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Roma

Messaggioda Kirie » 20/02/2018, 11:26

Anche Hinako, quando scoprì l'identità del compagno della nipote, venne colpita con forza dall'incredibile disegno di quel Destino tanto doloroso quanto assurdamente meraviglioso. Sembrava che il Fato avesse voluto redimersi, concedendo ai due innamorati una seconda occasione di riunirsi attraverso le loro discendenze dirette. Kirie era turbata nel profondo, ma nascondeva il proprio turbamento per dare supporto all'anziana donna, che accusò stanchezza e debolezza dopo quella sconcertante notizia. Lei stessa faceva fatica ad accettarla, ma non sarebbe stato impossibile, non se avesse lasciato che il tempo agisse su di lei.

Tu dunque provi amore per il nipote dell'uomo che avrebbe voluto amare tua nonna, mia sorella...

Sì, è così...

Una sorta di Equilibrio Cosmico e Divino deve aver accompagnato entrambi lungo un percorso parallelo che infine vi ha fatto incontrare...

Inizio a pensarlo anche io...

... Immagino lui non sia al corrente di tutto ciò, quindi intendi informarlo presto?

Al momento non so rispondere a questa domanda.
Vorrei potergliene parlare subito, ma è un argomento troppo delicato per prenderlo in esame con leggerezza...


Abbassò lo sguardo, il volto che pareva intristito mentre era solo gravato dai pensieri che vorticavano nella sua mente. Quell'incontro con la parente lontana aveva dato vita a molte più domande rispetto a quando era partita in precedenza. Credeva che, andando da lei, avrebbe trovato tutte le risposte, mentre invece molti dubbi si erano aperti e consapevolezze inconsce erano esplose senza preavviso.
Cercava dentro di sé di trattenere il turbamento che aveva smosso il proprio animo, lo aveva fatto tremare di terrore, come di fronte ad una scossa sismica dalla quale era impossibile fuggire. Non sapeva davvero che cos'altro aggiungere, tenendo per sé l'idea che tutto ciò fosse assurdo ed incredibile, mentre Hinako -forse leggendo nei suoi occhi- cercò di tranquillizzare Kirie ad accettare con maggiore serenità il proprio destino.

Sembra che un lungo filo rosso abbia legato in passato mia nonna e Clint, lo stesso filo che adesso sta legando me e suo nipote.

... O forse, più semplicemente, quel filo, pur spezzandosi, ha cercato di risaldarsi per merito dei sentimenti reciproci di Hisoka e Muscle-san.
Non potendolo fare con loro, ha infine ripiegato su di voi, ma questo non deve privare di bellezza quello che è il vostro rapporto.
Ciò che provate è frutto di un sentimento reale, perché nonostante tutto, loro erano loro e voi siete voi.


Annuì soltanto, chiedendosi come avrebbe fatto a dirlo ad Hank. Poi la sua mente, forse cercando di fuggire da una domanda che al momento non trovava risposta, la fece focalizzare su un altro particolare strano e assurdo tanto quanto il precedente.

... È mai possibile che sia stato questo legame, unito ai grandi poteri divinatori dell'onorevole nonna a farmi avere quella visione poco prima?
Non saprei darmi altra spiegazione...


No, mi spiace, i miei poteri sono ormai consumati come le mie stanche ossa e i miei stanchi muscoli.
Se il potere della Divinazione ha preso piede in questo modo, vuol dire che le tue doti sopite per qualche motivo hanno comunque reagito.
Non so perché tu non senta più la Forza dell'Essere scorrere in te, ma posso per lo meno provare a sondare il tuo "Io", se me lo concederai.


Avrebbe davvero voluto sapere? Se lo chiese, in un lungo istante di assoluto terrore e panico. Aveva improntato tutta la propria vita, il proprio carattere, il proprio modo di essere sulla convinzione di non possedere alcun potere divinatorio. Aveva rinunciato al fato che l'avrebbe attesa come prossima Capofamiglia, aveva rinunciato al suo mondo per abbracciarne uno totalmente nuovo e differente, dove aveva incontrato persone come lo zio o come lo stesso Hank.
Se avesse scoperto che invece in lei i poteri c'erano, il suo mondo sarebbe crollato? Come detto in precedenza, quello fu soltanto un attimo di esitazione, poi il desiderio di conoscere, di sapere la verità ebbe il sopravvento su tutto il resto. Acconsentì silenziosamente, dunque, avvicinandosi alla parente e lasciando che ella posasse la mano sulla propria fronte, mentre entrambe chiudevano gli occhi. Nessuna delle due fiatava, perché in quel caso c'era bisogno di molta concentrazione per sondare uno spirito. Quando però Hinako terminò, svelò finalmente quale arcano mistero avesse reso, per tutti quegli anni, la ex-Kurosawa priva dei propri poteri.

C'è qualcosa che frena la tua possibilità di sfruttare il naturale potenziale dei Kurosawa, nipote mia.

Quindi... Quindi io possiedo davvero i poteri?

Adesso ne sono completamente certa e temo che la risposta dietro questo blocco risieda dentro di te, nella tua mente, nella tua memoria.

... Che cosa significa?

Non mi spiegherei altrimenti come mai tu non stia ricordando i giorni più giovani, quando le tue doti si sviluppavano man mano e con ardore.
L'unico suggerimento che posso darti è cercare di scavare in qualche modo nei ricordi, ricercando la fonte che ha cancellato la tua consapevolezza.
Per far ciò, però, necessiti di un piccolo aiuto.
Non riuscirai nell'intento se i tuoi stessi poteri non ti aiuteranno a distruggere quella barriera, quindi posso per lo meno creare una piccola breccia.
Preparati dunque, perché da quando uscirai di qui, potrai renderti conto man mano di non essere più la stessa, non del tutto, almeno.


L'onorevole nonna intende... Liberare i miei poteri?

Stava accadendo tutto quanto così in fretta. Lo aveva sempre desiderato, aveva sempre voluto averli e sentirsi pienamente una Kurosawa, ma da quando aveva incontrato il Muscle, da quando aveva saputo la verità sulla propria madre sentiva che quel legame non fosse poi così importante, così bello da possedere.
Tuttavia lei si era sempre sentita incompleta, inutile, sentendo la mancanza di qualcosa che avrebbe dovuto appartenerle. E adesso Hinako le stava promettendo di darle una mano nel riottenere ciò che era sempre stato suo, che aveva sempre fatto parte di lei e del suo retaggio.
Deglutì, timorosa, poi di nuovo acconsentì al sottoporsi a quel rituale. Esso in fondo non l'avrebbe portata immediatamente a possedere i suoi poteri nella loro piena forza, ma sarebbe servito comunque scavare nella propria memoria, recuperando il momento in cui aveva deciso involontariamente di innalzare quella barriera fra sé stessa e le facoltà di Veggente.
Questo non l'avrebbe resa come sua madre. Non l'avrebbe resa come sua nonna, che aveva rinunciato a sé stessa per la tradizione di famiglia. Le avrebbe solo restituito ciò che le apparteneva, permettendole di diventare più forte e più in grado di proteggere anche lei le persone che amava.
Chiuse di nuovo gli occhi e questa volta sentì con prepotenza il continuo agire dell'anziana donna nel proprio spirito. Ella dava dei colpi forti, che scuotevano e facevano rabbrividire la Nonomiya. Il rituale durò meno di cinque minuti, ma furono comunque lunghi i secondi, nell'attesa che ella finisse. E quando la vedova di Gohan Amakura riuscì ad aprire quella piccola falla, Kirie poté sentire finalmente un filo di potere scorrerle dentro, a pieno regime, facendo materializzare quasi subito la riprova del successo del rituale. Una farfalla purpurea svolazzava intorno a lei, farfalla che prima non c'era e che, quando ella allungò il dito, ne venne attratta e si posò su di esso.

Dunque ora la vedi anche tu...

Sì... Una farfalla... color cremisi...

... È una farfalla... Cremisi... Hai detto?

Annuì, continuando a fissarla rapita, ma anche inquieta.

Non serve che ti spieghi cosa significhi.
Alle lezioni di Divinazione teoriche andavi più che bene.
Ma non essere precipitosa, scoprirai qualcosa in più solo dopo aver recuperato tutti i tuoi poteri.


Le farfalle cremisi rappresentavano gli spiriti dei morti. Un presagio forse infausto, pericoloso, che lasciava dentro tanto timore per il futuro. Forse era la sua natura di premonizione, forse una strana energia che la circondava, ma Kirie si sentiva attratta da quella farfalla pur essendo consapevole del suo significato. La piccola, comunque, sparì nell'aria come se nulla fosse, nel momento stesso in cui il campanello di casa suonò annunciando l'arrivo del Vice Sceriffo in casa Amakura.
Quel suono la riscosse dai suoi sogni ad occhi aperti, ricordandole di nuovo che avrebbe dovuto presto o tardi affrontare spinosi argomenti con il compagno. Ma almeno avrebbe potuto evitargli di essere oggetto di curiosità da parte di Hinako, in quanto l'anziana donna preferì non vederlo perché stanca ed indebolita dopo il rituale.

... Perdona la mia debolezza, Kirie, ma non posso riuscire a sostenere lo sguardo del tuo compagno per adesso.
Torna quando vuoi, in futuro, anche per aggiornarmi sugli accadimenti e gli sviluppi della tua vita.
Allora forse ce la farò, ma prima devo abituarmi all'idea, spero comprenderai.


Comprendo, onorevole nonna.
Riposati e riguardati: hai già fatto abbastanza per me...


Anche il timbro è molto simile...
Più ci penso e più non riesco a definire quanto sconfinato sia l'universo delle apparenti casualità...
... Ora va', raggiungilo e non temere, qualsiasi cosa dovrai affrontare sono certa che ce la farai.


Il sorriso che le rivolse l'anziana donna scaldò un poco l'animo spaventato della ex-Morimoto. L'aiutò ad alzarsi in piedi, stringendole con forza le mani mentre si inchinava, salutandola rispettosamente e fissandola con malcelato affetto che traspariva dagli occhi dolci e buoni.

Adesso capisco perché il mio caro Itsuki non ha avuto alcuna speranza!

Mi... Mi dispiace...

Sì, Kirie si scusò, arrossendo dall'imbarazzo e non immaginando che la nonna fosse a conoscenza dei sentimenti avuti dal nipote per lei. Ma in fondo avrebbe dovuto aspettarselo, considerando che ella possedeva da sempre il dono dei Kurosawa.

Buon rientro nipote mia.
Mandami spesso tue notizie.
La tua visita è stato il regalo più bello che potessi ricevere.


... Il mio è stato scoprire un po' di calore e affetto in questa nuova famiglia.
Spero d'ora in avanti di poterla definire mia.
A presto onorevole nonna.
Ti scriverò, è una promessa.


Non ci furono altre manifestazioni d'affetto, solamente quelle mani strette con calore e poi un inchino prima di richiudersi la porta alle spalle e andare via. Una volta raggiunto il Muscle, avrebbe fatto scivolare la mano nella sua, intrecciandone le dita e salutando Ester, la madre di Itsuki, declinando ogni invito a rimanere a cena. Si permise di parlare lei per entrambi, pur sapendo che forse al Vigilante avrebbe fatto piacere poter restare ancora un po'. Ma Kirie aveva un valido motivo per essere così scortese e l'uomo lo avrebbe scoperto presto, una volta tornati al sicuro nella sua casa a Fort Collins.

終わり
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