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Maldive

Messaggioda Veronique » 24/10/2012, 17:08

Non si dilungò oltre dando spiegazioni sulla risposta data poco prima a Ryan Angel: d'altronde, se avesse voluto saperne di più, al ragazzo sarebbe bastato chiederlo visto che Veronique aveva il Veritaserum in corpo e quindi, per quanto avesse cercato di rimanere zitta, non avrebbe potuto in alcun modo evitare di rispondere a qualsiasi domanda lui le avesse fatto.
Ma il giovane Vastnor non solo non chiese niente, bensì si lasciò andare ad un complimento che la francese dovette per forza prendere come vero e sentito da parte di lui, visto che anch'egli aveva il Veritaserum in circolo e dunque non avrebbe mai potuto mentire.

E sei anche più bella di tua sorella...

Non riuscì ad impedirsi di arrossire, un po' per quel complimento sincero - doveva esserlo per forza - così diverso da quelli che si era sempre sentita fare in passato, ed un po' perché la mano del ragazzo era andata a cercare quella di lei, trovandola e accarezzandola: e Veronique non solo gliel'aveva permesso, ma aveva anche ricambiato quel contatto, intrecciando le dita con quelle di lui come se stessero giocando, come se le mani fossero impegnate in un momento di esplorazione reciproca.
Lo lasciò continuare e quando Ryan decise spontaneamente di scostare la mano da quella della francese, una piccola smorfia infastidita si palesò sul viso di Veronique che però cercò di dissimularla: avrebbe voluto che lui... beh sì, avrebbe voluto che lui continuasse; le era piaciuto quel contatto, fin troppo forse, e adesso sentiva improvvisamente molto freddo, soprattutto sulle dita toccate e scaldate fino a poco prima da quelle di lui.
Per cercare di distrarsi, la giovane donna chiese al compagno di giochi - almeno in quel momento - che cosa volesse fare per proseguire il divertimento di entrambi e lui, per la gioia degli occhi scuri della Vireau, si tolse la maglietta, permettendole così di fare una lunga panoramica del suo corpo, o almeno della parte superiore di esso, che la portò a fremere dall'eccitazione: Morgana, quant'era sexy quel ragazzo...

Ho dovuto farlo, tu sei già in reggiseno, dovevo per lo meno pareggiare i conti per non risultare uno che bara, no?
E tu invece, cosa scegli in risposta, gattina?


Guarda che è inutile che fai tanto il fi--

Non fece in tempo a concludere la frase che la maglietta di Ryan le finì in faccia, smorzando qualsiasi cosa stesse per dire e facendole spalancare gli occhi in un'espressione sorpresa: stava per insultarlo offesa, quando notò il suo sguardo e la sua espressione; era divertito, quasi... felice. E le sue parole successive gliene diedero la conferma.

Mi sento più invogliato a ridere quando sono con te.

... io mi sento me stessa, quando sto con te.

Mormorò dopo qualche istante Veronique, con un filo di voce e lo sguardo basso: anche per lei valeva lo stesso discorso, stava dicendo la verità per ciò che aveva nel corpo e quindi Ryan avrebbe per forza dovuto crederle. Si morse il labbro e fece un mezzo sorriso quasi amaro, mantenendo gli occhi rivolti verso il basso.

E' assurdo, vero? Sei l'ultima persona con cui dovrei sentirmi così, eppure... non riesco a smettere di pensarti.

Aggiunse, sentendosi molto sciocca per quello che stava dicendo e, al tempo stesso, quasi più leggera, come se ammettere quelle sensazioni, quei pensieri e quegli stati d'animo le avesse tolto un grosso peso dal cuore.

Beh, visto che il gioco deve andare avanti... riprovo di nuovo con la verità.
Che vuoi sapere?
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Messaggioda Ryan Angel » 20/11/2012, 22:14

Veronique Vireau era arrossita.
Diamine, adesso si che le sorprese cominciavano a diventare interessanti.
Non solo Ryan si sentì molto colpito da quella visione, ma allo stesso modo fu felice di osservare come anche lei poteva essere in grado di mostrare delle emozioni dolci, delle espressioni imbarazzate, espressioni di un'età che le era stata rubata e che non sarebbe potuta tornare mai più.
Una parte di lui avrebbe voluto chiederle, tramite veritaserum, cosa pensasse davvero del padre, ma sarebbe stato squallido scoprire in quel modo una verità simile su di lei, riferito a qualcuno che non meritava nemmeno un briciolo della loro attenzione momentanea.
Adesso dovevano pensare l'uno all'altra, perché era questo quello di cui avevano davvero bisogno: prendersi del tempo per loro, dopo i lunghi giorni di assenza forzata dalla situazione, dai fatti, dalle persone, dai pensieri.
Questo era anche ciò che pensava la ragazza, ed infatti nelle sue frasi successive non fece che dirlo in tutta spontaneità, aggiungendo anche la volontà di proseguire con il voler dire il vero.

E' assurdo, vero? Sei l'ultima persona con cui dovrei sentirmi così, eppure... non riesco a smettere di pensarti.
Beh, visto che il gioco deve andare avanti... riprovo di nuovo con la verità.
Che vuoi sapere?


Da una parte Ryan si chiese se quel suo chiedergli di andare avanti a domandare fosse dovuto alla volontà di parlare, di buttar fuori qualcosa senza il peso e il senso di colpa di aver detto troppo di propria decisione, celando tutto dietro l'effetto bastardo di una pozione magica infallibile, o forse, Angel pensò anche che poteva esserci una parte di lei che non desiderasse togliersi un altro indumento, perché quello avrebbe significato aumentare il calore e la sudorazione nella stanza e forse, forse... Veronique Vireau pur essendo la ragazza più passionale e tendenzialmente porca che avesse mai potuto conoscere, adesso aveva solo una gran voglia di continuare quei piccoli attimi di dolcezza che non aveva mai dimenticato ma semplicemente mai provato in vita sua, se non forse in qualche suo sogno o qualche recondito desiderio chiuso e sigillato nel cassetto della sua anima.
L'investigatore la guardò a lungo negli occhi, sorridendo con morbidezza quando lei disse quelle parole riguardo il non smettere di pensarlo, riguardo il fatto che fosse tutto quanto assurdo, inconcepibile, ed anche sul fatto che lui fosse l'ultima persona che lei avrebbe dovuto frequentare e lei l'ultima che avrebbe dovuto frequentare lui.
Nonostante questo però, non c'era bisogno di indugiare ancora, così, in quel momento, il ragazzo fece la domanda per lui più importante per capire finalmente la natura dei pensieri della francesina e determinare così anche l'andamento della serata e nottata più trasgressiva che stava vivendo.

Come vorresti davvero che finisse questa notte?
Con del sesso, oppure abbracciata a me, a farti scaldare e riempire di carezze fino a quando non crollerai dal sonno?


In accordo con quelle parole, Vastnor scelse di fare un ulteriore passo avanti per avvicinarsi ancora di più alla ragazza, prendendole questa volta entrambe le mani con le proprie, azzardandosi anche ad avvicinarne una alle proprie labbra per posarvi sopra un piccolo bacio, mentre chiaramente non smetteva di fissarla dritto negli occhi, con quel viso sempre serio e maturo che contraddistingueva il solito Ryan ragazzo dall'Angel maturo.

E per la cronaca... Non ho mai smesso di pensarti nemmeno io.
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Messaggioda Veronique » 20/11/2012, 22:41

Un dannatissimo e pericolosissimo gioco: ecco come si era trasformato, agli occhi di Veronique, quello scambio d'informazioni tra loro tramite Veritaserum; quella maledetta pozione stava facendo uscire un lato della francese che nemmeno lei pensava davvero di avere, la faceva arrossire, compiacere delle parole di Ryan Angel che dovevano essere sincere per forza, fremere del tocco del più giovane dei Vastnor sulle sue mani... tutte emozioni che la piccola Veronique non conosceva, che non aveva mai provato, e la cosa, bisognava ammetterlo, un po' la spaventava.
Gli aveva chiesto cosa volesse scegliere e lui aveva optato per togliersi un indumento, lasciando poi che fosse la più piccola delle Vireau a decidere su cosa optare... e lei aveva scelto, alla fine, per la verità.

Come vorresti davvero che finisse questa notte?
Con del sesso, oppure abbracciata a me, a farti scaldare e riempire di carezze fino a quando non crollerai dal sonno?


Una domanda che la francese non esitò a definire perfida, visto che la costringeva a mettersi ancora più a nudo, a rivelare ancora più di sé: Veronique strinse le labbra, se le morse anche, ma era chiaro che non poteva non rispondere, non con quel dannato Veritaserum in corpo.

Io... - tentò in tutti i modi di rimanere silente, di non aggiungere una parola, ma le fu davvero impossibile... purtroppo per lei - Vorrei che mi abbracciassi... e mi facessi sentire amata... senza bisogno di illusioni o trucchi.

Ammise alla fine, non certo perché lo volesse ma perché non avrebbe potuto dire altro se non la verità con ciò che aveva in corpo: ed era quasi assurdo pensare una cosa del genere, visto come quella serata era iniziata, viste le premesse insomma; ma la vita era piena d'imprevisti, e a quanto sembrava Vastnor era davvero in grado di cambiare tutte le carte in tavola, e nel cuore, di Veronique con molta facilità.

E per la cronaca... Non ho mai smesso di pensarti nemmeno io.

Si sentì ancora più assurdamente imbarazzata da quella situazione, al punto da passarsi una mano tra i capelli mentre il labbro veniva torturato quasi a sangue: perché, perché le faceva così piacere sentire che Ryan l'aveva pensata tutto il tempo? E perché gli permetteva di prenderle le mani tra le sue senza protestare? E perché, diamine, perché le sentiva bollenti nel punto in cui lui vi aveva posato le labbra?!

Credo che per stasera potremmo anche... fermarci qui.
Abbiamo scoperto abbastanza di noi stessi.


O perlomeno lei era arrivata al limite del sopportabile, se non altro per quella sera.
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Messaggioda Ryan Angel » 20/11/2012, 23:47

Io... Vorrei che mi abbracciassi... e mi facessi sentire amata... senza bisogno di illusioni o trucchi.

Esattamente quello che immaginava, sotto la grande corazza di cinismo, sicurezza e gelo, Veronique Vireau nascondeva un immenso desiderio di essere toccata come mai nella sua vita, e non si parlava affatto di sesso, di piacere fisico in senso stretto, si parlava di affetto, di calore, di vicinanza, di quelle sensazioni che non aveva mai lasciato andare perché si sentiva forse spesso troppo stupida per palesarle con qualcuno, o magari con qualcuno lo aveva fatto finendo rovinosamente per essere tradita e derisa terribilmente.
Già, davvero fin troppe domande da poterle fare, domande ognuna con il proprio grande dosaggio di interesse ed importanza, ma Ryan Angel sentì che era decisamente giunto il momento di far si di non andare oltre quando lei, un poco stizzita, infastidita o forse solamente imbarazzata, fece avanti il proprio punto di vista sulla serata, o quello che rimaneva di essa.

Credo che per stasera potremmo anche... fermarci qui.
Abbiamo scoperto abbastanza di noi stessi.


Esattamente, già, forse sarebbe ora di passare alle cose un poco più serie, non credi?

La fissò con uno sguardo incredibilmente eccitato e malizioso, mentre si alzava definitivamente in piedi e si avvicinava a lei per prenderla in braccio e condurla fino al letto, dove la posò appena sdraiata, per poi cominciare a baciarla con trasporto sul collo, sulle labbra, sulle guance, ovunque, e le sue mani si spostavano per toglierle la camicetta e sfilarle anche la gonna, le scarpe, insomma, spogliarla del tutto, volendo che rimanesse del tutto nuda, bellissima, come mai l'aveva potuta vedere quando stavano assieme per via del frequente buio.
D'altro canto, anche lui fece lo stesso poco dopo, iniziando a spogliarsi davanti a lei per poi rimanere completamente senza vestiti e, se quindi lei lo avesse lasciato fare fino a quel momento, sarebbero rimasti l'uno davanti all'altro, pronti per iniziare del sano e meraviglioso sesso per incorniciare perfettamente quella serata.
Forse Veronique a quel punto non sarebbe stata troppo contenta, forse l'avrebbe lasciato fare solo per, alla fine, rifiutare qualunque sua mossa in quel senso, forse ferita da quel suo comportamento in totale disaccordo con quello che lei gli aveva confidato poco prima, pensando che volesse in un certo senso prenderla in giro, ma magari, osservando Ryan Angel prenderla in braccio per portarla fino ai cuscini, posarla sul materasso di nuovo dopo aver scostato le coperte e averla coperta con le lenzuola e il piumone, avrebbe cominciato a pensarla lievemente in modo diverso.
Il ragazzo aggirò il letto per andare dalla propria zona, mentre spegneva le luci lasciando accese solamente le piccole lampadine sui comodini, andando a mettersi anche lui sotto le coperte, fissando la più giovane delle Vireau con un sorriso più dolce, gentile e privo di ogni luce maliziosa.

Andiamo... Non aver paura, avvicinati su!

Non erano decisamente tipi da troppe smancerie o parole smielate.
Quel modo di dire era un chiaro invito per Veronique a lasciarsi andare al proprio desiderio e stringersi al ragazzo così da farsi abbracciare, si, solamente abbracciare, con tutto che sotto quelle coperte erano completamente nudi.
Ryan voleva dimostrarle quanto per lui fosse importante la sua felicità e quanto per lui fosse ugualmente una bella cosa andare a letto con lei per avere un orgasmo o semplicemente per sentire il suo calore sul proprio corpo.
Se ella quindi si fosse avvicinata e avesse acconsentito a quel suo invito, l'investigatore l'avrebbe stretta a lui, iniziando a coccolarla ed accarezzarla con calma, leggerezza, accostando alle carezze qualche piccolo bacio tra i capelli setosi e profumati, e qualche grattino ogni tanto sul fianco e sulla schiena, sorridendo soddisfatto perché non c'era assolutamente nulla che voleva di più da quella loro notte.

Domani voglio trovarti qui al mio risveglio...
Lo so che la verità e il mondo ci inseguono, ma al momento tutto quello che voglio, è correre più veloce per distanziarli...
E lo voglio fare... Tenendoti per mano...
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Messaggioda Veronique » 21/11/2012, 17:53

Avevano parlato fin troppo quella sera, avevano rivelato - o forse era stata più che altro lei a farlo - fin troppe verità sul loro modo di pensare e di vedere quel rapporto assurdo tra loro: non era una relazione, non era un'amicizia, non era del semplice sesso... cos'era allora? Veronique non sapeva darsi risposta, e per quanto forse Ryan Angel avrebbe potuto aiutarla a chiarire la situazione, il giovane Vastnor sembrò d'accordo con l'altra nel non approfondire il discorso.

Esattamente, già, forse sarebbe ora di passare alle cose un poco più serie, non credi?

Osservò il suo sorriso malizioso e lo ricambiò di riflesso, lasciandosi prendere in braccio e chiudendo gli occhi mentre lui, posandola sul letto, iniziava a baciarla e a spogliarla: sì, d'accordo, tramite Veritaserum aveva detto un'altra cosa, aveva espresso un altro modo possibile di concludere la serata, ma quello di certo non le dava fastidio; posò lo sguardo sul suo corpo nudo, accarezzandone il petto con le mani. Forse non gliel'aveva mai detto, ma era davvero un bel ragazzo, un bell'uomo in realtà: sapeva che non era stato con altre da quando conosceva lei, e questo le faceva piacere, forse più di quanto avrebbe dovuto, ma era qualcosa per lei impossibile da controllare.
Scosse appena il capo, cercando di cacciare quei pensieri dalla mente: stavano per fare del sesso grandioso - o almeno quello sembrava il programma - quindi bisognava solo lasciarsi andare al piacere... ma forse Ryan non era d'accordo con quel programma teorico visto che, poco dopo, si scostò da lei e la prese nuovamente in braccio solo per posarla una seconda volta sul materasso poco dopo, con le coperte spostate con cui coprì subito il corpo nudo della Vireau.

Ma... dove vai?

Gli domandò lei quando vide fare il giro del letto spegnendo tutte le luci tranne quelle presenti sui comodini, e quando s'infilò sotto le coperte con aria totalmente rilassata e quel sorriso dolce e complice, Veronique lo fissò come se non riuscisse a credere ai suoi occhi.

Andiamo... Non aver paura, avvicinati su!

Lo fissò ancora per qualche istante, molto titubante in realtà, ma alla fine si avvicinò al suo corpo con fare... timido: insomma, una cosa era essere avvolti dal turbinio della passione, un'altra da pesanti e morbide coperte con l'altro pronto a coccolarti.
E fu esattamente questo che avvenne, perché non appena Veronique si accoccolò accanto a lui, in posizione fetale con la testa poggiata nell'incavo della sua spalla, Ryan iniziò a stringerla, a coccolarla, a baciarle i capelli.
Che cosa strana, che sensazioni nuove e del tutto sconosciute... nessuno l'aveva mai stretta così, nessuno l'aveva mai coccolata così: era un'emozione bellissima, che aumentò esponenzialmente sentendo le successive parole di lui.

Domani voglio trovarti qui al mio risveglio...
Lo so che la verità e il mondo ci inseguono, ma al momento tutto quello che voglio, è correre più veloce per distanziarli...
E lo voglio fare... Tenendoti per mano...


Anche se dovessi andarmene prima che tu apra gli occhi, non lo farei... - mormorò Veronique già ad occhi chiusi, ma l'effetto del Veritaserum ancora in circolo nel suo corpo - Sto bene con te...

Una frase che avrebbe potuto dire tante altre cose, che si sarebbe potuta aprire a mille interpretazioni diverse, ma per quella sera andava bene così, ci sarebbe stato tempo e modo per parlarne ancora. Si strinse di più a lui e si lasciò avvolgere dal suo calore, sapendo che una cosa era certa: il giorno dopo avrebbe dovuto dare molte spiegazioni a Marcus sul perché era tornata da lui alle 11 passate...


[FINE]
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Messaggioda Lyra » 20/07/2015, 14:42

[Isole Maldive - Resort babbano "The Dreamers" - 28 Agosto 2110 - Ore 11:25]


Fissò l'orologio. L'appuntamento con Haytham era stato fissato per quel giorno alle undici e mezza e questo voleva dire che mancavano solo cinque minuti al loro incontro. Si stava molto bene lì, sdraiati sul bagnasciuga a prendere il sole, anche fin troppo bene: Lyra aveva trovato la pace dei sensi in quel luogo paradisiaco da circa un'ora, tempo trascorso insomma da quando la cantante aveva messo piede lì. Era arrivata con un netto anticipo per potersi godere in pace e in solitudine quelle spiagge e quel mare, una località molto amata dalla giovane Bennet.
Il suo viaggio infatti prevedeva che la donna si sistemasse proprio vicino al mare, in maniera da non sentirne troppo la mancanza. Aveva deciso da tempo di cambiare vita, di lasciarsi alle spalle per un po' il mondo dei V.I.P. e quello magico per fare... Non lo sapeva ancora bene nemmeno lei cosa.
Sentiva solo che aveva bisogno di staccare la spina, di appendere il microfono al chiodo, di mettere da parte ciò che era -Lyra la cantante- per diventare una semplice persona normale. Per attuare il suo progetto però non poteva semplicemente ritirarsi dal mondo della musica, ma perdere completamente la sua identità di strega: quindi perchè non passare un breve soggiorno fra i babbani, stando a contatto con persone che l'avrebbero conosciuta, valutata ed eventualmente apprezzata come un comune essere umano?
Ci era voluto molto tempo per elaborare quel sogno -aiutata in questo dalla sorella maggiore- ma alla fine Lyra aveva preso la sua decisione. Ora doveva solo mettere al corrente di tutto ciò gli amici più stretti -in primis Desmond Flynn- e poi un giovane ragazzo che le era rimasto impresso nel cuore, pur non avendo mai voluto fare nulla per avvicinarsi a lui. Ora quello stesso ragazzo aveva chiesto di lei, le aveva scritto una lettera e inviato una poesia bellissima, che l'aveva commossa. E forse erano state proprio le sue parole che l'avevano spinta a prendere la decisione di vederlo, per poterlo salutare a dovere.
In fondo era stato l'unico ad essersi comportato in maniera gentile con lei, quindi si sentiva in obbligo di ricambiargli il favore con lo stesso interesse.
Fissò ancora una volta l'orizzonte per qualche istante, persa nei meandri dei suoi pensieri.
Poi, ancora sporca di sabbia e con la pelle lucida grazie all'acqua di mare, Lyra si alzò in piedi, dirigendosi verso il residence babbano dove alloggiava Haytham e dove si sarebbero incontrati.

Immagine


-------------------------------------------------


Salve, sto cercando il signor Ravnick.
Haytham Yuan Ravnick.


La signorina è attesa?

Sì...

Lo trova in spiaggia, sedia a sdraio numero... 25!

La ringrazio, molto gentile.

Uscendo fuori dal residence, Lyra si diresse verso il luogo indicatole, ponendo le infradito e il kaftano nell'enorme borsa di paglia, dove vi erano anche gli occhiali da sole, la bacchetta e qualche altro oggetto personale. Contò le sedie, fino ad arrivare alla numero venticinque trovandola però vuota. Haytham doveva essersi allontanato ed infatti le bastò guardarsi intorno per ritrovarlo, poco distante, in mezzo ad un campo di beach volley, assieme ad un ragazzo che gli assomigliava e ad altri due, che dovevano essere suoi amici.

Ti ho interrotto per caso?

Chiese, dopo aver alzato la mano per salutarlo ed anche per attirare la sua attenzione, mentre esibiva un sorriso sinceramente felice di rivederlo.
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Messaggioda Haytham » 23/07/2015, 22:02

Alla fine sei riuscito a parlare con il dottor Trigger?

Sì sì, mi ha fornito alcuni nomi e curriculum.
Però mi ha anche consigliato di provare a vedere al Ministero.


Al Ministero?!

Dice che l'ideale sarebbe trovare un Master Teacher qualificato.
D'altronde basterebbe dire che Thera è solo molto ma molto incapace in incantesimi.


Quindi che farai?

Dovremmo fare insieme un salto al Ministero e vedere se c'è qualcuno all'altezza...
Altrimenti cambieremo target e mi atterrò agli altri consigli che mi ha dato.


Ok, affare fatto!
Adesso però in posizione, questo punto è fondamentale per il match!


Haytham, siamo 24 a 9...

Sssshhhh!
Mi stai deconcentrando!


Jasper scosse il capo, sbuffando divertito a quell'avvertimento tanto assurdo, prendendo posizione a poca distanza dal fratello.
La squadra di beach volley avversaria, trovata per caso lungo la spiaggia, eseguì la battuta ed Haytham su buttò subito sulla palla, recuperandola con maestria per poi direzionarla verso il compagno. Il più giovane, a quel punto, intercettandola, la lanciò in alto, molto in alto, favorendo in quella maniera la schiacciata devastante del parente, decretando quindi la vittoria da parte del Team Ravnick, vincente sul campo tanto quanto nella scienza, un motto inventato sul momento dallo stesso Haytham. Dopo essersi dati il cinque e dopo aver salutato gli sfidanti perdenti, sia l'uno che l'altro tornarono verso i loro ombrelloni, trovandosi però davanti una figura a sorpresa, una gran bella figura a sorpresa.
Haytham si bloccò di colpo, deglutendo ed osservando Lyra Bennet da testa a piedi, impunemente.

Ti ho interrotto per caso?

No no, posso continuare ad ammirare anche mentre parlo!

Wow, sai fare due cose contemporaneamente, allora sei un fenomeno fratellone!

Jasper gli diede una gomitata sul fianco, per poi andarsi a presentare verso la cantante, sorridendo tranquillo e sereno.

Beh, direi che la mia presenza qui è superflua, giusto?

Giustissimo!
Filare, su, via via, sciò!


... È stato un vero piacere miss Lyra, a presto!

Il tono abbastanza scherzoso del ragazzo traspariva senza problemi, in fondo neanche Haytham si faceva troppe remore nel cacciarlo via per rimanere da solo con la nuova arrivata. Tra lui e il fratello sussisteva un rapporto di assoluta e reciproca sincerità, un legame importante, un legame forte, un legame che nessuno mai avrebbe potuto spezzare, neanche impegnandocisi fino allo stremo. Ad ogni modo, non era quello il momento per pensare ad una cosa ovvia come la loro amicizia fraterna. Non appena Jasper fu abbastanza lontano, il Ravnick poté finalmente dedicarsi interamente a Lyra, chiedendole implicitamente con un occhiolino di seguirla fino alla riva del mare, dove avrebbero potuto inserire i piedi tra la sabbia e l'acqua salata, camminando sul bagnasciuga per tutti i chilometri che avessero voluto. Il Sole non picchiava tanto forte e un piacevole venticello passava tra i capelli di entrambi, anche se quelli del ragazzo erano naturalmente più pesanti per via dell'acconciatura.

E così alla fine ti sei decisa, mh?
Ti sembra questo il modo di lasciare sulle spine un uomo?
Mi sarei anche potuto suicidare, o peggio, sarei potuto diventare povero!


Si fermò in prossimità di un chiosco mobile che serviva granite, imponendole di prenderne una, anche se non c'era il gusto "yogurt magro".

... Come stai?
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Messaggioda Lyra » 24/07/2015, 0:08

No no, posso continuare ad ammirare anche mentre parlo!

Era abituata ad attirare l'attenzione di mezza popolazione maschile -quella etero- per questo lo sguardo di Haytham non suscitò imbarazzo nè vergogna nella giovanete Bennet. Invece si mise a sbuffare, incrociando le braccia sul petto, ma non certo perchè scocciata da quel comportamento quanto... incredula e divertita dal comportamento del ragazzo.

Wow, sai fare due cose contemporaneamente, allora sei un fenomeno fratellone!

Quindi sei tu il fratellino di Haytham!
Molto piacere, Lyra.
Tuo fratello mi ha parlato di te la sera che ci siamo conosciuti.


Quella conversazione per fortuna non l'aveva dimenticata, anzi le era rimasta impressa, forse perchè parlava proprio del bellissimo rapporto che Yuan aveva con il fratello minore. In ogni caso, Jasper -poveretto!- non era gradito in quel momento e venne scacciato senza troppi problemi dal maggiore, che poi -subito dopo- fece un'occhiolino alla cantante invitandola a seguirlo sulla spiaggia.

E così alla fine ti sei decisa, mh?

Ad incontrarti?

Ti sembra questo il modo di lasciare sulle spine un uomo?
Mi sarei anche potuto suicidare, o peggio, sarei potuto diventare povero!


Suvvia, non essere esagerato!- disse, ridacchiando appena e fissando ancora il ragazzo -E poi in che modo avresti rischiato di impoverirti?

Chiese giusto per curiosità, fermandosi nel frattempo vicino ad un chiosco di granite ambulanti dove Haytham la "costrinse" a prendere insieme a lui una granita. Tranne quelle allo yogurt, che -caso strano!- non c'erano.

No... davvero?
Accidenti, questo è grave...
Mmh... Va bene: allora vada per una granita al limone.


Disse, prendendo la propria e pagando il babbano -perchè la diva aveva chiesto espressamente di incontrarsi in una località completamente babbana- con della cartamoneta del posto.

... Come stai?

Bene, sì...- rispose di getto, abituata a rispondere in quel modo, come se ormai fosse una mantra imparato a memoria. Tuttavia sapeva che Haytham voleva andare molto più a fondo in quella questione, quindi si affrettò a precisare -Sto bene, davvero...
Non sono sull'orlo del suicidio, se è questo che pensi, e non sto per crollare. Ho deciso che mi prenderò un periodo di pausa dal lavoro e cercherò di godermi una vita normale e tranquilla da qualche parte nel mondo babbano...


Rispose, accennandogli quindi solo in parte del suo progetto di lasciare per un po' la vita mondana.

E tu invece?
Ti trovo in forma... rasta compresi!
Ma li porti sempre in questo modo?


Chiese, prendendo un sorso della sua granita al limone, un toccasana sotto quel sole caldo.
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Messaggioda Haytham » 24/07/2015, 1:16

Suvvia, non essere esagerato!
E poi in che modo avresti rischiato di impoverirti?


Avrei smesso di lavorare!
Le mie giornate sarebbero trascorse immerse nella tristezza e in compagnia di birre analcoliche a basso costo.
Nell'arco di meno di un anno avrei avuto una barba lunga circa un metro ed avrei tatuato il tuo nome sopra ogni zona del corpo.
... Compreso , quindi pensa che male!


Annuì convinto a quella sua affermazione, sospirando come se già stesse attendendo quel momento terribile e pessimo in arrivo.
La realtà era che come l'ultima volta, l'intento di Haytham era farla sorridere, spensierata e serena, dandole motivo per tirarsi su di morale.
Era splendida quando incurvava le labbra all'insù, inoltre gli occhi brillavano di una luce un po' più viva, deliziosa e ipnotica.

No... davvero?
Accidenti, questo è grave...
Mmh... Va bene: allora vada per una granita al limone.


Per me arancia rossa, grazie!
Offre lei, oggi le hanno dato la quattordicesima!


Galante? Haytham Yuan Ravnick? Sì, forse un pochino, forse nelle giuste situazioni... E quella decisamente non lo era, almeno a suo avviso.
Lì erano due babbani qualunque, ma non era soltanto quello. Ipotizzava che la Bennet fosse abituata ad avere stregue di maschi che la servivano e riverivano in tutto e per tutto, mentre lui voleva distinguersi, farla sentire più libera di comportarsi naturalmente, oltre a stupirla.

... La quattordicesima è lo stipendio che i babbani prendono in più nel mese estivo.
Una sorta di incentivo lavorativo trasformato in aiuto economico al fine di pagarsi le meritate vacanze!


Era abbastanza ipotizzabile che Lyra non conoscesse molte delle abitudini del mondo non magico e il MagiArcheologo era lì proprio per spiegarle quei piccoli dettagli fondamentali. Certo, non sapeva che forse nell'avvenire le sarebbero risultati fin troppo utili, ma la pessima notizia doveva ancora arrivare, nel frattempo era bello godersi la granita in compagnia di un angelo.

Bene, sì...

Lyra, Lyra, Lyra...

Sto bene, davvero...

Oh, adesso sì che sei convincente!

Sarcasmo puro, al 100%.

Non sono sull'orlo del suicidio, se è questo che pensi, e non sto per crollare.

Mh, a queste parole già posso credere di più!

Ho deciso che mi prenderò un periodo di pausa dal lavoro e cercherò di godermi una vita normale e tranquilla da qualche parte nel mondo babbano...

T-tu che cosa?!

Interruppe il suo cammino e per poco non inciampò in un castello di sabbia fatto da un bambino che, ovviamente, vedendo la sua opera mandata all'aria, rimase decisamente intristito. Haytham, chiedendo un attimo scusa alla cantante, si mise subito in ginocchio e chiese al piccolo di aiutarlo a recuperare la preziosa opera marittima, creando un castello ancora più bello di quello precedente, facendolo tornare felice.

... Che stavamo dicendo?
... Ah sì!
... T-tu che cosa?!


La cosa bella fu che riuscì a dare la stessa identica intonazione della domanda sconcertata precedente, anche se naturalmente lo sconcerto ormai era passato, sostituito dalla curiosità di capire il perché di una decisione simile. Non gli andava proprio che lei si allontanasse, non doveva, per la miseria, proprio adesso che si stavano frequentando e stavano progettando un roseo futuro matrimoniale insieme! (?)

E tu invece?
Ti trovo in forma... rasta compresi!
Ma li porti sempre in questo modo?


Naaaaa, ogni tanto cambio!
Diciamo che mi regolo molto in base all'umore e all'ambiente.
Ho preso circa tre chili in più di massa magra quest'anno, tutta palestra!


Invece, la palestra che avrebbe voluto fare con lei più che far crescere muscoli faceva sudare intensamente e la Trama solo sapeva per quante notti aveva risognato quel sesso allucinante a casa della cantante con lei ubriaca ma acrobatica! Porca Morgana quanto gli faceva sangue.
Giunti fino ad un pontile di legno, il silenzio e la tranquillità li avvolgeva completamente. Forse era il momento per parlare un po' più seri.

Arriviamo al sodo, luce dei miei occhi: sono molto interessato a te.
Ti ho pensata in queste settimane e caspita, sei diventata una sorta di pensiero fisso.
Posso sapere se per lo meno ti interesso o piaccio un po'?


Già, per Haytham Yuan Ravnick, le mezze misure non esistevano affatto.
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Haytham
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Messaggioda Lyra » 24/07/2015, 21:03

Avrei smesso di lavorare!
Le mie giornate sarebbero trascorse immerse nella tristezza e in compagnia di birre analcoliche a basso costo.
Nell'arco di meno di un anno avrei avuto una barba lunga circa un metro ed avrei tatuato il tuo nome sopra ogni zona del corpo.
... Compreso lì, quindi pensa che male!


Quanto era esagerato quel ragazzo! O forse era lei che non aveva compreso bene quali fossero le sue vere intenzioni. Erano in tanti a dire di volere una storia con lei, ma seriamente poteva essere che quel ragazzino stesse facendo sul serio? A giudicare dal suo modo di fare -burlone, scherzoso, a volte persino più frivolo di lei- pareva proprio di no. Però le sue battute la facevano ridere e anche tanto, perchè erano allegre e spensierate, proprio ciò di cui la giovane Bennet aveva bisogno.

Ahahah sei completamente matto...

Eccola lì, la sua risata argentina, quella che le illuminava lo sguardo e mostrava il suo bellissimo sorriso, brillante quanto un raggio di sole. Durò poco in realtà, perchè anche se la situazione era buffa, Lyra non sentiva ancora quella felicità esserle penetrata dentro fino a raggiungere il cuore, e anzi aveva bisogno di un continuo stimolo per non ricadere nell'apatia e nella depressione e rinchiudersi in casa per giorni.
Quella giornata in spiaggia era solo un palliativo, Haytham era solo di passaggio -almeno così credeva lei- la vera soluzione era abbandonare tutto e ritirarsi per un po' di tempo nel mondo babbano. Ma non prima di aver parlato ancora un po' con Il Ravnick, passeggiato con lui sulla spiaggia e presa una granita!

Per me arancia rossa, grazie!
Offre lei, oggi le hanno dato la quattordicesima!


La quattor... ah, sì, certo, certo!
Ecco a lei!


Ma questo è un centone!
Non ho il resto da darle, mi spiace...


Oh...
Allora tenga pur il resto, non c'è problema!


Disse convinta, allontanandosi soddisfatta e tranquilla come se non avesse appena regalato un bel po' di soldi senza tanti problemi. In effetti Lyra non aveva la minima idea di quanto avrebbe dovuto avere di resto e semplicemente, non possedendo altri cambi monetari, aveva lasciato tutto quanto all'uomo delle granite, che ora la guardava basito e completamente scioccato.

Mmmh... squisita!
La tua com'è? Vuoi assaggiare?


Chiese, leccandosi le labbra per togliere qualche residuo di ghiaccio e limone, prima di proseguire con la conversazione e parlare quindi di come stesse la bella cantante. Non aveva alcuna intenzione di ingannare il Ravnick, semplicemente non se la sentiva di parlare dei momenti più brutti e depressivi della sua vita. Anche perchè, secondo la sua ottica, presto sarebbero finiti, come ci tenne a precisare anche ad Haytham.

Ho deciso che mi prenderò un periodo di pausa dal lavoro e cercherò di godermi una vita normale e tranquilla da qualche parte nel mondo babbano...

T-tu che cosa?!

Attento!

Senza accorgersene, Haytham era quasi finito completamente addosso ad un castello di sabbia costruito da un bambino, che in quel momento fissava il ragazzo coi rasta parecchio triste e imbronciato. Forse dispiaciuto, forse per fare bella figura con la cantate, il Ravnick chiese del tempo per poter riparare al torto, aiutando il piccoletto a ricostruire il suo castello, anzi rendendolo persino più bello di prima.
Lyra lo fissava, squadrandolo dalla testa ai piedi e chiedendosi se quello fosse veramente frutto di bontà d'animo o un'azione calcolata. Ma alla fine, vedendo forse l'espressione felice e divertita del MagiArcheologo, mise da parte qualsiasi sospetto, inginocchiandosi in mezzo ai due e dando una mano a finire il castello.

Sei contento piccolino?
Lo vedi quell'uomo che vende granite laggiù? Vai a prenderti una granita e digli che te l'ho offerta io. Tanto è già stato pagato!


Disse, facendo una carezza sulla testa del bambino e assicurandosi che il venditore gli desse davvero la granita, prima di rivolgere nuovamente la sua attenzione ad Haytham e alla conversazione che stavano avendo prima.

... Che stavamo dicendo?
... Ah sì!
... T-tu che cosa?!


Mpf sei davvero assurdo!
Non ti ricordavo così buffone alla festa lo sai?


Lo prese un po' in giro, facendogli anche una linguaccia e picchettando l'indice sulla punta del suo naso, prima di tornare seria e spiegare per filo e per segno al ragazzo i propri progetti.

Questa è una cosa che ti dico in confidenza Haytham, quindi ti prego non andare a dirla in giro o almeno tieni lontana la notizia dai giornali.
Ho deciso di trasferirmi per un po' di tempo nel mondo babbano, dove vivrò come una semplice babbana qualunque, senza fama e senza magia. Ad essere precisi non abbandonerò completamente la magia, voglio solo mescolarmi all'interno di un mondo dove nessuno mi conosce nè può avvicinarsi a me solo perchè sono famosa.
A dire il vero non so neanche perchè ti racconto tutto quanto, ma tu mi hai sempre dato l'impressione di capire perfettamente come mi sento, come se sapessi tutto ciò che ho passato in questi mesi.
E' assurdo lo so, però è così quindi... Quindi ti sto dicendo che me ne vado, anche se ufficialmente sarà solo un ritiro temporaneo dal mondo dello spettacolo per un lungo periodo di vacanza.


Continuarono a camminare mentre lei parlava, arrivando fino al pontile della spiaggia e da lì proseguendo verso di esso. Non c'era nessuno nei dintorni, il luogo perfetto insomma per continuare una conversazione più seria e, per Haytham, più diretta a giudicare dalle parole che le rivolse subito dopo.

Arriviamo al sodo, luce dei miei occhi: sono molto interessato a te.

[...]

Ti ho pensata in queste settimane e caspita, sei diventata una sorta di pensiero fisso.
Posso sapere se per lo meno ti interesso o piaccio un po'?


Lo fissò per diversi secondi, non felice nè schifata da quella conversazione, ma solo immensamente triste. Gli occhi scintillavano alla luce del sole e le labbra parevano sempre sul punto di dire qualcosa che però, puntualmente, la diva si rimangiava, tenendola dentro di sè. Alla fine, dopo che il silenzio era diventato parecchio assordante, Lyra si decise a parlare, iniziando la conversazione con un lieve sospiro.

Haytham qualunque sia la mia risposta, non servirebbe a niente.
Non servirebbe a nulla dirti che mi piaci, perchè al momento non sono disposta ad avere una relazione.
Io... Io non sono più nemmeno in grado di capire se una persona mi piace sul serio o se ciò che provo è solo frutto di tutto questo tempo passato da sola...
E questo mi blocca: mi dispiace, fino ad adesso non avevo capito che tu facessi sul serio con me.
Credevo che fossi uno dei tanti, che saresti passato e poi svanito nel nulla nel giro di poco tempo...
Potrai mai perdonarmi?
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