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Toronto

Messaggioda Sandyon » 04/01/2012, 23:27

Toronto è una città dell'estremo Sud-Est del Canada, capoluogo della provincia dell'Ontario e centro più popoloso del Canada con i suoi 4.203.281 abitanti (6.500.000 nell'area metropolitana). Motore economico del Canada, Toronto è, assieme a Montréal, la città del paese nordamericano più conosciuta nel mondo.

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Messaggioda Yamato » 24/01/2013, 18:05

) TORONTO - SOUND STADIUM - 00:17 - SABATO (

[yt]http://www.youtube.com/watch?v=YtDkOQJcvVY[/yt]

La voce del cantante di una delle tante band in concerto quella notte si faceva spazio tra le urla eccitate della folla.
Il "Sound Stadium" era senza dubbio una delle maggiori stazioni di musica dove i gruppi emergenti davano spettacolo della loro arte sperando che qualche manager di passaggio da quelle parti li notasse e proponesse loro un contratto di lavoro.
Tutti giovani determinati, come anche uomini di mezza età con una passione nata da poco, oppure boy/girl band intenti a voler rilanciare al pubblico quelle che erano le mode di un tempo.
I babbani avevano una maniera tutta loro per divertirsi e fare di ogni notte, lì a Toronto, una festa epica e ricca di birra e sesso.
La scintilla di fuoco percepita dal Capo Gilda Ignis proveniva proprio da lì, quella notte.
Una giovane fiammella accesasi da poco, attendeva di essere intercettata e alimentata abbastanza da capire se il suo potenziale naturale interno fosse ancora disponibile ad asservire la Gilda degli istinti primordiali e dell'energia incontrollata.
Solitamente per certe missioni non si muoveva mai il Capo e quella apparentemente figurava come una missione qualsiasi.
Vero era però, che in un contesto simile nessun altro Ignis avrebbe potuto trovare il modo di avvicinarsi tanto a lei da farla bruciare.
Yamato Kusanagi possedeva l'animo dello stratega e questo lo avrebbe dimostrato proprio in quel frangente: se era un artista, un musicista che ci voleva per esibirsi e avere l'accesso a quel luogo così affollato, allora lui si sarebbe presentato come tale e senza troppo sforzo.

Tocca a te fra poco, muso giallo!

L'individuo alto più o meno sul metro e novante e dalla stazza simile a quella di un camionista venne spiaccicato al muro di petto con il braccio rivolto verso la schiena, in ginocchio, con così tanta tensione che da un momento all'altro la spina dorsale avrebbe potuto cedere.
Il "muso giallo" assottigliò lo sguardo, premendo ulteriormente con il corpo, aumentando la tensione muscolare dell'inidividuo conducendolo sulla strada di un dolore a tratti insopportabile. Nessuno osò mettersi in mezzo alla faccenda, temendo di fare una fine analoga.

Va bene... Va bene ho capito... AAAHH!!

La presa sul tipo si allentò con molta calma, prolungando quegli attimi di dolore così tanto da farlo svenire a terra non appena libero.
Gli occhi del giapponese rimasero ancora qualche istante a fissarlo, prima di socchiudersi e seguire la traiettoria del corpo.
Si volse, camminando con calma in mezzo ad alcuni membri della grande folla, c'era un bel po' di agitazione quella notte, ma in fondo il Sabato era più che plausibile che l'animo fosse alle stelle.
Molte persone saltavano urlando, alzando le mani al cielo per applaudire il gruppo intento a farli scatenare, tra di loro, una fiamma di piccole dimensioni si dimenava, individuata senza troppi sforzi dal Sole, inconsapevole di tutto.
Uscito dal proprio camerino, il Capo si diresse tra i cumuli di persone in concomitanza con la conclusione del brano, muovendosi tra loro con un'elasticità così incredibile del corpo da non sfiorarli nemmeno, anche se la distanza tra loro non superava spesso il mezzo metro.
Giunto abbastanza vicino alla ragazza bionda che aveva da poco smesso di saltare, intenta a riprendere fiato più sorridente che mai, questa volta la urtò leggermente, di proposito, per attirare la sua attenzione, posando una mano sul suo braccio trasmettendole una fulminea scossa tenue di fuoco avvolgente.

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Mi perdoni...

Il ragazzo... l'uomo che aveva appena urtato Celine, era vestito con una giacca di pelle nera ed una maglietta a maniche lunghe bianca, attillata, dei pantaloni di cotone neri e ai piedi delle scarpe da corsa di nota marca babbana.
I capelli lunghi erano tenuti fermi da un laccio a formare una coda di cavallo e lo sguardo penetrante, sottile e scuro di lui, appena attraversato da un velo di sfumature color del miele, si intensificò maggiormente quando incontrò quello chiaro e limpido della francese scalmanata.
Le rivolse quello che somigliava vagamente ad un sorriso, tanto sapeva che si sarebbero reincontrati molto presto; poi, il corpo flessuoso tornò per la propria direzione, scomparendo con talmente tanta facilità tra la folla da sembrare come se per un attimo fosse stato solo un miraggio il loro incontro e quello scambio di sottili lamine di fuoco.
Raggiunta la metà, salì le scalette di metallo che portavano dietro le quinte, lì, la sua fida chitarra elettrica lo aspettava.
I componenti del suo gruppo erano chiaramente degli altri membri Ignis di ogni carica possibile; lo avevano atteso mentre si esercitavano sul ritmo e sulla musica che lo stesso Sole aveva scritto e composto per quell'occasione.

Sole, l'avete trovata?

Dubiti forse del mio settimo senso, Fiamma?

Oh no, assolutamente Sole, volevo solo sincerarmi della cosa, null'altro!

La sua energia è rarefatta, la ragazza non è più adolescente, ma possiamo risvegliarla, con impegno.

Ci riusciremo Sole, fidatevi di noi!

Io mi fido sempre della mia Famiglia... Preparatevi, dopo questo gruppo sarà il nostro turno!

Tutti e quattro i membri convocati per realizzare il piano annuirono all'istante, con un sorriso speranzoso e sincero.
C'era uno spagnolo, un norvegese, un coreano e un indiano, tutti di nazioni diversi, uniti in una sola grande famiglia dal sacro Fuoco.
Yamato anziché accordare la chitarra o fare qualche esercizio di respirazione, conscio della sua capacità in quel campo preferì invece mettersi seduto e oscurare la propria vista, entrando in una solenne e profonda meditazione.
Tutto il frastuono non molto lontano non sembrava scalfire i suoi nervi, abituato ai rumori assordanti delle grandi cascate in mezzo alle giungle più desolate e selvagge.
Sotto la giacca di pelle, la fondina di cuoio nero portava la fida bacchetta magica, in caso si qualunque problema fosse potuto sorgere.
Non voleva sbagliare, non voleva doversi ripetere, il tempo era troppo prezioso per essere sprecato.
Se per condurla il prima possibile verso di loro il Sole avesse dovuto dar sfogo a tutto il suo potere ardente, allora l'avrebbe fatto, inducendo all'esplosione totale lo spirito della ragazza così tanto da non farle nemmeno più comprendere cosa fosse minimamente il concetto di freddo.

Kyōryokuna hi
Kare no tamashī ni eiyō o ataeru
Kare no kankaku o kanetsu Ketsueki o jōka shi
Kare no moeru yōna seishin de sutanpu o tazuneru to
Sore ni fukuma reru enerugī o hōshutsu!


[Potente fuoco
Alimenta la sua anima
Surriscalda i suoi sensi
Purifica il suo sangue
Poni un timbro fiammeggiante nel suo spirito
E libera l'energia che contiene!]
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Messaggioda Celine » 24/01/2013, 22:06

[Sabato - Sound Stadium - ore 00.20]


Waaaaaaaaaa!!!!
Siete fantastici, grandiiiiii!!!


No, decisamente non si poteva dire che la francese si stesse comportando col contegno che normalmente si richiedeva, perlomeno sul luogo di lavoro, ad una Diplomatica come lei: ma per fortuna quella sera non era a lavoro, anzi, l'esatto contrario; quella sera non era la celebre Celine Sauvage, Diplomatica di fama internazionale, ma solo la scalmanata Celine che si voleva divertire a ritmo di musica, saltando, urlando ed ovviamente bevendo birra e qualsiasi altra cosa alcolica ci fosse a portata di mano.

Sono stati pazzeschi, cazzo!
Vero che lo sono stati?


Domandò alla coppia di sconosciuti accanto a sé, un ragazzo ed una ragazza di poco più giovani di lei, che annuirono in modo un po' scoordinato probabilmente a causa dell'alcol: una cosa che a Celine non sarebbe mai potuta succedere, non con tutto l'alcol che ingurgitava ogni singolo giorno da quando era maggiorenne... anzi, da molto prima.
Non che fosse un'alcolista, intendiamoci... semplicemente le piacevano i liquori forti, che bruciavano in gola, e il suo stomaco si era abituato a reggerli ormai da diverso tempo.
Mentre se ne stava lì, in attesa del gruppo successivo, si guardò un po' intorno con aria incuriosita: non che pensasse d'incrociare qualcuno che conosceva, intendiamoci, ma solo per capire che tipo di persone girassero da quelle parti; per la maggior parte babbani comunque, ma se c'era una cosa che a Celine non dava fastidio era proprio il doversi cammuffare a volte coi non-maghi per godersi alcuni aspetti della vita babbana che quella magica non presentava.
E si stava proprio guardando intorno, sorridente ed un po' stravolta per via del saltellare continuo, quando sentì qualcuno urtarla leggermente: un contatto che fece esplodere qualcosa nel suo animo, una sorta di bomba infuocata che la portò ad avere caldo, molto caldo, tutto d'un colpo; si volse di scatto verso colui contro cui si era scontrata, incrociando per un momento il suo sguardo.

Porca Morgana, che pezzo di...

Mi perdoni...

Non disse niente, Celine, per un momento totalmente incapace di replicare qualcosa; rimase lì, a fissarlo mentre scompariva tra la folla con una fluidità impressionante, lasciandola sola e in qualche modo confusa, stranita.


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Ma... chi era quello?

Si domandò a bassa voce la francese, spostando la mano dai capelli al cuore lentamente, come se non fosse sicura di avere il controllo totale del suo corpo: un corpo che ora pulsava, dalla radice dei capelli alla punta dei piedi, pulsava di un fuoco rosso, vivo.
Ci mise diversi istanti per riprendersi, istanti dopo i quali si ritrovò a scuotere il capo con forza, come a voler recuperare il contatto con la realtà: sospirò, muovendo il capo ancora un paio di volte prima di voltarsi verso il palco ed osservare chi fosse l'artista successivo; ci sarebbe stato tempo per ripensare a quanto era successo, era lì e voleva godersi la sua serata libera, per la miseria!

Spoiler:
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Messaggioda Yamato » 30/01/2013, 0:16

[tahoma]Con quale diritto cambiare le sorti e il destino di una persona?
Con quale potere prendere parte del suo cuore e spingerlo a bruciare secondo una volontà non propria?
Con quale titolo condurre una ragazza a rimanere senza fiato straziata da sensazioni contrastanti ed equivocabili?
Il Diritto, il Potere e il Titolo di Ignis Elios, naturalmente.
Non era lì per divertirsi, non era lì per tentare l'approccio con una persona soltanto per puro piacere personale, era lì perché l'aveva ordinato una forza maggiore, più grande e maestosa sia della volontà che della umanità: la Natura.
Il Conflux aveva scelto proprio lei per presenziare come Ignis di fronte ai grandi quesiti del mondo e niente e nessuno avrebbero fermato Yamato Kusanagi, il Sole, dal compiere il volere dell'Equilibrio supremo.
La linea visiva solcava le curve della chitarra elettrica posseduta ed ingaggiata per l'esibizione, e allo stesso modo la fantasia dell'uomo ricordava le curve del corpo della bionda francese che aveva incontrato poco prima, assottigliando lo sguardo quel tanto per richiamare alla memoria ogni dettaglio, dallo smalto scuro sulle dita delle mani al generoso spettacolo offerto dalla scollatura della maglia alla profondità delle iridi chiare che talmente si avvicinavano al ghiaccio e al cielo da non sembrare nemmeno quelle di una Ignis, bensì forse di un'Acuan.
Il dito indice della mancina sfiorò lentamente una delle corde che emise un suono dolce e gracchiante allo stesso tempo, era il suono della magi elettricità che era infusa nello strumento.
Non se ne sarebbe accorto nessuno. In quel periodo ormai la tecnologia babbana aveva fatto grandi passi avanti e spesso molte chitarre utilizzavano una connessione priva di fili per attaccarsi agli amplificatori distanti.

Sole...

Si, lo so, è il nostro turno.
Andiamo!


Tutta la squadra musicista annuì all'unisono, cominciando a raccogliere i loro strumenti preparandosi all'esibizione.
Yamato sapeva già cosa sarebbe avvenuto, nei minimi dettagli, escludendo pochi elementi di sorpresa o non contemplati.
Avrebbe cantato una canzone, un brano scritto appositamente da lui durante i suoi tempi come incendio.
Tale brano era carico di emozione e ricco di vita, di sentimento, di fuoco ed ardore.
Con quelle parole, con quelle note e con quei versi, il Sole avrebbe lentamente alimentato le fiamme nel cuore di Celine Sauvage, accompagnando il crescere del falò con il crescere del pathos musicale.
Non era di sicuro un'impresa semplice, con tutto quel mucchio di gente e per di più ad una distanza di forze dieci o quindici metri, ma non per nulla lui era l'uomo che teneva in mano le redini della tribù fuoco-elettrica.
Camminarono fino al palco, mostrandosi al pubblico che senza esitazione acclamò con un bell'applauso.
A molti di loro non interessava poi tanto sapere chi fossero o cosa dovessero suonare, bastava che facessero vibrare qualche ritmo nell'aria, per andare seguendo il movimento dell'alcol in corpo.
A giudicare dal fuoco e dalle lingue fiammeggianti che aveva percepito in Celine, Yamato comprese che forse lei si trovava alla quarta o quinta birra da 0,4. Sembrava molto lucida, dunque reggeva benissimo la gradazione alcolica nei liquidi.
Sbuffò, con un sorriso stronzo e un modo di fare estremamente sicuro di se, lanciando quell'ultima occhiata alla Bionda Venere Selvaggia, per poi spostare immediatamente l'attenzione altrove, così da lasciarle il dubbio se davvero avesse voluto guardare lei appositamente oppure no.
Le luci presero ad abbassarsi e l'atmosfera iniziò a cambiare radicalmente.
Si leccò le labbra, tutti erano carichi e pronti ad iniziare, si, era decisamente giunto il momento di fare musica ardente.


Fiamma che bruci e conduci all'inferno,
Regalale un istante di pura follia,
Come una fiaba che echeggia dall'averno,
Un calore insaziabile che scatena magia.
Il Sole riscalda le fibre del corpo,
Per rendere omaggio alla perfezione,
Come una freccia scoccata da un arco,
Marchia col fulmine questa benedizione!


[yt]http://www.youtube.com/watch?v=XiRKD_1S4e0[/yt]

Itsu made mo shinjiteitai
(Voglio avere sempre fiducia... )

Saigo made omoitsudzuketai
(Voglio ricordarti fino alla fine...)

Jibun wa ikiru imi ga aru hazu to
(Solo così la mia vita solitaria avrà un significato...)

Sameta me de waraikaketeru
(Sorridenti ma con uno sguardo gelido)

Tamashii wo okasareta yatsu
(Anime provate da tante sofferenze­)

Namida wo nagasu itami wa aru no kai?
(Sono più capaci di esprimere la sofferenza con le lacrime?)


La chitarra iniziò a procedere su un ritmo spedito e la batteria andava con il suo tempo migliore.
Celine poteva già iniziare a percepire le braccia, le gambe, la mente, essere alleggeriti di un peso che nemmeno credeva di possedere.
Come se adesso si trovasse sulla Luna, intenta a seguire un concerto con la metà della normale gravità presente sul celeste suo pianeta.
La voce dell'uomo, del Sole, si propagava non solo a lei ma anche negli animi delle altre persone che raccolte in un coro di acclamazione si univano al calore che emanava il team musicale in esibizione.
Non molti avrebbero potuto comprendere il significato delle parole dette da Yamato, essendo pronunciate nella sua lingua mare, ma la magia ardeva così tanto nell'aria che a nessuno sembrare interessare troppo la cosa.

Iitai koto mo ienai konna yo no naka ja
(In una mondo dove non sappiamo dire nemmeno cosa sta nel nostro cuore...)

POISON

Ore wa ore wo damasu koto naku ikiteyuku
(Non rinnegherò i miei sogni e cercherò di vivere la mia vita.)

OH OH

Massugu mukiau ima ni
(Ma a volte anche un uomo si volta e guardare la realtà)

Hokori wo motsu tame ni
(...e deve prendere a due mani il proprio orgoglio!)

Tatakau koto mo hitsuyouna no sa
(Ci sono volte in cui si deve essere pronti a combattere!)


La canzone proseguiva senza interruzioni, anzi, le persone sembravano gradire ed apprezzare parecchio lo spettacolo.
Yamato però, era interessato particolarmente, anzi, unicamente ad una ragazza in mezzo alla folla, la quale giunti a quel punto della musica doveva trovarsi letteralmente in fiamme in ogni parte del corpo, dalla testa alla punta dei piedi.
L'uomo intendeva trasportarla con se nel suo mondo di fiamme e passione, di istinto e potere implacabile, per questo all'interno dell'esibizione ben più di una volta lanciò delle scariche di calore ed elettricità per tutta la pelle e il cuore di Celine, per metterla alla prova, per capire quanto si trovasse a suo agio con l'elemento che già da molto l'aveva scelta ma ancora non aveva avuto occasione e modo di manifestarsi adeguatamente.
Quella parte di concerto andò avanti ancora per un bel po', fino a quando lentamente la chitarra elettrica non iniziò a sfumare gli effetti musicali e la batteria cessò pian piano di dare il ritmo.
Al termine di quella prova, non ci fu una sola persona che non applaudì la grande capacità dei musicisti come sopratutto del cantante, il quale, facendo un profondo inchino verso tutti, congedò di seguito tutta la sua squadra dando infine un'ultima informazione al presentatore dei gruppi.
L'uomo annuì e a sua volta contattò uno dei ragazzi che dietro le quinte si occupavano del settore organizzativo, consegnandogli un biglietto che ben presto sarebbe dovuto giungere proprio alle mani della ragazza francese ancora intenta a subire dentro di se i tumulti delle fiamme in agitazione.

"Pass Speciale per il Dietro le Quinte.
Ingresso singolo."


Non appena ella avesse letto quel biglietto, lentamente davanti ai suoi occhi, con sua somma incredulità, probabilmente, si sarebbe andato a formare un percorso magico fatto di fuoco, ricordante tanto una strada, una direzione ed un percorso da seguire.
Tale percorso l'avrebbe condotta fino alla porta del camerino privato di Yamato Kusanagi.
Particolare informazione che la ragazza di certo non avrebbe potuto né intuire né sapere, fu che la maniglia dell'ingresso al camerino in realtà si trattava di una passaporta, creata appositamente per condurre la giovane fino ad un altro luogo, con esattezza, un tempio shintoista del cuore dello splendido, soleggiato, primaverile Giappone.

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Questo tempio era avvolto da un'aura di serenità incredibile.
Grandi alberi di nota origine orientale popolavano il ricco panorama di verde intorno alla costruzione nipponica, ed un laghetto placido con qualche ninfea e qualche rana saltatrice adornava con la freschezza delle sue acque tutto il paesaggio immerso nel silenzio e nella perfetta sacralità.
Le porte del tempio erano socchiuse e conducevano fino alla sala cerimoniale composta da pavimentazione in tatami, aroma di incenso al fior di loto e muschio bianco e lampade da soffitto in carta da zucchero finemente lavorate e decorate dei disegni di tutti gli animali dello zodiaco giapponese.
Al centro di questa stanza poi, si trovava in piedi una persona, vestita con un abito di antica lavorazione giapponese.
Una persona il quale aspetto e viso non potevano essere equivocati con altri.
Egli era lo stesso musicista visto poco prima al concerto, egli era proprio Yamato Kusanagi, peccato che Celine ancora non conosceva il suo nome...

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Il mio nome... E' Yamato Kusanagi.

... Fino a quel momento.[/tahoma]


Spoiler:
[tahoma]LA LOCATION DI GIOCO SI SPOSTA IN GIAPPONE: NAHA[/tahoma]
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Messaggioda Tristan » 09/10/2014, 0:26

09 Gennaio 2109
Palestra Magica "Avalon"
Ore 12:12


"Comunicazione di rinvio riunione esecutiva.

Si comunica ai Profiler Francis Prescott, Chelsea McFly e Tristan Remingford, che la riunione fissata in data 09/01/2109 per le ore 11:30 presso il Quartier Generale dei Sicari del Ministero Inglese è stata rinviata per motivi di salute del responsabile della divisione delle indagini.
Per scusarsi con lor signori del disagio e del poco preavviso della comunicazione, il dottor Hugo Zendikar concede mezza giornata di permesso speciale, riservandosi di organizzare un nuovo incontro entro i prossimi trenta giorni a partire da domani 10/01 c.a.

In fede

La Segreteria Ministeriale"


Ma bravi, e secondo loro basta e avanza un permesso di metà giornata?
Ho dovuto catalogare non so quanti fascicoli in tempo, ci ho perso almeno tre settimane... Ma fatemi il piacere.
Beh, se non altro posso approfittarne per andarla a trovare, secondo me le prenderà un infarto.


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Vestito di tutto punto, come quando doveva andare ad una riunione d'ufficio, Tristan Remingford vagava tranquillamente per le via di Toronto con le mani in tasca, alla ricerca della palestra frequentata dalla sua fidanzata: Hope Darling.
Stavano insieme da circa due mesi, ma non avevano avuto moltissimo tempo per incontrarsi e stare a contatto. Strano che due persone intente a reputarsi fidanzati si fossero visti appena cinque o sei volte dal loro primo incontro, ma se si andava a contare il lavoro dell'uno e dell'altra, le feste natalizie e gli imprevisti, tutto tornava molto più semplicemente. Proprio in virtù di quelle poco possibilità di incontro, quella mattina il ragazzo si trovava in Canada, con l'intento di rubare agli allenamenti la timida giovane e farle anche una bella sorpresa, volendo anche dimostrare a tutti i compagni di lei che davvero si era trovata una fidanzato, visto che a detta sua alcuni ancora facevano fatica a crederci e ogni tanto le proponevano ancora di fare qualcosa insieme quando gli tirava un po' troppo l'uccello. Giunto in prossimità dell'indirizzo ricercato, Tristan allungò lo sguardo scorgendo l'insegna grande della palestra, riconoscendola subito in mezzo ad un negozio di alimentari ed un sexy shop.

Perché una casualità del genere riferita alla mia ragazza non mi stupisce troppo?
Tsk, c'è quasi da non crederci...


Si fece una piccola risata scuotendo il capo, per poi avanzare fino alla porta della struttura ed aprirla, inebriandosi del profumo interno.
Sudore, cuoio, legno di bacchetta e fumo di magie: anche nella sua palestra si respirava un'aria simile e la adorava, oh sì, da sempre.
Diversi ring sparsi qua e là, sacconi da boxe e attrezzi per l'allenamento fisico, personal trainer intenti a dare consigli e macchinette distributrici di bevande energetiche di ogni tipologia, tranne quella preferita dalla sua Hope, ovviamente. Adesso tutto stava a trovarla in mezzo a tutto quel gruppo di persone, anche perché non era propriamente piccolo lì dentro, anzi, era esattamente come lei glielo aveva illustrato: gigantesco e vasto, adatto all'esigenza di ogni duellante, da quello che si avvicinava adesso al mondo dell'agonismo, fino ad arrivare ai veri e propri professionisti del settore. Di tanto in tanto qualcuno si girava a fissarlo, visto che non aveva non abbigliamento esattamente consono all'ambiente, ma lui faceva finta di nulla e proseguiva, sapendo benissimo in realtà di essere uno della "scuderia" e non un semplice visitatore.
Ad un tratto, le orecchie del ragazzo captarono dei segnali inequivocabili che lo spinsero a cambiare direzione di rotta. Delle voci maschili piuttosto insistenti si rivolgevano ad una giovane, in un angolo abbastanza appartato della palestra, due voci per la precisione.

E dai su, ci spieghi che ti costa?
Mica lo verrà a sapere, sta dall'altra parte del mondo!


Carl ha ragione, prima ci davamo sempre un "aiuto" a vicenda e adesso non più?
Non sta mica bene, noi ci contavamo...


Senza contare che il fidanzatino ce l'hai da pochissimo, mica siete sposati!

Giusto, anzi, giustissimo!
Non ti stuzzica più l'idea di noi tre insieme?
Per niente per niente?


Coff coff...

Entrambi i due ragazzi si voltarono e rivolsero i loro sguardi a Tristan.

E tu chi saresti?

Se vuoi proporre qualcosa ad Hope devi metterti in fila!

Mah, veramente... Io sarei il fidanzatino che sta dall'altra parte del Mondo, stronzi.

I due duellanti, strabuzzando gli occhi, passarono velocemente lo sguardo da lui alla Darling, interdetti.

Ma... Ma allora, tu sei... Lui è...

E' vero Hope, è questo tizio il tuo fidanzato?
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Messaggioda Hope » 09/10/2014, 15:10

∆ 09.01.2109 ¬ 12.11 ¬ Palestra Magica "Avalon" ∆


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[…] … e adesso lui non vuole più venire a letto con me!

Mi… mi d-dispiace, m-ma non è c-colpa mia…

Certo che lo è!
Dovevi proprio concederti anche a lui, non ti bastavano gli altri?!


M-ma è successo m-mesi fa, e-e…

Sei proprio una sgualdrina, non rivolgermi mai più la parola!


La giornata non era iniziata affatto bene per Hope Darling, quella mattina d'inizio Gennaio: aveva litigato con un'altra Duellante che conosceva da tempo, e tutto perché mesi prima aveva accettato di andare a letto con un ragazzo che, l'aveva scoperto dopo, piaceva anche all'altra; ma come poteva immaginare che il ragazzo in questione, avendo "provato" Hope, dopo aver fatto il confronto con la bionda avesse deciso che non era all'altezza? Non l'aveva mica fatto apposta!
Senza considerare che, da quando era diventata la ragazza di Tristan, non aveva più fatto nulla con nessuno che non fosse lui, anche se si vedevano una volta ogni due/tre settimane circa -e questo per lei significava dover ricorrere al "fai-da-te" anche cinque o sei volte al giorno- e le tentazioni non mancassero mai… si stava comportando come una brava fidanzata, eppure molti continuavano a considerarla una poco di buono, non era giusto!
Figurarsi che c'era persino chi era convinto che questo fantomatico fidanzato nemmeno esistesse, e che fosse stato inventato dalla Darling semplicemente per darsi un tono e smetterla di farsi considerare una sgualdrina di bassa categoria, assurdo!
Nonostante la batosta, giunta appena aveva messo piede alla palestra, intorno alle 10.30, Hope aveva cercato di concentrarsi sull'allenamento, riscaldandosi prima per bene e poi passando ai suoi soliti esercizi: non appena si era fermata a riprendere un po' di fiato però, e a bere finalmente dell'acqua -non era buona quanto la sua bevanda preferita, ma faceva comunque il suo dovere- era stata per così dire "braccata" da un paio di duellanti ed amici di letto della ragazza quando era ancora single, e che nonostante fossero consapevoli del suo impegno con un altro uomo, non avevano perso la speranza di potersi divertire nuovamente con lei.

E dai su, ci spieghi che ti costa?
Mica lo verrà a sapere, sta dall'altra parte del mondo!


Carl ha ragione, prima ci davamo sempre un "aiuto" a vicenda e adesso non più?
Non sta mica bene, noi ci contavamo…


Sì, i-io lo capisco, p-però ora n-non posso p-più f-fare certe c-cose…

Senza contare che il fidanzatino ce l'hai da pochissimo, mica siete sposati!

Giusto, anzi, giustissimo!
Non ti stuzzica più l'idea di noi tre insieme?
Per niente per niente?


Non potevano nemmeno immaginare il dolore fisico che Hope stava provando in quel momento, un dolore che ovviamente si concentrava in mezzo alle gambe e le faceva storcere il naso: certo che aveva voglia, lei aveva sempre voglia… ma aveva voglia del suo ragazzo, e non di farlo con altri a sua insaputa -se le avesse dato il permesso la cosa sarebbe stata ben diversa, ma non era quello il caso; stare lontani, però, impossibilitati a passare insieme tutto il tempo e costretti anzi a far trascorrere così tanti giorni tra un'uscita e l'altra, era qualcosa che le faceva male mentalmente, fisicamente e sentimentalmente, e che la rendeva ancora più debole di fronte a quegli attacchi a cui lei doveva e voleva resistere.

R-Ragazzi, per f-favore…

Coff coff…

Hope alzò gli occhi, e quello che vide… la lasciò senza fiato.

T-Tristan? - domandò con un filo di voce, pensando per un secondo di aver avuto un'allucinazione perché lui non poteva essere lì, aveva un lavoro da svolgere e di sicuro non pensava si sarebbe mai preso del tempo libero solo per andarla a trovare!

E tu chi saresti?

Se vuoi proporre qualcosa ad Hope devi metterti in fila!

Mah, veramente... Io sarei il fidanzatino che sta dall'altra parte del Mondo, stronzi.

Era perfetto, così elegante e preciso, uno spettacolo per gli occhi -e fonte di umidità nelle mutandine- mentre lei era… sudata, sporca, con indosso un paio di pantaloni della tuta, scarpe da ginnastica ed una canottiera, ed i capelli lunghi legati in un'alta e morbida coda di cavallo.
Dire che si sentiva più inadeguata del solito, in quel momento, era un vero eufemismo.

Ma... Ma allora, tu sei... Lui è...

E' vero Hope, è questo tizio il tuo fidanzato?

Se lo stava chiedendo anche lei, in quel momento: davvero quel ragazzo così bello era il fidanzato di una persona tanto insignificante?

S-Sì… lui è Tristan, i-il mio… r-ragazzo…

Già, per qualche strano motivo la fortuna aveva premiato la Darling mettendole accanto un esemplare di maschio del genere, anche se più passava il tempo e più alla ragazza veniva da chiedersi quanto la bella favola sarebbe durata.

C-Ciao… - salutò dunque Tristan con un lieve sorriso, un'espressione sul viso a metà tra l'imbarazzato, il sorpreso, ed il felice - C-Come mai s-sei qui? - chiaro che fosse piuttosto imbarazzata con gli altri due ragazzi ancora presenti.
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Messaggioda Tristan » 09/10/2014, 17:13

T-Tristan?

Perse qualche secondo per guardare negli occhi la fidanzata, ammirandola in tenuta da allenamento.
Composto e calmo, mostrò comunque di essere abbastanza infastidito dal comportamento dei due ragazzi che stavano importunando la Canadese, tanto da fulminarli con gli occhi oltre ad insultarli, lasciando che lei si preoccupasse di confermare la sua identità.

S-Sì… lui è Tristan, i-il mio… r-ragazzo…

Allora era vero, ammetto che pensavamo fosse una balla!

E perché?
Che motivo aveva di sparare cazzate, sentiamo?!


Beh, di solito i ragazzi fanno a meno di stare con lei perché...

Perché le piace il sesso?

Beh, "piacere" è decisamente riduttivo!

Avete fatto sempre male a non darle una possibilità di dimostrarsi fedele.
Posso mettere la mano sul fuoco che non avete più ricevuto nulla da lei da un paio di mesi, dico bene?


Sì, in effetti...

E secondo voi perché?!

Carl e Vincent, i due ex amici di letto soliti di Hope, si guardarono piuttosto interrogativi e a disagio. In quel senso, Tristan aveva ragione, la duellante non aveva più concesso loro nemmeno un lavoro di bocca o di mano da quando si era messa insieme al Profiler, quindi che cosa voleva dire? Molto semplice, che sapeva trattenersi, magari a fatica, magari chiedendo per lo meno di vedersi il più possibile, ma senza mai tradire.

C-Ciao…

Ehi, ciao... - cambiò subito tono, con lei più morbido e dolce - Sorpresa.

C-Come mai s-sei qui?

Mi hanno rimandato una riunione in ufficio e quindi ho pensato di fare un salto a vedere come te la cavavi!
... Restate pure qui, mi raccomando, se volete godervi lo spettacolo...


Insofferente verso quei due che ancora stavano lì vicino a commentare e rompere le scatole, Tristan si avvicinò alla fidanzata e, afferrandole saldamente per i fianchi, la tirò verso di sé per darle all'istante un bacio umido e caldo, con tanto di lingua, così da sancire una volta per tutte all'intera palestra che Hope di sicuro non aveva detto bugie fino a quel momento. Assaporò la saliva della duellante con gusto e passione, estraniandosi dal mondo assieme a lei per diversi secondi, quelli necessari affinché la coppia di ex sfoghi sessuali della Darling si allontanasse comprendendo finalmente di essere un pochino di troppo. Inutile dire che molti si voltarono a fissare la ragazza.

Questa tuta ti dona... Mette in risalto tutta la tua ottima forma fisica, sei un incanto.

Le rivolse una piccola carezza sulla guancia, fregandosene che fosse sudata, concentrandosi solo su quanto fosse contento di essere lì.

Ah cavolo, a proposito, ecco, tieni, questo è per te...

Immagine


Dalla valigetta ventiquattrore di cuoio marrone in abbinato alla giacca, Tristan estrasse una confezione a forma di cuore di cioccolatini italiani, sperando che ella gradisse il bel pensiero. Il fratello Edward, fin da quando il ragazzo era molto giovane, gli aveva insegnato delle piccole regole di galateo, buon costume e comportamento con le femmine, spiegandogli tutti i gesti più romantici e premurosi in grado di far sentire speciale qualsiasi ragazza, quindi in un certo senso doveva moltissimo al maggiore per quelle dritte che, già negli anni passati, lo avevano aiutato tanto.
Si fece accompagnare da Hope in un punto più isolato della palestra, quello che lei preferiva, per poi riprendere la conversazione.

E' una palestra davvero spaziosa, proprio come me l'avevi descritta!
... Beh? Non sei felice di vedermi?
Mi sei mancata da morire in queste due settimane...
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Tristan
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Messaggioda Hope » 09/10/2014, 19:40

Allora era vero, ammetto che pensavamo fosse una balla!

E perché?
Che motivo aveva di sparare cazzate, sentiamo?!


Beh, di solito i ragazzi fanno a meno di stare con lei perché…

Perché le piace il sesso?

Beh, "piacere" è decisamente riduttivo!

Avete fatto sempre male a non darle una possibilità di dimostrarsi fedele.
Posso mettere la mano sul fuoco che non avete più ricevuto nulla da lei da un paio di mesi, dico bene?


Sì, in effetti…

E secondo voi perché?!

Hope, dal canto suo, volse il viso verso la propria destra e si mise a guardare un punto indefinito in quella direzione, palesemente a disagio: non che pensasse ci fosse qualcosa di male nell'essere un'amante del sesso -altrimenti avrebbe cercato di nasconderlo il più possibile, evitando di andare a letto con persone che incontrava più o meno tutti i giorni come i colleghi Duellanti- ma sentir parlare di se stessa in quel modo la stava mettendo in imbarazzo, la stava davvero facendo sentire per la prima volta una sgualdrina.
Da un lato apprezzava ed amava il fatto che Tristan stesse difendendo il suo onore sottolineando come gli fosse fedele da quando stavano insieme, dall'altro si sentiva come… sporca, proprio perché c'era bisogno di porvi l'accento: ad una ragazza normale, nella sua stessa situazione, avrebbero creduto non appena avesse detto di essere fidanzata, mentre con lei era stato diverso; a lei non avevano creduto, delle sue parole avevano dubitato perché, sostanzialmente, era una ragazza facile a cui piaceva scopare, e lo sapevano tutti.
Allora perché il Remingford stava con lei, con una persona che aveva quel tipo di reputazione?

Mi hanno rimandato una riunione in ufficio e quindi ho pensato di fare un salto a vedere come te la cavavi!

E di nuovo, se da una parte era felice che il suo primo pensiero, quando aveva scoperto di essere libero, fosse stato andare da lei, dall'altra non avrebbe mai, mai voluto che sentisse i due ragazzi parlarle in quel modo, e ammettere di aver messo in dubbio le sue parole riguardo all'impegno col Duellante e Profiler del Ministero.

... Restate pure qui, mi raccomando, se volete godervi lo spettacolo…

Non poté in alcun modo evitare quel bacio, né lo voleva: aveva atteso così tanto, e finalmente la sua bocca poteva riassaporare quella di lui… e tuttavia non corrispose con la stessa intensità di sempre. Era sudata, era sporca, era… una troia, per dire le cose come stavano mettendo da parte la finezza.
Chiuse gli occhi comunque, sentendo la propria intimità cominciare a pulsare fastidiosamente durante quel bacio nel quale rimase piuttosto rigida, non volendo abbracciarlo e sporcarlo col proprio sudore; e quando si staccarono, ovviamente, un sacco di maschi e di femmine presenti si voltarono a fissarli.
I maschi perché, probabilmente, stavano prendendo coscienza che la Darling aveva detto il vero sull'essere fidanzata, e le femmine… Hope era sicura di sapere perfettamente cosa si stessero chiedendo: perché lei?

Già, perché io?

Inutile dire che quella stessa domanda se la stesse ponendo anche lei.

Questa tuta ti dona... Mette in risalto tutta la tua ottima forma fisica, sei un incanto.

Come poteva dirle una cosa del genere?
E soprattutto, come avrebbe mai fatto lei a credergli?

Ah cavolo, a proposito, ecco, tieni, questo è per te…

Ah… g-grazie… - mormorò la ragazza quando Tristan le mise in mano una scatola a forma di cuore di cioccolatini italiani dall'aspetto golosissimo - Mi… mi piacciono m-molto i cioccolatini.

Ovvio, non era cibo sano, quindi le piaceva in modo quasi automatico.
Piuttosto che rimanere lì fermi, comunque, Hope preferì spostarsi col Duellante, uscendo dalla sala dove si stava allenando per raggiungere una zona di passaggio che dava su un gazebo chiuso e riscaldato con poltroncine e divanetti: al momento non c'era nessuno, lì, e le sembrò il posto ideale dove sedersi.

E' una palestra davvero spaziosa, proprio come me l'avevi descritta!

S-Sì, è molto grande… - convenne Hope, rigirandosi la scatola di cioccolatini tra le mani.

... Beh? Non sei felice di vedermi?
Mi sei mancata da morire in queste due settimane…


Anche tu m-mi sei m-mancato… - mormorò la Darling, abbassando lo sguardo verso il pavimento con un'espressione imbarazzata, triste e quasi malinconica: ma come avrebbe mai potuto spiegargli quello che le stava passando per la testa, quando in parte non riusciva a spiegarlo nemmeno a se stessa? - Non mi s-sarei mai a-aspettata una sorpresa d-del genere… - balbettava, sì, come quando si erano conosciuti… peccato che in teoria, ormai, con lui aveva imparato a non farlo più.

Hai… hai fame?
C'è un o-ottimo bar qui, f-fanno dei panini b-buonissimi… p-possiamo pranzare i-insieme…
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Messaggioda Tristan » 10/10/2014, 0:00

Fin da quando si erano incontrati quella mattina, Hope gli era apparsa molto diversa rispetto al normale.
Per intendersi, il normale solito di quando stavano a contatto loro due senza nessun altro, non certo quando lei stava in compagnia.
La ragazza aveva smesso di balbettare con lui fin dalla prima volta che avevano fatto del sesso super nella camera d'albergo in Cina.
Ora invece, continuava ad essere incerta nel parlare ed anche nel muoversi come se si fossero appena conosciuti: piuttosto strano, troppo strano.
Tristan attese che fossero completamente in intimità per iniziare a fissarle i movimenti del viso, delle dita delle mani, degli occhi, attuando una politica leggermente scorretta ma in lui innata e difficile da scorporare dalla vita di tutti i giorni: il "profiling".
Quando si erano baciati, l'aveva sentita distaccata, come se temesse di sporcarlo o di infastidirlo con l'odore del proprio corpo, ed infatti il trasporto stesso in quell'atto era stato molto più blando rispetto a quando gli saltava addosso nei weekend di libertà. Più la osservava rigirarsi i cioccolatini tra le mani e più inarcava il sopracciglio, provando in tutti i modi ad incontrare i suoi occhi di tanto in tanto.

Anche tu m-mi sei m-mancato…

Fammi indovinare: non ti saresti mai aspettata...

Non mi s-sarei mai a-aspettata una sorpresa d-del genere…

Appunto.
E adesso cambio di discorso repentino per insabbiare la situazione attuale...


Hai… hai fame?
C'è un o-ottimo bar qui, f-fanno dei panini b-buonissimi… p-possiamo pranzare i-insieme…


Sia ringraziata la Trama per il mio lavoro, sempre che ci abbia preso sul serio.

Fece in modo di esserle perfettamente accanto, questo per annullare totalmente la distanza tra loro, infastidito dal continuo tentativo di lei non stargli troppo a contatto. Una volta fatto ciò, prese con delicatezza la scatola di cioccolatini dalle sue mani e la posò vicino a lei, dall'altra parte, così che non le desse fastidio o intralciasse i loro movimenti. A quel punto, decise di baciarla di nuovo, questa volta con maggiore dolcezza, con un trasporto più romantico che passionale, carezzandole la guancia, prendendole la mano con la propria e stringendola, da vera coppietta.
Inspirò profondamente, sentendo il suo profumo, sì perché per quanto avesse sudato era una ragazza pulita quindi l'odore del deodorante e del bagnoschiuma rimaneva su di lei per diverso tempo non facendola mai male odorare, sorridendo appena con complicità, godendosi il momento, beandosi di quei minuti che stavano trascorrendo insieme fuori programma, regalati dal Ministero della Magia. Non aveva dimenticato i vari sguardi che si erano posati su di loro durante il primo bacio e non sapeva se in qualche modo fosse stato anche quello a scatenare il turbamento della fidanzata, fatto stava che l'avrebbe scoperto ad ogni costo perché non gli andava giù che lei stesse male per niente.

Perché non mi dici cosa ti passa per la testolina?
Sei assente, più preoccupata del solito per come ti giudicano gli altri ed anche poco passionale.
In pratica non ti sto riconoscendo!
Guarda che stare insieme non vuol dire solo che ti costringo a venire a letto solo con me... Che poi, volendo su questo punto ci potremmo anche lavorare... Essere fidanzati vuol dire condividere i pensieri, le paure, le preoccupazioni.


La fissò dritto negli occhi, serio, convinto e preoccupato.

Sei bellissima.
Ok, lo ammetto, forse il tuo aspetto fisico ha giocato un buon ruolo affinché mi piacessi...


Sorrise sincero, facendole un occhiolino, portandole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

Raccontami, fammi partecipe dei tesori che racchiude la tua anima, Hope.
Lo so che non sei abituata, di certo tizi come quei due di prima tutto ti chiedevano meno di mostrare loro il tuo spirito, ma proprio a proposito di questo, mi è parso di vederti più... Ferita, ecco, sì, ferita.
Ti hanno detto qualcosa di pesante prima che arrivassi io?
Gliele vado a suonare, se serve!


Allungò intanto la presa sulla scatola dei cioccolatini, prendendo un Ferrero Rocher che scartò velocemente, portandolo fino alle labbra della ragazza, per tentarla e cercare di risollevarle un pochino il morale anche grazie ad una piccola e sana dose di zuccheri.

Aaaaahhhmmmm!
... Ebbene, come sono?
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Messaggioda Hope » 10/10/2014, 12:03

Non era ancora entrata nella fase del panico da quando Tristan si era presentato nella palestra dove lei si allenava... ma lo rasentava sicuramente; non credeva sarebbe mai accaduto, perché in tutti quegli anni il problema non le si era mai presentato, ma ora che era fidanzata la percezione che aveva sé era cambiata... ed in peggio.
E se prima si accettava tranquillamente per ciò che era, perché il sesso le piaceva così tanto da renderle difficile, se non impossibile, negare l'evidenza, adesso che si ritrovava legata a qualcuno tutto era diverso: non era normale che una fidanzata avesse bisogno di una data limite entro cui vedere il proprio ragazzo per non stare male fisicamente, non era normale che una fidanzata dovesse ritrovarsi a giurare di avere un ragazzo altrimenti nessuno le avrebbe creduto, non era normale che una fidanzata si trovasse a provare piacere fisico -seppur blando- alle avances fatte da ex amanti bisognosi di sfogo, e non era normale che lo stesso ragazzo di quella fidanzata sentisse tutto ciò e dovesse anche convincerli della sua esistenza!
Insomma, se come ragazza libera si accettava e, per certi versi, si piaceva pure, come fidanzata si sentiva sporca e sbagliata, soprattutto per uno come lui: per questo motivo cercò di andare avanti con la conversazione come meglio poteva, tentando -malamente- di nascondergli i propri pensieri e le proprie sensazioni; e tuttavia il Remingford dovette capire qualcosa, purtroppo per lei.
La baciò, prima, accarezzandole la guancia e stringendole la mano, gesti che le fecero venire solo voglia di piangere: lei non si meritava tanta dolcezza, tanti riguardi, lei era... una da una botta e via, una con cui divertirsi sotto le lenzuola ma non da far conoscere ad amici e parenti; ciò nonostante non poté esimersi dal ricambiare quel bacio, perché i sentimenti -forti- per lui c'erano e si facevano sentire. Mosse le labbra sulle sue, stringendo le palpebre serrate affinché nulla da lì potesse uscirne, e ricacciò indietro le gocce salate che tanto sembravano voler prendere aria lungo il suo viso.

Perché non mi dici cosa ti passa per la testolina?
Sei assente, più preoccupata del solito per come ti giudicano gli altri ed anche poco passionale.
In pratica non ti sto riconoscendo!
- avrebbe dovuto immaginarlo che se ne sarebbe accorto, era pur sempre un Profiler del Ministero e pure piuttosto bravo nel suo lavoro.
Guarda che stare insieme non vuol dire solo che ti costringo a venire a letto solo con me... Che poi, volendo su questo punto ci potremmo anche lavorare... Essere fidanzati vuol dire condividere i pensieri, le paure, le preoccupazioni.

Tutto giustissimo, ovviamente, ma come poteva aprirgli il suo cuore e spiegargli cosa stesse provando senza sentirsi ancor più stupida e patetica di quanto già -ai propri occhi- non fosse?

Sei bellissima.
Ok, lo ammetto, forse il tuo aspetto fisico ha giocato un buon ruolo affinché mi piacessi...
- lui continuava a ripeterlo, e lei era convinta che non volesse prenderla in giro o che glielo stesse dicendo solo per farla contenta, semplicemente... non riusciva a credergli, a vedersi come lui la vedeva.
Raccontami, fammi partecipe dei tesori che racchiude la tua anima, Hope.
Lo so che non sei abituata, di certo tizi come quei due di prima tutto ti chiedevano meno di mostrare loro il tuo spirito, ma proprio a proposito di questo, mi è parso di vederti più... Ferita, ecco, sì, ferita.
- era davvero così perspicace? O era lei ad essere diventata un libro aperto, per lui?
Ti hanno detto qualcosa di pesante prima che arrivassi io?
Gliele vado a suonare, se serve!


N-No, loro non m-mi hanno d-detto n-nulla! - esclamò la Duellante, scuotendo il capo con veemenza.

Aaaaahhhmmmm! - in realtà non le andava molto un cioccolatino in un momento come quello, ma per Tristan sembrava importante che lei lo assaggiasse e così lo accontentò parzialmente, dandogli un morso e mangiandolo così per metà.
... Ebbene, come sono?

M-Molto b-buoni... - rispose lei, abbassando lo sguardo e leccandosi le labbra per togliere eventuali residui di cioccolato prima di sospirare - N-Non è n-niente... è s-solo che...

Sentì le guance scaldarsi all'improvviso -probabilmente erano diventate due pomelli rosso acceso- le lacrime pizzicarle gli occhi ed uno strano groppo salirle in gola... nulla di tutto ciò era un buon segno.

... non m-mi è mai importato di c-cosa pensassero gli a-altri di m-me... sapevo che p-per loro ero u-una facile, ma m-mi andava b-bene così!
Ma ora...
- scosse il capo e si alzò in piedi, prendendo a camminare a destra e a sinistra di fronte a lui perché proprio non ce la faceva a stare ferma.
A-Adesso che sono f-fidanzata, io... io n-non mi p-piaccio più!
Nessuno m-mi crede q-quando dico che ho u-un ragazzo, p-perché sono una c-che va con tutti! H-Hai visto c-come ci guardavano, p-prima? Si stavano c-chiedendo tutti c-come potesse uno come t-te stare c-con una come m-me... ed hanno r-ragione a c-chiederselo!
- d'altronde se lo chiedeva lei per prima ogni singolo giorno dall'inizio della loro relazione.
N-Non è n-normale che tu d-debba venire q-qui per convincere t-tutti che stai d-davvero con m-me, o che tu d-debba sottolineare che t-ti sono f-fedele da quando s-stiamo insieme di f-fronte a quelli con c-cui una v-volta scopavo... non è n-nemmeno normale c-che io m-mi sia b-bagnata nel s-sentire le loro p-proposte, non d-dovrebbe accadere s-se sto con te, accidenti!

L'ultima parola venne detta a voce più alta ed alterata -fortuna che di lì non stava passando nessuno- ma Hope non ce l'aveva affatto con lui... era con se stessa che se la stava prendendo, e con quelle lacrime che, non sapeva esattamente quando, avevano cominciato a rigarle le guance.

Tu s-sei... meraviglioso.
M-Ma io... io sono s-solo una...
- deglutì, ripensando a come quella ragazza l'aveva chiamata quella stessa mattina.
... u-una sgualdrina.
E t-tu ti meriti più di q-questo, tutta la p-palestra l'ha p-pensato... ed io c-con loro.
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Hope
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