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Denver

Messaggioda PnG Staff » 15/03/2019, 15:47

Caroline Priscilla non era una Auror, non nella versione Thea O'Queen, almeno.
Nemmeno una Vigilante, una Commando, un Agente Speciale del Ministero.
Lei era semplicemente una Investigatrice Magica e per di più ai suoi primi veri casi.
Allora perché puntare lei, uscendo così tanto dal seminato delle ultime vittime?
Perché l'Enigmista si era prefissato la sua morte?
Pur cercando un qualsivoglia collegamento tra se stessa e tutti gli altri, sperare in un risultato sarebbe stato completamente inutile.

Sangue... La risposta è il Sangue!

Quelle parole non fecero scaturire nulla, dunque l'eventuale incantesimo sopra il foglio non aveva uno sblocco fonetico.
La filastrocca rimase lì, così come anche l'immagine fotografata della madre della ex Tassorosso, sentita poco prima e per fortuna ancora in salvo.
Una mente allenata come quella di Cappie però sapeva anche andare oltre il primo ostacolo, cercando le soluzioni più disparate ed in fretta.
Era la fortuna non solo dell'avere il Fulmine come proprio alleato, ma anche aver ricevuto una perfetta formazione professionale investigativa.
Di certo il cervello logico della bionda era molto più performante rispetto a quello delle vittime precedenti.
Bisognava soltanto sperare che lo fosse abbastanza da salvarle la vita.

Immagine

Le gocce di pioggia avevano iniziato a battere contro il vetro mentre quelle di sangue della ragazza arrivavano a sfiorare la superficie del messaggio.
Per alcuni, infiniti secondi, quel rosso scarlatto rimase lì, a spandersi piano, senza fornire alcuna novità.
Dopo di che, l'occhio attento della ragazza avrebbe individuato immediatamente qualcosa di diverso, un cambiamento.
Un lento e progressivo tabula rasa di tutta la pagina, divenuta totalmente rossa, con l'apparizione di un nuovo testo scritto.
A differenza di quello precedente però, quel teso apparve con una grafia come se fosse stato scritto sul momento con inchiostro nero e penna alla vecchia maniera.
Più le parole uscivano fuori scritte con eleganza, più nell'animo della ragazza si poteva creare un lento senso di oppressione, timore e panico.

C'era una volta una ragazza sventurata
che del diavolo s'era innamorata
La sedusse con poche parole lascive
e profanò le sue labbra in una delle notti estive
Mentre con la bocca l'accarezzava
il cuore di Cappie si dannava
e con un ultimo bacio ardente
le strappò l'anima violentemente
Di lussuria Cappie aveva peccato
ed un prezzo era stato pagato
Lacrime di sangue i suoi occhi versavano
e solo spazio al vuoto lasciavano
Cappie, la ragazza senz'anima venne chiamata
e di rosso la sua guancia fu per sempre macchiata.
Tuttavia di quel bacio mai si pentì
nemmeno quando su un pavimento sporco di cremisi
dissanguata morì.


L'Enigmista era a conoscenza non solo della vera identità di Thea O'Queen, ma anche del suo soprannome, affidato solamente agli amici.
Quanto era stata osservata? Quanto era stata studiata? Oppure non era stata una visione quella di Jorge lì fuori tra la gente?
Lui sapeva del suo soprannome, per forza, come sapeva dove abitasse la madre e chi Thea fosse in verità.
Ma tutto questo non aveva senso, giusto?
Perché mai fare una cosa del genere proprio a lei?
Ma sopratutto, dove mai poteva condurla quella nuova frase apparsa?
In ogni caso, quella era una minaccia senza troppi fronzoli, una minaccia di morte ed anche piuttosto pesante e dolorosa.
Il killer le stava dicendo apertamente che l'avrebbe dissanguata, riservandole quindi una fine orribile.
Stranamente però, le parole lette riuscivano comunque a stimolare e pizzicare la memoria della O'Neill.
Ma quanto ci avrebbe impiegato prima di arrivare alla verità?

SEI TIRI D20 SU ELABORAZIONE

Totale tra 102 e 130 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 6 ore.
Totale tra 131 e 156 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 5 ore.
Totale tra 157 e 173 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 4 ore.
Totale tra 173 e 195 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 3 ore.
Totale tra 196 e 209 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 2 ore.
Oltre 209 ---> Cappie ricorda dove ha già letto una storia simile dopo 1 ora.

MAGIAMULETO ATTIVO UNA SOLA VOLTA


Durante il periodo scolastico di messaggistica a distanza con Marshall, l'Investigatore le aveva in più di una occasione mandato dei libri in prestito.
Erano libri gialli piuttosto intricati e particolari, che le sarebbero serviti per affinare il proprio intelletto investigativo.
Fra questi, uno in particolare presentava un delitto nei confronti di una certa Jade eseguito proprio tramite il dissanguamento.
Altro particolare, nel libro veniva descritto che il killer era denominato "El Diablo", il Diavolo appunto, come scritto nella filastrocca dell'Enigmista.
Come poteva però un dettaglio simile aiutare la ex Tassorosso a salvarsi la vita?
Prendendo il libro e sfogliandolo pagina per pagina, avrebbe probabilmente perso tutta la giornata, restando bloccata dentro casa.
Dopo una attenta e lunga analisi, sarebbe giunta all'unico collegamento tra quel libro e la propria vita attuale nella città attuale.
Jade, la vittima, lavorava in un Pub malfamato chiamato "Diet Death", stesso nome di un vero locale periferico di Denver mai frequentato prima dalla Investigatrice.
Evidentemente però quella era la sera giusta per farci un salto, sperando di non aver fatto un vero e proprio buco nell'acqua.
Più proseguiva, più la bionda si sarebbe resa conto che determinati particolari della propria vita non poteva conoscerli nessun altro se non...

Marshall ieri mi ha spedito un altro libro, mi sa proprio che lo inizierò stasera!

Uff, sorellina, che palle... Dovevamo vederci nella stanza delle necessità per ripassare prima del compito di domani...

Allora leggo soltanto i primi tre capitoli e poi ti raggiungo, promesso!

... Mh, ok, mi devo fidare?

Certamente! Comunque presto o tardi dovrò prestartene qualcuno, sono davvero avvincenti!

Te l'ho detto, se proprio devi farmene leggere uno, che sia almeno un po' splatter!

Allora mi sa tanto che questo farà al caso tuo, parla di una che viene trovata morta dissanguata!

E riesci a dormire poi?

Stringerò più forte Tosco, nessun problema!


QUELLA NOTTE

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Il luogo era abbastanza nascosto rispetto al normale passaggio cittadino.
Dre gliene aveva parlato, in verità, diverso tempo prima, poco dopo essere rientrato dall'Europa l'anno precedente.
Lo aveva catalogato però come un posto troppo poco raccomandabile e incerto, con un passaggio di persone variegato ma in negativo.
Andare lì dentro completamente da sola non era insomma l'idea migliore, ma purtroppo Cappie non aveva alcuna altra scelta.
Tre barman dietro il lungo bancone la squadrarono non appena mise piede lì dentro, guardandosi poi tra loro.
Alcuni clienti erano facilmente riconoscibili come avanzi di galera, altri invece come veri e propri criminali di alto livello, ben vestiti ma dall'aria molto sospetta.

Cosa ti dò?

Un c***o bello grosso!
Se una ragazzina come lei è arrivata qui, evidentemente ha proprio voglia di emozioni forti!


Ci fu una risata generale da un tavolo non molto distante, pieno di energumeni intenti a giocare a carte e bere alcol a tutto spiano.
Il barman sorrise alla battuta, segno che probabilmente fosse pure d'accordo con loro, ma ugualmente aspettò che Cappie ordinasse qualcosa per servirla.
Non poteva non prendere nulla, sarebbe stato troppo strano, quindi che fosse alcolico o analcolico, meglio chiedere e pagare.

Prova di Sesto Senso + Prova di Perspicacia

d30 + d30 + Perspicacia + Sesto Senso

Tra 55 e 70 ---> Cappie beve il drink senza preoccupazioni o sospetti.
Tra 71 e 85 ---> Cappie beve un paio di sorsi, poi si accorge che il sapore del drink è leggermente alterato.
Tra 86 e 99 ---> Cappie beve un sorso, poi si accorge che il sapore del drink è leggermente alterato.
Oltre 99 ---> Cappie annusa prima il bicchiere e sente un odore che non la convince per nulla.


Sedutasi ad un tavolino tra quelli liberi, non le sarebbe rimasto altro se non osservare attorno a sé cercando di cogliere quanti più dettagli possibili.
In realtà, a parte l'essere un luogo malfamato, quel locale non pareva nascondere chissà cosa, ma fermarsi alle apparenze non era affatto da Investigatore.
Difatti, proseguendo a vagare con lo sguardo, ben presto l'irlandese si sarebbe accorta di un particolare estremamente singolare: il dispenser dei fazzoletti stava soltanto su uno dei tavoli, mentre tutti gli altri ne erano sprovvisti. Ognuno dei clienti aveva davanti a sé un normale cumulo di tovaglioli.
Voleva dire che quello fosse l'unico dispenser in possesso dell'intero pub? Un bel po' strano.
Qualora si fosse alzata e poi riseduta presso quell'unico tavolino dotato di dispenser, ben presto sarebbe stata raggiunta dal barman.

Allora sei tu.
Tieni, questo è per te.
Me lo sono ritrovato sul bancone con delle precise istruzioni.
Lasciarlo alla ragazza che si fosse seduta proprio dove sei tu adesso.
Questo solo nel caso in cui avesse cambiato appositamente posto.
Me lo confermi?


Sarebbe stato meglio avere la prontezza di confermare, perché evidentemente l'Enigmista aveva già previsto tutto.
Era sicuro che fosse riuscita a cogliere quell'infinitesimale differenza e comportarsi di conseguenza.
Il barman le lasciò dunque un biglietto piegato in quattro parti, di pari grandezza a quello con la precedente filastrocca.

Qual è quella parola che si scrive con 4 lettere, ma è anche formata da 2.
Talvolta è scritta con 8 lettere, e poi con 1.
Raramente è formata da 9 lettere ma mai viene scritta con 3.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 18/03/2019, 21:17

Le gocce di sangue che caddero sopra il foglio furono la strada giusta da seguire per svelare un nuovo intrigante enigma. Cappie osservava con attenzione la vecchia filastrocca sparire per dare spazio ad una nuova, con gli occhi talmente fissi sulle parole da non sbattere mai neanche una volta le palpebre. Era concentratissima ma soprattutto era agguerrita e pronta a non lasciare che una nuova minaccia le strappasse via qualcosa a lei caro. Non riusciva ancora a comprendere perché fosse stata presa di mira proprio lei -forse aveva qualcosa in comune con le precedenti vittime- ma di certo non era quello il momento di riflettere perché fosse toccato proprio a lei. La filastrocca che andò a leggere, infatti, dava molte risposte -se giuste o sbagliate chi può dirlo?- ai quesiti che si erano formati nella testa dell'irlandese.

C'era una volta una ragazza sventurata
che del diavolo s'era innamorata
La sedusse con poche parole lascive
e profanò le sue labbra in una delle notti estive
Mentre con la bocca l'accarezzava
il cuore di Cappie si dannava
e con un ultimo bacio ardente
le strappò l'anima violentemente
Di lussuria Cappie aveva peccato
ed un prezzo era stato pagato
Lacrime di sangue i suoi occhi versavano
e solo spazio al vuoto lasciavano
Cappie, la ragazza senz'anima venne chiamata
e di rosso la sua guancia fu per sempre macchiata.
Tuttavia di quel bacio mai si pentì
nemmeno quando su un pavimento sporco di cremisi
dissanguata morì.


Cappie... Sa il mio nome!

Come faceva a sapere chi lei fosse veramente? Le soluzioni potevano essere molteplici: poteva averla spiata a lungo, aspettando il momento giusto di agire oppure poteva conoscerla da prima. L'idea che la persona vista in mezzo alla folla fosse davvero Jorge iniziò a diventare sempre più consistente, facendo battere all'impazzata il cuore della O'Neill. C'era un altro particolare di quella filastrocca che la tormentava, un particolare che solamente Alvares conosceva. "Diavolo" era il significato del nome di Devo, il suo primo fidanzato, che l'aveva sedotta con lo scopo di farla innamorare di sé per poi farle del male. Non aveva alcuna intenzione di ucciderla, quello no, difatti il resto della filastrocca stonava terribilmente con ciò che era il passato dell'irlandese. Sicuramente la morte che l'Enigmista le stava augurando non era affatto piacevole, ma Cappie sentiva che c'era qualcosa che le sfuggiva. Provò a non concentrarsi su quegli elementi che la riguardavano -come il suo soprannome- ma su tutto ciò che le riportava alla mente una vecchia storia. Sebbene il pensiero di identificare Jorge con l'Enigmista le impediva di concentrarsi come avrebbe dovuto.

Non riesco a ricordare... I delitti dell'Enigmista sono iniziati prima o dopo la sua evasione dal carcere?
Porca Trama! Non può... Lui non può essere diventato davvero... QUESTO!
Ma se fosse davvero così... Potrei biasimarlo?
L'ho abbandonato... Ho cambiato io il suo destino...
Perché... Perché è dovuto succedere?


Perché Victoria aveva spezzato l'Equilibrio del tempo. Perché era stata profondamente egoista da seguire i suoi desideri, non pensando affatto alle conseguenze del suo gesto, a quello che avrebbe comportato. L'aveva persino convinta a cambiare l'episodio dello scambio di coppia, facendola sentire in colpa per quello che sarebbe accaduto in seguito con Axell. Si sentiva piena di rabbia nei confronti della migliore amica, ma in quel momento era lei che stava affrontando un pazzo omicida, non la bionda. La Randall probabilmente si stava godendo qualche viaggio intorno al mondo, imparando finalmente quel mestiere che un giorno l'avrebbe resa grandiosa. Mentre lei? Lei si ritrovava a scavare nella merda, cercando di mantenere la testa alta per proseguire a respirare.
Era rimasta imbambolata, intrappolata in quei pensieri che le portavano solamente sconforto e depressione. Non poteva lasciare che tali emozioni avessero il sopravvento, perché se fosse accaduto be', tanto valeva agevolare il lavoro all'Enigmista e suicidarsi direttamente. Dall'altra parte della stanza sentì il MaiFax suonare, segno che Ethan le avesse risposto. Si alzò a controllare il suo messaggio, rassicurandolo che non aveva bisogno di nulla ma solo di restare a casa, per evitare contagi o peggioramenti. Dopo di ché, seduta sul letto di camera propria, la ragazza iniziò a riflettere e pensare dove avesse già sentito una storia simile, cercando nei meandri della propria memoria.

[4 ore dopo...]


Un momento... Questa non era la trama di un libro?

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Finalmente, dopo ore passate a riflettere, Cappie era giunta alla conclusione esatta. Era stato difficile ricordare cosa esattamente significasse quella filastrocca, perché era passato parecchio tempo da quando aveva letto quel libro che Marshall le aveva comprato, per aiutarla ad affinare le sue capacità investigative. Si alzò in piedi tempestivamente, andando vicino al punto in cui, nel salotto, vi era un soppalco dove la O'Neill teneva i suoi oggetti personali che non rientravano nell'arredamento di casa. Con un colpo di bacchetta, aprì la piccola porticina e fece scivolare giù lentamente lo scatolone contenente tutti i suoi vecchi libri. In mezzo ad essi, ritrovò quello che raccontava la storia di Jade, una giovane cameriera innamoratasi di un uomo violento e pericoloso soprannominato "El Diablo". Il diavolo, appunto, che l'aveva uccisa dissanguandola sul pavimento. Quel libro era un'altra prova ancora del collegamento fra l'enigmista e Jorge. Non poteva davvero essere una coincidenza, ma Cappie non si lasciò trasportare ancora una volta dai ricordi. Prese a sfogliare ogni singola pagina di quel libro, cercando un indizio che collegasse lei alla vittima del giallo.
Nonostante questo però la mente ancora lavorava febbrile, chiedendosi cosa avessero a che spartire le vittime di quegli omicidi con lei. Da una parte sfogliava e cercava un indizio, dall'altra ragionava e provava a far quadrare ogni cosa. Purtroppo per lei, non avendo mai avuto sotto mano l'incarico, non si era preoccupata di scoprire chi fosse questo serial killer, rammentando solo le varie frasi di disappunto di Hank, il quale cercava di lavorare giorno e notte per acciuffarlo. Chiedere al Muscle una mano però era escluso, dal momento che l'uomo le avrebbe fatto sicuramente troppe domande, domande alle quali ella non poteva minimamente rispondere. Anche chiedere al suo socio poteva essere pericoloso e la Ignis non voleva rischiare nulla quando in gioco c'era la vita di sua madre. Cercò dunque di non focalizzarsi più su quel problema, trascorrendo le restanti ore a rileggere il libro, fino a quando finalmente non saltò agli occhi il collegamento che le serviva. Il nome di un pub "Diet Death" esistente anche a Denver. Non c'era mai stata, perché troppo periferico e frequentato da brutte persone, ma sapeva della sua esistenza anche grazie alle dritte che le aveva fornito Dre. Se le fosse capitato sotto mano qualcosa di scottante, era lì che avrebbe potuto trovare altri informatori, ben più informati sulle attività veramente illecite.
Cappie chiuse il libro con uno scatto, fissando Ermes. Un boccone e poi dritta filata verso quel pub, alla ricerca di nuovi indizi per salvarsi la vita.

[Quella notte]


Cosa ti dò?

Un c***o bello grosso!
Se una ragazzina come lei è arrivata qui, evidentemente ha proprio voglia di emozioni forti!


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Sapeva di non avere un aspetto minaccioso, né tantomeno adulto. I suoi lineamenti rimarcavano ancora quelli di una bambina, per certi versi utile perché tutti la sottovalutavano, per altri invece... Piuttosto scomodo. Le battute e le risate che si beccò Cappie non appena entrò all'interno del pub erano piuttosto pesanti e fastidiose, ma la Ignis non era certo tipa da farsi intimorire. Ricordava ancora l'estate dei suoi sedici anni, quando incontrò Marshall per la prima volta. All'epoca i brutti ceffi che volevano farle del male le erano sembrati davvero minacciosi, adesso invece si sentiva molto più tranquilla di gestire quella situazione. Non incrociò lo sguardo di nessuno, andando dritta spedita al bancone e chiedendo una birra. Non sapeva ancora che cosa ci facesse lì, ma in qualche modo doveva vedere quel posto e comprendere quale altro indizio le aveva lasciato l'enigmista. In borsa sempre Ermes, la bacchetta inserita invece nella tasca interna del giubbotto di pelle, al collo il ciondolo MagiFortunato e alle dita l'Elogio del Mana e l'anello per richiamare il suo tanto. Non aveva bisogno di altro, sapeva di essere ben protetta da qualunque malintenzionato. Ma mentre si guardava intorno, cercando di comprendere verso chi dovesse rivolgersi, la O'Neill bevve due sorsi di birra prima di rendersi conto che qualcosa non andava all'interno di quella bevanda.

Cos'è questo sapore... dolciastro...?

Si voltò a fissare il barman con occhi spalancati, chiedendosi se egli l'avesse in qualche modo drogata. Si diede della stupida mentalmente, perché non aveva riflettuto abbastanza prima di portare quel boccale alle labbra e adesso, adesso poteva capitarle di tutto. Cappie cercò di non farsi prendere dal panico, mantenendo il sangue freddo anche in quella situazione. Poteva ancora cavarsela, bastava scappare in bagno e lì rigettare tutto ciò che aveva ingerito nello stomaco. Qualunque cosa avessero voluto farle, potevano scordarselo.

.. Il bagno?

Chiese solamente, prendendo un'altra sorsata di birra -come se non si fosse resa conto di niente- e allontanandosi, evitando di ingoiare. Voleva depistare chiunque avesse drogato il suo boccale, ma una volta in bagno la ragazza sputò tutto quanto il contenuto nel gabinetto, un gabinetto che ben presto avrebbe ricevuto anche il resto della birra ingerita.

Non dovrebbe essere difficile, basteranno due dita...

Non lo aveva mai fatto, tuttavia non poteva costituire un ostacolo chissà quanto grosso giusto? Sbagliato, invece, perché quando la O'Neill provò a farsi venire i conati di vomito, si rese conto che la sua lunghissima esperienza nel sesso orale le impediva di avere il riflesso oro-faringeo, impedendole dunque di vomitare tutto il contenuto dello stomaco.

Oh andiamo!
C***o! Davvero non ci riesco per quello?!


Si incazzò con sé stessa per essersi data troppo da fare in passato, poi con Axell per averla costretta a darsi troppo da fare. Ma prendersela con il suo ex o con sé stessa non avrebbe cambiato la situazione, che rischiava di degenerare man mano che il tempo passava. A mali estremi, estremi rimedi: Cappie prese la propria bacchetta dalla tasca, stando attenta a non impugnarla dal manico per non provocarsi qualche strano incantesimo. Infilò tutta la punta velocemente in gola per una, due, tre volte, cercando di provocarsi dei forti conati tanto da spingerla a vomitare. Ma nonostante i suoi sforzi, ciò che era entrato nello stomaco della Ignis lì rimase in pianta stabile.

VAFFANCULO!

Eh già, non poteva fare niente altro ormai se non arrendersi a ciò che era fatto e sperare che la dose ingerita non avesse effetto o avesse un effetto molto leggero. Furiosa, la ex-Tassorosso, si sciacquò le labbra pulendosi con dei fazzoletti presi dall'interno della borsa. Stessa sorte toccò alla bacchetta, prima di riporla nuovamente all'interno della giacca, poi uscì dal bagno, pronta a dirigersi nuovamente verso il bancone. Quando uno strano particolare, molto fuoriposto, saltò subito ai suoi occhi.

Un... Portatovaglioli?
E perché è l'unico?


Tutti gli altri tavoli, che fossero vuoti od occupati, non avevano quel particolare che invece attrasse la Ignis come una calamita. Si sedette a quel tavolo, prendendo l'oggetto e rigirandoselo fra le mani, cercando se all'interno vi fosse qualcosa. Ma in quel preciso istante arrivò proprio il barman che prima l'aveva servita, portandole un altro pezzo di carta.

Allora sei tu.

Io... Chi?

Tieni, questo è per te.
Me lo sono ritrovato sul bancone con delle precise istruzioni.
Lasciarlo alla ragazza che si fosse seduta proprio dove sei tu adesso.
Questo solo nel caso in cui avesse cambiato appositamente posto.
Me lo confermi?


Sì... Sì, sono io...
Non hai visto chi te lo abbia lasciato?
E non c'era nessuno che potesse aver visto quella persona?


Chiese a bruciapelo, cercando di saperne quanto più possibile. Che avesse risposto o meno, ben presto la ragazza si ritrovò con quel biglietto ripiegato in quattro, all'interno del quale -ovviamente- vi era un altro indovinello.

Qual è quella parola che si scrive con 4 lettere, ma è anche formata da 2.
Talvolta è scritta con 8 lettere, e poi con 1.
Raramente è formata da 9 lettere ma mai viene scritta con 3.


Non era il caso che rimanesse lì. Aveva ottenuto il suo indizio, ma dopo quanto aveva ingerito era preferibile che l'irlandese se ne andasse via, non sapendo se fosse stata drogata e con cosa. Si alzò in piedi, pagò la sua birra -nemmeno finita- e tentò di andarsene, per raggiungere poi casa propria attraverso la smaterializzazione. Una volta al sicuro -se lo fosse stata- si sarebbe messa a cercare la soluzione all'enigma, comodamente seduta sul divano. Le ci vollero venti minuti circa per comprendere che non doveva cercare nessuna parola che corrispondesse alla descrizione, perché quella non era una domanda. La punteggiatura segnava una semplice affermazione e difatti, leggendo con tono differente, la Fulmen si rese conto che ogni cosa scritta in quell'indovinello era... Giusta. Qual era formata da quattro lettere; ma da due; talvolta da otto, e da una. Infine, raramente da nove lettere e mai da tre. Dunque in cosa consisteva l'indovinello? Nel capire che erano tutte esatte?

... E allora?
Sono esatte... Dov'è l'enigma? La soluzione?
Non c'è soluzione, è tutto... corretto!


Disse ad alta voce, continuando a fissare il foglio. Qualora pronunciare la frase a voce alta non fosse servito, Cappie avrebbe preso una piuma e dell'inchiostro, scrivendo ciò che aveva solo detto verbalmente. Sperando di ricevere presto un nuovo indizio che la avvicinasse sempre di più ad acciuffare quel mostro che la stava perseguitando... E pregando dentro di sé che non si trattasse davvero di Jorge.

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Messaggioda PnG Staff » 19/03/2019, 12:51

Tieni, questo è per te.
Me lo sono ritrovato sul bancone con delle precise istruzioni.
Lasciarlo alla ragazza che si fosse seduta proprio dove sei tu adesso.
Questo solo nel caso in cui avesse cambiato appositamente posto.
Me lo confermi?


Sì... Sì, sono io...
Non hai visto chi te lo abbia lasciato?
E non c'era nessuno che potesse aver visto quella persona?


Cosa non hai afferrato di "Me lo sono ritrovato sul bancone"?
... Se ci tieni tanto a sapere altro, prova a chiedere alle persone qui dentro, ma dubito sappiano qualcosa o vogliano farsi gli affari altrui.


Già, sembrava proprio che in quel locale la maggior parte dei clienti sapessero bene che impicciarsi di altro non fosse la scelta migliore.
Ognuno pensava per sé, ognuno non si immischiava in nient'altro che non fossero i propri interessi e men che meno aiutava con generosità.
Forse, se avesse voluto ottenere qualcosa, la bionda avrebbe dovuto estrarre il portafogli, ma era anche ipotizzabile che si inventassero fesserie pur di ricevere denaro facile.
Non le restava quindi che affidarsi a quel biglietto e all'ennesimo indovinello al suo interno.
Pagata la birra "dolciastra" si incamminò verso casa ed una volta rientrata si mise a ragionare con mente ancora piuttosto lucida.
Nessuna avvisaglia di effetti strani da parte della consumazione alterata, almeno fino a quando ella non si ritrovò a raggiungere la soluzione dell'indovinello.

... E allora?
Sono esatte... Dov'è l'enigma? La soluzione?
Non c'è soluzione, è tutto... corretto!


Nel pronunciare quella parola, Caroline Priscilla avrebbe sentito uno stranissimo spasmo allo stomaco.
La testa avrebbe iniziato a girare piano e i muscoli ad avere dei sottili tremolii involontari.
Uno scherzo bello e buono, quello di celare l'attivazione magica del veleno dietro la risposta all'enigma.
In pratica l'Enigmista si era preso gioco di lei, facendola diventare fautrice delle proprie sventure.
Non ce l'avrebbe fatta nemmeno ad avvicinarsi al MagiFax, sarebbe caduta direttamente a terra con la pancia in su e gli occhi semi chiusi.
D'un tratto, dei rumori si udirono nella casa, rumori provocati da un'altra persona nascosta.
Una figura umana avanzò dentro la stanza dove si trovava la biondina, una figura purtroppo indefinita a causa della vista quasi completamente offuscata.
La MagiInvestigatrice sarebbe riuscita a rendersi conto soltanto del fatto che l'intruso/a, estraendo una fiala di esplosivo magico ghiacciato, mise fuori gioco in un attimo Ermes.
L'Enigmista sapeva anche della sua esistenza, conoscendo anche il modo per colpirlo e renderlo inoffensivo.
La pecorella elettrica divenne ricoperta da uno strato gelido che la intorpidì all'attimo, rendendola inoffensiva e facendola svenire con un lamento dolorante.
Erano veri e propri attimi di panico, perché significava che possibilmente l'Enigmista fosse pronto a portare a termine l'omicidio.
Non restava altro che prendere la bacchetta e procedere, ma stranamente non fu quello il suo intento, non quella notte.
L'ultima cosa che Cappie riuscì a vedere prima che la droga facesse del tutto effetto, fu la figura umana prenderla per le caviglie e trascinarla via, chissà dove.

UN NUMERO DI ORE IMPRECISATE PIÙ TARDI

Riprendendo conoscenza, la ex Tassorosso si sarebbe accorta di avere un grosso cerchio alla testa.
A giudicare poi dalla bavetta sul braccio e dai dolori alle articolazioni, doveva aver dormito per molto, molto tempo.
Non si trovava però dentro la propria casa, bensì in un altro posto, decisamente meno accogliente e rassicurante.
L'aria era piuttosto fredda, il pavimento solido, duro e umidiccio.
A destra e sinistra delle bare, i muri scorticati e il soffitto a cupole.
Non c'era dubbi, quella era di certo una cripta.
Mettendosi in piedi, Caroline Priscilla avrebbe constatato che dietro di sé non ci fosse alcuna via d'uscita.
Di fronte a lei, invece, oltre una porta spessa ma socchiusa, si poteva proseguire.
Era stata privata di tutto: non aveva più MagiAmuleto, Anelli, Bacchetta, Tanto, borsa né tantomeno il suo adorato "peluche".
Sola, disarmata, con una persona pazza e folle da contrastare.

Immagine

Oltre la porta, una discesa che arrivava più in fondo, verso una luce lunare, forse quella della notte.
Questo significava che fosse trascorso in realtà poco tempo, oppure che fossero passate direttamente 24 ore.
A giudicare dall'appetito e dalle poche forze, c'era il serio rischio che la risposta giusta fosse la seconda.
Ethan poteva aver pensato che la collega avesse proseguito a stare poco bene di salute, era plausibile.
Per il resto, non erano previsti allenamenti in palestra il giorno prima, quindi né Bruce, né Tiger si sarebbero preoccupati nel non vederla da quelle parti.
L'Enigmista aveva riflettuto praticamente su tutto, facendo in modo che la biondina non potesse contare proprio su nessuno.
Giunta fino al termine della discesa, la ragazza si ritrovò all'interno di un'altra camera chiusa e altrettanto macabra, lugubre.
La luce della Luna effettivamente c'era ed entrava dentro da una finestra posta molto in alto, circolare, con delle inferiate di metallo consumato.
Al centro della camera c'era un sarcofago con su scritto il nome "Diofanto" e davanti ad esso uno scheletro ammuffito, probabilmente di questo fantomatico individuo.
Delle candele illuminavano il circondario e sui due angoli in fondo della stanza c'erano dei calderoni pieni di una stranissima sostanza gelatinosa celeste brillante.

Immagine

Anche quella zona sembrava apparentemente sigillata e bloccata.
Ma allora come poteva fare ad andarsene da lì?
Che lo scopo dell'Enigmista fosse quello di lasciarla morire relegata lì dentro per giorni e giorni?
No, troppo semplice e poco macchinoso, la realtà era ben diversa e la ragazza ci avrebbe fatto caso molto facilmente dopo qualche altro passo.
Il mucchio d'ossa teneva tra le mani una pergamena dall'aria vecchia ma ben arrotolata e con tanto di fiocco del tutto nuovo, di raso argentato.
Eccolo lì l'ennesimo enigma da risolvere per capire come fare per andarsene via di lì, ammesso che servisse a quello, ovviamente.
Inoltre, avvicinandosi allo scheletro per prendere la pergamena, esso si sarebbe incurvato in avanti, rivelando qualcos'altro.
Sotto il nome del presunto morto nella bara, c'erano due piccoli riquadri contenenti delle pietre semi rotonde e incassate.
Su entrambe era scritto il numero 0, ma girando, si poteva cambiare il numero fino a 9.
Una combinazione di due numeri, quindi, ancora da capire e scoprire.

SLANK

Non appena la O'Neill avesse afferrato la pergamena, comunque, la porta alle proprie spalle si sarebbe chiusa di botto, con un tonfo allucinante.
Era reclusa e sigillata lì dentro e le candele, seppur all'apparenza sembrassero innocue, in realtà avevano un effetto ben diverso dal fare solo luce.
La cera, a contatto col fuoco, emanava un fumo tossico che riempiva pian piano tutta la stanza, rendendola inospitale e dall'aria irrespirabile.
Nel caso in cui avesse provato a spegnerne una, al contrario la fiamma sarebbe divampata maggiormente, sciogliendo più in fretta per alcuni secondi la candela sottostante.
Quello era un vero e proprio timer per la vita, secondi preziosi da sfruttare per arrivare alla soluzione dell'indovinello prima di accasciarsi e morire soffocate.
A giudicare dalla velocità di consumo della cera, le restava all'incirca un'ora e mezza.

La Trama gli concesse la giovinezza per un sesto della sua vita.
Poi, dopo un altro dodicesimo di vita, la barba cominciò a crescere.
Dopo dopo un settimo si sposò e finalmente dopo cinque anni ebbe un figlio che, ahimè, appena raggiunta la metà degli anni di vita del padre, morì.
Dopo quattro anni, anche Diofanto raggiunse il termine della sua vita.
Quanto visse Diofanto?


Prova su Elaborazione:

d20 x 6 + Elaborazione x6

Tra 114 e 160

Spoiler:
Per risolvere l'indovinello è necessaria una equazione di primo grado con incognita.

Tra 161 e 196

Spoiler:
Immagine

Oltre 197

Spoiler:
Riducendo i due membri dell’equazione allo stesso denominatore si ha:

14x + 7x + 12x + 420 + 42x + 336 = ??x


La Player è liberissima di non effettuare questi tiri qualora decidesse di voler risolvere l'enigma autonomamente senza indizi o aiuti.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 02/04/2019, 22:33

Cosa non hai afferrato di "Me lo sono ritrovato sul bancone"?
... Se ci tieni tanto a sapere altro, prova a chiedere alle persone qui dentro, ma dubito sappiano qualcosa o vogliano farsi gli affari altrui.


Grazie, davvero molto gentile.
Almeno sapresti dirmi chi sono i frequentatori abituali?


Il suo ringraziamento era ironico. Era appena tornata dal bagno, dove in maniera molto infruttuosa aveva provato a rigettare la birra appena bevuta. Ne aveva ingerito solamente qualche sorsata, ma era stata sufficiente per temere che ci potessero essere degli effetti particolari. Sentiva di non avere tempo e per questo motivo i suoi modi apparivano piuttosto agitati ed elettrici. Tuttavia mantenere la concentrazione era fondamentale per riuscire a ricostruire l'intero puzzle di quell'assurdo incubo nel quale la O'Neill era finita e questa volta completamente da sola.
Nelle sue avventure precedenti aveva sempre avuto con sé un compagno/dei compagni: i suoi amici, gente nuova, il suo Sagitta. Adesso invece era stata lasciata sola, sola ad affrontare una minaccia seria, un nemico contro il quale gli stessi Vigilanti non erano riusciti a venirne a capo. E tutto ciò in concomitanza con l'evasione di Jorge avvenuta qualche settimana prima. Cappie non voleva collegare l'ex-migliore amico a quegli omicidi, ma i tasselli sembravano portare davvero verso di lui. Scacciò via quei pensieri, guardandosi intorno e individuando coloro che secondo il barista erano gli abitudinari del pub. O eventualmente, se non avesse voluto parlare, avrebbe chiesto ad ognuno di loro.

Qualcuno ha lasciato questo biglietto per me sul bancone.
Hai visto chi fosse?
... Magari hai visto un ragazzo come questo?


Immagine


Non voleva lasciare nulla al caso. Non era detto che qualcuno avesse davvero visto lì Jorge o che decidessero di non parlare, ma lei doveva tentare. Almeno per poco, prima di scappare a casa e lì cercare di risolvere il nuovo enigma. Comprese senza veramente capirlo di avere la soluzione in mano dopo circa venti minuti rimasta ferma fissa su quel foglio. E per fortuna la sua agitazione e la poca pazienza le permisero di sbottare ad alta voce ciò che era ovvio sotto i suoi occhi: ovvero che non c'era nulla da indovinare, perché l'indovinello non era altro che un'affermazione esatta. Questo, purtroppo, scatenò la reazione magica del veleno bevuto precedentemente dalla Ignis, la quale non appena disse la soluzione ad alta voce venne bloccata da uno spasmo fortissimo allo stomaco.

Ah... Aaaaah... Ma... Che cos...

Fu terribile rendersi conto che l'Enigmista aveva nascosto nella soluzione dell'indovinello l'attivazione di ciò che la O'Neill aveva ingerito. Fu terribile perché credeva che sarebbe morta in quel modo orribile, vittima della sua stessa arguzia. Cercò di alzarsi in piedi per raggiungere il MagiFax e chiamare aiuto, ma non riuscì nemmeno a fare un passo che cadde a terra, rotolandosi sulla schiena e fissando il soffitto a fatica. Gli occhi, sebbene fossero offuscati, seguirono la presenza di un'ombra che si avvicinava a lei, minacciosa. Ermes venne messo fuori gioco con una fialetta di ghiaccio, che bloccò temporaneamente i suoi movimenti. Avrebbe voluto urlare qualcosa, ma sentiva lentamente ogni forza abbandonarla sebbene il cuore battesse a ritmo insostenibile. Stava per essere uccisa, stava per essere uccisa e non avrebbe potuto fare niente per evitarlo. Ma mentre pensava questo, la misteriosa figura afferrò la Ignis per le caviglia iniziando a trascinarla via, da qualche parte. E quello fu il momento in cui Cappie perse completamente i sensi, ritrovandosi ad affogare nel buio completo.

Immagine


Fu la puzza di muffa a far rinvenire la O'Neill. Una puzza talmente tanto consistente da darle il voltastomaco, come se si trovasse in un posto chiuso, umido e pieno di putrefazione. Quando aprì gli occhi, non riuscì a comprendere all'istante dove si trovasse, perché un fortissimo cerchio alla testa le impediva di ragionare. Man mano che però riprendeva conoscenza, anche i suoi sensi imparavano a funzionare come sempre, facendo sì che ella si rendesse conto di cosa fosse successo. La prima cosa che realizzò fu che stranamente era ancora viva. Respirava a pieni polmoni quell'aria putrida e viziata, anche se la faceva stare male, anche se le procurava la nausea. Perché significava che non era ancora giunta la propria ora e poteva ancora lottare, poteva fare qualcosa. La seconda cosa di cui si rese conto era il luogo dove si trovava. Una cripta polverosa e immersa nella semi-oscurità, probabilmente il motivo di quell'odore così vecchio che Cappie stava incamerando nei polmoni. L'Enigmista dunque l'aveva portata lì, ma per quale motivo? Perché non farla fuori subito? C'era qualcosa di complesso e macchinoso nel modo di ragionare del serial killer e la O'Neill temeva che egli prendesse gli omicidi e le proprie vittime come un gioco. Era un giocattolo con cui egli si divertiva, un giocattolo che andava teso per vedere quanto avrebbe resistito prima di rompersi. E per farlo -fu quella la terza cosa di cui si rese conto- quel giocattolo non doveva possedere più nulla. L'Ignis si guardò intorno cercando Ermes, i propri oggetti personali, la bacchetta: era stata privata di ogni possibile strumento di lotta e sostegno, cosa che fece innescare in lei un momentaneo senso di vuoto e solitudine.
Era sola... Ed indifesa. L'Enigmista le aveva portato via tutto, conscio che senza la magia, senza ciò che le permetteva di difendersi, la O'Neill non avrebbe potuto fare nulla contro il proprio destino, se non attenderlo, con le ginocchia strette al petto e la testa che rischiava di scoppiare. Voleva piegarla, far sì che si sentisse isolata e impotente. Ma intrappolarla in quel modo non faceva altro che caricare la rabbia agitata dentro lo spirito della Fulmen, la quale non era ancora arrivata al proprio limite. Quando la testa smise di girare ella si alzò in piedi, dirigendosi immediatamente verso l'unica possibile uscita. Se non era ancora morta doveva esserci un motivo e la ex-Tassorosso stava per scoprirlo quando si ritrovò all'interno di un'altra stanza.
La fame, la sete, le fecero comprendere che fossero passati forse alcuni giorni da quando era stata rapita. Magari non abbastanza per mettere in allarme il suo partner, ma di sicuro abbastanza per indebolire lei, che sentiva la pancia borbottare, reclamando cibo. Cercò di ignorarlo, concentrandosi per qualche istante sullo scheletro adagiato sopra una tomba al centro della stanza. La luce della Luna illuminava il posto, insieme ad alcune fiaccole e ad una sostanza stranamente gelatinosa che proveniva da due calderoni in pietra. Cappie si avvicinò ad esse, annusandone il contenuto senza però osare fare altro: aveva imparato la lezione nell'Ottavo Piano e aveva capito che era sempre meglio prima sondare il terreno con la magia o si rischiava di ritrovarsi in una trappola mortale.

L'assistente dell'Alchimista...
... Pare quasi opera sua...


Soltanto una mente piuttosto ingegnosa e altamente preparata nel campo dell'Alchimia avrebbe potuto creare un composto in grado di sortire l'effetto avuto sulla O'Neill. Cappie non sapeva ancora se ricollegare il tutto a Jorge, ma non poteva escludere che egli avesse affinato in carcere le proprie capacità in Alchimia. Era sempre stato portato per quel tipo di materia eppure era difficile credere che lo volesse usare per certi tipi di scopi. La Randall -se fosse stata lì- le avrebbe urlato in faccia che era possibilissimo, ma la Ignis voleva ancora credere che Jorge non fosse ancora arrivato a quel punto, che forse si sarebbe redento, anche se la sua fuga faceva comprendere il contrario... Ma tutto era possibile, anche che in un modo strano e contorto il portoghese avesse appreso la lezione.

E quello cos'è?

Una pergamena chiusa con nastro argentato era stata posizionata in mezzo alle mani dello scheletro. Cappie si avvicinò ad essa, avvicinando la mano lentamente per essere sicura che non scattasse nessuna trappola. Tuttavia, non appena le sue mani sfiorarono la carta, la porta dietro di sé si chiuse, lasciando la ragazza di nuovo in trappola, una trappola con un timer piuttosto singolare. Il fumo rilasciato dalle candele accese creava una sorta di patina di gas all'interno della stanza che rischiava di farla morire soffocata. Per il momento però Cappie ci fece poco caso, troppo presa invece dal sollevarsi istantaneo dello scheletro, che le rubò un piccolo tuffo al cuore per lo spavento.

PORCA TRAMA!

Esclamò colta alla sprovvista, mettendosi una mano sul cuore ed osservando che il meccanismo appena scattato ne rivelava un altro in cui inserire due cifre numeriche.

Questo è veramente uno scherzo DI MERDA!

Urlarlo non sarebbe servito a nulla, se non a sfogare un po' la sua frustrazione. Cappie doveva concentrarsi esclusivamente sull'indovinello che l'Enigmista le aveva gentilmente offerto, un indovinello davvero... singolare.

La Trama gli concesse la giovinezza per un sesto della sua vita.
Poi, dopo un altro dodicesimo di vita, la barba cominciò a crescere.
Dopo un settimo si sposò e finalmente dopo cinque anni ebbe un figlio che, ahimè, appena raggiunta la metà degli anni di vita del padre, morì.
Dopo quattro anni, anche Diofanto raggiunse il termine della sua vita.
Quanto visse Diofanto?


Un indovinello matematico... Fantastico!

Era mezza babbana, sapeva che cos'era la matematica. Ma aveva studiato da strega, dunque non era mai arrivata a porsi il problema di apprendere una materia che, nel mondo dei maghi, non le sarebbe servito a nulla. Mentre cercava di riflettere come risolvere il tutto, un particolare saltò subito alla mente della giovane investigatrice. O l'Enigmista era un amante della cultura babbana... Oppure egli stesso era un Natobabbano. Il quadro iniziava a stringersi sempre di più intorno alla figura di Jorge, ma questo non avrebbe fatto altro che innervosire l'irlandese. Scosse la testa, sistemandosi seduta per terra e leggendo e rileggendo più volte ciò che c'era scritto. Riportando alla memoria ciò che Victoria le aveva insegnato, quelle poche volte che aveva avuto a che fare con le sue materie scolastiche babbane.

Un sesto della sua vita...
Ma io non conosco quanto ha vissuto quest'uomo, dunque posso dedurre che un sesto corrisponda alla frazione 1/6, mentre la sua vita è... l'incognita.
Bene, qualcosa me la ricordo ancora...
Un dodicesimo della sua vita... Quindi 1/12 incognita... Uhm... Aspetta, com'è che faceva Vicky?
Usava una x...
Quindi 1/12 x...
Dopo un settimo... 1/7 x e dopo cinque anni ebbe un figlio... Quindi... +5?
Credo di sì.
Il figlio, raggiunta la metà degli anni del padre... Quindi x/2... E dopo quattro anni anche Diofanto morì... un altro + 4.
Bene... dunque se dovessi scriverla, dovrei immaginarla così...


Visualizzò nella propria mente l'equazione di primo grado, pur non potendo contare sull'uso di carta e penna. Il pavimento però era pieno zeppo di polvere e con le dita la ragazza poteva scriverci sopra ciò che aveva solo pensato, avendo meglio capacità di calcolo con sotto gli occhi l'equazione vera e propria. Non aveva proseguito negli studi di Matematica, ma sapeva ancora fare due conti e lavorare di ingegno. Era chiaro che dovesse trovare a cosa corrispondesse quella x, per cui tanto valeva svolgere l'equazione con le conoscenze in suo possesso. Erano queste sufficienti abbastanza per permetterle di arrivare facilmente alla soluzione. Le candele proseguivano a bruciare, ma con lentezza, permettendo alla Ignis di trovare la risposta corretta prima che il fumo la intossicasse del tutto.

Diofanto visse esattamente 84 anni...
Quindi inseriamo 8...


... TLAC


E... 4...

... TLAC


Dove l'avrebbe portata quel nuovo enigma? Disarmata, Cappie non poteva fare altro che aspettare e vedere cos'altro sarebbe successo da lì in poi.

Spoiler:
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Messaggioda PnG Staff » 03/04/2019, 14:59

La O'Neill venne presto a sapere che tutti i clienti presenti erano in realtà clienti abituali.
Difficilmente arrivava gente nuova con frequenza esagerata ed il motivo stava proprio nella natura stessa del locale.
Essendo piuttosto malfamato, bisognava avere coraggio ed una buona dose di capacità nel confronto diretto per sopravvivere e avere vita tranquilla.
Nessuno in quel posto aveva l'aria rassicurante, donne comprese, ma la biondina aveva necessità di sapere, per questo scelse di non farsi intimorire.
Mostrò le sembianze di Jorge Alvares, ma parve proprio che nessuno seppe riconoscerlo, anche se a dire il vero non è che ci si fossero messi molto di interesse con la memoria.
Giusto una delle donne, la meno scorbutica, rivelò a Cappie che l'individuo avente lasciato il biglietto sul bancone aveva una corporatura maschile e simile a quella del portoghese.
Il viso però non lo aveva visto nemmeno di sfuggita, così come i capelli nel loro taglio o colore, sfortunatamente per la MagiInvestigatrice.
Non potendo di sicuro ricevere molto altro aiuto dai presenti, la ex Tassorosso scelse allora di rientrare a casa per risolvere l'enigma, un enigma che l'avrebbe inchiodata al terreno.
L'attivazione del veleno la costrinse ad accasciarsi con la vista annebbiata e pochi attimi dopo, quello stesso individuo andò a prenderla, intenzionato a proseguire il gioco con lei.
Non potendo definire quanto tempo fosse trascorso dalla birra drogata, a Cappie quindi non rimase altro da fare se non affrontare la realtà dei fatti: era in trappola.

Questo è veramente uno scherzo DI MERDA!

L'Enigmista non lo avrebbe mai definito propriamente uno scherzo, forse un gioco, un passatempo o magari qualcos'altro, ma uno scherzo decisamente no.
La matematica non era di sicuro una materia semplice da apprendere per una Strega, difatti certi tipi di studi venivano affrontati molto poco ad Hogwarts come nelle altre scuole.
Giusto il professor Sykes, durante il suo periodo come docente di Babbanologia, aveva scelto appositamente di effettuare un percorso misto di introduzione alle materie non magiche.
Lungo quel percorso di circa tre anni, Cappie aveva potuto incrociare le nozioni ricevute durante l'ora di Babbanologia con quelle apprese di sfuggita dalla Randall.
Morale della storia, quell'espressione con frazioni non ebbe una vita così tanto ampia da impedire alla topolina in trappola di morire soffocata.
Inserendo il numero "84" sul sarcofago, ella sentì distintamente un rumore meccanico rassicurante con il conseguente spegnimento improvviso delle candele avvelenate.
Il grosso contenitore per salme si mosse, spostandosi gradualmente rivelando sotto di sé un grosso buco rettangolare con una scala intenta a scendere verso il basso.
Calarsi era l'unica soluzione possibile, pur non potendo minimamente sapere dove andasse a finire quel cunicolo.
Inoltre la luminosità era del tutto annichilita, ergo Cappie avrebbe dovuto proseguire nel buio pesto affidandosi esclusivamente agli altri sensi.
Niente Ermes con la sua coda a torcia, nessuna bacchetta per fare un semplice Lumos, niente di niente.

Immagine

Qualora alla fine la O'Neill si fosse decise a calarsi, non avendo altra minima via di uscita, raggiunta buona parte del fondo, il sarcofago si sarebbe richiuso.
Un tonfo sordo, così da farla scendere nell'oscurità più tremenda e completa, per quanto a dire il vero non è che ci fosse così tanto da vedere.
Poco prima che la poca luce disponibile venisse smorzata, la ragazza si poté rendere conto che quello non fosse altro se non un percorso obbligato in avanti.
Certo, niente garantiva che più in là non ci fossero bivi, ma almeno momentaneamente il suo compito sarebbe stato solo quello di proseguire.
L'Enigmista aveva architettato tutto alla perfezione, non era possibile che il suo scopo fosse solo quello di farla morire sepolta lì sotto.
Ma no, la sofferenza e il terrore dovevano ancora essere alimentati prima di toglierla di mezzo una volta per tutte.
Infatti, trascorsi circa sei minuti a camminare nel buio, ecco che ad un tratto la luce si accese, una luce quasi accecante.
Non più pietra, non più rovine, non più una cripta: quel tunnel aveva condotto la ragazza fino a dentro una cella, già, proprio la cella di una specie di prigione.
In realtà trattavasi di una cella sotterranea, con l'uscita posta in alto, mentre ai lati, oltre alle sbarre, non c'era nulla se non cemento freddo e spesso.
Una volta arrivata lì dentro, il buco del tunnel si richiuse magicamente, scomparendo, lasciandola bloccata in quella scatola metallica di dieci metri quadrati.

Immagine

Quasi subito, comunque, l'irlandese si sarebbe accorta che quella non fosse propriamente una prigione, quanto una anticamera verso un altro posto.
Sulla parete di destra, infatti, era disposto un congegno per inserimento password numerica fatto appositamente per aprire la botola sul soffitto.
Forse poi per raggiungerla sarebbe poi apparsa anche una scala, chissà, ma tanto al momento la priorità era proprio riuscire a capire come andarsene.
Cappie, ovviamente, non era in possesso di alcuna password, ma allora cosa ci stava a fare lì l'Enigmista?
Sull'altra parete erano disposte delle scritte in sequenza contenenti altri sei indovinelli con risposta numerica.
Questo stava a significare che il congegno avesse bisogno di sei combinazioni di numeri differenti (fino ad un massimo di quattro cifre) per sbloccarsi e rivelare il passaggio.
L'inserimento errato di anche solo una di quelle password poteva comportare l'innesco di qualche trappola, ergo la ragazza avrebbe dovuto fare molta, moltissima attenzione.
Ma le proprie forze mancanti non le stavano affatto venendo incontro.

Caroline Priscilla vorrebbe essere lucida per pensare e ragionare sugli indovinelli, ma la fame e la sete cercando di impedirglielo.

Tirare 10d20 su Elaborazione e regolarsi con le seguenti soglie di successo/insuccesso:

Tra 190 e 230 ---> Cappie commetterà in tutto sei errori, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.
Tra 231 e 265 ---> Cappie commetterà in tutto cinque errori, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.
Tra 266 e 310 ---> Cappie commetterà in tutto quattro errori, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.
Tra 311 e 335 ---> Cappie commetterà in tutto tre errori, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.
Tra 336 e 360 ---> Cappie commetterà in tutto due errori, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.
Oltre 360 ---> Cappie commetterà in tutto un errore, prima di riuscire ad inserire correttamente tutte le cifre richieste.

Per ogni errore commesso si innescheranno diversi effetti casuali sotto forma di un gas colorato che pervade la cella per pochi secondi.

Gas Blu ---> Il corpo di Cappie si indebolisce del 10%.
Gas Verde ---> L'inalazione alla cannabis annebbia la mente del 10% drogando la vittima.
Gas Giallo ---> La ragazza assimila una sostanza eccitante che ne incrementa la libido del 30%.

d100:

Tra 01% e 33% = BLU
Tra 33% e 66% = VERDE
Tra 67% e 100% = GIALLO


Oltre a questo, ad ogni errore, un indumento della MagiInvestigatrice scomparirà magicamente, scelto dalla player indifferentemente con queste limitazioni:

- Gli indumenti a coppia vanno via assieme (scarpe, calzini).
- Gli indumenti che scompaiono prima sono quelli immediatamente visibili.
- Se Cappie prova a denudarsi dopo aver visto il primo effetto, sperando di eludere la trappola, gli indumenti scompariranno in blocco.


INDOVINELLI:

"La somma dell'età di cinque ragazzi è 48. Tra 10 anni quale sarà la somma delle loro età?"

"Un plotone di soldati è composto da 3 colonne e 15 righe. Le righe sono distanti tra loro di 2 metri. Quanto è lungo il plotone?"

"Il numero delle uova dentro un paniere raddoppia ogni minuto. Il paniere è pieno dopo un'ora. Dopo quanti minuti era pieno a metà?"

"Una lumaca vuole salire su un palo alto 5 metri; di giorno sale 3 metri e di notte scende 2 m. Quanto tempo ci metterà per raggiungere la cima del palo?"

"Quante volte si può sottrarre un biscotto da una scatola con 100 biscotti?"

"Un cavallo compie a ogni passo mezzo metro. Quanti passi dovrà fare per percorrere un chilometro?"


Una volta riuscita ad oltrepassare anche quell'ostacolo, con le eventuali difficoltà ed incidenti, la botola superiore scivolò via sulla destra, aprendo il passaggio.
Immediatamente, una scala di metallo apparve per effetto magico, permettendo a Caroline Priscilla di salire su e continuare il proprio calvario.
Naturalmente, anche in quel caso la botola si sarebbe poi subito bloccata di nuovo non appena ella fosse salita in cima.
Guardandosi attorno, la ex studentessa di Hogwarts avrebbe constatato di trovarsi in un posto decisamente diverso dai precedenti.
Altri non poteva essere se non una sorta di magazzino di medie dimensioni, con le pareti in legno spesso e una porta di metallo laccato verde scuro sigillata.
Era di nuovo bloccata in un punto ma la problematica seria non era poi tanto quella, quanto che, in quel luogo, ella non fosse affatto sola.

Hai detto poi a Matt di controllare la valvola del magazzino?

Giusto, ancora no, appena rientra glielo dico, tanto dovrebbe tornare tra qualche minuto...

Mi raccomando, lo sai poi quanto rompe il c***o il capo!

Cosa ti dò?

Un c***o bello grosso!
Se una ragazzina come lei è arrivata qui, evidentemente ha proprio voglia di emozioni forti!


Quelle due voci, udite fuori dalla porta del magazzino, arrivarono e se ne andarono a simboleggiare che stessero camminando e si fossero appena allontanate.
Cappie però non avrebbe fatto fatica a ricollegare uno dei due toni con un altro sentito qualche ora prima, dentro il pub malfamato.
Era la stessa persona, quindi dove si trovava? In casa sua? No, pareva più che altro un covo o un ritrovo di altre persone, possibilmente malviventi.

Domani incontreremo il boss dei "Guantanamo" e vedremo di fare questo benedetto accordo!

Me lo auguro vivamente, hanno davvero stancato, vogliono sempre fare i preziosi, ma sanno che hanno bisogno di noi...

Il capo ha promesso dei festeggiamenti coi fiocchi, si parla di un bel carico di parecchie femmine!

Il nome "Guantanamo" non era poi così tanto sconosciuto alla MagiInvestigatrice: un clan di malavita magica molto influente nell'area di diversi stati americani.
Ne aveva sentito parlare ogni tanto durante qualche chiacchiericcio al Real Steel tra Mercenari e Agenti Speciali.
In più, aveva anche sentito che ultimamente un altro clan si era affiancato a loro con l'intenzione di gemellarsi e divenire una sola grossa comunità mafiosa.
Se le parole appena ascoltate erano reali, Cappie era appena sbucata dentro uno delle sedi di quella organizzazione, che contava un grosso numero di aderenti.
Se l'avessero beccata lì dentro sarebbero stati grossi, enormi guai, specie perché uno di loro l'aveva vista al pub intenta a fare domande che potevano essere viste come sospette.
L'Enigmista l'aveva spedita dritta nella tana di un sacco di lupi, lupi affamati e dediti alla prostituzione e allo stupro, più diverse altre categorie di reati più o meno gravi.
Non poteva uscire, ma non poteva nemmeno restare lì ad attendere la propria fine, perché nel caso in cui fosse stata trovata, molto svestita o meno, non avrebbe avuto scampo.
Non ci sarebbe stato un Dre al suo fianco in quell'occasione e la violenza non sarebbe nemmeno stata limitata a poche persone, come l'ultima volta con Dave.
Il panico saliva, Cappie non poteva farci nulla, le era assolutamente impossibile bloccarlo, perché mischiato anche al resto di sensazioni negative scaturite dalla propria condizione.
Ad un certo punto però, un'ombra si avvicinò alla porta, un'ombra che rimase lì ferma alcuni secondi, visibile perché lo spazio tra il suolo e la porta era di circa tre centimetri.

Immagine

No, non poteva trattarsi di una allucinazione: quello che le venne passato sotto la porta fu proprio un MagiFonino.
L'ombra si allontanò di corsa non appena altre voci iniziarono a sentirsi per i corridoi, segno che fosse qualcuno non di lì ma arrivato per darle un aiuto.
Prendendo quel MagiFonino alla svelta, Cappie avrebbe constatato che fosse quasi completamente scarico e in cattive condizioni.
Una conversazione, che fosse magica o babbana, non sarebbe durata per più di tre minuti e le sarebbe stata concessa una sola telefonata.
Doveva decidere in fretta chi chiamare perché ben presto qualcuno sarebbe giunto lì con l'obbligo di dare un'occhiata ad una valvola di quel magazzino.
A chi avrebbe affidato la propria vita e speranza di salvezza, Caroline Priscilla O'Neill?
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Messaggioda Caroline Priscilla » 17/04/2019, 22:20

La botola che si aprì una volta inserita la giusta combinazione numerica si affacciava nel buio più completo. Questo percepiva Cappie quando si mise a fissare quella scalinata che portava in basso, sempre più in basso, possibilmente una strada di sola andata per gli inferi. Non aveva altra scelta se non quella di seguirla e sperava che la poca luce derivata dai calderoni nella stanza la aiutassero ad illuminare per un po' la via che doveva seguire. Ma quando ella scese completamente, la botola sopra la sua testa si richiuse, lasciandola avvolta nell'oscurità totale.

Calma... Stai calma... È solo buio, è soltanto buio...

Non ricordava di averne mai avuto paura, ma in quella situazione si sentiva oppressa dall'oscurità, come se le stesse portando via anche il respiro. Il cuore batteva impazzito ed ella nel silenzio poteva sentirne il rumore come il continuo martellare di un tamburo, che accompagnava i suoi respiri corti e frenetici. Iniziava a risentire dei colpi che l'Enigmista stava infliggendo alla sua psiche. Quella condizione non la aiutava a mantenersi lucida, ma ancora una volta Cappie ripensò a tutto quello che aveva affrontato e cercò di farsi forza, di non lasciarsi prendere dal panico. Sarebbe stato lecito, certo, ma poi avrebbe finito per rimanere lì, bloccata nell'oscurità, con i suoi personali demoni a tormentarla. Non era disposta a finire la propria vita in quel modo, per questo cercò di farsi forza e di camminare, un passo alla volta, con le mani che le servivano per guidarsi attraverso quella lunga discesa. L'assenza della vista le permetteva di acuire gli altri suoi sensi, che presero a funzionare meglio di prima: l'olfatto catturava gli odori più impercettibili, l'udito ascoltava ogni singola cosa, il tatto le faceva comprendere che doveva andare avanti. In quella situazione, ella cercava di pensare unicamente a proseguire, senza bloccarsi, perché bloccarsi sarebbe equivalso ad arrendersi. E la sua tenacia venne infine premiata, quando la ragazza si ritrovò all'interno di una cella, una cella la cui apertura si trovava proprio sopra la testa della Ignis.

Come farò ad aprirla?

Non voleva ritornare nel buio né le sarebbe stato permesso. La porta che aprì, infatti, si richiuse alle sue spalle ed ella venne lasciata all'interno di quella sorta di gabbia, dove sulla destra era presente una combinazione numerica a sei cifre, da inserire personalmente. Voltando la testa sulla parete opposta, poi, la O'Neill vide una serie di scritte, altri indovinelli lasciati per lei affinché ella risolvesse quell'ennesimo enigma e riuscisse a fuggire. Si chiese, in un guizzo di debolezza, quanto avessero resistito le precedenti vittime dell'Enigmista, prima di fallire ed essere uccise dall'assassino. Ma cercò di scacciare quel pensiero, portandosi stanca verso la parete, con la pancia che doleva per la fame e la bocca che arrancava per la sete.

"La somma dell'età di cinque ragazzi è 48. Tra 10 anni quale sarà la somma delle loro età?"

"Un plotone di soldati è composto da 3 colonne e 15 righe. Le righe sono distanti tra loro di 2 metri. Quanto è lungo il plotone?"

"Il numero delle uova dentro un paniere raddoppia ogni minuto. Il paniere è pieno dopo un'ora. Dopo quanti minuti era pieno a metà?"

"Una lumaca vuole salire su un palo alto 5 metri; di giorno sale 3 metri e di notte scende 2 m. Quanto tempo ci metterà per raggiungere la cima del palo?"

"Quante volte si può sottrarre un biscotto da una scatola con 100 biscotti?"

"Un cavallo compie a ogni passo mezzo metro. Quanti passi dovrà fare per percorrere un chilometro?"


Forza Cappie... Puoi farcela...

Ma non era affatto semplice. Non sapeva da quanto tempo fosse lì, ma si sentiva debole, talmente debole che mettersi a riflettere e ragionare era l'ultima cosa che avrebbe voluto fare. Forse l'Enigmista aveva deciso di rendere quel gioco per lei ancora più difficile, considerando il fatto che la O'Neill si era dimostrata fin da subito piuttosto agguerrita. Qualunque fosse la motivazione, però, in quel momento le sarebbe servito a poco saperla, perché ciò che Cappie doveva fare era riuscire a dare le risposte giuste, evitando di sbagliare.
Purtroppo per lei, però, evitare gli errori non era una possibilità contemplata.

Sbagliato... Oh cazzo! Cos'è quella cosa?!
No! No! No!


Furono attimi di vero panico quando un gas bluastro si riversò all'interno della cella, intossicando e facendo tossire la ex-Tassorosso. Temeva potesse essere un veleno, qualcosa che sancisse la sua fine, ma la verità era ben più subdola e sadica di quel che credesse. Una volta esaurita la nuvola blu, Cappie si rese conto di ben due cose: la prima, che le sue scarpe erano sparite, lasciandola con solamente i calzini a coprirle i piedi; la seconda -ma questa poteva essere solo una sua sensazione- che si sentiva un po' più debole rispetto a prima.

Solo questo...?
Meglio non sottovalutarlo... Potrebbe sembrare innocuo, ma non esserlo.
Da questo momento in poi, devo restare concentrata.


Più facile a dirsi che a farsi. La sua non era solo una sensazione, ma si era davvero indebolita ancora di più a causa di quel gas sparato all'interno della cella. E questo la portò a commettere -purtroppo- altri tre errori, che pagò caro l'irlandese. Per due volte lo spazio venne riempito dal gas bluastro, mentre l'ultimo errore commesso la vide inalare un gas di colore giallastro, che aumentò la sua libido. In sequenza, vennero via anche i calzini, poi il giubbino che aveva indossato quella sera ed infine i pantaloni, lasciando la ragazza mezza nuda, ma con ancora indosso il proprio intimo. Non voleva fare supposizioni affrettate, ma era chiaro da ciò che aveva visto quale fosse l'intento dell'Enigmista. Forse aveva in mente solo di spaventarla o forse la stava preparando per diventare vittima di qualcosa di peggio, come uno stupro. E questa volta non ci sarebbe stato alcun Dre ad aiutarla a sopportare: era sola, completamente sola e come tale avrebbe dovuto affrontare qualunque prova.

Soluzione degli Indovinelli

Tra dieci anni, la somma sarà di 98 anni.

Il plotone è lungo 28 metri.

Il paniere era pieno a metà dopo 59 minuti.

Impiegherà 3 giorni per raggiungere la cima del palo.

1 sola volta.

Per percorrere un chilometro, dovrà compiere 4000 passi.


Una volta completata la sequenza numerica, una scala si materializzò poco dopo l'apertura della botola sul soffitto. Cappie si aggrappò con fermezza ad essa, ma ogni passo diventava per lei faticoso e pesante da compiere. Si sentiva davvero stanca, ma aveva ancora per fortuna le energie sufficienti ad andare avanti, sebbene queste rischiassero di diminuire ad ogni secondo che passava. Sembrò che scalare quella scala dovesse durare un'eternità, invece alla fine la O'Neill riuscì a raggiungere l'apertura e da lì intrufolarsi dentro quello che sembrava essere un vecchio magazzino. Come era ovvio che fosse, la botola si chiuse immediatamente una volta che ella fu del tutto in cima. Ma quello che sembrava essere un luogo abbandonato si rivelò invece essere, ben presto, molto frequentato e soprattutto pericoloso.

Hai detto poi a Matt di controllare la valvola del magazzino?

Giusto, ancora no, appena rientra glielo dico, tanto dovrebbe tornare tra qualche minuto...

Mi raccomando, lo sai poi quanto rompe il c***o il capo!

Riconosceva quella voce, perché l'aveva sentita entrando dentro il pub malfamato nella periferia di Denver. Ma associare la voce al volto fu molto più difficile di quel che credesse. L'istinto le diceva di rimanere nascosta, il sesto senso che uscire fuori allo scoperto non fosse una buona idea. Il motivo per cui quella persona si trovava al pub era che egli fosse un poco di buono, un criminale probabilmente e la O'Neill non ci teneva a finire in pasto ai criminali. Ma la situazione poteva ancora peggiorare quando, origliando il vociare fuori dal magazzino, ella scoprì di essere finita nel quartier generale di un gruppo malavitoso magico.

Domani incontreremo il boss dei "Guantanamo" e vedremo di fare questo benedetto accordo!

Me lo auguro vivamente, hanno davvero stancato, vogliono sempre fare i preziosi, ma sanno che hanno bisogno di noi...

Il capo ha promesso dei festeggiamenti coi fiocchi, si parla di un bel carico di parecchie femmine!

"Guantanamo" non era per Cappie una parola nuova. Frequentando abitualmente il Real Steel, sentiva spesso Agenti Speciali e Mercenari dedicarsi a lunghe chiacchiere su questo gruppo mafioso, imprendibile e assolutamente pericoloso. Persino Dre vi aveva fatto cenno in mezzo ad una delle sue brevi visite e Cappie aveva imparato ad associare a quel nome il giro di affari legato alla prostituzione magica e al rapimento. Non erano insomma brave persone con cui fosse un bene uscire allo scoperto e con quel vestiario. L'Enigmista aveva voluto rendere ancora più difficile la vita dell'irlandese, intrappolata lì dentro senza sapere come uscirne, mezza nuda, indebolita e arrapata. Non provava eccitazione mentale, perché per fortuna era stata esposta una sola volta al gas color giallo, ma il suo corpo di sicuro tradiva in parte quello stato, con le mutandine appena più bagnate del solito. Ad un tratto, mentre ancora cercava di comprendere come uscire illesa da quella situazione, l'ombra di una persona si fermò proprio di fronte alla porta del magazzino. Furono attimo di assoluto silenzio e terrore, perché sembrava che quella presenza sapesse perfettamente che lì dentro ci fosse qualcuno. Poi, da sotto la porta, l'individuo misterioso passò alla malcapitata irlandese quello che doveva essere un piccolo barlume di speranza: un magifonino, quasi completamente scarico, ma abbastanza funzionante da permetterle almeno una chiamata.

Chi posso chiamare?

Il primo pensiero andò a Shuyun, suo Sagitta e mentore. Ma l'Ignis era da sempre stato sfuggente, oltre a non aver mai fornito alla O'Neill un numero di cellulare. Serviva per proteggerla, in un certo senso, ma in quel momento la sua ignoranza avrebbe potuto costarle la vita. C'erano poi le persone a cui voleva bene, Vergil, Kelly, Victoria, Axell, ma tutte loro erano da escludere per il semplice motivo che non avrebbero mai potuto aiutarla trovandosi fuori dai confini americani. Rimanevano poche scelte, Marshall, come Ethan, Hank Muscle, Dre. Di Hank però non ricordava il numero, stessa cosa per Dre, dovendo per forza di cose escluderlo. Marshall sembrava essere il più indicato, ma cosa mai avrebbe potuto dirgli? Non sapeva in che modo trovarla né lei sapeva dove si trovasse, dunque anche l'investigatore doveva essere escluso per forza di cose. Rimaneva unicamente Ethan che poteva darle una mano, il suo socio, il suo collega.
Erano trascorsi solo pochissimi secondi da quando Cappie aveva preso in mano il Magifonino, ma il concetto di tempo, nella sua mente, si allargava a dismisura grazie alla velocità con la quale ella rifletté e scartò tutte le persone che potevano accorrere in suo aiuto. Sembrava che il Fox potesse essere l'unico in grado di darle una mano, ma di colpo la O'Neill -quando ormai era pronta a digitare il numero- si bloccò, pensando che un'altra persona sarebbe stato pronto a rischiare la vita per lei.

Immagine


Non posso mettere in pericolo la sua vita...

Ma Bruce era l'unica altra persona a conoscenza delle Gilde che avrebbe potuto comunicare con Ermes e seguire il suo animaletto per trovarla. Aveva paura Cappie a coinvolgere l'amico, ma istintivamente sapeva che con lui non avrebbe dovuto mantenere alcun segreto né raccontargli bugie, se gli avesse detto che Ermes era in grado di rintracciarla. Sentiva di tradire il suo partner in questo, perché non si fidava abbastanza di lui, ma la verità non era quella, non era affatto così: purtroppo essere una Gildata ed esserne così invischiata le impediva di dire la verità al Fox, nonostante contasse su di lui. Era un problema quello che avrebbe affrontato una volta uscita fuori da lì, ma ora il suo cuore pulsava forte mentre sul Magifonino componeva il numero della palestra dove Bruce e Tiger lavoravano, l'unico contatto del MacGyver che l'irlandese conoscesse a memoria.

Era notte quando mi sono svegliata...
Bruce sarà andato a casa, ma Tiger dorme lì.
Ti prego... Ti prego rispondi... Ti prego rispondi...


Il telefono squillò a vuoto per diversi secondi, facendo morire sempre di più la speranza in lei. Poi però, la sua perseveranza venne premiata e quando la voce bassa e profonda del Black rispose al telefono, un singhiozzo sfuggì dalla bocca della Ignis, mentre lacrime di gioia solcavano le sue guance.

Tiger?
Sono io, Cappie... A-Ascoltami!
Sono in un mare di guai... Sono nascosta non so dove, all'interno di un magazzino nel covo di un gruppo di criminali.
Loro... Non sanno che sono qui, ma non so per quanto tempo ancora possa farcela!
Devi... Devi avvisare Bruce e dirgli di passare da casa mia!
Ermes lui... Deve sincerarsi che stia bene e tu devi andare con lui e comunicare con Ermes per chiedergli di trovarmi.
Il suo Fulmine è collegato al mio, saprà come rintracciarmi...
Ti prego, sbrigatevi!
Sono sola e... disarmata...
... Qualcuno sta tentando di uccidermi...


Una telefonata breve, fatta in un continuo sussurrare per timore di essere scoperta. Una telefonata che avrebbe potuto salvarle la vita o condannarla del tutto. Non riuscì a dire altro la ragazza, perché il Magifonino si spense del tutto, impedendole qualunque altra comunicazione con l'esterno. Ce l'avrebbe fatta il Black? Col passare del tempo, si convinse che chiamare in palestra era stata la scelta migliore. Bruce e Tiger potevano farcela, specialmente perché aveva visto che razza di combattente fosse Tiger e sapeva che difficilmente qualcuno gli avrebbe fatto del male. Inoltre essere il discendente dello spettro del Fulmine lo avrebbe portato a percepirla una volta arrivato nelle vicinanze del suo nascondiglio improvvisato. Si sentiva un po' meno sola la O'Neill, ma c'erano ancora tante domande che necessitavano risposte. Chi aveva cercato di aiutarla? E perché non era entrato direttamente nella stanza, invece che lasciarle quel Magifonino? Sperava tanto che non fosse una trappola per coloro che aveva chiamato. Perché se così fosse stato, Cappie non avrebbe mai potuto perdonare sé stessa per aver coinvolto degli innocenti.

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Messaggioda Tiger » 19/04/2019, 23:37

Mercoledì 17 Marzo 2114
Palestra "The Black Tiger"
Kansas City
Ore 23:16


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L'arrivo della notte era atteso sempre con molta serenità dalla Tigre Nera.
Quello era il momento in cui poteva dedicarsi silenzioso a se stesso e alla comprensione delle proprie emozioni.
Allenarsi non significava solo temprare il corpo, ma anche dare un reale sfogo allo spirito e all'anima.
Tre mesi erano trascorsi dal suo ennesimo allontanamento dalla Tribù degli Esclusi di Yvonne.
Tutto sembrava essere tornato alla normalità, ma la verità era che Tiger fosse decisamente bravo a nascondere.

Immagine

Non penso tu sia fatto per questa vita, Gildato.
Noi abbiamo regole, gerarchie, ma anche autonomie e criteri di rispetto.
Scalare dal basso verso la vetta della Tribù è problematico anche per le nostre stesse Daghe.
Se hai tutta questa voglia di metterti alla prova fa pure, ma ho un solo avvertimento...
... Guardami ancora in quel modo è giuro che sarà l'ultima cosa che vedrai prima di essere sbranato.


Lo ammetto, ti osservai piuttosto sfacciato, Tigre Bianca...

Appena arrivato, era impensabile che fissasse con un'aria tanta sicura ed eccitata una Donna come la Miriel.
Lei i suoi partner li sceglieva accuratamente e non era nemmeno detto che lo facesse per diverso tempo.
Esigente ma anche pronta a lasciarsi andare completamente, se quella era la sua esclusiva volontà.
Questo a meno che qualcuno non decidesse di appropriarsi di lei nell'unico modo possibile: dimostrandosi superiore come animale.
Yvonne era la migliore combattente sotto forma selvatica della sua Tribù, ma Tiger era riuscito ad eguagliarla e superarla.
Da allora erano passati altri anni e a quegli anni si erano aggiunti racconti, memorie, trascorsi.
Le due Tigri potevano definirsi affini e legate ma potevano anche definirsi ugualmente fatte per stare assieme?
Il Black con la mente vagava verso quei pensieri durante la sera, sfruttando il sacco da boxe come sostituto delle sue frustrazioni.
Aveva scalato quella famosa vetta, aveva fatto ricredere tutti sul fatto che la vita della Tribù non potesse appartenergli.
Insomma, aveva ottenuto le vittorie più complesse ma sembrava non riuscire ad arrivare a quella più ambita: Lei.

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Che debba essere l'unica sfida che sarò costretto a perdere?

Chissà se Siegfried in quel periodo era riuscito a migliorare nel combattimento, fortificandosi.
Gli aveva lasciato un compito importante e il ragazzo sembrava averlo preso molto sul serio.
Credeva nella perseveranza di quel giovane Druido ma questo non lo rassicurava al 100%.
In ogni caso, proseguire a pensarci era deleterio per la sua concentrazione sull'allenamento.
Parte della sua immane forza derivava anche da un addestramento non solo costante ma anche focalizzato.
Riprese a dare diversi colpi, alternando il ritmo, con il sudore che solcava la pelle scura e un po' ruvida.
Non stava usando i guantoni, ma era una prassi, difficilmente li metteva durante le sessioni di boxe notturna.
Da un lato, quell'abitudine stava per salvare la vita a qualcuno in particolare, un qualcuno molto in difficoltà.
Perché se avesse dovuto perdere tempo a rimuovere i guantoni, probabilmente non ce l'avrebbe fatta a rispondere al telefono.
Altra fortuna della bionda Caroline Priscilla O'Neill fu pure che quella sera Tiger non aveva molta voglia di sentire musica.

A quest'ora il telefono? Che sia Bruce?

Immagine

Non stette nemmeno a passarsi l'asciugamano sul collo.
Arrivò fino alla cabina ufficio dove stava il telefono fisso che squillava e tirò su la cornetta.
Quella risposta giunta dopo sei squilli fu la più bella cosa capitata alla ragazza in quelle ultime 36 ore.

Sì?

Tiger?
Sono io, Cappie...


Oh, ciao.

A-Ascoltami!
Sono in un mare di guai...


... Che succede?

Sono nascosta non so dove, all'interno di un magazzino nel covo di un gruppo di criminali.
Loro... Non sanno che sono qui, ma non so per quanto tempo ancora possa farcela!


...

Devi... Devi avvisare Bruce e dirgli di passare da casa mia!
Ermes lui... Deve sincerarsi che stia bene e tu devi andare con lui e comunicare con Ermes per chiedergli di trovarmi.
Il suo Fulmine è collegato al mio, saprà come rintracciarmi...


...

Ti prego, sbrigatevi!
Sono sola e... disarmata...
... Qualcuno sta tentando di uccidermi...


... Cerca di concentrarti e rilasciare quanto più possibile il tuo Elemento nell'area circostante.
Visualizza il Fulmine come una sfera elettrica che si espande da dentro di te fino all'esterno.
Caricala e cerca di farle sprizzare energia in continuazione, senza mai interromperti, chiaro?


Diede quelle disposizioni con voce ferma, parecchio calma ma non pacata o tranquilla, solo calma.
Sembrava quasi come se avesse già la situazione in pugno senza bisogno di altre informazioni.
Chiuse la comunicazione con la ragazza e avanzò fino al centro del ring.
Lì, si mise seduto, a gambe conserte e mani posate sulle ginocchia, chiudendo gli occhi.
A quel punto iniziò una vera e propria meditazione spirituale, sondando ogni traccia di Fulmine.
Normalmente uno Spirito non avrebbe potuto giungere a tanto, coprire spazi tanto vasti, ma lui non era un Gildato qualunque.

... Jaya, attraverso il tuo retaggio, invoco l'aiuto del nostro sopito e antico potere...

Sapeva benissimo che una manovra simile avrebbe potuto creare non pochi guai per se stesso, ma non parve importargli.
Si era nascosto a lungo e una mossa del genere era in grado di farlo scoprire, ma doveva rischiare, perché il tempo era poco.
C'era in gioco la vita di una persona e non era sicuro che grazie ad Ermes riuscisse a salvare in fretta la bionda.
Quella era la Tigre Nera, l'immensa bestia combattente dal cuore di un cucciolo, il cucciolo tanto amato e rispettato da Yvonne.
Il messaggio giunse nella Dimensione del Fulmine, Jaya acconsentì a fargli sfruttare la propria energia.
Cappie era riuscita nel frattempo a fare quanto richiesto e il suo segnale venne captato con poca nitidezza.

... Non sei così lontana, ma sei debole, questo è certo...

Il ragazzone tornò in piedi, riaprendo gli occhi.
Indossò al volo soltanto la propria canottiera nera e lasciò lì anche la sacca con il cambio.
Tutto ciò che prese fu la bacchetta magica, avrebbe recuperato un Tomhawk nella sua abitazione prima di prendere il camino.

POCHI MINUTI DOPO

CHE COSA?!

Già, non abbiamo un minuto da perdere, vestiti!

Ok ok, mi muovo! Dove hai detto che sta?

Non riesco a definirlo con precisione ma so di poterci arrivare...

Aspetta... Allora mi spieghi come facciamo a smaterializzarci insieme lì?

Non stiamo andando insieme infatti, io andrò lì, tu a casa sua.

Eh? Perché?!

Vuole che ti sinceri se la sua Creatura Magica stia bene, poi lei saprà come condurti da lei.

E tu allora?

Io seguirò la traccia del suo Elemento e dovrei precedervi, ma non escludo servano rinforzi.

... Oh, va... Va bene...

Che succede? Qualcosa non va?

No no, nulla... Io allora passo da lei e poi arriviamo in volata, tu fa' attenzione!

Contaci.

Tiger non poteva arrivare ai meccanismi di paranoia dell'amico in condizioni normali, figurarsi in quelle di allarme.
Iniziò a smaterializzarsi di decine di chilometri alla volta, ogni volta cercando di percepire se il segnale dell'Elemento fosse più forte.
Andò spostandosi da Nord a Est percorrendo una distanza di diverse miglia, fino ad arrivare di fronte ad una grossa villa isolata.
Era sicuramente quello il posto, poiché lo Spirito della irlandese era palese anche senza sforzarcisi troppo.
La struttura era ben nascosta nel bel mezzo del nulla, non troppo distante da un vecchio cimitero probabilmente abbandonato.
Iniziò a camminare verso l'ingresso quando da un angolo sbucò un individuo.

Ehi e tu chi ca-...

Non riuscì a proferire oltre.
Il Black lo colpì a sorpresa con uno schiantesimo che lo fece volare via di diversi metri.
Truce nello sguardo, la Tigre Nera sfondò la porta entrando dentro un enorme salotto.
Lì dentro c'erano almeno una quindicina di uomini, che una volta saltati per lo spavento, si misero a fissarlo.
Alcuni provarono a capire chi fosse o a ricordarsi se l'avessero già visto.
Altri invece passarono direttamente ad afferrare le proprie armi, che fossero bacchette o coltelli.

Hai scelto la serata sbagliata per le entrate di scena in grande stile, amico!

Un attimo dopo che pronunciò quella frase, l'uomo si ritrovò a volare indietro fino al muro per un altro schiantesimo.

... Noi non siamo amici.

Intanto, dentro al magazzino, Cappie poté sentire ad un tratto quel grosso trambusto provocato dalla porta sfondata.
La voce di Tiger, profonda ed inconfondibile, le avrebbe fatto tornare un po' di speranza di non essere spacciata.
Probabilmente l'Enigmista non aveva previsto quella telefonata e di conseguenza l'intervento di qualcun altro.
Pensava di darla in pasto a degli energumeni eccitati che l'avrebbero prima stuprata e poi forse venduta a qualche bordello.
Forse, una volta raggiunta in uno di quei covi per prostitute, l'avrebbe definitivamente uccisa, terminando il proprio operato.
Quel brusco cambio di programma avrebbe fatto desistere il killer dall'andare avanti? Oppure lo avrebbe solo rallentato?

INTANTO

Come sarebbe che non ci riesci?!

Bruce era arrivato dentro casa dell'amica di infanzia, trovando per altro la porta aperta.
Ermes era rimasto privo di sensi fino ad allora, riverso sul pavimento tremante e ancora semi ghiacciato.
Il ragazzo di colore lo aveva avvolto in una coperta cercando di farlo scaldare e poi lo aveva nutrito con delle pile.
Purtroppo però, la Creatura Magica era rimasta indebolita per troppe ore e non riusciva a rintracciare il Fulmine di Cappie.
Si notava che fosse triste e sconsolata nel non poter essere di aiuto ma lo era ancora più il MacGyver.
Che situazione scomoda.

... Dai su, non fare così...
... Sono certo che starà benissimo e sia ancora viva...
... C'è un vero e proprio super eroe che è corso in suo aiuto, te lo assicuro...


Ermes parve un po' rincuorato dalle parole di Bruce, difatti si mise a fare quello che sembrava proprio un sorriso.

Vieni con me, torniamo verso la palestra, sono sicuro che la porterà lì per sicurezza!

Convinto, Ermes prese la forma di peluche, facendosi quindi afferrare dal MacGyver.
Uscito dal palazzo, il ragazzo si diresse verso uno dei vicoli migliori per la smaterializzazione.
Peccato che, non appena imboccò la piccola stradina chiusa e solitaria, ai suoi piedi rotolò una fiala aperta con un liquido verdastro.
Poco prima che potesse anche soltanto chiedersi di cosa potesse trattarsi, la fiala esplose in una nebbia densa e tossica.
In pochi attimi, i sensi abbandonarono il giovane di colore, facendolo cadere a terra con Ermes ben restio dal riprendere la propria forma.
Dentro allo zaino quel vapore insidioso non era arrivato: la piccola pecorella elettrica poteva risultare l'unica speranza di Bruce.

NEL FRATTEMPO

A terra si contavano in tutto trentasei persone, tutte quante tramortite, nessuna vittima.
Tiger era estremamente preciso tanto ad uccidere quanto a lasciare in vita.
Si avvicinò all'ultimo rimasto ancora sveglio di tutti loro e piantò la lama del Tomhawk nella sua spalla.

AAAAAAHHHHHH!

Mi basta spingere solo qualche altro centimetro e perderai il braccio.

No, no, ti prego no, no...

Qualcuno vi ha dato disposizioni riguardo ad una ragazza bionda?

Ragazze bionde?! No, nessuna disposizione, non so nulla, non sappiamo nulla, dico davvero!

... Voglio crederti.

Estrasse l'accetta dal corpo dell'uomo, che si mise a piagnucolare con il sangue che grondava copioso al terreno.
Aveva ancora la propria bacchetta per usare un incantesimo che arrestasse l'emorragia, questo alla Tigre Nera bastava.
Trenta secondi dopo, la porta del magazzino si spalancò e gli occhi scuri del Black incrociarono quelli della O'Neill.

Stai bene?

Non le permise di muovere un muscolo, si avvicinò a lei e la prese in braccio senza il minimo sforzo.
L'adrenalina aveva tenuto sveglia la giovane Ignis fino ad allora ma a quel punto il gas indebolente fece completamente effetto.
Ella si addormentò, conscia di essere in sicurezza e Tiger l'avrebbe portata fino alla propria abitazione nella palestra.
Evidentemente Bruce aveva avuto qualche intoppo o forse Ermes non era riuscito nell'intento di individuare la padrona.
Ulteriore conferma arrivò quando, giunto di fronte all'ingresso della palestra, Tiger trovò attaccato un biglietto.

Ho trovato Ermes ma era troppo stanco per rintracciare Cappie!
L'ho portato a casa con me per rifocillarlo e tenerlo al sicuro, comunque è fuori pericolo.
Domattina verso le 10:30 passa qui con lei così possiamo fare il punto della situazione.


La voce di Bruce proveniente dal biglietto incantato trasse facilmente in inganno un fin troppo fiducioso Tiger.
L'amico sapeva bene quanto fosse forte e nell'ottica del Black, dava per scontato che riuscisse da solo nell'impresa.
Inoltre nel caso in cui il mattino seguente il MacGyver non li avesse visti, avrebbe sicuramente sfruttato Ermes per trovarli.
Tranquillo quindi che non ci fosse alcuna fretta, la Tigre Nera portò Cappie nella propria casa nascosta, adagiandola sul letto.
Era sporca, sudata, ma non se la sentì di svegliarla per permetterle di lavarsi.
Voleva dire che l'indomani, la ragazza avrebbe avuto un risveglio tutto particolare.

ORE 07:36

Quando ella aprì gli occhi, la prima cosa che constatò fu di trovarsi immersa in dell'acqua calda.
Era una vasca da bagno, piena per metà, con molto sapone, un buon profumo e la porta chiusa.
Aveva già visto quel bagno in passato: riconoscerlo come quello della casa di Tiger sarebbe stato un collegamento quasi immediato.
In altre parole non era un altro gioco dell'Enigmista, era viva e salva sul serio... Ed in più anche pulita.
L'effetto dell'afrodisiaco gas, non essendo stato sfogato, era ancora parzialmente in lei, mentre quello indebolente se n'era andato col sonno.
Su uno sgabello c'era un accappatoio, purtroppo però niente ciabatte, per ovvi motivi di differenza di misura.
Era stata messa nella vasca da circa un quarto d'ora o poco più, impossibilitata ad affogare per via del moderato livello dell'acqua.
Una volta uscita avrebbe visto sul letto la Tigre Nera, sdraiata e con gli occhi chiusi, intenta a riposare.
Tuttavia quello era un riposo piuttosto vigile, difatti non appena Cappie fu abbastanza vicina, il Black aprì le palpebre.
Si girò a guardarla, poi si tirò su, mettendosi seduto sul materasso.

La polvere che ho aggiunto all'acqua ha un effetto ricostituente ma funziona meglio nel sonno.

Questo non lo giustificava dall'averla vista nuda senza consenso, ma Tiger era fatto così.

Credevo avresti dormito di più, ti senti già abbastanza in forze?

Aveva programmato la vasca magica affinché mantenesse la temperatura per almeno tre ore.

... Bruce è a casa con Ermes, mi ha lasciato detto che sta bene e che possiamo raggiungerli più tardi.

Caroline Priscilla poteva quindi tirare un sospiro di sollievo momentaneo, sentendosi al sicuro.

Puoi spiegarmi meglio cosa ti è successo ieri?

Gliela doveva quella spiegazione, indubbiamente, ma era in suo potere parlare oppure rischiava sempre che la pagasse la madre?
Oramai però aveva coinvolto entrambi e Bruce li aspettava poco dopo sempre per chiarire la questione.
Poteva solo riprovare a sentire la donna e sincerarsi della sua incolumità, ma dopo sarebbe stato meglio vuotare il sacco.
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