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Quinto Piano

Sala da tè per i visitatori e negozio

Messaggioda Hyenn » 28/08/2015, 19:24

Ospedale San Mungo - Londra
06/10/2110
01:16
Area Relax


Commissario Liafort, sembra pensieroso.

Mh?

Hyenn alzò lo sguardo sull'Agente di fronte a lui, entrambi seduti ad un tavolo nel bel mezzo della caffetteria ospedaliera.
La Luna carezzava i lineamenti delle pareti e degli infissi, il silenzio regnava quasi sovrano, l'unico odore nell'aria era quello del caffè.

Ho detto: sembra pensieroso, qualcosa la turba forse?

No, assolutamente.

Concluse così il discorso, il Commissario di Vigilanza Magica, tornando ad osservare la propria tazza di tè caldo, nero e forte.
Da quando, durante l'Estate, aveva percepito un fremito nella Trama mondiale, la sua ricerca aveva subito un incremento.
Certe perturbazioni magiche avvenivano solo quando un Na'eh le provocava, ne era assolutamente sicuro.
Fin'ora però, nessuna traccia di Thera, della ragazza da uccidere per compiere la sua missione e poi... Poi chissà, forse suicidarsi.
Quel mondo lo entusiasmava fino ad un certo punto e senza Nayru nella sua vita, tutto appariva privo di colore, sbiadito.
Evidentemente, la mancanza di una figura femminile era stata captata anche da altri, seppur in maniera molto più semplice ed elementare.

Secondo me, ha bisogno di una fidanzata, Commissario!

Dici?
Cosa te lo fa pensare?


La vedo sempre per conto suo e di tanto in tanto fissa le bionde che incrociamo lungo la strada, quelle più interessanti.
Evidentemente è un appassionato di quel colore di capelli, dico bene?


... Più o meno, sì.

Immagine

Allora perché non ci prova con l'infermiera Shepard?

Chi?

Andiamo, sta scherzando?
Individua tutte le migliori bionde sulla piazza e non ha ancora adocchiato l'infermiera più sexy di tutto il San Mungo?
Fa concorrenza addirittura alla dottoressa Bourgeois ed ho detto tutto!


Conosco la dottoressa, non è il mio tipo, troppo giovanile nei lineamenti e poi...

Non è bionda?

... Già.

In realtà, anche Nayru aveva lineamenti molto giovanili, ma forse era proprio per quello che non si avvicinava a ragazze con simili sembianze.
Per quanto riguardava i capelli chiari, invece, non poteva proprio farne a meno, come anche gli occhi, per quanto occhi come quelli di Nayru non ne aveva mai più visti in mezzo migliaia di femmine. Quella luce, quell'intensità, quella poesia racchiusa in essi. Niente a che vedere con chiunque altra.
Sospirò, bevendo un altro sorso di tè, mentre l'Agente continuava a pubblicizzargli l'infermiera manco fosse stato pagato da quest'ultima.

Oh oh oh, eccola lì giù!
Sta ordinando qualcosa!
Evidentemente fa il turno di notte...


Immagine

Spettacolare, vero Commissario?!
Ho tentato l'approccio qualche settimana fa ma nulla, pare si frequenti con qualcuno, o comunque non sono il suo tipo...
Che gran peccato!


... Come hai detto che si chiama?

Charlotte, Charlotte Shepard.

... Capisco...

Obiettivamente, l'Agente aveva ragione in pieno: quella ragazza era davvero di bell'aspetto, anzi, proprio adatta ad una notte di passione.
Corporatura burrosa poi, quindi diversa dai ricordi della sua Nayru. Questo poteva solo giocare a suo favore in effetti.
Si leccò le labbra, inspirando, predatore, fissandola come si fissava qualcosa di gran qualità e che si voleva avere ad ogni costo.
La osservò sedersi ad un posto completamente sola, già, proprio l'occasione migliore per sondare il terreno.
Con un cenno del capo esaustivo, disse all'Agente di dileguarsi e lasciarlo in pace, cosa che il sottoposto fece subito, dopo di che Hyenn si alzò in piedi e, presi un paio di dolci dal bancone e pagato subito, si andò ad accomodare proprio davanti alla ragazza, sfacciato e dall'aria serena ma seria.

Immagine

Gli zuccheri sono necessari quanto i liquidi per affrontare una notte in bianco.
... Cannoli di pasta sfoglia ripieni alla crema di latte, credo siano stati sfornati da poco... ne dividi qualcuno?
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Messaggioda Charlotte » 28/08/2015, 20:57

San Mungo • Quinto Piano • Area Relax • 2110, Ottobre 6 • h 01.19


Russell, mi prepareresti un bel caffè doppio, per favore?
Con un po' di schiuma di latte sopra, ti ringrazio tanto!


I turni di notte erano i più pesanti, per lei: non perché non riuscisse a rimanere sveglia, o perché avesse di meglio da fare -anche se di passatempi migliori avrebbe facilmente potuto trovarne.
Il problema, per Charlotte, era che se non capitava qualche emergenza improvvisa, in generale stare in ospedale di notte... era un gran mortorio. Oltretutto lei era una semplice infermiera, manco una Medimaga, ma per questo poteva maledire solo se stessa e la propria inettitudine come strega.
Le piaceva aiutare gli altri, in realtà era una vera e propria vocazione, ma quando i pazienti dormivano e la Shepard si ritrovava a girarsi i pollici, un po' di noia non poteva non assalirla.
Fortuna che poteva sempre contare sull'area relax del San Mungo, dove gustarsi un bel caffè in santa pace e magari, se le andava bene, incontrare qualche collega con cui scambiare due chiacchiere: quella notte, però, sembrava che nessuno avesse avuto la sua stessa idea, poiché in caffetteria oltre a due agenti di sicurezza e al barista, non c'era nessun altro.
Alzando mentalmente le spalle -avrebbe letto una rivista, alla peggio- la bionda prese il suo caffè con un sorriso ed andò a sedersi da sola, grattandosi distrattamente la mano destra: più di due mesi prima, più o meno, la sua cicatrice aveva preso a pruderle fastidiosamente, e da allora non aveva più smesso.
In realtà quello era il minimo, nulla a che vedere coi sogni che la disturbavano la notte: immagini assurde, spesso sfocate, linguaggi a lei totalmente sconosciuti, volti estranei e luoghi mai visti prima... a volte pensava di non avere tutte le rotelle a posto, semplicemente.
O se non altro di non essere del tutto normale, sennò come si spiegavano le sue scarse capacità con la bacchetta? I genitori erano perfettamente in grado di usare la magia, eppure lei -salvo pochi incantesimi- pareva negata nel suo utilizzo, persino il più semplice: anche per questo, forse, si era avvicinata con gioia alla professione d'infermiera.
Perché per aiutare un paziente servivano il cuore, il sorriso, tanta comprensione, gentilezza, ed un catalizzatore diveniva così un orpello superfluo.

Gli zuccheri sono necessari quanto i liquidi per affrontare una notte in bianco.

Sobbalzò sulla sedia, facendo saettare gli occhi sull'uomo -e che uomo!- che le si era seduto di fronte: la concentrazione mentale era stata talmente tanta da impedirle di notare che l'agente non solo le si era avvicinato, ma aveva addirittura scostato la sedia per sederlesi di fronte.

... Cannoli di pasta sfoglia ripieni alla crema di latte, credo siano stati sfornati da poco... ne dividi qualcuno?

Un sorriso imbarazzato animò il volto della Shepard, rendendola -oggettivamente- ancora più carina ed intrigante.

Immagine


Scusami, ero soprappensiero e... non ti avevo nemmeno visto!
Ahm... sì, volentieri!
-dopotutto non c'era nulla di male nell'accettare quell'invito, soprattutto quando poco prima aveva sperato di non rimanere da sola a bere il proprio caffè- Sono Charlotte Shepard, comunque!

Espressione serena, amichevole.

Nottata fiacca, vero?
Io almeno posso essere utile a qualche paziente bisognoso, mentre voi agenti... beh, non è che abbiate molto da fare! Non vorresti essere da un'altra parte?
-gli domandò subito, così da rompere il ghiaccio, prendendo un cannolo da accompagnare al caffè caldo che, doveva rendergliene merito, Russell sapeva preparare divinamente.

Spoiler:
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Messaggioda Hyenn » 28/08/2015, 22:29

Scusami, ero soprappensiero e... non ti avevo nemmeno visto!

Ammetto che capita di rado.

Una piccolissima battuta per rompere ulteriormente il ghiaccio, perché si notava che non era affatto infastidito dal non essere stato notato.
Capitava di rado che una ragazza non lo individuasse subito, ma colei che aveva di fronte era una persona lavoratrice stanca e piena di pensieri.
D'altronde, comunque, anche lui non l'aveva mai individuata fino a quel momento e c'era voluto il suo sottoposto per farlo accorgere di un bocconcino simile.
La osservò mentre si portava una ciocca di capelli dietro l'orecchio, sorridendo sbarazzina e naturale, con gli occhi che brillavano.

Ahm... sì, volentieri!
Sono Charlotte Shepard, comunque!


L'Agente Eckhart mi ha informato del tuo nome, poc'anzi.
A quanto pare non ha avuto chance con te.
Io invece sono Hyenn.


Era così importante menzionare il cognome? Non per lui, non per ora, non quando il suo intento era una bella notte di sesso.
Probabilmente non sarebbe riuscito a farsela in qualche stanzino dell'ospedale, però chissà, magari nei giorni successivi, o nel giorno libero di lei.
Prese il primo cannolo di pasta sfoglia, assaggiandolo: caldo, morbido, dolce e zuccheroso, diciamo un vero toccasana per le papille gustative.
Attese che lei facesse lo stesso, continuando a bere il proprio tè nero e bollente, osservando le forme sul davanzale dell'infermiera.

Nottata fiacca, vero?
Io almeno posso essere utile a qualche paziente bisognoso, mentre voi agenti... beh, non è che abbiate molto da fare!
Non vorresti essere da un'altra parte?


Nel mio letto con una bella bionda, ma non si può avere tutto dalla vita...

Iniziò tranquillo e con un sorriso sereno, come se non stesse affatto parlando di lei.

... Mi pagano e se la nottata è fiacca, vuol dire che non rischio la pelle, meglio così allora.

Quando c'erano movimenti, valeva a dire possibili scontri magici con qualche malvivente o qualche pazzo scriteriato.
Non che lui temesse di farsi del male, ma doveva sempre mantenere un basso profilo e far finta di avere paura di soffrire o magari morire.
Il barista si allontanò qualche istante, forse per andare a sistemare qualcosa nelle cucine: erano completamente soli, di bene in meglio.
Osservò un momento fuori dalla finestra, tutte le stanze dei pazienti erano spente, tutti dormivano, eccetto loro e il vario personale.

Anche tu secondo me, ora, vorresti essere da qualche altra parte, sbaglio?

Tornò a guardarla negli occhi, rimanendo parzialmente affascinato dalla loro scintilla di vitalità, intensità e calore.
Era la prima volta dopo mille anni che ne vedeva simili, anche se la colorazione era differente e l'effetto ipnotico in lui era naturalmente superiore.
Come spesso accadeva, nella sua immaginazione il viso di Nayru si sovrapponeva a tutte quelle che aveva di fronte ma... a differenza degli episodi precedenti, in quel caso la sovrapposizione lo lasciò per qualche secondo interdetto tanto era precisa.
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Messaggioda Charlotte » 29/08/2015, 15:38

Ammetto che capita di rado.

Spero di non aver ferito troppo il tuo ego... giuro che non era mia intenzione!

Scherzò la bella bionda con un sorriso accattivante, non malizioso ma semplicemente divertito: tra sé pensò che, comunque, sarebbe stato difficile creare problemi di autostima a qualcuno che era così avvenente di suo, quindi poteva stare abbastanza tranquilla che la sua sbadataggine non avesse compiuto chissà quali danni.
Si presentò subito dopo, accettando al contempo di dividere con lui qualche dolcetto altamente calorico: una parte di lei la stava aspramente rimproverando, rammentandole come il suo corpo fosse già abbastanza burroso ed abbondante di suo senza necessità di ulteriori rincari... ma come si faceva a resistere a sfogliatine calde ripiene di crema al latte?

L'Agente Eckhart mi ha informato del tuo nome, poc'anzi.
A quanto pare non ha avuto chance con te.


Il suo, di ego, temo di averlo ferito parecchio, al contrario del tuo...
Solo che non è il mio tipo, quindi ho preferito sedare la cosa sul nascere, invece che dargli speranze che tanto poi avrei comunque dovuto infrangere!
-il fatto che le facesse piacere essere guardata/desiderata non la rendeva automaticamente una che con gli uomini ci giocava, al contrario preferiva essere molto chiara dato che comunque stava già uscendo con una persona, seppur in maniera ancora molto tranquilla.

Io invece sono Hyenn.

Non è un nome che si sente tutti i giorni.
Da dove deriva?


Curiosa per natura, la Shepard, seppur perfettamente capace di controllarsi quando era necessario farlo: era anche sbarazzina, solare ed un po' maliziosa, come dimostrò quando l'agente rispose, con parole impossibili da fraintendere, ad una domanda quanto mai innocente.

Nel mio letto con una bella bionda, ma non si può avere tutto dalla vita...
... Mi pagano e se la nottata è fiacca, vuol dire che non rischio la pelle, meglio così allora.


E ti è capitato spesso di rischiarla, la pelle?

Le sembrò lecito domandarlo, conducendo lei una vita assolutamente tranquilla, a volte rasentante persino la noia: non che ricercasse il pericolo, al contrario, ma uno scossone ogni tanto ad una quotidianità monotona non le sarebbe dispiaciuto.
Mentre lo osservava -anche piuttosto sfacciatamente- bevve un sorso e diede un altro morsetto al cannolo, dolce quanto bastava per contrastare l'amaro del caffè -visto che aveva deciso di buttarsi sugli snack zuccherati, qualche caloria extra poteva almeno risparmiarla.

Anche tu secondo me, ora, vorresti essere da qualche altra parte, sbaglio?

Beh, ad essere onesti non mi dispiacerebbe essere nel mio letto con un bel moro...
Ma non si può avere tutto dalla vita, giusto?


Sorrise, maliziosa e birichina, azzardando persino un occhiolino prima di abbassare lo sguardo sulla propria mano destra: si era grattata talmente tanto che la cicatrice a forma di spirale spiccava per il suo pallore sulla pelle arrossata; con nonchalance cercò di nascondere la cicatrice -che a volte riusciva quasi ad inquietarla- tornando poi a guardare Hyenn negli occhi.

Insomma...
Quand'è che sei libero? Sai, potrei aver voglia di farmi offrire qualche altro dolcetto iper-zuccherato...
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Messaggioda Hyenn » 29/08/2015, 22:37

Ammetto che capita di rado.

Spero di non aver ferito troppo il tuo ego... giuro che non era mia intenzione!

Ma ormai il danno è fatto, dovrai farti perdonare, sono estremamente sconvolto.

Pur rimanendo serio nell'espressione, Hyenn le fece un occhiolino complice, sorridendo appena, per poi proseguire la conversazione.

L'Agente Eckhart mi ha informato del tuo nome, poc'anzi.
A quanto pare non ha avuto chance con te.


Il suo, di ego, temo di averlo ferito parecchio, al contrario del tuo...
Solo che non è il mio tipo, quindi ho preferito sedare la cosa sul nascere, invece che dargli speranze che tanto poi avrei comunque dovuto infrangere!


Mi ha detto comunque che in teoria qualcuno che ti ronza intorno già c'è.
Se sei impegnata, non può farci nulla, non lui almeno.


Era il padrone dei doppi sensi e dell'insinuazione senza la palese affermazione, un po' per natura predatoria, un po' per apprendimento.

Io invece sono Hyenn.

Non è un nome che si sente tutti i giorni.
Da dove deriva?


Da un gergo magico molto antico, di circa mille anni fa.
Letteralmente, nel linguaggio storico, voleva dire "Notte Perpetua".


Nulla di inventato, era la pura e semplice verità: in fondo lui era nato già con un destino, quindi anche il nome doveva in un certo senso rispecchiarlo.
La vita non era stata molto magnanima con lui: costretto al riposo secolare, incaricato di uccidere e poi lasciato senza un altro scopo altrettanto grande, innamorato di una persona che non lo avrebbe mai potuto ricambiare per motivi genetici. In altre parole, Hyenn era l'apoteosi della sfortuna, superato forse solo da Thera, che oltre ad avere avuto un percorso simile al suo, in più era anche destinata a morire entro tempi brevi. Sorseggiò il suo tè, tenendo qualche secondo gli occhi chiusi, gustandone l'aroma. Da quando lo aveva scoperto era il suo migliore alleato nei momenti di riflessione. Anche in quell'istante lo stava aiutando ad essere rilassato e concentrato, non poteva perdersi un bocconcino simile, un bocconcino che voleva finisse presto sotto le lenzuola con lui.

Nel mio letto con una bella bionda, ma non si può avere tutto dalla vita...
... Mi pagano e se la nottata è fiacca, vuol dire che non rischio la pelle, meglio così allora.


E ti è capitato spesso di rischiarla, la pelle?

In due anni che svolgo questo lavoro... Forse una decina di volte.
Mentre tu invece quante ne hai salvate negli ultimi... Uhm... Sei mesi?


Interessarsi delle persone era il primo passo per avvicinarsi a loro intimamente. Lo aveva appreso a distanza di poche settimane dal suo essersi risvegliato in quel nuovo mondo così frenetico e avanzato tecnologicamente. Inoltre la conversazione in sé con l'infermiera non era nemmeno troppo malvagia. Aveva un tono di voce acceso, sbarazzino, allegro e di tanto malizioso, il che rendeva curioso di Hyenn di capire se quella malizia fosse solo di facciata oppure nascondesse un animo sessuale tutto da scoprire. Il barista tornò alla sua postazione, gran peccato, sarebbe stato meglio rimanere ancora un po' soli, ma non era escluso che potesse accadere più avanti, con i dovuti accorgimenti. I dolci terminarono, almeno la sua parte. Bruciava tantissime calorie in poco tempo, forse merito della sua struttura razziale.

Anche tu secondo me, ora, vorresti essere da qualche altra parte, sbaglio?

Beh, ad essere onesti non mi dispiacerebbe essere nel mio letto con un bel moro...
Ma non si può avere tutto dalla vita, giusto?


Oh, al contrario, a volte si può avere molto più di quanto si possa immaginare.

Lei esibì un occhiolino allegro, lui in risposta si leccò il labbro superiore con fare molto disinvolto ma provocatorio, fissandola intensamente, quasi come se potesse vederla nuda attraverso i vestiti. Quando ella abbassò lo sguardo sulla propria mano, egli fece lo stesso, assottigliando il proprio nel notare un elemento in comune con Nayru. Una cicatrice a forma di spirale, elemento alquanto insolito ed anche inquietante, se si considerava che ormai la Na'eh era scomparsa di diversi decenni. Hyenn provò un lungo brivido sulla schiena, avanzando la mano fino a prendere quella di lei, delicatamente, osservando appunto quella zona arrossata che metteva ancor più in evidenza i contorni di un segno tanto assurdo quanto uguale a quello appartenuto alla sua ormai defunta amata. Certe volte la Trama sapeva essere davvero bastarda e senza un briciolo di sentimento... O magari no?

Belle mani a parte... Questa è proprio una strana cicatrice.
Da quanto ce l'hai?
Come te la sei procurata?
... Singolare.


Attese la risposta di Charlotte prima di soffermarsi sul successivo quesito della bella e arrapante infermiera.

Insomma...
Quand'è che sei libero?
Sai, potrei aver voglia di farmi offrire qualche altro dolcetto iper-zuccherato...


Dimmi il tuo primo giorno di libertà e sarà anche il mio.

Alzò di nuovo gli occhi su di lei, osservandola silenzioso e concentrato, volendo farle capire solo con lo sguardo cose le avrebbe fatto se solo avesse potuto.
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Messaggioda Charlotte » 29/08/2015, 23:34

Mi ha detto comunque che in teoria qualcuno che ti ronza intorno già c'è.
Se sei impegnata, non può farci nulla, non lui almeno.


In teoria, ed anche in pratica. -confermò Charlotte con un sorrisetto malizioso e divertito- Non c'è nulla di ufficiale, non sono fidanzata... anche se per molti, il fatto che io mi consideri libera pur uscendo con qualcuno fa di me una "facile".
Buffo, siamo ben oltre il ventiduesimo secolo eppure certi pregiudizi sono ancora in auge.


Non che le dessero più di tanto fastidio: non avrebbe certo cambiato il proprio modo di essere per il bigottismo altrui, al contrario le malignità le scivolano addosso; si sentiva superiore a certe persone tanto maleducate, forse a volte ci si sentiva pure troppo. Ma qualche (?) difetto doveva pur avercelo.

Da un gergo magico molto antico, di circa mille anni fa.
Letteralmente, nel linguaggio storico, voleva dire "Notte Perpetua".


Notte Perpetua... suggestivo! -esclamò lei, dopo aver assaporato quelle sillabe sulla punta della lingua- Vorrei poter dire che il mio nome possieda qualcosa di altrettanto mistico, ma...

Si bloccò di colpo, come se un lampo avesse attraversato la sua mente per un istante, prima di scuotere il capo con aria vagamente imbarazzata.

Scusami, non so perché mi siano venute in mente le parole "Dea della Saggezza" ... credo che il sonno e la stanchezza stiano cominciando ad avere la meglio su di me, e soprattutto sulla mia sanità mentale!

In quel momento si diede della stupida, arrivò persino ad arrossire, immaginando quale opinione Hyenn si fosse potuto fare su di lei: la verità, ignara alla Shepard, e che da quando Thera aveva visitato Madain Sari, risvegliandone la potenza, Nayru si era fatta leggermente più forte e capace di comunicare con l'inconscio di colei che la ospitava.

In due anni che svolgo questo lavoro... Forse una decina di volte.

Non molte, direi, quindi puoi considerarti fortunato!

Mentre tu invece quante ne hai salvate negli ultimi... Uhm... Sei mesi?

Sono i medici a salvare le vite dei pazienti, non lo sai?
Io cerco di alleviare la loro permanenza qui, per quanto mi sia possibile... o di fare loro compagnia gli ultimi istanti prima di morire, se per loro non c'è più nulla da fare.


Non voleva togliere nulla ai MediMaghi, senza i quali molte vite non sarebbero sopravvissute, ma erano gli infermieri, a parer suo, coloro che davvero interagivano col paziente, facendolo sentire importante e non un caso clinico qualsiasi -premesso e dato per certo che comunque i dottori non fossero tutti uguali.
Ciò non cambiava il fatto che a Charlotte non sarebbe dispiaciuto essere a casa propria per riposarsi un po', o magari impegnata in qualche attività più interessante che bere un caffè e mangiare un dolce -a costo di sembrare la suddetta "donna facile" citata poco prima.

Oh, al contrario, a volte si può avere molto più di quanto si possa immaginare.

E a te capitano spesso fortune del genere?
Di ottenere più di quanto sperato o richiesto?
-continuò su quella scia maliziosa, sentendo però poi le guance farsi appena più rosse quando Hyenn le prese la mano per osservare e sfiorare la cicatrice a forma di spirale che esibiva nella mano destra.

Belle mani a parte... Questa è proprio una strana cicatrice.

Sì, lo so, è assurda vero?

Da quanto ce l'hai?
Come te la sei procurata?


Credo di avercela da... beh, da sempre.
Non ricordo come me la sia fatta, forse sarò caduta da qualche parte, anche se non mi spiego come faccia a presentarsi come una spirale tanto precisa...


... Singolare.

Fosse l'unica cosa singolare della mia persona...

Borbottò la Shepard, conoscendosi fin troppo bene -e capendosi comunque molto poco- prima di provare a cambiare argomento e chiedergli in modo piuttosto diretto quando fosse libero da eventuali impegni lavorativi.

Dimmi il tuo primo giorno di libertà e sarà anche il mio.

Questo sabato sera?
Sarà una settimana massacrante, ma almeno il weekend ce l'avrò completamente libero. Potremmo andare a mangiare qualcosa di meglio di un paio di cannoli, e poi concludere la serata proprio da quelle "altre parti" che tanto ci stuzzicano ora.
Ti piace come idea?


Sapeva bene di risultare sfacciata, ma non le importava: l'agente di fronte a sé era bello, misterioso nello sguardo, con lineamenti forti, pronunciati; in effetti, a guardarlo bene...

... possibile che non ci siamo mai visti prima?
Hai un'aria vagamente... non so... familiare...
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Messaggioda Hyenn » 30/08/2015, 21:04

In teoria, ed anche in pratica.
Non c'è nulla di ufficiale, non sono fidanzata... anche se per molti, il fatto che io mi consideri libera pur uscendo con qualcuno fa di me una "facile".
Buffo, siamo ben oltre il ventiduesimo secolo eppure certi pregiudizi sono ancora in auge.


Se ci esci ma non ci stai insieme, puoi sempre decidere arbitrariamente a chi concedere una possibilità.
Quando incontro ragazze come te devo ammettere che mi esalto: provo sempre una certa soddisfazione nel togliere di mezzo il rivale...
... Comunque non mi sembri una ragazza "facile", piena di sorprese forse, ma non "facile".


Se c'era una cosa che piaceva ad Hyenn era prendersi ciò che era degli altri e farlo suo.
Sì, forse era un ragionamento un po' malvagio ma... Non era forse permeato completamente di Magia Nera?
Anche il suo nome la diceva lunga sulla sua entità e sul suo spirito, facendo presagire facilmente la consistenza del suo animo ormai dannato.
Lo stesso non si poteva dire, evidentemente, dell'infermiera di fronte a lui, infatti Charlotte non aveva particolari interpretazioni strane o esplicative.
Nonostante questo però, parve proprio che quella conversazione e quell'argomento, i nomi, dovessero condurre Hyenn verso una consapevolezza ed una intuizione sempre più forte e quasi sbalorditiva, da lasciare senza fiato e con il cuore in gola.

Scusami, non so perché mi siano venute in mente le parole "Dea della Saggezza" ... credo che il sonno e la stanchezza stiano cominciando ad avere la meglio su di me, e soprattutto sulla mia sanità mentale!

... Se non ricordo male, nel linguaggio antico il nome che vuol dire "Dea della Saggezza" è... Nayru.

Attento ad ogni minima variazione nelle espressioni e nel comportamento della Shepard, l'Ibrido la osservò con attenzione, sperando per alcuni istanti di scoprire una verità assurda ma benedetta, ovvero che in qualche maniera il suo amore era riuscito a raggiungerlo oltrepassando lo spazio e il tempo.
Il cuore batteva più forte, l'eccitazione, anche quella sessuale, era salita alle stesse. Gli occhi brillavano di una luce di aspettativa quasi indescrivibile.
Se davvero così fosse stato, allora Hyenn non aveva altra scelta che trovare il modo di stare ancora a contatto con lei, con quella Charlotte che a quanto pareva poteva essere una specie di reincarnazione, una trasmigrazione dell'anima di Nayru, ma doveva esserne sicuro, doveva provarlo in qualche altro modo.
Era la prima volta dal suo risveglio che provava un brivido di vita e di gioia... LA PRIMA VOLTA.

Sono i medici a salvare le vite dei pazienti, non lo sai?
Io cerco di alleviare la loro permanenza qui, per quanto mi sia possibile... o di fare loro compagnia gli ultimi istanti prima di morire, se per loro non c'è più nulla da fare.


Il bene altrui è al primo posto per te.
Ci tieni molto al fatto che nessuno si senta completamente solo.
Hai uno spirito buono e candido, si potrebbe dire puro.
Qual è il tuo colore preferito?


Come non ricordare il preferito della sua amata? Oltre al fatto che era l'opposto del proprio: Bianco lei, Nero lui.

Anche tu secondo me, ora, vorresti essere da qualche altra parte, sbaglio?

Beh, ad essere onesti non mi dispiacerebbe essere nel mio letto con un bel moro...
Ma non si può avere tutto dalla vita, giusto?


Oh, al contrario, a volte si può avere molto più di quanto si possa immaginare.

E a te capitano spesso fortune del genere?
Di ottenere più di quanto sperato o richiesto?


Solitamente poche riescono a stupirmi in tal senso.
Quando mi aspetto qualcosa, avviene, ma niente più di quanto prospettato.
Tu ti potresti definire una ragazza in grado di sorprendere, Charlotte?


Assaporò quel nome sulla bocca, pronunciandolo con un tono più basso, graffiante, quasi come se lo stesse sussurrando mentre entrava dentro di lei.
Già sentiva che gli piaceva ancora di più, forse perché immaginava che dietro quegli occhi scintillanti ci fosse la sua "Dea", la sua Na'eh.
Un altro dato da non sottovalutare fu la cicatrice che ella possedeva sulla mano, dalla forma alquanto strana, molto, troppo singolare per essere un caso.

Belle mani a parte... Questa è proprio una strana cicatrice.

Sì, lo so, è assurda vero?

Da quanto ce l'hai?
Come te la sei procurata?


Credo di avercela da... beh, da sempre.
Non ricordo come me la sia fatta, forse sarò caduta da qualche parte, anche se non mi spiego come faccia a presentarsi come una spirale tanto precisa...


... Singolare.

Fosse l'unica cosa singolare della mia persona...

Giusto, in effetti c'è anche la bellezza decisamente fuori dal comune...

"Accidentalmente", Hyenn sfiorò la scarpa della Shepard con la propria, in un contatto fugace ma naturalmente malizioso e lievemente sfacciato.
Tuttavia quello era il minimo rispetto a come si era comportato fino ad allora, per questo non intendeva fermarsi lì adesso che sapeva avere una preda abbastanza vicina pronta per essere attaccata e consumata boccone dopo boccone, tra le proprie braccia, sopra e sotto di sé, gustando l'aroma del suo respiro e percependo il profumo inebriante della sua pelle. L'infermiera, comunque, sembrava avere un'idea molto simile alla sua, difatti contava non solo di incontrarlo al più presto, ma anche di concludere la serata in qualche luogo appartato, intimo, magari con la luce soffusa e le pareti della stanza insonorizzate... Perché con uno come Hyenn era assolutamente d'obbligo insonorizzare.

Dimmi il tuo primo giorno di libertà e sarà anche il mio.

Questo sabato sera?
Sarà una settimana massacrante, ma almeno il weekend ce l'avrò completamente libero. Potremmo andare a mangiare qualcosa di meglio di un paio di cannoli, e poi concludere la serata proprio da quelle "altre parti" che tanto ci stuzzicano ora.
Ti piace come idea?


Quasi quanto il tuo davanzale...

Eh già, quella zona di lei lo allettava parecchio.
Non sembrava troppo enorme, non era di consistenza esagerata, al contrario, era l'abbondanza equilibrata, il burro distribuito a dovere.
Se quello era la zona frontale, l'Ibrido poteva solo immaginare quanto ben della Trama ci fosse sul lato b.

... possibile che non ci siamo mai visti prima?
Hai un'aria vagamente... non so... familiare...


Impossibile.
Altrimenti avresti già un fidanzato fisso ufficiale da parecchio tempo.


Non posso crederci... Sei proprio tu...
... Non so come tu abbia fatto... Ma grazie... Grazie...


Commissario Liafort!
C'è bisogno di un suo intervento al secondo piano.
Mi spiace disturbarla... Oh, miss Shepard...


L'Agente Eckhart salutò subito Charlotte con un lieve cenno rispettoso del capo, mentre Hyenn lo invitava ad allontanarsi perché tanto lo avrebbe raggiunto in tempi brevi. Si alzò infatti in piedi, terminando l'ultimo sorso di tè. Gli dava fastidio dover interrompere la conversazione adesso, ma forse andava bene così, il Sabato sarebbe giunto prestissimo e con esso la possibilità di approfondire la conoscenza con quella bionda misteriosa e famosa allo stesso tempo.
Non appena anche lei si mise in piedi, l'uomo le si avvicinò e le posò i classici due baci sulle guance, poi, un saluto militare, sapeva quanto eccitasse le femmine.

A presto allora, attenta a non scappare, sarebbe inoltre fatica sprecata, ti ritroverei in men che non si dica...
Buonanotte.
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Hyenn
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Messaggioda Charlotte » 30/08/2015, 22:54

Se ci esci ma non ci stai insieme, puoi sempre decidere arbitrariamente a chi concedere una possibilità.

Esattamente quello che penso io, ma tanti altre persone no... e far cambiare idea agli idioti è qualcosa che proprio non mi va di fare, finirei per perdere tempo e basta! -e visto che non era solita imporre il proprio punto di vista, chi voleva pensar male di lei aveva tutta la libertà di continuare a farlo.

Quando incontro ragazze come te devo ammettere che mi esalto: provo sempre una certa soddisfazione nel togliere di mezzo il rivale...

Perciò di solito ci riesci?
Ti liberi del rivale, conquisti la preda... e poi che fai, la butti via perché il gioco perde ogni esaltazione?
-lo punzecchiò Charlotte, maliziosa ed ironica, ma anche curiosa di capire come ragionasse Hyenn e che tipo di persona fosse.

... Comunque non mi sembri una ragazza "facile", piena di sorprese forse, ma non "facile".

Beh, non per vantarmi, ma so essere parecchio sorprendente se mi ci metto!

Confermò l'infermiera con una leggera risata divertita, ritrovandosi poco dopo a ragionare non solo sul significato del nome di Hyenn -mistico ed affascinante esattamente come l'uomo a cui esso era stato dato- ma anche su una sorta di lampo che le aveva attraversato la mente.
Non era un ricordo, no, più che altro una sorta di strana consapevolezza che l'aveva portato a pronunciare tre parole: "Dea della Saggezza"; quale strano significato potevano racchiudere?

... Se non ricordo male, nel linguaggio antico il nome che vuol dire "Dea della Saggezza" è... Nayru.

... Nayru? -ripeté lei, aggrottando la fronte con aria pensierosa, quasi come se si sentisse improvvisamente in difficoltà- Che strano... mi sembra di averlo già sentito da qualche parte, eppure non si può dire che sia propriamente un nome comune!
Nayru...


Ci rifletté ancora, tra sé, mentre gli spiegava con un leggero sarcasmo -dovuto alla facilità con cui le persone a volte sminuivano le mansioni degli infermieri- che erano i medici quelli in grado di salvare le vite dei pazienti, e che lei, col proprio lavoro, cercava semplicemente di rendere il loro tempo trascorso in ospedale il più sereno possibile, gioendo quando un paziente migliorava, e standogli accanto quando invece arrivava il suo momento di passare oltre.

Il bene altrui è al primo posto per te.
Ci tieni molto al fatto che nessuno si senta completamente solo.
Hai uno spirito buono e candido, si potrebbe dire puro.


Dai mi fai arrossire... -commentò lei di rimando, mentre le guance si facevano effettivamente un poco più rosse- Comunque mi stai decisamente idealizzando troppo, guarda che non sono sempre così buona!

Qual è il tuo colore preferito?

Penso ti farò ridere, comunque... il bianco!

Ignara di quali reazioni avrebbe potuto scatenare in lui, la Shepard andò avanti e spostò la conversazione su un piano ben più malizioso, di quelli che alla lunga facevano venire un gran caldo addosso -e in alcune zone del corpo specialmente.

Solitamente poche riescono a stupirmi in tal senso.
Quando mi aspetto qualcosa, avviene, ma niente più di quanto prospettato.
Tu ti potresti definire una ragazza in grado di sorprendere, Charlotte?


A volte sì, ma dipende dal contesto, dal mio umore... e da chi devo stupire, ovviamente.

Replicò lei, sentendo un leggero brivido di eccitazione quando Hyenn pronunciò il suo nome in quel modo: era maledettamente sexy, e lei non abbastanza pura e casta da resistere al richiamo della carne.

Giusto, in effetti c'è anche la bellezza decisamente fuori dal comune...

Arrossì di nuovo, sorridendo compiaciuta e maliziosa quando tra loro avvenne "causalmente" un primo contatto fisico, per quanto del tutto innocuo come lo sfiorarsi con le scarpe: era chiaro che entrambi volessero la stessa cosa, ma Charlotte era comunque in servizio, e più che accordarsi per vedersi presto fuori dal contesto lavorativo non avrebbero potuto fare.

Quasi quanto il tuo davanzale...

Il complimento la portò ancora una volta ad avere le guance rosse, ma non fu nulla di nuovo per lei: era consapevole del proprio corpo, e di quanto le sue forme abbondanti -specie sul seno e sul sedere- potessero fare gola agli individui di sesso maschile.
Arrossamenti a parte, quando si ritrovò a guardarlo meglio Charlotte si domandò se non si fossero mai incontrati prima: era più che certa che un uomo così bello se lo sarebbe ricordato, ed infatti non poteva che cogliere delle note familiari in quegli occhi scuri e penetranti.

Impossibile.
Altrimenti avresti già un fidanzato fisso ufficiale da parecchio tempo.


Non immaginavo puntassi ad una relazione seria... quindi non mi getteresti via come tutte le altre?

Commissario Liafort!
C'è bisogno di un suo intervento al secondo piano.
Mi spiace disturbarla... Oh, miss Shepard...


E così era quello il suo cognome... Liafort; avrebbe voluto tanto ascoltare la risposta alla propria domanda, ma l'interruzione improvvisa glielo impedì. Tuttavia non si scompose troppo, sorridendo anzi all'uomo che l'aveva appena salutata.

Agente Eckhart, buonasera!

A presto allora, attenta a non scappare, sarebbe inoltre fatica sprecata, ti ritroverei in men che non si dica...

Non vado da nessuna parte... -lo tranquillizzò lei, ricambiando i baci sulle guance e sorridendo maliziosa al saluto militare, che aveva sempre il suo fascino.

Buonanotte.

Anche a te...

E meno male che non poteva andare a dormire fino alla fine del turno, tanto chi ce l'avrebbe fatta a prendere sonno col pensiero che di lì a pochi giorni avrebbe incontrato nuovamente quel meraviglioso esemplare di Notte Perpetua?


Fine
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Messaggioda Zoé » 01/12/2015, 23:04

∂ Area Relax • Quinto Piano del San Mungo • Sabato 2 Maggio • ore 16.23 ∂


Zoé?!
Ma in teoria non è il tuo giorno libero oggi?


In teoria, Russell...
In teoria.


Ecco cosa succedeva quando ci si affezionava ai pazienti.
Si finiva per prenderli a cuore, per tenere a loro.
Per gioire dei loro miglioramenti e dispiacersi per i peggioramenti.
A provare pena per loro quando erano soli, e felicità quando i parenti li andavano a trovare.
E quando nessuno si era fatto vivo per la signora Aveclyff, Zoé non era stata in grado di tirarsi indietro.
Come Medimaga sapeva che avrebbe dovuto subire un intervento delicato.
E come essere umano sapeva che non avere nessuno accanto le avrebbe fatto provare una gran tristezza.
Per questo si trovava lì, nel suo giorno libero.
Era arrivata un paio d'ore prima, per stare accanto alla donna.
Tenerle la mano, mentre aspettava che l'Infermiere arrivasse per prepararla all'intervento.
Ed aspettarla, affinché vedesse una faccia amica quando si fosse svegliata.
Era stata fortunata a non avere il turno all'Underground, quella sera.
O Liv si sarebbe incazzata a morte nel vederla stanca, con la testa altrove.
Margaret invece -santa ragazza- l'aveva coperta.
Il che spiegava perché potesse permettersi di essere lì.
Qualche mese prima, Under a parte, avrebbe avuto un fidanzato a cui rendere conto.
Ma vista la sua condizione da single -detta così sembrava una malattia- non doveva preoccuparsi nemmeno in quel senso.

Ecco qui tesoro!
Spremuta d'arancia con un cucchiaio di zucchero e ciambellone dietetico, la tua merenda preferita!


A volte si chiedeva se Russell non si considerasse una sorta di padre, per tutti loro.
Compresi i Medimaghi o gli Infermieri ben più anziani di lui.
Sorrideva sempre a tutti, il caro, vecchio Russell.
Zoé non ricordava di averlo mai visto arrabbiato, da quando lavorava al San Mungo.
Gli si sarebbe dovuto fare un encomio, per tutta quella positività.

Te ne ricordi sempre...
Grazie, amore.


Una risposta detta di getto, senza pensarci.
Ovviamente non stava flirtando, ma definire "amore" un uomo di quasi settant'anni poteva sembrare un po' strano.
Almeno, strano per chiunque non l'avesse incontrata all'Under.
Lì i soprannomi erano la norma, e non si sarebbe stupita di trovarsi di fronte un cliente arrabbiato, se l'avesse chiamato per nome.
Era un luogo in cui ci si poteva perdere, in cui si poteva ridefinire se stessi, anche solo in base ad un nomignolo dato dalla Bartender.
E che Bartender.
Indossava un completo giacca-pantalone, quel pomeriggio, di colore blu, dal taglio classico, con una canotta color rosa cipria sotto e ballerine dello stesso colore ai piedi.
Non amava particolarmente quel look, era la signora Aveclyff ad adorarlo.
E se era lì per lei, tanto valeva fare uno sforzo aggiuntivo.
Sembrava proprio una brava ragazza, e chiunque l'avesse vista nei panni della Medimaga Bourgeois non avrebbe potuto pensarla diversamente.
Non che all'Under si trasformasse in una vipera stronza ed acida, anzi.
Ma di sicuro quell'aria angelica che la contraddistingueva si perdeva tra un sorriso malizioso ed un movimento sensuale dei fianchi.
Si guardò intorno, la francese: non c'era tanta gente nella caffetteria, tuttalpiù qualche visitatore.
E una ragazza dall'aria giovane, che dal vestiario non poteva che essere in servizio.
Essendo il San Mungo una struttura piuttosto grande, Zoé non si stupì di non conoscere quella che, con tutta probabilità, era una collega.
Normalmente non l'avrebbe disturbata durante la sua pausa, ma visto che aveva tempo da perdere...

Ciao, posso sedermi?

Immagine


Lo sguardo era vispo e dolce, il sorriso leggero e morbido.
Era bella, almeno così la definivano gli altri, e la giovane donna non vedeva il motivo di negarlo.
Tuttavia non dava per scontato che tutti rimanessero affascinati da lei -specie coloro che non passavano le loro serate al bancone dell'Under su di giri, a farle la corte.
In quel caso, ad esempio, non aveva alcuna certezza riguardo alla risposta dell'altra.
Avrebbe potuto farla sedere perché a quell'aria da cerbiatta innocente non si poteva dire di no, ma avrebbe anche potuto negarle quella possibilità per la volontà di stare da sola.
In un mondo dove, però, l'apparenza contava e trascendeva ogni altro aspetto importante dell'essere umano, la Bourgeois era sempre curiosa di scoprire quale effetto avesse sul prossimo, a prescindere da età, sesso, status sociale.
Una sorta di esperimento perenne e silenzioso, condotto per puro interesse personale.
Nel caso, comunque, l'altra avesse espresso il suo assenso in qualche modo, Zoé si sarebbe seduta di fronte a lei, posando succo d'arancia e ciambella sul tavolino tra loro.

Non ti avevo mai vista prima, qui in ospedale...
Sono Zoé, ma tutti al San Mungo mi conoscono come la Medimaga Bourgeois.
Piacere di conoscerti!


Se invece avesse ricevuto una risposta negativa, semplicemente si sarebbe allontanata in silenzio, consumando la propria merenda ad un altro tavolo della caffetteria.

Spoiler:
Alex Nerwit
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Messaggioda Alex Nerwit » 03/12/2015, 9:47

[Quinto Piano del San Mungo - Area Relax - Sabato 2 Maggio, ore 16:15 circa]

La sera prima un ex concasato le aveva chiesto un mini concertino in una delle piazzette di Hogsmeade, il ricavato doveva andare in beneficenza a non sapeva quale associazione per piccoli maghi.
Avevano ricavato abbastanza per donare a quella piccola cerchia di nuova generazione una decina di mini scope giocattolo e una lavagna magica regalata da una strega particolarmente generosa e amante dei bambini.
Chissà, magari aveva aiutato a far nascere qualche nuovo giocatore di Quidditch o ad aumentare i pazienti che finivano al pronto soccorso per cadute dalla scopa o scontri coi bolidi.
Maghi, avevano la magia dalla loro, la capacità di mutare o anche controllare la natura, eppure proprio non ce la facevano a non devastarsi. Anzi! Lo facevano davvero per bene se proprio dovevano incappare in qualche incidente.
Quella sera non era riuscita a tornare a casa.
Messo via il basso elettrico e tutta l’attrezzatura, era stata chiamata con una lettera incantata d’emergenza perché, molto furbamente, un suo collega, invece di poltrire e poi presentarsi al lavoro in uno stato dignitoso, aveva aiutato la moglie nella preparazione di una pozione avanzata.
Risultato?
I due si erano presentati in pronto soccorso, coperti di bolle e chissà che altro e ad Alex era toccato coprire il suo turno di notte.
Si era trascinata a lavoro, cambiandosi velocemente per poi iniziare direttamente coi soccorsi extraospedalieri di emergenza.
Fosse finita lì poco male, solo che quella notte i maghi londinesi dovevano aver deciso un suicido di massa perché tra fatturati, deturpazioni e gente con dita mozzate da maledizioni devastanti, non aveva avuto un attimo di tregua.
Gufi ovunque, persone disperate che accorrevano dicendo che il loro figlioletto stava galleggiando verso l’iperspazio (come se fosse stato possibile) a causa di una caramellina magica scaduta.
“Non è ancora capodanno, diamine, datevi una calmata.”
Aveva pensato, mentre le barelle si accumulavano e i pazienti si lamentavano affollandosi. Forse serviva un altro ospedale magico in zona. Londra era davvero troppo grande, così la fama del San Mungo, e tutti i cittadini finivano inevitabilmente lì, smistati nei vari piani, nelle varie stanze.
A furia di incantesimi di estensione quell’edificio sarebbe esploso, se lo sentiva.
Compilate le ultime cartelle e finito di discutere coi parenti di un vecchio fatturato dopo averci provato con la badante, aveva preso l’annuncio della fine del suo turno come la migliore notizia che aveva avuto da un’era.
Forse stava esagerando, ma cominciava seriamente a veder tutti muoversi come al rallentatore.
Era tornata a casa, un paio di ore di sonno prima che un altro messaggio la raggiungesse nel suo alloggio. Lo aveva letto mentalmente, pigramente e svogliatamente.
“Nerwit ho un piacere da chiederle, abbiamo un turno scoperto e siamo pieni fino al collo oggi. Giuro su Merlino che poi le sistemo come si deve i turni per una settimana… immagino di non poter dir no..”
I ringraziamenti una volta giunta (o meglio, tornata) sul posto non erano serviti a ridarle le energie perdute ed erano pure superflui, non era la richiesta di un piacere alla fine, lo era solo formalmente. Volente o nolente le toccava e così aveva ripreso la tiritera, rischiando un collasso.
Con molta gentilezza, le avevano concesso una pausa visto che la situazione si era notevolmente calmata.
Raggiunta la zona di ristoro si era accasciata su una delle sedute, lasciandosi cadere leggermente in avanti, le braccia ai lati della poltrona.
Letteralmente sprofondata e in una posizione poco femminile (gambe divaricate e caffè triplo nella mano destra, appoggiato al pavimento), stava guardando il soffitto con aria assente.
Qualcuno le aveva chiesto se poteva sedersi, manco fosse il primario o chissà che altro.
Alzata la mano sinistra le aveva fatto un cenno di assenso, ma non era sicura di esser stata chiara, doveva ricordarsi che era circondata da umani in quel momento e non da attrezzature mediche.

«Certo certo, figurati.»

La voce stanca aveva comunque un tono educato e gentile, come se la risposta fosse stata ovvia.
La sconosciuta (dalla voce era palesemente donna) si stava presentando come una sua probabile collega.
Bella figura Alex.
Si era portata stancamente in una posizione meno indecente, così come doveva sedersi un individuo civilizzato.
Solo in quel momento si voltò verso l’interlocutrice.
Dopo ore passate tra visioni disgustose, quel viso dolce e quello sguardo gentile la colpirono. Non lo avrebbe mai ammesso, ovviamente, e -a parte lo spalancare leggermente l’occhio sinistro in un cenno di sorpresa- avrebbe cercato di non darlo troppo a vedere.
Era vestita in modo impeccabile, al contrario di lei che aveva la divisa da lavoro praticamente sgualcita in ogni angolo. Chissà come faceva a conciarsi sempre così male. Essere la novellina in un reparto la rendeva l’aiutate di tutti e nessuno si faceva problemi a sfruttarla come poteva, professionalmente parlando.
Non che giudicasse dall’aspetto, tra la sua giovinezza al Testa di porco, i suoi viaggi e la sua gavetta come Medimago ne aveva viste davvero di tutti i colori. Tuttavia non era immune alla bellezza, anche perché non era abituata ad averci a che fare. In sintesi, quella che aveva di fronte era una bella visione.

«Diciamo che son sempre sommersa di lavoro e sto poco in giro, spesso mi spediscono fuori per le emergenze extraospedaliere.
Piacere mio! A me chiamano “Nerwit” per far prima, Alex va bene.»


Spostato il caffè nella mano sinistra, aveva portato l’altra verso la nuova conoscenza.
Nel caso avesse voluto ricambiare quel gesto, la mano sarebbe risultata calda a causa del bicchiere di caffè ustionante che reggeva da qualche secondo, ma non sudata. Una stretta forte ma non troppo.
Si presentava così perché, come le aveva detto suo padre: “Quando ti presenti puoi passar molto stringendo la mano nel modo giusto. Vai sicura ma non aggressiva.”
Si era esercitata molto ed era soddisfatta di quegli allenamenti.
Ovviamente bisognava accompagnare il tutto da un sorriso cordiale ma non ebete.
“Quante formalità…noia.”
Purtroppo funzionava così e bisognava, anche solo per finta, adeguarsi.
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