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Messaggioda Lucas » 22/11/2012, 13:31

No… se la Bennet tiene tanto ai suoi calderoni no, non mi sembra corretto chiederle una cosa del genere anche se… non capisco come fa un pozionista ad affezionarsi a un calderone o a un ingrediente. Come fa a sperimentare e a fare un sacco di scoperte nuove e utili se non sopporta l’idea di perderli?

Purtroppo non so darle una risposta, signorino Alvares, poiché la mente umana è un mistero ancora oggi per la maggior parte delle persone - rispose Lucas sinceramente, ben sapendo che era inutile tentare di mostrarsi più colto o saggio di quanto fosse realmente - Ciascuno di noi pone in atto ragionamenti a sé stanti, crede in ideali propri che non sempre sono condivisi dagli altri, ed ha una visione del mondo che non è concepibile da nessun altro: eppure, ciò non rende ognuno di noi nella posizione di sbagliare o, al contrario, di avere ragione. Non c'è una verità universale, quindi tutto è possibile, anche ciò che noi non riusciamo a concepire.

Già, forse la professoressa Bennet era legata a tutti i suoi ingredienti e agli strumenti che usava per lavorare, con tutto che per Jorge la cosa fosse inspiegabile: d'altronde non era così anche per la professoressa Vilvarin? Usava le piante e i fiori che coltivava per i suoi antidoti/inguenti/decotti e per le sue pozioni naturali, eppure non permetteva a nessuno di avvicinarsi ad essi e li considerava come parte di sé; questa per Lucas era la riprova che ciascuno avesse in sé una visione tale delle cose unica nel suo genere.
Concluso l'argomento, però, sembrava esserci ancora qualcosa capace di attanagliare l'animo del Delfino, che chiese dunque la possibilità al professore di poterne parlare: una volta accordato tale permesso, Lucas proseguì nel suo spuntino a base di té e pasticcini mentre il bambino prendeva coraggio ed esponeva il suo dubbio.

Volevo sapere se esiste un incantesimo o un modo in generale per scoprire subito se qualcuno viene meno alla parola data.
Cioè se lei adesso mi fa promettere che la nostra conversazione deve restare privata può assicurarsi che io non lo dica a nessuno? Che ne so… tipo un allarme magico che suona nel momento in cui io spiffero tutto a qualcuno…


Ancora una volta, Lucas non rispose subito, limitandosi ad alzare per un momento gli occhi al cielo con fare pensieroso mentre masticava il pasticcino alla crema che si era portato alle labbra mentre Alvares parlava; alla fine, dopo circa un minuto, abbassò nuovamente lo sguardo sul Definazzurro, scuotendo il capo.

Per quel che ne so, esistono dei modi che vincolano una persona a rispettare la parola data, come il Voto Infrangibile o particolari contratti magici che avvertono una persona se l'altra viene meno alla promessa di non parlare... se esistano poi degli Incantesimi particolari, magari effettuati tramite formule particolari all'apparenza innocue, questo purtroppo non so dirlo. Dovrebbe chiederlo alla professoressa Vireau, è lei l'esperta.

Rispose, con l'aria dispiaciuta di chi vorrebbe davvero aiutare l'altro ma si ritrova nell'impossibilità di poterlo fare per la sua mancanza di conoscenze: era sicuro, però, che se Jorge avesse chiesto a Monique avrebbe di sicuro ottenuto risposte più soddisfacenti, essendo lei una figura di spicco nel campo degli Incantesimi.

In ogni caso - aggiunse il professore poco dopo - non vorrei mai trovarmi nella condizione di scoprire che qualcuno è venuto meno ad una promessa fatta, a prescindere da quale sia. Sono le piccole cose a sottolineare che tipi di persone saremo un giorno, se ci si può fidare o meno di noi. Se si promette a qualcuno di non parlare, ad esempio, e poi invece lo si fa, anche se si pensa di farlo per un buon motivo, si perde comunque in credibilità: ed una persona che non è credibile, a cui non si può riporre fiducia, non va molto lontano...
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Messaggioda Jorge » 23/11/2012, 21:18

Purtroppo non so darle una risposta, signorino Alvares, poiché la mente umana è un mistero ancora oggi per la maggior parte delle persone.

Jorge aggrottò le sopracciglia a quel commento da parte del docente non comprendendo del tutto il senso di quello che gli stava dicendo ma apprezzando il fatto che l’altro non si fosse lanciato in una qualche arzigogolata spiegazione giusto per impressionarlo.

Ciascuno di noi pone in atto ragionamenti a sé stanti, crede in ideali propri che non sempre sono condivisi dagli altri, ed ha una visione del mondo che non è concepibile da nessun altro: eppure, ciò non rende ognuno di noi nella posizione di sbagliare o, al contrario, di avere ragione. Non c'è una verità universale, quindi tutto è possibile, anche ciò che noi non riusciamo a concepire.

Quindi ogni idea personale è sacra e va difesa anche se va contro quello che pensa la maggioranza?

Chiese perplesso, cercando di trasformare il discorso teorico al limite del filosofico che gli stava facendo il docente in qualcosa che avrebbe compreso più facilmente. Certo non era proprio una domanda oziosa, ma bensì mirata visto che spesso si era sentito rimproverare di non pensare o comportarsi come la maggior parte degli altri bambini e per questo lo avevano fatto sentire sbagliato. Quindi probabilmente con quella domanda era in cerca di rassicurazioni di poter continuare ad andare avanti per la sua strada, fregandosene di quello che dicevano gli altri.

Si trovava così bene a parlare con quell’adulto che, dopo aver risolto i suoi dubbi scolastici, Jorge deciso di porgli una domanda che gli stava molto a cuore, soprattutto perché dalla risposta che avrebbe ottenuto sarebbe potuto dipendere la sua vita e quella di Cappie.

Mentre il docente si prendeva il tempo per ponderare e valutare la risposta da dargli, Jorge ne approfittò per addentare un altro bignè al cioccolato che, questa volta. sparì in un batter baleno nella sua boccuccia vorace.

Per quel che ne so, esistono dei modi che vincolano una persona a rispettare la parola data, come il Voto Infrangibile o particolari contratti magici che avvertono una persona se l'altra viene meno alla promessa di non parlare... se esistano poi degli Incantesimi particolari, magari effettuati tramite formule particolari all'apparenza innocue, questo purtroppo non so dirlo. Dovrebbe chiederlo alla professoressa Vireau, è lei l'esperta.


Voto Infrangibile… contratti magici…

Si appuntò mentalmente Jorge anche se era certo al mille per mille che la sua sorellina non era stata così stolta da stipulare qualcosa del genere consapevolmente con la Samyliak per poi andare a spifferare tutto a lui. Nonostante questo, conoscere quel tipo di informazioni gli sarebbe potuto tornare utile in futuro.

HUmmm…non lo so se mi va di parlare privatamente con la mia Capa…

Quello che doveva essere una riflessione privata si tramutò in un commento sussurrato, di cui Jorge non si rese conto, troppo preso a valutare i pro e i contro di in incontro con Monique. Era un’adulta, l’aveva punito l’anno precedente per la faccenda del finto Grifone e non lo aveva compreso, oltre ad avergli fatto una paternale assurda.

In ogni caso, non vorrei mai trovarmi nella condizione di scoprire che qualcuno è venuto meno ad una promessa fatta, a prescindere da quale sia. Sono le piccole cose a sottolineare che tipi di persone saremo un giorno, se ci si può fidare o meno di noi. Se si promette a qualcuno di non parlare, ad esempio, e poi invece lo si fa, anche se si pensa di farlo per un buon motivo, si perde comunque in credibilità: ed una persona che non è credibile, a cui non si può riporre fiducia, non va molto lontano...

Quel giudizio spietato, perché così suonò alle orecchie del Delfino, colpì non poco il ragazzo, paralizzandolo nel gesto di prendere un altro dolcino. Non gli piaceva che Turner avesse definito la sua sorellina inaffidabile né sentenziato che non avrebbe avuto un bellissimo futuro ma non poteva farglielo notare senza venire a sua volta meno alla parola che aveva dato. E questa sua reazione lo mandò ancora più in confusione: lui era uno che teneva moltissimo alla parola data, che per non veder tradita la propria fiducia tendeva a non darla proprio o meglio a concederla con il contagocce e Cappie era proprio una di quelle poche elette di cui si fidava. Però lei non ci aveva pensato due volte a spifferargli tutto quello che era successo nell’ufficio della Divinante quindi questo secondo il ragionamento proprio e del docente faceva di lei una persona inaffidabile. Però era anche vero che il divieto che le era stato imposto era assurdo e che violandolo nessuno si era fatto male e poi le promesse fatte agli adulti valevano meno, no?

Perché è così categorico? – chiese e non c’era accusa nella sua voce anche se vibrava intensamente a dimostrazione che l’argomento gli stava a cuore – Ci sono promesse che ci vengono estorte… casi in cui si ha bisogno del conforto o confronto con chi ci possiamo fidare…

Si , si stava un po’ arrampicando sugli specchi ma aveva bisogno di una sorta di scappatoia per giustificare il comportamento della sua sorellina.

Posso fargli un’ultima domanda? – chiese poi per sviare il discorso da quello che era diventato un argomento spinoso – Se lei alla mia età avesse avuto la possibilità di chiedere qualcosa di magico, qualsiasi oggetto, cosa avrebbe chiesto?

Forse al Professore quella domanda sarebbe apparsa strana ma Jorge aveva una ragione ben precisa per farla: da un po’ di tempo stava pensando di esigere il regalo che lo gnomo dei sogni gli aveva promesso, peccato che però era indeciso su cosa chiedergli.
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Messaggioda Lucas » 26/11/2012, 18:25

Quindi ogni idea personale è sacra e va difesa anche se va contro quello che pensa la maggioranza?

In sostanza sì - rispose il docente, annuendo lentamente - Penso che sia sempre giusto difendere le proprie idee e convinzioni, se crediamo fermamente in esse: questo però non vuol dire non essere pronti ad ascoltare e valutare quelle degli altri. Spesso confrontare i punti di vista che ciascuno ha serve per trovarne uno migliore, comune.

Aggiunse Lucas, cercando di farsi comprendere al meglio da Jorge che con le sue domande si era effettivamente allontanato molto - del tutto quasi - dalla materia da Turner insegnata: eppure al docente non dispiaceva parlare con lui, era pur sempre un modo per aiutarlo a crescere nel miglior modo possibile, e gli insegnanti erano delle figure di riferimento, a parer suo, anche in questo senso.

Si ricordi sempre, signorino Alvares, che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Disse poco dopo il giovane uomo, ripensando ad una frase che gli aveva detto spesso la madre quand'era ragazzino, per far comprendere al piccolo Lucas come sì, bisognava difendere con orgoglio le proprie convinzioni, ma non bisognava diventare schiavi di esse e pretendere che fossero sempre giuste in modo universalmente riconosciuto.
Subito dopo il discorso si spostò, ed in particolare l'argomentazione fatta dal docente sull'importanza di mantenere le promesse fatte sembrò colpire il Delfinazzurro, al punto da spingerlo ad approfondire la questione.

Perché è così categorico? Ci sono promesse che ci vengono estorte… casi in cui si ha bisogno del conforto o confronto con chi ci possiamo fidare…

Non sono così sicuro che sia esatto, signorino Alvares - replicò Lucas, non con il tono di chi sta criticando il pensiero dell'altro, ma più di chi sta nuovamente facendo una riflessione ad alta voce - Per me una promessa va rispettata, sempre, che sia fatta ad un bambino, ad un coetaneo o a qualcuno più grande di noi. Quando si da' la propria parola a qualcuno gli si sta dicendo che si può fidare di noi, che può stare tranquillo perché mai verremo meno alla promessa fatta: ma se poi, invece, veniamo meno alla promessa, non abbiamo forse detto una bugia? Non abbiamo forse tradito la fiducia della persona? - lo fissò per un secondo negli occhi, più serio, prima di proseguire - Le promesse non si devono mai fare a cuor leggero, signorino Alvares, e non credo che ci siano casi in cui "vengano estorte" ... al massimo ci sono casi in cui siamo noi in realtà a volere che vengano a galla, ed anche in quel caso ci si dimostra inaffidabili: se lei mi dicesse una cosa chiedendomi di non dirla a nessuno ed io glielo promettessi, stia pur certo che nessuno potrebbe estorcermi una parola di bocca, e se accadesse non sarebbe per colpa degli altri, ma mia che ho parlato quando non avrei dovuto. Giustificarsi scaricando la colpa sul prossimo è segno di vigliaccheria e di viltà, e difficilmente sono visti come aspetti positivi in una persona. Essere corretti, mantenere le promesse fanno di una persona una figura integra, onesta e rispettata. E soprattutto mi creda, mentire - perché venire meno ad una promessa significa mentire sulla sicurezza data all'altro di potersi fidare - non porta mai a nulla di buono perché la verità prima o poi viene sempre a galla... e allora se ne devono subire le conseguenze.

Temeva di essersi dilungato troppo sulla questione, ma alla fine aveva parlato a ruota libera, seguendo un proprio ragionamento più volto a chiarire la propria posizione con se stesso che non col bambino: Lucas si riteneva una persona molto coerente nei confronti della propria persona e del prossimo, ed era normale che avrebbe voluto fossero tutti così; sapeva che non era possibile, naturalmente, ma era anche convinto che se invece così fosse stato il mondo - magico e babbano - sarebbe stato di gran lunga un posto migliore.
Bevve un sorso di té, l'ultimo, per irrorare la gola proprio mentre Jorge sembrava in procinto di dire qualcosa, come effettivamente fu poco dopo.

Posso fargli un’ultima domanda?

Tutte quelle che vuole.

Se lei alla mia età avesse avuto la possibilità di chiedere qualcosa di magico, qualsiasi oggetto, cosa avrebbe chiesto?

Una bella domanda, sicuramente non facile: un oggetto magico, un qualsiasi oggetto magico chiesto da un Turner di 12 anni... cos'avrebbe mai potuto chiedere all'epoca? Poi, mentre ci rifletteva, un particolare episodio della sua infanzia riaffiorò nella sua mente, facendolo sorridere con tenerezza.

Avrei chiesto una pentola magica in grado, una volta preparato del cibo al suo interno, di non farlo finire mai - rispose, apprestandosi a spiegare il perché di quella scelta al bambino - Vede, quand'ero un ragazzino avevo un compagno di Casata che non viveva in condizioni molto agiate: il padre era morto quand'era lui in fasce e la madre, con altri tre figli, non riusciva a mantenere tutti. Il più grande, che frequentava Tassorosso al mio stesso anno, era fortunato perché poteva mangiare a pranzo e a cena in Sala Grande... ma ricordo che si sentiva sempre molto in colpa, perché pensava alla famiglia che invece non poteva sfamarsi a dovere. Ecco, forse se avessi potuto, l'avrei aiutato dando alla sua famiglia qualcosa per compensare le loro scarse possibilità economiche.

Un animo troppo buono?
Forse, ma d'altronde se era finito tra i Tassi quand'era studente una spiegazione ci doveva pure essere.
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Messaggioda Jorge » 27/11/2012, 19:06

In sostanza sì. Penso che sia sempre giusto difendere le proprie idee e convinzioni, se crediamo fermamente in esse: questo però non vuol dire non essere pronti ad ascoltare e valutare quelle degli altri. Spesso confrontare i punti di vista che ciascuno ha serve per trovarne uno migliore, comune.

Ascoltare gli altri e confrontarsi con loro: un concetto giusto quello che stava esprimendo il docente ma forse ancora un po’ complicato da accettare per Jorge. Il problema del delfino infatti non era comprendere il senso di quel discorso ma considerare una cosa fattibile ascoltare gli altri attentamente perché anche loro potrebbero dire qualcosa di sensato anche se andava nel senso contrario rispetto a quello che lui pensava. Certo dall’anno precedente era maturato molto il piccolo portoghese e probabilmente a vivere adesso l’avventura del Labirinto si sarebbe mostrato più accondiscendente e disposto al compromesso, ma di certo aveva davanti a se ancora un sacco di strada da fare prima di diventare un po’ più equilibrato.

Si ricordi sempre, signorino Alvares, che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Lo dice anche la mia mamma.

Si trovò a commentare Jorge, un piccolo sorrisetto impertinente che gli spuntava sul viso al pensiero di quando la madre sparava quel tipo di sentenza e cioè immancabilmente quando il padre si impuntava su qualcosa che poi si rivelava essere sbagliato. Sorrisetto che sparì non appena Lucas gli spiegò che chi non manteneva la parola data non era una brava persona e di sicuro non ci si poteva fidare di lui. Jorge provò a protestare, cercando delle scappatoie nel discorso del docente per giustificare con se stesso il comportamento della sua sorellina.

Non sono così sicuro che sia esatto, signorino Alvares. Per me una promessa va rispettata, sempre, che sia fatta ad un bambino, ad un coetaneo o a qualcuno più grande di noi. Quando si da' la propria parola a qualcuno gli si sta dicendo che si può fidare di noi, che può stare tranquillo perché mai verremo meno alla promessa fatta: ma se poi, invece, veniamo meno alla promessa, non abbiamo forse detto una bugia? Non abbiamo forse tradito la fiducia della persona?

Trattene quasi il respiro a ogni domanda che l’altro gli poneva, i dolcetti che aveva appena mangiato che gli si agitavano nello stomaco minacciando di tornare in superficie. Sentiva un leggero calore alle guance come se stesse arrossendo, cosa non vera. Era solo l’effetto che l’essere messo alle strette aveva su di lui. Come poteva infatti ribattere a quelle domande senza apparire stupido o ipocrita? Semplicemente non poteva, così si limitò ad annuire, inchinando la testa in modo da sfuggire all’occhiata penetrante che il docente gli stava lanciando.

Le promesse non si devono mai fare a cuor leggero, signorino Alvares, e non credo che ci siano casi in cui "vengano estorte" ...

Questo perché è un adulto… Se un prof mi dice di non dire una cosa non me lo chiede, me lo ordina e non posso rifiutarmi…

Era questo il pensiero che si era materializzato nella mente di Jorge ma, nonostante la disponibilità che l’ex Tassorosso gli aveva dimostrato fino a quel momento, non si sentiva ancora così a proprio agio dal dar voce a quella “sua” verità. Così rimase in silenzio a rimurginare sui concetti che il docente gli stava trasmettendo.

…al massimo ci sono casi in cui siamo noi in realtà a volere che vengano a galla, ed anche in quel caso ci si dimostra inaffidabili: se lei mi dicesse una cosa chiedendomi di non dirla a nessuno ed io glielo promettessi, stia pur certo che nessuno potrebbe estorcermi una parola di bocca, e se accadesse non sarebbe per colpa degli altri, ma mia che ho parlato quando non avrei dovuto. Giustificarsi scaricando la colpa sul prossimo è segno di vigliaccheria e di viltà, e difficilmente sono visti come aspetti positivi in una persona. Essere corretti, mantenere le promesse fanno di una persona una figura integra, onesta e rispettata. E soprattutto mi creda, mentire - perché venire meno ad una promessa significa mentire sulla sicurezza data all'altro di potersi fidare - non porta mai a nulla di buono perché la verità prima o poi viene sempre a galla... e allora se ne devono subire le conseguenze.

E’ per questo che io non faccio mai promesse… perché ho sempre paura di non poterle mantenere…

Si lasciò sfuggire quella piccola confessione, gli occhietti che finalmente lasciavano il punto indefinito sotto la scrivania su cui si erano concentrati fino a quel momento per puntarsi sul viso dell’uomo. Non sapeva come Turner avrebbe accolto quella notizia, forse lo avrebbe considerato giudizioso o al contrario una persona priva di forza di volontà. La conversazione era praticamente giunta alla fine e Jorge avrebbe dovuto alzarsi e andare via ma, prima di farlo, decise di approfittare ancora un po’ della disponibilità del docente per farsi dare un consiglio indiretto su cosa poter chiedere allo gnomo dei sogni.

Avrei chiesto una pentola magica in grado, una volta preparato del cibo al suo interno, di non farlo finire mai.

Come ogni volta che sentiva parlare di cibo, gli occhi di Jorge si illuminarono di una ingordigia tutta infantile. Quando a lezione di Trasfigurazione il Professor Skett aveva parlato loro delle leggi di Gamp, o qualcosa del genere, a Jorge era caduto un mito, e cioè la possibilità di trasfigurare qualcosa in cibo e così aveva accantonato l’idea di poter chiedere qualcosa legato al cibo. Adesso, invece, il Professor Turner stava ribaltando le cose, o forse il suo era solo stato un desiderio che non si poteva realizzare?

Vede, quand'ero un ragazzino avevo un compagno di Casata che non viveva in condizioni molto agiate: il padre era morto quand'era lui in fasce e la madre, con altri tre figli, non riusciva a mantenere tutti. Il più grande, che frequentava Tassorosso al mio stesso anno, era fortunato perché poteva mangiare a pranzo e a cena in Sala Grande... ma ricordo che si sentiva sempre molto in colpa, perché pensava alla famiglia che invece non poteva sfamarsi a dovere. Ecco, forse se avessi potuto, l'avrei aiutato dando alla sua famiglia qualcosa per compensare le loro scarse possibilità economiche.

Jorge capiva molto più di quanto Lucas avrebbe mai potuto pensare il discorso che gli aveva appena fatto, considerato che anche lui, i primi mesi che si trovava a Hogwarts si era sentito in colpa pensando ai suoi genitori e ai suoi amici in generali rimasti ad Alfama. Il quartiere dove abitava non era molto ricco e tutte le famiglie, chi più chi meno, avevano problemi di arrivare a fine mese e portare in tavola qualcosa di diverso del riso bianco e delle patate e questo spiegava come mai il portoghese tendeva a mangiare sempre, in ogni occasione, il più possibile, un po’ come se fosse un cammello e che quindi facesse le scorte in caso il cibo sparisse. Non era pronto però a condividere quella parte della sua vita, così rimase in silenzio, dimenticandosi pure di chiedere se fosse una cosa davvero realizzabile ottenere una pentola che genera cibo all’infinito.

Grazie mille per la disponibilità Professor Turner – si limitò quindi a dire, alzandosi dalla sedia e scoccando un’occhiata vogliosa ai dolcini rimasti sulla scrivania – Adesso tolgo il disturbo e le prometto che avrà al più presto i miei compiti di Aritmanzia anche se… - si bloccò un attimo, per poi rivolgere al docente un sorriso furbetto – non diventerà mai la mia materia preferita come Trasfigurazione.

E se il docente non lo avesse fermato per qualche altro motivo, Jorge sarebbe uscito dal suo ufficio per dirigersi verso la sua Sala Comune.
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Messaggioda Lucas » 27/11/2012, 21:32

E’ per questo che io non faccio mai promesse… perché ho sempre paura di non poterle mantenere…

Imparerà signorino Alvares, non abbia dubbi su questo - replicò gentilmente Lucas, con un sorriso incoraggiante sulle labbra - Deve solo dare a se stesso il tempo di crescere. Non abbia fretta, ogni cosa a suo tempo...

In realtà sapeva bene che quando si era piccoli non si vedeva l'ora di crescere... e quando poi invece si cresceva, ecco che si sarebbe voluto dare di tutto per tornare bambini. Ovviamente questo Jorge non lo poteva sapere, e non l'avrebbe capito fino a che non fosse cresciuto... ma al professor Turner andava bene anche così, sapeva che un giorno il bambino - oramai adulto - gli avrebbe dato ragione.
Quell'interessante conversazione - perché per Lucas tale era stata - terminò di lì a poco, poiché era giunto per il bambino il momento di andare.

Grazie mille per la disponibilità Professor Turner.
Adesso tolgo il disturbo e le prometto che avrà al più presto i miei compiti di Aritmanzia anche se… non diventerà mai la mia materia preferita come Trasfigurazione.


L'insegnante sorrise a quelle parole, annuendo con aria divertita: quel Delfinazzurro era un tipetto tutto pepe, poco ma sicuro, forse un po' scapestrato... ma al docente non dispiaceva affatto quel lato di lui, c'era solo da sperare che lentamente, crescendo, mettesse giudizio.

Felice di saperlo, signorino Alvares... e visto che io questi non li mangio - e così dicendo agitò la bacchetta sui tramezzini e sui cioccolatini rimasti per farli comparire in un piccolo cesto - Che ne dice di portarli con sé per i suoi compagni di Casata?

E se il bambino avesse accettato, allora Lucas avrebbe consegnato il cesto nelle mani del bambino e l'avrebbe lasciato andare via con un sorriso ed un cenno del capo, decidendo poi di concentrarsi fino all'ora di cena sull'argomento della prossima lezione.


[Fine]
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Messaggioda Brianna » 21/08/2013, 15:47

[MARTEDI ORE 18.30]


La lezione del professor Turner era stata a dir poco interessante... Trasfigurazione era una delle sue materie preferite, e – cosa non meno importante – il professore era molto disponibile a parlare con gli studenti... non era certo il Sandyon Vastnor della situazione, anche se – doveva ammettere Brianna, e non aveva alcun problema al riguardo – il professor Vastnor in fondo in fondo non doveva essere poi una così brutta persona...nuovo parere che si era formato nella mente della ragazzina dopo la chiacchierata con lui, inizialmente non voluta ma che alla fine si era dimostrata ricca di cose da imparare e che le aveva fatto vedere Sandyon sotto una luce diversa da quella in cui lo aveva sempre visto da quando lo aveva conosciuto 3 anni prima... Merito di Monique? Molto probabile, ma chi era lei, Brianna, per giudicare una cosa del genere? Osservava quello che vedeva, quello che sentiva, e nient'altro.

Il fatto di essere riuscita ad entrare nell'ufficio di Vastnor, e soprattutto di sapere che lui l'aveva omaggiata della sua fiducia l'aveva rafforzata dentro, le aveva dato una maggior sicurezza in se stessa e nel rapportarsi con gli altri... se era riuscita a parlare con lui, sarebbe riuscita a parlare con chiunque altro, Turner compreso.

La ragazzina si stava ora dirigendo verso l'ufficio del professore di Trasfigurazione, avendo delle domande che le frullavano in testa ma che, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, ancora non era riuscita a risolvere e quindi chi, meglio del professore che aveva fatto sorgere in lei queste domande, poteva darne una risposta?

I lunghi capelli rossi lasciati sciolti sulle spalle, un velo leggero di matita nera a mettere in risalto i suoi occhi azzurri, un maglioncino rosa – il suo colore preferito – un paio di jeans e scarpe da ginnastica... ed ovviamente Glaedr su una spalla, lui era sempre dove era Brianna, la ragazzina non lo perdeva mai di vista, non dopo lo spauracchio che si era presa tempo prima durante lo scontro che era avvenuto tra i professori e i mezzi-draghi, quando lei era bloccata in Sala Grande e Glaedr su in Dormitorio... da quel giorno in poi, i due viaggiavano in coppia, sempre, in qualsiasi luogo. Troppo apprensiva? Forse.

In teoria il professore avrebbe dovuto essere nel suo ufficio, ma non poteva esserne sicura, non lo aveva avvisato del suo arrivo, ma al massimo, se non l'avesse trovato, gli avrebbe mandato un gufo per prendere appuntamento.

Arrivò al sesto piano, era tranquilla, quel corridoio non le sembrava più un tunnel senza uscita, anzi... serena, tranquilla, e con l'ombra di un sorriso sulle labbra arrivò davanti all'ufficio del professor Turner

Ci siamo – disse a Gleadr – vediamo se Turner c'è

Quindi bussò con decisione alla porta e, qualora il professore fosse stato presente e l'avesse fatta entrare, sarebbe entrata e l'avrebbe salutato con un

Buonasera professor Turner!
Posso disturbarla cinque minuti? Avrei qualche domanda da porle...


Quindi, una volta entrata, si sarebbe richiusa la porta alle spalle.

Spoiler:
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Messaggioda Lucas » 27/08/2013, 21:59

[Martedì - ore 18.35]


Un tranquillo tardo pomeriggio, quello.
Non che il suo ufficio fosse sempre pieno di orde di studenti in fremente attesa di parlare con lui, ma quella giornata era stata estremamente calma... forse quasi troppo; una persona normale si sarebbe goduta quella pace, ma non Turner, non in un contesto come Hogwarts e sicuramente non nel mondo magico, dove ogni giorno ci si poteva aspettare qualcosa di nuovo, e "nuovo" non significava necessariamente "positivo".
Forse paranoico, forse semplicemente cosciente che certe cose non si potevano ignorare: l'attacco alla scuola del Mezzo-Drago, e poi lo sterminio di un gruppo di Vampiri, la morte improvvisa del collega di Volo, Ferdy Stone... come si poteva far finta che tutto ciò non stesse succedendo, come si poteva non pensare che fossero un segno, presagi di qualcosa di più grande e oscuro?
Eppure la vita doveva continuare, e l'unica cosa che si poteva fare era tentare di affrontarla col sorriso: Lucas, in fondo, era ancora lì, nella sua amata Hogwarts, a seguire i propri amati studenti e ad insegnare loro la sua materia, Trasfigurazione; a pensarci bene, visto tutto quello che era successo intorno a lui, non poteva proprio lamentarsi.

Quasi quasi, visto che qui è tutto tranquillo, potrei andare...

TOC - TOC


... come non detto!

Esclamò tra sé il docente, alzando lo sguardo verso la porta del suo ufficio con un sorrisetto sulle labbra che sembrava voler dire tutto senza parlare.

Immagine


Eppure non era scocciato, affatto: la sua passeggiata poteva anche aspettare, ora era la sua curiosità ad aver preso il sopravvento, facendogli chiedere chi mai potesse averlo voluto incontrare poco prima dell'ora di cena.
Uno studente o un collega? La risposta arrivò subito dopo, quando dalla porta, avendole dato il permesso di entrare, comparve la Delfinazzurro Brianna Wollis.

Buonasera professor Turner!
Posso disturbarla cinque minuti? Avrei qualche domanda da porle...


Ma certo Brianna, vieni pure, accomodati!

Le sorrise, affabile come sempre, indicandole la poltroncina di velluto blu intenso di fronte alla scrivania: Brianna era una studentessa brillante, e per quanto a volte non riuscisse subito ad eccellere nella parte pratica, bisognava darle atto del non voler mollare mai, dimostrando una perseveranza non indifferente.

Ti offrirei qualcosa, ma visto che tra non molto sarà ora di cena credo sarà meglio evitare.
Come state tu e il tuo petauro?
- le domandò ancora sorridente, spostando per un secondo gli occhi sull'animale della Delfina prima di tornare con essi sul suo volto - Allora, dimmi tutto, cosa posso fare per te?
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Messaggioda Brianna » 29/08/2013, 21:13

Ma certo Brianna, vieni pure, accomodati!

L'ombra del sorriso, che già prima aleggiava sulle labbra della ragazzina, si ampliò mentre, dopo essersi chiusa la porta alle spalle si avviava verso la poltroncina blu intenso indicatale da Lucas.

Ti offrirei qualcosa, ma visto che tra non molto sarà ora di cena credo sarà meglio evitare.

E' meglio così professore, ma la ringrazio comunque per il pensiero

Disse la giovane Delfina mentre prendeva posto di fronte alla scrivania del professore.

Come state tu e il tuo petauro?

La ragazzina lo guardò stupita ma intimamente molto molto felice della cosa... capitava raramente che qualcuno chiedesse come stava Glaedr, non che la cosa la facesse rimanere male, anzi forse a dirla tutta era normale che fosse così ed era lei ad essere strana a trattare il petauro quasi come se fosse un figlio, ma che il professore avesse chiesto anche di lui... beh, dire che le fece un enorme piacere è dire poco... Brianna si scioglieva ogni volta che qualcuno parlava al suo petauro.

Noi stiamo bene, la ringrazio professore.

Rispose semplicemente Brianna, anche se dal tono di voce si poteva comprendere quanto fosse felice nel dirlo, quanto le stesse a cuore Glaedr, e quanto piacere avesse trovato nell'ascoltare, e successivamente rispondere, alla domanda del docente

Allora, dimmi tutto, cosa posso fare per te?

Si... ecco vede... mi chiedevo se... - un po' titubante all' inizio, come alla ricerca delle parole giuste, ma prendeva sicurezza via via che parlava – L'altra volta a lezione ha parlato dei vari Incantesimi che possono essere usati per Trasfigurare un animale in un oggetto inanimato, tra questi ci ha parlato anche dell'incanto Feraverto, che trasfigura un animale in un calice pieno d' acqua

Prese un attimo di pausa, forse attendendo anche un cenno di assenso da parte del docente, quindi proseguì

Volevo sapere... cosa succede se, dopo aver trasfigurato un animale in un calice pieno d'acqua, l'acqua viene rovesciata? O il calice viene rotto? L'animale trasfigurato potrebbe risentirne?

Attese la risposta del docente, poi un' altra domanda affiorò nella sua mente, e subito la tradusse a parole

E se un essere umano, magari un... - attimo di pausa, prima di usare quel termine che lei non amava, ma che era in uso nel mondo magico – … un babbano, beve da quel calice? Gli succede qualcosa? Esistono delle differenze se ad assumere quell'acqua è un mago o un babbano?

Dopo quell'ultima sfilza di domande tacque, sistemandosi meglio nella poltroncina in cui stava seduta ed attendendo quindi le risposte dal professore.
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Messaggioda Lucas » 29/08/2013, 23:30

E' meglio così professore, ma la ringrazio comunque per il pensiero.

Sorrise con serenità e gentilezza alla Delfinazzurro, interessandosi subito dopo non solo della sua salute, ma anche di quella del suo petauro, Glaedr: aveva notato come l'animale fosse sempre in compagnia della padrona, ed amando lui per primo il proprio famiglio - Maya, la sua piccola pantera nera - gli veniva spontaneo informarsi sulla salute di quelli altrui, soprattutto quando notava un legame così forte tra la persona, Brianna in questo caso, e il suo animale.
Tuttavia ci doveva essere un motivo ben preciso per cui Brianna era venuta a cercarlo nel suo ufficio, per questo Lucas invitò la ragazzina a parlare e spiegargli cosa potesse fare per lei.

Si... ecco vede... mi chiedevo se...
L'altra volta a lezione ha parlato dei vari Incantesimi che possono essere usati per Trasfigurare un animale in un oggetto inanimato, tra questi ci ha parlato anche dell'incanto Feraverto, che trasfigura un animale in un calice pieno d' acqua.


Certo, ricordo bene.
A cosa sei interessata di preciso?


Volevo sapere... cosa succede se, dopo aver trasfigurato un animale in un calice pieno d'acqua, l'acqua viene rovesciata? O il calice viene rotto? L'animale trasfigurato potrebbe risentirne?
E se un essere umano, magari un... un babbano, beve da quel calice? Gli succede qualcosa? Esistono delle differenze se ad assumere quell'acqua è un mago o un babbano?


Preferì che Brianna gli ponesse prima tutte le domande che venivano in mente, e solo dopo Turner prese a risponderle, organizzando un discorso che fosse semplice da affrontare e comprendere ma prendesse al contempo in esame tutti i quesiti posti dalla Delfina.

Partendo dalla fine no, non esistono differenze di sorta se a bere è un mago o un babbano: l'acqua che viene inserita all'interno del calice durante l'incanto è puramente ornamentale, quindi se viene bevuta non ha conseguenze né su chi la beve, né sull'animale che è stato trasfigurato... mi spiego?

Iniziò a risponderle, mettendosi comodo sulla poltrona dietro alla scrivania, con le dita delle mani intrecciate e queste ultime posate sulla superficie di legno finemente lavorata.

Devi sapere che questo incantesimo di Trasfigurazione ha origini molto antiche: inizialmente il suo creatore, Alaric Whitman, ideò l'incanto Feraverto nel 1245 in misura più semplice di quello odierno, ovvero la semplice, per così dire, trasposizione dell'animale in un calice vuoto; fu solo nel 1821, ad opera di un esperto Trasfiguratore russo dell'epoca di nome Nikolaj Sergjenov, che l'incanto subì un... come chiamarlo, salto di livello? Sergjenov pensò che se il calice doveva dissimulare la presenza di un animale sarebbe stato più sensato che esso fosse pieno d'acqua, altrimenti sarebbe apparso alquanto strano ed inutile; da qui si arriva al Feraverto che noi conosciamo, e che io vi ho spiegato in classe, ed è per questo che l'acqua, se bevuta o rovesciata, non costituisce alcun problema.

Proseguì, cercando di sintetizzare il più possibile la storia dell'incantesimo in modo che ciò che interessava a Brianna fosse presentato nel modo più chiaro e diretto possibile, visto che era quello ciò che le interessava - e per ulteriori dettagli storici ci sarebbe stato sempre tempo in un secondo momento.

Diverso è il discorso del calice - riprese poco dopo, umettandosi le labbra secche prima di ricominciare a parlare - Esso è all'effettiva l'animale trasfigurato, e si trova quindi in stretta connessione con esso: come per l'incanto Paperante, l'animale che da esso viene colpito non percepisce ciò che gli succede in quella forma; se il calice subisce un colpo forte, ad esempio, non sente dolore, e se si rompe non muore.
Tuttavia è possibile che, una volta aggiustato magicamente il calice e fatta riassumere all'animale la sua forma originale, esso presenti dei lividi, delle piccole distorsioni o un po' di confusione, almeno inizialmente.
E' per questi motivi che quando vi insegno determinati incantesimi vi suggerisco anche di usarli con cautela, perché non si sa mai chi si potrebbe ferire con essi, anche senza volerlo.


Concluse il docente con un sorriso, sperando in cuor suo di aver risposto in modo esaustivo e soprattutto comprensibile alle domande di Brianna: non gli capitava spesso che gli venissero richieste delucidazioni su un argomento delicato come quello, e non ci teneva a spaventare la giovane ragazza di fronte a sé; tuttavia non avrebbe nemmeno avuto senso mentirle, soprattutto se mai le fosse venuto in mente di sperimentare il Feraverto sul proprio petauro.

Sono riuscito a spiegarmi?
C'è ancora qualcosa che non ti è chiara?
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Messaggioda Brianna » 01/09/2013, 12:59

Brianna aveva sposto le sue domande al professore... a dire il vero aveva fatto una sfilza di domande eterna... erano tutti dubbi che le erano venuti mentre ripensava alla lezione di qualche tempo prima, e li aveva esposti al professore quasi andando a ruota libera, pensando – come al suo solito – al bene di un animale che avesse dovuto essere trasfigurato proprio con il Feraverto; Lucas, dopo aver ascoltato le domande della giovane si sistemò meglio sulla sua poltrona – forse per prendere tempo sul come dare al lato pratico una risposta chiara ed esaustiva alla giovane Delfina – infine parlò

Partendo dalla fine no, non esistono differenze di sorta se a bere è un mago o un babbano: l'acqua che viene inserita all'interno del calice durante l'incanto è puramente ornamentale, quindi se viene bevuta non ha conseguenze né su chi la beve, né sull'animale che è stato trasfigurato... mi spiego?

Si certo – disse la ragazzina, annuendo – ma perchè viene inserita dell'acqua se ha solamente uno scopo ornamentale?

Brianna proprio non riusciva a comprendere perchè mai ci andasse anche dell'acqua se all'effettiva praticamente non serviva a nulla se non, proprio come spiegato dal docente, a puro scopo ornamentale.

Devi sapere che questo incantesimo di Trasfigurazione ha origini molto antiche: inizialmente il suo creatore, Alaric Whitman, ideò l'incanto Feraverto nel 1245 in misura più semplice di quello odierno, ovvero la semplice, per così dire, trasposizione dell'animale in un calice vuoto; fu solo nel 1821, ad opera di un esperto Trasfiguratore russo dell'epoca di nome Nikolaj Sergjenov, che l'incanto subì un... come chiamarlo, salto di livello? Sergjenov pensò che se il calice doveva dissimulare la presenza di un animale sarebbe stato più sensato che esso fosse pieno d'acqua, altrimenti sarebbe apparso alquanto strano ed inutile; da qui si arriva al Feraverto che noi conosciamo, e che io vi ho spiegato in classe, ed è per questo che l'acqua, se bevuta o rovesciata, non costituisce alcun problema.

Ho capito, ma... se un babbano si trovasse a berla capirebbe che è “acqua ornamentale? Cioè avrebbe una consistenza diversa in bocca? lo disseterebbe?

Era strano per la ragazzina immaginare dell'acqua che non poteva dissetare, ma se era solo un incantesimo, era anche possibile, no?

Attese che il professore rispondesse alle sue domande, avvicinando leggermente il busto alla scrivania, come a concentrarsi maggiormente sulle parole del docente, mentre questi prendeva successivamente a spiegare se invece dell'acqua ci fosse stato il calice

Diverso è il discorso del calice. Esso è all'effettiva l'animale trasfigurato, e si trova quindi in stretta connessione con esso: come per l'incanto Paperante, l'animale che da esso viene colpito non percepisce ciò che gli succede in quella forma; se il calice subisce un colpo forte, ad esempio, non sente dolore, e se si rompe non muore.
Tuttavia è possibile che, una volta aggiustato magicamente il calice e fatta riassumere all'animale la sua forma originale, esso presenti dei lividi, delle piccole distorsioni o un po' di confusione, almeno inizialmente.
E' per questi motivi che quando vi insegno determinati incantesimi vi suggerisco anche di usarli con cautela, perché non si sa mai chi si potrebbe ferire con essi, anche senza volerlo.


Sono riuscito a spiegarmi?

Si professore ho capito, ma...

C'è ancora qualcosa che non ti è chiara?

A dire il vero si, avrei un altra domanda... Ha detto che il calice si trova in stretta connessione con l'animale e se viene colpito o rotto l'animale al massimo presenterà dei lividi o piccole distorsioni ma non ne morirà... ma quindi, se un animale stesse molto molto male e avesse bisogno di cure immediate altrimenti morirebbe, ed in zona non c'e nessuno, se noi lo trasfiguriamo in quel momento, è come se la sua vita entrasse in una sorta di stand by? Riuscirebbe a sopravvivere finchè non troviamo qualcuno che riesca a curarlo? Diverse ore o addirittura dei giorni?

Stava lasciando andare il cervello a ruota libera, stava pensando a Glaedr... sapeva che sarebbe potuto stare male e, finchè era li ad Hogwarts l'unico a cui avrebbe potuto chiedere sarebbe stato McDullan... sarebbe stato in grado di aiutare il suo petauro qualora ne avesse avuto bisogno? Credeva di si, ma era sempre meglio avere un “piano B”... certo, lei da sola non lo avrebbe trasfigurato, era ancora insicura sulla parte pratica degli incantesimi in generale, raramente le riuscivano al primo colpo, anche se, piano piano, stava migliorando... però avrebbe sempre potuto chiedere a Turner o a chi per lui... sempre che il suo ragionamento fosse corretto, in quanto credeva che, mentre un animale era trasfigurato, se non sentiva male e non poteva essere ucciso allora era come se entrasse in una sorta di stand by...

Attendeva quindi, molto concentrata, la risposta del docente e sapeva anche che, se la risposta fosse stata un si, lei avrebbe imparato ad eseguire quell'Incanto ad occhi chiusi, senza doverci pensare.
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