qua sei diventato così audace e suicida?!

In... In che senso scusa?

Hai fissato il sedere di Buffy senza neanche fare attenzione!

... EH?!

Si era imbambolato nelle sue immaginazioni trionfanti, senza pensare minimamente a fare il maniaco.
Peccato che lo sguardo perso sembrasse essere rivolto proprio al fondoschiena della Grifondoro più scorbutica e vendicativa per eccellenza.
Molti dei suoi compagni, ridacchiando, fissavano il Corvonero, mentre lei invece gli stava rivolgendo un'occhiata omicida delle sue più cariche di collera.
Il ragazzo deglutì con pesantezza, distogliendo subito gli occhi da lei e dal tavolo Rosso-Oro, tornando a mangiare il pranzo.
Adesso ne aveva due di persone che lo volevano morto, meraviglioso.

... Neil, ho deciso che riordinerò l'archivio!

Ancora con questa storia, ma la vuoi smettere?

Posso farcela, devo farcela, in questo modo la mia scarsa qualità accademica verrà compensata dal mio alto senso dell'impegno!

Alto senso dell'impegno? Se ci dovessi riuscire secondo me ti ritroveresti un encomio anche dal Ministero...

Ecco, vedi? Perfetto! Anzi, non mi importa nulla dell'encomio, io voglio diventare Assistente di Pozioni!

... Va beh, ipotizzando che per me non sia un'idea completamente idiota, come intenderesti agire?

Come devo agire? Semplice no? Vado all'archivio e lo sistemo a poco a poco, tanto il metodo di lavoro lo conosco, dovrò solo adattarlo in grande.

Ah-ah... Dimentichi forse che gli scaffali e le pile di pergamene siano stati spostati per comodità in un settore apposito della zona proibita della biblioteca.

... Davvero?

Eh sì caro mio, senza il permesso della Bibliotecaria o la garanzia di un Prefetto, per te quell'area è off limits.

Garanzia di un Prefetto hai detto?!

Sì... In poche parole un Prefetto deve assumersi la responsabilità del tuo operato, concedendoti così di accedere al Settore Proibito.
... Ma dubito tu sia così tanto in stretti rapporti con un Prefetto da convincerlo a rischiare di passare dei guai per colpa tua.


Annuì mesto, quasi come se avesse appena accettato l'idea di essere stato sconfitto dall'ovvietà dei fatti.
Neil, con una alzata di spalle, riprese il proprio pasticcio di carne, attaccando la chiacchiera con il compagno di fronte.
Da un lato il fatto che gli scaffali si trovassero nel Settore Proibito era un male, ma da un altro anche un bene.
Se infatti fosse riuscito ad accedervi, nessuno si sarebbe reso conto del suo intento, destando poi uno stupore ancora maggiore a cose finite.
Per riordinare l'archivio del docente di Cura alla Cyprus aveva impiegato più o meno una settimana.
Quindi, anche volendo cercare di darsi una mossa, non gli attendevano meno di otto settimane di lavoro da almeno tre ore al giorno.
Ma era davvero disposto a farsi quella sudata infinita al fine di ricevere la spilla a forma di fiala?
C'era anche il pericolo che ugualmente Martha Cartwright non lo volesse, insomma, era una strada impervia senza alcuna certezza di lieto fine.

... Sei la mia unica speranza.

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Una strada che, a quanto pare, egli era disposto ad intraprendere.

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2013-05-30 20:23:28 Kayleen d20 13  
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