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Messaggioda Tisifone » 21/06/2013, 12:24

[ Pub Rusty Arrow - Giovedì - ore 17.00 - Whitehall di fronte al Ministero della Magia]


Era la prima volta da quando Lucas era uscito dal suo ufficio e dalla sua vita che Tisifone lasciava le confortanti mura di Hogwarts tra cui si era rifugiata per cercare di rimettere insieme i pezzi del suo cuore, della sua anima e perchè no anche del suo orgoglio. Si era sentita come se fosse salita su una di quei giochi babbani da lunapark, passando a ogni curva dalla disperazione alla rabbia alla delusione, alla sofferenza, alla tristezza, incapace di porre un freno a tutta quella girandola di emozioni che correva il rischio di farla completamente impazzire. Aveva provato a reagire, frequentando la Sala Grande durante i pasti e attardandosi per i corridoi invece che scappare direttamente dopo le lezioni a rinchiudersi nel suo ufficio, ma le era bastato scorgere Turner chiacchierare amabilmente - perchè a lei così era apparso a distanza - con Estelle per farle capire che in fondo non era così Grifondoro come credeva e sopratutto che non aveva da dimostrare nulla a nessuno. Aveva quindi provato a riprendere i ritmi di vita che aveva prima di conoscere Lucas, consumando i pasti in compagnia di Chopin e Idra nel suo ufficio o nelle cucine degli insegnanti e prediligendo la passeggiate notturne al limitare della Foresta Proibita che le davano la possibilità di godere della pace e della tranquillità di cui aveva bisogno senza correre il rischio di incappare in incontri spiacevoli. L'unica differenza era che non aveva più messo piede nei suoi alloggi come insegnante, preferendo trasferirsi a vivere su alla Torre dei Grifondoro con buona pace dei suoi studenti.

Alla fine era riuscita a ritrovare quello stato di atarassia che le aveva permesso di affrontare l'ex compagno in maniera civile, senza lasciarsi andare a inutili isterismi, anche se quando il dolore dell'abbandono diventava più forte da rendere impossibile una pacifica convivenza con la realtà che la circondava, finiva per scivolare inconsapevolmente nell'oblio del suo dono. Il raggiungimento di quel traguardo effimero le era costato enorme fatica e l'aveva costretta a isolarsi completamente dal resto del Mondo, impedendole da un alto di confrontarsi con Monique sulle sue scoperte e sulla fine della sua relazione con il collega di Trasfigurazioni, e permettendole dall'altro di riflettere sulle proprie potenzialità come duellante. La conclusione a cui era giunta non era qualcosa di cui andare fieri, visto che non faceva altro che confermare l'opinione che la Preside e Demetri avevano di lei, ma almeno le dava qualcosa di concreto su cui concentrarsi, al di là della vendetta: migliorare la sua abilità con la bacchetta.
E quello era il motivo per cui in quel momento si trovava a Whitehall, in una posa - appoggiata di lato a un muro - e in un abbigliamento poco consono con lei ma che rifletteva bene il suo stato d'animo. Dovendo confondersi con i babbani, infatti, aveva dovuto abbandonare le sue vesti tradizionali, optando per una mise total black composta da un paio di jeans fascianti a vita bassa e un giacchetto dello stesso tessuto completamente abbottonato che nascondeva la camicetta bianca portava sotto. Aveva lasciato i capelli sciolti, più per abitudine che per nascondere Idra, riponendo la bacchetta nella borsetta, piccola all'esterno ma enorme al suo interno, che le penzolava dal polso sinistro, ormai privo del bracciale che le aveva regalato Lucas. No, non lo aveva gettato, solo riposto con cura in un cofanetto sul suo comodino.

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Stava ferma in quella posizione, con gli occhi fissi su una anonima, all'apparenza, cabina telefonica, da quasi dieci minuti, combattuta tra il desiderio di proseguire e quello di tornare indietro. Sapeva che paradossalmente si sarebbe sentita molto più a proprio agio a farsi allenare da un perfetto sconosciuto abilitato dal Ministero della Magia piuttosto che da Vastnor, ma l'odio che aveva sviluppato per quella istituzione durante gli anni di "prigionia" le impedivano di annullare quella breve distanza ed entrare nella cabina telefonica. E pensare che si era infilata quegli strani guanti babbani proprio per evitare di avere qualche visione toccando accidentalmente qualcosa o qualcuno all'interno.

Ridicola. Sei solo ridicola.

Si redarguì, scuotendo la testa rassegnata e allontanandosi dal muro per dirigersi, con passo sicuro nonostante i tacchi che indossava, verso un vecchio pub dall'aria molto poco raccomandabile che si trovava su quel lato della strada,proprio di fronte all'ingresso visitatori del Ministero chiamato Rusty Arrow, anche se era quasi impossibile leggerne il nome dall'insegna polverosa e scrostata. Allo stesso modo era difficile vederne l'interno dalla strada a causa delle vetrine rese scure dal tipo di vetro e dal lerciume che vi era sopra.

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Se si limitavano a lanciare un incantesimo respingi babbani forse facevano prima.

Pensò tra sè Tisifone, spingendo la porta di legno sgangherata per entrare in un confortevole, pulito e sopratutto magico pub inglese, ritrovo di molti dei dipendenti del Ministero della Magia. La donna fece saettare lo sguardo in giro, sollevata dal constatare che non conosceva nessuno degli avventori lì presenti - di sicuro non era nelle condizioni ideali per una rimpatriata con l'Auror che l'aveva avuta in custodia da giovane, Arthur Kittys - per poi dirigersi al bancone e sedersi su uno degli sgabelli che le avrebbe assicurato la migliore visuale possibile sull'oggetto dei suoi tentennamenti.

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Messaggioda Noah » 22/06/2013, 11:23

- Giovedì|ore 5.12 pm|Pub "Rusty Arrow" -


La giornata era cominciata nel peggiore dei modi: al Ministero c'erano stati i soliti problemi di organizzazione, orari modificati all'ultimo secondo, specializzandi che pensavano di essere ancora ad Hogwarts e non nel mondo delle persone adulte e, in teoria, responsabili... insomma, l'unica cosa che gli risollevava l'umore era che quella dannata settimana era ormai quasi giunta al termine.
Non che avesse programmi particolari per il weekend - in fondo era giunto a Londra da quanto, dieci giorni? - ma si sentiva assurdamente esausto: abituarsi ai nuovi ritmi, ai modi di fare inglesi, persino ad uno slang diverso da quello americano, poteva essere eccitante ed anche divertente per un ragazzino... ma per un uomo alla soglia dei 36 anni era oltremodo fastidioso.


Fossi in te non mi lamenterei troppo, Pellegrino... hai voluto la bicicletta, ora pedali.


Pensò l'italo-americano nella sua lingua madre, varcando la soglia del pub magico poco distante dal Ministero nel quale, spesso, si fermava a bere qualcosa prima di tornare a casa: già, era stato lui a volere il trasferimento, accettando persino di essere degradato alla nomina di "Dottore in Conoscenza di I° livello", mentre in patria era un Master Teacher, un'autorità nel suo campo, a tutti gli effetti; gli era costato non poco mandare giù quel puerile gesto da parte degli organi del Ministero americano, quella sorta di ricatto lavorativo volto a tenerlo ancorato in America per non perdere una figura promettente come la sua... ed era stato proprio quello, più di tutto, a spingerlo a fare i bagagli e lasciare la Grande Mela per la capitale inglese, preferendo un riconoscimento nel lavoro minore se questo gli permetteva di essere libero; un lusso per pochi, la libertà, quella vera, a cui lui non avrebbe mai rinunciato tanto facilmente.
Mani nelle tasche dei jeans, una camicia azzurro chiaro semi-nascosta dal maglioncino grigio che lo proteggeva da quel po' di vento che ogni tanto si faceva sentire, scarpe grigie "Lacoste", barba incolta e capelli arruffati, Noah Pellegrino tutto sembrava in quel momento tranne che un serio ed integerrimo dipendente del Ministero... ed era esattamente così che voleva apparire, come qualcuno di totalmente differente dal mondo a cui invece apparteneva per la maggior parte del tempo.


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Com'è andata oggi, Noah?

Lo apostrofò un Auror del Ministero seduto ad un tavolo vicino all'entrata del pub, al quale l'uomo rivolse un sorriso che sembrava molto più simile ad una smorfia esasperata.

Come sarebbe andata la tua giornata se Lord Voldemort fosse improvvisamente risorto?

Gli chiese di rimando, facendo alzare all'altro gli occhi al cielo e voltare qualche testa verso di sé: fece spallucce e procedette fino al bancone, sopra il quale appoggiò le braccia in una posa rilassata, voltando leggermente il capo per studiare la donna che aveva accanto, e che sembrava intenta a fissare con una gran concentrazione la cabina fuori dal pub, quella che dava l'accesso al Ministero.

Un aggeggio piuttosto affascinante, non trova? - le domandò a bassa voce, così da non spaventarla e farle capire al contempo che ce l'aveva con lei - Ci si entra anche in più persone insieme, eppure nessun babbano ci ha mai fatto caso... direi che siamo riusciti ad integrarci tra loro piuttosto bene, che ne dice?

Chiese ancora, sorridendole: la voce di Noah era calda, profonda, virile come ci si sarebbe aspettati da un uomo della sua età, ma era anche piuttosto musicale e con un accento non meglio definito, ma sicuramente non inglese.

Che ti servo, Pellegrino?

Il solito, Butch, e metti sul mio conto anche quello che prende la signorina.

Rispose così, con sfrontatezza assoluta al proprietario del pub, permettendosi così di offrire a Tisifone qualsiasi cosa lei avesse voluto ordinare senza nemmeno chiederle il permesso prima; ma erano le abitudini americane a farlo muovere in un certo modo, e non sarebbe mai cambiato per nessuno, nemmeno per una bella donna.
E lei, bella, lo era parecchio.

Che ci fa una bellezza del suo calibro così vicino a quel mortorio?
La vedrei meglio a fare shopping per le vie babbane, facendo tremare d'invidia ogni altra donna presente nei negozi a cui mette piede... oppure l'ha già fatto, ed ora si sta prendendo una pausa?


Le domandò sfacciato e sorridente, avendo palesemente fatto di lei l'oggetto di maggiore attenzione per se stesso, al momento.
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Messaggioda Tisifone » 22/06/2013, 21:48

Da quando aveva fatto il suo ingresso nel locale pochi minuti prima Tisifone non aveva fatto altro che rimanere seduta sullo sgabello, il busto leggermente piegato in avanti, gli avambracci posati sul bancone, le gambe piegate e i piedi che ondeggiavano sul sostegno di legno al ritmo di una musica che poteva sentire solo lei. Gli occhi erano rimasti per tutto il tempo puntati sulla cabina telefonica al lato opposto della strada, fatta eccezione per quando aveva dovuto fulminare con lo sguardo il barista che, sorridente, si era avvicinato a prendere la sua ordinazione. Non voleva bere nulla, non voleva neanche stare seduta lì troppo a lungo, con il rischio che qualcuno di sgradevole potesse riconoscerla e decidere di fare quattro chiacchiere, ma non voleva neanche tornare in strada ad aspettare che le venisse la voglia – perché non riusciva ad ammettere neanche con se stessa che quello che le mancava fosse il coraggio – di andare al Ministero della Magia.

Merlino, perché diavolo devo complicare tutto?

Si rimproverò, portando una mano tra i capelli e scuotendoli con fare nervoso come se con quel semplice gesto potesse scacciare quel senso di insicurezza che sembrava aver preso possesso di lei da quando Lucas l’aveva lasciata. Era diventata più dubitativa del solito, come se l’essersi sbagliata su Turner avesse minato la fiducia nella sua capacità di giudizio.
L’ennesimo cigolio della porta, segno che qualcuno aveva fatto il suo ingresso nel pub, riecheggiò nel locale, coprendo per un attimo il brusio degli altri avventori ma senza smuovere la donna di un millimetro dalla sua posizione di attesa.

Com'è andata oggi, Noah?


Come sarebbe andata la tua giornata se Lord Voldemort fosse improvvisamente risorto?

Quella di Tisifone fu anche l’unica testa che non si voltò verso l’uomo che aveva avuto il cattivo di gusto di pronunciare una battuta del genere, limitandosi a registrare inconsciamente il nome e a emettere un piccolo sospiro quasi di rammarico. Di certo la sua, di giornata, se si fosse dovuta scontrare con un Lord Oscuro sarebbe stata di sicuro migliore di molte di quelle appena trascorse e non perché si considerasse capace di poter sconfiggere chicchessia facilmente – nel qual caso non si sarebbe trovata lì in quel momento – ma solo perché un Avada sarebbe stato di sicuro più veloce e indolore rispetto a tutto quello che aveva dovuto sopportare e assimilare.
Presa in pensieri così poco allegri, non aveva avvertito l’uomo prendere posto accanto a lei e nonostante avvertisse un leggero fastidio [Intuito (S)=36] alla base della nuca, come se qualcuno la stesse osservando intensamente, non reagì in alcun modo, attribuendo quella sensazione alla sua paranoia, continuando a tenere il capo voltato verso la vetrina e quindi dal lato opposto a dove si era seduto lo sconosciuto.

Un aggeggio piuttosto affascinante, non trova?

Se il suo intento era quello di non spaventarla, l’italoamericano aveva fallito in pieno, cosa questa che fu palese visto la reazione di Tisifone al sentire quella voce chiaramente maschile così maledettamente vicino a lei. Raddrizzò immediatamente la schiena, assumendo una posizione rigida, e lentamente volse la testa alla sua destra, gli occhi blu freddi e inespressivi puntati sul viso sorridente dell’altro, una frecciatina caustica sulla punta delle lingua per rimettere all’ordine quello scocciatore. Quando però si rese conto che quello che si trovava di fronte non era un ragazzino impertinente ma un uomo maturo, probabilmente della sua età, dovette ingoiare la battuta, limitandosi a sollevare un sopracciglio con aria infastidita.

Ci si entra anche in più persone insieme, eppure nessun babbano ci ha mai fatto caso... direi che siamo riusciti ad integrarci tra loro piuttosto bene, che ne dice?

Non aveva intenzione di attaccare o meglio permettere a quel tipo di attaccare bottone con lei, non voleva compagnia, cosa che, pensava, fosse evidente considerato l’angolo appartato che aveva scelto e l’espressione per nulla cordiale sul viso e per una volta i suoi desideri riuscirono a superare anni di rigida educazione russo – britannica permettendole di non proferire parola. Lasciar ben due domande prive di risposta avrebbe dovuto essere, secondo i canoni di Tisifone, un messaggio abbastanza chiaro per chiunque: ho registrato la tua presenza ma non mi interessa fare la tua conoscenza. E giusto per dare maggior risalto a quel concetto inespresse, distolse lo sguardo dal viso di lui senza però riportarlo sulla cabina ma limitandosi a osservare un punto indefinito di fronte a lei.

Che ti servo, Pellegrino?

Il solito, Butch, e metti sul mio conto anche quello che prende la signorina.


Il proprietario del pub, memore dell’occhiataccia con cui Tisifone lo aveva congelato pochi minuti prima quando si era azzardato a chiederle cosa volesse da bere, si mosse a disagio al di là del bancone, spostando lo sguardo da quello che doveva essere un cliente abituale e che quindi non aveva alcuna intenzione di contraddire, alla sconosciuta dallo sguardo omicida.

E lei cosa vuole Signorina?

Si azzardò a chiederle alla fine tenendosi inconsciamente un po’ in disparte.

La Signorina vorrebbe due dita di buona educazione mescolate con del rispetto e una spruzzatina di privacy, grazie.

Ordinò quindi con un tono di voce falsamente mellifluo, arrotondando un po’ le finali, come se quel mix di rabbia e sconcerto che le avevano indurito i lineamenti del suo viso avessero anche fatto riaffiorare in parte le sue origini, rivolgendo poi un sorriso poco rassicurante al suo sgradito ospite. Non era tanto l’aver invaso il suo spazio cercando di attaccare bottone quello che aveva indispettito la donna – era stata una sua leggerezza scegliere il bancone al posto di un tavolino - quanto il modo di fare superficiale e arrogante, ai suoi occhi, con cui aveva deciso non di offrirle ma di pagarle da bere come se fosse una ragazzina sprovveduta su cui fare colpo.

Il barista rimase immobile, come se lo avesse colpito con Pietrificus, lanciando delle occhiate a Noah come se aspettasse da lui una indicazione su cosa fare. Tisifone, dal canto suo, convinta di essere riuscita nel suo intento di disincentivare qualsiasi altro tentativo di approccio, aveva ripreso a fissare la cabina del telefono, dando all’altro non solo le spalle ma anche una perfetta visuale del suo lato B fasciato in maniera pressoché perfetta dai jeans babbani che indossava.


Che ci fa una bellezza del suo calibro così vicino a quel mortorio?
La vedrei meglio a fare shopping per le vie babbane, facendo tremare d'invidia ogni altra donna presente nei negozi a cui mette piede... oppure l'ha già fatto, ed ora si sta prendendo una pausa?


Sfacciato, impudente, invadente. Questi ed altri epiteti molto poco lusinghieri si affacciarono nella testa di Tisifone che si ritrovò, suo malgrado, a dover riportare la propria attenzione su di lui, concedendosi una lunga e poco educata occhiata indagatrice con cui, sperava, di metterlo a disagio. Affascinante con un sorriso intrigante. Questa invece sarebbe stata la conclusione a cui la Divinante sarebbe giunta se si fossero incontrati in qualsiasi altro momento e soprattutto se non fosse così chiusa nei confronti del genere maschile. Ma la situazione era quella che era e quindi qualsiasi apprezzamento sull’altro venne soffocato sul nascere e coperto da un sospiro tra lo stanco e il rassegnato.

Ho forse commesso un qualche reato e lei è l’Auror incaricato di interrogarmi? O forse sta mettendo in pratica qualche tecnica che ha appena appreso a un qualche corso di aggiornamento?

Chiese quindi sarcastica, voltandosi del tutto verso di lui, il gomito sinistro appoggiato al bancone e la mano destra posata sul ginocchio, per poi sollevare mentalmente gli occhi al cielo sentendo la voce di sua madre rimproverarla per il modo con cui si stava rivolgendo all’uomo.

Sto cercando un docente che soddisfi le mie aspettative, non apprezzo particolarmente lo shopping né i negozi babbani, esistono luoghi molto più interessanti in cui prendersi una pausa e lei dovrebbe farsi vedere da un buon magioculista – elencò quindi senza alcuna inflessione nel tono della voce, rispondendo a tutte le domande che l’altro le aveva fatto, aggiungendo una piccola riflessione personale sull’accenno alla sua avvenenza fisica. Inutile dire che Lucas aveva distrutto la sua autostima – E no, non credo che ci siamo integrati bene nella società babbana ma semplicemente che siamo bravissimi a camuffarci. Loro si sono integrati – e così dicendo indicò due persone che stavano passeggiando in strada, un uomo sikh con un turbante rosso in testa e una fluente barba nera e una ragazza in abiti occidentali e il niqab a coprirle il viso, lasciando scoperti solo gli occhi – Se andassi in giro con i miei abiti tradizionali, il mantello e il mio famiglio sarei fermata da tutti i bobbies della città.

Nelle sue intenzioni avrebbe dovuto essere telegrafica ed essenziale, rispondere alle sue domande senza sembrare maleducata e disincentivare qualsiasi altra conversazione, ma non aveva resistito alla tentazione di dare la opinione stringata sull’assenza di integrazione tra Mondo Magico e Mondo Babbano.
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Messaggioda Noah » 23/06/2013, 11:37

Sfacciato, impudente, invadente? Sì, probabilmente era davvero queste tre cose, magari aggiungendo qualche altro aggettivo positivo - altruista, gentile, romantico - giusto per riportare la bilancia in posizione di equilibrio, ma da quando l'America l'aveva additato come "traditore" solo perché aveva deciso di andare ad insegnare in Europa, si era dovuto abituare all'idea di farsi giudicare dal prossimo, lasciandolo libero di pensare ciò che preferiva.
Che poi lui potesse o meno far modificare quel giudizio a chi aveva davanti in base alle proprie azioni, quello era un altro paio di maniche.


Tesina la bella sconosciuta...


Pensò l'uomo quando Tisifone sobbalzò nel sentire la sua voce, irrigidendo la schiena e voltandosi verso di lui, forse con l'intento di mandarlo a quel paese - Intuito (P) 23 - chi poteva dirlo: di sicuro, qualsiasi cosa volesse dirgli, sfumò nel momento in cui incrociò il suo sguardo, forse bloccata dal fatto che aveva davanti un uomo, suo coetaneo probabilmente; quella reazione lo portò anche a pensare - Intuito (SS) 24 - che doveva essere abituata a rapportarsi con persone più piccole di lei, e magari era per questo che poco prima si era bloccata nel suo dirle.
In ogni caso, forse anche per rompere un poco il ghiaccio, Noah si offrì subito dopo di pagarle qualcosa da bere, anzi, più che altro s'impose di pagarle qualsiasi cosa avrebbe voluto ordinare a Butch: l'amico dell'italo-americano, però, sembrava piuttosto restio a parlare con la donna, e quando lei schiuse le labbra per rispondere alla domanda del barista, Pellegrino ne comprese il motivo.

La Signorina vorrebbe due dita di buona educazione mescolate con del rispetto e una spruzzatina di privacy, grazie.

La fissò per qualche istante dopo quelle parole, serio in viso, forse quasi preso in contropiede - come il barista, che passava lo sguardo da lui alla donna per capire che fare... e poi l'uomo sorrise, divertito.
Forse anche vagamente sfacciato.

Butch, hai cambiato gli ingredienti dei cocktail e non sono stato informato?!
Bastardo che non sei altro, fanne due al volo di queste meraviglie!


E rise di gusto, facendo ridere di riflesso anche il barista che, evidentemente, si era abituato ai modi di fare dell'altro ben più aperti e rumorosi degli inglesi, e si era sentito libero di lasciarsi andare a quel momento d'ilarità; ciò nonostante decise di tenersi a debita distanza dalla donna, quasi avesse paura di venire affatturato da lei.
Noah, dal canto suo, riprese a parlare con la sconosciuta come se nulla fosse, ben deciso a capire che ci facesse una donna così bella in un posto come quello, per di più intenta a fissare la cabina che dava accesso al Ministero della Magia come se volesse farla esplodere con lo sguardo.

Ho forse commesso un qualche reato e lei è l’Auror incaricato di interrogarmi? O forse sta mettendo in pratica qualche tecnica che ha appena appreso a un qualche corso di aggiornamento?

Ehi ehi, ritiri gli artigli la prego! - replicò l'uomo, alzando le mani verso di lei in segno di resa - Non sono un Auror, un lavoro troppo stressante e nemmeno così ben pagato come tutti credono, sa? E per quanto riguarda i corsi di aggiornamento, io di solito li organizzo, non li seguo. Ma se può valere come giustificazione valida affinché lei non mi molli un ceffone in faccia, allora sì, ho l'abbonamento ai corsi di aggiornamento passati, presenti e futuri!

Aggiunse, strizzandole l'occhio con fare complice, sfacciato, intrigante: non voleva rimorchiarla, per quanto avere una compagnia così bella accanto a sé per la serata non gli sarebbe dispiaciuto affatto, ma farci due chiacchiere, quello sì, gli avrebbe fatto piacere.
E nonostante la donna gli avesse palesemente risposto male, qualcosa in lei sembrò indurla a scusarsi in un modo un po' indiretto, almeno a giudicare dalle risposte che gli diede dopo.

Sto cercando un docente che soddisfi le mie aspettative, non apprezzo particolarmente lo shopping né i negozi babbani, esistono luoghi molto più interessanti in cui prendersi una pausa e lei dovrebbe farsi vedere da un buon magioculista.

Un docente?

Ripeté lui, facendosi di colpo più interessato alla questione: evidentemente si trattava di una strega che cercava qualche Master da seguire, anche se rimanere nel pub invece che entrare al Ministero della Magia non era esattamente il modo migliore per ottenere ciò che cercava.

E no, non credo che ci siamo integrati bene nella società babbana ma semplicemente che siamo bravissimi a camuffarci. Loro si sono integrati. Se andassi in giro con i miei abiti tradizionali, il mantello e il mio famiglio sarei fermata da tutti i bobbies della città.

Interessante.
Insomma, ammettiamolo, a Londra si vedono in giro tipi ben strani, vestiti nei modi più assurdi, e nessuno ci fa molto caso
- commentò lui, passandosi una mano sul mento per accarezzarsi la barba incolta con fare pensieroso - Certo, immagino che se prendessi a camminare per Oxford Street con la mia lince accanto, probabilmente attirerei non poca attenzione... ma per quanto riguarda l'abbigliamento, non mi sembra che lei non sia capace di vestirsi alla babbana... - e qui il suo sguardo vagò per il corpo di lei, fermandosi su gambe e seno qualche istante di più prima di tornare sul viso - E se posso permettermi, questo tipo di abiti le dona parecchio.

Aggiunse con un sorriso affabile, per poi farsi poco più serio e riprendere il particolare del discorso lasciato in disparte poco prima.

Ha detto che le serve un docente... a quale Master è interessata?
Io insegno al Ministero della Magia, sono un Master Teacher abilitato, potrei darle una mano ad iscriversi a quello che le interessa.


Domandò quindi, lo sguardo sempre apparentemente divertito e luminoso, così come il sorriso gentile che l'uomo esibiva, ma sembrava esserci ora una sfumatura di serietà maggiore, forse del tutto lecita visto l'argomento, il suo lavoro, che si stava preparando ad affrontare con lei.

A proposito... mi chiamo Noah Pellegrino.
E lei è miss... ?
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Messaggioda Tisifone » 23/06/2013, 17:26

E’ stata una pessima, pessima idea…

Stava mormorando tra sé Tisifone, anche se non riusciva ancora a decidere quale, delle diverse azioni che aveva intrapreso nell’ultima ora, si era guadagnata quel podio. L’aver lasciato la solitudine confortante di Hogwarts? Il non aver avuto il coraggio di affrontare i suoi demoni entrando subito al Ministero? L’aver optato per un pub magico per ingannare l’attesa, illudendosi che avrebbe avuto maggiore privacy? L’aver scelto il bancone al posto di un tavolino? Il non aver rivolto a quello sconosciuto una delle sue frecciatine acide? Probabilmente si stava rammaricando di tutte quelle cose insieme o forse la “pessima idea” era stata quella di aver attribuito all’espressione “fattene una ragione e va avanti con la tua vita” il significato di cancellare con un colpo di spugna tutti i cambiamenti positivi che il suo carattere aveva subito nel tempo passato con Lucas e tornare alle origini, alla fredda, acida, distaccata zingara che aveva messo piede a Hogwarts cinque anni prima. Forse avrebbe dovuto semplicemente decidersi a vivere e a reagire in sintonia con le situazioni che le si presentavano, soffermandosi su quello che voleva non su quello che avrebbe dovuto. Di sicuro la risposta che diede al barista apparteneva alla prima categoria perché il modo di fare dell’altro l’aveva alquanto indispettita. Forse se le avesse chiesto di poterle offrire da bere le sarebbe sorto il dubbio di come rispondere o forse avrebbe reagito allo stesso modo, in ogni caso la sua “ordinazione” non fu per nulla ortodossa. E lo stesso si potè dire della reazione di Noah. L’uomo infatti invece di risentirsi o anche solo desistere dal voler parlare con lei scoppiò a ridere, una risata allegra e per nulla affettata che finì per coinvolgere anche il barista.

Butch, hai cambiato gli ingredienti dei cocktail e non sono stato informato?!
Bastardo che non sei altro, fanne due al volo di queste meraviglie!


Tisifone spalancò di poco gli occhi, una luce “viva” quasi di divertimento li fece brillare per un istante, mostrando quella sfumatura viola che li rendeva particolari e secondo alcuni irresistibili, per poi tornare spenti, in sintonia con il suo animo. Non le era sfuggito che con quella battuta l’uomo aveva annullato la sua ordinazione precedente né come il barista, invece di insistere con lei, si fosse messo in disparte, dettagli quelli che fecero affiorare un lieve senso di colpa.

Due vodka senza ghiaccio, una spruzzata di succo d’arancio e una fetta di limone – si risolse quindi a ordinare, infischiandosene di cosa l’altro avrebbe potuto pensare di lei, usando un tono rassegnato da qualcuno che stava per andare al patibolo che poteva anche suonare divertente o offensivo a seconda dei caratteri – E se li hai anche dei cetriolini sott’aceto e del pane abbrustolito.

Aggiunse, dando un’occhiata veloce all’enorme orologio che si trovava su un lato della sala: bere vodka alle 17.30 del pomeriggio senza alcun accompagnamento non era per nulla una cosa salutare. Se però sperava che, accettando la sua offerta di pagarle da bere, l’altro avrebbe smesso di badare a lei, si illuse di grosso, visto l’elenco di domande che le pose.

Ehi ehi, ritiri gli artigli la prego! – l’angolo destro delle labbra di Tisifone si incurvò leggermente verso l’alto in una bozza di sorriso ironico e divertito che sembrava quasi dire “se credi che i miei artigli siano questi sei proprio fuori strada” - Non sono un Auror, un lavoro troppo stressante e nemmeno così ben pagato come tutti credono, sa? E per quanto riguarda i corsi di aggiornamento, io di solito li organizzo, non li seguo. Ma se può valere come giustificazione valida affinché lei non mi molli un ceffone in faccia, allora sì, ho l'abbonamento ai corsi di aggiornamento passati, presenti e futuri!

Un guizzo di interesse attraversò lo sguardo della donna all’affermazione dell’altro di organizzare i corsi di aggiornamento spingendola a osservare con maggior attenzione la figura seduta accanto a lei. Certo l’abbigliamento casual babbano non gli davano molto credito come Professore, ma si trovavano pur sempre in piena Londra babbana e quindi quello non poteva essere considerato un indizio. Era così intenta nel valutarlo che non diede peso all’occhiolino che l’altro le fece, e non badò neanche al fatto che tutto quel suo improvviso interesse potesse essere considerato come una sorta di reazione a quel gesto complice. In ogni caso non poteva continuare a mostrarsi così palesemente maleducata con qualcuno che, a dispetto di tutto, stava cercando di intavolare una discussione normale e solo leggermente provocatoria con lei. Soprattutto non dopo aver, o meglio essere stata costretta ad accettare il suo invito.

Un docente?

Esatto.

Confermò Tisifone con un tono di voce un po’ più basso, come se fosse un segreto che stava confessando a malincuore. E in parte era così visto che, ad esclusione di Idra, nessuno sapeva cosa avesse intenzione di fare. A disagio, più con se stessa che con l’altro, scostò una ciocca di capelli dal viso, portandola dietro all’orecchio destro, per poi rispondere, con un notevole ritardo, alla prima osservazione dell’uomo sulla capacità dei maghi di integrarsi nel Mondo Babbano.

Interessante.
Insomma, ammettiamolo, a Londra si vedono in giro tipi ben strani, vestiti nei modi più assurdi, e nessuno ci fa molto caso. Certo, immagino che se prendessi a camminare per Oxford Street con la mia lince accanto, probabilmente attirerei non poca attenzione... ma per quanto riguarda l'abbigliamento, non mi sembra che lei non sia capace di vestirsi alla babbana... E se posso permettermi, questo tipo di abiti le dona parecchio.


Se fosse stata un’altra donna sarebbe arrossita per quel complimento o almeno avrebbe abbassato gli occhi per sembrare pudica, Tisifone invece rimase impassibile, mordersi l’interno della guancia per non dire qualcosa di spiacevole, mentre il senso di piacere e fastidio che l’occhiata “da uomo” le aveva provocato andava affievolendosi. Difficilmente gli uomini le rivolgevano sguardi di apprezzamento quando si trovava nel Mondo Magico perché l’eccentricità dei suoi soliti abiti faceva passare in secondo piano le sue curve, quindi il suo orgoglio femminile non poteva che essere compiaciuto per un tale comportamento. D’altro lato però l’universo maschile le aveva riservato così tanti dolori che essere apprezzata per la sua avvenenza fisica le causava un senso di disagio.

Non è una questione di essere capaci o meno – commentò quindi, sorvolando su quel complimento – ma di volerlo. Questi – e indicò gli abiti che entrambi portavano – non fanno parte della mia cultura, non riflettono chi sono, non dicono “ mi sono integrata nel Mondo Babbano” ma solo che non dormivo durante le lezioni di Babbanologia e che non ho passato gli hanno dopo i M.A.G.O. rinchiusa a Diagon Alley – certo avere un padrino mezzosangue aiutava parecchio ma non aveva intenzione di parlare con uno sconosciuto della sua famiglia – Il problema non è, secondo me, tanto che i nostri abiti tradizionali sembrino assurdi quanto il loro appartenere all’immaginario collettivo dei babbano. Maghi e streghe sono solo prodotti della loro fantasia, come i vampiri e i licantropi, quindi chiunque vada in giro vestito in quel modo o è uno spostato o si reca a una qualche festa in maschera. Farebbe meno scalpore andando in giro con la sua lince che con il cappello a punta tradizionale… anche se credo che la farebbe apparire ridicolo.

Aveva espresso la propria opinione in modo pacato, senza accalorarsi più di tanto, nonostante l’argomento le stesse molto a cuore e alla fine si era ritrovata, suo malgrado, a ricambiare il complimento che Noah le aveva fatto. In un modo contorto certo ma molto “suo”.

Ha detto che le serve un docente... a quale Master è interessata?
Io insegno al Ministero della Magia, sono un Master Teacher abilitato, potrei darle una mano ad iscriversi a quello che le interessa.


Beato Salazar… grazie per non avermi del tutto voltato le spalle.

Fu questo il primo pensiero che attraversò la mente di Tisifone nell’apprendere che l’altro insegnava al Ministero perché se era fortunata forse avrebbe potuto risolvere il suo problema senza dover mettere piede in quel posto infernale. Le bastava avere uno o due nomi di docenti e poi avrebbe cercato di contattarli via gufo.

Master Teacher abilitato? – chiese invece a voce alta, lasciando trasparire una nota di sorpresa mista ad ammirazione nella voce che avrebbe dovuto far comprendere all’altro che non stava mettendo in discussione le sue parole, cosa che invece avrebbe sicuramente fatto se si fosse trattato di una persona più giovane – Deve essere davvero bravo nelle sue materie per aver ottenuto quel titolo in così breve tempo. Solitamente la media dei Master Teacher inglesi si aggira intorno ai sessant’anni e lei mi sembra decisamente più giovane. In ogni caso non sono interessata a un Master, a un corso di aggiornamento o a qualsiasi altra attività monitorata dal Ministero – continuò subito dopo, sorvolando sul fatto che probabilmente gli aveva appena fatto un altro complimento nel giro di pochi minuti. Presenziare a un Master, come a quello su Cura delle Creature Magiche che si sarebbe tenuto di lì a pochi giorni, su invito della Bergman era ben diverso che dare spontaneamente al Ministero indicazione sui suoi interessi – Sono in cerca di qualcuno abilitato nell’insegnamento pratico di Difesa delle Arti Oscure e che possa essere interessato a dare delle lezioni private.

Per quanto non fosse nulla di illegale e non esistesse alcuna legge che vietasse quel tipo di attività Tisifone aveva istintivamente abbassato il tono della voce e sporto il busto un po’ più avanti, verso l’altro, senza però invadere di troppo il suo spazio vitale.

A proposito... mi chiamo Noah Pellegrino.
E lei è miss... ?


Samyliak, Tisifone Samyliak – si presentò quindi, evitando di porgergli la mano. Forse l’altro avrebbe potuto interpretare quel suo gesto come un atto di scortesia ma la verità era una sola, i guanti che indossava avevano le dita tagliate e lei non aveva alcuna intenzione di entrare in contatto diretto con l’altro, correndo così il rischio di avere una visione proprio a pochi passi dal Ministero – E nonostante le apparenze potrebbe essere un piacere conoscerla Mister Pellegrino.
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Messaggioda Noah » 23/06/2013, 20:57

Ammettiamolo, sapeva farsi amare: che poi l'amore per lui spesso andasse di pari passo con l'irritazione e la voglia di prenderlo a schiaffi, quello era un dettaglio di nemmeno troppa rilevanza, al momento; era sempre stato così, fin dai tempi della scuola. Anche alla Cyprus, infatti, Noah aveva seguito più o meno lo stesso schema, facendosi amare dai compagni così tanto da riuscire a fare il Prefetto e il Caposcuola senza mai dover imporre la propria autorità su di loro, e potendo così convincerli a rigare dritto senza attirarsi le loro antipatie; allo stesso modo, il fatto di mantenere l'ordine nella propria Casata lo faceva vedere di buon occhio dai docenti della scuola, che dunque non potevano fare altro che apprezzerlo ed elogiarlo per i suoi successi.
Non finzione, dunque, quella che lui usava, ma furbizia e carisma, e non c'era nulla di male nel farne ricorso se si potevano così ottenere i propri scopi senza danneggiare gli altri.
Anche in quel momento, con Tisifone, Noah si era semplicemente limitato ad essere se stesso, sfruttando l'apparente frecciatina di lei a suo vantaggio, nel tentativo di farla ridere: e a giudicare dal fatto che la donna, per quanto potesse essere infastidita dall'atteggiamento dell'uomo, non si oppose al dire dell'altro ma anzi, lo avallò indicando al barista cosa servire loro, evidentemente era riuscito a non farsi odiare completamente da lei.

Due vodka senza ghiaccio, una spruzzata di succo d’arancio e una fetta di limone. E se li hai anche dei cetriolini sott’aceto e del pane abbrustolito.

Sentito Buch?
La Signorina desidera fare un bell'aperitivo, muovi il fondoschiena e servici immediatamente!


Lo rimproverò Noah sfrontato, forse fin troppo, ma da buon americano, e considerando che aveva anche del sangue italiano nelle vene, non poteva comportarsi diversamente, non ce la faceva proprio a rimanere serio e compito; e poi, a dirla tutta, un po' di languorino ce l'aveva pure lui, oltre al fatto che bere alcol senza mangiare nulla poteva essere molto pericoloso per lui, avrebbe finito per girare brillo e sghignazzante per il Ministero della Magia.
In ogni caso la conversazione andò avanti, mentre aspettavano da bere, e due cose evinse Pellegrino nel parlare con lei: cercava un docente abilitato dal Ministero, forse per la volontà di seguire un qualche Master, ed aveva un'idea ben precisa di cosa volesse dire integrarsi nel mondo babbano, un'idea che differiva da quella di camuffarsi semplicemente.

Non è una questione di essere capaci o meno ma di volerlo. Questi non fanno parte della mia cultura, non riflettono chi sono, non dicono "mi sono integrata nel Mondo Babbano" ma solo che non dormivo durante le lezioni di Babbanologia e che non ho passato gli hanno dopo i M.A.G.O. rinchiusa a Diagon Alley.
Il problema non è, secondo me, tanto che i nostri abiti tradizionali sembrino assurdi quanto il loro appartenere all’immaginario collettivo dei babbani. Maghi e streghe sono solo prodotti della loro fantasia, come i vampiri e i licantropi, quindi chiunque vada in giro vestito in quel modo o è uno spostato o si reca a una qualche festa in maschera. Farebbe meno scalpore andando in giro con la sua lince che con il cappello a punta tradizionale… anche se credo che la farebbe apparire ridicolo.


Lo credo anch'io, oltre al fatto che il cappello a punta non mi dona per niente, mentre col mantello... ci si può lavorare sopra - ammise Noah con un sorriso che sembrava essere un ringraziamento per il suo complimento un po' contorto, ma era chiaro dall'espressione del suo viso e dal tono di voce successivo che non la stava prendendo in giro, che non stava semplicemente scherzando, bensì avesse preso sul serio il suo discorso e vi stesse riflettendo sopra adeguatamente - Battute a parte, sono d'accordo con lei, ma è anche vero che spesso noi maghi siamo troppo assolutisti nel nostro modo di pensare: se ci riflette, i nostri abiti "classici" sono per la maggior parte del tempo scomodi e sorvolati, quasi sempre poco pratici. Non mangiamo forse le stesse cose che mangiano i babbani? Se condividiamo quotidianamente il loro cibo, perché non dovremmo farlo coi vestiti? Cosa li etichetta come "troppo babbani" per poterli integrare nell'abbigliamento quotidiano e legittimo di un mago?

Ragionò lui, scrollando le spalle come a far intendere che, nella sua concezione, la cosa era piuttosto stupida, e che la considerava più un voler puntare i piedi per presa di posizione che un bisogno di mantenere la propria identità come mago; lui stesso, pur essendo tale, si sentiva ugualmente appartenente al mondo magico anche con quegli abiti, e non sentiva il bisogno di ridicolizzarsi con lunghe tuniche sgargianti, pesanti mantelli e cappelli a punta per considerarsi parte del mondo magico.
La conversazione proseguì mentre Butch metteva finalmente davanti ai due i cocktail richiesti, i cetriolini e il pane abbrustolito, facendo un sorrisino divertito in direzione della coppia per poi tornare alle proprie faccende.

Master Teacher abilitato?
Deve essere davvero bravo nelle sue materie per aver ottenuto quel titolo in così breve tempo. Solitamente la media dei Master Teacher inglesi si aggira intorno ai sessant’anni e lei mi sembra decisamente più giovane.


Ammetto che lavorare al Ministero possa talvolta risultare stressante, ma mi sarei preoccupato non poco se fossi arrivato a dimostrare trent'anni più della mia età.
Comunque qui, in Inghilterra, sono stato degradato da Master Teacher a Dottore in Conoscenza di I° Livello... un regalino dei miei ex superiori quando ho deciso di trasferirmi.


Confessò, rabbuiandosi un poco: era passato del tempo, ma quel particolare della sua vita gli bruciava ancora e non poco, non tanto per il degrado in sé, erano solo titoli e lui era perfettamente cosciente di quanto valesse, ma per come coloro che aveva considerato persone amiche, oltre che superiori, gli avevano voltato le spalle, ricattandolo alla prima occasione.

In ogni caso non sono interessata a un Master, a un corso di aggiornamento o a qualsiasi altra attività monitorata dal Ministero.
Sono in cerca di qualcuno abilitato nell’insegnamento pratico di Difesa delle Arti Oscure e che possa essere interessato a dare delle lezioni private.


Ma che combinazione... - mormorò lui a bassa voce, imitando il tono di lei, con la differenza che il suo timbro era naturalmente più basso e virile - Sono io che mi occupo di tutti i Master di Difesa Contro le Arti Oscure... e non sarebbe un problema per me darle qualche lezione privata, se le serve.
In fondo potrei passare del tempo con una bella donna come lei e conoscerla meglio, sarei un pazzo a privarmi di un'occasione del genere.


Aggiunse Noah, sorridendole affabile mentre prendeva il bicchiere col proprio drink e lo alzava dunque in sua direzione, come ad invitarla a fare un brindisi insieme a lui prima di presentarsi.

Samyliak, Tisifone Samyliak.
E nonostante le apparenze potrebbe essere un piacere conoscerla Mister Pellegrino.


Le apparenze?
Ma come, a dire che credevo di aver fatto colpo..
. - scosse il capo, fingendosi profondamente rammaricato, prima di rivolgersi al barista - Buch, tu non credevi avessi fatto colpo?

Gli chiese, facendogli scappare una breve risata dalle labbra e scuotere la testa mentre proseguiva a pulire un bicchiere con quell'espressione divertita che permeava sulla sua bocca.

Mi ha appena spezzato il cuore, lo sa miss Samyliak?
Dovrebbe sentirsi in colpa per aver appena infranto tutti i miei sogni di uomo affascinante e conquistatore...
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Messaggioda Tisifone » 23/06/2013, 22:45

Sentito Buch?
La Signorina desidera fare un bell'aperitivo, muovi il fondoschiena e servici immediatamente!


A quella esortazione Tisifone chiuse gli occhi e scosse leggermente la testa, non riuscendo proprio a comprendere né come Noah riuscisse a comportarsi in quel modo così spontaneo e a tratti irriverenti né come il barista sembrava accettare realmente di buon grado quelle battute. Sarà stata l’adolescenza siberiana o forse l’educazione britannica ricevuta, in ogni caso Tisifone non era mai stata così estroversa e amichevole, neanche quando era una giovane e spensierata strega.

Perché, siamo mai state giovani e spensierate?

Le fece notare crudele la sua coscienza, facendo sparire quell’accenno di sorriso che era sorto spontaneamente sul suo viso sentendo lo scambio di battute dei due uomini e restituendole quel cattivo umore con cui era entrata nel pub. Cattivo umore che però non le impedì di intavolare una conversazione civile e anche stimolante, almeno a giudicare dalle obiezioni logiche e in parte condivisibili che l’altro espose in maniera chiara ed educata.


Lo credo anch'io, oltre al fatto che il cappello a punta non mi dona per niente, mentre col mantello... ci si può lavorare sopra.

Lasciandosi trascinare dalla battuta, Tisifone si sporse un po’ all’indietro sullo sgabello, la mano destra intorno alla bocca e l’indice che picchiettava sulla punta del naso, gli occhi che saettavano lungo la figura dell’americano con il chiaro intento di studiarlo.

Hummm il massimo a cui potrebbe puntare è apparire misterioso.

Sentenziò alla fine con un tono serio e una luce divertita negli occhi, le labbra distorte in una smorfia di disappunto che la faceva apparire buffa forse ma di sicuro più “umana”.

Battute a parte, sono d'accordo con lei, ma è anche vero che spesso noi maghi siamo troppo assolutisti nel nostro modo di pensare: se ci riflette, i nostri abiti "classici" sono per la maggior parte del tempo scomodi e sorvolati, quasi sempre poco pratici. Non mangiamo forse le stesse cose che mangiano i babbani? Se condividiamo quotidianamente il loro cibo, perché non dovremmo farlo coi vestiti? Cosa li etichetta come "troppo babbani" per poterli integrare nell'abbigliamento quotidiano e legittimo di un mago?


Io adoro i miei abiti anche se devo ammettere che la moda maschile magica sia un poco pratica. – precisò senza alcuna nota polemica nella voce, soprattutto perché era abbastanza obiettiva da rendersi conto che forse in tutto il Mondo Magico le uniche due persone a pensarla in quel modo erano lei e la sarta bulgara da cui si riforniva – Non è solo una questione di abiti o di cibo è la mancanza di reciprocità che secondo me rende impossibile l’integrazione. Noi mangiamo millefoglie e carbonara ma loro non conoscono le apifrizzole e le gelatine tutti gusti+1… E’ una sorta di integrazione a senso unico, siamo noi che dobbiamo accettare e acquisire le loro usanze e questo non aiuta a sentirsi parte di un tutto. Certo esiste uno Statuto che ci impone la segretezza ma credo che abbia creato tanti problemi quanti ne abbia risolti.

Per lei non era una questione di identità quanto di libertà, il non sentirsi libera di poter passeggiare con Idra per le strade della Londra Babbana o l’essere costretta a doversi cambiare ogni qual volta usciva dal Manor. Per non parlare del fatto che se lo Statuto per la Segretezza magica aveva salvato molte vite e posto fine alle persecuzioni dall’altra aveva creato terreno fertile per il proliferare delle idee razziste basate sulla purezza del sangue che avevano facilitato la salita di Voldemort al potere.
Tisifone ringraziò con un cenno della testa Butch per aver portato loro le ordinazioni mentre si congratulava con l’altro per le sue notevoli capacità in qualità di studioso.


Ammetto che lavorare al Ministero possa talvolta risultare stressante, ma mi sarei preoccupato non poco se fossi arrivato a dimostrare trent'anni più della mia età.
Comunque qui, in Inghilterra, sono stato degradato da Master Teacher a Dottore in Conoscenza di I° Livello... un regalino dei miei ex superiori quando ho deciso di trasferirmi.


Dovevano tenere proprio tanto a lei per essersi spinti a una tale bassezza pur di non farla andare via – commentò la donna, supponendo che [Intuito (P)=26] l’averlo degradato fosse stato solo un tentativo di ricatto andato a male e non un essersi resi conto in ritardo di aver valutato erroneamente il bagaglio culturale dell’altro – Avrebbero dovuto provare a blandirla in qualche modo, dimostrando di avere più a cuore il suo futuro, ma dubito che sarebbe cambiato qualcosa...

Una riflessione spontanea quella della donna, pronunciata con il tono leggero di chi non aveva intenzione di indagare nella vita del prossimo, troppo rispettosa della propria e altrui privacy, ma che avrebbe accolto in silenzio e con la dovuta attenzione qualsiasi aneddoto l’altro avrebbe voluto confidarle. Nel frattempo toccava a lei confidarsi, esponendo al suo commensale di cosa esattamente avesse bisogno e cioè di qualcuno che l’aiutasse a migliorare nel duello senza però che il Ministero ne venisse a conoscenza.

Ma che combinazione... – un brivido corse lungo la spina dorsale della donna e non per un riflesso incondizionato dovuto alla vicinanza dell’uomo e al suono virile della sua voce. Semplicemente la Divinante non credeva nelle coincidenze e quindi quella semplice quanto innocua esclamazione l’aveva appena fatta mettere in allerta, come denotava la linea delle spalle improvvisamente irrigidite e la mano destra che, ancora posata sul suo ginocchio, si era chiusa a pugno - Sono io che mi occupo di tutti i Master di Difesa Contro le Arti Oscure... e non sarebbe un problema per me darle qualche lezione privata, se le serve. In fondo potrei passare del tempo con una bella donna come lei e conoscerla meglio, sarei un pazzo a privarmi di un'occasione del genere.

Impossibile!

Fu questo il primo pensiero che attraversò la mente della donna, gli occhi che iniziarono a guardarsi intorno con maggiore attenzione, come se stesse cercando di scorgere qualche viso conosciuto o qualcuno interessato alla loro conversazione. E se fosse stata di nuovo manipolata in qualche modo? E se qualcuno avesse deciso che lei doveva trovarsi lì in quel posto proprio in quel momento per incontrare l’uomo che le sedeva di fronte? Ma a che pro volere che lei migliorasse nel duello? Che forse lui non era davvero chi diceva di essere?
Si portò una mano ad accarezzarsi la fronte per poi scompigliarsi i capelli come se con quel gesto potesse anche mettere un po’ di ordine nella sua mente. Quella storia dell’ipnosi la stava facendo impazzire, acuendo la sua paranoia, e facendola dubitare di se stessa e degli altri per qualsiasi inezia. Che forse aveva avuto ragione Lucas a voler troncare il loro rapporto prima che la paranoia logorasse quel poco di rispetto e fiducia che ancora restava in loro? Fece un profondo respiro per calmare i battiti del cuore improvvisamente accelerati e quando riportò la mano sulla gamba, mostrando di nuovo il viso all’altro non vi era alcuna traccia di quella battaglia interiore che si era appena combattuta al suo interno.

Deve essere il mio giorno fortunato questo allora visto che sono riuscita a ottenere quello che desideravo senza neanche doverlo cercare. Probabile che lei lo maledirà dopo che mi avrà conosciuto un po’ meglio.

Mormorò quindi con un tono calmo e pacato, prendendo in mano il proprio bicchiere e facendolo scontrare con quello di Noah, rivolgendogli un sorriso ironico prima di presentarsi a sua volta.

Le apparenze?
Ma come, a dire che credevo di aver fatto colpo... Buch, tu non credevi avessi fatto colpo?


Un lieve sorriso comparve sul viso di Tisifone di fronte a quella pantomima che il Master Teacher stava improvvisando, sorrisino che cercò di nascondere dietro al proprio bicchiere, bevendo un lungo sorso di vodka. Il liquido chiaro le scivolò lungo la gola, il bruciore attutito dal succo d’arancia, donando alle sue guance solitamente pallide un velo di rossore. Subito dopo prese un cetriolino, lo strofinò sulla fetta di limone e lo posò sulle labbra per leccarne le goccioline di aceto misto al limone prima di farlo sparire completamente in bocca, in un gesto naturale.

Mi ha appena spezzato il cuore, lo sa miss Samyliak?
Dovrebbe sentirsi in colpa per aver appena infranto tutti i miei sogni di uomo affascinante e conquistatore...


L’ultima battuta, che avrebbe dovuto coronare in maniera perfetta tutta quella sceneggiata, si dimostrò essere una scelta davvero infelice in quanto colpì, inconsapevolmente, quello che i babbani chiamavano un nervo scoperto.

Non una mia prerogativa quella – affermò lapidaria, non badando agli interrogativi che una tale uscita poteva generare – In ogni caso può essere sfruttare questo smacco per affinare le sue tecniche di conquistatore…

Aggiunse forse per mitigare un po’ il modo brusco con cui gli aveva risposto anche se il tono usato non aveva nulla della pacatezza e del calore usato fino a quel momento. Afferrò di nuovo il bicchiere e se lo rigirò in mano, osservando assorta la fettina di limone come se contenesse in se la soluzione a tutti i suoi problemi, per poi sospirare e posarlo sul bancone senza aver bevuto.

Mi scusi… - esalò in un sussurro, come se le costasse un’immensa fatica dover pronunciare quelle due piccole e semplici parole, nonostante la sincerità che traspariva dal tono usato – Come le ho accennato prima non è semplice avere a che fare con me… Finirò con il mettere a dura prova i suoi nervi e le sue doti di insegnante… Sempre ammesso che l’aver ferito la sua virilità non le abbia fatto cambiare idea…

Insinuò con un sorrisetto impertinente sulle labbra, concedendosi la libertà di fare una battuta non perché le serviva il suo aiuto ma solo perché sentiva di voler fare.
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Messaggioda Noah » 24/06/2013, 11:59

Si stava divertendo, per quanto forse per nessuno sarebbe apparso credibile, men che meno per Tisifone: eppure quel modo di fare di lei, distaccato sì ma al tempo stesso ironico e punzecchiatore - meno del suo, sicuramente, ma proprio perché erano lati del suo carattere che Noah possedeva, gli veniva facile riconoscerli in qualcun altro - facevano venire voglia all'uomo di proseguire quella sorta di conversazione che avevano intrapreso, anche per comprendere quali motivazioni l'avessero spinta in un pub come quello, nel quale evidentemente era la prima volta in cui vi metteva piede.
Un po' alla maniera americana, dunque, Pellegrino proseguì il discorso, focalizzandosi sulle differenze nel modo di vestire di babbani e maghi e su come i secondi dovessero camuffarsi coi primi, non potendo mostrare di essere pienamente se stessi per non essere guardati in modo strano e sospettoso, per quanto lui per primo preferisse la moda, per così dire, babbana, estremamente più pratica di quella magica.

Hummm il massimo a cui potrebbe puntare è apparire misterioso.

Lei trova? Forse un mantello aumenterebbe il mio fascino da uomo enigmatico ed incomprensibile...

Commentò Noah, modulando la voce così da tentare di darle una sfumatura misteriosa che però risultò, volutamente, un mezzo disastro, il tutto volto a farla sorridere e a sciogliere un po' il ghiaccio che la donna sembrava portarsi appresso a mo' di protezione, lasciando nel frattempo che il discorso andasse avanti e che entrambi potessero esporre i propri punti di vista.

Io adoro i miei abiti anche se devo ammettere che la moda maschile magica sia un poco pratica.
Non è solo una questione di abiti o di cibo è la mancanza di reciprocità che secondo me rende impossibile l’integrazione. Noi mangiamo millefoglie e carbonara ma loro non conoscono le apifrizzole e le gelatine tutti gusti+1… E’ una sorta di integrazione a senso unico, siamo noi che dobbiamo accettare e acquisire le loro usanze e questo non aiuta a sentirsi parte di un tutto. Certo esiste uno Statuto che ci impone la segretezza ma credo che abbia creato tanti problemi quanti ne abbia risolti.


Ma forse non c'è altro sistema oltre a questo per convivere pacificamente - replicò lui, alzando le spalle con aria rassegnata - La storia ci insegna che il mondo magico ha saputo essere molto spietato coi babbani nel corso dei secoli, è vero... ma ci dimostra anche il contrario. I babbani hanno paura, per la maggior parte, di ciò che non possono comprendere né controllare; e poiché la magia non è per tutti, probabilmente si sentirebbero minacciati da noi, da persone che sembrano come loro ma che sono molto, molto più potenti e, di conseguenza, non controllabili.
Forse l'integrazione è a senso unico perché, a doppio senso, non è un'opzione praticabile: è più facile che un mago accetti d'indossare dei jeans o di parlare coi colleghi tramite un cellulare, piuttosto che un babbano si abitui ad un incantesimi che può trasmutare un essere umano in un furetto. Non crede?


Un bel monologo, quello di Pellegrino, ma lui di storia se ne intendeva eccome, e se mai la donna avesse fatto qualche ricerca su di lui, magari per appurarne le credenziali, si sarebbe accorta presto che vi era anche una pubblicazione a suo nome ad attestarlo, il suo discorso, peraltro, era fatto anche con una certa cognizione di causa, essendo lui Mezzosangue ed avendo dunque potuto vivere, nel corso degli anni, entrambe le facce della medaglia.
Intanto, per amore della cristallinità, Noah precisò che lì, in Inghilterra, il suo ruolo di Master Teacher era stato degradato, nonostante in America fosse ampiamente riconosciuto in tal ruolo.

Dovevano tenere proprio tanto a lei per essersi spinti a una tale bassezza pur di non farla andare via.
Avrebbero dovuto provare a blandirla in qualche modo, dimostrando di avere più a cuore il suo futuro, ma dubito che sarebbe cambiato qualcosa...


No, in effetti non sarebbe cambiato nulla.
Tengo molto alla mia libertà, e non avrei modificato la mia idea, una volta presa la decisione di partire: sicuramente li avrei salutati in modo diverso, rimanendo in buoni rapporti con loro, ma va bene anche così... mi consolo pensando che sono loro ad averci perso, in fondo le persone a cui mi ero legato continuo a sentirle e qui ho comunque il mio lavoro ad impegnarmi, non mi posso lamentare.


E sorrise, forse un po' malinconico ma sostanzialmente sereno, segno che pensava davvero quanto detto: ovvio che gli fosse dispiaciuto lasciare in quel modo il Ministero della Magia americano, che avrebbe preferito congedarsi dai suoi superiori con una stretta di mano e la promessa di tornare a trovarli quanto prima, ma aveva comunque ottenuto ciò che voleva, trasferirsi e ricominciare da lì... e gli andava bene.
Intanto, scoprendo cosa serviva a Tisifone, venne spontaneo a Noah offrirsi come docente disponibile a delle ripetizioni private, e nonostante internamente la donna avesse appena disquisito con se stessa sulle molteplici possibilità che non fosse una semplice coincidenza quella - come invece era - nulla poté far pensare Pellegrino che simili pensieri avessero avuto luogo nella mente dell'altra.

Deve essere il mio giorno fortunato questo allora visto che sono riuscita a ottenere quello che desideravo senza neanche doverlo cercare. Probabile che lei lo maledirà dopo che mi avrà conosciuto un po’ meglio.

Diciamo che si è avvicinata al posto giusto... - replicò lui, indicando il Ministero della Magia, anzi, la cabina che accedeva ad esso, con un cenno del capo - Dubito ci saremmo mai potuti incrociare altrove. In ogni caso, sono fiducioso e soprattutto, come insegnante, molto paziente... vedrà, sarà lei quella a rimanere sfinita per prima, ho una bella parlantina nel caso non si fosse notato.

E le fece un occhiolino mentre brindavano silenziosamente a quell'incontro coi drink che Butch aveva preparato loro; subito dopo, Noah si lasciò andare ad un piccolo teatrino con l'amico barista, che però non poté fare molto a parte ridere di gusto per i modi di fare dell'italo-americano, che se non altro riuscì a far sorridere Tisifone - Intuito (SS): 24 - almeno secondo ciò che gli suggeriva l'istinto. Bevve con lei, lasciandosi scaldare la gola dall'alcol e fremere le papille gustative dal misto di vodka e arancia, leccandosi subito dopo le labbra e prendendo una fettina di pane che morse con gusto.
L'ultima battuta, però, ebbe uno strano effetto sulla donna, che parve ritrarsi in modo brusco dalla possibilità di farsi una bella risata di fronte al modo di fare dell'altro.

Non una mia prerogativa quella.
In ogni caso può essere sfruttare questo smacco per affinare le sue tecniche di conquistatore…


Non ci voleva certo un genio - Intuito (P) 23 - per comprendere che qualcosa di simile a quanto descritto dall'uomo le fosse successo veramente, rendendola così sensibile all'argomento: la sua naturale curiosità l'avrebbe portato, in altre circostanze, a chiederle di più, maggiori dettagli, ma colei che aveva di fronte gli sembrava tanto schiva da non essere minimamente pronta, né vogliosa, di parlare di questioni tanto private e delicate con lui.

Mi scusi…
Come le ho accennato prima non è semplice avere a che fare con me… Finirò con il mettere a dura prova i suoi nervi e le sue doti di insegnante… Sempre ammesso che l’aver ferito la sua virilità non le abbia fatto cambiare idea…


Come le ho detto, sono una persona paziente... - la rassicurò lui con un sorriso gentile, affabile - Oltre al fatto che, con la dolorosa ferita che mi ha inferto, adesso è in debito con me... mi deve almeno la possibilità di migliorare il mio approccio col sesso femminile.

Aggiunse, riprendendo le parole usate dalla donna poco prima e rigirandole in un modo che facesse più comodo a lui, alla "Noah Pellegrino style" insomma, con una sfacciataggine che derivava dal suo carattere e dalle sue origini italo-americano, un mix esplosivo a cui difficilmente ci si poteva sottrarre.

Quindi pensavo... che ne dice di permettermi d'invitarla a cena? Così io affino la mia tecnica di abbordaggio e lei intanto mi spiega meglio tutto ciò in cui vorrebbe migliorare nel campo della difesa contro le arti oscure... naturalmente insisto perché sia io a prepararle la cena, scommetto che non potrà resistere al richiamo dell'Italia...

E sorrise nuovamente, sfrontato e forse un poco egocentrico, ma sicuramente affascinante e carismatico per grazie allo sguardo profondo, al sorriso accattivante e alla voce virile ma musicale che possedeva: i geni italiani e quelli americani avevano fatto miracoli, con lui.

Che ne dice, miss Samyliak?
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Messaggioda Tisifone » 24/06/2013, 14:31

Lei trova? Forse un mantello aumenterebbe il mio fascino da uomo enigmatico ed incomprensibile...

Avrei detto incompreso...

Si lasciò sfuggire Tisifone, scuotendo la testa e sollevando gli occhi al cielo con un'espressione disperata in volto, rovinata però dal ghigno divertito che le era spuntato sulle labbra. Il modo di fare spigliato e diretto di Noah era talmente irritante e irriverente da essere piacevole, forse perchè così simile al comportamento di Cassiopea Samyliak da assumere agli occhi della Divinante una sorta di "sapore di casa".

Chissà se senza Demetri sarei stata anch'io così spontanea...

Si ritrovò a chiedersi la donna, dandosi subito dopo della sciocca perchè, indipendentemente da cosa lo aveva determinato, ormai il suo carattere era quello e se anche poteva smussarlo di certo non avrebbe mai potuto snaturarlo del tutto. In ogni caso, conversando sui rapporti tra Mondo Magico e Mondo Babbano, l'americano ebbe modo di mettere in evidenza anche altri tratti del proprio carattere, forse maggiormente apprezzati dalla donna, come una profonda cultura e un'intelligenza vivace visto il modo con cui argomentava le proprie opinioni.


Ma forse non c'è altro sistema oltre a questo per convivere pacificamente . La storia ci insegna che il mondo magico ha saputo essere molto spietato coi babbani nel corso dei secoli, è vero... ma ci dimostra anche il contrario. I babbani hanno paura, per la maggior parte, di ciò che non possono comprendere né controllare; e poiché la magia non è per tutti, probabilmente si sentirebbero minacciati da noi, da persone che sembrano come loro ma che sono molto, molto più potenti e, di conseguenza, non controllabili.
Forse l'integrazione è a senso unico perché, a doppio senso, non è un'opzione praticabile: è più facile che un mago accetti d'indossare dei jeans o di parlare coi colleghi tramite un cellulare, piuttosto che un babbano si abitui ad un incantesimi che può trasmutare un essere umano in un furetto. Non crede?


Purtroppo credo che abbia ragione. D'altronde il fine ultimo di un processo di integrazione è riuscire a vivere tutti insieme in pace e armonia ed è sicuramente più semplice e meno pericoloso convincere maghi e streghe del fatto che i babbani non rappresentano un pericolo per la nostra società e il nostro modo di vivere. Anche se, devo ammettere, che non ho mai visto un cellulare e conosco maghi che a tutt'oggi si rifiutano anche solo di guardare la televisione.

E un sorriso vero, genuino, velato di dolcezza comparve sul viso di Tisifone, distendendone i lineamenti, quando l'immagine di Demetri che cercava di impedire ad Asher di installare una televisione al Manor comparve nella sua mente. Sorriso che si spense non appena la conversazione riprese, spostandosi questa volta sulle credenziali dell'uomo e sul suo essere la persona giusta al posto giusto, per usare un detto babbano.


No, in effetti non sarebbe cambiato nulla.
Tengo molto alla mia libertà, e non avrei modificato la mia idea, una volta presa la decisione di partire: sicuramente li avrei salutati in modo diverso, rimanendo in buoni rapporti con loro, ma va bene anche così... mi consolo pensando che sono loro ad averci perso, in fondo le persone a cui mi ero legato continuo a sentirle e qui ho comunque il mio lavoro ad impegnarmi, non mi posso lamentare.


Allora forse dovrebbe ringraziarli perchè le hanno fatto un dono raro. La maggior parte di noi conduce la propria esistenza senza avere la possibilità di distinguere un calice d'acqua da un topo.

Commentò riflessiva, utilizzando questa volta una metafora magica che trovava le sue origini nell'incanto Feraverto, con una nota di amarezza nel tono della voce. Gli eventi passati le avevano dimostrato che nella sua ristretta cerchia di conoscenze dovevano essere nascosti parecchi topolini e purtroppo non le sarebbe bastato pronunciare un semplice Finitus per farli venire allo scoperto. E fu proprio questo pensiero che alimentò la paranoia della donna, spingendola ad accarezzare l'idea di voltare le spalle a quel colpo di fortuna e tornare al piano originario. Fortunatamente però la voglia di far visita al Ministero era praticamente pari a quella di cavalcare un Ungaro Spinato, per non parlare di quanto si sarebbe sentita stupita se all'Ufficio Master le avessero consigliato di rivolgersi proprio al Dott. Noah Pellegrino. Così, dopo un secondo o due di dibattito interiore, Tisifone accettò la proposta dell'altro, mettendolo in guardia sulla situazione per nulla semplice in cui si stava andando a cacciare.


Diciamo che si è avvicinata al posto giusto... Dubito ci saremmo mai potuti incrociare altrove. In ogni caso, sono fiducioso e soprattutto, come insegnante, molto paziente... vedrà, sarà lei quella a rimanere sfinita per prima, ho una bella parlantina nel caso non si fosse notato.

Allora devo ringraziare la mia repulsione per quel luogo... Se fossi entrata subito probabilmente mi avrebbero indirizzato verso qualcuno di meno competente di lei.

Commentò seria, rendendosi conto in quel momento che in effetti forse un Dottore di I° Livello non sarebbe stato il primo nominativo che le avrebbero proposto e lei stessa, se non fosse stata a conoscenza del fatto che era stato degradato, non lo avrebbe preso in considerazione. Quel pensiero invece di mandarla in confusione finì per tranquillizzarla, perchè vi intravedeva lo zampino di qualcosa che le era molto familiare per quanto ultimamente non andassero molto d'accordo: il Fato.
Brindarono quindi a quel loro incontro e Tisifone assistette moderatamente divertita allo scambio di battute tra il docente e il barista, almeno fino a quando il primo, inconsapevolmente, non andò a toccare un nervo scoperto, pungendola sul viso e facendola scattare come una molla, rispondendo in maniera acida e velatamente cattiva, come era solita fare con i suoi studenti. Ma appunto non si trovava a Hogwarts e la persona seduta di fronte a lei si meritava maggior rispetto, per non parlare del fatto che era un perfetto sconosciuto che non conosceva nulla di lei e dei suoi recenti trascorsi e che nel giro di mezz'ora era quasi riuscito a farla sorridere due volte. Fu per questi motivi, principalmente, che subito dopo aver attaccato si sentì in obbligo di scusarsi, azzardandosi anche a fare quella che avrebbe dovuto essere una battuta.


Come le ho detto, sono una persona paziente...

Sicuramente molto più di me. Personalmente mi sarei già mandata ad Azkaban un paio di volte...

Commentò Tisifone, ritrovandosi a sorridere a sua volta, nulla di eclatante o vistoso, solo un leggero inarcare all'insù le labbra in un sorriso autoironico che però contagiava in parte anche lo sguardo.

Oltre al fatto che, con la dolorosa ferita che mi ha inferto, adesso è in debito con me...

Sono già in debito con lei per aver accettato di darmi alcune lezioni. A tal proposito...

Precisò tornando seria, supponendo, a torto, che fosse venuto il momento di discutere della parte pratica dell'incarico come il compenso e il luogo in cui sarebbero avvenute le lezioni.

... mi deve almeno la possibilità di migliorare il mio approccio col sesso femminile. Quindi pensavo... che ne dice di permettermi d'invitarla a cena? Così io affino la mia tecnica di abbordaggio e lei intanto mi spiega meglio tutto ciò in cui vorrebbe migliorare nel campo della difesa contro le arti oscure... naturalmente insisto perché sia io a prepararle la cena, scommetto che non potrà resistere al richiamo dell'Italia...

Sbigottita, esterrefatta, sconvolta, indispettita, preoccupata. Trovare un unico aggettivo con cui descrivere il modo in cui Tisifone accolse quell'invito a cena era pressocchè impossibile. E probabilmente un paio di quelle emozioni furono ben visibili sul suo viso, troppo scioccata per riuscire a mantenere integra la sua maschera di fredda imperturbabilità e sopratutto per poter dare una risposta immediata e possibilmente tagliente. Non era un appuntamento vero o proprio perchè alla fine dovevano semplicemente discutere in maniera più approfondita delle sue esigenze e stilare una sorta di programma di allenamento, ma il fatto che lui l'avesse inviata a casa sua - o almeno supponeva fosse così considerato che si era offerto di prepararle la cena - dava al tutto una veste molto poco formale. Era così disabituata ad avere una vita sociale che non includesse studenti o colleghi che non sapeva come interpretare quella proposta nè come comportarsi. Per non parlare del fatto che la sola idea di restare da sola con un uomo la faceva sentire in colpa e la terrorizzava allo stesso tempo.

Se adesso lasciamo che siano le nostre paure a guidare le nostre azioni allora forse è meglio scivolare nell'Oblio e non riemergere più.

Le disse sarcastica la sua coscienza con la voce melliflua e sibillina di Demetri, riuscendo in quel modo a toglierla dall'impasse. Era giunto il momento che il suo cuore iniziasse ad accettare che non aveva più nessuno a cui rendere conto delle sue azioni e che il suo animo comprendesse che tenere gli uomini a distanza non comportava necessariamente vivere una vita di clausura. Sapeva perfettamente che avrebbe avuto bisogno di tempo per riuscire a porre in essere i buoni propositi che aveva appena formulato ma da qualche parte doveva pure iniziare e quindi perchè non farlo unendo l'utile all'utile?

Che ne dice, miss Samyliak?


Ha proprio deciso di mettere a dura prova la sua virilità Signor Pellegrino - lo canzonò quindi, esibendo un sorriso provocatorio, prima di bere un altro sorso di vodka, accompagnato da un quadratino di pane abbrustolito. - E quando vorrebbe stupirmi con le sue doti culinarie? Ah, spero che lei sia un Master Teacher anche in Pozioni perchè il mio è un palato molto esigente.

Aggiunse ancora divertita, senza rendersi conto che forse per l'altro quel modo di dire di Demetri non avrebbe avuto poi molto senso.
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Messaggioda Noah » 24/06/2013, 20:19

Avrei detto incompreso...

Anche quello, ma solo ogni tanto.
E' che tutti pensano ai Master Teacher come vecchi barbosi con la gotta che non sanno come divertirsi, e per la maggior parte dei casi è davvero così...
- replicò Noah, facendo spallucce con noncuranza mentre Butch, in lontananza, alzava gli occhi al cielo ridacchiando, intento a pulire un bicchiere e a non perdersi nemmeno una parola delle stronzate che sparava Pellegrino - Perciò, quando vedono me, pensano sia una gran presa in giro. La verità è che nessuno si aspetta di dovermi prendere sul serio, ma quando poi le persone frequentano le mie lezioni sono costrette a ricredersi... dovrebbe vedere che facce sconvolte mi sono ritrovato davanti, c'era da sbellicarsi dalle risate!

Aggiunse ridacchiando di gusto e scuotendo il capo, la mente che vagava tra i ricordi di quelle espressioni incredule presenti sui volti di chi, in precedenza, credeva che fosse tutto uno scherzo, che in realtà Noah non fosse davvero in grado d'insegnare ad alti livello, che uno del genere, dal sorriso facile e la battuta pronta, non potesse essere in realtà un serio e professionale Master Teacher... già, farli ricredere era davvero divertente.
La conversazione intanto proseguiva, con un confronto tra i due modi di vedere di Noah e di Tisifone la quale, alla fine, si ritrovò ad ammettere che forse tutti i torti, il ragionamento dell'uomo, non li aveva.

Purtroppo credo che abbia ragione. D'altronde il fine ultimo di un processo di integrazione è riuscire a vivere tutti insieme in pace e armonia ed è sicuramente più semplice e meno pericoloso convincere maghi e streghe del fatto che i babbani non rappresentano un pericolo per la nostra società e il nostro modo di vivere. Anche se, devo ammettere, che non ho mai visto un cellulare e conosco maghi che a tutt'oggi si rifiutano anche solo di guardare la televisione.

Sarei lieto di mostrarle come si usa un cellulare, qualora le interessasse... onestamente non ho mai capito perché ci ostiniamo ad usare ancora i messaggi via gufo quando potremmo usare quegli straordinari ed ingegnosi oggetti babbani e sentirci istantaneamente.
Va bene preservare la propria identità, ma non ha senso rimanere ancorati al passato solo per una puerile presa di posizione...


Commentò lui, grattandosi il mento con aria pensierosa: forse dipendeva molto dal fatto che, essendo Mezzosangue, era cresciuto con entrambe le culture, quella magica e quella babbana, o forse semplicemente aveva una mentalità molto più aperta dei maghi come lui, fatto stava che trovava piuttosto assurdo mantenere quei metodi retrogadi di comunicazione tra le persone quando i babbani, senza magia, avevano inventato metodi molto più istantanei e pratici per potersi mantenere sempre in contatto tra loro.

Allora forse dovrebbe ringraziarli perchè le hanno fatto un dono raro. La maggior parte di noi conduce la propria esistenza senza avere la possibilità di distinguere un calice d'acqua da un topo.

Bella metafora, le piace la Trasfigurazione? - domandò spontaneamente l'italo-americano vista la metafora particolare utilizzata dalla donna - In ogni caso sì, sono piuttosto felice di aver scoperto prima che tipo di persone fossero, anche se questo non mi ha evitato l'amaro in bocca; quando conosci qualcuno da tanto tempo e condividi molte cose con lui pensi di sapere tutto e che niente nelle sue azioni potrebbe mai sorprenderti in negativo... per questo fa ancora più male quando succede, soprattutto se da parte tua c'è sempre stata la volontà di essere onesto e trasparente, in ogni circostanza.

Rifletté l'uomo, perdendosi con lo sguardo per qualche istante nel bicchiere con la vodka ed il succo d'arancia, come immerso in quella riflessione che aveva effettuato ad alta voce, forse anche annoiando o scocciando la sua interlocutrice, chi poteva dirlo; fatto stava che aveva preso in esame la sua personale situazione, ed era stata questa che aveva analizzato e giudicato di conseguenza, una situazione che poteva essere del tutto diversa da quella provata e vissuta dalla donna, ovviamente.
Ma Noah era una persona curiosa oltre che sfacciata, estremamente, e visto che non solo Tisifone sembrava aver bisogno di ripetizioni proprio nella materia insegnata da lui, ma che in più era anche una bella donna con un caratterino tutto da scoprire, Pellegrino si azzardò a farle quella proposta che la lasciò, e questa volta fu impossibile da non notare, sconvolta: un invito a cena, con tanto di cibo preparato in casa da lui appositamente per lei; persino Butch, sentendo le parole dell'uomo, fermò la sua opera di pulizia per lanciare qualche occhiata ai due, forse temendo che la nuova cliente del pub potesse schiantare il suo più assiduo frequentatore in un impeto di fastidio.

Ha proprio deciso di mettere a dura prova la sua virilità Signor Pellegrino.

Il sorriso di Tisifone fece coppia con quello del proprietario del pub, che esalò anche un sospiro di palese sollievo: pub e cliente erano salvi, almeno per il momento.

E quando vorrebbe stupirmi con le sue doti culinarie? Ah, spero che lei sia un Master Teacher anche in Pozioni perchè il mio è un palato molto esigente.

Crede che essere un bravo chef sia un po' come sapersi destreggiare davanti ad un calderone?
Purtroppo niente insegnante di Pozioni, solo Difesa, Erbologia e Storia della Magia... ma me la cavo un po' in tutte le materie, quindi sono certo che non si potrà lamentare della mia cucina.


Replicò Noah, mangiando un'altra fettina di pane con un sorrisetto divertito, sfacciato ma anche affabile, solare. Contagioso, forse. Di sicuro sapeva essere affascinante, come e quando voleva, merito delle sue origini italiane, tra le altre cose.

Mio padre possiede un ristorante, da piccolo ho passato quasi la totalità del mio tempo in cucina... forse non sarò un Pozionista eccellente, ma sono certo di poterla sconvolgere coi miei piatti - aggiunse, sicuro di sé come per ogni aspetto della sua vita - Detto questo... che ne dice di questo Sabato sera? Sempre se non ha impegni più importanti o più piacevoli, naturalmente.

Aggiunse l'uomo, deliziato dalla risposta affermativa di lei, una risposta che sorprese anche Butch a giudicare dalla sua espressione incredula: forse, nella sua mente, stava pensando che quel gran figlio di buona donna di Pellegrino la stava spuntando anche quella volta.

Perché la cena sia perfetta, però, devo conoscere qualcosa sui suoi gusti culinari... mi dica, c'è qualche cibo in particolare che le piace?
Non sia timida, prometto di lanciarmi su qualsiasi piatto mi vorrà indicare!
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