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Messaggioda Yamato » 09/09/2017, 21:07

Sarà tutto molto più chiaro andando avanti con la conversazione, glielo assicuro.
Prima di tutto mi dica: pensa possa esistere un Equilibrio tra la Positività e la Negatività di questo Mondo?
E se la sua risposta fosse affermativa, in cosa rispecchierebbe la sua idea di Equilibrio?


... Mr Kusanagi, con tutto il rispetto, ma lei è venuto fin qui, senza preavviso, per farmi domande di natura filosofica?
Ho sempre avuto molto piacere a stare in sua compagnia, ma il suo modo di fare oggi mi rende assai perplessa e neanche troppo disposta alla conversazione in generale.
Lei sembra sapere qualcosa che io ignoro e sembra anche sapere dello strano sogno che ho avuto stanotte.
Un sogno che in parte è stato traumatizzante.


E questo non la fa seriamente sentire predisposta alla conversazione, miss Bennet?
Qualcuno le sta dicendo che conosce dettagli su un qualcosa di intimo e inconscio come un sogno.
La prego, cerchi di concentrarsi e rispondere alle mie domande.
Se le ho assicurato che presto potrà vedere le cose in modo più chiaro, cerchi di fidarsi.
Non sono propenso a prendere in giro il prossimo, men che meno una buona amicizia.


Era ovvio che Lyra fosse molto confusa ed era ancora più ovvio che la presenza lì di Yamato fosse completamente (anzi, apparentemente) fuori luogo.
Ma uno strano moto interiore stava suggerendo alla donna di parlare, pur senza darle una spiegazione effettiva.
Ella sentiva di potersi fidare, anche se soltanto nel più profondo del suo essere.
Una consapevolezza assurda che nei suoi confronti non aveva mai provato, essendo i due quasi sostanzialmente dei conoscenti affabili.
Era l'influenza del Sole che già solleticava il suo Fuoco ancora incolto, ma la cantante l'avrebbe scoperto solo dopo un altro poco di tempo.

Comunque sì, sono convinta che ci possa essere un equilibrio fra positivo e negativo, bene e male, luce e oscurità o qualunque cosa lei intenda.

Bene. Prosegua dunque. La ascolto.

... Se dovessi dare un esempio di equilibrio... direi che il Taoismo è perfetto in questo senso.
E il Taoismo si rispecchia in tutto ciò che vive nel mondo.
Per cui si può dire che ogni cosa in realtà sia una rappresentazione dell'Equilibrio. Persino l'essere umano. Forse più di tutti l'essere umano.
Non siamo forse fatti in parte di luce ed in parte di ombra?
Senza l'una o senza l'altra, non ci sentiremmo forse incompleti?


Mhmh...

Sempre che io e lei stiamo parlando della stessa cosa... Direi di aver risposto alla sua domanda.
Ora, potrebbe essere così gentile da fare altrettanto e spiegarmi il motivo della sua visita?


Sorrise appena, l'uomo, prendendosi qualche secondo di silenzio prima di parlare e portare avanti il dialogo.
La risposta ricevuta da lei era un ottimo punto di partenza, ma necessitava di qualche piccolo accorgimento in più.
Sarebbe stato necessario accompagnarla piano fino alla risoluzione conclusiva, senza essere troppo diretto.
Uno Spirito che raggiungeva la verità da solo sapeva anche diventare più forte in poco tempo rispetto ad uno semplicemente indotto.
La libertà di ragionamento era il primo step da affrontare, in tal senso.

Effettivamente è vero, l'essere umano è quanto di più rappresenti il dualismo del bene e del male.
Siamo creature dotate di ragione e raziocinio. Queste doti ci hanno permesso nel tempo, nei secoli, di stabilire regole e leggi per vivere.
Esiste però al contempo un altro tipo di mondo che segue leggi già esistenti, non decise ma stabilite da un ordine superiore.
Questo mondo ci ha accolti all'inizio a braccia aperte, ne eravamo parte fino al momento della nostra evoluzione.
Un mondo che non conosce bene o male, ma solo la perfetta neutralità della vita e della morte...


Sapeva, era sicuro che Lyra ci sarebbe arrivata praticamente subito, d'altronde era un ragionamento così semplice.

Esatto... La Natura.
Ciò che è naturale è di per sé in Equilibrio perfetto, senza diatribe tra bene e male.
Gli animali non vengono uccisi per sport, ma per necessità istantanea, sopravvivenza della specie.
Tutto ciò che governa questo meraviglioso Equilibrio non è altri che le forze naturali più pure ed autentiche.
Non importa dove vivano queste creature... Sulla Terra, nell'Aria, sott'Acqua, a sangue Freddo o Caldo, Intelligenti o meno.


Tutto appariva ancora nell'ombra, privo di un apparente significato effettivo legato al sogno della donna, ma era sul serio così?
Yamato, mentre illustrava quelle teorie di certo non proprio campate in aria, lo faceva con un trasporto effettivamente forte, sentito, intenso.
Quasi come fosse un antico oratore, come un sapiente centenario, qualcuno che quelle parole non le stesse dicendo certo solo in quel frangente, con lei.

... Ci sono uomini e donne, nel Mondo Magico, che hanno scelto di servire la volontà del neutro Equilibrio.
Come tali non possono essere mai completamente al centro, ci sarà sempre una parte che propenderà più verso il bene o il male.
Ma questo non impedisce loro di difendere le regole imposte da una volontà superiore, non quella cieca degli esseri umani.
Tali persone però non solo scelgono, ma vengono anche scelte a loro volta in base ad un criterio sconosciuto, divino, se così potremmo dire.
Viene donato loro un Elemento che si insinua nel loro Spirito... Che possa essere Acqua, Terra, Ghiaccio, Elettricità, Vento... Oppure...


Oh no, in quel caso lasciò a lei l'onore di dire l'ultimo della lista, tanto era abbastanza certo che la bella V.I.P. avesse già iniziato a fare i dovuti collegamenti.
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Messaggioda Lyra » 10/09/2017, 20:27

Lei sembra sapere qualcosa che io ignoro e sembra anche sapere dello strano sogno che ho avuto stanotte.
Un sogno che in parte è stato traumatizzante.


E questo non la fa seriamente sentire predisposta alla conversazione, miss Bennet?
Qualcuno le sta dicendo che conosce dettagli su un qualcosa di intimo e inconscio come un sogno.
La prego, cerchi di concentrarsi e rispondere alle mie domande.
Se le ho assicurato che presto potrà vedere le cose in modo più chiaro, cerchi di fidarsi.
Non sono propenso a prendere in giro il prossimo, men che meno una buona amicizia.


Non era sua abitudine essere sgarbata e poco accomodante con il prossimo, ma l'esperienza appena vissuta aveva destabilizzato un bel po' la psiche della cantante, rendendola quella mattina decisamente poco paziente. Tuttavia Yamato era sempre stato un buon conoscente, una piacevole compagnia e anche un uomo galante. Inoltre egli sembrava davvero voler aiutare Lyra a capire meglio la propria situazione. Tutte queste cose, unite ad un desiderio di portargli rispetto di cui la Bennet si accorgeva a malapena, la spinsero ad ammorbidirsi e sciogliersi, portandola anche a scusarsi con il Kusanagi.

Mi perdoni la sgarberia di prima.
Mi vergogno di essermi mostrata in questo modo, temo che il sogno di stanotte possa avermi scombussolata più di quanto pensassi...


Rispose con delicatezza, rispondendo poi alle domande che l'uomo le aveva fatto, senza però afferrare bene cosa intendesse con la seconda. Non era sicura infatti di aver centrato l'argomento, ma Yamato sembrò non scomporsi affatto, anzi sorrise e proseguì a parlare con molta calma e pazienza, volendo che l'altra arrivasse alla risposta giusta con i propri tempi e con i propri ragionamenti.

Effettivamente è vero, l'essere umano è quanto di più rappresenti il dualismo del bene e del male.
Siamo creature dotate di ragione e raziocinio. Queste doti ci hanno permesso nel tempo, nei secoli, di stabilire regole e leggi per vivere.
Esiste però al contempo un altro tipo di mondo che segue leggi già esistenti, non decise ma stabilite da un ordine superiore.
Questo mondo ci ha accolti all'inizio a braccia aperte, ne eravamo parte fino al momento della nostra evoluzione.
Un mondo che non conosce bene o male, ma solo la perfetta neutralità della vita e della morte...


... Sta parlando forse della... Natura?

Esatto... La Natura.
Ciò che è naturale è di per sé in Equilibrio perfetto, senza diatribe tra bene e male.
Gli animali non vengono uccisi per sport, ma per necessità istantanea, sopravvivenza della specie.
Tutto ciò che governa questo meraviglioso Equilibrio non è altri che le forze naturali più pure ed autentiche.
Non importa dove vivano queste creature... Sulla Terra, nell'Aria, sott'Acqua, a sangue Freddo o Caldo, Intelligenti o meno.


Aveva tutta la sua attenzione, ma la perplessità era ancora tanta. Che cosa aveva a che fare l'Equilibrio, la Natura con il suo sogno, con quello che aveva vissuto? Era convinta che l'incontro con la Maschera fosse frutto del suo Inconscio che decideva finalmente di ribellarsi a quella situazione. Era convinta che c'entrasse solo sé stessa e basta, mentre a giudicare dalle parole di Yamato, pareva che le forze della natura avessero in qualche modo avuto un coinvolgimento diretto con lei. Tutto questo presentava ancora molti punti d'ombra, ma il successivo discorso del Kusanagi servì per far aprire lentamente gli occhi alla bella diva.

Tutto ciò che ha detto è molto affascinante e sicuramente condivisibile anche dal mio punto di vista, ma non spiega il collegamento con ciò che ho sognato stanotte.
La prego, può cercare di essere più chiaro e spiegare meglio che cosa sta cercando di dirmi?


Chiese quasi con tono di supplica, con quella gentilezza angelica che il capo degli Ignis conosceva bene, avendo avuto a che fare con lei spesso in passato.

... Ci sono uomini e donne, nel Mondo Magico, che hanno scelto di servire la volontà del neutro Equilibrio.
Come tali non possono essere mai completamente al centro, ci sarà sempre una parte che propenderà più verso il bene o il male.
Ma questo non impedisce loro di difendere le regole imposte da una volontà superiore, non quella cieca degli esseri umani.
Tali persone però non solo scelgono, ma vengono anche scelte a loro volta in base ad un criterio sconosciuto, divino, se così potremmo dire.
Viene donato loro un Elemento che si insinua nel loro Spirito... Che possa essere Acqua, Terra, Ghiaccio, Elettricità, Vento... Oppure...


... Il Fuoco.

Spalancò gli occhi, giungendo finalmente alla piena comprensione del suo discorso. Lo disse quasi sussurrando, portando una mano a coprirsi le morbide labbra, in un gesto nato probabilmente da un artificio della Maschera ma divenuto reale dopo anni e anni di continuo utilizzo. In quell'istante, Lyra stava rivivendo il momento in cui la Maschera le aveva parlato di un dono che le aveva sottratto, per sopravvivere. Non aveva compreso subito di cosa stesse parlando e quella sfera di fuoco appariva così minuscola ed insulsa da non essere degna di particolari attenzioni. Aveva creduto che fosse la rappresentazione fisica della passione bruciante che le era sempre mancata. Invece, secondo Yamato, esso era esattamente ciò che ella aveva visto: l'elemento Fuoco, che le era stato donato da una forza divina per chiamarla a servire ciò che l'uomo chiamava Equilibrio.

Questo... Questo ha dell'incredibile...- disse infine, portandosi una mano sulla fronte,
come se scottasse ed in effetti era calda, ma non per via della febbre -Nel mio sogno... la Maschera mi aveva avvisata di avermi sottratto qualcosa di importante, ma non ho compreso di cosa stesse parlando...-
parlò come se l'uomo sapesse tutto, erroneamente perché probabilmente il Kusanagi non conosceva la natura del suo sogno -... Come faccio a crederle? Lei mi sta raccontando cose che non si sono mai sentite, mai, e mi sta dicendo che io ora possiedo il Fuoco perché sono stata scelta... Per quale motivo poi? Perché io?

Domandò all'altro, visibilmente agitata da tutte quelle domande.
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Messaggioda Yamato » 12/09/2017, 20:47

... Il Fuoco.

Già.
Yamato si trovava lì per quello ma la Bennet stava iniziando a scoprirlo soltanto da pochi secondi.
Lo sconcerto per quella notizia era forte, una reazione comprensibile ed ovvia, ecco perché difficilmente andavano Gildati a caso a risvegliare.
Il compito del Sole come quello dei Consiglieri o degli Incendi più esperti era proprio quello di aiutare la persona a capire, ma senza premere troppo sull'acceleratore.
Inoltre, quando si trattava di individui già adulti e non certo dalla mente aperta alle novità come gli adolescenti, la necessità di una Guida forte diveniva indispensabile.

Questo... Questo ha dell'incredibile...

Sì, è vero, concordo pienamente miss Bennet.

Nel mio sogno... la Maschera mi aveva avvisata di avermi sottratto qualcosa di importante, ma non ho compreso di cosa stesse parlando...

Adesso però lo aveva compreso, anche se non pienamente, per quanto gli occhi di lei fossero ancora occhi increduli.
Quella consapevolezza non aveva ancora gettato basi e radici profonde, solide, proprio a causa dell'entità formidabile della notizia.
Il Sole si limitò ad ascoltare ed assimilare quelle parole, comprendendo quindi che il Fuoco fosse giunto a lei in ritardo per ritardato da qualcosa, non per una scelta dell'Equilibrio.
Non poteva conoscere l'entità effettiva del sogno, poteva solo sapere che quella notte ella attraverso un sogno avesse preso contatto con il proprio Elemento.
Non si azzardò comunque a chiedere informazioni personali, come ad esempio cosa fosse quella Maschera, ipotizzando appartenesse ad una sfera inconscia della Cantante.

... Come faccio a crederle?
Lei mi sta raccontando cose che non si sono mai sentite, mai, e mi sta dicendo che io ora possiedo il Fuoco perché sono stata scelta...
Per quale motivo poi? Perché io?


Per lo stesso motivo per cui certe persone nascono con doti specifiche.
Forse esse sono destinate ad utilizzarle per qualcosa di speciale, non si sa.
Quanto spesso ci siamo ritrovati a dire "Come mai lui è così bravo in questo ed io faccio pena?".
Abilità innate, comprese in una Natura che dona le doti attraverso un criterio forse stabilito ma a noi ignoto.
Il senso è esattamente questo... Se lei ha il Fuoco... Non è dato saperne la ragione, lo ha e basta.


Poteva sembrare molto sbrigativa come risposta, ma era la stessa che ella avrebbe ricevuto anche dalla sorella, nel caso in cui le avesse posto lo stesso quesito.
I Gildati non dovevano ragionare sul perché o sul per come, dovevano solo decidere da che parte stare, se quella dell'Equilibrio oppure no.
Era una scelta normalissima, come tante altre della vita, come tantissimi schieramenti in guerre e ideologie filosofiche, come anche quelle politiche.
Semplicemente a differenza di queste, la scelta legata al Conflux era vincolante e solenne, una promessa seria tanto quanto un Matrimonio Magico.
Come farle però credere alla veridicità di tutto ciò? C'erano in realtà tante strade, ma lui scelse di passare per quella più invasiva, probabilmente.

Prenda la bacchetta, miss Bennet...

Attese che ella facesse quanto richiesto, mettendosi poi in piedi, a non troppa distanza da lei.

... Ora mi lanci addosso un incantesimo "Incendio".
Su, non si preoccupi se sono io a dirlo.
Vuole essere certa che tutto questo non sia un sogno.
Che tutto questo sia vero e che io non la stia prendendo in giro.
Compia allora questo passo, questo piccolo atto di fede cieca e faccia come le ho detto...


Da quando c'era stata la sfida tra i Druidi e i Gildati, i Capi Gilda avevano ricevuto un dono incredibilmente speciale: oltrepassare l'affinità del 99% con l'Elemento Primario.
Questo stava a significare che la fonte di Mana legata al loro Elemento non avrebbe più causato loro alcun danno o graffio, anzi, avrebbe garantito loro ulteriore forza e vigore.
Quindi, qualora Lyra si fosse decisa a fare quella mezza pazzia, magari anche dopo diversi secondi di attesa, i suoi occhi sarebbero rimasti affascinati dalle conseguenze dell'incanto.
L'Incendio avrebbe pervaso completamente il corpo di Yamato, conferendogli momentaneamente un'Aura fatta di fiamme scoppiettanti, vive, colorate e luminose.
Dopo di che, il Fuoco avrebbe iniziato ad insinuarsi dentro di lui, come risucchiato dallo Spirito, scomparendo in poco tempo.

... Ora pensa di potermi credere?
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Messaggioda Lyra » 14/09/2017, 20:24

Tutto quello che Yamato stava dicendo era assurdo. Lyra faticava a credere ciecamente alle parole del Kusanagi, pur avendo avuto già prova nel suo sogno che egli non stesse mentendo. Ma per una donna come lei era così difficile avere fede. Se fosse stata una semplice adolescente ancora in erba, non sarebbe stato così difficoltoso convincerla della verità. Tuttavia, i suoi problemi personali avevano bloccato la possibilità per lei di un risveglio normale e anticipato, finendo per arrivare a quel momento specifico della sua vita dove soltanto da poco ella aveva concluso un percorso di guarigione interiore. Espose i suoi dubbi anche al Sole. Gli chiese il motivo di quella scelta da parte dell'Equilibrio. Non riusciva a comprendere perché le fosse stato donato proprio il Fuoco, ma la risposta del Kusanagi non fu affatto esaustiva.

Per lo stesso motivo per cui certe persone nascono con doti specifiche.
Forse esse sono destinate ad utilizzarle per qualcosa di speciale, non si sa.
Quanto spesso ci siamo ritrovati a dire "Come mai lui è così bravo in questo ed io faccio pena?".
Abilità innate, comprese in una Natura che dona le doti attraverso un criterio forse stabilito ma a noi ignoto.
Il senso è esattamente questo... Se lei ha il Fuoco... Non è dato saperne la ragione, lo ha e basta.


Come la sua voce. Nonostante non avesse fornito una vera risposta alla domanda fatta dalla diva, Lyra si trovò costretta ad accettarla per buona, perché il paragone era calzante e comprensibile anche ad una mente in subbuglio e sconvolta come la sua. L'incredulità però rimaneva ancora, caratteristica di cui si accorse anche Yamato e probabilmente fu proprio questo che lo spinse ad agire in maniera più invasiva con la Bennet.

Prenda la bacchetta, miss Bennet...

Mh?

Allungò la mano, afferrando la bacchetta che si trovava sul tavolinetto a pochi centimetri da lei. Non capiva il motivo, ma eseguì comunque la richiesta dell'altro, continuando a fissarlo perplessa. E subito dopo inorridita.

... Ora mi lanci addosso un incantesimo "Incendio".

Cosa?
Ma... è pazzo?!


Su, non si preoccupi se sono io a dirlo.

Questo non mi rassicura, mister Kusanagi!

Vuole essere certa che tutto questo non sia un sogno.
Che tutto questo sia vero e che io non la stia prendendo in giro.
Compia allora questo passo, questo piccolo atto di fede cieca e faccia come le ho detto...


Aveva un modo di fare molto suadente. Sapeva utilizzare bene le parole, gliene dava atto, ma la ragione le stava urlando di non commettere follie: se gli avesse lanciato addosso un Incendio, sarebbe stata accusata di aggressione immotivata, un vero e proprio reato perseguibile dalla legge magica. Il Kusanagi però sembrava così tranquillo e sicuro di sé, convinto dalla veridicità delle sue parole. E fu quella sua sicurezza a scalfire la perplessità della donna, la quale rimase in silenzio per qualche minuto prima di prendere una decisione.

... Ne è totalmente sicuro?
Non le accadrà nulla di male?


Chiese un'ultima volta, prima di decidersi ed eseguire l'incantesimo richiesto dall'uomo. Si alzò in piedi di fronte a lui, con la bacchetta ben stretta e lo sguardo spaventato, di chi non capiva cosa stesse per fare. Aveva tanta paura, ma l'assenza di essa in Yamato distorceva la sua sensazione di star facendo qualcosa di sbagliato.

... Non posso credere che sto per farlo veramente...

Disse più come una sorta di sfogo personale. Dopodiché, la donna puntò la bacchetta contro Yamato, scandendo a voce alta la formula magica ed eseguendo i giusti movimenti con il polso. Le fiamme sprizzarono dalla sua punta, raggiungendolo. Quando però esse colpirono il suo corpo, Yamato venne completamente avvolto da una luce fortissima e da fiamme che lo circondarono del tutto, senza procurargli apparentemente alcun danno. Era uno spettacolo a dir poco affascinante e spaventoso al tempo stesso, con la famosa cantante che lo fissava rapita, a bocca aperta e il fuoco che si rifletteva nelle sue iridi castane. Così come era iniziato, di colpo le fiamme vennero poi risucchiate all'interno del corpo di Yamato, svanendo nel nulla e lui uscendone del tutto illeso. La bacchetta della Bennet era cascata per terra senza che lei se ne fosse resa conto e le mani erano alzate in su, sulle labbra, in una posa di sconcerto puro.

... Ora pensa di potermi credere?

In tutta risposta, la donna si accasciò seduta sul divano, il cuore che batteva a mille e il respiro velocizzato. Attese qualche secondo, ancora in trance, prima di annuire appena con il capo, fissando la figura del Kusanagi in perfetta salute.

... S-sta bene?

Chiese, perché aveva bisogno di sentirselo dire ad alta voce per avere un'altra ulteriore conferma. Rimase in silenzio perché la sua mente stava riflettendo su quanto era accaduto, giungendo ad una conclusione abbastanza ovvia dopo ciò a cui aveva assistito. Yamato aveva parlato di elementi che venivano donati a persone diverse, fra cui il Fuoco, lo stesso che era ora in possesso di Lyra. Ma se l'Incendio -fatto di fiamme- non lo aveva minimamente scalfito, questo poteva significare soltanto una cosa...

... Tu... sei come me.

In realtà era lei, la Bennet, ad essere come Yamato, ma il suo egocentrismo veniva fuori nei modi e nei momenti meno impensati, spontaneamente, come era anche giusto che fosse. Fu invece il tono informale che stonò e che fece storcere il naso di riflesso alla cantante per quel passaggio diretto al "tu".

Mi scusi...

Disse soltanto, continuando a ragionare e ragionare. C'erano tante cose che avrebbe voluto chiedere al Kusanagi. E, fra queste, quale sarebbe stato il suo destino da quel momento in poi.

E adesso cosa succederà?
Cosa significherà per me tutto questo?
...In quale modo possedere il Fuoco cambierà la mia vita?


Si poteva notare una nota spaventata nella voce della cantante. D'altronde Yamato non le aveva ancora detto nulla sulle Gilde e su ciò che facevano, nemmeno che fosse libera di scegliere. Per cui tutto poteva essere, per la bella e sbigottita cantante.
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Messaggioda Yamato » 17/09/2017, 1:13

... Ora pensa di potermi credere?

... S-sta bene?

Mai stato meglio.

Non fu una risposta data tanto per.
All'effettiva l'aver ricevuto del Fuoco lo aveva sul serio fatto stare meglio, per via della sua nuova affinità oltre il 100%.
Ma non stette a spiegare motivi e dinamiche, non quando aveva di fronte una persona con ancora tantissimi dubbi e perplessità.

... Tu... sei come me.

E non solo io, ma tanti altri, alcuni che persino dovreste conoscere.
Determinate persone fanno parte della sua quotidianità, magari, ma non si sono mai potute rivelare a lei.
È un segreto che va mantenuto, a volte divulgarlo sottintende la rinuncia automatica e l'abbandono del proprio dono...


Questo per farle capire che purtroppo, la gente attorno a lei forse avrebbe voluto dirle tutto, rivelarle la verità, ma c'erano degli ostacoli, dei blocchi insormontabili.
Primo fra questi proprio il caro amico Desmond, ma come anche la sorella stessa, giusto per citare qualcuno.
Era difficile comunicare con una persona tanto adulta, c'era da ammetterlo, ma a tal proposito, il Kusanagi sapeva di poter contare pienamente su qualcuno.

E adesso cosa succederà?
Cosa significherà per me tutto questo?
... In quale modo possedere il Fuoco cambierà la mia vita?


Nessuno lo sa. Nessuno può sapere dove il proprio Elemento lo condurrà. È una incognita, un po' come il senso stesso della vita.
Quello che succederà in realtà dipende tutto dalla sua volontà o meno di avvicinarsi a questa nuova filosofia, abbracciandola e vivendola in prima persona.
Nessuno le chiede di accettare forzatamente. Il libero arbitrio esiste ed è fondamentale.


Il sogno della Bennet era stato improvviso ed aveva lanciato il suo segnale su Yamato troppo in fretta.
Non capitava spesso che gli Elementi si risvegliassero con così tanta celerità, ma quello di Lyra era stato quasi riattivato di corsa, ecco la differenza con gli altri.
Essendole stato restituito all'improvviso, in realtà non era nato in ritardo, ma anzi, al contrario, era soltanto sempre stato lì, dormiente e bloccato.

Credo che la cosa migliore intanto, sia recarci in un luogo specifico.
Non si preoccupi, sono sicuro che lo troverà non solo positivo, ma anche incredibilmente calmante per i suoi nervi.
La prego, mi segua all'esterno della villa, si fidi ancora una volta di me... Come ha visto, non sono tipo da dire sciocchezze.


In effetti prima si era fatto incendiare senza subire alcuna conseguenza, quindi perché non credergli anche in quel caso?
Qualora quindi la Cantante avesse deciso di fidarsi ancora una volta, usciti dalla sua abitazione, Yamato le avrebbe posato la mano sulla spalla, stringendo appena.
Un semplice gesto di concentrazione magica, una smaterializzazione effettivamente velocissima, diretta verso un'altra villa, di un'altra Bennet.

... Eccoci qui.

Quella era senza ombra di dubbio l'abitazione di Martha ed il motivo per cui fossero lì era ovviamente noto al giapponese ma non all'Angelo della Musica.
Tuttavia, sarebbe stato davvero così tanto complesso iniziare a capire e fare qualche collegamento, per lei, una volta sentita la faccenda del "Persone a te vicine hanno mantenuto il segreto"?
Lyra poteva fare finta di essere ingenua, ma non lo era affatto. Tuttavia, mentre ella forse si preoccupava di fare i dovuti pensieri, Yamato si avvicinava alla porta, senza ancora bussare.

Vede, miss Bennet, vorrei davvero poter passare altro tempo con lei.
Vorrei poterle dedicare ogni singolo istante di questa giornata, come vorrei farlo per tutti coloro che si risvegliano, di tanto in tanto.
Ma lei conosce la mia posizione lavorativa, sono un uomo impegnato oltre ogni dire ed è per questo che mio malgrado non ho piena libertà sulle mie attività extra professionali.


DLIN... DLON... DLIN... DLON...
DLIN... DLON... DLIN... DLON...


Suonò il campanello quasi a bruciapelo, aspettando che la padrona dell'abitazione andasse quindi ad aprire la porta.
Non appena se la ritrovò davanti, che fosse in abiti consoni o meno, Yamato le rivolse un sorriso leggero e sincero, appellandola in un certo modo senza misteri.
Da quel modo di chiamarla, la professoressa avrebbe potuto capire che evidentemente la sorella minore fosse in grado di sapere.

I miei omaggi, Consigliere Bennet.
Le chiedo scusa per il fastidio e disturbo senza preavviso.
Ma ho pensato che lei potesse essere la persona più adatta per parlare più accuratamente con la qui presente della sua nuova possibile condizione.


A quel punto, Martha avrebbe potuto provare a sondare un minimo lo Spirito della donna, scoprendo in esso il dono restituito dalla Maschera.

... Miss Bennet...

Tornò a rivolgersi a Lyra, con un sorriso leggerissimo, immaginando quanto potesse essere ancora spaesata.

Vedrà che sua sorella saprà fornirle tutte le risposte che cerca.
Non appena sarà quindi in grado di fornirmi una decisione chiara, si rechi pure in Giappone alla mia azienda.
Chieda di avere un colloquio col sottoscritto, mi preoccuperò di riceverla nell'immediato, glielo prometto.


Attenzione nuovamente spostata sulla donna mora.

Porti i miei saluti all'Oceano.

Detto questo, fece qualche passo indietro, osservandole ancora e restando a suo modo fermo.
Avrebbe atteso semplicemente che entrambe fossero entrate in casa della Pozionista, così da poter scomparire e tornare al proprio lavoro.
Una bella gatta da pelare per la futura sposa, ma a determinati impegni di famiglia proprio non ci si poteva sottrarre, evidentemente.
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Messaggioda Lyra » 18/09/2017, 21:01

... S-sta bene?

Mai stato meglio.

Yamato sembrava in perfetta forma fisica. Lo stesso non si poteva dire invece della famosa cantante, pallida dopo uno shock simile e con gli occhi ancora spalancati dallo stupore. Si era lasciata cadere sul divano, perché sentiva che le gambe non avrebbero retto il suo peso in quel momento. I capelli le ricadevano dolcemente sulle spalle e la fronte si corrugava in un'espressione imbronciata ma dolcissima al tempo stesso, nel mentre la donna rifletteva su quanto accaduto. La conclusione a cui giunse, dopo qualche secondo di attesa, fu che il Kusanagi stesso possedesse il Fuoco, esattamente come lei. L'entità della sua connessione con esso però ancora la ignorava.

... Tu... sei come me.

E non solo io, ma tanti altri, alcuni che persino dovreste conoscere.

... Si spieghi.

Determinate persone fanno parte della sua quotidianità, magari, ma non si sono mai potute rivelare a lei.
È un segreto che va mantenuto, a volte divulgarlo sottintende la rinuncia automatica e l'abbandono del proprio dono...


Capisco...

Questo spiegava perché non ne avesse mai saputo niente fino ad allora, ma era chiaro come il sole che, una volta saputa la verità, Lyra volesse sapere l'identità di quelle persone per poter fare loro tante domande. Sarebbe stata enorme la sua sorpresa nello scoprire che Desmond facesse parte di quel segreto e maggior stupore ancora avrebbe provato nel venire a conoscenza di sua sorella gildata Acuan. Prima di pensare a loro, però, la diva era preoccupata delle implicazioni e delle conseguenze che sarebbero ricadute su sé stessa. Cosa voleva dire per lei possedere il Fuoco? In che modo questo l'avrebbe influenzata? Ancora una volta, espose i propri dubbi all'uomo, ottenendo sempre delle risposte insoddisfacenti.

Nessuno lo sa. Nessuno può sapere dove il proprio Elemento lo condurrà. È una incognita, un po' come il senso stesso della vita.
Quello che succederà in realtà dipende tutto dalla sua volontà o meno di avvicinarsi a questa nuova filosofia, abbracciandola e vivendola in prima persona.
Nessuno le chiede di accettare forzatamente. Il libero arbitrio esiste ed è fondamentale.


Mi sta dicendo che fino a quando non prenderò una decisione, non saprò nemmeno quale sarà il mio destino?

In che modo avrebbe potuto prendere una decisione? Nel sogno -quando ignorava la reale portata di ciò che stava facendo- era stato tutto molto più semplice. Lei voleva il Fuoco per imparare a mantenere viva la propria passione, quella che si era spenta ogni volta che si era avvicinata sentimentalmente a qualcuno portandola a non voler più proseguire la relazione. Era stato un motivo stupido ed egoistico, ma lo era un po' egoista la giovane Bennet e ormai non temeva di doverlo ammettere con sé stessa. In quel caso si trattava però di una questione più delicata. Forse trovandola in difficoltà, Yamato scelse di avere pietà di lei, offrendosi di portarla in un posto che, a sua detta, l'avrebbe aiutata molto nel comprendere e capire. Accettò senza alcun indugio la sua proposta, uscendo fuori dalla propria abitazione insieme a lui e arrivando nel punto dove fosse possibile smaterializzarsi. Lì, affidandosi completamente al Kusanagi, Lyra chiuse gli occhi, lasciando che fosse egli ad eseguire la smaterializzazione, che si concluse in un luogo decisamente familiare per la diva.

... Eccoci qui.

Ma... Questa è casa di mia sorella...

Una volta pronunciate quelle parole, Lyra si rese conto dell'ovvietà del trovarsi lì. Il Kusanagi aveva parlato di persone a lei vicine, persone che erano state costrette a mantenere il segreto. Se lui l'aveva portata lì, poteva significare soltanto che Martha conoscesse già da tempo quella realtà. Era eccitata all'idea di quell'assurda ed imprevista novità, ma anche tranquillizzata al pensiero di poterne parlare con una persona fidata, una persona che avrebbe avuto la pazienza di spiegarle ogni cosa. Infatti, nel mentre Yamato si avvicinava alla porta d'ingresso, spiegava alla donna che i suoi impegni gli impedivano di attardarsi ancora molto con lei e che era preferibile lasciare il testimone a qualcuno di più vicino alla diva.

Vede, miss Bennet, vorrei davvero poter passare altro tempo con lei.
Vorrei poterle dedicare ogni singolo istante di questa giornata, come vorrei farlo per tutti coloro che si risvegliano, di tanto in tanto.
Ma lei conosce la mia posizione lavorativa, sono un uomo impegnato oltre ogni dire ed è per questo che mio malgrado non ho piena libertà sulle mie attività extra professionali.


Non c'è bisogno che si scusi Mr Kusanagi, apprezzo il pensiero, glielo assicuro.

L'uomo suonò con forza il campanello della porta, dove attesero per qualche secondo prima che questa si aprisse, lasciando intravedere il viso della sorella maggiore di Lyra. Che dimostrò palesemente la propria sorpresa, quando si ritrovò la parente in compagnia del Capo-Gilda degli Ignis.

... Voi qui?

Immagine


I miei omaggi, Consigliere Bennet.

Non rispose subito Martha, aprendo completamente la porta e fermandosi a squadrare Yamato e la sorella sulla soglia. Il fatto che l'Ignis Elios l'avesse chiamata in quel modo fece supporre velocemente che qualcosa doveva essere accaduto alla cantante, una benedizione da parte del Conflux verso la secondogenita. Poteva davvero essere così? L'unico modo per scoprirlo, era concentrarsi per percepire quale elemento -se Fuoco o Fulmine- si fosse risvegliato in Lyra.

A Voi, Sole.
Volete accomodarvi?


Le chiedo scusa per il fastidio e disturbo senza preavviso.
Ma ho pensato che lei potesse essere la persona più adatta per parlare più accuratamente con la qui presente della sua nuova possibile condizione.


Lyra osservò con molta attenzione Martha guardarla per qualche secondo, come se le stesse sondando l'anima, notando in lei lo sgranare degli occhi ed un cenno di consapevolezza. Le uscì fuori anche un mezzo sorriso che per il momento la famosa cantante non riusciva a condividere, non sapendo bene cosa avesse spinto la parente ad avere una simile reazione.

Sembra che l'Equilibrio ancora una volta ci abbia voluto unire e differenziare al tempo stesso.
Vieni dentro Lyra, abbiamo molto di cui parlare...


... Miss Bennet...

Sì?

Vedrà che sua sorella saprà fornirle tutte le risposte che cerca.
Non appena sarà quindi in grado di fornirmi una decisione chiara, si rechi pure in Giappone alla mia azienda.
Chieda di avere un colloquio col sottoscritto, mi preoccuperò di riceverla nell'immediato, glielo prometto.


Poté soltanto annuire, avendo in testa troppa confusione. Yamato aveva chiamato sua sorella "Consigliere" mentre lei lo aveva appellato col nome di Sole, dandogli del Voi. Dunque doveva essere un pezzo grosso o qualcuno di molto importante, a giudicare da ciò che aveva visto. La donna si stava avvicinando sempre di più alla verità, ma non l'aveva ancora afferrata del tutto, anche se si sperava che questo accadesse nel giro di pochissimi minuti. Il Kusanagi, nel frattempo, si rivolse di nuovo verso la docente di Pozioni, dandole un'ultima disposizione.

Porti i miei saluti all'Oceano.

Sarà fatto.

Le auguro una buona giornata, Mr Kusanagi.

L'uomo si allontanò sui suoi passi, lasciandosi dietro una donna con molti dubbi e molte perplessità. Lyra lo stava ancora fissando, quando sua sorella le prese delicatamente per un braccio, richiamando la sua attenzione.

So che adesso sei spaventata e non capisci bene che cosa stia succedendo.
Io ci sono passata prima di te.
Vieni, una volta dentro potrai farmi tutte le domande che vorrai.


E la Trama solo sapeva quanto Lyra ne avesse bisogno.

[Sede nipponica della "Kusanagi Records", Tokyo - 19 Settembre 2113 - Ore 10:30]


Aveva passato l'intera giornata con sua sorella, dopo che Yamato se ne era andato. Martha si era dimostrata molto più paziente, disponibile e soprattutto meno criptica rispetto al capo della Kusanagi Record, riguardo la sua nuova condizione. Aveva risposto a tutte le sue domande e curiosità, spiegato ciò che ancora non riusciva a capire, rivelato il suo segreto -perché ora poteva- facendole presente che ad essa era toccato in dono l'Acqua, da quanto tempo lo possedeva e come fosse riuscita a farsi strada all'interno della Gilda diventando persino seconda Consigliera dell'Acuan Diluvium. Era rimasta un po' sorpresa nello scoprire che anche nella maggiore l'elemento si fosse risvegliato in ritardo, per motivazioni sue personali. Ma non aveva avuto il tempo di commentare né la possibilità, perché troppe cose aveva dovuto elaborare la diva in quelle ore e non tutte erano facili da spiegare a voce. La futura sposa si era comunque offerta di essere presente per lei, di aiutarla qualora vi fossero stati altri dubbi. Ma dopo quella che era sembrata una mattinata ed un pomeriggio interminabili, Lyra aveva sentito il bisogno di ritornare a casa propria, di riflettere in solitudine sulla questione e di decidere per conto proprio. Il suo più grande desiderio, quando aveva accettato di riprendersi ciò che la Maschera le aveva rubato, era stato quello di riunirsi completamente, di essere sempre sé stessa nel bene e nel male. Ora finalmente scopriva che non esistevano soltanto Luce ed Oscurità nel proprio spirito, ma anche un Elemento -il Fuoco- che le era stato donato per qualche motivo. Se si concentrava, se rimaneva in silenzio per qualche minuto, riusciva persino a sentirlo, scaldarla dentro e bruciare, senza però mai scottarla.
<Dove sei stato, per tutto questo tempo?> pensava fra sé, spontaneamente, nel mezzo delle sue riflessioni. <Sempre qui, vicino a te.> le pareva che il Fuoco rispondesse, quando i suoi occhi incrociavano il guizzo di una fiamma o il tremulo bagliore di una candela. Si stava lentamente innamorando di esso, della sua presenza, del suo calore, dell'idea che le fosse stato affidato per crescerlo e farlo diventare più forte, così che ne potesse disporre quando fosse stato richiesto, per una giusta causa. Quanto era stata cieca, fino a quel momento, e sorda e incapace di sentire alcunché. Aveva sempre avuto il Fuoco, lo aveva sempre avuto vicino ma non era mai stata in grado di percepirlo. Colpa sua, non della Maschera, che si era soltanto difesa e glielo aveva sottratto per sopravvivere. Ma adesso che si era riconciliata con essa, adesso che era tornata nuovamente unica, poteva finalmente prendere il posto che le spettava in quel grande disegno chiamato Conflux.
Era il motivo per cui Lyra si trovava lì, di fronte all'azienda di Yamato Kusanagi.
Con il vento che smuoveva i lunghi capelli ricci.
Con un vestito rosso, per omaggiare il suo Elemento.
Con il sorriso di chi era finalmente pronta ad abbracciare completamente la sua nuova vita.

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[Fine]
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Messaggioda Sandyon » 21/04/2020, 17:32

Notte del 27 Aprile 2114
Appartamento di Mei Ling Foster
Ore 02:43


Le indagini per il caso più importante della sua vita erano appena iniziate e con esse, i timori e le preoccupazioni per il futuro.
Pochi aiuti, molte distanze con il ragazzo che frequentava e la perenne domanda di cosa fosse accaduto realmente contro Baek Doo Sun.
Alla fine le era rimasta in custodia quella spada, una spada non solo affilatissima, ma anche di preziosissima ed antica fattura.
Shuyun Muramasa gliela aveva affidata, garantendole che sarebbe tornato nei giorni seguenti con maggiori informazioni.
Avere dentro casa un oggetto simile, però, portava il desiderio naturale di rigirarselo tra le dita, estrarla, far vibrare il metallo nell'aria.
Quella sensazione di duplice possessione spirituale non si era più ripresentata, ma era normale averne paura, specie quando si era soli.
Purtroppo però ogni tentativo di tenere lontana la spada da sé appariva vano, perché finiva sempre per esserle a stretto contatto.
Che fosse sotto il cuscino durante il sonno, o sulla sedia di fianco mentre mangiava, era quasi vitale che non se ne separasse.
Ma quella notte, a differenza delle precedenti, la vicinanza maggiore tra la mezza cinese e l'arma bianca avvenne per un puro e semplice caso.
Un attimo prima era stesa sul materasso, con una mano sull'elsa ed una sul fodero, l'attimo dopo era piombata nel sonno, con la spada poggiata sul petto.
D'un tratto, nelle narici della ragazza cominciarono a presentarsi degli odori particolari, odori di sicuro non appartenenti a quell'ambiente.
Oltre a questo, anche dei suoni, il rumore del fruscio delle foglie al suolo trasportate dal Vento, rumore di braci accese e Fuoco scoppiettante.
Un gong che emetteva il suo tipico boato la costrinse poi a sgranare gli occhi, aprendoli di scatto per guardare avanti a sé.
Era in piedi, di certo non in pigiama ma con gli stessi abiti indossati durante la missione di salvataggio in America.
Di fronte alla sua figura si ergeva possente e maestoso un palazzo cinese che la faceva apparire incredibilmente insignificante.
Non aveva bacchetta, non aveva la spada, non aveva nulla se non se stessa, per di più, sembrava anche essere completamente da sola.
In linea col fuso orario era ovviamente giorno... Ma poteva essere davvero sicura di essere veramente sveglia e non ancora nel pieno sonno?

Immagine

La scalinata alle sue spalle conduceva direttamente verso un sentiero sconfinato e, apparentemente, infinito.
A destra e sinistra due grandi cascate che con il loro rumore sovrastavano quello di uccelli che volavano alti e in cerchio nel cielo.
Sotto pelle poteva sentire uno strano brivido, ma non era freddo, no, non sentiva niente che appartenesse alla categoria delle percezioni umane.
Poteva toccare, quello sì, ascoltare e vedere, però c'era una piccola parte di lei che non riusciva a categorizzare quel luogo come reale ed esistente.
Un Sesto Senso, né più e né meno, perché saper spiegare come mai avesse quella strana convinzione sarebbe stato quanto mai complesso.
Poi, dopo che la mora fece alcuni passi avanti anche solo per provare ad orientarsi e capirci qualcosa, le grandi porte cigolarono, spalancandosi.
Pur restando a debita distanza, era facile scorgere l'interno della struttura, che presentava sostanzialmente una enorme piazzola.
Lungo i lati della piazza un camminamento con tettoia che conduceva verso alcune porte serrate a destra, sinistra e in fondo.
In mezzo alla zona aperta, invece, due lampade di pietra contenenti delle fiaccole accese, entrambe di uno strano fuoco di color argento.

Avanza discendente, non ci deludere mostrando codardia.

Una voce parve sussurrarle all'orecchio sinistro, come se una persona le fosse proprio di fianco, ma quando ella voltò il viso non vide nulla.
Poi una seconda voce, proveniente invece da destra, ma l'esito di un eventuale controllo fu identico, nessuna traccia di qualcuno a parte lei.

La Fendicielo non ti ha riconosciuto come degna, ma non tutto è perduto.

Doveva proseguire, non aveva molta scelta, che altro fare se no? Restare lì bloccata in eterno nel bel mezzo del niente?
Se cercava risposte allora bisognava cercarle in mezzo a quella piazza interna, pervasa dall'ombra data dalle poche nuvole in cielo.
Avvicinandosi maggiormente alle due lampade di pietra, avrebbe iniziato a scorgere la comparsa dal nulla di due figure.
Prima che potesse pensare di indietreggiare nuovamente, i portoni si chiusero con un pesante tonfo alle sue spalle.

L'esitazione è il primo passo verso la morte.

L'attenzione è il primo passo verso la vita.

Le due voci cambiarono posizione: non più vicino alla Foster ma ognuna in corrispondenza di una delle due figure, sempre più vivide, sempre più concrete.
Mei Ling si sarebbe ritrovata ben presto a circa cinque metri da loro, nel mezzo, a sinistra la proprietaria delle parole più dure, a destra di quelle più morbide.
Erano senz'altro voci femminili, di ragazze normalmente giovani, ma le fattezze erano celate da un vestiario inerente all'ipotetico periodo storico di quel palazzo.
Abiti orientali, un cappuccio fin sopra gli occhi, corporatura snella ed estremamente atletica.
La guerriera a sinistra portava una jian dietro la schiena in diagonale da presa mancina, mentre l'altra stesso discorso ma a specchio, presa destra.
Altra differenza stava poi nel colore delle divise da combattimento, rosso cremisi e grigio argento.
Non erano affatto alte, ma tanto non è che il Commissario potesse dar loro delle nane, essendo parte del "gruppo", per così dire.
Alla presumibile domanda su chi fossero, dove si trovassero e cosa ci facesse lei lì, ci fu un iniziale ma breve silenzio.
Dopo di che, entrambe fecero appena un passo avanti, muovendosi praticamente in simultanea, manco si fossero preparate prima dell'arrivo della Vigilante.

Il mio nome è Shao Jun, Lama d'Ombra, Uccello Vermiglio della Gilda Ignis e Fondatrice della Casata Suzaku.

Il mio nome è Liu Yan, Lama di Luce, Tigre Bianca della Gilda Terran e Fondatrice della Casata Byakko.

Immagine

Dunque Mei Ling si trovava in presenza di due fondatrici della celebre Scuola di Magia e Stregoneria Orientale Musashi?
Sembrava proprio di sì, a giudicare dalle loro parole inutili da reputare fasulle o inventate.
Inoltre, le pagine scolastiche dei libri di Storia della Magia riportavano, seppur in disegno, ritratti molto simili alle due individue in quell'istante di fronte alla Foster.
Non serviva essere particolarmente illustri in materia, bastava anche un blando ricordo dei tempi sui banchi per rammentare un argomento così importante.

Se sei qui oggi al nostro cospetto, Discendente, è perché la Fendicielo ha smarrito il suo possessore, perdendo fiducia e devozione.

Potresti raccontarci come sei venuta in possesso della Fendicielo e a quale scopo l'hai utilizzata?

Pur non potendo vedere effettivamente lo sguardo delle due femmine, il Commissario poteva percepire l'attenzione focalizzata su di lei.
Tutto ciò era assurdo, ma sarebbe stato troppo semplice ripiegare sulla motivazione del sogno dato da indigestione o ansia.
La vita della parente del Sagitta stava per essere sconvolta ed ella non aveva la più pallida idea di quanto vaste fossero le proporzioni.
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Messaggioda Mei Ling » 21/04/2020, 21:14

Appartamento di Mei Ling Foster
Notte del 27 Aprile 2114
Ore 02:43


Il lavoro, la Commissione, il serial killer, lo scontro con Baek.
Negli ultimi tempi i sogni di Mei Ling erano affollati da diversi incubi, che riflettevano il difficile momento vissuto nel presente dalla mezza cinese. Ogni tanto si trattava di ricordi del passato, ogni tanto del presente, ogni tanto di un possibile futuro. Come avrebbe fatto a trovare ed arrestare un pericoloso criminale proprio non lo sapeva, ma in gioco c'erano non solo la sua reputazione e la sua carriera, ma anche quelle di Aidan O'Toole. L'irlandese si era buttato a capofitto nella missione contro Baek perché nutriva dei sentimenti sinceri nei confronti della Foster. Non poteva sopportare che le accadesse qualcosa ed era deciso a starle vicino, anche se lei non aveva detto nulla né lo aveva messo al corrente di cosa stesse per fare. Cercare di impegnarsi per aiutarlo a non essere tacciato ancora una volta della nomea di criminale era il minimo che Mei Ling potesse fare, seguendo quell'alto senso della giustizia che la guidava in ogni sua azione.
Poi c'era la sua carriera, quella carriera che aveva sempre sognato e che adesso le stava dando non pochi amari bocconi da mandare giù. Non si era mai ritrovata così tanto disgustata dal comportamento di certe persone -l'unica che riusciva ad arrivare a tanto era sua cugina Kaylee- ma alcuni suoi colleghi Vigilanti si erano davvero applicati per spingere la Foster a provare un serio astio nei loro confronti. Cerava di passare quanto meno tempo possibile in Caserma, se non lo stretto necessario per compiere le sue ricerche sul pericoloso assassino che le avevano affidato da trovare. E nel frattempo ripassava un po' di lezione di profiling con il fratello del Vice Sceriffo Sykes, disponibile, gentilissimo e molto simpatico. Doti che, almeno due su tre, rispecchiavano in toto quelle di Logan.
Anche quella notte, Mei Ling era andata a dormire molto tardi, cercando di lavorare, ragionare, riflettere sul da farsi. Qualche pista, molti buchi nell'acqua, niente di convincente. Era sconfortata, al punto tale che si era fatta fuori ben tre bottiglie di birra completamente da sola. Tanto reggeva molto bene l'alcool, nonostante la costituzione minuta, al massimo si sarebbe svegliata più volte durante la notte per fare pipì. E poi, oltre ai dispiaceri di una vita che sembrava non andare come lei sperava, c'era anche qualcos'altro, una strana angoscia che la pervadeva quando il suo sguardo si posava sulla spada portatasi a casa dopo lo scontro con il Mercenario.
Onestamente, si sentiva come Gollum con l'Anello nel Signore degli Anelli. Non riusciva a stare lontana dalla jian ancestrale, la prendeva in mano, a volte provava qualche posizione con essa, poi la rimetteva nel fodero e ne ammirava le fattezze. E quando si rendeva conto di quello che stava facendo, la Foster si spaventava, provava uno strano senso di angoscia, come se fosse posseduta dall'oggetto. Allora la allontanava, ma solo per poco, perché la volontà di averla accanto era più forte di qualunque altra cosa.
Anche quella notte, la spada era posata al suo fianco, ma ben presto finì direttamente addosso alla ragazza. Si muoveva durante il sonno e pareva che la sua mano venisse guidata ad impugnare l'elsa della jian, stringendola a sé come se fosse un tenero orsacchiotto. Fu questo a far scaturire il sogno nel quale si svegliò oppure fu il sogno a spingerla nel compiere quel gesto? Non era importante, a dire il vero, perché Mei Ling continuava a dormire distesa, gli occhi chiusi, la quasi totalità di assenza di suoni e rumori. Poi diversi odori si sparsero nell'aria, pungenti, particolari, il suono delle foglie che cavalcavano il Vento, quello delle fiamme che danzavano nel Fuoco.
Infine un GONG, improvviso e potente, che fece aprire gli occhi di scatto alla mezza cinese, portando la sua coscienza a svegliarsi, ma non nella realtà.

Immagine

Dove sono finita?!

Non era più distesa, ma in piedi, vestita con gli stessi abiti usati durante la missione in America.
Il volto esprimeva tutto lo sgomento della Foster, che si sentiva confusa, spaesata, intontita da quello che stava succedendo. Era come trovarsi in un sogno, ma un sogno fin troppo vivido, assurdamente reale. Poteva sentire con tutti e cinque i sensi, ma ce n'era un altro, il sesto, che la portava a comprendere che quel posto non si trovasse in nessuna regione geografica esistente.

Sembra di stare in Cina...
Sì, la Cina di chissà quanti secoli fa...


Il lungo sentiero che si snodava dietro di lei pareva perdersi nell'orizzonte dell'infinito. Le cascate ai lati della grande struttura scrosciavano possenti, coprendo il rumore degli uccelli che svolazzavano gioiosi nel cielo terso e quasi del tutto privo di nuvole. Davanti a sé una sorta di palazzo o qualcosa del genere, chiuso da un portone massiccio che pareva davvero difficile da aprire. E nessun'arma, né la bacchetta né la jian, fra le sue mani.
Si sperava che in quel luogo non ci fossero bestie feroci da affrontare, perché dubitava seriamente Mei Ling di potersi difendere solamente a mani nude.
Fece solo qualche passo, giusto per capire se ne fosse in grado, e per un pelo non le prese un colpo quando un cigolio sinistro si elevò dalle porte massicce, aprendosi per far scorgere l'interno anche allo sguardo della mezza cinese. Uno spiazzo molto grande, pareva di forma quadrata o forse rettangolare; una tettoia in muratura che lo circondava con delle porte sottostanti, che davano l'idea di essere perfettamente chiuse. Infine nello spiazzo vi erano due lanterne di pietra, poste all'esatto centro e alla stessa distanza, con delle strane lingue di fuoco argenteo che le illuminavano in maniera curiosa.

Avanza discendente, non ci deludere mostrando codardia.

Chi ha parlato?!

Si voltò di scatto verso destra, ricercando la donna che aveva pronunciato quelle parole, piuttosto offensive da rivolgere alla Foster. Ma non c'era nessuno, solamente il vuoto e la sensazione di essere stata punta sul vivo da quella provocazione.

La Fendicielo non ti ha riconosciuto come degna, ma non tutto è perduto.

Insomma si può sapere chi diavolo siete?!

Nessuna risposta sopraggiunse alla domanda della mezza cinese, la quale sembrava avere a sua disposizione un'unica strada obbligatoria. Dal momento che non poteva uscire da lì e a destra e a sinistra non c'erano altre vie di fuga, Mei Ling iniziò ad avanzare verso il centro della piazzola del castello, stando bene attenta a cogliere qualunque movimento ai lati del suo corpo o anche dietro di lei.
Non si fidava di quelle voci, più che altro le sembravano delle allucinazioni uditive, cosa plausibile se lei si fosse sbronzata di brutto. Ma ricordava perfettamente di essere stata ancora abbastanza lucida alla terza birra, al massimo leggermente più allegra nel normale, nulla però che potesse giustificare un simile trip onirico.
Non appena oltrepassò le grandi porte, queste si chiusero con uno scatto, facendo sobbalzare di spavento la Foster, che si voltò in procinto di tornare indietro.

L'esitazione è il primo passo verso la morte.

L'attenzione è il primo passo verso la vita.

Quindi cosa avrebbe dovuto fare? Avanzare spavalda o in maniera cauta? Mei Ling si voltò, lo sguardo piuttosto vigile, facendo qualche altro passo e sentendo il cuore arrivarle per un attimo in gola quando due figure femminili iniziarono a materializzarsi di fronte al Commissario, distanziandosi da lei alla stessa maniera, come due gemelle perfettamente sincronizzate. Altezza nella media, fisico longilineo, volto coperto da cappuccio e vesti uguali, ma di colore diverso: uno rosso cremisi, l'altro vivo argento. Le spade, due jian, sulla spalla dell'una e dell'altra, ma l'impugnatura era differente, come se le due fossero uno lo specchio dell'altra.
Lo sguardo di Mei Ling mostrava tutto il suo sconcerto nei confronti delle due figure, che ella non sapeva ricondurre a nessuna persona mai vista in vita sua. Di sicuro però il particolare di quelle spade la manteneva sulla difensiva, come se da un momento all'altro ella potesse essere attaccata dalle due donne.

Lo ripeto: voi chi siete?
E io dove sono?
Ma soprattutto... Come ci sono arrivata fin qui?!


Immagine

Nemmeno a farlo apposta, le due gemelle si mossero all'unisono, facendo un passo avanti verso la Foster che di contro rimase affascinata e sconcertata dalla loro capacità di sincronizzare anche i movimenti più banali, per apparire come un'unica persona divisa in due.

Il mio nome è Shao Jun, Lama d'Ombra, Uccello Vermiglio della Gilda Ignis e Fondatrice della Casata Suzaku.

Il mio nome è Liu Yan, Lama di Luce, Tigre Bianca della Gilda Terran e Fondatrice della Casata Byakko.

Suzaku... Byakko...
A-Aspettate un attimo... Intendete dire le Casate... Della Musashi?!


Non serviva fare chissà che grande sforzo mentale per ricordare quelle lezioni a scuola. E poi, anche non ricordandole, aveva una famiglia in parte orientale e aveva avuto un fidanzato, Itsuki, che era stato proprio smistato nella casata di Suzaku, di cui fra l'altro era molto orgoglioso. I nomi Ignis e Terran invece non le dicevano assolutamente nulla, ma quando si definirono Lama D'Ombra e Lama di Luce qualcosa scattò nella memoria della Foster, che rammentò proprio l'attimo in cui era stata posseduta da una presenza misteriosa. La stessa o le stesse, in questo caso, che l'avevano guidata contro Baek.

Se sei qui oggi al nostro cospetto, Discendente, è perché la Fendicielo ha smarrito il suo possessore, perdendo fiducia e devozione.

Potresti raccontarci come sei venuta in possesso della Fendicielo e a quale scopo l'hai utilizzata?

Un attimo! Io... Non capisco una cosa!
O forse un paio, d'accordo...
Prima di tutto... Discendente DI CHI?!
Io non sono una tua discendente... O almeno credo...
E poi la Fendicielo sarebbe quella spada che continua ad attrarmi come se fosse una droga, non è così?
Be', non l'ho presa di mia iniziativa.
È stato Shuyun a dirmi di prenderla e l'ho usata solo per difendere me e i miei compagni da un pericoloso criminale.
Per cui, non ho fatto niente di male, non l'avrei nemmeno ucciso, non era mia intenzione!
Sono una Vigilante, non un'assassina, lo avrei fatto finire, anzi l'ho fatto finire dietro le sbarre, dove merita di stare.


Magari col pisello mozzato, per quello che aveva osato fare alle prigioniere, Melia compresa. Melia, già, chissà che fine avesse fatto la modella per cui Mei Ling aveva avuto una cotta tanto tempo prima. Non era quello il momento di pensarci, ma su una cosa era certa: Shuyun Muramasa, oltre alle spiegazioni, le avrebbe dovuto anche chiedere scusa per averla messa in una simile situazione.

Perché siete tanto interessate a quella spada?
E perché non riesco a separarmene?
Siete state voi due a possedere il mio corpo mentre combattevo contro Baek?


Se tanto quello era un sogno, allora perché non sperare di cercare lì le risposte che le servivano?

Spoiler:
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Messaggioda Sandyon » 22/04/2020, 21:59

Lo sguardo attonito e completamente stupido di Mei Ling la diceva lunga.
Nessuna sicurezza, nessuna spavalderia, anzi, il comportamento della ragazza appariva onesto e senza filtri sulle emozioni più ovvie.
Quelle due figure davanti a lei avevano molti elementi inquietanti, così come il loro parlare, criptico e solenne.
Tuttavia, non intendevano nascondere la loro identità chissà quanto a lungo.
Il motivo per cui la Foster si trovava in quel viaggio onirico sarebbe stato rivelato presto, senza particolari pericoli dietro l'angolo.
Nel frattempo, dentro la sua stanza da letto, la spada antica restava ancorata al suo corpo, proseguendo a brillare.
Fortunatamente quella notte Aidan aveva deciso di dormire a casa sua.

Il mio nome è Shao Jun, Lama d'Ombra, Uccello Vermiglio della Gilda Ignis e Fondatrice della Casata Suzaku.

Il mio nome è Liu Yan, Lama di Luce, Tigre Bianca della Gilda Terran e Fondatrice della Casata Byakko.

Suzaku... Byakko...
A-Aspettate un attimo... Intendete dire le Casate... Della Musashi?!


Non hai studiato lì, evidentemente, altrimenti i nostri nomi ti sarebbero molto più noti.

Possibile quindi che la discendenza abbia viaggiato molto nel corso dei secoli.

Ad ogni modo se giustizia ed intraprendenza sono doti della tua Casata di Studio, possiamo essere soddisfatte lo stesso.

Nel Mondo Magico, l'appartenenza ad una Casata non era solo uno smistamento, ma un percorso di vita tramandato nelle generazioni.
Capitava alle volte che non tutti finissero nello stendardo dei familiari e allora da lì nasceva un nuova dinastia, importante allo stesso modo.
Ma evidentemente Mei Ling aveva mantenuto quel connotato interiore che si presumeva risalire a circa mezzo millennio nel passato.
L'assurdità di affermazioni così pesanti andava digerita con lentezza, ma niente in quella circostanza poteva far pensare ad uno scherzo.
Non si comprendeva però ancora bene di quale discendenza si parlasse e perché, stranamente, la nominassero tutte e due le fondatrici.
O era parente di una oppure parente dell'altra, giusto?
Più o meno.

Un attimo! Io... Non capisco una cosa!
O forse un paio, d'accordo...
Prima di tutto... Discendente DI CHI?!
Io non sono una tua discendente... O almeno credo...


Tanto mia quanto sua.

Ci arriveremo.
Porta avanti i tuoi quesiti.


E poi la Fendicielo sarebbe quella spada che continua ad attrarmi come se fosse una droga, non è così?
Be', non l'ho presa di mia iniziativa.


Quasi nessuno lo fa.
Succede e basta.


Per necessità, bisogno.

È stato Shuyun a dirmi di prenderla e l'ho usata solo per difendere me e i miei compagni da un pericoloso criminale.
Per cui, non ho fatto niente di male, non l'avrei nemmeno ucciso, non era mia intenzione!
Sono una Vigilante, non un'assassina, lo avrei fatto finire, anzi l'ho fatto finire dietro le sbarre, dove merita di stare.


Vigilante dici?

Credo intenda una Guardia.

Parlarono più tra loro in quelle ultime battute, non comprendendo pienamente cosa significasse la carriera del Commissario.
Ovviamente il concetto di Vigilanza nel 1500 non era per nulla esistente, ma la Fondatrice della Casata Byakko seppe dare una valida interpretazione.
La ragazza col cappuccio nero e cremisi incrociò le braccia al petto per qualche secondo, poi tornò nella posizione a specchio con l'altra.

L'Ignis Sagitta sapeva?

Lo escludo, altrimenti l'avrebbe già informata.

Opera del Conflux allora.

Sia lode al Conflux.

Sia lode al Conflux.

Attraverso un blando ragionamento per esclusione, forse Mei Ling avrebbe potuto pensare che quell'Ignis Sagitta nominato fosse proprio il parente, Shuyun.
Questo però spiegava molto poco ancora sull'interezza dei fatti e della storia, che andava avanti per frasi apparentemente senza senso e preghiere mai ascoltate prima.

Perché siete tanto interessate a quella spada?
E perché non riesco a separarmene?
Siete state voi due a possedere il mio corpo mentre combattevo contro Baek?


Senza momentaneamente rispondere, le due guerriere presero a camminare in linea retta.
Coprirono la distanza che le separava dalla Vigilante, in modo tale da trovarsi una sul lato destro e l'altra sul sinistro.
Dopo di che si voltarono, così che i loro sguardi potessero essere fissi sulla ex Grifondoro, sguardi sempre nascosti dall'ombra del cappuccio.

In quell'epoca, le Gilde lottavano strenuamente contro un nemico assai potente e pericoloso.
Aveva molti nomi, ma il più utilizzato era senza dubbio lo "Spettro".


Generato da un Mezzo Eladrin e un Drow, distorse la propria concezione dei poteri naturali.
Seguiva la stessa ideologia druidica, filosofia per la quale i Gildati non erano altro che ladri di un potere che non gli spettava.


Attraverso un rituale proibito, fuse la sua essenza con un Dissennatore, acquisendo qualità inimmaginabili.

Così facendo, risultava immune alle magie così anche alle ferite provocate dalle normali armi bianche.

Inoltre, avendo una partizione umanoide, il Patronus aveva effetto su di lui ma in misura molto meno efficace e definitiva.

Mentre le due femmine parlavano, ad un tratto, poco avanti a Mei Ling, al centro fra le due lanterne di pietra, cominciò a crearsi un fumo nero e denso.
Successivamente, da quello stesso fumo venne prima fuori una specie di lunga catena che si schiantò al suolo crepando le mattonelle di dura pietra.
Ben presto, la Foster vide venire fuori da quel fumo colui che brandiva quell'arma, un essere pauroso, l'essere descritto da loro, colui che si faceva chiamare lo "Spettro".
Mai nome fu più azzeccato, probabilmente.

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Morirono in molto, dilaniati da quella catena.
Bastava lui solo per avere la meglio su decine di avversari.
E non contento riuscì anche a mettere su un esercito.


Per lo più Druidi fanatici, ma non mancarono altre creature egualmente plasmabili come Centauri, Tritoni o Mephit.

Durante questo sanguinoso conflitto, che ebbe la durata di dieci lunghi anni, solo una persona riuscì a tenere veramente testa allo Spettro.
Il suo nome era Nabiki Chen Lian, allora CapoGilda Terran, ex Terran Huracanum, Maestra di Spada Cinese.


Noi eravamo le sue Ancelle Protettrici e abbiamo lottato con lei contro lo Spettro innumerevoli volte, senza mai però eliminarlo definitivamente.

Entrambe estrassero le spade e Mei Ling poté notare due particolari, uno rassicurante e l'altro interessante.
Innanzitutto, lo Spettro poco distante da lei non era che una raffigurazione per niente pericolosa, immobile, solo per vivificare meglio il racconto.
In secondo luogo, le jian portate da Shao Jun e Liu Yan avevano dei colori molto simili a quelli della nuova Fendicielo.
Quella dell'Uccello Vermiglio era tutta sui toni cremisi, mentre quella della Tigre Bianca di un pregevole color argento vivo e brillante.
Comunque, il fatto di aver estratto le lame fu solo un gesto da accompagnare alla storia e al fatto che avessero combattuto proprio con quelle specifiche spade.
Ancora tanti termini risultavano oscuri, come le Gilde o Huracanum, ma forse al termine della narrazione ci sarebbe stato spazio per spiegazioni più precise.
Mei Ling doveva soltanto avere la pazienza di ascoltare, fermo restando che poteva anche aver iniziato a trovare quella storia avvincente.

Fu allora che la Consigliera Terran, Urumi Kurosawa, ricevette una risposta da parte delle Forze dell'Essere attraverso la Divinazione.
Solo una lama santificata dalla natura stessa poteva fronteggiare e sconfiggere una deviazione naturale come era lo Spettro.
Ma il processo per creare una Lama Santificata richiedeva il sacrificio di due lame già in precedenza benedette.


I due metalli dovevano fondersi al fine di creare un'unica nuova spada, pronta per essere santificata e resa imbattibile.
Tale processo però poteva funzionare solo grazie al perfetto Equilibrio nell'uso delle due lame.
Una doveva rappresentare l'Ombra, l'altra la Luce, il dualismo dello Yin e dello Yang, unico mezzo per il raggiungimento della perfezione.


Pur consapevoli che senza le nostre spade saremmo state indifese, sapevamo di dover tentare, perché non rimaneva altra scelta.

Le nostre armi avrebbero dato vita all'arma definitiva, impugnata da Nabiki Chen Lian per debellare una volta per tutte la minaccia dello Spettro.

A quel punto, il fumo nero inghiottì nuovamente l'intera figura facendola scomparire.
In concomitanza le grandi porte del palazzo si spalancarono lasciando la via libera.
Shao Jun e Liu Yan rinfoderarono le spade e presero a dirigersi verso l'esterno.
Quando Mei Ling le raggiunse, vide che stavano guardando in lontananza, in alto, verso le pendici di un altissimo monte.

Il risultato dell'unione delle nostre spade sarebbe rimasto per un intero anno conficcato sulla punta del Monte Li Mu Bai.
Lì, i Venti furiosi e sacri del Monte ne avrebbero plasmato per sempre la materia e innalzato ogni qualità insita in quell'oggetto meraviglioso.


Durante quell'anno perdemmo altre vite, in tanti si sacrificarono per la causa, pregando affinché la profezia avesse un fondo di verità.
Quelle preghiere furono ricompensate con la vittoria sullo Spettro, sconfitto dalla Maestra Lian grazie all'utilizzo della spada chiamata Fendicielo.


... E così, adesso conosci il perché del nostro attaccamento ad essa, nonché la leggenda della sua nascita.

Già ma c'era ancora molto da snocciolare e di sicuro i dubbi della Foster non potevano reputarsi terminati lì.
Sembrava quasi che il fumo nero adesso fosse nella mente della Vigilante priva di un vero e proprio chiarimento.
Ma loro stavano ancora lì e per di più avevano ricominciato a guardarla.
Questo significava che forse non intendevano terminare lì, non volevano chiudere lì la conversazione.
Probabilmente stavano solamente aspettando che la ragazza avesse ben chiara quella prima parte di verità.
Ma per quale motivo una calamità così sanguinaria proprio non riusciva a ricordarla nei libri di Storia della Magia?
Possibile che non solo ai Babbani venissero celate determinate vicissitudini? E perché occultarle ai Maghi e Streghe stessi?
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Messaggioda Mei Ling » 23/04/2020, 22:49

Da quando aveva accettato di aiutare suo cugino Shuyun, tutto il mondo di Mei Ling aveva preso una strada che si avvicinava troppo alla follia. Non avrebbe saputo spiegare in altro modo le vicissitudini che si stava vivendo, fra genitori impazziti che desideravano rapire i propri stessi figli e spade incantate che avevano il potere di farla sentire troppo attratta da esse.
Per non parlare poi di quando il suo corpo si era mosso, come se due distinte entità l'avessero posseduta. Non era stato né bello né piacevole essere cosciente di quella perdita del controllo, perché la volontà c'era tutta, ma era stata completamente ignorata. In seguito, la Foster si era vista costretta ad affrontare diverse situazioni stressanti, come il rientro al lavoro, le menzogne dette al Vice Sceriffo Sykes, la Commissione che cercava di buttarla fuori dal corpo dei Vigilanti.
Niente, niente stava andando per il verso giusto e se anche adesso aveva trovato in Aidan un fidanzato che la stava sorprendendo ogni giorno di più, per il resto tutto pareva andare a rotoli, come se quell'unica scelta avesse determinato una sequele di conseguenze pesanti per il Commissario.
Non per ultimo quell'assurdo sogno, dove due figure -parevano gemelle- le stavano parlando, presentandosi come le fondatrici delle Casate Suzaku e Byakko della scuola di Stregoneria Orientale Musashi.

Suzaku... Byakko...
A-Aspettate un attimo... Intendete dire le Casate... Della Musashi?!


Non hai studiato lì, evidentemente, altrimenti i nostri nomi ti sarebbero molto più noti.

Possibile quindi che la discendenza abbia viaggiato molto nel corso dei secoli.

Ad ogni modo se giustizia ed intraprendenza sono doti della tua Casata di Studio, possiamo essere soddisfatte lo stesso.

Sì parla più di... Coraggio e Nobiltà d'animo ma... Direi che ci siamo... In fondo...

C'era qualcosa che non le tornava. Quelle due figure continuavano a parlare di discendenza, come se lei potesse essere davvero una discendente di una delle due. Ma non era possibile e non perché Mei Ling credeva di non possedere alcun lignaggio nobile. La sua famiglia da parte cinese avrebbe sbandierato in giro a gran voce una cosa del genere, orgogliosa dei propri antenati e soprattutto di un antenato così illustre, dunque ella poteva giurare sulla propria anima che non c'era verso lei potesse discendere da una di quelle figure.
Ma a quanto pare le due combattenti non solo ne erano convinte, bensì avevano persino l'idea che lei, la Foster, fosse la discendente di entrambe.

Io non sono una tua discendente... O almeno credo...

Tanto mia quanto sua.

Ci arriveremo.
Porta avanti i tuoi quesiti.


Certo, loro la facevano facile. Mentre per Mei Ling era tutto difficile, tutto intricato, tutto complesso e tutto assurdo. In ogni modo cercò di rispondere alle domande che loro le avevano fatto e di farne a sua volta, spiegando che non era stata lei a prendere quella spada, la Fendicielo, non di sua iniziativa.
Shuyun glielo aveva detto e sempre Shuyun avrebbe dovuto darle delle spiegazioni, anche se il cugino sembrava essere sparito nell'ombra. A volte dubitava che sarebbe tornato e la cosa la infastidiva non poco, ma cercava di trattenersi dallo scrivere direttamente ad Itsuki, anche perché immaginava l'Amakura stesse pensando a questioni più importanti, come aiutare la sua amica Anko a riprendersi.
Ma nominare il Muramasa fece scoprire qualcosa di inspiegabile alla Foster, che non sapeva bene che cosa dire o pensare, non riuscendo a ricollegare le parole ascoltate ad un concetto da lei conosciuto.

L'Ignis Sagitta sapeva?

Lo escludo, altrimenti l'avrebbe già informata.

Opera del Conflux allora.

Sia lode al Conflux.

Sia lode al Conflux.

Cos'è il Conflux?
Una specie di... Divinità?
... E Ignis... Sagitta? Sarebbe Shuyun?


Queste domande le sorsero spontanee nel sentire quelle due pronunciare frasi a lei incomprensibili. Ma dal momento che si era addormentata ancora una volta con la spada al proprio fianco, desiderandola e al tempo stesso temendo la sua influenza, fu su di essa che si concentrarono tutti i quesiti di Mei Ling, domande a cui sperava Shao Jun e Liu Yan avrebbero dato una risposta.
Sarebbe stato il caso di mettersi a sedere, perché la spiegazione sarebbe stata lunga e piuttosto articolata.

Perché siete tanto interessate a quella spada?
E perché non riesco a separarmene?
Siete state voi due a possedere il mio corpo mentre combattevo contro Baek?


Non risposero subito, le due combattenti. Preferirono far ca***e un po' sotto la Foster, rimanendo in silenzio ed avvicinandosi a lei, così da coprire maggiormente le distanze. Mei Ling non aveva dimenticato che loro fossero armate e lei no. Ma nonostante non volesse essere presa alla sprovvista, qualcosa le diceva che se avesse mostrato un atteggiamento difensivo, quelle due se la sarebbero presa... E allora sì che sarebbero stati guai.
Per sua fortuna, non successe niente. Le fondatrici di Suzaku e Byakko desideravano solo coprire le distanze fra di loro, prima di iniziare a parlare di come nacque la Fendicielo e dello scopo a cui venne asservita.

In quell'epoca, le Gilde lottavano strenuamente contro un nemico assai potente e pericoloso.
Aveva molti nomi, ma il più utilizzato era senza dubbio lo "Spettro".


Iniziamo bene...
Che cosa c***o sono le Gilde?!


Generato da un Mezzo Eladrin e un Drow, distorse la propria concezione dei poteri naturali.

Un... Un mezzo Eladrin?!
Nemmeno so se esistono quelli interi!
Ma questa è follia!


Seguiva la stessa ideologia druidica, filosofia per la quale i Gildati non erano altro che ladri di un potere che non gli spettava.

Accidenti!
Concentrati c***o!
Altrimenti perdi tutto il filo del discorso!


Attraverso un rituale proibito, fuse la sua essenza con un Dissennatore, acquisendo qualità inimmaginabili.

Così facendo, risultava immune alle magie così anche alle ferite provocate dalle normali armi bianche.

Inoltre, avendo una partizione umanoide, il Patronus aveva effetto su di lui ma in misura molto meno efficace e definitiva.

Quella storia sapeva di fiaba e leggenda, una leggenda che purtroppo per la Foster iniziava a prendere vita proprio sotto i suoi occhi. Lì, al centro delle due lanterne, una densa nube nera andò formandosi, catturando per qualche istante l'attenzione della mezza cinese. Poi, da quel fumo venne fuori una catena, che sbatté a terra, facendo sobbalzare la Vigilante, mentre assumeva immediatamente una forma difensiva, sfruttando le sue conoscenze del Tai Chi.

Ca**o!
Sarebbe quello lo Spettro?!


Una figura umanoide apparve, fumosa, nera, con strani disegni sul corpo, che si illuminavano di una luce per nulla rassicurante. Non le sembrava vero che quel sogno non dovesse evolversi in incubo e per qualche istante la Foster fu sul punto di imprecare ad alta voce, pensando già che sarebbe stata coinvolta in uno scontro.
Tuttavia, dopo pochi istanti, si rese conto che quella non era altro che una dimostrazione visiva piuttosto realistica del racconto che Shao Jun e Liu Yan le stavano facendo.

Morirono in molti, dilaniati da quella catena.
Bastava lui solo per avere la meglio su decine di avversari.
E non contento riuscì anche a mettere su un esercito.


Per lo più Druidi fanatici, ma non mancarono altre creature egualmente plasmabili come Centauri, Tritoni o Mephit.

Durante questo sanguinoso conflitto, che ebbe la durata di dieci lunghi anni, solo una persona riuscì a tenere veramente testa allo Spettro.
Il suo nome era Nabiki Chen Lian, allora CapoGilda Terran, ex Terran Huracanum, Maestra di Spada Cinese.


Anche in quel caso, Mei Ling non riusciva a seguire completamente il racconto. Non sapeva a che cosa si stessero riferendo le due fondatrici, ma il suo sguardo perplesso non le fermò certo dal proseguire il racconto.

Noi eravamo le sue Ancelle Protettrici e abbiamo lottato con lei contro lo Spettro innumerevoli volte, senza mai però eliminarlo definitivamente.

A quel punto, le loro spade vennero estratte e la Foster, nell'osservarle, si rese conto dei colori che le adornavano, simili a quelli visti nella nuova Fendicielo. Doveva sentirsi dunque rassicurata da quella scoperta? Non ne era così tanto sicura, in fondo le due donne stavano raccontando quella che sembrava una bella storia, ma non avevano ancora fornito alcuna spiegazione sul perché la spada fosse senziente e perché avesse agito attraverso le sue mani, prendendo possesso del suo corpo.

Fu allora che la Consigliera Terran, Urumi Kurosawa, ricevette una risposta da parte delle Forze dell'Essere attraverso la Divinazione.
Solo una lama santificata dalla natura stessa poteva fronteggiare e sconfiggere una deviazione naturale come era lo Spettro.
Ma il processo per creare una Lama Santificata richiedeva il sacrificio di due lame già in precedenza benedette.


I due metalli dovevano fondersi al fine di creare un'unica nuova spada, pronta per essere santificata e resa imbattibile.
Tale processo però poteva funzionare solo grazie al perfetto Equilibrio nell'uso delle due lame.
Una doveva rappresentare l'Ombra, l'altra la Luce, il dualismo dello Yin e dello Yang, unico mezzo per il raggiungimento della perfezione.


Pur consapevoli che senza le nostre spade saremmo state indifese, sapevamo di dover tentare, perché non rimaneva altra scelta.

Le nostre armi avrebbero dato vita all'arma definitiva, impugnata da Nabiki Chen Lian per debellare una volta per tutte la minaccia dello Spettro.

Era dispiaciuta per loro. Forse perché riusciva a comprendere che grande sacrificio avessero fatto, pur non essendo lei quel tipo di combattente, nemmeno alla lontana. Però sarebbe bastato pensare a che cosa sarebbe successo se avesse dovuto sacrificare la propria bacchetta per crearne una più potente da dare a qualcuno di fiducia. Di certo si sarebbe sentita come se avesse perso una parte di sé stessa e per tale motivo, la Foster, capiva il discorso fatto dalle due fondatrici, seppur ancora così assurdo.
In quel preciso istante il fumo che avvolgeva la raffigurazione dello Spettro si dissolse insieme a lui e, in concomitanza, il portone si spalancò, permettendo a Shao Jun e Liu Yan di incamminarsi all'esterno. Esitò solo di qualche secondo la mezza cinese, poi andò appresso a loro, curiosa di scoprire come finiva la storia e anche di sapere se, al termine di tutto, ci sarebbe stata la sua tanto voluta spiegazione.

Il risultato dell'unione delle nostre spade sarebbe rimasto per un intero anno conficcato sulla punta del Monte Li Mu Bai.
Lì, i Venti furiosi e sacri del Monte ne avrebbero plasmato per sempre la materia e innalzato ogni qualità insita in quell'oggetto meraviglioso.


Durante quell'anno perdemmo altre vite, in tanti si sacrificarono per la causa, pregando affinché la profezia avesse un fondo di verità.
Quelle preghiere furono ricompensate con la vittoria sullo Spettro, sconfitto dalla Maestra Lian grazie all'utilizzo della spada chiamata Fendicielo.


... E così, adesso conosci il perché del nostro attaccamento ad essa, nonché la leggenda della sua nascita.

Wow... Cioè, sembra irrispettoso, ma comprendo che avete compiuto davvero un sacrificio molto grande...

Fissava la cima di quel monte, cercando di scrutarla da lontano, sapendo che fosse molto difficile scorgerla. Era stato incredibile quel racconto, ma c'erano ancora molti punti oscuri, che necessitavano di una risposta più consistente. Ora che ne sapeva la storia, la Foster voleva conoscere ancora di più.

C'è solo una cosa che non ho ben capito... Che cosa sono esattamente le Gilde?
Mi avete spiegato com'è nata quella spada, ma perché me ne sento così tanto attratta?
Mi fa paura quello che è in grado di fare, ma al tempo stesso mi sembra di non riuscire a staccarmene...
Questo a cosa è dovuto?
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