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Maldive

Messaggioda Sandyon » 04/01/2012, 23:37

La Repubblica delle Maldive è uno stato insulare di 349.106 abitanti (stima del 2005) composto da un gruppo di atolli situati nell'Oceano Indiano a sud-sudovest dell'India.

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Messaggioda Ryan Angel » 04/10/2012, 22:05

{ RESORT "SKYWARD" - MALDIVE - ORE 21:35 }

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Come dimenticarsi di un appuntamento così importante?
Quella sera, a distanza di una settimana esatta dal loro ultimo contatto, per di più tramite telefono babbano, Ryan Angel Vastnor e Veronique Vireau si sarebbero dovuti incontrare presso uno degli alberghi più lussuosi di tutta la zona di isole più incontaminate e naturalmente splendide del pianeta, e in tutta onestà, più passavano i secondi e maggiormente l'investigatore percepiva l'adrenalina entrargli nelle vene con prepotenza.
Non avrebbero cenato assieme, no, non quella notte, quella notte era per passare qualche minuto, qualche ora insieme senza dover interrompere il parlare o l'agire con il cibo o con qualche ostacolo.
L'appuntamento era al termine della cena che probabilmente Veronique si sarebbe gustata in qualche costoso ristorante, in quella stanza gigantesca e ornata di bellissimi quadri e di poltrone sontuose, divani comodissimi ed un letto da fare invidia ad un regnante.
Ogni dettaglio ed ogni singolo particolare di quel posto era stato deciso interamente da Ryan che non aveva badato a spese per sorprenderla, per farla rimanere il più possibile senza parole, anche se con la maggiore delle probabilità, sarebbe bastata solo la camera di casa Vireau dedicata alla giovane francese a far impallidire quella suite del resort.
Mazzi di fiori ovunque, gerani, gardenie e gigli bianchi per rendere omaggio naturale alla bellezza non tanto della stanza quanto della ragazza che in breve sarebbe giunta lì e l'unico effettivo particolare forse fuori dal contesto di quella incredibile sontuosità era proprio Ryan Angel, il quale, vestito con dei capi piuttosto casual e sportivi, attendeva ai piedi del letto, sdraiato beatamente sulla moquette color perla, che la sua compagna per la serata arrivasse da un momento all'altro.
Maglietta grigio chiaro, pantaloni sportivi grigio scuro, cinta bordeaux in pelle e barba incolta, perché Veronique Vireau non aveva certo bisogno dell'ennesimo damerino impomatato a farle la corte.

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E adesso aspettiamo solo che la mademoiselle si faccia viva...
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Ryan Angel
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Messaggioda Veronique » 04/10/2012, 22:56

[Ristorante "La Perla Nera" - ore 21.17]


Continuo a non capire dove tu voglia arrivare, Marcus.

E' semplice, Veronique.
Continuare ad allenarti non servirà a niente, non fino a quando permetterai ai sentimenti di prendere il sopravvento sulla tua razionalità.


Ma di cosa stai parlando?

Quel Vastnor.
Perché vuoi vederlo ancora? Non puoi semplicemente scopartelo come fai con tutti?


Veronique sospirò a quella domanda, alzando gli occhi al cielo e poggiando poi il viso sulla mano sinistra, chiusa a pugno, fissando intensamente l'uomo negli occhi.


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E' più... complicato di così. Devo tenermelo buono, mi serve.
E tu lo sai.


E che mi dici di quel professore... Stone?
Hai ancora intenzione di usarlo per arrivare a tua sorella?


E se anche fosse?
Non mi sembra gli sia dispiaciuto baciarmi, a New York. E di sicuro lo ringrazierò a dovere per il suo aiuto.


Quindi non avrai problemi ad andare a letto con qualcuno che non sia Vastnor...

Il sarcasmo velato nelle parole di Marcus fece scattare la francese, che si alzò di colpo dalla sedia fulminandolo con un'occhiata delle sue accompagnato da un movimento scattoso col quale recuperò la borsa dalla spalliera della sedia sulla quale era seduta.

Mi è passata la fame, vado a fare una passeggiata.
Ci vediamo domani.


Sibilò in sua direzione, dandogli le spalle per uscire dal ristorante: non aveva praticamente toccato cibo, ed in realtà di fame ne aveva eccome, ma di rimanere lì seduta con l'uomo era l'ultima cosa che aveva intenzione di fare; Marcus ultimamente era diventatofin troppo... pressante.
E per quanto a Veronique non andasse affatto di discutere con lui, sembrava che non ci fossero altre possibilità negli ultimi giorni.
Scosse il capo, sospirando, mentre un passo dopo l'altro girava l'angolo e si ritrovava di fronte il Resort dove si erano dati appuntamento lei e Ryan Angel giusto una settimana prima: Marcus poteva non crederle, ma per quanto Vastnor le piacesse come uomo non c'era niente tra loro se non della semplice attrazione fisica.
Niente di niente.


[Skyward Resort - Stanza 203 - ore 21.40]


La stanza 203, ecco qual era il luogo destinato al loro appuntamento.
Non sapeva se Vastnor fosse già all'interno della camera, ma una volta percorso il corridoio ed esservi arrivata davanti capì che l'avrebbe scoperto a breve: una camicia bianca a maniche corte ed attillata, una gonna nera a tubino, strettissima, lunga fino a metà coscia, ed un paio di scarpe aperte col tacco dello stesso colore componevano l'abbigliamento di Veronique, completato da una borsa firmata bianca quanto la camicia indossata; in quanto all'intimo beh, il reggiseno nero di pizzo era perfettamente visibile dall'indumento semiaperto indossato dalla francese e per la parte inferiore ci sarebbe stato tempo per scoprirlo.
Posò la mano sulla maniglia della porta e sospirò leggermente, prima di abbassarla ed entrare all'interno della stanza, o per meglio dire della Suite, dove Ryan la stava aspettando.

Buonasera Vastnor... ti ho fatto aspettare?
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Messaggioda Ryan Angel » 04/10/2012, 23:41

Immaginava che non avrebbe dovuto attendere molto, Veronique Vireau era una ragazza molto puntuale e sopratutto di quelle che non utilizzano il vecchio trucchetto del farsi aspettare per rendere l'attesa ancora più elettrizzante.
Era perfettamente consapevole che la vista del suo corpo e della sua bellezza fosse di per se il più alto stimolo ad andare in autocombustione e quindi, sicura e sfacciata, si presentava sempre precisa e pronta a lasciare senza fiato con le sue forme da capogiro, ed infatti anche quella volta fu proprio così.
La porta si aprì con velocità moderata, lasciando il tempo a Ryan Angel di alzarsi nel frattempo in piedi e sgranchirsi, un movimento che però non poté eseguire del tutto visto che non appena i suoi occhi incontrarono la mise della più giovane delle sorelle Vireau, le gambe fecero per cedere lasciando che egli ricadesse seduto sul letto, con aria inizialmente a dir poco esterrefatta e imbambolata, lasciando che in maniera assolutamente maleducata gli occhi scivolassero dai piedi, alle ginocchia, al bacino, al petto... Al viso e alle labbra di Veronique.

Buonasera Vastnor... ti ho fatto aspettare?

No, a dire il vero mi hai fatto venire...

Quella risposta fu fulminea e precisa, al punto giusto e nel modo giusto, tanto lo sapeva che le avrebbe fatto piacere.
Se la mangiava con gli occhi, ogni secondo di più, assottigliando lo sguardo su ogni centimetro di pelle che entrava nel suo raggio visivo, alzandosi in piedi alla fine per avvicinarsi di qualche passo e sfilarle la borsetta che appoggiò distrattamente su una delle tante poltrone eleganti ed imbottite della stanza da letto, lussuosa e tutta per loro.
Quella ragazza non era lontanamente paragonabile alla sorella, senza nulla togliere a Monique, per carità.
Veronique era qualcosa di incredibilmente... Perfetto, eccitante e provocante da lasciare senza fiato, decisamente senza fiato.
I profondi occhi scuri di Ryan la scrutavano perdendosi in quelle grandi perle della francese che rispondevano come ammaliatrici ed ipnotiche.
Non aveva preso nessuna pozione contro le illusioni, come a volerle dare una prova del suo essere indifeso ed inerme ma allo stesso tempo... Con tutta l'intenzione di fidarsi di lei.
Pura follia o semplice sentimento?
Dopo tutto quello che si erano detti la settimana precedente, forse la risposta era scontata... Oppure no.

Sei uno spettacolo per gli occhi, francesina.

Le sussurrò, adesso molto più vicino a lei, non potendo minimamente fermare l'incedere del suo cuore che ormai era partito a battere con un ritmo da fare invidia ad una canzone "house" babbana.
Non doveva lasciarsi andare così tanto con lei, visto che quella coppia, quelle due persone in quella stanza erano totalmente sbagliate, ma adesso come adesso ogni pensiero rivolto all'effettiva negatività di quel rapporto sfumava e passava in secondo piano, davanti alla necessità di trovare un contatto, che fosse mano nella mano o labbra su labbra.
Difatti le prime a muoversi furono le dita del giovane Vastnor che vollero tentare di avvicinarsi per posarsi sul fianco destro di lei, con il chiaro intento di imitare una leggera e scottante carezza.
Starle così vicino senza essere morso e trucidato dal suo veleno era una sensazione inebriante quanto lo stesso pericolo di un masochista davanti alla possibilità di morire, ma lui era Ryan Angel, lui nel pericolo ci sguazzava tutti i giorni e non sarebbe stata di certo lei a farlo sentire meno propenso a rischiare, sopratutto quando la posta in gioco era il cuore della bella e dannata Vireau.
Magari era proprio quello che a lei piaceva di lui, chi poteva dirlo?
Qualcosa però non stava andando come doveva, anzi, contrastava di molto quell'istante.
Non sapeva quanto lei avrebbe sorriso di lì a poco e se quei sorrisi sarebbero stati del tutto sinceri, ma un dettaglio, un alone, un velo di turbamento nella espressione, nella lucentezza scura degli occhi della ragazza gli suggerì che non tutto era al proprio posto, così, con chiara preoccupazione di un uomo che... Voleva assomigliare al suo uomo, tentò a chiedere, in modo serio e con premura protettiva.

C'è forse qualcosa che non va?
Hai la sfortuna di frequentare un detective ma se vuoi... Posso far finta di niente, se è vero ciò che penso.
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Messaggioda Veronique » 05/10/2012, 0:09

No, a dire il vero mi hai fatto venire...

Sorrise ed alzò gli occhi al cielo a quelle parole, lasciando che dalle labbra lucide e carnose uscisse un piccolo sbuffo divertito: e dire che per una volta non aveva avuto nessuna intenzione di provocarlo...
Meglio così comunque, sarebbe stato più facile tenerselo buono.
Perché era questo il suo scopo, tenerselo buono. Era quello che aveva detto a Marcus, e che continuava a ripetere a se stessa: quell'uomo era un'inesauribile fonte d'informazioni, ovvio che volesse mantenerci un rapporto.
Già, peccato che Marcus non sembrava esserne affatto convinto.
E nemmeno lei, ad esser sinceri.

Sei uno spettacolo per gli occhi, francesina.

Devo ammettere che anche tu sembri esserti messo d'impegno per fare colpo... che poi ci sia riuscito, questo è tutto da vedere.

Rispose lei a tono, con un sorrisetto provocatorio sulle labbra: in realtà anche lui era bello, molto più di quanto ricordasse, ma non era un'ammissione che si sarebbe lasciata sfuggire tanto facilmente.
Si lasciò sfilare la borsetta dalla spalla senza protestare, ed anche quando sentì la mano di lui sul fianco non si tirò indietro, ma anzi si fece di poco più vicina col proprio corpo al suo, per potergli sfiorare il petto coi seni: ora sì che lo stava provocando, ovviamente in puro Vero-style, ed era anche abbastanza sicura di riuscirci.
Usare un'illusione? Naa, non ce n'era motivo: una cosa che la francese stava imparando, per la sfortuna del paparino probabilmente, era che le cose conquistate senza trucchi erano quelle più soddisfacenti.

C'è forse qualcosa che non va?
Hai la sfortuna di frequentare un detective ma se vuoi... Posso far finta di niente, se è vero ciò che penso.


Non credo sia a causa del tuo lavoro se noti certi dettagli.
Ma posso far finta che sia così, se ci tieni.


Ancora una volta la più giovane delle Vireau ebbe la risposta pronta, che però non andò a negare l'affermazione di Ryan Angel: semplicemente pose l'accento sul fatto che certe cose, con tutta probabilità, lui le notava non per il suo impiego di detective, ma perché teneva a lei.

Una divergenza di opinioni tra me e Marcus, che ci ha portato a discutere.
E a farmi saltare la cena.


No, non era obbligata a rispondergli... eppure lo fece, scivolando però dalla sua presa leggera per andare verso il minibar della suite e servirsi da bere giusto per mettere qualcosa nello stomaco: che poi quel qualcosa, invece che cibo, fosse semplice alcol beh, quello era un dettaglio.

Allora, si può sapere che fine hai fatto per tutto questo tempo?
Non ti vedo da quel giorno all'ippodromo...


Gli domandò poi, voltandosi verso di lui con un bicchiere di cristallo in mano pieno per metà di gin che si portò subito alle labbra, bevendone così un sorso: in realtà non si vedevano dalla notte di sesso sfrenato avvenuta la sera stessa dell'incontro all'ippodromo, ma anche quello era un dettaglio.

Ho sentito che hai sventato un grosso giro di prostituzione magica minorile...
Ma non facevi il semplice detective, tu?
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Messaggioda Ryan Angel » 05/10/2012, 0:49

Devo ammettere che anche tu sembri esserti messo d'impegno per fare colpo... che poi ci sia riuscito, questo è tutto da vedere.

Messo di impegno?
Veramente ho indossato i primi stracci che avevo nell'armadio, esattamente come hai fatto tu, no?


Occhiolino verso di lei, quella ragazza dalla risposta sempre pronta e che lo metteva sempre alla prova vedendo quanto anche lui fosse capace di tenerle testa con delle leggere quanto sottili frecciatine interessanti e volte a farla sorridere ancora, ancora e ancora.
Quella volta successiva fu invece sfruttata per farlo morire proprio come piaceva a lei, cotto lentamente in un brodo di erotismo e velata malizia.
Si avvicinò a lui quando le strinse il fianco, facendo aderire quei due seni sodi, tra una terza e una quarta misura al petto del giovane Vastnor, per sondarne le reazioni e le emozioni, le espressioni e le parole, qualora fosse stato in grado di formularne.
Gli occhi sfacciati di Ryan saettarono svelti verso la zona della camicetta lasciata alla perfetta vista, con una panoramica dall'alto di quelle pianure abbronzate e lisce come il viso di una pesca matura, con la differenza che con tutta la probabilità quelle due tette erano molto ma molto più sode di qualsiasi pesca, anche della più matura del pianeta.
Tornò a guardarla, sospirando, palesemente eccitato, sorridendole appena, in risposta al sorriso di lei, furbo e provocante, oltre che provocatorio.

Ehi ehi, non così in fretta... Capisco che già non vedi l'ora di saltarmi addosso, ma lo sai che adoro i preliminari lenti...

Un altro occhiolino, ancora più ironia e divertimento in quelle parole, mentre si avvicinava col viso lentamente, ovviamente attendendo che lei glielo permettesse, per poi sfiorare volutamente l'angolo delle labbra carnose di Veronique con le proprie, ma puntare infine alla guancia setola per depositarvi sopra un piccolo bacio sentito e tutt'altro che casto e amichevole.
Tornano poi a guardarla con più attenzione, decise che era la volta di tralasciare per alcuni secondi quei simpatici giochini che si divertivano a fare ogni volta, tra seduzione e desiderio, per spostare l'argomento sulle turbe possedute dalla ragazza che, proprio come lui aveva intuito, aveva qualcosa che non andava proprio.

Non credo sia a causa del tuo lavoro se noti certi dettagli.
Ma posso far finta che sia così, se ci tieni.


Rinfrescami un po' la memoria: Chi è l'investigatore tra noi due?

Una divergenza di opinioni tra me e Marcus, che ci ha portato a discutere.
E a farmi saltare la cena.


Ah, adesso si spiega quella sorta di guaito provenire dal tuo bellissimo pancino piatto, tutto torna...

Ad ogni frase di lei una leggera battuta sarcastica, volta ipoteticamente ad alleggerirle il pensiero di quella conversazione con l'amico andata male, per chissà quale motivo poi.
In verità una mezza idea sul perché fossero finiti a discutere lei e Marcus lui ce l'aveva ma con quella francese aveva imparato che la tecnica migliore per farla parlare era proprio non chiedere più di quanto lei si sentiva di dire.
Una cosa per volta insomma, senza impegno o fretta, in fondo, avevano tutta la notte.
Sesso? Si, forse, se ce ne fosse stato il tempo... Lei prima di tutto.
La vide allontanarsi un poco per dirigersi presso il mini-bar, contenente tutti i liquori possibili e immaginabili, dei quali prese uno di quelli più forti per portarlo alle labbra grazie all'ausilio di un calice di cristallo di Boemia finissimo e pregiatissimo.
In quella posizione così sexy ed invitante, se Vero avesse proposto all' "Angelo" di versarsi quel liquore in mezzo al solco dei seni lentamente, al semplice costo di rompere quel costosissimo bicchiere in mille pezzi costringendolo a ridare i soldi all'albergo, probabilmente il ragazzo avrebbe già iniziato a tirar fuori il portafogli senza il minimo accenno di riflessione al riguardo, ma anche quello era un dettaglio.

Allora, si può sapere che fine hai fatto per tutto questo tempo?
Non ti vedo da quel giorno all'ippodromo...
Ho sentito che hai sventato un grosso giro di prostituzione magica minorile...
Ma non facevi il semplice detective, tu?


Quant'è vero che nella malavita le cose si vengono a sapere subito, a tuo padre non sfugge nulla...
Semplice detective?
Vuoi dirmi che non ti ho parlato della mia vita segreta da super eroe?
Strano, molto molto strano!


Pareva quasi serio mentre lo diceva, al pari di un Superman o di un Batman insomma, senza il comparto legato al buffo costume.
Ovviamente quella era tutta semplice ironia, ma non era di sicuro difficile intuirlo.
Il ragazzo si avvicinò al divanetto non molto distante da lì, dove era appoggiata la borsetta della compagna di quella notte, sedendosi posando entrambe le braccia allo schienale, fissandola intensamente mentre dalla tasca dietro dei pantaloni estraeva la bacchetta magica, un poco per non farla rompere nel sedersi ed un poco perché agitandola fece avvicinare fluttuando il telefono della suite che gli si appoggiò al fianco.

Certi giri non li sopporto ed in più avevo un conto in sospeso molto grosso con "Cheesecake".
Che ci sia ancora guerra tra bene, male, luce, ombra, sfumature di grigio o qualsiasi altro cazzo, non mi interessa, è la vita e la guerra e il sangue fanno parte di essa... Ma i bambini devono restare al loro posto, e vivere quanto più possibile sereni prima di iniziare realmente a capire che il bel periodo è finito e sono a rischio di morte perché sanno finalmente usare una bacchetta.
Non è un gran che, ma almeno qualche anno spensierato voglio che lo passino, non si meritano di essere sfruttati o usati, per certi scopi ancor di più...


La serietà trasparì dalle sue parole come se fossero dardi gelidi di realtà e di opinioni.
Non sapeva se la donna la pensasse come lui, ma sperò vivamente che fosse così, altrimenti si sarebbe ritrovato a pensare di essersi preso una possibile sbandata per una persona totalmente avversa ad un suo concetto di lealtà e giustizia impossibile da mettere in disparte.
La fissò intensamente, fissando allo stesso modo anche il liquido che mandava giù a piccoli sorsi, umettando le labbra ogni tanto giusto per non prendere secchezza e come gesto istintivo di un leggero nervosismo che comunque, fece scomparire in breve tempo, visto che era stato condotto solamente dal brutto ricordo di quel pessimo uomo che fino a qualche tempo prima aveva rovinato per sempre l'esistenza di poveri bambini innocenti e con ancora tanti anni spensierati da vivere.
Alzò la cornetta, a distanza di brevi secondi, non dandole subito il tempo di parlare, digitando un numero e aspettando che una persona rispondesse, in fondo era ancora presto e comunque, con tutti i soldi che stava spendendo per quella stanza, anche se la cucina fosse stata chiusa l'avrebbero dovuta riaprire solo per lui, nel caso.

Pesce di prima scelta, caviale, il migliore dei vostri champagne e una fetta di torta al té verde.
... Il prima possibile, mi sembra ovvio... Ah... E un mazzo di rose bianche e nere, due dozzine, grazie.


Posò la cornetta facendo nuovamente oscillare il telefono grazie al proprio potere magico fino al comodino, lasciandolo adagiare senza fare troppo rumore, tornando infine con gli occhi penetranti in quelli di lei, muovendo le braccia incrociandole al petto accavallando la gamba alla maniera maschile, sorridendole affabile e scaltro.

... Stavamo dicendo?
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Messaggioda Veronique » 05/10/2012, 1:19

Messo di impegno?
Veramente ho indossato i primi stracci che avevo nell'armadio, esattamente come hai fatto tu, no?


Mi pare ovvio.

Una conferma quella della francese verso la domanda di lui: non si sapeva se quella di Ryan Angel fosse stata solo una provocazione nei confronti della Vireau, fatto stava che la risposta di lei era assolutamente sincera; non aveva fatto caso al proprio abbigliamento, un po' perché sapeva di essere oggettivamente bella con qualsiasi cosa avesse addosso ed un po' perché in fondo era stata troppo presa dalla discussione con Marcus per pensare di smaterializzarsi nella sua stanza e cambiarsi prima d'incontrare Vastnor.

Ehi ehi, non così in fretta... Capisco che già non vedi l'ora di saltarmi addosso, ma lo sai che adoro i preliminari lenti...

Guarda che sei tu quello con una trave nei pantaloni... io non sto facendo proprio niente.

Replicò Veronique, lasciandosi fissare impunemente il seno per poi socchiudere gli occhi a quel bacio sulla guancia da parte dell'uomo: non accennò a desiderare altro, non lo provocò ulteriormente un po' perché la mente era altrove ancora... ed un po' perché sì, forse aveva deciso che con lui doveva bastare l'essere se stessa per farlo morire.
Per questo si scostò dal suo corpo senza provocarlo ulteriormente, versandosi solo qualcosa da bere per mettere a tacere i brontolii nemmeno troppo silenziosi che il suo stomaco provocava.

Ah, adesso si spiega quella sorta di guaito provenire dal tuo bellissimo pancino piatto, tutto torna.

Litigare con lui mi fa sempre quest'effetto.

Ammise la francese, con un velo di tristezza nella voce: forse per la prima volta la piccola Vireau stava dimostrando a qualcuno, a Ryan in questo caso, quanto per lei Azhad fosse più simile ad un fratello o ad un amico che ad una semplice guardia del corpo; litigare con lui era la cosa che più rendeva nero il suo umore e questo già la diceva lunga su quanto Veronique fosse legata all'uomo di colore.

Quant'è vero che nella malavita le cose si vengono a sapere subito, a tuo padre non sfugge nulla...

La cosa non dovrebbe sorprenderti, visto che era una delle tante pedine usate da mio padre per coprire i suoi traffici...

Replicò Veronique, lasciando ad intendere con quelle semplici parole una verità che forse avrebbe potuto far preoccupare il più piccolo dei Vastnor: stando alle parole della francesina, Nicholas usava suoi collaboratori per coprire ciò che davvero gli premeva portare avanti, ovvero traffici illeciti di vario tipo; Ryan aveva fermato "Cheesecake", così veniva chiamato l'amichetto di Vireau Senior come nome in codice, certo, ma forse non era stato abbastanza attento da comprendere cos'altro ci sarebbe potuto essere dietro.

Certi giri non li sopporto ed in più avevo un conto in sospeso molto grosso con "Cheesecake".
Che ci sia ancora guerra tra bene, male, luce, ombra, sfumature di grigio o qualsiasi altro cazzo, non mi interessa, è la vita e la guerra e il sangue fanno parte di essa... Ma i bambini devono restare al loro posto, e vivere quanto più possibile sereni prima di iniziare realmente a capire che il bel periodo è finito e sono a rischio di morte perché sanno finalmente usare una bacchetta.
Non è un gran che, ma almeno qualche anno spensierato voglio che lo passino, non si meritano di essere sfruttati o usati, per certi scopi ancor di più...


Un nobile pensiero... - commentò Veronique, bagnandosi ancora le labbra con quell'alcolico che aveva il potere di scaldarle le vene ed il corpo, per quanto per quello bastasse una semplice occhiata di Vastnor - In fondo non mi dispiace affatto che tu l'abbia fermato, quel tipo non mi è mai piaciuto. Troppo viscido.

Aggiunse, con aria apparentemente noncurante: non poteva certo gioire per i piani mandati a monte del bastardo, in fondo era pur sempre socio del padre, ma con quelle semplici parole aveva potuto far capire a Ryan Angel quale fosse il suo pensiero a riguardo; per lei e per quello che aveva fatto a tutti quei bambini, il ciccione poteva anche marcire all'Inferno.
Lo osservò intanto prendere il telefono babbano, e quando lo sentì ordinare da mangiare e dei fiori al servizio in camera non poté fermare quel sorrisetto soddisfatto che si stampò così sulle sue labbra.

... Stavamo dicendo?

"Cheesecake" fuori gioco, anche se a quanto so non sei riuscito a catturarlo e quindi non è detto che non possa tornare a creare problemi in breve tempo.

Gli ricordò Veronique, lasciando il bicchiere sul tavolino vicino al minibar per andarsi poi a sedere sul letto: accavallò le gambe in un gesto lento, calcolato e sensuale ed andò ad appoggiare le mani all'indietro, così da incurvare leggermente il proprio corpo perfetto.

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Messaggioda Ryan Angel » 06/10/2012, 22:20

Guarda che sei tu quello con una trave nei pantaloni... io non sto facendo proprio niente.

Oh, grazie del complimento, non mi aspettavo tanta onesta osannazione delle mie parti intime, miss Vireau...

Quel piccolo, veloce ed esilarante scambio di battute sarcastiche, per quanto interessante e tra loro ricco di estrema complicità, prima o poi sarebbe dovuto terminare per lasciare lo spazio necessario alle questioni più serie, che fossero legate alla sfera emotiva e privata di una persona o a tutta una intera faccenda complessa e intricata come traffici illeciti, malavita e piani architettati per far del male al mondo.
Veronique non era una ragazza di ferro, molto forte di carattere, determinata e combattiva, nulla da escludere, ma la sua emotività e il suo cuore non erano diversi da quelli di una qualsiasi persona.
In questo senso, la corruzione nel suo animo da parte delle illusioni non aveva ancora intaccato del tutto la sua coscienza, permettendole di provare dei sentimenti positivi, delle emozioni che la conducessero a valorizzare il suo rapporto con gli altri.
Forse Nicholas pensava di esser riuscito ad avere con se una figlia con un ricco e potente 70% di malvagità a scorrerle nelle vene, ma la realtà era che l'Eletto della Setta dei 12 aveva in qualche modo cambiato radicalmente quella percentuale e inoltre l'apporto ulteriore alla faccenda da parte di Ryan Angel Vastnor stava mandando ancora più in frantumi il piano del paparino della francese dalla pelle bronzea.
Nick non sapeva cosa lentamente stava divenendo Veronique Vireau: una ragazza temprata e forgiata dal fuoco delle torture subite dal padre ma non più una pedina nelle sue mani, non più un semplice strumento del male... Acquisiva ogni giorno di più una coscienza energica, concreta e consistente... Forse il signor Vireau inconsapevolmente aveva dato vita a ciò che un giorno... Avrebbe potuto distruggerlo.

Litigare con lui mi fa sempre quest'effetto.

Si, lo so... Capita anche a me con...

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... Una persona.
Da quello che ho vissuto però, so bene che spesso si litiga per stronzate o per cose che riguardano il bene o il male dell'altro.
Dai, perché non fai un riassuntino al tuo Vastnor di fiducia... Sfogarsi ogni tanto fa bene e gli sfoghi che propongo a volte possono essere sorprendentemente casti e gentili, come una chiacchierata per esempio
Strano ma vero, provare per credere!


Che lei avesse scelto o meno di provare a confidarsi con lui che, nel frattempo, le sorrideva in modo ironico ma solo con il chiaro intento di farla tornare a sorridere, avrebbero comunque proseguito anche con l'altra faccenda riguardante i movimenti nascosti di Ryan giorni prima per sgominare il grosso traffico di prostituzione magica minorile, un concetto che nemmeno a Veronique andava troppo a genio, tanto da farle indurire molto il tono di voce e serrare le labbra nel parlare, facendo intendere all'uomo davanti a se che era piuttosto d'accordo con il concetto "Ai bambini non si deve torcere un capello".
Forse anche in questo si poté notare quanto la ragazza non possedeva più quell'alta percentuale di cattiveria nell'animo, sopratutto considerando che chi più di lei poteva odiare la persecuzione sui bambini, essendo stata in primis la francesina a subire dolori e lacrime ad opera della famiglia.

Un nobile pensiero...
In fondo non mi dispiace affatto che tu l'abbia fermato, quel tipo non mi è mai piaciuto.
Troppo viscido.


Sorseggiò ancora un poco il suo drink, la bella e dannata illusionista, lasciando che nel frattempo il compagno della serata si occupasse di viziarla adeguatamente chiamando il servizio in camera e prenotando al volo una cenetta coi fiocchi solamente per lei, per farle riprendere la cena da dove l'aveva lasciata: pronta a gustare quindi pietanze di prima scelta, da ricchi sfondati e da palati raffinati.
Ryan posò la cornetta e lasciò tornare il telefono verso il comodino accanto al letto a tre piazze, soffermandosi di nuovo sugli occhi di Veronique che adesso brillavano maggiormente forse in un chiaro segno di acquisizione di punti da parte dell'investigatore.
E ne doveva aver presi davvero molti di punti, visto che la ragazza poco dopo si spinse molto in là, parlando ancora per fare una domanda molto interessante al detective, il quale con un sorriso furbo ed un sopracciglio inarcato, rimase per alcuni secondi nel silenzio, non capacitandosi di cotanta gentilezza e collaborazione apparentemente gratuita.

"Cheesecake" fuori gioco, anche se a quanto so non sei riuscito a catturarlo e quindi non è detto che non possa tornare a creare problemi in breve tempo.
... vuoi sapere dove si trova?


Pendo letteralmente dalle tue carnose labbra...

Rispose in automatico, sporgendosi in avanti con la schiena ed incurvandosi leggermente, facendo attenzione a seguire quasi al rallentatore il movimento delle gambe della ragazza che si accavallavano sperando di scorgere anche solo per una frazione di secondo qualche proibito indumento nel luogo ove risiedeva la profonda intimità della francese.
Appena un attimo, poi di nuovo a fissarla negli occhi, mani che si sfregavano e mano che saettava svelta verso la tasca della giacca a vento beige non troppo distante, afferrando il blocco note con la stilografica.
Non poteva affatto perdersi una informazione così importante, così vitale, non gli fregava nulla se non era stato un suo informatore, anche perché onestamente ben pochi avrebbero potuto reperire info o soffiate più dettagliate di quelle che una persona all'interno del giro poteva fornire tranquillamente.

... Va bene, te lo concedo, il tuo chiaro intento di conquistarmi sta riuscendo abbastanza bene, rasserenati mon chat...
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Ryan Angel
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Messaggioda Veronique » 06/10/2012, 22:49

Oh, grazie del complimento, non mi aspettavo tanta onesta osannazione delle mie parti intime, miss Vireau...

Non ha senso negare la realtà, Vastnor.

Replicò Veronique con un sorrisetto malizioso sulle labbra, alzando le spalle: no, perché dover mentire, aveva avuto modo di verificare personalmente le "doti" del giovane investigatore e quindi poteva ben parlare con cognizione di causa.
In ogni caso, la litigata con Marcus le aveva lasciato un'ombra di tristezza addosso e per Ryan Angel non era stato difficile coglierla.

Si, lo so... Capita anche a me con...
... Una persona.
Da quello che ho vissuto però, so bene che spesso si litiga per stronzate o per cose che riguardano il bene o il male dell'altro.
Dai, perché non fai un riassuntino al tuo Vastnor di fiducia... Sfogarsi ogni tanto fa bene e gli sfoghi che propongo a volte possono essere sorprendentemente casti e gentili, come una chiacchierata per esempio.
Strano ma vero, provare per credere!


Apprezzo lo sforzo Ryan - sì, l'aveva chiamato per nome - Ma non credo sia il caso. Le litigate con Marcus avvengono sempre per motivi specifici e personali, che non posso rivelare a nessuno. Specialmente a te.

Aggiunse Veronique, strizzandogli l'occhio: avrebbe potuto anche spiegargli che avevano litigato per quello strano rapporto che aveva deciso di avere con Vastnor, per la volontà di fare sempre di testa sua contro il padre - cosa che di per sé non sarebbe stata così grave se la piccola Vireau si fosse limitata a farlo con discrezione - di non dare ascolto ai tentativi di Azhad di proteggerla... ma non se la sentiva.
Insomma, sapevano entrambi che quella loro... relazione? Beh, quel rapporto che c'era tra loro era totalmente insano e sconsigliato, ci mancava solo rincarare la dose con informazioni del genere.
No, decisamente meglio spostare la conversazione su territori diversi... come le informazioni che la piccola Veronique avrebbe potuto fornire all'amico/amante Vastnor su dove reperire il caro "Cheesecake" ed assicurarlo alla giustizia.

Pendo letteralmente dalle tue carnose labbra...

Non gli rispose subito, andandosi prima a sedere sul letto per accavallare le gambe in un movimento lento e sensuale: e chissà che Vastnor potesse cogliere, in quelle frazioni di secondo, la totale assenza della parte inferiore dell'intimo da parte di lei...

... Va bene, te lo concedo, il tuo chiaro intento di conquistarmi sta riuscendo abbastanza bene, rasserenati mon chat...

Abbastanza bene?
Credevo avessimo smesso di negare la realtà, Ryan.


Lo stuzzicò lui, incurvando le labbra in un ghigno divertito e sfrontato che culminò con un occhiolino verso il detective privato più famoso del mondo magico.

In ogni caso si trova al Cairo, in una piccola villetta ben nascosta.
Inutile che ci provi ad accedere, ci sono tanti di quegli incanti di protezione sopra che verresti ucciso prima di dire "Permesso".
Ma siccome sono amica della figlia...
- e qui si alzò in piedi, ancheggiando lentamente fino a dov'era seduto lui per sporgersi appena sul suo viso, abbassando così il busto e lasciandogli la piena capacità di osservare il suo generoso décolleté - ... potrei darti una mano...

Sussurrò sensualmente a pochi centimetri dalle sue labbra: peccato che quel loro incontro ravvicinato dovesse esser rimandato, visto che subito dopo aver pronunciato quelle parole due colpi alla porta fecero raddrizzare il corpo della giovane donna con uno scatto, portandola così ad allontanarsi leggermente per spostarsi in direzione della finestra della suite.

Dev'essere il servizio in camera...
Vai tu?


Gli domandò innocentemente, gustandosi già il momento in cui - si sperava - Vastnor sarebbe dovuto andare ad aprire la porta col suo simpatico "amichetto" in posizione totalmente verticale.
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Veronique
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Messaggioda Ryan Angel » 06/10/2012, 23:42

La buona notizia fu che l'aveva chiamato per la prima volta col suo nome, una sensazione davvero particolare, che gli fece anche avere qualche mezzo brivido lungo il centro del petto, la notizia meno buona fu che comunque preferì mantenere quel segreto sulla discussione con Marcus per se stessa, senza condividerlo.
Ryan non era tipo da forzare il prossimo a dire, a parlare ed ancora meno lo avrebbe fatto con lei che sapeva che in ogni caso non avrebbe ceduto.
Forse lasciandola stare prima o poi avrebbe parlato da sola, magari con lei ci voleva pazienza e attesa, l'avrebbe scoperto in seguito, adesso forse era il momento per lui di dedicarsi ad altro, a parte a controllare la considerevole erezione che iniziò a crescere non appena prese coscienza con i suoi occhi che Veronique Vireau impunemente non portava alcuna biancheria intima che coprisse le sue intimità inferiori.
Sbatté le palpebre quasi come fosse un tic nervoso, spostando subito gli occhi su di lei, iniziando ad ascoltarla, prendendo nel frattempo appunti, pochi appunti comunque, dato che le informazioni furono brevi e concise ed il ragazzo non ci mise molto ad assimilarle completamente nella propria testa.

Abbastanza bene?
Credevo avessimo smesso di negare la realtà, Ryan.


Forse hai ragione, Veronique, magari mi interessava osservare se l'espressione "abbastanza" ti avesse infastidito, e dato che l'ha fatto, adesso si che mi stai conquistando a dovere.

In ogni caso si trova al Cairo, in una piccola villetta ben nascosta.
Inutile che ci provi ad accedere, ci sono tanti di quegli incanti di protezione sopra che verresti ucciso prima di dire "Permesso".
Ma siccome sono amica della figlia... potrei darti una mano...


Potrei farmi dare una mano da te in molti sen-...

TOC TOC

Dev'essere il servizio in camera...
Vai tu?


Tsk... Salvata dal cameriere, felina...

Osservò il suo ancheggiare fino alla finestra per alcuni secondi, prima di decidersi ad andare alla porta, il problema fu che quando si alzò si rese conto che di certo non poteva presentarsi a quella maniera, così... Su di giri!
Sbuffò, strofinando con la mano dietro la nuca per trovare una soluzione, scegliendo infine la via più semplice e quindi sistemare l'attrezzatura in modo che fosse un poco meno visibile e sperare che il personale dell'albergo non se ne accorgesse, altrimenti beh, pazienza, lo sforzo per nascondere le prove lo ha fatto, bisognava apprezzare il tentativo.
Camminò fino all'ingresso della stanza, aprendo e facendo entrare la cameriera che portava un vassoio ricco di ottime pietanze dagli odori intensi, aromatici e davvero da far cominciare a gorgogliare lo stomaco, specie in presenza di un forte appetito come quello di Veronique.

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Dopo aver consegnato tutto, la cameriera fece un lieve inchino verso tutti e due i compagni di stanza e si diresse immediatamente verso l'uscita, non riuscendo però a non notare il rigonfiamento dei pantaloni di Ryan che la fece arrossire di colpo e scattare ancora più veloce augurando una "piacevolissima" serata e chiudendo all'istante la porta con il chiaro intento di farli tornare alla loro intimità quanto prima possibile.
Il ragazzo fece un mezzo sospiro, in fondo ipotizzava vivamente che con una dotazione come la sua fosse abbastanza difficile riuscire a celare ogni sospetto, così semplicemente si volse in direzione di Veronique, osservandola con aria abbastanza scocciata ma allo stesso tempo divertita, invitandola ad avvicinarsi anche lei così da gustarsi la splendida cena fuori orario organizzata esclusivamente per lei.
Prese la bottiglia di champagne aprendola con dimestichezza, riempiendo i due calici portati per l'occasione e avvicinando anche una sedia imbottita e molto comoda davanti alla tavola dove iniziò a posare ogni razione di cibo, dal pesce spada all'insalata di mare, alle tartine col caviale e per finire la fetta di torta al té verde, una vera chiccheria modestamente.

Ecco qui, desidera per caso che la imbocchi io personalmente, signorina?
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