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Messaggioda Caroline Priscilla » 30/06/2016, 21:32

Ti ho disturbato?
Ti trovo in forma, sei migliorato tantissimo in questi mesi eh?


Sarei io quello in forma?
Vogliamo parlare di te?
Sei gnocca da far schifo, fai silenzio...


Rise, portando le mani dietro la schiena e guardandolo sbarazzina e maliziosa, anche se certo non era suo intento provarci con lui. Però non poteva evitare a sè stessa di essere un po' vanitosa quando qualcuno le faceva un complimento, specie se erano ragazzi che apprezzavano lei e le sue forme. Il fatto di essersi sempre sentita di meno rispetto alle altre l'aveva portata a sviluppare quella caratteristica quando -grazie ad Irina- era cambiata, ed ora semplicemente faceva parte di lei.

Ti spiace se faccio prima una doccia al volo?
Poi sono tutto tuo...


Tutto mio?
Guarda che ci conto!


Passano i mesi ma sei sempre la solita pervertita...
... Però in fondo mi sei simpatica pure per quello!


Hihihi dai, vai a farti la doccia!
Ti aspetto!


Cerco di fare prima possibile, promesso!

In effetti non dovette attendere troppo il ragazzo, dato che con quel caldo non dovette nemmeno passare troppo tempo ad asciugarsi i capelli. Nel frattempo, la O'Neill semplicemente si mise tranquilla e buona, con Ermes che giocava insieme a lei e facendosi fare tante, tantissime coccole.

Eccomi, come promesso meno di dieci minuti.
Che ne dici di andare in una Relax Room?
Tranquilla, nessuna intenzione strana... Credo...


Credi?!- disse sorridendo, tirandogli anche un pugno -piccolo- sul braccio sorridendo ancora -Vorrà dire che rischierò. Forza andiamo, lo sai che la curiosità mi uccide e sono mesi che tu mi tieni sulle spine!

Lo rimproverò per modo di dire, muovendosi in direzione della Relax Room tenuta appositamente per lui, il campione, un bel privilegio non c'era che dire ma in fondo da loro dipendevano le sorti di uno scontro molto importante per le Gilde, quindi tutti quei riguardi nei loro confronti erano giustificati.
Decise di concedersi un bicchiere di Cola fredda, mentre raccontava all'Amarillo come le andassero le cose negli ultimi mesi, anche se le cose non erano andate proprio come stava raccontando la O'Neill. Purtroppo, per quanto le avrebbe fatto piacere poter confidarsi con uno dei suoi amici su quanto accaduto, Cappie sapeva di non poterlo fare, in quanto mantenere il segreto era la via più sicura per non incappare in spiacevoli incidenti. Sarebbe stata già costretta a raccontare qualcosa ad Haytham e probabilmente avrebbe fatto un resoconto completo anche al Sole. L'unico di cui si fidasse ciecamente al punto da sentire quello sfogo non solo come un dovere ma anche come un piacere era Shuyun, ma oltre a loro tre nessun'altro avrebbe dovuto saperlo, nemmeno Axell per non dargli dispiaceri inutili. Sapeva infatti che il fidanzato si sarebbe fatto venire tante paranoie e avrebbe solo contribuito a rovinare il bellissimo rapporto che ora c'era fra lui e Victoria.

Tu invece come stai?
Riesci a gestire la pressione della gara col fatto che non puoi parlarne alla tua ragazza?
Secondo me stai facendo un ottimo lavoro, comunque, ti ho visto scalare quella parete e si vede che ci stai mettendo tutto te stesso!
Mh? Che c'è, perchè d'improvviso sei diventato serio?


Chiese quando l'altro all'effettiva mise su una faccia a metà fra il serio -appunto- e il cospiratore, facendo preoccupare un minimo l'irlandese e rendendola un po' più attenta del normale.

Dai, sputa il rospo. Cosa c'è che non va?

Senti Cappie, io voglio dirti una cosa, una cosa molto importante... Ma è fondamentale che io abbia la tua parola che non dirai a nessuno di questa conversazione, ok?

Proprio a nessuno nessuno?
Uhm...ok, va bene, se per te è così importante...


Disse e gli sorrise, rassicurandolo e invitandolo ad andare avanti.

... In teoria ci hanno dato l'ordine di non fiatare, ma so che ad esempio altri campioni ne hanno parlato con parenti o persone care, strette, prima di questo avvertimento.
Ora, non ci sono contratti vincolanti, abbiamo solo dato la nostra parola ma nel tuo caso io vorrei fare un'eccezione, pur sapendo di violare una regola.
In fondo, lo sai... Siamo Ignis, agiamo di istinto ed impulso quasi per natura, no?


Infatti a questo punto dovrei dirti che stai sbagliando e che non dovresti dirmi nulla se hai dato la tua parola di mantenere il segreto, però...
.... Sono una Ignis della Curiosità, quindi dai, vai avanti!
Che cosa c'è di tanto importante che non dovresti dirmi?


Chiese, continuando a sorseggiare la sua cola ghiacciata.

I Campioni della sfida, in caso di vittoria, otterranno la possibilità di chiedere dei desideri, al Mana, ed essi verranno quasi certamente esauditi.

Cosa?!
Wooow... Incredibile!
Insomma... WOW! Cavolo Phoenix è una cosa... sensazionale!
Capisco perchè vi è stato detto di non dirlo, farebbe rimanere male chiunque sapere di non essere stato scelto, persino me!


Disse un po' a scherzo, ma al momento non stava pensando alle mille possibilità realizzabili grazie ad un premio come quello.

I Campioni individuali potranno arrivare a chiedere fino a due desideri limitati oppure un desiderio illimitato.
I Campioni a coppie invece avranno a disposizione solo i due limitati, ma non sto certo disobbedendo al Sole per farti avere invidia o qualcosa di simile, è ovvio...


Troppo tardi, ora avrai questo peso sulla coscienza!

Gli fece una bella linguaccia, ma ritornò seria quando vide l'evidente difficoltà con cui l'Amarillo stava cercando di sforzarsi a parlare, non capendo dove volesse andare a parare... A meno che, sospettò, il ragazzo non volesse offrire a lei la possibilità di esprimere un desiderio!
Ma davvero poteva arrivare a tanto per la loro amicizia?

Vedi... Io alla fine ho giusto un desiderio da voler visto esaudito, ovvero far sì che la mia fidanzata possa essere a conoscenza del Conflux.
Credo tu possa capirmi bene...


Ti capisco perfettamente, se Axell non fosse stato un gildato di suo ne avrei sofferto tantissimo.

Ma per il resto, credo di non desiderare nulla di più rispetto a quanto l'Equilibrio non mi abbia già dato.
Quindi stavo pensando... Magari penserai che non so farmi i fatti miei però... Ti piacerebbe, per caso, se chiedessi la possibilità di farti incontrare tuo padre per qualche secondo?


Non rispose subito. O meglio, a Cappie mancò la voce per poter dare fiato alle proprie parole, perchè la proposta dell'Amarillo era stata al tempo stesso prevista e inattesa. Aveva iniziato a capire che l'amico volesse cedere uno dei suoi desideri a lei, ma non si aspettava che andasse a scegliere proprio quello, che per il momento all'irlandese non sarebbe venuto in mente se non dopo attenta riflessione.

Tu... dici... sul serio?

Erano amici, lei e Phoenix, ma non aveva mai pensato che lui potesse conoscerla così bene, potesse comprenderla tanto bene da sapere che cosa avrebbe chiesto dal profondo del proprio cuore. Era davvero sotto shock, e dire che di recente aveva passato un'esperienza che avrebbe dovuto renderla muta a vita, ma questa proposta, questo regalo da parte del ragazzo era un gesto che la O'Neill faceva ancora tanta fatica a comprendere e ad accettare.

N-non lo so... Non sarebbe giusto, insomma io non sono stata scelta mentre tu sì e non dovresti sprecare un desiderio per me.
E poi... S-se accettassi non ti sentiresti ancora di più sotto pressione? Dovresti dare il tuo meglio per il bene del Conflux, non perchè sai che dall'altra parte c'è una persona che ci rimarrebbe male se... se tu non riuscissi a vincere.


Erano le prime obiezioni che le vennero in mente da fare e non sapeva nemmeno lei perchè stava obiettando qualcosa, dato che lo sapeva perfettamente che avrebbe desiderato con tutta sè stessa rivedere suo padre. Forse semplicemente la Ignis stava ancora elaborando la notizia e non era ancora in grado di accettarla. Aveva gli occhi lucidi e si portò le mani sul viso, a coprirlo parzialmente, facendo dei profondi respiri, mentre tentava di resistere alle proprie emozioni.

Phoenix... Per te davvero non sarebbe un problema?

Chiese infine e quando ebbe ricevuto la sua risposta, la Fulmen annuì ancora silenziosa, ma sorridendo commossa mentre si gettava fra le braccia dell'amico stringendolo con forza, il loro -all'effettiva- primo abbraccio.

Non so che cosa ho fatto per meritare questo privilegio da parte tua ma grazie, grazie, grazie...- prese a ripetere, sempre più euforica, sempre più commossa, cedendo infine alle lacrime -Tu non immagini da quanti anni ho sognato di poter davvero incontrare mio padre, di potergli parlare un'ultima volta! E adesso mi stai davvero offrendo quest'occasione e anche se dovesse andare male fa niente, mi stai comunque dando una speranza che credevo di non avere!

Sciolse l'abbraccio, asciugandosi le poche lacrime rimaste sul viso, cercando di non fantasticare, di non lasciarsi andare all'immaginazione, perchè se avesse iniziato a sognare l'incontro con suo padre, probabilmente non avrebbe retto se l'Amarillo avesse perso l'incontro, pur non dandogli alcuna colpa.

Come posso ripagarti?
Devo ripagarti in qualche modo, forse tu stai facendo un favore ad un'amica, ma per me questo gesto vale tantissimo, anzi non smetterò mai di ringraziarti nemmeno fra cento anni!
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Messaggioda Phoenix » 09/07/2016, 22:26

Quindi stavo pensando... Magari penserai che non so farmi i fatti miei però... Ti piacerebbe, per caso, se chiedessi la possibilità di farti incontrare tuo padre per qualche secondo?

Tu... dici... sul serio?


Annuì silenzioso a quella domanda, sapendo bene di averla spiazzata più del dovuto, ma onestamente non ci voleva una scienza per intuire quanto per lei quella fosse una possibilità unica.
Phoenix conosceva poco le dinamiche della morte del padre, la O'Neill non si era mai espressa troppo nei dettagli, ma riflettendo e mettendosi dall'altra parte, lo spagnolo aveva pensato che probabilmente al posto della irlandese avrebbe voluto incontrare il padre ancora una volta per poterlo salutare nel modo giusto. Evidentemente ci aveva preso.

N-non lo so... Non sarebbe giusto, insomma io non sono stata scelta mentre tu sì e non dovresti sprecare un desiderio per me.
E poi... S-se accettassi non ti sentiresti ancora di più sotto pressione?
Dovresti dare il tuo meglio per il bene del Conflux, non perché sai che dall'altra parte c'è una persona che ci rimarrebbe male se... se tu non riuscissi a vincere.


Ma scusa, non è questo che fanno gli amici?
Cosa c'entra che non sei stata scelta ed io sì?
Proprio perché sei stata scartata mi sento in dovere di regalarti un sorriso.
Sarò già sotto pressione, perché dalla mia vittoria o sconfitta deriverebbe la possibilità di essere sincero con Margaret.
Quindi sarà solamente un ulteriore incentivo a dare il massimo, non ti preoccupare... Dimmi solo se il tuo è un "sì".


Phoenix... Per te davvero non sarebbe un problema?

... No, non lo è.
Davvero.


La rassicurò con la voce più ferma che possedeva, guardandola intensamente negli occhi mentre ancora le teneva le mani in un chiaro segno di affetto e complicità.
Comunque non ebbe modo di tenerle ancora per molto, visto che la ragazza sciolse la presa per poi potersi gettare tra le sue braccia più felice e possibilmente commossa che mai.
Inizialmente spiazzato, Phoenix recuperò in fretta terreno, sorridendo e corrispondendo l'abbraccio con energia e comprensione.

Non so che cosa ho fatto per meritare questo privilegio da parte tua ma grazie, grazie, grazie...

La verità è molto semplice, mi hai supportato e cercato di capire anche quando tutti mi davano contro o mi dicevano che stavo sragionando...


Al periodo in cui con Maggie le cose andavano male, Caroline Priscilla aveva mostrato lo stesso timore degli altri riferito ad una possibile sofferenza dell'Amarillo, ma mai e poi mai lo aveva invitato a lasciar perdere, a cedere, a mandarla a quel paese, continuando a dire che non avendo le prove dell'effettiva stupidità della Sanders, non poteva definirla al 100% una cattiva persona per lui. Si era mantenuta nella neutralità, proprio come si addiceva ad una Gildata e quello era stato il suo più grande merito, il motivo per cui Phoenix si era affezionato facilmente a lei.

Tu non immagini da quanti anni ho sognato di poter davvero incontrare mio padre, di potergli parlare un'ultima volta!
E adesso mi stai davvero offrendo quest'occasione e anche se dovesse andare male fa niente, mi stai comunque dando una speranza che credevo di non avere!


Ce la metterò tutta, te lo giuro...

Come posso ripagarti?
Devo ripagarti in qualche modo, forse tu stai facendo un favore ad un'amica, ma per me questo gesto vale tantissimo, anzi non smetterò mai di ringraziarti nemmeno fra cento anni!


Puoi ringraziarmi continuando ad essere la persona splendida che sei... E magari accettando una volta o l'altra di incontrare Margaret e provare a farci amicizia.
Non ha moltissime amiche al di fuori del lavoro e con la storia che ti ho raccontato, naturalmente il rapporto con Regina si è bruscamente interrotto.
Secondo me qualche nuova conoscenza non potrebbe affatto farle male e saresti una ragazza genuina con la quale stringere un buon legame, secondo me.


Sì, per Phoenix non esistevano veri e propri ringraziamenti, al massimo c'era la bellezza di un sorriso, la dolcezza di un gesto, la sicurezza di una fiducia e di un rapporto.
Avrebbe dato il massimo affinché Cappie potesse incontrare un'ultima volta la figura del padre ed avrebbe dato il massimo affinché la verità sul suo essere Gildato potesse estendersi anche alla ragazza amata.
Adesso doveva solamente concentrarsi, sapeva che mancava poco ma sapeva anche che forse, a differenza dei Druidi, lui possedeva due ferrei motivi per non arrivare secondo.

CHIUSURA DOPPIA
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Messaggioda Yamato » 27/08/2017, 22:21

17-09-2113
Villa di Lyra Bennet
Ore 03:37


Erano trascorsi appena due giorni, anzi, in realtà un giorno e mezzo, da quando la Cantante Famosa aveva terminato il proprio percorso psicologico.
L'analisi, portata avanti con il MagiAnalista Carlyle Jung, assieme agli sforzi e all'impegno, le avevano permesso di fortificarsi e migliorarsi, probabilmente.
Adesso la donna era pronta per ricominciare a vivere, era pronta per essere se stessa, già, ma la libertà avrebbe riservato alla V.I.P. sorprese ben più grandi.

Immagine

Da quanto tempo stava camminando lungo quella strada quasi obbligata, la sorella del Consigliere Acuan?
Probabilmente non lo riusciva a quantificare nemmeno lei, però continuava a camminare, guardandosi attorno, sentendo il nulla, il silenzio.
Non era la realtà, per la miseria no, quello era un sogno, una proiezione interiore con immagini però incredibilmente vivide.
Ella era completamente nuda, spoglia di ogni sorta di copertura, ma il senso del pudore, quello si faceva sentire soltanto alla lontana, poco percettibile.
I piedi scalzi non si tagliavano con le pietre più dure del selciato e la pelle non percepiva alcun tipo di freddo.

... Non posso credere che tu stia realmente per raggiungermi...

Quella voce, era la stessa voce di Lyra, ma con una intonazione diversa, un po' più seria, un po' più bassa, ma comunque riconoscibile.
Il tono era sorpreso, né in positivo né in negativo. Sorpreso e basta. L'eco di quella voce aiutò quindi la donna ad avanzare e farsi ancora più strada.
Era sicuramente vicina a qualcosa, già, ma a che cosa?
Un ingresso, ecco a cos'era vicina: l'ingresso per una grotta, la grotta di un vulcano, almeno a giudicare dalla tipica bocca a cono tagliato che si stagliava in alto, sulla cima.
Un percorso quasi obbligato e poi lì dentro ad una caverna non tanto buia, ma soprattutto vasta, vastissima, dove la temperatura si faceva via via sempre più alta.
Ancora pochi passi per la donna ed ecco che, al centro del vasto spazio interno del vulcano, ella poté riconoscere... Una scala.
Sì, una scala a chioccia che risaliva su, verso una zona ancora sconosciuta, ma dalla quale si sentiva distintamente l'eco ancora di quella voce.

Ti sei formata addirittura il passaggio agevolato per raggiungermi...
... Porca t***a, quello strizzacervelli ha fatto proprio un ottimo lavoro.
Forse gliel'avresti potuta dare, almeno una volta!


Immagine

Risalendo su, per quella scala altissima e circolare, la donna avrebbe raggiunto un altro posto ulteriormente particolare, ma comunque più stretto.
Una sorta di monolocale scolpito nella pietra, con un letto medievale a baldacchino, un grande specchio con cornice dorata ed una scrivania con una sedia, stile ottocentesco.
Lampadario di cristallo pendente, grande tappeto persiano sul pavimento e seduta alla sedia, di spalle, una figura con un vestito nero ed una acconciatura pomposa.
Non trascorsero tuttavia molti istanti prima che la persona in questione, proprietaria probabilmente della voce, si alzasse in piedi, voltandosi per guardare la nuova arrivata.
Singolare quanto Lyra e la misteriosa persona si assomigliassero...

Non avevi mai trovato la giusta via.
Ti eri sempre persa in quel labirinto.
Mentre a quanto pare adesso sei qui.


Immagine

Non sorrise molto, anzi, forse non sorrise per niente.
Aveva negli occhi un barlume fiammeggiante intenso e un trucco un po' pesante ma a suo modo elegante, ben fatto, con stile.
Si umettò le labbra, facendo un passo avanti così da essere ad appena un metro da Lyra, la quale probabilmente si stava chiedendo la cosa più ovvia.

Chi sono io?
Che razza di domanda è mai questa?
... Io sono la Maschera.
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Messaggioda Lyra » 28/08/2017, 21:26

[Villa di Lyra Bennet - 17 Settembre 2113 - Ore 03:37]


Che luogo strano...

Da quante ore aveva pensato quella stessa medesima frase? Una? Cinque? O soltanto pochi minuti? Non avrebbe saputo rispondersi, perché il tempo in quel sogno sembrava essere sospeso nel vuoto. Camminava senza alcuna fretta lungo il sentiero circondato da un rigoglioso fogliame, completamente nuda. Non provava freddo né caldo né si vergognava della propria nudità: tutte quelle sensazioni si erano come spente durante il periodo di intensa dormiveglia, lasciando soltanto lo stupore e la meraviglia di trovarsi lì. I piedi nudi calpestavano il terreno senza ferirsi e le mani sfioravano le rocce, ma senza avvertire nulla. Era curiosa Lyra e la curiosità la spingeva a proseguire nel proprio cammino, consapevole che quello fosse il sogno più strano che avesse mai fatto.

... Non posso credere che tu stia realmente per raggiungermi...

Si fermò, alzando lo sguardo per incrociare la persona che aveva parlato. Quella voce assomigliava tanto alla propria, seppur ci fossero delle sfumature differenti che un orecchio allenato come quello della Bennet era in grado di cogliere. Ma quando si guardò intorno, non video nessuno nel suo raggio visivo. Solo il nulla ed il sentiero sul quale stava camminando. Dunque lo scopo di quel sogno era raggiungere la voce? Lyra non si fece altre domande e si lasciò semplicemente guidare dalla via che proseguiva sempre in un'unica direzione, togliendole qualsiasi facoltà di scelta. Attenta ad ogni minimo sussurro, ma per il momento la voce sembrò tacere, permettendole di arrivare di fronte all'ingresso di una grotta, scavata sul fianco di quello che sembrava un gigantesco vulcano attivo. La cantante si fermò, alzando lo sguardo sullo spettacolo che le si stagliava davanti, provando a ricordare: come aveva fatto a finire lì?
Ricordava di essersi addormentata relativamente presto quella sera. Le sedute con il MagiAnalista Jung erano terminate soltanto qualche giorno prima e lei aveva ripreso la sua solita routine di sempre. L'unica nota diversa era il matrimonio imminente della sorella, il che significava comprare un vestito che fosse adatto all'occasione, pensare ad aiutarla nell'organizzazione dell'evento e conoscere il suo futuro cognato. Proprio il giorno prima era stata a cena da loro, passando del tempo a ridere, parlare e a giocare con la sua nipotina, l'adorata Caroline Victoria, entrata a far parte fin da subito della famiglia Bennet. Si era persino addormentata sorridendo, per poi risvegliarsi di colpo già instradata su quel sentiero senza più alcun vestito indosso. Quella rievocazione le servì per rafforzare la convinzione di trovarsi all'interno di un sogno particolarmente vivido e che, in quanto tale, anche se avesse proseguito all'interno della grotta non sarebbe potuto capitarle nulla di male.

Una... scala?

Pensò con tono sorpreso. Era davvero strano trovarla all'interno di una grotta vulcanica, ma se quello era davvero un sogno perché avrebbe dovuto stranirsi così tanto? Forse perché anche la voce sembrò infastidita dal trovare quell'elemento architettonico al di fuori del suo contesto.

Ti sei formata addirittura il passaggio agevolato per raggiungermi...
... Porca t***a, quello strizzacervelli ha fatto proprio un ottimo lavoro.
Forse gliel'avresti potuta dare, almeno una volta!


Stava parlando di Carlyle Jung, senza alcun dubbio. Dunque la scala era... Opera sua? Il mistero si stava infittendo sempre di più e la curiosità di Lyra era arrivata appena a toccare le stelle. Con sguardo perplesso, si avvicinò alla ringhiera e fece i primi scalini, sentendo la temperatura alzarsi sempre di più. Era una fortuna che fosse nuda, in un certo senso, almeno non avrebbe sofferto il calore di quel luogo. Passò la prima rampa, poi la seconda, poi la terza, fino a raggiungere una stanza adornata in maniera altolocata e pomposa. Sembrava di trovarsi all'interno di un castello medievale, a giudicare dal letto a baldacchino, dai tappeti per terra e dalla fattura dei pochi mobili presenti. Di fronte alla scrivania era seduta una donna, di schiena, che però si alzò subito, voltandosi a fissare la cantante la quale rimase stupita da ciò che i suoi occhi stavano vedendo.

Non avevi mai trovato la giusta via.
Ti eri sempre persa in quel labirinto.
Mentre a quanto pare adesso sei qui.


Tu... Tu sei me...

Immagine


I capelli erano diversi, il colore degli occhi lo erano, così come la scelta del vestiario, ma quella sembrava essere in tutto e per tutto Lyra Bennet. O forse la sua gemella cattiva. Lyra non rimase ferma immobile, ma si avvicinò con le labbra ancora spalancate per lo stupore. Iniziò a girarle intorno, a guardarla meglio, socchiudendo le palpebre stranita e poi riflettendo sulle parole pronunciate prima dalla donna. Che cosa aveva voluto dire? No, non poteva essere davvero lei: aveva il suo aspetto, ma non era lei. E questa convinzione la spinse a farle la domanda successiva, la cui risposta fu ancora più incredibile dell'aspetto esteriore di quella strana creatura.

Chi sei veramente?

Chi sono io?
Che razza di domanda è mai questa?
... Io sono la Maschera.


... Bugiarda.
La Maschera non si vestirebbe mai in quel modo.
Non parlerebbe in maniera sboccata e non avrebbe l'aria di essere malvagia.


Si era fermata di fronte a lei, con sguardo serio e duro. Non le sembrava così strano avere un confronto con sé stessa, perché quello era soltanto un sogno no? Magari una proiezione onirica di tutte le sedute fatte con Carlyle per staccare dal proprio essere la vera Maschera, quella che le aveva impedito di essere realmente sé stessa. Magari dopo essersi svegliata, sarebbe stato utile aggiungere un'ulteriore seduta per parlargli di quel suo strano sogno. Ma prima avrebbe dovuto scoprire chi fosse veramente il suo alter ego.

Te lo ripeto: chi sei veramente?

Spoiler:
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Messaggioda Yamato » 28/08/2017, 23:09

Non avevi mai trovato la giusta via.
Ti eri sempre persa in quel labirinto.
Mentre a quanto pare adesso sei qui.


Tu... Tu sei me...

L'affermazione della cantante non andò molto lontano dalla verità, ma non fu nemmeno completamente esatta.
La questione in verità era piuttosto complessa, anche se per certi versi, poteva quasi apparire ovvia per la figura di fronte a lei.
Le due Lyra si stavano fissando l'un l'altra, quella vestita di nero e quella scevra da ogni copertura del corpo.

Chi sei veramente?

Chi sono io?
Che razza di domanda è mai questa?
... Io sono la Maschera.


... Bugiarda.

Uno scintillio negli occhi fiammeggianti della misteriosa Doppelgänger fece denotare una maggiore curiosità verso l'affermazione della V.I.P.

Ah davvero?
E sentiamo un po'...
... Perché mai sarei bugiarda?


La Maschera non si vestirebbe mai in quel modo.
Non parlerebbe in maniera sboccata e non avrebbe l'aria di essere malvagia.


Incrociò le braccia al petto, l'altra se stessa, leccandosi le labbra in maniera sottile, proseguendo a fissarla.
Era palese che fosse anche quasi vagamente divertita dall'uscita infelice della povera ed ignara Bennet, ancora molto all'oscuro del proprio "Io" latente.
Ma non parlò, non subito almeno, attendendo che le venisse rivolta ancora la stessa domanda, terminando con uno sbuffo anche appena annoiato.

Te lo ripeto: chi sei veramente?

Sono... La... Maschera.

Fece tre passi avanti, in concomitanza con le tre parole pronunciate, arrivandole di fronte, sostenendo il suo sguardo, intensamente.

... Da cosa pensi sia nata la Maschera?
Da cosa pensi sia scaturita, io?
Dalla raffinatezza del lessico?
Dal buon gusto nel vestire?
Dalla bontà del tuo animo?


Non sarebbe servita alcuna risposta, anche perché era abbastanza ovvio che probabilmente Lyra a quel punto avrebbe saputo fare i dovuti collegamenti da sola.

La Maschera nasce dalla Vanità, dall'Egoismo, dall'Egocentrismo, dalla Competizione, dall'Insicurezza.
Dimmi... Ti appare forse come un elenco positivo?
Quanta negatività possono scatenare tutte le sensazioni e le emozioni dell'elenco, secondo te?


Per un solo, singolo secondo, la Maschera assunse un sorriso meravigliosamente dolce, angelico, di quelli con i quali la cantante era solita far capitolare ogni maschio.

... Come vedi sono perfettamente in grado di replicare ciò che tu intendi per Maschera, ma la verità è che la mia essenza è ben diversa.
Se sei riuscita ad arrivare fino a qui è perché evidentemente il tuo percorso ha permesso al tuo inconscio di provare ad accettare il tuo vero "Io".
Non più una artefatta via di mezzo tra luminoso e buio, tra reale e fasullo, ma la riconciliazione tra due entità rimaste per troppo tempo separate...


Allungò la mano fino a raggiungerla, poi con il dito indice della mancina puntò verso il centro del petto della donna, con delicatezza, senza premere.

... Ma pensi di essere davvero pronta ad accettarti per quello che sei?
Ovvero qualcosa di imperfetto ed anzi, sotto sotto con moltissimi difetti, moltissimi imperfezioni.
Puoi continuare a saper indossare abilmente la Maschera, Me, ma potresti anche scegliere di accogliermi completamente, una volta per tutte.


All'inizio del suo percorso con Lyle, Lyra e la Maschera erano due entità in conflitto, con la seconda sempre in supremazia sulla prima.
Alla fine di esso, Lyra era riuscita ad addomesticare la Maschera e rendersi capace di annullarla quando preferisse, indossandola poi al momento opportuno.
Ora invece la Maschera però le stava offrendo la possibilità di non essere più due entità separate, distinte, ma una cosa sola, unica, complice, concreta.
Questo avrebbe significato accettarsi in tutto e per tutto, contrastare l'insicurezza di avere degli effettivi lati non angelici o perfetti ed imparare quasi ad apprezzarli, apprezzandosi.
Solo che c'era anche un altro dettaglio importante da tenere in conto, un dettaglio fondamentale, un prezzo da pagare davvero alto.

... Questo però vuol dire che tutta la negatività accumulata da te in questa decade si riverserà inevitabilmente in te.
Sarai finalmente capace di essere te stessa, Angelo... Ma anche Demone, una entità che non hai mai e poi mai esplorato o vissuto fino ad ora, chiudendola a chiave nel tuo Spirito.
Le Fiamme Ardenti che hai provato ad ogni Amore, ad ogni Passione, si sono spente perché non sapevi alimentarle, l'Angelo non ne era in grado, mentre il Demone sì.
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Messaggioda Lyra » 29/08/2017, 21:47

Gli occhi della donna fiammeggiarono quando Lyra osò definirla una bugiarda. Si era presentata a lei come la Maschera ma, per quello che aveva sempre pensato la Bennet, la Maschera avrebbe dovuto avere tutt'altro aspetto.

Ah davvero?
E sentiamo un po'...
... Perché mai sarei bugiarda?


Lo spiegò, spiegò la sua idea secondo cui ella avrebbe dovuto essere raffinata, elegante, angelica esattamente come era sempre apparsa la diva in tutti quegli anni. La Maschera le aveva imposto un aspetto che Lyra, adesso, non voleva più. Per questo motivo la donna che stava di fronte a lei non poteva davvero essere chi diceva. Sicuramente la stava prendendo in giro, ma quando la Bennet ribadì la stessa domanda per la seconda volta, l'alter ego le diede -per la seconda volta- la stessa identica risposta.

Te lo ripeto: chi sei veramente?

Sono... La... Maschera.

Come fai ad esserlo?

.. Da cosa pensi sia nata la Maschera?
Da cosa pensi sia scaturita, io?
Dalla raffinatezza del lessico?
Dal buon gusto nel vestire?
Dalla bontà del tuo animo?


No, no e no. Finalmente la Bennet cominciava a capire, a rendersi conto che le parole dell'alter ego erano vere e reali. Sapeva di non essere mai stata buona, di nascondere un lato più oscuro che aveva però sempre cercato di soffocare per mantenere su quella recita da cui poi era nata la Maschera. Voleva essere un Angelo sia fuori che dentro e questo l'aveva portata alla fine a non sopportare più tale condizione. Carlyle le aveva donato la forza di essere sé stessa, ma il percorso svolto con il MagiAnalista non era altro che l'inizio. Lyra aveva accettato di intraprendere quella strada, tuttavia la sua meta era ancora ben lontana dall'essere raggiunta.

La Maschera nasce dalla Vanità, dall'Egoismo, dall'Egocentrismo, dalla Competizione, dall'Insicurezza.
Dimmi... Ti appare forse come un elenco positivo?
Quanta negatività possono scatenare tutte le sensazioni e le emozioni dell'elenco, secondo te?


La Maschera sorrise in modo angelico, replicando alla perfezione quelle stesse movenze che la diva utilizzava nella vita di tutti i giorni per ammaliare i suoi fan e sostenitori. Era vero, era tutto vero: vanitosa, egoista, egocentrica, competitiva ed insicura. Aveva descritto bene i più grandi difetti della Bennet, che continuava a fissarla senza dire nulla, guardandola incerta e a tratti spaventata da ciò che stava scoprendo su di lei e su sé stessa.

... Come vedi sono perfettamente in grado di replicare ciò che tu intendi per Maschera, ma la verità è che la mia essenza è ben diversa.
Se sei riuscita ad arrivare fino a qui è perché evidentemente il tuo percorso ha permesso al tuo inconscio di provare ad accettare il tuo vero "Io".
Non più una artefatta via di mezzo tra luminoso e buio, tra reale e fasullo, ma la riconciliazione tra due entità rimaste per troppo tempo separate...


Non essere o Lyra o la Maschera, ma semplicemente me stessa...

... Ma pensi di essere davvero pronta ad accettarti per quello che sei?
Ovvero qualcosa di imperfetto ed anzi, sotto sotto con moltissimi difetti, moltissimi imperfezioni.
Puoi continuare a saper indossare abilmente la Maschera, Me, ma potresti anche scegliere di accogliermi completamente, una volta per tutte.


E se ti accettassi del tutto, che cosa comporterebbe?

... Questo però vuol dire che tutta la negatività accumulata da te in questa decade si riverserà inevitabilmente in te.
Sarai finalmente capace di essere te stessa, Angelo... Ma anche Demone, una entità che non hai mai e poi mai esplorato o vissuto fino ad ora, chiudendola a chiave nel tuo Spirito.
Le Fiamme Ardenti che hai provato ad ogni Amore, ad ogni Passione, si sono spente perché non sapevi alimentarle, l'Angelo non ne era in grado, mentre il Demone sì.


Il Demone. Sì, c'era un Demone dentro di lei, ora riusciva a vederlo chiaramente e lucidamente. E quel Demone era sempre rimasto nascosto per stessa volontà della cantante, incapace di accettarlo. Quando era nato in lei? Forse all'inizio era molto piccolo, molto fragile, alimentato soltanto dalla propria vanità. Poi aveva preso a diventare sempre più grande, più forte e più spaventoso, al punto da spingere la Bennet a sbarazzarsene e privandosi per molto tempo di una parte di sé. Ma adesso era stanca. Quando aveva intrapreso il percorso con Jung, il suo unico scopo era quello di poter essere completamente sé stessa, vera più che mai. Accettando anche le proprie debolezze e i difetti che macchiavano il suo aspetto apparentemente tanto angelico. Solo così sarebbe riuscita infine ad essere felice. Solo così, forse, sarebbe riuscita finalmente ad amare davvero.
Lyra non aveva aperto bocca, continuando a riflettere in silenzio sulle ultime parole pronunciate dalla Maschera. Aveva sempre desiderato con tutta sé stessa alimentare le fiamme dell'Amore e della Passione, senza vederle spegnersi in breve tempo in un cumulo di fumo e cenere. Ogni sua storia, dopo Etienne, non era stato altro che questo. Anche Haytham Ravnick aveva fatto la stessa fine, ma finalmente le veniva offerta la possibilità che una cosa simile non accadesse mai più. Non per colpa della sua incapacità di amare.

Io voglio essere me stessa.
E voglio Bruciare.


Rispose alla Maschera, lo sguardo fiero, le labbra indurite dalla natura di quelle parole, ma anche rafforzate dalla sua volontà.

Quando ho terminato il mio percorso di analisi, già ero consapevole che un altro, ancora più difficile, si sarebbe aperto davanti a me. Dopo essere riuscita a separarmi da te, ho compreso che avrei dovuto imparare ad accettarmi per quella che ero, se volevo veramente essere felice.
E se tu sei nata dalle mie paure e dai miei difetti più oscuri e nascosti... Allora dovrò accettare anche quelle.
Dovrò accettare anche Te.


Alzò il palmo della mano, aspettando che l'altra facesse altrettanto per creare un contatto fra di loro, una simmetria perfetta fra Lyra e la Maschera, fra ciò che al momento era solo Angelo e ciò che rappresentava totalmente il Demone.

Voglio l'Amore. Lo voglio con tutta me stessa e voglio sentirmi bruciare, bruciare e bruciare, sempre. Non ne sono capace, sembra che il fuoco si spenga in fretta ed in breve... Ma se il Demone può aiutarmi, se è il Demone che alimenta quelle fiamme, allora voglio anche il Demone.
Non mi importa a quale prezzo. Nemmeno se dovessi macchiare la mia apparente innocenza.
Tanto, appunto, è solo apparenza.


Quasi avrebbe potuto replicare lo stesso sguardo di fuoco dell'altra, se solo ella avesse avuto le fiamme negli occhi. Staccò il palmo della mano dalla Maschera, rimanendo ferma di fronte a lei. Quel sogno le stava aprendo gli occhi su molte cose riferite a sé stessa e sembrava che ormai fosse giunto alla fine. Almeno nella sua ottica a breve avrebbe dovuto svegliarsi, ma così non fu. Quindi cos'altro mancava?

Ora che sono consapevole di ciò che voglio, che cos'altro devo fare?
Come faccio a svegliarmi da questo sogno?


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Messaggioda Yamato » 02/09/2017, 22:43

Io voglio essere me stessa.
E voglio Bruciare.


A quelle parole, la Maschera rimase inizialmente seria, silenziosa, facendo sbucare solo un leggero sorriso all'angolo destro delle labbra.
Incrociò le braccia al petto, ansiosa di far proseguire la controparte con le proprie spiegazioni, con le proprie intenzioni.
Assottigliò anche lo sguardo per osservarla meglio, analizzarla, segretamente apprezzando quella scelta dettata dall'istinto.

Quando ho terminato il mio percorso di analisi, già ero consapevole che un altro, ancora più difficile, si sarebbe aperto davanti a me.
Dopo essere riuscita a separarmi da te, ho compreso che avrei dovuto imparare ad accettarmi per quella che ero, se volevo veramente essere felice.
E se tu sei nata dalle mie paure e dai miei difetti più oscuri e nascosti... Allora dovrò accettare anche quelle.
Dovrò accettare anche Te.


Abbassò gli occhi, la Lyra vestita di nero, quando l'altra le porse la mano, invitandola a prenderla, pensando erroneamente che così si sarebbero potuto congiungere.
Non aveva la più pallida idea di cosa significasse riprendersi una parte tenuta compressa e isolata per circa dieci lunghi anni.
Comunque non era ancora quello il momento per parlare ed esporre, oh no, perché la Bennet senza veli sembrava proprio non aver finito col discorso.

Voglio l'Amore. Lo voglio con tutta me stessa e voglio sentirmi bruciare, bruciare e bruciare, sempre.
Non ne sono capace, sembra che il fuoco si spenga in fretta ed in breve... Ma se il Demone può aiutarmi, se è il Demone che alimenta quelle fiamme, allora voglio anche il Demone.
Non mi importa a quale prezzo.
Nemmeno se dovessi macchiare la mia apparente innocenza.
Tanto, appunto, è solo apparenza.


Ma tu l'hai già macchiata, altrimenti non saresti qui.
Ormai sei convinta di aver preso in giro molte persone con essa, lo eri sia prima che dopo le sedute di analisi, cara mia.
Sapevi già di essere un Angelo peccaminoso e quella consapevolezza non muterà.
Cambieranno soltanto i tuoi limiti, quelli che ti sei sempre posta, quelli che pensavi fossero invalicabili.
Proverai emozioni e sensazioni mai percepite prima o semplicemente rifiutate e represse.


La Superbia.
La Gelosia.
La Paura.
La Materialità.
La Voluttuosità.

Alcune le possedeva ma le aveva sempre tenute a bada, altre invece sarebbero state completamente nuove.
Una sfida non poco ardua per la Cantante famosa, abituata di certo a sapersi tenere in ogni ambiente e in ogni situazione.
C'era tanto in gioco, c'era molto da guadagnare ma in cambio, cosa avrebbe perso?

Ora che sono consapevole di ciò che voglio, che cos'altro devo fare?
Come faccio a svegliarmi da questo sogno?


... Per bruciare di passione, devi prima accettare di bruciare spiritualmente.

Con quelle parole un po' criptiche, la Maschera si diresse proprio verso le scale poco prima prese dalla V.I.P. senza veli per arrivare in quella stanza.
Non le serviva indicarle di seguirla, era certa che lo avrebbe fatto praticamente subito, anche perché, quali altre alternative poteva avere?
Arrivata giù, camminò più avanti fino a quando la parete di roccia non bloccò il passaggio, la via.
Alzando la mano e puntando il palmo aperto verso il muro di solida pietra, scagliò una piccola sfera fiammeggiante.
Quella sfera parve far andare a fuoco una forma delimitata di parete, ricordante un arco.
Quando le fiamme si dissiparono, oltre l'arco si poteva proseguire più avanti, all'interno della montagna boccheggiante.
Ancora pochi secondi e Lyra poté osservare davanti a sé un crepaccio abbastanza alto, dove in fondo se ne stava un lago magmatico vastissimo e ribollente.

Immagine

... Nel corso del tempo in cui mi hai seppellita nel tuo inconscio, avevo bisogno di mantenermi viva, nutrirmi del tuo "Io".
Trovai quel che cercavo in qualcosa di molto speciale, appartenente al tuo essere, un legame ancestrale con le Forze della Natura.
Mi impadronii di quella forza e la utilizzai per restare ancorata e vegeta, ma se è giunto il momento per congiungerci del tutto, non credo mi serva più.
Tuttavia, avresti dovuto ricevere questa forza molti anni fa, quindi se la ricevessi ora e basta, non si attiverebbe, non ti donerebbe energia, si spegnerebbe.
L'unico modo che hai per alimentarla e far sé che abbracci del tutto il tuo Spirito... È immolarti, lanciandoti da qui, verso la lava.


Mentre diceva ciò, la Maschera chiudeva lentamente gli occhi fiammeggianti, inspirando profondamente, quasi a ricercare una sorta di concentrazione.
Quando poi li riaprì, poco dopo, essi erano della normale colorazione di Lyra, segno che il Fuoco in essi non ci fosse più, lì, a renderli brillanti e inquietanti.
Portò avanti la mancina, prima chiusa in un pugno, che si infiammò di colpo, per poi spegnersi quasi subito.
Dopo di che, aprì il palmo a poca distanza dal corpo della Bennet e sopra di esso si materializzò una sfera infuocata grande quanto una pallina da tennis.
Quello era il potere trattenuto dalla Maschera.
Quello era il potere che Lyra avrebbe dovuto ricevere da ventenne ma che le era stato privato.
Quello era il potere che le avrebbe permesso, assieme alla sua riconciliazione col Demone, di cominciare a Bruciare davvero per qualcuno.

Immagine

Affascinante, non è vero?
Se desideri svegliarti, se desideri essere finalmente tutt'uno con me, avvicina il palmo alla sfera, prendila con te e portala fino al centro del petto.
In quel preciso momento, io svanirò e significherà che ci saremo ricongiunte una volta per tutte.
Ma per terminare l'opera, dovrai lanciarti nel Magma così da risvegliare la sfera, altrimenti dopo qualche tempo il suo potere non esisterà più.
Percepirai un fortissimo dolore, come se il tuo corpo andasse a Fuoco per circa cinque secondi... Dopo di che, l'incubo terminerà ed aprirai gli occhi, in camera tua.


In quel momento, ella avrebbe potuto sentire distintamente le normali emozioni di terrore come se tutto ciò fosse completamente vero.
La temperatura alta di quella zona, invece, veniva percepita solo in parte, come se dei 100° presenti lei ne sentisse una cinquantina.
Il pavimento per lei non scottava, quello no, ma sudava, altroché se sudava.
Qualora però avesse deciso di prendere la sfera e portarla al centro del petto, accorpandola in sé, i 50° sarebbero divenuti 35°.
Meglio di nulla, no?
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Messaggioda Lyra » 03/09/2017, 19:42

Ma se il Demone può aiutarmi, se è il Demone che alimenta quelle fiamme, allora voglio anche il Demone.
Non mi importa a quale prezzo.
Nemmeno se dovessi macchiare la mia apparente innocenza.
Tanto, appunto, è solo apparenza.


Ma tu l'hai già macchiata, altrimenti non saresti qui.

Poteva forse dire che non fosse così? No, non poteva, per questo si stette zitta ed ascoltò le parole della Maschera, sempre più convinta che quello strano sogno fosse la rappresentazione inconscia di una presa di coscienza interiore sempre più grande.

Ormai sei convinta di aver preso in giro molte persone con essa, lo eri sia prima che dopo le sedute di analisi, cara mia.
Sapevi già di essere un Angelo peccaminoso e quella consapevolezza non muterà.
Cambieranno soltanto i tuoi limiti, quelli che ti sei sempre posta, quelli che pensavi fossero invalicabili.
Proverai emozioni e sensazioni mai percepite prima o semplicemente rifiutate e represse.


Non provava paura la Bennet, di fronte a quelle parole. Aveva passato tutta la sua vita a comportarsi in un modo totalmente buono e angelico, per farsi benvolere dagli altri: suo padre, sua madre, sua sorella, il suo manager, i suoi fan, Lucas, Haytham... E alla fine aveva capito che non poteva piacere a tutti. Che non valeva la pena fingere di essere qualcun'altra solo per ottenere l'approvazione e l'affetto di chi la circondava. Che doveva essere amata per ciò che era, tanto per i pregi, quanto per i difetti. Era stata proprio in una delle ultime sedute ad arrivare a questa conclusione, quella dove aveva partecipato anche la sorella, Martha. Quella in cui era venuto fuori il complesso di inferiorità che Lyra provava per la maggiore, alimentato dalla preferenza che il padre di entrambe aveva per la primogenita. Lo aveva scoperto, accettato e infine aveva scelto di combatterlo con tutta sé stessa, di non lasciarsi mai più condizionare. Per questo motivo la Bennet non aveva paura di scoprire quanto marciume, quanta negatività si fosse annidata in lei in ben dieci anni. Era convinta che non potesse essere peggio che vivere sempre con un falso sorriso sul volto.
Anzi, sarebbe stato bello immergersi nello sporco e lasciare che la sommergesse.

Ora che sono consapevole di ciò che voglio, che cos'altro devo fare?
Come faccio a svegliarmi da questo sogno?


... Per bruciare di passione, devi prima accettare di bruciare spiritualmente.

Mh?

La Maschera non rispose subito, iniziando a camminare sicura che la diva l'avrebbe seguita. Scesero dalle stesse scale per le quali Lyra era salita prima, andando in profondità verso una roccia che ostruiva loro il passaggio. L'alter ego scagliò contro di essa una sfera fiammeggiante, che trasformò la parete in un arco oltre il quale, alla fine di un corridoio, si trovava un crepaccio il cui fondo era riempito da un mare di lava bollente.

... Perché mi hai portata qui?

Si notava una nota di panico, nella voce. Era inquieta di fronte a quello spettacolo, per nulla tranquilla di ciò che volesse farle fare la Maschera. Per il momento le sue erano solo brutte sensazioni, sospetti. Ma la Maschera le avrebbe trasformate in certezze, quando le spiegò perché si trovassero lì. Confessandole anche di averle rubato qualcosa che le apparteneva di diritto.

... Nel corso del tempo in cui mi hai seppellita nel tuo inconscio, avevo bisogno di mantenermi viva, nutrirmi del tuo "Io".
Trovai quel che cercavo in qualcosa di molto speciale, appartenente al tuo essere, un legame ancestrale con le Forze della Natura.
Mi impadronii di quella forza e la utilizzai per restare ancorata e vegeta, ma se è giunto il momento per congiungerci del tutto, non credo mi serva più.
Tuttavia, avresti dovuto ricevere questa forza molti anni fa, quindi se la ricevessi ora e basta, non si attiverebbe, non ti donerebbe energia, si spegnerebbe.
L'unico modo che hai per alimentarla e far sì che abbracci del tutto il tuo Spirito... È immolarti, lanciandoti da qui, verso la lava.


Cosa?
... Sei pazza.


Ma convinta di non esserlo. Lyra non aveva ben compreso il discorso che le aveva appena fatto la Maschera, non aveva compreso cosa ella le avesse rubato per tutti quegli anni. Le Gilde potevano essere per lei alla stregua di elementi delle fiabe, immaginari ma non reali, senza considerare che non aveva mai sentito parlare di esse. Per questo motivo, quando la Maschera le confessò ciò che aveva fatto, lei non fu in grado di arrabbiarsi, non conoscendo appieno la portata del danno arrecatole. In più, il pensiero che ella le stesse suggerendo di tuffarsi all'interno del magma bollente non la rendeva particolarmente lucida. Si sporse solo per qualche secondo su quell'intensa caldera infuocata ed il terrore la assalì in pieno. Quando però si voltò verso la Maschera, la vide intenta a privarsi delle fiamme che prima animavano il suo sguardo, concentrando quel potere nella propria mano per poi dargli la forma di una sfera infuocata, non più grande di una pallina da tennis.

...È questo ciò che mi hai rubato?

Affascinante, non è vero?

Sì... Ma ancora non riesco a capire che cosa rappresenti... Cosa significhi...

Se desideri svegliarti, se desideri essere finalmente tutt'uno con me, avvicina il palmo alla sfera, prendila con te e portala fino al centro del petto.
In quel preciso momento, io svanirò e significherà che ci saremo ricongiunte una volta per tutte.
Ma per terminare l'opera, dovrai lanciarti nel Magma così da risvegliare la sfera, altrimenti dopo qualche tempo il suo potere non esisterà più.
Percepirai un fortissimo dolore, come se il tuo corpo andasse a Fuoco per circa cinque secondi... Dopo di che, l'incubo terminerà ed aprirai gli occhi, in camera tua.


Sono costretta a subire tutto questo per colpa tua?
Perché tu mi hai privata di... Non so nemmeno cosa!


L'isteria era normale in quel frangente e Lyra ne stava provando tanta, continuando a fissare male la Maschera e il dono che le aveva rubato, poi la lava sotto di sé. Cercava di convincersi che potesse essere una cosa fattibile, che potesse non essere così spaventoso, ma ogni volta che i suoi occhi si posavano su quello spettacolo terrificante sentiva il terrore tornare ad assalirla e la sua convinzione vacillare. Avrebbe voluto non dover affrontare una simile prova, ma non aveva forse detto prima che era disposta a tutto per ottenere il risveglio del Demone? Forse la vita di esso dipendeva anche dalla sfera di Fuoco rimasta in mano alla Maschera. In quel caso, non avrebbe mai potuto rinunciare a farlo vivere e risplendere.

Va bene... Va bene...
Prima la sfera...


Avvicinò la mano a quella dell'altra e prese con sé il Fuoco, perdendo qualche secondo ad osservarlo meglio. Lo sentiva scaldarla, ma non bruciarla e provava per esso l'impulso irresistibile di accoglierlo in sé, proteggerlo e fortificarlo. Era affascinata dall'Elemento, per questo motivo il passo che la condusse dal semplice osservare al fondere la sfera dentro di sé fu molto breve. Avvicinò le mani al petto e sentì la sfera entrare, mentre guardava la Maschera svanire senza dirle addio. Perché quello infatti non era un addio. Ora entrambe si sarebbero fuse insieme, unite finalmente dopo essere state per tanto tempo divise.

E adesso...

Fece qualche passo in avanti, sporgendosi dal crepaccio. Anche dopo aver accolto il Fuoco in sé, Lyra continuava a temere ciò che doveva affrontare, seppur la temperatura altissima fosse facilmente sopportabile per lei. Stava sudando copiosamente, invece, ma quello era anche normale. Temeva che gettandosi potesse accaderle qualcosa di peggio, potesse morire, magari proprio di dolore. In fondo che cosa le assicurava che la Maschera avesse detto il vero?

Il fatto che questo sia solo un sogno...

E spesso i sogni si interrompevano proprio nel momento di maggior terrore e dolore. Ancora piena di dubbi, ancora piena di paure, la Bennet però aveva ormai preso la propria decisione. Era come quando da bambina lei e Martha si sfidavano a saltare da una scogliera irta e rocciosa, per tuffarsi in acqua. La maggiore cercava sempre di darle coraggio, di rassicurarla che non si sarebbe fatta male, che l'acqua era abbastanza profonda per accoglierla. Ma il terrore sussisteva, fino a quando, stanca di tergiversare, Lyra non prendeva la rincorsa, tuffandosi completamente ad occhi chiusi.

Sì, quello è l'unico modo...

Camminò nuda e scalza lontana dal crepaccio, il più lontano possibile. Sentiva il proprio cuore battere impazzito e il sudore farsi ancora più copioso. Cinque secondi di inferno sarebbero valsi un premio che ne valeva molti di più e quel pensiero soltanto riusciva a consolarla e a farla sentire non completamente pazza. Si prese ancora qualche secondo, inspirando ed espirando lentamente. Poi, ormai decisa, si lanciò in una folle corsa, urlando, chiudendo gli occhi soltanto all'ultimo e saltando. Immaginando che sotto di lei non ci fosse lava ma acqua, che non fosse da sola ma ci fosse la sorella ad aspettarla. Portò le gambe al petto, circondandole con le braccia, piangendo di paura fino a quando l'intero suo corpo non finì completamente immerso nella lava.

... 1...


Non poteva nemmeno urlare. E avrebbe urlato, tantissimo, fino a sentire la gola squarciarsi, la voce morire perché l'intero suo corpo andava a fuoco, il suo essere andava a fuoco. Un dolore talmente straziante che l'avrebbe sicuramente uccisa.

... 2...


Credeva che avrebbe sentito il proprio corpo sciogliersi, deformarsi dal calore, ma invece rimase intatto, bloccato nella stessa identica posizione con cui lei si era gettata.

... 3...


Iniziò a dimenarsi, a prendersi la testa fra le mani, continuando ad aprire la bocca in un urlo silenzioso, immaginando di essere altrove, di essere insieme alla sua famiglia, ai suoi cari. Sentendosi invece come se si trovasse sul rogo.

... 4...


Iniziò a pensare che sarebbe morta. Il cuore non avrebbe potuto reggere un dolore simile, non doveva reggerlo perché era inumano, era orribile, impossibile da immaginare. E invece era ancora viva, viva e sofferente, ma ormai al termine di quella agonia.

... 5...


Mancava poco. Mancava davvero poco. Sembrava che i secondi non passassero, ma erano quasi passati e lei stava per smettere di soffrire. Era stata una pazza ad accettare? Davvero valeva la pena affrontare una simile prova per qualcosa di marcio, di oscuro, di negativo? Per lei sì. Per la vera Lyra sì. Non voleva più rinunciare a sé stessa, né ad ogni scorcio di luce né ad ogni cono d'ombra. Voleva tutto e tutto avrebbe ottenuto. E quando finalmente anche l'ultimo secondo terminò...

AAAANF!

... Si risvegliò ansimando pesantemente nella propria camera da letto. Sudata fradicia, ma ancora viva.

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Messaggioda Yamato » 04/09/2017, 21:42

17-09-2113
Ore 09:37
Londra
Villa di Lyra Bennet
Camera da Letto


Non appena la donna aprì gli occhi di scatto, incamerando più aria possibile, poté accorgersi di essere completamente sudata.
Non aveva mai sudato così tanto in tutta la sua vita, quasi come se si fosse messa nel letto appena uscita dalla doccia.
Anche i capelli erano incredibilmente umidi, il cuore batteva all'impazzata e per di più le pareva quasi di avere la febbre un po' alta.
Quella sensazione però (la febbre) non ebbe una durata per più di una cinquantina di secondi, al termine dei quali l'interno della Bennet rimase tarato sui 37° circa.
Più alta del normale, quello sì, ma era il nuovo connotato gratuito ricevuto a causa del congiungimento con il suo lato nascosto e finalmente libero.

Immagine

Il Sole splendeva altissimo nel cielo, nel bel mezzo di quell'azzurro intenso e sereno, contornato da poche nuvole piacevoli.
Quello avuto dalla Bennet non era stato affatto un sogno, infatti ella poteva già sentirsi stranamente diversa dal solito, quasi come fosse "completa".
Sarebbe stato un processo lungo, quello nel doversi abituare a quella nuova versione di sé, finale e definitiva, ma non era per quel motivo che stava per ricevere una visita.
Era possibile che si andasse a mettere sotto una doccia vera, così da sciacquarsi per bene, ma ne avrebbe avuto tutto il tempo.
Infatti, dovettero trascorrere all'incirca altri cinquanta minuti prima che...

DLIN DLON

Suonassero alla porta della Villa.
Non c'erano appuntamenti o incontri segnati per quella mattina e con tutta probabilità la Contessa di Valois non le avrebbe mai fatto una improvvisata a quell'ora.
Ciò che restava quindi alla Cantante famosa da fare era scendere giù per le scale, vestita in abiti presentabili o vestaglia ed aprire alla presenza in arrivo.
La persona che si trovò di fronte, senza ombra di dubbio, fu l'ultima possibile da mettere in conto, anche solo lontanamente.
Non propriamente un amico, ma più che altro un conoscente per via dell'ambiente lavorativo in comune.
Un pezzo grosso dell'industria musicale...
... E non solo di quella.

I miei omaggi, miss Bennet.

Immagine

Chiedo scusa per il nullo preavviso, le spiace se entro?

Yamato Kusanagi in persona alla porta di Lyra.
Voleva forse proporle un nuovo contratto sotto la sua supervisione e firma?
Troppo strano, considerando gli ottimi rapporti tra la Casa Discografica della sorella di Martha e quella dell'uomo orientale.
Ad ogni modo, qualora ella l'avesse fatto accomodare, egli si sarebbe preso ancora un poco di tempo prima di parlare effettivamente del perché riferito al proprio arrivo.
Si misero seduti nell'area del salone, lui su una poltrona, Lyra dove preferisse, tanto quella era casa sua, poteva mettersi seduta pure sul tavolino.

... Allora, fatto sogni interessanti, stanotte?

Aveva un sorriso molto morbido e calmo in volto, il sorriso di chi sapeva perfettamente di cosa stesse parlando.
Incrociò le braccia al petto, continuando a fissarla con assoluta tranquillità, aspettando forse che ella rimanesse abbastanza contrariata e forse pure spaventata.
Cosa ci si poteva aspettare dal Capo indiscusso di Fuoco e Fulmine?
Tatto? Delicatezza?
Ma certo che no.

Sarà tutto molto più chiaro andando avanti con la conversazione, te lo assicuro.
Prima di tutto dimmi: pensi possa esistere un Equilibrio tra la Positività e la Negatività di questo Mondo?
E se la tua risposta fosse affermativa, in cosa rispecchieresti la tua idea di Equilibrio?
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Messaggioda Lyra » 06/09/2017, 22:03

Anf... Anf... Anf...

Respirava velocemente come se avesse appena corso una maratona, quando invece non aveva fatto altro che dormire. Tutto il suo corpo era un bagno di sudore, persino i capelli ne sembravano impregnati, per non parlare poi delle lenzuola ed il cuscino. Lyra si posò la mano sulla fronte, sentendosi andare a fuoco come se avesse la febbre. Magari ce l'aveva davvero ed era meglio che se la misurasse, anche insomma per capire se da essa dipendeva il motivo del sogno appena fatto. Scese dal letto, andando in bagno per cercare, nell'armadietto dei medicinali, dove avesse lasciato il termometro magico. Non impiegò che poco meno di un minuto per trovarlo, ma già quando poggiò lo strumento magico sulla tempia sentì che la temperatura si era abbassata, pur sentendosi ugualmente calda.

37 gradi...

Un po' più alta rispetto alla sua temperatura standard, ma poteva anche essere che una doccia fredda l'avrebbe aiutata ad abbassarla ulteriormente. Tanto a prescindere avrebbe dovuto lavarsi, viste le pessime condizioni in cui si era svegliata. Senza pensare molto al disordine che avrebbe lasciato, la Bennet si denudò mollando il babydoll per terra, entrando nel box doccia e aprendo l'acqua ad una temperatura che fosse sopportabile dal corpo. Voleva quasi scacciare via la sensazione di essere bruciata viva, ma ben presto si rese conto che l'esatto opposto -sentirsi congelare- non le andava affatto a genio, spingendola infine ad optare per una temperatura media, acqua tiepida tendente al caldo. Lavò per bene ogni parte di lei compresi i capelli che, come consueto, trattò con i prodotti cosmetici più costosi ed efficaci. Si prese venti minuti buoni, in totale silenzio, pensando e ripensando a quello strano sogno, alle strane sensazioni che le aveva lasciato dentro, come se davvero adesso ella si sentisse totalmente completa. Ma questo era completamente assurdo: non poteva sentirsi diversa dall'oggi al domani, soltanto dopo una magica notte di sonno, no? Almeno questo era al momento il pensiero della diva.
Dopo aver asciugato i capelli -altri quindici minuti- facendosi la messa in piega, Lyra ritornò in camera, mettendosi addosso dell'intimo nero e indossando una vestaglia bianca. Nemmeno si sprecò a toccare il letto, sapendo bene di poter lasciare tutto quanto alla sua domestica di fiducia. Anzi, avrebbe dovuto mandarle un gufo per avvisarla di passare pur avendo la giornata libera. Certo, se finalmente si fosse decisa a comprare uno di quei Magifonini...

Me ne farò spedire due dal negozio.

Si decise infine, mettendosi seduta sul letto con di fronte lo specchio e iniziando il suo consueto rito di massaggiare le gambe con una crema profumata e nutriente. Lo step successivo sarebbero stati i piedi, ma il suono del campanello interruppe quella sorta di cerimonia abituale, facendo alzare lo sguardo alla diva, sorpresa da quella visita inattesa.

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... Potrebbe essere Nelly... Magari ha dimenticato le chiavi qua...

Non sarebbe stata la prima volta, motivo per cui Lyra le aveva regalato una Ricordella che però la buona donna dimenticava sempre da qualche parte, finendo per non usarla mai. Chiuse la vestaglia di seta con l'apposito cinturino, calzò ai piedi delle ballerine abbinate e scese al piano terra, aprendo la porta non alla sua domestica, bensì al capo della Kusanagi Record, Yamato Kusanagi, vecchia conoscenza della Bennet.

... Mr Kusanagi?

I miei omaggi, miss Bennet.
Chiedo scusa per il nullo preavviso, le spiace se entro?


... No, no... Mi perdoni lei per averle aperto in questo modo.
Prego, si accomodi.


Accompagnò l'ospite in salotto, assentandosi qualche minuto per vestirsi in maniera presentabile all'uomo. Non perse troppo tempo a scegliere il vestiario, pur indossando un vestito che le donava e che la faceva apparire abbastanza sofisticata ma senza esagerare. Ciocche di capelli invece vennero legate con un fermaglio e ai piedi scelse di indossare delle vere ballerine con un leggero tacchetto. Niente trucco, chiaramente, perché si trovava a casa sua e perché in fondo sapeva di non averne bisogno. Era già perfetta di suo al naturale, cosa mai poteva darle in più un po' di fard e di ombretto?

Mi scuso di averla fatta attendere.
Posso portarle qualcosa da bere?


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Persero pochi minuti a scambiarsi convenevoli e formalità, il Kusanagi informandosi sul suo stato di salute e la Bennet facendo altrettanto. Si chiedeva ancora sorpresa perché l'uomo si fosse presentato quel giorno a casa sua senza preavviso, cosa che non aveva mai fatto in passato. Il motivo sembrava essere la natura del suo sogno, cosa che venne a scoprire molto presto dalla bocca dello stesso Yamato.

... Allora, fatto sogni interessanti, stanotte?

Era seduta di fronte all'uomo con le gambe accavallate e uno dei suoi gatti acciambellato accanto. Lo stava accarezzando ripetutamente, ma la mano si bloccò di colpo dopo aver ascoltato la domanda. Lo sguardo si fissò su di lui, incredulo, spaventato e anche un po' infastidito. Ancora non aveva le idee molto chiare e vedere che Yamato gliele stava confondendo ancora di più non le permetteva di fingersi serena e tranquilla con lui.

Che cosa sta a significare la sua domanda?

Sarà tutto molto più chiaro andando avanti con la conversazione, glielo assicuro.
Prima di tutto mi dica: pensa possa esistere un Equilibrio tra la Positività e la Negatività di questo Mondo?
E se la sua risposta fosse affermativa, in cosa rispecchierebbe la sua idea di Equilibrio?


... Mr Kusanagi, con tutto il rispetto, ma lei è venuto fin qui, senza preavviso, per farmi domande di natura filosofica?
Ho sempre avuto molto piacere a stare in sua compagnia, ma il suo modo di fare oggi mi rende assai perplessa e neanche troppo disposta alla conversazione in generale.
Lei sembra sapere qualcosa che io ignoro e sembra anche sapere dello strano sogno che ho avuto stanotte.
Un sogno che in parte è stato traumatizzante.


Una Lyra diversa. Una Lyra capace di mostrarsi infastidita. Arrabbiata. Spaventata. Insomma, non certo il volto dell'Angelo a cui tutti sono abituati, persino lo stesso Kusanagi. Ma la buona educazione, quella rimaneva sempre, e la Bennet non si sarebbe mai permessa di cacciare via l'ospite soltanto perché certe sue domande le risultavano o sgradite o assurde. Inoltre, sembrava che egli fosse disposto alla fine a spiegarle ogni cosa e quella consapevolezza la spinse a focalizzarsi un po' di più sul quesito per dargli una risposta.

Comunque sì, sono convinta che ci possa essere un equilibrio fra positivo e negativo, bene e male, luce e oscurità o qualunque cosa lei intenda.

Non che avesse capito perfettamente di cosa stesse parlando, ma se doveva pensare a ciò che aveva compreso lei, nell'ottica della Bennet esisteva una bilancia universale che reggeva il peso di tutto ciò che era positivo da un lato e tutto ciò che era negativo dall'altro. Ma trovarne un esempio? Non era facile, anche per la natura della domanda: esempio di cosa? Di perfetto Equilibrio?

Non sono sicura di aver centrato il punto della sua domanda, ma se dovessi fare un esempio di Equilibrio fra forze contrarie ma complementari, le suggerirei di leggersi qualche trattato sul Taoismo babbano. -rispose un po' secca, andando a ripescare nella memoria ciò che aveva imparato stando un po' a contatto con il mondo dell'Estremo Oriente -Durante il mio soggiorno in Giappone ebbi a che fare con un mio fan, appassionato non soltanto della mia musica ma anche di questa filosofia rappresentata da un cerchio formato da due colori: bianco e nero. Mi pare che fosse cinese come dottrina e il simbolo veniva chiamato Tao. Una sorta di connubio di tutte le forze esistenti al mondo, che si contrappongono, ma che non possono vivere l'una senza l'altra.
Se dovessi dare un esempio di equilibrio... direi che il Taoismo è perfetto in questo senso. E il Taoismo si rispecchia in tutto ciò che vive nel mondo. Per cui si può dire che ogni cosa in realtà sia una rappresentazione dell'Equilibrio. Persino l'essere umano. Forse più di tutti l'essere umano.
Non siamo forse fatti in parte di luce ed in parte di ombra?
Senza l'una o senza l'altra, non ci sentiremmo forse incompleti?


Un quesito interessante, forse perché a domandarlo era una donna che soltanto di recente aveva preso coscienza della propria parte "oscura" e che era ben intenzionata a coltivarla, in perfetto equilibrio con la gemella avversa, l'Angelo.

Sempre che io e lei stiamo parlando della stessa cosa... Direi di aver risposto alla sua domanda.
Ora, potrebbe essere così gentile da fare altrettanto e spiegarmi il motivo della sua visita?
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