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Denver

Messaggioda Tiger » 18/05/2019, 18:45

No, non ho idea di chi sia...
... Cos'è un "Modus Operandi"?


Scusa, ho dato per scontato che leggessi i quotidiani...

No, Tiger era ormai a tutti gli effetti un individuo parzialmente estraneo alla normale realtà civile e comune del Mondo Magico e non.
Le ovvie abitudini di chiunque non risultavano tanto ovvie per la Tigre Nera, che di riflesso restava facilmente indietro su certe questioni.
Bisognava accettarlo per com'era e Bruce nel tempo ci aveva fatto il callo: sarebbe stato così anche per la O'Neill?

Un "modus operandi" è il modo di agire di una persona.
Un suo comportamento che si ripete in una determinata circostanza.
Come ad esempio quando Bruce insegna ai principianti le basi del Judo.
Lo farà sempre nello stesso modo, perché è così che lui agisce... E la stessa cosa è per questo serial killer.
Una volta scelta la vittima, seguirà sempre lo stesso schema.


Ma non rischia di essere troppo prevedibile, seguendo lo stesso schema?

Lui ragionava in funzione di un ipotetico combattimento, dove sfruttare la stessa strategia conduceva l'avversario ad apprendere ed evitare.
La tattica mentale di un assassino o di un poco di buono in generale si basava invece su salde basi di movimento e operazione.
Uscire fuori dal seminato poteva significare spesso e volentieri incappare in errori e di conseguenza finire in prigione.
In verità c'era da dire che persone come i Profiler avevano fatto di quel "Modus Operandi" una ragione di studio e previsione.
Quindi in un certo senso il Black non aveva poi tutti i torti.
Che fosse un imprevisto e non voluto consiglio verso la biondina nello studiarsi qualche blando principio di psicologica criminale?

Se non far accadere nulla di male a noi significa far accadere qualcosa di male a te, allora non posso esaudire la tua richiesta.
Hai corso un grosso rischio in queste ultime ore e nessuno ti garantisce che non possa capitarti di nuovo.
Ne parleremo meglio anche con Bruce, lui ha una testa più sveglia della mia su certe riflessioni...


... Anche se non sono un'amica stretta come Bruce?

Se sei importante per lui, vuol dire che lo sei anche per me.
Dono fiducia incondizionata a chiunque la richieda fino a quando non deciderà arbitrariamente di perderla, allora non tornerà più.


Semplice ed immediato, Tiger Black, con una sfaccettatura netta senza mezzi termini o mezze misure.
In quel caso Caroline Priscilla doveva sentirsi molto fortunata ad avergli "mentito" durante il loro primo incontro, senza che si fosse stretto un rapporto.
Aveva quindi ancora accesso al buon sentimento del mulatto, che la reputava importante e meritevole di protezione e rispetto.
Ma in quelle ore la persona bisognosa di aiuto non era sicuramente l'irlandese, quanto il suo amico di infanzia MacGyver.
Il ragazzo non si trovava in casa sua al momento dell'appuntamento stabilito, quindi non rimase che dirigersi verso un altro luogo.
Una palestra normalmente frequentata da Bruce dove il maschio di colore si allenava pesantemente così da affinare le proprie doti nei duelli.

"Padroni della Magia". Altisonante ma appropriato. Sono tutti ottimi combattenti magici.

Tutte le attrezzature presenti in quel posto erano assolutamente all'avanguardia, frutto di attente spese ed investimenti.
Il proprietario della sede era tra i più famosi e letali Duellanti del Mondo Magico, un campione professionista con pochi pari in giro.
Il MacGyver avrebbe dovuto fargli da sparring quella mattina, ma non si era presentato, come prevedibile.
La biondina intercettò l'occhiata lanciatale da Ingwar poco prima che lei con Tiger se ne andassero.
Tutt'altro che timorosa, gli si avvicinò, sostenendo lo sguardo del maschio enorme a testa alta.
Non solo, estrasse anche un biglietto da visita, che consegnò al Duellante senza alcuna esitazione.

Mi chiamo Thea O'Quinn, investigatrice privata.

Il Vogt rispose alla proposta di stringersi la mano, mettendoci una percentuale di energia esigua, così da non farle del male.

Se dovessi avere notizie di Bruce, ti prego... Contattami.

Con l'altra mano invece prese il biglietto che mise dentro la tasca del pantalone elasticizzato, tornando poi a fissarla.

Se invece tu dovessi aver bisogno di un Padrone... Vieni a trovarmi.

Non rispose apertamente alla presentazione, ma ci pensò quasi subito Tiger a rimediare, dicendole come si chiamasse.
Ne seguì poi un breve racconto della vita di quel mastodontico ragazzone dall'aria anche piuttosto inquietante e sicura.
Ovviamente il mulatto non perse chissà quanto tempo a descrivere la figura di Ingwar, considerando la gravità della situazione.

Una storia davvero triste...

Hai ricevuto un invito ufficiale dal direttore della palestra, in futuro fossi in te lo prenderei in considerazione.
Molti dei miei atleti li mando qui quando vogliono migliorarsi sul piano magico e in poche settimane il cambiamento è palese.


Sì, forse in qualche modo la O'Neill aveva tradotto la proposta del Vogt in modo leggermente diverso, ma cosa poteva saperne Tiger?

Se non è stato qui stamattina, allora deve essere finito nei guai già da ieri sera.
Facciamo momentaneamente ritorno alla palestra, nella piccola speranza che ci stia aspettando lì.
In caso contrario, penseremo seriamente a fare irruzione dentro casa sua...


Va bene, ma cerchiamo di non perdere tempo, ti prego.
Non posso pensare che lui sia solo e in balia di quell'assassino, non voglio nemmeno pensare che possa essere... Troppo tardi...


Ehi, il più grosso errore che puoi fare è sottovalutare Bruce, d'accordo?

Parole in parte credute ed in parte utilizzate per tentare di rincuorarla un minimo.
Il Black non indorava spesso la pillola al prossimo, ma in quel caso cercava di farlo anche un po' con se stesso, visto l'affetto verso il MacGyver.
Si diressero dunque in direzione di Kansas City e della "Black Tiger Gym", dove ad attenderli però c'era un individuo ben diverso da Bruce.
Quella persona scatenò sensazioni ed emozioni contrastanti nella ragazza, talmente tanto potenti da mettere in allerta anche la Tigre Nera.
Stette quasi per minacciare Jorge ma il ragazzo biondino seppe rispondere in fretta chiedendo una chance di dialogo.
Il Fulmine della O'Neill proseguiva ad apparire impazzito e onestamente il Black non sapeva esattamente come comportarsi.

E allora cosa ti dà il coraggio di presentarti qui?

Il fatto che senza quel MagiFonino, probabilmente a quest'ora lei avrebbe fatto una brutta fine...

Perché mi hai aiutata... Dopo quello che ti ho fatto?

L'ex migliore amico sul momento non rispose, continuando a guardarla intensamente, lanciando altre occhiate qua e là di tanto in tanto.
Era ovvio che temesse di essere individuato da qualche Vigilante di passaggio, altra prova del fatto che si trattasse seriamente di lui.
Ma Cappie era una ragazza ormai adeguatamente sospettosa e non si sarebbe accontentata di semplici parole per credere ciecamente ai propri occhi.

Qual è il vero nome della tua ninfa?

Melia Herbert.

Chi è stata la mia prima cotta?

Vergil Cartwright.

... Perché mi sono fatta tatuare un garofano sulla spalla sinistra?

La risposta potrei dartela io come anche una Donnola, oppure la Professoressa Tisifone Samyliak.

Decise di dare una svolta maggiore con l'ultima risposta, in modo tale da fugare ogni possibile dubbio sulla sua identità.
Tiger passò lentamente l'attenzione dall'uno all'altra, immaginando che quindi la bionda decretasse cosa fare.
Nel caso in cui avesse abbassato la bacchetta, chiedendogli di aprire, lui non avrebbe fatto un fiato, permettendo a Jorge di entrare.
Il ragazzo, una volta fatto il proprio ingresso, chiese dove potessero starsene tranquilli per una lunga ed importante conversazione.
Non solo però, volle anche restare da solo con Cappie, perché ciò che aveva da dirle risultava comunque molto, troppo confidenziale.
La ragazza comunque poteva anche non acconsentire, in quel caso il portoghese non avrebbe obiettato nulla.

Potete andare nel mio ufficio, così che io possa osservare da fuori che sia tutto in ordine.

L'ufficio non era altro se non una cabina con pareti in plexiglass trasparenti.
Da lì, il Black avrebbe potuto monitorare la situazione senza però sentire niente delle parole conversate dei due.
Un giusto compromesso verso una persona sospetta.
Jorge non possedeva alcuna bacchetta, era indifeso, ma non si poteva mai sapere.
Di riflesso, le tapparelle dell'ufficio sarebbero dovute rimanere alzate.
Una volta entrati, che ella si mettesse seduta oppure no, il portoghese avrebbe estratto una fiala con dentro un liquido dal colore inequivocabile.

Puoi anche sentirne l'odore se preferisci.

Si trattava del "Veritaserum", il siero della verità.
Jorge lo mandò giù in un attimo.
Il motivo venne presto svelato alla ex Tassorosso.

Da questo momento in poi, quando vorrai, potrai chiedermi se le mie parole siano vere oppure no.
Risparmiati il sospetto sul mio possibile allenamento nell'assunzione della Pozione, in carcere tutto potevo fare meno la pratica di contrasto.


Inoltre, per apprendere come opporsi efficacemente al Veritaserum, le persone si allenavano per diverso tempo.
Alvares non avrebbe avuto alcuna possibilità di mettere in pratica un tale addestramento in pochi giorni o poche ore, dopo l'evasione.
Era la sua ulteriore garanzia verso Cappie che non si aspettava che ella gli credesse seduta stante.
Voleva fornirle delle prove quanto più concrete possibili.
Tuttavia, trascorso qualche secondo, Jorge si ritrovò con gli occhi lucidi, costretto a tirare su un grosso respiro.
Sembrava come se un gigantesco peso gli occludesse l'anima.

Uff... Perdonami, adesso mi riprendo...

Si asciugò gli occhi con i pollici, poi tirò su col naso e cercò di recuperare un valido contegno.

... Cominciamo da questo: l'Enigmista è un criminale del quale contribuisti alla cattura al tempo del tuo praticantato.
Marshall Rosenberg ti portò con sé in una delle sue indagini in veste di Auror e riusciste, assieme ad altri elementi militari, a catturarlo.
Il suo nome è Odrich Beetlebizz e durante tutta la sua permanenza in carcere non ha fatto altro che meditare vendetta.


Cappie non avrebbe fatto alcuna fatica a ricordare quella persona, anche per via del suo modo di fare assurdo e un po' fuori dalla sanità mentale.
Era stato uno dei casi più difficili per Marshall e per tutto il corpo degli Auror, Agenti Speciali e Sicari del distretto ministeriale competente.
Durante la sua cattura, aveva urlato a squarciagola che si sarebbe vendicato un giorno di tutti loro, che li avrebbe uccisi senza pietà.
Ovviamente Marshall aveva rassicurato la O'Neill che non fosse certo il primo a scandire certe minacce, anzi, erano all'ordine del giorno.
Anche perché al tempo Odrich non è che fosse chissà quanto pericoloso, al massimo molto bravo a sfuggire, una spina nel fianco, non una sfida.
Elemento della malavita lasciato molto da parte, portavoce di persone molto più potenti, influenti e pericolose di lui.

In cella ha conosciuto tre detenuti provenienti dal Sistema Z, dalla Triade e dal Collare Borchiato.
Per passare il tempo ognuno di loro raccontava i propri trascorsi, le proprie idee e punti forti.
Trascorrevano le ore d'aria appiccicati e alle volte dovevano separarli appositamente per evitare che facessero troppo comunella.
Ma nessuno si è messo mai a dividerli del tutto, non considerandoli pericolosi abbastanza da attuare una politica simile.
Io li osservava per bene ogni giorno e sentivo che spesso Odrich ti nominava assieme ad altre persone, alcune di queste morte negli ultimi giorni.
Da quando capii che potesse avere qualche mira futura su di te, cercai di trovarmi sempre nei paraggi, per spiare le conversazioni.


Jorge proseguiva a parlare e Cappie poteva interromperlo in ogni istante per fare domande che innescassero l'effetto della pozione.
Il suo parlare comunque non era analogo a qualcuno che avesse imparato bene a memoria la propria parte.
In alcuni punti si bloccava, riprendeva fiato, recuperava le idee e riportava i dettagli a poco a poco, sforzando la memoria.

Un pomeriggio, di rientro dalla lavanderia, venni accerchiato dai quattro.
Uno di loro mi diede un forte colpo dietro il collo e mi fece inginocchiare intontito.
Sentii la punta di una bacchetta sulla mia tempia e non compresi come avessero fatto a procurarsela.
Un attimo dopo era privo di sensi ma ricordo distintamente che Odrich disse delle specifiche parole...
... "Vediamo cosa sa spifferare la tua mente sulla Signorina O'Queen, dopo di che, le farò credere che sia stato tu a volerla morta".
Mi fece un Legilimens subito dopo avermi tramortito, volendo scoprire quante più informazioni possibili su di te.


Ecco spiegato come mai l'Enigmista fosse a conoscenza di chi fosse sua madre, di Devo, delle debolezze di Ermes.
Apparentemente tutto quanto tornava, pezzi su pezzi del puzzle, uno più nitido e semplificato dell'altro.
Odrich desiderava farla soffrire emotivamente e fisicamente per aver contribuito a sbatterlo in gabbia.
Quale miglior modo se non farle ipotizzare ed essere convinta alla fine che il suo assassino fosse l'ex migliore amico fraterno?
Ma come poteva sapere l'Enigmista che Jorge fosse una persona in passato molto amata dalla irlandese?
Anche a quella domanda il portoghese non ci mise molto a replicare, aiutato per altro dal siero della verità.

Ad ognuno di noi permettevano di tenere con sé una fotografia, che fosse di un parente o di un compagno...
Ancor prima di sapere chi fosse quel pazzo maledetto, un giorno, a mensa, mi ritrovai a guardare la mia fotografia personale...
Lui si avvicinò, apparentemente calmo, solamente curioso, chiedendomi chi fosse la ragazza nella foto e che rapporti avessi con lei...


Naturalmente, Jorge si mise a raccontare un po' tutto, dicendo chi ella fosse, senza però rivelare il suo vero nome.
La presentò anche lui come Thea O'Queen, una futura MagiInvestigatrice piena di talento ed intuito.
Da come parlava, sembrava che l'ombra maligna dell'Alvares ricordato ultimamente dalla bionda non esistesse più.
Qualcosa non tornava con i precedenti sviluppi ma la ragazza poteva anche non farci subito caso, troppo concentrata sulla storia.
Dalla tasca interna della giacca, l'ex Delfinazzurro estrasse una foto di piccole dimensioni, plastificata.
Dopo di che, la posò sopra la scrivania, così che la O'Neill potesse afferrarla e ricordarla alla perfezione.

Immagine

Era stata scattata durante una piccola vacanza insieme tra il sesto e il settimo anno, durante le vacanze.
Quando ancora l'ottavo piano non esisteva e i problemi non erano così tanto insormontabili.
Una immagine custodita come una reliquia, l'unica voluta dal portoghese con sé dietro le sbarre della fredda galera.

... Tornando allo scorso presente, quando mi svegliai in lavanderia, qualche ora dopo, c'era un vero e proprio subbuglio.
Era in atto l'evasione globale, una evasione iniziata probabilmente solo dai quattro ma poi sfuggita di mano ed estesa a molti altri.
Mi alzai in piedi, conscio che le informazioni a me sottratte avrebbero potuto condurre Odrich da te, così entrai nel panico.
Scelsi di mischiarmi alla folla di detenuti che si azzuffavano con le guardie carcerarie e nella baraonda riuscii a trovare la mia uscita.
Quattro fuggitivi da me conosciuti e decisamente meno pericolosi sapevano già dove dirigersi per scomparire in fretta dal paese.
Chiesi a loro un aiuto per arrivare in America e furono ben contenti di aiutarmi, ecco come sono giunto qui, alcune settimane fa.
Una volta sentito del primo delitto, capii di non avere chissà quanto tempo, dovevo scoprire dove ti fossi trasferita e in fretta.
Praticamente io e l'Enigmista trovammo il tuo nuovo indirizzo quasi in concomitanza, ma lui purtroppo qualche ora prima di me.
Lui aveva già pronto il suo piano e finalmente sapeva come attuarlo e quando ti vidi uscire di casa l'altro giorno, capii che fosse troppo tardi.
Essendo l'unico in grado di riconoscere Odrich di faccia, lo individuai tra la folla mentre ti fissava ghignante e così lo pedinai.
L'unico modo che avevo per cercare di proteggerti era sapere cosa avesse in mente lui per te e correre ai ripari.
Se mi fossi presentato ai tuoi occhi di punto in bianco, temevo non mi avresti creduto, che mi rispedisti di corsa in cella, senza ascoltarmi.
Mi ritrovai quindi ad ascoltare segretamente la conversazione tra Odrich e uno degli altri tre dove rivelò l'esatta posizione della casa.
Quella dove saresti dovuta finire nelle mani di quei mercanti di prostitute, per intenderci.
Coi pochi Galeoni dati dai quattro che mi aiutarono nella fuga per pagarmi una nuova identità, andai da un rigattiere e presi un vecchio MagiFonino.
... Una vera fregatura, durato appena il tempo di una sola chiamata, ma sono stati i soldi meglio spesi della mia vita.


Spoiler:
Riguardo la frase di Ingwar, nel gergo inglese il gioco di parole è più giusto e valido.
Difatti "Master" sta, appunto, sia per Maestro che per Padrone.
Considerando che i PG parlano effettivamente inglese, è facile che Cappie possa cadere nel doppio senso!
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Messaggioda Caroline Priscilla » 06/06/2019, 22:39

Un "modus operandi" è il modo di agire di una persona.
Un suo comportamento che si ripete in una determinata circostanza.
Come ad esempio quando Bruce insegna ai principianti le basi del Judo.
Lo farà sempre nello stesso modo, perché è così che lui agisce... E la stessa cosa è per questo serial killer.
Una volta scelta la vittima, seguirà sempre lo stesso schema.


Ma non rischia di essere troppo prevedibile, seguendo lo stesso schema?

Avere a che fare con il Black non era affatto semplice. Concetti normali per la maggior parte delle persone diventavano con lui motivo di lezioni e spiegazioni, che bisognava far comprendere a Tiger affinché capisse di cosa si stesse parlando. Non era stupido -impossibile che lo fosse, vista la natura del suo elemento- ma era piuttosto selvatico. Un selvaggio, un po' rozzo e bruto, ma dal cuore grande come un grattacielo. Si scoprì a farselo piacere Cappie, mentre con pazienza gli spiegava che il difficile era comprendere quale fosse lo schema e quale fosse la causa scatenante. Aveva del tempo da passare prima dell'incontro con Bruce, per questo motivo non rimandò le spiegazioni, lanciandosi in un chiacchiericcio tutto sommato divertente e per una volta non appesantito da ciò che le era accaduto nelle ultime 24ore. Mentre lo osservava poi, vicinissima a lui, si rese conto di quanto fosse bello quel ragazzo, un pensiero che si tramutò immediatamente in una fantasia sessuale.

E che cavolo!
Uff, non riesco a stare buona nemmeno in una situazione simile...


Convinta che col passare del tempo l'effetto dei gas che aveva inalato sarebbero svaniti, la O'Neill non si stava rendendo conto invece che la sua eccitazione, da quando era stata salvata, stesse peggiorando sempre di più. La situazione di stress a cui era sottoposta le impediva di farla esplodere come una bomba, ma essa era lì, ticchettando inesorabile, facendosi strada nei suoi pensieri e nelle sue pulsioni, pulsioni che la Ignis era ben decisa ad ignorare. A maggior ragione quando, arrivati di fronte a casa del MacGyver, egli non era presente, facendo presagire che qualcosa di molto brutto gli fosse accaduto. Prima di pensare al peggio, però, il Black e la O'Neill decisero di fare un salto nell'altra palestra dove solitamente si allenava Bruce. Il proprietario, fuoriclasse nel campo dei duelli magici, fu ben disposto a rispondere alle loro domande, confermando che Angus non si era presentato lì quella mattina e facendo immediatamente sorgere in Cappie il timore che anche l'amico fosse stato preso di mira dall'Enigmista.

Mi chiamo Thea O'Quinn, investigatrice privata.
Se dovessi avere notizie di Bruce, ti prego... Contattami.


Se invece tu dovessi aver bisogno di un Padrone... Vieni a trovarmi.

Il fulmine della ragazza ebbe un'impennata tale che per il Black sarebbe stato impossibile non comprenderne il motivo. Vuoi l'effetto della droga ancora in circolo dentro di lei, vuoi la sua naturale perversione nei confronti di un ragazzo che fosse anche suo padrone, l'irlandese aveva travisato -almeno nel primo secondo- le parole pronunciate da Ingwar, immaginando ben più di una fantasia pornografica dentro la sua mente. Fu con estrema fatica che cercò di scacciarle, ricordando a sé stessa il nome di quella palestra -Masters of Magic- e dunque il reale significato della proposta del ragazzo. Le aveva offerto di presentarsi da lui per essere allenata nei duelli magici, parole che le vennero anche confermate dallo stesso Tiger.

Hai ricevuto un invito ufficiale dal direttore della palestra, in futuro fossi in te lo prenderei in considerazione.
Molti dei miei atleti li mando qui quando vogliono migliorarsi sul piano magico e in poche settimane il cambiamento è palese.


Annuì al consiglio dell'Ignis, cambiando poi repentinamente discorso sia perché non poteva pensare di lasciare Bruce più a lungo nelle mani di un serial killer, sia per riuscire a scacciare il fastidioso bisogno di fare sesso. Non era quello il momento di pensarci e per fortuna, ancora, riusciva a cavarsela, concentrando i propri pensieri sull'ansia di ciò che stava accadendo o era accaduto all'amico scomparso.

Ehi, il più grosso errore che puoi fare è sottovalutare Bruce, d'accordo?

E se invece il più grosso errore è stato coinvolgerlo nella mia vita?

Si bloccò, facendo quella domanda a Tiger, fissandolo dritto negli occhi, con la paura che montava di colpo nel cuore temendo il peggio per Angus.

Se non avessi permesso a Bruce di avvicinarsi a me, non avrei mai pensato a chiamare te per aiutarmi e di conseguenza non lo avrei messo in pericolo...
In un modo o nell'altro, tutte le persone a cui voglio bene finiscono nei guai, a volte per colpa mia, a volte semplicemente perché mi sono vicine.
Non voglio sottovalutare le doti di Bruce, ma non riesco a togliermi dalla testa che in questa storia l'ho coinvolto io... E non avrei dovuto farlo.
Se dovesse succedergli qualcosa, non me lo perdonerei mai e poi mai...


Aveva gli occhi colmi di lacrime, lacrime che cercava di ingoiare affinché non le offuscassero la vista. Ci teneva seriamente al MacGyver e non poteva assolutamente pensare di perderlo così, in un colpo solo. Sentiva il cuore farle male ed il pensiero di Jorge che si ripresentò spontaneo, ricordandole che cosa avesse perso per le scelte sbagliate fatte in passato. Oramai non c'era più Victoria a tamponare i sensi di colpa o a ricordarle che quel futuro non fosse il loro vero futuro. E quel pensiero accompagnò l'irlandese fino all'ingresso della palestra del Black, materializzandosi nella figura di Alvares come nel peggiore dei suoi incubi.

E allora cosa ti dà il coraggio di presentarti qui?

Il fatto che senza quel MagiFonino, probabilmente a quest'ora lei avrebbe fatto una brutta fine...

Perché mi hai aiutata... Dopo quello che ti ho fatto?

Non rispose il portoghese. Non disse nulla nemmeno la O'Neill, incredula di trovarsi di fronte all'ex-migliore amico. L'istinto le diceva di stringerlo fra le braccia, per sentirne il profumo, per ascoltare il battito del suo cuore ed accertarsi che fosse davvero lui. L'orrore di ciò che aveva fatto la manteneva bloccata lì sul posto e il senso di colpa per quello che gli aveva combinato be'... Faceva impazzire completamente il suo Fulmine. Con lucidità, fece delle domande al ragazzo, domande intimissime, che nessun'altro oltre al vero Jorge avrebbe mai saputo rispondere. Superato quel test, il portoghese chiese di poter parlare privatamente con Cappie, permesso che gli venne accordato e che li portò all'interno dell'ufficio di Tiger, nella parte superiore della palestra. Pannelli di plexiglass permettevano alla Tigre nera di controllare in ogni momento la situazione, mentre i due ex migliori amici potevano avere -finalmente- un confronto faccia a faccia.

...

C'era silenzio, tensione, molte frasi non dette. Cappie non riusciva ad aprire bocca, fissando a braccia conserte e labbra serrate il portoghese. Dal canto suo, l'ex-Delfino prese dalla tasca una boccettina contenente un liquido trasparente. Ancor prima di dirle cosa fosse, la O'Neill aveva già intuito cosa dovesse esserci dentro, avendone viste parecchie quando lavorava ancora per Marhsall e Ryan.

Da questo momento in poi, quando vorrai, potrai chiedermi se le mie parole siano vere oppure no.
Risparmiati il sospetto sul mio possibile allenamento nell'assunzione della Pozione, in carcere tutto potevo fare meno la pratica di contrasto.


Mi sorprende più che altro come tu sia riuscito a procurartelo il Veritaserum, vista la tua condizione di fuggiasco.

Non avrebbe dovuto parlargli in maniera così fredda e spietata... O forse sì? La mente dell'irlandese era in stato confusionale, almeno sul piano emotivo. Non riusciva a decidersi se fosse felice di vedere Jorge oppure incazzata nera. Non sapeva decidersi se ascoltarlo oppure sbatterlo subito in carcere. Non riusciva a districare le proprie emozioni, facendo ronzare fastidiosamente il suo Fulmine, un ronzio percepibile dallo stesso Black. Poi quel sospiro da parte di Jorge, quegli occhi appena più lucidi ed il cuore della Ignis prese lentamente a sciogliersi, piangendo di dolore per l'amico e per quello che gli era capitato. Come aveva potuto permettere che gli accadesse una cosa simile? Ma ancora non aveva il coraggio di parlare, di confessargli i propri peccati, quei peccati che avrebbero allontanato per sempre Jorge da sé e dalla propria vita.

... Cominciamo da questo: l'Enigmista è un criminale del quale contribuisti alla cattura al tempo del tuo praticantato.
Marshall Rosenberg ti portò con sé in una delle sue indagini in veste di Auror e riusciste, assieme ad altri elementi militari, a catturarlo.
Il suo nome è Odrich Beetlebizz e durante tutta la sua permanenza in carcere non ha fatto altro che meditare vendetta.


La prima parte del suo racconto corrispondeva a verità. Cappie non aveva alcuna intenzione di interromperlo per fare domande, forse perché non aveva ancora il coraggio di aprire bocca, forse perché pur non dovendo si fidava di lui. Quella boccettina presa era la prova che Alvares non voleva mentirle, in nessun modo, ma la O'Neill -diffidente fino a qualche secondo prima- non avrebbe dovuto lasciarsi andare completamente a quell'atto di fiducia. In ogni caso, nonostante le incertezze, ciò che il ragazzo aveva detto corrispondeva al vero: aveva davvero lavorato ad un caso simile l'irlandese durante il suo apprendistato e ricordava anche il nome del tizio che Marshall, col suo aiuto, aveva arrestato. Se lo ricordava perché era stato un caso piuttosto complesso e difficile, a cui avevano lavorato per mesi e mesi.

In cella ha conosciuto tre detenuti provenienti dal Sistema Z, dalla Triade e dal Collare Borchiato.
Per passare il tempo ognuno di loro raccontava i propri trascorsi, le proprie idee e punti forti.
Trascorrevano le ore d'aria appiccicati e alle volte dovevano separarli appositamente per evitare che facessero troppo comunella.
Ma nessuno si è messo mai a dividerli del tutto, non considerandoli pericolosi abbastanza da attuare una politica simile.
Io li osservava per bene ogni giorno e sentivo che spesso Odrich ti nominava assieme ad altre persone, alcune di queste morte negli ultimi giorni.
Da quando capii che potesse avere qualche mira futura su di te, cercai di trovarmi sempre nei paraggi, per spiare le conversazioni.


Doveva credergli? E perché mai? Quando aveva contribuito ad arrestarlo, Jorge l'aveva guardata molto bene e a lungo, con uno sguardo che lasciava intendere quanto fosse rimasto ferito e tradito dal comportamento della migliore amica. Sì, Cappie non aveva mai dimenticato quello sguardo, sentendoselo ogni giorno addosso. Aveva sacrificato il portoghese, la loro amicizia, il suo futuro, per colpa di cosa? Del timore di perdere la sanità mentale, prima di tutto; poi i suoi amici; la loro stima; il rispetto per sé stessa; per non dover affrontare i sensi di colpa. Era stato facile lasciarsi convincere da Victoria che loro due non erano responsabili del destino del portoghese. Ma al tempo stesso non era mai riuscita a liberarsi da quella sensazione, una sensazione che l'aveva logorata giorno dopo giorno. E allora per quale motivo Alvares invece si comportava, agiva, parlava come se ancora ci tenesse a lei?

Un pomeriggio, di rientro dalla lavanderia, venni accerchiato dai quattro.
Uno di loro mi diede un forte colpo dietro il collo e mi fece inginocchiare intontito.
Sentii la punta di una bacchetta sulla mia tempia e non compresi come avessero fatto a procurarsela.
Un attimo dopo era privo di sensi ma ricordo distintamente che Odrich disse delle specifiche parole...
... "Vediamo cosa sa spifferare la tua mente sulla Signorina O'Queen, dopo di che, le farò credere che sia stato tu a volerla morta".
Mi fece un Legilimens subito dopo avermi tramortito, volendo scoprire quante più informazioni possibili su di te.


E lui come faceva a sapere che... Che eri legato a me?

Una falla del suo racconto? Jorge stava in realtà mentendo? No, affatto, perché nel momento stesso in cui la O'Neill gli pose quella domanda, il portoghese sfilò dalla tasca una foto che ritraeva i due migliori amici insieme, poco prima degli eventi dell'Ottavo Piano.

Ma... Quella...

Ad ognuno di noi permettevano di tenere con sé una fotografia, che fosse di un parente o di un compagno...
Ancor prima di sapere chi fosse quel pazzo maledetto, un giorno, a mensa, mi ritrovai a guardare la mia fotografia personale...
Lui si avvicinò, apparentemente calmo, solamente curioso, chiedendomi chi fosse la ragazza nella foto e che rapporti avessi con lei...


Una spiegazione abbastanza valida da essere credibile. Una serie di sfortunate coincidenze avevano messo Jorge vicino ad un assassino che aveva un conto in sospeso con la O'Neill. Era stata abbastanza sfigata nella vita da credere alle iellate congiunzioni astrali. Inoltre era sempre più curiosa di sentire il resto del racconto, per comprendere in che modo Alvares fosse riuscito a giungere lì in America, in tempo a quanto pare per avvisare l'irlandese del pericolo che stava incombendo su di lei.

... Tornando allo scorso presente, quando mi svegliai in lavanderia, qualche ora dopo, c'era un vero e proprio subbuglio.
Era in atto l'evasione globale, una evasione iniziata probabilmente solo dai quattro ma poi sfuggita di mano ed estesa a molti altri.
Mi alzai in piedi, conscio che le informazioni a me sottratte avrebbero potuto condurre Odrich da te, così entrai nel panico.
Scelsi di mischiarmi alla folla di detenuti che si azzuffavano con le guardie carcerarie e nella baraonda riuscii a trovare la mia uscita.
Quattro fuggitivi da me conosciuti e decisamente meno pericolosi sapevano già dove dirigersi per scomparire in fretta dal paese.
Chiesi a loro un aiuto per arrivare in America e furono ben contenti di aiutarmi, ecco come sono giunto qui, alcune settimane fa.
Una volta sentito del primo delitto, capii di non avere chissà quanto tempo, dovevo scoprire dove ti fossi trasferita e in fretta.
Praticamente io e l'Enigmista trovammo il tuo nuovo indirizzo quasi in concomitanza, ma lui purtroppo qualche ora prima di me.
Lui aveva già pronto il suo piano e finalmente sapeva come attuarlo e quando ti vidi uscire di casa l'altro giorno, capii che fosse troppo tardi.
Essendo l'unico in grado di riconoscere Odrich di faccia, lo individuai tra la folla mentre ti fissava ghignante e così lo pedinai.
L'unico modo che avevo per cercare di proteggerti era sapere cosa avesse in mente lui per te e correre ai ripari.
Se mi fossi presentato ai tuoi occhi di punto in bianco, temevo non mi avresti creduto, che mi rispedisti di corsa in cella, senza ascoltarmi.
Mi ritrovai quindi ad ascoltare segretamente la conversazione tra Odrich e uno degli altri tre dove rivelò l'esatta posizione della casa.
Quella dove saresti dovuta finire nelle mani di quei mercanti di prostitute, per intenderci.
Coi pochi Galeoni dati dai quattro che mi aiutarono nella fuga per pagarmi una nuova identità, andai da un rigattiere e presi un vecchio MagiFonino.
... Una vera fregatura, durato appena il tempo di una sola chiamata, ma sono stati i soldi meglio spesi della mia vita.


L'ultima cosa che hai detto... È vera?

Fu l'unica volta che si avvalse delle proprietà del Veritaserum per conoscere la verità. Come se riuscisse ancora a credere al racconto appena fatto dal portoghese, ma non ai suoi sentimenti nei propri confronti. Avrebbe dovuto odiarla per quello che gli era capitato. Anche non conoscendo l'intera verità, avrebbe dovuto odiarla. Il vecchio Jorge lo avrebbe fatto, ne era sicura. Da bambino risultava spesso vendicativo nei confronti di coloro che si prendevano gioco di lui. Ma adesso? Chi era davvero la persona che aveva di fronte? Sembrava diverso dal suo fratellino, un ragazzo avviato verso l'età adulta, con una coscienza sporca ma consapevole dei propri sbagli. Era lo stesso che aveva ingannato tutto e tutti, ricercando metodi illegali attraverso gli insegnamenti di una persona poco raccomandabile come Melia Herbert? Oppure era finalmente sbocciata la luce che era in lui, quella che lo aveva portato a stare sempre al fianco della sua sorellina, specie nei momenti di maggior bisogno?

Rispondi a questa domanda: perché lo hai fatto?
Perché hai continuato a volermi aiutare?
Perché sembra che tu... Ci tenga ancora a me?
Dopo quello che è successo... Dopo quello che ti ho fatto... Dopo averti abbandonato... Dovresti provare rabbia, rancore, risentimento nei miei confronti!


Persino quando aveva combinato la più grossa cazzata della sua vita, non aveva chiesto aiuto a lei, preferendo fuggire via lontano. Come un codardo ed un vigliacco, aveva scritto un semplice e misero bigliettino, chiedendole di non cercarlo. Ed ora si preoccupava davvero per lei.
PERCHÈ?

Perché ora cerchi di aiutarmi quando hai RIFIUTATO di essere aiutato dopo quello che avevi fatto?
Tu... Che cosa ci fai qui?
Per quale C***O di motivo sei veramente qui?!


Stava iniziando ad alterarsi, perché non riusciva a comprendere e il non comprendere la faceva impazzire. Non afferrava la razionalità dietro quel comportamento, non afferrarla la faceva uscire fuori dai binari, peggiorando il suo già precario umore. Forti scosse elementali Tiger avrebbe potuto percepire da parte della Ignis, mentre la pelle della ragazza crepitava come se una sottile energia elettrica la attraversasse, rizzandole tutti i peli del corpo, rendendo l'aria elettrostatica in attesa di una risposta.
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Messaggioda Tiger » 07/06/2019, 17:58

Mi chiamo Thea O'Quinn, investigatrice privata.
Se dovessi avere notizie di Bruce, ti prego... Contattami.


Se invece tu dovessi aver bisogno di un Padrone... Vieni a trovarmi.

Immagine

... Uhm?

Un picco di energia non indifferente che attraversò di netto lo spirito della bionda investigatrice, generando relativi pensieri e deduzioni.
Tiger comprendeva molto di più attraverso l'energia dell'Elemento piuttosto che dalle spiegazioni a parole e in quel caso il Fulmine di lei era inequivocabile.
Registrò quella verità senza però fare domande o prendere l'argomento, anche perché avevano cose più importanti da fare che discutere sulla natura sottomessa della O'Neill.

Ehi, il più grosso errore che puoi fare è sottovalutare Bruce, d'accordo?

E se invece il più grosso errore è stato coinvolgerlo nella mia vita?

Come?

Se non avessi permesso a Bruce di avvicinarsi a me, non avrei mai pensato a chiamare te per aiutarmi e di conseguenza non lo avrei messo in pericolo...
In un modo o nell'altro, tutte le persone a cui voglio bene finiscono nei guai, a volte per colpa mia, a volte semplicemente perché mi sono vicine.
Non voglio sottovalutare le doti di Bruce, ma non riesco a togliermi dalla testa che in questa storia l'ho coinvolto io... E non avrei dovuto farlo.
Se dovesse succedergli qualcosa, non me lo perdonerei mai e poi mai...


Caroline Priscilla era così differente da Yvonne Miriel.
La Druida, quando aveva visto Tiger arrivare al Castello dei Vampiri per salvarla, si era sentita sollevata, viva, riconoscente, ancora più fiduciosa.
Cappie invece sembrava imputarsi la colpa di ogni disgrazia e di conseguenza si addossava la responsabilità sul destino e le conseguenze per le persone a lei care.
Restarono in silenzio alcuni secondi, questo perché la ragazza aveva chiesto attenzione e sguardo occhi negli occhi con la Tigre Nera.
Il Black la accontentò, ma la sua espressione inevitabilmente si fece meno rilassata, tant'è che con un passo avanti la sovrastò completamente con la propria ombra.
Imponente e quasi minaccioso, avrebbe zittito chiunque con la sua sola presenza.

Chi lotta da solo nella maggior parte dei casi è destinato a soccombere.
Solamente poche creature possono permettersi il lusso di stare da sole e difatti risiedono in cima alla catena alimentare.
Tigri, Squali, Orsi, Gorilla, sono bestie capaci in solitario di sgominare anche interi branchi, ma addirittura loro alle volte non disdegnano l'intervento dei propri simili.
E se lo fanno gli animali, perché non dovremmo seguire anche noi l'esempio?
... Tu non sei di sicuro in cima alla catena alimentare e questo è stato dimostrato ieri sera, quando ti ho trovato in quella casa, sul punto di crollare.
Non perdere tempo a pensare di non perdonarti il possibile infausto destino di chi ti circonda, bensì spendilo per capire quanto sei fortunata ad avere un tuo branco e traine forza.


Per la Tigre Nera, Bruce era semplicemente in pericolo ed andava salvato.
Non si dilungava nel pensare di chi fosse la colpa e perché si trovasse nei guai, sapeva solo che doveva aiutarlo ad uscirne, fine.
Un concetto pratico, semplificativo forse ma efficace al fine di non perdere mai il focus sul proprio reale obiettivo.
Grazie a quei concetti Tiger ed Yvonne erano diventati dei compagni di battaglia invincibili, complici, uniti.
Le uniche due Tigri al mondo a formare un piccolo branco, fatto di soli due individui.
Due feroci felini contro tutto e tutti, fino alla morte.

... Te lo ripeterò un'ultima volta: il più grosso errore che puoi fare è sottovalutare Bruce.
Non credendo in lui non fai altro che offenderlo...
... Non ti darà nessuna colpa quando ti rivedrà e può essere esclusivamente suo questo diritto, non tuo.


Perché nel caso di Cappie, sarebbe stata solamente una paranoia, non certo un giudizio obiettivo e non di parte.

Adesso andiamo, voglio vederti intenzionata soltanto a sistemare questa storia una volta per tutte.

La afferrò per un braccio, stringendo saldamente ma senza volontà di farle del male, scaricandole in corpo una forte ondata elettrica.
Basta lacrime, basta nervosismi o ansie, dovevano sbrigarsi e dirigersi verso la Palestra dove avrebbero eventualmente pensato ad un piano di azione.
Peccato però che ci fosse un altro elemento di sorpresa in quella vicenda, strettamente legato alla figura della O'Neill.
Non solo il MacGyver apparteneva alla gioiosa infanzia della bionda, con la differenza che se non altro Bruce non l'aveva anche intrisa di pessimi ricordi.
Tiger capì quasi subito di non essere una presenza importante e fondamentale, anzi, l'irlandese meritava la giusta privacy.
Sarebbe stata una chiacchierata davvero molto lunga ed importante e per certi versi quella botta di fulmine ricevuta poc'anzi sarebbe stata di grande, grandissimo aiuto.

Da questo momento in poi, quando vorrai, potrai chiedermi se le mie parole siano vere oppure no.
Risparmiati il sospetto sul mio possibile allenamento nell'assunzione della Pozione, in carcere tutto potevo fare meno la pratica di contrasto.


Mi sorprende più che altro come tu sia riuscito a procurartelo il Veritaserum, vista la tua condizione di fuggiasco.

È un bel po' che mi aggiro da queste parti, ho avuto il tempo necessario, ma andiamo con ordine per favore...
Di sicuro non abbiamo tutta la giornata...
Però devo raccontarti ogni cosa affinché tu possa provare a credermi...


Sembrava assurdo: Jorge e Cappie ancora una volta uno di fronte all'altra e in quel caso, senza nessuna fuga o reato alle spalle.
In realtà in quello stato il portoghese poteva definirsi in fuga perenne, ma erano dettagli sottili in quella sede così assurda e particolare.
Di cose da dire ne aveva un sacco ed ogni sua parola veniva confermata dal proprio tono così dal proprio intento, quello di essere sia pratico che sintetico.
La sua era un'indole plasmata soltanto dai peccati e dal periodo di carcere o c'era altro dietro a quello strano e repentino cambiamento?
Alla ragazza non restava altro che approfondire, chiedere, ricercare la verità.
Nel contempo la Tigre Nera restava in attesa ed in allerta, nel caso in cui la O'Neill avesse sentito la necessità di un suo intervento.

Coi pochi Galeoni dati dai quattro che mi aiutarono nella fuga per pagarmi una nuova identità, andai da un rigattiere e presi un vecchio MagiFonino.
... Una vera fregatura, durato appena il tempo di una sola chiamata, ma sono stati i soldi meglio spesi della mia vita.


L'ultima cosa che hai detto... È vera?

.
... E se posso aggiungere: tutto ciò che ho detto è vero.
Tuttavia siamo appena alla punta dell'iceberg...


La prima risposta fu automatica e dettata dall'effetto della pozione, mentre le parole successive si avvalsero di una sfumatura più personale.
Jorge stava zitto, non gli andava di mettere subito l'altra carne sul fuoco perché ipotizzava quanto ci volesse per la ex Tassorosso affinché assorbisse quei primi colpi.
Era consapevole che i successivi sarebbero stati ancora più devastanti, un po' di tregua non le avrebbe fatto male.
Peccato che la ragazza scelse quasi subito di gettarsi in una serie di domande tremendamente invasive e dirette, mandando all'aria tutto il piano del portoghese.
Voleva prendere la questione un po' più alla larga, lo avrebbe preferito di gran lunga.
Ma il Veritaserum non gli lasciò scampo, costringendolo suo malgrado a non poter mettere un freno alla voce.

Rispondi a questa domanda: perché lo hai fatto?

Che cosa?

Perché hai continuato a volermi aiutare?

Perché non ho mai smesso di volerti bene.

Perché sembra che tu... Ci tenga ancora a me?

Non sembra, è così.

Dopo quello che è successo... Dopo quello che ti ho fatto... Dopo averti abbandonato... Dovresti provare rabbia, rancore, risentimento nei miei confronti!

... In verità credo che tu stia sbagliando il soggetto: sono stato io ad averti profondamente delusa, non il contrario.

Libero di poter rispondere liberamente in quanto le ultime parole della O'Neill non furono poste a mo' di domanda, Jorge ammorbidì il tono che divenne decisamente più insicuro.
Era chiaro dal linguaggio del suo corpo e delle sue parole che non si sentisse a suo agio, che percepisse il senso di colpa molto diversamente rispetto che in passato.
Qualcosa era cambiato, lui non sembrava essere completamente più lo stesso, ma com'era possibile tutto ciò? Quelle domande portarono ben presto la ragazza alla follia logica.

Perché ora cerchi di aiutarmi quando hai RIFIUTATO di essere aiutato dopo quello che avevi fatto?

Perché adesso sono libero di decidere per conto mio.

Tu... Che cosa ci fai qui?

Voglio salvarti la vita.

Per quale C***O di motivo sei veramente qui?!

Dirti che fino ad oggi sono stato prigioniero di una Creatura Magica.

Ok, sì, probabilmente quell'ultima uscita avrebbe zittita una volta per tutte quella tempesta di fulmini che era diventata Cappie nei secondi precedenti.
Jorge sbuffò, come infastidito, ma in verità era solo dispiaciuto di averlo dovuto dire così a secco, senza neanche un minimo di preparazione.
Aveva pensato ad un discorso attento, calmo, girandoci attorno e poi arrivando al dunque, ma nulla, alla fine l'amica lo aveva indotto alla cruda e nuda realtà.

Alt, aspetta, non dare domande altrimenti continuerei solo a rispondere come un Myr!
Lasciamo spiegare e raccontare per filo e per segno, altrimenti sarà solo un gran casino...
... Ok?


Chiese il permesso, perché ovviamente la O'Neill avrebbe potuto anche scegliere di fregarsene e fare soltanto domande a raffica.
Qualora invece l'irlandese avesse acconsentito alla sua richiesta innocente, il portoghese si sarebbe umettato la lingua.
Evidentemente stava per iniziare un altro grande, lungo racconto.

Non credo potremo mai dimenticare l'Ottavo Piano, dico bene?
Lì dentro ce ne sono successe di tutti i colori ed è stato da quel momento in poi che tu, come anche Victoria, avete visto gradualmente il mio mutamento.
Dopo l'Ottavo Piano non sono più stato lo stesso, ho peggiorato, mi sono messo in guai sempre peggiori e la cosa peggiore... Senza sentire neanche tutto questo senso di colpa.
Una sottospecie di trottola impazzita, senza controllo ma anche... Senza controllore.
Il motivo risiede in qualcosa di specifico che abbiamo trovato nell'Ottavo Piano.
... No, non parlo della pietra o del Lich e neanche del libro.


I primi oggetti che forse avrebbe pensato la bionda, con estrema probabilità.

... Il calderone, Cappie, il calderone.

Dentro la prima stanza con le trappole e le diverse camere, dentro una delle quali ella aveva anche trovato Ermes, c'era proprio un grande calderone.

Ricordi?
Era pieno di un liquido melmoso di vari colori, dall'odore strano, indecifrabile.
Ho svolto delle ricerche mentre ero in prigione, o forse sarebbe più opportuno chiamarli studi.
Ognuno aveva diritto ad un libro o a una rivista di tanto in tanto, per ammazzare il tempo.
Io scelsi una guida applicata all'Alchimia e le risposte alle mie domande le trovai quasi per caso, sfogliando quelle pagine.
Quella melma viene chiamata "Brodo Primordiale Alchemico" ed è un composto liquido altamente ricco di varie proteine, vitamine e sostanze di nutrimento magico.
Con molta probabilità, lo stesso Ermes, così come anche Kirby e quell'altra Creatura consegnata a Vergil sono state create dentro quel brodo.
Quando però quella melma viene lasciata stantia per troppo tempo senza essere reintegrata di sostanze nutritive magiche, può diventare molto pericolosa.
È infatti il territorio preferito di un batterio magico letale, chiamato con un nome tanto strano che non starò neanche qui a ripeterlo...
... In compenso posso mostrarti una immagine di questo amichetto microscopico, dai un'occhiata...


Jorge, ancora una volta, estrasse qualcosa dalla tasca dei pantaloni, un altro foglio ripiegato su se stesso.
Era una immagine presa direttamente dal libro di Alchimia letto e studiato dentro la prigione.
La figura presente faceva abbastanza schifo ed aveva un aspetto orribile.

Immagine

... Per farti rendere conto delle dimensioni, pensa che quella sfera sulla quale sta appollaiato è un nostro neurone.

Si parlava quindi di un batterio a dir poco microscopico.

Il batterio si crea nel brodo, ma non ricevendo una costante alimentazione, ricerca prede dove potersi insediare e banchettare a vita.
Il batterio era sicuramente presente in mezzo agli effluvi della melma nel calderone all'Ottavo Piano ed è entrato nel mio corpo per via aerea.
... Una volta entrato in un organismo ospite, solitamente il batterio attacca le zone più vicine, attingendo energia da diverse fonti a disposizione dell'individuo.
Nel caso del cuore, può usufruire dei vasi sanguigni più vicini all'aorta, nel caso dei polmoni si annida negli alveoli, nel caso del cervello...
... Beh, nel caso del cervello si può sistemare in una qualsiasi zona della corteccia e lì cominciare a mangiare liberamente, debilitando la persona di giorno in giorno.
Cappie, ho ragione di credere che il batterio si sia annidato nelle parti del mio cervello che controllano la coscienza, l'autocontrollo e la capacità decisionali emotive.


Dunque, Jorge stava seriamente dicendo di essere stato "manipolato" da una Creatura Magica infinitesimale fino a quel momento?
Tutto ciò poteva essere preso come una assurda cretinata, una invenzione bella e buona per prendersi gioco di una persona buona come la O'Neill.
Ma il portoghese sapeva esattamente come avvalorare le proprie tesi, tesi per lo più ipotetiche, per carità, ma sostenute con convinzione e determinazione.

Stammi a sentire per cortesia!
... Ho cominciato ad elaborare questa idea perché mentre ero in carcere stranamente non sentivo più quello strano impulso negativo a combinare c****te.
Inoltre, a poco a poco la mia coscienza si svegliava e ogni notte scendevano sempre più lacrime a testimonianza del fatto che stessi in un certo senso tornando in me.
Dopo diversi giorni passati a leggere il libro ed approfondire il discorso, mi decisi a parlarne con un altro detenuto, sicuramente non raccomandabile, ma almeno ex Alchimista e Pozionista.
Fu lui a darmi la risposta che cercavo: le medicine assunte in prigione.
Le medicine che ci fornivano ogni mattina erano fatte appositamente per fungere da tranquillanti emotivi e psichici.
Senza neanche farlo apposta, tra le sostanze presenti nelle pillole c'è un particolare enzima che indebolisce il batterio e lo intontisce, per modo di dire.
Per questo da quando sono entrato in carcere ho iniziato a stare meglio e proprio per questo una volta uscito sono corso a procurarmi delle altre pasticche come quelle.
... Non credo esista una cura vera e propria che ne debelli completamente l'azione ma se non altro, così posso tenerlo a bada e... Tenermi a bada.
Ma non posso nemmeno usare questa verità per scagionarmi dalle accuse precedenti: significherebbe parlare dell'Ottavo Piano e provocare un danno irreparabile all'intera Hogwarts...


Al tempo, il professor Vastnor così come anche la Vice Preside avevano deciso a ragion veduta di non fare parole sull'accaduto ed evitare di coinvolgere il Ministero.
C'era la seria probabilità che Hogwarts venisse definitivamente chiusa, sopratutto dopo gli accadimenti dei Mezzi Draghi, decretandone la fine assoluta e storica.
Se fosse successo anche quello, allora sì che Alvares non se lo sarebbe proprio perdonato.

... Sì, certo, potrei stare fuori dalla galera, ma a quale costo?
Alla fine in quell'Ottavo Piano ci siamo andati a ficcare tutti ed io stesso al tempo mi mostrai anche fin troppo entusiasta ed esaltato da quel luogo maledetto.
Ma ero più giovane, stupido, credevo che le cose così brutte esistessero soltanto sui giornali.
Abbiamo commesso tutti un errore ad andare lì, io in primis, perché non dimentichiamo che la voglia di prendere quel libro o quella pietra... Quelle sono state farina del mio sacco.
Dopo di che tutto è degenerato, non più per colpa mia, ma potremmo considerarla una adeguata punizione per le mie idiozie...
... Ma se non altro, posso finalmente guardarti negli occhi senza più sentirmi un verme, perché tutte le sofferenze che ti ho provocato dopo non sono provenute realmente da me!


La guardò intensamente negli occhi, occhi che nel frattempo si erano fatti più lucidi, per poi colmarsi direttamente di lacrime.

... Io non sono mai stato davvero così cattivo, Cappie...
... Io non ho mai voluto fare così tanto male gratuito...
... Io non volevo fuggire via senza fidarmi del tuo aiuto...
... Io non sono una brutta persona...
... Ti giuro che non volevo...
... Ti giuro che...


Le parole gli si fermarono in gola, mentre altre lacrime cadevano giù per le guance.
Gli mancò il fiato, chinò la testa e se la prese tra le mani, iniziando a singhiozzare, stremato e straziato dal dolore, dalla sofferenza, dal senso di colpa.
Non lo aveva mai visto così e le sue lacrime non erano mai state così tanto splendenti di pura luce colpevole, la luce della verità, la luce della coscienza.
Anche i suoi stessi occhi parevano possedere una luminosità più concreta, come se quelli precedenti risultassero offuscati dall'operato in atto del batterio.
Jorge era stato vittima della sua stessa innocente cupidigia di ragazzino, quando aveva ficcato un po' troppo il naso dentro il calderone.
Però un momento: anche Cappie aveva annusato come lui, allora perché il batterio non aveva agito anche su di lei?
La risposta in realtà era molto semplice: il Fulmine.
Il suo Elemento l'aveva protetta.
La forza elettrica nel suo sistema nervoso aveva praticamente distrutto il batterio impedendogli di agire, ma lei questo non poteva di sicuro immaginarlo.
Il Conflux in un certo qual modo l'aveva protetta, ma la stessa sorte purtroppo non era toccata al fuggitivo ex Delfinazzurro.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 11/06/2019, 19:07

E se invece il più grosso errore è stato coinvolgerlo nella mia vita?

Bruce non era l'unica persona verso la quale la O'Neill aveva provato questi dubbi. Nel corso della sua vita, molte persone erano state prese in esame dall'irlandese, ogni volta chiedendosi che cosa avesse fatto di buono per loro e cosa di sbagliato. Quante di queste aveva ferito con il suo atteggiamento, quante di queste si erano separate da lei per la sua vita troppo frenetica, per la sua propensione a mettersi nei guai e a mettere nei guai il prossimo. Si sentiva da sempre in colpa, per tante diverse motivazioni e adesso stava aggiungendo l'incolumità del MacGyver al mucchio. Se non avesse chiesto aiuto a lui, Angus non sarebbe stato rapito. Questo era un concetto semplice, basilare, che ora stava martellando il cervello della Ignis, impedendole di focalizzarsi sulle questioni importanti da affrontare. Ci pensò in questo Tiger, un partner insospettabilmente utile al di là dei suoi muscoli. Non aveva intenzione di permettere a Cappie di lasciarsi andare e lo fece con forza, scuotendola interiormente con le parole, ma anche con l'Elemento.

Non voglio sottovalutare le doti di Bruce, ma non riesco a togliermi dalla testa che in questa storia l'ho coinvolto io... E non avrei dovuto farlo.
Se dovesse succedergli qualcosa, non me lo perdonerei mai e poi mai...


Lo sguardo del Black inchiodò immediatamente la O'Neill al suo posto. Era uno sguardo che incuteva timore, terrore, paura, che faceva arrestare qualunque nemico o minaccia. Sì, Cappie si sentiva minacciata da quello sguardo, ma proseguì a fissarlo, cercando di comprendere cosa avesse detto di male da meritarsi quell'occhiata da parte dell'Ignis.

Chi lotta da solo nella maggior parte dei casi è destinato a soccombere.
Solamente poche creature possono permettersi il lusso di stare da sole e difatti risiedono in cima alla catena alimentare.
Tigri, Squali, Orsi, Gorilla, sono bestie capaci in solitario di sgominare anche interi branchi, ma addirittura loro alle volte non disdegnano l'intervento dei propri simili.
E se lo fanno gli animali, perché non dovremmo seguire anche noi l'esempio?
... Tu non sei di sicuro in cima alla catena alimentare e questo è stato dimostrato ieri sera, quando ti ho trovato in quella casa, sul punto di crollare.
Non perdere tempo a pensare di non perdonarti il possibile infausto destino di chi ti circonda, bensì spendilo per capire quanto sei fortunata ad avere un tuo branco e traine forza.


Fortunata ad avere un suo branco... Sì, ma se il suo branco non era abbastanza forte, come avrebbe potuto trarne davvero forza? Grazie a quella metafora, Cappie di colpo comprese che si stava comportando -no, si era sempre comportata- come la leader di un gruppo, la guida di un gruppo, senza però averne le capacità o, sostanzialmente, senza credere abbastanza in quel gruppo. Tutte le cose che aveva affrontato, l'avevano portata a mettersi sempre in prima linea, convinta di dover difendere i più deboli. Una convinzione che l'aveva portata a litigare con Victoria, quando avevano viaggiato nel tempo, perché si comportava, parlava come se ella non fosse in grado di badare a sé stessa. Il punto era: lei poteva essere una leader oppure doveva imparare a sentirsi parte di un unico grande gruppo? In entrambi i casi, la cosa fondamentale era avere fiducia nelle persone che la circondavano, fiducia in sé stessa e nella sua agguerrita volontà di impedire che accadesse loro qualunque cosa di male.

... Te lo ripeterò un'ultima volta: il più grosso errore che puoi fare è sottovalutare Bruce.
Non credendo in lui non fai altro che offenderlo...
... Non ti darà nessuna colpa quando ti rivedrà e può essere esclusivamente suo questo diritto, non tuo.


Annuì, tirando su con il naso e scacciando via le lacrime che avevano tanta voglia di uscire fuori ma... Non era quello il momento. Cappie aveva un unico obiettivo primario ora, ovvero trovare Bruce e assicurarsi che fosse tutto intero. Il resto, la cattura dell'Enigmista, passava in secondo piano, perché la priorità andava alle persone che le erano care e non certo alla propria vendetta personale. Tiger stava cercando di farle comprendere questo ed altro, portando una mano a stringerle il braccio con forza, senza però farle male.

Adesso andiamo, voglio vederti intenzionata soltanto a sistemare questa storia una volta per tutte.

Immagine


Una scarica di energia e adrenalina venne immessa nel corpo dell'irlandese, che si sentì subito meglio, pronta ad affrontare qualunque cosa. Merito del Fulmine, merito di Tiger e delle sue parole, che avevano ridonato speranza ed un nuovo punto di vista su cui riflettere. Non in quel momento, perché in quel momento era altro ciò su cui doveva concentrarsi. Ed era pronta a farlo, a sguinzagliare tutte le sue capacità per riuscire a ritrovare l'amico, quando un altro amico di vecchia data si presentò al suo cospetto, che ella non si sarebbe mai aspettata di vedere lì. I rapporti fra lei e Jorge si erano completamente deteriorati dopo quello che era accaduto a quella ragazza, violentata dall'ex-Delfino. Il suo comportamento, in seguito, l'aveva lasciata completamente basita, esterrefatta, incredula che quello fosse il suo fratellino. Aveva cercato di tagliare completamente i ponti con il portoghese per puro e semplice istinto di sopravvivenza, ma era disposta, ancora una volta, ad ascoltarlo, perché al di sopra di tutto, anche della propria sanità mentale, metteva sempre la verità.
Il racconto che le fece Jorge aveva davvero dell'incredibile: grazie a lui scoprì chi fosse questo fantomatico Enigmista, grazie a lui capì che era viva perché aveva cercato in tutti i modi di aiutarla. Ma Alvares non aveva ancora spiegato perché lo avesse fatto. Perché -e questo a Cappie era chiaro- se non fosse stato per la ex-Tassorosso, il ragazzo sarebbe riuscito a scappare. Era stata lei a consegnarlo alla giustizia, dunque perché se ne stava lì, cercando in tutti i modi di aiutarla?

Rispondi a questa domanda: perché lo hai fatto?

Che cosa?

Perché hai continuato a volermi aiutare?

Perché non ho mai smesso di volerti bene.

Perché sembra che tu... Ci tenga ancora a me?

Non sembra, è così.

Dopo quello che è successo... Dopo quello che ti ho fatto... Dopo averti abbandonato... Dovresti provare rabbia, rancore, risentimento nei miei confronti!

... In verità credo che tu stia sbagliando il soggetto: sono stato io ad averti profondamente delusa, non il contrario.

Fu costretta a mordersi le labbra per non vomitare a Jorge tutta la verità. Lui agiva, pensava, parlava credendo che ella fosse completamente innocente, non potendo neanche lontanamente immaginare come stessero in realtà le cose. Si sentiva molto colpevole la O'Neill, ma al tempo stesso non riusciva a conciliare le idee che si era fatta di Alvares con l'Alvares che adesso se ne stava, di fronte a lei, pentito e con una coscienza seria e matura. Quando era cambiato? In prigione? Dopo essere evaso? Una cosa però era certa: quel Jorge non era lo stesso dei suoi ricordi, ma stranamente assomigliava tantissimo a colui che aveva incontrato nel futuro.

Perché ora cerchi di aiutarmi quando hai RIFIUTATO di essere aiutato dopo quello che avevi fatto?

Perché adesso sono libero di decidere per conto mio.

Tu... Che cosa ci fai qui?

Voglio salvarti la vita.

Per quale C***O di motivo sei veramente qui?!

Dirti che fino ad oggi sono stato prigioniero di una Creatura Magica.

MI STAI PRENDENDO PER IL C**O?

Era un circolo vizioso. Cappie dimenticava che Jorge fosse sotto effetto del Veritaserum, per questo motivo ad ogni domanda riceveva una risposta. Era difficile riuscire a continuare in questo modo, ma al tempo stesso era difficile credere ciecamente alle parole del portoghese. Specie perché, dopo l'ultima affermazione, sembrava davvero palese che egli si stesse inventando una storia per scusarsi del suo comportamento da psicopatico avuto negli ultimi anni. Stava quasi per riprendere con la sequela di domande, quando fu lo stesso Alvares a bloccarla, chiedendole di lasciarlo parlare, in maniera da spiegarle tutto quanto.

Alt, aspetta, non fare domande altrimenti continuerei solo a rispondere come un Myr!
Lasciamo spiegare e raccontare per filo e per segno, altrimenti sarà solo un gran casino...
... Ok?


Annuì e basta, facendo un gran respiro e trattenendo le lacrime di rabbia, mentre prendeva posto su una delle sedie, sentendone il bisogno visto che le gambe le stavano tremando. Ebbene sì, quella scarica di energia avuta prima e sfogata in maniera negativa stava avendo degli effetti pessimi sul corpo della O'Neill, la quale si sentiva oppressa da tutta quella situazione, una situazione però che le stava portando almeno un piccolo vantaggio: minimizzare l'effetto del gas che aveva inspirato qualche ora prima.

Non credo potremo mai dimenticare l'Ottavo Piano, dico bene?
Lì dentro ce ne sono successe di tutti i colori ed è stato da quel momento in poi che tu, come anche Victoria, avete visto gradualmente il mio mutamento.
Dopo l'Ottavo Piano non sono più stato lo stesso, sono peggiorato, mi sono messo in guai sempre peggiori e la cosa peggiore... Senza sentire neanche tutto questo senso di colpa.
Una sottospecie di trottola impazzita, senza controllo ma anche... Senza controllore.
Il motivo risiede in qualcosa di specifico che abbiamo trovato nell'Ottavo Piano.
... No, non parlo della pietra o del Lich e neanche del libro.
... Il calderone, Cappie, il calderone.


Cosa c'entra il calderone?

Lo pensò senza dirlo, perché voleva rispettare la richiesta che le aveva fatto Jorge di lasciarlo parlare. Inoltre, l'espressione sul suo viso era abbastanza eloquente da permetterle di essere capita senza dover aggiungere altro.

Ricordi?
Era pieno di un liquido melmoso di vari colori, dall'odore strano, indecifrabile.
Ho svolto delle ricerche mentre ero in prigione, o forse sarebbe più opportuno chiamarli studi.
Ognuno aveva diritto ad un libro o a una rivista di tanto in tanto, per ammazzare il tempo.
Io scelsi una guida applicata all'Alchimia e le risposte alle mie domande le trovai quasi per caso, sfogliando quelle pagine.
Quella melma viene chiamata "Brodo Primordiale Alchemico" ed è un composto liquido altamente ricco di varie proteine, vitamine e sostanze di nutrimento magico.
Con molta probabilità, lo stesso Ermes, così come anche Kirby e quell'altra Creatura consegnata a Vergil sono state create dentro quel brodo.
Quando però quella melma viene lasciata stantia per troppo tempo senza essere reintegrata di sostanze nutritive magiche, può diventare molto pericolosa.
È infatti il territorio preferito di un batterio magico letale, chiamato con un nome tanto strano che non starò neanche qui a ripeterlo...
... In compenso posso mostrarti una immagine di questo amichetto microscopico, dai un'occhiata...


Prese il foglio che le stava porgendo il portoghese, osservando l'immagine di una sorta di insettoide, anche piuttosto brutto, appollaiato su quella che sembrava essere una sfera. L'immagine pareva essere davvero la stampa di un libro, si muoveva addirittura, facendo vedere come l'essere strano e brutto si cibasse di quella che alla fine si rivelò essere...

... Per farti rendere conto delle dimensioni, pensa che quella sfera sulla quale sta appollaiato è un nostro neurone.

Doveva credergli? Non doveva credergli? Non era una MagiBiologa esperta in microbiologia, cosa ne poteva sapere lei di strani batteri biologici appartenenti al Mondo della Magia? Nulla, appunto, doveva solo attenersi alla fiducia che ancora poteva nutrire per Jorge, una fiducia che faceva fatica a dire il vero a dare per buona tutta quella storia.

Il batterio si crea nel brodo, ma non ricevendo una costante alimentazione, ricerca prede dove potersi insediare e banchettare a vita.
Il batterio era sicuramente presente in mezzo agli effluvi della melma nel calderone all'Ottavo Piano ed è entrato nel mio corpo per via aerea.
... Una volta entrato in un organismo ospite, solitamente il batterio attacca le zone più vicine, attingendo energia da diverse fonti a disposizione dell'individuo.
Nel caso del cuore, può usufruire dei vasi sanguigni più vicini all'aorta, nel caso dei polmoni si annida negli alveoli, nel caso del cervello...
... Beh, nel caso del cervello si può sistemare in una qualsiasi zona della corteccia e lì cominciare a mangiare liberamente, debilitando la persona di giorno in giorno.
Cappie, ho ragione di credere che il batterio si sia annidato nelle parti del mio cervello che controllano la coscienza, l'autocontrollo e la capacità decisionali emotive.


Tutto questo è assurdo!

Sbottò alla fine. Non riuscì proprio a trattenersi, perché era incredibile la storia che stava raccontando, incredibile e... Stupida. Sì, la considerava stupida, troppo macchinosa perché veramente potesse pensare che ella ci cascasse. La prima regola di un bugiardo era riempire di ricchi particolari le proprie bugie, affinché la vittima fosse portata a cascarci maggiormente. Era così facile mentire alle persone, Cappie lo aveva imparato sul campo e adesso si ritrovava sulla stessa barca, non sapendo più se continuare a dare retta al suo ex migliore amico oppure no.

Stammi a sentire per cortesia!
... Ho cominciato ad elaborare questa idea perché mentre ero in carcere stranamente non sentivo più quello strano impulso negativo a combinare c****te.
Inoltre, a poco a poco la mia coscienza si svegliava e ogni notte scendevano sempre più lacrime a testimonianza del fatto che stessi in un certo senso tornando in me.
Dopo diversi giorni passati a leggere il libro ed approfondire il discorso, mi decisi a parlarne con un altro detenuto, sicuramente non raccomandabile, ma almeno ex Alchimista e Pozionista.
Fu lui a darmi la risposta che cercavo: le medicine assunte in prigione.
Le medicine che ci fornivano ogni mattina erano fatte appositamente per fungere da tranquillanti emotivi e psichici.
Senza neanche farlo apposta, tra le sostanze presenti nelle pillole c'è un particolare enzima che indebolisce il batterio e lo intontisce, per modo di dire.
Per questo da quando sono entrato in carcere ho iniziato a stare meglio e proprio per questo una volta uscito sono corso a procurarmi delle altre pasticche come quelle.
... Non credo esista una cura vera e propria che ne debelli completamente l'azione ma se non altro, così posso tenerlo a bada e... Tenermi a bada.
Ma non posso nemmeno usare questa verità per scagionarmi dalle accuse precedenti: significherebbe parlare dell'Ottavo Piano e provocare un danno irreparabile all'intera Hogwarts...


Se avesse dimostrato che la sua storia era reale, lui ne sarebbe uscito quasi del tutto pulito ma la scuola, la loro scuola e le persone che avevano partecipato a quell'avventura avrebbero fatto una brutta fine. Riusciva a comprendere adesso in quale razza di situazione si fosse cacciato il portoghese. Una situazione di m***a, dove non aveva alcuna scelta, se non quella di scontare la propria pena, lasciandosi per sempre il marchio di criminale addosso. Ma era davvero così oppure stava cercando di manipolarla, come aveva asserito tempo prima la Herbert? Le parole di Melia risuonavano come veleno dentro la mente di Cappie, che in preda all'indecisione ed ai dubbi si prese la testa fra le mani, facendo colare calde lacrime sulle guance arrossate.

... Sì, certo, potrei stare fuori dalla galera, ma a quale costo?
Alla fine in quell'Ottavo Piano ci siamo andati a ficcare tutti ed io stesso al tempo mi mostrai anche fin troppo entusiasta ed esaltato da quel luogo maledetto.
Ma ero più giovane, stupido, credevo che le cose così brutte esistessero soltanto sui giornali.
Abbiamo commesso tutti un errore ad andare lì, io in primis, perché non dimentichiamo che la voglia di prendere quel libro o quella pietra... Quelle sono state farina del mio sacco.
Dopo di che tutto è degenerato, non più per colpa mia, ma potremmo considerarla una adeguata punizione per le mie idiozie...
... Ma se non altro, posso finalmente guardarti negli occhi senza più sentirmi un verme, perché tutte le sofferenze che ti ho provocato dopo non sono provenute realmente da me!


Non riusciva più a guardarlo, non riusciva a mettere a fuoco nulla. Le lacrime avevano coperto ogni cosa, mentre la O'Neill prese a singhiozzare, portandosi una mano sulla bocca per reprimere quell'impulso. Lo stesso Jorge era ormai arrivato al limite. Le sue parole, le sue successive parole furono la stoccata finale che serviva al cuore dell'irlandese per cedere completamente. Non al bisogno di riaverlo vicino a sé, ma al bisogno di piangere, un bisogno che per tanto tempo aveva represso, temendo di riportare a galla ferite che voleva solamente dimenticare.

... Io non sono mai stato davvero così cattivo, Cappie...
... Io non ho mai voluto fare così tanto male gratuito...
... Io non volevo fuggire via senza fidarmi del tuo aiuto...

... Io non sono una brutta persona...
... Ti giuro che non volevo...

... Ti giuro che...


A-a cosa serve giurarlo... O-ora?
A cosa serve ripetere che n-non volevi?
Non riesco a c-credere a ciò che mi stai dicendo, non riesco a credere che tu sia u-un bugiardo...
Ma qualunque cosa tu sia, s-so che la colpa di tutto è mia, mia e s-soltanto mia...


Immagine


No, non era una ricaduta quella avuta dalla O'Neill, ma solo il frutto di una responsabilità che aveva sempre tentato di non prendersi, preferendo credere più al senso etico di Victoria piuttosto che al proprio.

I-io ti ho f-fatto qualcosa di veramente brutto Jorge e tu non puoi s-saperlo, non lo puoi neanche lontanamente i-immaginare, perché è come se non fosse mai a-accaduto!
Mi dispiace, saresti potuto diventare una persona m-migliore, saresti potuto essere un ragazzo libero e con la fedina penale pulita mentre invece... I-invece sei finito in questo casino e non lo so se in te c'è ancora qualcosa di b-buono o se stai fingendo, ma so che a prescindere se non avessi cambiato i-il passato, tutto questo non sarebbe m-mai successo...


Aveva sognato tante volte di dire la verità al suo migliore amico, ma ogni volta era stata tenuta a freno dalla Randall, che mal vedeva l'idea di divulgare ciò che era loro accaduto. Salvo poi farglielo alle spalle con la prima persona di cui si era follemente innamorata, senza rendersi conto dei sacrifici fatti dall'irlandese per onorare il loro patto. Un patto che poteva anche marcire all'Inferno in quel momento, come l'anima della Ignis per aver permesso il sacrificio di un amico in cambio del non assumersi le proprie responsabilità.

Non so più chi tu sia, non lo so!
Victoria, Melia Herbert, Kelly, tutte loro ti hanno sempre d-dipinto come un mostro dopo q-quello che è s-successo!
Sì, persino la Herbert, che tanto adoravi, mi ha detto che e-eri una persona dedita all'inganno e a-alla manipolazione del prossimo e non so ora a cosa credere, non so se ha detto la verità o se si sbagliava.
Ho paura di a-ascoltare il mio cuore, ho paura perché... Perché se lo ascoltassi...


Tirava su col naso, piangeva, si mangiava le parole, balbettava. Ma di base sentiva che tutto quel dolore proveniva da un affetto che non era mai svanito del tutto. Devo, il suo tradimento, era stato doloroso all'inizio, ma alla fine era passato, dimenticato, una ferita totalmente guarita perché svanito era il sentimento provato per lui. Quello per Axell invece ogni tanto pulsava ancora, come se fosse sempre in qualche modo illuminato ed anche il bene che voleva a Jorge, sentiva non essersi mai spento.

Mi dispiace Jorge... Mi dispiace fratellino...

Pronunciò quelle parole in un ultimo singhiozzo, tirando su le gambe al petto, nascondendo il viso contro le braccia e proseguendo a piangere, indecisa sul da farsi. Bruce la stava aspettando, aspettava che loro arrivassero a salvarlo, ma al tempo stesso il suo amico di sempre era lì, a chiedere ancora una volta la sua fiducia. La storia che aveva raccontato aveva dell'incredibile e la stessa Cappie sarebbe potuta finire in quel modo se non avesse avuto il Fulmine in lei. Forse il Fulmine l'aveva protetta, questo pensava, forse era stato l'unico fattore che aveva salvato lei e condannato per sempre il suo migliore amico. Non si spiegava come nel futuro non si facesse alcun cenno alla cosa, ma poteva essere accaduto di tutto, di certo non uno stupro come in quel presente.

... Sniff... Senti, adesso non è il momento di chiarire il nostro passato.
Sai che Bruce, un mio amico, è in pericolo e io DEVO aiutarlo.
Se sai dove può essere adesso, diccelo subito, aiutami a trovarlo!
Dopo... Dopo parleremo ancora, dopo ti spiegherò tutto, dopo finalmente capiremo che cosa fare per... Per la tua situazione...


Tutto era rimandato, tutto poteva attendere, anche il passato della O'Neill. La vita di Bruce al momento aveva più valore per la Ignis, che decise di concentrarsi su di esso prima di chiarire completamente con il portoghese. Perché era chiaro che ormai la verità sarebbe saltata fuori e non era detto che Alvares avesse la pazienza -o la volontà- di perdonare quello che la ex-Tassorosso e la Randall avevano combinato.
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Messaggioda Tiger » 17/06/2019, 15:53

I minuti scorrevano inesorabili.
L'orologio scandiva un tempo che possibilmente nessuno di loro aveva in abbondanza per far sì che Bruce non corresse più rischi del dovuto.
La Tigre Nera, apparentemente paziente, se ne stava fuori dall'ufficio dove Caroline Priscilla e il ragazzo sconosciuto avevano iniziato il loro dialogo.
Percepiva flussi di Elettricità ad ondate intermittenti, provenienti dallo Spirito della Fulmen, che gli facevano per altro comprendere subito emozioni e sensazioni.
Evidentemente quella conversazione doveva contenere parole pesanti, fortemente incisive.
Già, ma per quanto ancora sarebbero andati avanti?

Cappie, ho ragione di credere che il batterio si sia annidato nelle parti del mio cervello che controllano la coscienza, l'autocontrollo e la capacità decisionali emotive.

Tutto questo è assurdo!

Sì, lo era, sopratutto dopo tutto il susseguirsi di vicende a dir poco terribili, vicende nelle quali Jorge si era macchiato di diversi crimini, uno più grave dell'altro.
Davvero si poteva imputare tutto quanto alla presenza di un organismo microscopico in grado di nutrirsi del buon senso delle persone?
No, in realtà il portoghese mise subito in chiaro che una piccola matrice negativa facente parte di sé esistesse di base, ma nulla di irreparabile.
Il grosso, per farla breve, lo aveva svolto quel batterio, annichilendo del tutto la sua facoltà di ragionare positivamente e mettersi a confronto con la propria coscienza.
Adesso però, che quelle medicine bloccavano l'operato della creaturina magica maledetta, poteva finalmente affermare di non essere mai stato davvero quell'orribile individuo.
Poteva dire con assoluta certezza di non aver mai e poi mai voluto fare del male gratuito a nessuno.

A-a cosa serve giurarlo... O-ora?
A cosa serve ripetere che n-non volevi?


Serve a mettermi almeno l'anima in pace che la mia migliore amica non continui a vedermi come un pazzo senza scrupoli...

Non riesco a c-credere a ciò che mi stai dicendo, non riesco a credere che tu sia u-un bugiardo...
Ma qualunque cosa tu sia, s-so che la colpa di tutto è mia, mia e s-soltanto mia...


Adesso che cosa vai dicendo?!

Aveva momentaneamente interrotto il proprio pianto, provando a focalizzarsi su quanto detto dalla ex Tassorosso, pur non trovando nessun riscontro reale.
Chiaramente lei parlava per conoscenza possedute, mentre per lui non sussisteva alcuna colpa perpetrata dalla ragazza in merito ai suoi comportamenti del passato.
Stavano venendo fuori verità molto scomode, purtroppo però nel momento più errato.

I-io ti ho f-fatto qualcosa di veramente brutto Jorge e tu non puoi s-saperlo, non lo puoi neanche lontanamente i-immaginare, perché è come se non fosse mai a-accaduto!
Mi dispiace, saresti potuto diventare una persona m-migliore, saresti potuto essere un ragazzo libero e con la fedina penale pulita mentre invece... I-invece sei finito in questo casino e non lo so se in te c'è ancora qualcosa di b-buono o se stai fingendo, ma so che a prescindere se non avessi cambiato i-il passato, tutto questo non sarebbe m-mai successo...


Cambiato il passato?
Ma si può sapere cosa c***o stai farneticando?
Non riesco a seguirti...


Ma oramai il famoso "Uragano Parlante" aveva preso il via e mettergli un freno significava come minimo darle una botta in testa e farla svenire.

Non so più chi tu sia, non lo so!
Victoria, Melia Herbert, Kelly, tutte loro ti hanno sempre d-dipinto come un mostro dopo q-quello che è s-successo!
Sì, persino la Herbert, che tanto adoravi, mi ha detto che e-eri una persona dedita all'inganno e a-alla manipolazione del prossimo e non so ora a cosa credere, non so se ha detto la verità o se si sbagliava.


Melia ha sempre esercitato uno strano fascino su di me, non che sia una scusante valida, naturalmente...
... Non so cosa dire, se non che l'attitudine all'inganno e alla manipolazione chissà quanto mai potranno essere vive e presenti nei comportamenti di un ragazzino?
Non sono mica l'erede di Tom Riddle, porca miseria!


Cosa ci si poteva aspettare da un ragazzino di 12 o 13 anni, imbambolato per la ragazza più figa della scuola, spinto da lei stessa a tirar fuori il lato meno in luce?
Jorge era sempre stato un ragazzino scalmanato, poco curante delle regole ed anche molto coraggioso quando si trattava di osare e rischiare.
L'Ottavo Piano ne era stata la riprova così come anche il castigo, la punizione per l'eccesso di sconsiderata adrenalina negativa.

... Kelly mi conosce quanto io conosco lei e credo che questo basti da sé a non poter considerare molto valido il suo giudizio.
Su Victoria, beh, posso difendermi poco, lei ha avuto sicuramente ragione a giudicarmi, ma è pur vero che è sempre stata anche troppo spigolosa e ferma sulle proprie considerazioni...
... Alle volte mi viene da pensare che se mi avesse dato un'altra chance, una volta usciti fuori di lì, forse non l'avrei sprecata, ma ormai sono solo supposizioni.


La Randall lo aveva condannato ancor prima dello stupro nei confronti di Freyja, lo aveva additato direttamente come persona poco raccomandabile e da allontanare.
Non si era applicata un minimo di più, preferendo proseguire per la sua strada senza voltarsi indietro un attimo.
Non era una colpa, non era una accusa, perché alla fine Victoria era fatta così, a differenza di una Cappie dedita a voltarsi anche troppe volte indietro, nel suo cammino.

Mi dispiace Jorge... Mi dispiace fratellino...

Smetti di piangere per favore...
... Che poi mi viene voglia di abbracciarti e so bene di non potermi permettere un lusso simile.


Non l'aveva chiamata "sorellina" a sua volta e la motivazione era assolutamente intuibile.
Non se la sentiva di corrispondere quel nomignolo perché non credeva di meritarsi sempre quella specifica confidenza affettiva.
Era cambiato molto, aveva fatto moltissima mente locale tra quelle sbarre e quei muri freddi della cella, aiutato dalle medicine e dai ricordi galoppanti delle sue malefatte.
Non si sarebbe perdonato tanto facilmente, ma il perdono della ragazza poteva essere considerato il miglior punto di partenza in assoluto.
Dopo di che avrebbe ripreso in mano la sua responsabilità, tornando in prigione.
Da solo, senza dover essere rincorso.

... Sniff... Senti, adesso non è il momento di chiarire il nostro passato.

Sì, credo tu abbia ragione...

Sai che Bruce, un mio amico, è in pericolo e io DEVO aiutarlo.
Se sai dove può essere adesso, diccelo subito, aiutami a trovarlo!


Di certo non gli avrà fatto ancora alcun male, è troppo preziosa come esca per attirarti nella sua trappola.
Ti aiuterò a liberarlo e a consegnare Odrich alla giustizia, fosse l'ultima cosa che faccio.


Dopo... Dopo parleremo ancora, dopo ti spiegherò tutto, dopo finalmente capiremo che cosa fare per... Per la tua situazione...

Non c'è nulla da fare, Cappie.
Potrai solo decidermi se concedermi il beneficio del dubbio oppure no.
Il mio destino è già scritto, la mia punizione è ancora da scontare.


QUALCHE ORA PRIMA

... Ouch...
... Ohi ohi ohi...
... Che pessimo mal di testa...


Bruce aprì gli occhi dopo diverse ore di sonno indotto da una sostanza piuttosto efficace.
La testa ballava un poco e la vista recuperava focus di attimo in attimo.
Non possedeva la bacchetta e il suo zaino monospalla era ovviamente vuoto.

M***a... Vuoi vedere che alla fine mi sono fatto catturare io come un fesso?
... Ecco che fine fanno quelli intenzionati ad essere eroi per la ragazza che gli piace, uff...
Mh? Oh no no no Ermes Ermes Ermes!


Si mise subito a frugare dentro lo zainetto, non trovando purtroppo l'amichetto elettrico di Caroline Priscilla.

Ci mancava solo questa!
Aveva chiesto di controllarlo e far sì che stesse bene ed io cosa faccio?
Me lo perdo!


Proprio in quel preciso istante, però, da dietro un grosso barile di metallo, sbucò fuori un musetto da pecorella.

Cosa?
Ermes?
ERMES!


Non essendo stato colpito dal gas, Ermes una volta arrivati lì, era uscito svelto dallo zainetto andandosi a nascondere prima che l'Enigmista lo perquisisse.

Grande!
Stai bene, tutto a posto?
Grazie alla Trama e al Mana, ho ancora qualche chance con Cappie!


Come se il fatto di avere ancora Ermes vivo fosse una garanzia per un lasciapassare all'interesse dell'amica di infanzia.

Adesso fammi un attimo capire dove siamo...

Aveva tutta l'aria di essere un grosso magazzino, utilizzato come gabbia di fortuna per Bruce, non avendo previsto la sua cattura.
C'erano appunto dei barili di metallo, vecchi attrezzi, materiale alchemico in disuso e diversi scarti attrezzatura da lavoro magica.
Insomma, quella che si poteva definire senza molti indugi vera e propria immondizia.
La porta era completamente sigillata ed era probabilmente l'ostacolo più grosso da superare, vista la conformazione spessa e resistente.
Ermes fece capire al ragazzo di colore di aver già provato ad investirla con diverse scariche elettriche ma senza risultati efficaci.
Era un po' stanco e provato quel piccoletto, bisognava assolutamente dargli qualcosa da mangiare.

Sono certo che qui in mezzo ci sarà sicuramente del materiale commestibile, basta mettersi a cercare.
Diamo un'occhiata, io vado di là e tu vai di qua.
Mi raccomando, se dovessi sentire qualche rumore sospetto, torna subito dove sto io, chiaro?


Meno male che quell'Ermes era diventato molto più intelligente con la precedente evoluzione, altrimenti sarebbero stati seri guai.
Dopo circa cinque o sei minuti, Bruce trovò dentro un cassetto di un mobilaccio di legno delle pile grandi da torcia di certo consumate.
Poi, avvicinandosi ad un angolo del muro, trovò dei fili elettrici che sporgevano legati tra loro.

... Ci vuole lo strumento adatto!

Portò la mano destra sulla tasca del pantalone, dotata di zip.
Fece su e giù per tre volte, aprendo e chiudendo la tasca.
Una volta abbassata nuovamente la zip dopo la terza volta, inserì le dita nella tasca e da essa ne estrasse un oggetto fino ad allora rimasto occultato.

Immagine

Ermes... Vieni qui, c'è la pappa...

Tagliati quei fili con semplicità, li servì al piccolo animaletto elettrico assieme alle pile.

Non è un gran che, scorrerà pochissimo voltaggio in questa roba, ma meglio di niente.
Anche perché la tua elettricità potrebbe tornarmi molto utile...
... Perché mi guardi in quel modo tanto perplesso? Dovremo pur uscire da qui dentro oppure no?


Tornato in piedi, Bruce iniziò a sorvolare con lo sguardo ogni dettagli di quel magazzino, ogni oggetto presente, ogni porcheria, anche la più consumata.
La mano intanto giocava con il coltellino multiuso e intanto sul volto del ragazzo di colore si formava un sorriso più consapevole e sicuro.
L'Enigmista non poteva immaginare chi fosse la vittima designata come esca per Thea O'Queen.

Le tue scosse hanno potuto fare poco contro quella porta perché è necessaria una bella esplosione, amico mio.
Quindi, vorrà dire che sarà necessario creare un ordigno piuttosto potente, possibilmente in un tempo ristretto, prima che si rifaccia vivo il simpaticone...
... Praticamente un lavoro per MacGyver.




SEI ORE DOPO

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La sua famiglia abitava qui prima che finisse in rovina.
Ho dato un'occhiata alla magione per alcune notti, facendo caso a molte luci che si accendevano qua e là.
Oramai Odrich non ha più familiari, quindi è facile supporre che stia utilizzando il castello come nascondiglio.


Allora io entro.

No, un attimo!
Ci sono trappole magiche sparse qua e là un po' ovunque...
... Non è sicuro passare per la strada principale per arrivare all'ingresso davanti, possibilmente ci sarà qualche...


Vorrà dire che la strada la salterò direttamente.

Ci ho pensato anche io, ma la smaterializzazione è interdetta e anche le scope non funzionano...

Mai detto di usare tutto questo.

Il portoghese, interdetto dall'atteggiamento e dalle parole di Tiger, rimase a fissarlo mentre il ragazzone mulatto faceva diversi passi indietro.
Forse a quel punto Caroline Priscilla avrebbe capito cosa avesse in mente di combinare ma prima che provasse anche solo a metterlo in guardia, la Tigre Nera era già partita.
Corse in avanti, tramutandosi in quel gigantesco felino e, spiccando un poderoso salto, praticamente coprì l'intera distanza che lo separava dal portone.

... Giusto, non ci avevo pensato... E dire che mi sarei potuto avvicinare anche io senza problemi.

Difatti Jorge poteva trasformarsi in una Gazza Ladra, volatile purtroppo non abbastanza forte però da poter trasportare un ermellino, sfortunatamente per la O'Neill.

Io entro e comincio a cercarlo.
Non badate a me.
Pensate a voi.


Dopo essersi assicurato che la maniglia del portone non fosse incantata, Tiger lanciò un "Alohomora" ed entrò senza disturbi, facendo più silenzio possibile.

Avevo già individuato un passaggio sulla zona est del retro, da lì faremo un giro più lungo ma non dovremmo incontrare ostacoli.

Il ragazzo sembrava aver già studiato quasi tutto, meno, chiaramente, l'interno della villa, completamente sconosciuto.
In verità, il passaggio da lui individuato altri non era che una specie di inferriata situata vicino ad un canale di scolo che conduceva presumibilmente ad una zona sotterranea.
Sarebbe bastato recidere il metallo per poter passare, oltre a sopportare l'odore di fogna.

Che porcheria!
Non mi era parso tanto maleodorante quando mi ci ero avvicinato l'altro ieri...
... Puah...


Sembravano essere tornati un po' loro, la temibile coppia di combina guai di Hogwarts.
Un po' come quella fosse un'altra delle loro mirabolanti avventure dove spalla a spalla, vivevano col fiato sospeso fino all'ultimo.
Invece era una questione piuttosto seria perché c'era in gioco la vita di qualcuno e per di più, l'incolumità non solo della madre di Cappie ma anche di altri militari innocenti.
La fogna li condusse ad una scaletta che a sua volta portò ad un tombino presente dentro la magione, più precisamente in quelle che dovevano essere delle vecchie cucine.
Quasi tutta la struttura era in disuso. Probabilmente l'Enigmista si era limitato ad una sistemazione utile al solo fine di escogitare i propri piani.
Infatti l'odore di chiuso era palese così come l'atmosfera umida e malandata.

E vediamo di riunirci anche con quel tuo amico che, per inciso, mi fa un bel po' paura sai?

L'esplorazione del restante perimetro della villa fu pressoché infruttuosa.
Ogni stanza, da quelle da letto a quelle da salotto, non solo era scarna e malandata, ma per di più senza alcun indizio che potesse far presumere una abitazione.
Possibile che Jorge si fosse sbagliato a vedere quelle luci?
Anche lui stessa iniziando ad andare in paranoia, senza considerare che, durante il lungo tratto di ricerca, ancora non si erano ricongiunti con Tiger.
Il mulatto appariva come sparito, con tutto che ad un certo punto loro stessi raggiunsero la parte ipoteticamente corrispondente all'ingresso.
Tutto ciò sembrava sempre più strano.

Non è possibile... Sembra sul serio un posto disabitato... Ma mi rifiuto di crederci!

Ad un certo punto, mentre il portoghese continuava a guardarsi attorno smarrito e spazientito, alla ex Tassorosso venne un lungo e intenso brivido elettrico.
Quello era sicuramente il Fulmine di Tiger che la stava chiamando in una zona precisa, ma perché non chiamarla direttamente lui?
Poteva forse voler dire che fosse impossibilitato a raggiungerla?
Seguendo la traccia elettrica, la bionda investigatrice sarebbe giunta in un salone immenso nel perfetto centro della villa, al piano terra.
Questo salone era pieno zeppo di quadri di ogni tipo, dall'aspetto molto antico, con sotto delle targhette in oro e dei titoli scritti addirittura in latino.
Sul pavimento, lode alla stranezza, vi era disegnato un enorme orologio con numeri romani, fermo come orario alle ore otto, venti minuti e sei secondi.

Immagine

Mi sembra un'altra stanza inutile come le altre, perché ti interessa tanto?

Un altro grande quadro, più grosso degli altri, situato su una parete isolata, presentava il titolo sbiadito.
Che il titolo del quadro fosse la chiave per qualcosa?
Anche perché la traccia elettrica di Tiger veniva proprio da sotto il pavimento, quindi effettivamente la Tigre Nera doveva trovarsi proprio sotto di loro.
Cappie non poteva rivelare quella realtà, ma poteva comunque impegnarsi a capire che mistero ci fosse dietro quell'ennesimo enigma.
Per quanto, un particolare forse le sarebbe saltato all'attenzione in pochi minuti, se avesse aguzzato bene la vista.
C'era solo da sperare che la tensione non le giocasse qualche brutto scherzo.

Se posso aiutarti in qualche modo non hai che da chiedere!

Spoiler:
NOTE:

Nomi dei quadri sparsi per la stanza:

Ignus (Fuoco)
Inandantia (Inondazione)
Iudicium (Giudizio)
Intervigilium (Riposo)
Venus (Amore)
Viator (Messaggero)
Vigil (Guardia)
Vividarium (Giardino)
Inaudax (Codardia)
Xystus (Viale alberato)
Xerampelinae (Abito rosso)
Xiphias (Pesce spada)

L'orologio, che presenta numerazione romana, ha l'insolito errore che il numero 4 non è scritto IV ma IIII.

Caroline Priscilla potrà notare questo errore facendo una prova di Elaborazione e Perspicacia:

Risultato finale tra 48 e 55 ---> L'errore viene notato dopo 15 minuti.
Risultato finale tra 56 e 61 ---> L'errore viene notato dopo 10 minuti.
Risultato oltre 62 ---> L'errore viene notato dopo 5 minuti.

Successivamente alla individuazione dell'errore, Caroline Priscilla dovrà effettuare altre TRE prove sia di Elaborazione che Perspicacia:

Risultato finale tra 144 e 165 ---> L'enigma viene risolto dopo tre ore.
Risultato finale tra 166 e 190 ---> L'enigma viene risolto dopo due ore e mezza.
Risultato finale tra 191 e 210 ---> L'enigma viene risolto dopo due ore.
Risultato finale tra 211 e 233 ---> L'enigma viene risolto dopo un'ora e mezza.
Risultato finale tra 234 e 255 ---> L'enigma viene risolto dopo un'ora.
Risultato oltre 256 ---> L'enigma viene risolto dopo mezz'ora.

Una volta trovata la soluzione e, quindi, il nome del quadro, Cappie otterrà un risultato visibile dopo aver detto ad alta voce il titolo davanti ad esso.
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Messaggioda Caroline Priscilla » 11/07/2019, 20:56

Sapeva che prima o poi tutti i nodi sarebbero venuti al pettine. Che la verità, alla fine, sarebbe venuta fuori, in un modo o nell'altro, portandola a non mantenere più quel segreto che Victoria aveva tanto insistito affinché fosse messo a tacere. Si era sentita da sempre responsabile per quanto accaduto al suo migliore amico e ne aveva sofferto. Sia perché quel senso di responsabilità pareva non essere condiviso da nessuna delle persone a lei care, sia perché pur tentando di scacciarlo via, era risultato difficile, non senza perdere una parte molto importante di sé. Aveva terminato col cercare di non pensare, non guardare, non sfiorare nemmeno una singola volta qualunque cosa potesse ricordarle Jorge e la loro fraterna amicizia. Lo aveva messo da parte, come si poteva mettere da parte un oggetto vecchio che ci ricordava qualcosa di brutto, e lo aveva accantonato, proseguendo con la propria vita come se nulla fosse.
Ma il passato tornava sempre e questo Cappie lo sapeva perfettamente, ci credeva, era convinta che non l'avrebbe passata liscia. Jorge era lì, di fronte a lei, a chiederle scuse per tutto il male che aveva fatto, a spiegarle come stessero realmente le cose. Era sotto effetto di Veritaserum, non era difficile credergli, anche se la sua storia a tratti risultava essere incredibile. Ma in fondo, era poi così incredibile, considerando quello che lei aveva vissuto? Viaggiare nel tempo, QUELLO era folle; fare un patto con un vampiro millenario, anche quello UNA FOLLIA; ciò che il portoghese le aveva raccontato, in fondo, poteva essere più che plausibile, specie vedendo in che modo si stesse comportando ora Jorge con lei. Ovvero, come l'amico che era sempre stato, il fratello che l'aveva sostenuta nel suo lungo e difficile percorso di crescita, qualcuno insomma su cui sapeva di poter contare. E quando si rese conto che forse l'essere finito in prigione era dovuto a ciò che lei e Victoria avevano fatto per cambiare il passato, fu lì che Cappie andò in pezzi, non riuscendo più a trattenere quel grosso segreto dentro di sé, facendolo venire fuori fra le lacrime, le scuse ed i singhiozzi.

I-io ti ho f-fatto qualcosa di veramente brutto Jorge e tu non puoi s-saperlo, non lo puoi neanche lontanamente i-immaginare, perché è come se non fosse mai a-accaduto!
Mi dispiace, saresti potuto diventare una persona m-migliore, saresti potuto essere un ragazzo libero e con la fedina penale pulita mentre invece... I-invece sei finito in questo casino e non lo so se in te c'è ancora qualcosa di b-buono o se stai fingendo, ma so che a prescindere se non avessi cambiato i-il passato, tutto questo non sarebbe m-mai successo...


Cambiato il passato?
Ma si può sapere cosa c***o stai farneticando?
Non riesco a seguirti...


Certo che non poteva. Cappie era partita ormai, persa in quel labirinto di ragionamenti e spiegazioni che le impedivano di fare un discorso completamente logico, logico per il prossimo almeno, seguendo invece il raziocinio caotico nella mente dell'irlandese. Non rispose alla domanda di Jorge, perché farlo avrebbe significato calmarsi ed esporre i fatti in maniera lucida, mentre lei invece si sentiva una pila impazzita. La sua mente la portò a pensare alle parole di Melia, di Victoria, di Kelly, insomma tutte coloro che in un modo o nell'altro avevano contribuito ad affossare il portoghese, ognuna in modo diverso.

Non so più chi tu sia, non lo so!
Victoria, Melia Herbert, Kelly, tutte loro ti hanno sempre d-dipinto come un mostro dopo q-quello che è s-successo!
Sì, persino la Herbert, che tanto adoravi, mi ha detto che e-eri una persona dedita all'inganno e a-alla manipolazione del prossimo e non so ora a cosa credere, non so se ha detto la verità o se si sbagliava.


Melia ha sempre esercitato uno strano fascino su di me, non che sia una scusante valida, naturalmente...
... Non so cosa dire, se non che l'attitudine all'inganno e alla manipolazione chissà quanto mai potranno essere vive e presenti nei comportamenti di un ragazzino?
Non sono mica l'erede di Tom Riddle, porca miseria!


Era così chiaro, così logico, talmente logico che la O'Neill si chiese come aveva fatto a non pensarci lei stessa? Ovvio, era in balia dei propri sentimenti quando andò a parlare con la Herbert, chiedendole di aiutarla a capire qualcosa in più del suo migliore amico. E Melia non si era fatta problemi a confondere le idee, a parlare in fondo di un ragazzino piccolo, che per quanto dedito a fare cazzate, non poteva certo essere preso come un genio del male o un criminale. Adesso era lei quella che si sentiva una vera e propria stupida per aver creduto ciecamente alle parole della ex-Serpeverde. E di sicuro né Kelly né Vicky l'avevano aiutata a vedere le cose da una prospettiva diversa, la prima perché non ammetteva scusanti di fronte ad uno stupro, la seconda, be'... La sua incapacità di ammettere attenuanti, anche se si trattava di una persona amata, quella era risaputa dalla Ignis.

... Kelly mi conosce quanto io conosco lei e credo che questo basti da sé a non poter considerare molto valido il suo giudizio.
Su Victoria, beh, posso difendermi poco, lei ha avuto sicuramente ragione a giudicarmi, ma è pur vero che è sempre stata anche troppo spigolosa e ferma sulle proprie considerazioni...
... Alle volte mi viene da pensare che se mi avesse dato un'altra chance, una volta usciti fuori di lì, forse non l'avrei sprecata, ma ormai sono solo supposizioni.


Mi dispiace Jorge... Mi dispiace fratellino...

Non ebbe molto da obiettare. Non disse nulla, se non quel "mi dispiace" seguito da un istintivo "fratellino" che suonò quasi nostalgico sulle labbra. Era sempre rimasto tale? Gli aveva sempre voluto bene, in fondo, nonostante tutto? Sì, conoscendosi, era possibile che una parte di lei non avesse mai smesso di sentirsi legata in quel modo al portoghese, nonostante quello che aveva combinato. E se aveva fatto male in passato, quando lo credeva totalmente colpevole, adesso che conosceva la verità sentiva che il dolore si acuiva, perché lei era stata totalmente incapace di aiutarlo quando più ne aveva avuto bisogno.

Smetti di piangere per favore...
... Che poi mi viene voglia di abbracciarti e so bene di non potermi permettere un lusso simile.


Non gli diede nemmeno il tempo di concludere la frase, che fu lei la prima a compiere quei passi che li separavano per abbracciarlo, no anzi, stritolarlo in una morsa dalla quale sarebbe stato davvero difficile liberarsi. Ma ipotizzava che Alvares non si sarebbe affatto divincolato, anzi si aspettava che quell'abbraccio fosse totalmente ricambiato, anche se in cuor suo Cappie sapeva di non meritarselo.

Allora il lusso me lo prendo io, perché so che dopo, quando ti racconterò tutta la verità, sarò io a non potermi più prendere una libertà simile...

Di nuovo criptica, di nuovo parlava di qualcosa che aveva fatto di davvero grave, ma non poteva parlarne in quel momento. Un'altra persona a lei cara si trovava in pericolo e doveva pensare a salvarla, prima ancora di avere un confronto con l'ex-Delfino. Per fortuna Jorge sapeva perfettamente dove fosse il "quartier generale" dell'assassino che stavano cercando. E grazie all'aiuto di Tiger avrebbero presto liberato Bruce da quel maledetto bastardo che lo teneva prigioniero. Dopo e solamente alla fine di tutto avrebbero pensato al portoghese, a come aiutarlo con i suoi guai con la giustizia. Anche se lui sembrava già rassegnato a ciò che gli sarebbe spettato una volta aiutata Cappie a catturare il suo persecutore.

Non c'è nulla da fare, Cappie.
Potrai solo decidermi se concedermi il beneficio del dubbio oppure no.
Il mio destino è già scritto, la mia punizione è ancora da scontare.


Si morse le labbra Cappie, preferendo non dire nulla. Perché lei qualche idea già ce l'aveva in mente, ma preferì non parlare, rimandando le chiacchiere dopo che Bruce fosse tornato da loro sano e salvo.

[Qualche ora dopo]


C***o...
Ha proprio un villone il figlio di p*****a!


Erano di fronte ad una magione diroccata, apparentemente in disuso. I segni di rovina si notavano ovunque, dal giardino poco curato, ai muri fatiscenti, ai rampicanti che avevano fatto di quella struttura di antichi mattoni la propria dimora. La O'Neill alzò lo sguardo sul luogo doveva doveva trovarsi Odrich. Aveva una gran voglia di friggergli le p***e, ma doveva mantenere i propri istinti sedati, per non rischiare di combinare qualcosa che poteva mettere in pericolo la vita del MacGyver. Tiger era riuscita a confortarla con il suo discorso di prima ed ora lei aveva fiducia che l'amico fosse ancora vivo e avrebbe saputo come cavarsela. Forse Ermes era con lui e sperava tanto che i due riuscissero a comunicare per darsi una mano a vicenda. Nel frattempo lei, Alvares ed il Black avrebbero cercato di entrare all'interno della villa, sperando di sorprendere il nemico e di costringerlo alla resa.

La sua famiglia abitava qui prima che finisse in rovina.
Ho dato un'occhiata alla magione per alcune notti, facendo caso a molte luci che si accendevano qua e là.
Oramai Odrich non ha più familiari, quindi è facile supporre che stia utilizzando il castello come nascondiglio.


Allora io entro.

No, un attimo!
Ci sono trappole magiche sparse qua e là un po' ovunque...
... Non è sicuro passare per la strada principale per arrivare all'ingresso davanti, possibilmente ci sarà qualche...


Vorrà dire che la strada la salterò direttamente.

Ci ho pensato anche io, ma la smaterializzazione è interdetta e anche le scope non funzionano...

Mai detto di usare tutto questo.

Intuendo cosa stesse per fare Tiger, Cappie pose un braccio di fronte a Jorge, tirandolo indietro sia per impedirgli di mettersi in mezzo fra il ragazzone mulatto e la strada, sia per permettere all'Ignis di avere maggior campo libero per spiccare il salto. Sì, perché Tiger era meravigliosamente selvaggio e possedeva una forza fisica davvero oltre l'inimmaginabile. Sotto gli occhi rapiti di lei e stupiti dell'amico, il Black prese la rincorsa, cambiando forma proprio un attimo prima di spiccare il balzo. In versione tigre nera, egli arrivò proprio sotto il portone di ingresso, eludendo qualunque trappola magica Odrich avesse architettato per tenersi al sicuro.

... Giusto, non ci avevo pensato... E dire che mi sarei potuto avvicinare anche io senza problemi.

A volte l'istinto è il miglior senso che possiamo avere...

E Tiger ne aveva in abbondanza. Dopo essere entrato all'interno della magione, all'irlandese e al portoghese non rimase che trovare una strada alternativa per intrufolarsi anche loro all'interno. Per fortuna, durante i suoi giri di ricognizione, Jorge aveva individuato una via d'accesso secondaria, un po' più lunga a dire il vero rispetto che entrare dall'ingresso, ma ugualmente efficace. Stringendo in mano la propria bacchetta, con gli amuleti e gli anelli al loro posto, la O'Neill seguì l'ex-Delfinazzuro, avventurandosi lungo il perimetro che circondava la casa, fino ad arrivare una grata di ferro dalla quale proveniva un odore davvero poco rassicurante.

Immagino che questa sia una sorta di fogna... Bleah...

Che porcheria!
Non mi era parso tanto maleodorante quando mi ci ero avvicinato l'altro ieri...
... Puah...


Forse il nostro uomo ha la stessa attività intestinale di un drago, chi lo sa...

Cercava di fare dell'ironia, com'era sempre solita fare in certi momenti, per scacciare via la tensione del momento. Dopo aver aperto una breccia, i due entrarono all'interno del cunicolo, facendo luce con le bacchette. L'odore era davvero insopportabile, ma se si cercava di respirare con la bocca non risultava essere così difficile da mandare giù. Inoltre non dovettero stare per troppo tempo all'interno di quei cunicoli, perché presto il tragitto li portò sotto una botola che spuntava all'interno di una vecchia cucina disabitata, una zona della casa non frequentata da Odrich.

Okay siamo dentro... Ora cerchiamo di ritrovarci con Tiger.

E vediamo di riunirci anche con quel tuo amico che, per inciso, mi fa un bel po' paura sai?

Di sicuro è meglio non farlo incazzare, ma sento che in fondo lui è buono come un pezzo di pane...
Altrimenti Bruce non gli sarebbe stato amico.


Lo aveva visto fare a pezzi dei vampiri che volevano attaccarlo, allora come faceva a credere che fosse innocuo? Non lo credeva, infatti, era convinta che se istigato il Black diventasse un pericolo difficile da evitare. Ma aveva visto qualcosa in lui, una sorta di bontà di cuore, di purezza, che l'attraeva davvero parecchio. Cercò di scacciare quelle sensazioni, perché con esse venne inevitabilmente una voglia matta di andare a letto con lui che non era affatto logico nella situazione in cui si trovavano. Era frustrante sentire quella voglia proseguire ad attanagliarla ed iniziava anche a stufarsi la Ignis: possibile che gli effetti del gas non fossero ancora svaniti? Se solo non stesse vivendo tutte quelle vicissitudini, Cappie forse si sarebbe accorta di un particolare molto importante: ovvero che la voglia di sesso, invece che diminuire, aumentava sempre di più...

Non è possibile... Sembra sul serio un posto disabitato... Ma mi rifiuto di crederci!

Avevano perlustrato inutilmente tutte le stanze della magione, cercando Tiger o qualche segno che facesse comprendere loro fosse passato di lì Odrich. Ogni stanza però appariva fredda e in disuso da parecchio tempo, generando frustrazione non solo nell'irlandese, ma anche in Jorge, che ormai iniziava a spazientirsi. Poi, alla sua ennesima imprecazione, Cappie ricevette un segnale, una scossa che riconobbe provenire proprio dallo stesso Tiger. La stava chiamando, poteva percepirlo, ma non a voce alta, bensì con l'elemento. Forse era bloccato da qualche parte? O magari aveva trovato Odrich e non poteva farsi scoprire? Cappie iniziò a camminare, facendo cenno a Jorge di seguirla, senza però rispondere apertamente alle sue domande.

Seguo il mio istinto.

Gli disse solamente, per giustificare la sua improvvisa fretta di raggiungere quello che poi si rivelò essere un salotto molto antico, con quadri appesi alle pareti, libri scritti in latino e un orologio gigante disegnato sul pavimento. Cappie salì sulla balaustra della stanza, cercando di darsi una panoramica del posto. I quadri avevano tutti dei titoli in latino, l'orologio segnava un'ora ben precisa e fra tutti i dipinti, spiccava al piano terra, di dimensioni maggiori, un quadro il cui titolo era completamente sbiadito ed illeggibile.

Mi sembra un'altra stanza inutile come le altre, perché ti interessa tanto?

Non è come tutte le altre.
Questo quadro ad esempio, è l'unico senza titolo, come se fosse sbiadito, eppure mi sembra che sia vecchio tanto quanto gli altri.
E poi l'orologio dipinto a terra è un elemento di decoro davvero troppo strano per non pensare che serva a qualcosa, non credi?
Inoltre mi è parso di sentire qualcosa dall'altra parte del muro...


Non poteva spiegargli che sentiva la presenza dell'elemento di Tiger al di là del dipinto, poteva solo dargli spiegazioni generiche e sommarie. Aveva dato una letta veloce ai quadri all'interno della stanza, leggendone alcuni nomi piuttosto ridondanti. Non conosceva affatto il latino e sperava che per risolvere quel mistero non servisse capirlo, perché in quel caso erano belli che fottuti.

Se posso aiutarti in qualche modo non hai che da chiedere!

Sì, osserva bene questo dipinto e poi aguzza la vista con gli altri. Ti sembra che ce ne siano alcuni che ritraggano le stesse cose presenti in questo?

L'aiuto di Jorge non solo le avrebbe permesso di sbrigarsi, ma in più una mente non pervasa da immagini sessuali era molto meglio di una che riusciva a lavorare solo a metà. Cappie iniziava ad avere delle difficoltà davvero incredibili nel riuscire a mantenere alta la concentrazione. Durante il tragitto nella fogna, si era concentrata sulla puzza, che di sicuro non alimentava la voglia di sesso; mentre cercavano Tiger, osservava minuziosamente ogni stanza, cercando di cogliere ogni particolare; adesso doveva riflettere e risolvere un'enigma, ma non era facile considerando quali brutti scherzi le giocasse di tanto in tanto la sua mente.

Niente eh?
Uhm... Fammi dare un'occhiata a quell'orologio.


Salì di nuovo le scale, posizionandosi proprio sopra l'orologio: segnava le ore otto, venti minuti e trenta secondi esatti. Per indicare l'orario, venivano usati i numeri romani, anche se c'era qualcosa che secondo Cappie proprio non quadrava. Ricordava alla lontana qualche lezione di Aritmanzia: in una delle prime si studiò un po' tutti i numeri usati nell'antichità, fra questi i romani. Avevano un sistema davvero particolare gli antichi latini per indicare i numeri e andando a ripescare con la memoria tali modi, la O'Neill si rese conto che...

Il numero quattro è scritto sbagliato!

Fece accorrere anche il portoghese a guardare, per essere sicura che non stesse dicendo una cavolata. Ma quando anche Jorge le confermò il suo stesso sospetto, la O'Neill prese mentalmente nota dell'orario indicato e del fatto che l'unico numero scritto male fosse proprio il quattro. Ma perché proprio quello?

Ci devo ragionare.
Riesci a rimediare da qualche parte carta e penna?
Oppure qualunque cosa con cui scrivere, devo chiederti un favore.


Anche l'attizzatoio sporco di fuliggine andava benissimo. Tanto quella casa era disabitata no? Non appena quindi Jorge avesse trovato un qualunque mezzo per scrivere, Cappie gli chiese di segnare su una parte di muro -o su un pezzo di carta- i titoli di tutti i quadri. Non era importante l'ordine, bastava che ci fossero tutti, perché la Ignis aveva intuito che c'era un collegamento fra l'ora segnata sull'orologio, i quadri ed il dipinto grande nel bel mezzo. Nel frattempo, mentre il portoghese lavorava per lei, la ragazza cercava di contrastare gli effetti del gas, provando più e più volte a scacciare i pensieri non pertinenti quell'indovinello. Questo si tradusse in una maggiore difficoltà nel riuscire a risolvere in fretta l'enigma, con il tempo che passava e passava.

Ci sono tutti? Bene.
Quanti di questi titoli sono composti da quattro, otto e sei lettere?


Uno era composto da otto, uno da sei, ma nessuno da quattro. Non era quindi quella la strada giusta da intraprendere. Impaziente, Cappie sbuffò, provando ancora a riflettere, ma non era affatto semplice. Più lei perdeva tempo, più rischiava di mettere nei guai loro due, Tiger e lo stesso Bruce. Di tanto in tanto si concentrava solo per sentire ancora il Fulmine del Black, rassicurandosi che stesse bene. Era illogico preoccuparsi per lui, visto quello di cui era capace, ma Cappie non voleva dare per scontato assolutamente nulla. Anche se c'era per forza di cose un indizio che le stava sfuggendo di mano.

C***o!
Non riesco proprio a capire quale sia!


Stava iniziando a spazientirsi, era anche ovvio! Fra una cosa e l'altra, era già passata un'ora da quando aveva cominciato a pensare. La testa le fumava, ma non voleva arrendersi, salendo di nuovo le scale per osservare un'altra volta quel numero quattro. Doveva esserci un motivo per cui era stato scritto così, non poteva essere un semplice errore. Sapeva che il quattro, in latino, veniva scritto con una "I" davanti ad una "V", mentre lì c'erano quattro "I".

Certo che i romani sono davvero assurdi, usare delle lettere per indicare i numeri...

Quel pensiero, avvenuto dopo circa un altro quarto d'ora, le illuminò gli occhi. Scese di corsa le scale, andando verso la lista di nomi scritta da Alvares e confrontando la soluzione che aveva trovato con quello che c'era scritto.

Jorge, quante parole fra queste hanno quattro "I"?

Solo una, INTERVIGILIUM.

In quante invece c'è una "V" e una "I"?

VIATOR. Sentiva l'adrenalina salire sempre di più.

E in quante una "V" e tre "I"?

VIVIDARIUM. Vividarium, Intervigilium, Viator. Otto ore, venti minuti e trenta secondi. Andò emozionata verso il quadro, sperando di aver intuito la soluzione giusta. Con la bacchetta in mano, Cappie provò a scrivere sul luogo dove doveva esserci il titolo il primo nome che indicava il numero otto. Pareva che la magia non funzionasse, perché le lettere non presero alcuna forma, ma questo non scoraggiò la Ignis, che pensò ad un sistema alternativo. Tutti quegli anni ad Hogwarts le avevano fatto capire che spesso per passare da un quadro bisognava pronunciare una parola d'ordine. Forse anche lì il meccanismo era simile. Pronunciò allora ad alta voce "Vividarium", vedendo le lettere apparire per magia. Ovviamente questo non bastò ad aprire alcun passaggio segreto, ma almeno le fece intuire quale fosse il meccanismo da usare.

L'orologio non indica il quattro scritto in quel modo a caso.
Gli antichi romani scrivevano i numeri usando le lettere e tutti i titoli che abbiamo visto contengono almeno una I e/o una V.
Contando quindi le lettere presenti nei numeri...


Si trova il titolo adatto. Non concluse la spiegazione, perché Alvares era abbastanza intelligente da arrivarci da solo, ma si posizionò di nuovo davanti al quadro, pronunciando ad alta voce "Intervigilium" e poi "Viator". Se quella fosse stata la soluzione corretta, quindi la O'Neill -prima di raggiungere Tiger- avrebbe cancellato ogni loro traccia da lì, eventuali scritte sui muri ad esempio. Con la bacchetta in mano, avrebbe proseguito insieme al portoghese quel cammino, sperando di ricongiungersi presto sia al Black che al McGyver.
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Messaggioda Tiger » 19/07/2019, 19:00

Smetti di piangere per favore...
... Che poi mi viene voglia di abbracciarti e so bene di non potermi permettere un lusso simile.


Allora il lusso me lo prendo io, perché so che dopo, quando ti racconterò tutta la verità, sarò io a non potermi più prendere una libertà simile...

Con quella frase criptica, Cappie fece esattamente ciò che desiderava da una specie di eternità.
Il suo rapporto con il portoghese era precipitato in un limbo fatto di sensi di colpa, risentimento, paranoie e quant'altro.
Poteva davvero essere che la spiegazione fosse così facile? Che il motivo derivasse tutto quanto da quel maledetto viaggio all'Ottavo Piano di Hogwarts?
Uno strano scherzo del destino: da dove tutto era iniziato, poteva anche concludersi.
In un certo senso, messa giù così la questione assumeva una veridicità ancora maggiore.
Sopratutto quando una delle due persone era a conoscenza del concetto unico ed inimitabile del Conflux, dell'Equilibrio.

Quando sarà, allora, mettimi alla prova...

Sapeva che niente e nessuno lo avrebbe spinto a rifiutarsi in un abbraccio futuro con la O'Neill, per quanto lei fosse convinta del contrario.
Era pronto a perdonarle praticamente tutto, proprio perché lei alla fine aveva sempre perdonato lui, in fin dei conti, come in quel preciso istante.
I loro corpi rimasero ancorati per diversi secondi, ma il dovere chiamava e bisognava sbrigarsi prima che Bruce fosse ancora più in pericolo.
La super villa dell'Enigmista trasudava mistero e preoccupazione, aggettivi con i quali ormai Caroline Priscilla conviveva da anni.
Così giovane ed anche così pronta a quelle evenienze, forgiata da problemi su problemi, emergenze, guai e sopratutto una buona dose di amara sfortuna.
Ma adesso non era affatto sola, non doveva fare tutto per conto proprio, tenendo il peso delle responsabilità unicamente sulle proprie spalle.

Immagino che questa sia una sorta di fogna... Bleah...

Che porcheria!
Non mi era parso tanto maleodorante quando mi ci ero avvicinato l'altro ieri...
... Puah...


Forse il nostro uomo ha la stessa attività intestinale di un drago, chi lo sa...

Basta che non si trasformi in un Mezzo... Drago... Di quelli ne abbiamo avuto abbastanza!

Citazioni di tempi andati e periodi tutto sommato fantastici, misti di adrenalina e follia ma anche di amicizia fraterna e collaborazione.
La fissò per qualche momento, la osservò com'era cresciuta e com'era si era fatta forte. Non se n'era mai accorto fino a quel momento.
Quella biondina tutta pepe era talmente tanto eccezionale da far sognare chiunque di tenerla tutta per sé.
Jorge era immunizzato da certi pensieri, avendo trascorso anni come amico del cuore, ma non faceva fatica a credere che ella avesse la fila dietro la porta.
Camminavano lungo la fognatura, cercando di non pensare a quell'odore nauseante e provando ad individuare il punto di accesso all'abitazione.
Momento ottimo per fare un minimo di conversazione di circostanza.

Allora... Ti sei più fidanzata con qualcuno?

Teoricamente lui era andato in prigione prima che lei si mollasse col giocatore di Quidditch professionista, ma allora perché... ?

Allo spaccio di tanto in tanto capitavano riviste di ogni genere.
Per vincere la noia bisogna accontentarsi e leggere qualsiasi cosa passa per quegli scaffali.
Non ti starò a chiedere i dettagli, anche perché non ne abbiamo il tempo, ma non ho dimenticato l'articolo dove Axell diceva che lui ed "Iris West" erano ormai solo grandi amici...


Nemmeno il Cartwright si era esposto troppo nelle chiacchiere, a differenza del solito, difatti la stampa spesso e volentieri con lui ci andava a nozze.
Evidentemente in quell'ambito aveva voluto proteggere la privacy della ex fidanzata ed amata, nonché il suo malessere per la conclusione della relazione.
Un malessere di sicuro ben più che condiviso dalla O'Neill, la quale pareva proprio non essere ancora riuscita a rimediare un valido sostituto.

... Davvero?
Nessuno di interessante o...
Nessuno interessante come Axell?


Domanda lecita la sua, avendo vissuto in parte il lungo percorso amoroso della irlandese e avendo sentito in più di una occasione commenti positivi sul Cartwright.
Axell l'aveva svezzata un po' in tutto, ma proprio tutto, facendole dimenticare velocemente l'ombra della sua prima relazione, quel cog***ne della Cyprus.
Ma seppur un tempo, guardando Cappie negli occhi, avrebbe detto che non fosse ancora pronta per andare avanti, adesso invece era di tutt'altro avviso.

Dovresti seriamente decidere di guardarti attorno.
Questi due ad esempio? Il tipo di prima e quello che stiamo andando a salvare.
Non ti ispirano niente?


Continuava a costeggiare la zona pavimentata della fognatura e per fortuna la luce del fondo che dava sull'esterno ancora era abbastanza forte da far vedere qualcosa.
Superarono alcuni punti sospetti con delle sbarre, ma nessun reale ingresso, soltanto altre diramazioni verso il sistema di riciclo dell'acqua cittadino.
Arrivati infine sotto una grossa botola di legno neanche tropo ammuffito, potevano dirsi giunti alla tanto agognata meta, dopo sei minuti di respiro trattenuto.

... Non ho partecipato ad una evasione aumentando la mia pena per andare in aiuto di un'amica che resterà zitella, intesi?

L'ultima battuta con un mezzo sorriso ironico, prima di salire le scalette metalliche e raggiungere la zona cucina e ripostiglio.
La casa sembrava davvero disabitata ma se Tiger non si notava più nei paraggi, doveva per forza non essere così.
I due lo cercarono in lungo e in largo, con Jorge di sicuro più in difficoltà, mentre Cappie fu avvantaggiata dal proprio Elemento.
Un guizzo più forte le fece intendere che la Tigre Nera si trovasse sotto terra, in un punto non facilmente preciso della zona salone.
Sfruttando la semplice scusa dell'utilizzare il proprio istinto, la Thea O'Queen arrivò lì dentro iniziando ad analizzare tutto nel dettaglio.
Apparentemente sembrava nella norma, ma quella stanza celava ben più di quanto intendesse mostrare.

Non è come tutte le altre.
Questo quadro ad esempio, è l'unico senza titolo, come se fosse sbiadito, eppure mi sembra che sia vecchio tanto quanto gli altri.


... Hai ragione, e poi la targa non presenta segni di manomissione, quindi difficile che il titolo sia stato grattato via o qualcosa del genere...

E poi l'orologio dipinto a terra è un elemento di decoro davvero troppo strano per non pensare che serva a qualcosa, non credi?

Dipende dal tipo di casa, in quella di mia zia Fátima sarebbe quasi normale... Ma considerando le altre camere di questa villa, hai decisamente ragione.

Inoltre mi è parso di sentire qualcosa dall'altra parte del muro...

Il portoghese si avvicinò alla zona indicata dalla ragazza, mettendo vicino l'orecchio per provare a sentire qualcosa, ma con ben pochi risultati.
Non stette a chiedersi come mai lei fosse stata più fortunata di lui, alla fine poteva pure essere tutta una impressione.
La sicurezza però stava nel fatto che quell'orologio servisse a qualcosa e quella marea di quadri nascondessero per bene un grosso segreto.

Il numero quattro è scritto sbagliato!

... Giusto!
Il numero romano che corrisponde al quattro è una stanghetta prima di un "V", mentre qui ci sono quattro stanghette!


Ci devo ragionare.
Riesci a rimediare da qualche parte carta e penna?
Oppure qualunque cosa con cui scrivere, devo chiederti un favore.


Devo aver visto qualcosa di simile nello scrittoio della stanza dove siamo passati prima...

Da quel momento in poi, di decine di minuti ne trascorsero parecchie.
Jorge faceva su e giù elencando i nomi dei quadri, provando ad aiutare in ogni maniera possibile l'amica, ma non era un indovinello così semplice.
Il grande quadro non presentava elementi comuni con gli altri se non in piccolissimi rimandi non così tanto importanti.
Purtroppo la mente del portoghese era una mente scientifica e non logica, motivo per cui il compito di farcela spettava quasi completamente alla O'Neill.
Oltrepassata circa un'ora però, la MagiInvestigatrice parve raggiungere un qualche tipo di illuminazione enigmistica.
Quel famoso numero scritto malamente in romano altri non era se non la chiave di volta di tutto il rebus.

L'orologio non indica il quattro scritto in quel modo a caso.
Gli antichi romani scrivevano i numeri usando le lettere e tutti i titoli che abbiamo visto contengono almeno una I e/o una V.
Contando quindi le lettere presenti nei numeri...


Vividarium Intervigilium Viator.

Le pronunciarono praticamente all'unisono e quando le loro voci si spensero, il titolo apparve scritto perfettamente sulla targa sotto il quadro gigante.
Le lancette dell'orologio presero a vorticare velocemente in modo sconnesso fino a quando non si allinearono una sull'altra sul numero 12.
A quel punto, lo stesso orologio scomparve per magia, lasciando al suo posto un passaggio sotterraneo dotato di una scalinata in pietra levigata.

... Il rumore che sentivi prima non veniva da una parete, ma dal pavimento...

Non restava altro che addentrarsi pure lì sotto, sperando di trovare il Black ancora in buone condizioni.

Immagine

... No, ok, ritiro tutto, credo tu ti sia sognata il rumore, ma ugualmente penso che siamo sulla strada giusta...

Cappie non aveva sognato un bel niente, anzi, il guizzo elettrico che ogni tanto le sprizzava nello spirito proveniva proprio dal fondo di quel tunnel.
Tiger aspettava di essere tirato fuori da più di un'ora ormai, ma considerando che ancora inviava segnali elettrici, se non altro doveva essere comunque vivo.
La camminata dei due durò circa un minuto, al termine del quale, si ritrovarono dentro un'altra grossa sala dallo stile a metà tra il moderno e l'antico.
Di certo apparteneva ad un'epoca passata e poi era stata tramutata in qualcosa di più in linea coi tempi del 2100, lasciando sempre quella bella traccia di lugubre.
C'erano due grosse statue al centro della camera, che si sfioravano, poi delle scalinate a destra e sinistra.
In particolare, quella di sinistra, conduceva fino ad una cella di solido metallo chiusa da una parete trasparente ma decisamente spessa e resistente.

Immagine

Ce l'hai fatta.

Non fu un rimprovero, quello di Tiger, bensì una constatazione positiva semplice.
Il mulatto era seduto sul pavimento con le mani giunte in attesa che la ragazza arrivasse, avendo sentito il suo Fulmine sempre nei dintorni.
Si alzò in piedi, avvicinandosi al vetro ma senza sfiorarlo, indicando anche alla giovane Ignis di emulare il suo comportamento.

Toccare il vetro attiva una specie di trappola magica simile ad un Crucio.
Appena entrato nella villa un meccanismo di difesa ha aperto un varco nel pavimento e sono caduto direttamente qui.
Puoi trovare il modo di farmi uscire?


Nessuna presunzione, nessun fastidio, nessuna fretta.
Tiger si rivolse alla O'Neill esattamente come una specie di animale in gabbia, in cerca di libertà.
La fissò dritto negli occhi per alcuni istanti, poco prima che un'altra voce imperversasse nella stanza, echeggiando per ogni angolo e lato.

Richiesta più che azzeccata, visto che soltanto lei può permetterti di uscire, omaccione.

Dove c***o sei?!

Mi ricordo bene di te, Alvares, o sarebbe meglio dire il guastafeste che ha intralciato la mia vendetta fin dall'inizio...

Bel vigliacco a non farti vedere!

Sia mai che venga preso per un fifone...
... Venite al centro della stanza e non avrò problemi a mostrarvi dove sia.


Poteva tranquillamente essere l'ennesima trappola, ma avevano forse qualche altra scelta?
Il centro della stanza altri non era se non la zona praticamente in mezzo alle due statue.
Poco prima però che entrambi facessero l'ultimo passo, un'altra barriera vietò l'accesso, impedendo loro di proseguire.

Che succede? Hai cambiato idea?!

In verità, devi sapere che tu non eri minimamente contemplato.
Doveva essere un faccia a faccia con la mia carissima amica Thea O'Queen.
Quindi purtroppo soltanto lei potrà arrivare al pieno centro della camera.
Tu resterai fuori.
Ma non cercare di allontanarti oppure credimi, la fine che le farò fare sarà atroce.
... Andiamo mia cara, accomodati, non aver pau-... Ah no, non penso proprio di poter dire questa frase.


Il pazzo aveva sfidato infine Cappie ad andare sola e senza darle altra chance o via d'uscita.
Nel caso in cui Jorge si fosse mosso, lei sarebbe probabilmente stata torturata se non peggio.
Nel caso in cui lei non si fosse mossa, probabilmente sarebbe accaduto qualcosa di analogo a Tiger.
Non poteva esimersi dall'entrare nel cerchio al centro tra le due statue e permettere così ad Odrich di ristabilire la barriera e bloccarla lì dentro.
Qualora avesse provato ad estrarre la bacchetta per fare qualcosa, si sarebbe accorta che nessuna magia funzionasse.
Evidentemente quello era un campo anti magia bello e buono, per di più parecchio sofisticato.

Il campo anti magia che ti circonda altri non è che un vecchissimo sistema della mia famiglia modernizzato e migliorato.
Queste erano le segrete dove i miei avi chiudevano la servitù indisciplinata ed irriverente, oppure gli Elfi Domestici poco attenti al loro dovere.
Pensavo di farti soffrire lentamente, ma quando il tuo amico è precipitato qui dentro, non ho resistito all'idea di coinvolgere anche lui nella mia vendetta.


Avevi detto che ti saresti fatto vedere!

Giusto, giusto, un po' di pazienza mio caro amico di prigione...
... Adesso vi accontento.


La parete frontale rispetto a Cappie, che sembrava essere fatta di solida roccia, si trasfigurò davanti ai suoi occhi.
Divenne uno spazio aperto, che dava su un altro piccolo tunnel, probabilmente diretto ad una saletta da dove l'Enigmista aveva architettato tutto.
Da quello stesso tunnel, ben presto si vide sbucare la figura di Mister Beetlebizz, vestito con eleganza ed un'aria, ovviamente, da fuori di testa.

Immagine

... Finalmente ci rivediamo Signorina O'Queen.
Niente male, te la sei cavata bene con i miei trascorsi indovinelli ed enigmi, anche se, rivelo chiaramente tracce della mia tossina eccitante nel tuo corpo.
Stai resistendo da molte ore, solidificando il suo effetto, aggravandolo sempre di più, perché tanto non se ne andrà, puoi starne certa.
A proposito, vedi quelle due bocchette a destra e le altre due a sinistra, sistemate alla base delle statue?
Possono far sprigionare altri gas simili nel tuo piccolo spazietto vitale, aggravando ulteriormente la situazione.
Rispondendo in maniera errata a degli enigmi che ti sottoporrò seduta stante libererai uno dei gas a caso.
Rispondendo in maniera corretta però, aprirai di qualche centimetro la parete della cella del tuo amico di grossa taglia.
... Ovviamente potresti anche esimerti da questo entusiasmante gioco e scegliere di barattare la tua vita e quella di Alvares con quella del tipo lì dentro.
Voi resterete liberi e vi permetterò di andare via.
Niente male come opzione, no?


Spingere verso una decisione simile Cappie era praticamente come gettare parole al vento.
Jorge sapeva benissimo che l'amica non avrebbe mai accettato uno scambio simile, mettendo in gioco la sua stessa vita.
Era il suo modo di fare, il suo modo di essere, il suo animo, da sempre in luce, da sempre pronto a sacrificarsi per il prossimo.

Perché non prendi la mia, di vita, invece?

Uh... ?

Lasci andare loro due e fai fuori me.

... Per quanto mi piacerebbe assecondarti, non è nei miei nuovi piani far scegliere qualcun altro.
Deve essere la Signorina O'Queen a fare la sua scelta.
Tutt'al più potrei proporle anche questo altro baratto: la vita di Alvares in cambio della tua e dell'energumeno, cosa ne pensi?


Jorge fissò Cappie come ad implorarla di accettare, di non combinare altre cretinate perché lì il rischio era più che alto, altissimo.
Ma in cuor suo, purtroppo, il portoghese già conosceva la decisione della sorellina, con il cuore eccessivamente gonfio di bontà per accettare.
Si erano ritrovati da poco, quindi ella avrebbe fatto il possibile pur di avere anche solo una chance di far tornare tutti sani e salvi a casa, lontano da lì.
Era probabilmente consapevole che l'Enigmista avesse in serbo qualche altro scherzo per nulla gradevole, ma al momento poteva solo basarsi sul presente.
Se stare alle sue condizioni e rispondere agli indovinelli era la chiave per guadagnare tempo e vedere cosa riservasse loro l'immediato futuro, allora avrebbe accettato.
Di conseguenza, lo scintillio perverso e malvagio di Odrich sarebbe stato perfettamente visibile sia a lei che ad Jorge, mentre Tiger purtroppo non riusciva a osservare nulla.

Molto bene, Signorina O'Queen, lodevole il tuo coraggio.
Però non credere che ti basterà solo questo per riuscire a sopravvivere.
Gli enigmi che ti sottoporrò saranno dotati di un timer scandito in quattro parti.
Ad ogni scaglione superato, il tuo abitacolo verrà investito da un gas diverso.
Chiaramente, nel caso in cui dovessi superare tutti e quattro gli scaglioni, il quinto ti costerà la vita.
... Se sei convinta di andare avanti, dammi la tua conferma e il primo indovinello apparirà davanti a te.


Spoiler:
NOTE & INFO

Cappie vedrà apparire gli indovinelli magicamente di fronte a sé, poi, sotto, un timer fisso a sette minuti e mezzo.
Ogni scaglione quindi è della durata di un minuto e mezzo.
Qualora lo scaglione venisse superato, il timer si interromperà momentaneamente, fuoriuscirà il gas, dopo di che ripartirà da dove interrotto.

Primo Gas (Giallo) ---> Incrementa gli effetti del gas già presente nel corpo di Cappie, conferendole un -1 alla prova successiva.
Secondo Gas (Blu) ---> Annebbia parzialmente le capacità visive, conferendole un -1 alla prova successiva.
Terzo Gas (Verde) ---> Produce prurito per tutto il corpo, conferendole -1 alla prove successiva.
Quarto Gas (Rosso) ---> Temperatura che sale all'interno dell'abitacolo, conferendole -1 alla prova successiva.
Quinto Gas (Nero) ---> Veleno mortale, uccide in 60 secondi se continuamente inalato.


Indovinello 1:

John F. Kennedy nacque nel 1917 e divenne presidente degli Stati Uniti nel 1961. Quando venne assassinato aveva 46 anni ed era in carica da 2 anni.
La somma di questi numeri è 3.926.

Nikita Krushev nacque nel 1894 e divenne capo dell’Unione Sovietica nel 1958. Quando Kennedy fu assassinato, Krushev aveva 69 anni ed era al potere da 5 anni.
La somma di questi numeri è ancora 3.926.

Charles De Gaulle nacque nel 1890 e divenne presidente della Repubblica francese nel 1958. Quando Kennedy fu assassinato, de Gaulle aveva 73 anni ed era presidente da 5.
La somma di questi numeri, indovinate? fa 3.926.

Come si spiegano queste circostanze sconvolgenti?


Indovinello 2:

Qual è il numero che, diviso per la sua metà, da il suo doppio?


Indovinello 3:

Come continua questa sequenza di numeri?

11
21
1211
111221


Indovinello 4:

A causa di un crollo, padre e figlio rimasero gravemente feriti sotto le macerie della casa che era crollata.
Quando i soccorritori li estrassero videro subito che si trovavano in condizioni disperate.
Portati d'urgenza in ospedale, il padre morì durante il trasporto, mentre il figlio fu subito portato in sala operatoria.
Appena il chirurgo che lo doveva operare lo vide, con grande sorpresa degli assistenti disse: "Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto operare mio figlio!"
Come fu possibile?


Indovinello 5:

Un uomo seguiva una cura per una malattia rara: per curarsi doveva prendere due pillole tre volte al giorno, una dal flacone A ed una dal flacone B.
Le due pillole dovevano essere assunte insieme, fino al termine del contenuto di ambedue i flaconi, non una pillola in meno, altrimenti la cura non avrebbe fatto effetto.
Non era possibile assumere una pillola per volta o gli effetti collaterali sarebbero stati letali.
Inoltre, se avesse assunto insieme due pillole dal flacone A o due pillole dal flacone B (invece che una ed una), gli effetti sarebbero ugualmente mortali.
Un giorno accadde che, come al solito, l’uomo versò sulla mano una pillola dal flacone A e al momento di versarne una dal flacone B, per sbaglio ne fece cadere due, così che si trovò con tre pillole in mano.
Il guaio è che le pillole A e B erano perfettamente identiche per forma, colore, peso, odore, eccetera eccetera, quindi indistinguibili.
L’uomo non avrebbe potuto gettare via le pillole, perché erano contate e gli sarebbero servite tutte, inoltre non avrebbe potuto ingerirle tutte e tre, pena un gravissimo problema per la sua salute e non avrebbe potuto chiedere aiuto a nessuno. Ma riuscì ugualmente a ingerire solo una pillola A ed una B.
Come fece?


Indovinello 6:

Come si può fare cadere un bicchiere di cristallo per 1 metro senza che si rompa?



Per ogni indovinello, effettuare DUE prove su Elaborazione, DUE prove su Concentrazione e DUE prove su Perspicacia.

Intervalli con somma TOTALE:

Tra 141 e 151 ---> Cappie non risolve l'enigma e dopo i quattro gas, fa uscire anche il quinto più letale.
Tra 152 e 163 ---> Cappie risolve l'enigma facendo uscire quattro gas su quattro.
Tra 164 e 192 ---> Cappie risolve l'enigma facendo uscire tre gas su quattro.
Tra 193 e 216 ---> Cappie risolve l'enigma facendo uscire due gas su quattro.
Tra 217 e 230 ---> Cappie risolve l'enigma facendo uscire solo un gas su quattro.
Oltre 230 ---> Cappie risolve l'enigma prima del minuto e mezzo e di conseguenza, senza far rilasciare alcun gas nocivo.
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