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Ingresso Campo

Messaggioda Vergil » 28/05/2015, 21:07

Sapevo che Cappie sarebbe rimasta mia amica sempre e comunque, che fossi tornata ad Hogwarts o meno...

Brutto che non pensassi lo stesso di me, sai?

Mentre solo tornando avrei potuto capire cosa... provo per te.

Bastava che mi scrivessi, che mi chiedessi di passare, di farmi vivo...
In tal caso mi avresti avuto sotto casa tua come minimo ogni weekend!


Utilizzando quella piccola battuta sperò di rompere un poco il ghiaccio, sbloccare quella situazione di stallo tra il "non so bene cosa dire" ed il "sono anche fin troppo emozionato per essere brillante". Eppure in passato quando chiacchieravano, quando lei non sapeva nulla e lui continuava a ripetere ad intermittenza che l'amava nella propria testa, le parole venivano fuori con maggiore semplicità. Già, lo squilibrio tra i loro sentimenti era piuttosto potente, lei era forse interessata, attratta, ma non innamorata, no di certo, mentre lui invece, beh, per la la storia era completamente un'altra. Se non altro i sentimenti avevano subito un freno da quando l'aspetto della bionda era mutato, ma questo non voleva dire che non stessero ugualmente proseguendo per la loro strada. Forse lo avrebbero fatto da quel momento in poi più lentamente, un modo comodo per lei di avvicinarsi e raggiungerlo, quindi anche nella sfortuna evidentemente c'era un lato da poter prendere come positivo.
Si spostarono in una zona più appartata, lì finalmente nessuno li avrebbe potuti spiare o ascoltare, nemmeno volendo. La maggiore preoccupazione di Vergil era quella di aver avuto pochissimo tatto con la Randall, spiattellandole ciò che provava e poi tentando subito di baciarla, quando in fondo era diventata single da pochissime settimane. Victoria però, sul fatto che avesse avuto poca pazienza, si trovava abbastanza contraria, reputando invece il suo comportamento giustificato e non trovandolo affatto invasivo. Inoltre, grazie a quella novità inaspettata e impensabile, la Draghessa aveva potuto trovare anche un altro motivo piuttosto ferreo per tornare ad Hogwarts, per convincere il padre. Era necessario che vivesse una piccola quotidianità con il Cartwright per capire effettivamente se tra loro le cose potessero funzionare.

Da quando mi hai baciata ho rivissuto quella scena così tante volte, cercando di analizzarla in modo razionale, in modo logico.
Ma ogni volta che ripensavo alla sensazione delle tue labbra sulle mie finivo per emozionarmi e per sorridere come una vera stupida, perciò... addio razionalità.


Il tuo sorriso non è affatto cambiato... E nemmeno la tua risata...

Non so dare un nome a quello che sento, ma so... che sono mesi, ormai, che quando ti penso il cuore comincia a battere forte, e la voglia di vederti raggiunge livelli che nemmeno avevo mai contemplato prima, perciò immagino che tutto questo voglia dire qualcosa.

E spero non sia che ho delle parenti segrete Veela...

Aggiunse con una piccola punta di ironia, facendole un occhiolino ma internamente molto emozionato, ascoltandola con attenzione.

Mi sono chiesta se valesse la pena mettermi di nuovo nei guai frequentando un mio insegnante, e... mi sono risposta di sì.
Ne vale la pena.


Vedila così: io non posso attentare alla tua vita e non voglio diventare il nuovo Signore Oscuro!

Sempre se naturalmente... a te va ancora.

Immagine


Sempre se naturalmente... a te va ancora.

Immagine


Per un momento, Vergil ebbe una sorta di flash, un ricordo sovrapposto alla realtà o forse più semplicemente la sua immaginazione che creò una specie di collage mischiando il momento attuale alla versione di Victoria che lui ricordava più vividamente. Esteriormente trattenne qualsiasi traccia di interdizione, limitandosi a osservare più intensamente la ragazza, prendendosi il tempo necessario per risponderle. Non era una scelta facile, perché significava davvero tornare ad essere sempre in pensiero per il proprio status come insegnante; sì, già una volta ci era riuscito, quindi perché non tentare anche la seconda? In passato con Ariel era andato tutto per il meglio senza passare dei guai. Forse ciò che lo metteva più in agitazione era il pensiero di mettere a rischio la bionda Draghessa. Se l'avessero sospesa per una cosa del genere non se lo sarebbe mai perdonato, specie perché a prescindere da tutto a lei piaceva stare lì, frequentare quella scuola, stare a contatto con amici, materie magiche e quant'altro. Di nuovo insomma, il Cartwright stava mettendo al primo posto il prossimo, concetto anche ovvio quando di mezzo ci stava la ragazza della quale si era innamorato. Però... Però era difficile resistere alla possibilità di incontrarla la sera dopo il coprifuoco, oppure durante il weekend nella stanza delle necessità per darsi un bacio, chiacchierare, essere se stessi e poi... beh... anche... anche... Deglutì pesantemente.

... Certo che mi va ma... Promettimi che faremo attenzione.
Te lo chiedo perché io so come sono fatto, ho tante buone intenzioni ma poi quando sono totalmente preso mando sempre tutto a puttane.
Ho bisogno di sapere che ci controlleremo in due, perché c'è in gioco il futuro di entrambi, il tuo soprattutto... Vicky...


Si avvicinò a lei, prendendole il viso tra le mani, fissandola con un sorriso carico di dolcezza e tenerezza.

... In altre parole, vuoi che ci viviamo un po' a vicenda prima di decidere se stare insieme, giusto?
Anche perché nessuno ti dà la garanzia che io sia il tuo tipo... Io in un certo senso ho molte più sicurezze rispetto a te!


I pollici le carezzarono le guance, si sentiva così grande rispetto a lei. Alla Randall invece... cosa stava trasmettendo?
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Messaggioda Victoria » 28/05/2015, 22:05

[handwriting]Bastava che mi scrivessi, che mi chiedessi di passare, di farmi vivo...
In tal caso mi avresti avuto sotto casa tua come minimo ogni weekend!


Sorrise, immaginandolo in stile Romeo babbano d'altri tempi: sotto la sua finestra, a cantarle una serenata... d'altronde le avevano detto che cantava molto bene, e lei stessa aveva avuto modo di ascoltarlo alla festa di compleanno di Cappie, quindi la sua fantasia, in tal senso, non stava nemmeno sbagliando troppo.
Fatto stava che, essendo i suoi sentimenti molto acerbi, viverli tramite un rapporto a distanza avrebbe potuto essere un male, più che un bene: doveva viverlo quotidianamente, un passo per volta, un giorno per volta, anche solo in uno scambio di sguardi o di sorrisi complici, farli crescere, sbocciare e vedere quale strada avrebbero preso... ma pretendere tutto questo vivendo dall'altra parte del mondo, anche mettendoci in mezzo la magia, no, sarebbe stato chiedere troppo, troppo per dei sentimenti -quelli della Randall- ancora così immaturi.
Ciò che gli disse una volta avuta la sicurezza di non poter essere né visti né sentiti, infatti, non riguardò infatti parole come "amore" o "relazione": proprio perché lo rispettava, e perché comunque nonostante il cambiamento fisico e di gusti -culinari come estetici- il suo modo di pensare non era mutato, non aveva intenzione di prenderlo in giro, facendogli credere qualcosa che non esisteva; provava qualcosa per lui, sì, qualcosa che sarebbe potuto diventare forte ed importante, nel tempo, e proprio per questo era disposta ad avvicinarsi a Vergil, a percorrere insieme quel cammino inaspettato senza avere la certezza di dove li avrebbe portati.

Sempre se naturalmente... a te va ancora.

Non era stupida, non lo era mai stata: capiva bene che essere cambiata fisicamente, considerando di chi lui si fosse innamorato, non era cosa da poco; aveva iniziato a provare dei sentimenti per la Victoria di un tempo, quei sentimenti erano cresciuti per quella stessa ragazza, ed ora... si ritrovava di fronte qualcuno che sì, poteva ricordarla in qualcosa, ma così alla lontana da far pensare che si trattasse di un'altra persona.
A livello di forme non c'era poi tutto questo divario -prima era più abbondante di seno, ad esempio, ma poteva ancora andarne fiera e, soprattutto, il suo sedere ora era decisamente più invitante ora di quanto non fosse precedentemente- erano i connotati del viso quelli ad essere cambiati maggiormente: lei era stata costretta, per forza di cose, ad accettare quel cambiamento, non avrebbe potuto fare altrimenti... ma Vergil no, lui non era obbligato a farselo andare bene, e non l'avrebbe biasimato affatto se non avesse più voluto avvicinarsi a lei in tal senso.

... Certo che mi va ma...

' Sei cambiata troppo' ... 'Ti preferivo prima' ... 'Non ce la faccio a guardarti' ... -pensò la Randall, immaginando tutte le affermazioni successive al "ma" del Cartwright tranne quella che lui effettivamente pronunciò subito dopo.

Promettimi che faremo attenzione.
Te lo chiedo perché io so come sono fatto, ho tante buone intenzioni ma poi quando sono totalmente preso mando sempre tutto a puttane.
Ho bisogno di sapere che ci controlleremo in due, perché c'è in gioco il futuro di entrambi, il tuo soprattutto... Vicky...


Ho promesso a mio padre che non mi sarei più messa nei guai... e questo è decisamente mettersi nei guai... -commentò l'americana con un sorriso divertito ed emozionato, annuendo poi subito dopo- Ti prometto che staremo attenti, e che nessuno verrà a saperlo.
Beh, tranne chi lo immagina già...
-come Cappie o Calvin, tanto per fare un esempio.

Quando le mani del docente di Volo le accarezzarono le guance, la Randall provò una sorta di brivido caldo che le corse giù per la schiena: lo sguardo s'illuminò per l'emozione, quelle stesse guance che lui accarezzava divennero incandescenti, ed il cuore cominciò a battere forte, più forte, ad un ritmo tutto suo.

... In altre parole, vuoi che ci viviamo un po' a vicenda prima di decidere se stare insieme, giusto?
Anche perché nessuno ti dà la garanzia che io sia il tuo tipo... Io in un certo senso ho molte più sicurezze rispetto a te!


Quello che ho visto fino ad ora... mi piace già da impazzire.

Il suo carattere, la sua indole, il suo modo di essere: umiltà, bontà, altruismo, generosità, sensibilità, positivismo, solarità, maturità, saggezza, ironia... erano tutti aggettivi che riconduceva al ragazzo, e che non potevano non spingerla ad osservarlo con ammirazione: se a questo si aggiungevano un gran fisico, uno sguardo intenso -tanto da lasciarla senza fiato- ed un fascino naturale, beh, che ora si sentisse emozionata era il minimo.

Due mesi fa, quando mi hai baciata... non ero pronta, non ero preparata, e ti ho allontanato. - perché era stata presa in contropiede e mai l'aveva pensato in quel senso- Ora, invece...

Non concluse la frase, decidendo che con tutti i passi fatti da lui per dimostrarle cosa provasse per la bionda e in quale misura, un piccolo passetto avrebbe potuto farlo anche lei: per questo si alzò in punta di piedi -si sentiva piccolissima al suo fianco, ma al tempo stesso estremamente protetta- e tentò di baciarlo, chiudendo gli occhi ed abbandonandosi a quel contatto che, se accettato, sarebbe stato questa volta pienamente consapevole da parte sua.[/handwriting]
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Messaggioda Vergil » 29/05/2015, 16:08

Ho promesso a mio padre che non mi sarei più messa nei guai... e questo è decisamente mettersi nei guai...

Comprenderai allora la mia preoccupazione...

Ti prometto che staremo attenti, e che nessuno verrà a saperlo.
Beh, tranne chi lo immagina già...


Immaginare, sapere: c'era pochissima differenza ormai, tanto sarebbe bastato soltanto un piccolo sguardo fuori posto tra loro due per far comprendere all'attimo a persone come Caroline Priscilla o Calvin che del tenero era sbocciato, finalmente. Onestamente, in cuor suo Vergil si sentiva ancora un poco in colpa nei confronti di Jorge. Chiunque l'avrebbe potuto chiamare scemo, deficiente, folle, ma per lui era normale, perché aveva un cuore buono e il portoghese rimaneva ugualmente una persona amica, da aiutare, ma pur sempre amica. Aveva imboccato una strada pericolosa, irta di negatività e trappole. Se non gli fossero stati vicini i suoi conoscenti più stretti, probabilmente sarebbe caduto vittima del male nell'arco di poco tempo. Forse anche per questo era un bene che l'eventuale relazione con Victoria rimasse segreta i primi tempi. Questo avrebbe dato modo a Jorge di superare il fatto e andare oltre, seppur con difficoltà. C'era però sempre da vedere e capire se Vergil alla Draghessa fosse piaciuto o meno, calcolando che lo conosceva solo in veste di docente e aiutante nei ripassi. Lei però sembrava già avere le idee chiare.

Quello che ho visto fino ad ora... mi piace già da impazzire.

E sono sicuro che non stai parlando dei capelli corti...

Sorrise leggermente, ironico e solare, fissandola negli occhi e cercando in essi lo stesso sguardo di un tempo.

Due mesi fa, quando mi hai baciata... non ero pronta, non ero preparata, e ti ho allontanato.

... Ed ora?

Ora, invece...

Sì, quello sguardo era sempre lì, non se n'era andato affatto, anche se nascosto da lentiggini e un colore diverso dei capelli.
Victoria Randall si era modificata un po', ma non c'era dubbi sul fatto che quella voce, quella espressione, quell'interiorità fossero le sue.
Si mise in punta di piedi (necessario con un gigante come lui, d'altronde era anche divenuta più bassa) e questa volta fu lei a prendere l'iniziativa nel volerlo baciare, trovando l'immediato consenso dell'ex Tassorosso che si impossessò delle sue labbra con una vitalità nuova, più vera.
Forse lentamente stava accettando la realtà, forse piano piano i suoi sentimenti ripercorrevano lo stesso tragitto, forse più lei gli stava accanto e più il suo cuore si scaldava, rimpolpato di nuova vita e consistenza aurea. Socchiuse gli occhi, mettendo anche la lingua in quel bacio, cullandosi nel limbo delle emozioni per diversi istanti, prima che la realtà tornasse ad essere per loro parte integrante di vita. Il rumoreggiare lontano degli studenti che si aggiravano da quelle parti fu il segnale che era trascorso troppo tempo e i due giovani amanti segreti dovevano dividersi.

Rimarrei nascosto qui anche tutto il giorno, lo sai vero?

La domanda venne accompagnata da un altro bacio, più soffice e morbido, ma ugualmente carico d'amore.

Stanotte ho la ronda dalle 22:00 alle 01:30, proprio lungo la tua ala del Castello.
Ci vogliamo vedere ad un determinato orario?


Le parole uscirono in tono emozionato, caldo, sussurrato per far sì che non potessero essere udite da nessun altro.

Mi mancherai tutto il giorno, Victoria...
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Messaggioda Victoria » 29/05/2015, 20:33

[handwriting]Una frequentazione segreta: non esattamente il modo migliore per mantenersi fuori dai guai -ovvero ciò che aveva promesso al padre come clausola per poter tornare ad Hogwarts- ma sapeva che poteva valerne la pena; inoltre, dettaglio non poco importante, avrebbe potuto chiedere l'aiuto di Cappie e Calvin per far sì di riuscire a mantenere i loro incontri segreti, visto che tanto loro lo sapevano già -o meglio, sapevano dei sentimenti di Vergil e avrebbero saputo anche della decisione di Victoria, poiché l'americana era conscia di potersi fidare di loro. Certo, Owens era un gran pettegolo, ma voleva abbastanza bene ad entrambi da tenere la bocca chiusa.
Perciò, una volta presa la sua decisione, la Randall decise di fargli capire le sue intenzioni coi fatti, più che con le parole, mettendosi in punta di piedi -e meno male che il Cartwright si abbassò un poco, altrimenti col cavolo che ci arrivava!- per dargli un bacio, prendendo questa volta lei l'iniziativa per prima: chiuse gli occhi, godendosi questa volta il contatto con la bocca e la lingua dell'ex Tassorosso, muovendo le labbra sulle sue e posandogli le mani sul petto con naturalezza, in un gesto molto dolce e spontaneo.

Rimarrei nascosto qui anche tutto il giorno, lo sai vero?

Sì, anche lei ci sarebbe rimasta volentieri, perché baciarlo si era rivelato molto più piacevole ed intenso di quanto si fosse immaginata: eppure li sentiva, in lontananza, gli studenti che gironzolavano nei dintorni del campo, magari per un allenamento dell'ultimo minuto; non potevano rischiare di farsi vedere insieme, sarebbe stato il peggior fallimento tra tutte le storie d'amore segrete del mondo!

Stanotte ho la ronda dalle 22:00 alle 01:30, proprio lungo la tua ala del Castello.
Ci vogliamo vedere ad un determinato orario?


Mi farò trovare fuori dalla sala comune alle 23, a quell'ora le mie compagne stanno già dormendo... non vedo l'ora. -sussurrò di rimando, rendendosi conto mentre pronunciava quelle parole che era vero, e che davvero era euforica all'idea di rivederlo presto.

Mi mancherai tutto il giorno, Victoria...

Mangia tante albicocche, sarà come avermi un po' con te! -scherzò la bionda, decidendo di rubargli un altro piccolo bacio- Avrò lezione con te più tardi, e metterò quegli shorts bianchi che ti piacciono tanto... -e che ora, con le curve del sedere ancora più abbondanti, le stavano pure meglio.

Ti penserò tanto, e cercherò il tuo sguardo ogni volta che potrò.

In modo discreto, naturalmente, ma era brava a passare inosservata, quando voleva; con quell'ultima promessa, la Randall posò un ultimo bacio sulle labbra del ragazzo, e si allontanò per prima da quel luogo così da non dare troppo nell'occhio se qualcuno l'avesse incrociata -non c'era nulla di male a stare lì da sola, farsi trovare con Vergil avrebbe già potuto risultare un po' strano.
Doveva andare a lezione e cercare di evitare Cappie ed Jorge il più possibile: la prima perché voleva farle una gran sorpresa, il secondo... semplicemente perché al momento lo voleva ancora fuori dalla sua vita.

• Fine •
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