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Stoccarda

Messaggioda Rebecca » 29/12/2014, 23:10

{Appartamento di Phoebe Chamberlain - 30 Giugno 2109 - ore 15:10}


Aveva rinunciato all'idea di farsi sei piani di scale con i tacchi ancor prima di mettere piede sul primo gradino. Tornava da una giornata di lavoro massacrante al Ministero: in piedi alle 7:00 in punto per essere lì alle 8:00 spaccate e iniziare il primo master alle 8:30. Una routine che si era susseguita fino alle 15:00, con pausa caffè di solo un quarto d'ora. Per questo aveva abbracciato con trasporto l'idea di farsi sei rampe di scale a piedi nudi, per dare modo a quella parte del corpo di respirare e di non sentirsi più costretta in quelle scomode decolleté. Poichè la Chamberlain non possedeva un camino, le era impossibile collegarlo ad uno dei tanti del Ministero e materializzarsi a casa tramite Metropolvere. Prendere l'ascensore era fuori discussione -a causa della sua claustrofobia- per questo alla fine l'unica soluzione adottata dall'Auditore era quella a conti fatti più faticosa.
Ma il pensiero di riabbracciare la sua Phoebe rendeva quei sei piani un ostacolo insignificante. Nonostante avesse passato la notte prima quasi insonne, Rebecca era pronta a mettere da parte i propri dubbi e a vivere un'altra giornata insieme alla Ciclonis come se nulla fosse. Ignara che l'altra avesse notato la tristezza dietro il proprio sguardo, era convinta di averla ingannata -in senso buono- evitando che la Chamberlain potesse preoccuparsi eccessivamente per la sua compagna.
Quelle piccole bugie erano fatte in buona fede dall'italo-svedese: abituata com'era a far fronte alle proprie paure da sola, non aveva perso quel vizio pur stando insieme a Phoebe, ma aveva semplicemente continuato per quella strada. E ciò che la tormentava -la paura di perdere la ragazza che amava- si era ingigantito sempre di più col passare del tempo, rendendolo sempre più difficile da nascondere alla Terran.
Raccolse le chiavi dal fondo della borsa che penzolava appeso al braccio destro: pur non vivendo assieme, Phoebe le aveva ceduto una copia del suo mazzo di chiavi, in maniera che l'Auditore potesse entrare a casa sua tutte le volte che avesse voluto. Era un ben misero contentino per la giovane donna, ma l'aveva accettato col sorriso sulle labbra e con un bacio sulla dolce bocca della Ciclonis, pur di non farle pesare quella soluzione come alternativa dall'andare a convivere.
La serratura scattò all'istante quando Rebecca vi fece girare l'apposita chiave, aprendo la porta sull'appartamento di proprietà della bellissima Phoebe.

Sono tornata!

Immagine


Disse, sostando per un attimo sulla soglia ad osservare l'interno, con addosso un vestito dal colore classico -il nero- ingentilito dalla scelta di una maglietta a maniche corte, in parte trasparente sulla parte superiore del corpo. L'Auditore si slacciò il cinturino dell'orologio, poggiandolo su un mobile dell'ingresso, dirigendosi subito dopo in cucina dove trovò finalmente quella che considerava la sua anima gemella.
Il sorriso si spense lentamente quando la giovane donna si rese conto dello sguardo -intristito? Preoccupato?- della compagna, che sostava nel locale con i gomiti poggiati sul bancone.

Phoebe....amore...
C'è qualcosa che non va?


Chiese, avvicinandosi subito preoccupata e allungando una mano ad accarezzarle la folta chioma castana.

Che cosa è successo?
Stai bene...vero?


Aveva cercato di rassicurarsi, ma alla fine l'affermazione era diventata una domanda, mentre Rebecca tentava di comprendere -osservandone il volto- che cosa rendesse tanto triste la sua Ciclonis.
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Messaggioda Phoebe » 29/12/2014, 23:42

Sono tornata!

La voce di Rebecca era, nonostante tutto - ovvero una massacrante giornata al Ministero - squillante e vivace, in netto contrasto con l'umore di Phoebe che era, e bastava uno sguardo per capirlo, a terra; l'Auditore era bellissima come sempre, elegante e sensuale al tempo stesso, e la Chamberlain ormai aveva smesso da tempo di chiedersi quanti sguardi maschili - e femminili - si posassero sul suo abbondante, florido ed invitante seno.
Alzò gli occhi verso l'ingresso della cucina su cui, poco dopo, comparve la figura della compagna, il cui sguardo si fece immediatamente ansioso nel constatare che qualcosa, nella Ciclonis, evidentemente non andava.

Phoebe....amore...

Le sorrise debolmente ed in modo un po' forzato, tentando senza riuscirci di nascondere ciò che evidentemente le impediva di essere la solita Terran istintiva, impetuosa ed imprevedibile.

C'è qualcosa che non va?

A parte la Luna? - domandò quasi retoricamente la Chamberlain, con un sospiro di piacere quando la fidanzata si mise ad accarezzarle i capelli con dolcezza.

Che cosa è successo?
Stai bene...vero?


Fisicamente sì, emotivamente... un po' meno. - perché mentirle? Sarebbe stato semplice forse, Phoebe sapeva celare molto meglio dell'Auditore i propri pensieri più reconditi, ma era altresì consapevole che sfogarsi le avrebbe fatto bene, e che di sicuro l'italiana l'avrebbe capita - Oggi sono andata a trovare i miei, in Gilda... e mi hanno gentilmente fatto capire che preferivano che me ne andassi, che stessi lontano da loro vista la mia "condizione" ... - un attimo di pausa, sguardo che si faceva più tagliente - In pratica mi hanno fatto capire che preferiscono non avermi intorno quando la Luna comincia a farsi più piena, come se potessi... non lo so, infettarli con la mia sola presenza!

Si alzò in piedi di scatto, allontanandosi così da Rebecca per avvicinarsi alla finestra del suo appartamento: stando in un attico aveva la possibilità di osservare buona parte di Stoccarda, una vista che di solito riusciva a calmarla quand'era inquieta...
Di solito, appunto.

Capisco che sia difficile per loro accettare quello che mi è successo, ma... non potrebbero usare un po' più di tatto, soprattutto in questi giorni? - i giorni in cui la Luna diveniva sempre più piena, e lei ne subiva maggiormente gli effetti.
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Messaggioda Rebecca » 30/12/2014, 0:19

Si aspettava una Phoebe allegra. Si aspettava una Phoebe sorridente, impaziente, affamata di sicuro. Ma non una Phoebe con lo sguardo triste e il sorriso spento sulle sue bellissime labbra. Era così raro vederla in quello stato che il primo pensiero di Rebecca -catastrofico- fu che era successo qualcosa ad uno dei suoi cari. Lo zio Raiden, magari o uno dei suoi genitori.
Stare ferma a rimuginare su quale apocalisse si fosse abbattuta sulla Chamberlain però non era il modo migliore di affrontare il problema. Per questo motivo l'Auditore coprì in un balenò la distanza che le separava, rimanendo in piedi ad accarezzarle i capelli e facendole comprendere, con quel gesto delicato, che lei era lì presente e che non avrebbe dovuto temere più nulla.

Fisicamente sì, emotivamente... un po' meno.

Avanti, spiegami tutto...

Avvicinò una sedia al bancone e si mise seduta comodamente, puntellandosi sui gomiti per osservare con attenzione la Ciclonis. Sapeva perfettamente che la Luna piena era vicina -stava sempre ben attenta all'influsso magico di quel corpo celeste- questione di giorni ormai, e di come l'umore della ragazza e le sue abitudini cambiassero quando si avvicinava sempre di più il momento di trasformarsi in licantropo. L'appetito aumentava, così come la loro attività sessuale -una cosa della quale Rebecca non si lamentava mai, anzi. Ma come c'era un lato positivo, c'è anche un lato negativo ed in quel caso la malattia di Phoebe la stava influenzando in maniera del tutto negativa.

Oggi sono andata a trovare i miei, in Gilda... e mi hanno gentilmente fatto capire che preferivano che me ne andassi, che stessi lontano da loro vista la mia "condizione" ...

...

Preferì non esprimersi a parole, perchè non voleva che la rabbia -salita all'improvviso al pensiero che qualcuno avesse ferito la sua Phoebs- rischiasse di farle dire cose della quale si sarebbe poi pentita. Erano pur sempre i genitori della Chamberlain, per i quali Rebecca aveva sempre portato rispetto. Le riusciva difficile credere che potessero comportarsi in quel modo con la figlia, ma sapeva anche che la Ciclonis raramente sbagliava quando percepiva un atteggiamento ostile nei suoi confronti, proprio a causa della licantropia. Per questo tacque e rimase ad ascoltare il resto della storia, mantenendo un atteggiamento pacato e tranquillo.

In pratica mi hanno fatto capire che preferiscono non avermi intorno quando la Luna comincia a farsi più piena, come se potessi... non lo so, infettarli con la mia sola presenza!

La vide allontanarsi di scatto e, istintivamente, si alzò anche lei, seguendola e avvicinandosi senza però toccarla, non ancora per il momento.

Capisco che sia difficile per loro accettare quello che mi è successo, ma... non potrebbero usare un po' più di tatto, soprattutto in questi giorni?

C'erano pregiudizi difficili da sopprimere. L'Auditore lo sapeva bene, non senza colpe. Forse non avrebbe mai avuto paura di una persona come Phoebe, ma poteva dire lo stesso se si fosse trovata di fronte un druido? Con un sorriso amaro, la giovane donna scosse la testa -conscia che l'altra non avrebbe potuto vederla- e avvicinandosi lentamente le circondò la vita con le braccia, sempre se la Chamberlain non si fosse spostata.

La gente è strana, amore mio...- avrebbe provato a dirle, sussurrandole quelle parole direttamente nell'orecchio -E ha paura di ciò che non conosce o, nel caso dei tuoi genitori, di ciò che non vuole conoscere.- se avessero avuto il coraggio di stare vicina a loro figlia durante i giorni di Luna piena, si sarebbero resi conti di quanto innocua e bisognosa d'aiuto fosse la sua dolce Phoebs -Non lasciare che le loro parole ti feriscano: sei forte, lo sei sempre stata e loro non hanno alcun diritto di buttarti giù in questo modo...non glielo permetterò!- disse con tono più allegro, provando a mordicchiarle il collo -E poi, io e tuo nonno ti accettiamo per quello che sei no? Lupo o non lupo, tu rimani sempre Phoebe Chamberlain, la bellissima, dolcissima, super sexy, eccitante, Phoebe Chamberlain...

Provò a farla voltare, così da poterla guardare negli occhi, mentre le dita le solleticavano appena i fianchi per far spuntare ancora un sorriso sul volto della ragazza.

Testa alta e petto in fuori: sii fiera di ciò che sei e non guardare in faccia nessuno.
Nemmeno i tuoi!
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Messaggioda Phoebe » 08/01/2015, 11:03

Sbuffava, quasi tremante per la rabbia: Phoebe sapeva bene che, in circostanze normali - ovvero quando la Luna piena non fosse stata così prossima - probabilmente sarebbe riuscita a razionalizzare meglio l'intera faccenda, comprendendo e giustificando i genitori per quelle parole dettate più da un'ignoranza di fondo che da una seria volontà di farle del male o tantomeno da un'assenza di sentimenti nei confronti della figlia... ma più il satellite si arrotondava, raggiungendo la sua perfezione, più il lato istintivo ed impulsivo della Chamberlain, quello infettato dalla malattia, prendeva il sopravvento su di lei, ringhiando nel profondo del suo animo per uscire fuori; talvolta, quand'era sola e si permetteva eccezionalmente di pensare a certe cose, la Terran Ciclonis si chiedeva con profondo timore cosa sarebbe diventata senza una pozione Antilupo a placare i propri istinti.
Sospirò, scuotendo il capo come per costringersi ad usare la ragione e non l'irrazionalità da Licantropa - unita peraltro all'Elemento che, di sicuro, non aiutava la sua stabilità emotiva - e sussultando appena quando Rebecca le circondò i fianchi con le braccia, un sussulto derivante non dal fastidio, quanto dalla sorpresa nel non essersi accorta che la Terran l'aveva raggiunta.

La gente è strana, amore mio...

Come sempre, la voce dolce dell'Auditore placava la rabbia della Chamberlain, e le sue parole scivolavano come una pomata sulle ferite invisibili del suo animo, più nero di prima a causa di eventi su cui Phoebe non aveva potuto dire la sua: era diventata Licantropa per un incidente, ma questo non aveva impedito all'italiana di amarla, né di avere sull'altra lo stesso effetto benefico di quando erano ragazzine.

E ha paura di ciò che non conosce o, nel caso dei tuoi genitori, di ciò che non vuole conoscere.

E razionalmente, per questo, li poteva anche comprendere: nessuno voleva conoscere una malattia tanto brutta, brutta per la bestia in cui ci si trasformava e per la totale assenza di controllo in quella forma - esclusa assunzione di pozione Antilupo, naturalmente - quindi non li biasimava... ma c'era modo e modo di presentare il proprio timore a qualcuno, soprattutto se quel qualcuno era una figlia e per di più nei giorni in cui si trovava ad essere più sensibile.

Non lasciare che le loro parole ti feriscano: sei forte, lo sei sempre stata e loro non hanno alcun diritto di buttarti giù in questo modo...non glielo permetterò!

Come non ridere quando Rebecca le mordicchiò il collo?
Sbuffò, la Chamberlain, ma già un sorriso leggero e più sereno le stava sbocciando in volto proprio grazie alla vicinanza dell'italiana.

E poi, io e tuo nonno ti accettiamo per quello che sei no? Lupo o non lupo, tu rimani sempre Phoebe Chamberlain, la bellissima, dolcissima, super sexy, eccitante, Phoebe Chamberlain...

Sì, Raiden non aveva mai mostrato, nemmeno per un secondo, di essere cambiato nel modo di porsi a lei, di trattarla, indipendentemente dalla vicinanza della nipote al momento della trasformazione: e Rebecca... beh, l'Auditore era perfetta in ogni cosa che faceva, quindi il discorso nel suo caso manco si doveva porre.

Testa alta e petto in fuori: sii fiera di ciò che sei e non guardare in faccia nessuno.
Nemmeno i tuoi!


Che farei senza di te, Becks?

Mormorò di rimando la Chamberlain, rimasta silenziosa fino a quel momento, accarezzandole il volto con una carezza delicata ed un sorriso carico di sentimenti: parlava poco di quello che provava per la donna, non perché non fosse reale o importante, ma perché non ci si soffermava mai troppo con la mente; nella sua superficialità - e lo riconosceva, era un suo difetto - sapeva di tenere all'Auditore più di chiunque altro al mondo, e di non poter fare a meno di lei; come Raiden, era il suo punto di riferimento, e al tempo stesso la sua migliore amica, la sua amante, la sua confidente, la sua certezza... il suo tutto.
Avrebbe lottato per lei, avrebbe pianto e riso per lei, probabilmente avrebbe addirittura ucciso per lei: e se era questo l'amore, allora sì... Phoebe l'amava con tutta se stessa.

Guardati... sei rientrata a casa da dieci minuti, e già mi hai risolto la giornata. - commentò scuotendo il capo, quasi incredula: quasi, appunto, perché non era certo la prima volta che l'italiana compiva quei miracoli - Non oso nemmeno immaginare come mi sarei continuata a sentire se non fossi intervenuta tu... perciò grazie, amore mio.

Evento raro, quello, poiché la Ciclonis i vezzeggiativi li usava poco - al massimo la chiamava "Becks", appunto, o "tettona" quando voleva prenderla in giro - e quando accadeva quasi si sarebbe dovuta festeggiare la rarità della cosa.

E, tanto per cambiare, ho fame... - aggiunse dopo qualche istante, sbuffando nuovamente per quella fame incontrollata, rabbiosa quasi, ma che placava i suoi istinti animaleschi, prima di aggiungere con calcolata lentezza - Quindi perché non mangiamo qualcosa insieme... e non parliamo un po' di quello che hai sussurrato l'altra notte, quando pensavi che dormissi?

Anche il suo essere diretta aumentava drasticamente, con la Luna piena.
E non sempre era un bene.
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Messaggioda Rebecca » 12/01/2015, 22:24

L'amava e come tale il suo amore la spingeva ad essere sempre presente per la sua Phoebs. La lontananza non aveva scalfito il rapporto e il legame che la univa alla Ciclonis, ma l'aveva solo reso più forte, trasformando quel sentimento latente nella Terran in un fiore forte e rigoglioso. L'Auditore lo stava coltivando, quel fiore, giorno per giorno, provando a far sbocciare anche quello della Chamberlain nello stesso identico modo.
Per questo, le veniva spontaneo starle vicino, abbracciarla, vezzeggiarla, insomma fare di tutto affinchè la sua anima gemella -lei la vedeva in questo modo- potesse sempre contare su di lei e sorridere di felicità. Neanche la malattia era riuscita ad allontanare Rebecca dal suo amore, ma altrettanto non si poteva dire dei genitori di Phoebe che si stavano dimostrando incapaci di supportare la loro unica figlia.
Per questo, quando era entrata in casa -non ancora la loro, ma per il momento solo quella della Ciclonis- l'italo-svedese non aveva perso tempo ed era accorsa al fianco -metaforico- della ragazza, lasciando che si sfogasse con lei prima di abbracciarla e di tirarle su il morale come solo lei sapeva fare. E a quanto pare con ottimi risultati.

Che farei senza di te, Becks?

Possibilmente vagheresti senza metà in un mondo oscuro e desolato, chiedendoti come fai a vivere senza di me!

Rispose, prendendola in giro e dandole un bacio dolce e casto sulla guancia, strusciando poi la punta del naso contro la pelle morbida. Sorrise felice della carezza con la quale rispose l'altra, provando a scrutare nei suoi occhi per sondarne emozioni e sentimenti. Quello che era accaduto la notte scorsa -il suo sfogo notturno, come lo aveva chiamato lei- era stato messo da parte con le prime luci del giorno, lasciando spazio solo alla vitalità e alla spensieratezza con la quale Rebecca cercava di vivere ogni istante di quella relazione.

Guardati... sei rientrata a casa da dieci minuti, e già mi hai risolto la giornata.

E' un dono di natura, il Conflux me ne ha dato in abbondanza!
...oltre alle tette, ovviamente!


Non oso nemmeno immaginare come mi sarei continuata a sentire se non fossi intervenuta tu... perciò grazie, amore mio.

Anche se fino ad un attimo prima aveva utilizzato la sua autoironia per strapparle un sorriso, era Phoebe la vera protagonista fra le due, quella che riusciva a farle battere il cuore semplicemente con due sole parole. Come poteva renderla felice quando era la Ciclonis a farla sentire come se stesse camminando su soffici nuvole dorate?
Il suo cuore, ora, batteva più forte e il desiderio di baciarla era diventato più intenso che mai.

E, tanto per cambiare, ho fame...

Vuoi che ti prepari qualcosa?
Oppure potremmo andare a mangiare fuori, basta che non mi porti in uno di quegli orribili fast food americani...


Li odiava, erano l'antitesi della buona cucina almeno secondo il giudizio spassionato dell'Auditore.

Quindi perché non mangiamo qualcosa insieme... e non parliamo un po' di quello che hai sussurrato l'altra notte, quando pensavi che dormissi?

...Perchè, non stavi...dormendo?

Era impallidita di fronte all'affermazione dell'altra, non aspettandosi certo che Phoebe avesse ascoltato ogni singola parola del suo discorso. Aveva fatto quella domanda non perchè credesse che l'altra stesse mentendo, ma perchè aveva bisogno di rafforzare la presa di coscienza di quanto stava accadendo in quel momento: ovvero che la sua Phoebs sapeva e voleva affrontare la situazione insieme a lei.
Da un lato era un bene, dall'altro la bella italiana avrebbe preferito approcciarsi al problema in un altro modo, magari preparandosi psicologicamente. Ma se quel momento era arrivato -ed era serio- non c'era altro da fare se non concentrarsi su di esso e sperare che le cose andassero per il meglio.

Va bene, parliamone...

Disse con un enorme sospiro, dirigendosi verso il divano e facendo sedere la Ciclonis su di esso, mentre lei passava dalla cucina a prelevare due barattoli di gelato -uno gusto stracciatella e pistacchio per lei, l'altro gusto caffè e nocciola per sè stessa- portando con sè anche due cucchiaini.

Per calmare la fame...

Disse, non sapeva quanto tempo ci avrebbero messo a parlare e non voleva che nel frattempo la Terran morisse di fame.

Ti ha dato fastidio quello che ho detto l'altra sera?
Ti ha...turbata in qualche modo?


La sua prima preoccupazione era che la Chamberlain stesse bene, che non si fosse lascianta intristire da ciò che l'Auditore aveva detto senza pensare.
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Messaggioda Phoebe » 13/01/2015, 18:48

Possibilmente vagheresti senza metà in un mondo oscuro e desolato, chiedendoti come fai a vivere senza di me!

"Oh povera, povera me... in che mondo misero vivo, quale maledizione si è abbattuta sulla mia esistenza!
Come posso vivere in questo triste e misero universo senza la luce della mia unica e sola Rebecca..."


Tono altamente melodrammatico, smorfia di dolore sul volto, mani tra i capelli in una simulazione d'isteria... sì, Phoebe Chamberlain stava decisamente scherzando, il modo migliore per tentare di stemperare l'atmosfera pesante in cui aveva vissuto fino all'arrivo dell'Auditore; la compagna era seriamente riuscita a risollevarle l'umore, ragion per cui la Ciclonis non poteva non elogiare quella capacità dell'italiana di rendere tutto migliore semplicemente usando le parole giuste al momento giusto.
Ma come faceva? Come riusciva a distendere sempre i suoi nervi, anche quando tutto - a cominciare dalla vicinanza al momento della Luna piena - sembrava esser contro di lei? La nipote di Raiden non era in grado di rispondersi, forse perché lei non si sentiva altrettanto capace di "manipolare" allo stesso modo le emozioni di Rebecca: eppure, per quanto nemmeno se lo immaginasse, a Phoebe bastava un nonnulla, un semplice "amore mio" ad esempio, per far sussultare il cuore della donna dalle forme burrose ed invitanti.
E a proposito di burro ed affini... tanto per cambiare - le accadeva sempre in quei periodi lunari - le era venuta una fame incredibile, al punto che gli enormi seni dell'italiana erano appena diventati la cosa più invitante che la Chamberlain avesse mai visto.

Vuoi che ti prepari qualcosa?
Oppure potremmo andare a mangiare fuori, basta che non mi porti in uno di quegli orribili fast food americani...


No, preferiva rimanere a casa a spiluccare qualcosa, anche perché c'era qualcosa di cui voleva parlare con la donna... ovvero di quello che aveva detto la sera prima, anzi, la notte prima, quando immaginava - e come darle torto? - che la Chamberlain stesse dormendo e dunque non potesse sentirla.

...Perchè, non stavi...dormendo?

Evidentemente no...

Mormorò con dolcezza la Ciclonis, studiando il volto dell'altra che era improvvisamente impallidita: anche a lei il cuore batteva più forte, ma perché comprendeva quanto e come quel discorso fosse piuttosto serio, e non quel genere di conversazione che si potesse affrontare a cuor leggero.

Va bene, parliamone...

Annuì, spostandosi verso il divano su cui si sedette con, poco dopo, un barattolo di gelato stracciatella e pistacchio in mano, ed un cucchiaino con cui era pronta a scavare nei suoi due gusti preferiti.

Per calmare la fame...

Nuovamente annuì, spostandosi appena così da far sedere anche Rebecca.

Ti ha dato fastidio quello che ho detto l'altra sera?
Ti ha...turbata in qualche modo?


Vuoi sapere se mi ha turbata sentire che la mia compagna mente spudoratamente di fronte a me, palesandomi una serenità che invece non prova affatto e facendomi credere che vada tutto bene tra noi quando, invece, è spaventata a morte e vive la nostra relazione quasi con terrore continuo? - replicò Phoebe, un'ironia marcata ma non accusatoria presente nella voce - Diciamo che non mi ha fatto piacere sentirlo... o meglio, non mi ha fatto piacere sentirlo per caso, perché credevi che non potessi ascoltare le tue parole.

Prese una generosa cucchiaiata di gelato e se la fece sciogliere lentamente sulla lingua, prima di riprendere a parlare.

Becks, io sono lusingata dall'amore e dalla devozione che dimostri nei miei confronti... ma non puoi tenerti tutto dentro per timore di ferirmi, non mi piace e non voglio che tu lo faccia; è come se mi mentissi di continuo, come se vivessi una relazione con qualcuno che non è mai del tutto se stesso... lo capisci? - piccola pausa seguita da un sospiro - Parlami, parlami guardandomi negli occhi senza il timore di ferirmi o di spaventarmi... voglio sapere cosa ti passa nella mente e nel cuore, ne ho bisogno.
Altrimenti... che senso ha stare insieme?
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Messaggioda Rebecca » 16/01/2015, 21:55

"Oh povera, povera me... in che mondo misero vivo, quale maledizione si è abbattuta sulla mia esistenza!
Come posso vivere in questo triste e misero universo senza la luce della mia unica e sola Rebecca..."


Ti ho proprio salvata, meno male che esisto altrimenti...

Scosse la testa con in volto un'espressione seria, come se davvero l'Auditore credesse che la sua sola presenza avesse salvato la compagna dalla disperazione perpetua ed eterna. Forse una parte di lei ci sperava davvero che fosse così, perchè questo avrebbe significato che lei per Phoebe era una persona davvero importante.
Ma anche se la Ciclonis non la considerava la sua personale redentrice, alla bella italiana bastava sapere che ella l'amava e null'altro le sarebbe importato. Questi stessi sentimenti la Chamberlain li provava, ma non nella stessa misura dell'Auditore che -rispetto a lei- si trovava anni luce avanti alla ragazza.
Rebecca si era accorta molto presto della disparità di sentimenti fra di loro, ma aveva cercato in tutti i modi di andare avanti senza far pesare all'altra le paure che la assalivano quando ripensava a loro due come coppia: una coppia che, se avesse continuato a rimanere su due livelli tanto diversi, non avrebbe avuto vita lunga.
Se Phoebe non riesce ad amarmi tanto intensamente quanto la amo io, merita di meglio.
Un pensiero che aveva sfiorato più e più volte la mente della Terran senza che mai venisse detta ad anima viva, però, lasciandolo sepolto sotto un sorriso allegro e uno sguardo furbo, fino a quando non fosse diventato troppo forte per riuscire a reprimerlo.
E quel momento era arrivato la sera prima, quando l'italo-svedese aveva confessato tuttò ciò che pensava ad una Chamberlain addormentata -per finta-, uno scherzetto quello della compagna che in quel momento le aveva fatto perdere almeno trent'anni di vita, al pensiero che l'altra avesse preso la decisione di lasciarla.
Sedute comodamente sul divano, con un barattolo di gelato a testa, le due Terran dunque iniziarono ad affrontare quel problema, il Bosco cercando in tutti i modi di calmare i battiti furiosi del proprio cuore con lunghi e profondi respiri che sollevavano e abbassavano il generoso davanzale.

Ti ha dato fastidio quello che ho detto l'altra sera?
Ti ha...turbata in qualche modo?


Vuoi sapere se mi ha turbata sentire che la mia compagna mente spudoratamente di fronte a me, palesandomi una serenità che invece non prova affatto e facendomi credere che vada tutto bene tra noi quando, invece, è spaventata a morte e vive la nostra relazione quasi con terrore continuo?

...Detta così sembra molto più tragica di quanto non sia...

Tentò di ribattere, perchè in fondo non viveva sempre e solo nel terrore che la sua Phoebs potesse lasciarla. Solo quando l'assalivano le sue paure più recondite, quelle che avevano messo radici già molto tempo prima che Rebecca scoprisse di amare la Ciclonis con tutta sè stessa.

Diciamo che non mi ha fatto piacere sentirlo... o meglio, non mi ha fatto piacere sentirlo per caso, perché credevi che non potessi ascoltare le tue parole.

Non volevo farti preoccupare...

Suonava debole come scusa, ma era la verità anche se lei stessa sapeva essere molto poco confortante come verità. Non stava minimamente toccando il proprio gelato, perchè all'improvviso lo stomaco le si era chiuso e il pensiero di ingerire qualsiasi forma di cibo le provocava una nausea oltre ogni dire.

Becks, io sono lusingata dall'amore e dalla devozione che dimostri nei miei confronti... ma non puoi tenerti tutto dentro per timore di ferirmi, non mi piace e non voglio che tu lo faccia; è come se mi mentissi di continuo, come se vivessi una relazione con qualcuno che non è mai del tutto se stesso... lo capisci?

Annuì, comprendeva fin troppo bene il discorso dell'altra. Ma come affrontare una paura che sapeva essere fondata su qualcosa di vero e reale, ovvero che loro due -in quanto a sentimenti- non erano sulla stessa lunghezza d'onda?

Parlami, parlami guardandomi negli occhi senza il timore di ferirmi o di spaventarmi... voglio sapere cosa ti passa nella mente e nel cuore, ne ho bisogno.
Altrimenti... che senso ha stare insieme?


E' più facile dirlo che farlo, Phoebs...
Non perchè io non mi fidi di te, ma perchè sai quanto le mie paure possano bloccarmi al punto tale da non riuscire più ad andare avanti...


Se le era vissute tutte la Ciclonis, una ad una, nate fin dal quando Rebecca si era ritrovata sola al mondo dopo la morte dei suoi genitori. Da quella più innocue, come la claustrofobia -che la costringeva a farsi anche otto piani di un edificio a piedi - a quelle che per anni avevano influenzato la sua esistenza, come il suo desiderio di non uscire mai dalla Gilda.

Ma non voglio ferirti ancora quindi...farò uno sforzo e cercherò di farti capire cos'è che mi spaventa così tanto della nostra relazione.- posò il barattolo sul tavolo vicino e prese le mani della Chamberlain -fredde- stringendole fra le proprie, cercando di non distogliere lo sguardo dai suoi bellissimi occhi -Sono i tuoi sentimenti che mi spaventano, Phoebs.
Mi rendo conto che tu mi ami, ma non con la stessa intensità. E questo mi porta a dubitare di essere io la persona giusta per te.
- quante conseguenze negative avrebbe avuto quella confessione? Cercava di non pensarci e di continuare a buttare fuori tutto quello che aveva dentro, provando a spiegare alla compagna ciò che fino a quel momento aveva celato dentro di sè -E' tutto un circolo vizioso: se io non sono la persona giusta per te, la tua anima gemella, allora prima o poi tu troverai qualcuno o qualcuna che sia la parte mancante di te.
E mi lascerai. E io non potrò fare niente per impedirtelo.


Dentro di sè sarebbe morta, ma non avrebbe mai cercato di privarla della sua libertà.

Credi che io sia matta a pensare tutte queste cose?
Non dirmelo, lo so, sono matta, sono completamente fuori di testa.
Mi dispiace Phoebs ma ogni volta che si tratta di te il mio cervello si rifiuta di ragionare e allora è il mio cuore che prende il sopravvento.
E il mio cuore mi sta dicendo che ti amo tantissimo, più della mia stessa vita e che sarebbe finito senza di te...
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Messaggioda Phoebe » 17/01/2015, 17:48

Ti ho proprio salvata, meno male che esisto altrimenti...

Annuì con convinzione a quelle parole: meno male che esisteva, altroché; per quanto amasse la propria libertà e cercasse il più possibile di mantenerla in ogni modo, non riusciva ad immaginare la sua vita senza Rebecca al proprio fianco. Erano cresciute insieme, influenzandosi a vicenda, imparando e sbagliando sempre l'una accanto all'altra: era così che il sentimento tra loro aveva preso vita, un sentimento che non era mutato nonostante avessero passati tanti anni lontane; il lavoro di Phoebe ed il suo Elemento l'avevano spinta via da casa e dalle persone che amava, ma l'Auditore aveva atteso il suo ritorno, con amore ed ottimismo.
Forse era anche per questo che averla sentita parlare in quel modo, un paio di notti prima, l'aveva turbata tanto: di fronte a lei, l'italiana sembrava sempre felice, sempre allegra e serena come se tutto fosse perfetto... mentre di notte, tutte le sue paure prendevano forma e le impedivano di dormire, spingendola a confessare quello che provava ad una Chamberlain dormiente.
O meglio, dormiente in teoria... perché in pratica, la Ciclonis aveva ascoltato ogni parola, ed ora, armata di gelato e cucchiaio, voleva risolvere la questione.

...Detta così sembra molto più tragica di quanto non sia...

Potrei quasi darti ragione, se non conoscessi la tua tendenza a minimizzare ciò che ti fa star male per non far preoccupare gli altri... - replicò Phoebe, che l'Auditore la conosceva fin troppo bene.

E infatti...

Non volevo farti preoccupare...

Chiaramente la ringraziava per questo, poiché era un'ulteriore prova di quanto l'amasse e di come anteponesse il suo benessere al proprio... ma non voleva dire che questo andasse bene: Phoebe non voleva stare con una persona che mentiva costantemente o quasi, o che comunque ometteva gran parte dei propri sentimenti; perché stare insieme se poi non si poteva essere se stessi accanto all'altro?
La invitò a parlare, dunque, ad aprirsi con lei come mai aveva fatto prima.

E' più facile dirlo che farlo, Phoebs...
Non perchè io non mi fidi di te, ma perchè sai quanto le mie paure possano bloccarmi al punto tale da non riuscire più ad andare avanti...


Ma sai anche chi hai di fronte: sono io, Becks, la persona che ti conosce fin da quando eri piccola... smetti di farti tante fisime, e sputa il boccino! - la esortò, fissandola con aria quasi minacciosa.

Ma non voglio ferirti ancora quindi...farò uno sforzo e cercherò di farti capire cos'è che mi spaventa così tanto della nostra relazione.
Sono i tuoi sentimenti che mi spaventano, Phoebs.


I miei... sentimenti?

Mi rendo conto che tu mi ami, ma non con la stessa intensità. E questo mi porta a dubitare di essere io la persona giusta per te.
E' tutto un circolo vizioso: se io non sono la persona giusta per te, la tua anima gemella, allora prima o poi tu troverai qualcuno o qualcuna che sia la parte mancante di te.
E mi lascerai. E io non potrò fare niente per impedirtelo.


La fissò, quasi incredula: ma possibile che lei certi ragionamenti non se li facesse proprio? Era questa la differenza tra loro, forse la maggiore... a Phoebe, certi pensieri, non la sfioravano nemmeno.

Credi che io sia matta a pensare tutte queste cose?

Becks...

Non dirmelo, lo so, sono matta, sono completamente fuori di testa.
Mi dispiace Phoebs ma ogni volta che si tratta di te il mio cervello si rifiuta di ragionare e allora è il mio cuore che prende il sopravvento.
E il mio cuore mi sta dicendo che ti amo tantissimo, più della mia stessa vita e che sarebbe finito senza di te...


Antares, calmati adesso... - sì, forse chiamarla col suo altro soprannome le avrebbe permesso di attirare la totale attenzione dell'italiana - e ascoltami bene.
Io ti amo, okay? Penso che tu sia la donna della mia vita, e che nessun altro al mondo potrebbe mai essere tanto perfetto per starmi accanto quanto te. Sì, forse amiamo con un'intensità diversa... ma per me è tutto nuovo, capisci?
- fece un piccolo sospiro.

Sono stata sola per così tanti anni, che ora pensare a livello di coppia, pianificare come una coppia... mi riesce difficile.
E non perché non ti amo abbastanza, ma perché il mio Elemento mi condiziona, in questo, più di quanto avessi immaginato.
- chiedendole in continuazione una libertà che, ora, era diversa, perché "limitata" dalla presenza di qualcun altro a cui però la Chamberlain non avrebbe mai rinunciato.

Questo però non vuol certo dire che non voglio stare con te, che non voglio pianificare la mia vita con te... stavo lasciando che le cose tra noi procedessero al mio ritmo, ma è chiaro che questo ti ferisca, e mi dispiace.
Mi conosci, sai che non parlo dei miei sentimenti a meno che non mi si venga chiesto... non immaginavo che mentre per me era tutto normale, tu venivi assalita da così tanti dubbi.


Altrimenti ne avrebbero parlato molto prima, e probabilmente avrebbero altresì risolto con molta più celerità.

Forse è giunto il momento che anch'io faccia la mia parte in questa relazione: tu ti sei abituata a tante cose per me, per farmi stare bene... è giusto che faccio io, adesso, un passo verso di te.
Perciò... che ne dici se cominciamo a vivere insieme?
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Messaggioda Rebecca » 23/01/2015, 19:14

Potrei quasi darti ragione, se non conoscessi la tua tendenza a minimizzare ciò che ti fa star male per non far preoccupare gli altri...

Era un suo difetto quello di tener nascosto ciò che la preoccupava, nella speranza che nessuno si accorgesse di quanto e quale tipo di sofferenza stesse provando. A maggior ragione l'Auditore compiva uno sforzo maggiore a rimanersene zitta quando in mezzo alle sue preoccupazioni erano coinvolte persone alle quali voleva bene.
Phoebe faceva parte di quel gruppo e anche oltre, visti i sentimenti che la Terran provava per lei, sentimenti che con l'andare del tempo erano diventati sempre più intensi e sempre più forti.
Di pari passo, però, erano cresciute anche le paure della MT, paure nate proprio dalla conoscenza profonda che possedeva del suo unico amore. La Chamberlain condivideva ogni singola qualità del Vento e come tale essa anelava e aspirava ad una libertà che l'avrebbe sempre spinta a rinunciare a qualsiasi legame la tenesse troppo legata alla Terra. L'Auditore poteva comprenderla, ma le sue radici erano talmente tanto profonde e robuste che -a differenza della Ciclonis- ella sperava in un futuro stabile e deciso, dove lei e Phoebe avrebbero vissuto insieme, formando una famiglia tutta loro.
Questa serie di pensieri aveva generato quella spirale di terrore nel quale -da qualche tempo- la Terran era caduta, senza possibilità di uscirne. A meno che, certo, non fosse intervenuta una certa Ciclonis a darle una mano, spingendola a sputare il rospo e a parlare chiaramente dei suoi problemi.

Ma sai anche chi hai di fronte: sono io, Becks, la persona che ti conosce fin da quando eri piccola... smetti di farti tante fisime, e sputa il boccino!

Dopo quell'ennesima esortazione, a Rebecca non rimase altra via che dirle tutta la verità, spiegandole che cosa di loro la spaventasse così tanto. Non di non amarla abbastanza, non di trovare un uomo che le facesse perdere la testa, ma dei sentimenti di Phoebe. Sentimenti che potevano essere d'amore, ma non abbastanza forti -secondo il giudizio dell'Auditore- per tenere la Chamberlain legata a sé.

Becks...

Stava rovinando tutto con le sue paranoie? L'italo-svedese era entrata nel babbano pallone, perdendosi in un bicchiere d'acqua e iniziando a giustificare quei pensieri come frutto di un'insanità mentale, sicuramente congenita della famiglia Auditore. Tutto, insomma, pur di non ammettere quanto fosse spaventata all'idea di perdere la donna che amava.

Antares, calmati adesso...e ascoltami bene.

Si, d'accordo...

Annuì come una ragazzina che avesse appena combinato qualche marachella, mentre fissava la Chamberlain con sguardo colpevole cercando però di prestare la massima attenzione alle successive parole dell'allevatrice.

Io ti amo, okay? Penso che tu sia la donna della mia vita, e che nessun altro al mondo potrebbe mai essere tanto perfetto per starmi accanto quanto te. Sì, forse amiamo con un'intensità diversa... ma per me è tutto nuovo, capisci?

Fece solo cenno di sì con la testa, ma non disse altro perchè aveva promesso che l'avrebbe ascoltata fino in fondo e così avrebbe fatto. Tuttavia, le parole della Ciclonis ebbero un effetto immediato sull'umore dell'italo-svedese, che vide nascere nei suoi occhi quella luce particolare dovuta all'amore che provava per la donna.
E sentirsi dire che lei era -a tutti gli effetti- la sua metà le scaldava il cuore come non mai, facendo nascere un sorriso di sincera gioia sul suo volto.

Sono stata sola per così tanti anni, che ora pensare a livello di coppia, pianificare come una coppia... mi riesce difficile.
E non perché non ti amo abbastanza, ma perché il mio Elemento mi condiziona, in questo, più di quanto avessi immaginato.


Mi dispiace, amore mio...sono stata una stupida a non capirlo subito...

Erano sempre state sulla stessa lunghezza d'onda -soprattutto l'Auditore era capace di comprendere all'istante i sentimenti dell'altra- ma in questo frangente si era dimostrata più ottusa e cieca dei genitori della ragazza. Sapeva perfettamente quali difficoltà dovesse affrontare ogni giorno l'allevatrice, a causa di un elemento -il Vento- talmente tanto potente in lei da condizionare ogni singolo aspetto della sua vita. Ma Phoebe stava cercando di affrontare quell'ostacolo pur di starle vicino e questa -finalmente lo comprese- era una grande prova d'amore da parte sua.

Questo però non vuol certo dire che non voglio stare con te, che non voglio pianificare la mia vita con te... stavo lasciando che le cose tra noi procedessero al mio ritmo, ma è chiaro che questo ti ferisca, e mi dispiace.
Mi conosci, sai che non parlo dei miei sentimenti a meno che non mi si venga chiesto... non immaginavo che mentre per me era tutto normale, tu venivi assalita da così tanti dubbi.


Credo che non finirò mai di dirti quanto tu sia importante per me e quanto questo condizioni la mia di vita...- lo disse con un sorriso, perchè non voleva che l'altra pensasse fosse un peso per lei -Più della Terra e più del Vento che sono in me.
Ho perso già una volta delle persone a me care e non voglio che accada di nuovo. Mai più.
Quindi...
- abbandonò il tono serio, allargando le braccia per poi stringerle -se avesse voluto- attorno al corpo della Ciclonis, in un abbraccio molto simile a quello di una piovra -ti terrò stretta a me così che io possa sempre sapere dove sei, dove vai e soprattutto con chi stai!
Almeno elimino la concorrenza fin dall'inizio!


Linguaccia e poi una bella risata, ammorbidendo l'abbraccio ma senza scioglierlo, mentre posava dei baci delicati sulla guancia dell'altra.

Forse è giunto il momento che anch'io faccia la mia parte in questa relazione: tu ti sei abituata a tante cose per me, per farmi stare bene... è giusto che faccio io, adesso, un passo verso di te.

Cosa intendi dire?
Mi parlerai più spesso dei tuoi sentimenti e mi dirai ogni ora che mi ami tantissimo?


Quasi ci sperava in una risposta simile, perchè in fondo mica le faceva schifo sentirsi dire "ti amo" dalla sua dolce Phoebs. Ma la risposta che le diede l'allevatrice la spiazzò al punto tale da costringerla a sciogliere l'abbraccio e a riprendere una posizione più adulta e riflessiva.

Perciò... che ne dici se cominciamo a vivere insieme?

Phoebe...sei sicura di quello che dici?
A te piace avere i tuoi spazi, io questo lo comprendo. Non devi per forza farlo per me, posso sempre...aspettare fino a quando non ti sentirai davvero pronta.


Sempre prudente l'Auditore, non voleva lasciare nulla al caso, non con la Chamberlain almeno. La fissò intensamente perchè, a discapito delle sue parole, sperava che Phoebe si sentisse veramente pronta da fare il "grande passo" -per lei lo sarebbe stato- e convivere insieme era una gioia che la Terran credeva non avrebbe assaporato per molto tempo ancora.

Comunque...penso che mi renderebbe la donna più felice del mondo...

Prese le mani dell'altra e le strinse con delicatezza, il sorriso che arrivava a toccarle anche gli occhi illuminandole lo sguardo di felicità.
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Messaggioda Phoebe » 23/01/2015, 22:46

Mi dispiace, amore mio...sono stata una stupida a non capirlo subito...

Scosse il capo, Phoebe: non la considerava una stupida, e perché mai avrebbe dovuto? Non poteva sapere, l'Auditore, quanto fosse difficile per la Chamberlain, che aveva l'Elemento più instabile di tutti in corpo, pianificare a lungo termine, prendere degli impegni con scadenze lunghe, progettare dunque una vita il più possibile stabile e ferma, concreta come la Terra che scorreva invece nello spirito dell'italiana.
Il suo Vento cercava sempre una libertà che in parte anche Phoebe voleva, naturalmente... ma che in parte, invece, stava mettendo in un cassetto col sorriso sulle labbra, perché quel sacrificio era dolce e nient'affatto pesante se fatto per amore, quell'amore che provava per la sua bella Terran dalle forme morbide e il sorriso tenero.
Aveva dunque cercato di affrontare quella nuova realtà di coppia seguendo il proprio - lento - ritmo, non immaginando che ciò all'Auditore provocasse scompensi proprio perché la fidanzata era restia a parlare, e solita a tenersi invece tutto dentro, per non far preoccupare nessuno.

Credo che non finirò mai di dirti quanto tu sia importante per me e quanto questo condizioni la mia di vita...
Più della Terra e più del Vento che sono in me.
Ho perso già una volta delle persone a me care e non voglio che accada di nuovo. Mai più.


E non accadrà, lo sai. - perché Phoebe aveva espresso più volte l'intenzione di rimanere sempre e comunque accanto alla sua bellissima Becks.

Quindi... ti terrò stretta a me così che io possa sempre sapere dove sei, dove vai e soprattutto con chi stai!
Almeno elimino la concorrenza fin dall'inizio!


Si accoccolò tra le braccia della donna con un sorriso soddisfatto, percependo le ansie di Rebecca svanire lentamente, forte di una nuova consapevolezza: la Chamberlain l'amava davvero, la considerava la donna della sua vita, e non voleva altri a parte lei accanto; ma per la Ciclonis non era abbastanza, non dopo essersi resa conto di quanto l'altra avesse sopportato ed accettato per amore suo.
Era giunto il momento che anche lei facesse un passo in avanti verso quella relazione, un passo che, lo sapeva, l'Auditore desiderava tanto tempo... andare a vivere insieme.

Phoebe...sei sicura di quello che dici?
A te piace avere i tuoi spazi, io questo lo comprendo. Non devi per forza farlo per me, posso sempre...aspettare fino a quando non ti sentirai davvero pronta.


Era sicura che Rebecca si sarebbe pronunciata in quel modo, preoccupandosi subito della felicità della Licantropa piuttosto che della propria.

Comunque...penso che mi renderebbe la donna più felice del mondo...

E io penso che devi decisamente essere un po' più egoista, ogni tanto. - replicò divertita la Chamberlain, stringendo le mani della compagna e sporgendosi per darle un dolce bacio sulle labbra - Non sarò mai pronta del tutto, il mio Elemento m'influenzerà sempre in negativo, in questo senso...
Quindi seguirò l'istinto e l'amore, e basta! Ti amo e voglio vivere con te, ti basta questo?
- le sorrise, un sorriso luminoso come quello dell'altra.

Vorrà dire che ti dovrai prendere molta cura di me, per convincermi di aver fatto la scelta giusta... a cominciare dal nutrirmi con qualcosa di più sostanzioso del gelato!
Come ad esempio...
- abbassò lo sguardo sul seno prosperoso dell'italiana e ci si buttò addosso, con l'intento ben preciso di farle il solletico.

Perché la sua Becks che rideva era una delle visioni più belle che ci fossero al mondo.
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