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Giardino Interno

Messaggioda Jeremiah » 07/04/2014, 0:23

In realtà non ho lezione oggi, quindi sono libera… mi fermo volentieri con te.

Bene, allora... Dopo di te.

E unendo le mani dietro la schiena si sarebbe inclinato in avanti in una sorta di buffo inchino, afferrando poi il cappello e indicando la direzione del giardino davanti a loro.
Monique gli aveva parlato di Phoebe nel loro primo incontro, nel suo ufficio, al sesto piano: era poco più piccola di lui, ma il suo aspetto la collocava fin troppo bene nella fascia dei venticinque anni; se non avesse saputo nulla sul suo conto avrebbe anche giurato che fosse più piccola. Per essere una ragazza era abbastanza alta, tutto sommato, anche se lui vedeva minuta qualunque ragazza per via del suo fisico slanciato. Osservò gli uccelli volare intorno a loro: un comportamento molto ambiguo, visto che quei volatili non erano molto inclini ad avvicinarsi agli essere umani; probabilmente l'ambiente era incantato in modo che gli uccelli si fidassero degli abitanti del castello, altrimenti non avrebbe saputo spiegare il fenomeno: non avrebbe mai pensato di ritrovarsi accanto ad una Terran: il suo Elemento non era ancora abbastanza sviluppato da permettergli di avvertire l'aura di un Elemento vicino.

Sei un nuovo acquisto di Hogwarts anche tu, vero? La Preside mi ha detto che noi due eravamo gli ultimi arrivati...

Eh già... Anch'io da poco arrivato, ma Hogwarts mi piace molto, è un po il mio habitat - ma Phoebe non avrebbe capito il motivo per cui parlava della scuola come se fosse un estraneo - Sai, io ho studiato alla Cyprus.

Noel non avrebbe mai approvato quella decisione: lo avrebbe schernito con quelle battutine del tipo "Ma in che razza di posto ti sei messo ad insegnare?": lo avrebbe detto solo perché le avrebbe dato la palla al balzo per insultare la scuola britannica, ma la ragazza sapeva benissimo che quello era il suo posto anche se non glielo avrebbe mai ammesso. Era così orgogliosa, soprattutto con lui, e Jeremiah aveva sempre provato una sorta di gelosia nei suoi confronti, così come la poteva provare un fratello maggiore verso la sorella più piccola. Chissà dov'era in quel momento, cosa stava facendo, se l'avesse rivista presto.
Per quanto fosse inavvertibile l'Elemento Terra, Jeremiah avvertiva ugualmente una strana sensazione, tuttavia non riusciva a identificare la verità.
La risposta non tardò ad arrivare: dopo qualche passo lei parlò in un'altra lingua, ma la dimestichezza che lui aveva nel comprenderla e nel parlarla gli permise di comprendere senza alcuna difficoltà quella rivelazione.

Finora avevo conosciuto solo una Acuan tra i miei colleghi… è un piacere scoprire ora che ce n'è anche un altro.

Co-come?!

Era rimasto spiazzato ovviamente: la sua bocca si era spalancata in un'espressione sorpresa e divertita al contempo; provava un moto di contentezza nel sapere che vicino a lui ci fosse qualcuno che potesse comprenderlo e con il quale non avere segreti. Non che trovasse difficile mantenere la segretezza, ma quando era a contatto con un protettore del Conflux era come se il suo ruolo fosse noto a tutti e tutto fosse la normalità: scosse lievemente il capo, non troppo certo di aver assimilato il significato di quella confessione, poi le sorrise felicemente.

Io sono protetta dal Vento, comunque. Spero che andremo ancora più d'accordo, ora, per il bene del Conflux.

Inizialmente non seppe che dire: il suo sconcerto era ben motivato, dopotutto.
Quando parlò, utilizzò la stessa lingua con la quale Phoebe gli aveva parlato; la cautela non era mai troppa, non poteva permettersi quella "defiance". Per potersi rivelare doveva aver avvertito l'Elemento dell'Acqua in lui fin dall'inizio; ora si sentiva quasi uno stupido.

Sono senza parole... Non mi era mai capitato di incontrare un Terran prima d'ora. La nostra missione comune non potrà che unirci ulteriormente.

Ecco perché il suo passo gli era risultato felpato al contatto con il prato, come se aleggiasse al di sopra del terreno. L'archetipo del Vento albergava in lei: aveva sempre avvertito il vento come ribelle, tempestoso e travolgente, chissà che Phoebe non celasse proprio quel carattere dietro lo sguardo gentile. Dunque conosceva un altro Acuan: la sua mente si allacciò subito alla figura di Martha Bennet, la docente di Pozioni proprio lì ad Hogwarts, che lui aveva conosciuto al villaggio e con la quale aveva preso da bere lo stesso giorno in cui l'aveva conosciuta, tempo prima.
Scrutò in volto Phoebe - quasi certo che ora che la conosceva per quel che era realmente potesse scorgere qualche altro particolare nascosto - poi abbassò lo sguardo, verso il prato che scorreva sotto i loro passi.

Se ti sembro scettico, non ti preoccupare: devo ancora abituarmi all'idea.

Disse ridendo, poi rivolse velocemente lo sguardo davanti a se e accarezzò con un dito dei fiori lì vicino: ne tirò uno con delicatezza e lo fece levitare con un gesto della bacchetta: questo zigzagò fra i loro corpi, infine si arrestò di fronte a lei, in attesa che lo afferrasse.
Sorrise in maniera gentile e abbassò lievemente la testa, esprimendo la sua felicità: felicità per la loro conoscenza, il loro incontro, per il Conflux.

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Messaggioda Phoebe » 07/04/2014, 13:23

Bene, allora... Dopo di te.

Rise di fronte a quell'inchino, non per prenderlo in giro ma più che altro per palesare il proprio divertimento: era un bel ragazzo, Jeremiah, ed essendo anche molto giovane probabilmente non faceva fatica a piacere alle studentesse - un po' come i colleghi di Volo e Trasfigurazione, in effetti; per un secondo si chiese se l'americano fosse al corrente delle possibili cotte delle sue allieve, e se, nel caso, faceva finta di niente per non metterle in imbarazzo.
Phoebe, ad esempio, se anche avesse avuto di fronte uno studente cotto di lei, non se ne sarebbe accorta, non per volontaria cecità, ma perché semplicemente non era abituata a rapportarsi col sesso maschile: aveva avuto le sue esperienze, ma sette anni passati in mezzo ai soli animali, nelle riserve naturali, di sicuro almeno un po' avevano influenzato il suo modo di fare e di vivere i rapporti sociali. Non le sembrava, comunque, di starsi comportando troppo male al momento, segno che non aveva dimenticato come muoversi nelle interazioni con altri esseri umani: la Luna, poi, essendo all'inizio del suo cammino per diventare piena, non le dava ancora troppo fastidio, il che era un ulteriore incentivo a sentirsi tranquilla e a suo agio nel parlare col collega - più alto di lei di dieci centimetri buoni, ad una prima impressione.

Eh già... Anch'io da poco arrivato, ma Hogwarts mi piace molto, è un po il mio habitat.
Sai, io ho studiato alla Cyprus.


Un bel cambiamento, dalla scuola americana a questa… - commentò Phoebe, che della Cyprus aveva sempre e solo sentito parlare: un ambiente moderno e all'avanguardia, dove la tecnologia babbana si fondeva a veniva migliorata dalla magia, un posto quindi che con Hogwarts non aveva praticamente nulla a che fare - Io invece ho studiato alla Musashi, perciò sono un'estranea di questo luogo tanto quanto te.
Sai, lì le aree verdi sono presenti in grandi quantità, un po' come qui, ma gli studenti sono decisamente più tranquilli.
- gli spiegò tranquilla, non trovando nulla di male in quelle parole.

Molti consideravano troppo rigide le regole della scuola magica orientale, ma era solo perché le estrapolavano dal loro contesto originale, senza tenere conto di esso: la società asiatica già di suo, che fosse magica o meno, era molto più rigida rispetto a quella occidentale; vi era una concezione diversa della famiglia, del rapporto tra studenti e allievi, tra superiori e sottoposti. Una gerarchia più rigida che, ovviamente, si rifletteva anche nelle scuole, e dunque allo stesso modo in quella magica.
Gli studenti erano meno "liberi", e difficilmente a qualcuno di loro sarebbe mai venuto in mente di violare il regolamento, come a volte poteva essere accaduto ad Hogwarts: di contro, era più difficile e raro che gli insegnanti instaurassero un rapporto umano coi loro allievi… era tutto un bilanciamento, insomma, ma la Chamberlain poteva dire, per la sua personale esperienza, di essersi tutto sommato trovata bene.
Non le mancava la scuola, perché ne serbava i ricordi, così come non le era mancata la Gilda in quel primo mese a scuola, un po' perché ci tornava ogni fine settimana, un po' perché vi aveva passato sette anni lontana, ed un po' perché, comunque, aveva trovato Confratelli e Consorelle anche ad Hogwarts: la Sempreverde, prima di tutti; l'amica d'infanzia Rebecca, e il "tifone" - così l'aveva soprannominato mentalmente - Seal… e poi una collega Acuan come Martha Bennet, seppur a lei non avesse ancora avuto modo di rivelarsi. Anche Jeremiah era un protetto dall'Acqua, ma avendo modo di parlarci a tu per tu, Phoebe decise che non ci sarebbe stato niente di male nel palesarsi a lui, ora che erano soli.
Per questo gli parlò nella lingua delle Gilde, quella che li accomunava, lasciandolo inizialmente - e giustamente - interdetto e sorpreso.

Co-come?!

Sorrise, la Terran, spiegandogli chi esattamente lei fosse: il Vento governava il suo spirito, un Elemento che in lei si era sviluppato fino all'ultimo stadio possibile ad un'età giovanissima, forse merito del fatto che sia i genitori che il nonno, Raiden, erano Terran dello stesso tipo.

Sono senza parole... Non mi era mai capitato di incontrare un Terran prima d'ora. La nostra missione comune non potrà che unirci ulteriormente.

Annuì alla risposta di lui, chiedendogli se fosse il caso di confidargli che sia Rebecca che Lindë lo erano - e la seconda era la Terran per eccellenza: alla fine decise di non dire nulla, non per cattiveria verso Jeremiah, ma per permettere alle dirette interessate di rivelarsi a lui nel modo e nei tempi che preferivano; dopotutto, la Sempreverde a lei non aveva detto che Martha e il collega che aveva accanto erano Acuan, lasciandole quindi la possibilità di scoprirlo da sé… e le sembrava giusto lasciare a Murray la stessa libertà.

Se ti sembro scettico, non ti preoccupare: devo ancora abituarmi all'idea.

Non scusarti, è normale rimanere sorpresi: chissà perché siamo quasi sempre convinti che i nostri Confratelli debbano vivere delle vite totalmente lontane dalla nostra, e quindi rimaniamo spesso interdetti quando ci rendiamo conto di poterli trovare in un contesto quotidiano e quasi banale, come Hogwarts.

O almeno, per lei era così.
Aveva spalancato gli occhi quando le era stato detto che la Sempreverde lavorava lì - e magari per lei, essendo la Terran Verdigris, era pure comprensibile - e che accanto a lei vi erano altri Terran e, a quanto pareva, anche degli Acuan: ma in fondo, perché sorprendersi tanto? Se suo nonno lavorava in un ospedale, se i suoi genitori gestivano un allevamento, se c'erano nella sua Gilda persone che svolgevano i lavori più normali e tranquilli del mondo… perché scandalizzarsi alla consapevolezza che alcuni insegnassero nella scuola di magia europea?
Scosse il capo, prendendosi un po' in giro da sola, ritrovandosi poi di fronte un delicato bianco e rosa, un dono da parte del collega Acuan: se fosse stata una Terran con l'Elemento primario in corpo, avrebbe disapprovato tale gesto non per l'idea che voleva trasmettere, gentile e galante, quanto per l'atto in sé di sradicare il fiore dal terreno; essendo però una Terran del Vento, era meno legata a queste cose, e riconosceva solo la bellezza del pensiero di Jeremiah, al punto da prendere quel fiore e posarselo dietro l'orecchio destro, in mezzo ai capelli, una nota di colore nel mare castano della sua chioma.

Parlami di te… cos'hai fatto prima di diventare un docente, da quanto tempo sei… ciò che sei… - per non dire "Acuan" ad alta voce, avendo ripreso a parlare normalmente - cosa ti piace fare nel tempo libero, cose del genere.
Voglio conoscerti.


E non c'era alcuna sorta di "via preferenziale" verso di lui piuttosto che nei confronti degli altri colleghi: era chiaro, però, che essendo Jeremiah un Gildato, in qualche modo stuzzicava la curiosità di Phoebe più di quanto potessero fare altri professori; non c'era cattiveria, in questo, ma solo il desiderio di conoscere un Confratello che, come lei, agiva per il bene del Conflux e per esso era pronto a combattere.
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Messaggioda Jeremiah » 07/04/2014, 15:33

Il sole in fase calante illuminava il giardino dove i due insegnanti si erano casualmente incontrati: non proprio casualmente, per Jeremiah forse, ma Phoebe aveva avvertito la sua aura e lo aveva trovato: i particolari in cui l'aveva sorpreso erano dettagli trascurabili, ma fortunatamente Jeremiah si era svegliato e stava rimediando a quella gaffe: aver riaperto gli occhi era stata una fortuna, altrimenti avrebbe perso l'occasione perfetta per spendere del tempo con la professoressa di Cura delle Creature Magiche: una bellissima ragazza dai lineamenti e dallo sguardo perfetti.
Jeremiah trovava piacevole guardarla negli occhi: molti trovavano difficile sostenere il suo sguardo "grigio" per molto tempo, ma lei sembrava addirittura non badarci e sostenere a pieni voti quell'esame, con naturalezza.
C'era qualcosa di diverso: lui stesso era diverso; le altre volte era molto meno disinteressato a qualunque cosa accadesse davanti gli occhi: ora sentiva una curiosità crescente, quasi una voglia di scoprire sempre di più di colei che aveva a fianco.

Un bel cambiamento, dalla scuola americana a questa…

Abbastanza, ma qui è tutto diverso e mi piace di più.

Io invece ho studiato alla Musashi, perciò sono un'estranea di questo luogo tanto quanto te.

Mal comune, mezzo bardo... o era gardio... - Phoebe non ci avrebbe capito molto - Insomma, è un proverbio che usano spesso i babbani.

Concluse facendo spallucce.

Sai, lì le aree verdi sono presenti in grandi quantità, un po' come qui, ma gli studenti sono decisamente più tranquilli.

Ho sentito dire che qui ne combinano un po di tutti i colori, ma con loro si convive serenamente... forse perché sono stato chiaro fin dall'inizio ed entrambe le parti hanno compreso la posizione e il rapporto che occorre tra alunno e insegnante.

Eppure lui stesso era stato un trasgressore di quei fondamenti: lui aveva amato un'insegnante, si era spinto oltre il limite. Sollevò di nascosto un angolo della bocca, mentre il pensiero correva inevitabilmente a Sabrina: chissà se lo aveva osservato, se fosse fiera di lui per quel che era diventato; era cresciuto, la sua perdita lo aveva formato, lo aveva rafforzato e indebolito al contempo, ma anche quelle debolezze erano state colmate e ne era uscito moralmente solido e indistruttibile. Avrebbe sfidato chiunque a scalfire quella barriera, quella barriera che poteva abbassare ed alzare a proprio piacimento, seguendo equilibratamente ragione ed istinto.
Sapeva ponderare la situazione, ora, non era più quell'incauto studente menefreghista e - perché no - egoista che metteva al primo posto se stesso e poi gli altri, amici o conoscenti, senza preferenze; solo due eccezioni a quel comportamento: Noel e quella che lui ricordava come il Numero 6.
La rivelazione di poco dopo lo lasciò piacevolmente di stucco: non si sarebbe mai aspettato di incontrare una Gildata della Terra, non ad Hogwarts perlomeno. Era la prima volta che conosceva un membro di una Gilda che non fosse un Acuan e non aveva idea di come potersi rapportare con lei dopo questa verità, ma convenne che si sarebbe comportato come sempre, trascurando tra virgolette quel dettaglio.
E così in quel castello non erano solo lui e la Bennet, come gli era potuto passare per la testa? Ora erano in tre, o forse quattro, cinque o sei... Ora che ci pensava quanti ne aveva incontrati senza sapere quel che erano in realtà? Quanti invece sapevano chi era lui, ma non erano mai stati espliciti confessandoglielo? Si sentiva quasi un punto minuscolo, altrettanto felice e insignificante: era la manifestazione del Conflux, che si manifestava in tutte le forme; l'espressione della sua presenza in qualunque momento della sua vita, intorno a lui e dentro di lui.

Non scusarti, è normale rimanere sorpresi: chissà perché siamo quasi sempre convinti che i nostri Confratelli debbano vivere delle vite totalmente lontane dalla nostra, e quindi rimaniamo spesso interdetti quando ci rendiamo conto di poterli trovare in un contesto quotidiano e quasi banale, come Hogwarts.

Intendevo proprio questo...

Non riuscì a dire altro, ma trovò il modo per manifestare la sua felicità con quel gesto che forse, al cospetto di un Gildato protetto della Terra, non sarebbe stato molto apprezzato, tuttavia osò e fu lieto di vedere che Phoebe accettò volentieri quel dono e lo infilò tra i suoi lunghi capelli, come un ornamento. Sorrise, compiaciuto dal suo aspetto con quel fiore in più; si grattò la punta del naso con la mano per poi guardare altrove, un po in imbarazzo per quel raro gesto di vera galanteria, non come i buffi inchini di poco prima.

Parlami di te… cos'hai fatto prima di diventare un docente, da quanto tempo sei… ciò che sei… cosa ti piace fare nel tempo libero, cose del genere.
Voglio conoscerti.


L'ultima affermazione non poté che compiacerlo: amava quando qualcuno gli dedicava attenzione, in questo caso non poteva che essere più felice. Phoebe era una bella ragazza, con la quale aveva scoperto di avere in comune qualcosa di molto importante, qualcosa su cui si fondavano le loro stesse vite e inevitabilmente si intrecciavano come due radici dello stesso albero.
Si schiarì la voce prima di iniziare un breve racconto della sua esperienza.

Certo! Da dove cominciare... Oltre ad essere un insegnante, sono una Guardia MediMagica: la MediMagia è sempre stata la mia passione ed è grazie ad essa che sono diventato... quel che sono insomma... Per completare i miei studi di MediMagia decisi di viaggiare e trasferirmi in Italia, a Milano. Dopo aver conseguito una tesi in medicina mi è stato offerto di conseguire un Master con la dottoressa Mikaela Gregerdottir: accettai all'istante. Lasciai l'Italia e mi diressi in Islanda, pronto per questa nuova avventura, inconsapevole di quel che stava per accadere nella mia vita.

Si interruppe un secondo, per assicurarsi che le fosse tutto chiaro e che non si fosse persa qualche passaggio.

Dopo la conferenza della dottoressa Gregerdottir, una donna volle parlarmi - l'Acuan Diluvium in persona - e fu lei a dirmi quel che ero in realtà; quello che custodivo e quel che ero destinato a fare. Dunque mi domandò se fosse mia premura mantenere viva l'Acqua, oppure lasciare che l'Elemento in me si assopisse: capii che quella era la mia strada, l'Acqua mi aveva salvato la vita a soli 11 anni da un annegamento in cui qualunque altra persona al mio posto sarebbe morta.
Ed eccomi qui!


Esordì infine, allargando le braccia e sollevando uno spigolo della bocca in un ghigno divertito.
Con la coda dell'occhio individuò una panchina di legno poco distante e con un cenno della mano l'avrebbe indicata, esortandola a sedersi: qualora avesse accettato, avrebbe preso posto a fianco lei, per poi incrociare le gambe sulla panchina e disporsi frontale a lei, in modo da non dover girare il collo ed evitare una posizione scomoda.

Ti sembrerà strano l'abbinamento tra Storia della Magia e MediMagia, ma la prima è un mio secondo grande interesse; ho avuto l'occasione per concretizzarlo.
Di tanto in tanto vado a vedere qualche partita di Quidditch, ma non sono un appassionato accanito.


Era tanto che non andava a vedere una partita, ma si sarebbe divertito molto vedere le partite fra le squadre delle casate: aveva sentito che i Dragargenteo avevano una squadra niente male, probabilmente una squadra molto accesa per via del loro spirito di competizione sempre acceso.

Mi piacciono molto gli animali, anche se non ho ancora trovato l'animale adatto a me: la lince è quello che preferisco di gran lunga, molto affascinante.

Poteva di aver descritto a sommi capi la sua vita e i suoi interessi: se fosse entrato nei particolari della sua avvincente storia avrebbe rischiato di annoiarla, in più non avrebbe terminato per quel pomeriggio.
Era curioso di entrare nella sua testa per sapere quale fosse il pensiero di Phoebe su di lui; magari la stava annoiando e non se ne accorgeva, oppure il contrario: non si era mai domandato quello che potessero pensare le ragazze di lui. Di solito lo trovavano interessante già all'aspetto, tanto bastava per potersele portare a letto per una notte; nel caso di Phoebe non gli sarebbe dispiaciuto sapere di più. Quella ragazza aveva guadagnato parecchi punti in un solo incontro, o forse era lui quello che doveva guadagnare punti? Certamente non era una ragazza facile: il modo con il quale lo guardava e il suo comportamento non lasciavano trapelare nulla che volesse dire gradimento o altro, ciò significava che era una donna dai puri principi riguardo quel genere di cose e questo non poteva che stuzzicare la sua attenzione e saperne di più a riguardo.

Di te cosa mi dici? Non so praticamente nulla...

Magari aveva trovato qualcuno a cui rivelare senza timore la sua parte migliore: un'altra Noel? Un'altra Sabrina? Insomma, un'altra persona con la quale abbassare la barriera: ma forse la barriera aveva cominciato a calare, e lui non se n'era nemmeno accorto.
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Messaggioda Phoebe » 07/04/2014, 19:38

Avevano diverse cose in comune, a ben vedere: entrambi provenienti da una scuola diversa rispetto a quella dove si trovavano ad insegnare ora, entrambi molto giovani, entrambi protettori del Conflux, seppur con Elementi diversi dentro i loro spiriti.
Phoebe era contenta di aver trovato una persona così apparentemente affine a sé, almeno oltre a Rebecca avrebbe potuto interagire, e magari costruire un bel rapporto, anche con qualcun altro: non che le desse fastidio l'idea di approcciarsi anche con gli altri docenti, al contrario, ma era chiaro che con un Gildato era tutto più semplice e, spesso, si potevano evitare bugie a fin di bene, volte a mantenere la privacy della propria famiglia elementale.
Tornando ai punti in comune, in particolare lei e Jeremiah, provenendo da due scuole che non erano Hogwarts, potevano commentare cosa ci fosse di comune e diverso tra il Castello e il luogo in cui avevano studiato: per Phoebe, ad esempio, non era tanto l'ambiente ciò che si distingueva dalla Musashi - come poteva essere per Murray riferendosi alla Cyprus - quanto il rapporto molto distaccato e rigido tra studenti e professori, e la serietà più marcata dei primi che difficilmente avrebbero mai preso spontaneamente un'iniziativa volta a violare il regolamento della scuola.

Ho sentito dire che qui ne combinano un po di tutti i colori, ma con loro si convive serenamente... forse perché sono stato chiaro fin dall'inizio ed entrambe le parti hanno compreso la posizione e il rapporto che occorre tra alunno e insegnante.

Anche io ho pensato fosse giusto spiegare ai ragazzi quale fosse il mio metodo, anche se ammetto che non è stato semplice. - commentò la Chamberlain, pensierosa - Essendo così giovane, sai, non è semplice essere presa sul serio, ed è stato abbastanza spontaneo per gli studenti, credo, fare un paragone con l'ex docente di Cura, Simon McDullan… a quanto ne so, era molto amato.
Non voglio risultare migliore di lui, anche perché sicuramente ho meno esperienza di tutti gli altri, ma è strano sapere di rapportarsi con qualcuno che sì, ti sta ascoltando, ma che nel frattempo valuta e giudica ogni tua mossa.
- aggiunse la ragazza, ormai giovane donna, studiando il volo di un cardellino che compiva giri della morte di fronte a lei quasi per volersi vedere omaggiato dalla Terran per la sua bravura.

Gli sorrise, ma era chiaro che stesse ancora pensando a qualcosa: per Phoebe, l'essere docente non voleva certo dire essere immune ai giudizi o alle critiche; al contrario, per gli studenti erano quasi un dovere esternare, tra loro, un giudizio su un professore, che fosse positivo o negativo. Naturalmente i suoi colleghi con più esperienza, quelli navigati, erano anche meno portati a far caso a questi particolari, ma essendo la Terran alla sua prima esperienza, probabilmente era più sensibile all'idea di quel confronto, da cui forse non sarebbe uscita vittoriosa: le sarebbe piaciuto fare bella impressione sugli studenti, non perché voleva risultare a tutti i costi simpatica, ma perché comprendeva che, in quel caso, sarebbe stato più facile attirare la loro attenzione, convincerli ad ascoltarla.
Al di là di tutto, infatti, essere docente per lei voleva dire istruire gli studenti sulla sua materia, renderli preparati ad affrontare le prove che la vita avrebbe posto loro in collegamento ad essa: non riuscire in tale intento sarebbe equivalso come fallire, ed il suo carattere indomito non lo permetteva; essere simpatica o meno, quindi, non era una prerogativa né una priorità, ma semplicemente un mezzo in più per riuscire velocemente nel suo intento.

Intendevo proprio questo...

Aveva rivelato a Jeremiah la sua appartenenza alla Gilda Terran, facendogli dunque presente di sapere che lui era un Acuan: lo spaesamento che il ragazzo aveva provato a quella notizia era del tutto lecito dal punto di vista di Phoebe, anche se dentro di sé sapeva che quel tipo di reazione - reazione che anche lei aveva avuto al tempo, sapendo della presenza di Lindë, Rebecca, Typhon e poi anche Martha al Castello - non aveva ragione di esistere; i Gildati, in fondo, non erano come i Druidi, creature leggendarie nel mondo magico e comunque rare anche per loro, chiuse nelle loro comunità ed isolate dal resto del mondo.
Ignis, Acuan e Terran erano persone comuni con lavori comuni, mischiati quindi nel mondo magico come chiunque altro: perciò, perché stupirsi tanto nello scoprire che alcuni dei docenti di Hogwarts appartenevano alle Gilde? Non aveva senso, eppure Murray aveva provato quella sensazione di stupore, e lei anche a suo tempo.
Evidentemente erano insito nell'animo umano provare sorpresa per cose che, invece, non avrebbero dovuto stupire più di tanto; sorpresa lecita fu invece quella per il gesto di Jeremiah, per quel fiore che lui le offrì in dono e che lei accettò con un sorriso, fermandoselo dietro all'orecchio cosicché spiccasse tra i suoi capelli e donasse un po' di colore naturale alla sua figura.
Al contempo, gli chiese di raccontarle qualcosa in più di sé, di permetterle di conoscerlo meglio attraverso informazioni che lui si sentiva libero di donarle, di condividere con lei.

Certo! Da dove cominciare... Oltre ad essere un insegnante, sono una Guardia MediMagica: la MediMagia è sempre stata la mia passione ed è grazie ad essa che sono diventato... quel che sono insomma... Per completare i miei studi di MediMagia decisi di viaggiare e trasferirmi in Italia, a Milano. Dopo aver conseguito una tesi in medicina mi è stato offerto di conseguire un Master con la dottoressa Mikaela Gregerdottir: accettai all'istante. Lasciai l'Italia e mi diressi in Islanda, pronto per questa nuova avventura, inconsapevole di quel che stava per accadere nella mia vita.

MediMagia, una coincidenza non indifferente per lei, visto quale importanza avesse la figura del nonno, Raiden Lambert, proprio in quel settore: tuttavia non disse nulla al momento, preferendo non interrompere il suo racconto visto che lui era stato così disponibile ad aprirsi con lei.

Dopo la conferenza della dottoressa Gregerdottir, una donna volle parlarmi - l'Acuan Diluvium in persona - e fu lei a dirmi quel che ero in realtà; quello che custodivo e quel che ero destinato a fare. Dunque mi domandò se fosse mia premura mantenere viva l'Acqua, oppure lasciare che l'Elemento in me si assopisse: capii che quella era la mia strada, l'Acqua mi aveva salvato la vita a soli 11 anni da un annegamento in cui qualunque altra persona al mio posto sarebbe morta.
Ed eccomi qui!


Sorrise di fronte a quelle parole, accettando volentieri l'invito di sedersi su una panchina: anche lei si sarebbe seduta frontalmente a Jeremiah, portandosi però le ginocchia vicino al petto e posando il mento su di esse, così da poterlo guardare più comodamente negli occhi.

Ti sembrerà strano l'abbinamento tra Storia della Magia e MediMagia, ma la prima è un mio secondo grande interesse; ho avuto l'occasione per concretizzarlo.
Di tanto in tanto vado a vedere qualche partita di Quidditch, ma non sono un appassionato accanito.
Mi piacciono molto gli animali, anche se non ho ancora trovato l'animale adatto a me: la lince è quello che preferisco di gran lunga, molto affascinante.


Aveva parlato molto, e ne era felice: le piaceva ascoltare, spesso le riusciva più facile che parlare e raccontare se stessa, il proprio passato, il proprio essere; da quando era stata morsa da un Lupo Mannaro, poi, era ancora più difficile per la Terran aprirsi al prossimo… ma con un Gildato era tutto meno complicato, perché se un Elemento l'aveva scelto significava che lo riteneva degno di proteggere il Conflux, e allora poteva essere la cosa giusta fidarsi di lui.

Di te cosa mi dici? Non so praticamente nulla...

Vediamo… come mi chiamo già lo sai, quindi lo salterò.
Il mio colore preferito è il grigio screziato di verde - originale vista la mia appartenenza elementale, lo so - e adoro tutti gli animali, anche se la mia predilezione va ai volatili… sempre per rimanere in tema di originalità.


Arricciò il naso, imbarazzata e divertita al tempo stesso, prima di riprendere.

Ho compiuto 25 anni meno di due mesi fa, e sono australiana di nascita: ho vissuto quasi sempre nel villaggio, poiché anche i miei genitori sono come me… - continuò a raccontare a voce bassa, complice, perché nessuno si trovava lì intorno ma, comunque, non si poteva mai sapere - In effetti, essendo tu un Medimago, dovresti anche conoscere, almeno per sentito dire, mio nonno… Raiden Lambert. - ed essendo uno dei più illustri esponenti del settore nel mondo magico, era praticamente impossibile che Jeremiah ignorasse la sua identità.

A ben pensarci, forse gli sarebbe apparso sorprendente parlare come nulla fosse con la nipote di un Medimago così famoso e brillante, ma se potevano incontrare Gildati ad Hogwarts in mezzo a tanti docenti, forse non dovevano più stupirsi di nulla.

A differenza di altri, non ho mai dovuto sostenere alcuna prova per sentire il mio Elemento dentro il mio spirito… si è presentato da solo, quando avevo sei anni, e ai miei diciannove ha raggiunto il suo massimo sviluppo: insolito, lo so, e non saprei spiegartene il motivo. Forse perché anche i miei genitori possedevano lo stesso Elemento, forse è stata una benedizione di Windam… ignoro quale sia la vera motivazione, ma sono felice che i refoli di Eolo abbiano soffiato dentro di me fin da una così tenera età.

Perché era cresciuta col Vento, ed aveva quindi avuto molto più tempo per controllarlo.
Si portò i capelli dietro l'orecchio libero dal fiore, ed abbozzò un sorriso, forse leggermente imbarazzato per la poca capacità, almeno a detta sua, di rendere interessante il racconto della propria vita.

Mio nonno mi ha formata fin da piccola su alcune materie, come Pozioni, Alchimia, Erbologia e Medicina di base, mentre essendo i miei genitori due allevatori, ho imparato quasi subito a rapportarmi con le creature magiche, e a prendermene cura.
Poi sono andata alla Musashi, e dopo aver preso il diploma ho conseguito due Master in Cura delle Creature Magiche; a quel punto ho capito che la mia strada era altrove, e ho lasciato il villaggio per viaggiare e lavorare come allevatrice nelle riserve naturali più importanti del mondo… sono stata lontana per sette anni.


Un tempo incredibilmente lungo, ma per lei era passato così velocemente da non rendersene quasi nemmeno conto: solo una volta tornata aveva compreso quanto in realtà le cose fossero cambiate in quegli anni, quanto lei stessa fosse cambiata forse anche a causa di ciò che aveva vissuto, quel morso che aveva influenzato molto il suo essere - e che non rivelò all'altro perché, pur fidandosi, era qualcosa di estremamente delicato e personale.

Una volta tornata pensavo di andare a lavorare nell'allevamento dei miei, ma sono stata contattata da Madeline Bergman che mi ha offerto la cattedra di Cura qui ad Hogwarts, perciò… non ho potuto rifiutare. - anche perché a scuola ci sarebbe stata anche la sua Sempreverde, un dettaglio di sicuro non di poco conto - E torniamo a questo momento, dove mi trovo seduta a raccontarti la mia vita, sperando di non averti annoiato troppo e pronta a rispondere a qualsiasi quesito tu voglia pormi.

Concluse, lasciandosi andare ad una leggera risata vagamente imbarazzata: in cuor suo, però, sperava davvero di non averlo spinto ad uccidersi dalla noia.
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Messaggioda Jeremiah » 08/04/2014, 0:11

C'era un motivo per cui i due insegnanti erano insieme nel Giardino, c'era un motivo per cui Murray era stato svegliato da uno stormo di uccellini in fermento, c'era un motivo per cui lei si era diretta in quel posto: era stata la forza del Conclux ad unirli, ad accomunarli, a sciogliere il ghiaccio fin dal primo sguardo. L'Acqua aveva reagito istintivamente? Aveva riconosciuto il Vento e si era lasciato circondare da esso, senza che lui se ne fosse accorto? Quello era parte del fascino celato dietro il mistero del Conflux: la sintonia che poteva legare fin da subito due persone, come se fosse compagni da una vita. Jeremiah e Phoebe cooperavano per un obiettivo comune e tanto bastava per instaurare un'armonia e una sintonia fra di loro. Forse era il suo Elemento che lo aveva spinto a provare una certa curiosità nei suoi confronti? Non sapeva dirlo con certezza, ma non sempre il Conflux poteva influire sui loro sentimenti e sulle loro intenzioni, in questo caso ad esempio era stata la sua volontà a saperne di più su di lei, anche perché non era ancora a conoscenza dell'identità della professoressa Chamberlain; era stata lei a svelargli il suo segreto in seguito.
Sorpresa? Eccitazione? Ovviamente; non aveva mai pensato di poter ritrovare un protettore del Conflux lì ad Hogwarts, ma era un discorso leggermente egoista: come aveva potuto pensare di essere l'unico a custodire l'Elemento dentro di se ad Hogwarts?
Non l'aveva mai sfiorato l'ipotesi che potesse trovarsi a contatto con qualcuno che aveva la sua stessa missione, ma ragionando era quasi assurdo fare quel tipo di ragionamento: quante persone gli erano passate accanto sapendo esattamente chi fosse lui e quale fosse il suo segreto, mentre lui non aveva sospettato nulla?Era ancora un Lago, dunque l'Elemento non era ancora sviluppato abbastanza da poter avvertire la presenza di altri elementi intorno a se.

Anche io ho pensato fosse giusto spiegare ai ragazzi quale fosse il mio metodo, anche se ammetto che non è stato semplice. - disse lei in merito al loro ruoli di insegnanti e del comportamento dei ragazzi - Essendo così giovane, sai, non è semplice essere presa sul serio, ed è stato abbastanza spontaneo per gli studenti, credo, fare un paragone con l'ex docente di Cura, Simon McDullan… a quanto ne so, era molto amato.
Non voglio risultare migliore di lui, anche perché sicuramente ho meno esperienza di tutti gli altri, ma è strano sapere di rapportarsi con qualcuno che sì, ti sta ascoltando, ma che nel frattempo valuta e giudica ogni tua mossa.


Per te non deve essere difficile ottenere il silenzio e l'attenzione dei ragazzi - disse con aria poco seria - Ti basta scoccar loro un'occhiataccia per fulminarli all'istante.

Concluse con una lieve risata; il messaggio sottile era chiaramente un'annotazione alla particolarità dei suoi occhi che - se non si è capito - erano l'elemento dell'altra che avevano riscosso maggior interesse in lui. Ora che ci parlava, Jeremiah aveva notato anche la semplicità nei modi di fare e di ragionare: era una qualità che apprezzava molto nelle persone che incontrava. Eppure se avesse saputo tutto di lei, avrebbe potuto dire tutto tranne che fosse una ragazza normale e carina per la semplicità: Phoebe custodiva un segreto più grande, ma era palese che non gliel'aveva ancora confessato per via del loro rapporto ancora agli albori e - seppur vicino - ancora fresco: non si conoscevano abbastanza affinché l'uno potesse riporre la propria fiducia nell'altro ad occhi chiusi: gli Elementi, comunque, incrementavano la velocità di quel processo che in due persone normali avrebbe richiesto maggiore tempo e conoscenza.
Era convinto che da quel momento in poi il rapporto che avrebbe costruito con Phoebe sarebbe stato fra i suoi preferiti, perché finora aveva riscontrato in lei tutti i tratti che più stuzzicavano la sua attenzione e il suo interesse: ma per lei sarebbe stato lo stesso? Lo trovava interessante? O forse la annoiava da morire?
Osservò la strana posizione in cui si era messa ad ascoltarlo: esattamente di fronte a lui, con le ginocchia al petto e il mento poggiato su di esse: sembrava tanto un'adolescente e l'avrebbe facilmente scambiata se non avesse saputo la sua reale età.
Quando ebbe finito fu il suo turno: era davvero intenzionato a sapere qualcosa in più sul suo conto, per cui la imitò e tirò le ginocchia al petto, poggiandoci la testa. Le fece una linguaccia.

Vediamo… come mi chiamo già lo sai, quindi lo salterò.
Il mio colore preferito è il grigio screziato di verde - originale vista la mia appartenenza elementale, lo so - e adoro tutti gli animali, anche se la mia predilezione va ai volatili… sempre per rimanere in tema di originalità.


Anche a me piace il grigio - e rimanendo in quella posizione le indicò le proprie iridi, un po cinicamente - Per quanto riguarda i volatili... non li disprezzo, ma non ci vado matto.

Ho compiuto 25 anni meno di due mesi fa, e sono australiana di nascita: ho vissuto quasi sempre nel villaggio, poiché anche i miei genitori sono come me…

Dunque lei fin da piccola era cresciuta nell'ambiente della Gilda; i genitori erano come lei, probabilmente sul loro esempio aveva coltivato spontaneamente l'Elemento dentro di se. Non aveva mai sentito parlare di qualcuno che fosse a conoscenza del villaggio della Gilda fin dalla tenera età: evidentemente il Vento si era mostrato in lei fin da infante, altrimenti perché permetterle di entrare ne villaggio? La sicurezza era di primaria importanza per mantenere la segretezza delle tre Gilde, come fidarsi di un bambino? Era come diceva lui, forse: lei era una sorta di ragazza "speciale".

In effetti, essendo tu un Medimago, dovresti anche conoscere, almeno per sentito dire, mio nonno… Raiden Lambert.

Certo che ho sentito parlare di Raiden Lambert - confermò lui come se fosse la cosa più normale al mondo - Aspetta, cos'hai detto? E' tuo nonno?! Wow... Quante altre sorprese riservi?

A differenza di altri, non ho mai dovuto sostenere alcuna prova per sentire il mio Elemento dentro il mio spirito… si è presentato da solo, quando avevo sei anni, e ai miei diciannove ha raggiunto il suo massimo sviluppo: insolito, lo so, e non saprei spiegartene il motivo. Forse perché anche i miei genitori possedevano lo stesso Elemento, forse è stata una benedizione di Windam… ignoro quale sia la vera motivazione, ma sono felice che i refoli di Eolo abbiano soffiato dentro di me fin da una così tenera età.

Wow... Devi essere una vera forza della Natura! - esclamò sorridente - Giusto per rimanere in tema.

Le disse alzando un dito, ricordando che lei aveva detto lo stesso quando gli aveva raccontato che il suo colore preferito era il grigio sfumato con il verde e che aveva una predilezione verso i volatili.
Tornò ad ascoltare il suo racconto con attenzione, preso da quanto aveva da raccontargli.

Una volta tornata pensavo di andare a lavorare nell'allevamento dei miei, ma sono stata contattata da Madeline Bergman che mi ha offerto la cattedra di Cura qui ad Hogwarts, perciò… non ho potuto rifiutare.

Il Vento ti ha sospinto fin qui, in mezzo al Lago.

Disse con ironia, alzando le sopracciglia e con l'aria di uno che si desse importanza.
Si sentiva molto più allegro del solito e molto più propenso a fare battute: forse Phoebe aveva soffiato più allegria dentro di lui.
Più il tempo passava e più realizzava che era un vero piacere stare seduto sulla panchina a parlare di loro due: non aveva mai trovato tanto interessante narrare la propria vita quanto quella volta; si era lasciato convincere dall'ipotesi che fosse la loro vicinanza spirituale a spingerlo a tale comportamento, ma quello era solo un di più che apprezzava della personalità di Phoebe, ma ancora doveva capacitarsene.

E torniamo a questo momento, dove mi trovo seduta a raccontarti la mia vita, sperando di non averti annoiato troppo e pronta a rispondere a qualsiasi quesito tu voglia pormi.

Scherzi? Non mi annoi affatto.
Potresti ricominciare da capo, ti ascolterei ancora...


Confessò lui, sorpreso da se stesso per quel commento spontaneo.
Dov'era finita la sua onnipresente riflessione e razionalità? Il Lago era in burrasca.
Era quasi dolce nelle vesti del ragazzo gentile; avrebbe riso di se stesso se si fosse guardato dall'esterno. Oppure guardando la situazione dall'esterno avrebbe trovato un'ulteriore angolatura per guardare ancora meglio Phoebe? Quella ragazza aveva un di più rispetto alle altre - non sapeva in cosa consisteva - che la distingueva. Avrebbe affondato volentieri il suo sguardo nei suoi occhi grandi e particolari, belli.
Aveva inevitabilmente abbassato lo sguardo, lasciando che il ciuffo di capelli castani gli ricadesse sul viso, coprendo leggermente quel porpora sulle goti.

In effetti, mi potresti aiutare - e disse, alzando la testa di scatto - Non ho ancora scelto un animale da compagnia: penso che tra la creatura e il padrone debba intercorrere un feeling e una complicità fin dal primo sguardo: l'uno deve fidarsi dell'altro. Adoro le fenici, un po perché mi rispecchio in esse, ma comprendo la loro rarità.

Esitò in cerca di un consiglio.

Secondo te che tipo di animale farebbe al caso mio?

Seguì il suggerimento che gli aveva fornito Monique, chiedendo all'Allevatrice supporto nella scelta di un familio. Da sempre desiderava un animale da compagnia, ma ora era davvero desideroso di trovare quello che facesse al caso suo: la professoressa Chamberlain avrebbe potuto dargli qualche consiglio, anche perché lei conosceva il suo segreto più remoto.
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Messaggioda Phoebe » 08/04/2014, 12:11

Per te non deve essere difficile ottenere il silenzio e l'attenzione dei ragazzi. Ti basta scoccar loro un'occhiataccia per fulminarli all'istante.

Faccio così tanta paura?

Scherzò lei di rimando, un po' imbarazzata all'idea che lui avesse potuto farle un complimento - ed un po' timorosa di aver invece capito male e di aver inteso la cosa sbagliata… i lati negativi dell'aver passato i precedenti sette anni in mezzo agli animali, invece che agli esseri umani.
Jeremiah comunque le sembrava un ragazzo a posto, con la testa sulle spalle e ben capace di rapportarsi agli altri, sicuramente comunque più di quanto non stesse facendo lei. In quel caso erano i loro Elementi, in particolare quello di Phoebe, a sopperire ad eventuali mancanze o deficit sociali, aiutandola a sentirsi più a suo agio del normale con lui proprio perché conosceva il suo segreto più grande e, seppur in forma diversa, lo condivideva: il fatto che avessero degli Elementi diversi li rendeva comunque uniti nella protezione del Conflux, era un po' come se fossero cugini… una sottospecie di cugini alla lontana ma nemmeno troppo, insomma.
E visto che dovevano parlare un po' di loro stessi, perché non farlo seduti comodamente su una panchina? In effetti, se qualcuno li avesse visti, avrebbe stentato a credere che fossero due docenti della scuola: in particolare, Phoebe sembrava più un'adolescente intenta a scambiarsi pettegolezzi con l'amico di turno, o in preda alle confidenze più smielate col fidanzatino della scuola, vista la sua posizione del tutto inappropriata per una professoressa; eppure lei, che incarnava il Vento, non se ne curava, reputando lecito potersi sedere come più preferiva, affinché fosse comoda.
E poi non c'era nulla di scandaloso nella posizione che aveva scelto, al massimo, appunto, era fuori luogo per una docente… ma in quel momento non c'era nessuno che li stesse guardando, perciò poteva anche considerare se stessa non come la professoressa Chamberlain, ma solo come Phoebe, una giovane donna intenta a farsi conoscere dal collega. Jeremiah, d'altro canto, sembrò apprezzare quella posizione da lei scelta, al punto da imitarla a specchio, facendole nascere un sorriso sulle labbra a cui lui rispose con una linguaccia.
Sì, proprio due docenti maturi e responsabili.
Iniziò comunque a raccontare qualcosa di sé, partendo dal colore preferito e dalla passione per gli animali, entrambi influenzati dall'Elemento che le soffiava nello spirito, continuando con l'età e il racconto di se stessa, della sua infanzia e della sua crescita, rivelandogli anche di essere la nipote di Raiden Lambert, un luminare nel campo della Medimagia.

Certo che ho sentito parlare di Raiden Lambert.
Aspetta, cos'hai detto? E' tuo nonno?! Wow... Quante altre sorprese riservi?


Sorrise, nuovamente compiaciuta ed imbarazzata al tempo stesso, per poi rispondere alla sua domanda con la confidenza sulla sua particolare affinità col proprio Elemento, una connessione tale da manifestarsi prestissimo rispetto alla norma e da raggiungere il picco massimo prima dei vent'anni, evento quanto mai raro e particolare.

Wow... Devi essere una vera forza della Natura! Giusto per rimanere in tema.

Rise alla sua battuta, ma aveva ragione nel suo significato: non che si sentisse migliore di altri Terran del Vento - bastava pensare a suo nonno, non sarebbe mai stata superiore a lui nemmeno impegnandocisi - ma era abbastanza convinta che quella forza dentro di lei, fin da bambina, l'avesse aiutata a superare tante cose, anche i momenti più brutti vissuti nell'infanzia e, soprattutto, nell'età adulta, come essere diventata una Lupa Mannara - particolare non rivelato a Jeremiah per mancanza di conoscenza, ancora.

Il Vento ti ha sospinto fin qui, in mezzo al Lago.

Penso che in parte sia effettivamente così. - confermò Phoebe, che non vedeva motivo di nascondere quanta importanza avesse avuto il suo Elemento in quella decisione - Ero molto indecisa quando la Preside Bergman mi ha offerto il lavoro, non avendo nessuna esperienza in questo campo… ma ho sentito che dentro di me era proprio il Vento a spingermi in quella direzione, a premere affinché accettassi questa nuova sfida, e così ho fatto. - e poi, naturalmente, c'era stato anche il supporto della Sempreverde, visto che anche lei lavorava ad Hogwarts, ma non ne fece parola con Jeremiah così da lasciar libera la Terran Verdigris di rivelarsi quando e come avesse voluto, e all'Acuan di scoprirlo in prima persona, direttamente dall'interessata, e non per vie traverse.

Si stava trovando bene a parlare col collega di Storia della Magia, ma temeva che forse l'altro si stesse annoiando, perché non si poteva dire che la sua vita fosse stata chissà quanto eccitante - a meno di non raccontargli tutte le specie di creature magiche incontrate, ma era un argomento che poteva interessare solo se si amava davvero quella materia.
Jeremiah, però, si premurò subito di tranquillizzarla, facendola arrossire leggermente sulle gote per un complimento, perché lei lo recepì come tale, inaspettato.

Scherzi? Non mi annoi affatto.
Potresti ricominciare da capo, ti ascolterei ancora...


Tra il fatto di aver passato così tanto tempo lontano da relazioni sociali con l'altro sesso, di non aver mai avuto chissà quante esperienze di tal genere, e soprattutto di aver sperimentato più che altro "campi" diversi rispetto agli approcci tra maschi e femmine, Phoebe non poteva definirsi un'artista del flirt o della seduzione… il risultato fu dunque che entrambi si ritrovarono abbastanza imbarazzati, anche se rispetto a Jeremiah, la Chamberlain era probabilmente più compiaciuta.

In effetti, mi potresti aiutare…

Quelle parole la spinsero a posare nuovamente lo sguardo su di lui, curiosa ora di capire come avrebbe mai potuto essergli utile, a meno che non volesse un consiglio su come approcciarsi ad una determinata creatura magica… e come scoprì poco dopo, non ci andò nemmeno troppo lontano con quell'ipotesi.

Non ho ancora scelto un animale da compagnia: penso che tra la creatura e il padrone debba intercorrere un feeling e una complicità fin dal primo sguardo: l'uno deve fidarsi dell'altro. Adoro le fenici, un po perché mi rispecchio in esse, ma comprendo la loro rarità.

Annuì, esortandolo a proseguire e dunque a farle comprendere cosa effettivamente stesse cercando, in lei.

Secondo te che tipo di animale farebbe al caso mio?

Una domanda semplice apparentemente, ma che in realtà nascondeva un bel dilemma: facendo l'allevatrice, Phoebe era la prima a concordare col fatto che ci fosse un animale speciale per ogni persona, un po' come una sorta di anima gemella a quattro - o con più, o con meno, o direttamente senza - zampe… ma non era semplice trovarlo, al contrario.
Al suo quesito, comunque, non rispose subito, prendendosi diversi istanti di tempo per riflettere adeguatamente sulla domanda: gli occhi della ragazza, che a Murray tanto sembravano piacere, si velarono appena, come se la mente fosse appena traslata da quella conversazione ad un altro luogo, sconosciuto all'Acuan. Anche lo sguardo si spostò da lui ad un punto indefinito oltre la sua spalla, come se stesse vedendo qualcosa che però nessun altro poteva percepire.

… credo che escluderei un animale d'Acqua, nonostante sia l'Elemento a te affine. - cominciò a dire dopo quei momenti d'immobilità e silenzio, gli occhi che riacquistavano la solita luminosità e si posavano nuovamente sul volto dell'altro - Non ti conosco ancora benissimo, e quindi mi potrei anche sbagliare… ma credo che l'animale più adatto a te potrebbe essere il Felis Margarita, o Gatto delle Sabbie. - si risolse a dire alla fine, aprendo le labbra ad un piccolo sorriso dolce: l'aveva detto che amava gli animali, e quell'espressione poteva già esserne una prova - La sua specie è più piccola rispetto ai gatti normali, classici, ma non per questo meno capace di sopravvivere in modo autonomo ed indipendente.
È un tipo di gatto molto schivo apparentemente, diffidente, che studia chi ha di fronte, che sia un essere umano o un altro animale, a lungo, prima di avvicinarsi: tuttavia sa essere fedele e leale al proprio padrone, affettuoso con chi vuole, e molto territoriale, pronto a proteggere le cose e le persone a cui tiene.
Si sa confondere in mezzo agli altri gatti, quasi passando inosservato… ma rimarrà comunque diverso, speciale.


Prese una piccola pausa dopo quelle parole, alzando leggermente le spalle e sorridendogli ancora, questa volta un'espressione rivolta solo a lui e non perché stava pensando all'animale in questione.

Magari mi sbaglio, ma credo che a pelle potreste andare molto d'accordo.
E poi se penso che siete opposti, elementalmente parlando, perché tu incarni l'Acqua e lui è portato a sopportare anche le alte temperature, sono ancora più convinta che possiate andare d'accordo e diventare una bella squadra: in fondo sareste complementari, ed anche questo è importante, no?
- concluse, curiosa ora di conoscere la sua opinione.
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Messaggioda Jeremiah » 10/04/2014, 19:42

Aveva seguito il consiglio di Monique: si era spinto nella conoscenza di Phoebe: in realtà non l'aveva esattamente deciso, ma aveva colto l'occasione al volo e si era spinto nella sua conoscenza. Non sapeva molto di lei, tuttavia quel poco che gli aveva rivelato lo aveva indotto a concludere che era una ragazza niente male; condividevano lo stesso segreto e tanto bastava per avere parecchi punti in comune e instaurare un rapporto cordiale. Se fosse stata un'Ignis era dubbioso del fato che avessero avuto un rapporto rose e fiori, ma avrebbero ugualmente cooperato per il bene del Conflux, così come doveva essere fra la tre Gilde: l'Acqua, il Fuoco e la Terra si univano per tutelare l'imperturbabilità dell'equilibrio naturale: da chi? Da quei fattori oscuri e disturbanti, quel cancro che infettava l'albero della vita e che andava reciso per preservare la vita e la salvezza del sistema.
Ebbene, quello era il modo migliore per comprendere l'altra parte della medaglia e facilitare il connubio fra le diverse "famiglie": conoscere l'altro al meglio ed essere come fratello e sorella. "L'unione fa la forza" poteva benissimo essere uno dei precetti fra i tanti che regolavano la vita di ogni gildato.

Faccio così tanta paura?

No... - disse con un diniego del capo - Qualcosa del genere!

Era in vena di fare battute simpatiche? Sì, se si considerava il fatto che non era solito far ridere, ma più propenso a ridere anche se chiunque che lo conosceva bene poteva dire che era un evento più unico che raro: quando lo si vedeva sorridere era inevitabile non notare la sua dentatura curata e i denti ritti e in proporzione per la grandezza delle labbra e della bocca: aveva davvero un bel sorriso; non era consapevole perché prima di uscire di non si fissava allo specchio con un sorriso stampato sul volto per controllare che fosse tutto ok e pronto a ricevere mille sguardi, anche se così in effetti era: durante la carriera scolastica le ragazzine sghignazzavano sempre dopo averlo incontrato, tuttavia non sapeva se definire quegli eventi come coincidenze.
La verità era che non voleva essere affatto così, sempre al centro dell'attenzione di tutti e di tutto, con i suoi modi che tanto avevano affascinato gli insegnanti e attraverso i quali era riuscito a trarre persino nella sua trappola amorosa la giovane insegnante di Aritmanzia. Negli ultimi anni aveva subito un'evoluzione del suo carattere - non solo dovuto all'Elemento dell'Acqua - anche se sarebbe stato più corretto parlare di rivoluzione.
Persino con i suoi pazienti, in ospedale, aveva un'inclinazione ad essere più gentile e più disponibile: pensare che prima era tanto schietto quanto freddo, ma mai scortese o irrispettoso. Era diventato una persona migliore, anche se gli costava ammetterlo: una ferita per l'orgoglio personale.
Ascoltare gli era piaciuto da sempre: ascoltare ogni genere di cose; anche ora che era più aperto e propenso a fare parola con chiunque, preferiva ascoltare quel che gli altri avessero da dire: ad esempio ora era completamente rilassato mentre ascoltava il racconto di Phoebe Chamberlain, la ragazza che insegnava Cura delle Creature Magiche, la ragazza che come lui custodiva l'Elemento e che come lui aveva la missione di preservare il Conflux.
Ascoltò tutti i particolari della sua storia e fu una vera sorpresa scoprire che era la nipote del famoso Raiden Lambert, estremamente conosciuto in campo medico; ascoltando quanto aveva da dire aveva molta esperienza per essere una ragazza di venticinque anni: il suo viaggio si era concluso - come nel suo caso - con Hogwarts: una coincidenza molto curiosa considerando che entrambi erano gildati.

Penso che in parte sia effettivamente così. - disse in merito alla sua affermazione riguardo il fatto che l'Elemento l'avesse condotta lì - Ero molto indecisa quando la Preside Bergman mi ha offerto il lavoro, non avendo nessuna esperienza in questo campo… ma ho sentito che dentro di me era proprio il Vento a spingermi in quella direzione, a premere affinché accettassi questa nuova sfida, e così ho fatto.

Che fortuna...

Non si rese conto di aver espresso quel pensiero a voce, ma il tono era ridotto quasi a un sussurro che dubitava del fatto che lei lo avesse sentito.
Phoebe gli aveva fatto una buona impressione, quello era un dato di fatto oramai chiaro: le piaceva nel complesso, ma scomponendola nei suoi elementi più semplici era davvero incuriosito dal fascino che cominciava ad esercitare: era una ragazza tranquilla, ma soprattutto non dava segni di interessamento fisico a lui, oppure li sapeva nascondere davvero bene: era quasi una sfida per lui; era come incontrare un punto bianco in mezzo ad una distesa di nero e stupirsi: non che dovesse piacere a tutte a tutti i costi, ma era visibilmente un bel ragazzo, eppure lei non aveva per niente alluso a quello e nessun impulso l'aveva tradita.
Evidentemente non era intenzionata ad intraprendere relazioni o semplici storielle: era una ragazza dai sani principi, era chiaro; dunque se lei non era interessata a nulla di Jeremiah, allora l'Acuan avrebbe intrapreso una strada differente, da semplici amici magari, anche se non aveva ancora effettivamente realizzato del minimo interesse che aveva nei confronti di lei: quello lo avrebbe compreso solo rimanendo da solo con se stesso e ripensando alle loro conversazioni; così avrebbe compreso che qualcosa si era acceso in lui, come una fiammella che magari sarebbe diventato un grande falò a lungo andare, a meno che lei non si sarebbe subito avveduta e avrebbe spento sul nascere questa scintilla.
Dopo un primo momento d'imbarazzo riguardo quello strano complimento che era sgorgato spontaneo dalle sue labbra, si ricompose e chiese il suo consiglio riguardo un interesse di Jeremiah in cui lei sarebbe risultata di grande aiuto: un animale da compagnia, un familio per Jeremiah: una creatura in cui riporre tutta la sua fiducia, sua complice in tutto e per tutto; un animale con il quale avere un feeling particolare e unico.
Phoebe richiese un po di tempo per decidere: conoscendolo poco doveva riflettere bene per scegliere quale potesse fare al caso suo, un compito non facile; alla fine lei riuscì a dargli un consiglio.

… credo che escluderei un animale d'Acqua, nonostante sia l'Elemento a te affine.

Murray annuì, ascoltando con attenzione il suo consiglio.

Non ti conosco ancora benissimo, e quindi mi potrei anche sbagliare… ma credo che l'animale più adatto a te potrebbe essere il Felis Margarita, o Gatto delle Sabbie.

Gatto delle sabbie?

Ripeté perplesso, non avendone mai sentito parlare.

La sua specie è più piccola rispetto ai gatti normali, classici, ma non per questo meno capace di sopravvivere in modo autonomo ed indipendente.
È un tipo di gatto molto schivo apparentemente, diffidente, che studia chi ha di fronte, che sia un essere umano o un altro animale, a lungo, prima di avvicinarsi: tuttavia sa essere fedele e leale al proprio padrone, affettuoso con chi vuole, e molto territoriale, pronto a proteggere le cose e le persone a cui tiene.
Si sa confondere in mezzo agli altri gatti, quasi passando inosservato… ma rimarrà comunque diverso, speciale.


Partendo dal presupposto che sono in un certo senso affascinato dai gatti, questa creatura mi incuriosisce parecchio: credo che potremmo andare d'accordo per via dei nostri caratteri.
Saremmo complementari.


Disse con un certo entusiasmo: ma era il genere di creature che poteva trovare al Serraglio Stregato, a Diagon Alley? Oppure erano creature molto difficile da reperire?
Si disse che quello era un problema secondario, ci avrebbe pensato in seguito.

Magari mi sbaglio, ma credo che a pelle potreste andare molto d'accordo.
E poi se penso che siete opposti, elementalmente parlando, perché tu incarni l'Acqua e lui è portato a sopportare anche le alte temperature, sono ancora più convinta che possiate andare d'accordo e diventare una bella squadra: in fondo sareste complementari, ed anche questo è importante, no?


Raramente tendo ad aprirmi così tanto ad una persona, dunque pochi mi conoscono davvero bene - alzai le spalle come se essere introverso fosse una sorta di colpa - Ma tu... Sembra che tu mi conosca da tanto tempo.

Concluse sorpreso e compiaciuto al tempo stesso.
Curioso, come se Phoebe avesse scavato all'interno dei suoi pensieri e ne avesse estrapolato i segreti più remoti: ma non poteva dire il contrario; lui sembrava così distante dal conoscere lei, anche se gli aveva parlato di buona parte della sua vita.
Era nascosta da un velo di mistero che non gli sarebbe dispiaciuto scostare: non era sicuro di essere troppo soddisfatto di quel lato curioso poiché temeva di poter eccedere e diventare invadente: ma non si sentiva affatto così, lo era solo ora, da quando aveva saputo di Phoebe Chamberlain, la ragazza del vento, la ragazza misteriosa.

Qual è il tuo animale da compagnia?

Non le chiese se ne avesse o meno perché era quasi certo che - per il lavoro che svolgeva - doveva necessariamente averne uno, o ragionando per antitesi, sentiva di non doversi legare necessariamente ad un animale solo.
Nel primo caso - se conosceva la creatura - avrebbe saputo qualcosa in più sul suo essere, oppure ne avrebbe potuto dedurre il contrario seguendo lo stesso ragionamento che lei aveva seguito per quanto riguardava lui.
Percorse i contorni del viso, poi si soffermò sugli occhi, poi seguì la linea del suo naso, per finire all'attaccatura dei capelli e sul fiore che fermava i suoi capelli: strinse le labbra per evitare di sorridere e suscitare stranezze.
Quel fiore le donava davvero.
Per quanto sarebbe potuta rimanere lì a conversare? Il tempo non si poteva fermare - seppur inconsciamente lo desiderava - dunque in un angolo della sua testa una voce - che lui ostinatamente ignorava - pregava che non dovesse andar via, che potesse fargli ancora compagnia. Era piacevole parlare con lei e pensava già al loro secondo incontro: per quella volta non si sarebbe fatto sorprendere a sonnecchiare sotto un albero.
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Messaggioda Phoebe » 10/04/2014, 21:45

No… Qualcosa del genere!

Ah, grazie… che gentile!

Esclamò Phoebe, ridendo di gusto: chiaro che non avesse particolari momenti di timidezza con Jeremiah, visto che si stava rivelando una persona così simpatica e alla mano; sicuramente, poi, il fatto che avessero la stessa età e la stessa inesperienza in quel settore aiutava, la faceva sentire meno in soggezione rispetto ai colleghi più grandi ed esperti.
Lei, ad esempio, si sentiva una ragazzina a confronto con la docente di Divinazione, o la Vice Preside, e non perché le due donne prese come esempio fossero mai state sgradevoli con lei, o l'avessero fatta sentire piccola ed incapace… ma perché, semplicemente, la Terran non conosceva quel mondo che, invece, era ormai proprio delle colleghe - ed in generale era da tanto che non si rapportava socialmente con le altre persone, avendo passato gli ultimi sette anni a stretto contatto con gli animali.
Il collega di Storia della Magia, essendo inesperto quanto lei, le dava l'impressione di essere un po' sulla sua stessa barca, per questo non aveva troppi problemi a rapportarsi con lui - diverso il discorso per Rebecca o per la Sempreverde; e comunque anche lui era bravo a metterla a proprio agio, ascoltandola con attenzione e rispondendo volentieri alle sue domande, o alla sua voglia di conoscerlo un poco di più.
Gli raccontò dunque molte cose di sé, della sua vita, di come il Vento l'avesse influenzata, al punto da spingerla ad accettare quel posto come insegnante di Cura delle Creature Magiche seppur non l'avesse mai immaginato prima di quel momento.
Non colse il bisbiglio del giovane uomo, sperò soltanto che non fosse un qualche sbuffo di noia o di fastidio per qualcosa che aveva detto - era difficile, dopo tanto tempo, dover nuovamente pensare a cosa dire ed eventualmente a come dirlo.
Jeremiah rappresentava il suo primo, potenziale amico - esulando dall'italiana Auditore - e non voleva giocarselo per una parola di troppo: sicuramente il fatto di essere stata così tanto lontana da un contesto sociale "normale", situazione che ormai l'altro conosceva, era un'attenuante, ma questo non significava certo poter parlare a ruota libera, senza riflettere; non vedeva il collega Murray in altro modo, naturalmente, perché doveva prima ricominciare a considerarsi come parte di quel mondo abbandonato per così tanto tempo.
Era una figura oggettivamente attraente, aveva un modo di fare che le piaceva, e forse, in futuro, quando avesse ormai abbracciato pienamente il contesto nel quale si trovava, l'avrebbe guardato con occhi diversi: al momento ciò che Phoebe desiderava era che tutti i suoi colleghi, sia maschi che femmine, potessero diventare per lei conoscenti e perché no, magari anche degli amici. Ci sarebbe stato tempo e modo per andare oltre con uno di loro - anche perché era giovane e con tutta una vita davanti, fortunatamente.
Scosse il capo, dandosi della stupida per quei ragionamenti: il fatto che Jeremiah fosse gentile con lei non voleva certo dire che puntasse a qualcosa di diverso dalla semplice amicizia, ma Phoebe ricordava come i ragazzi corressero dietro a Rebecca fingendosi solo suoi amici - a lei molto di meno, essendo piatta rispetto all'altra e con una maggiore tendenza alla libertà data dal suo Elemento.
Meglio concentrarsi sulla conversazione, anche perché lui le aveva fatto una domanda complessa: quale poteva essere il famiglio maggiormente adatto alla sua persona? Ci pensò su per diversi minuti, decidendo poi di parlare seguendo l'istinto, non conoscendolo ancora abbastanza bene da potersi basare su particolari più intimi di lui.
Gli presentò dunque quella che era la sua idea, cioè quella che il gatto delle sabbie potesse essere l'animale perfetto per lui: elementalmente parlando erano opposti, lui Acqua e l'animale tipicamente caldo, più vicino al Fuoco, il che li rendeva complementari; su un piano caratteriale, invece, secondo Phoebe, avevano dei modi di essere e punti di vista simili, che potevano renderli una coppia affiatata.
Ma Jeremiah avrebbe apprezzato quell'idea, oppure considerava quel tipo di animale troppo lontano da sé, dal proprio modo di essere? - visto che l'istinto di Phoebe era buono, ma di sicuro non infallibile. Lo fissò, infatti, un poco ansiosa ed incerta, fino a che le parole dell'altro non la tranquillizzarono.

Partendo dal presupposto che sono in un certo senso affascinato dai gatti, questa creatura mi incuriosisce parecchio: credo che potremmo andare d'accordo per via dei nostri caratteri.
Saremmo complementari.


Fece un gran sorriso entusiasta al commento dell'Acuan, spostandosi i capelli dietro l'orecchio non adornato dal fiore con un moto di leggero ed imbarazzato compiacimento - per aver avuto l'idea giusta, per averlo in qualche modo soddisfatto.

Sono contenta che la mia idea ti piaccia!
Se vuoi possiamo fare un giro a quella cittadina magica qui vicino… aspetta, come si chiama, mh…
- si fermò un secondo, mordicchiandosi il labbro inferiore con fare indeciso, fino a che non ebbe l'illuminazione che cercava - Ah, sì, Hogsmeade!
Ecco, possiamo andare lì e girare per qualche negozio di animali fino a che non ne troviamo uno che abbia un gatto delle sabbie! Che ne dici?


Gli propose, sorridente e disponibile, non immaginando che fosse quasi come avergli appena chiesto di uscire insieme: ma quello non era un appuntamento galante per lei, quanto più la possibilità di aiutare un amico - o quasi tale - a trovare finalmente l'animale giusto per sé.

Raramente tendo ad aprirmi così tanto ad una persona, dunque pochi mi conoscono davvero bene.
Ma tu... Sembra che tu mi conosca da tanto tempo.


Oh… beh, spero non sia una cosa negativa, per te!

Commentò la Terran, non sapendo se quella particolarità potesse far piacere a Jeremiah o viceversa, potesse infastidirlo; non a tutti poteva piacere avere una certa sintonia con qualcuno altro, soprattutto se non lo si conosceva bene.

Qual è il tuo animale da compagnia?

Non ne ho uno tutto mio, in effetti. - ammise, con una leggera alzata di spalle - Credo che quando fai l'Allevatrice, come nel mio caso, diventi difficile legarsi ad una creatura sola, che sia magica o meno; vuoi bene un po' a tutte quante, e se anche ci sono quelle che preferisci, ergerne una sola sopra le altre… beh, non fa al caso mio. - o perlomeno, non le era ancora capitato di trovare un animale che le facesse pensare una cosa del genere.

Gli sorrise ancora, osservando il Sole che lentamente si avviava al tramonto: eppure, la Chamberlain non aveva fretta di rientrare al Castello, e poteva solo sperare che fosse lo stesso anche per lui.

Se dovessi scegliere un animale per me, per cosa opteresti?

Gli domandò poco dopo, con un'espressione divertita e curiosa in volto.
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Messaggioda Jeremiah » 13/04/2014, 19:14

Credi nel destino?

Perché questa domanda? Ora?

Rispose con un'alzata di spalle e ridendo, continuando ad accarezzare la fronte e giocando con una ciocca dei suoi capelli.
Sabrina sapeva sorprenderlo anche nelle piccolezze: quando meno se l'aspettava gli poneva quelle domande, lasciandolo di stucco: quella non gli sembrava proprio il momento giusto per parlare di destino, tuttavia Jeremiah non volle scansare l'argomento, perché non voleva scansare i suoi interessi: qualunque cosa gli chiedeva era di importanza rilevante se glielo chiedeva; il fatto che glielo chiedeva lì, stesi sul letto, sotto le coperte e travolti dal loro amore era tanto ambiguo che significava che lei sentiva davvero le necessità di avere delle risposte da lui.

Dai, rispondimi.

Sì, ci credo.

Non ti senti un po stupido a credere che quanto avviene accade perché prescritto?

No, credo che sia uno dei motivi della limitatezza della mente umana...

Silenzio.

Nemmeno io mi sento stupida.

Per cui ci credi?

Sì, e devo dire che finora è stato davvero dalla mia parte!

Una chiara allusione a lui, perché subito dopo circondò il suo corpo con le sue braccia morbide; risero molto, poi la bocca di lei corse sulla sua per tacerla e ripresero quel lavoro che avevano lasciato incompiuto.
Una notte bellissima, indimenticabile: una di quelle per cui valeva la pena inciderne la data sui tronchi degli alberi insieme alle loro iniziali e un cuore a incorniciare il tutto.
Il mattino dopo si era svegliato con un po di malinconia e il letto vuoto.

Immagine


Era stato il destino a portarla via? Il Fato aveva sentenziato la sua morte? Da lì aveva smesso di crederci: si sentiva tradito; aveva intrapreso una nuova strada, aveva abbandonato gli scheletri nell'armadio e aveva continuato il suo percorso con una ferita ancora aperta e con malinconia.
Aveva compreso che per andare avanti, nella vita, doveva lasciare alcune cose indietro, perché il peso della valigia ci trattiene e non si è abbastanza forti per poterci trascinare il peso del passato avanti: una misura drastica, ma necessaria. Era diventato forte, perché aveva scelto ciò che era difficile, vero, ma giusto. Non esistono scelte giuste o sbagliate: esistono decisioni giuste e facili: solo i deboli si potevano accontentare di quelle facili.
Lui non era un debole: non voleva la compassione di nessuno, per cui avvertire il dispiacere degli altri per le perdite che subiva era come una frustata, un encomio alla pena, un ulteriore dolore.
Come la fenice era rinato dalle ceneri? Era proprio quello il motivo per cui simpatizzava per quelle affascinanti creature: perché lui si rispecchiava in loro.
Perché parlare di destino? Perché l'incontro con Phoebe Chamberlain non era casuale: attribuire ai loro Elementi la responsabilità dell'avvenimento era alquanto riduttivo: l'esistenza di qualcosa di superiore era ovvia, ma intangibile alle loro menti. Si rifiutava di accettarlo, lo ripudiava, ma Jeremiah non aveva mai cancellato dalla sua mente quella concezione: in uno spazio remoto del suo cervello, del suo cuore, ovunque potesse essere, risiedeva quella verità: semplicemente si era convinto di non crederci, perché crederci avrebbe potuto comportare un'ulteriore dolore.

Sono contenta che la mia idea ti piaccia!
Se vuoi possiamo fare un giro a quella cittadina magica qui vicino… aspetta, come si chiama, mh…


Hogsmeade? - si ricordò velocemente poiché aveva visitato già il villaggio vicino, in passato.

Ah, sì, Hogsmeade!
Ecco, possiamo andare lì e girare per qualche negozio di animali fino a che non ne troviamo uno che abbia un gatto delle sabbie! Che ne dici?


Mi sembra un'idea fantastica!

Accettò lui, con una nota di entusiasmo inaspettata, impossibile da non notare: ricambiò il suo sorriso, prima di confessarle quella sensazione che lo aveva percorso nel mentre parlava con lei.
Quella ragazza stava scartando lo spesso involucro che lui si era costruito con tanti sacrifici, senza averne la minima idea: in effetti nemmeno lui se ne stava rendendo conto.

Oh… beh, spero non sia una cosa negativa, per te!

Affatto.

Rispose lui, gentile e sorpreso al tempo stesso; in realtà si sforzava di capire cosa stava cambiando in lui: le persone cambiavano crescendo, ma i suoi sbalzi di personalità erano imprevedibili e soprattutto repentini, tanto da sorprendersi di se stesso.
Cambiò velocemente argomento per metterla nuovamente a suo agio, non voleva rischiare di metterla in una posizione scomoda tanto da bloccare la sua mente per uno spunto di conversazione: era diventato così semplice relazionarsi che ora sapeva benissimo cosa poteva infastidire la gente o imbarazzarla, sapeva riconoscere un argomento delicato e riservato da uno più alla mano e tranquillo.
Per un buon approccio era necessario partire dalle cose comuni: così avrebbe acquistato la sua fiducia, per cui in seguito avrebbe potuto parlare di argomenti più spigolosi con naturalezza e normalità.

Non ne ho uno tutto mio, in effetti.

Ci avrei scommesso - la interruppe, esprimendo quel pensiero ad alta voce; poi si rese conto di essersi lasciato andare e tacque - Oh... scusami! Va' pure avanti.

Credo che quando fai l'Allevatrice, come nel mio caso, diventi difficile legarsi ad una creatura sola, che sia magica o meno; vuoi bene un po' a tutte quante, e se anche ci sono quelle che preferisci, ergerne una sola sopra le altre… beh, non fa al caso mio.

Già, probabilmente è come se tradiresti le altre, se avessi una preferenza.

Annuì lui, comprendendo pienamente il suo ragionamento.
Un po come tra gli esseri umani: le amicizie vere dovevano essere messe sullo stesso piano per non rischiare di ferire l'animo dello sfavorito.
La domanda che lei fece subito dopo lo spiazzò leggermente: si sentiva un po sulle spine perché temeva che dalla sua risposta ne avesse ricavato l'opinione di Jeremiah su di lei.

Se dovessi scegliere un animale per me, per cosa opteresti?

Si prese una manciata di secondi per pensarci e pensò alle impressioni che lei gli dava. La guardò attentamente negli occhi, come se quell'elemento potesse aiutarlo a identificare un animale da compagnia adatto a lei.
Alzò lo sguardo verso il cielo terso, intento a cercare nella miriade di specie animali - magiche e non - per poi tornare da lei con la stessa espressione pensierosa.
Alzò le spalle, un preavviso che voleva farle intendere che la sua ricerca non le avrebbe fornito una risposta soddisfacente.

Credo... L'unicorno.
Seguendo l'opposto ragionamento che hai seguito tu per me, direi che una creatura pacifica, misteriosa e affascinante come l'unicorno starebbe bene al tuo fianco.
Ma non è positivo che ascolti i miei consigli su queste cose, ne so veramente poco, anche se non me la cavavo male in Cura delle Creature Magiche.


Concluse infine, con un'espressione tanto buffa quanto finta stante ad esprimere la sua quasi inesistente cultura sull'argomento.
Se lei avesse compreso e avesse riso si sarebbe unito a lei per poi alzare le braccia al cielo per sgranchirsi i muscoli un po' arrugginiti dal sonno di prima.
Riprese la bacchetta e la percorse con l'indice della mano libera, come per provarne la superficie liscia, per poi generare un fascio di vento intorno a loro, per smuovere l'aria spenta:

Credo che ora ti sentirai meglio.
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Messaggioda Phoebe » 13/04/2014, 21:52

Era passata dal passeggiare da sola, circondata al massimo dagli amici volatili e pennuti, a chiacchierare amabilmente col suo nuovo collega di Storia della Magia, Jeremiah Murray: un bel cambiamento per Phoebe, non c'era che dire, ma di sicuro non poteva dire di esserne dispiaciuta.
Al contrario, quella era stata un'ottima occasione per iniziare ad intrecciare un rapporto con lui, che come lei era arrivato da poco al Castello - e per questo, lo sapeva, doveva ringraziare il Conflux; entrambi lo servivano, con Elementi diversi, ma non era l'unica cosa che avevano in comune.
Si stava trovando molto bene a parlare con lui, forse perché Jeremiah era un ragazzo semplice, senza tante pretese, che non cercava in tutti i modi di colpirla o di fare il grande: come la Chamberlain, quella era la sua prima esperienza di lavoro come insegnante, e questo li poneva sullo stesso piano; lui, inoltre, sembrava ben pronto a farsi dare qualche suggerimento da lei, almeno per quanto riguardava un campo nel quale Phoebe era piuttosto esperta… quello degli animali e delle creature magiche.
Il docente di Storia della Magia voleva un consiglio su quale animale sarebbe potuto essere il suo tipo ideale di famiglio, e dopo alcuni istanti di riflessione, ecco che alla Terran venne l'illuminazione: un gatto delle sabbie, un animale che era simile e al tempo stesso opposto - e dunque complementare - all'Acuan. Fu molto contenta di sapere che a Jeremiah quell'idea era piaciuta, al punto che gli propose di andare insieme ad Hogsmeade, la piccola cittadina non troppo distante dal Castello, per capire se da qualche parte ci fosse l'animale che l'altro avrebbe voluto come compagno.

Mi sembra un'idea fantastica!

Il sorriso si ampliò sulle labbra della Chamberlain, entusiasta di poter fare un giro per Hogsmeade e di poter altresì, al tempo stesso, essere utile a Jeremiah nella sua "missione" d'acquisto di un gatto delle sabbie: non era un animale comunissimo, ma nemmeno di chissà quale rarità, quindi era piuttosto fiduciosa che, in qualche modo ed insieme, ne sarebbero venuti a capo.
Pareva, comunque, che senza rendersene conto la ragazza riuscisse a capire velocemente cosa l'altro pensasse, cosa fosse meglio, come se lo conoscesse da sempre: per lei era positivo, e fu contenta di scoprire che il collega la pensava allo stesso modo - questo avrebbe reso più semplice la crescita della loro amicizia.
Alla sua domanda sul famiglio di Phoebe, la ragazza ammise sinceramente di non averne uno preciso, perché come Allevatrice le veniva troppo difficile, adorando tutti gli animali, farne prevalere uno solo.

Già, probabilmente è come se tradiresti le altre, se avessi una preferenza.

È esattamente quello che proverei!

Esclamò la Chamberlain, lieta che lui l'avesse capito in pieno: alcuni invece la guardavano come fosse pazza, perché un animale era pur sempre un animale: ma come per un Astronomo le stelle erano ciò che di più prezioso c'era al mondo, per lei le creature magiche e non appartenenti al mondo animale rappresentavano qualcosa di altrettanto importante e fondamentale.
E lui, quale animale o creatura magica le vedeva bene accanto? Glielo chiese, sorridente e curiosa, lasciando che Jeremiah la studiasse per bene prima di darle una risposta.

Credo… L'unicorno.
Seguendo l'opposto ragionamento che hai seguito tu per me, direi che una creatura pacifica, misteriosa e affascinante come l'unicorno starebbe bene al tuo fianco.
Ma non è positivo che ascolti i miei consigli su queste cose, ne so veramente poco, anche se non me la cavavo male in Cura delle Creature Magiche.


Hai scelto una delle creature più pure che esistano nel mondo magico… ne sono lusingata!

Disse Phoebe, ed era sincera in quell'esclamazione: infatti, un leggero velo di rossore le colorò le guance, perché insomma, le aveva fatto un complimento bello grosso!
Ma la gentilezza dell'altro non era ancora terminata visto che, subito dopo, mettendo mano alla bacchetta smosse l'aria intorno a lei con un semplice incantesimo, fomentando il Vento dentro di lei.

Credo che ora ti sentirai meglio.

Nemmeno immagini quanto…

Rispose lei, respirando a pieni polmoni: sentiva il suo Elemento che si muoveva dolcemente dentro al suo spirito, con refoli leggeri che le facevano volare l'anima, una sensazione che, a parole, era quasi impossibile da spiegare.
Lo sguardo della docente di Cura si spostò, poi, sul tramonto ormai quasi concluso: la sera stava per calare, ma lei non si era nemmeno resa conto di quanto tempo fosse passato; sorrise, perciò, lieta di aver potuto conoscere una persona tanto piacevole, e tornò con gli occhi su di lui.

Credo sarebbe il caso di rientrare, che ne dici?
Se ti va, facciamo la strada insieme fino ai nostri alloggi!


Gli propose, sperando che a Jeremiah andasse d'accompagnarla; in caso contrario, invece, l'avrebbe salutato e ci si sarebbe diretta da sola, felice comunque di aver potuto conoscere una persona tanto piacevole con un incontro totalmente inaspettato.
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