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Per i negozi...

Messaggioda Caroline Priscilla » 20/11/2014, 21:44

Ho capito, ho capito. Mi toccherà imparare a distillare anche una pozione per farti crescere i capelli all'istante oltre a quella per contrastare quel fantastico biondo che ti ritrovi solitamente...

Pozioni gratis...yeeeeeees!

Fece finta di non sentire il commento sul colore dei suoi capelli, anche perchè non sarebbe servito a nulla arrabbiarsi. Cappie ci aveva perso le speranze: quel biondo slavato ormai faceva parte di lei, radicato a fondo nella sua essenza sebbene la O'Neill ancora non sapesse quanto. La fornitura di lozioni per capelli, così come le tre tavolette di cioccolato, erano il prezzo che Jorge avrebbe dovuto pagare per ottenere l'aiuto della sua sorellina in questioni d'amore. Inesperto infatti in dichiarazioni e affini, il ragazzo era entrato nel panico quando aveva compreso che Victoria non aveva la minima idea che loro due stessero insieme, cercando immediatamente di sfruttare il proprio cervello (e quello della tassetta) alla ricerca di un'idea brillante per rendere quella dichiarazione d'amore quanto più romantica possibile. Il luogo scelto fu l'isola in mezzo al Lago Nero, l'atmosfera sarebbe stata fornita dalla semplice natura (visto che il suggerimento dell'irlandese sulle candele venne scartata), ma per il soundtrack mancava qualcosa di originale e che facesse battere il cuore all'americana. La possibilità di reperire una radio non babbana era impossibile, non solo perchè si trovavano a scuola, ma anche perchè ad Hogwarts quel tipo di oggetti impazzivano a causa dell'elevata presenza di magia nell'aria. La soluzione però era a portata di mano: sarebbe bastato che il portoghese arrangiasse una semplice canzone con la chitarra acustica, che gli sarebbe stata prestata per l'occasione dalla stessa O'Neill.

Per il resto no, non me la sento per nulla di farle una serenata ma questo non vuol dire che la tua idea sia da scartare
Siamo onesti, non è che sono in grado di produrre chissà quale melodia... però forse con il tuo aiuto potrei trovare una musica alla mia "bassezza" che non mi faccia fare la figura di un Orclumpo.


Ti sottovaluti troppo: se sei dentro il Coro un motivo ci sarà, ovvero che il talento ce l'hai ma va solo coltivato.- rispose sicura di sè, perchè sapeva che la Vireau non avrebbe mai accettato delle campane stonate incapaci di essere raddrizzate -Purtroppo non abbiamo molto tempo, altrimenti non avrei problemi ad aiutarti ad esercitarti in qualcosa di semplice ma carino!
Però...uhm...ci devo pensare, ma forse si può trovare qualcosa alla tua portata!


Sogghignò, lo sguardo illuminato da chissà quale idea che però, almeno per il momento, preferì non riferire al delfino, aspettando magari di vedere se fosse nelle sue possibilità suonare una certa melodia senza che costituisse per lui un ostacolo troppo grande. Insomma, alla fine nonostante le premesse iniziali la Tassorosso aveva ceduto al suo lato più buono e tenero per l'amico, consigliandolo nelle sue scelte e forse facendo anche qualcosa in più per aiutarlo a stupire Victoria con una dichiarazione degna di un romanzo d'amore. Quel momento però venne presto rovinato dalla leggendaria delicatezza del quale era provvisto il suo migliore amico, una delicatezza che lo aveva spinto a rivelare di aver avuto la sua prima volta con una ragazza qualche tempo fa.
Quella frase scatenò della ragazza una serie di domande che vennero gettate a raffica sul delfino, ricevendo indietro delle risposte per nulla soddisfacenti almeno dal suo punto di vista. Perchè sentiva il bisogno di nasconderle chi fosse quella ragazza? Temeva che sarebbe potuta andare in giro a raccontarlo a qualcuno? E perchè non dirle subito che cosa era accaduto? Fra una cosa e l'altra, vi furono fra i due una serie di fraintendimenti che spinsero la O'Neill non solo a pensare che Jorge avesse ceduto la propria verginità (si ragionava molto come una femmina) senza provare nulla di speciale, ma anche che lei non avesse fatto una fine migliore rispetto al delfino.

Non sei stata nè cieca nè stupida... Qui l'unico cog****e è e sarà sempre lui.

Quelle parole non la consolarono affatto: il portoghese non aveva al momento alcuna capacità di persuaderla del contrario, ovvero che l'unica stupida in tutta quella vicenda era stata solo e soltanto lei. Questa spirale di amarezza e delusione andò crescendo sempre di più, fino a quando l'oppressione che Cappie stava provando sul petto non divenne un malloppo talmente tanto duro che soltanto le lacrime avrebbero potuto scioglierlo. Tuttavia non voleva, non voleva piangere di fronte a Jorge e non voleva piangere di fronte all'intero pub, col rischio di apparire una ragazzina sciocca e cretina. Per questo, quando sentì che proprio non ce l'avrebbe fatta, si alzò avvisando l'amico che provava l'urgenza di andare in bagno.

Ti aspetto qui.

Sorrise debolmente verso il ragazzo, non tentando di sciogliere la presa delicata delle sue dita attorno al suo polso. Non ce l'aveva con lui, ma solo con sè stessa perchè sembrava che anche a distanza di due mesi pensare a Devo continuava a farle male, tanto da spingerla a chiudersi in bagno per non far vedere le lacrime che minacciavano di spuntarle dagli occhi.

[Post bagno]


Sono tornata...

Aveva passato dieci minuti chiusa nella toilet femminile, cercando di fare lunghi respiri profondi e ricacciando indietro le lacrime. Si era fissata allo specchio, imponendosi di non pensare a quello che era successo fra lei e l'americano, non in quel preciso momento: era con Jorge e voleva stare bene in sua compagnia, non rischiare di deprimerlo con le sue solite paranoie. Alla fine, quando uscì finalmente dal bagno, sapeva di avere sul volto un sorriso poco convinto e velato di malinconia, ma era pur sempre un sorriso, riusciva a tirare su gli angoli della bocca senza buttare giù fiumi di lacrime indesiderate. Dopo aver preso posto al fianco del delfino, come avrebbe voluto lui, fissò per un attimo il nuovo boccale di burrobirra e poi la mano che si posò intima sul suo ginocchio, mentre il ragazzo cercava finalmente di farle un discorso sensato, che riuscisse a calmare un po' i dubbi avuti riguardo la sua prima esperienza sessuale.

Ascolta
Andare a letto con Marissa è stata l'esperienza più bella della mia vita.
Mi ha fatto conoscere lati di me e del mio carattere che non pensavo di avere e trasmesso sensazioni mai provate prima. Non la dimenticherò mai ma non ero innamorato di lei prima e non mi sono scoperto innamorato di lei dopo quindi spero vivamente che non sarà la più bella esperienza di tutta la mia vita.
La prima volta non è uguale per tutti e non parlo solo della classica distinzione tra uomo e donna... C'è chi la considera un dono da preservare fino al matrimonio, chi un fardello di cui liberarsi prima possibile, chi una semplice condizione fisiche che non influenza il suo modo di vivere. Io ho aspettato per farlo perchè volevo essere certo di essere io a volerlo e non perchè sentivo la pressione del branco su di me e ho aspettato una ragazza dolce e divertente che mi ha fatto sentire bene e di cui conservo un bellissimo ricordo. Non è stato un semplice sfogo fisico ma neanche il coronamento di una storia d'amore, solo due persone che si piacevano, che si trovavano bene insieme e che hanno condiviso qualcosa d'importante.


Aveva ascoltato, come richiesto dal portoghese, in assoluto silenzio lasciando che le parole di Jorge così come il loro contenuto fluissero dentro il suo cervello, facendole comprendere il punto di vista del ragazzo. Il nome della ragazza, Marissa, le suonava familiare, ma non era sicura di dove e quando l'avesse sentita. Sicuramente il suo migliore amico gliene aveva parlato, ma era una che frequentava il corso con lui o...qualcos'altro? Non riuscendo proprio a ricordare nulla, Cappie preferì concentrarsi su quanto aveva appena detto il delfino, provando a guardare quell'esperienza non dalla propria ottica ma da quella del portoghese. E alla fine, dopo una manciata di secondi in silenzio, la Tassorosso si aprì ad un sorriso nuovo, annuendo meccanicamente con il capo in direzione dell'amico.

Scusami, probabilmente ho sbagliato a voler imporre anche a te la mia idea su come dovrebbe essere la prima volta...- ovvero con una persona speciale e del quale si è innamorati, ma si risparmiò tutta quella manfrina perchè tanto Jorge la conosceva già- Mi basta sapere che non ti penti di nulla e per il resto accetto tutto...- non che potesse fare altro e neanche ne aveva l'intenzione, mentre prendeva in mano il proprio boccale, alzandolo in aria e invitando l'altro a fare altrettanto -Allora qui ci vuole un brindisi!
A...uhm...che cosa?
La verginità perduta suona troppo male!


Disse scherzando, lasciando all'altro il compito di trovare le parole adeguate sul perchè festeggiare. Non appena i loro boccali tintinnarono, la ragazza bevve un sorso di burrobirra, questa volta mandandola giù nello stomaco e non sputandola sul povero portoghese che aveva al fianco. Attese che anche l'altro fosse fuori pericolo da eventuali spruzzi indesiderati, prima di riprendere a parlare.

Mi hai già nominato questa Marissa un'altra volta vero?
Chi è?
E comunque una volta tornati al castello me la dovrai far vedere, assolutamente!


Il discorso Nightmare per il momento era stato accantonato.
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Messaggioda Jorge » 23/11/2014, 21:52

Pozioni gratis...yeeeeeees!

Scosse la testa con aria tra il divertito e il rassegnato, soddisfatto in cuor suo di poter essere in qualche modo utile alla sua sorellina anche se significava doversi studiare tutte le pozioni estetiche esistenti, o almeno quelle che riguardavano i capelli. Tra il taglio alla maschiaccio e il colore slavato comparso all’improvviso la bellissima chioma rossa della Tassetta era ormai solo un ricordo lontano, cosa questa a cui il portoghese, in un moto puramente egoistico, non voleva rassegnarsi. Adesso poi che forse aveva un laboratorio dove lavorare – non aveva le stesse remore dimostrate con la Bennet nel chiedere a Duncan di usare quello del negozio, specificando che gli ingredienti li avrebbe comprati lui – non esistevano più ostacoli tra lui e il restituire a Caroline Priscilla una bellissima capigliatura, dal suo punto di vista ovviamente. Se però rifornirla di pozioni per capelli era qualcosa che faceva più per se stesso che per la ragazza, le tre tavolette di cioccolata erano un bonus che l’altra si sarebbe dovuta guadagnare aiutandolo a organizzare il pomeriggio perfetto da passare con Victoria durante il quale confidarle finalmente i suoi sentimenti e sciogliere i dubbi che, a quanto aveva appreso negli ultimi minuti, aleggiavano intorno al loro stare insieme. Non era infatti palese, come lui aveva erroneamente supposto, che fossero una coppia ufficiale e se non voleva correre il rischio che la Draghessa si stufasse di quella situazione di incertezza e lo mandasse ai Troll doveva correre ai ripari e al più presto. Purtroppo però neanche l’idea di sbafare gratuitamente della cioccolata era stata sufficiente a corrompere Cappie che, trinceratasi dietro a un terrificante “ solidarietà femminile”, si limitò a rimanere a osservare in silenzio il Delfino scervellarsi alla ricerca di qualche idea romantica, originale e soprattutto che rispecchiasse il carattere del ragazzo, dando il proprio parere solo nel momento in cui dovettero affinare i dettagli. Approvata quindi la location – l’isola al centro del Lago Nero – e il momento – il tramonto – e scartate sia le candele che la possibilità di utilizzare qualcosa di simile a una radio babbana, l’unica alternativa rimasta a Jorge per rendere ancora più romantica l’atmosfera già di per sé suggestiva del luogo fu quella di esibirsi in una serenata usando la chitarra classica di Cappie. Prospettiva quella che non lo allettava più di tanto, visto che non aveva molta fiducia nelle proprie capacità musicali.

Ti sottovaluti troppo: se sei dentro il Coro un motivo ci sarà, ovvero che il talento ce l'hai ma va solo coltivato.

E’ il tempo per coltivarlo che non ho!

Ammise mestamente, posando la guancia sul palmo della mano sinistra e ricalcando con l’indice destro il bordo del boccale di BurroBirra. Tra il lavoro e la Bennet aveva a mala pena il tempo per seguire gli incontri standard del Coro, figurarsi se riusciva a fare delle esercitazioni extra.

Purtroppo non abbiamo molto tempo, altrimenti non avrei problemi ad aiutarti ad esercitarti in qualcosa di semplice ma carino!
Però...uhm...ci devo pensare, ma forse si può trovare qualcosa alla tua portata!


Sono nelle tue mani sorellina, mi fido di te!

E per fortuna che la promessa di aiutarlo a trovare la canzone adatta gliel’aveva già strappata perché difficilmente avrebbe avuto da Cappie qualcosa di più di una pernacchia – o persino di un pugno – se la richiesta l’avesse avanzata dopo averle comunicato con tono casuale e semi indifferente di aver avuto la sua prima volta. Non contento di aver messo la Tassetta a conoscenza di un particolare così importante della sua vita con il tatto degno di un Troll nei minuti successivi Jorge riuscì a sprofondare sempre di più, toccando il fondo e mettendosi persino a scavare, prima fraintendendo le parole dell’altra – offendendosi senza motivo e riportando lo spettro di Devo tra loro – poi minimizzando l’accaduto nel tentativo di giustificare l’enorme ritardo con cui gliene stava parlando. Inutile dire che il risultato fu una catastrofe di enormi proporzioni con Cappie costretta a rifugiarsi in bagno per non scoppiare in lacrime in mezzo al pub – se gli occhi lucidi e la velocità con cui si era alzata potevano essere un indizio attendibile – e Jorge che ordinava di nuovo da bere mentre cercava le parole giuste da dire all’irlandese una volta che fosse tornata da lui.

Sono tornata...

La scrutò con attenzione, notando il velo di malinconia che le adombrava il sorriso che gli stava rivolgendo e ammirando non per la prima volta l’enorme forza di volontà di cui quello scricciolo sembrava essere dotata, per poi spostarle la sedia e farla accomodare al suo fianco. Si sentiva tremendamente in colpa per averla rattristita, per averla spinta anche se involontariamente a pensare a Devo, e si ripromise che una volta usciti dal pub avrebbero passato il più bel spensierato pomeriggio della loro carriera scolastica, anche se quello avrebbe significato doverla scortare in tutti i negozi esistenti a Hogsmeade. Prima però avevano ancora una piccola questione in sospeso e, incrociando mentalmente le dita affinchè il discorso che si era preparato potesse in qualche modo chiarire la sua posizione in maniera definitiva, Jorge tentò di spiegare a Caroline Priscilla quello che aveva significato per lui andare a letto per la prima volta con Marissa. Era stata una esperienza bellissima che avrebbe ricordato per sempre ma che aveva coinvolto il suo cuore solo marginalmente, perchè più di una infatuazione passeggera per la bella insegnante non si poteva parlare.

Scusami, probabilmente ho sbagliato a voler imporre anche a te la mia idea su come dovrebbe essere la prima volta...- annuì rilassato sia per il sorriso che per quelle parole, soffiando sul nuovo boccale di BurroBirra prima di assaggiarne un pochino con le labbra e stabilire che era della temperatura giusta - Mi basta sapere che non ti penti di nulla e per il resto accetto tutto...

Su quello puoi stare tranquilla… Il pentimento non rientra tra i sentimenti che quel ricordo mi suscita.

Allora qui ci vuole un brindisi!
A...uhm...che cosa?
La verginità perduta suona troppo male!


Oh Merlino no… - strizzò gli occhi e fece una smorfia disgustata prima di rivolgerle un sorriso rilassato – Se proprio vuoi rimanere in tema possiamo brindare a una prima volta fuori dagli schemi… o anche alle ragazze intraprendenti.

Perché se Marissa non avesse preso l’iniziativa difficilmente lui le sarebbe saltato addosso. Sollevò il boccale e lo fece tintinnare contro quello della ragazza, per poi bere un sorso generoso di bevanda in attesa che della successiva domanda che, era certo, sarebbe giunta. Dopo aver fallito miseramente nel tentativo di tenere nascosta l’identità della misteriosa donna che l’aveva circuito era ovvio che Cappie lo avrebbe tartassato fino a quando non avesse svuotato il sacco. Ormai però il danno era fatto quindi non vedeva la necessità di tirarla troppo le lunghe.

Mi hai già nominato questa Marissa un'altra volta vero?
Chi è?


L’insegnante di disegno dell’Accademia dove ho studiato i primi mesi dopo l’estate. Diciamo che la festa del diploma è stata memorabile.

E comunque una volta tornati al castello me la dovrai far vedere, assolutamente!

Non c’è problema. Facciamo un salto nella Stanza delle Necessità così ne approfitto per farti vedere anche un’altra cosa. Prova a indovinare cosa…

Aggiunse con fare ammiccante e vagamente allusivo. Probabilmente a orecchie esterne quella sarebbe potuta apparire come una proposta oscena dai toni palesemente sessuali, nulla di più lontano dalla verità.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 23/11/2014, 22:46

Guadagnarsi tre misere tavolette di cioccolata stava diventando un compito arduo per la giovane Tassorosso, che doveva combattere contro l'incapacità del migliore amico di saper organizzare un appuntamento romantico. O meglio, Cappie era convinta che Jorge avesse tutte le capacità, ma imbranato com'era, non sapesse come sfruttarle, ricorrendo quindi al solito espediente del "la mia sorellina mi darà una mano". Questa volta però non avrebbe funzionato. Decisa a tenersi totalmente estranea alla faccenda, la O'Neill era convinta che in quel modo avrebbe fatto un favore a Vicky, e solo a lei per la precisione, regalandole quindi una dichiarazione che fosse tutto frutto dell'ingegno e dei sentimenti del delfino. Il portoghese però rimaneva sempre e comunque il suo migliore amico e per questo motivo la ragazza non gli avrebbe negato almeno un suo onesto parere, finendo alla fine per dargli anche qualche consiglio.
Dopo aver scelto quindi il luogo e il tempo, rimanevano da definire gli ultimi dettagli: ovvero come creare l'atmosfera giusta. Dopo alcune idee scartate, si giunse alla conclusione che forse una bella serenata con la chitarra sarebbe stata perfetta, questo se il delfino avesse nutrito un minimo di fiducia nelle proprie capacità come musicista.

E’ il tempo per coltivarlo che non ho!

Per quello che ho in mente, non ti servirà chissà quanto tempo per prepararti...

Disse criptica, non volendo rivelare nulla per il momento fino a quando non fosse stata sicura che la melodia che aveva in mente fosse veramente alla portata del ragazzo.

Sono nelle tue mani sorellina, mi fido di te!

Contaci!

Non aveva bisogno di altro per rassicurarlo, anche perchè al momento Jorge poteva solo fare affidamento su di lei. Ben presto però quella piacevole giornata, da allegra e spensierata, si trasformò in una sorta di incubo, almeno per il ragazzo che aveva scatenato un'irrefrenabile voglia di piangere nella sua sorellina. Causa di tale dolore furono tutta una serie di parole fraintese che riportarono alla memoria la storia ormai conclusa col suo ex-fidanzato, un fidanzato che si era dimostrato un bugiardo fin dall'inizio. L'argomento invece che aveva dato il via a tutto quanto fu la verginità perduta del delfino, che il portoghese stesso si era deciso a confessare alla migliore amica solo dopo mesi ormai che il fatto era accaduto. Il senso di colpa lo aveva portato a minimizzare quell'esperienza, facendo si che la O'Neill pensasse il peggio del peggio. Alla fine, esasperata dalla voglia di piangere, Cappie preferì allontanarsi qualche minuto in bagno, giusto il tempo di darsi una calmata e di ritornare a parlare con l'altro senza scoppiare a piangergli in faccia, cosa che trovava assolutamente sgradevole da fare.
Il tempo passato in bagno l'aiutò, in effetti, e non solo a calmarsi: l'irlandese pensò all'esperienza vissuta dal migliore amico, rendendosi conto che lei non aveva alcun diritto di pretendere in che modo avrebbe dovuto svolgersi. Certo, poteva ritenersi dispiaciuta che non l'avesse fatto con la persona che amava, ma se lui era contento anche così allora lei non avrebbe dovuto farne un dramma. Una volta tornata al suo posto, la ragazza fece presente quel pensiero anche al portoghese, invitandolo subito dopo ad alzare i calici e a brindare in nome di non si sa quale cosa!

Oh Merlino no…Se proprio vuoi rimanere in tema possiamo brindare a una prima volta fuori dagli schemi… o anche alle ragazze intraprendenti.

D'accordo!
Ma ricordati che nel secondo caso stai brindando anche alla salute di Kelly!
- rispose per prenderlo in giro, sorridendo e alzando in aria il proprio boccale, facendo tintinnare il vetro contro quello di Jorge-Alla salute!

Bevve un bel sorso generoso di burrobirra, sentendola scivolare calda ma non bollente lungo la gola, riscaldandole completamente il corpo. Dopo averne presi altri due sorsi, finalmente Cappie si decise a chiedere chi diavolo fosse questa Marissa che aveva colto il "fiore puro e vergine" del suo fratellone. Il nome infatti le suonava famigliare, ma non riusciva a ricollegarlo perfettamente a qualcuno nella sua memoria.

L’insegnante di disegno dell’Accademia dove ho studiato i primi mesi dopo l’estate. Diciamo che la festa del diploma è stata memorabile.

Ecco perchè mi sembrava di conoscerla!

Per modo di dire, perchè non l'aveva mai vista nè dal vivo nè per magia. Tuttavia sperava che il ragazzo avrebbe rimediato subito a quel misfatto, facendole vedere un'immagine di Marissa una volta che fossero tornati al castello.

Non c’è problema. Facciamo un salto nella Stanza delle Necessità così ne approfitto per farti vedere anche un’altra cosa. Prova a indovinare cosa

Il tono utilizzato era talmente equivocabile che in un primo momento [d20:7 + Intuito(P): 22= 29] la Tassorosso fu convinta che l'amico le avesse appena fatto una proposta oscena e perversa. Quel pensiero la fece arrossire di colpo (non poteva impedirsi che accadesse) mentre la sua mente cercava febbrile di ragionare con razionalità e logica, sapendo perfettamente che Jorge non l'avrebbe mai portata dentro la Stanza delle Necessità per fare...qualcosa di zozzo! Ed infatti, ad una più attenta analisi, la seconda ipotesi fu che il delfino avesse raggiunto un traguardo molto importante e che voleva dargliene una dimostrazione privata, lontano da tutti. E se doveva basarsi sulle proprie esperienze, probabilmente il ragazzo stava ripercorrendo il medesimo schema usato precedentemente dalla stessa O'Neill.

Stai parlando di...Animagia?

Chiese conferma, un po' titubante e un po' eccitata all'idea che Jorge fosse riuscito davvero a trasformarsi in animale. Tuttavia, dopo che il ragazzo ebbe confermato e prima che potesse dire anche solo un'altra parola, la Tassorosso lo fermò posandogli una mano sulle labbra e facendo un enorme sorriso per l'incontenibile gioia.

Zitto, zitto, zitto, zitto! Non dirmi nulla, non voglio che mi rovini la sorpresa!
Ora tu ed io finiamo di bere, andiamo a comprare i dolci da Mielandia e poi ritorniamo a scuola dritti spediti, così potrai farmi vedere in cosa ti trasformi!
E'...pazzesco! Sono orgogliosa di te!


E se l'altro non l'avesse fermata, gli avrebbe gettato le braccia al collo, stritolandolo come era solita fare ai vecchi tempi (ovvero prima degli episodi di Halloween).
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Messaggioda Jorge » 26/11/2014, 15:10

Per quello che ho in mente, non ti servirà chissà quanto tempo per prepararti...

Si morse l'interno della guancia con fare tra il pensieroso e il nervoso, il sottobicchiere in più ormai ridotto quasi in striscioline di cartone irregolari. Il non eccellere con la chitarra - soprattutto per mancanza di tempo extra da dedicare alle esercitazioni musicali - non aveva mai rappresentato un problema per Jorge un po perché supportato dall'entusiasmo e dall'ottimismo che lo caratterizzavano da sempre un po perché erano rare le occasioni in cui doveva esibirsi da solo. Cantare poi lo aveva fatto si e no una ventina di volte e pur non essendo chissà quanto stonato si rendeva perfettamente conto che gli mancava la capacità di coinvolgere e trasmettere con la voce una qualsiasi emozione. Probabilmente se si fosse trattato di esibirsi all'intero del Coro o anche di fronte a una massa di sconosciuti il portoghese si sarebbe fatto molti meno problemi, affrontando il tutto come una sfida stimolante. Ciò che lo rendeva titubante era proprio l'eccezionalità della situazione. Doveva fare una serenata alla ragazza di cui si era innamorato, confidarle i suoi sentimenti e chiederle di impegnarsi seriamente.
Per le mutande di Merlino, il solo pensarci gli faceva venire i sudori freddi!

Se dici che non avrò bisogno di esercitarmi allora non ne ho bisogno!

Affermò deciso, dimostrando ancora una volta la fiducia sconfinata che nutriva nei confronti di Caroline Priscilla, mettendosi completamente nelle
nelle sue mani.

Contaci!

Le sorrise grato, facendo tintinnare il bordo del proprio boccale contro quello dell'altra e bere un generoso sorso di bevanda ormai tiepida per ristorare un po la gola e prendere il fiato necessario per confidare finalmente alla sua sorellina i due non proprio piccoli segreti che le teneva in qualche modo nascosto da un po: l'aver perso finalmente la propria verginità e l'essere riuscito a liberare la propria forma Animagus. Il Delfino però non era dotato di gran tatto o tempismo, soprattutto quando si trattava di certi argomenti, così si limitò a gettare lì sul tavolo la sua avventura con Marissa con un tono quasi indifferente, generando così una spirale di domande e fraintendimenti che culminò con la "fuga" in bagno della ragazza e un incremento esponenziale dei sensi di colpa del ragazzo e del suo odio verso Devo. Al suo ritorno Cappie trovò un nuovo boccale di burrobirra e un Jorge deciso a fugare tutti i suoi dubbi: si, era stata un'esperienza indimenticabile e stupenda ma lui non era innamorato di Marissa e questo lo portava a sperare che non sarebbe stata la più bella in assoluto. Una volta chiaritisi la Tassetta propose di fare un brindisi e così i due sollevarono i boccali alle ragazze intraprendenti.

D'accordo!
Ma ricordati che nel secondo caso stai brindando anche alla salute di Kelly! Alla salute!


Effetti collaterali trascurabili.

Liquidò velocemente quel commento, concentrandosi solo sul brindisi e, successivamente, a rinfrescare la memoria della sua sorellina su chi fosse Marissa e perchè aveva la sensazione di aver già sentito pronunciare il suo nome.

Ecco perchè mi sembrava di conoscerla!

Annuì con un sorriso sornione promettendole di mostrarle un'immagine della ragazza non appena tornati a Hogwarts. E visto che stavano programmando una puntatina alla Stanza delle Necessità allora perchè non approfittarne per mettere la Tassetta a conoscenza anche del suo secondo segreto e cioè della sua forma Animagus? Anche quella volta il Delfino, però, riuscì a esprimersi talmente male, o meglio in maniera e con un tono così equivoco, da mettere Cappie in difficoltà.

Stai parlando di...Animagia?

Nooooooooo di legarti a un letto e mostrarti il significato di sesso selvaggio...

Ribattè, sporgendosi in avanti con fare intimo e cospiratorio, un tono di voce abbastanza basso da essere certo che nessun altro oltre alla sua sorellina potesse sentirlo. Era palese che stesse scherzando - non avrebbe mai fatto una proposta sconcia a Caroline Priscilla in generale e sopratutto non dopo aver pianificato come dichiararsi a Victoria - ma l'occasione era troppo ghiotta per farsela sfuggire. Attese una manciata di secondi, giusto il tempo di vedere se l'altra sarebbe arrossita e che grado di rossore avrebbe raggiunto, prima di aggiungere allontanandosi da lei di scatto e mostrandole un sorriso a trentadue denti - Certo che parlo di Animagia... E' stato difficilissimo e se non fosse stato per l'Auditore avrei impiegato il doppio del tempo ma alla fine...

Zitto, zitto, zitto, zitto! Non dirmi nulla, non voglio che mi rovini la sorpresa!

Serrò immediatamente le labbra, sfiorandole con due dita da un angolo all'altro a simulare una cerniera che si chiudeva, un'espressione divertita ed eccitata in viso.

Ora tu ed io finiamo di bere, andiamo a comprare i dolci da Mielandia e poi ritorniamo a scuola dritti spediti, così potrai farmi vedere in cosa ti trasformi!
E'...pazzesco! Sono orgogliosa di te!


Quanto gli faceva piacere sentirselo dire? E quanto essere nuovamente stritolato dall'abbraccio fraterno della sua sorellina? Così tanto da avere la sensazione di levitare ad almeno un metro da terra. Ricambiò l'abbraccio, azzardandosi a inarcare la schiena in modo da sollevare l'altra di un paio di centimetri, e fortuna che stavano seduti se no avrebbe tentato anche di farla girare. Tempo cinque minuti che i due ragazzi si trovavano già per strada diretti a Mielandia per comprare un po' di generi di conforto per sè e per Victoria per poi correre a rifugiarsi nella Stanza delle Necessità dove una gazza ladra avrebbe volteggiato impertinente intorno alla testa di Cappie per un paio di volte prima di recuperare la forma umana del suo fratellone.

[FINE]
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Messaggioda Davis » 06/12/2017, 23:55

9/11/2113
Ingresso Palestra
Periferia di Hogsmeade
Inghilterra
Ore 17:30


Sia Davis, che Cyrus, avevano dei luoghi ben precisi e conosciuto dove andare ad allenarsi e tenersi in forma.
Ognuno frequentava il proprio, alcuni invece li condividevano, un'abitudine nata ormai da circa tre mesi.
Trovarsi lì quindi rappresentava un fuori schema, ma il motivo in realtà era piuttosto semplice: prova gratuita di ben tre ore.
Alla fine perché non approfittarne? Avrebbero potuto anche scoprire qualcosa di interessante e per di più vicino al lavoro di uno dei due.
La struttura prometteva bene, almeno a vederla dall'esterno. Muratura lucida, porte vetrate scure, logo elegante.
Sì insomma, tutto niente male sul serio, ma dove era finito l'amico moro?

E meno male che dei due il più vicino al posto è lui!

Davis aveva già sistemato il proprio borsone dentro gli spogliatoi, si era cambiato e stava aspettando Cyrus già in tenuto da palestra.
Niente di eccezionale o appariscente, chiaro: maglietta nera, pantaloni elasticizzati da atletica e scarpe bianche da tennis.
Non era mai troppo importante agghindarsi quando ci pensava il proprio DNA a fornirti un fascino superiore e magnetico.
Senza considera che di base certo lui non poteva essere affatto definito un ragazzo come tanti altri, di quelli che passano inosservati.
Diede un'occhiata all'orologio. Scherzi a parte, ormai il Bahamut doveva aver staccato da qualche minuto.
Non sarebbe quindi trascorso tanto altro tempo prima di vederlo lì.

Scusa bello, sono dovuto passare un attimo a casa a prendere l'integratore!

Oh alla buonora... L'integratore? Ci saremmo andati a fare una bistecca a fine allenamento, non ci hai pensato? Ahahah!

Immagine


Assolutamente no! Ahahaha! Hai ragione, va beh, ormai ce l'ho...

I due ragazzi si salutarono con una pacca sulla spalla, dopo di che finalmente si poterono introdurre all'interno della palestra.
Anche l'interno iniziale non si presentava malvagio, con attenzione e cura per i dettagli, un buon profumo ed una bella mappa ad area.
Davis si era già guardato un po' tutto poco prima, ma ovviamente Cyrus ci si dovette soffermare qualche secondo per memorizzare.

Hanno anche le saune private?

Sì, fino ad un massimo di quattro persone... Roba esclusiva, ma se le fanno pagare un bel po'.

Che dici, diamo uno sguardo alla zona pesi insieme e poi ognuno per conto proprio?

Ovviamente... Ho idea che ci sarà parecchia fauna in giro, con questa faccenda dell'ingresso gratuito...

A proposito di fauna, vedi che la cameriera che hai puntato allo Shamrock, Emanuelle, verrà qui tra poco.

Ehi ehi, alt, fermi tutti, non mi dire che faccino imbronciato si aggirerà da queste parti oggi...

Fai attenzione che quella morde... È già qualche giorno che quel faccino lo vedo fin troppo imbronciato rispetto al solito!

Meraviglioso...

Se c'era una cosa che esaltasse parecchio Davis, era sapere che all'orizzonte ci fosse qualche femmina bella agitata da domare.
A differenza di Cyrus, ormai completamente orientato a trovare femmine decisamente contrarie all'ideale caratteriale "Freyja", Kaim le combattive le voleva eccome.
Quella era una delle pochissime differenze di gusti tra i due amici, che per il resto andavano d'accordo quasi praticamente su tutto.

Hai origliato pure dove andrà ad allenarsi?

Mi vedi scritto sulla fronte "Servizio Rimorchio Valefor"? Fottiti bello, te la vai a cercare da solo!

Afferrato, vorrà dire che tra un'oretta comincerà la caccia alla fiammella!

Eh sì, entrambi sapevano che lei fosse una Ignis del Fuoco, grazie alle loro capacità di captare gli Elementi altrui similmente ad un Druido.
Quel pomeriggio stava diventando improvvisamente ancora più interessante di quanto già non potesse esserlo in partenza.
Ovviamente Cyrus non aveva idea che la moretta si fosse portata una compagnia amichevole, ma ben presto lo avrebbe scoperto, probabilmente.

CIRCA UN'ORA E MEZZA DOPO


Anf... Anf... Anf...

Che dici, ci blocchiamo qui?

Ma sì, è una buona idea!

Che ti succede? Non hai mai retto così poco!

Macché, non sono stanco, però voglio preservarmi per le altre aree della palestra...

Ah ok, adesso si spiega!

Penso proprio che mi dirigerò nella saletta bar a prendere un frullato proteico e poi via verso la sezione pilates!

Mi prendi per il culo?!

Hai idea di quanta figa si aggiri per i corsi di pilates? È un classico, sarà come andare ad una mostra d'arte della passera...

E non dovrai fare altro che scegliere l'opera da rubare...

Sul braccio di Cyrus arrivò un bel pugno da parte del biondo, con conseguente ghigno divertito.
Ma sì, che andasse pure a scegliere la propria preda, lui già ce l'aveva e gli sembrava anche di averla intravista poco prima in una zona precisa.
Non restava altro che mettersi in marcia ed andare a trovarla, seguendo le tracce lasciare dal suo Fuoco qua e là.

Allora ci troviamo direttamente fuori tra un paio d'ore?

Sì sì, facciamo così, sganciamoci ed ognuno ai proprio affari!

Va bene, buona fortuna!

Davis rispose con un occhiolino e si incamminò prima verso lo spogliatoio, dove si diede una piccola sciacquata, poi nell'area di atletica.
C'erano tapis-roulant, piccoli pesi per le braccia, attrezzi ginnici specifici per le gambe ed anche qualche cyclette sparsa qua e là.
Pochissime persone. La situazione faceva proprio al caso suo.

Mh?

Immagine


Riconoscerei questo spirito ovunque...

Immagine


Si volse molto piano, con estrema noncuranza ed attenzione, individuando non tanto distante la cameriera dello Shamrock.
O meglio, la prima cosa che effettivamente andò ad individuare fu il suo culo, molto bello per altro, che lavorava e lavorava anche sodo.
La moretta si stava dedicando a qualche serie presso una macchina di esercizi step con simulazione di scalinata.
Addestramento per glutei, cosce e polpacci, tutto assieme.
Stava eseguendo un bel po' di fatica però e la motivazione era semplice: stava cercando di scaricare un bel po' di negatività.
Il vero problema però era che con certi tipi di macchinari, esagerare, anche al fine di rimuovere lo stress, poteva risultare deleterio il giorno successivo.
Anzi, in teoria anche nell'immediato, se si fosse stirata un muscolo....

... Appunto.

Davis vide Emanuelle fermarsi all'improvviso e cadere letteralmente sedere a terra tenendosi la coscia destra con una espressione sofferente.

No aspetti, non si preoccupi, faccio io, sono il fidanzato e personal trainer!

Bloccò l'arrivo di un ragazzo addetto ai consigli atletici in sala con quella bugia, ma tanto erano abbastanza distanti perché lei potesse sentire qualcosa.
Tornò a posare lo sguardo sulla moretta, appena pochi secondi e poi via, passo deciso verso di lei. Le arrivo alle spalle, inginocchiandosi poi di fronte, a circa mezzo metro.

Scommetto che hai impostato la resistenza del macchinario oltre il livello due.

Si sarebbe ricordata di lui?
Ma ovvio, che domande!

Se mi lasci agire una dozzina di secondi, farò in modo che il dolore si attenui un bel po'...

Puntò gli occhi in quelli della Canadese, non muovendosi però.
Aspettava solamente che ella gli concedesse il permesso, prima di agire ed iniziare un consistente massaggio a quella bella coscia indolenzita.
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Messaggioda Emanuelle » 08/12/2017, 19:57

Ingresso Palestra, Periferia di Hogsmeade * 9-11-2113 * 18:00


Brucia... Brucia troppo...
Non ce la faccio più... Speriamo che la palestra mi aiuti...


Immagine


Temperatura altissima. Pelle che sudava, nonostante il freddo della giornata novembrina. Ogni fibra del suo corpo che andava in fiamme.
La rabbia era diventato il combustibile perfetto per l'Elemento della Lamarck, che dopo l'ennesimo rifiuto del fratello di lei -l'ultimo- era esploso dentro lo spirito della moretta dal faccino imbronciato.
Non era una semplice faccia imbronciata la sua: stava soffrendo dentro e fuori, manifestando insofferenza e cattivo umore che non giovava certo né a lei né a coloro che le stavano intorno.
La sua migliore amica, Stella, non poteva fare nulla per aiutarla: il suo Vento era fin troppo debole per poter sperare di togliere ossigeno al Fuoco di Emanuelle e quindi sedarlo un po'.
Doveva pensarci lei stessa a farlo, tramite tanto autocontrollo e modi di scaricare ogni emozione negativa. Il buono ottenuto da Ben sembrava l'occasione ideale per provare qualcosa di nuovo, oltre al sesso estremo e selvaggio che alla fine la lasciava sempre e solo peggio di prima.

È in ritardo quell'altra...
Se mi dà buca giuro che la strozzo.


Molta poca pazienza, ma come detto in principio Emanuelle non stava bene. Già prima non riusciva a controllare il proprio Elemento. Poi, dopo che Gérôme l'aveva rifiutata di nuovo, le cose si erano fatte insostenibili per lei.
Non riusciva ad accettare che per il fratello ci fossero ragazze più importanti di lei, meglio di lei, di cui lui si fosse innamorato.
Prima c'era stata quella Kara e poi, poi di nuovo Nimue.
La odiava.
Avrebbe voluto vederla bruciare, all'inferno.

Ti ci saresti rimesso insieme senza pensarci se lei fosse tornata da te...

Una delle accuse che Emanuelle aveva rivolto, anzi no aveva proprio urlato, piangendo, in faccia al fratello. Non si erano lasciati affatto bene con lui, per niente, anche perché la Lamarck aveva impedito al maggiore di toccarla, così da sedare il suo spirito con il proprio Ghiaccio.
Non voleva essere toccata da quel bastardo.
Mai più.

Emmyyyyyy!
Eccomi, ci sono!
Scuuuusa, giuro non volevo fare tardi ma Axell mi ha trattenuta.


Fa niente, tranquilla.
Adesso sei qui, questo è l'importante.


Fortuna che almeno negli ultimi dieci giorni il suo stato d'animo non era sempre così inviperito.
Riusciva di nuovo a sorridere, sebbene in maniera più placida e leggera, e riusciva ancora a stare in compagnia del prossimo, nonostante avesse iniziato a sentire il desiderio di starsene un po' per conto proprio.
C'erano mattine nelle quali si svegliava, desiderando con tutta sé stessa di poter rimanere nel letto e rimanerci per il resto dei giorni.
Ma se non lavorava, non guadagnava e se non guadagnava... La prospettiva sarebbe stata lasciarsi morire di fame.
Cosa che comunque aveva già iniziato a fare, calcolando quanto poco appetito avesse negli ultimi tempi.

Hai già deciso cosa farai?

Per il momento mi limiterò agli attrezzi classici. Poi se mi andrà farò un giro a vedere cos'altro c'è di interessante.
Tu?


Oh... Speravo che saremmo state insieme per tutto il tempo!
Volevo andare a vedere la sezione dedicata al Quidditch...


Puoi farlo Stella, non c'è bisogno che mi stai appiccicata tutto il giorno.

Ma tu...

Io sto bene, davvero.
Se vuoi puoi fare un po' di cyclette insieme a me e poi farti un giro dove ti pare.
Al massimo ci diamo un appuntamento ad un certo orario, magari nella caffetteria interna.
Ti va bene?


Oooookay!
Allora entriamo dai, sono curiosa di vedere quanti ragazzi carini ci sono qui dentro hihihihihi...


...

Di solito avrebbe fatto qualche battuta che prendesse in giro la Cartwright, ma quella volta rimase nel più completo silenzio. Chiacchierava se stimolata a farlo -e Stella stimolava parecchio in quel senso- ma quando veniva lasciata da sola, preferiva rimanere in silenzio piuttosto che mettersi a parlare di cose futili.
Dopo circa un'oretta, le due migliori amiche si erano separate ormai da un bel po', Stella andandosene in giro alla ricerca della zona Quidditch o di bei ragazzi ed Emanuelle era rimasta nella zona degli attrezzi da palestra più comuni.
Si erano allenate in maniera abbastanza soft, facendo molte più pause del dovuto, ma nonostante questo la moretta sembrava un lago per tutto il sudore che stava buttando fuori.
Sudore che non proveniva dal semplice allenamento fisico, ma dal calore interno del suo spirito.

Così non ce la faccio a continuare.
Devo scaricare tutta questa rabbia...


Immagine


Scelse per farlo un macchinario per gli esercizi di step. Era da un po' che non si allenava, né facendo danza né equitazione, e conosceva bene i pericoli nei quali incorreva se si fosse sforzata troppo.
Ma il bisogno di sfogare tutto quello che aveva dentro la spinse a strafare, procurandole una pessima conseguenza.

AH! NGH!

Cazzo!

Si era stirata un muscolo della coscia e questo la costrinse a fermarsi.
Scese dal macchinario a fatica, mettendosi a sedere per terra perché le risultava complesso camminare.
Inoltre non le faceva solo male il muscolo: la testa le girava un po', segno che il suo corpo stava risentendo delle notti passate a dormire male o del poco cibo che entrava nello stomaco della Lamarck.
Avrebbe voluto mettersi a piangere e urlare al mondo quanto fosse bastardo suo fratello per ciò che le aveva fatto, per ciò che le stava facendo
Quando una voce maschile si rivolse a lei sbucando fuori da dietro le sue spalle e sistemandosi poi poco distante da lei, in ginocchio di fronte alla moretta dal visino imbronciato.

Scommetto che hai impostato la resistenza del macchinario oltre il livello due.

... Tu?

Lo riconosceva eccome.
Come avrebbe potuto dimenticarlo?
Era lo stalker, quello da cui Ben l'aveva messa in guardia, quello che aveva chiesto di lei al pub.
Che cosa diavolo ci faceva lì, l'aveva forse seguita?
Avrebbe voluto porre tutte quelle domande nel modo più scortese e stronzo possibile, ma c'era un fattore che le impediva di essere troppo antipatica con il biondo.
Il suo fascino su di lei.
La stretta vicinanza con Davis, infatti, contribuiva ad alimentare il Fuoco della moretta, ma di un sentimento diverso rispetto a quello per il fratello maggiore.
In ogni caso, a farne le spese, era sempre il suo corpo.

Se mi lasci agire una dozzina di secondi, farò in modo che il dolore si attenui un bel po'...

Non toccarmi.
Sto bene.


Ci mancava solo che finisse per andare in autocombustione solamente perché lui buttava altra benzina sul proprio Fuoco. Quando però tentò di alzarsi, Emanuelle dovette per forza di cosa arrendersi all'evidenza che la gamba le faceva troppo male per poter proseguire.
Rimase a terra, fissando il Valefor quasi sconfitta.
Si sentiva troppo debole per poter fare la sostenuta.

D'accordo... Ma fai piano.
Mi fa malissimo.


Alla fine accettò, sperando che il contatto non le procurasse altro dolore al livello spirituale. Era stata condannata a possedere quel tipo di Elemento, che risultava sempre così difficile da controllare.
Forse avrebbe dovuto seguire un corso di yoga come la migliore amica, ma sinceramente la prospettiva non la allettava molto.

... Visto che sei qui, a questo punto dimmi come ti chiami.
Almeno saprò il nome del mio stalker.


Disse, quando il dolore scomparve un po' e lei iniziò a sentirsi un po' meglio.

Il mio capo mi ha detto che gli hai chiesto di me.
... Se sei interessato, ti conviene lasciarmi perdere.
È un consiglio, non una minaccia.


Giusto per chiarire, perché lei non era certo una persona normale.
Come poteva definirsi normale una ragazza che si era innamorata in maniera ossessiva del proprio fratello?
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Messaggioda Davis » 10/12/2017, 0:22

Scommetto che hai impostato la resistenza del macchinario oltre il livello due.

... Tu?

Ti ricordi di me?
Wow, lusingato... Dico davvero!


Assunse un sorriso leggermente strafottente, adottando una espressione molto calma, per nulla intimorita dalla Lamarck.
Sentiva distintamente il Fuoco bruciarla viva, ma non fece o disse nulla in proposito, non per il momento almeno.

Se mi lasci agire una dozzina di secondi, farò in modo che il dolore si attenui un bel po'...

Non toccarmi.
Sto bene.


Quindi sei solita sederti a terra in palestra dopo gli esercizi?
Se intendevi fare subito qualche addominale, potevi almeno procurarti un tappetino...


Di nuovo quel sorriso, di nuovo quello sguardo, poi, semplicemente, avvicinò due dita alla coscia indolenzita, pigiando piano.
Non sarebbe servita chissà quale pressione per farle storcere il viso in una smorfia dolorosa e farle raggiungere l'unica soluzione valida possibile.

D'accordo... Ma fai piano.
Mi fa malissimo.


Ti si è accavallato per bene, è ovvio che faccia malissimo.
So che è fastidioso, ma adesso cerca di distendere tutta la gamba, avanti...


La aiutò a forzare quella mossa. Naturalmente il muscolo faceva tensione e resistenza a distendersi, ma quello era il primo passo per stare meglio.
Una volta che la gamba fu completamente a terra, Davis si mise a tastare la parte superiore della coscia, cercando di individuare la zona più tosta.

... Visto che sei qui, a questo punto dimmi come ti chiami.
Almeno saprò il nome del mio stalker.


Davis.
Mentre tu, visetto imbronciato?


In realtà sapeva benissimo come si chiamasse, ma voleva sentire dalle sue labbra il nome, detto con quel accennato accento mezzo francese.
Mentre parlavano, Kaim si preoccupava di premere e stringere il muscolo, dando il via al massaggio vero e proprio.

Il mio capo mi ha detto che gli hai chiesto di me.
... Se sei interessato, ti conviene lasciarmi perdere.
È un consiglio, non una minaccia.


Oh e come mai?
Sei impegnata forse?
O magari non sono il tuo tipo...


Era consapevole al 100% di avere una influenza specifica su di lei, per via della sua essenza, del suo codice genetico.
Di certo non sarebbe bastato a farla cedere in un attimo, ma ogni cosa a suo tempo, specie con esemplari così poco gestibili.

... E poi, consigli o minacce, non importa, non ho mai seguito né gli uni, né gli altri!

Fece un ghigno tra sé, mentre abbassava lo sguardo sulla coscia della moretta, terminando il massaggio intensivo al muscolo.
Di sicuro non avrebbe potuto più allenarsi per qualche giorno, quindi la sua giornata in palestra era finita, ma c'erano tante cose da poter fare.

Cosa ne diresti di un frullato proteico?
Con la brutta storia della gamba, ti farà soltanto bene e ti aiuterà a recuperare prima... Oppure vuoi zoppicare mentre servi ai tavoli?


Si mise in piedi e le tese la mano, aspettando solo che ella la prendesse per aiutarla a tirarsi su.
La differenza di altezza era notevole, ma gli sembrava proprio che lei fosse abbastanza avvezza a tenere la testa all'insù.

Credo di aver letto nella zona bar che ne fanno sia alla vaniglia, che al cacao, che alla banana, che ai frutti rossi, che al caramello.
Hai una vasta selezione di scelta...
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Messaggioda Emanuelle » 12/12/2017, 19:49

... Tu?

Ti ricordi di me?
Wow, lusingato... Dico davvero!


È un po' difficile non ricordare il proprio stalker...

Come se potesse essere veramente quello il motivo.
No, Emanuelle sapeva perfettamente che non aveva dimenticato Davis per via del fascino esercitato su di lei dal Valefor. Ma non aveva alcuna intenzione di farlo presente, né di palesarlo.
Anche se era chiaro come il sole che quell'attrazione ci fosse, altrimenti lo avrebbe mandato via in malo modo.
Invece se ne stava lì, seduta per terra, impossibilitata a muoversi per via del crampo al muscolo.
Tentò invano di scacciare l'offerta d'aiuto di Davis. Purtroppo per lei, la gamba le faceva troppo male per potersi permettere quel lusso.

Quindi sei solita sederti a terra in palestra dopo gli esercizi?
Se intendevi fare subito qualche addominale, potevi almeno procurarti un tappetino...


Ah ah ah, molto spiritoso, veramente.
Resta il fatto che non mi servi.


Bastò una leggera pressione sulla coscia per sentire un fortissimo dolore e per farle cambiare idea.
Emanuelle accennò all'altro di iniziare un massaggio con il capo, sospirando e poi assumendo quell'espressione meravigliosamente e perennemente imbronciata.
Proprio come una bambina a cui era appena stato tolto il giocattolo preferito. Peccato che la verità fosse molto più complessa di così.
Il fratello, cercando di agire per il suo bene, ancora una volta aveva innescato un disastro in lei.
Il Fuoco la consumava e la vicinanza di Davis non faceva altro che acuire quel dolore.
Era fin troppo facile perdersi a fissarlo, provando l'impulso di sfogare con lui ciò che la bruciava dentro.
Per distogliersi da quei pensieri, la Lamarck tentò di conoscere un po' di più il suo stalker/salvatore.

Davis.
Mentre tu, visetto imbronciato?


E-Emanuelle...

Non balbettò certo per imbarazzo, ma perché il massaggio le faceva comunque male, anche se stava migliorando la situazione del suo muscolo.
Pauline faceva dei respiri profondi, cercando di limitare le lamentele più per carattere che per spirito di competizione.
Non le importava di apparire più forte agli occhi del Valefor. Semplicemente era in quel modo che lei soffriva.

Il mio capo mi ha detto che gli hai chiesto di me.
... Se sei interessato, ti conviene lasciarmi perdere.
È un consiglio, non una minaccia.


Oh e come mai?
Sei impegnata forse?
O magari non sono il tuo tipo...


Lo fissò, imbronciata. Ed anche molto sarcastica.
Non poteva parlare di lui al livello caratteriale, perché non lo conosceva affatto, ma poteva mettere la mano sul Fuoco che non esistesse femmina al mondo -tranne le lesbiche- che non lo avrebbe trovato il suo tipo.
Davis possedeva un fascino soprannaturale. Pur avendo sempre in mente il fratello, la Lamarck non poteva fare a meno di pensare che il Valefor fosse veramente, ma veramente bello.
Una cosa assurda, per lei, che non aveva mai trovato nessuno in grado di sostenere il paragone con Gérôme.
Forse dopo l'ennesimo no, finalmente stava iniziando a mettersi l'animo in pace.

Nessuna delle due.
Ho già qualcuno che...


Si bloccò dal dire che c'era già un'altra persona per cui aveva perso la testa. Perché non riusciva a dirlo?
Le parole le si bloccarono in gola e il suo Elemento ebbe un'impennata, facilmente percepibile dal biondo.
Pensare a Gérôme le faceva questo dannato effetto. E non voleva più esserne schiava, non dopo che il fratello maggiore aveva ferito il suo orgoglio ed i suoi sentimenti, rifiutandola una seconda volta.
Non glielo avrebbe permesso.

... Niente, lascia perdere.
È meglio di no e basta.


... E poi, consigli o minacce, non importa, non ho mai seguito né gli uni, né gli altri!

Pf, fa come vuoi.

Si mostrò indifferente.
Lo era, almeno in parte. Non le importava che l'altro avesse deciso di fissarsi su di lei, tanto la sua risposta sarebbe stata sempre no.
Non voleva nessuno, a maggior ragione perché sapeva come andava a finire. Inevitabilmente, tutti perdevano quel perenne confronto, così lei mollava e si fissava peggio di prima sul parente.
E ogni cuore che spezzava le bruciava dentro, perché anche il suo era rotto e nessuno riusciva a sanarlo.

Cosa ne diresti di un frullato proteico?
Con la brutta storia della gamba, ti farà soltanto bene e ti aiuterà a recuperare prima... Oppure vuoi zoppicare mentre servi ai tavoli?


Aveva terminato il massaggio, con un netto e deciso miglioramento. Era chiaro però che la moretta non avrebbe potuto allenarsi più, altrimenti rischiava di ritornare da capo a dodici.
Le sfuggì un mezzo sorriso sarcastico quando l'altro fece quella battuta, poi accettò la sua mano per aiutarsi a rimettersi in piedi.
Durante quel contatto diretto, Davis avrebbe potuto percepire una temperatura altissima, probabilmente al di sopra dei 38°.
Altro segnale del suo Fuoco uscito ormai fuori controllo.

Credo di aver letto nella zona bar che ne fanno sia alla vaniglia, che al cacao, che alla banana, che ai frutti rossi, che al caramello.
Hai una vasta selezione di scelta...


Va bene, tanto mi sarei dovuta incontrare lì con la mia migliore amica...

Sempre se non si è dimenticata di me mentre andava a caccia...

Probabile, perché Stella non era andata in palestra per mantenersi in forma, quanto per rifarsi gli occhi su tutti i bei maschietti lì presenti. Non sapendo che ben presto avrebbe avuto una inaspettata e piacevolissima sorpresa.
Emanuelle non specificò né chi fosse l'amica né quando sarebbe accaduto.
Davis aveva tutto il tempo del mondo per provarci con lei, calcolando che l'appuntamento sarebbe stato dopo un bel po'.
Ad ogni modo la Lamarck preferì tacere quel dettaglio, avviandosi insieme al biondo al bar, camminando anche se un po' a fatica.
Facevano un po' impressione accostati insieme, lui così alto e lei così bassa... Un po' come quando camminava accanto al fratello.
Anche se con lui la differenza si faceva persino abissale.

Un frullato gusto vaniglia, grazie.

Chiese, andando a scegliere un gusto molto classico.

Toglimi una curiosità: il nostro è stato un incontro casuale o premeditato?

Il visetto, nemmeno a dirlo, mostrava un'espressione molto strafottente e sarcastica.
Emanuelle non era certo una ragazza timida. Non più almeno.
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Messaggioda Davis » 12/12/2017, 23:35

Ti ricordi di me?
Wow, lusingato... Dico davvero!


È un po' difficile non ricordare il proprio stalker...

... Io mi definirei solamente un attento ed esigente osservatore.

Le fece anche un mezzo inchino stile medievale, quasi come fosse il cavaliere umile davanti alla bella damigella.
Era un esibizionista con un sorriso bastardo e ben poco raccomandabile, di quelli che non facevano presagire niente di buono.
Kaim era proprio il tipico maschio dal quale Gérôme avrebbe messo in guardia la sorella... E forse quello era il suo più grande vantaggio.

Il mio capo mi ha detto che gli hai chiesto di me.
... Se sei interessato, ti conviene lasciarmi perdere.
È un consiglio, non una minaccia.


Oh e come mai?
Sei impegnata forse?
O magari non sono il tuo tipo...


Nessuna delle due.
Ho già qualcuno che...


... non ti ricambia?
Ce n'è di gente idiota in giro.


Incalzò quasi subito, finendo la frase al posto di Emanuelle, quasi a volerle lasciare un singolo attimo di controllo e respiro.
Era facile intuire quando una femmina fosse ferita per una delusione amorosa, che essa potesse essere incestuosa o meno.

... Niente, lascia perdere.
È meglio di no e basta.


... E poi, consigli o minacce, non importa, non ho mai seguito né gli uni, né gli altri!

Pf, fa come vuoi.

Ti ringrazio, Emanuelle.

Pronunciò più piano il suo nome ed il tono fu abbastanza equivoco, tra il malizioso e quasi l'erotico, manco la stesse chiamando in un contesto ben diverso.
Gli occhi profondi che scivolarono nei suoi per appena un istante, prima di mettersi in piedi ed aiutarla a fare lo stesso, offrendole un frullato proteico con annessa battuta.

Credo di aver letto nella zona bar che ne fanno sia alla vaniglia, che al cacao, che alla banana, che ai frutti rossi, che al caramello.
Hai una vasta selezione di scelta...


Va bene, tanto mi sarei dovuta incontrare lì con la mia migliore amica...

Per caso è bionda?

Chiese mentre si dirigevano verso l'uscita della zona attrezzi, seguiti vagamente dallo sguardo del Personal Trainer di servizio.
Difatti, dopo alcuni secondi di incertezza, mosso più che altro dal senso di dovere, il ragazzo si avvicinò un momento, rivolgendosi alla Ignis.

Mi scusi, è tutto a posto?
La gamba si è ripresa un poco?
Il suo fidanzato mi ha detto che se ne sarebbe occupato lui, per questo non sono intervenuto...


Ho le mani d'oro, puoi confermarglielo tesoro!

Non gli interessava cosa potesse rispondere, se sputtanarlo (per modo di dire) o stare al gioco.
Le fece semplicemente un occhiolino con un altro di quei bei sorrisi da schiaffi, in contrapposizione al visino imbronciato della Lamarck.
Sfacciato oltre ogni limite, stette al passo con lei, senza mai accelerare, con le mani nelle tasche, dimostrando di tenere alla sua coscia.

Un frullato gusto vaniglia, grazie.

Andiamo sullo standard... Quasi avrei scommesso che ti saresti buttata sul caramello!

Per sé ne chiese uno ai frutti di bosco, dopo di che disse alla moretta di potersi anche accomodare ai divanetti.
Ci avrebbe pensato lui a prendere i frullati appena pronti e portarle il suo proprio come un vero gentleman.

Toglimi una curiosità: il nostro è stato un incontro casuale o premeditato?

Credo sia l'uno che l'altro.

Accennò, prendendo un sorso di frullato, trovandolo piuttosto buono per essere un prodotto sconosciuto come marca.
Evidentemente quella palestra stava facendo le cose in grande per riuscire ad accaparrare quanti più clienti possibili.

Volevo sfruttare il buono di ingresso gratuito, come te immagino.
Poi però, mi è stato riferito poco prima di entrare che ti avrei sicuramente vista in giro, per una zona o l'altra della palestra.
A quel punto sai, il mio istinto da stalker ha preso il sopravvento: non potevo non scovarti, ovunque tu fossi, giusto?


Andò indietro con il busto, appoggiandosi comodo allo schienale della poltroncina di finta pelle rosso scuro, con la cannuccia in bocca, il bicchierone alla mano.
Scese con gli occhi un po' lungo tutto il corpo della ragazza canadese, risalendo infine e tornando sul suo bellissimo visino imbronciato.

... Lo sai che in questa versione un po' sudata, un po' sportiva, sei parecchio sexy?

Sorrise ancora, tornando poi in avanti con il corpo, quasi si fosse voluto mettere più indietro per guardarla meglio e in prospettiva panoramica.
Allungando di poco il braccio, le avvicinò il proprio bicchierone giunto a metà del contenuto, sempre guardandola negli occhi.

Che dici, ce lo scambiamo un parere sui gusti?
E poi, visto e considerato che mi hai rifiutato, non potrò avere altri modi per darti un bacio se non indirettamente...


Immagine

... E su... Concedimelo.
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Messaggioda Emanuelle » 17/12/2017, 19:30

È un po' difficile non ricordare il proprio stalker...

... Io mi definirei solamente un attento ed esigente osservatore.

... Stalker.

Sbuffò quando fece l'inchino. Aveva fascino, doveva concederglielo, ma non voleva cascarci. I tipi come il Valefor li conosceva molto bene: arroganti, presuntuosi, pieni di sé.
Credevano che bastasse una parola per far cadere ai loro piedi qualunque ragazza volessero e poi erano quelli che facevano peggio cilecca a letto.
Davis in realtà sembrava appartenere anche ad un'altra sottospecie, ovvero quella dei poco di buono, stronzi e farabutti.
Insomma, il ragazzo perfetto per la sorellina di Gérôme. Se il Lamarck l'avesse vista in compagnia di un tipo simile, si sarebbe innervosito sicuramente.
Questo rese il biondo un po' più simpatico alla bella moretta in difficoltà.

Oh e come mai?
Sei impegnata forse?
O magari non sono il tuo tipo...


Nessuna delle due.
Ho già qualcuno che...


... non ti ricambia?
Ce n'è di gente idiota in giro.


Lo fissò con lo sguardo perennemente imbronciato e sofferente. Pensare al fratello maggiore la faceva star male, ma Davis non avrebbe mai potuto sospettare che il rifiuto potesse provenire da un parente tanto stretto della Lamarck.
Non era certo il tipo di confidenza che si faceva al primo appuntamento... E quello nemmeno era un primo appuntamento!
Ancora una volta, Emanuelle non disse nulla, concentrandosi invece sul dolore alla gamba che lentamente svaniva. Tanto non era quella la cosa importante, l'importante era che lui fosse ben consapevole di non avere di fronte un persona facile da gestire.
Anzi, non lo era per niente. Se voleva, poteva provarci con la sua migliore amica, ammesso e non concesso che al Valefor andasse bene di essere condiviso con Cyrus.
Sì, perché Pauline era convinta che Stella, se li avesse avuti entrambi a disposizione, non avrebbe saputo chi scegliere fra tutti e due.
Dato che ormai la sua giornata in palestra era stata totalmente compromessa, la moretta poteva anche accettare l'invito da parte dell'Esagildato di bere qualcosa insieme nel bar interno della struttura.
Una proposta che venne accolta quasi subito, tanto sarebbe dovuta passare da là per incontrarsi nuovamente con la Cartwright.

Per caso è bionda?

Sì... La conosci?
Per caso hai stalkerato anche lei?


Chiese mentre i due si incamminavano verso l'uscita della zona, venendo bloccati però quasi immediatamente da uno dei personal trainer che lavoravano lì.

Mi scusi, è tutto a posto?
La gamba si è ripresa un poco?
Il suo fidanzato mi ha detto che se ne sarebbe occupato lui, per questo non sono intervenuto...


Ho le mani d'oro, puoi confermarglielo tesoro!

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Lo sguardo truce che rivolse a Davis fu veramente... adorabile. Questo per chi trovasse adorabile il suo visetto imbronciato, perché invece Emanuelle stava riscoprendo la sua abilità latente di voler uccidere con una semplice occhiata.
Aveva intuito che il biondo fosse una bella faccia tosta, ma non immaginava fino a questo punto. E non gliene fregava nemmeno che lei potesse sputtanarlo o meno, glielo leggeva in faccia.
Insomma, un vero bastardo fatto e finito.
Con tipi del genere, c'era solo da perdere la pazienza.

Seh... Anche se a volte, te le spezzerei tesoro.
Sto bene, non si preoccupi.
Mi ha fatto un buon massaggio.


Non appena l'uomo si allontanò, rincuorato dalle parole della Ignis, la moretta si rivolse nuovamente verso il ragazzo, imbronciando anche le labbra e fissandolo a braccia conserte.

Certo che tu hai veramente la faccia come il c**o...

Commentò, per poi riprendere a camminare un pochino più svelta. Quel tanto che le permetteva la gamba.

Un frullato gusto vaniglia, grazie.

Andiamo sullo standard... Quasi avrei scommesso che ti saresti buttata sul caramello!

Mi attirava anche il caramello, ma poi ho pensato che fosse troppo dolce...

Erano arrivati al bar e avevano preso i loro frullati proteici, mettendosi poi a sedere ad un dei tavolini liberi.
Per Emanuelle quello era un vero e proprio toccasana, perché in questo modo non avrebbe dovuto sforzare ulteriormente la gamba.
Era sicura che se avesse chiesto a Davis una mano, il ragazzo sarebbe stato subito pronto a prenderla in braccio e portarsela in giro così, ma preferì evitare.
Anche se quel pensiero la fece sorridere, con un guizzo più spontaneo e forse anche più accattivante del suo solito broncio.

Toglimi una curiosità: il nostro è stato un incontro casuale o premeditato?

Credo sia l'uno che l'altro.
Volevo sfruttare il buono di ingresso gratuito, come te immagino.
Poi però, mi è stato riferito poco prima di entrare che ti avrei sicuramente vista in giro, per una zona o l'altra della palestra.
A quel punto sai, il mio istinto da stalker ha preso il sopravvento: non potevo non scovarti, ovunque tu fossi, giusto?


Aspetta, aspetta, frena!
Ti è stato riferito da chi?


Chi diavolo la conosceva abbastanza bene da sapere i suoi spostamenti ed andarli a riferire al Valefor?
In realtà per Cyrus quello era stato un semplice colpo di fortuna, che aveva passato anche all'amico.
Nonostante la domanda fatta, Davis si fece ancora più strafottente, sistemandosi in maniera da lanciare una lunga occhiata alla Lamarck, apprezzando la sua mise sportiva e tanto sudata.

... Lo sai che in questa versione un po' sudata, un po' sportiva, sei parecchio sexy?

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... Buon per me...

Non era immune al suo fascino, per quanto cercasse di nasconderlo a parole.
Le piaceva sentirsi apprezzata, specialmente in un momento tanto delicato dove il suo morale continuava a toccare praticamente terra.
E anche se considerava Davis un bellimbusto pieno di sé... Si stava trovando bene in sua compagnia.
Almeno evitava di pensare al fratello ventiquattrore su ventiquattro.
Ed il merito andava tutto al Valefor.

Che dici, ce lo scambiamo un parere sui gusti?
E poi, visto e considerato che mi hai rifiutato, non potrò avere altri modi per darti un bacio se non indirettamente...


Pf...

... E su... Concedimelo.

Credevo che fossi meno arrendevole di così considerato quanto tempo hai passato a stalkerarmi...
... Comunque, se proprio insisti...


Diede un ultimo sorso al proprio frullato, prima di passarlo al Valefor e assaggiare il suo in cambio. Non le dispiaceva il gusto fruttato della bevanda, ma il sapore del ragazzo era praticamente inesistente.
Avrebbe dovuto baciarlo direttamente sulle labbra, ma per il momento era fuori discussione una cosa del genere.
Poteva essere divertente, quello sì, ma non cambiava la sostanza delle cose: che tanto sarebbe stata lei a rovinare tutto quanto per colpa della propria ossessione.

Buono?
Il tuo non era male, ma l'avrei preferito di più all'amarena o ai lamponi.


Scoprì qualcosa di sé, rivelandogli un po' dei sui gusti di frutta preferiti.
Gli lanciava molte occhiate, ma di tanto in tanto il suo sguardo sfuggiva per perdersi chissà dove, apparentemente dietro alle varie persone che entravano all'interno del bar.
Fra queste di Stella ancora nemmeno lontanamente l'ombra.

... Quindi sei venuto qui con Cyrus, giusto?
E lui dov'è adesso? In giro?
Accidenti... Non so se augurargli di incrociarsi con la mia migliore amica oppure no.
...Ah giusto, tu non puoi saperlo.
Niente, semplicemente lo sta stalkerando dalla prima volta che le ho parlato di te e lui al pu-


Si mise una mano davanti alla bocca.
Aveva appena confessato di essersi interessata a lui quando si erano visti la prima volta.
Pessima mossa, per una che puntava a volerlo allontanare.
Ma tanto ormai la frittata era fatta.

... Okay, diciamo che come stalker mi hai un po' colpito la prima volta che ti ho visto.
Ma è tutto qui, non ci sono stati altri episodi, capito?
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