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Shamrock • Pub • Hogsmeade • Inghilterra

I luoghi di maggiore interesse nella storia della land sparsi per il mondo e una chat per poter giocare in qualsiasi luogo non presente su PW

Messaggioda Benedykt » 28/12/2020, 23:12

... Eheheh... Ehm... Co-oh-lazione?

S-sì... No!
Cioè sì, ma... Prima... Prima posso farmi una... Doccia?
Ho... Devo aver sudato tanto stanotte... MENTRE DORMIVO!
Sicuro mentre dormivo!
E... E... Avrei proprio bisogno di... Lavarmi...


Giusto! Ovvio!
Il bagno lo trovi lungo il corridoio, prima porta a destra...
... Puoi usare il mio accappatoio, è quello di colore celeste!
Ah i prodotti vari, bagnoschiuma, shampoo, balsamo, sono nello sportello a sinistra dello specchio, usa quelli del ripiano alto, gli altri sono di Eagle...


Surreale, allucinante, fuori da ogni previsione.
Élise, la giovane donna che cantava abitualmente nel suo locale, con cui aveva scambiato in passato sì e no tre parole, aveva trascorso la notte con lui.
Una notte dove dovevano essere successe vere e proprie follie, dato l'aspetto di entrambi abbastanza devastato e non completamente riposato.
Anzi, Ben poteva stare sicuro di aver dormito relativamente poco, dato quel fastidioso mal di testa che gli esplodeva ogni qual volta si svegliava prima di cinque ore.
Per rispetto e cortesia si volse affinché la bionda potesse corricchiare verso il bagno con l'intero lenzuolo avvolto addosso.
Lentamente qualche sprazzo delle vicende accadute iniziava a tornare alla memoria, ma l'alcol in eccessiva quantità non aiutava per niente a ricordare.
Solo più tardi, nel pomeriggio, lo zio Eugene lo avrebbe informato che si trattasse sopratutto di un effetto naturale della grappa dei Mezzi Giganti.

Possibile abbia rimosso tutto?
Sono andato così male da dimenticare in automatico?
Ehi ehi, Ben, relax, se c'è una cosa che non ti hanno mai detto le ragazze è che te la cavi male a letto!


Sospirò, scuotendo la testa mentre entrava dentro la cucina e si affacciava alla porta finestra sentendo nel contempo aprirsi l'acqua della doccia.
Aveva chiuso bene il locale prima di andare via? Aveva inserito il sistema di allarme? Qualcuno li aveva visti uscire ed andare verso casa sua?
Controllò il cassetto contenente i diversi medicinali cercandone uno appositamente per placare quel lancinante pulsare delle tempie.

Non posso parlarne con nessuno, insomma, lei sta allo Shamrock molto spesso e se si spargesse la voce sarebbero guai.
Devo tenerlo per me... A meno che per lei non sia un problema... Un attimo, è se per caso ci fossero delle conseguenze?!
C***o c***o c***o!


Scattò immediatamente per tornare in camera sua, precipitandosi a guardare dentro la tasca del pantalone che indossava il giorno prima.
Afferrò il portafogli e con mano tremante lo aprì piano piano... Facendo un lungo respiro di sollievo quando osservò che fosse vuoto.
No, non era felice di non possedere neanche una banconota, bensì di non vedere il preservativo tenuto lì da ormai chissà quanto tempo.
Doveva averlo utilizzato con la Martel, scongiurando di riflesso qualsiasi "perdita incontrollata" e potenzialmente pericolosa.
Ci mancava solo che si ritrovasse padre dopo un singolo rapporto avuto con una blanda conoscente del quale manco ricordava dettagli essenziali.
Già che c'era, comunque, optò per mettersi addosso qualcosa di un po' più presentabile dei soli boxer.
Il rumore della doccia ancora proseguiva, evidentemente la MagiAvvocatessa stava eseguendo un lavaggio piuttosto approfondito.

... E se non fosse tipa da una botta e via?
Magari adesso potrebbe anche pensare che possa esserci qualcosa di più fra noi...
Se non ricordo male suo cugino tempo fa mi disse di provarci, quindi single è single...
... Oddio, frequentarmi con una più grande non mi era ancora mai capitato...
E poi alla fin fine non è niente male, nemmeno li dimostra gli anni che ha, certo vorrei potermi ricordare il corpo ma 'fanculo ho la nebbia nel cervello!
... Uff, ma che vado a pensare? Ho forse dimenticato il perché abbia bevuto così tanto e mi sia sentito così depresso ieri sera?
Quella canzone non l'ho cantata tanto per...


Nella mente rimbalzavano idee, ipotesi, scenari, impressioni, valutazioni, tutto quanto alla rinfusa, mentre preparava la colazione.
Onestamente non gli avrebbe fatto male provare ad avere a che fare con qualcun altra ed Élise sarebbe stata perfetta in tal senso.
Avevano più o meno già rotto il ghiaccio sotto vari punti di vista e quella notte poteva risultare un'ottima scusa per coltivare un approfondimento relazionale.
Come spesso succedeva il Milkovich finiva per crearsi una valanga di film, all'interno dei quali c'era anche una improbabile scenata di gelosia da parte di Emanuelle.
Talmente tanto ex Delfinazzurro artista che riusciva a creare vere e proprie opere teatrali senza nemmeno sforzarsi ed anche col mal di testa di mezzo.
Quando percepì l'arrivo della mezza francese, il cuore ebbe un sussulto come se si sentisse emozionato per la conversazione in arrivo.
Ma come spesso succedeva, le fantasie che formulava si sgretolavano nella metà della metà del tempo che aveva impiegato a costruirle.

Qu-Qualunque cosa io abbia combinato stasera... Mi dispiace!

Ti... Dispiace?

Non... Non volevo... Sì, volevo, non è mica stato uno stupro!
Solo... Solo... Non ricordo nulla ma so che quando bevo tendo a comportarmi... A fare... Ad essere...
Beh, ecco, non volevo metterti in una situazione imbarazzante e mi dispiace che ti sia ritrovato con me che dormivo nel tuo letto!


M-ma no, figurati, alla fine può essere stato imbarazzante per entrambi no?
Nessun problema, davvero...


Se... Se per te va bene io... Io continuerei ad essere amici e, ehm... A lasciarci... Tutto alle spalle...
Qualunque episodio imbarazzante...
Io abbia fatto...


I grandi occhi blu della cantante amatoriale in pratica lo supplicavano di aderire a quella proposta.
Ma se per Élise fu una preghiera affinché non mutasse nulla in negativo, per Benedykt significò la preghiera affinché lui non pensasse di mutare nulla in... Altro.
Semplicemente aveva utilizzato un modo carino e gentile per dirglielo, senza risultare quindi offensiva, o anche indelicata.

... Per favore?

Il Milkovich non aveva più fiatato per alcuni secondi, spingendola quindi a concludere con quella domanda sottolineata da un tono più acuto, semi disperato.
Dentro di sé Ben accartocciò per l'ennesima volta tutti i vari copioni scritti dall'immaginazione, gettandoli in un cestino ormai stra colmo.
Non doveva sentirsi in quel modo, così sconfortato o triste, perché prendersela tanto?
Non riusciva a comprenderlo, non riusciva a stabilirlo con esattezza o precisione, forse perché faceva parte di un grande insieme di emozioni troppo pesanti.
La sorella lo aveva umiliato, la cameriera canadese era felice e contenta col suo fidanzato ed Élise... Élise aborriva l'idea di essere per lui differente da un'amica.
Era così ripugnante? Era così poco interessante? Era così brutto?
Come un lampo improvviso gli apparvero i volti di Tristan e Davis e la risposta giunse da sola.

... Va bene!
Chiaro, cioè, voglio dire, tu non ricordi nulla, io non molto più di te... Quasi come se non l'avessimo fatto proprio, non credi?!
... Per carità, ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto mantenere almeno qualche piccola traccia di quanto accaduto... Però va beh, forse ho sbattuto troppo la testa cadendo dal letto!
Ahahah... Sì, ok allora, a-amici...
Tutto a posto, tutto a posto... Lo prendi zuccherato il caffè?


Cambiò argomento alla svelta, ritenendo solo tedioso restare bloccati su quella strada di incredibile impaccio e disagio.
Nella conversazione successiva si limitò soltanto a chiederle la cortesia di non parlarne con nessuno, cugino compreso.
Tuttavia quella colazione non ebbe una durata così lunga, complice il bisogno da parte della bionda di fuggire via al più presto.
D'altra parte anche lo stesso Ben desiderava avere qualche decina di minuti da passare in solitaria, magari dentro la vasca da bagno.
Accompagnò la MagiAvvocatessa alla porta, ringraziandola ancora per aver deciso di partecipare ad ogni serata contribuendo alla riuscita del weekend.
Si sarebbero rivisti direttamente il Venerdì sera successivo, cinque giorni per abituarsi all'idea di quella notte, fosse stata fantastica o penosa.
Ci sarebbero volute diverse ore, se non addirittura un giorno e mezzo circa, affinché il Milkovich assemblasse circa un 30% delle varie peripezie vissute.

Buona settimana di lavoro!
... Ah, Élise, solo una cosa...
Forse avrò rimosso le ultime ore, ma ho buone reminiscenze della chiacchierata che abbiamo fatto ieri...
Ecco, niente, ci tenevo a dirti che per me non sei né penosa, né ridicola...
... A meno che "ridicolo" e "penoso" non siano i nuovi sinonimi di "speciale".
Ci vediamo Venerdì...
Ciao...


Le dedicò un piccolo sorriso, alzando la mano in segno di ulteriore saluto, dopo di che chiuse piano la porta vedendola scendere le scale.
Silenziosamente ritornò dentro la stanza, osservando il letto disfatto più che mai, tutti quei vestiti alla rinfusa, aria viziata da fiati zeppi d'alcol.
Andò alla finestra aprendola, anzi, spalancandola, in modo tale che l'ambiente facesse anche una bella scorpacciata di luce solare.
Quella sera Emanuelle sarebbe tornata per il turno dalle 19:00 fino a chiusura.
Come l'avrebbe trovata? Raggiante? Appagata? Temeva proprio di sì.
E mentre si preparava psicologicamente ed emotivamente a quella giornata più stressante del solito...
... Un odore pungente e inconsueto lo spinse a girare lo sguardo fin dentro il cestino accanto alla scrivania.

Aspetta un attimo... Ma quella è...

FINE x2
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Benedykt
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Messaggioda Élise » 05/01/2021, 22:43

Domenica 19 Giugno 2114 / Shamrock Pub, Hogsmeade / Ore 02:13


Stesso luogo, stesso orario, stessa musica. Dopo quello che era accaduto con Benedykt, Élise aveva creduto che le cose sarebbero state difficili fra lei ed il proprietario dello Shamrock. Eppure eccola lì, all'interno del pub, sette giorni dopo, con davanti una misera Coca-Cola con ghiaccio.
Aveva promesso al Milkovich che non avrebbe fatto parola con nessuno di quello che era accaduto e per quanto avesse sentito il bisogno di sfogarsi con suo cugino, per una volta la Martel aveva ricacciato indietro le parole, evitando così di martoriare le orecchie del parente con l'ennesimo racconto delle sue cavolate.

A breve dovrei chiudere io...
Trama che ansia!
Non ho mai cantato questa canzone, avrò fatto bene a sceglierla?
Meno male che il pub è quasi vuoto... Così se non piaccio almeno non farò un fiasco totale e completo!


Erano normali, per lei, le ansie da prestazione quando doveva salire sul palco. Solitamente cercava di portare pezzi allegri, o simpatici, o comunque orecchiabili, così che le persone -costrette ad ascoltarla- non dovessero annoiarsi per forza ascoltando la sua musica.
C'era però un vasto repertorio di brani che la Martel non aveva mai presentato per timore di fare brutta figura, di addormentare o semplicemente di non piacere. Brani personali, che parlavano delle proprie emozioni, quelle che faceva fatica ad esternare per ciò che erano o che venivano fuori, principalmente, sotto forma di ansia.
Era una settimana che ci pensava, una settimana che andava avanti a sentire dentro quella particolare canzone, una canzone che non voleva far ascoltare al pubblico, ma ad una persona nello specifico.
La stessa persona che l'aveva sorpresa il Lunedì appena trascorso, dicendole una frase che era rimasta molto impressa nella mente e nell'animo della mezza francese.

Forse avrò rimosso le ultime ore, ma ho buone reminiscenze della chiacchierata che abbiamo fatto ieri...
Ecco, niente, ci tenevo a dirti che per me non sei né penosa, né ridicola...
... A meno che "ridicolo" e "penoso" non siano i nuovi sinonimi di "speciale".


Proprio in quel preciso istante, Benedykt passò di poco vicino alla Martel, indaffarato ma non abbastanza da dimenticarsi di salutarla con un cenno della mano. Élise corrispose, ancora un po' imbarazzata, ma esibendosi in un sorriso molto meno intimidito ed impacciato.
Aveva stretto, nel bene o nel male, un legame con il Milkovich, un legame amichevole -perché quello credeva volesse Ben sin da principio- ma non per questo meno importante. Gli amici si potevano contare sulle dita di una mano per la mezza francese ed anzi, se si andava ad escludere che uno di questi era suo cugino, la giovane donna poteva dire con assoluta certezza di averne zero.
Zero amici, zero fortuna in amore, zero soldi sul conto in banca -anche se in realtà quello stava migliorando, grazie al lavoro ottenuto da Axell Cartwright. E allora zero autostima, perché la peggior nemica di Colette non era altri che sé stessa.
Quando Ben le aveva parlato in quel modo, dicendole di essere speciale, Élise si era sentita riscaldare nel cuore come non le succedeva da parecchio tempo. Prima di ottenere il suo nuovo lavoro aveva passato momenti bui e difficili, di lunga tristezza e depressione, che adesso ricordava a malapena come un periodo nel quale il suo mondo sembrava essere fatto in bianco e nero.
Nessun tipo di colore, nessun tipo di gioia, ed in più, oltre a questo, essere sommersa dai problemi economici, sentirsi uno schifo al lavoro, dormire in un letto che sembrava ancora più freddo senza qualcuno nella sua vita pronto a scaldarglielo.
Le cose erano un po' migliorate, almeno adesso non doveva più temere di non sapere come pagarsi l'affitto o di cosa mettere a tavola per cena. Ma nonostante questo, Colette sentiva ancora di possedere diversi spazi vuoti nel proprio cuore che necessitavano di essere riempiti con persone capaci ad adattarsi in quell'ambiente forse un po' scomodo e spigoloso.
Aveva riflettuto molto dopo che il Milkovich le aveva parlato quella mattina salutandola, riflettuto se non fosse quello un segno del destino, un modo per dirle che stava riuscendo a frequentare qualcuno di diverso da Tristan e ad essere accettata, nonostante... L'essere semplicemente sé stessa.
Pensieri che poi erano convogliati nel ricordo di una canzone, scritta un giorno dopo diversi mesi che il suo fidanzato storico l'aveva lasciata. Probabilmente parlare con il ragazzo le aveva riportato alla mente come si era sentita quando il suo cuore era stato spezzato a metà, il dolore che aveva affrontato, la perdita di ogni briciolo di dignità chiedendogli di rimanere, di restare con lei, di portare avanti il loro sogno insieme.
Era una canzone che aveva scritto nell'attimo stesso in cui aveva capito ormai che non ci fosse più nulla da fare, che fosse meglio arrendersi piuttosto che continuare a gareggiare in una corsa dove era destinata ad arrivare eternamente seconda.
Delle sensazioni che non ricordava se da ubriaca fosse stata in grado di spiegare a Benedykt, ma del quale voleva renderlo al corrente, quasi come se fosse una confidenza fra amici, un modo per legare di più, un modo per fargli capire che a volte lasciar perdere i propri sogni d'amore fosse l'unica cosa da fare.
Aveva persino aggiunto una strofa in più, pensando proprio al proprietario dello Shamrock, convinta di trovarsi di fronte ad un proprio simile. Fu a lui che si rivolse, quando lo vide passare per la seconda volta, tentando di fermarlo prima che il giovane sparisse dentro il proprio ufficio.

B-ben!
Hey Ben... ciao!
Senti... A-adesso dovrei salire sul palco per l'ultima canzone e... Mi chiedevo...
Cioè, vorrei che tu la ascoltassi...
Ci terrei... A-abbastanza...


Tipico di lei cercare di non essere troppo invadente con il prossimo, ma al tempo stesso c'era anche l'ansia che iniziava ad assalirla, man mano che i secondi scorrevano e si avvicinava sempre di più il momento di salire sul piccolo palchetto.
Quando l'ultimo musicista le fece un cenno, la Martel fece un bel respiro profondo, chiudendo leggermente gli occhi, come se stesse cercando di trovare il coraggio dentro di lei. Due secondi in quel modo, poi sembrò quasi che tutto fosse dimenticato, che ella non stesse provando un'immensa paura nel doversi esibire con un brano originale.

Augurami buona fortuna!

Chiese, retoricamente, al Milkovich, sorridendogli per poi allontanarsi e raggiungere la zona adibita alle esibizioni. La gente rimasta era davvero poca, una decina forse, ma abbastanza affinché Élise sentisse le proprie mani sudare. Prese di nascosto un pezzo di carta, le asciugò e poi imbracciò la chitarra acustica, avvicinandosi al microfono sistemato per essere alla sua stessa altezza.

B-buonasera a tutti!
Che bello vedere che siete rimasti in pochi!
Eheheheheh... Eheheheheh... P-perché quella che sto per cantare è una canzone un po'... Diversa dal solito repertorio.
Di recente ho parlato con un amico di cosa si prova nel sentirsi col cuore spezzato e io ricordo bene quanto mi abbia fatto male...
... So che lui in questo momento non se la sta passando bene e... N-niente, in sostanza volevo fargli... Ehm... Sapere che non è il solo, che a volte certe battaglie sono... Non vale la pena stare a combatterle...


Era meglio che iniziasse a suonare, perché il tempo trascorreva, le persone volevano andarsene a casa e poi lei non era mai stata brava con i discorsi. In quel momento poi si sentiva talmente tesa che era sicura, di lì a breve, avrebbe vomitato per la tensione.
Invece, non appena le note familiari della canzone risuonarono sulla chitarra, Élise parve calmarsi di colpo, riuscendo bene nell'esecuzione come mai era capace di fare nel resto della sua vita.



I am giving up one of my dreams today
I found out I can't always get my way

Oggi rinuncio ad uno dei miei sogni
Ho scoperto che non posso sempre ottenere ciò che voglio


And sometimes a dream isn't worth what you pay
So I'm giving up one of my dreams today

E a volte un sogno non vale quello che paghi
Quindi oggi rinuncio ad uno dei miei sogni


When we are children we look to the sky
We want everything, I'm afraid to ask why

Quando siamo bambini guardiamo il cielo
Vogliamo tutto, ho paura di chiedere perché


And I saw the sparkling fish in the sea
I dreamed I would find one to swim next to me

E ho visto il pesce scintillante nel mare
Ho sognato di trovarne uno con cui nuotare accanto a me


And this is called love and it's worth every reason
Love is the cool and the warmth in each season

E questo si chiama amore e vale ogni ragione
L'amore è il fresco e il calore in ogni stagione


But how does one love and what does one do
When the the dream that you have doesn't want to pick you

Ma come si ama e che cosa si fa
Quando il sogno che hai non vuole sceglierti


But oh oh don't cry for me
It's just one dream less on my shoulder
And oh oh dad says giving up dreams is just a sign I'm getting older

Ma oh oh non piangere per me
È solo un sogno in meno sulle mie spalle
E oh oh papà dice che rinunciare ai sogni è solo un segno che sto invecchiando


He was a stoner and I'm like a light
And when he would blaze I'd sing songs by his side

Lui era un alcolizzato e io sono come una luce
E quando si arrabbiava, cantavo canzoni al suo fianco


But my dream takes two strong hearts that will fight
And he doesn't dream, he just sleeps at night

Ma il mio sogno richiede due cuori forti che lotteranno insieme
E lui non sogna, lui dorme e basta la notte


And oh oh don't cry for me
It's just one dream less on my shoulder
And oh oh dad says giving up dreams, is just a sign I'm getting older


Oh they say too much smoking will change your taste
Maybe that's why he's kissing another girl's face

Oh dicono che fumare troppo cambierà i tuoi gusti
Forse è per questo che sta baciando il viso di un'altra ragazza


But I never dreamed of second place
So I'd rather just quit than continue to race

Ma io non ho mai sognato il secondo posto
Quindi preferisco semplicemente smettere piuttosto che continuare a correre


And oh oh don't cry for me
It's just one dream less on my shoulder
And oh oh dad says giving up dreams is just a sign I'm getting older


And oh oh oh I am singing on stage
But it doesn't mean I know much better

E oh oh oh sto cantando sul palco
Ma non significa che io ne sappia meglio


Oh oh oh oh
You are probably like me

Oh oh oh oh
Probabilmente sei come me


Some days dreaming and some days a quitter
Alcuni giorni uno che sogna e altri uno che si arrende

I am giving up one of my dreams today
After I held him and begged him to stay
And after my dream had drown out to a whisper
After I've burnt all the photo booth pictures

Oggi rinuncio a uno dei miei sogni
Dopo averlo abbracciato e pregato di restare
E dopo che il mio sogno è stato soffocato in un sussurro
Dopo aver bruciato tutte le foto nel mio album


And after I erased our names from the sky
Stopped wondering how and asking why
Oh I wish I had words to encourage inspire
But the truth is I'm wrecked and I'm sad and I'm tired

E dopo che ho cancellato i nostri nomi dal cielo
Ho smesso di chiedermi come e chiedermi perché
Oh, vorrei avere parole per ispirare coraggio
Ma la verità è che sono distrutta, triste e stanca


I'm a loser in love, an abandoner of dreams
And today I gave up the one for him, and me

Sono una perdente in amore, una che abbandona i sogni
E oggi ho rinunciato a quello mio e suo.


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