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Lhasa

Messaggioda Monique » 14/06/2013, 23:12

Lhasa (in tibetano "trono di Dio") situata a 3650 m di altitudine nella valle del Kyi Chu, è la principale città del Tibet, territorio fin dal 1750 direttamente o indirettamente controllato dalla Cina (e ora dalla Repubblica Popolare Cinese). Attualmente Lhasa è quindi la capitale della Regione Autonoma del Tibet. Era anche la residenza tradizionale del Dalai Lama.

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Messaggioda Sandyon » 22/11/2019, 22:13

03/03/2114
Zona Magica Segreta
Tibet - Lhasa
Ore 23:00


Successivamente alla scelta delle maledizioni da scagliare sulla malcapitata italiana, così da nutrire la propria futura sorella, Kirie tornò in un profondo sonno.
Apparentemente, l'energia utilizzata per innescare quelle magie oscure aveva messo a tacere la Farfalla Cremisi, donando alla parte in Luce della donna un po' di pace.
Forse c'era un po' di vero o forse anche la corruzione dentro la Nonomiya stava recuperando le forze, questo sarebbe stato scoperto solo quella specifica notte.
Una volta abbandonato Nigel Sykes nella di lui abitazione, la giapponese si smaterializzò, pensando di raggiungere immediatamente il luogo designato per la "creazione".
Ma durante quel processo, l'oblio aveva colto la MagiDottoressa improvvisamente, spingendola a perdere i sensi da un attimo all'altro.

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Quando Kirie riaprì gli occhi, si accorse di possedere la forza e il vigore di una persona dopo un lunghissimo periodo di riposo.
In effetti, ben presto avrebbe scoperto di essersi addormentata per la bellezza di un giorno intero.
La coscienza non riuscì tuttavia a tornare nel pieno delle proprie facoltà a causa della Farfalla che aleggiava attorno alla donna appena sveglia.
Il rumore della pioggia era forte, così come quello dei tuoni in lontananza.
Soffiava un vento piuttosto freddo e l'aria respirata in quel luogo era assai rarefatta, come se si trovasse sulle pendici di una montagna.

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Difatti, una volta recuperata maggiore lucidità, Kirie si accorse di essere all'interno di una grotta.
Sporgendosi verso l'uscita più vicina, avrebbe sgranato gli occhi nel constatare di trovarsi a parecchie centinaia di metri di altitudine.
Era il tunnel di un monte, un tunnel dotato però di una pavimentazione a mattonelle, antiche, ma pur sempre tali.
Dall'altra parte rispetto allo strapiombo nel vuoto, un portone fatto di legno massiccio e finitura di ferro battuto, a distanza di circa quindici metri.
Un ingresso segreto verso il luogo dove, evidentemente, sarebbe dovuta nascere finalmente Nabiki Kurosawa.

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Anche cercando di spingere o tirare quelle manopole pesanti, il portone non si poteva smuovere di un millimetro.
Ma in quel caso, venne in aiuto della donna la Farfalla. Volando lungo tutto il perimetro di quell'ingresso misterioso, lo investì di potere magico.
Tempo cinque secondi e il legno prese a scricchiolare, aprendo finalmente il varco, un varco che dava sul buio totale.
Una volta varcata la soglia e richiuso il portone alle spalle, alcune fiaccole presero immediatamente fuoco.
Poi, due candele si accesero ai lati di uno strano specchio emanante talmente tanta energia da lasciare senza fiato.

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Non era completamente simile alla visione avuta da Kirie, c'erano alcuni dettagli che, effettivamente, non coincidevano.
Una differenza che la Farfalla però non parve cogliere, ma era anche vero che forse ella nemmeno sapesse che tipo di visione avesse avuto la Nonomiya.
La Farfalla le induceva, attraverso il proprio immenso potere oscuro, ma non poteva accedere al risultato prodotto.
Quello era frutto della connessione di Kirie con le Forze dell'Essere, per cui sconosciuto e invisibile per chiunque.
Ma non appena ella mostrò qualche brandello di perplessità e interdizione, una strana voce le rimbombò nella mente.

Ti prego, fidati delle mie parole e non far capire alla tua parte più oscura che c'è un errore.
Posso salvare dalla dannazione perpetua colei che nascerà dai tuoi sacrifici.
Ma per fare questo, ella dovrà prendere forma attraverso questo specchio e nessun altro.
Non tutto è perduto.
Non tutto è condannato.


La Farfalla, intanto, si avvicinò svolazzante nei pressi della superficie increspata dello specchio magico.
Il fuoco delle due candele divenne cremisi come il colore dell'insetto spirituale.
Dopo di che, esso entrò lentamente nell'oggetto magico, come se il vetro fosse fatto di acqua torbida.
Nello stesso istante, la Nonomiya vide della nebbia nera uscire dal proprio corpo e seguire la Farfalla.
Automaticamente, il corpo della donna fu attirato in modo magnetico fino ad arrivare di fronte all'artefatto.

Ora il tuo corpo è completamente assente e privo di corruzione.
L'energia dello specchio l'ha assorbita e adesso la sta convertendo affinché dia potere e forma alla Farfalla Purpurea.
Stai per vedere quello che infine sarà il risultato conclusivo della creazione.
La ragazza che si formerà completamente una volta superato il periodo di nutrizione ed evoluzione.
In altre parole, il viso e il corpo di tua sorella, qualora fosse regolarmente nata.


Quella voce, che sapeva scaldare e cullare l'animo della giapponese, diceva assolutamente il vero.
Pian piano, i contorni presero a delinearsi meglio, i piedi, le caviglie, le ginocchia.
La ricostruzione partiva ovviamente dal basso, perché probabilmente il volto era il fine ultimo più complesso da elaborare.
Il ventre, l'addome, il seno, le spalle, il collo.
Poi il mento... Le labbra, il naso... Le orecchie, gli occhi ed infine i capelli.

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Nabiki Kurosawa, nella sua ipotetica vetta dei 25 anni, se ne stava in piedi di fronte alla sorella maggiore, come una specie di bambola.
No, non emetteva alcuna espressione, non si muoveva, anzi, si comportava esattamente come un riflesso della figura di Kirie.
Se ella muoveva la mano, allora lei faceva lo stesso, così come le gambe e il corpo, ma l'unica cosa che non variava erano le espressioni facciali.
Faceva quasi impressione, probabilmente, ma non era quello il momento per farsi impressionare.
Il rituale doveva proseguire, doveva essere portato a termine, una volta per tutte.

Oramai è quasi finita l'agonia, sorella!


Improvvisamente, Nabiki prese vita, distaccandosi dai movimenti a specchio di Kirie e assumendo una posa propria.
Aveva uno sguardo penetrante ed un mezzo sorriso saputo e consapevole.
Quella però non era ancora la vera Nabiki, perché era possibile percepire sempre la voce della Nonomiya distorta attraverso lo specchio.
Si trattava della Farfalla, la stessa che nella corruzione aveva comunicato con la giapponese fino ad allora, lungo quei giorni di perdizione e peccato.
Ella, con il corpo finale della Kurosawa, fece segno alla MagiDottoressa di avanzare e di entrare anch'essa nello specchio raggiungendola.

Non resta altro che condividere sfumature del tuo essere affinché si imprimano in me e sarò pronta per avere vita!


Non lo fare, aspetta, non subito almeno.
Indietreggia di cinque passi, in questo modo lei non avrà alcuna influenza sui tuoi movimenti.
Le basterebbe averti abbastanza a tiro per spingerti ad avanzare anche contro la tua volontà.
Non immaginerebbe mai che tu sappia come interrompere il legame di costrizione.
Per favore, ti prego, fa' come dico, presto tutto sarà più chiaro...
... È una promessa.


Nel caso in cui Kirie avesse deciso di provare a seguire quelle indicazioni, la Farfalla Corporea dietro lo specchio avrebbe assunto una espressione stizzita e sorpresa.

Che cosa stai facendo?!
Devi terminare il rituale!
Torna subito qui sorella!
... Oh no... No... Che cos'hai attorno a te?!
Non può essere, non puoi essere TU!


"Tu" chi? Domanda lecita, assolutamente, ma la voce aveva promesso risposte e Kirie le avrebbe ricevute, poteva stare tranquilla.
In un attimo, la giapponese dovette perdere nuovamente i sensi, ma per la prima volta in assoluto, fu come addormentarsi serenamente con se stessa.
Al suo risveglio, quasi immediato per altro, indossava un kimono elegantissimo, per altro di suo reale possesso, normalmente usato per le cerimonie importanti.
Stava dentro una tipica abitazione giapponese che dava su una grande terrazza di mattone chiaro.
In lontananza, una figura umanoide se ne stava vicina al parapetto, circondata da tante piccole creature bianche e pelose.

Quel giovane uomo, Amakura, ha fatto bene a riporre le proprie speranze in te.

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In quel luogo sembrava essere nuovamente giorno, questo voleva dire forse che fosse passato altro tempo?
Oppure che Kirie fosse stata sballottata da un'altra parte ancora?
La fitta presenza di nuvole dorate a bassa quota però, suggerivano che quello non fosse affatto un luogo del mondo reale.
Secondo il folklore giapponese, le nuvole dorata si trovavano nel paradiso, la dimora più vicina all'occhio degli dei.
La creatura benevola attese che la Nonomiya si avvicinasse ancora di più, prima di poterle parlare ancora con tranquillità e serenità.

Qui non dovrai temere nessuna influenza negativa.
Grazie per aver ascoltato la mia voce e creduto alle mie parole.
Itsuki ne era assolutamente convinto.
Ha annichilito ogni mio scetticismo.
Sapeva che non saresti mai stata totalmente schiava della corruzione, era certo che la tua Luce non potesse essere spenta del tutto.


Le volpi spirito le girarono attorno e poi girarono attorno a Kirie, osservandola, annusandola qua e là, curiose e mansuete.

Immagino sarai molto confusa ed avrai diverse domande.
Cercherò di rispondere ad ognuna di esse.
Ma non avremo tempo infinito, questo luogo sacro alla lunga rischia di intaccare la tua anima e costringerla ad ascendere fino all'abbraccio di Amitābha.
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Messaggioda Kirie » 25/11/2019, 16:38

2114年 3月 3日
Zona Magica Segreta - Lhasa (Tibet)
Ore 23 Minuti 00


Quando Kirie aveva ripreso conoscenza dopo il lungo sonno in cui era caduta, la figura di Nigel Sykes rimaneva stesa sul divano, addormentata, nella beata ignoranza di quanto era realmente successo. Lo sguardo della Nonomiya non era sceso nemmeno una volta a contemplare la figura dell'uomo disteso, apparentemente perché poco le interessava del MagiDottore. Lo sguardo della giovane donna orientale era vacuo, come perso, distante, in un mondo completamente diverso. Si era vestita senza dire un fiato, autonomamente, aveva preso le sue cose e se ne era andata, lasciandosi indietro molti dubbi e molti interrogativi. Nulla però sembrava avere più valore per Kirie, se non la missione che ormai si accingeva a compiere. Far nascere sua sorella aveva richiesto non pochi sacrifici da parte della Kurosawa, che li aveva compiuti pur di riavere indietro l'amata Nabiki. Quando chiuse gli occhi per concentrarsi nella smaterializzazione era sicura che li avrebbe riaperti subito, trovandosi nel luogo in cui la Farfalla voleva che ella andasse. Ma quando ciò avvenne, essa si ritrovò all'interno di una grotta, distesa per terra, come se in realtà avesse dormito un altro giorno intero.

... Acqua... Terra...

Il rumore della pioggia scrosciante le entrava dentro, come un tamburo che picchettava costantemente nel suo animo, mentre la nuda terra, fredda, rocciosa le faceva da appoggio per tutto il corpo, abbracciandola come una madre nel tentativo di cullare il figlio prediletto. Si alzò in piedi a fatica, ma una volta rimessa su Kirie si rese conto di quanto si sentisse bene, fresca e riposata. Si guardò intorno, alla ricerca di un posto dove andare, stringendosi le braccia intorno al corpo per tentare di scaldarsi almeno un po'. Sarebbe stato logico estrarre la bacchetta e usarla per scaldarsi, ma la coscienza di Kirie era rimasta in parte sopita, sconfitta dal male che aveva provocato, quasi del tutto compromessa dall'oscurità. Essa brillava di Luce propria, ma quella Luce non era abbastanza forte per spazzare via le tenebre che la circondavano.
Non aveva fame, non aveva sete, ma solo freddo e quel freddo la accompagnò lungo tutto il tragitto che la portò di fronte ad un grosso portone a doppia anta, dietro il quale vi era il luogo dove finalmente sarebbe nata la sua Nabiki. L'istinto le disse che avrebbe dovuto aprirlo, ma nonostante i suoi tentativi quel portone rimase chiuso e del tutto inespugnabile. Fu la Farfalla a soccorrere la Nonomiya, praticando un campo magico tale da spingere le due ante ad aprirsi, permettendo così alla Kurosawa di entrare finalmente nel luogo della nascita. Uno specchio troneggiava in mezzo ad un'immensa sala, come nella sua visione, ma era il resto che non quadrava, il resto che non corrispondeva ai dettagli. La giovane donna orientale si stranì, tuttavia una voce che solo la sua coscienza ancora in Luce poteva sentire la spinse a promettere di non dire nulla.

Ti prego, fidati delle mie parole e non far capire alla tua parte più oscura che c'è un errore.
Posso salvare dalla dannazione perpetua colei che nascerà dai tuoi sacrifici.
Ma per fare questo, ella dovrà prendere forma attraverso questo specchio e nessun altro.
Non tutto è perduto.
Non tutto è condannato
.


Un bagliore fu l'unica risposta che provenne dall'animo di Kirie, mentre ella alzava il proprio sguardo verso la voce, non riuscendo a comprendere da dove provenisse. Quella reale invece sbatté solo due volte le palpebre, cercando di dissimulare la sorpresa che provava. Fu semplice da un certo punto di vista, perché ella si trovava ancora sotto il controllo della Farfalla Purpurea, anche se ancora per poco. L'insetto spirituale si mosse, sfuggendo dal corpo della Kurosawa per entrare all'interno della superficie riflettente dello specchio. Fu come attraversare uno specchio d'acqua, dalle increspature che si formarono sotto gli occhi della giapponese. Poi, a seguire, una nube nera si levò in aria dal corpo di Kirie, raggiungendo il punto nel quale era sparita la Farfalla. Stranamente, non appena ciò avvenne, la Nonomiya si sentì liberata di un grosso peso ed anche la sua Luce Interiore poté respirare meglio, non vedendo più così tanta oscurità intorno a sé.

Ora il tuo corpo è completamente assente e privo di corruzione.
L'energia dello specchio l'ha assorbita e adesso la sta convertendo affinché dia potere e forma alla Farfalla Purpurea.
Stai per vedere quello che infine sarà il risultato conclusivo della creazione.
La ragazza che si formerà completamente una volta superato il periodo di nutrizione ed evoluzione.
In altre parole, il viso e il corpo di tua sorella, qualora fosse regolarmente nata.


La giovane donna orientale non riusciva a staccare gli occhi dallo specchio, dove la figura di Nabiki Kurosawa finalmente stava prendendo una forma. Seguiva ogni linea, ogni colore, ogni forma come se ne andasse della sua stessa vita, catturata e al tempo stesso commossa di vedere come sarebbe diventata Nabiki se solo sua madre non avesse provato così tanti sentimenti scellerati. Il cuore le si stava spaccando dal dolore di non averla potuta stringere fra le braccia per tutti quegli anni, per averne dimenticato il suo ricordo, per aver mancato alla promessa che le aveva fatto. Lacrime uscirono fuori dagli occhi di Kirie, ma non da quelli della sorella, che rimase completamente priva di espressioni.
Sollevò una mano, la Kurosawa, per asciugarsi una lacrima fugace e lo stesso fece il suo riflesso nello specchio. Allora spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio e stessa sorte accadde alla ciocca riflessa. Nabiki al momento era come lei, un'automa che eseguiva i gesti voluti e pensati da qualcun'altro, ma tutto ciò era destinato a cambiare molto presto, quando la forma riflessa nello specchio prese finalmente vita.

Oramai è quasi finita l'agonia, sorella!


La voce proseguiva a rimanere quella di Kirie, ma distorta da qualcosa, segno che la nascita della ragazza non si era ancora compiuta del tutto.

Non resta altro che condividere sfumature del tuo essere affinché si imprimano in me e sarò pronta per avere vita!


Stava per farlo. Allungò la mano, per toccare la superficie dello specchio, pronta a dare alla Farfalla ciò che essa voleva. Ma la voce misteriosa, ancora una volta, la fermò dal commettere una sciocchezza, parlando direttamente all'anima di Kirie dove ella ascoltava, aspettando solo un segno per poter salvare la sorella dalla dannazione eterna.

Non lo fare, aspetta, non subito almeno.
Indietreggia di cinque passi, in questo modo lei non avrà alcuna influenza sui tuoi movimenti.
Le basterebbe averti abbastanza a tiro per spingerti ad avanzare anche contro la tua volontà.
Non immaginerebbe mai che tu sappia come interrompere il legame di costrizione.
Per favore, ti prego, fa' come dico, presto tutto sarà più chiaro...
... È una promessa.


La forza che sentì provenire da quelle parole, la convinse a credere a quel legame spirituale che si era creato fra lei e la voce misteriosa. Kirie indietreggiò, prima di un passo, poi di un altro, poi di un altro ancora, scoprendo quanto fosse semplice riuscire a riottenere il controllo della propria volontà. Lo sguardo di Nabiki si deformò di stupore, incredulità e rabbia quando vide ciò che la Nonomiya stava facendo. Invece che avvicinarsi, ella si era ritirata esattamente di cinque passi, fissandola da lontano e al di fuori della sua influenza mentale.

Che cosa stai facendo?!
Devi terminare il rituale!
Torna subito qui sorella!
... Oh no... No... Che cos'hai attorno a te?!
Non può essere, non puoi essere TU!


Non sapeva di cosa stesse parlando la Farfalla, perché in quel preciso istante Kirie perse di nuovo i sensi, ma questa volta come se si stesse addormentando nel più sereno e tranquillo dei sonni. Quando li riaprì ella si trovava in un luogo diverso, caldo, luminoso: non riconosceva la stanza dove si trovava, non riconosceva niente a parte il kimono che aveva indosso, lo stesso di pregiata fattura che ancora oggi conservava, con estrema cura. Le spalline le erano scese in basso, rivelando la pelle candida, lo sguardo era perso, un po' spaesato, specie quando di posò su una figura mai vista prima di allora, il cui sguardo però esprimeva solo dolcezza e tranquillità.

Quel giovane uomo, Amakura, ha fatto bene a riporre le proprie speranze in te.

Amakura... Kun?

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In un primo momento le fu difficile comprendere cosa c'entrasse Itsuki. Credeva di dover conoscere la risposta, ma dopo qualche secondo Kirie dovette arrendersi con sé stessa ed ammettere di non sapere di cosa stesse parlando quella strana creatura. Scosse la testa, si alzò in piedi, si avvicinò meglio ad essa, facendo un breve inchino. Ma la perplessità nel suo sguardo era tanta, solo che ella non osava ancora fare domande, non sapendo bene con chi stesse parlando e come dovesse rivolgersi a lei. Il particolare di nuvole dorate le attraversò per qualche istante gli occhi, facendole saltare il cuore in gola al pensiero di dove potesse trovarsi.

Qui non dovrai temere nessuna influenza negativa.
Grazie per aver ascoltato la mia voce e creduto alle mie parole.
Itsuki ne era assolutamente convinto.
Ha annichilito ogni mio scetticismo.
Sapeva che non saresti mai stata totalmente schiava della corruzione, era certo che la tua Luce non potesse essere spenta del tutto.


Si inginocchiò silenziosa di fronte alla strana figura, lasciando che le volpi spirito si avvicinassero a lei, annusandola.

Immagino sarai molto confusa ed avrai diverse domande.
Cercherò di rispondere ad ognuna di esse.
Ma non avremo tempo infinito, questo luogo sacro alla lunga rischia di intaccare la tua anima e costringerla ad ascendere fino all'abbraccio di Amitābha.


Sapeva di trovarsi... In Paradiso. O comunque nel luogo più vicino ad esso. Le nuvole, le volpi, quella strana luce che rendeva tutto così puro, così innocente, così candido. Si sentiva purificata, priva di qualunque peccato Kirie, ma non poteva essere, non dopo quello che aveva fatto per far nascere sua sorella. C'erano però domande più urgenti da fare alla donna misteriosa, domande che esigevano una risposta per comprendere cosa stesse accadendo.

Perché voi mi parlate in questo modo?
Chi siete?
Che cosa ha a che fare Amakura-kun con tutto ciò?
Vi prego di darmi una risposta... Sono così confusa, non riesco a capire nonostante mi stia sforzando...
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Messaggioda Sandyon » 25/11/2019, 21:55

Immagino sarai molto confusa ed avrai diverse domande.
Cercherò di rispondere ad ognuna di esse.
Ma non avremo tempo infinito, questo luogo sacro alla lunga rischia di intaccare la tua anima e costringerla ad ascendere fino all'abbraccio di Amitābha.


Sì, Kirie aveva compreso bene, si trovava in una zona considerabile come il Paradiso.
Uno dei tanti aspetti di esso, almeno, inteso come dimensione di un oltre mondo sconosciuto e inconoscibile, non per le anime vive.
Quelle nuvole dorate fluttuavano lente e l'aria respirata sembrava riempire i polmoni di vera e propria beatitudine.
La figura misteriosa davanti alla giapponese sembrava conoscerla perfettamente, così come aveva ammesso placidamente di conoscere altrettanto bene Itsuki Amakura.
La Nonomiya aveva poco tempo a disposizione, doveva porre le proprie domande e in fretta.

Perché voi mi parlate in questo modo?
Chi siete?
Che cosa ha a che fare Amakura-kun con tutto ciò?
Vi prego di darmi una risposta... Sono così confusa, non riesco a capire nonostante mi stia sforzando...


Non esiste sforzo solitario che possa portarti alla verità, ma ti aiuterò lungo il cammino, così sarai in grado di raggiungerla.

Sorrise calma, quella donna dalle sacre fattezze e il colore dei capelli albino.
Le volpi interruppero il loro giocare e vorticare attorno alla giapponese, tornando più vicine alla loro padrona.
Alla destra della terrazza, un ponte di legno lunghissimo e adatto al passeggio di due persone fianco a fianco.
Kirie venne invitata a camminare vicino alla interlocutrice ancora senza nome.
Evidentemente dovevano raggiungere un altro luogo, oltre che la famosa verità.

Durante il primo incontro con la parte corrotta di te, ascoltasti un racconto, se ben ricordi.
La trasformazione dell'anima di tua sorella, corrotta e imprigionata nel tuo spirito, in una creatura molto più pericolosa, ad opera di un Nue.
Egli aveva permesso ad una Yako, prossima alla morte, di fondersi con tua sorella, così da proseguire a vivere e far fiorire in lei la pura matrice del male.
Ciò che però è stato omesso nel racconto è che il Nue pose una condizione in riscatto per quel favore: voleva uccidere e divorare la Zenko, sorella della Yako.
La Yako, provando desiderio di vendetta verso la Zenko, dato che l'aveva ridotta in fin di vita, accettò subito di condividere l'ubicazione della creatura, senza rimorso.


Parola dopo parola, Kirie poteva finalmente rievocare quel racconto sentito dalla se stessa in versione oscura, durante il sesso avuto con Jean-Drew.

Ho maledetto così tanto la mia sorte che la mia voce è stata udita da Creature ben al di sopra del para normale.
Durante i tuoi viaggi in Giappone la mia essenza è stata recepita da un Nue, nella notte.
Egli, colpito dalla mia crescente negatività maturata, mi fece un dono di buon auspicio a seguito delle mie preghiere.
Volevo a tutti i costi liberarmi, presto o tardi e lui mi propose di unirmi indissolubilmente ad uno Spirito in fin di vita, una Yako.
Ella, in una lotta intestina con una sua sorella Zenko aveva avuto la peggio ed era pronta a spirare definitivamente.
La Yako disse al Nue che pur di continuare ad esistere e portare scompiglio avrebbe accettato anche di unirsi passivamente a qualcun altro.
Fui ben contenta di accettare la comunione di anime con la Yako e per questo il mio rango soprannaturale salì vertiginosamente.
Il Nue mi disse che il mio compito sarebbe stato quello di aspettare il momento propizio per agire.
Presto o tardi la barriera dentro di te che bloccava i tuoi poteri sarebbe stata abbattuta, in un modo o nell'altro.
Se fossi rimasta semplicemente una Yurei, mi avresti potuta esorcizzare e liberarti per sempre di me come nulla fosse.
Ma con i poteri guadagnati dalla comunione con la Yako, ora posso minacciarti di ottenere il controllo sul tuo corpo.
In questo modo, hai soltanto una soluzione per distaccarti da me e riavere la tua vita meravigliosa con il tuo compagno odioso.
... Far sì che io abbia un mio involucro e che possa ottenere quella vita che mi fu strappata via ben 25 anni fa.


Al tempo probabilmente ci aveva posto pochissima attenzione, essendo troppo attenta ed orientata alla salvezza della parente perduta.
Ma ora tutto tornava ad avere un senso, tutto iniziava a diventare sempre più inquietante, sempre più chiaro e di allarme.
Nabiki, una volta uscita dallo specchio, sarebbe stata non una semplice ragazza, bensì un'umana fusa spiritualmente con una creatura mitologica giapponese malevola.
Adesso si spiegava come aveva fatto la Farfalla a veicolare le scelte, i gesti, le frasi di Kirie fino ad allora sia con J.D., che Theo e Dwight, per non parlare di Nigel.
Ecco com'era stato possibile effettuare delle maledizioni così potenti e strepitose, comunemente impossibili per una semplice anima condannata.

... Come ben ricorderai, la protezione della famiglia Kurosawa non è una semplice questione di difesa da parte di una famiglia.
Gli Amakura, stringendo in antichità un patto e una promessa di salvaguardia, ottennero attraverso un rituale ancestrale un piccolo dono di preveggenza.
Tale preveggenza, donata proprio dal potere Divinatorio dei Kurosawa, avrebbe permesso loro di intuire, tramite il Settimo Senso, come aiutare un Kurosawa in pericolo.
Ebbene... La notte che il Nue in forma fisica si diresse verso la Zenko in cerca di pasto, Itsuki Amakura ebbe una visione.
In quella visione, gli venne rivelato che la salvezza della Zenko avrebbe potuto significare la salvezza di Kirie Kurosawa, pur non sapendo esattamente come e perché.


Proseguivano a camminare lungo il ponte, con sotto un grandissimo e vasto lago calmo e fermo come una tavola d'olio.

... La visione gli suggerì dove dirigersi e quando arrivo sul posto, il Nue aveva ormai quasi terminato il proprio compito.
La Zenko se ne stava indebolita e ferita a terra, pronta per essere mangiata.
Ma il valoroso Amakura sfidò il Nue, conscio del fatto che nella sua forma fisica egli non potesse attingere alla totalità dei propri poteri.
Fu uno scontro sanguinoso e terribile, ma alla fine, il Demone Ignis ebbe la meglio, scacciando via definitivamente il pericoloso predatore.
Si avvicinò alla Zenko e chiese lei come fosse possibile che Kirie Kurosawa c'entrasse con quel salvataggio...
... Ella gli rispose che era l'unica in grado di sfruttare il proprio potere per insinuarsi nello spirito della giapponese e suggerirle come non cadere nella trappola della Yako.
Purtroppo però, era davvero tanto indebolita e prossima a scomparire, incapace dunque di poter fare qualsiasi cosa.
C'era solamente una possibilità per far sì che non ancora tutto fosse perduto: l'Amakura avrebbe dovuto cedere parte della propria energia vitale alla Zenko.
La creatura però lo avvertì che quel sacrificio fosse irreversibile ed era anche possibile che nonostante il tentativo di lei, per Kirie non ci fosse nulla da fare.
Nel caso in cui la Kurosawa fosse stata troppo vittima della corruzione e dell'oscurità, nemmeno la voce della Zenko avrebbe potuto trarla in salvo all'ultimo momento.
... Ma Itsuki le disse di non sottovalutare mai la Luce di Kirie, la tua Luce, perché ella sapeva brillare anche nella notte più buia e oscura.
Così, la Zenko prese la mano dell'uomo e gli sottrasse il corrispettivo di cinque anni di vita, recuperando forza e vitalità.
Adesso poteva provare a raggiungere la donna vittima del risentimento maligno e starle accanto fino al secondo prima della creazione della sorella.
Il Demone Ignis aveva perfettamente ragione, nell'attimo in cui ho cercato di comunicare con te, hai saputo rispondere alle mie parole.
Nonostante la tua anima sia stata più volte colpita da molteplici corruzioni, è riuscita a resistere dal convertirsi definitivamente al male.


La figura interruppe il proprio cammino, avevano appena attraversato il ponte e raggiunto una zona di verde giardino.
Una grossa struttura simile ad una torre dalle fattezze architettoniche giapponesi antiche se ne stava poco lontana, con il portone chiuso.
Calò il silenzio, un silenzio desiderato affinché Kirie potesse assorbire quel lungo ed articolato discorso.
Le volpi ripresero a girare attorno alla giapponese, agitando le code luminose di una strana fiamma azzurra.
Oramai era chiaro e lampante che l'identità della creatura padrona di quegli animali divini fosse...

... Esatto, io sono quella Zenko, Kirie Kurosawa, anzi, chiedo perdono, Nonomiya.

Perché Itsuki non le aveva confessato la verità in precedenza?
Sapeva tutto quanto eppure aveva scelto di rimanere nel silenzio.
Forse era stata la stessa Zenko a chiedergli di non farlo.
Oppure sapeva che parlando, avrebbe messo in allarme la Farfalla.
Se la Yako si fosse accorta della sorella rinata, probabile che il piano di salvataggio potesse fallire molto più facilmente.

Lo specchio della tua visione avrebbe portato alla nascita di tua sorella esattamente come ella desidera.
Ho volutamente alterato il tuo trasporto magico fino ad un altro specchio che servirà a limitare i danni della corruzione in lei.
Sarò sincera con te: non è più possibile purificare l'anima di Nabiki, la Farfalla Cremisi e la Yako hanno agito fin troppo profondamente.
Però grazie alla tua collaborazione potrò far sì che l'entità che uscirà da quella superficie magica non sia malvagità concentrata e totale.
Itsuki sapeva che permettere un aiuto di questo tipo avrebbe posto un margine al tuo malessere e ai tuoi sensi di colpa, equivalente a risparmiarti dolore e rimorso eterni.
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Messaggioda Kirie » 26/11/2019, 23:32

Non esiste sforzo solitario che possa portarti alla verità, ma ti aiuterò lungo il cammino, così sarai in grado di raggiungerla.

Lo sguardo confuso di Kirie si abbassò appena, come segno di assenso e gratitudine per la parole confortanti della sconosciuta. Non aveva idea del perché e del come fosse arrivata lì, ma poteva stare certa di non essere morta, in quanto la stessa creatura misteriosa le confermò che la sua anima fosse ancora lì, attaccata al suo corpo terreno. La giovane donna orientale si alzò in piedi, seguendo l'altra mentre le volpi, di un colore candido, giravano qua e là, accompagnando quella bellissima creatura come spiriti guardiani. Il suo pensiero venne rivolto ancora una volta ad Itsuki, colui a cui doveva, a quanto pare, quell'incontro. Mille domande scorrevano nella sua mente, ma ella non osò fiatare, camminando al fianco della splendida donna-volpe, in attesa che fosse ella a decidersi a parlare.

Durante il primo incontro con la parte corrotta di te, ascoltasti un racconto, se ben ricordi.
La trasformazione dell'anima di tua sorella, corrotta e imprigionata nel tuo spirito, in una creatura molto più pericolosa, ad opera di un Nue.
Egli aveva permesso ad una Yako, prossima alla morte, di fondersi con tua sorella, così da proseguire a vivere e far fiorire in lei la pura matrice del male.
Ciò che però è stato omesso nel racconto è che il Nue pose una condizione in riscatto per quel favore: voleva uccidere e divorare la Zenko, sorella della Yako.
La Yako, provando desiderio di vendetta verso la Zenko, dato che l'aveva ridotta in fin di vita, accettò subito di condividere l'ubicazione della creatura, senza rimorso.


Ascoltare quella storia orribile per l'ennesima volta avrebbe dovuto suscitare in Kirie sentimenti di disperazione, tristezza, dolore e profonda rabbia nei confronti di colei che aveva permesso tutto ciò. Sua madre si era macchiata di un crimine orribile, dimostrandosi priva di ogni scrupolo pur di ottenere il prestigio ed il potere che tanto desiderava. Ogni sentimento negativo però era bandito da quel mondo, come Kirie scoprì ben presto. Non sentiva il suo cuore piegarsi dal dolore né l'animo riempirsi di furia vendicativa nei confronti di colei che le aveva dato la vita, non provava nulla a parte una profonda calma interiore. Era consapevole che la Zenko le stesse ricordando qualcosa di terribile, ma l'orrore non riusciva a raggiungere l'animo ormai in piena Luce della Nonomiya, che proseguì a camminare in silenzio.

.. Come ben ricorderai, la protezione della famiglia Kurosawa non è una semplice questione di difesa da parte di una famiglia.
Gli Amakura, stringendo in antichità un patto e una promessa di salvaguardia, ottennero attraverso un rituale ancestrale un piccolo dono di preveggenza.
Tale preveggenza, donata proprio dal potere Divinatorio dei Kurosawa, avrebbe permesso loro di intuire, tramite il Settimo Senso, come aiutare un Kurosawa in pericolo.
Ebbene... La notte che il Nue in forma fisica si diresse verso la Zenko in cerca di pasto, Itsuki Amakura ebbe una visione.
In quella visione, gli venne rivelato che la salvezza della Zenko avrebbe potuto significare la salvezza di Kirie Kurosawa, pur non sapendo esattamente come e perché.


Quanto era stata sciocca a non rendersi conto prima dell'importanza che Itsuki aveva nella propria vita? L'Amakura l'aveva protetta, a discapito di qualunque sentimento egli potesse provare nei suoi confronti, adempiendo ad un dovere che non gli apparteneva se non per una promessa fatta dalle loro nonne nei tempi andati. Una mano sul petto, ma esso non si strinse per i sensi di colpa, al contrario: lo sentì allargarsi di profonda gratitudine ed immenso amore nei confronti del cugino, colui che prima di chiunque altro aveva cercato di salvare la sua vita persino quando essa non era ancora stata messa in pericolo.

... La visione gli suggerì dove dirigersi e quando arrivo sul posto, il Nue aveva ormai quasi terminato il proprio compito.
La Zenko se ne stava indebolita e ferita a terra, pronta per essere mangiata.
Ma il valoroso Amakura sfidò il Nue, conscio del fatto che nella sua forma fisica egli non potesse attingere alla totalità dei propri poteri.
Fu uno scontro sanguinoso e terribile, ma alla fine, il Demone Ignis ebbe la meglio, scacciando via definitivamente il pericoloso predatore.


Il Demone Ignis?
Perché chiamate Amakura-kun in questo modo?


Si dispiacque molto di aver interrotto il discorso della creatura, ma quel soprannome, così strano, necessitava di un risposta. Kirie era a conoscenza dell'appartenenza di Itsuki alla Gilda Ignis, un Fuoco che scaldava e bruciava a seconda dell'uso che faceva del proprio elemento. Aveva provato quello stesso Fuoco sulle proprie labbra, durante quell'unico bacio che egli aveva osato darle, un bacio che avrebbe tanto voluto ricambiare se il suo cuore non fosse stato già in parte occupato dalla presenza di Hank Muscle. Dopo aver ricevuto risposta, la donna misteriosa proseguì il suo discorso, terminando la spiegazione che tanto la Kurosawa desiderava.

Si avvicinò alla Zenko e chiese lei come fosse possibile che Kirie Kurosawa c'entrasse con quel salvataggio...
... Ella gli rispose che era l'unica in grado di sfruttare il proprio potere per insinuarsi nello spirito della giapponese e suggerirle come non cadere nella trappola della Yako.
Purtroppo però, era davvero tanto indebolita e prossima a scomparire, incapace dunque di poter fare qualsiasi cosa.
C'era solamente una possibilità per far sì che non ancora tutto fosse perduto: l'Amakura avrebbe dovuto cedere parte della propria energia vitale alla Zenko.


Nel sentire quelle parole, l'incedere della donna orientale si arrestò di colpo, mentre ella portava una mano sulle labbra. Era sgomenta, ma dimostrava sorpresa, era agitata, ma sembrava serena. Non poteva Itsuki aver ceduto parte della sua energia vitale, perché questo avrebbe significato ridurre la propria vita, di chissà quanto tempo. Un sacrificio troppo enorme perché Kirie potesse mai chiedergli di compierlo.

La creatura però lo avvertì che quel sacrificio fosse irreversibile ed era anche possibile che nonostante il tentativo di lei, per Kirie non ci fosse nulla da fare.
Nel caso in cui la Kurosawa fosse stata troppo vittima della corruzione e dell'oscurità, nemmeno la voce della Zenko avrebbe potuto trarla in salvo all'ultimo momento.
... Ma Itsuki le disse di non sottovalutare mai la Luce di Kirie, la tua Luce, perché ella sapeva brillare anche nella notte più buia e oscura.
Così, la Zenko prese la mano dell'uomo e gli sottrasse il corrispettivo di cinque anni di vita, recuperando forza e vitalità.
Adesso poteva provare a raggiungere la donna vittima del risentimento maligno e starle accanto fino al secondo prima della creazione della sorella.
Il Demone Ignis aveva perfettamente ragione, nell'attimo in cui ho cercato di comunicare con te, hai saputo rispondere alle mie parole.
Nonostante la tua anima sia stata più volte colpita da molteplici corruzioni, è riuscita a resistere dal convertirsi definitivamente al male.


Ma a quale prezzo?
Amakura-kun ha rinunciato a cinque preziosi anni della sua vita... Per salvare voi e per salvare me.


... Esatto, io sono quella Zenko, Kirie Kurosawa, anzi, chiedo perdono, Nonomiya.

Volente o nolente, nelle mie vene scorre il sangue dei Kurosawa.
Questa è ciò che sono, Nonomiya è solo un nome che utilizzo per rimanere al sicuro...


Ma evidentemente non bastava. Evidentemente Itsuki aveva dovuto rinunciare alla propria energia vitale per aiutarla, anche quando ella ancora non sapeva di essere in pericolo. Si voltò a fissare l'acqua al di sotto del ponte: la superficie era calma, era piatta, come i sentimenti e le emozioni che la Nonomiya non riusciva a far venire fuori, influenzata da quel luogo fin troppo vicino al Paradiso. Di nuovo la riconoscenza e l'amore erano gli unici sentimenti permessi in quel sacro luogo, ma ella sapeva che, una volta risvegliata, l'angoscia ed il senso di colpa avrebbero di nuovo fatto parte di sé, spingendola ad un confronto con il cugino.
Avrebbe voluto a sua volta rinunciare a cinque anni della propria vita per ridarli indietro all'Ignis, ma era convinta la giovane donna che Itsuki non avrebbe mai accettato, generoso com'era. Una lacrima commossa sfuggì dagli occhi della giapponese, cascando giù su quella superficie d'acqua perfetta ed increspandola in diverse onde. Gli sarebbe stata eternamente riconoscente, di questo ne era profondamente certa.

Lo specchio della tua visione avrebbe portato alla nascita di tua sorella esattamente come ella desidera.
Ho volutamente alterato il tuo trasporto magico fino ad un altro specchio che servirà a limitare i danni della corruzione in lei.
Sarò sincera con te: non è più possibile purificare l'anima di Nabiki, la Farfalla Cremisi e la Yako hanno agito fin troppo profondamente.
Però grazie alla tua collaborazione potrò far sì che l'entità che uscirà da quella superficie magica non sia malvagità concentrata e totale.
Itsuki sapeva che permettere un aiuto di questo tipo avrebbe posto un margine al tuo malessere e ai tuoi sensi di colpa, equivalente a risparmiarti dolore e rimorso eterni.


... Ho già mancato ad una promessa e questo creerà in me una cicatrice che rimarrà per sempre.
Mia sorella non sarebbe dovuta nascere in questo modo... Avrebbe dovuto avere una vita normale, felice e spensierata.
Sarò per sempre grata ad Amakura-kun per avermi salvata e a voi per aver salvato la mia Nabiki.
Ma il mio senso di colpa ed il mio rimorso mi permetteranno di amare meglio mia sorella e di non abbandonarla mai più.
Aiutarla a conoscere la bontà sarà la mia redenzione per il male che le ho fatto, per la promessa che ho infranto.


Non ci sarebbe stato modo di aiutarla in questo senso, se non lenendo solo in parte ciò che purtroppo la Nonomiya già provava. Quella promessa dimenticata l'aveva vincolata fortemente con la sorella, divenendo nello spirito due persone legate da quelle parole pronunciate poco prima che ella nascesse. Parole il cui vincolo non era stato rispettato e che aveva portato poi a quel disastro, alla morte di Nabiki, alla sua anima usata come recipiente e veicolo di un potere oscuro di cui Kirie, ancora, non era a conoscenza. Ancora adesso ricordava solo a spezzoni cosa fosse accaduto alla sua dolce sorellina e quel rituale, quel rituale barbaro che terrorizzava i suoi sogni da quando ne aveva recuperato il frammento nella memoria.

... A quale scopo Nabiki ha sofferto così tanto?
Per quale ragione nostra madre l'ha sacrificata?
Quali poteri possiedo di cui io non sono a conoscenza?


Si voltò, ponendo quelle domande alla Zenko, l'unica creatura la cui onniscienza avrebbe potuto sapere le risposte. Qualcosa era andato storto nel rituale compiuto da Ouse Kurosawa, ma cosa Kirie ancora non riusciva a capirlo. Un'intromissione, un'interruzione che aveva intrappolato Nabiki per sempre nel suo spirito, impedendole di manifestare i suoi poteri. Cosa fosse accaduto la giovane donna se lo chiedeva da tempo, ma l'influenza della Farfalla aveva posto la sua priorità su altre questioni, più importanti ed urgenti per i suoi scopi.

Ditemi, vi prego, cosa posso fare adesso?
Cosa succederà a Nabiki una volta che sarà nata?
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Messaggioda Sandyon » 07/12/2019, 17:41

La Zenko se ne stava indebolita e ferita a terra, pronta per essere mangiata.
Ma il valoroso Amakura sfidò il Nue, conscio del fatto che nella sua forma fisica egli non potesse attingere alla totalità dei propri poteri.
Fu uno scontro sanguinoso e terribile, ma alla fine, il Demone Ignis ebbe la meglio, scacciando via definitivamente il pericoloso predatore.


Il Demone Ignis?
Perché chiamate Amakura-kun in questo modo?


Kirie interruppe momentaneamente il discorso, ma poteva essere scusate, d'altronde il termine per nominare Itsuki era stato alquanto singolare.
La Zenko non rispose immediatamente, sospirando tra sé con un flebile sorriso saputo e quasi divertito.
Non rideva della Nonomiya, ci mancherebbe, ma non era facile intuire allora da cosa nascesse quell'incurvatura delle labbra.

Credo che la risposta non possa essere articolata in una manciata di secondi.
Terminiamo la conversazione corrente, dopo di che, se vorrai, ti racconterò la Leggenda del Demone Ignis.
D'accordo?


Addirittura una Leggenda?
Era mai possibile che il giovane uomo italo giapponese fosse protagonista di un folklore completamente dedicato a lui?
Kirie purtroppo doveva aspettare, mettendo in un piccolo cassetto l'attuale curiosità e ascoltare il proseguo della storia.
Una storia che successivamente mise ancora più in risalto la figura dello stesso Amakura come individuo pronto a sacrificarsi per lei.
Aveva donato parte della sua vita per garantirle un po' di felicità, per assicurarsi che il senso di colpa nel tempo non la schiacciasse inesorabilmente.

Ma a quale prezzo?
Amakura-kun ha rinunciato a cinque preziosi anni della sua vita... Per salvare voi e per salvare me.


... Esatto, io sono quella Zenko, Kirie Kurosawa, anzi, chiedo perdono, Nonomiya.

Volente o nolente, nelle mie vene scorre il sangue dei Kurosawa.
Questa è ciò che sono, Nonomiya è solo un nome che utilizzo per rimanere al sicuro...


Presto scoprirai che il cognome Nonomiya fa parte di te tanto quanto Kurosawa.
Ciò che avviene per caso spesso è arbitrato da una riconciliazione superiore di significati e destini, ma anche su questo punto torneremo più avanti.


La Zenko doveva snodare matasse su matasse nel corso di quella conversazione, ma sapeva di non avere tutto il tempo desiderato.
La questione più importante riguardava Nabiki, la sorella presto nata dai peccati commessi dalla stessa Kirie, invasa dalla corruzione.
Intanto, comunque, era bene precisare che in nessun caso la futura giovane Kurosawa avrebbe potuto vantare una totale purificazione.
La Farfalla Cremisi si era nutrita di talmente tanta negatività da rendere impossibile un rituale simile.
Questo però non significava perdere ogni speranza.

... Ho già mancato ad una promessa e questo creerà in me una cicatrice che rimarrà per sempre.
Mia sorella non sarebbe dovuta nascere in questo modo... Avrebbe dovuto avere una vita normale, felice e spensierata.
Sarò per sempre grata ad Amakura-kun per avermi salvata e a voi per aver salvato la mia Nabiki.
Ma il mio senso di colpa ed il mio rimorso mi permetteranno di amare meglio mia sorella e di non abbandonarla mai più.
Aiutarla a conoscere la bontà sarà la mia redenzione per il male che le ho fatto, per la promessa che ho infranto.


Non dovrai solo aiutarla a conoscere la bontà.
Tu sarai il mezzo, l'unico recipiente di benevolenza dal quale ella potrà attingere e nutrirsi sia prima della sua creazione, sia successivamente alla nascita.


Un concetto complesso da spiegare, una manovra importante da comprendere al fine di essere pronte per compiere un sacrificio anche più grande di quello di Itsuki.
Kirie non aveva la più pallida di quanto caro fosse il prezzo per rispettare la promessa fatta alla sorella ancora nel grembo della madre.
La Zenko continuava a ricevere quesiti su quesiti, consapevole che chiunque al posto della giapponese avrebbe fatto lo stesso.
Non ci sarebbero state altre occasioni come quella, ergo andava sfruttata al 100%.
Certo era che la verità potesse rivelarsi assai difficile da digerire, anche per una persona forte, figurarsi per lei.

... A quale scopo Nabiki ha sofferto così tanto?
Per quale ragione nostra madre l'ha sacrificata?
Quali poteri possiedo di cui io non sono a conoscenza?


Vostra madre voleva per te un potere Divinatorio ben più grande di qualsiasi altro ottenuto dagli esponenti della famiglia lungo la vostra stirpe.
Il dono della Necromanzia, la capacità di imbrigliare la morte e assoggettarla alle proprie volontà, esplorando i confini tra il tuo mondo e quello delle anime.
Ma per realizzare un tale progetto così ambizioso, ella doveva prima di tutto compiere un rituale oscuro che prevedeva il sacrificio di Nabiki.
La sua morte e il legame di sangue con te avrebbe creato il ponte da poter oltrepassare per raggiungere la Divinazione Proibita.
Tua madre però non prevedeva l'intromissione di una figura che ti voleva bene e che, prima di esalare l'ultimo respiro, aveva intuito cosa volesse fare la figlia.
... Sì, sto parlando di tua nonna. Lei scelse di usare la sua stessa anima come sigillo che isolasse l'oscurità che minacciava di invaderti per sempre.
Decise di restare in forma di spettro e al giusto momento, durante il rituale, si intromise innestandosi nel tuo spirito, respingendo così la maledizione.
Le conseguenze di questo gesto furono molteplici, purtroppo...
I tuoi poteri Divinatori si affievolirono drasticamente, parzialmente corrotti dal rituale ancora prima che si compisse del tutto.
L'anima di Nabiki rimase intrappolata nella tua, in un limbo nascosto, iniziando a crescere e svilupparsi malignamente, nutrendosi solo della maledizione.
Lo spirito di tua nonna restò intrappolato a difesa del tuo, creandole così una prigione che avrebbe continuato a tenerla bloccata fino alla tua morte.


Finito il lungo discorso espresso quasi tutto d'un fiato, la Zenko rimase in silenzio.
Posò una mano sulla spalla della donna, in modo tale che la pace di quel luogo ultraterreno e la sua stessa aura la aiutassero a non soccombere al dolore.
Aveva parlato e detto tutto assieme esclusivamente perché sapeva di poter limitare il dolore interiore della Nonomiya affinché non la rompesse pezzo dopo pezzo.
Era indubbio però che a prescindere quelle parole la portassero a piangere, chiedersi come avesse potuto sua madre permettersi una cosa del genere.
La figura soprannaturale non scese neanche nei particolari della morte della nonna, non volendo aggiungere ora come ora un peso troppo grande se unito agli altri.

Ditemi, vi prego, cosa posso fare adesso?
Cosa succederà a Nabiki una volta che sarà nata?


Uscirà fuori come una neonata, quasi come se l'avessi appena partorita tu stessa.
Dopo di che, le ore corrisponderanno a dei giorni e il suo corpo si formerà settimana dopo settimana.
Trascorsi circa tre mesi, arriverà intorno all'età di 25 anni, dopo di che il suo sviluppo avrà fine e riprenderà temporalmente come qualunque strega.
La Yako, tuttavia, le donerà qualità eccezionali, oltre ad un'indole negativa e corrotta analoga a quella da te vissuta in queste ultime poche ore.
Gli accordi presi con la Farfalla inoltre nutriranno durante i tre mesi la ragazza, per intenderci, sto parlando delle Maledizioni che hai deciso di scagliare.


Non voleva rigirare il coltello nella piaga, ma la Zenko doveva essere quanto più precisa possibile.

Adesso arriviamo al perché ho fatto in modo che la creazione avvenisse presso quello specchio e non il designato dalla tua visione.
Lo specchio voluto dalla Farfalla è uno specchio che semplicemente converte l'energia assimilata in materia e con essa forma anima e corpo in modo artefatto.
Lo specchio dove invece è attualmente intrappolata la Farfalla sfrutta metà di una fonte di energia astratta e metà di una fonte di energia donata consensualmente.
In altre parole, la corruzione aspirata dallo specchio proveniente da te non è stata convertita del tutto, la materia creativa restante dovrà provenire da te.
Ma attenzione, considerando però che c'è la Yako di mezzo, purtroppo il tuo dono non potrà eguagliare il livello di corruzione, ecco perché parlavo di una purificazione marginale.


Nabiki sarebbe stata al 70% Malvagia e al 30% Buona, ereditando per un 20% le doti speciali di una creatura mitologica giapponese vendicativa e potente.

Per far sì che questa partizione positiva possa esserle trasmessa correttamente, dovremo attuare una manovra analoga a quella sviluppata dalla Farfalla Cremisi.
Dovremo dunque dare vita ad alcune benedizioni che si tramuteranno in energia positiva, così che lo specchio possa nutrirsene e usarla per completare l'opera.
Queste benedizioni, per essere ancora più potenti e sicure, non dovranno riguardare altre persone, bensì Nabiki stessa.
La prima di queste benedizioni riguarderà sostanzialmente una specie di trasmissione in materia di gusti, preferenze ed esperienze varie che dovrai donarle.
Purtroppo non potrai decidere arbitrariamente quali siano, esse verranno estrapolate dal tuo spirito e dalla tua anima in maniera confusa e mista.


Ergo, il 30% di Nabiki avrebbe preso in prestito direttamente a Kirie l'autenticità della persona, insomma, proprio al pari di una normale somiglianza tra sorelle.

Ciò coprirà un primo terzo di Luce.
Il secondo ed il terzo, invece, saranno delle benedizioni analoghe alle maledizioni effettuate da te sotto il controllo della corruzione.
Vere e proprie profezie con cui marchierai il destino e il futuro di tua sorella, al fine di contrastare il malessere che possa creare nel mondo.
Dovresti vederli come metodi alternativi affinché il bene possa imporsi sul male pur trovandosi in netto svantaggio su di esso.
Posso garantirti che lei non saprà mai di queste benedizioni, perciò non sarai mai costretta a confessare niente, anzi, dovrai custodire il segreto gelosamente.


Perché qualora Nabiki, prima del compimento delle profezie, avesse cercato un modo per eliminarle o distruggerle, tutto sarebbe andato perduto.

La cattiva notizia è che non hai molto tempo per elaborarle.
La tua energia interiore viene deteriorata di attimo in attimo e ben presto sarai troppo debole per restare qui.
Intanto che rifletti però, potremmo cominciare una profonda meditazione all'interno della quale provvederò ad estrapolare il primo 10%...


La Zenko condusse Kirie fino allo specchio d'acqua vicino alla strana torre ancora chiusa e apparentemente sigillata.
Le chiese di mettersi seduta, denudare i piedi al momento nei tabi, dopo di che la fece sedere con gli arti inferiori immersi nel fiume.
La temperatura, né calda né fredda, abbracciava sia i piedi che la pelle della donna fino a poco sotto il ginocchio.
L'intero corpo della Nonomiya venne irradiato da una sottile aura bianca divina.
La Zenko si posizionò dietro di lei, posandole entrambe le mani sopra la testa.

Chiudi gli occhi e cerca di focalizzarti solamente sulle benedizioni che vorrai eseguire.
Io nel frattempo esplorerò il tuo inconscio e la tua psiche replicando ciò che poi trasmetterai a Nabiki.
Le acque sacre del fiume ristoreranno in parte la tua forza vitale, garantendoti qualche minuto in più su questa dimensione.
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Messaggioda Kirie » 09/12/2019, 22:51

Trovarsi in quel luogo puro e mistico era quanto di meno Kirie potesse aspettarsi nella propria vita. Essere circondata dalla Luce scaldava i sensi, l'anima, il corpo, come un calore che non aveva mai fine e faceva stare bene. Assaporava ogni singolo istante lì la Nonomiya, ma non era semplice farlo quando la verità, di nuovo, veniva espressa dalla Zenko al suo fianco, che parlava raccontando le vicende imbrigliate intorno all'esistenza della giovane donna orientale. Una matassa così complessa, dove erano coinvolti su madre, suo cugino Itsuki, due entità magiche potentissime e non ultimo (ma questo lo avrebbe scoperto solo dopo) sua nonna.
Quando la donna volpe nominò Itsuki appellandosi a lui come Demone Ignis, tutta l'educazione che aveva appreso la Kurosawa venne tralasciata di fronte allo stupore. Fu quasi costretta ad interrompere la Zenko, chiedendole per quale motivo avesse definito suo cugino un Demone. Ma la spiegazione avrebbe dovuto attendere momenti migliori, dal momento che il tempo scorreva e l'anima della giapponese rischiava di staccarsi sempre di più dal corpo della giovane donna.

Volente o nolente, nelle mie vene scorre il sangue dei Kurosawa.
Questa è ciò che sono, Nonomiya è solo un nome che utilizzo per rimanere al sicuro...


Presto scoprirai che il cognome Nonomiya fa parte di te tanto quanto Kurosawa.
Ciò che avviene per caso spesso è arbitrato da una riconciliazione superiore di significati e destini, ma anche su questo punto torneremo più avanti.


Avrebbe voluto, come prima, interrompere la donna, ma si trattenne dal farlo perché aveva compreso che il tempo era poco e le spiegazioni erano ancora tante da ascoltare.

Ma il mio senso di colpa ed il mio rimorso mi permetteranno di amare meglio mia sorella e di non abbandonarla mai più.
Aiutarla a conoscere la bontà sarà la mia redenzione per il male che le ho fatto, per la promessa che ho infranto.


Non dovrai solo aiutarla a conoscere la bontà.
Tu sarai il mezzo, l'unico recipiente di benevolenza dal quale ella potrà attingere e nutrirsi sia prima della sua creazione, sia successivamente alla nascita.


Farei qualunque cosa per lei... Anche sacrificare me stessa pur di restituirle questi ultimi ventiquattro anni di vita...

Per fortuna non le veniva richiesto un simile prezzo da pagare per scontare i crimini commessi nei confronti di Nabiki. Ma certo la Kurosawa non sarebbe venuta meno ai propri doveri, amando ed accudendo sua sorella come se lei non fosse affatto malvagia, come se non fosse stata corrotta dal male. Il dolore provato dalla sua anima non avrebbe mai saputo come alleviarlo, ma ci avrebbe provato, in tutti i modi, facendole comprendere che lei, che la sua Onee-san, sarebbe sempre stata lì per lei, in ogni momento. Non sapeva Kirie se l'amore avrebbe potuto curare le ferite inflitte a sua sorella, ma ci avrebbe provato con tutta sé stessa, come aveva provato in passato a curare Nigel Sykes con i propri sentimenti, genuini e spontanei.
Riflettendosi sulla superficie di quel limpido fiume, Kirie pose una domanda molto particolare alla Zenko, chiedendole a cosa era servito il sacrificio involontario di sua sorella, cosa bramasse così tanto sua madre da uccidere addirittura il proprio stesso sangue. Conosceva molto bene la sua nota sete di potere, ma non aveva mai creduto possibile che potesse spingersi così tanto lontano. Anzi, forse era meglio dire che ne fosse sempre stata cosciente, ma la sua coscienza era stata messa a tacere dalla stessa Ouse, che aveva obliviato la figlia per impedirle di ricordare il terribile misfatto compiuto.

Per quale ragione nostra madre l'ha sacrificata?
Quali poteri possiedo di cui io non sono a conoscenza?


Vostra madre voleva per te un potere Divinatorio ben più grande di qualsiasi altro ottenuto dagli esponenti della famiglia lungo la vostra stirpe.
Il dono della Necromanzia, la capacità di imbrigliare la morte e assoggettarla alle proprie volontà, esplorando i confini tra il tuo mondo e quello delle anime.


Sarebbe sbiancata, se solo in quel luogo fosse stato possibile provare sgomento.
L'incarnato pallido naturale della giovane donna, invece, rimase tale di fronte alla spiegazione di quali oscuri piani avesse avuto in serbo per lei sua madre da bambina. Lasciare che un'anima pura venisse corrotta da una magia tanto oscura quanto potente come la Necromanzia era non solo da folli, ma anche da genitore snaturato della propria identità come tale. Avrebbe dovuto proteggerla, invece che metterla in pericolo; amarla, invece che affossarla con le sue menzogne; perché era chiaro ormai che Ouse Kurosawa avesse sempre saputo dell'esistenza dei poteri nella sua primogenita, ma nonostante questo l'aveva affossata ogni giorno della sua vita, facendola sentire inutile per la stirpe dei Kurosawa, una stirpe che aveva quasi rischiato di mandare a morire lei stessa.

Ma per realizzare un tale progetto così ambizioso, ella doveva prima di tutto compiere un rituale oscuro che prevedeva il sacrificio di Nabiki.
La sua morte e il legame di sangue con te avrebbe creato il ponte da poter oltrepassare per raggiungere la Divinazione Proibita.
Tua madre però non prevedeva l'intromissione di una figura che ti voleva bene e che, prima di esalare l'ultimo respiro, aveva intuito cosa volesse fare la figlia.


Una... persona?
... State parlando forse di...


... Sì, sto parlando di tua nonna. Lei scelse di usare la sua stessa anima come sigillo che isolasse l'oscurità che minacciava di invaderti per sempre.

In quel momento, fu come se Kirie avesse ripreso a sentire battere il proprio cuore, come se le emozioni le fossero state momentaneamente restituite per permetterle di piangere ed onorare la figura di sua nonna, l'unica persona che le avesse voluto veramente bene in quella famiglia. Non aveva potuto dannarsi troppo la Nonomiya per non aver alcun ricordo di lei, caduta troppo presto facilmente preda dell'oscurità. Eppure adesso più che mai avrebbe voluto avere lì di fronte Hisoka Kurosawa ed abbracciarla, ritrovando quel legame che aveva perduto e che era, evidentemente, così prezioso per lei.

Decise di restare in forma di spettro e al giusto momento, durante il rituale, si intromise innestandosi nel tuo spirito, respingendo così la maledizione.
Le conseguenze di questo gesto furono molteplici, purtroppo...
I tuoi poteri Divinatori si affievolirono drasticamente, parzialmente corrotti dal rituale ancora prima che si compisse del tutto.
L'anima di Nabiki rimase intrappolata nella tua, in un limbo nascosto, iniziando a crescere e svilupparsi malignamente, nutrendosi solo della maledizione.
Lo spirito di tua nonna restò intrappolato a difesa del tuo, creandole così una prigione che avrebbe continuato a tenerla bloccata fino alla tua morte.


Ma qualcosa in realtà era cambiata. Hisoka non era riuscita a mantenere quel sigillo intatto ed il motivo era facilmente intuibile. La nonna di Itsuki non poteva immaginare che il sigillo posto su di lei fosse stato messo per proteggerla da sé stessa, anche al costo di toglierle i propri poteri. Aveva agito in buona fede, ignorando completamente che lo spirito della sorella fosse ancora lì presente, magari cercando di urlare un avvertimento, qualcosa che bloccasse Hinako dallo spezzare la sua protezione. Inutilmente, il destino si era compiuto e Kirie era caduta sfortunatamente vittima della Farfalla Purpurea. Solamente l'intervento di Itsuki, anni e anni prima, le aveva impedito di essere persa per sempre, un sacrificio che la Kurosawa non avrebbe mai dimenticato.

Ditemi, vi prego, cosa posso fare adesso?
Cosa succederà a Nabiki una volta che sarà nata?


Uscirà fuori come una neonata, quasi come se l'avessi appena partorita tu stessa.
Dopo di che, le ore corrisponderanno a dei giorni e il suo corpo si formerà settimana dopo settimana.
Trascorsi circa tre mesi, arriverà intorno all'età di 24 anni, dopo di che il suo sviluppo avrà fine e riprenderà temporalmente come qualunque strega.
La Yako, tuttavia, le donerà qualità eccezionali, oltre ad un'indole negativa e corrotta analoga a quella da te vissuta in queste ultime poche ore.
Gli accordi presi con la Farfalla inoltre nutriranno durante i tre mesi la ragazza, per intenderci, sto parlando delle Maledizioni che hai deciso di scagliare.


Si vergognava del misfatto compiuto e lo dimostrò chinando la testa, distogliendo lo sguardo dalla Zenko che non voleva certo farla sentire in colpa. Ci sarebbe stato tempo per la Nonomiya di dannarsi per quanto accaduto, ma adesso dovevano sbrigarsi e capire in che modo salvare Nabiki prima che l'oscurità prendesse completamente il sopravvento.

Adesso arriviamo al perché ho fatto in modo che la creazione avvenisse presso quello specchio e non il designato dalla tua visione.
Lo specchio voluto dalla Farfalla è uno specchio che semplicemente converte l'energia assimilata in materia e con essa forma anima e corpo in modo artefatto.
Lo specchio dove invece è attualmente intrappolata la Farfalla sfrutta metà di una fonte di energia astratta e metà di una fonte di energia donata consensualmente.
In altre parole, la corruzione aspirata dallo specchio proveniente da te non è stata convertita del tutto, la materia creativa restante dovrà provenire da te.
Ma attenzione, considerando però che c'è la Yako di mezzo, purtroppo il tuo dono non potrà eguagliare il livello di corruzione, ecco perché parlavo di una purificazione marginale.
Per far sì che questa partizione positiva possa esserle trasmessa correttamente, dovremo attuare una manovra analoga a quella sviluppata dalla Farfalla Cremisi.
Dovremo dunque dare vita ad alcune benedizioni che si tramuteranno in energia positiva, così che lo specchio possa nutrirsene e usarla per completare l'opera.
Queste benedizioni, per essere ancora più potenti e sicure, non dovranno riguardare altre persone, bensì Nabiki stessa.
La prima di queste benedizioni riguarderà sostanzialmente una specie di trasmissione in materia di gusti, preferenze ed esperienze varie che dovrai donarle.
Purtroppo non potrai decidere arbitrariamente quali siano, esse verranno estrapolate dal tuo spirito e dalla tua anima in maniera confusa e mista.


Non c'era da temere, almeno così credeva Kirie. Poteva donare tanto alla sorella, come la sua empatia, il suo amore per i cani, le sue passioni e se tutte queste cose l'avessero portata a diventare una persona meno intrisa di malvagità, lei ne sarebbe stata solo che felice.

Ciò coprirà un primo terzo di Luce.
Il secondo ed il terzo, invece, saranno delle benedizioni analoghe alle maledizioni effettuate da te sotto il controllo della corruzione.
Vere e proprie profezie con cui marchierai il destino e il futuro di tua sorella, al fine di contrastare il malessere che possa creare nel mondo.
Dovresti vederli come metodi alternativi affinché il bene possa imporsi sul male pur trovandosi in netto svantaggio su di esso.
Posso garantirti che lei non saprà mai di queste benedizioni, perciò non sarai mai costretta a confessare niente, anzi, dovrai custodire il segreto gelosamente.


... Se questo è per il suo bene...

Perché solo quello avrebbe voluto la Kurosawa. Il bene di Nabiki, per una volta, un bene che ella si meritava dopo il trattamento che le aveva riservato la loro stessa madre.

La cattiva notizia è che non hai molto tempo per elaborarle.
La tua energia interiore viene deteriorata di attimo in attimo e ben presto sarai troppo debole per restare qui.
Intanto che rifletti però, potremmo cominciare una profonda meditazione all'interno della quale provvederò ad estrapolare il primo 10%...


Venne condotta sulle sponde di quel fiume sacro, dove la giovane donna orientale poté immergervi i piedi, lasciando che le acque lambissero le caviglie. Non appena venne bagnata da così tanta Luce, il suo intero corpo parve circondato da un'aura di pura magia bianca, che le permetteva di sentirsi bene, persino meglio rispetto a prima. Non se ne rendeva conto, ma ogni secondo passato in quel luogo in realtà la spegneva sempre di più. Il ristoro a cui la sottopose la Zenko le permise di rimanere concentrata e focalizzata su ciò che avrebbe dovuto fare. Mentre Kirie infatti meditava sulle benedizioni da lasciare a sua sorella, la donna volpe eseguiva il rituale che permetteva alla giapponese di donare in parte la propria luce a Nabiki, evitando di condannarla alla malvagità pura e semplice della Yako.
Per la prima benedizione, in verità, la giovane donna non dovette rifletterci troppo a lungo. Sapeva perfettamente quale potesse essere il dono più grande da poter fare alla sua sorellina, un dono che forse avrebbe contribuito a salvarle l'anima ancora più di qualunque altra benedizione potesse concepire.

... Posso conoscere il vostro nome?

Chiese ad un tratto la Kurosawa, pronunciando fra sé sé ciò che ascoltò uscire dalle labbra della donna volpa.

Yuzuruha-sama... Ho già in mente la mia prima benedizione per Nabiki...

Attese che la Zenko le desse conferma di poter parlare, così da assumersi lei l'incarico di benedire la secondogenita dei Kurosawa.

La mia prima benedizione riguarda l'amore: voglio che mia sorella conosca per davvero questo sentimento, un sentimento che può salvarla dalla propria stessa oscurità.
Per questo motivo benedico Nabiki, affinché un giorno ella si innamori di qualcuno.


Non poteva esserci, a detta della giapponese, dono più grande da fare alla sorellina, regalarle la possibilità di innamorarsi di qualcuno, assaporare l'amore sulla propria pelle, scacciare in gran parte l'oscurità che si portava dentro. Forse non era la benedizione più intelligente da fare, ma era quella più spontanea, che proveniva direttamente dal cuore della purissima Kirie.
Una volta adempiuto al suo dovere, la Nonomiya riprese a pensare e meditare che cosa avrebbe potuto fare ancora per la sorella, quale altra benedizione avrebbe potuto aiutarla. Era difficile riuscire a decidersi, perché tante potevano essere le cose da fare, ma tutte andavano contro quel libero arbitrio che ella era costretta a lasciarle, pur volendo proteggerla a tutti i costi. Sua sorella era e sarebbe stata per sempre corrotta più di quanto potesse essere purificata e stessa sorta, probabilmente, sarebbe accaduto ai suoi figli. Non però se Kirie avesse sfruttato la sua seconda ed ultima benedizione per evitare che innocenti creature fossero affette dallo stesso male della sorella minore. Dopo attenta riflessione, finalmente Kirie si decise a parlare di nuovo, esponendo la propria idea a Yuzuruha.

Yuzuruha-sama... Se un giorno mia sorella avrà dei figli, essi erediteranno la sua stessa corruzione, non è così?

Chiese conferma, prima di annuire e procedere.

Allora che la mia seconda benedizione sia dedicata anche loro.
Benedico Nabiki affinché i suoi figli, qualora ne avesse un giorno, nascano privi completamente della corruzione della madre.


Ed anche la seconda era andata. Non sapeva quanto tempo mancasse ancora affinché il rituale compiuto dalla Zenko avesse fine, ma adesso Kirie sentiva il proprio cuore farsi più leggero al pensiero di aver aiutato la sorella ad essere una persona migliore, una persona in grado di amare e di provare -forse un giorno- compassione e affetto per qualcuno. Si era rimessa completamente nelle mani della donna volpe, convinta ad aiutarla grazie anche all'intervento di suo cugino Itsuki. L'Amakura aveva dimostrato ancora una volta di possedere un cuore generoso ed un animo nobile, caratteristiche di lui che l'avevano attratta in passato, pur provando dei forti sentimenti nei confronti di Hank. Restava ancora da sciogliere un mistero riguardo l'Ignis... E non solo. Una domanda sovvenne alla mente della Kurosawa, che pose insieme a quella sul nominativo dato ad Itsuki di Demone Ignis.

Yuzuruha-sama... Potete dirmi adesso perché esiste una leggenda su Amakura-kun?
... E poi vorrei farvi un'altra domanda...
Dopo che la prigione di Nabiki si è spezzata... Dov'è finita l'anima di obaasan?
Lei... Lei finalmente sta riposando in pace?
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Messaggioda Sandyon » 10/12/2019, 21:18

L'aria aveva ripreso ad essere meno pesante rispetto ad un attimo prima.
I colori e i contorni del luogo più vividi, chiari, precisi.
Kirie, restando con i piedi immersi nell'acqua del fiume sacro, stava recuperando man mano le energie.
Il suo corpo era messo a dura prova tanto quanto la sua anima, ma era necessario al fine di perseguire uno scopo nobile e fondamentale.
Nabiki doveva essere benedetta e la sua nascita non doveva avvenire esclusivamente sotto una stella nera e troppo lontana dalla Luce.

Yuzuruha-sama... Ho già in mente la mia prima benedizione per Nabiki...

La Zenko stava nel frattempo raccogliendo diverse informazioni dalla mente e dallo spirito della MagiDottoressa.
Non era semplice riuscire a cogliere le varie sfumature qua e là senza che esse di affollassero rendendo l'impresa caotica e dispersiva.
Anche la creatura soprannaturale teneva gli occhi chiusi, utilizzando il proprio potere al massimo della sua intensità.

Parla dunque, non esitare...

La mia prima benedizione riguarda l'amore: voglio che mia sorella conosca per davvero questo sentimento, un sentimento che può salvarla dalla propria stessa oscurità.
Per questo motivo benedico Nabiki, affinché un giorno ella si innamori di qualcuno.


Assimilerò la tua richiesta.
Puoi procedere con la seconda benedizione.


La Nonomiya non lo poteva immaginare, ma già in quel preciso istante le sue parole stavano diventando puro potere luminoso e divino.
La Zenko aveva incanalato il desiderio profetico della donna giapponese, avviando il processo di conversione in frammenti di fato e volontà superiore.
Fortunatamente il processo di creazione del primo terzo di Luce era ormai giunto ad un termine.
Yuzuruha aveva raccolto abbastanza dati di ogni tipo per far sì che potessero essere elaborati dallo specchio, sia in forma eguale, che opposta.
Sfortunatamente non era dato sapere quali in un modo e quali nell'altro.

Yuzuruha-sama... Se un giorno mia sorella avrà dei figli, essi erediteranno la sua stessa corruzione, non è così?

L'animo del compagno bilancerà il quantitativo di corruzione in loro, ma sì, indubbiamente ne erediteranno buona parte.

Allora che la mia seconda benedizione sia dedicata anche loro.
Benedico Nabiki affinché i suoi figli, qualora ne avesse un giorno, nascano privi completamente della corruzione della madre.


È un dono davvero prezioso, non potrei essere più d'accordo.

Sorrise piano, mentre lasciava la presa sul capo della donna, sancendo la conclusione dell'operato.
Le dita della creatura brillavano di luce e proseguirono a farlo fino a quando quella luce non prese lentamente forma.
Sul palmo della mano di Yuzuruha apparve una sfera di colore bianco grossa come una palla da tennis, apparentemente marmorea.

Prendila con te e quando tornerai lì, gettala dentro lo specchio.
Tua sorella non potrà in alcun modo respingerla e sarà costretta ad assimilarla.
In questa sfera sono contenuti i tuoi tratti di eredità spirituale e le due benedizioni.
Non pesa che pochi grammi adesso, ma quando sarai di nuovo in possesso del tuo corpo, farai un po' di fatica.
Fa' attenzione che non cada: il minimo contatto con una superficie materiale la manderebbe in frantumi irreparabili.


Appena rientrata nella dimensione reale, quella piccola sfera avrebbe assunto il peso di una palla da bowling.
Niente di impossibile da lanciare, comunque, pur non essendo la giapponese tra le femmine più forzute al mondo.
Fu il momento per lei di rimettersi in piedi e tornare verso la torre ancora chiusa, ma un po' più vicini alla grande porta legnosa.

Questo viaggio è quasi finito.
Dovresti essere in grado di sopportare l'atmosfera divina per ancora qualche minuto.
Avvertimi però non appena ricomincerai a respirare con affanno...


Yuzuruha-sama... Potete dirmi adesso perché esiste una leggenda su Amakura-kun?
... E poi vorrei farvi un'altra domanda...
Dopo che la prigione di Nabiki si è spezzata... Dov'è finita l'anima di obaasan?
Lei... Lei finalmente sta riposando in pace?


... Andiamo per gradi allora.
Ti parlerò della Leggenda del Demone Ignis.
Andiamo sotto la tettoia dell'ingresso alla torre.
Proteggerti dal Sole diretto di Amaterasu ti permetterà di restare qui più a lungo.


Difatti, non appena un piccolo accenno di ombra coprì il corpo della ex Morimoto, subito ella poté sentirsi meglio, seppur non quanto dentro l'acqua del fiume.

Conosci la Storia della Sfera dei Quattro Spiriti, o Shikon no Tama?
I Quattro Spiriti menzionati nel nome della Sfera provengono dalla filosofia Shinto del Naobi...
Aramitama, il Coraggio, Nigimitama, l'Amicizia, Kushimitama, la Saggezza e Sakimitama, l'Amore.
Quando questi si ritrovano uniti in un solo essere, essi si uniscono per formare un potente equilibrio all'interno della sua anima, che può essere usato sia al servizio del bene che al servizio del male.


Era facile aver sentito di quell'oggetto considerato leggendario e mitologico.
Ogni classe degli studenti della Musashi, presto o tardi, svolgeva un elaborato riguardante l'argomento per le lezioni di Storia della Magia Orientale.
Kirie a scuola andava molto bene, Divinazione esclusa, ergo un simile nome sarebbe saltato subito alla memoria.

... Durante un lungo viaggio alla ricerca del futuro luogo dove fondare la Gilda Ignis, la Strega Rayearth Longinus passò per un territorio vicino al Giappone.
Veniva da una lunghissima traversata iniziata dalla città di Sparta, con ogni possibile scorta di cibo ed acqua consumate.
Un giovane uomo, Mutsuki Amakura, allora traghettatore di materiali di vario genere commerciale, si offrì di condurli verso la città più vicina e ricca di risorse alimentari.
Fece salire la futura Capo Gilda sulla propria barca e la condusse fino al porto della Regione di Ise.
La aiutò nell'acquistare dei vestiti puliti ma ben presto si rese conto che nessuno l'avrebbe accolta facilmente, essendo una straniera.
Lui, invece, più di larghe vedute, scelse allora di portarla con sé fino ad Iga, dove abitava da solo in una casa modesta costruita dal suo ormai defunto padre.
A quel tempo, il popolo magico di Iga stava vivendo una lotta intestina furiosa e sanguinaria con alcuni Spiriti di Monaci Maledetti.
La donna fu accolta talmente tanto bene da ogni cittadino del paese che decise ad un certo punto di aiutare quelle persone, essendo una valorosa e potente guerriera del fuoco.
Tuttavia, ella non era in grado di sfiorare o scalfire i corpi dei Monaci e per di più il loro Capo era un Mezzo Demone Ragno dai poteri spropositati, chiamato Naraku.
In uno scontro impari per poco Rayearth non perse la vita e fu solo grazie all'intervento tempestivo di Mutsuki Amakura che riuscì a salvarsi appena in tempo.
In preda all'ira per l'onta subita dal mostro, la donna giurò di prendersi la propria rivincita e così chiese quali fossero i modi per riuscire ad avere la meglio sull'avversario e la sua orda.
Venne a sapere che nelle profondità degli inferi era custodita una spada capace di ferire anche la divinità, assieme proprio alla Sfera dei Quattro Spiriti.
Grazie all'utilizzo della sfera, ella avrebbe raggiunto un potere simile a quello del mezzo demone e con l'aiuto della spada avrebbe anche potuto ferirlo ed ucciderlo.
Nonostante Mutsuki l'avesse avvertita che fosse una follia scendere all'Inferno da viva, lei non sentì ragioni e chiese solo le indicazioni per raggiungere il Tokatsu.
L'uomo allora si offrì di accompagnarla fino alla regione di Yamashiro, dove si narrava esistesse un passaggio sotterraneo che conducesse fino alle Otto Visioni dell'Inferno.
Il posto designato era un pozzo che conduceva fino alle più profonde viscere della terra, in un terreno di dannazione mistica al pari opposto dell'altezza di dove ci troviamo ora.
A Rayearth però venne subito sbarrata la strada da due figure, due Oni, un Aka-Oni, rosso, grosso e massiccio, il Capo, e un Ao-Oni, blu, piccolo ed esile, l'assistente.
Costoro erano i guardiani delle porte infernali e la vollero immediatamente cacciare via, ma lei, con fierezza, affermò di essere in cerca della spada e della sfera.
I due Demoni risero sguaiatamente e il più grosso di loro le fece una proposta folle e sprezzante: se li avesse sconfitti, avrebbe avuto ciò che desiderava.
Rayearth allora afferrò la bacchetta e chiese però che non fossero usate armi, in quanto lei non ne possedeva in grado di scalfire esseri soprannaturali, bensì la Trama.
I due, sicuri della vittoria, posero anche un'altra condizione, ovvero che se fosse stata sconfitta se la sarebbero mangiata... Ma nemmeno questo la fermò.
Cominciò la battaglia due contro uno e nessuno dei Demoni poteva immaginare quanto fosse allenata, preparata e potente quella donna.
La Guerriera Ignis inflisse duri colpi magici ai suoi avversari, rendendoli inoffensivi e ridotti alla necessità di chiedere tregua e pietà.
Rinfoderò la bacchetta e chiese allora che la promessa fosse mantenuta... E l'Aka-Oni non poté che acconsentire, pur sapendo di stare passando molti guai.
Se Il Grande Oni avesse saputo quella storia probabilmente li avrebbe polverizzati all'istante, ma la donna garantì loro che una volta ucciso Naraku, sarebbe tornata per restituire tutto.
L'Ao-Oni allora ebbe un'idea ancora migliore, entrambi sarebbero andati via con lei per aiutarla nell'impresa, in modo tale da essere più sicuro che i tesori tornassero al loro posto.
Dopo qualche giorno, quindi, Rayearth Longinus tornò ad Iga insieme alla Sfera dei Quattro Spiriti, la Spada Murasame e i suoi due seguaci, Aka-Oni e Ao-Oni.
Per la preparazione alla battaglia, Mutsuki Amakura si mise a raccogliere adesioni dei cittadini affinché potesse insegnare loro quanta più arte di combattimento possibile.
Egli era un grande esperto di arti marziali dati i suoi trascorsi come Ninja ed aveva per di più sviluppato una propria arte di lotta personale ed esclusiva.
Insegnò a Rayearth come impugnare al meglio la lama in quanto voleva essere lei ad ottenere la vittoria su Naraku e quei preparativi durarono la bellezza di due anni.
Durante questo tempo i due si innamorarono e decisero che una volta finito tutto ciò, Rayearth avrebbe fondato in Giappone la Gilda Ignis e sarebbe rimasta lì con Mutsuki per sempre.


La prima parte del racconto era conclusa e la Zenko si prese qualche secondo affinché Kirie potesse assimilare tutte le parole sentite.
La giapponese sapeva perfettamente che in verità la Gilda Ignis non si trovasse affatto in Giappone, ma quindi cosa era andato storto?
Non poteva essere morto nessuno durante la famosa guerra, poiché Rayearth aveva poi creato la Gilda e Itsuki era evidentemente discendente di Mutsuki.
Insomma, non restava che ascoltare il proseguo di quella storia avvincente.
Fortunatamente il respiro di Kirie era ancora naturale e nessun peso sembrava essersi accumulato sulle spalle o sul petto.

La battaglia finale ebbe inizio.
I due Oni, in prima linea, si sbarazzarono facilmente degli spiriti dei Monaci Maledetti, mangiandoli e squartandoli senza esagerata difficoltà.
Rayearth poteva colpirli e tagliarli con la lama e si fece spazio tra loro tra incantesimi di fuoco, fulmine e colpi di spada.
Il resto delle orde venne affrontato con coraggio dai popolani di Iga guidati da Mutsuki.
Dopo circa nove giorni di furiosa lotta, Rayearth ottenne una seconda chance contro Naraku.
Il Mezzo Demone Ragno ebbe la lezione meritata, finendo ben presto trafitto dalla lama della donna greca, scomparendo per sempre.
Si potrebbe definire un lieto fine, ma ahimè lo fu solo in parte...
Purtroppo il Grande Oni si accorse dell'assenza della Sfera e della Spada prima che il Grande Oni Rosso e il Piccolo Oni Blu facessero ritorno nel Tokatsu.
A nulla valsero le scuse dei due esseri soprannaturali e quando Rayearth si frappose tra loro e il Grande Oni per proteggerli, l'entità suprema fu implacabile.
Con un solo gesto la fece volare via mandando in frantumi la Sfera dei Quattro Spiriti che si sparse qua e là ormai distrutta e spezzò a metà la Lama Murasame rendendola innocua.
Dopo di che con i suoi due giganteschi artigli trafisse il Demone e il suo Assistente, lasciandoli in fin di vita prima di ritirarsi nuovamente nei sotterranei infernali.
Insospettabilmente, Rayearth si era affezionata molto a quelle due entità, tanto da rimanere straziata dal dolore al pensiero di vederli morire senza poter fare nulla.
Fu allora che... Seconda la Leggenda, una lacrima proveniente dall'occhio sinistro cadde sul corpo del Grande Demone Rosso, diventando un piccolo braciere.
Una lacrima proveniente dall'occhio destro invece, cadendo sul corpo del Piccolo Demone Blu, divenne una scintilla elettrica sprizzante.
I due Oni improvvisamente emanarono una fortissima luce rossastra e bluastra, diventando tutt'uno con esse sotto lo sguardo attonito della Donna Greca e del suo Compagno.
Solo in quell'istante la donna si accorse che alcune schegge della Sfera si erano conficcate nelle carni dei due esseri e forse esse avevano favorito quel miracolo.
I Due Demoni avevano assunto la nuova identità di Totem di Gilda, Creature Magiche e non più Infernali: il Demone Ignis e l'Assistente Demone Ignis.
Essi, come tante altre creature magiche in futuro, avrebbero regalato il Fuoco o l'Elettricità ai Gildati Scelti dal Conflux, ma solo in un caso specifico.
La condizione era che i due Gildati dimostrassero le qualità nascoste nelle schegge di Sfera entrate nei corpi dei due Oni.
L'Aka-Oni era detentore della Saggezza e dell'Amore, mentre l'Ao-Oni quello di Coraggio ed Amicizia.
Dopo di che, il Demone Ignis, dotato di maggiori poteri e forze del suo Assistente, ora capace di dispensare il Fuoco, lo regalò a Mutsuki Amakura, benedicendo la sua stirpe.


Ora si spiegava come mai la Zenko avesse voluto prima creare la sfera di Luce da consegnare a Kirie.
Quella favola era davvero lunga ed articolata, seppur affascinante ed avvincente.
Trattandosi di una Leggenda, non si poteva sapere quanto fosse frutto di immaginazione o realtà, ma c'era da dire che i contatti con la storia fossero abbondanti.
Probabilmente nemmeno lo stesso Itsuki poteva essere certo della veridicità di tutta la faccenda.
Ad ogni modo, il racconto stava finalmente arrivando alla sua conclusione.

Rayearth e Mutsuki restarono assieme nella provincia di Iga per ben due anni.
La donna si era presa una piccola pausa dai propri doveri, essendo ormai certa che la Gilda Ignis sarebbe sorta lì nei dintorni.
Con il trascorrere del tempo, però, quella sicurezza iniziò a traballare.
Dentro di lei sentiva che il suo viaggio non fosse ancora finito, che la Gilda avesse in realtà un'altra destinazione a lei ancora sconosciuta.
Quel dilemma la faceva star male perché ormai le sue radici erano state piantate e per di più... Aveva anche dato alla luce un figlio.
L'Amakura, comprendendo che forse il destino della compagna fosse ancora da scriversi completamente, la esortò a ripartire.
Lui sarebbe rimasto lì, ad aspettarla, o forse l'avrebbe raggiunta ed avrebbero potuto continuare insieme il loro percorso di vita e di felicità.
Rayearth si rimise in viaggio col cuore sanguinante in una notte limpida d'Agosto, lasciando il suo amore e il suo bambino.
Da allora trascorsero diversi anni e quando finalmente fu scoperta quella che oggi è chiamata Nuova Zelanda, il Clan Ninja degli Amakura ad Iga era ormai forte e sviluppato.
Mutsuki non poteva abbandonare i suoi seguaci, il loro figlio cresceva sempre più abile e fiero, e fu così che entrambi capirono di non avere più una strada in comune.
Nei secoli a venire, gli Amakura si distinsero per il loro valore e la loro esperienza combattiva e la maggior parte degli esponenti più vicini al sangue di Mutsuki furono tutti Ignis del Fuoco.
Nessuno di loro però, al momento di ricevere il proprio elemento, venne intercettato dall'Aka-Oni, come nemmeno dall'Ao-Oni.
Questo fino a qualche anno fa, quando Itsuki Amakura, all'alba dei suoi dodici anni, ricevette la visita di una figura fatta di pura luce rossa e dalle fattezze demoniache.
Essa gli conferì il Fuoco e nel farlo si insinuò direttamente in lui, donandogli il potere soprannaturale di colpire e ferire gli esseri mistici ostili, come il Nue che attaccò me cinque anni fa.
... Per questo motivo, oggi, Itsuki Amakura è anche chiamato il "Demone Ignis", poiché nel suo Spirito vi è l'incarnazione di quella Creatura che vive nella Leggenda.


Sorrise appena nel pronunciare quelle ultime parole, facendo anche una piccola risatina.

... È ovvio che non si saprà mai quanto della Leggenda possa essere veritiero, ma ammetterai che è piuttosto suggestiva, non è così?
Alcuni dicono che la riprova sta nel fatto che Itsuki sia l'unico Ignis del Fuoco in grado di incrementare la propria temperatura corporea fino a 42° e non risentirne.
Il suo famoso tatuaggio si innesca proprio in favore di questo aumento del calore corporeo, ma potrebbe anche essere solo frutto della sua appartenenza alla stirpe di Rayearth.
Ma se ciò che è leggendario fosse anche reale, vorrebbe dire che Itsuki Amakura ha dimostrato nel suo animo la ferrea e forte presenza di Saggezza e Amore.
... Senza considerare che, stranamente, nel suo stesso periodo di vita è nato anche un altro ragazzo con cui ha stretto un forte legame, Ignis del Fulmine e con un nome molto singolare.


Kisuke, il cuore significato del nome era letteralmente "Assistente Demone".
Sarebbe bastato chiedere al ragazzo se il suo Elemento fosse stato donato da un piccolo Oni Blu, per rendere quel racconto ancora più straordinario.
Una curiosità che Kirie si sarebbe potuta togliere una volta tornata nel suo mondo, chiedendolo all'Amakura, direttamente al Danma... O eventualmente alla sorella di lui.
Da qualche secondo, comunque, il respiro aveva iniziato ad essere più faticoso e non appena la Zenko lo seppe, annuì subito più seria.
Non voleva lasciare la donna giapponese con quell'ultimo importante dubbio e tra l'altro, l'aveva condotta lì prevalentemente per quello.

Tua nonna sarebbe potuta ascendere ai campi della pace eterna quasi subito dopo che la Farfalla si era liberata.
Oramai il suo sigillo era stato indebolito e spezzato, dunque non poteva più fare nulla per evitare che venissi attaccata dalla corruzione, difatti così è stato.
Ma ha scelto ugualmente di resistere al richiamo della beatitudine appositamente sperando di incontrarti, sperando di avere modo di comunicare con te.


Nello stesso istante, mentre parlavano, finalmente le porte di quella costruzione si aprivano lentamente con un lieve cigolio.

... Era consapevole di doverti restituire due tesori importantissimi, tesori che aveva preservato nel modo migliore affinché sfiorissero il meno possibile.
Era desiderosa di restituirti qualcosa che avrebbe sempre dovuto far parte di te, esattamente come la vita che ora tu stai restituendo a tua sorella.


Una volta che le porte furono finalmente spalancate, gli occhi della Nonomiya si sarebbero potuti posare sulla zona interna della torre.
In realtà non c'era altro che una semplice piccola stanza quadrata fatta con dei tatami e alcuni specchi che riflettevano luce come se fossero finestre.
Nessun elemento ornamentale, nessun odore particolare... Niente di insolito o sorprendente... A parte...

Immagine

La perfetta ed esatta copia di sé che se ne stava lì, al centro, incontrando il suo sguardo forse stupito e sconcertato, magari anche commosso.
La ex Capo Famiglia Kurosawa con le sembianze di quando aveva la stessa età di Kirie, sembianze praticamente identiche alla nipote, dopo alcuni secondi le sorrise dolcemente.

Non sai quanto ho atteso questo momento...

Yuzuruha fece un piccolo passo indietro e rimase fuori dalla stanza, riconoscendo alle due parenti la giusta privacy in quei pochi istanti a disposizione.
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Messaggioda Kirie » 16/12/2019, 16:19

Le benedizioni scelte da Kirie provenivano direttamente da quel cuore puro che la Farfalla Purpurea aveva tentato invano di attaccare. Era tipico della dolce Kurosawa preoccuparsi per una sorella che, in fin dei conti, non aveva fatto altro che odiarla per tutto quel tempo. Tuttavia la giovane donna non poteva ignorare i trascorsi vissuti da Nabiki, anche se la parola "vivere" non si adattava affatto alla sua situazione. La grande empatia della Nonomiya le permetteva di incanalare la sofferenza ed il dolore altrui, specialmente quando si trattava di una sua parente di sangue, con la quale aveva anche un profondissimo legame spirituale. L'oscurità che per tutto quel tempo l'aveva avvolta, prendendo il controllo del suo corpo, non proveniva unicamente dagli immensi poteri della yako. In essa, Kirie era riuscita ad avvertire il dolore che Nabiki aveva sempre provato, quel dolore che la loro stessa madre aveva innescato, uccidendola quando ormai ella era prossima alla vita.
Il misfatto compiuto da Ouse Kurosawa era l'atto più vile e spregevole che ella avesse mai potuto compiere. Metteva paura a Kirie che sua madre fosse stata in grado di compierlo, ma anche tanta, tanta rabbia. Una rabbia che in quel luogo sacro e così vicino alla Trama era bandito. Non poteva provare nulla la Kurosawa che fosse negativo, ma la curiosità di scoprire la verità su suo cugino Itsuki era rimasta, così come la preoccupazione che sua nonna, la sua cara nonna, fosse finalmente tornata in pace. Avevano ancora un po' di tempo prima che la Nonomiya dovesse a tutti i costi andarsene via da quella dimensione. Yuzuruha fu così gentile da portarla in un luogo dove i raggi splendenti di Amaterasu non potessero colpirla, spingendola a sedersi per ascoltare ogni spiegazione sulla leggenda del Demone Ignis.
Non prima però di averle consegnato la sfera contenente buona parte delle caratteristiche prese dalla stessa giovane donna orientale, la quale avrebbe purificato anche, in piccola parte, la sua povera e dolce sorella.

Prendila con te e quando tornerai lì, gettala dentro lo specchio.
Tua sorella non potrà in alcun modo respingerla e sarà costretta ad assimilarla.
In questa sfera sono contenuti i tuoi tratti di eredità spirituale e le due benedizioni.
Non pesa che pochi grammi adesso, ma quando sarai di nuovo in possesso del tuo corpo, farai un po' di fatica.
Fa' attenzione che non cada: il minimo contatto con una superficie materiale la manderebbe in frantumi irreparabili.


Immagine


Farò molta attenzione.

Prese quella sfera luminosa e candida come la neve con entrambe le mani, portandola al petto come se fosse qualcosa di estremamente prezioso e fragile. Non avrebbe avuto una seconda occasione ed era pronta Kirie ad eseguire alla lettera le istruzioni che le aveva dato la zenko. Non poteva rischiare di perdere, non ora che aveva finalmente la possibilità di fare qualcosa per la sua sorellina. L'aveva abbandonata una volta; non sarebbe successa una seconda.

Conosci la Storia della Sfera dei Quattro Spiriti, o Shikon no Tama?

Fu così che iniziò il lungo racconto di Yuzuruha, un racconto che affondava le proprie radici in secoli e secoli passati. Grazie all'ombra fornita da quel riparo, Kirie fu in grado di ascoltare la zenko senza subire troppo l'affanno di un contatto diretto con la luce splendente di quel Sole Sacro. L'acqua aveva avuto su di lei un effetto ricostituente, ma ella, forte della sua Terra che seppur in minima percentuale proseguiva a vivere dentro di lei, cercò di resistere salda e flessibile come un giunco.
Il racconto di cui si fece portavoce la donna-volpe non affondava le proprie radici solo nella storia magica orientale, ma prevedeva addirittura l'intervento della fondatrice della Gilda Ignis, Rayearth Longinus. La Kurosawa ascoltò rapita il racconto di come Rayearth, stabilitasi in un villaggio giapponese, cercò di aiutarlo a difenderlo da un mezzo demone molto potente di nome Naraku; di come ella intraprese un viaggio verso il Tokatsu, ritrovandosi ad affrontare due demoni, l'Aka-Oni e l'Ao-Oni, per poter prendere la spada e la Sfera dei Quattro Spiriti, che le avrebbero permesso di sconfiggere una volta per sempre il Mezzo Demone Ragno. Di come, una volta sconfitti i due oni, essi decisero di seguirla per aiutarla nella sua impresa, colpiti dall'immensa forza della strega.
Del saldo legame che si stava creando fra Rayearth e l'antenato di Itsuki, Mutsuki Amakura.

Amakura-kun...

Fu incredibile scoprire quante poche cose sapesse della famiglia Amakura. Quanto poco in fondo conoscesse il cugino, che pure era sempre stato al suo fianco, in maniera invisibile, ma presente. La Kurosawa si vergognava di sé stessa per aver dato così poco tempo e spazio ad una persona tanto incredibile come Itsuki, la cui stirpe, forse, poteva dirsi persino più nobile e superiore rispetto ai Kurosawa stessi. Il voto di segretezza delle Gilde aveva impedito ad Itsuki di rivelare la verità su sé stesso e sulla propria stirpe. E man mano che la zenko proseguì con il racconto, la Nonomiya si rese sempre più conto di quanto la Longinus e gli Amakura fossero collegati fra di loro.

Purtroppo il Grande Oni si accorse dell'assenza della Sfera e della Spada prima che il Grande Oni Rosso e il Piccolo Oni Blu facessero ritorno nel Tokatsu.
A nulla valsero le scuse dei due esseri soprannaturali e quando Rayearth si frappose tra loro e il Grande Oni per proteggerli, l'entità suprema fu implacabile.
Con un solo gesto la fece volare via mandando in frantumi la Sfera dei Quattro Spiriti che si sparse qua e là ormai distrutta e spezzò a metà la Lama Murasame rendendola innocua.
Dopo di che con i suoi due giganteschi artigli trafisse il Demone e il suo Assistente, lasciandoli in fin di vita prima di ritirarsi nuovamente nei sotterranei infernali.
Insospettabilmente, Rayearth si era affezionata molto a quelle due entità, tanto da rimanere straziata dal dolore al pensiero di vederli morire senza poter fare nulla.
Fu allora che... Seconda la Leggenda, una lacrima proveniente dall'occhio sinistro cadde sul corpo del Grande Demone Rosso, diventando un piccolo braciere.
Una lacrima proveniente dall'occhio destro invece, cadendo sul corpo del Piccolo Demone Blu, divenne una scintilla elettrica sprizzante.
I due Oni improvvisamente emanarono una fortissima luce rossastra e bluastra, diventando tutt'uno con esse sotto lo sguardo attonito della Donna Greca e del suo Compagno.
Solo in quell'istante la donna si accorse che alcune schegge della Sfera si erano conficcate nelle carni dei due esseri e forse esse avevano favorito quel miracolo.
I Due Demoni avevano assunto la nuova identità di Totem di Gilda, Creature Magiche e non più Infernali: il Demone Ignis e l'Assistente Demone Ignis.
Essi, come tante altre creature magiche in futuro, avrebbero regalato il Fuoco o l'Elettricità ai Gildati Scelti dal Conflux, ma solo in un caso specifico.
La condizione era che i due Gildati dimostrassero le qualità nascoste nelle schegge di Sfera entrate nei corpi dei due Oni.
L'Aka-Oni era detentore della Saggezza e dell'Amore, mentre l'Ao-Oni quello di Coraggio ed Amicizia.
Dopo di che, il Demone Ignis, dotato di maggiori poteri e forze del suo Assistente, ora capace di dispensare il Fuoco, lo regalò a Mutsuki Amakura, benedicendo la sua stirpe.


Stava trattenendo il fiato la giapponese, anche se di suo esso si stava facendo sempre più corto. La spiegazione della zenko non riguardava solamente una vecchia leggenda -di cui ora anche Kirie era al corrente- ma addirittura spiegava in che modo Itsuki e la sua famiglia avessero ottenuto la benedizione del Fuoco. Sentiva la sfera diventare più calda a contatto con le sue mani, ma questo non le impedì di stringerla ancora di più a sé, mentre la sorpresa e l'incredulità albergavano nel suo cuore. Tuttavia, la spiegazione non era affatto finita, giacché Yuzuruha aveva tenuto il meglio per ultimo, sancendo definitivamente il totale stupore della Kurosawa.

La donna si era presa una piccola pausa dai propri doveri, essendo ormai certa che la Gilda Ignis sarebbe sorta lì nei dintorni.
Con il trascorrere del tempo, però, quella sicurezza iniziò a traballare.
Dentro di lei sentiva che il suo viaggio non fosse ancora finito, che la Gilda avesse in realtà un'altra destinazione a lei ancora sconosciuta.
Quel dilemma la faceva star male perché ormai le sue radici erano state piantate e per di più... Aveva anche dato alla luce un figlio.
L'Amakura, comprendendo che forse il destino della compagna fosse ancora da scriversi completamente, la esortò a ripartire.
Lui sarebbe rimasto lì, ad aspettarla, o forse l'avrebbe raggiunta ed avrebbero potuto continuare insieme il loro percorso di vita e di felicità.
Rayearth si rimise in viaggio col cuore sanguinante in una notte limpida d'Agosto, lasciando il suo amore e il suo bambino.


Lei non sarebbe mai stata in grado di abbandonare suo figlio. Sapeva che avrebbe sacrificato sé stessa pur di stare vicina ai propri figli, figli che avrebbe cresciuto con tanto amore e tanta dolcezza, la stessa che a lei era mancata fin dai primi anni della sua vita. Era paradossale quasi, ma la Nonomiya aveva preso una strada completamente diversa dalla madre, snaturata dal suo stesso ruolo. La figlia si sarebbe distinta dalla madre per un ruolo che sembrava calzarle a pennello, un ruolo che persino la stessa Ouse avrebbe voluto vederle addosso, ma solo per il mero scopo procreativo della loro stirpe. Niente amore da dare alla nuova erede Kurosawa, solo garantire una linea di discendenza con ancora tutti i poteri intatti. Poteri che Kirie, per molto tempo, aveva creduto di non avere.

Nei secoli a venire, gli Amakura si distinsero per il loro valore e la loro esperienza combattiva e la maggior parte degli esponenti più vicini al sangue di Mutsuki furono tutti Ignis del Fuoco.
Nessuno di loro però, al momento di ricevere il proprio elemento, venne intercettato dall'Aka-Oni, come nemmeno dall'Ao-Oni.
Questo fino a qualche anno fa, quando Itsuki Amakura, all'alba dei suoi dodici anni, ricevette la visita di una figura fatta di pura luce rossa e dalle fattezze demoniache.
Essa gli conferì il Fuoco e nel farlo si insinuò direttamente in lui, donandogli il potere soprannaturale di colpire e ferire gli esseri mistici ostili, come il Nue che attaccò me cinque anni fa.
... Per questo motivo, oggi, Itsuki Amakura è anche chiamato il "Demone Ignis", poiché nel suo Spirito vi è l'incarnazione di quella Creatura che vive nella Leggenda.


La risata della zenko sembrò risvegliare la giovane donna da una sorta di sogno ad occhi aperti che aveva vissuto per tutto quel tempo, man mano che la donna volpe parlava. Aveva la capacità di incantare ed affascinare il prossimo, al punto da sfruttare quelle sue qualità senza nemmeno volerlo.

... È ovvio che non si saprà mai quanto della Leggenda possa essere veritiero, ma ammetterai che è piuttosto suggestiva, non è così?

Sì... È proprio vero...
Non riesco a credere che Amakura-kun sia un discendente diretto della fondatrice degli Ignis...
I-incredibile...


Alcuni dicono che la riprova sta nel fatto che Itsuki sia l'unico Ignis del Fuoco in grado di incrementare la propria temperatura corporea fino a 42° e non risentirne.
Il suo famoso tatuaggio si innesca proprio in favore di questo aumento del calore corporeo, ma potrebbe anche essere solo frutto della sua appartenenza alla stirpe di Rayearth.
Ma se ciò che è leggendario fosse anche reale, vorrebbe dire che Itsuki Amakura ha dimostrato nel suo animo la ferrea e forte presenza di Saggezza e Amore.
... Senza considerare che, stranamente, nel suo stesso periodo di vita è nato anche un altro ragazzo con cui ha stretto un forte legame, Ignis del Fulmine e con un nome molto singolare.


... State parlando di Danma-san?

Il cui nome, Kisuke, voleva significare proprio Assistente Demone. Kirie rimase in silenzio ad elaborare tutte quelle informazioni, assurde, ma anche verosimili considerando quanto gli Amakura fossero rinomati come guerrieri. Inoltre, da quel poco che aveva conosciuto suo cugino, la nobile Kurosawa poteva tranquillamente confermare che nel suo spirito albergassero l'Amore e la Saggezza. Solamente un individuo dotato di un grande cuore, infatti, avrebbe ceduto parte della propria vita pur di salvare quella di un altro. E la sua Saggezza, forse non spiccata quanto il suo Amore, si notava comunque, fra le righe, quando con le parole aveva aiutato a stare meglio Kirie, quando aveva compreso che c'era molto di più oltre che un cognome.
Si sentiva onorata di essere stata per qualche tempo nel cuore di Itsuki e desiderosa di continuare a starci, pur non stando loro insieme. Voleva che l'Amakura le volesse bene, così come lei provava un forte affetto nei suoi confronti. Un desiderio che si trasformò in calore, portando le sue guance a prendere un po' di quel dolce colore.

Tua nonna sarebbe potuta ascendere ai campi della pace eterna quasi subito dopo che la Farfalla si era liberata.

L'altra domanda, posta proprio da Kirie, era riferita all'anima di sua nonna, sacrificatasi per salvare la nipote. Era rimasta con lei per tutti quegli anni, pur non sapendolo, pur ignorando completamente la verità. Una volta che Hinako aveva spezzato il sigillo, non aveva liberato solo gli oscuri poteri della Farfalla Purpurea, ma anche lo spirito della sorella defunta, che adesso finalmente aveva la possibilità di ascendere in cielo. Così almeno sperava la giovane donna orientale, che doveva scontrarsi però con la realtà, non sapendo bene che fine avesse fatto l'anima di Hisoka.

Oramai il suo sigillo era stato indebolito e spezzato, dunque non poteva più fare nulla per evitare che venissi attaccata dalla corruzione, difatti così è stato.
Ma ha scelto ugualmente di resistere al richiamo della beatitudine appositamente sperando di incontrarti, sperando di avere modo di comunicare con te.


Sperando di incontrarmi?
In che modo avrebbe potuto...?


Non fece in tempo a finire la frase, perché le porte del padiglione si aprirono lentamente, cigolando, attirando momentaneamente l'attenzione e lo sguardo della giapponese, che si girò a guardare in quella direzione.

... Era consapevole di doverti restituire due tesori importantissimi, tesori che aveva preservato nel modo migliore affinché sfiorissero il meno possibile.
Era desiderosa di restituirti qualcosa che avrebbe sempre dovuto far parte di te, esattamente come la vita che ora tu stai restituendo a tua sorella.


Le porte del padiglione si spalancarono definitivamente, dando modo alla giovane donna di guardare al suo interno. Si alzò in piedi, quasi automaticamente, continuando a stringere a sé la sfera, mentre lo sguardo si posava su una stanza molto semplice, di forma quadrangolare, adornata da pochi semplici abbellimenti di stampo orientale. Non vi era nulla di veramente considerevole all'interno di quella stanza, nulla tranne una cosa: una figura vestita magnificamente, con un kimono di fattura pregiata, lo sguardo dal taglio nipponico come la Nonomiya ed i capelli tirati su, in una tipica acconciatura da donna giapponese. Le fattezze, il colore degli occhi, della pelle, dei capelli, erano lo specchio riflesso di Kirie. Da sotto l'acconciatura, poi, spuntavano delle orecchie piuttosto pronunciate, lo stesso identico difetto estetico della giovane Kurosawa.
La giovane donna si avvicinò di qualche passo e mentre la figura dentro la stanza rimaneva ferma al suo perfetto centro, poco prima che prendesse parola esibendo una voce per Kirie mai sentita, ma in realtà fin troppo famigliare.

Non sai quanto ho atteso questo momento...

... Sniff...

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L'emozione era tale che Kirie non riuscì a pronunciare una sola parola. Gli occhi erano lucidi, arrossati da lacrime di gioia, lacrime di commozione, mentre la Yuzuruha faceva qualche passo indietro permettendo alle due parenti finalmente di ritrovarsi. Un solo cenno di assenso da parte della giovane donna orientale, come a voler dire a sua nonna, la sua cara nonnina, che invece sapeva, che aveva sempre saputo quanto fosse stato difficile separarsi.
Non aveva ancora recuperato la sua memoria, ma le parole di Hinako le avevano fatto comprendere per la prima volta in tutta la sua vita che una persona l'avesse amata, l'avesse amata veramente. Non si trattava solo di suo zio, morto ormai da tempo, ma anche di Hisoka, nonna di Kirie, madre più di quanto lo fosse stata Ouse. La giapponese fece ancora qualche passo in avanti, non riuscendo a celare la profondissima emozione che provava, fermandosi esattamente un passo indietro rispetto alla parente che si presentava a lei come ella era stata da giovane. Sembrava davvero di guardarsi allo specchio, sebbene alcuni particolari cambiassero, come ad esempio un cipiglio più fiero e orgoglioso che invece, nella giovane Kurosawa, era assente.

Obaasan... Il mio cuore è sempre stato vuoto da quando te ne sei andata...
Credevo di essere sola al mondo ed invece ho scoperto che mi sei sempre stata vicino...
Mi dispiace tanto Obaasan... Mi dispiace per tutto quello che hai sofferto a causa mia...


Un profondo e rispettoso inchino verso la donna, mentre le lacrime adesso scorrevano sulle guance, cadendo inesorabilmente verso il terreno. Quanto dolore aveva provocato alla sua anima essere intrappolata dentro Kirie? Quanto le aveva tolto il suo sacrificio pur di salvare la nipotina? Ancora una volta la Nonomiya si sentiva in balia di un destino che non era mai stata in grado di controllare, un destino che aveva portato sulla sua strada molte morti, molto sangue e molto dolore.
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Messaggioda Sandyon » 17/12/2019, 12:33

Scoprire i misteri dietro la figura così apparentemente limpida e genuina di Itsuki fu una tappa non obbligatoria, ma importante.
Kirie poté rendersi conto di quanta umiltà esistesse nel cuore del giovane uomo italo-giapponese, un pregio che nel prossimo ella apprezzava moltissimo.
Era stato un racconto lungo, articolato, approfondito, ma misto a diverse domande alle quali la Zenko scelse di non fornire risposta.
Una scelta, sì, perché pur facendo la vaga, era ovvio che lei conoscesse la verità assoluta dietro la leggenda, ma non stava a lei rivelarla a chiunque.
Poteva fornire indizi, poteva dare piccoli accenni, il resto sarebbe comunque rimasto nelle nebbie dei dubbi e dei segreti.

Ma se ciò che è leggendario fosse anche reale, vorrebbe dire che Itsuki Amakura ha dimostrato nel suo animo la ferrea e forte presenza di Saggezza e Amore.
... Senza considerare che, stranamente, nel suo stesso periodo di vita è nato anche un altro ragazzo con cui ha stretto un forte legame, Ignis del Fulmine e con un nome molto singolare.


... State parlando di Danma-san?

Nel caso in cui l'Ao-Oni si fosse presentato a lui e adesso fosse parte del suo Spirito, potremmo aspettarci grandi cose anche dall'Assistente Demone.
In quale modo si manifesterà il suo potere? Sarà in grado di gestirlo come ha egregiamente fatto fino ad ora il Demone Ignis? Porterà avanti i concetti di Coraggio e Amicizia?


Kisuke e Kirie si erano visti pochissimo. Lui si era mostrato sia cordiale che amichevole, ma niente di più.
La donna non poteva neanche lontanamente intuire le risposte alle domande di Yuzuruha, ma lei non le stava chiedendo, non ne aveva bisogno.
Le Forze dell'Essere sapevano l'esito del destino e soltanto loro potevano avere il compito di preservare quella conoscenza superiore.
I mortali, così come anche diverse creature soprannaturali, vivevano in funzione di una minima parte di realtà rivelata ed in pochi possedevano le capacità per scrutare poco più in là.
La Divinazione, quel dono per il quale i Kurosawa erano tanto famosi, tanto potenti, rispettati e rinomati, un dono che ormai Kirie non possedeva più, suo malgrado.
Il fallito operato di una madre troppo avida aveva prosciugato l'energia divinatoria della figlia, rendendola a tutti gli effetti l'unica incapace di rendere lustro alla stirpe.
Tuttavia, forse, non era ancora detta l'ultima parola...

... Era consapevole di doverti restituire due tesori importantissimi, tesori che aveva preservato nel modo migliore affinché sfiorissero il meno possibile.
Era desiderosa di restituirti qualcosa che avrebbe sempre dovuto far parte di te, esattamente come la vita che ora tu stai restituendo a tua sorella.


Quando le porte di quella piccola torre si spalancarono, la figura di Hisoka Kurosawa apparve con uno sguardo fiero ma anche commosso davanti alla nipote.
Lacrime presero a scendere dagli occhi della MagiDottoressa, la quale venne lasciata libera di rapportarsi alla parente con il massimo della riservatezza.
La Zenko, infatti, restò all'esterno della struttura, voltandosi anche e dando le spalle alle due ritrovate creature, una fisica, l'altra purtroppo non più.
Avevano la stessa altezza, lineamenti quasi uguali, anche quel semplice difetto delle orecchie replicato in tutto e per tutto.
Solamente pochissimi dettagli le distinguevano, come una sottile curvatura delle guance, il riflesso della capigliatura e la forma delle mani e delle unghie.

Obaasan... Il mio cuore è sempre stato vuoto da quando te ne sei andata...
Credevo di essere sola al mondo ed invece ho scoperto che mi sei sempre stata vicino...
Mi dispiace tanto Obaasan... Mi dispiace per tutto quello che hai sofferto a causa mia...


Sshhh... Va bene così.
Guardami negli occhi, Kirie.
Non esiste sofferenza nel cuore di chi ha agito con consapevolezza, solo il timore di sbagliare, il timore di non riuscire.
L'unica ad avermi provocato dolore indicibile è stata mia figlia e la sua sconsiderata sete di gloria e onore.


Una come Kirie non avrebbe mai parlato in quel modo, non avrebbe mai condannato apertamente qualcuno, neanche il suo più acerrimo nemico, ammesso che ne avesse uno.
Ma sua nonna era diversa. Apparteneva ad un retaggio ed una educazione più rigidi, che in passato l'avevano costretta ad allontanarsi dal vero amore della sua vita.
Una esistenza votata al rigoroso decoro della famiglia e della sua dinastia intramontabile, per quanto il tramonto fosse ormai prossimo più che mai.
Ouse non poteva avere altri figli, Kirie non avrebbe mai più seguito le orme della madre e si sperava che anche Nabiki fosse dello stesso avviso.
Più che altro bisognava fare attenzione che la futura sorella minore non decidesse direttamente di ucciderla, la madre, dopo ciò che le aveva fatto.

... Tuttavia non posso che incolpare di riflesso me stessa.
Le ho trasmesso tutti i concetti e i dettami che riservarono a me ed il risultato è stato prevedibile.
Presto o tardi qualcuno della nostra famiglia avrebbe ceduto alle lusinghe della fama.
Mi auguravo solo che ciò accadesse molto più avanti, per non essere costretta a vederne i risvolti.
Mi potresti dare della vigliacca... Non posso negarlo, anzi, lo riconosco apertamente.


Molto difficile che la nipote potesse offenderla in quella maniera, ma Hisoka non la mandava a dire a nessuno, non escludendo neanche se stessa.
Il suo modo di essere in verità si era tanto ammorbidito nel corso dei decenni, sopratutto con la nascita di Kirie e con l'osservare l'evoluzione della figlia.
Vedendo più chiaramente gli errori commessi con lei si era automaticamente resa conto di quanto si fosse lasciata alle spalle, a cosa avesse rinunciato.
Poteva solamente far sì che la felicità perduta fosse riservata per lo meno alla più giovane della famiglia, ancora scevra dal peccato e dall'oscurità.
Il suo sacrificio era servito sostanzialmente a quello: regalare alla Nonomiya un futuro roseo e da scrivere con le sue uniche forze.

Yuzuruha-sama ti ha dato una informazione particolare, ne sono sicura.
Ha parlato del tuo nuovo cognome e di come esso sia stranamente importante, pur essendo stato inventato per una occorrenza.
Nonomiya... Tempio nel Campo, trovo che le Forze dell'Essere e l'Equilibrio Supremo sappiano sempre come far coincidere tutto, anche nel caos più cupo.
Ascoltami bene e assimila le mie parole cercando di non farti sopraffare da esse, anche se so che non sarà una impresa elementare...
... Tu saresti dovuta essere l'attuale Terran Verdigris, la Sempreverde della Gilda Terran.


Si espresse con calma fermezza, continuando a chiederle implicitamente il contatto visivo assoluto e costante.

Questa verità mi è stata rivelata una volta raggiunto il luogo più profondo e mistico della tua anima.
Lì, lo Spirito Verde iniziava a crescere rigoglioso e ben presto avrebbe fatto la sua comparsa, così da renderti consapevole della scelta del Conflux.
Ma il rituale eseguito da mia figlia ha intaccato questo potere, minacciando di cancellarlo per sempre.
Sapevo di non avere alcuna possibilità di impedire la progressiva perdita di vigore dell'Elemento, ma rallentare era sempre meglio che lasciare alla distruzione.
... Oggi tu sei appena una SemiGildata della Terra, ma la verità è ben diversa, la verità è che la Terra aveva progetti per te molto più grandi.


Fra Kirie ed Hisoka si manifestò improvvisamente una sfera di grosse dimensioni (circa una palla da basket) completamente imbevuta di Mana Terrestre.
Era talmente tanto traboccante di energia da irradiare un calore avvolgente ed immensamente piacevole.
La sfera roteava piano quasi emulando il pianeta Terra, con vampate smeraldine che di tanto in tanto sfumavano da una parte e dall'altra.
Ad un tratto qualcosa sembrò spezzarsi dentro al petto della giapponese, ma senza recarle alcuna sensazione sgradevole.
Al contrario, fu come se un lucchetto fastidiosamente chiuso da anni si fosse improvvisamente spaccato, permettendo l'apertura di uno scrigno preziosissimo.

Immagine

Questo è quanto sono riuscita a salvare ed ora posso finalmente restituirtelo.
Il sigillo che chiudeva l'involucro del tuo Elemento Statico si è infranto.
Ora il tuo Spirito può riottenere la Terra in forma Dinamica e viva.
Non potrai ricoprire il ruolo scelto originariamente per te...
... Ma gioisco al pensiero che tu non debba sentirti così distante da un qualcosa che in fondo è sempre stato parte integrante della tua natura.


La sfera si rimpicciolì lentamente, brillando di una luce ancora più intensa e accecante.
Appena pochi secondi ed essa avanzò verso il corpo di Kirie, immergendosi in lei senza più alcun impedimento od ostacolo.
Senza la presenza della Farfalla, la purificazione della donna era stata possibile sia grazie a Yuzuruha, sia a quella concentrazione di Mana.
Kirie avrebbe potuto sentire la coscienza sporca per i peccati commessi in quegli ultimi giorni, ma con l'animo e lo spirito più puliti e luccicanti che mai.
Una sensazione di bilanciamento in aiuto di un quasi sicuro tormento opprimente.

Resta concentrata, non abbiamo ancora finito.
Il mio ruolo deve terminare di compiersi prima che la mia forza per restare ancorata a questo limbo si esaurisca completamente.
Il rituale non ha attaccato soltanto l'Elemento sbocciato in te ma, come ben sappiamo, anche le tue capacità Divinatorie.
Per anni sei stata considerata una inetta, indegna di ricoprire la carica di nuova Capo Famiglia... E non sai quanto risentimento ho provato.
Tu, il mio specchio, l'Eredità dei Kurosawa, privata del tuo tesoro più pregiato e sconvolgente.


La ex Morimoto poteva constatare facilmente quanto rancore serbasse interiormente lo spettro mistico della nonna.
Non si lasciava andare a chissà quali dimostrazioni, no, era pur sempre Hisoka Kurosawa, ma questo non le impediva un minimo di umanità.
Una volta raggiunta la porta celeste, quelle sensazioni sarebbero scomparse, l'unica garanzia e tranquillità per la nipote, eventualmente preoccupata per la pace della defunta.
Il piccolo contenitore di vimini che teneva tra le mani finalmente assunse un significato.
Non era un oggetto a ricordo di una figura realmente esistita, bensì il recipiente per qualcosa di tanto impagabile, quanto la sfera ricevuta da Kirie appena un attimo fa.

Qui dentro ho raccolto i brandelli rimasti del mio potere Divinatorio.
Essi, assieme ai pezzi salvati dall'operato di mia sorella, ricostruiranno in minima parte il tuo dono originale.
Se Hinako non avesse spezzato la barriera permettendo alla Farfalla Cremisi di uscire, probabilmente oggi non ti rimarrebbe niente.
Hai pagato un caro prezzo per la resurrezione di Nabiki Kurosawa, credo sia giusto che per lo meno te ne torni qualcosa.
La scelta però spetta solo a te, perché ritornare nella culla delle Forze dell'Essere rappresenta comunque sia un privilegio, che un onere.


Avere percezioni. Scoprire piccoli sprazzi degli eventi di un avvenire indefinito. Tornare ad essere a tutti gli effetti meritevole del titolo di Capo Famiglia.
La Terra non chiedeva prezzi in cambio, se non la salvaguardia di Gaia e dell'Equilibrio con i propri mezzi in base alle possibilità.
La Divinazione invece era tutt'altro discorso, tutt'altra questione.
Hisoka ne era perfettamente consapevole e per questo stava fornendo alla nipote la possibilità di esimersi da quel regalo.
Restando priva del dono avrebbe potuto vivere una esistenza più leggera, con minori responsabilità.

Chiedo scusa...

... Quanto ci rimane?

Temo molto poco.

Permettici ancora qualche attimo, per favore, Yuzuruha-sama.

... D'accordo.

La Donna Volpe fece nuovamente un passo indietro e l'attenzione di Hisoka tornò ancora sulla nipote.

So che non si tratta di una decisione facile, ma è necessario che tu faccia chiarezza nell'immediato.
Mia sorella potrà insegnarti a controllare e utilizzare quello che riceverai, se è questo fonte di una tua ulteriore preoccupazione.
Se ciò che ti preoccupa invece è che mia figlia, scoprendolo, possa in qualche modo nuocerti, temo di non poterti rassicurare in alcun modo.
Dovrai essere tu a difenderti, ma è anche vero che nel corso di questi anni hai incontrato persone degne di fiducia che farebbero di tutto pur di preservare il tuo sorriso.
Ciò che è altrettanto importante da sapere però... È che avrai il mio appoggio sia in un caso, che nell'altro.


Quel contenitore se ne stava là, davanti agli occhi di Kirie, apparentemente leggero, in realtà pesantissimo.
Non avrebbe dovuto fare altro che prenderlo con sé per far sì che il suo interno fosse accolto immediatamente.
Il petto si faceva sempre più pesante, l'atmosfera più difficile da sopportare.
La Zenko aveva ragione, il tempo era agli sgoccioli, nessuna fonte sacra o tocco mistico avrebbero potuto allungare quella permanenza più di così.
Dove erano diretti il cuore e il desiderio della Nonomiya?

Spoiler:
Kirie sale ufficialmente al rango di Terran delle Giungle.
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