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Diekirch

Messaggioda Monique » 09/07/2013, 14:29

Diekirch (lussemburghese: Dikrech) è un comune del Lussemburgo nord-orientale con lo status di città. È il capoluogo del cantone e del distretto omonimi. Si trova sulle sponde del fiume Sauer.
Nel 2001, la città di Diekirch, capoluogo del comune che si trova nella parte meridionale del suo territorio, aveva una popolazione di 6.068 abitanti. Diekirch è stata la prima città del Lussemburgo ad avere un'isola pedonale, nel 1977.
Nella città ha sede una distilleria omonima. Ci sono anche due scuole superiori, il Lycée classique de Diekirch (liceo classico) e il Lycée technique hotelier Alexis Heck (l'equivalente di un istituto alberghiero italiano). La città ospita il Museo nazionale di storia militare, per gran parte incentrato sul ruolo assunto dalla città nell'offensiva delle Ardenne, durante la II guerra mondiale.
Nella città ha sede uno dei sei quartieri generali della polizia granducale.


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Messaggioda Marshall » 15/07/2013, 1:22

{ PIAZZA DELLA SACRA CONCORDIA - DIEKIRCH - ORE 19:10 }

Sicuro che è tutto sotto controllo Marsh?

Ca**o Francine, fidati e rilassati una buona volta, che poi ti vengono le rughe premature!

Eh no è che sai...

Sono sei mesi che andiamo appresso a questi tizi, certo che lo so, li ho seguiti io, mica tu.

Ma il mio supporto informativo è stato fondamentale, ammettilo!

... Senti passa la bottiglietta d'acqua va', che è meglio!

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Senti non è colpa mia se ho avuto problemi di salute negli ultimi tre mesi!

Tu hai quasi sempre problemi di salute...
Te l'ho già detto, lascia stare questa carriera, non fa per te...
Sei una brava cuoca, datti alla cucina no?


Grazie per le immense speranze che riponi in me, Marsh, grazie sul serio!

Dico quello che penso perché ti voglio bene Francine, altrimenti ti continuavo a sfruttare.
Sentiamo su, dov'è che si incontreranno?


"Crimson Forest", ore 20:00 in punto, vicino all'Acero millenario che si tr-...

E dove sarebbe?

Ci stavo arrivando!
... Che si trova a queste coordinate che ti ho scritto sulla pergamena, tieni e vedi di non perderla!


Ok, se non altro stasera concludiamo e domani intaschiamo i 1800 Galeoni...

Menomale, mi stava anche per scadere l'affitto...

Va beh, io adesso è meglio che vada a darmi una rinfrescata che dopo mi metto in marcia verso questa foresta.
Voglio controllare il perimetro e trovare l'albero designato anticipatamente... Li aspetterò tra i rami, sai che sorpresa?


Tra i rami?
Ma dico Marsh sei tutto scemo?
E se ti vedessero?
Sei indifeso lì sopra!


Gli alberi millenari sono di solito altissimi e molto folti, inoltre siamo a cavallo tra Primavera e piena Estate, ti pare che non avrà abbastanza foglie per coprirmi?
E poi mi regolerò meglio quando sarò lì... Scappo o farò tardi, prepara le valigie ed aspettami in albergo!


Camera tua?

Si, ti piacerebbe!
Buona cena Francine!


{ "CRIMSON FOREST" - PRESSO ACERO MILLENARIO - ORE 19:37 }

Qualcosa mi dice che è questo qui... Guarda quant'è folto... Perfetto.

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Marshall Rosenberg, Auror del Ministero e Investigatore Magico molto conosciuto su territorio internazione, quella sera stava per portare a termine un compito affidatogli ben sei mesi prima da un cliente molto affidabile e amico di alcuni superiori.
Tale compito, sventare un piano di ammutinamento nei confronti del suddetto cliente da parte di certi suoi colleghi poco rispettabili, aveva come termine ultimo quella zona dispersa in mezzo ad una foresta gigantesca e vasta che costeggiava un fiume limpido e pulito.
A Marshall sarebbe bastato registrare mentalmente tutto quanto, tirando fuori poi il ricordo da mostrare alla giuria e in più, tramortire i tre simpatici complottatori per poi sbatterli nella prigione convenzionata al Ministero più vicina in attesa del processo.
Tutto secondo i piani insomma. Mancavano appena venti minuti all'ipotetico arrivo degli obiettivi e l'uomo non stava più nella pelle.
1800 Galeoni avrebbero fatto gola a chiunque, anche ad uno come lui al quale il denaro di certo non mancava.
Si avvicinò al tronco dell'Acero, ringraziando che fosse tanto folto e ricco di rami robusti che lo avrebbero sorretto senza fatica.
Un poco di fatica la fece per scalarlo, quello si, ma alla fine ci era abituato e per questo non ci mise più che una decina di minuti ad arrivare abbastanza in cima da non essere visto ma allo stesso tempo essere in grado di sentire tutto e memorizzare alla perfezione.

{ Qualche minuto più tardi... }

Il Sole andava lentamente tramontando e la luce diminuiva secondo dopo secondo.
Le otto di sera in punto e già il primo dei tre si mostrò sotto la maestosità dell'Acero che nascondeva egregiamente l'investigatore.
Pochi secondi ancora e gli altri due sopraggiunsero, stringendosi la mano e scambiandosi delle cartelline molto sospette.
Gli occhi scuri di Marshall fissavano intensamente tutta quanta la scena e dentro di se ringraziava che avessero scelto un orario si tardo ma ancora inebriato da pochi raggi solari, altrimenti addio prove concrete.

Bravissimi... Confabulate pure, mi servono solo altri cinque minuti per incastrarvi a dovere... Solo altri c-... Mh?

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E quelli cosa ci stavano facendo lì?
Proprio ora dovevano arrivare a creare distrazione e fastidio?
Non che a Marshall non piacessero gli animali, anzi, i cinghiali cuccioli li trovava anche molto teneri, ma come immaginava, i tre tipi si fermarono nel parlare perché i piccoli con la mamma si erano avvicinati al tronco dell'Acero con l'intento di cercare dei funghi alla base.
Sospirò l'Auror, alzando le spalle attendendo che gli animali se ne andassero via quanto più possibile, appena infastidito nel vedere che due dei tre tizi avevano cominciato a tirare piccoli calci ai cuccioli, con una madre che, evidentemente troppo anziana, non ce la faceva a difenderli come invece avrebbe fatto normalmente.
Ovvio che gli dispiacesse al Rosenberg, ma buttare all'aria un piano da 1800 Galeoni e sei mesi per dei cinghiali lo trovava un po' eccessivo.
Stava per coprirsi gli occhi con due dita, ripromettendosi che li avrebbe fatti pagare anche per quello quando una voce diversa, estranea, nuova... FEMMINILE... Si fece spazio in mezzo alla scena.

Oh fantastico, cos'è? Una specie di fiera? Un luogo di ritrovo? E menomale che lo avevano scelto per la segretezza!
Pensa se doveva essere affollato...


A quel punto però, Marshall si ritrovò a dover guardare per forza la vicenda che si stava susseguendo più in baso di circa sei-sette metri.
La ragazza, per la precisione, una gran bella figliola, stava inveendo contro i tre uomini insultandoli e proteggendo così i cinghiali indifesi.
Non portava bacchetta, questo significava che non era una maga e infatti i tre, comprendendo di non poter estrarre la bacchetta decisero di passare alle maniere forti. Marshall chinò il capo quasi sconsolato, preparandosi a dover entrare in azione molto prima del dovuto.
Poi, un'idea: magari questa tipa era una della forestale, quindi poteva essere armata di teaser o pistola babbana.
Aspettò allora qualche altro secondo, sperando in quella evrità che però non si rivelò affatto, anzi, contro ogni aspettativa, i bersagli ben più che sadici si misero a malmenare la giovane riempiendola di schiaffi e calci, insultandola in ogni modo possibile e immaginabile, mentre intanto i cinghiali riuscivano a fuggire scappando via impauriti.

D'accordo Marshall, d'accordo...
Una cosa è certa: poi a Francine glielo pagheranno i cinghiali l'affitto, tsk!


Si diede una bella spinta in avanti, precipitandosi di sotto e atterrando proprio alle spalle dei tre che stavano addosso alla ragazza, inginocchiata per terra totalmente in lacrime mugolante di dolore, e fu allora che salì ancor di più la rabbia al Sole d'Oro.
Il primo cazzotto fu fulmineo e colpì quello più a destra tanto da tramortirlo, impedendogli di accorgersi della novità.
Gli altri due invece si volsero, rimanendo un attimo interdetti.

Rosenberg?!

Salve ragazzi!

E giù altri due cazzotti, la destra ad uno e la mancina all'altro, sul setto nasale, ed entrambi caddero all'indietro privi di sensi.

Quello che ho in testa forse non basterà ma va beh... Si tenterà il tutto per tutto, auguriamoci che il giudice non sia corrotto!
... Milady!


Immediatamente Marshall si avvicinò mettendosi alla stessa altezza della ragazza, fissandola dritto negli occhi, osservando poi i primi lividi sulle spalle scoperte e le guance piene di lacrime di sofferenza e dolore.
Si era battuta così tanto, rischiando per degli animali: doveva possedere un cuore d'oro e coraggio da vendere, ma da soli non bastavano a mettere in fuga quei tre fottuti bastardi adesso al suolo a schiacciare un bel pisolino forzato.
L'aria dell'investigatore era molto preoccupata, e per il momento non si accorse della bellezza delle vesti dell'eroina della natura; avrebbe avuto forse tempo più tardi, a mente lucida e senza l'intento primario di darle soccorso fulmineo.

Come si sente?
Respiri piano, adesso la aiuto io...
... Li ho stesi, sono qui mezzi morti, perché?
... Ah i cinghiali!
No no, sono fuggiti, intatti, sani e salvi per merito suo...
Adesso mi dica, c'è qualcuno dal quale la posso portare?
Un posto dove posso accompagnarla?


Un braccio la sorreggeva all'altezza del collo e l'altro invece le teneva su la schiena, il viso molto vicino, occhi rassicuranti e voce ferma.
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Messaggioda Indigo » 15/07/2013, 16:10

-Crimson Forest | ore 20.02-


Organizzare tutta quella messinscena, in realtà, era stato più semplice del previsto: i poteri di Indigo erano stati provvidenziali, in quel frangente, perché le aveva permesso di preparare ad arte il suo spettacolo; grazie ad un gentile uccellino che si era prestato volentieri alle sue richieste, la Druida aveva infatti scoperto i piani del suo uomo, Marshall Rosenberg, e si era regolata di conseguenza.
Egli avrebbe dovuto ascoltare una conversazione scottante tra tre tizi che avrebbe poi consegnato alle autorità magiche in attesa di processo, e questa conversazione si sarebbe svolta sotto un Acero Millenario, lo scenario perfetto per lei che, così facendo, sarebbe stata anche a contatto con Gaia mentre compiva la sua missione per conto della Setta: una volta scoperti i piani dell'investigatore, Indigo aveva usato nuovamente i propri poteri, questa volta per procurarsi l'antipatia istantanea dei tre tizi, di cui aveva avuto informazioni immediate tramite la Setta, al cui quartier generale era immediatamente comparsa per poi tornare a Diekirch, di modo che quando l'avessero vista non ci sarebbero andati giù leggeri, con lei.
Infine, aveva fatto sì che una famigliola di cinghiali venisse a sapere che, nei pressi dell'Acero, vi erano dei funghi buonissimi da mangiare, et voilà, il gioco si era praticamente avviato da solo!
Ora, silenziosa e nascosta tra il fogliame, la Druida attendeva tranquilla che tutto si svolgesse secondo i piani: Marshall si trovava lì, tra le fronde dell'Acero, e grazie ai poteri che Gaia le aveva concesso lei, la figlia del Mana, poteva notarlo perfettamente, seppur fosse nascosto molto bene; e poco dopo arrivarono anche i tre uomini, il primo da solo e poi gli altri due, insieme.
Ad Indigo in realtà importava ben poco dell'argomento della loro conversazione, perché ciò che davvero la interessava era attirare l'attenzione dell'Auror... e così fece poco dopo: quando la famiglia di cinghiali si avvicinò all'Acero alla ricerca di cibo, i tre bastardi iniziarono a prendere a sassate i cuccioli, che invano tentavano di trovare protezione dietro la madre, stanca ed impossibilitata a difenderli; era quello il momento perfetto per agire, e così avvenne, visto che Indigo contò fino a dieci e poi sbucò dalle fronde, lo sguardo volutamente sconvolto ed arrabbiato, e doveva ammetterlo, provava davvero disgusto per ciò che stavano facendo a quei poveri animali, rivolto verso i tre.

Ma cosa diavolo state facendo?!
Sono solo dei poveri animali indifesi, lasciateli in pace!


Inveì contro di loro con le braccia che si spalancarono per bloccare eventuali sassi tirati ancora dai bastardi, parandosi di fronte agli animali che si nascosero dietro di lei, riconoscendo in Indigo una figura protettiva: allo stesso modo, i tre uomini, vittime del potere della Druida, presero ad avvicinarsi con intenti ben poco gentili, tanto che la mora incitò subito gli animali indifesi ad andarsene.
Lo sguardo fiero della Druida sostenne quello dei suoi nemici fino a che questi non presero a prenderla a schiaffi e calci, insultandola con male parole: pur potendo difendersi, ed anche benissimo, Indigo li lasciò fare, col primo schiaffo che la fece barcollare ed un calcio alla bocca dello stomaco che la fece cadere a terra, in ginocchio, i lunghi capelli lisci che le circondavano il viso, anche se poco dopo vennero tirati all'indietro per permettere ad uno dei tre di colpirla meglio, e gli occhi color del cioccolato che si bagnavano di lacrime; altri colpi le arrivarono addosso, alla schiena, sulle spalle, ancora in faccia, ma la Druida sopportava perché sapeva bene, dentro di sé, che era necessario perché il piano andasse a buon fine.
Le veniva quasi da ridere al pensiero che, volendo, avrebbe potuto ucciderli semplicemente allungando la mano e toccandoli, ma non aveva importanza, che la pestassero pure se questo serviva per il proprio piano: si era rannicchiata su se stessa, con le braccia che cercavano di coprire il volto ed il corpo racchiuso per parare eventuali altri colpi allo stomaco o al petto, gemendo apposta, e nemmeno troppo, perché il corpo le faceva male davvero, di dolore così da farsi sentire da lui, quando all'improvviso uno dei tre uomini venne fulmineamente allontanato da lei.
Naturalmente Indigo sapeva cosa fosse successo, ma non si azzardò a muoversi, fingendo di essere troppo spaventata per poter anche solo pensare di muoversi.

... Milady!

Solo quando la voce di Marshall la raggiunse, e Indigo poté sentirlo inginocchiarsi accanto a sé, la Druida abbassò lentamente le braccia, tremanti, raddrizzandosi appena con la schiena, per poi alzare altrettanto lentamente il viso e voltarlo leggermente sulla destra, così da posare gli occhi carichi di lacrime sull'investigare nonché Auror Rosenberg.

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Come si sente?
Respiri piano, adesso la aiuto io...


Quegli uomini...

... Li ho stesi, sono qui mezzi morti, perché?

Gli... gli animali...

... Ah i cinghiali!
No no, sono fuggiti, intatti, sani e salvi per merito suo...


Quei poverini... avevano solo... tanta fame...

Mormorò Indigo con voce tremante e volutamente ancora spaventata, mentre le lacrime non accennava a smettere di colarle lungo le guance e i lividi piano piano iniziavano a mostrarsi sulla sua carnagione olivastra e facevano male, pulsando e bruciando: Marshall le era molto vicino, la sua mente registrò ogni particolare del suo volto e la Druida si ritrovò a pensare che, in fondo, non sarebbe stato così male doverlo affascinare al punto da legarlo a sé... il tempo che serviva per i piani della Setta, ovviamente.
Nel frattempo, mentre l'uomo la sorreggeva, la famiglia di cinghiali risbucava dal fogliame in mezzo al quale era fuggita, avvicinandosi ad Indigo per emettere qualche verso sconnesso che, naturalmente, nessuno dei due poteva capire.

Adesso mi dica, c'è qualcuno dal quale la posso portare?
Un posto dove posso accompagnarla?


Ho... una stanza... al "Magnus Hotel" ...

Sussurrò Indigo di rimando, sbattendo le palpebre lentamente con un lieve mugolio di dolore mentre uno dei piccoli le si avvicinava e strusciava il muso contro la mano della Druida, sporca di terra e con le unghie striate di sangue a causa dei colpi ricevuti e dei tentativi volutamente andati a vuoto di proteggersi.

Va tutto bene... l'importante è che siate salvi... - sussurrò la mora al cucciolo, usando volutamente di fronte a Marshall il proprio potere: voleva che lui sentisse quella lingua assurda, voleva che lui si stranisse davanti a qualcosa di sconosciuto, e soprattutto voleva che notasse che il cinghiale sembrava capirla - Va' a mangiare, adesso... il tronco è libero per te e i tuoi fratellini.

Aggiunse, indicando i piedi dell'Acero con un cenno debole del capo: ed il cinghiale, richiamando la madre e i fratellini, gli si avvicinò come lei gli aveva detto, iniziando a cibarsi dei funghi presenti; sicura di aver attirato abbastanza l'attenzione di Marshall, Indigo aveva un'ultima cosa da fare... svenirgli di colpo tra le braccia.

Spoiler:
Uso Potere Lv. 4: Scrutare - la vista del Druido o di un soggetto migliora notevolmente per un periodo di tempo [30 minuti].
Uso Potere Lv.1: Parlare con gli animali - il Druido può comunicare con gli animali.
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Messaggioda Marshall » 16/07/2013, 22:59

Ho... una stanza... al "Magnus Hotel" ...

Ottimo, se non altro so già dove portarla, è dove alloggio anche io!

La signorina, non contenta di aver già dato abbastanza spettacolo, si mise a parlare in una strana lingua arcaica verso i cinghiali che, come se potessero capirla perfettamente, risposero con i propri versi voltandosi e raggiungendo le radici dell'albero per cominciare a cibarsi dei funghi.
Il Rosenberg sbatté le palpebre più volte, scuotendo il capo non capacitandosi di quello che stava giungendo alle proprie orecchie, e non poté nemmeno fare in tempo a rivolgere qualche domanda alla ragazza che quest'ultima come se fosse protagonista di una soap opera babbana gli svenne tra le braccia, perdendo i sensi e impedendo così all'uomo di farle un doveroso interrogatorio.
Si alzò in piedi, non trovando alcuno sforzo nel tenerla vincolata a se, girandosi e osservando le condizioni dei tre tizi, ancora belli addormentati.
Uno sbuffo infastidito, perché doveva trovare il modo per lo meno di avere un ulteriore straccio di prova.
Ma certo! La cartellina che si erano passati. Afferrò quella con la mano più libera e poi si incamminò verso l'uscita della foresta, evitando di utilizzare la smaterializzazione per paura di scombussolare troppo la principessa degli animali.

{ MAGNUS HOTEL - STANZA DI MARSHALL - ORE 21:10 }

Entrato nella propria camera, l'investigatore posò Indigo ancora svenuta sul suo letto, privandosi intanto della camicia rimanendo con la canottiera bianca, stesso fece poi per gli stivali e i pantaloni, mettendo dei calzoni di seta nera più comodi e leggeri.
Facendo qualche passo verso di lei, posò la cartellina sulla scrivania non troppo distante, fissandola adesso da capo a piedi, per altro nudi.
Come le era venuto in mente di girare scalza per la foresta? Potevano esserci vetri rotti o qualunque cosa di appuntito a farle del male.
Scosse la testa, non potendo però non riflettere di nuovo sul linguaggio utilizzato per comunicare con gli animali che ella aveva sfruttato poco fa.
Una mano dietro la nuca, scuotendosi la chioma nera e liscia, illuminato dalla tenue luce della bajour.
Era piena di lividi e tagli su molte parti del corpo, per non parlare del sangue che le scorreva lungo la fronte, insomma un disastro.
Non poteva lasciarla così e considerando il modo in cui lo avevano osservato alla reception, era certo che se fosse ripassato di lì per condurla al pronto soccorso avrebbero chiamato la polizia fermandolo pensando chissà che.
Decise quindi alla fine di gestire il problema per conto suo, sperando che i danni al fisico non fossero così eccessivi da dover ricorrere agli estremi rimedi, dunque si avvicinò ulteriormente, leccandosi le labbra con fare nervoso e piano piano cominciò a toglierle il vestito.
Si sentiva un poco maniaco in quel frangente ma la prima cosa da fare era metterla in una vasca di acqua calda e lavarle le ferite per disinfettare il corpo, quindi era necessario che fosse completamente nuda.

Ma guarda te che mi tocca fare...

Una volta completata l'operazione, non perse minuti preziosi ad ammirare il corpo da favola della coraggiosa animalista, afferrandola in braccio e portandola in bagno, dove aveva già aperto l'acqua della vasca riempiendola fino quasi all'orlo.
Con assoluta cautela e calma la immerse dentro il recipiente di ceramica bianca, facendo attenzione a non mandarla giù con la testa.
Inginocchiatosi al terreno, con la spugna, prese a pulirle la fronte, poi le spalle e le braccia, graffiati e sporchi di rosso.
Stesso valeva per le gambe alle quali si dedicò successivamente, soffermandosi con cura ai piedi, preoccupato che avendo camminato senza protezioni fossero la parte nella condizione peggiore, ed invece con sua somma sorpresa parevano perfetti, puliti e morbidi, anche sulle piante.
Inarcò il sopracciglio, alzando le spalle, scegliendo allora di tornare sulle gambe e sulle braccia ma...

Ehi?
Dove diavolo sono finiti i tagli?


Già, i poteri rigeneranti del Druido, il quale a contatto con fonti naturali di ogni genere si curava automaticamente dalle ferite interne ed esterne.
Stupefatto e interdetto, Marshall diede una lunga panoramica ad Indigo, fregandosene di soffermarsi anche sui seni o sulle parti intime, ma voleva capire se davvero adesso ogni frangente della pelle si trovasse in una situazione di perfetta salute, chiedendosi tra l'altro se non fosse diventato del tutto pazzo ad averla vista poco prima tutta piena di ferite e ammacchi.
Assicurandosi che non potesse scendere con la testa tornò un attimo in camera da letto e osservò con attenzione il vestito.
Sporco di rosso, si, era sangue, senza dubbio, ed in prossimità dei tagli che prima aveva visto.
Tornò in bagno e si accorse che anche i lividi stavano facendo una fine analoga: scomparivano a poco a poco davanti ai suoi occhi.
Quello fu il momento per l'Auror di cominciare a sudare appena appena freddo.
Deglutendo innervosito, la prese, togliendola dall'acqua, perfetta, come se non fosse mai stata picchiata, e la avvolse nell'accappatoio, trasportandola nell'altra camera, spostando il vestito stropicciato e adagiandola con cura sul materasso, con la testa appoggiata al cuscino.
Tutto ciò aveva dell'impossibile, perfino i capelli, poco prima leggermente umidi, adesso sembravano asciutti come se non avessero mai nemmeno sfiorato la superficie d'acqua della vasca, per non parlare del profumo: lui aveva messo sulla spugna con la quale doveva pulire le ferite del bagnoschiuma al cioccolato e vaniglia trovato tra i tanti tipi offerti dall'albergo, ma adesso la pelle della signorina emanava un odore autentico di pino, miele, lavanda, muschio, cocco, tutto ciò che di più naturale esistesse al mondo.
Stremato da tutti quei dettagli impossibili da non vedere e sentire, Marshall si sedette sul bordo dello stesso letto, incurvandosi con la schiena quel tanto che bastava per appoggiare i gomiti alle ginocchia, con le mani sulla fronte e l'espressione incredula, esterrefatta.

Ma chi c***o mi sono portato in camera, Madre Natura?
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Messaggioda Indigo » 16/07/2013, 23:54

Svenire era stata la scelta migliore che potesse fare: si era evitata momentaneamente delle domande del tutto giustificate, peraltro, ed aveva costretto Marshall a prendersi cura di lei, tenendola tra le braccia e portandola in albergo, non nella sua camera, però, bensì in quella di lui; inutile dire che Indigo poteva sentire tutto ciò che l'altro diceva, così com'era inutile dire che il corpo le faceva male per davvero, perché quei lividi erano del tutto reali e, come tali, bruciavano, pulsavano e le provocavano un forte dolore.
Quando Marshall la posò sul letto, la Druida non mosse un muscolo, curiosa di sapere come si sarebbe comportato: poi, lentamente, sentì che le mani dell'uomo la spogliavano, e non poté non sorridere dentro di sé per quella situazione assurda, per lui, seppur all'esterno fosse rimasta impassibile proprio come se ancora si trovasse svenuta.

Ma guarda te che mi tocca fare...

In quel momento si chiese se almeno Rosenberg stava apprezzando lo spettacolo offertogli dal corpo di Indigo, ma la ragazza stessa di rispose che, probabilmente, era troppo concentrato sul come pulire le ferite, da bravo gentiluomo qual era; e difatti, poco dopo, una volta che il corpo della Druida fu completamente privo d'indumenti, ecco che l'Auror la prese nuovamente in braccio per portarla in bagno, e farla lentamente scivolare nell'Acqua.
In quel momento, per la Druida giovane, il sollievo fu immenso: l'Elemento s'insinuò nei suoi tagli, avvolse le sue ferite, ed accelerò il processo di guarigione spontaneo della pelle, dandole immediato sollievo; Indigo poteva sentire l'Acqua dentro di sé smuoversi, rinvigorita e fomentata da quella che la circondava, e al tempo stesso percepiva le forze ritornare a lei, ridandole vigore.
E questo naturalmente aveva un effetto ben visibile sul suo fisico, un effetto che Indigo non aveva potuto prevedere, non immaginando che le facesse il bagno, e che soprattutto non poteva evitare: i tagli, i lividi, i graffi, tutto stava scomparendo dal suo corpo grazie alla magia del Mana che scorreva dentro di lei, lasciandola nuovamente liscia, idratata, perfetta.

Ehi?
Dove diavolo sono finiti i tagli?


Doveva ammetterlo, quella scena aveva un che di esilarante al di là di tutto: pur con gli occhi chiusi, poteva perfettamente immaginarsi la faccia sconvolta dell'investigatore, incredulo ed allibito... e come potergli dare torto? Quando lo sentì allontanarsi, e fu sicura che fosse uscito dal bagno, la mano destra della Druida, che intanto aveva aperto gli occhi, si mosse svelta e silenziosa per strofinarsi la fronte con l'Elemento che la stava circondando, così da eliminare anche il brutto taglio su di essa, tornando poi perfettamente immobile e ad occhi chiusi come lui l'aveva lasciata: si sentì prendere nuovamente in braccio, avvolta in un accappatoio morbido di colore nero, e appoggiata poi ancora una volta sul letto; l'odore della sua pelle, essendo appena uscita dall'Acqua, era più forte del normale, ed Indigo sapeva che non c'entrava nulla col bagnoschiuma usato da Rosenberg poco prima.
Tutte quelle stranezze bastavano per mandarlo ai matti, e difatti egli si sedette con le mani sul volto, incredulo.

Ma chi c***o mi sono portato in camera, Madre Natura?

Una cosa del genere...

Sussurrò la Druida con un filo di voce, così da attirare la sua attenzione: fece fremere gli occhi per poi aprirli lentamente mentre fingeva di muovere il corpo con cautela, per essere sicura che non le facesse più male, e faceva così scivolare le spalline dell'accappatoio troppo grande per lei verso il basso, lasciandole scoperte le spalle; una posa sensuale quella di Indigo che, però, appariva ora, con gli occhi aperti, del tutto innocente e candida, quasi un Angelo sceso in terra, qualcosa di etereo ed impossibile da considerare come concreto, come realmente esistente.

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Lei mi ha salvata...
La ringrazio, non so come sarei potuta sopravvivere senza il suo intervento.


Mormorò ancora la Druida giovane, sbattendo più volte le palpebre, lentamente, per poi aprire le labbra ad un timido sorriso, dolce senza risultare smielato, puro come nera era la sua anima: sapeva recitare bene, ma era anche il Mana dentro di lei a conferirle quell'aura di purezza che, in un momento come quello, l'aiutava molto.
E se, com'era giusto che fosse, Marshall le avesse chiesto chi diavolo fosse e come avesse fatto a guarire in quel modo, a parlare con gli animali o ad avere quel profumo così particolare, Indigo avrebbe risposto con tre semplici parole che, però, avrebbero sconvolto il mondo dell'altro per sempre.

... sono una Druida.
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Messaggioda Marshall » 17/07/2013, 21:56

Una cosa del genere...

Il movimento di Marshall fu veloce e spontaneo.
Alzandosi e voltandosi la guardò dritto negli occhi, non riuscendo per ora a spiccicare frase, essendo stato preso in contropiede.
Lei giaceva su quel letto con un'aria talmente belle ed eterea da apparire quasi irreale, completamente fuori dal mondo.
Allora era vero che si trattava di Madre Natura? Una cosa del genere, questo lei aveva detto, dunque si parlava in ogni caso di una persona, anzi, di un'essere soprannaturale, una creatura non umana... Ma come poterlo credere davvero dopo averla vista senza veli?
Le curva erano tutte al posto giusto, ogni sezione fisionomica della protettrice degli animali rimandava senza ombra di dubbio al corpo di ogni altra ragazza presente sul pianeta, ma lei sosteneva il contrario, con quella lucidità e tranquillità negli occhi da risultare spiazzante.
In effetti a fissarla molto bene, ella appariva tanto incantevole e fatata da rendere ancora più facile pensare all'eventualità che stesse dicendo sul serio, senza considerare le vesti che aveva indosso quando si era presentata contro i tre tizi.
Simili abiti non andavano più di moda nemmeno tra maghi e streghe da almeno un secolo, se non di più.
Spostò gli occhi a destra e sinistra, l'uomo, sbattendo le palpebre mentre provava a riflettere ma con scarsissimi risultati.
Mente vuota, o meglio, piena di domande e parole ma tutte quante difficili da esporre con semplicità.
Fortuna volle che fosse lei ad interrompere ancora il silenzio, ringraziandolo del suo operato e del suo intervento fulmineo.

Lei mi ha salvata...
La ringrazio, non so come sarei potuta sopravvivere senza il suo intervento.


Non... Non c'è problema.
Scusi ma cosa intendeva dire con "Una cosa del genere"?
Sa, perché credo di avere qualche dubbio al riguardo e...


... sono una Druida.

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Fece qualche passo all'indietro urtando per sbaglio un tavolino con sopra un vaso che rischiò anche di far cadere, per fortuna lo fermò in tempo.
Quello non era spavento, era una sensazione assurda, indescrivibile, impossibile da gestire, che lo faceva sentire in bisogno di dare qualche testata per far si che il sogno si concludesse e si risvegliasse nella sua camera, in quel letto, con ancora tutto il compito da portare a termine.
Invece no, era tutto vero, quella ragazza si era appena definita una Druida e niente e nessuno le avrebbe potuto dare torto, perché dannazione, le ferite si erano riemarginate a contatto con l'acqua, l'odore che emanava era un connubio di profumi naturali, floreali ed esotici, senza contare che aveva parlato quella strana lingua nei confronti dei facoceri dimostrando che essi l'avevano sul serio capita, allora perché crederla un'impostora?
Tornò di nuovo vicino al letto, allungando la mano nel tentativo di sfiorarla, cercandone lo sguardo per avere un permesso da parte sua.
Si, l'aveva toccata fino a cinque minuti prima ma allora non sapeva esattamente cosa fosse, adesso era come se possedesse un valore aggiunto.
Le dita sfiorarono la pelle della gamba, di nuovo il piede, poi le braccia, i capelli, e non smetteva, non riusciva a smettere di guardarla.

Voi... Voi dovreste essere estinti da decenni...
Il mondo crede che non esistiate più, mi capisci?
Eppure... Tu dici di essere una di loro e... Io... Sei... Sei bellissima.


No, l'ultimo dettaglio c'entrava davvero poco e niente, bisognava ammetterlo, ma perché negare la realtà? Anzi, forse nemmeno si era accorto di aver usato la bocca per parlare a sproposito e dire cose inutili e per nulla indispensabili.
Deglutì saliva dolciastra, poiché stando così vicino a lei anch'essa aveva preso l'aroma che cospargeva la sua pelle, entratogli nelle narici con prepotenza impedendogli anche di ragionare lucidamente su tutta quella assurda faccenda che non apparteneva alla vita comune.
In camera sua, distesa sul letto, una Druida, una persona così tanto legata alla natura da saperne sfruttare i poteri, incarnarne la furia e la dolcezza, l'eleganza e l'imprevedibilità, la fiducia e il terrore, anche se di terrificante in quegli ora come ora non ci vedeva proprio un c***o.
Si mise in ginocchio, posando il braccio col gomito sul bordo del letto, in modo tale che i due volti fossero più o meno alla stessa altezza.

Devi scusarmi, trovo ancora tutto così sorprendente...
Adesso capisco perché gli animali ti capivano, stavi usando la tua lingua per comunicare con loro.
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Messaggioda Indigo » 17/07/2013, 22:48

Bisognava dargliene atto... le entrate ad effetto erano la cosa che le riusciva meglio; anche in quel caso, le sue parole sussurrate vennero pronunciate dal filo di voce della Druida nel momento più opportuno, facendo alzare e voltare di scatto Marshall.
Le iridi color cioccolato si posarono sul suo volto, al quale riservò uno sguardo intenso, appena appena sorridente, come una lieve sfumatura: lui sembrava spaesato, e come dargli torto? Aveva visto il suo corpo rimarginare le proprie ferite a contatto con l'Acqua, l'aveva sentita parlare con gli animali, e la sua pelle emanava un odore talmente particolare da risultare unico, speciale.
Per questo, con un tempismo di prima categoria, Indigo pronunciò poco dopo quelle tre parole, tre semplici paroline che bastarono per farlo indietreggiare così sconvolto da rompere quasi un vaso, fortunatamente salvato in tempo: intanto, la Druida si era messa seduta sul letto, con l'accappatoio nero che era scivolato lungo le spalle, aperto fino all'incavo dei seni e con le gambe in bella vista, ma pareva non curarsene; il suo sguardo, intenso e penetrante era tutto per Rosenberg, le palpebre che sbattevano veloci per non perdersi nemmeno una sfumatura delle sue espressioni.
Lo osservò avvicinarsi nuovamente, chiederle con lo sguardo il permesso di toccarla, un consenso che lei gli diede con un lieve cenno del capo ed i capelli che le scivolavano davanti al viso, incorniciandone i lineamenti perfetti: la pelle sarebbe apparsa morbida, al contatto, vellutata e profumatissima, così come i capelli avrebbero avuto la consistenza della seta ed il profumo di mille fiori di campo, un odore intenso, dolce ma non stucchevole, inebriante come il sorriso timido e dolce che, poco dopo, riservò all'investigatore.

Voi... Voi dovreste essere estinti da decenni...
Il mondo crede che non esistiate più, mi capisci?
Eppure... Tu dici di essere una di loro e... Io... Sei... Sei bellissima.


Lo so... ed anche tu lo sei.

Rispose Indigo dolcemente, facendogli quel complimento diretto e sincero, pronunciato con voce melodiosa, ed aprendo le labbra ad un sorriso più ampio che mise in mostra anche i denti bianchi e regolari e che coinvolse anche lo sguardo, illuminandolo: voltando il capo, la Druida prese tra le dita della mano destra un bicchiere vuoto, posto sul comodino, sfiorandolo con l'indice della sinistra; immediatamente esso si riempì di Acqua freschissima e potabile, così da permettere alla mora di berne un lungo sorso e dar prova a Rosenberg che quella era decisamente una Druida, e non ci si poteva sbagliare.
Finito di bere, posò nuovamente il bicchiere sulla superficie del tavolo e tornò con lo sguardo sul volto dell'altro, ancora incredulo, ancora sconvolto, in ginocchio di fronte a lei a breve distanza dal suo corpo.

Devi scusarmi, trovo ancora tutto così sorprendente...
Adesso capisco perché gli animali ti capivano, stavi usando la tua lingua per comunicare con loro.
... Come ti chiami?


Indigo.
E ti ringrazio ancora per avermi salvata, prima...


Rispose, abbassando lo sguardo che si fece triste, spento: era giunto il momento di recitare al meglio delle sue possibilità - Talento/Arte 24 + Carisma/Arte 24 + 15d/20 = 63 - per far sì che l'Auror credesse a tutto ciò che stava per uscire dalla sua bocca, così da raggiungere il suo obiettivo... distrarlo per una settimana, e lasciare che gli uomini della Setta portassero a termine il loro dovere.
Per questo, dopo aver preso qualche respiro profondo, alzò lo sguardo su di lui, gli occhi color cioccolato ora lucidi per delle lacrime che erano affiorate improvvisamente, sintomo di dolore come la voce, appena tremula che accompagnò poco dopo quelle gocce salate scivolate lungo le guance.

Scusami, non voglio piangere, è che... sono rimasta sola.
Sono l'ultima Druida esistente al mondo, l'unica che possa proteggere Gaia, la natura... capisci?
E ci sono degli uomini... loro vogliono uccidermi, non faccio altro che scappare da loro, e...


Un piccolo singhiozzo le sfuggì dalle labbra, ed una mano, quella destra, corse subito alla bocca per fare una leggera pressione, quasi a voler ricacciare indietro il dolore che traspariva da quelle parole mentre abbassava lo sguardo: e in fondo, lui non avrebbe mai potuto sapere la verità, nessuno avrebbe mai potuto dirgli che in realtà i Druidi esistevano eccome, ed erano pure in parecchi; in quanto agli uomini che volevano ucciderla... si era organizzata di conseguenza, naturalmente.
Non per niente, era una delle migliori strateghe della Setta dei 12.

V-vorrei solo potermi occupare della natura in santa pace, e vivere la mia vita lontano da chi mi vuole far del male, ma non riesco mai a scappare abbastanza lontano, e non sono in grado di proteggermi...
Dovrei stare nascosta, ma come posso non aiutare gli animali e le piante in difficoltà, come posso non essere ciò che sono?


Rialzò gli occhi su di lui, due occhi lucidi all'inverosimile, una visione straziante recitata ad arte, e con uno scatto Indigo si lanciò in avanti, circondandogli il collo con le braccia e posando la testa sulla sua spalla, come a cercare protezione e sicurezza in quel contatto.

Aiutami, ti prego... ho tanta paura...

Spoiler:
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Messaggioda Marshall » 18/07/2013, 17:17

Indigo.
E ti ringrazio ancora per avermi salvata, prima...


Non dirlo nemmeno per scherzo. In fondo quei bastardi erano nel mio mirino già da tempo, li avrei stesi comunque.
Hai un nome molto particolare... Mi chiamo Marshall, Marshall Rosenberg, molto, anzi, illustre piacere!


Si, in effetti giusto illustre si poteva definire il piacere che l'uomo provava nei confronti della ragazza.
Una Druida, per la miseria, non una persona comune e nemmeno una creatura magica rara come una driade o una sirena.
Si stava parlando di una vera Druida, un'umana in tutto e per tutto benedetta dalla natura e dai suoi poteri, in grado di scatenare tempeste, muovere le nuvole con il proprio soffio, creare incendi o folgori sui nemici del Mana... Almeno, questo era ciò che recitavano spesso e volentieri i libri di testo sulle leggende legate alle comunità druidiche.
A vederla così, in quel modo, indifesa, dolce, docile, leggiadra e meravigliosamente fragile, il Rosenberg non avrebbe mai dato così tanto credito alle parole inerenti agli immensi poteri ipotizzati per i Druidi, ma forse c'era un motivo specifico dietro al quale ella non aveva utilizzato le sue capacità contro i nemici, magari era indebolita o non mangiava, insomma, le possibilità erano molteplici.
Incuriosito dal comportamento di lei quando abbassò il capo apparentemente sconsolata, Marshall si fece più vicino, preoccupato, fino a quando poi, Indigo non tornò a fissarlo, sta volta con gli occhi scuri e lucidi di lacrime, in un cambiamento improvviso e repentino di stato d'animo, totalmente incompreso per ora dall'investigatore.

Che cosa succede?
Ho detto qualcosa di male?
Senti ancora dolore per le ferite forse?


Scusami, non voglio piangere, è che... sono rimasta sola.
Sono l'ultima Druida esistente al mondo, l'unica che possa proteggere Gaia, la natura... capisci?
E ci sono degli uomini... loro vogliono uccidermi, non faccio altro che scappare da loro, e...


E... ?

V-vorrei solo potermi occupare della natura in santa pace, e vivere la mia vita lontano da chi mi vuole far del male, ma non riesco mai a scappare abbastanza lontano, e non sono in grado di proteggermi...
Dovrei stare nascosta, ma come posso non aiutare gli animali e le piante in difficoltà, come posso non essere ciò che sono?


Se doveva stare nascosta, allora cadeva del tutto l'idea che possedesse questi enormi poteri dei quali tanto si parlava nei libri.
Oppure, il fatto stesso che fosse rimasta da sola significava che era come se l'energia trasmessa dai suoi compagni fosse andata dispersa, per questo adesso lei era in grado di minori prodezze rispetto ai suoi predecessori dei secoli passati.
Come gli succedeva sempre, pensava prima ai ragionamenti logici e poi dopo al presente, infatti ci mise qualche secondo per comprendere che la ragazza necessitava di un poco di conforto, anzi, di tutto il conforto possibile esistente al mondo.
Si alzò in piedi, mettendosi seduto di fianco a lei e in un gesto spontaneo la abbracciò, con quella stazza enorme che di sicuro per lei poteva risultare molto protettiva, avvolta nel corpo dell'omaccione quale era il suo salvatore.
Si fece avvolgere dal profumo della pelle della Druida, socchiudendo gli occhi, rimanendone anche un poco ipnotizzato da quanto fosse buono. Normale per un essere umano comunque, anche che fosse mago, rimanere tanto estasiato da una sensazione simile.
Nonostante tutto però, si tolse velocemente la canottiera bianca per porgergliela e darle modo di asciugarsi le lacrime copiose.

Chi sono queste persone che ti inseguono?
Posso occuparmene io senza problemi.


Aiutami, ti prego... ho tanta paura...

Ok ok, ssshhh... Adesso stai tranquilla e non preoccuparti, qui sei al sicuro, parola mia!
Asciugati le lacrime e respira piano, hai fame? Sete? Sonno?


Premuroso nei suoi confronti, le stava facendo qualche carezza sulla testa, lungo i lisci capelli morbidi come la seta di quel colore castano scuro molto bello, simile alla corteccia degli alberi, ed era anche una similitudine che di certo lei avrebbe apprezzato.
Non sapeva bene come comportarsi con lei, l'unica realtà certa era che voleva aiutarla a starsene calma e sicura, aiutarla ad allontanarsi e tornare a difendere la natura senza il timore di essere presa di mira da persone intente a volerle fare del male.
Quando gli si lanciò al collo come una bambina impaurita, Marshall deglutì silenziosamente, sospirando appena imbarazzato da quella scena.
L'asciugamano che portava con se la Druida scivolo giù facendola rimanere completamente nuda, e per la miseria lui era fatto anche di carne.
Rispose all'abbraccio, traendola verso di se per mettersela seduta sulle gambe, dandole qualche piccola pacca sulla schiena in modo gentile e non energico per rassicurarla che lì non c'era proprio nulla da temere.

Hai trovato una persona amica, non permetterò che qualcuno ti faccia ancora del male, ma tu devi promettermi di non piangere, calmarti e soffiarti il naso... Tanto la canottiera la lava il servizio dell'albergo, che ci importa?

Cercò così di farla un poco ridere, per smorzare la tenzione di quella scena tragica e drammatica che aveva ricoperto gli ultimi dieci minuti.
Provando a farla tornare eretta con il busto, e che busto signori miei, Marshall fece molta resistenza su se stesso per non abbassare gli occhi e immediatamente riprese l'accappatoio che le mise addosso, il più vincolato possibile, chiedendosi nel frattempo se i Druidi provassero pudore per la nudità o per la sessualità. Forse lo facevano in un altro modo? O magari era ovipari?
A quell'idea l'Auror scosse il capo, dandosi del cretino da solo, incapace di credere ad una fesseria simile, sperando di aver avuto solo una grandissima e fervida immaginazione.
Ma giusto per essere sicuri...

Perché non mi racconti un po' di ciò che sei?
Quali sono le differenze tra noi e voi, perché sei rimasta l'ultima... E magari nel frattempo chiamo il servizio in camera.
Immagino che vorrai solo verdura, dico bene?
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Messaggioda Indigo » 18/07/2013, 21:57

Non dirlo nemmeno per scherzo. In fondo quei bastardi erano nel mio mirino già da tempo, li avrei stesi comunque.
Hai un nome molto particolare... Mi chiamo Marshall, Marshall Rosenberg, molto, anzi, illustre piacere!


Grazie... Marshall...

Rispose la Druida al complimento, facendo scivolare il suo nome fuori dalle labbra con dolcezza, con quel candore delicato che si confaceva perfettamente a lei, al suo viso, al suo corpo, a quella bellezza eterea, e che donava al nome dell'altro un suono nuovo, a metà tra il sensuale ed il puro.

Ti ho sconvolto, vero?
Mi dispiace, non volevo metterti in mezzo ai miei problemi...


Aggiunse Indigo, abbassando lo sguardo così da racimolare le energie e la concentrazione necessaria per iniziare la seconda parte, quella più difficile, del piano, quella in cui avrebbe dovuto recitare ad arte per convincerlo che tutto ciò che gli stava raccontando era la pura verità, e nient'altro: di sicuro il suo sguardo carico di dolore, la mimica facciale ed in generale l'idea di purezza e candore che la Druida esprimeva l'aiutavano molto, in quel senso, ma si trattava pur sempre di un investigatore e non doveva prendere sottogamba quel particolare.
Al contrario, avrebbe dovuto essere molto cauta, e molto, molto convincente: per questo iniziò a dirgli che era rimasta l'unica Druida al mondo, e che c'erano degli uomini che volevano ucciderla; tutto il discorso era ovviamente volto a far sorgere in lui un istinto di protezione, cosa non difficile visto che si stava pur sempre parlando di una Druida, un essere raro e unico almeno a quanto detto da Indigo, e spingerlo a ritardare le ricerche ad Enoshima così da permettere alla Setta di far sparire qualsiasi eventuale traccia del loro passaggio.

Chi sono queste persone che ti inseguono?
Posso occuparmene io senza problemi.


Io... non so chi sono, ma sono tanti... e m'inseguono, riescono sempre a capire dove sono e mi attaccano... usano le bacchette, e io non sono abbastanza forte da difendermi, nessuno mi ha mai insegnato a farlo...

Aveva paura, ed era palese, lo si capiva dal modo in cui lo guardava, da come la voce le tremava mentre parlava, da come persino il suo corpo, adesso premuto contro quello di lui, non riuscisse a rimanere fermo, tremando leggermente come se sentisse su di sé la sensazione degli incantesimi di questi uomini che tentavano di porre fine alla sua vita.

Ok ok, ssshhh... Adesso stai tranquilla e non preoccuparti, qui sei al sicuro, parola mia!
Asciugati le lacrime e respira piano, hai fame? Sete? Sonno?


Si asciugò le lacrime come da lui suggerito, usando la sua canottiera che Marshall si era tolto: a differenza di come fece lui poco dopo, quando l'accappatoio le scivolò lungo il corpo lasciandola parzialmente nuda, Indigo non si fece alcun problema a saggiare il petto di Rosenberg con lo sguardo, un'occhiata che, nonostante il velo di lacrime, lui avrebbe potuto sentire come intensa, penetrante.

Un po' di fame, sì...
E grazie, anche per la canottiera...
- rispose a bassa voce, alzando lentamente lo sguardo su di lui per poi abozzare un piccolo sorriso tremulo - Hai... un bel corpo.

Timida, così sembrava dal modo in cui aveva pronunciato quel complimento, ma allo stesso tempo sincera e soprattutto dolcissima: ed anche lo sguardo che Indigo rivolse al viso di lui, ai suoi occhi scuri, fu intenso e penetrante, con le palpebre che sbattevano lentamente in modo quasi ipnotico e la lingua che lentamente, e volutamente, umettava le labbra secche.

Hai trovato una persona amica, non permetterò che qualcuno ti faccia ancora del male, ma tu devi promettermi di non piangere, calmarti e soffiarti il naso... Tanto la canottiera la lava il servizio dell'albergo, che ci importa?

Sorrise a quelle parole, annuendo e soffiandosi il naso con maggiore energia come a volergli dimostrare che stava provando ad impegnarsi sul fattore calma e respirazione.
Aveva stuzzicato abbastanza la sua curiosità, ne era sicura, e difatti come ipotizzato le domande non tardarono ad arrivare.

Perché non mi racconti un po' di ciò che sei?
Quali sono le differenze tra noi e voi, perché sei rimasta l'ultima... E magari nel frattempo chiamo il servizio in camera.
Immagino che vorrai solo verdura, dico bene?


Posso mangiare anche carne e pesce, due volte a settimana... è la regola che mi sono imposta.
E mi piacciono tanto i dolci alla frutta e alle creme, ma niente cioccolato perché sono allergica.


Rispose con un sorriso riconoscente verso Marshall, un'espressione dolce che illuminò tutto il viso, sguardo compreso, facendola risultare così ancora più bella di quanto non fosse normalmente; si mise più comoda sul letto, con le gambe incrociate, le braccia poggiate sulle ginocchia, le mani che giocavano con un lembo dell'accappatoio e i capelli che le circondavano il viso dai lineamenti perfetti, e prese un bel respiro profondo prima d'iniziare a raccontare.

I miei genitori erano gli ultimi Druidi rimasti... lo so perché mia madre me lo ripeteva sempre, diceva che noi eravamo speciali, unici: sono morti quando avevo cinque anni, uccisi da persone sconosciute, forse le stesse che hanno cercato di uccidere anche me, non lo so... da allora sono sempre stata sola; non volevo avvicinarmi agli esseri umani, e poi dove sarei potuta andare? Tra i maghi, per i quali non esistevo, o tra i non maghi, che non concepivano nemmeno la magia?

Scosse il capo a testimoniare un'impossibilità in entrambi i casi, portando avanti quella recita perfetta mentre con entrambe le mani fermava i capelli setosi dietro le orecchie.

Mi sono rifugiata nella foresta, nutrendomi di ciò che la natura offriva, chiedendo agli animali di aiutarmi... è così che ho iniziato a sviluppare i miei poteri: forse ne possiedo altri, probabilmente potrei saper fare molto di più, ma io non lo so, nessuno ha mai potuto insegnarmelo.
E' da quando ho 15 anni che quegli uomini m'inseguono... sono dieci anni, ormai.


E così aveva rivelato anche la sua età, che probabilmente sarebbe risultata essere una delle poche cose reali di tutto quel discorso.
Alzò lo sguardo su di lui ed abbozzò un piccolo sorriso triste, lasciando che chiamasse il servizio in camera e ordinasse qualcosa, prima di riprendere.

Col tempo, crescendo, ho imparato ad adattarmi al mondo che mi circonda, più a quello magico che a quello... babbano, voi dite così, giusto? Mi sono guadagnata da vivere suonando il flauto di Pan in giro per il mondo, ed aiutando le persone i cui animali stavano male...

Proseguì, la voce che assumeva una sfumatura affettuosa nel parlare delle creature di Gaia, quelle che, anche da Druida Rinnegata qual era, Indigo continuava a rispettare e a voler proteggere.

Le differenze tra Druidi e maghi non sono molte, in realtà... attingiamo a due fonti di magie diverse: io uso il Mana, voi la Trama; avete bisogno delle bacchette per fare gli incantesimi, e con essa potete farne di tutti i tipi, mentre noi... io... posso farli senza bisogno di catalizzatori, ma i miei incanti si limitano ad essere connessi agli Elementi naturali.

E pareva poco...

Non posso ammalarmi, e non provo fastidio ai cambi di temperatura, caldi o freddi che siano: vivere in un igloo o dentro un vulcano attivo sarebbe lo stesso, per me; come hai visto, le mie ferite si rimarginano a contatto con un qualsiasi Elemento... e credo di avere un'aspettativa di vita più lunga della tua.

Sì, bene o male aveva detto tutto, magari giusto in tempo per l'arrivo del servizio in camera: d'altronde, se Marshall avesse voluto altre informazioni... non gli sarebbe servito altro che chiedere.
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Messaggioda Marshall » 19/07/2013, 19:19

Ti ho sconvolto, vero?
Mi dispiace, non volevo metterti in mezzo ai miei problemi...


Indigo io in questi problemi ci navigo dalla mattina alla sera!
Sarò ancora più felice se nel risolverli aiuterò anche una persona importante e speciale come te per la natura ed il mondo...
Quindi dimmi pure e non preoccuparti, d'accordo?


Io... non so chi sono, ma sono tanti... e m'inseguono, riescono sempre a capire dove sono e mi attaccano... usano le bacchette, e io non sono abbastanza forte da difendermi, nessuno mi ha mai insegnato a farlo...

Riescono sempre a capire dove ti trovi... Questo è abbastanza strano in effetti.
Potrebbe essere una pozione tracciante, la quale riesce a far sapere sempre ai tizi dove sei e come raggiungerti...
La pozione però ha una durata di forse 48-72 ore, impossibile che per così tanto tempo ti siano stati appresso.


Ecco che immediatamente l'istinto investigativo di Marshall veniva fuori, facendolo catapultare nel suo mondo di enigmi e indovinelli logici.
Le bugie della ragazza non avrebbero avuto vita facile se lui avesse continuato a dedicarsi con così tanta intensità alle sue parole per trovare una motivazione valida all'inseguimento costante e continuo al quale lei, in teoria, era sottoposta da diverso tempo a quella parte.
Lentamente Rosenberg stava vagliando ogni possibilità, ogni capacità magica e non di riuscire a trovare qualcuno ovunque si trovasse, ma microspie babbane, incantesimi, pozioni, decotti naturali a base odorosa, nulla poteva andare bene per starle alle calcagna in quel modo e per così tanto tempo senza pensare che ci fosse di mezzo qualche sotterfugio a lui sconosciuto, già ma quale? Lui conosceva praticamente tutti i metodi di rintracciamento delle vittime e dei bersagli, dannazione, era il suo lavoro. Forse l'idea migliore sarebbe stata contattare il collega Vastnor per chiedere un consulto, senza specificare espressamente chi Indigo fosse, o meglio, cosa fosse.

Un po' di fame, sì...
E grazie, anche per la canottiera...
Hai... un bel corpo.


No, quello non va bene... Quello lo escluderei a priori, impossibile...
E se fosse... No, inutile nemmeno prenderlo in considerazione, sarebbe pura follia!
Ma allora come Morgana hanno fatto a trovare la maniera di-...


... Eh?
Oh... Grazie... Hai... Hai detto che hai fame?


Quante "Hai" ho detto?

Era abituato ai complimenti, diamine, Francine gliene faceva dalla mattina alla sera, ma riceverli da una Druida non era mica cosa comune.
Forse era quello sguardo a metterlo un po' in soggezione, per quanto in realtà esprimesse solo una grande dolcezza e paura del domani.
Se quindi la Mangiamorte avesse voluto allontanare l'investigatore dal suo pensiero primario e principale, con quel complimento improvviso ci era riuscita perfettamente, ed era anche naturale che facesse parte del suo piano, senza dover essere per forza sincera nel dare un giudizio soggettivo.
Abbassò lo sguardo, fissando i propri pettorali e addominali, spostando l'attenzione sugli occhi nocciola della ragazza che sembravano non volersi scollare da lui, totalmente disinibiti, e forse questo era dato da una possibile e minore intensità di pudore tra i membri della loro stirpe.
Il Rosenberg non sapeva di certo come vivessero quelle persone, come si regolassero nella vita e come in passato gestissero i rapporti sociali, per questo più che rimanere nel completo dubbio preferì qualche domanda, un po' per curiosità ed un po' per provare a metterla a suo agio.

Posso mangiare anche carne e pesce, due volte a settimana... è la regola che mi sono imposta.
E mi piacciono tanto i dolci alla frutta e alle creme, ma niente cioccolato perché sono allergica.


... Pronto!
Si, servizio in camera?
Allora, mi porti una porzione di insalata per due persone, poi una bistecca da quattro etti ben cotta e un paio di merluzzi al cartoccio.
Mezza forma di pane, un paio di birre una bottiglia da un litro e mezzo di acqua naturale.
Avete anche crostate alla frutta? ... Di fragole e ciliegie? Va benissimo, si, me la porti tutta... Si ho detto tutta.
Sul mio conto, naturalmente... Non quello della società, il personale.
Grazie, entro breve se possibile, buonasera.


- CLICK -

Ho preso sia carne che pesce, non sapendo cosa ti andava di più, tanto quello che scarti lo mangio io.
La bistecca ho ipotizzato la preferissi ben cotta, evitando di vedere troppo il sangue dell'animale.
Se non bevi alcolici c'è l'acqua e la torta è tutta per te, ok?
... Mi dicevi?


I miei genitori erano gli ultimi Druidi rimasti... lo so perché mia madre me lo ripeteva sempre, diceva che noi eravamo speciali, unici: sono morti quando avevo cinque anni, uccisi da persone sconosciute, forse le stesse che hanno cercato di uccidere anche me, non lo so... da allora sono sempre stata sola; non volevo avvicinarmi agli esseri umani, e poi dove sarei potuta andare? Tra i maghi, per i quali non esistevo, o tra i non maghi, che non concepivano nemmeno la magia?

Certo, di sicuro un bel dilemma...

Mi sono rifugiata nella foresta, nutrendomi di ciò che la natura offriva, chiedendo agli animali di aiutarmi... è così che ho iniziato a sviluppare i miei poteri: forse ne possiedo altri, probabilmente potrei saper fare molto di più, ma io non lo so, nessuno ha mai potuto insegnarmelo.
E' da quando ho 15 anni che quegli uomini m'inseguono... sono dieci anni, ormai.


Così hai 25 anni... Sembri molto più grande, mentalmente parlando.
Il resto, no, devo dire che è in piena regola!


Si permise allora quella piccola battuta, soffermandosi con gli occhi sul corpo di lei, per la prima volta da quando si trovavano lì.
Un corpo davvero invidiabile per la maggior parte delle ragazze in circolazione, ivi compresa Francine che si ammazzava di diete e palestra praticamente tutti i giorni festivi compresi, raggiungendo buoni risultati, ma non ai livelli della figlia della Natura.
Forse era il gene dei Druidi, o magari il così tanto scappare le aveva fatto bene alla tonicità delle gambe, dei glutei, dell'addome, ma comunque qualunque fosse stato il metodo di miglioramento fisico, aveva fatto il suo onestissimo e splendido lavoro.
Sorrise leggermente, facendole un occhiolino, per poi lasciarla proseguire, ancora molto interessato al resto del discorso.

Col tempo, crescendo, ho imparato ad adattarmi al mondo che mi circonda, più a quello magico che a quello... babbano, voi dite così, giusto?
Mi sono guadagnata da vivere suonando il flauto di Pan in giro per il mondo, ed aiutando le persone i cui animali stavano male...


Quindi una sorta di... Veterinaria?
Capisco... Musica ed amore per gli animali, loro ti hanno fatto arrivare fino a qui oggi.
E dunque le differenze tra noi e voi sarebbero?


Le differenze tra Druidi e maghi non sono molte, in realtà... attingiamo a due fonti di magie diverse: io uso il Mana, voi la Trama; avete bisogno delle bacchette per fare gli incantesimi, e con essa potete farne di tutti i tipi, mentre noi... io... posso farli senza bisogno di catalizzatori, ma i miei incanti si limitano ad essere connessi agli Elementi naturali.

Non la chiamerei propriamente una limitazione, non trovi?
Cioè, incarni la forza del pianeta, immagino tu sia in realtà capace di imprese molto più grandi anche degli incantesimi più forti di noi maghi.
Scusami comunque, prosegui pure...


Non posso ammalarmi, e non provo fastidio ai cambi di temperatura, caldi o freddi che siano: vivere in un igloo o dentro un vulcano attivo sarebbe lo stesso, per me; come hai visto, le mie ferite si rimarginano a contatto con un qualsiasi Elemento... e credo di avere un'aspettativa di vita più lunga della tua.

Alt alt, intendiamoci: vivrai qualche anno in più di me oppure mi ammirerai cambiare la dentiera mentre tu sarai ancora un fiore?
No perché c'è una bella differenza tra le due cose!


Ma nel tono non c'era altro che una normale battuta serena ed allegra, visto che comunque anche per i maghi in fondo il tempo scorreva molto più lentamente che per i babbani, specie poi per un Mezzosangue come lui, che incarnava ancora più sangue magico di quello dei "Nati", che dunque possedevano un'aspettativa vitale leggermente inferiore, come poi c'erano i Purosangue che vivevano ancor di più dei "Mezzi", tutto logico.
Per Marshall, un giovane che aveva da poco toccato la trentina, c'era ancora tutta una vita davanti, piena di sorprese, emozioni, esperienze.
Nulla del futuro lo spaventava e niente del destino lo opprimeva, era libero, fiero e raggiante, alla sempiterna conquista di sé stesso.
Suonarono alla porta e l'uomo sfiorando con la destra la spalla di Indigo le fece segno di non aver paura e stare tranquilla, poiché di sicuro era il servizio in camera chiamato poco prima, per quanto, se ella avesse voluto, poteva andare in bagno e rimanere nascosta fino al via libera dell'Auror.
Infatti, pochi minuti dopo, sul tavolo della stanza erano sistemate tutte quante le pietanze possibili e immaginabili, per la sicuramente abbondante acquolina in bocca alla Druida, a semi-digiuno forse da giorni e giorni.

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Indigo... Come mai se possiedi questi poteri elementali... Non ti sei mai difesa da chi ti sta inseguendo?
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Marshall
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Iscritto il: 25/06/2013, 13:35

Data Utente Tipo Dado Risultato  
2013-08-04 21:19:57 Indigo d20 17  
2013-08-04 21:01:50 Marshall d20 8  
2013-08-04 16:25:29 Indigo d20 14  
2013-08-04 16:22:47 Indigo d20 11  
2013-08-04 16:21:20 Indigo d20 1  
2013-08-04 05:43:37 Marshall d20 17  
2013-07-18 00:00:41 Marshall d20 5  
2013-07-17 23:39:02 Indigo d20 15  
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