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Sòfia

Messaggioda Indigo » 27/10/2014, 21:39

Esistono tipi di freddo che possono provare anche i Druidi.
In quel caso, un abbraccio o un gesto d'affetto, d'amore, sono l'unica soluzione, più del Fuoco che alberga in voi.


Conosco il tipo di freddo di cui parli… anche se non lo provo più da anni. - l'aveva provato quando era stata Rinnegata, prima che Dominique cominciasse a prendersi cura di lei, ma poi aveva imparato a badare a se stessa senza aspettarsi nulla da nessuno, e il freddo era sparito - Ma chissà… forse, con la persona giusta accanto, non sarebbe male sentirlo di nuovo sotto pelle… - aggiunse, maliziosa ma con un timbro più morbido.

In realtà nemmeno con Quetzal aveva mai provato quel freddo, forse perché nonostante fosse innamorata di lui -per l'amore che Indigo era in grado di concepire, malato e perverso- non aveva mai sentito la necessità di sentirsi cullare dal suo abbraccio: era un piacere il suo, un desiderio, ma non un bisogno.
Ovviamente del Druido non fece parola, affermando di non avere un compagno né tra i babbani né tra i maghi -e dunque, effettivamente, senza mentire a riguardo- e stuzzicandolo con lo sguardo e con le parole, reputando ad esempio poetico il suono prodotto dalla pronuncia del suo nome solo sulle labbra delle persone giuste e nell'occasione giusta: ma quella, poi, lo era?

Non essendo ancora completamente nudi, temo di no...
... Ma ci si potrebbe lavorare.


Sì, forse con molto sforzo e tanta pratica si potrebbero ottenere ottimi risultati… - confermò la Kostenechki.

Subito dopo, la Druida si fece ben più seria, raccontando ad Alarick perché fosse stata Rinnegata e da quanto tempo ormai non facesse più parte della comunità druidica bulgara.

E noto che sei andata molto avanti, lasciandotelo alle spalle, immagino.
Ti ammiro molto per questo, in fondo quelle erano poche stolte persone.
Procedendo per la tua strada dimostri forza di carattere e poca propensione al rancore.
Ti sei amalgamata al mondo e non hai tralasciato le tue origini, ma d'altronde è giusto, non tutti i Druidi sono uguali.


Dentro di sé, a voler essere sinceri, Indigo si stava rotolando dalle risate, consapevole che l'uomo, di lei, aveva capito… niente, assolutamente niente; altro che "poca propensione al rancore" … lei in parte viveva per la vendetta, ed amava sentirne il gusto dolce-amaro sulla punta della lingua.
Ma avrebbe lasciato che il Terran la considerasse molto meglio di quanto non fosse in realtà, in fondo era chiaro che, con un visino come il suo e quegli occhioni da cerbiatta, quella fosse la visione che dava di sé a quasi tute le persone: una candida e pura figlia del Mana, dal sorriso disarmante e dolcissimo e dall'inebriante profumo di vaniglia; sapeva di ammaliare, e con Alarick era stata tanto brava da fargli perdere in parte la testa.
In breve tempo si ritrovò tra le sue braccia, a pochi centimetri dalla sua bocca: non aveva intenzione di baciarlo, ma quando il Terran la trattenne dal collo con delicata fermezza, la bulgara non si ritrasse, lasciando che lui le sfiorasse la bocca per un secondo, prima di permetterle di ritrarsi; dal canto suo, la Rinnegata sorrise, e si leccò le labbra con aria provocante, prima di fissarlo come una bambina speranzosa che desiderava avere la certezza di essere nei pensieri dell'altro.

Credo ogni giorno.
Ma come posso provare ad incrementare le possibilità che avvenga?
Esiste un luogo che posso frequentare maggiormente che mi conceda una speranza in più?


Come forse avrai notato, amo i dolci…
E vengo a fare scorta a Sòfia ogni paio di mesi.
- rispose la Kostenechki dopo un paio d'istanti di riflessione - Se tra un paio di mesi passassi di nuovo qui per caso, chissà, forse potresti trovarmi tra una pasticceria e un negozio di caramelle… - gli strizzò l'occhio, complice, maliziosa e bambinesca al tempo stesso.

Ci vediamo presto… Rick!

Un bel soprannome, sicuramente più intimo del nome intero, che da quel momento in poi la Rinnegata avrebbe utilizzato per lui; gli lanciò un ultimo sguardo, intenso e provocatore, dopodiché gli diede le spalle e cominciò ad allontanarsi dal Terran ancheggiando -sapendo bene che lo sguardo dell'uomo era fisso sul suo fondoschiena.
No, Quetzal non avrebbe saputo nulla di quell'incontro… sarebbe stato il suo piccolo segreto.

-Fine-
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Messaggioda Indigo » 20/11/2014, 13:01

-Confine sud del Passo Montano Botevgradksi/Lontano da Sòfia | 23.3.09 | ore 06.02-


Furono i tiepidi raggi del primo Sole mattutino a svegliarla: li percepì sul viso, fremendo lentamente le palpebre fino a che esse non cominciarono a schiudersi, permettendole di mettere a fuoco ciò che aveva intorno.
La prima cosa che percepì - in se stessa, non all'esterno - fu... leggerezza.
Non si era mai sentita così leggera prima d'ora, ne era certa, anche se non ne comprendeva il motivo.
Si mise lentamente a sedere, l'abito verde che frusciava ad ogni suo più piccolo movimento: Caraid dormiva poco distante da lei, raggomitolato su se stesso.

... dove sono?

Dopo la leggerezza fu la volta della confusione.
Si passò una mano sul volto, la fronte aggrottata come nell'atto di cogliere qualcosa che le sfuggiva.
Non ricordava dove fosse stata la sera prima, perché si trovasse lì... a pensarci bene, c'erano fin troppe cose che non ricordava.
L'espressione del suo viso si fece sconcertata, a quel punto, quasi atterrita.

Immagine


Fu allora che subentrò il panico.
Chiuse gli occhi, concentrandosi sul proprio respiro: la calma era l'unica via di salvezza, lo sapeva; non avrebbe saputo dire come, ma sapeva che tentare di non agitarsi era la cosa giusta da fare.
Respirò a fondo e lentamente, richiamando a sé le nozioni di se stessa che ricordava.

Indigo Kostenechki.
Venticinque anni.
Bulgara.
Druida Giovane Rinnegata.
Animali totem: cavalluccio marino, camaleonte, ghiandaia imitatrice.
Compagno animale: Caraid, pitone reale bianco.


Cominciò ad elencarsi nella mente, rendendosi però conto che le falle nella sua memoria non mancavano di certo: ad esempio, perché era stata Rinnegata? Come poteva sapere con certezza di essere una persona golosa, ma non essere in grado di spiegare dove abitasse? Perché lei non se lo ricordava affatto, non era nemmeno sicura di avercela una casa, fuori dalla comunità druidica che l'aveva mandata via per...

... non lo ricordo.

Quesito interessante a cui non avrebbe risposta, dunque.
Cosa poteva esserle accaduto? Forse qualcuno l'aveva aggredita, ferendola al punto da provocare un trauma al suo cervello? Eppure non c'erano segni di colluttazione su di sé, ne era sicura.
Abbassò lo sguardo sul proprio vestito, alla ricerca di indizi che potessero aiutarla a ricordare: in una tasca dell'abito trovò un piccolo flauto di Pan, segno che evidentemente era capace di suonare quello strumento, mentre all'anulare della mano sinistra campeggiava un anello d'argento coperto di Rune... a cui però Indigo non sapeva dare alcun significato.
Chi gliel'aveva regalato, e perché? O forse l'aveva comprato di suo perché le piaceva?
Nient'altro poteva aiutarla a capire cosa fosse successo, perlomeno non tra ciò che possedeva.
Svegliò Caraid a quel punto, cercando di essere il più dolce possibile nonostante il terrore di aver perso ogni ricordo di sé: provò a domandare all'animale se rammentasse qualcosa, ma nemmeno lui sapeva darle delle risposte... era il famiglio della bulgara e le voleva bene, null'altro seppe dirle per aiutarla.
Che poteva fare?
Non sapeva se qualcuno, da qualche parte, la stava cercando, o se invece era sola... non sapeva dove andare, poiché non ricordava nessun posto che per lei fosse importante: eppure doveva, doveva esserci qualcosa...

Immagine


Fu come un lampo che le attraversò la mente, fornendole un'immagine scura, quasi sbiadita, ma reale: un volto, il viso di qualcuno che, non sapeva come né il motivo, Indigo conosceva.

... Alarick Denisof.

Sapeva di conoscerlo, e al momento era lui a rappresentare la sua unica speranza: non voleva rimanere sola in quel tratto di verde che le era estraneo, non voleva affrontare la perdita della propria memoria senza nessuno accanto... aveva paura.
Senza pensare ancora, la Druida Rinnegata fece l'unica cosa che le venne in mente... si mise a correre.

Immagine


Caraid la seguiva strisciando più veloce che poteva, confuso quanto la padrona e consapevole solo di poterle stare accanto: il pitone aveva solo lei, al mondo... e la Kostenechki, al momento, aveva solo l'immagine di quell'uomo che avrebbe fatto di tutto pur di ritrovare.

Spoiler:
Sandyon, Alarick
Ultima modifica di Indigo il 20/11/2014, 16:35, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Alarick » 20/11/2014, 16:35

Periferia Commerciale della Sòfia Magica
23 - 03 - 2109
Ore 08:41
Esterno Negozio "Angolo degli Intrugli Strani"
Parzialmente Nuvoloso


Quindi siamo d'accordo sulla cifra?

2500, sì.
Vi serve tutto entro 14 giorni, ho capito bene?


Se fossero dodici sarebbe meglio, in realtà, ma non voglio metterle fretta.

Cercherò di fare il possibile, ho altro lavoro in parallelo al suo.

Come metodo di pagamento?

Bonifico bancario, le farò avere l'IBAN tramite posta entro una settimana.

D'accordo, allora le auguro buona giornata mister Denisof!

E io a lei, mi raccomando faccia buoni affari e buona pubblicità al sottoscritto!

Ahahah, non mancherò, a presto!

Alzando per un'ultima volta la mano, Alarick salutò il proprietario di un altro negozio che aveva scelto di rifornirsi da lui per i decotti, le pozioni e le soluzioni alchemiche da mettere in vendita già fatte e finite. Il mondo, per fortuna del Terran Precettore, non era popolato solo da esperti nell'Abilità Magica e questo gli dava la possibilità di vendere il suo operato a prezzi ragionevoli per gli altri e vantaggiosi per lui. Molte delle piante che utilizzava per fornire il servizio, infatti, le trovava senza tanti sforzi presso il Covo, evitando così di doverle comperare da altri fornitori e di riflesso anche di aumentare il prezzo dei suoi composti. Era una giornata abbastanza fredda, quella lì, con un cielo nuvoloso che non faceva intravedere quasi mai le sfumature azzurre della volta terrestre. Spesso gli sembrava ancora di rivedere il panorama del cielo durante il compimento della volontà del Mana e del Gaiux. Episodi come quelli non si potevano dimenticare in tutta la propria vita e da un lato ringraziava solennemente Raiden Lambert per avergli concesso quel privilegio illustre e assoluto. Volendo essere abbastanza coperto dalla temperatura rigida e allo stesso tempo abbastanza elegante per poter parlare con i clienti mostrandosi impeccabile, l'uomo aveva optato per un completo grigio chiaro con camicia bianca e sopra uno spolverino dai toni acciaio, scarpe nere da passeggio tipo "Hogan" e stesso colore anche per la cinta di cuoio stretta in vita, con fibbia d'argento. Il vento gli passava tra i capelli come una forte carezza e le strade della città a quell'ora si cominciavano a riempire di persone: chi apriva le attività lavorative, chi andava a fare colazione nei bar e chi si metteva agli angoli per chiedere qualche spiccio.

Immagine

Per favore, la prego buon uomo, mi dia qualcosa...
... Ho tanta fame e muoio di freddo...


Ecco a te, ma non li sprecare per una bottiglia di alcolico.
Comprati una minestra calda, il vino o la birra non ti faranno sentire il gelo, ma non ti rendono immune da esso.
Tieniti per bene stretta la vita e abbi cura di te.


Ma... ma questi sono 100 Galeoni!
Grazie, grazie infinite signore, che la Trama vi benedica!


E che il Conflux aiuti te, amico...

Sorrise leggermente, annuendo verso il povero disgraziato, il quale poi si catapultò all'interno di una delle tante rosticcerie della via chiedendo di avere un pasto completo, anche fossero stati avanzi del giorno prima. Aveva fame e non avrebbe potuto attendere l'ora del pranzo.
Sereno che avesse seguito il suo consiglio, Rick riprese a camminare, ormai lì non aveva più molto da svolgere, aveva parlato con chi di dovere, presi accordi e stabilito tempistiche e prodotti da consegnare, ma era come se una strana forza lo mantenesse ancora lì, per quelle strade.
L'Equilibrio gli mandava evidenti segnali, che lui non era in grado di cogliere in modo cosciente, ma ugualmente passeggiava ancora e ancora, guardandosi attorno, spostandosi di viale in viale, attraversando la piazza principale e fermandosi proprio di fronte alla grande fontana cittadina.
Adorava quella costruzione, era talmente imponente e artistica da lasciarlo senza fiato. Gli esseri umani a volte erano capaci di grandi cose.
Proprio mentre se ne stava con le mani in tasca a fissare l'acqua che scorreva, una voce familiare e inaspettata lo sorprese da dietro le sue spalle, spingendolo a girarsi quasi istantaneamente. A quel punto, le sue pupille si dilatarono e assunse una espressione esterrefatta e sconcertata allo stesso tempo. A pochi metri da lui c'era lei, Indigo, la Druida Giovane Rinnegata incontrata un mese prima.
Per quanto fosse splendida e attraente come ricordasse, la donna/bambina aveva un aspetto spaventato, disorientato e allarmato, cosa che spinse Alarick ad avvicinarsi a lei mentre lei faceva lo stesso con lui, posandole immediatamente le mani sulle spalle, fissandola interrogativo.

Indigo, cosa è successo?
Non speravo di rivederti così presto...
Ti hanno fatto del male?
Parla, puoi fidarti di me.
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Messaggioda Indigo » 20/11/2014, 17:12

Aveva lasciato Caraid ai margini della zona verde che costeggiava la città di Sofìa, perché sarebbe stato troppo strano girare per le vie con un pitone al seguito: già Indigo, di suo, attirava non poco l'attenzione, con quell'abito lungo - tipicamente Druidico - e i piedi scalzi; non le importava, tuttavia, che la vedessero così, non faceva nemmeno caso alle occhiate perplesse che le persone le lanciavano... la sua mente era focalizzata su una cosa, anzi, una persona sola, e non si sarebbe data pace fino a che non l'avesse trovata.
Alarick Denisof, quel nome e il volto ad esso collegato erano stampati nella sua mente, gli unici due indizi di un passato a cui lei non riusciva più ad accedere: ma perché? Perché le era capitata una cosa del genere?
Era forse una punizione per qualcosa che aveva fatto? O se l'era inflitta da sola, per scappare a qualcosa, a qualcuno, o magari a se stessa?
Tutte quelle domande le si affollavano in testa e le facevano bruciare gli occhi di lacrime calde, capaci di offuscarle la vista mentre si addentrava nella zona centrale di Sofìa, dove si trovava la bellissima fontana cittadina in marmo ed oro: non fu quella magnifica opera d'arte ad attirare la sua attenzione, però, bensì la figura di fronte ad essa e di spalle alla Druida che assomigliava moltissimo a...

Alarick... ?

Lo chiamò incerta la Kostenechki, una sfumatura interrogativa nella voce: l'ansia divenne sollievo nel momento in cui egli si volse, al punto da farla sospirare forte e sorridere, nonostante le lacrime che le stavano solcando le guance.
L'aveva trovato, Gaia l'aveva aiutata.

Alarick!

Questa volta pronunciò il suo nome con convinzione, correndogli incontro e buttandogli le braccia al collo: lo abbracciò di slancio, fondendo i propri Elementi coi suoi e socchiudendo gli occhi per il piacere; per qualche strana ragione, ora che l'aveva ritrovato, sentiva che tutto sarebbe lentamente andato meglio.

Indigo, cosa è successo?
Non speravo di rivederti così presto...
Ti hanno fatto del male?
Parla, puoi fidarti di me.


Ti ricordi di me... - sussurrò la mora, gli occhi luminosi per le lacrime che si accompagnavano al sorriso sollevato comparso per qualche breve istante sulla sua bocca - Io... io non so cosa mi sia successo, non mi ricordo niente!
Mi sono svegliata vicino al confine col passo di Botevgradksi, questa mattina, e... non sapevo più niente, non so più niente di quello che mi riguarda!


Altre lacrime si affollarono agli angoli degli occhi della Rinnegata, perché non poteva negare lo sconvolgimento che stava provando nell'aver perso, sostanzialmente, la propria identità.

Non so come ci sono arrivata lì, non so dove abito, cosa faccio nella vita, non ricordo nessuna delle persone che conosco... a parte te. Di te mi sono ricordata, è per questo che sono corsa in città, per cercarti!

Due ore di corsa, per la precisione.
Non c'era da stupirsi se avesse il fiatone, ora.

Ricordo come mi chiamo, quanti anni ho, il mio famiglio, e altre cose... ma il resto è scomparso, è tutto scomparso!
Cosa può essermi successo, Alarick? Può essere stato un incantesimo della Trama? O forse sono stata io stessa a voler dimenticare tutto, ma perché?
Non so nemmeno perché mi hanno rinnegata, forse... forse sono una cattiva persona...


Il Terran a quel punto avrebbe fatto il collegamento?
Alarick avrebbe capito o perlomeno ipotizzato chi davvero aveva di fronte? Se anche così fosse stato, fatto stava che ora Indigo tutto era tranne che una spietata assassina: assomigliava più ad una bambina spaventata, che cercava disperatamente un appiglio per non scivolare nel baratro.
Scoppiò a piangere più forte, dunque, abbracciandolo d'istinto e nascondendo la testa nel suo petto.

Aiutami...
Ti prego, aiutami...
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Messaggioda Alarick » 20/11/2014, 18:49

Ti ricordi di me...

Certo che mi ricordo di te, perché? Non dovrei forse?

Io... io non so cosa mi sia successo, non mi ricordo niente!
Mi sono svegliata vicino al confine col passo di Botevgradksi, questa mattina, e... non sapevo più niente, non so più niente di quello che mi riguarda!


C-cosa?
Quando ti sei svegliata tu non... non ricordavi più nulla?


"Al momento del sonno, ovunque si trovino, il mio potere si abbatterà su di loro.
Le nubi copriranno il cielo per tutta la notte e non appena si saranno diradate, capirete che la vostra volontà è stata fatta.
"


Non è possibile...
Non può essere...
Non lei...


Era abbastanza ovvio fare quel collegamento, per una persona perspicace come Alarick Denisof.
Il giorno dopo del Gaiux incontrava di nuovo Indigo e stranamente diceva che al suo risveglio aveva dimenticato tutto.
Dunque era quella la punizione che il Mana aveva riservato per i colpevoli? Dunque era proprio lei la donna che si era divertita sadicamente a torturare ed uccidere sia Druidi che Gildati? Più la guardava negli occhi, più ricordava il loro primo incontro, e più sensazioni e sentimenti contrastanti si formavano nel suo cuore e nel suo spirito. Li trattenne, contenne la Terra che si voleva agitare e tremare nel suo animo, così da non far sospettare nulla alla Giovane Rinnegata, ma nella sua mente avvenivano ragionamenti febbrili e non era semplice controllarsi e mantenere la lucidità per provare a sentire il resto del racconto della bulgara, ma doveva farlo, doveva impegnarsi, anche perché voleva capire una cosa: perché se aveva dimenticato tutto, lui comunque era rimasto nella sua memoria?

Non so come ci sono arrivata lì, non so dove abito, cosa faccio nella vita, non ricordo nessuna delle persone che conosco... a parte te. Di te mi sono ricordata, è per questo che sono corsa in città, per cercarti!

Cos'altro ricordi?

Ricordo come mi chiamo, quanti anni ho, il mio famiglio, e altre cose... ma il resto è scomparso, è tutto scomparso!

Tutto scomparso...

Questo voleva dire che il Mana le aveva fatto dimenticare ogni nefandezza commessa ed ogni orrore provocato, ma perché?
Quella sembrava più una benedizione che una punizione, eppure una divinità non faceva mai nulla per caso: le aveva offerto una seconda possibilità forse? E poi perché si ricordava soltanto di lui? Quelle domande non erano affatto semplici e forse ne avrebbe dovuto parlare con la sua Sempreverde prima di dar loro risposte approssimative. Ora come ora però, la vera priorità era aiutare quella Druida Giovane, perché non poteva lasciarla così, in quello stato. Sì, era vero, per colpa della persona di fronte a lui tante altre erano morte ed erano state massacrate, ma quell'ombra di malvagità era stata spazzata via da un potere superiore e se Indigo si ricordava soltanto di lui, a prescindere del motivo, quello era un volere del Conflux e in quanto tale lui doveva rispettarlo. Forse era stato designato per starle vicino nella sua ripresa a vivere.

Cosa può essermi successo, Alarick?
Può essere stato un incantesimo della Trama? O forse sono stata io stessa a voler dimenticare tutto, ma perché?
Non so nemmeno perché mi hanno rinnegata, forse... forse sono una cattiva persona...


...

Aiutami...
Ti prego, aiutami...


Si mise a piangere, l'assassina si mise a piangere, soffrendo disperatamente. In quel momento il Terran capì cosa intendeva il Mana per punizione: privarla di tutti quegli anni di vita lasciandole soltanto gli essenziali, in un certo senso significava privarla di una parte di lei, di una fetta della sua anima che avrebbe dovuto faticosamente ricostruire nel tempo. Conoscenze, luoghi sicuri, esperienze con relativi insegnamenti, adesso tutto quanto era stato cancellato lasciando un libro intero pieno di pagine bianche sulle quali dover riscrivere daccapo quasi tutto, una impresa difficile, una impresa in certi casi dolorosa ma allo stesso tempo divina e conveniente. Quando Indigo aveva avuto la possibilità di ucciderlo, non lo fece, quello fu un pensiero che si palesò nella sua mente come un lampo. Era probabile quindi che l'Equilibrio avesse comunque riscontrato in lei una traccia di umanità e bontà rimasta sepolta sotto una grande coltre di oscurità e risentimento. Non avrebbe saputo mai cosa l'aveva resa capace di uccidere confratelli e Gildati, per ora poteva soltanto collaborare nel renderla qualcosa di migliore per se stessa e per tutti.

È inutile stare qui.
Ti aiuterò, non temere, non ti lascerò mai sola.
Adesso vieni, andiamo a casa mia, hai bisogno di mangiare e soprattutto rilassarti.
Dammi la mano e non piangere, troveremo una soluzione, te lo prometto.


Villa di Alarick Denisof
23 - 03 - 2109
Ore 09:16
Salone Principale
Prevalentemente Sereno


Ecco qui...

Immagine

È una tisana alla calendula.
Distende i nervi, scalda i muscoli e concilia il recupero delle energie.
L'ho arricchita con due gocce di pozione eccitante: ti renderanno più lucida e meno stordita dal pessimo risveglio.


Si sedette sulla poltrona di fronte al divano dove aveva fatto accomodare Indigo, guardandola attentamente.
In effetti, ora che la guardava meglio, aveva una luce differente negli occhi, una luce più "buona", più "pura".
I cani giocavano in giardino e al loro arrivo l'avevano salutata ognuno a modo proprio, regalandole un piccolo sorriso spontaneo.
Lì fortunatamente la temperatura era più clemente e questo aveva permesso all'uomo di mettersi un poco più in libertà, con una maglietta a maniche lunghe bianca, attillata, un pantalone da ginnastica elasticizzato grigio e delle scarpe da fitness nere, con le quali svolgeva gli esercizi atletici giornalieri nella palestra al piano interrato. Attese che la ragazza bevesse un sorso, gli sembrava così assurdo avere davanti la fautrice del Gaiux, la causa scatenante di esso e il motivo per cui tutti quei grandi esponenti del mondo naturale si erano riuniti.
La sola sicurezza che aveva, se non altro, era che il Mana aveva fatto giurare a chiunque di non infierire ulteriormente sulla pena che avesse deciso per i malfattori, quindi nessuno le avrebbe fatto del male, non volendo rischiare la collera di una divinità.

Non si può escludere che possa essere stato un incantesimo della Trama, ma non abbiamo certezze.
Sei in salute, questo conta più di ogni altra cosa.
Ora devi pensare solo... a non pensare, io intanto rifletterò sul da farsi.
Intanto vediamo il lato positivo: ricordi comunque i punti salienti della tua esistenza, sarebbe stato gravissimo se non avessi avuto alcun indizio su chi eri o quale fosse la tua identità nel mondo.
Però una cosa posso dirtela: quando ci incontrammo la prima volta, mi dicesti che eri stata Rinnegata perché alcuni tuoi confratelli invidiosi delle tue capacità avevano cercato di infastidirti con delle magie e tu ti difendesti da loro ma, essendo più brava e capace, i tuoi incanti ebbero un effetto maggiore rispetto ai bulli e questo decretò il tuo allontanamento.


Quello doveva saperlo, prima di scoprirlo in altre circostanze meno adeguate.

Purtroppo non mi dicesti molto altre di te, ci siamo visti solo una volta, fino ad oggi.
Però almeno ora puoi stare tranquilla su un dettaglio: ti hanno Rinnegata per legittima difesa, niente di grave.
Conosci le regole dei Druidi, a volte sono un po' troppo ferree.
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Messaggioda Indigo » 20/11/2014, 19:24

C-cosa?
Quando ti sei svegliata tu non... non ricordavi più nulla?


Niente di niente.
O meglio sì, dei piccoli dettagli di se stessa, ma si trattava di un 3% sul totale della sua vita... praticamente nulla.
Eppure di una cosa era grata: si era ricordata di Alarick; questo le aveva permesso di cercarlo, e di avere quindi qualcuno a cui, effettivamente, aggrapparsi.
Non poteva immaginare di essere stata la causa del Gaiux, né di essersi macchiata le mani col sangue di tante persone innocenti: ma ora quelle mani erano pulite proprio grazie al Gaiux, all'intervento in prima persona del Mana che l'aveva purificata permettendole di ricominciare; certo, aveva dovuto rinunciare alla stragrande maggior parte della propria anima, ma ora poteva ricominciare... e si sperava che il Terran le rimanesse accanto, in questo processo.

Tutto scomparso...

Annuì, sconvolta più per ciò che aveva perso che per il fatto che ciò fosse avvenuto: non la lasciava tanto atterrita la cancellazione della memoria, ma i ricordi che erano stati spazzati via, perché non riusciva a capire esattamente cosa avesse perso.
Cose belle? Cose brutte? Doveva vedere quello che era successo come una maledizione o come una benedizione? Chiaramente non sapeva darsi una risposta, a differenza di Alarick: sì, lui sapeva perfettamente che il Mana aveva voluto punirla, ma al tempo stesso anche aiutarla a ricominciare perché, forse, aveva visto in lei qualcosa che valeva la pena salvare. Già solo il fatto che, quando si erano conosciuti, non l'aveva ucciso - pur potendolo fare - era la dimostrazione che qualcosa di buono in lei, tutto sommato, c'era.
Si aggrappò a lui piangendo forte, disperatamente, chiedendogli aiuto non per finta, come aveva fatto in passato con Marshall, non per gioco... questa volta ne aveva bisogno sul serio.
Ciò che la Kostenechki era una volta, ormai non esisteva più.

È inutile stare qui.
Ti aiuterò, non temere, non ti lascerò mai sola.
Adesso vieni, andiamo a casa mia, hai bisogno di mangiare e soprattutto rilassarti.
Dammi la mano e non piangere, troveremo una soluzione, te lo prometto.


Si scostò appena da lui, in modo da poterlo guardare negli occhi, e lo sguardo che gli rivolse fu carico di sollievo misto a gratitudine: Alarick le stava ridando una speranza, la stava rendendo meno triste.
Per questo annuì e provò a sorridergli, dolcemente e con incertezza ancora, in un'espressione tenerissima e soprattutto sincera.

-Villa di Alarick Denisof/Salone Principale | 23.3.09 | ore 09.16-


Ecco qui...

Grazie... - sussurrò la Rinnegata, inspirando profondamente l'odore della tisana che l'uomo le aveva porto.

È una tisana alla calendula.
Distende i nervi, scalda i muscoli e concilia il recupero delle energie.
L'ho arricchita con due gocce di pozione eccitante: ti renderanno più lucida e meno stordita dal pessimo risveglio.


Se la portò alle labbra e ne bevve un sorso, accarezzando con la mano libera il corpo di Caraid che l'aveva seguita - sarebbe potuto essere altrimenti? - all'interno dell'abitazione del Terran, acciambellandosi ora accanto a lei sul divano: si sentiva un po' fuori luogo in quella villa moderna, visti i propri abiti tipicamente druidici, ma al momento quella era probabilmente la cosa meno importante di cui preoccuparsi.
Alarick aveva tre cani con cui le sarebbe tanto piaciuto giocare... e forse avrebbe potuto farlo, in un secondo momento, visto che al momento tutta la sua attenzione era incentrata sull'uomo che le stava accanto e che la fissava intensamente - e chissà che espressione avrebbe fatto Indigo se avesse saputo quali pensieri egli stava avendo in quel momento!

Non si può escludere che possa essere stato un incantesimo della Trama, ma non abbiamo certezze.
Sei in salute, questo conta più di ogni altra cosa.
Ora devi pensare solo... a non pensare, io intanto rifletterò sul da farsi.
Intanto vediamo il lato positivo: ricordi comunque i punti salienti della tua esistenza, sarebbe stato gravissimo se non avessi avuto alcun indizio su chi eri o quale fosse la tua identità nel mondo.


Sì... immagino tu abbia ragione. - convenne Indigo, con espressione seria ed attenta.

Però una cosa posso dirtela: quando ci incontrammo la prima volta, mi dicesti che eri stata Rinnegata perché alcuni tuoi confratelli invidiosi delle tue capacità avevano cercato di infastidirti con delle magie e tu ti difendesti da loro ma, essendo più brava e capace, i tuoi incanti ebbero un effetto maggiore rispetto ai bulli e questo decretò il tuo allontanamento.

Oh...

Purtroppo non mi dicesti molto altre di te, ci siamo visti solo una volta, fino ad oggi.
Però almeno ora puoi stare tranquilla su un dettaglio: ti hanno Rinnegata per legittima difesa, niente di grave.
Conosci le regole dei Druidi, a volte sono un po' troppo ferree.


Quindi... quindi non sono cattiva? - gli domandò, spalancando quegli occhioni da cerbiatta con espressione felice, sollevata, serena - Oh, ma è fantastico!
Caraid, hai sentito? Non sono una cattiva persona!
- prese in braccio il suo famiglio e gli posò un bacino sul muso per la gioia, famiglio che rispose strusciandosi contro il corpo della padrona.

Scusami, è solo che... temevo di essere orribile, e io non voglio esserlo.
Ma immagino che nessuno lo vorrebbe, giusto?


Rise, un poco nervosa, spostandosi i capelli dal viso e prendendo dei respiri profondi.

Io... ti volevo ringraziare.
Insomma, mi hai accolta in casa tua, mi stai vicino... non eri tenuto a farlo.
Chissà perché mi ricordo solo di te... è un po' strano, non trovi?
- lei non sapeva spiegarselo, ma forse lui aveva qualche idea in proposito.

Sono felice di sapere perché non faccio parte di una comunità druidica, ma ancora non ricordo tutto il resto, e questo mi fa sentire un po'... vuota.
Non ti ho raccontato altro di me, vero? Ad esempio se ho una famiglia, o qualcuno che... insomma, che potrebbe aspettarmi da qualche parte...


Un fidanzato, un amico, un parente, tanto per dire.
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Messaggioda Alarick » 21/11/2014, 19:24

Quindi... quindi non sono cattiva?
Oh, ma è fantastico!
Caraid, hai sentito? Non sono una cattiva persona!


La fortuna di un uomo come Alarick Denisof era che riusciva sempre a mantenere il controllo ed una delle prima cose che aveva imparato come Terran era proprio tenere a bada il suo elemento durante i momenti di maggiore tensione e nervosismo. Se all'esclamazione di gioia della Giovane il suo spirito si fosse agitato, lei lo avrebbe percepito subito, vanificando gli sforzi dell'uomo nel volerla tranquillizzare. Sorrise quindi molto morbido e calmo, annuendo e valutando la possibilità di auto convincersi che le stava dicendo in sostanza una mezza verità: Indigo gli aveva chiesto se non fosse cattiva ma al tempo presente, non al passato, dunque avvalorare quella tesi da un certo punto di vista era esatto.

Scusami, è solo che... temevo di essere orribile, e io non voglio esserlo.
Ma immagino che nessuno lo vorrebbe, giusto?


È esatto.
Fai pure tutte le feste che desideri, preferisco vederti sorridere che piangere, decisamente.


Quando quella ragazza sorridere era come se il mondo di Rick passasse dal bianco e nero al colore. Era incredibile come gli fosse entrata nel cuore in poco tempo, ma forse era anche stato quel suo atteggiamento un po' da donna/bambina a conquistarlo in breve tempo.
Certo, non possedeva più quell'alone di erotismo e malizia estrema di quando si erano incontrati la prima volta, ma il Terran comprese anche che forse quel lato di lei facesse parte di una esperienza di vita dimenticata e non del suo carattere vero e proprio, dunque poteva anche aspettarsi di non rivederlo più, ma tutto sommato gli stava bene anche così, l'importante era averla ritrovata, l'importante era che fosse lì con lui.

Io... ti volevo ringraziare.
Insomma, mi hai accolta in casa tua, mi stai vicino... non eri tenuto a farlo.
Chissà perché mi ricordo solo di te... è un po' strano, non trovi?


Questo può saperlo solo Gaia o l'Equilibrio.
Non c'è bisogno che mi ringrazi, comunque, anzi, questa casa è come se fosse tua.


Accoglierla nella sua abitazione così presto?
Era sicuro? Era una mossa giusta da fare calcolando il passato della ragazza?
Alarick non faceva mai nulla completamente dettato dall'istinto, ma sempre con un senno ed uno scopo ben preciso.
Lasciandola andar via non avrebbe potuto tenerla sott'occhio, presentarla alla Sempreverde e di riflesso metterla al corrente di quale pena avesse scelto il Mana al seguito del Gaiux per i traditori dell'Equilibrio. Inoltre, dato di fatto un po' egoistico, gli piaceva l'idea che lei restasse lì.

Sono felice di sapere perché non faccio parte di una comunità druidica, ma ancora non ricordo tutto il resto, e questo mi fa sentire un po'... vuota.
Non ti ho raccontato altro di me, vero?
Ad esempio se ho una famiglia, o qualcuno che... insomma, che potrebbe aspettarmi da qualche parte...


Forse recupererai qualche ricordo nel corso dei giorni, non possiamo escluderlo a priori.
No, al tempo mi dicesti molto poco di te, ma abbiamo parlato per una manciata minuti, poi ti allontanasti.
Mi pare comunque che non menzionasti compagni di vita o una famiglia da qualche parte... per quanto, analizzando ciò che hai al dito...


L'occhio dell'uomo si mosse in direzione dell'anello che la bulgara portava proprio all'anulare della mano sinistra.
Avere un oggetto simile in una zona del corpo simile in teoria doveva significare qualcosa: un legame, una promessa, o quanto meno un affetto.
Sicuramente non si poteva escludere un semplice oggetto d'ornamento femminile, ma ora che Indigo non possedeva più ricordi, l'uomo era costretto a mettere in conto un po' tutto, frenandosi in automatico dal formulare pensieri troppo romantici o sentimentali riferiti alla Giovane.
Durante il loro primo incontro, ella si era comportata come ragazza libera, però era anche vero che il suo animo conteneva malvagità e quindi niente le avrebbe potuto impedire di prendersi gioco di lui o del fidanzato, qualora ne avesse avuto uno. Rick non si permise di prendere per certo il fatto che anche una eventuale metà della ragazza facesse parte del gruppo di omicidi, quindi se l'ipotetico compagno fosse stato buono, adesso la sua fidanzata era tornata buona come lui e dunque il Denisof stava volutamente mettendo i bastoni tra le ruote ad una storia possibilmente florida e benedetta da una nuova situazione. Quell'idea fece nascere un piccolo senso di colpa nel Terran, il quale mai e poi mai avrebbe fatto i suoi comodi fregandosene delle conseguenze o della felicità di un altro essere umano, seppur sconosciuto.

Magari da qualche parte qualcuno ti sta aspettando, qualcuno per il quale provi dei sentimenti forti.
Potresti provare a chiedere a qualche animale di eseguire una piccola ricerca nella zona in cui ti sei svegliata poco fa.


Il tono utilizzato conteneva una sottilissima punta di gelosia e fastidio e quella volta Alarick non ce la fece a contenere il proprio elemento, il quale ebbe un leggero ma consistente sussulto volendosi ancora a quello della Druida Giovane. Indigo aveva fatto da protagonista a tutti i suoi sogni ad occhi aperti e chiusi nelle ultime cinque settimane, ovvio che al Terran facesse male pensare di doverla lasciare andare quando aveva immaginato spesso di rivederla presto per conquistarla e tentare un approccio più serio.

... Come ti senti? La tisana sta facendo effetto?
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Messaggioda Indigo » 21/11/2014, 20:36

È esatto.
Fai pure tutte le feste che desideri, preferisco vederti sorridere che piangere, decisamente.


Sorrise con ancora più convinzione, la Bulgara, giocando col suo pitone che, se avesse potuto, si sarebbe messo a fare le fusa per tutte quelle inaspettate attenzioni: sibilava di piacere per le carezze di Indigo, strusciava il proprio corpo contro le sue mani, insomma, era in visibilio. E lei lo era quanto lui, visto che si era appena tolta un grosso ed ingombrante peso dal cuore: probabilmente conoscere la verità l'avrebbe distrutta... ma non c'era motivo per cui ciò accadesse, non considerando che era stato proprio il Mana a permetterle di dimenticare tutto così da ricominciare.
Era una benedizione, da un certo punto di vista, ma dall'altro non poteva fare a meno di sentirsi strana e svuotata, visto che aveva praticamente perso i ricordi di una vita intera; tutti, ma non quelli che riguardavano Alarick.
Non era una cosa un po' assurda che si ricordasse solo di lui?

Questo può saperlo solo Gaia o l'Equilibrio.
Non c'è bisogno che mi ringrazi, comunque, anzi, questa casa è come se fosse tua.


Forse Gaia sapeva che con te sarei stata al sicuro... - commentò Indigo, rivolgendo all'uomo un sorriso dolce, morbido, di quelli che scaldavano il cuore perché carichi di riconoscenza - Davvero?
Posso rimanere qui con te, Rick?


Le iridi color cioccolato, già luminose di loro, divennero ancora più splendenti dopo le parole di lui, e l'espressione sul volto della Rinnegata divenne ancora più entusiasta e radioso; sapere di avere qualcuno su cui contare era fantastico, date le circostanze... e questo le fece venire ancor più spontaneo chiedersi se in realtà qualcuno la stesse aspettando, da qualche parte.

Forse recupererai qualche ricordo nel corso dei giorni, non possiamo escluderlo a priori.
No, al tempo mi dicesti molto poco di te, ma abbiamo parlato per una manciata minuti, poi ti allontanasti.
Mi pare comunque che non menzionasti compagni di vita o una famiglia da qualche parte... per quanto, analizzando ciò che hai al dito...


L'anello, dici? - domandò Indigo, abbassando lo sguardo per posarlo sull'oggetto che le adornava il dito - Potrei essere stata io stessa a comprarmelo... e poi, perché dovrei ricordarmi di te e non magari della persona con cui sto? Non ha molto senso che mi sia dimenticata se amo qualcuno, non pensi? - aggiunse la Kostenechki, perplessa.

Il suo non era un ragionamento sbagliato, dopotutto... a meno che la persona che amava non fosse un'omicida quanto lei, ma questa era una cosa che, probabilmente, nessuno dei due avrebbe potuto appurare mai.

Magari da qualche parte qualcuno ti sta aspettando, qualcuno per il quale provi dei sentimenti forti.
Potresti provare a chiedere a qualche animale di eseguire una piccola ricerca nella zona in cui ti sei svegliata poco fa.


Si mordicchiò il labbro inferiore, pensierosa e riflessiva sulle parole di lui, fino a che non colse un movimento nell'Elemento di Alarick che le fece lentamente alzare gli occhi sul suo volto, sulla sua figura in generale; gli angoli della bocca si piegarono in un lento ma deciso sorriso malizioso, Caraid venne fatto spostare nuovamente sul divano... ed il corpo della bulgara prese a gattonare con calcolata lentezza verso il Terran.

Ma tu non vuoi che io abbia qualcun altro, vero? - gli domandò in un sussurro caldo, malizioso. Sembrava aver quasi dimenticato di aver perso la memoria, concentrandosi invece solo su di lui, sopra il quale, se Alarick non avesse opposto resistenza, sarebbe scivolata, per mettercisi a cavalcioni sopra - E non vuoi nemmeno che mi metta a cercare quell'ipotetico qualcuno... tu vuoi che io rimanga qui con te e sia tua, vero Rick?

Gli chiese ancora, soffiando quell'ultima domanda ed il suo nome mentre, se prima non l'aveva fermata, si abbassava sul suo collo per dargli un piccolo ma sensuale morso, lambendo poi quella porzione di pelle con la propria lingua calda.

... Come ti senti? La tisana sta facendo effetto?

Non molto.
Tu, invece, stai funzionando alla grande...
- mormorò al suo orecchio, strusciando il naso contro la sua guancia per arrivare poi alle labbra e sfiorarle sensualmente con la propria bocca, giusto per far ribollire la sua Terra.

Poteva aver dimenticato il proprio passato... ma sotto sotto, Indigo Kostenechki era rimasta sempre la stessa.
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Messaggioda Alarick » 21/11/2014, 22:12

Davvero?
Posso rimanere qui con te, Rick?


Se lo vuoi, certamente.
È una abitazione troppo grande per una persona sola.
Inoltre penso che i miei tre cani sarebbero molto felici se restassi.
L'avevo fatta costruire per conviverci con la mia ex fidanzata, ma appunto, il suffisso "ex" è già esplicativo di suo.


Quel soprannome, "Rick", non poteva certo esserselo ricordato, quindi era riuscita a inventarlo di nuovo senza il minimo sforzo.
Una dimostrazione palese di quanto Indigo fosse rimasta molto simile a quando l'uomo l'aveva conosciuta, semplicemente purificata e provata dei ricordi più spiacevoli e terribili della sia esistenza. Più proseguivano nel parlare e più il Terran si sentiva tranquillo nell'averla accolta in casa, non trovando nemmeno tanto fastidio o problema raccontarle qualche aneddoto del suo passato e della sua vita, come il motivo di costruzione di quella villa effettivamente troppo spaziosa per essere stata concepita da un single. Fortunatamente, nessuna stanza possedeva amari ricordi in quanto la storia dell'uomo terminò prima che egli vi mettesse piede. Un piccolo lato positivo a fronte di una bruttissima delusione amorosa.
Evitando di pensare a se stesso, comunque, lo slavo si preoccupò di analizzare il perché dell'anello che la ragazza portava al dito, chiedendosi se fosse il simbolo di una promessa fatta a qualcun altro, un qualcun altro che forse a quell'ora la stava cercando in lungo e in largo, innamorato di lei, sì, sicuramente innamorato, perché ad una come la Giovane non si poteva far altro che donare tutto il proprio cuore all'istante.

L'anello, dici?
Potrei essere stata io stessa a comprarmelo... e poi, perché dovrei ricordarmi di te e non magari della persona con cui sto?
Non ha molto senso che mi sia dimenticata se amo qualcuno, non pensi?


Il fatto che tu te lo sia comprato lo escluderei a priori.
Guarda la fattura, è particolare, oltre al fatto che le rune incise sopra sono tipiche della vostra tradizione.
Potrebbe anche essere un ricordo di famiglia per quel che ne sappiamo, è vero.
D'altronde è giusto anche il tuo ragionamento.


Chi stava cercando di convincere mentre parlava, lei o se stesso? Molto probabilmente si trattava di un'equa divisione al 50%, in quanto lo faceva ingelosire parecchio l'idea che qualcun altro potesse starle molto vicino, magari baciarla, stringerla, darle conforto, sostegno e protezione.
Quella lunga serie di emozioni negative e possessive non riuscirono ad essere contenute dal suo spirito, il quale raggiunse quello della Druida Giovane e la informò di quanto il Terran stesse provando per lei. Evidentemente lusingata e allo stesso tempo ignara di essere sul punto di fornire una ulteriore certezza al MagiSapiente sugli effettivi cambiamenti del proprio carattere e invece i tratti rimasti immutati per natura, Indigo si mise a gattonare verso di lui fissandolo con estrema malizia ed erotismo, uno sguardo che lui non aveva mai e poi mai dimenticato e che gli suscitò una scarica di eccitazione tale che, una volta salita a cavalcioni su di lui, la bulgara avrebbe potuto percepire subito l'effetto dirompente e voluminoso, parecchio voluminoso, che aveva avuto su di lui.

Ma tu non vuoi che io abbia qualcun altro, vero?

... C-come prego?

E non vuoi nemmeno che mi metta a cercare quell'ipotetico qualcuno... tu vuoi che io rimanga qui con te e sia tua, vero Rick?

Mmmmhhh... Indigo... Cosa... cosa fai?
... Come ti senti? La tisana sta facendo effetto?


Non molto.
Tu, invece, stai funzionando alla grande...


Io... io non vorrei in alcun modo essere un ostacolo ad una tua possibile storia d'amore.
Se facessi qualcosa con me, significherebbe forse tradire l'altro... questo non ti importa?


Parlava, o meglio, cercava di farlo mentre sentiva il membro premere sul tessuto dei pantaloni talmente forte che da un momento all'altro avrebbe anche potuto romperli, senza considerare le labbra di vaniglia della Kostenechki che lo attraevano sempre di più. Infatti, la voce che usciva dalle sue labbra era incerta, non del tutto convinta e parzialmente calda per via del desiderio fisico e carnale di lei che gli stava salendo ogni secondo di più. Ella era rimasta esattamente come un tempo, o meglio, allora nemmeno aveva avuto modo di sperimentare quanto potesse essere audace, ma nei suoi sogni certe cose le fantasticava alla perfezione, al massimo con la semplice differenza che la Giovane non portava nulla addosso, per il piacere dei suoi occhi. Le mani, comunque, scivolarono automaticamente sui fianchi della ragazza, stringendoli con netta possessione, mentre a quel punto il Terran cercava di baciarla con la lingua perché lei stava ad una distanza decisamente troppo ravvicinata per garantire al suo "salvatore" un buon margine di lucidità e riflessione. Il profumo dolce della sua pelle gli entrava nei polmoni, la generosa morbidezza delle forme al tatto era indescrivibilmente irresistibile, la voleva sua, certo che la voleva sua, che domande?!

Ti chiedo scusa in anticipo per aver sporcato il tuo ricordo in queste settimane...
Mi sono masturbato ogni notte da dopo il nostro primo ed ultimo incontro, prima di oggi...
Eri il mio pensiero fisso, lo sei tutt'ora, ma non voglio mancare di rispetto a nessuno...
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Messaggioda Indigo » 22/11/2014, 16:21

Se lo vuoi, certamente.
È una abitazione troppo grande per una persona sola.


In effetti la casa di Alarick era enorme per viverci da solo, a meno che l'uomo non fosse uno di quelli a cui piaceva avere un sacco di spazio intorno: una persona in più, dunque, di sicuro non avrebbe fatto male, soprattutto una sempre pulita e profumata di vaniglia, dal sorriso dolce e l'animo tanto infantile quanto perverso.

Inoltre penso che i miei tre cani sarebbero molto felici se restassi.
L'avevo fatta costruire per conviverci con la mia ex fidanzata, ma appunto, il suffisso "ex" è già esplicativo di suo.


Chi è stata tanto pazza da lasciarti andare? - domandò Indigo, spalancando gli occhi con aria perplessa e sconvolta all'idea che una donna potesse consapevolmente troncare un rapporto con una persona tanto speciale quanto, per lei, era il Terran - E comunque ti garantisco che sarò la migliore amica che i tuoi cani possano avere!
Li riempirò di coccole, giocherò con loro, li laverò, e li farò sfogare quando ne avranno bisogno!
- esclamò con un sorriso dolcissimo ed affettuoso la druida.

Quella mattinata iniziata in modo orribile si stava trasformando in qualcosa di straordinario: aveva incontrato l'unica persona di cui si ricordava, ed ora poteva contare su di lui per avere una casa, dei nuovi amici - i suoi cani - ed in generale per sentirsi al sicuro; Gaia le stava facendo tanti regali, poiché la Kostenechki così li interpretava, non immaginando che in realtà era tutto frutto di una punizione ideata per darle una seconda occasione - sperando non la sprecasse.
Se avesse potuto ricordare, si sarebbe immediatamente preoccupata per Quetzal, chiedendosi come se stesse e se lui fosse stato fortunato quanto lei... ma non rammentava nulla del suo passato, quindi neanche se ci fosse qualcuno di speciale nella sua vita o meno, magari quello stesso qualcuno che le aveva regalato l'anello da lei ora portato al dito.

Il fatto che tu te lo sia comprato lo escluderei a priori.
Guarda la fattura, è particolare, oltre al fatto che le rune incise sopra sono tipiche della vostra tradizione.
Potrebbe anche essere un ricordo di famiglia per quel che ne sappiamo, è vero.
D'altronde è giusto anche il tuo ragionamento.


Un anello di famiglia... beh sì, perché no?
Il punto era che non lo sapeva, e se i ricordi non le fossero tornati, allora non l'avrebbe saputo mai: ma poi, perché doversi scervellare tanto, quand'era evidente alla Rinnegata che il Terran non volesse nemmeno immaginarla con un altro?
Lui poteva anche far finta di niente, ma lei percepiva alla perfezione il suo Elemento e i sussulti di gelosia all'idea che fosse proprietà di un altro uomo: e poiché sì, non era più cattiva, ma ugualmente era rimasta se stessa, Indigo tirò fuori quel lato di sé che ad Alarick tanto piaceva, quel dualismo che la portava ad essere una bambina - nello sguardo - ed una donna - nel tono di voce - allo stesso tempo; gattonò verso di lui, sedendoglisi sopra a cavalcioni e percependo immediatamente la sua erezione, sopra la quale si strusciò lentamente mentre gli mordeva il collo e gli parlava all'orecchio.

Io... io non vorrei in alcun modo essere un ostacolo ad una tua possibile storia d'amore.
Se facessi qualcosa con me, significherebbe forse tradire l'altro... questo non ti importa?


Ma io non ricordo nulla... - replicò la bulgara, con la voce di una bambina innocente che però strofinava appositamente il proprio inguine contro quello dell'uomo - Dovrei rimanere ferma e non legarmi a nessuno perché forse, da qualche parte, ci'è qualcuno per me?

Mise il broncio - un dolcissimo ed adorabile broncio - i capelli che le ricadevano ai lati del viso e le mani che accarezzavano i lati del collo dell'altro, fissandolo quasi con aria ferita.

Non mi vuoi per te? Non vuoi che sia tua, Alarick?
Che rimanga qui, tutta e solo per te?


Gli domandò in un soffio speranzoso, come quello di una bambina in cerca d'amore... ma intanto lo sguardo che gli posava sul volto era quello di una donna consapevole di ciò che stava dicendo, e il bacino non smetteva un secondo di strusciarsi su quello del Terran: no, lei non era innamorata, ma l'uomo le piaceva fisicamente, lo ammirava - lo considerava il suo personale Eroe - e non vedeva il motivo di non legarcisi. Un po' strana forse, nel modo di ragionare, ma Indigo Kostenechki non era mai stata una donna prevedibile.
Chiuse gli occhi quando l'uomo si appropriò della sua bocca per baciarla, la lingua che danzava con quella dell'altro e le mani che s'insinuavano sotto gli indumenti per accarezzargli la pelle del petto direttamente, concentrando il Fuoco sulla punta delle dita per marchiarlo quasi al loro passaggio.

Ti chiedo scusa in anticipo per aver sporcato il tuo ricordo in queste settimane...
Mi sono masturbato ogni notte da dopo il nostro primo ed ultimo incontro, prima di oggi...
Eri il mio pensiero fisso, lo sei tutt'ora, ma non voglio mancare di rispetto a nessuno...


Ma non c'è nessuno... - sussurrò la Rinnegata - Solo tu ed io... - aggiunse, guardandolo negli occhi prima di prendere l'anello che aveva al dito, sfilarselo lentamente e poggiarlo sul mobile accanto al divano - Io non ho più legami col mio passato, Rick... ho dimenticato tutto.
Non so come né perché, ma è successo.
- era seria ora, sia nel volto che nelle parole.

Mi fa male non ricordare nulla?
Certo, come potrebbe essere altrimenti... ma è anche un'occasione per ricominciare.
E voglio farlo, voglio cogliere quest'opportunità, vedere il lato positivo di tutto questo.
- perché per quanto ne sapeva, possibilmente c'erano tante cose negative del suo passato che era stato un bene cancellare.

Sorrise, un sorriso nuovamente dolce, radioso ed infantile che si sposava benissimo, parlando di lei, col tono di voce malizioso, erotico e sensuale che usò per parlargli.

Vuoi che ricominci con te... o no?
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